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Ho già risposto a questa domanda.
Legga la mia intervista su Libération.
È tiepido.
La prossima domanda...
Che altro c'è?
Quando arriverà in paradiso cosa vorrebbe...
- Che Dio mi dicesse? - Sì.
È l'ultima domanda dell'intervista "Actors Studio".
Esatto.
Allora perché me la fa adesso?
È vero, volevo fargliela per ultima.
Qual è stato il suo ruolo preferito?
Hélène, in Un altro giorno.
Per il quale ha vinto il suo secondo César.
La vedova che nasconde il soldato tedesco.
Per me, è il suo ruolo migliore.
L'espressione indimenticabile del suo volto...
...quando le lanciano le pietre.
Impassibile e...
...risoluta.
Quando ho letto la sceneggiatura, ho pensato
che avrei venduto l'anima al diavolo per interpretarlo.
L'anima, non il corpo.
- Non sono Edith Rosay. - Lo so.
Questo non Io scriva.
Perché?
- È morta. - No, è viva.
Le Figaro l'ha intervistata il mese scorso.
Davvero?
Ero sicura di essere stata al suo funerale.
La confonde con...
Oh sì! Lei credevo fosse viva!
Non trova che assomigli a quell'attore...
Sì.
Quell'attore inglese, Sir qualcosa...
Era "m Assassinio sull'Orient Express.
- Intende Sir John Gielgud. - Sì!
Ma meno distinto.
Però premuroso. Anche troppo.
Quale attrice le ha trasmesso di più il suo DNA.
Non me lo sono mai chiesto.
Sono sempre stata me stessa.
E al contrario...
A quale attrice ha trasmesso un po' del suo DNA.
In Francia, credo proprio a nessuna.
- Allora? - Non mi ricordo.
È normale, eri molto piccola.
- E tu, papà? - No, non ci sono mai stato.
Ero sul set quando voi siete venute.
La casa sembra...
- ...un castello. - Esatto.
Sì, anche se dietro c'è una prigione.
Una tartaruga! Una tartaruga!
- Papà, guarda! - Oh. Si chiama Pierre.
- Ciao, Pierre. - E un nonnetto.
Ehi, non ti abbiamo spaventato? Ecco.
Che mangia?
- Lattuga. - Lattuga?
Mangia la lattuga.
Ha ospiti. Vado via.
Nulla d'importante. E mia figlia con la sua famigliola.
Sono venuti a congratularsi per il libro.
Vive negli Stati Uniti. Fa la sceneggiatrice.
Ha sposato un attore?
"Attore" è una parola grossa. Comunque...
Allora, mi parli del film che sta girando adesso, Ricordi di mia madre.
Non sarà un gran film.
Charlotte, ma come sei cresciuta!
- Ti ricordi di me? - No. - Non mi sorprende.
- Ti piace la cucina italiana? - Sì.
E cosa?
- La pizza! - Te la faccio.
Venite, sistematevi.
Vieni, vieni Charlotte. Ci giocheremo dopo.
- Lascia stare il cane. - A dopo.
Toto...
- Scusate il disordine. - Non c'è problema.
Aveva una governante... se n'è andata il mese scorso.
- Peccato, era una brava donna. - Perché se n'è andata?
Forse perché è una brava donna.
Ehi, Charlotte.
- Dormirai nella mia vecchia camera, ok? - - Sì!
Sì! Allora...
Serve aiuto con i bagagli?
- Hai bisogno? - No, grazie. Non sono più una bambina.
In cima alle scale...
...vai a destra e poi dritto!
- Ok. - Ok?
In cima,
a destra...
e...
dritto!
Dunque,nonna...
mamma...
e Jacques...
...che fa le pizze.
Buongiorno.
Non ci vediamo dal matrimonio.
Benvenuto, Hank. E la tua prima volta qui.
Sì, l'ultima volta... stavo girando, dunque...
Oh... Non importa.
Non è molto divertente visitare la casa di tua moglie.
Beh, è una bella casa.
- Sì, anche se dietro c'è una prigione. - Sì, infatti.
- Birra? - Un po' d'acqua, grazie.
Abbiamo visto il tuo manifesto all'aeroporto, dove fai...
- Di quand'è la foto? - L'ha scelta l'editore, senza chiedere.
- Ma quando ha parlato di 100.000 copie... - 100.000 copie?
- È tantissimo! - Ma pensa!
È tiepida.
Non so se ricordi...
Forse ti sei dimenticata, ma avevi promesso...
Cosa?
Recentemente Jacques è diventato un esperto di cucina italiana.
- No, smettila... - Smettila tu!
Un grande chef.
- Quante stelle Michelin? - Quattro.
Avevi promesso di farmi leggere il libro prima di pubblicarlo.
- Ti ricordi? - Cosa?
- Io? - Il tuo libro.
Ti ho mandato la bozza negli Stati Uniti.
- Forse non l'hai ricevuta. - Non vuoi che lo legga.
Che sciocchezza! Come sei sospettosa!
Lo eri già da bambina.
È ancora così, no?
- Fa finta di non ricordarselo... - Di nuovo il tiramisù?
Non si potrebbe cambiare dolce?
Aspetto visite?
Tiramisù, tiramisù...
Benvenuto.
Guarda, Toto! Guarda!
Ci sei anche tu!
Meno male! Un fotografo professionista è un'altra cosa.
Siamo stati nei tempi.
- 100.000 copie non sono troppe? - 50.000.
Quanto sei vanitosa. E incredibile.
Ci sono delle foto.
Guarda, mamma.
Questa è La strega del Bois de Vincennes.
Quando camminavo in strada per Parigi, i bambini fuggivano terrorizzati.
Secondo me la gente si scansa ancora quando passa...
Non mi hai dato un bacio.
Non mordo mica. Non mi riconosci?
Sì, dall'odore.
Qualcuno va a prendere il vino in cantina?
- Vuole... Vuole del vino. - Sì, certo!
- Posso venire? - Rosso o bianco? - Posso venire? - Sì.
Non scivolare sulle scale.
- Mamma, vieni? - No.
Odio la cantina. La nonna mi ci ha chiusa dentro.
Te lo meritavi. Avevi rovinato il divano.
Però hai dimenticato di essere uscita per ore, a bere qualcosa...
FABIENNE DANGEVILLE LE VERITA'
Ma no, stavo girando!
Pensavo di aver detto a Luc di badare a te.
Oh, davvero?
Avevi Io stesso libro da bambina?
Lo adoravo. Per questo te l'ho comprato.
Davvero?
- Te Io leggo? - Sì.
Dopo però torni nel tuo letto.
LA STREGA DEL BOIS DE VINCENNES
"C'era una volta una strega che abitava nel Bois de Vincennes."
"Era una strega bella, ma con un cuore duro come la pietra."
"E alla minima contrarietà,"
"trasformava gli esseri umani in animali."
Nonna era davvero una strega?
Qualcuno la chiamava così, un tempo.
Cosa guardi? Fai la strega?
Era buona o cattiva?
Bella domanda.
- Secondo te? - Cattiva!
- Ci vada piano. - Sì... Lo so.
Com'è la sceneggiatura?
Il budget non è enorme,
ma il regista è un suo grande ammiratore.
- Ha guardato il DVD che le ho dato? - Mi ha fatto venire il mal di mare.
Con la cinepresa che si muove sempre...
Costa tanto un cavalletto?
È uno stile.
Senza poesia.
- Da nessuna parte. - Poesia...
La poesia nel cinema è necessaria.
Che si parli di violenza o della banalità quotidiana.
Sì, ha ragione.
Non sono costretta a lavorare in un film così.
Christelle Marineau calzerebbe alla perfezione nel ruolo.
- Che c'è? È morta? - No, è ancora viva.
Sicuro?
Come vanno le riprese?
Non è un grande ruolo.
Manon Lenoir.
L'attrice principale. Ne parlano molto bene.
Inutile agitarsi tanto...
Niente di eccezionale.
Una volta, ragazze così... le trovavi ovunque per strada.
Perché ridi?
Niente...
Ho mangiato troppe lasagne.
FABIENNE DANGEVILLE IN THE BELLE OF PARIS
Vieni?
Sei brava a spazzolare!
Lo fai anche alla mamma?
Lei preferisce fare da sola.
Sì, era già...
...era già così da bambina.
È vero che hai dei poteri magici?
Poteri magici? Perché?
Perché la mia amica Rose, a scuola, non è molto gentile con me.
Davvero? E che ti dice?
È davvero cattiva.
Puoi trasformarla in un animale?
Vieni a vedere una cosa in giardino.
Vedi la tartaruga?
Allora?
- È Pierre. - Sì, nonno Pierre.
Prima era un uomo.
Mi dava fastidio e l'ho trasformato in tartaruga.
In cosa dovrei trasformare la tua amica?
In una tartaruga?
Un rospo?
- In una lucertola colorata. - Ma così sarebbe molto carina.
- O in un Iumacone colorato. - Questo è meno carino.
Va bene.
Non hai bevuto vino, ieri.
No, io...
HO smesso.
Superstizioso?
O forse stai aspettando un ruolo importante?
Forse, sì... No...
- È bello avere sogni nella vita... - SÌ.
A volte è più facile non averne...
Avete visto mamma?
- Era nella sua stanza. - Non c'è più.
- Prova al ristorante cinese. - E possibile.
A quest'ora?
Ci va spesso da sola, ultimamente.
E basta, Toto!
Mamma?
Cos'è questo? Mamma?
Chi vuoi prendere in giro?
Faccio fatica a vedere la verità, qui dentro.
"Aspettare mia figlia davanti alla scuola"
"e vederla correre verso di me mi riempiva di gioia."
"Lumir usciva sempre per prima. Rientravamo a casa mano nella mano."
"Mi raccontava la sua giornata..." Non è mai successo. Mai!
Solo papà e Luc venivano a prendermi.
Non faccio una passeggiata, sto imparando le battute.
Sul serio? Hai messo dei post-it?
Stai facendo una ricerca su di me? Prepari un esame?
Un esame "in Fabienne"? Primo anno? Secondo?
Ma che dici...
Sono un'attrice. Non posso dire la nuda verità.
La verità non appassiona.
Forse volevi che dicessi cose carine su di te.
Ma non sono io quella.
Perché non nomini neanche una volta Sarah?
Sono le mie memorie. E il mio libro.
Potrò scegliere io cosa raccontare, no?
Ti senti in colpa.
Perché dovrei sentirmi in colpa per Sarah?
Lo sai, no?
Che rompipalle! Prende tutto troppo sul serio.
Da chi avrà preso?
Pensa sempre a Sarah.
- Sempre, da 40 anni... - E allora perché...
Il film che sta girando adesso
lo ha accettato solo perché Manon Lenoir ha il ruolo principale.
- Manon Lenoir? - Sì.
Una giovane attrice in ascesa.
Dicono che sia la nuova Sarah Mondavan.
Non lo sapevo.
Oggi fanno una lettura agli Studi di Epinay.
Vieni con noi?
A Epinay?
È un film di fantascienza.
Fabienne interpreta la figlia di Manon.
Ricordi di mia madre.
MANON LENOIR E FABIENNE DANGEVILLE NEL PROSSIMO FILM DI HADRIEL KLUZYNSKI
Com'è New York?
Non so... da che punto di vista?
Lascia stare. Non mi interessa davvero.
Non sopporto il silenzio.
A me piace.
Siamo arrivati. Per fortuna non c'era traffico.
Saranno passati 30 anni.
Quando è stato'? Per Le tentazioni dell'alba.
Ci sono venuta con Sarah, non con te.
- Per Dietro lo sguardo. - Oh, sì.
Che film tremendo.
Strano. Me lo ricordavo più grande.
Non è cambiato.
- Sei tu che sei cresciuta. - Vatti a fidare della memoria.
USCITA
In posizione e... azione!
Fa' con calma. All'inizio sei al buio.
Tu rimani sempre girata da questa parte...
Tutto a posto con Manon? Spegnete le luci.
- Motore. - Partito!
- 15/1, prima. - Ciak.
Macchina pronta.
Azione!
- Benvenuta a casa! - Benvenuta, mamma!
- Tanti auguri, Amy. - Grazie, mamma.
Come sei cresciuta!
Ha già 10 anni, ci pensi?
Sei bellissima.
- Ti fai vedere da mamma? - Sì, vado.
Mamma, sono bella, vero?
Non è troppo da grande per te?
Devo partire domattina.
Guarda, mamma. Guarda che bello.
Oh sì, che belle lucine!
Cosa ti piacerebbe fare?
Suonare la chitarra. Papà dice che sono troppo piccola, però...
Davvero?
Però mi piace.
Fammi vedere come fai.
Stop!
Grazie. Prima posizione. La rifacciamo.
Vedi? La mamma torna dopo sette anni.
- Sette anni. - Perché?
Perché ha deciso di vivere nello spazio.
Nella storia la mamma è molto malata.
- Davvero? - Sulla Terra sarebbe vissuta solo due anni.
Quindi ha deciso di vivere nello spazio.
Perché nello spazio non si invecchia.
- Ah no? - No.
- La conosci, lei? - No.
È mia nonna.
Devo imparare le battute!
Per niente divertente...
Da quanto tempo lo fai?
Da molto...
- Non mi ricordo. - Anch'io.
- Fai l'attrice anche tu? - A Hollywood.
- Davvero? - Sì.
Non vi sporcate.
- Manon? Fabienne ti aspetta. - Arrivo.
Uffa! Uffa, uffa...
Aspetta!
- È tuo questo? - SÌ. - Sì.
- Grazie. - Prego.
Mi dispiace per l'altro giorno. Non volevo disturbare.
Le cause umanitarie non fanno per me.
Peccato. Se almeno venisse una volta, ci aiuterebbe molto.
Non ho nemmeno il tempo per il mio cane.
Scusate, abbiamo 10 minuti di ritardo.
Ok.
Cosa ti avevo detto?
E tu che ruolo hai?
Sono Amy a 38 anni.
Grazie in anticipo della sua clemenza.
Io a 38, lei a 73.
Abbiamo gli occhi di colore diverso.
Il regista dice che lo cambierà con gli effetti speciali.
Allora potrei fare Amy a 38 anni. Effetti speciali e vai!
Pensa che potrei essere Amy a 17 anni?
Non credo.
Eccoli.
Bella faccia tosta, farci aspettare così.
Una volta per un film ho usato le lenti a contatto colorate.
- E...? - Avevo gli occhi così secchi che non smettevo di piangere.
Perfetto per il ruolo.
- Scusate per il ritardo. - Figurati.
Sarà il regista che vi ha fatto fare delle scene inutili.
Ma che malalingua!
Oh, è lei il regista?
Nessuno ricorda mai la mia faccia.
Eppure, a me lei ricorda quel regista...
Ho visto il tuo ultimo film. Pare che sia un successo.
Grazie. Ho avuto dei partner fantastici.
Quanti chili hai perso per la scena finale?
Cinque. Che domanda!
Io non ce l'avrei mai fatta.
Grazie per l'altro giorno.
Figurati. Lo capisco, ho un gatto.
Mamma! Si comincia.
- Smetti di chiamarmi "mamma". - E come devo chiamarti?
- Fabienne. - Fabi...
- Iniziamo la lettura. - Cominciamo.
Allora... scena 42.
Ora Amy ha 38 anni.
È con sua madre e guarda i figli che giocano al parco.
Non avrei mai incontrato Scott.
Ci siamo lasciati tre anni fa.
Ora vive a ovest.
Quanto siete stati insieme?
Sei anni, mi pare.
Peccato.
Scott era un buono a nulla.
Papà aveva ragione.
Com'è morto tuo padre?
Sereno?
Posso aggiungere una battuta? Rivolta ai bambini.
Certo.
Non vi sporcate.
Com'è morto tuo padre?
Sereno?
Sì.
È morto molto sereno.
Ora Amy si mette a piangere.
Farò del mio meglio.
Altrimenti tagliamo e ti mettiamo le gocce negli occhi.
Sì... scusate.
Passiamo alla 64?
Dalla finestra della camera sentiamo i nipoti di Amy che giocano.
La madre di Amy Ii guarda dalla finestra.
Ora Amy ha 73 anni.
Mi lasci di nuovo sola, mamma?
Mi lasci di nuovo sola, mamma?
Forse non ci sarà una prossima volta.
Ma sì, invece.
Sarai ancora in forma a 80 anni.
La vita non ha più sorprese per me.
Non dire così.
Invecchio solo io.
Tu sei sempre così giovane.
Non avevo scelta.
Ma non ho mai smesso di pensare a te.
Ovunque fossi.
Ti prego, non andare senza di me.
Mi sento così sola quando non ci sei.
Perfetto.
Non mi sembra molto chiaro.
Non capisco quando...
Perché non impari il testo prima?
Se la sceneggiatura fosse migliore...
Sì, sì, sì.
Perché hai accettato la parte?
Mi avevano detto che avrei dormito molto e parlato poco.
E ora che ho la parte, aggiungono le scene.
Un vero imbroglio, non trovi?
La trovo una gentilezza.
Se ti sentissero i tuoi fan sarebbero così delusi...
- Stavo per girare con Hitchcock. II ruolo principale. - Davvero?
Purtroppo, è morto prima.
Mi sarebbe piaciuto vederlo.
Saresti morta ammazzata...
Che te ne pare di Manon Lenoir?
È giovane. Ma mi pare abbia talento.
- Hai visto come si è alzata? - Sei davvero ingenua.
Bastava guardarla per capire che lo aveva pianificato.
Non vi sembra che somigli a Sarah Mondavan?
- Che ne pensi? - Per niente.
Devo dire che...
No, Sarah era molto più animalesca...
- Molto più libera. - Esatto.
Per una volta siamo d'accordo.
Sarah si starà rivoltando nella tomba per il paragone.
Forse hanno la voce simile.
- Trovi? - Sì.
Una voce roca, molto...
Sarah se l'è rovinata apposta, col fumo...
- Adoravo la sua voce. - Con l'alcol...
Te ne vai?
Così all'improvviso?
Ora che le sue memorie sono uscite... è arrivato il momento.
Mio figlio e sua moglie stanno costruendo una casa in Normandia.
Andrò ad occuparmi dei miei nipotini.
Che carino.
Piano con l'alcol.
Oh, insomma... Potrei recitare quella parte anche da ubriaca.
Non è più una ragazzina.
Per la convocazione di domani...
Lascio il planning a Lumir.
Hai parlato di "nipotini"?
Sì... Perché?
Dunque, ne hai più di uno?
Ho sei nipotini.
Nell'ordine: femmina, femmina,
maschio, maschio, maschio e femmina.
La più grande, che ha visto una volta, va già al liceo.
Mio figlio verrà più tardi a prendere le mie cose.
Oddio...
Aspetta.
Perché fai così?
Nelle sue memorie non c'è una riga su di me.
È come se avesse negato la mia esistenza.
Dice che vuole andarsene.
Capisco, ma non puoi abbandonarla adesso.
Senza di te non ce la farà.
Io?
- Siete una bella coppia. - E fuori discussione.
E poi domenica torno a New York.
Aspetta almeno la fine delle riprese.
Tieni. Io vado.
È arrivata la macchina. Lumir, è tardi. Te l'avevo detto.
Che succede?
Papà... che ci fai qui?
- Ciao, bimba mia. - Da dove sei entrato?
Dal cancello sul retro!
Eh... È mio padre!
Quante domande. Posso entrare?
Sì. Ma non è un buon momento.
Perché? Ha un nuovo fidanzato?
Non mi dà più fastidio, tranquilla.
Salve. Grazie per prendersi cura di Fabienne.
No, lui sta con me.
Sì, sono Hank, il marito di Lumir.
Infatti, mi sembrava... avesse esagerato stavolta.
Sei un disastro.
Perché sei venuto?
E tu?
Sono venuta per festeggiare l'uscita del libro.
Davvero? Sei venuta da New York per questo?
E tu, invece?
Lo stesso. Sono venuto per congratularmi.
Eccola là! Vieni.
- Chi è? - Tuo nonno.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Come ti chiami? - Charlotte.
Io sono Pierre. Il papà della tua mamma.
- Pierre? - Sì.
Di cosa vivi adesso, papà?
Lo sapevo. Hai bisogno di soldi.
Potrebbe pagarmi i diritti per aver parlato della mia vita.
Cosa?
Non c'è molto su di me, eh?
È solo che...
nel libro sei morto, papà.
- Morto? - Puoi guardare, sei vuoi.
- Morto... morto? - Hai preso la mia teiera?
Sbrigati! Ricorda che hai preso il posto di Luc.
Mi sono scordata.
Ho dimenticato una cosa, il triangolino...
Pierre!
- Sbrigati! - Arrivo!
- Hai preso il coso col cane? - Questo?
- Sì. - A che serve?
Mamma, Pierre è scomparso!
- Mamma, Pierre è scomparso! - Tornerà. Ora noi dobbiamo andare.
- Che stai architettando? - E per Anna.
Pierre?
Ciao, Amy.
Sei sempre più bella.
Non può piombare così nella mia vita ogni sette anni!
Dai, Amy...
È sempre così in questo periodo.
Hai un fidanzato?
Mi sarebbe piaciuto che mia madre me l'avesse chiesto.
Allora, ce l'hai?
Mi piace questo odore.
Il tuo odore, mamma.
Benvenuta a casa, mamma.
Grazie, Amy.
Quanti anni aveva tua madre quando è morta?
29. Io ne avevo sette.
Non sei mai stata triste, o invidiosa delle altre ragazze?
- Cosa mi vuoi dire? È per il libro? - Sì.
Non sei venuta a vedere la rappresentazione...
...Io spettacolo in cui ho recitato, alle medie. Non ti ricordi?
- Sei sicura? - Sicurissima.
Te lo ricorderesti, Il mago di Oz.
Non eri Dorothy, vero?
- Lo spaventapasseri? - No.
La persona che veniva agli spettacoli
e che mi aiutava quando avevo il cuore infranto era Sarah.
Sì, forse.
Sempre meglio che trascurarti e al tempo stesso essere invadente, no?
Anche tu...
hai passato del tempo su un'astronave.
Sembro così giovane?
Non intendevo questo.
Solo ora capisci che non mi è mai piaciuto vivere sulla Terra.
Tieni, è per te. Io ce l'ho uguale.
Che succede?
Il mio cane è morto. L'ho appena seppellito.
Ma ho parlato con Manon e ora sto meglio.
Mai fidarsi di una donna che ama i gatti.
Prendila come esempio.
Ha un'ambizione sfrenata.
Almeno non hai perso l'appetito.
Non ha mai voluto recitare?
- No, non fa proprio per me. - Ok.
E immagino che...
avrebbe voluto più attenzione da parte di sua madre.
- Come Amy nel film. - No, non direi.
Allora perché non vuole che sua madre le tocchi i capelli?
- Glielo ha detto mia madre? - Sì.
Mi ha detto che da bambina riusciva sempre a cavarsela da sola.
Sembrava triste per questo.
Stop! No...
Vorrei che quando lei dice: "È morto sereno"... si capisse che è una bugia.
Dalle la battuta.
Com'è morto tuo padre?
Sereno?
Sì, è morto molto sereno.
- Non va bene? - Non è facile.
Hadriel, e se giocasse con i capelli?
Farebbe lo stesso gesto di Amy quando aveva 17 anni.
Ottima idea. La vedremo al monitor.
Come faceva?
Prende una ciocca da sotto e la rigira un po'.
Ci avrei pensato anch'io.
Sì.
È morto molto sereno.
Prima di venire, sono stata sulla sua tomba.
Sulla tomba di papà?
Sì.
Sarà stata sporca.
È da tanto che non ci vado.
Stop! Abbiamo finito, grazie.
È bastato che pensassi al mio cane.
Improvvisano continuamente.
Il risultato è buono.
Ecco che succede a raccontare la propria vita.
Beh ma tu...
Senti chi parla. Lo fai anche tu.
Io? A chi?
A Manon. Le hai parlato di me.
Non mi ricordo. Che ti ha detto?
Se non ti ricordi, lasciamo stare.
Troviamo una nuova ricetta...
Voglio buttare la mia agenda.
E comprarne una nuova...
Ahi... Le mani!
Ci siamo.
- Posso farlo un po' io? - No, non puoi.
- Oh, sì. È più facile. - Vero?
Lo metto qui.
- Sai, il traditore. Non mi piace. - Gaspard è il traditore, sai...
È la prima volta che la faccio. Spero sia buona.
Mamma, ho partecipato anch'io.
Jacques, c'è ancora dell'insalata?
Non trovi che sembri ancora un po' una tartaruga?
- L'hai perdonato? - Solo per oggi.
Stan, al tuo personaggio sparano in testa. Molto probabilmente morirà.
- Gli sparano in testa... - No, non è così.
- E non sopravviverà! - Non pensavi gli avessero sparato?
E non... Te lo sta dicendo!
- Mi hanno sparato alla spalla. - Alla spalla?
Sì, non in testa. Il sangue schizza e...
No, è molto chiaro. Non ci credo.
Tua moglie si risposa prima che tu guarisca.
Non Io so, non mi danno il copione.
Te lo giuro, se lo sapessi te lo direi, ma non lo so.
- Non mi dicono niente. - No, davvero.
Ora ha proposte migliori.
Portale un cuscino.
Gli offrono molte altre parti.
È stata la prima volta che mi hanno offerto una parte
senza fare un provino, per me vuol dire molto.
Comincio a essere un vero attore.
Un attore...
Credo sia una gran cosa che tu abbia smesso di bere
per ottenere ruoli da protagonista.
- Ottima decisione! - Oh, no, sì...
Tranquillo. C'è tempo prima di un ruolo da protagonista.
Mamma...
Che fortuna, sul serio.
Dico sul serio, gli attori di oggi possono recitare ovunque.
Anche nelle serie su internet.
Oggi tutti possono essere attori.
Ma l'hai guardata la sua serie?
L'ho vista su YouTube. Hai così insistito.
È un'imitazione.
Ma tra le imitazioni preferisco quelle di Pierre.
"Parigi, martirizzata." "Ma Parigi, Iiberata!"
È un'imitazione?
Recitare è molto di più.
Ciò che conta è la personalità.
La presenza.
Il ruolo di Hélène, per il quale hai vinto il César...
Sì. Cosa?
In realtà, doveva interpretarlo Sarah.
Gliel'hai rubato andando a letto col regista.
L'ho prodotto io, il film.
Non l'hai visto?
Fabienne era davvero spettacolare.
Che dici? Facevi l'assistente.
- Era... - L'hai letto su Wikipedia?
Lo sanno tutti.
Sarah lo stava preparando,
e se tu non glielo avessi rubato,
il César lo avrebbe vinto lei.
È vero, sei stata veramente crudele.
Lo sapevi benissimo che non avresti mai raggiunto
il livello di Sarah, dunque...
le hai distrutto la vita privata.
Sei con me o contro di me?
A sentire te, pare che l'abbia uccisa io.
E non è così?
Anche ammettendo di aver avuto la parte
andando a letto col regista, che cambia?
Un'attrice meno brava avrebbe fatto lo stesso,
ma sarebbe sparita. Io invece sono qui. E questo che conta.
Perché non vai a letto?
Sei stata bravissima stasera, tesoro.
Buonanotte.
Ti ho vista che Iitigavi con Sarah.
Piangeva.
La notte prima. Era distrutta, sul divano.
Litigavamo spesso.
Essendo molto amiche, potevamo permettercelo.
Quella sera era diversa, come se...
stesse per morire.
Lo sentivo.
No, non è così.
L'indomani saremmo andate al mare...
Ho disdetto all'ultimo momento.
- AI mare? - Sì, al mare. A Deauville.
Non mi ricordo.
Se era tanto triste, potevi accompagnarla.
Avrei dovuto, sì.
È stato un incidente.
Era ubriaca. Ha voluto fare il bagno.
Anche se...
se fosse colpa mia,
se fosse stata una grande attrice,
avrebbe trasformato il suo dolore in arte.
Non tutti sono forti come te.
Non è una colpa essere forti.
Sarah era gentile.
Era questo che mi piaceva di lei.
Peccato che non fossi sua figlia.
Sì, un vero peccato.
Non ti perdonerò mai per quello che hai fatto.
- Lumir... - Stanne fuori, per favore. Non sono affari tuoi.
Chi ti credi di essere per decidere di non perdonarmi?
- Solo Sarah avrebbe potuto deciderlo. - Cazzo, lui ha bevuto.
Sono stata una cattiva madre, una cattiva amica, e allora?
Preferisco essere stata una cattiva madre, una cattiva amica
e una buona attrice.
E se tu non mi perdoni,
mi perdona il pubblico.
Perché ti sto dicendo queste cose?
Non lo capisci cosa sentono gli attori...
- Te ne torni a New York? - Vado in bagno.
Sta' attenta al divano.
Come fa a sopportare una donna simile? Complimenti.
Risparmi Ie energie per la recitazione.
Non è un lavoro che si fa a metà.
La quotidianità non conta.
Sa cosa penso?
Quando le attrici si dedicano al sociale o alla politica,
Grazie.
Significa che hanno perso nella loro professione.
Hanno perso la battaglia sullo schermo, allora si tuffano nella realtà.
Fingono di scagliarsi contro la realtà.
Capisce? Non è il contrario.
Io quella battaglia l'ho sempre vinta.
Per questo sopporto la solitudine.
Sì, e poi...
bisogna invertire la scena 47
e quella del Central Park.
Così il personaggio dell'amante sarà più chiaro, credo.
Grazie mille per la chiacchierata. E stata...
molto illuminante. Grazie mille.
Davvero vuole venire, domani?
- E perché sarei venuto a Parigi? - Bene.
- Partiamo alle 11. - Ok.
Buonanotte.
Buonanotte.
Oddio...
Tua madre mi ha baciato...
Né qui... Né qui.
Ma qui. Proprio qui.
Quanti bicchieri hai bevuto?
Quanti ce ne sono in una bottiglia?
Perché hai detto che avevi smesso per ottenere un ruolo importante?
Non l'ho mai detto, io...
- Ti prego, non ricominciare a bere. - Non l'ho mai detto.
- Mi dispiace. - Di nuovo con questo incubo?
Sono stufa di mentire a Charlotte dicendole che stai girando.
- Lo so, mi dispiace. - Fermo. - Lo so.
- Basta. - Di che avete parlato per due ore?
Tu non parli nemmeno francese.
Si sarà vantata tutto il tempo.
In realtà mi è sembrata triste.
- Davvero? - Sì, davvero.
Molto triste.
Non sapevo che fossi venuto per vedere mia madre recitare.
No? Sono un suo fan. Un suo grande fan.
Puoi andare al posto mio, così le farai il tè.
Sì. Lo sai che non mi piace il tè. Lo sai...
Perché mi hai portato qui? Eh?
Perché?
Se volevi solo parlare del libro, perché mi hai portato qui?
L'ultima volta che sono venuta, eri a disintossicarti, se ti ricordi...
Credo che volessi renderla invidiosa.
Mostrarle la nostra famiglia felice. Ma lei non sarà invidiosa.
Non la colpirai con questo.
E non la colpirai con...
un attore di serie B della TV americana.
Io dormo un po', ok?
Sono qui, se hai bisogno.
- Hai fatto la pipì? - Sì.
Io ci vado dopo.
Che fai?
Riparazioni.
E di mamma?
Sì, gliel'ho regalato io quando era piccola.
In onore della sua interpretazione nel Mago di Oz.
- Faceva Dorothy? - No.
IILeone.
Non mi piace il Leone! È un fifone!
Ma tua madre era un Leone fantastico!
- Anche lei è una fifona? - Sì, no...
Lei capiva benissimo quel che sentiva il Leone.
"Non mi spaventare!"
Pierre!
Che succede?
Ho sentito la voce di Lumir in giardino.
Lumir?
È Charlotte.
- Buongiorno! - Buongiorno!
- Hai usato i tuoi poteri magici? - Poteri magici?
Nonno Pierre è scomparso.
Ha chiesto lui di ridiventare una tartaruga.
Ah, va bene.
Pierre è andato via?
Ieri sera.
Poteva restare a dormire.
E Perché?
Bella faccia tosta a chiamare 'Pierre' Ia tartaruga.
- Non sono stata io. È stata Lumir. - Lumir?
Forse per punirmi per aver cacciato via suo padre.
Non credi fosse triste invece?
Non mi resta molto tempo.
Capisco. Resto, promesso.
Sei felice di essere mia figlia?
Sì, sono felice di essere tua figlia.
Fine.
- Che voce. - È il suo forte.
Questo tè è bollente!
Mi sono ustionata. Guarda, qui.
Non posso bere cose calde... Sono come i gatti.
Dimenticavo che odi i gatti.
Sei pazza! Se lo servi in un bar ti denunciano!
Non aggiungere l'acqua! Rovini il gusto del tè!
Non eravate costretti a venire.
Dice che non eravate obbligati.
Una promessa è una promessa.
Perché venire a Parigi, se no?
L'ho detto davvero?
Preferisce questo piuttosto che fare compagnia a Jacques.
Sembra che Michèle Morgan
abbia vissuto in quell'appartamento.
Hai notato che le iniziali di tutte le grandi attrici...
sono uguali?
Danielle Darrieux, DD.
Simone Signoret.
Da giovane era stupenda.
Greta Garbo.
Anche Anouk Aimée.
- E Brigitte Bardot. - Oh, è vero.
Mah...
64/2. Seconda.
Macchina pronta.
Azione!
Tanti auguri, nonna.
Tanti auguri, nonna...
Ecco nonna.
Mi lasci di nuovo sola, mamma.
Ti prego, non andare.
Mi sento così sola quando non ci sei.
- Stop! - Stop, grazie.
Se la faccio così non si capisce chi è la madre.
- Possiamo rifarla? - Certo.
Non ho mai smesso di pensare a te.
Ovunque mi trovassi.
Ha squillato un cellulare!
Spegnete i cellulari prima delle riprese!
Sarai ancora in forma a 80 anni.
No.
La vita non ha più sorprese... Può uscire dal mio campo visivo?
Non è lei che interpreta mio nipote. Quindi...
Non ce l'avevo con lei.
Non avevo scelta, ma non ho mai smesso di pensare a te.
Cazzo, questa è la battuta della madre!
Stop!
Che consiglio posso darle?
- Niente, non devi dirle niente. - Sì, però...
Lascia stare, fidati. A volte devi solo...
BUON COMPLEANNO AMY
- Motore! - Motore...
Si gira.
64/2. Ottava.
Macchina pronta.
Azione!
- Amy... -Oh no...
Mi lasci di nuovo sola, mamma?
Forse non ci sarà una prossima volta.
Sì, invece.
Sarai ancora in forma a 80 anni.
La vita non ha più sorprese per me.
Non dire così.
Tu rimani giovane. Invecchio solo io.
Non avevo scelta.
Ma non ho mai smesso di pensare a te.
Ovunque mi trovassi.
Ti prego, non andartene senza di me.
Mi sento così sola quando non ci sei.
Stop!
Scusate, la rifacciamo.
Perché la rifacciamo?
Dev'essere... era perfetta... ma più concisa.
Dovreste abbreviarla del 20%.
Stiamo girando una pubblicità?
È avvilente.
Un po' d'acqua?
No, grazie.
È SEVERAMENTE PROIBITO L'ACCESSO AI NON ADDETTI AI LAVORI
- Ti dispiace per nonna? - No... E stata brava.
Sì. È stata brava, certo.
Scusa. Voglio vederti recita re.
- Vuoi vedermi recitare? - Sì!
- Davvero? - Sì!
E carino.
Sì, vieni, qualche volta. Quando vuoi!
- Quando non vado a scuola. - Quando non vai a scuola, certo.
- Se mamma mi fa venire. - Sì...
Prima, quando stavi recitando, ti è venuto in mente qualcosa?
- Un ricordo, forse? - Tipo?
Un ricordo di tua madre, ad esempio?
Mia madre è un buco nero.
Nelle foto sembrate molto affiatate.
Non ti puoi fidare della memoria neanche quando reciti.
I ricordi vanno e vengono.
Quando sei arrivata allo studio, ti è sembrato tutto più piccolo...
Non c'è del ghiaccio?
Non fare la principessa, per favore.
Cosa faccio con Luc?
Per cominciare, potresti scusarti.
Ma...
Non mi sono mai scusata con un uomo.
Li hai sempre traditi ma non ti sei mai scusata, nemmeno una volta?
- Un'attrice non... - Sembravi stanca.
Ma sei di nuovo una belva.
Potresti scrivere qualcosa per me?
Cosa?
Un testo per scusarmi con Luc.
Ci mancherebbe altro.
Sì e lo interpreterò parola per parola.
Non lo so. Ci devo pensare. Non sono sicura.
"Lo sa che fumo. Insomma!"
"Mi chiama 'mamma' davanti a tutti."
"Capisci?"
"No, lei non capisce."
"Mi sono vergognata."
"II peggio, è che non sa nemmeno fare un tè."
"Un tè, sì, un tè."
- Vuoi andare a dormire? - No, mi piace ascoltarti.
A cosa stai lavorando?
Sto scrivendo una cosa per mia madre.
La canzone di Fabienne.
"Te Io giuro..."
"Te lo giuro, è bollente..."
"Mi sono ustionata..."
"Sono fortunata ad avere un marito."
Sono fortunata ad avere un marito.
Dovresti occuparti di più di chi ti circonda.
Forse dicendo...
"Ho accettato questo ruolo per te" o...
"È stato grazie a te se ce l'ho fatta fino ad ora."
Devi imparare la modestia.
Lo so già.
- Lo so già. Non sono stupida. - In tal caso...
Il tuo maggior difetto da uomo è sbattere le cose in faccia
alla persona direttamente interessata.
Le buone intenzioni senza tatto sono le più dolorose.
La mia lingua biforcuta
al confronto è innocua.
Scusa. Mi dispiace.
La tua unica qualità è saperti scusare, come hai fatto ora.
Esageri. Ne ho anche altre.
Posso farti una domanda?
Sono finita come attrice?
Non rispondere. Potresti dire la verità.
Mi fa troppa paura.
Cos'era il dolce di ieri sera?
La Cassata.
Chi ti ha dato la ricetta?
Mia madre, tanto tempo fa.
Non importa chi è stato.
Credo di preferire...
il tuo tiramisù.
Non è niente male.
Ecco la seconda qualità.
Diciamo di sì.
Due qualità...
sono più del necessario per vivere.
Non ti va di giocare.
Tieni. Prima tu.
Beviamo, in piedi...
Salute!
Mi ha detto che sarebbe arrivato in tre minuti.
Ma abbiamo aspettato fuori per 15 minuti. Col rischio di ammalarsi!
Con gli scioperi, c'è traffico.
Il suo lavoro è anticipare gli scioperi. Per questo vi avvertono.
Incredibile.
Credi si scuserà? Per niente.
Invece di lamentarti, pensi di farcela?
- Di che parli? - Ti ricorderai tutto?
Samuel, Lillian, Sébastien...
No, Charles! Chi altro?
- Frangoise! - Bene.
Devo ridurre il testo?
Riduci il numero dei bambini.
Facciamo diventare questo pezzo di carta un verme.
- Si muove! - Non toccarlo! Sei pazzo?
- Si muove? - Che vuol dire 'si muove'? E vivo!
Mangia le dita dei bambini?
Sì... Non toccarlo! Sei pazzo?
- Stai scherzando. - E completamente pazzo.
Come vanno le riprese?
Non impara le battute.
Ed è meschina con Manon.
È colpa tua. Gliel'hai data vinta per 40 anni.
Prima non era così.
È sempre stata così.
Quando era giovane,
non sai quanto fosse luminosa.
Molto più di Sarah Mondavan.
Io preferivo la recitazione di Sarah.
Però adoravi rifare le scene di tua madre dopo una giornata sul set.
Davvero?
Non me lo ricordo.
Non puoi fidarti della memoria.
Non è un po' presto per la pensione?
70 anni oggi sono i 50 di ieri.
Non direi. Non ho grandi acciacchi...
ma non sento più i sapori come una volta.
Anche dopo aver smesso di fumare.
Smettila, Sébastien.
Cioè, Lillian, no...
- No, Samuel. - Charles.
Lo so tu sei Charles, sì.
Quando la fai la scena?
- Non adesso. - Sì, ma quando?
Devo aspettare il momento giusto.
A volte rinnovare non basta.
- E i prezzi sono aumentati del 20%. - E vergognoso.
Hanno aperto un nuovo ristorante nel Marais.
Gestito dalla nuora dello chef.
- Ora capisco meglio. - È Fabienne Dangeville!
Voleva parlarmi?
Lumir vuole che torni.
Non sa nemmeno fare un tè.
Se penso che ha una figlia, francamente...
Quando ho detto che era troppo caldo,
ci ha versato dell'acqua.
Mi aveva rimproverato per gli stessi errori, all'epoca.
Non ce l'ha fatta a seguire la sua vocazione d'attrice.
Sarà stato difficile restarmi accanto.
È convinta di...
essere riuscita a fuggire da me.
- Glielo ha scritto Lumir? - No, è roba mia.
Non credo si renda conto
di essersene andata via per fuggire da me.
- Mi chiedo dove sia, spero vada tutto bene. - Già...
Comunque, mi sono divertita a farlo.
Sì? E se scrivessi una cosa per te?
Una commedia o una sceneggiatura.
- Potresti esserci anche tu! - Sì? In che ruolo?
- Forse l'amante! - No!
Sì!
- No, no, no. - Ma non funzionerebbe.
Perché ti trasformerebbe in un animale!
- Che animale? - Un maiale!
- Un'aquila. - un'aquila?
Che altro?
- Sì, un'aquila va bene! - Sì, un'aquila va bene.
Un'aquila!
Più su! Più su!
Volo!
Mamma?
Che c'è?
Il testo è scomparso. Non c'è più niente.
Devi aver spinto il tasto sbagliato.
Arrivo subito.
Per un secondo ho pensato che fosse...
- Amy, del film, non tua madre. - Non dire scemenze.
Mamma?
Mamma?
È arrivata la macchina?
Ha 5 minuti di ritardo.
Ho mal di stomaco.
- Hai bevuto troppo ieri sera. - Perché mi sono divertita.
- Non ero ubriaca. - Meglio così.
Aspetta.
- Ti farà bene. - Ferma. Mi fai male!
Aspetta. Rilassati. Hai i capelli lunghi.
Hai le mani pesanti. Faccio da sola.
Ah! Attenta agli gnomi!
Sì, sì! Boom! I.
Quante volte l'avete fatto ieri?
- Cosa? - Due?
Tre volte? No, non avete più l'età.
Cominci già di primo mattino?
Vai!
- Ti prendo! - È un bravo amante?
Diciamo che...
è più bravo come amante che come attore.
Jacques è più bravo come cuoco che come amante.
- Vada. - Dove andiamo?
Andiamo a mangiare una crèpe.
Conosce la crèperie Plougastel?
Sì. A volte ci porto mia figlia.
Mamma?
Ok, andiamo.
- Oh, no. - Mamma?
Che fai? Dobbiamo girare!
- Apri! - No, fermo!
Non posso. Non posso più recitare.
È per quella ragazza. E così... meschina.
Non è vero, lo sai.
L'hai vista salire le scale?
Lenta, trascinava la gamba. Mi imitava!
È il suo modo di costruire il personaggio.
Scusate, dobbiamo rientrare.
È al telefono. Adesso arriva. Grazie.
Mamma! Ami te stessa o i film?
Amo i film dove recito.
Non intendevo questo.
Per una volta, ammetti la sconfitta e fa' vincere il film.
Non posso perdere con lei.
Scappare è peggio!
Per questo non hai voluto recitare con Sarah.
Allora continui a scappare!
Fifona!
Mi ha chiamato fifona? Ci va giù pesante, eh!
Sì, è stata diretta.
Però una crépe mi andava.
- E lì la panna è buonissima. - Forza!
A volte la vedo.
- Chi? - Sarah.
Prima, mi sembrava che mi dicesse
che avrebbe recitato meglio di me.
E ora?
Ora penso che se mi guardasse, reciterei molto meglio.
- E oggi c'è? - Non lo so.
- Mettiti al suo posto e guardami. - Va bene.
Si sieda sulla poltrona.
- È una poltrona? - L'abbiamo trovata in Finlandia.
- Ne è valsa la pena? - E spigolosa ma comoda.
Ce lo dirà lei.
È bloccata?
Il fuoco è a posto?
Hai dei bellissimi occhi.
Da cerbiatta.
- Grazie. - Li hai presi da tua madre?
Da mio padre, credo.
Puoi ringraziarlo.
- Motore! - Motore! Silenzio, prego.
Si gira.
70/4. Prima.
Macchina pronta.
Azione.
La cenere.
Hai recitato molto bene.
Mi hai sbalordito.
Sì?
Volevo ringraziarla.
Grazie a te!
Una scena stupenda.
Grazie a Fabienne.
Sarebbe stato così anche con Sarah se avessimo recitato insieme.
- Mi sarebbe piaciuto vedervi. - Anche a me. Peccato.
Ora è un po' tardi, no?
- Ci vediamo lì? - Perfetto.
- Quando inizia? - La festa? Alle sette.
Allora abbiamo un po' di tempo.
Dovrebbe andarle.
Sarah era magra come lei.
Mi ricordo quel vestito.
Era il suo preferito.
Lo metteva spesso perle interviste.
Le sta alla perfezione.
Grazie.
Te lo regalo.
- Sei d'accordo? - Certo. Lo accetti.
- Non posso. È troppo. - Ma no.
E avete esattamente la stessa voce.
È vero.
Mi ha colpita la prima volta che l'ho sentita.
Me lo dicono spesso.
- Non è solo la voce. - E qualcosa di più.
Sì, ma non saprei dire cosa.
Che tipo di attrice era?
Eccezionale.
Trasmette ancora il suo DNA.
Onestamente, è un peso essere considerata la nuova Sarah.
Un peso?
Sì.
È come se fosse sempre qui.
È lei che la gente vede.
Anche tu lotti con il suo fantasma.
Interpreterò presto Hélène in Un altro giorno.
Davvero?
Voglio vederlo.
È per questo che vi ho fatto tutte quelle domande. Scusate.
Perché non provare a essere la nuova Fabienne?
No! È troppo per le mie piccole spalle.
Penso che salterò la festa.
Te lo sconsiglio. Non è gradito che i protagonisti disertino le feste.
Sì, ma vorrei prolungare questo momento.
- Domani ha le riprese? - No, sono libera.
- Le chiamo un taxi? - No.
Ho voglia di camminare sola.
- Buona serata. - Buona serata.
Ciao.
Non mi ricordavo che si sentisse il metrò.
Sì.
D'estate è attutito, ma quando cadono le foglie...
si sente fino a tardi.
- Comunque, non è così male. - Vero?
Aggiustato.
È stato tuo marito.
No, no, lui rompe tutto.
Però tu esageri.
- Hank è troppo bravo per te. - Questa battuta te l'ho scritta io!
- L'ha aggiustato papà. - È possibile.
Ha le mani d'oro.
- Era la sua unica qualità. - L'unica. Esagerata...
Gli piaceva vederti recitare.
È normale per un padre essere orgoglioso della figlia.
C'ero anch'io.
- Dove? - In sala, alla recita.
No.
Quando?
Con tuo padre, alla famosa rappresentazione di...
Il mago di Oz'?
Pensavo che non volessi essere vista.
E mi avresti chiesto un parere, e dato che non so mentire...
E allora?
- Eri terribile. - Ma che strano!
"Bene. Per Dorothy, Io farò. Strega o non strega."
- "Comunque ho ancora una cosa da chiederle." - "Cosa?"
"Non mi faccia andare!"
Eri carina.
"H0 paura. Non voglio andare."
Ti ricordi La Strega?
La Strega...
- Del Bois de Vincennes? - Sì. Ho accettato la parte per te.
Davvero? Non me l'hai mai detto.
- Ti ricordi che Sarah ti leggeva il libro? - Sì.
Per questo ho voluto fare il film a tutti i costi.
Davvero?
Ero gelosa di Sarah. Mi aveva rubato mia figlia.
Non una parte. Mia figlia.
Dici sul serio?
Non te ne sei resa conto.
Perché non lo hai messo nel libro?
Non lo so.
Se ci sarà una ristampa, Io aggiungerò.
Conto su di te.
Lo spero.
Andiamo a letto?
- Buonanotte. - A chi? - Buonanotte, mamma.
Buonanotte, figlia mia.
Aspetta... solo un pochino.
- Hai usato i tuoi poteri magici. - Perché?
Perché...
Sto quasi per...
perdonarti.
Ma tu... tu ed io superiamo tutto.
A che servono i poteri magici? Noi ci capiamo.
Sono arrabbiata con me stessa.
Perché?
Per la scena, quella di oggi.
Con Manon?
Certo, perché non l'ho fatta così?
Perché non ci ho pensato!
Che spreco, non usare queste emozioni in scena!
Mamma...
"Sono felice di essere stata tua figlia."
"Sono felice di essere stata tua figlia."
"Sono felice di essere stata tua figlia."
- Hai finito? - Sì.
Fa' vedere.
Bel lavoro. Sei un genietto.
- Ti hanno aiutata? - Papà, solo un pochino.
Qual è il tuo desiderio più grande? Per ringraziarti, lo esaudirò.
Fare l'attrice.
Me l'aspettavo.
- Lo diventerò? - Sarai un'attrice bravissima.
- Davvero? - Anche senza poteri magici.
È normale, sei mia nipote.
Vorrei che tu andassi su un'astronave.
Perché?
Così mi vedrai quando sarò attrice.
Ma certo...
Lo farò.
Un'astronave.
Vorrei che tu andassi su un'astronave.
Perché?
Così mi vedrai quando sarò attrice.
Allora? Ci è cascata?
Sembrava proprio contenta.
Te l'avevo detto.
Ma è la verità o no?
- La conferenza stampa de Le Verità è alle 11. - Lo so.
- Non c'è troppo latte? - No, affatto.
Charlotte?
Vai.
È per te.
Volevo che fosse un regalo d'addio. Invece... è un bonus.
Grazie.
Girala.
Quando morirò, chiederò di mettermela al collo, nella bara.
Ne voglio una anch'io. Anche se è d'argento.
La prossima volta.
Devo chiederti un favore.
Vorrei rigirare una scena.
Dì Ricordi di mia madre'?
Sì, credo che ora la farei meglio.
Ci sono cose che posso fare e altre, no.
Ma questo lo puoi fare... Sir.
Ma questo lo puoi fare... Sir.
Pappagallino!
Vuole rigirare la scena di ieri.
- Davvero? - Un'illuminazione...
Tipico da parte sua.
La accompagni?
Sì, perché no? Torneremo a New York dopo le riprese.
Chiamo per sentire se è possibile.
Luc.
Confessa. Non volevi andartene veramente.
Perché?
Toto, fa' la guardia alla casa!
Buon appetito.
Oggi fai festa.
- Ti ricordi il giornalista dell'altro giorno? - Sì.
Non mi ha più chiesto cosa vorrei sentire alle porte del Paradiso.
È vero.
E tu, cosa vorresti sentire alle porte del Paradiso?
Ho la risposta.
Puoi mettermi in contatto con lui?
Sarà felicissimo.
E noi, possiamo sapere la risposta?
No, è un segreto.
- Non vuole dircelo. - Cosa pensi che sia?
Adoro gli inverni parigini.
Guardate che bel cielo.
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