Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
È trascorso un anno.
E molte cose nella mia vita sono cambiate. È come se la mia parte
silenziosa mi avesse abbandonata per lasciare spazio ad un altro.
A mia figlia. A questa bambina dolcissima con un padre che russa.
Eh sì, russa.
In modo creativo, inarrestabile, quasi commovente.
Perché l'amore è così. L'amore... È
rumoroso, lo sai che è un grusone, papà?
Giada, vuoi altro latte?
No, mamma mia. Vuoi fare una bella corsa?
Tu e papà?
Una bella corsa e un volo.
E un volo.
Cavallo.
Guarda come sa già andare a cavallo.
Finisci la colazione così non si scuola. Come si chiama questo cavallo?
Come si chiama?
Notte in bianco?
Perché non mi hai svegliato?
Lo sai, ho il sonno pesante.
Dormiglione. Una bella botta e si risolve tutto.
Così.
Non importa, non importa. Tanto con me si riaddormenta prima.
Dammela. Vieni con la tua mammina. Con la tua mammina.
Amore. Ma quanto è bella questa fidanzata mia. Ma quanto è bella? Come l
'altra fidanzata mia. Ah sì? Sono uguali. Ah sì?
Uguali.
Va bene, io scappo.
Ciao. Ciao.
Ciao. Ciao papà. Ciao.
Torna presto papà, ciao.
Come non attacca?
Io ho due figlie, due.
E lo so quello che stai facendo. Tu stai provando a tenere tutto sotto controllo,
tutto insieme, ma sono milioni di cose e sei in difficoltà. Perché non l'ammetti?
Ma di che cosa stai parlando, scusami?
Ti sto dicendo che non c'è niente di male se provi a chiedere aiuto e si fai
aiutare da qualcuno.
Il gruppo delle mammine, per esempio, te lo ricordi?
Che ti costa se ci vai una volta, ci passi un'ora, vedi che succede?
E che ci faccio con un gruppo di donne che si fanno chiamare le mammine?
Senti, ho tutto sotto controllo, va bene?
Sì, questo è il problema.
Minimo 500 metri di distanza dalla sua ex moglie e le sue figlie.
Non può stazionare vicino a dove abitano, al luogo di lavoro della sua ex
moglie e alla scuola di sua figlia per nessun motivo.
Ne può contattare tramite mail persone vicino a loro o tramite social o cose
simili. Ci siamo capiti?
Metto una firma qui.
Oddio! Pronto polizia!
C'è una bandina priva di sensi!
Alla Baia di San Lupo, vicino alla Pineda!
Allora, come va? Erika è distrutta.
Mi fa fare niente, non si fida, non mi lascia spazio con mai.
Per stare con lei posso cambiare un pannolino? No.
Il ciuccio è caduto a terra, posso sciacquare? No.
Niente di niente.
Come faccio a...
A dimostrarti che sono un padre o un compagno all'altezza. Se non mi dai la
possibilità, io ci provo, provo ad aiutarla.
Vabbè, magari i primi mesi, la maternità, l'attaccamento.
Oh, spero, spero.
Comunque mai è stupenda.
C'è una roba... Poi incredibile, è sempre più simile a Erika.
L'avevo notato, meno male.
Che vorresti dire, scusami? Nulla, nulla. Oi, Fabio?
Sì, sì, sono qua con Leo, ma tra poco entriamo in ufficio.
No, non dovrei fare tardi.
No, vero? Non dovremmo fare tardi? No.
Dai, ci vediamo dopo.
Un bacio. Un bacio. Ciao, ciao, ciao.
Pronto? Commissario, hanno appena trovato un corpo alla Baia di San Lupo.
Accanto c'era anche una bambina che sembrava annegata, ma fortunatamente è
ancora viva.
Arriviamo subito.
Dobbiamo andare alla Baia di San Lupo.
Ma è Elisa, una compagna di scuola di Giada.
Viene spesso da noi a giocare.
Ah, c'è Fabio.
Ma che è successo?
Scusami, scusami, scusami, lo so quello che pensi, ma sono sicura che poi mi
ringrazierai. Ciao.
Chi avrà fatto la zia?
Non si sa.
Ciao Erika!
Ciao Erika! Ciao, buongiorno!
Buongiorno! Ciao!
Permesso. Permesso. Grazie mille per l'invito.
Grazie. È stata davvero una bellissima soluzione. Bella casa.
Che cama deliziosa.
Guarda, va molto grande. Incredibile. Non ci posso credere.
Che bel camino.
E ci possiamo sedere qui?
Sì, sì, certo, prego.
Tre,
due, uno.
Questo è un momento solo nostro.
Il resto del mondo rimane fuori.
Il pupazzo della fiducia.
Quando ce l'hai tra le mani è il tuo turno per liberarti e dire tutto quello
che vuoi.
Tieni. Lo devo prendere? Sì.
Allora come stanno andando questi mesi?
È dura all'inizio, eh?
No, no, niente affatto.
Ho voluto tanto un bambino e Maya è arrivata in un momento che non ci
speravo più.
E adesso mi godo il momento.
Dai, ci penso io rompo il ghiaccio.
Te lo devo dare? Sì.
Grazie.
Ultimamente sono stanchissima.
Elisa è una bambina buona, sveglia, forse pure troppo.
Non lo so, è diventato veramente difficile gestirla.
Claudio, mio marito, non c'è mai, è sempre al lavoro e non lo so, a volte ho
come la sensazione che voglia fuggire da noi.
È difficile, lo so, ma non sei sola, ci siamo tutte noi.
Sì, già.
Grazie, grazie.
Erika, lo sfogo di Carlotta ti ha ispirata in qualche modo?
No, no, no, la mia situazione è perfetta.
Maia è ancora piccola, ma riesco a fare tutto da sola e con Leonardo le cose
vanno benissimo.
Non riusciamo mai a staccarci, ecco.
Signore, buongiorno, scusatemi.
Buongiorno.
Carlotto, puoi venire un attimo?
Ho bisogno di parlarti.
Stamattina ci hanno chiamato alla spiaggia di San Lupo. Hanno trovato un
corpo di un uomo morto e... Elisa è stata trovata in uno stato di
incoscienza.
Ora è in ospedale.
I medici stanno cercando di capire cosa fare. Se vuoi, ti accompagno subito da
lei. Sì, sì, certo.
Io... Carlotta, possiamo aiutarti?
Sì, Elisa è in ospedale, devo correre. Potete... Pensiamo a noi al picco, non
ti preoccupare. Grazie, grazie.
Che è successo, Elisa?
Ti tengo aggiornata.
È una storia lunga.
Due colpi alla testa. Il secondo è stato letale.
Abbiamo appurato che quest'uomo non aveva alcun legame né con Elisa né con
la sua famiglia.
Speriamo che almeno la bambina riesca a salvarsi.
Che angoscia.
Maia, invece, come sta?
Bene.
Tutto bene.
Erika, invece, sempre sovraccarica.
Abbastanza. Magari una di queste sere organizziamo una cenetta, così si
distrae un po'. Ah, volentieri.
Magari. Grazie. Spaghetti alle vongole, eh?
Ah, ho capito.
È stato invitato?
Lui fa proprio il menù. Ah, ok.
Alleati, carini, eh, molto carini.
Plementi. Va bene, ragazzi.
Faccio un salto in ospedale.
Vediamo se mi danno qualche informazione in più.
Ciao. Buongiorno.
Sì, sì, sì, ti chiamo dopo.
Aspetta, amore, che la mamma sta finendo. Che stai facendo?
E sto scrivendo.
Vogliamo trovare un modo un po' più scomodo di farlo?
Dai, dammela qui.
Guarda che si mette a piangere.
Dammela Erika, dammela.
Aspetta, aspetta. Subito Dazio Fra. Voliamo, voliamo, voliamo.
Subito Dazio Fra.
Certo.
Eccola qua. Senti, che ci fai qui?
Sono venuto a trovarti.
Francesco, non mi prendere in giro.
Ci hanno scoperto. Mi sa di sì.
Eh?
Allora, sono stato inviato da Lucia. Ha detto, vai a vedere nel caso ti servisse
una mano. Nel caso.
Non mi serve niente, grazie. Ti voglio bene, ma no.
Sicura? Sì.
Senti, ho visto che Lucia è arrivata molto tardi ieri.
Sì, forse è colpa mia, mi sa, vero?
Era da tempo che non la vedevo sorridere così, sai?
Sono contenta che mi siete trovati.
Si meritava un nuovo inizio dopo quell'idiota lì.
È vero, ma adesso è tutto finito? Sì, è tutto finito. È tutto finito, giusto?
Piuttosto ho saputo di Elisa.
Non riesco a crederci.
Nemmeno io.
Come si fa?
Assicuriamoci di avere una pattuglia qua e una sull'uomo dell'incidente. Va bene.
Ok? Purtroppo la mattina non è possibile, può venire da 11 a 30.
Possiamo venire la mattina? No signora, da mezzogiorno a 30, poi la sera.
Dov'eri?
Come sta?
Si è stabilizzata. Ha fatto quello che noi chiamiamo riflesso di immersione.
Che significa? Che cosa è questo riflesso di immersione?
Praticamente tutte le funzioni vitali del corpo vanno in stand by.
Una sorta di coma.
Che l'ha salvata.
Ma si sveglierà?
Ci sono buone speranze.
Ma bisogna aspettare.
Il padre di Elisa?
Sì.
Commissario Carrese.
Salve, figlio.
Posso vederla?
Solo 5 minuti.
La accompagno. Grazie.
Andiamo. Mi scusi.
Dai segni sul corpo e anche dall'ematoma siete riusciti a capire se si è trattato
di annegamento accidentale o qualcos'altro?
Beh, guarda, dobbiamo fare ulteriore accertamente.
Ma perché me lo chiede? Avete dei dubbi?
Molti. Un uomo è stato ucciso per cercare di salvarla.
Ma appena avrò più informazioni, ve le comunicherò.
Grazie. Nel frattempo manderemo qui una battuglia di giorno a controllare che
tutto sia al sicuro. Va bene, grazie. A lei.
Buon lavoro.
Arrivederla. Arrivederci.
Lo sai che facciamo schifo, vero? Ma parla per te, che te lo fai schifo tutti
di me.
Ma comunque mi piace fare schifo con te.
Veramente? Sì.
Perché lo facciamo bene.
Molto bene, direi.
Senti, perché oggi...
Le mammine hai detto che non è cambiato nulla da l'arrivo di Maya.
Neanche fra noi.
Non è tutto a posto.
Vabbè, quando vorrai parlarne, lo sai, io ci sono.
Va bene.
Domani resto a casa, lascio le indagini a Marco, così ti aiuto un po'. Non
ti preoccupare, servi più là che qua.
Erika, quando mi lascerai fare il padre?
Anche io mi voglio occupare di nostra figlia.
Sì, lo so, lo so, ma questa indagine è troppo importante.
È un'amica di Giada, è una bambina.
Non lo so immaginare se succedesse a me. No, a noi non succede.
Ci sono novità?
Purtroppo niente di rilevante.
Buongiorno. Venite, venite.
Signora Ferrini? Sì.
Commissario Carrese. Scusate.
Salve. Buongiorno. Volevamo farvi qualche domanda.
Prego.
Entrate, entrate. Grazie.
Bella villa.
Grazie. Io e mio marito ci abbiamo lavorato con grande amore. Buonanima.
Buongiorno.
Buongiorno.
Buongiorno.
Salve. Ciao. Ciao, Leonardo.
Ciao.
Come stai, Lisa?
È stabile, grazie a Dio.
Oh, amore mio.
Sì, solo che in terapia intensiva ci sono orari un po' rigidi. Infatti,
scusate, ma stavo uscendo. Sì, sì, sì, no, certo, ma non vi tratteremo molto,
solo qualche domani. Scusate l'invasione, anzi, in questo momento
così delicato.
Tranquilli. Dunque, voi vivete qui insieme?
A casa di sua madre? Sì, per il momento. Stiamo cercando casa.
Ma tesoro, voi potete restare tutto il tempo che volete, lo sai?
Scusate, ma io ho bisogno di sedermi. Certo. Ti prendo le medicine. Sì, vai.
Tutto bene?
Sì, sì.
Soffro di una rara forma di polineurite. I neurologi non ci stanno capendo un
granché a riguardo.
Eccomi. Saremo veloci.
Volevo chiedervi chi di voi fosse presente in casa nel momento in cui
Elisa ha avuto l'incidente.
Eravamo io e mia suocera.
Elisa il giovedì mattina non va a scuola perché ha l'appuntamento con la
psicologa. Di solito ce l'accompagno io verso le 11.
Sì, perché ha un problema di iperattività. E nessuno di voi l'ha
vista andare verso la spiaggia? No.
Ieri mattina il dolore era lancinante.
Così ho deciso di prendere un antinfiammatorio molto forte.
E mi sono addormentato.
Mi sono risvegliato con la vostra chiamata.
Ma le capita spesso di lasciarla da sola oppure... No, no, no, mai,
assolutamente. Mia socia era fuori, che lavorava in veranda. Elisa stava
giocando con la casa delle bambole.
Elisa probabilmente è riuscita a sgattaiolare fuori senza far rumore.
A volte lo fa.
Sì, lo fa.
A lei piace tanto andare in spiaggia. E quando non c'è nessuno che ce la può
accompagnare, lei tenta sempre di andarci di nascosto.
E stavolta... Signori,
Noi purtroppo abbiamo saputo dall'ospedale che l'ematoma riportato da
Elisa è riconducibile a un colpo, dato da un oggetto contundente. Cosa state
dicendo? Non l'ho capito, che significa?
Che purtroppo Elisa è stata colpita intenzionalmente.
E un uomo è anche morto per cercare di salvarla.
Sospettiamo infatti che abbia visto in faccia l'aggressore di Elisa e per
questo è stato ucciso.
Qualcuno ha voluto fare del male ad Elisa.
Voi avete idea di chi possa essere stato?
No. No, ma è assurdo. Ha solo otto anni.
È assurdo, sì.
Ma io non credo che dobbiamo cercare troppo lontano.
Amore.
Erika, allora ci vediamo dopo, io sto uscendo. Ok.
Ma scusa, ti posso dare una mano?
La porto con me e Maya, tanto torniamo presto. Ma no, noi siamo bene insieme.
Ok.
Senti, ma tu conosci bene Carlotta?
Tra il lavoro e tutto il resto ci siamo un po' perse di vista, però ci vediamo a
scuola quando andiamo a prendere le bambine.
Potresti chiedere alle mammine?
Perché Carlotta è sempre in giro con loro, fanno mille cose.
Va bene, lo farò. Ok.
E quando pensavi di dirmi che Giulio è stato rilasciato?
Me l'ha detto Leo.
Erika, non c'è niente da dire.
L'avvocato mi ha detto che posso stare tranquilla perché lui ha un ordine
restrittivo.
Ricordati che non sei sola.
Sì.
A dopo.
Ciao.
Vedete quell'orrore lì?
I proprietari sono i mancini.
Sono cinque anni che mi stanno rendendo la vita impossibile.
Perché avevo presentato ricorso per impedirgli di costruire di fronte a casa
mia e ostruirmi questo panorama meraviglioso.
Vogliono vendicarsi.
Mamma, ma sei impazzita?
Da questo a pensare di prendersela con Elisa?
Venite, venite con me.
Allora?
Sono ancora io quella matta, eh?
Siamo contente che tu ci abbia scritto. A piacere anche a me.
E notizie di Carlotta? Come sta?
Allora, abbiamo fatto un planning per dare una mano.
Guarda.
Ecco, c'è chi andrà a prendere il piccolo a scuola e chi gli farà da
babysitter. Così lei e Claudio potranno pensare a Elisa e a nient'altro.
È una bellissima cosa.
Aiutiamo come possiamo, gli ci mancava solo questa.
Perché?
Ma niente, è che già non stavano passando un bel periodo con Elisa che
dava problemi. Poi la malattia di Claudio... Non è che il matrimonio
stesse andando così bene.
Che vuol dire?
Ormai è una di noi.
Io ho visto più volte Claudio venire qui a fare colazione anche durante i suoi
orari di lavoro.
Però lui ha lo studio dall'altra parte della città.
E perché deve attraversare la città per venirsi a prendere un caffè?
Va bene, ordiniamo?
Sì, dai, ordiniamo qualcosa.
Ah, cosa hai detto che faceva lui?
Un campione di basket?
Sì, un playmaker.
Si è fatto i soldi. Poi si è ritirato, adesso insegna.
Bene.
Senti, la storia delle denunce te l'hanno confermata? No, non sono
denunce, sono esposti. Siamo pieni in commissariato. Tutta roba
sconclusionata.
Buongiorno.
Prego, accomodatevi.
Grazie.
Salve. Buongiorno. Lei è Monica, mia moglie. Piacere. Salve.
Salve. Salve.
Siete qui per quello che è successo a Elisa?
Sì.
La signora Ferrini dice che queste le avete inviate voi.
È ridicolo.
Quella pazza non sa più che inventarsi. Guarda qua.
Quando abbiamo costruito casa...
Ci ha fatto causa per ostruzione alla vista e perdita della luce solare.
Basta, dai.
Come se esistesse solo lei al mondo.
No, guardate, anche noi abbiamo notato che la signora Ferrini ha un carattere
un po' particolare.
E noi soprattutto siamo qui per farvi delle domande di routine. Per esempio,
dove eravate ieri mattina tra le nove e le undici?
Io avevo una lezione di Pilates.
Io ho fatto colazione con nostro figlio e poi sono andato ad allenare i ragazzi
delle giovanili.
Quanti anni ha?
Vostro figlio? 18.
È qua?
Sì.
Sì, sì, è qua.
E può venire anche lui così magari parliamo tutti insieme?
Forse è meglio che andiamo nella sua stanza.
Manuel sta nello spettro autistico e quando ha a che fare con le persone,
diciamo, diventa maldestro.
Addirittura fin troppo sincero, ecco. Volevo intanto dirvelo.
Andiamo. Prego, seguitemi.
Tesoro, ti dispiace se il commissario ti fa qualche domanda? Sì, finisco di
lavorare alle 17.
Manuel testa i videogiochi, è molto dotato.
Posso avvicinarmi?
Sì, certo, prego, prego.
Ciao Manuel.
Ciao.
Scusami se ti disturbo mentre lavori, però ho bisogno di chiederti una cosa
molto importante.
Tu conosci Lisa, la figlia dei vicini?
Una rompiscatole, rumorosa e appiccicosa.
Almeno adesso che l'hanno portata in ospedale c'è un po' di pace.
Ma ieri mattina l'hai vista?
Sì, dalla finestra mentre usciva di casa.
Che ore erano? 9.47.
Ed era da sola?
Sì, suo padre è uscito sei minuti prima, alle 9.41.
Poi hai visto qualcun altro?
Alle 10 inizio a lavorare.
Quando lavori sei molto concentrato.
Lo capisco.
Manuel, grazie.
Sei stato di grande aiuto.
Morirà? Non lo sappiamo. Speriamo di no. Perché ce lo chiedi?
Se muore posso vedere il cadavere?
Non ho mai visto una persona morta dal vivo.
Manuel.
Va bene così.
Grazie. Grazie a voi.
Grazie, Manuel.
Sei un gran testimone, eh?
E quindi Claudio ha mentito, eh? Capito?
Antidolorifici, gode...
Sappiamo anche perché l'avrebbe fatto.
Sta di fatto che all'ora dell'omicidio lui non era a casa, come invece ha
detto. Ho capito. Ha detto invece Manuel.
Senti qua, Manuel ha detto delle cose molto, molto, molto, molto, molto
interessanti.
Sì,
lo penso anch'io.
E comunque io un passato da gamer ce l'ho.
Magari mi creo un bel account falso, gli chiedo l'amicizia, ci gioco un po' o ci
prendiamo qualche informazione. Che dici?
Dai, dai, mica lo stiamo ingannando, non fate così.
Sì, sì, no, se serve ad aiutare Lisa, certo.
Guarda che ti faccio, guarda che ti faccio, e guarda che ti faccio.
Amore mio grande, vieni, vieni qua piccola, vieni qua,
vieni qua. E ciao, e ciao, e ciao.
E ciao!
Ciao Erika, ho qui le tue pagine.
Francamente non mi sembri nemmeno tu, non ti riconosco.
Senti, prenditi un po' di tempo per te e riposati.
E poi ricomincia a scrivere come so che sai fare. Ci sentiamo nei prossimi
giorni. Un abbraccio.
Buongiorno. Buongiorno. Un caffè.
Anzi, una spremuta.
Sì? Grazie.
Che bella bimba.
Grazie.
Lei ha dei figli?
No.
Ma questo lo sa già, scommetto.
Beh, è una scrittrice di gialli, no?
Le indagini sono il suo mestiere.
Dovrebbe farmi delle domande più mirate per il suo caso.
Tenta, gliela do subito io la risposta.
Claudio mi ha lasciato.
Proprio il giorno in cui poi hanno trovato sua figlia.
E puoi dirlo anche a sua moglie e alle sue amiche, vi ho visto prima.
Sei ancora innamorata di lui?
Claudio mi aveva fatto sognare un futuro insieme a lui e io gli avevo creduto.
E poi?
E poi si è ammalato e alla fine ha scelto di stare con la sua famiglia.
Non l'ha fatto per farmi un favore, ha solo smesso di credere in noi.
Ehi.
Com'è andata la tua giornata?
Sono andata a trovare le mammine.
Una di loro mi ha fatto intendere che Claudio avrebbe un amante e sono andata
a verificare.
Si chiama Natalia e lavora al bar vicino al commissariato.
Non lo sapevo che ti fossi messa a indagare.
Perché non dovrei? Scusami.
È una cosa che mi piace fare.
E poi c'è di mezzo una bambina.
Chi c'è?
Mi piace.
Con la piccola scintilla nei tuoi occhi.
Vado, aspettami un secondo.
Ferma.
Mi sono dimenticato di dirti che Claudio, il padre di Lisa, ci ha
mentito.
Non era a casa a dormire quando sua figlia è andata in spiaggia.
Era già uscito.
Quindi aveva ragione Natalia.
Forse non avrei dovuto dirti.
Ma io non ho sentito nulla.
E tu non hai sentito nulla perché io non ti ho detto nulla.
Questo l'ho capito.
Claudio ha confermato.
Ha avuto una storia con Natalia, la ragazza del bar qua sotto, sì.
Hai capito. Era con lei quella mattina.
Via pure lui.
Un alibi pazzesco. Bravo Claudio, voto 10. Un giorno, eh?
Perché non rispondi al telefono?
Il telefono è lì.
Sì. Perché non rispondi?
Ah, scusa.
Scusa, avevo il silenzio. Vabbè, mi dai le chiavi di casa tua?
Ho lasciato il computer.
Sì, sì. Ce l'ho qualcuno.
Tieni.
Ciao. Sì, ci becchiamo dopo.
E tu, stai bene?
Una bomba. Il lavoro?
Tosto. Oggi tosta, però ci becchiamo dopo.
È strano, no?
Strano sì.
Scusami, ma tu gli hai dato una copia delle chiavi di casa tua?
Eh, la mia, questa qua. No, no, no, le tue. Dico, una copia tua per lui.
Sue, però.
No, non glielo date.
Lui ti ha dato le sue?
Sì, sì.
Sì.
Dico, forse è arrivato il momento giusto.
Mi dai chi è?
Io non l'ho mai data a nessuno.
Perché devo... Perché devo...
Aiaiaiaiai. Vabbè, Claudio?
Dicevamo?
Carlotta.
Erika. Elisa?
L'hanno portata via un'ora fa per una gastroscopia.
Hanno trovato dei valori strani nelle analisi.
Signora!
La gastroscopia è andata bene.
Oddio! Meno male.
Inoltre la bambina ha risposto bene alle cure, per cui fra qualche ora la
spostiamo in degenza. Oddio!
Grazie, grazie, grazie.
Senta signora, ma c'è un motivo per cui Elisa possa aver ingerito della cenere?
Della cenere?
Sì, anche noi abbiamo reagito così, ma...
La gastroscopia ha rivelato una quantità consistente di cenere dentro lo stomaco
di Elisa.
Oddio.
Guardi.
Ma siamo sicuri che non è sabbia? No, sì.
Leonardo.
Senti, ho un'informazione per te.
Perché mai una bambina avrebbe dovuto ingerire della cenere?
Non lo so, Erika.
I bambini sono così imprevedibili.
Capirai poi, Elisa ha un tornado con lei, non si può mai sapere.
Che hai?
Sono un po' preoccupata per Giada, perché questa storia di Elisa l'ha
atturbata. Durante la notte si sveglia, continua a fare brutti sogni.
Vedrai che presto andrà meglio.
Sì.
Ciao amore, guarda chi è venuto a trovarti.
Ciao Maglia.
Mamma, posso andare a dire una cosa a Michela? Bene.
Erika Magliani, che piacere conoscerla.
Finalmente. Salve. La dottoressa Oliviero, Erika, è la dirigente della
scuola, ricordi? Te ne avevo parlato e tu le hai autografato una copia del tuo
ultimo romanzo. Ah sì, sì, sì.
Piacere di conoscerla. Piacere mio. Mi ha fatto piacere mandargielo. Pensi a
me.
Sì, vedo che presto avremo una nuova allieva.
Beh sì, ma manca ancora un po'. A quando è il prossimo copolavoro? L'ultimo l'ha
letteralmente divorato.
Eh, lo sto ancora scrivendo. Non mi dica così, pensavo fosse già finito.
In realtà potrebbe aiutarmi, sì. Davvero? Sì, nel mio nuovo libro c'è un
personaggio, una dirigente scolastica.
Se ha cinque minuti... Ma certo, tutto quello che vuole. Venga, mi segue.
Certo, grazie.
Sono molto affascinata dalla sua professione. E io dalla sua.
Allora, una domanda puramente ipotetica, ecco.
Come reagirebbe se uno dei suoi alunni avesse un incidente grave?
E se, sempre ipoteticamente, notasse qualcosa di insolito in questo ragazzo o
nella sua famiglia, per esempio?
Per esempio, un paio di mesi fa, una madre è venuta a prendere la figlia a
scuola e non ha potuto fare a meno di notare.
che il figlio piccolo aveva un braccio rotto.
Naturalmente le ho fatto alcune domande, perché questo è il mio ruolo.
E lei mi ha risposto che si era trattato di un incidente domestico.
Ma se tutto succede nella stessa famiglia, lei sa...
Certo.
Grazie mille.
Che succede?
Niente, niente, sono solo un po' stanca, vorrei andare a casa.
Giada, amore, andiamo?
Ciao ragazze.
Ma ragazza, dove è Elisa?
Elisa, dai, vieni!
Non ho fame.
Elisa, perché non hai fame? Perché ho avuto un incidente.
Amore... Che ci fai qui?
Niente, Lucia mi ha detto che eri da sola con le bambine.
Volevo vedere se avevi bisogno d'aiuto. No, no, grazie.
Per adesso non parlare, ascolta. Ma quando torniamo a giocare a casa
insieme?
Presto, quando starò meglio.
Forse dovremmo parlare con lei. Dai Elisa, per favore, vieni a giocare.
Ho detto di no.
Ci provo io.
Ok, allora ti lascio in pace.
Ciao.
Ciao.
Posso?
Magari, da sola è un po' noioso.
Ti manca Elisa, vero?
Ho visto che giocate spesso con questa casetta.
Sai che da piccolo anche io avevo un migliore amico?
Stavamo sempre appiccicati e ci dicevamo tutto.
Anche voi vedete tutto?
Ma per caso Elisa ti ha mai detto se aveva paura di qualcosa
o di qualcuno?
Sì, però è un segreto. Elisa mi ha detto di non dirlo a nessuno.
E tu sei un'amica leale.
Brava.
Ma questa pure è la vostra migliore amica?
Allora, questa la mettiamo qui.
Puoi raccontarlo a lei che con i suoi superpoteri ci aiuta a fare tornare
Elisa presto a casa.
Ci stai?
Allora io vi lascio sole.
Me ne vado?
D'accordo.
Ora io ti dico questo segreto, ma mi raccomando non dirlo a nessuno.
Elisa mi ha detto che la nonna si era arrabbiata molto con lei per vedere un
disegno che aveva fatto.
La nonna le aveva detto di buttarlo, ma...
Elisa li ha disobbedito e li ha nascosti nel bagno.
Questa cosa è assurda, siamo noi le vere vittime di questa storia. Ma voi vi
rendete conto che nostra figlia è in ospedale e voi state qua a sfasciare
tutto invece di aiutarci?
Assolutamente. Ci volete dire almeno perché state mettendo a soquadro casa
mia? Signora, noi ci rendiamo conto della situazione.
Ci dispiace causarvi ulteriore disagio.
Noi però proprio per Elisa non possiamo escludere nessuna pista.
Allora... Noi abbiamo scoperto che il fratello di Elisa era stato in ospedale
per una frattura al braccio.
E non era il solo episodio.
Abbiamo anche verificato qualche mese fa che era stato al pronto soccorso per un
brutto lì dalla gamba.
So che deve essere difficile per voi, ma siamo obbligati a ascoltare prima lei e
poi il marito. No, no, no, no, no.
Non è colpa loro.
Sono stata io entrambe le volte.
Le mie braccia non hanno più la forza di prima.
Mamma, mamma, dai, basta.
È assurdo che ti prendi tu la colpa, no?
Che cosa?
Aspetta un attimo.
È stata Elisa.
Non l'ha fatto a posto, ovviamente.
Voleva solo giocare con il fratello, ma l'ha fatto cadere e lui si è fatto male
una gamba.
Elisa era così dispiaciuta che non ce la siamo sentiti.
Di vietare di giocare con il fratello, però poi è successo un'altra volta.
La nostra figlia è solo molto vivace. Sì.
Sta migliorando. Con la terapia va meglio, quindi... Scusate un attimo.
Abbiamo cercato in tutta casa, smontato il bagno, ma niente.
Nessun disegno sospetto.
Bello stare con te. Si chiacchiera, si fa... bello.
A che pensi?
Perché?
Perché?
Una bambina avrebbe dovuto mentire alla sua migliore amica.
Su un segreto che l'aveva chiesto di non rivelare.
Perché? Perché?
Bambina... Ah, sì.
Non lo so, lei. Sono bambine, inventano, giocano.
Dico, non è detto che ci debba essere un'altra spiegazione.
A me un bagno in casa Ferrini non mi è sfuggito, altrimenti mi licenzi.
Erika, ciao. Ciao.
Entra. Permesso.
Prego. Mi ho portato un pensiero. Grazie, sei gentilissima. Vieni, vieni,
accomodati. Carlotta?
Carlotta, c'è Erika.
Ciao, Carlotta.
Ciao.
Stavate cenando, vi ho disturbato? Ma va, figurati, grazie. Sei stata
carinissima. Anche oggi sono passate le mammine. Mi sento molto vicina, grazie.
Come... come stai, come state?
Così.
Elisa adesso è in reparto, stiamo aspettando gli ultimi aggiornamenti.
Senti, ma vuoi restare con noi a cena?
No, no, non voglio disturbare, però posso usare il bagno per cambiare
maglia? Certo, certo, vieni.
Al piano di sopra? Sì. In fondo al corridoio, se non trovi chiama. Grazie.
Ciao amore.
Un teschio, perché?
Tutto bene?
Hai trovato?
Sì, sì, tutto bene, arrivo subito.
Andiamo, amore mio.
Amore, eccomi qua.
Come stai?
Non ho chiuso occhio stanotte.
Come ti senti adesso?
Adesso bene.
Ho avuto tanta paura.
L'hanno tenuta sotto osservazione per il colpo che ha preso, ma sembra tutto a
posto.
Amore di zia, ciao.
Come sta Maya?
A parte la cena che le hanno trovata addosso, sta bene.
Hanno fatto una visita anche a lei per precauzione, però...
Per fortuna non l'hanno toccata.
Va bene, ragazzi.
Io vado a finire di preparare le bambine, eh. Se avete bisogno, sono su,
ok? Grazie.
Spero di avere presto i risultati di questa cena che ha a maglia sul
vestitino.
Non ci posso credere, sono stata una stupida.
Ho messo in pericolo Maya e... e se le fosse successo qualcosa io...
pensavo che potevo fare tutto da sola, scrivere e...
e badare a lei e aiutarti con le indagini.
Amore, amore, guardami.
Guardami.
Tu puoi fare tutto.
Devi solo farti aiutare da noi.
È che ho fatto sempre tutto da sola e... e non voglio che la mia vita...
La tua vita è già cambiata, amore mio.
E non è un male.
E soprattutto non deve essere un limite per nessuno dei due.
Va bene.
Dobbiamo solo imparare a prendere nuove misure.
Vieni qua.
Sei bravissimo.
Anche tu.
Ne è arrivata un'altra.
Quando è che vi deciderete a fare qualcosa?
Signora Fiorini, stiamo indagando.
Si fide di noi.
Ora scusi, ma dobbiamo andare.
La contattiamo noi.
Lei?
Devo farlo? Sì, la lammeri come tutti insieme agli altri.
Eccoci, Fabio.
Ciao. Ciao, Fabio.
Ciao. Abbiamo le analisi sulle ceneri.
Abbiamo confrontato le ceneri trovate sia sulla tutina di Maya che quelle
estratte dallo stomaco di Lisa.
E come ci aspettavamo corrispondono. Le ceneri sono composte da diversi
materiali, tra cui vari tipi di piante, comunque qua ce le elenco. E che tipi di
piante? Non ho finito.
Dentro le ceneri abbiamo trovato anche dei resti umani.
Come è possibile, scusami? Non lo so.
Ero piuttosto turbato anche io.
Però adesso, senza fare passi troppo affrettati, io credo che la prima cosa
da fare sia l'analisi del carbonio 14.
Così almeno capiamo quando risalgono i resti e poi vediamo. Va bene.
Grazie. A te.
Ciao.
Scusa... Fabio!
Fabio!
Oh!
Parliamo? Parliamo.
Non ci siamo sentiti stamattina.
Come stai?
Come stai?
Sì.
Senti Marco, parleremo quando ti sentirei più pronto ad affrontare le
cose in maniera più adulta.
Come stai?
Come sto?
Ok.
Andiamo a cambiarci, amore?
Andiamo a cambiarci, sì?
Sì, hai ragione. Andiamo a cambiarci, sì.
Erika non risponde al telefono.
Spero che stia riposando.
Sì, sì.
Tra l'altro le volevo dire che ho chiamato mia madre per chiederle un
aiuto a casa così magari alleggerisce un po' tutto.
Ma dai, questa era una buona idea.
C'è qualche ipotesi sul perché possono averla aggredita.
Per punire me.
Perché sto sul caso.
È l'unica idea che mi hai in mente.
Sembra la di morte.
Eh, ma collegata a cosa?
Ah, qua ha finito.
Mi sono inviato il filmato della telecamera di sorveglianza di casa che
al cellulare non si vede niente che è tutto qui.
Ah, buono.
Allora, volevo tornare al momento in cui scappa via.
Ora zoom e vado a rallenti qua.
Ma io questo cappellino l'ho già visto.
Che
succede?
Questo è quello che è successo ieri sera alle 21.30.
Eravate tutti qua?
Sì, eravamo tutti qua.
Questo cappellino c'è il logo della sua vecchia squadra? No.
Si può comprare online in qualunque negozio di sport. Che vuol dire? Non
vuol dire niente. Quindi non è lei in questo filmato?
Ma perché avrei dovuto aggredire quella donna che io nemmeno la conosco?
Questo lo capiremo.
Altra cosa.
Ieri lei ci ha detto che il giorno dell'aggressione di Elisa stava
allenando una squadra. Sì.
Abbiamo chiamato la scuola e ci hanno detto che giovedì mattina ha fatto 20
minuti di ritardo. Un po' strano, no?
Senta, io non ne so niente di questa storia.
Niente? No.
Però noi ci abbiamo i 20 minuti di ritardo più il video dell'aggressione a
Erika Magliani di qualcuno con un cappellino come il suo. Ma secondo lei
se io avessi voluto fare questo circo mi sarei messo un cappellino con il logo
della mia squadra o avrei avuto più discrezione?
Leo. Scusami.
Guarda il cappello, è uguale a quello del filmato.
Possiamo fare due chiacchiere con suo figlio?
Cristina.
Guarda chi c'è, eh?
Non te l'aspettavi, eh?
Ma... SOS mamma, eccomi qui.
Che ci fai qui?
Ma come stai tesoro?
No, perché Leonardo mi ha detto quello che è successo. E quando mi ha
telefonato, non ho perso tempo.
E Maya, la mia nipotina... Oh, guarda quanto è bella!
Sta bene lei, vero? Sì, sta bene, ma ridammela perché deve fare un pisolino.
Va bene.
Comunque, non ti preoccupare.
tu non ti accorgerai nemmeno che sono qua.
Promesso.
Ciao Manuel.
Ciao.
Come va il lavoro?
Bene.
Bene.
Senti Manuel, solo una domanda velocissima e poi ce ne andiamo, ok?
L'ultima volta che ci siamo visti ci hai detto che Elisa non ti piaceva.
Perché usi il passato?
È morta? No, no, no, no, no, ho sbagliato io.
Volevo dire, l'ultima volta che ci siamo visti hai detto che non ti piace.
È vero, non mi piace.
Senza di lei questa strada è più tranquilla.
Senti Manuel, non è che per caso, visto che ti era scomoda un po' la
situazione, hai provato ad allontanarla?
No, no.
E senza che lo volessi, magari lei è caduta o si è fatta male in qualche
altro modo. Basta!
Fuori, fuori da qui! Uscite fuori per piacere, fuori!
No, no, no, no, no!
Amore, amore, amore!
Calma!
Mi dispiace perché il ragazzo, ma sento che ci sta nascondendo qualcosa.
Dobbiamo chiedere la perquisizione della sua camera.
Lo so, lo so.
Massimo.
Entriamo nella camera del ragazzo, vai.
Mamma! Ciao amore!
Dammi lo zaino.
Com'è andata oggi a scuola? Bene, ho visto papà.
Miggi! Commissario, abbiamo trovato questo sotto al letto di Manuel.
Grazie.
Manuel, scusaci per prima.
Senti, abbiamo trovato queste lettere e queste ritaglie sotto il tuo letto.
Hai mandato tu le lettere anonime alla famiglia Ferrini?
Manuel non è capace di mentire.
Signora? Signora?
Hai da dirci qualcosa?
Secondo me Giulia sta solo aspettando di vedere quale sarà la tua prossima mossa.
Non può fare altro.
Tranquilla.
Te lo ricordi quando eravamo piccoli?
Mi facevi sempre ridere tantissimo.
È vero.
Quando Erika mi faceva uscire insieme a lei, c'eri anche tu.
Facevamo sempre quei millegi.
Io mi divertivo un sacco.
Mi sentivo bene.
Assicuro.
Solo che poi si cresce ed è un po' più difficile sentirsi sempre al sicuro.
Però noi ce la facciamo, ti giuro, ce la facciamo.
Come cavolo ti è venuto in mente di chiamare tua madre? Amore, amore, lo so,
lo so, scusami, lo so, scusami. Siamo stanchi, non siamo lucidi.
L'ho chiamata così ci può dare un aiuto.
È impossibile, non ce la facciamo a fare tutto da soli.
Adesso è qua, approfittiamone, no?
Io sono sicuro che si renderà utile, anche con la bambina.
Che ne dici di un bel massaggio rilassante?
Dai.
Come va il dolore dietro?
Mi fa male un pochino.
Respira tranquillo.
E molla.
Guarda, le ho trovate dietro a casa mia, in un mercato. Non sono troppo
divertenti, Leonardo impazzirà.
Guarda questa, eh?
Sì, sono proprio speciali. Vero?
Senti, perché non ti prendi un po' di tempo, che ne so, ti fai una doccia, eh?
E io porto Maya per una passeggiata.
Che ne dici?
No, è che oggi è un po', vedi, un po' raffreddata, quindi è meglio che sia a
casa. Con questo tempo, sai.
Vabbè.
Ok, andrò a farmela da sola.
Vieni con la mamma, vieni con la mamma, ci mettiamo qui a lettino.
A lettino, amore, no, no, no.
Ci facciamo un recap?
Allora, Claudio ha un alibi, e che alibi?
Manuel è un vicolo cieco e anche la governante di casa Mancini, Anna, ha
ammesso di aver inviato quelle lettere anonime a Liliana per vendicarsi dei
suoi atteggiamenti.
Poi soprattutto io non capisco perché mai avrebbe dovuto aggredire Elisa, non
ha un udente.
Sì, senza raccontare il fatto che ha un alibi solido come un tacchino ripieno
perché abbiamo le transazioni della carta di credito, stava facendo la spesa
e quindi al momento dell'aggressione di Elisa non c'era.
Con le analisi delle ceneri come siamo messi?
Il carbonio 14.
Bisogna aspettare.
Aspettiamo.
Anche perché se vogliamo stringere il campo d'indagine dobbiamo capire a
quando risalgono quei resti umani.
Maia?
Maia?
La bambina è sparita. Che vuol dire sparita? Non lo so dov'è, non la trovo,
non so dov'è.
Amore, calmati. Non cominciare, non so dov'è. Sì, però calmati un attimo, fammi
capire. L'ho trovata, l'ho trovata.
Dammela.
Dammela, dammela.
Amore, ciao.
Ciao, patata.
Sono morta di paura, lo sai?
Ma perché l'hai presa?
Ma stavi dormendo così bene e io ho pensato di... Ma sono morta di paura.
Ma non ho fatto nulla di male.
Non lo fare più, hai capito?
Sei ancora sotto shock.
Leonardo mi aveva avvertito. Avvertito di che cosa?
Beh, che hai una certa difficoltà da affidare mai ad altre persone.
Ah, Leo ti ha detto così?
Sai, è normale.
Succede spesso alle donne, soprattutto quando diventano madri per la prima
volta. Sentono una responsabilità enorme e non lasciano i figli nemmeno per un
secondo. E così si ritrovano senza una vita.
È una spirale molto pericolosa. Non caderci.
Fidati di me.
Cristina, grazie per la lezione.
Ma che cosa volete da me, eh?
Maia, solo quattro mesi!
Perché dovrei lasciarla?
Lasciateli in casa, capito?
No. Dove vai? A casa?
Erika ha litigato con mia madre.
E se n'è andata nella mia vecchia casa.
Oh, no!
Sì, sì.
Ti posso dare una dritta?
Continua a coinvolgerla nelle indagini.
Così romantico, che si è riconosciuti così.
Poi lei si scuote, si illumina quando fa queste cose.
E poi, in passato, che tu voglia ammetterlo o no, ci ha dato una grande
mano.
La voglio proteggere, lei, Maia.
Non voglio rischiare.
Ci sta.
Ma tu che ci fai ancora qua?
Sto lavorando.
Se vado a casa Fabio si incavola, io non voglio, non voglio.
Questo è il motivo per cui tu mi piaci.
Sono strapiena, era buonissima.
L'hai riconosciuta, vero?
Pomodoro, alici, senza mozzarella.
Certo che me la ricordo.
Ce la comprava papà quando eravamo tristi.
Quando non riusciva a tenerci perché mamma lavorava.
Grazie. Grazie davvero.
Sono contenta che ti senti meglio adesso.
E le bambine dove sono?
Sono a casa, con Cristina.
Mi è sembrata molto brava, lo sai?
Lo sai che non... non riesco a fidarla a nessuno.
Maia, non riesco a lasciarla.
Lo so.
Perché l'amo così tanto.
È come se avessi un buco nello stomaco, qui.
Proprio qui.
Secondo te passa?
No, non passa.
È sempre così quando sei mamma.
Vieni qua.
Lo sai chi mi ha insegnato a fare la mamma? Anzi, a essere una mamma?
Mia sorella maggiore.
Ancora prima che lo diventasse.
Che cosa c'è di meglio di un bel pianto per finire la giornata, no? È perfetto,
è proprio quello che ci vuole.
Ti voglio bene.
Anche io.
Grazie.
Ehi. Buongiorno.
Eh, ho portato un cornetto cereali e miele, non so se ti piace.
Fantastico, questo sì che è un buongiorno.
Senti, grazie, sei venuta ieri sera.
A me non l'avrebbe permesso.
Grazie a te per avermelo suggerito.
Tu sai capirla molto bene.
Non ne sono più così tanto sicuro.
Fidati del tuo istinto.
Finora hai sempre fatto la cosa giusta, no?
Grazie. Ciao.
grazie a tutti
Tu sei Valerio, mio collega, lo sto aiutando con delle analisi.
Piacere, Marco, il mio fidanzato. Ispettore.
Ispettore. Ispettore, Sanna.
Bene.
Lavoriamo, lavoriamo.
Sì, va bene.
Nella cenere trovata sul pigiama sono stati reperiti diversi elementi vegetali
identificativi, spicca la presenza di resti umani.
La composizione di materiali misti fa pensare al deposito incenerito di un
incendio nel quale siano rimaste coinvolte e decedute delle persone.
Tutto a posto? Sì, tutto bene.
Sto cercando un punto dove c'è un po' di luce per le piantine.
Che piante sono quelle?
Pomodori. Ah.
Ma tu lo sapevi che i pomodori sono considerate piante aliene? Pensa.
Meno male che non sono pericolose.
No, perché ci sono alcune piante aliene, tipo l'ailanto, che vanno sradicate,
perché sono pericolosissime.
Piantali.
Tristina, me lo fai un favore? Puoi tenere Abba da per un po' a Maya?
Ma certo, certo, certo.
Guarda, lascio le piantine e arrivo subito. Va bene, grazie.
Quello che mi hai detto mi ha fatto ragionare.
Le ceneri vengono per forza da un incendio che ha fatto vittime.
Tra le piante presenti nella cenere c'è una che non cresce in Italia, una pianta
aliena tipo il pomodoro.
È un tipo di quercia gigante usata in passato per le travature di grandi
edifici, conventi, chiese.
Poiché ho mangiato la cenere a modo di pane e ho mescolato la mia bevanda col
pianto.
Che cos'è?
È Sant'Agostino, un invito alla penitenza.
Ogni tanto mi vengono su delle reminiscenze di quando andavo a scuola
dalle sore.
Sant'Agostino e penitenza.
Deve essere questo.
Amore, vuoi rimanere ancora un po' con nonna? Ti va bene? Ho cresciuto quattro
figli, ce la posso fare.
Tu devi stare tranquilla e pensare a quello che devi fare.
Se tu stai bene, Maya starà bene. Hai ragione. Ciao, amore mio.
Grazie.
Resti di cenere nello stomaco di una bambina.
Se le viene in mente qualcosa che ci possa aiutare, ecco, qualsiasi cosa.
In effetti, c'è stato un brutto capitolo nella storia di questo convento, anni
fa, quando le sorelle, dietro gli ordini della madre superiore, punivano le
bambine che ti subbedivano con un cucchiaio di cenere.
Lo chiamavano il cucchiaio dell'umiltà.
E quando c'è stato l'incendio, qui c'erano delle ragazze, giusto?
Sì, dieci ragazzine, per lo più orfane o ripudiate dai genitori.
Delle povere figlie che il Signore ha rivoluto con sé, forse per dar loro una
vita migliore rispetto a quella avuta sulla terra.
Sono morte tutte e dieci?
Sì, una tragedia.
Conoscevate i loro nomi?
Esisteva di sicuro una lista con i nominativi completi, ma è andata
distrutta nell'incendio insieme a tutto il resto, l'archivio, i rifettori, gli
uffici.
Non si è salvato nulla.
Va bene, la ringrazio.
Arrivederci. Arrivederci.
Ehi. Ehi, grazie per il cornetto di stamattina.
E per il resto.
Eravate molto belle mentre dormivate.
Sei un guardone.
Ho scoperto da dove potrebbero venire le ceneri. Dal convento di San Frediano,
bruciato 45 anni fa. I nomi delle ragazze scomparse però non si conoscono.
Beh, è un'informazione preziosa.
Eh sì.
Ci siamo vicini, ottimo lavoro.
Mi sei mancata.
Tu mi sei mancato ieri sera.
Sei mancato a tutte e due.
Dai un bacio a Maya.
Va bene.
Ciao. Ciao.
Cattive notizie, Erika aveva ragione.
Innanzitutto dai verbali dell'epoca non risultano sopravvissute suore o ragazze
a questo incendio. Ma la cosa peggiore è che non c'è proprio una lista di nomi di
queste suore o ragazze, prima dell'incendio anche.
Hai consultato l'archivio della Curia?
La Curia?
Le chiamo. Che dici? Sì.
Dai,
dai, dai, dai, dai, dai, dai.
Che miseria, guarda.
Oh,
lei, lei, lei, lei.
Abre il file? Sì.
Pronto? Amore, ho trovato la lista delle ragazze che stavano nel convento. Ah.
Cioè, tieniti forte.
Una sopravvissuta c'è.
È Liliana Ferrini.
Che cosa? Ma cosa dici?
La nonna di Elisa.
Probabilmente ha avvelenato l'ex marito e poi ha fatto la stessa cosa con
Claudio, facendola ammalare.
E si vede che Elisa deve averla scoperta. Sono con Marco, stiamo andando
a casa Ferrini adesso.
Va bene.
Ma dove sei?
Sono in ospedale, volevo parlare con Carlotta. Come in ospedale?
Leo.
Leo, aspetta. Aspetta un secondo.
Davanti alla porta di Lisa c'è Liliana, c'è sua nonna. Stai attenta, quella
donna è pericolosa.
Non fare niente, arriviamo subito. Va bene, va bene.
Liliana, fermati.
Fermati, ti prego.
È solo una bambina.
È tuo nipote.
Come faresti a convivere con questo senso di colpa?
Pensa a tua figlia, pensa al dolore che le daresti.
Il mio dolore? Ci ha mai pensato qualcuno, Erika?
Io ho smesso di essere figlia quando mi hanno portato in quel convento. Tutti mi
hanno sempre tradita, abbandonata, tutti.
Sì, ma sei riuscita a costruire una famiglia meravigliosa.
Pensa a Carlotta, Elisa.
La vita ti ha dato una seconda opportunità.
Non distruggere tutto un'altra volta, ti prego.
Mamma.
Mamma.
Mamma. Elisa.
Elisa.
Contatta subito la neurologia. Serve subito un elettroencefalogramma. Preparo
il monitor.
Leo.
Come stai?
Sto bene.
Signora Ferrini ci deve seguire in commissariato.
Erika!
Carlotta!
Non so come sia stato possibile e come ho fatto a non accorgermi. Non è colpa
tua, non è colpa vostra.
Nessuno ci sarebbe mai arrivato.
L'importante è che Elisa stia bene.
Andate da lei.
Grazie, perché senza di te Elisa... Vieni qua.
Dai, su, andate da lei.
Grazie.
Grazie.
Ieri hai cucinato tu con le cose che ho preparato io. Hai messo insieme delle
cose, ma non hai cucinato. Hai voluto comprare le verdure, qualcosa ci devi
fare.
Devo dire che insieme sembrate proprio una bella coppietta.
Che ci fai qua?
Non puoi avvicinarti a noi, lo sai?
Non credo sia vietato fare la spesa al supermercato.
È stata una bella coincidenza.
Io non ho più paura di te.
Puoi fare quello che vuoi.
Tu non esisti più nella mia vita.
Ehi! Leo?
Per il... No, credo stia fuori.
La copia del referto definitivo.
Non la chieste per interrogatorio. La lascio qui.
Grazie. Ciao.
Fabio, fermati un attimo, scusa.
Allora... Diamoci una tregua, no?
Io... Dico, io non ce la faccio più.
Mi manchi, eh, Fabio?
Lo so.
Lo sai pure?
Sì. Ok.
E so anche che non sei pronto.
No? No. No, infatti. E va bene così.
Io l'ultima cosa che voglio fare è costringerti a fare quello che non vuoi.
È che ci sono rimasto male.
Che sei scappato, non hai voluto affrontare l'argomento.
È vero, perché sono fatto così, capito?
Ciò... Eh.
Però per me è importante, Marco, che si possa parlare di tutto tra noi. E
infatti.
Senza paura di ferire l'altro.
Mi dispiace che non so esprimermi alle volte. C'ho casini, capito?
Vado. Vai? Sì. C'è Valerio che mi aspetta. Sei un cretino.
Ciao. Sei un cretino proprio.
Ti stacco la testa.
Prego, può continuare.
Le sore ci facevano ingoiare la cenere e allora io ho trasformato loro in cenere.
Non ho avuto molta scelta.
Io volevo avere il controllo sulla mia vita.
Le persone mi hanno sempre tradito, tutti.
A partire dai miei genitori che mi hanno abbandonato in quell'inferno.
Poi c'è stato il padre di Carlotta che mi voleva lasciare per una studentessa d
'arte di vent'anni.
Ha avuto quello che si meritava.
Liliana ci deve dire tutto a questo punto.
Ha provato a uccidere o avvelenare qualcun altro, ad esempio suo genero,
Claudio. Certo.
Quando ho scoperto che tradiva Carlotta con quella sciacquetta. Ma io l'ho fatto
per mia figlia.
Lei non meritava di essere tradita.
Ho cominciato ad avvelenare i suoi pasti.
Poi quando hanno iniziato a parlare di trasferirsi, ho raddoppiato la dose.
Io non potevo permettere che mi abbandonassero.
E poi Elisa l'ha sorpresa?
Sì, l'ha vista.
Mentre mettevo qualcosa nel bicchiere di suo padre, le ho detto che erano
vitamine, che lo facevo perché il papà era stanco.
E poi cos'è successo? Cos'è successo? Che ha cominciato a ricattarmi. Se non
mi fa fare questo, se non mi fa fare quello, lo dico a mamma e papà delle
vitamine. Poi un giorno ha disegnato su un foglio il simbolo del veleno, ha
cominciato a farmi un sacco di domande. Perché c'è la bandiera dei pirati sulle
vitamine?
Ecco spiegato il disegno col teschio. Ero sotto scacco di una bambina
capricciosa, capite? Io non potevo permettere di continuare così.
Giovedì ho perso la pazienza e ho fatto ingoiare un bel cucchiaio dell'umiltà.
Volevo che la smettesse, che imparasse a tenere a freno quella linguaccia.
Ma lei ha cominciato a urlare, a minacciarmi di dire tutto ai suoi
genitori.
E allora ha cercato di affogarlo?
E poi è arrivato il canoista?
Sì. Eh?
E l'ha ucciso.
Io credevo che Elisa fosse morta.
Alla fine ci ho pure parlato con Fabio, eh?
Ah, io ho chiesto una specie di pregua, lui mi sembrava anche sereno.
Sento che c'è un po' di distanza, però secondo me ha capito. Marco, o ci stai
al cento per cento o te ne vai.
E ieri mezzo non funziona.
Fidati che ci sono passato, eh?
Coraggio!
Che è successo?
Mi hai fatto chiamare?
No. Cioè sì.
Sì o no?
No. Sì.
Aspetta là.
Aspetta.
Praticamente c'è un indizio
che abbiamo trovato e che riapre il caso totalmente.
E penso che tu debba analizzarlo.
Dai.
Già, allora.
Ci ho pensato.
Alla fine condividiamo tante cose, no?
Quindi...
Tanto vale, anche perché poi magari si torna indietro e io credo, ormai credo,
penso, io credo che mi sono, credo che mi sono
innamorato di te.
Anche io ti amo.
È mancato tutto questo.
Anche a me.
Grazie.
Di cosa?
Di tutto.
Grazie per aver mandato tua mamma.
Grazie per aver mandato l'altra sera mia sorella e grazie per avermi fatto
trovare le analisi delle ceneri.
Con la gravidanza è andato tutto molto in fretta e abbiamo vissuto poco
insieme. Cioè?
Per esempio non abbiamo mai ballato insieme.
Davvero? Sì.
Solo tu riesci a capirmi, sai.
E non è facile, perché a volte non mi capisco nemmeno io.
Beh, è una cosa che capita un po' a tutti.
Dici?
Di non capirti.
Però una cosa mi è chiara.
Hai il diritto di essere il padre meraviglioso che sei e sarai.
Beh, io almeno la maglietta a madrenalina pura l'ho messa per dormire.
Sì, che poi la cosa divertente è che non è neanche la maglietta più brutta che
mia madre mi abbia regalato.
No?
Questa ti piace?
No.
No?
Meglio.
Non prima di aver ballato con te.
Mi mancava questo.
Anche a me.
Sì. Sì? Sì?
Sì. Quante volte? Certo, infinite volte. Infinite volte sì? Ti voglio sposare sì?
Sì.
Ed ecco che cosa ho imparato.
Che i passi della vita possono diventare leggeri.
Che le promesse come i desideri prendono la forma del tempo che attraversano. E
quando credi di essere quasi alla fine del libro, ecco che l'ultima pagina ti
riserva un finale inaspettato.
Grazie.
She dreams in half-broken waters And wakes up all the way through
Crossed out names in the gutter Like cold lovers fade from view
Her fear sleeps in the footnotes Her hope stays
underlined She falls the corner on heartbreak And leaves the
worst behind
grazie a tutti
Grazie.
Ciao!
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.