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Senti, chi è qua?
Damene un suono A
Radio
Rai Campodanno
Riaspettiamola
Qual è?
Deve essere questo, comprensorio le isole.
Punza o capra?
Punza.
Piano.
Terzo. Ma te mi faresti, se no ci sento. Ma chi ci sente, siamo in macchina. Però
ci vedono.
Ma marcia indietro, le darghi se vede in cazzo.
Mettete del lago, si sta, siamo di fronte.
Ci sei?
Le candele rosse erano finite.
Le ho prese verdi.
Lo stesso, no?
Enzo!
Oh, ma ci sei?
Non te ne frega te, tanto c'ho il bicchiere a te che lo metto a posto.
Dove? Lotte?
Luena!
Tu mi fai girare, tu mi fai tirare come fosse una bambola.
Poi mi butti giù, poi mi butti giù come fosse una bambola.
Non ti accorgi qua!
Grazie a tutti.
Fritta, ma io adesso come esco? Ma come?
Esci! Ma sei una settimana che non esci! Ma proprio questa sera, dai!
Ma rimani con noi, Cristiano! Ma con noi chi?
Siete sempre voi!
Hai invitato tutti i portieri della Cassia! Io non te capisco, ma ci passi
tutto l'anno, ma pure le veste!
Ma perché?
Ma che vuoi fare?
Sì.
Eugenio...
Francesco, ci sei?
Senti, ti volevo dire che Fiorenza non viene, ha un mal di testa tremendo.
Spero che non sia un problema. Io comunque vengo. Ci vediamo più tardi e
baci, baci, baci. Ciao.
Pronto Giulia, ci sei?
Sono Lisa.
Non so come vestirmi.
Tu come ti vesti?
Sono disperata, chiamami appena torni. Pronto, pronto Lisa.
Stanko. Ho appena finito di scrivere la relazione per Liri.
Ce l'hai fatta finalmente, eh? Ah, sì.
Era ora.
Che stai facendo?
Che palle.
Non mi va proprio di venire stasera, guarda.
Mimma la mia, c'ho una voglia.
Che?
Sto come una matta.
Pensa, si è svegliata alle sei per cuocere le lenticchie.
Io che se le prendevo in rastricceria fanno schifo uguale.
E se non vengo? No, no, no.
Ci tiene da morire, ci rimane troppo male.
E poi che fai, mi lasci da solo?
E se ce ne andassimo a Saturnia?
Ti ricordi?
Dai, pensa che bello, ci facciamo il bagno e a mezzanotte... Ti monto, Lisa,
ti monto con un torno all'appogato.
Sei schifo, il solito porco.
Però non sarebbe male.
Lo so, non sarebbe male per niente.
Allora? Sei zitta.
Zitta, che lo sai che non si può.
Allora vieni qua, dai.
Se vuoi che venga stasera vieni qua, subito.
20.000.
Pronto?
Uè, Filippo, come stai?
Sì, sì, sì, sì, sì, sì, un attimo, un attimo solo, te lo do, sì, te lo do
subito, eh.
Un attimo, allora, aspetta un attimo che sto un po' impicciato qua.
Allora, eccolo qua.
Allora, via Cassia, mille, scusa, 1043.
Sì, sì, sì, sì, sì, sì. Sì, tanto sul campanello c'è scritto Contessa
Scintilla Sinibaldi.
Allora avete deciso di venire?
Fantastico. Eh, Scintilla sarà in estasi.
Gaido, no!
Gaido!
Gaido, pigliandro!
Scusami un attimo, Filippo.
Nallazzino! Sì, sì, casomai ci vediamo dopo la festa. Ciao, ciao, ciao, ciao.
Gaido!
Nallazzino da morto! Mister! Gaido!
Eh, chi è come stai?
Pallacci che testo ha morto, ma tu guarda la puccia che sono.
Gaetano Malagozzi, o più meglio del signor Purciano Dei. Grazie, mistero. Ma
lo cazzo si fa lungo? Eh.
Ma manca una fetta in decartolino. Eh, mistero.
So che guaglione abbiamo fatto il torneo di Natale. Ah, e come vi siete
qualificati? Ultimi, Gaetano, è un destino amare.
So tre anni che non si fiuuta la capitale e so tre anni che non vincimmo
la chiave che è partito. Ma mistero, scusate, ma come mi siete vestito?
Allora, maschio, ma che l'hai già scordato da chi? Eh, o simbolo la
squadra tu?
Ma come sei bello, Caetano, sei fatto ancora più bello. Un vero signore.
Grazie, grazie. Vagliù, andate a cagliare.
Vagliù. Mister, non luccate così, per cortesia.
Vagliù, vagliù. Scusate, per cortesia, non mi facete fare figure merda.
Scusate. Caetano, io ti voglio cacciare.
Ti voglio ammazzare di vagliù, ti prego, ti voglio ammazzare di vagliù. Non
posso, mister, veramente, non posso. Non posso, sono mortificato, ma non posso,
veramente, me ne c'è io.
Come? E come?
Tengo un appuntamento improrogabile, mister.
Gesù, eh?
E io voglio non li saluti.
Quello li fai felici solo a guardarti. No, Gaetano, devi restare, almeno per un
caffè. Un cordiale, un aperitivo.
Gaetano, non me lo puoi negare. Almeno un caffè ce lo dobbiamo prendere. Il
caffè non lo prendo, lo sapete, mi fa pure male.
E poi, scusate, mi è andato all'avvocato. Sì, vabbè, ma si chiama
avvocato. Lo sace buono come si chiama quello che ti piace a te.
Patente e merda.
Ma che tiro, non parla nulla.
Stai fermo, che è male. Se lavatevi in mano a quello, mi facete male.
Scusate.
Non ti preoccupare, non ci dico i guaglioni più da giusti. Grazie Tretti,
siete molto gentili. I guaglioni ti vedono combinato così, e vogliono venire
pure fuori dalla capitale. Lo so, lo so. E poi non gioca più.
Comunque, mister, grazie di tutto.
Statevi buoni e buon anno a tutti quanti.
Metteci la catena, hai visto mai?
Dosaki, porco zio.
Sì? Ma chi è quello?
Niente, tutto regolare.
Dai, pensa che bello. Ci facciamo il bagno e a mezzanotte... Ti monto, Lisa.
Ti monto come un toro nell'acqua calda.
Ma è schifo. È il solito porco.
Però non sarebbe male.
Lo so.
Non sarebbe male per niente.
Allora? Sei zitta.
Zitta, che lo sai che non si può.
Allora vieni qua, dai.
Se vuoi che vengo stasera, vieni qua.
Subito.
Va bene, arrivo.
Sbrigati, dai.
Sto già lì.
E allora,
come sono?
Ottimo, signora.
Veramente.
Buonissimi.
Come mai non si ha messo dentro anche le alici?
Fa un'arsura.
Usciamo? È in camera sua.
Pensa che è chiuso lì dentro da Natale.
Perché non gli dici di uscire, eh? Parlaci tu.
Convincilo, tanto non mi dà le carettele.
Ma che c'è, Cristiano?
Ma che c'è?
Non è che mi drogate?
Grazie.
Nonno! Nonno, nonno, guarda, c'è una donna, è tutta nuda.
Dove? Là, la Giovannini, è tutta nuda, nonno, sta pisciando in salotto. Vai su,
vai in camera mia e prendimi la cosa, vai!
Michele, potete darci una mano però, eh?
Michele! Ora vengo, ma... Buonasera. Che ci fai con quel
dinocchio? Ci guardiamo i fuochi.
Michele, copriti! Tieni, nonno.
Eh?
Ci facciamo un cannone.
Erbacabra. Me l'ha regalata mio fratello per Natale. Bel regalo.
Senti, senti.
Allucinogena, Cri. Sì. Mi spacca il cervello.
Fammi un filtro, ti amo.
Corbietto da metro.
Mi raccomando, fallo bello che tira.
Fri, ce l'hai le cartine tu?
No.
Pensa che incubo se non ce l'ho nemmeno io.
Adesso sti cosi, no?
Dinamite. Dinamite? Ecco.
Di una mite, eh?
Me l'ha regalata mio cognato.
Quello che lavora a Massacarrara, nelle cave di marmo. Ma che ci devi fare?
La spariamo a mezzanotte, Cri. No, te sei completamente deficiente, giuro.
Pensa a me, il botto di Capodanno.
E sai dove la spariamo?
Nel laghetto dell'Istituto di Cultura Giapponese.
Là dentro ci stanno le carpe coi, quelle colorate, bestioni di 30 kg.
Pensa a che botto, Cri.
Secondo me arrivano pure fino al Museo d'Arte Moderna.
Sì? Chi è?
Ernesto, sono io, come va? Ah, sei tu, Liza, dimmi.
Ti disturbo?
Beh, sì, un po'. Novità?
Bene, tutto bene.
Paolo ha detto che non vuole sciare, aspetta il suo papà. Fai capricci, gli
ho comprato i monbuzzi rossi a tutte e due.
Bravi, bravi, continuate a spendere soldi stronzate, eh. C'è neve?
È tanta, è Cagliari. Cagliari?
Ah, è già.
No, no, che a Cagliari c'è il sole.
Avvocato, mi scusi.
Arrivo subito, grazie.
Scusa, ti disturbo. Beh, abbastanza.
Ma aspetta una briefing, lo sapevi, no? Eh, lo so, scusami. No, figurati, però
ti avevo detto di non chiamare.
Ti sentiamo dopo, va bene? Sì, chiama però, è che i bambini vogliono
salutarti, non vedono l'ora di riabbracciarti. Stai tranquilla, ciao.
Chebbiano, qua.
La contesso.
Zucchina!
Amore, scusami.
Dove sei stato?
A trovare papà.
Sai com'è, poveretto, ci teneva.
Come sta?
Sta bene, sta lì, gioca a carte.
Gli hanno preparato pure il cenone di Capodanno. Chi lo ammazza?
Che cosa prepari di buono?
Venticchie. La mia passion.
Buono. Guarda che ti ho preso.
Belli. Li metto subito nell'acqua.
Sarai stanco, amore?
Eh, un po' sì.
Vatti a fare un bel bagno caldo.
Dici?
Ma sì, mi sa che mi ci vuole proprio, così allento a sta tensione. Che
tensione? Beh, sai, il lavoro, papà, insomma. Non ci pensare. Vai, dai.
So, avevo promesso di aiutarti.
Non ti preoccupare, è tutto pronto.
Sicura? Ok,
zucchina, come vuoi tu.
Vado. Ti preparo qualcosa?
Eh, magari.
Un bladi.
Ma sai una cosa, amore?
Quando ho lasciato papà, prima, mi sono sentito, non lo so, come vuoto.
Lasciarlo lì, tutto solo, con quei vecchi, la notte di Capodanno.
E sai che cosa mi ha fatto più male?
Guardarlo negli occhi.
Gli occhi tristi, spenti.
Mi dicevano, vai Enzo, vai!
Io ho vissuto la mia vita.
Adesso tocca a te.
Va.
Pensai che domani ci torni?
Ma sai una cosa, Gaetano?
Vorrei che questa musica non finisse mai.
Vorrei restare qui abbracciata con te tutta la notte.
Vorrei che non venisse più nessuno.
Come ti capisco, Scindilla?
Scindilla.
La sai qual è la cosa che più mi piace di te?
La cosa che più mi fa impazzire?
Dimmi, dimmi, Gaetano.
Il tuo nome, Scindilla, è un nome che...
T'accende, my bitch!
2 anni fa, stavo al disco volante, no?
Quello che sta all'incrocio, la Casal dei Passi, con via Scallaroli, no?
Io lascia, mangiavo sempre i gersuri.
Questa sera invece per il figlio di una figliotta di Mario mi attacca una pippa
con questo cazzo di olio vascolare.
Devi mangiare perché di qua, devi mangiare perché di là, devi mangiare
perché di su, devi mangiare perché... Perché da giù abbiamo capito il
sbattaglio. A fine io presso, vabbè va, portami pure questo cazzo di olio
vascolare e la facciamo finita.
A prima un,
no a secondo a terzo, a prima.
Subito. Chi?
Un Sergio.
Ci aveva messo dentro un Sergio?
Devo fare uno scherzo. Che figlia d'amiglio.
Ma quale scherzo?
Quello che arriva fuori con i gelati.
Con i Sergi?
Noni. Era una.
Quella sola.
Se non scordare dalle vaghe l'osso.
Mi ammazza la caighella, però.
La prima olivetta scolana della vita tua. Hai capito?
Mi dispiace. Vedi come mette la mano in faccia, no?
Quella che lo piscia la bianca.
Mi ha detto che non era colpa sua, che non gli era mai successo.
Allora, Prino... A proposito, lo conoscete Prino?
Prino... Ho capito, lo conoscete.
Ebbene, Prino, che è un amico mio, è uno che ci capisce.
E mi ha detto di lasciarti sapere.
Anzi, mi ha consigliato di fare una cosa.
Che? Che ti ha consigliato?
Di fargli una causa.
Ha fatto bene. Ha fatto bene, sì, c'è grido.
Ma fai le cause a chi?
Ma come a chi? A quelli che le fanno, no?
E dove stanno quelli che le fanno?
Chiusi, dove stanno quelli che fanno le olive ascolane? Dove sono?
E che ne so dove stanno.
Dove sono quelli che fanno le olive ascolane? Dove sono?
A Ascoli. Che ha fatto?
Noni. Come noni?
Perché non ti fanno le olive ascolane, Osvaldo?
A macerata.
Sì, lo vorrò.
Che cos'è?
È una sorpresa, papà, è una sorpresa. Dai, aprilo. Ma cos'è? Su, dai, aprilo,
papà, dai, aprilo, dai.
Aprilo, aprilo, papà, aprilo. Dai, su, vieni a prenderlo. Dai, aprilo.
Ma non dovevate?
Sono loro.
Ma sì che sono loro.
Originali, la prima serie.
Ma come avete fatto a trovarli?
Ti piacciono, eh, papà? Ti piacciono, eh? Io lo sapevo che ti piacevano.
Forse faccio ancora in tempo a iscrivermi al raduno di Subiaco.
1.043. Quanta era?
47.000.
Tenga il resto.
Buonasera. Buonasera e buon anno.
Anche a lei.
Sì? Sono io.
Minchia! Che si fa, no?
Ci sarebbe sempre quel festone a Genzano.
Però ci suonano quelle mezze seghe degli anima ulteriori.
Oppure si potrebbe andare sul Tevere, al Barcone, da Fisichella.
Allora? Buona sterba, eh?
Che facciamo?
Tu non ascolti, non segui.
Ma che è sta puzza?
Ci buttiamo sul barcone?
Boh. No?
Lo so.
Ma t'hanno invitato?
No. Ci avrei giurato.
Ma che c'è, la scabbia?
Non ti invita mai nessuno?
Cioè, quanti anni saranno che ci conosciamo?
Cinque, almeno cinque.
Ma perché, che malattia c'hai?
Cioè, adesso che ci penso, manco io ti ho mai invitato.
E poi, porca puttana, ma copri sti cadaveri, ecco che hai la puzza, metti
delle scarpe, oh!
Ma mica stai a casa tua, stai!
Oh! Dinda, grotta al suolo, sei scandato.
Che cavolo!
Quello è un mio amico, il bancho.
Spogliati. Come mo?
Spogliati.
Adesso? Sì, adesso, subito.
Ma stanno arrivando gli ospiti.
T'ho detto spogliati.
Io...
Giulia, le mie mutande?
Le ho lavate.
Ma come le lavate?
Le ho dovute lavare tutte, erano piene di tagli. Di tagli? E adesso che mi
metto io?
Che cazzo, le nove e mezza.
Chi è?
Apro!
È aperto?
Braccine. Sì, no.
No, no, no, no.
Aspetta. Che c'è? Aspetta un attimo, un attimo. Chi è?
Aiutami.
Aiutami. Chi è? Scendi.
Sfilami sto coso.
Aspetta un attimo, eh.
Aspetta un attimo.
Non scendi, scendi. Un momento.
Aspetta un momento. Tanti fermi un momento, però scendi.
Scendi.
Sei morto.
Giulia, complimenti.
Hai fatto proprio un gran bel lavoro. Questo salmone alle pareti.
Illumina, illumina tutto.
Ma chi ti ha consigliato? Un architetto? Mia mamma, questa talenta. La mamma?
Gran gusto la mamma.
Brava.
Allora, lo sai che sono proprio contenta di stare qui stasera a festeggiare con i
vecchi amici. Pensa che dovevo andare a Norcia.
Norcia? Sì, un collega di Gianluca ha organizzato una festa in un castello e
Gianluca ci voleva andare, ma io mi sono rifiutata.
Secondo te ho fatto bene?
Vuoi un po' di finocchiona?
Così io gli faccio capire che sono indipendente da lui, capito? E che io mi
posso fare tranquillamente il capodanno da sola e non sto male.
Non stai male?
No, sto male. Non tanto, abbastanza.
Certo che un po' mi dispiace.
Chissà che starà facendo.
Forse ci dovevo andare.
Forse.
Scendila, scendila, scendila. L'anima che ti ha morto, scendila, scendila.
Aspetta un momento, forse questa la puoi svegliare. Eh, niente, manco un po' di
cazzo. Scendila, scendila, fammi sentire.
Eppure batte, eppure batte. Sveglia, scendila, scendila. Aspetta un momento,
eh.
Eh, la patria, andate via, andate via.
Pronto, chi è?
Gaida! Gaida, no! Chi è che parla? Pronto? Gaida! Ma chi è?
Ma dico io, dove la tiro la capa? Gaida, dove?
Ma chi è?
Ma come dire? Gaida, sono chiuso! Ma come avete fatto?
Gaida, che è successo?
Gaida, che è stato? Non strillate, non è successo niente!
Ehi tu che stai allucinando, che è successo? Che è successo niente Drake,
ma che cazzo vuole da me? L'agenda che hai da? La tua, la tua, la tua.
Te l'hai scurtata l'agenda, la tua.
La mia cazzo che ha sì. L'agenda.
Ehi, te l'hai scurtata qua o distributo?
Ti ho pure chiamato, ma sei proprio strunzo. Ma che dite, mistero? Ma sei
strunzo, Gaetano. E mo basta, mistero, mi avete scassato. Ma come vi
permettete? E a capire, cazzo, ho fede in dono e l'anima è morta. Io non la
voglio più sentita, nominata, pur chiaro termine, tutti gli abitanti che ha
fuori, fedenti, ignoranti e camorristi e merda che siete.
Avete capito? Va buono. E mo con la giurita.
Ho capito, Gaetano.
Ti sento un po' capareggiato. Ecco, bravo, sono capareggiato.
1-6-7-0-5-5-1-6-0. Chi c'è in linea oggi?
Pronto? Chi è?
Chi è?
Sotto la porta.
Sotto la porta.
Era geniale, semplicemente geniale, ragazzi. E dai!
E va bene, vi dirò qualcosa.
Dunque, vi faccio una domanda.
Quanti cani conoscete nel cinema?
Tantissimi.
Non scherzare, parlo di cani veri, tipo Zanna Bianca.
Rintintin. Lessi. Beethoven, San Bernardo. E la carica del 101?
No, no, no, solo cani veri, non quelli dei cartoni.
E che cos'hanno in comune?
Non parlano. Come non parlano?
I babboncini, li senti chi parla adesso?
Parlano. E come se parlano? No, no, non ci siamo, ragazzi. È possibile che non
capite?
È che sono amati.
Tutti questi cani sono amati e coccolati dai padroni, dai bambini che ci giocano,
dai nonni, dalle nonne, dagli zii.
È il classico stereotipo hollywoodiano, quando invece milioni di randaggi
muoiono abbandonati sulle strade, coperti di zecche, perché i loro
padroncini d'estate non sanno che farsi.
O peggio, gli organizzano dei combattimenti per farli sbranare fra
loro. E allora?
E allora io ci ho scritto una sceneggiatura.
Brava.
Con Carmine Smilov.
Smilov?
Ma che aveva fatto Smilov?
La delitivita.
E allora?
È una storia difficile, dura.
Pensa che è stata rifiutata da tutti i produttori.
Era troppo tosta.
Solo uno come Spaventa ci ha creduto.
Beh, Spaventa è Spaventa.
Sono vivo.
Merrossi, finalmente rilasciatemi.
Arrivo domani.
Ti amo, Eugenio.
Eh no, eh.
Adesso.
Io ve la racconto, però mi raccomando, eh. Vi dovete giurare che non ne parlate
con nessuno.
Ma certo!
No, no, veramente, in questo ambiente ci mettono un attimo a fregarti di te. E
dai! Ragazzi, è una bomba. Tu già la sai? Eh, come non la so? E allora?
Allora, ci siete?
È la storia di Ciro, un cane poliziotto, un pastore tedesco tossicomane. E si
droga? No, lo drogano. Fanno così per rendere i dipendenti, no? E trovare la
roba nelle valigie.
Beh, la prima parte è tutta sull'addestramento, no? E poi sul suo
sprofondare nella tossicodipendenza all'aeroporto di Ciampino a caccia di
spacciatori. Beh, adesso non vi sto a dire tutto quello che succede.
Però ad un certo punto, quando l'eroina l'ha reso ormai uno schiavo...
Decide di scappare alla ricerca della libertà. Ah, e poi?
Scappa, scappa, scappa per chilometri e chilometri, giorno e notte, notte e
giorno, senza sosta, ma... Non c'è niente da fare.
Non riesce a liberarsi della scimmia. Ah, c'è pure una scimmia? E allora?
E allora decide di tornare a Ciampino. Ah, come l'ex?
No, ragazzi, però se continuate a interrompere... Dai, ti prego, vai
avanti, vai avanti, mi sto appassionando.
Insomma, si rimette in cammino.
Però a un certo punto si ferma in un cantiere e in piena crisi si pippa mezzo
chilo di calcio e viva. E la madonna! Quando arriva Ciampino è in preda agli
spasmi e decide di farla finita. Come, come?
Niente, si mangia una statuetta di una divinità indiana, Ganesh, piena di brown
sugar e muore de verdosi.
Nell'ultima scena si vede Ciro morto in mezzo ai bagagli, steso sul tapirulò,
come una valigia che nessuno verrà mai a reclamare.
Bella papà! È
perfetta!
Adesso è perfetta!
Sì, adesso è proprio perfetta! No papà, no! Lo specchietto non è quello
originale, è nuovo!
Che c'è?
I tonno!
Prima non c'erano, adesso sono obbligatori! Vabbè dai, andiamo su che c
'è un nonno che ci aspetta! Ho un'idea!
Perché non facciamo una cosa? Montiamo tutti in macchina e andiamo a
festeggiare a Via Veneto. No, papà, no. Mi avevi promesso che sparavamo i botti.
No, dai, Vittorio, ti prego, pensa al traffico che ci sarà.
Rischiamo di rimanere imbottigliati.
Giusto, giusto.
Dopo, dopo la mezzanotte ci facciamo tutto il giro del raccordo.
Evviva, evviva, evviva il capodanno.
Nonno, dopo la mezzanotte tutto il giro del raccordo. Sei contento?
Il De Piledi no!
Il De Piledi no!
Il De Piledi no!
Oh, De Piledi! Sì!
Ah!
Ah! Ah!
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
Ah! Ah!
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
Ah!
Che ne so io.
Zitta, zitta, zitta.
Piano, mi raccomando.
Niente, è la vicina di casa.
Una poveraccia.
E' sparito il marito dieci anni fa.
Rompi i coglioni a tutto il condominio.
Andiamo, andiamo.
Sì.
Riprendiamo. Sì.
Brucia.
Dai, Cristiano, perché fai così? Dai, chiudi. Esci un po' da questa stanza,
dai. Ma lasciami fare. C'è la torta. Non la voglio. Dai, vieni di là, su.
Dilla anche al tuo amico. No, no, no, no. Ho preparato il profiterol. No, ma
non la voglio, la torta non mi va, dai, non mi piace. Cristiano, Cristiano.
Che cosa c'è? Che cosa avete fatto? C'è una puzza, cosa avete bruciato? No, no,
ma che abbiamo bruciato? Niente, dai, la mano, non abbiamo bruciato niente. Sei
sicuro? Sì, sì. Ma c'è un odore? No, sui piedi d'ossa di pesce, dai, adesso ci
impacciamo, stiamo per uscire.
Voi uscite? Sì, sì, abbiamo deciso. Ah, finalmente, un po' d'aria vi farà bene.
Però mi raccomando, quando passi, saluta, educatevi. Sì, va bene, mamma,
va bene, va bene, dai.
Non possiamo stare qua dentro, sembra una fumeria.
Ma capito tutto, cazzo, dai, dobbiamo uscire, veramente.
Ehi, chi è? Perché ti sei addormito?
Vabbè... No, sono stufato, ci aspettavo un'altra cosa e andavamo tutti a
dormire. Vabbè, ancora non è ora.
Perché? Che dobbiamo fare? Che dobbiamo aspettare?
Ti ho detto che è presto. Non lo vedi che è presto? No, non lo vedo.
Ammazza, che freddo.
Sono torpiditi tutti i rossi.
E' avata, sbaglio.
Ah, oh, mussio, vedi.
Guarda, asciuga.
Hai sgareato un tagiac.
No, vedi?
Non lo chiodi, Giafrausto.
Alla mora.
Via dalle borghe!
Ambulanza, aiuto, una...
Spalido.
È grosso quello.
E metto a me così, no?
Ma guardate la gente come si deve ridurre a Capodanno.
Ambriacuna, ti piace vivere?
Piantala.
Pensi che piangendo cambi qualcosa?
Mamma, ma che ci fai qua?
Faccio quello che farebbe qualsiasi madre che vede la propria figlia
navigare nella merda fino al collo.
È vero mamma, hai ragione.
Te ne rendi conto finalmente?
Sto male mamma, sto male.
Ho sbagliato tutto, tutto.
Smettila di compiangerti e tirati su.
Sei sempre la stessa. L'hai preso da tuo padre.
Hai quasi trent'anni, Giulia. E ancora non sai come gira il mondo.
Tu hai una fortuna che gli altri non hanno.
Hai una madre che ti vuole bene, che darebbe il sangue per te.
Sì, lo so.
Devi reagire. Devi dimostrare a te e a tutto il mondo quello che vale.
Fai vedere a quel porco chi sei.
Deve pagare.
Deve pagare, stellina.
Deve pagare i tuoi errori.
Non bastano poche gocce di Guttalax.
Niente per tutto.
Forza, diamoci da fare.
Incomincia l'anno nuovo come si deve.
La mamma ti vuole bene.
Ti vuole bene.
Capito?
Capito.
Giulia, dov'è il vino che in tavola è finito? Guarda nel frigo, ci dovrebbe
essere dell'altro.
No, rosso. Rosso lo volevo.
Eccolo rosso.
Un bel piantino.
Giulia, brava, tutto molto buono, molto buono. Grazie.
Eh?
Facile come mangiarsi un panetto di burro.
Ma che senti?
Perché? A me è facile mangiarsi un panetto di burro. Ma che c'è?
Io ti vorrei mangiare... Ma te lo sei mai mangiato un panetto di burro, sì?
No, ma se dice... Se dice facile come beversi un bicchiere d'acqua, imbecille.
Vabbè, mi sono sbagliato allora, ma che cazzo vuoi? Bani!
Sto deficiente. Ho detto Bani!
Ora basta.
Ora si lavora.
Ammazza che posto qui. Hai visto?
Ma perché non mi hai mai detto niente?
Vieni, vieni.
È bellissimo.
Aspetta, qui.
sentala questa
la
senti?
sembra che respiri eh pensa questa l'ha costruita nel 1894
un ingegnere norvegese un certo Lars Fenning
Guarda, l'ha chiamata Heidi in onore della figlia morta sotto una carrozza.
Non perdo un colpo.
Dicono che ci si è suicidato dentro.
Chi? La sua amica.
Era disperato.
La sua vita non aveva più senso dopo che gli era morta la figlia.
Heidi.
Che bella, eh?
Bellissima.
Pensa che ogni tanto gli inquilini si lamentano.
Dicono che dai termosifoni c'entrano...
i rumori come una voce che chiama
Così, la pioggia dorata, ancora, sì, di più, tutta, tutta ancora, che
meraviglia, di più, brava, così, di più, tutta,
brava, ancora,
sì, di più, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai, dai,
Buoni? Eh, buoni, però questi qua per essere speciali ci devono mettere un po'
di fagiolini, le patate, e allora sì che diventa una specialità.
Avvocato, prendo l'assegna. Non puoi lasciarmi così.
Se avete bisogno di prestazioni particolari, sadomaso,
bondage, shit lobby.
Succhia, dove vai?
Aspetta, liberami!
Liberami, ti prego!
Ah, Succhia! Sì?
Ti posso fare una domanda? Prego!
Ma perché io ho fatto la pipì addosso prima?
Eh, mi piace! Succhia!
Succhia!
No.
Non sai che ho trovato, Cris?
Che hai trovato?
Solvente. Solvente per pittura, per i modellini.
Beh? È un allucinogeno potentissimo.
Che ne sai?
Me l'ha detto mio cugino, quello di Salerno. Una volta stava in fissa per il
modellismo, poi è diventato tossico. E ogni tanto si sniffava sta roba qua.
Era meglio di un acido, diceva.
Sì, vabbè.
Angetico. Io ti odio, giuro ti odio. Ogni volta che dico una cosa non mi
credi mai.
Sai che... E poi è Capodanno, dai.
Dai, Cri.
Sniffiamocela.
No, ma che ti costa un tiro solo?
Io lo faccio, Cri.
Lo faccio.
Osta di pesce!
Che c'hai o che ti senti?
Esalzio, esalzio, non sai che?
Ti arriva dritto al cervello!
Ti rovina.
Prova, Cri, dai.
Col cazzo, guarda come stai. Come sto?
A merda. La bomba, Cri, la bomba, dai.
Prova, dai, non fare il codardo.
Prova. Ti prego, fallo per me. Dai.
Ma com'è?
Di più, Cri, di più.
Ma senti che puzza. Dai, dai, dai.
Prova, prova, dai.
Dai.
Un po' di educazione per cortesia. Grazie.
Buonasera, buonasera.
Don Pepe, per cortesia, ditegli qualcosa a voi, mi stanno rovinando.
Bella cosa.
Don Pepe, per cortesia. Mangiate, che lo faccio.
Non lo faccio fare.
Non lo faccio fare.
Frec, ditegli qualcosa.
Frec, mi stanno rovinando.
E se c'è denuncia?
Non voglio convivere. Ma non hai visto?
È una professionista quella.
E con questo che ci fanno?
Lo ammazziamo? No, vi prego, non lo ammazziamo. Cosa vi ho fatto? Non vi ho
fatto niente. Lo soffocate? Mi scongiurano, mi uccidete? Dove trovi il
cuscino? Ma che non vedi che l'ufficio è questo? Siamo uno di quelli del divano,
no? No, quelli non sono buoni. Sono repelli, scivolano.
Hai ragione.
Lo sai come fanno?
Che attappano la bocca così, no? Poi gli mettiamo tutti dentro il naso.
Così come respira, chiedi.
Ragazzi, non mi fate scherzi.
Non voglio morire. Sta buono, sta buono che stiamo ragionando.
Sì, però mi raccomando.
Fermi tutti, ragazzi.
L'abbiamo sbortato.
Sì.
Ho un'idea. Eh?
Lo ricattiamo.
Gli facciamo le fotografie.
E se non ci sono i soldi, gli mandiamo la moglie. Le fotografie? E gli mandiamo
pure. A chi? A lui, no?
Le fotografie? E pure la moglie.
E' una fotografia!
Guarda quanto sei schifo!
Ma che c'è? Stai bene?
Come vuoi che faccia? Mi foto da solo? Che vuol dire?
Dovevamo fare con quella di prima?
Mannaggia che l'abbiamo fatta la mia!
E beh, sta sempre legato però, no?
Perché non poteva aver legato noi?
Ha ragione.
Dovevamo fare prima con quella?
Tocca trovare una.
Che ce lo ero pure tu, che t'hanno fatto pure a te lo ero? Che tieni? Signore,
signore, lei mi ricorda? Ma chi vuole dare la vera vera? Io so che ti voglio,
io ti voglio, io ti voglio, io ti voglio, io ti voglio, io ti voglio, io
ti voglio, io ti voglio, io ti voglio, io ti voglio, io ti voglio, io ti
voglio, io ti voglio, io ti voglio, io ti
voglio.
Hai già messo la cornetta!
Ma tu per schifo, sei un nasochista e un perverso sessuale. Ah raga, ma che
pensi, noi o lui?
Lui.
Ma che me volevi scegliere?
Ma perché c***o?
Guarda come stai, guarda come stai.
Salve, ossa di pesce. Sono... Io lo so chi sei.
Tu sei Lars Fenning, il costruttore di Caldai.
Come stai?
Bene. E tu?
Molto bene.
E tua figlia?
È qui.
Heidi?
Ciao, Heidi.
Allora, sei stanco?
Un po'. Mi chiedo come fai. Tra poco finirà il combustibile, questo lo
sai, vero?
Sì. Ehi?
Niente. Sei pronto?
Sì. Non sei preoccupato? No, neanche un po'.
Giulia!
Come tu che manco ti ricordi di me, eh?
Momentaneamente.
Coticone Angela, all'alberghiero, stavamo in classe insieme e ti scordate.
Poi a te ti hanno bocciato.
Studiavo poco.
Ma sai una cosa?
Adesso te la posso dire.
Tu mi piacevi tanto e passavo tutto il giorno a riempire pagine e pagine del
mio diario col tuo nome.
Malacozza, Malacozza, Malacozza.
E tu neanche mi guardavi.
Che stupido.
Senti, Foticone, la sai una cosa?
Ci sta una festa sul Tevere, su un barcone, da fisichella.
Perché non ci andiamo io e te?
Poi magari ti faccio conoscere Roma. La conosci Roma?
È bellezza di Roma.
Il Colosseo, San Pietro, Piazza Navona, Piazza di Spagna, Piazza Bologna.
Gaetano, Gaetano.
Gaetano, Gaetano ti devo parlare. Ancora? Non ci ho combinato nulla. Lo so
mister, avete proprio saggiato.
Lo so, io però non volevo. Lo so, però avete sbagliato. Ho sbagliato, ho
sbagliato, c'è poco da fare, ho sbagliato. Solo che ora come facciamo,
Gaetano? E come facciamo, come facciamo? Lasciamo perdere tanto quello che è
stato e stato, tanto la contessa quella ormai. Stava combinata male, Gaetano.
Male, male, quella bella.
E bella.
Ma quello è sempre bevuto. E ora come si fa, Gaetano? Come si fa? Si fa, si fa.
Tanto è Capodanno, tutto passa.
È Capodanno? La roba vecchia si è?
Tu dici che si aggiusta tutto? Non vi preoccupate, piuttosto andate a bere
qualcosa. Ci pensi tu? Ci pensi io, ci penso io. Grazie, Gaetano. No, statevi
fermi, statevi fermi.
Grazie, Gaetano, grazie. Non me lo scorderò mai. No, scordatevi tutto
invece, mistero.
Hai ragione, forse è meglio.
Mi scordo tutto.
Deve pagare, stellina.
Enzo, amore.
E ce l'hai fatta?
La carta igienica era finita, ho trovato questi.
Ragazzo, ti è venuto in mente da fare sto risotto alla pescatura da merda?
Io voglio uscire, non ce la faccio più. Sei sicuro? Sì, voglio andare fuori,
voglio uscire a festeggiare, a fare il casino, dai.
Ma perché? Si sta così bene qua. Che ora è? Quanto manca? Non ce ne so, venti
minuti. Dai, andiamo, dai, andiamo. Sì, ma andiamo.
Andiamo, eh.
Pare morta.
Dai che la rabbia vada, fai le qualche cose.
Forza, bella, eh.
Andiamo, amore, su.
Voglio fare una fotografia mia al quadro. E fotografia?
Le fotografie, non le fotografie, no, no!
Guarda un po', sta zitta, questo, non mi riesco a concentrare.
Basta, basta.
E mia moglie?
È di sicuro mia moglie, vuole farmi gli auguri.
Che fa?
Fatemi parlare, vi prego, devo parlarci. Voi non la conoscete, se non risponde,
chissà cosa pensa.
Allora, che devo fare?
Datemi rete, ragazzi, quindi se sospettisci... Vabbè, va, passo io.
Grazie, gentili.
Non parlo assurdo, sono destrozzo.
Stai tranquillo.
Grazie.
Pronto? Ernesto, scusami se ti chiamo io, ma i bambini volevano augurarti buon
anno prima di andare a nana. Come va, amore? Bene, bene. Dove sei?
Dove sono?
Sono in camera, a letto. Ah, che brutto capodanno, guarda, mi dispiace.
Non sei a me?
Ma chi c'è?
C'è nessuno.
Come nessuno? E di chi è quella voce allora? Scusa Ernesto. Di chi era quella
voce? Di nessuno, non lo so.
Ma se la sento ancora.
Ma cosa dici?
Dimmi chi c'è.
Nessuno. C'è una donna.
Ma quale donna? Dai!
Ernesto, lo so, c'è una donna. Ma no, no, te lo giuro, no.
E allora chi c'è lì con te?
Lo vuoi proprio sapere? Sì.
Sei sicura? Sì.
Va bene.
Se insisti, te lo dico.
Sì? L'avvocato Mastrantonio. L'avvocato Mastrantonio? E chi è, scusa? Cosa ci fa
in camera tua?
Che ci fa? Lo sto consolando.
Lo stai consolando? Sì. E lo senti? Piange? Sì, piange.
Passamelo. Ma no, lasciamolo perdere, guarda. Sta troppo, troppo male. T'ho
detto passamelo. Gli voglio parlare. Vabbè, se proprio vuoi parlarci,
allora... Sì. Adesso te lo passo.
Ecco.
Avvocato?
Mia moglie... Perfetto un attimo, per favore.
Avvocato, mia moglie vuole parlare con lei.
Con me? Sì, con lei.
Lo so che è disperato e non vuole parlare con nessuno, ma mi faccia questo
piacere. Avvocato, la prego.
Ecco, adesso te lo passo.
Grazie.
Pronto? E chi parla?
Buonasera, signora, so l'avvocato... Mastrantonio.
Mastrantonio. Mi scusi, avvocato, guardi, ho per un attimo proprio pensato
che mio marito... Sì?
No, mi scusi, no, piuttosto, io ho saputo che lei è molto triste, non
vorrei essere indiscreta, ma cosa le succede, avvocato?
No, beh, sì, so niente, così so triste perché... Sì? No, se non ne vuole
parlare... No, no, per carità, no, è che così... Sì?
È che...
a un amico mio... Sì? Dica, dica, avvocato.
Gli hanno menato.
Gli hanno menato? E chi è stato? Amore, nome preciso così non lo saprei dire,
però so che... so che gli hanno dato un sacco di botte. Ah, poverino, ma
perché? Com'è successo?
No, non è che gli hanno menato. Ah, no. Gli volevano menare.
Ah. Poi invece... Poi invece... Sì?
Poi? L'hanno steso e... L'hanno steso? Cioè, come l'hanno steso? L'hanno steso
lungo e gli hanno tagliato... Cosa gli hanno tagliato?
Eh, gli hanno tagliato... Ma che cosa gli hanno tagliato?
Dica, avvocato!
Sto cazzo, signor!
No! Sì.
Sono andata in Nepal, sei mesi. Anche questo tempo? E che ci facevi?
Praticamente niente. Sono stata in un monastero.
Meditavo. Diciamo che ho meditato parecchio su chi ero e che volevo. E che
volevi? Lisa.
Che c'è?
Ti devo dire una cosa importante.
Non vedi che sto parlando? Ma guarda come stai, ma che ti è successo? È
importante, per favore.
Scusatemi, eh?
Devi reagire.
Forza. Devi dimostrare a te e a tutto il mondo quello che vali. Dov'è? Dov'è? Fai
vedere a quel porco chi sei.
Deve pagare.
Deve pagare, Stellina.
Deve pagare i suoi errori. Ecco. Abbiamoci da fare.
Incomincia l'anno nuovo come si deve.
Devi dire... Buon anno e
tante care cose.
Buon anno e tante care cose. Perfetto, così sei normale.
Poi, tranquillo, come se niente fosse, te ne vai verso la porta,
esci fuori e mi aspetti.
Facile, no?
Facile. Ce la puoi fare?
Sì.
Ripeti. Sì.
No, cazzo, dai, la frase, quello che devi dire.
Buon anno, buon anno e tante care cose.
Buon anno e tante care cose.
Giulia ha capito tutto.
Cosa? Di noi due.
La pianta.
Ti dico di sì.
Ti ricordi la fotografia con la cernia in braccio? Non c'è più.
E quella tua? La foto tua che stava lì? Ma sei paranoico? Ma non sono paranoico.
La luce l'ha staccata lei.
E ha fatto pulire il culo con la relazione dell'Iria, hai capito? Ma
pianta, stai farnetica.
Lasciami sto braccio. No, Isi, ascolta un attimo. No, ascolta tu.
Io non sono abituata a fare queste figure di merda, è chiaro? Quindi ti dai
una calmata.
E se un paio di scopate ti fanno questo effetto, allora è meglio di... Sotto
Giulia, ci sei?
Ma che divertente! Zitti, zitti, sentiamo!
Come stai?
Insomma, e tu?
Stanco. Ho appena finito di scrivere la relazione per Liria. Era ora.
Che stai facendo?
Che palle.
Come va proprio di venire stasera, guarda. Ma non mi diceva una voglia.
E' come una matta.
Pensa che si è svegliata nei sei per cuocere.
Giulia, per favore, non è successo niente. Dammi quel fucile.
Giulia, non devi pensare.
Dammi quel fucile, per favore. È stata una cosa così senza nessuno a importare.
Giulia, non è così.
Non è come sembra, Giulia.
Le cose sono molto più complicate di quello che pensi, Giulia.
E allora vieni qua, dai.
Se vuoi che vengo stasera, vieni qua.
Subito.
Aspetta, sto già lì.
Io ti ho dato le chiavi di casa.
Ti ho dato la mia vita, il mio amore. Io ti ho dato tutto.
Ti sei preso tutto.
Anche la mia amica.
Cosa mi hai dato tu?
Cosa? Giulia.
Io ti amo.
Anch'io.
E tante care cose a tutti.
Papà, papà, io comincio, eh? Michele, stai calmo, mancano ancora 20 minuti. 15
minuti e poi qua di fronte hanno già cominciato. Ah, Michele!
Vieni a vedere, papà. Come hanno cominciato?
Sai fare niente.
e tante care cose a tutti.
Io vado.
A sfasciare la Jaguar di quella bagascia.
Papà, papà, papà, vengo anch'io.
Te la senti? Sì.
E allora vai, vai a pigliare la mazza da baseball.
Che?
Grazie, Rom.
Grazie!
Con meno stress.
Ho preso anche una casa in campagna.
Ah, ho capito. Spediamo pochi chilometri da Roma.
E ci sono anche tanti animali.
Galine, polli, tacchini.
E c'è anche un orticello. Lo coltivo io.
È biologico.
Ma sai, quegli inverni freddi, quando ti svegli la mattina e senti ancora l'odore
del fuoco.
L'odore della zuppa di latte.
Fantastico.
La sigaretta.
Ma si spagna!
A giù non lo bretterà!
Questo non è un localo, questa è una casa privata. Posso stare parecchio,
bastino. Non puoi farlo, non puoi! Lo c'è fuori, lo c'è fuori! No!
Lo c'è scattato a basso! Lo pagherete, bastardoni! Non la passerai, liscia
brutta puzzona!
Adesso papà vi farà vedere!
Sparano!
Che m'hanno fatto?
Michele!
Michele!
Mastin! Che età è? Michele!
Michele!
Michele! Che t'hanno fatto?
Michelino, che t'hanno fatto?
Mastin! Parlami, Michele, parlami, parlami!
Mastin! Cosa, Michele, cosa?
La televisione!
Maledì!
e tante care cose a tutti.
Pronto. Giulia, amore, auguri, tanti auguri. Mancano ancora due minuti, ma ti
volevo fare tanti, tanti auguri. Tanti auguri, stellina, buon anno.
Buon anno.
Come va là?
Bene. E allora?
Hai seguito i miei consigli?
Sì. Ma che hai? Hai una voce strana.
Tutto bene, tesoro?
Sì, mamma, l'ho fatto.
Che cosa, amore? La spigola? Che cosa hai fatto?
L'ho ucciso.
Come?
Ho fatto quello che dicevi tu, mamma.
Ma che cosa hai fatto?
Per favore, fate silenzio! Un attimo, non sento! Giulia, non ho capito!
Mi sono fatto mettere i piedi in testa. L'ho ammazzato.
Ma che stai dicendo? Giulia!
Giulia! L'ho ammazzato.
Giulia! Giulia, pronto?
Pronto, che hai fatto?
Rispondimi, rispondimi, Giulia!
Giulia!
Allora, siete pronti? Sì!
Non li ho sentito. Siete pronti? Sì!
E tu, Winnie?
Buon anno e tante care cose a tutti.
Salve a tutti!
Buon anno e tante cose care!
In ginocchio! Mettiti in ginocchio! Non fare movimenti falsi! Che ti faccio
schizzare le cervelle su tutte le pareti! Tira fuori la roba! Forza!
Sbrigati, bastardo negro! Sbrigati! Va bene, va bene!
Ecco tutto quello che volete! Non sparate! Non sparate!
Ecco! Tiro fuori la roba!
Ecco la roba!
Ecco!
Tossico!
Ecco che cosa sei! Sei soltanto un tossico!
Tieni la roba!
Non mi avrete!
Cristiano Cristiano Cristiano Cristiano Cristiano Cristiano Cristiano
Cristiano Cristiano
Cristiano
No,
non è tua madre, è la polizia, vogliono l'erba, sanno imitare le voci di tutti,
anche quella di sua madre, senti! Cristiano, ti prego, apri solo la mamma!
Mamma! Non è mamma, è un uomo!
Spiccicate, ma non è lei!
Presto, sì, svegliate! Sì, dobbiamo scappare!
Sì, dobbiamo scappare!
Aspetta, ossa, aspetta! Mancano dieci secondi!
Ma no!
Si aspetta, si aspetta!
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