Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
C'è nessuno in casa?
Ti amerò per sempre Richard
Conto ogni minuto che manca al tuo arrivo.
Per favore non deludermi. Ti amerò per sempre
Richard
DA NEW YORK
ALLA SIGNORA WARREN
8 HYDE PARK COURT KNIGHTS BRIDGE LONDON
SPERO DI TORNARE A CASA FRA DUE SETTIMANE
CARA PERCHÉ NESSUNA LETTERA
TI AMO LEE
TEMPLE COURT
- Il signor Fenton? - Sì?
Posso parlarle un attimo, per favore?
- Una questione di affari? - Bene, è piuttosto urgente.
- Oh, va bene. Entri. - Grazie.
- Di qua? - Esatto.
- Si accomodi. - Grazie.
Non credo di conoscerla, vero?
No, non ufficialmente, ma deve avermi visto parecchio di recente.
- Davvero? Dove? - Sul caminetto.
Sono lì da un po' di tempo ormai.
Ero lì a guardarla ogni volta che veniva per stare con mia moglie.
In realtà sarebbe stato più di buon gusto se ad un certo momento
mi avesse girato verso il muro o almeno mi avesse coperto.
- Lei è Lee Warren. - Esatto.
Pensavo fosse in America.
Vivien ha ricevuto un suo telegramma ieri.
Che faranno questi mariti?
Suppongo che Vivien le abbia detto che siamo stati...
Stati cosa?
- Beh, che siamo stati insieme. - Molto ben detto.
Non mi preoccupa il passato. È il suo permanere che non mi piace.
Non capisco cosa intende.
- No? - No.
Allora è meglio che glielo spieghi.
Sono stato via otto mesi.
Durante la mia assenza mia moglie ha passato molto tempo con lei.
Voglio sapere a che punto sono.
- Deve chiederlo a Vivien. - Lo farò, ovviamente.
Ma prima voglio sapere cosa mi offre.
- Offrire? - Sì, vuole sposarla?
Come faccio se è sposata con lei?
Esiste il divorzio.
Capisco.
- Non le piace molto come suona. - Francamente, no.
Vuole dire che darle un cazzotto ora
e vedere il mio avvocato domattina non gioverebbe alla sua carriera, vero?
Non è tanto questo. È solo che non sono sicuro che Vivien voglia sposarmi.
Questo è onesto comunque. Ma non ci porta da nessuna parte, vero?
Bene, cosa suggerisce di fare?
Glielo dirò.
Domattina presto può partire. Si prenda una lunga vacanza.
- Non posso farlo, non subito. - Perché no?
- Sono un uomo impegnato. - Non abbastanza, a quanto pare.
- Cosa fa per vivere? - Sono un avvocato.
Allora è padrone di sé stesso.
Può raccontare una storia sulla sua salute o altro.
- Potrei sistemare in qualche modo. - Credo di sì.
Può scrivere a Vivien chiudendo la relazione una volta per tutte.
- Ma... - Vorrei che lo facesse ora, per favore.
Molto bene.
Aspetti. La scriviamo insieme.
Di solito come si rivolge a lei? "Vivien, cara"?
Oh, "Vivien, tesoro".
Ti amo.
- Ha scritto? - Sì.
Ma mi rendo conto che
qualunque cosa provi per me ora
tu ami tuo marito e lo amerai sempre.
Lo amerai sempre.
A capo.
Non posso sopportare di starti vicino...
e sapere che tu...
non potrà mai essere mia.
E se quello che sto per fare
potrà sembrarti vile...
Vile?
Il tuo viaggio, la tua fuga senza vederla.
Va bene.
Vile...
è l'unica via d'uscita.
Quindi domani parto...
per un lungo viaggio all'estero.
Quando tornerò...
spero che sarai di nuovo felice con tuo marito
e che la nostra amicizia, sarà solo un felice ricordo del passato.
Con amore..... di nuovo, quello che metti di solito.
Ti amerò per sempre.
Esatto.
Ti amerò per sempre.
Che gliene pare?
Beh, credo di aver capito dove vuole arrivare, Warren.
Vuole togliere di mezzo ogni ostacolo,
così voi due potrete provare a stare di nuovo insieme.
Esattamente. Lei è molto comprensivo, Fenton.
In altre circostanze mi sarebbe piaciuto.
Grazie.
- Che ne dice di un drink adesso? - Mi piacerebbe.
Whisky?
Grazie.
Il suo viaggio americano ha avuto successo?
- Molto. - Soda?
Grazie.
Non le piacerebbe sistemarsi lì, suppongo.
No, le mie radici sono qui.
- Salute. - Salute.
- Posso? - Certo.
Non credo che si possa migliorare.
- Mi dispiace tanto, Fenton. - Non fa niente. Ne preparo un altro.
Non è il drink che mi preoccupa, è la lettera.
È bagnata. Non potrà mandarla.
Temo che dovrà scriverne un'altra.
Senta, Warren, non farà sul serio con questa lettera.
Temo di sì.
Mi dispiace essere una tale seccatura.
Va bene.
Bella ragazza. Chi è?
Mia sorella. Perché?
Me lo stavo solo chiedendo.
Sicuro non sia la moglie di qualcun altro?
- Non credo che sia molto divertente. - No, Non lo è.
- Non dica che sono qui. - Certo che no.
Pronto?
Oh, salve.
No, no, sto bene.
Sì, sì, certo.
No, non stasera.
Sto per uscire.
Sì.
Sì, buonanotte.
- Sua sorella? - No, sua moglie.
Non credo che sia molto divertente.
Voleva portare degli amici qui per bere qualcosa.
Che shock avrebbe avuto.
Farebbe meglio a finire la lettera.
- Basta così. - Che diavolo...
- Metti le mani dietro la schiena. - Ascolta!
Fai come ti dico o ti faccio saltare le budella.
A che gioco stai giocando, Warren? È uno scherzo?
Uno scherzo?
- Ora puoi voltarti. - Ascolta!
Sdraiati sul divano.
- A che gioco stai giocando? - Hai 15 secondi per salire sul divano.
Ora alza i piedi.
Immagino che ti renda conto che ti stai esponendo a un'accusa di aggressione.
No. E non me ne importa.
Ora, forse potrai spiegare il tuo comportamento
piuttosto fuori dell'ordinario.
Certamente. Per questo sono venuto.
Tu e Vivien avete parlato spesso di me?
- Non spesso. - Non credo che lo avete fatto.
Il nostro matrimonio non era importante per te, ma significava molto per me.
Probabilmente non ci crederai...
ma riesco a ricordare esattamente ogni dettaglio di ogni minuto di ogni giorno.
Da quando seppi che sarei andato in America e dovetti lasciarla.
Ricordo esattamente com'era quando gliel'ho dissi.
Indossava il suo nuovo vestito nero.
Non parlai molto finché non iniziammo la cena e il cameriere se ne andò.
Poi dissi...
Vivien, l'azienda vuole che vada in America.
America?
Sì, vogliono che faccia due contratti e organizzi un ufficio a New York.
- Ci andrai? - No.
- Perché no? - Dicono che non posso portarti con me.
Ma, Lee, sicuramente ci andrai.
Vuoi che me ne vada senza di te?
Certo che no, ma se è il tuo lavoro.
Oh, ho capito.
Non sarai così ridicolmente geloso da pensare ancora a Paul.
Non c'è niente di ridicolo in questo.
Ho promesso che non l'avrei mai più rivisto. E non l'ho fatto.
Fu solo uno stupido errore. Di certo puoi dimenticare ora.
- Il viaggio significa promozione, vero? - Potrebbe.
Allora saresti sciocco a non accettare.
Per quanto starai via?
Circa cinque o sei mesi.
Non è molto tempo.
Ti scriverò ogni giorno.
- Davvero? - Certo che lo farò.
Continua con la tua minestra, tesoro. Si sta raffreddando.
Quando Vivien mi salutò all'aeroporto
avrei giurato che fosse sincera.
E quando arrivai a New York
e mi sistemai al lavoro
e le sue lettere arrivavano davvero ogni giorno, proprio come promesso
sapevo che era tutto a posto.
Che finalmente potevo fidarmi di lei.
Questo durò esattamente tre settimane.
Poi questa sordida cosa cominciò ad accadere.
Ecco la posta, Signor Warren.
Oh, grazie.
- Me la spedisce, per favore? - Sì, signor Warren.
- C'è posta per me stamattina? - Niente di personale, Signor Warren.
È tutto?
Sì, grazie.
Signorina Stern, faccia un telegramma, per favore.
Alla signora Warren.
Grazie per la lunga lettera. Stop.
Ti spedisco una bottiglia di inchiostro e una penna stilografica. Stop.
Per favore, usala. Stop.
Non vedo l'ora di vederti. Con amore, Lee.
Subito, signore.
Alla fine non ce la facevo più...
così ho fatto una telefonata intercontinentale.
Per tutto il fine settimana avanti e indietro
per l'ufficio aspettando che arrivasse.
E quando arrivò...
Pronto.
Va bene, resto in linea.
Vivien, sei tu?
Vivien, cos'è successo? Non ti sento da più di due settimane.
Ma tesoro, ti ho scritto ieri e martedì.
Devo aver dimenticato di spedirle.
Lo so, Lee, ma sono stata terribilmente impegnata.
Vedi, la mamma è in città. Ho dovuto portarla fuori.
Lo so, tesoro, ma certi giorni è così difficile. Davvero.
Va bene, tesoro, ci proverò.
Sì, lo prometto.
Anche tu mi manchi terribilmente.
Sì? No, no, ti scriverò ogni giorno d'ora in poi.
Sì, lo prometto.
Pronto?
Pronto!
Cadde la linea, ma non mi importava.
Avevo parlato con Vivien, ero felice.
Questo dimostra quanto fossi stupido nei suoi riguardi.
Per una settimana o due le sue lettere sono arrivate regolarmente.
Poi si sono fermate di nuovo.
Questa volta non mi sono disturbato a telefonare.
Invece cominciai a bazzicare un bar fuori Broadway.
Dopo un paio di drink riuscii a convincermi
che non c'era niente che non andava.
Che Vivien mi amava ancora.
Ma il mio falso paradiso non durò a lungo.
Una sera mi imbattei in una vecchia rivista di gossip
che qualcuno aveva lasciato e lì, che rideva di me, c'era Vivien.
Lì accanto, abbracciato a lei anche lui ridendo di me,
c'era il signor Richard Fenton.
Sono tornato nel mio ufficio per pensare a cosa fare.
Ricordo di essere stato seduto a fissare la foto per ore.
Mi sembrò che entrambi mi prendeste in giro
mentre ero a migliaia di miglia di distanza impotente.
Fu allora che iniziai a pianificare quello che dovevo fare.
In ogni dettaglio.
E fu allora che decisi come ucciderti.
Cosa hai detto?
Ho detto che ti avrei ucciso.
Ti avverto! Se alzi la voce ti imbavaglio.
Ricordatelo.
Non saresti in grado di sopravvivere con un fazzoletto in gola.
Devi essere pazzo a pensare di farla franca.
Se fossi ritrovato ferito, sarai la prima persona che cercheranno.
Se fossi ritrovato ferito.
Senti, Warren, farò un patto con te.
Ora mi liberi e domani me ne andrò e non dirò niente di tutte queste sciocchezze.
O potrei sporgere denuncia, sai.
Fenton, sei molto tardo. Non sono sciocchezze.
Sono mortalmente serio.
Stai solo cercando di spaventarmi, tutto qui.
No, sarai più spaventato quando mi metterò al lavoro su di te. Morirai.
Non ti piacerà neanche un po'.
Non saresti così stupido. Non puoi farla franca con un omicidio. Nessuno può.
Commetterò l'omicidio perfetto.
- Non esiste una cosa del genere. - Oh, sì che c'è.
L'omicidio perfetto è quello di cui nessuno sente parlare...
perché nessuno pensa che sia omicidio.
Impossibile.
Ammetto che è un po' difficile.
Ma ho un piano abbastanza buono, tale da poter correre il rischio.
Ho avuto un sacco di tempo per pensarci quando ero in America...
e tu stavi con Vivien.
Ci sarà sicuramente un buco, c'è sempre. Ti avverto! Sono un avvocato, lo so.
Ci sarà una falla da qualche parte.
E ti farà finire sulla forca così come è vero che te ne stai lì in piedi.
- Oh, ma è lì che mi aiuterai. - Non dire sciocchezze. Perché dovrei?
Per il tuo bene. Ti dirò esattamente come propongo di ucciderti.
E te lo prometto...
se riesci a trovare una falla nel mio metodo, qualcosa che mi incriminerà
ti lascerò andare.
- E se non ci riesco? - Mi dispiace.
- Davvero andrai fino in fondo? - Sì.
Stai scherzando, vero?
È un peccato che tu non sia un po' più acuto da apprezzare la situazione.
Un assassino di solito deve agire da solo.
Non può fidarsi di nessuno.
Ma con il mio metodo ho te per aiutarmi.
Pesando e considerando ogni dettaglio.
E se non riesci a trovare un errore,
allora avrò il conforto di sapere che il mio piano
è stato approvato da un avvocato astuto.
Senti, Warren. Non so se vuoi sfidarmi o uccidermi,
Qualunque cosa sia, non otterrai il tuo obiettivo.
Tua moglie non è interessata solo a me. Ce ne sono molti altri.
Non puoi ucciderli tutti, pazzo!
Chiudi il becco!
Molto furbo da parte tua cercare di farmi perdere le staffe.
È vero, te lo ripeto.
Fammi vedere la tua guancia.
Un bel segno. - Lasciami stare!
Stai fermo.
Per fortuna è solo un rossore superficiale.
Toglimi le tue sporche mani di dosso.
E lasciarcele finché non diventa blu?
Non dopo che mi sono preso tutto questo disturbo.
Ora, ora va tutto bene.
Ora stai fermo. Ti mostrerò qualcosa di molto interessante.
Warren! Warren, non puoi continuare con questa follia! Te lo ripeto...
Questa è la tua camera da letto, vero?
È una mia piccola invenzione.
Ti darò una dimostrazione.
È molto semplice.
Metto l'estremità di questo tubo qui dentro.
Poi ti metto la federa sopra la testa.
Lo stringo saldamente intorno al tuo collo.
Mi senti?
Poi collego il tubo a quel rubinetto e accendo il gas.
Hai capito?
Naturalmente potrai respirare liberamente.
- Senti, Warren... - Sii ragionevole.
O non lascerò che tu mi aiuti.
Non puoi, Warren... Farò qualsiasi cosa. Lascerò il paese per sempre.
Non tornerò mai più! Ti darò ogni centesimo che ho al mondo!
Lasciami vivere.
Tu non capisci, Fenton.
Ti odio.
Hai profanato l'unica cosa preziosa che abbia mai avuto.
Ora, ascolta.
Sì, ti ascolterò. Lo farò. Ti aiuterò. Lo farò, te lo prometto.
Bene. Forse avrai notato che durante tutto questo tempo
sono stato molto attento a non ferirti o a segnarti.
Ecco perché ho usato sciarpe di seta per legarti.
Tu ti suiciderai.
Quando ti metterò la testa in questa federa e accenderò il gas
dovrai lottare e sforzare ogni muscolo del tuo corpo.
Ma non ti ucciderò in questa stanza, oh, no. Voglio solo che tu svenga.
Quando toglierò le sciarpe tutto il tuo sangue circolerà ancora.
Non voglio che coaguli finché non ti porterò in cucina
e ti ficcherò la testa nel forno.
Warren...
La seconda la lascio, la lettera incompiuta al tuo fianco.
Hai iniziato a scrivere la seconda lettera, poi ti ho fermato, ricordi?
Sì, Sì, mi ricordo.
Ascolta: "Vivien, tesoro, ti amo.
Ma mi rendo conto che qualsiasi cosa tu provi per me, ora...
amerai ancora tuo marito e lo amerai sempre.
Non posso sopportare di starti vicino
e sapere che non potrai mai essere mia.
Se quello che sto per fare può sembrarti vile
è l'unica via d'uscita."
È lì che ti ho fermato. Qualche suggerimento?
Fammi pensare. Devi darmi tempo per pensare.
Nessuno potrebbe rendere perfetto un omicidio.
Dev'esserci una falla da qualche parte. Dev'esserci!
Pensaci.
Non posso.
Vedi qualcosa che non va? Forza, forza.
Cosa dirai che stavi facendo stasera se ti interrogano?
Beh, è facile.
Sono arrivato a Londra in aereo. Ho riferito al mio ufficio,
ho telefonato a Vivien, era fuori.
Così ho cenato da solo e sono andato dritto a letto.
Comunque, un uomo non può essere costretto
a mettere la testa in un forno vero?
Non dimenticare che non sei ferito.
E non troveranno droga quando ti apriranno.
- Le impronte! - Guanti.
Movente.
Non ti ho mai incontrato né sentito nominare.
Nessuno sa che ho saputo di te.
Qualcuno deve averti visto entrare.
Se non me ne fossi preoccupato, non sarei qui ora.
Segni... sui miei polsi.
Sciarpe di seta. Altri suggerimenti?
Beh, addio, Fenton.
Sei un po' un fallito come avvocato.
Sono felice che la mia vita non sia dipesa dalle tue argomentazioni.
Dammi la chiave e lo scopriremo.
Dick!
Dick!
Vedi? Non c'è nessuno qui.
Tesoro, rilassati.
Quello che non capisco è perché hai una chiave
del suo appartamento quando non c'era niente tra di voi.
Inutile fingere, Jimmy.
Hai ragione. C'era qualcosa tra di noi.
Ma ora è tutto finito.
Non lo vedo e non gli parlo da quando ti ho conosciuto.
- E ti aspetti che ci creda? - Devi, Jimmy, perché è vero.
Pensi che sarei venuta qui stasera se non fosse così?
Non saresti venuta se non ti avessi scoperta.
Certo che no. Volevo cercare di coprire tutto, naturalmente.
Non volevo che lo sapessi.
Se non avessi trovato la chiave nella tua borsa non me l'avresti detto.
Non è così?
- Mi biasimi? - No, suppongo di no.
Sono felice che tu sappia la verità ora.
Non voglio che ci siano segreti tra di noi.
È troppo importante per me.
Comunque, non è un crimine avere avuto una relazione
e poi scoprire che hai commesso un errore.
Non è così?
Sai perché volevo essere sicuro che non ci fosse niente tra te e Dickie?
No.
Perché volevo che divorziassi da tuo marito e mi sposassi.
- E adesso? - Ti voglio più che mai.
Tesoro.
Mi sposerai non appena divorzierai, non è vero?
Non so cosa dire.
È tutto piuttosto improvviso.
Portami da bere, Jimmy. - Non voglio toccare i suoi drink.
Beh, io sì. Ho bisogno di averne uno. E anche tu.
E fallo forte, tesoro. Non capita tutti i giorni di ricevere una proposta.
Non riderci su, per favore. Dico sul serio.
Voglio mandare un telegramma a tuo marito domani e dargli la notizia.
Sei uno che va per le spicce, vero?
Vado a prendere del ghiaccio in cucina.
Jimmy, vieni a sederti qui con me.
- Ci vorrà solo un secondo. - Ma tesoro, non voglio il ghiaccio.
Voglio te. - Puoi averli entrambi.
Non senti odore di gas?
Tesoro, vieni qui.
È questo, vero?
Negligente da parte sua, è solo a metà spento.
Aprirò una finestra. - Smettila di correre.
Qual è il problema?
Non posso baciarti qui. Non nel suo appartamento.
Beh, andiamo dove puoi.
Dove vorresti andare? A una festa?
Non ti viene in mente un posto più privato?
Sì, credo di sì.
Tesoro, ci sposeremo, vero?
Sì, ma...
Devo scriverti una lettera, signor Martin?
Non puoi ucciderli tutti, pazzo. Beh, lo vedremo.
Allora mi ami ancora?
Sarei qui con te stasera, se non fosse così?
- Ti ho comprato un regalino oggi. - Non avresti dovuto farlo.
È solo un piccolo anello con sigillo che ho trovato dal rigattiere.
Devi solo leggere cosa c'è inciso.
Finché morte non ci separi.
- Vivien. - Lo indosserai?
- Finché morte non ci separi. - Tesoro.
- Cos'è stato? - Cos'era cosa?
Mi sembrava di aver sentito una porta chiudersi.
È solo Rita che torna a casa. È molto discreta.
- Oh. Mi scusi, signora. - Tutto a posto, Rita.
Pensavo avessi detto che era andata a letto.
Non devi preoccuparti per lei. Sa come trattenere la lingua.
Sì, ma, tesoro...
Smettila di preoccuparti. E dammi la buonanotte.
Lee!
Oh, mi sembrava di averti sentito entrare.
Lee, tesoro. Quando sei arrivato?
- Da quanto sei qui? - Sono qui da ore.
Povero tesoro. Perché non mi hai chiamato quando sei atterrato?
L'ho fatto. Nessuna risposta. Così sono tornato a casa e sono andato a letto.
Perché non mi hai aspettato sveglio?
Sono stanchissimo. Ho avuto una brutto viaggio.
E comunque non c'era nessuno.
Povero Lee. Che rientro a casa. E proprio l'unica sera in cui sono uscita.
Devi raccontarmi tutto del tuo viaggio. Ha avuto successo?
Lee, sono stata così infelice senza di te.
- A che ora sei andato a dormire? - Oh, verso le dieci.
- Hai mangiato qualcosa? - Non mi andava niente.
- Ora ti preparo qualcosa. - No, grazie.
Perché non mi hai scritto, Vivien?
- Non ci vorrà un attimo. - Perché non l'hai fatto?
Ma l'ho fatto, tesoro. Dozzine e dozzine di lettere.
Ma avevi detto tutti i giorni.
Ma, tesoro, era solo un modo di dire.
Sai che ti pensavo ogni minuto e mi mancavi terribilmente.
Ma non potevo continuare a ripeterlo ancora e ancora, no?
Sarebbe stato così noioso. E non ti ho mai annoiato, vero, Lee?
Non fino ad ora.
- Ma, Lee... - Vedi, io non ti credo, tesoro.
- Era in servizio ieri sera? - Sì, signore.
Qualcuno ha chiesto del signor Fenton durante la serata?
No, signore.
Ha visto qualche estraneo,
qualcuno diverso dai soliti inquilini entrare o uscire?
No, signore, non posso dirlo.
Il signor Fenton aveva spesso visite?
Non molte, no.
- Qualche donna? - A volte, sì.
Una donna in particolare?
Non tanto da farci caso.
Va bene, grazie. È tutto per quanto vi riguarda ora.
- Non mi vuole più? - Non per il momento, grazie.
Oh... va bene.
Solo che sono io che l'ho trovato, ricorda?
Sì, grazie. Le siamo molto grati.
C'è una signora che vuole vederla, signore. È la sorella del Signor Fenton.
- Oh, sì. Può farla entrare, per favore? - Sì, Signore.
Da questa parte, prego.
Entri, prego, signorina Fenton. Si accomodi.
Che succede, ispettore? Perché mi ha mandato a chiamare?
Ho delle brutte notizie per lei.
- È successo qualcosa a mio fratello? - Temo di sì, signorina.
Lui... non è morto?
Com'è successo?
È stato trovato stamattina... con la testa nel forno.
Vuol dire che si è suicidato?
Non ci credo. Dick non avrebbe mai fatto una cosa del genere.
Non era per niente quel tipo di persona.
Uno non può essere costretto a mettere la testa in un forno, signorina Fenton.
- Ma Dick non era così. - Le conviene leggere questa.
Ma non capisco.
C'è qualcosa di strano in questo. - In che senso?
"Mi rendo conto che ami tuo marito e che lo amerai sempre."
Ma sapeva perfettamente che Vivien non amava suo marito.
Chi è questa Vivien? La conosce?
Certo, è la signora Warren.
E suo fratello aveva una relazione con lei.
Sì.
E ci sono stati problemi con il signor Warren?
No. È in America.
Dice che suo fratello sapeva che la signora Warren non amava suo marito.
- Lo sapevamo entrambi. - Come?
È stato l'uomo con cui ero fidanzata a lasciarmi per lei due settimane fa.
- Ne è proprio sicura? - Perfettamente.
E come si chiamava il tuo giovanotto?
- Martin. Jimmy Martin. - Capisco.
E lei dice che ha preso il posto di suo fratello con la signora Warren.
Lo so.
E lei ha preso il suo posto vicino a lui, vero?
Sì.
Scusi se le ho fatto tante domande., ma è un po' complicato, vero?
È tutto molto sordido e spiacevole.
Ed è tutta colpa di lei.
Sì, mi dispiace.
Ora, se non le dispiace può darmi l'indirizzo del Signor Martin?
Perché? Va a trovarlo?
Bene, mi dia l'indirizzo, se non le dispiace, e lo deciderò dopo.
Sì, certo. Abita al numero 7...
Non vai in ufficio stamattina?
- No. - Perché no?
- Sei ansiosa di liberarti di me? - Affatto.
Ho consegnato la mia relazione, ora mi prendo qualche giorno libero.
Per mettere in ordine degli affari privati.
- Quali affari privati? - Oh... affari privati.
- Dove sono gli altri giornali? - Sono di là.
Buongiorno!
Signor Martin!
Signor Martin!
Ehilà!
Grazie mille! I miei fiori preferiti. Che gentile.
Io... io chiedo scusa.
Affatto. Faccia come se fosse a casa sua.
A proposito, non ho capito il suo nome. Vivien, Presentaci.
Jimmy Martin, mio marito.
- Piacere, signor Martin. - Piacere.
- Conosce mia moglie da molto, signor Martin? - Io...
- Certo che no. - Solo durante la mia assenza, immagino.
Credo sia meglio che vada.
No, credo di avere diritto a qualche spiegazione.
Non tutti i mariti tornano a casa e trovano
un bel giovanotto che viene a trovare sua moglie con i fiori
e all'ora di colazione. Si sieda, signor Martin.
A proposito, ha fatto colazione? - Sì, grazie.
- Credo sia meglio che tu vada, Jimmy. - Sì, certo.
- E io credo sia meglio che resti. - Lee, non essere ridicolo.
Si sieda, signor Martin. Vuole una sigaretta?
Non so cosa speri di ottenere con questo comportamento, Lee.
Signor Martin, mi dica.
È sua abitudine venire a trovare mia moglie così presto al mattino?
Certo che no.
Ma stamattina ha pensato di farlo.
È così. Tanto vale che lei lo sappia. Sono innamorato di Vivien.
Bene, almeno è onesto. È un ragazzo simpatico.
Hai finito, Lee?
Quasi.
Mi dica, signor Martin, mia moglie ricambia il suo amore, lo sa per caso?
Sì. Credo di sì.
È vero, Vivien?
Mi rifiuto di partecipare a questa ridicola farsa.
Ma sei terribilmente curiosa, vero?
Non ti stai perdendo una parola.
Ti prego, vai, Jimmy. Non ce la faccio più.
Deve perdonare mia moglie. Di solito non è così inospitale.
Ma ovviamente lei lo sa, non è vero?
Bel posto per parcheggiare un'auto, vero?
Concentrati sul lavoro, Fox, abbiamo cose più importanti da fare.
Aspetta qui, non ci metterò molto.
Buongiorno, vorrei vedere la signora Warren, per favore.
- Che nome devo dire? - Ispettore Penbury.
- Vuole entrare? - Grazie.
- Mi scusi, signore. C'è un poliziotto. L'ispettore Penbury.
- Chi vuole vedere? - La signora Warren.
- Ha portato dei fiori? - No, signore.
Allora fallo entrare.
- Da questa parte, signore. - Grazie.
- Buongiorno, signore. - Buongiorno.
Sono l'ispettore Penbury, il signor Warren?
Sì, posso aiutarla? Mia moglie si sta vestendo.
Si tratta di un amico di sua moglie, un certo signor Fenton.
Lo conosce per caso?
Fenton? No, non credo di conoscerlo. Per cosa?
È stato trovato morto stamattina.
Oh? Cosa c'entra con mia moglie?
Abbiamo trovato questa lettera vicino al corpo. È indirizzata a Vivien.
Credo sia il nome di sua moglie. - Sì, lo è.
- Posso leggerla? - Se vuole.
Grazie.
Mi dispiace doverle infliggerle questo, signore.
Sapeva di sua moglie e di questo signor Fenton?
No, Sono stato via otto mesi.
Sono tornato dall'America solo ieri. - Oh, davvero, signore?
Allora mi aspetto che sia un po' uno shock per lei.
- Beh, sì e no. - Sì e no?
Non c'è motivo di girarci intorno.
Sono tornato dall'America prima del previsto
perché ero preoccupato per mia moglie.
Non scriveva da diverse settimane e.....
avevo sentito... bene... che usciva con altri uomini.
Ora sembra che l'abbia giudicata male.
Vuol dire che questa lettera chiarisce?
Sì.
Ha detto qualcosa a sua moglie riguardo al signor Fenton ieri sera, signore?
Come potevo? Non sapevo nemmeno che esistesse.
Certo che no, signore. Che sciocco.
- Ma le ha parlato, immagino. - Non molto. Non è venuta fino a tardi.
- Non è venuta a prenderla allora? - No.
Ma doveva sapere che sarebbe tornato a casa.
A dire il vero, no.
Pensavo sarebbe stata più di una sorpresa, se non l'avesse saputo.
Capisco.
Le dispiace dirmi a che ora è tornato, signore?
Siamo atterrati verso le cinque. Sono arrivato con l'aereo.
Ah, sì... e dopo che è atterrato?
Senta, cosa c'entrano i miei movimenti con tutto questo?
Tanto vale che lei lo sappia, signore.
C'era un altro uomo nell'appartamento del signor Fenton ieri sera.
Abbiamo trovato le sue impronte. Per un attimo ho pensato che fosse lei.
Se avessi saputo della sua esistenza, sarebbe stato molto facile.
- Vuol dire che poteva sostituirsi alla legge? - Sì.
È un bene che non l'abbia fatto, signore.
Tesoro, questo è l'ispettore Penbury.
Piacere, ispettore.
Vuole parlarti.
Posso chiederle se conosceva un certo signor Richard Fenton?
Lo conoscevo, sì.
Perché dice "lo conoscevo", signora?
Beh, non lo vedo da un po' di tempo.
- Una sigaretta? - No, grazie.
Di cosa si tratta?
Il signor Fenton è stato trovato morto nel suo appartamento stamattina.
Tesoro, Ti prendo qualcosa da bere.
No, sto bene, grazie.
Le dispiace se le faccio una o due domande, signora?
- Certo che no. - Grazie.
Era in buoni rapporti con il defunto? Lo conosceva bene?
Siamo usciti due o tre volte insieme, se è questo che intende.
Suo marito lo conosceva o sapeva di lui?
No. L'ho conosciuto di recente.
Quando l'ha visto l'ultima volta?
Io... Io non lo vedo da... beh...
dalla cena con i Saunderson due settimane fa.
Le ha mai detto qualcosa che facesse sospettare che poteva togliersi la vita?
No. Per questo è così terribilmente inaspettato.
Spero che vogliate scusarmi, signora Warren, ma devo essere più esplicito.
Il defunto... - La prego, non usi quella parola.
Il signor Fenton... Beh, sa, se provasse qualcosa per lei?
Immagino di sì in un certo senso.
Altrimenti non sarebbe uscito con me...
Non intendevo esattamente questo.
Le ha mai detto che l'amava?
Mi dispiace, Lee.
Ma se non te lo dico adesso mi aspetto
che il nostro amico lo scopra in qualche modo.
Non ho potuto farci niente. Non l'ho mai incoraggiato, ma l'ha fatto.
Mi ha detto di amarmi. Mi ha anche suggerito di divorziare.
Naturalmente all'inizio la sua corte
mi ha fatto girare la testa. Ecco perché non ti ho scritto.
Poi mi sono resa conto di quanto fossi stata stupida e di quanto ti amassi.
E dissi che non l'avrei più rivisto.
Ma ancora non potevo scriverti: non sapevo come spiegarti
perché non l'avessi fatto per così tanto tempo.
Lo capisci, vero, caro? - Più che mai, tesoro mio.
Volevo provare a dirtelo stamattina, ma tu...
Sono felice che tu l'abbia fatto, perché Fenton ha lasciato una lettera.
Una lettera?
E quello che hai detto poco fa spiega perfettamente quello che ha scritto.
- Vero, ispettore? - Infatti.
- Cos'ha detto? - Prima solo un'altra domanda.
Cosa ha fatto ieri sera, signora?
Sono andata a teatro con un certo signor Martin.
Mi ha portato a casa a un quarto a mezzanotte.
- È entrato per un po'? - Certo che no.
Mi ha accompagnato alla porta, mi ha salutato e se n'è andato.
Grazie, signora. Ecco la lettera.
Si è suicidato... per me.
Ma che cosa terribile. Terribile.
Non prenderla così. Si è suicidato perché tu mi eri fedele, vero?
- Sì, ma... - Nessuno può biasimarti per questo.
Non vorrà fare altre domande ora, vero, ispettore?
No, è meglio che vada.
Ispettore...
Se c'è qualcos'altro, la prego non esiti a chiedermelo.
Per quanto possa star male per questo,
non sono preoccupata per me, ma per mio marito.
Suo marito, signora? Non capisco.
Beh, sa come parla la gente. E quella lettera, è proprio orribile.
Deve essere resa pubblica? - Sta al coroner dirlo, signora.
Farò quello che posso.
Grazie, ispettore.
Grazie, signora. Mi ha reso le cose molto più facili.
Buongiorno, ispettore. Buona giornata.
Lee, tesoro.
Sì?
Niente.
Pronto? Oh, ciao.
Posso parlarti solo per un secondo. Lee è nell'altra stanza.
Jimmy, ascolta.
Dick Fenton si è suicidato.
Chi te l'ha detto?
Oh, lei è li'?
Beh, fai attenzione a quello che dici.
Jimmy, ascolta... la polizia è stata qui
e ha fatto un sacco di domande.
Volevano sapere dov'ero ieri sera e ho dovuto dirglielo.
Se te lo chiedono, di' che mi hai accompagnato a casa.
E qualunque cosa accada, non dire che ero a casa di Dick Fenton ieri sera.
No, non preoccuparti, non lo farò.
No, certo che no.
Va bene, farò attenzione.
Dio ti benedica, tesoro.
E fai attenzione.
Ciao.
Era lei, vero?
- Sì. - Lei lo sa?
Riesco a sentirla gongolare.
Dickie si è ucciso per me, sai.
Non è toccante? - No, non è così.
Dici?
Prima lascia suo marito. Poi lascia Dickie.
Un giorno farà lo stesso con te.
No, Non credo che lo farà.
Comunque, correrò il rischio.
- La ami davvero? - Sì.
Sarà lei?
No, va tutto bene. Calmati. Vado a vedere chi è.
- Buongiorno. Il signor Martin? - Sì.
Sono L'ispettore Penbury. Posso parlarle un attimo?
- Sì, certo, entri. - Grazie.
Da quella parte.
Credo che lei conosca la signorina Fenton.
Sì, ci siamo visti stamattina.
Vorrei parlarle da solo, Signor Martin. Forse è meglio che torni più tardi.
- Va bene, ispettore, stavo andando. - Ti accompagno alla porta.
- Allora, ispettore?
Immagino che abbia sentito della morte di Richard Fenton.
Sì, sua sorella me ne stava parlando.
No, grazie. Solo qualche domanda personale, signor Martin. Le dispiace?
Affatto.
- Da quanto conosceva il defunto? - Da quando eravamo a scuola.
Era fidanzato con sua sorella, credo.
Lo ero. Ci siamo lasciati tempo fa.
Oh, mi dispiace.
Per quanto ne sa, il signor Fenton aveva problemi finanziari o di affari?
Era un avvocato di successo. Non hanno quel tipo di preoccupazione.
Vuole accomodarsi, ispettore?
Grazie. Qualche idea sul perché si sarebbe tolto la vita?
Nessuna.
Pensa che ci sia stata una sfortunata relazione d'amore?
Non che io sappia.
- Un drink, ispettore? - No, grazie.
Non le viene in mente niente a questo riguardo?
No.
Quando ha visto il defunto l'ultima volta?
- A una festa circa dieci giorni fa. - Capisco.
Se non le dispiace potrebbe dirmi i suoi movimenti ieri sera.
- Sono andato a teatro. - Da solo?
No, con una certa signora Warren, una mia amica.
L'ho accompagnata al suo appartamento e sono tornato a casa.
Qualcuno può confermare l'ora del suo ritorno?
Temo di non potervi aiutare. Non ho una cameriera e non ho visto nessuno.
Beh, grazie, signor Martin. Spero di non averle causato alcun disturbo.
No, per niente. Prima di andare, ispettore... posso farle una domanda?
Certamente.
- È stato davvero un suicidio? - Non ne ho la più pallida idea.
Buongiorno, signor Martin.
- Salve, cosa vuoi? - Ho una cosa che vorrei farle vedere.
E io ho qualcosa da mostrare a te. Guarda qui.
Dove l'hanno trovata?
In un cestino della carta nell'appartamento di Fenton.
Roberts l'ha controllato solo dopo che ce ne siamo andati.
È uguale all'altra. Quella vicino al corpo.
La stessa, ma diversa.
Guarda.
Cosa pensi che significhi?
Ha cambiato idea o qualcuno l'ha cambiata per lui.
- Omicidio? - Non me ne stupirei.
E tu cos'hai?
- Questo. - Dove l'hai trovato?
- Nella macchina del signor Martin. - Cosa è?
Pensavo lo sapesse.
Qualcosa con cui pulisce la macchina, suppongo.
Quello che pensavo all'inizio. Ma è troppo pulito per quello.
In evidenza tra le altre cose nel bagagliaio.
E a cosa serve questo?
Non lo so e non ho tempo per giocare agli indovinelli.
Fox, annusa.
Puzza come il sedile posteriore di un taxi.
Nient'altro?
- Gas. - Gas, giusto.
Dammelo.
Cosa pensa che sia?
Non lo so.
Gas.
Oh, è lei. Entri.
Solo un altro paio di domande, signor Martin.
- Rinforzi? - Sì.
Il sergente Fox, il mio assistente.
- Parte? - Solo per il fine settimana.
Signor Martin, è sicuro che le sue risposte
alle mie domande di stamattina fossero corrette?
Certo.
Allora, prima di farle quest'ultima domanda, devo avvertirla
che tutto quello che dirà ora potrà essere usato come prova.
- Cos'è tutto questo? - Solo una formalità.
È sicuro di non essere stato nell'appartamento
del Signor Fenton ieri sera?
Piuttosto sicuro.
Allora come spiega che le sue impronte sono state trovate lì?
Impronte? Devo averle lasciate l'ultima volta che sono stato lì.
- Quando è successo? - Circa due o tre settimane fa.
Pensa che il signor Fenton avrebbe lasciato
un bicchiere di whisky sul suo tavolo tre settimane?
No, certo che no.
Allora non le dispiacerebbe dirmi cos'è successo davvero.
Molto bene, ci sono andato per un drink.
Quando è successo?
Beh, ho portato la signora Warren a casa sua verso le 23:30.
Poi ho pensato di andare a trovare Dickie.
Non c'era, così ho bevuto e me ne sono andato.
Se era fuori, come è entrato?
Avevo una chiave. Deve averla trovata. L'ho lasciata sul tavolo per sbaglio.
Quindi è arrivato poco prima di mezzanotte.
Circa.
Il medico dice che l'ora della morte di Fenton
risale a mezzanotte circa.
Quindi vede, signor Martin,
sembra che Fenton fosse a casa quando lei è entrò.
Ma le giuro che non c'era.
Aspetti un attimo, non ho guardato in cucina.
Vuole dire che poteva giacere lì dentro e lei non se ne sarebbe accorto.
Possibile.
Non è andato in cucina a prendere dell'acqua, soda o altro?
No.
Allora come spiega che le sue impronte sono state
trovate sulla maniglia della cucina?
Cosa? Oh, sì, volevo andare in cucina,
ma non ho trovato l'interruttore e... ho lasciato perdere.
Mi dispiace, signor Martin, ma non credo a una parola di quello che dice.
Non posso farci niente, le ho detto la verità.
Abbiamo trovato il gas ancora acceso stamattina.
Se il defunto giaceva in cucina, deve aver sentito odore di gas.
L'ho sentito, ora ricordo, ho detto...
Cioè, pensavo fosse una perdita.
Ma cosa c'è? È stato comunque un suicidio, no?
Me l'ha già chiesto stamattina. Ricorda?
Sì, ma la signorina Fenton mi diceva che ha lasciato una lettera.
Beh, cosa le fa pensare che la lettera dimostri che voleva suicidarsi?
- Se me la fa leggere, glielo dico. - Ecco una copia.
Piuttosto ovvia, direi. Spiega tutto.
Non proprio tutto, signor Martin.
Il defunto trovava difficile scrivere una lettera,
per lasciare la donna che amava.
Chiunque, in tali circostanze, potrebbe aver scritto dozzine di lettere.
Sappiamo per certo che ne ha scritte due.
Ne ha appena letta una.
Ora le mostro l'altra.
Vuole dire che la lettera trovata vicino al corpo doveva finire come quella?
Precisamente.
Non poteva scrivere una lettera così al primo tentativo.
Chi potrebbe? Quindi l'ha buttata via.
L'assassino l'ha interrotto mentre
ne stava scrivendo un altra
e l'ha ucciso.
Poi trovando la lettera completata a metà sulla scrivania
ha capito che l'ultimo paragrafo poteva farlo sembrare un suicidio.
Non sapeva dell'intera lettera nel cestino
che aspettava di mettergli il cappio attorno al collo.
- Ma non sono stato io. - No.
- No, e posso provarlo. - Come?
È stato trovato con la testa nel forno, vero?
Come potevo farlo? È ridicolo.
Dai, Dick, vecchio mio, la testa nel forno. Accendo il gas?
Ci arriveremo subito, se vuole.
Vede, Martin, lei è stato molto intelligente e lo sa.
Ma una o due cose la faranno inciampare.
Come la lettera e questo.
- Beh, che cos'è? - Stavo per chiederglielo.
Mai visto.
Quando abbiamo perquisito la sua auto, era nel bagagliaio.
Mai visto prima. Qualcuno deve averlo messo nella macchina.
Ma perché dovevo uccidere Dickie?
Anche lui era innamorato della signora Warren.
Sciocchezze! Davvero?
Le dirò una cosa, Martin.
In tutta la mia carriera non ho mai visto un omicidio
più freddo e più attentamente pianificato e premeditato.
L'ho già avvertita e ora la arresto
per l'omicidio premeditato di Richard Fenton.
Sta commettendo un grosso errore, ispettore.
Portalo via, Fox. Arrivo tra qualche minuto.
ARRESTO NEL CASO SUICIDIO OMICIDIO
AVVOCATO AVVELENATO DAL GAS: YARD FA UN ARRESTO
Quel giovanotto, pare che sia in prima pagina.
- Chi? - Guarda tu stessa.
Jimmy non l'ha ucciso.
Non avrebbe potuto. - Certo che no.
Perché sei sempre stata con lui., non è vero?
- Non capisco cosa intendi. - No?
- Buongiorno, Rita. - Buongiorno, signore.
Grazie
Sai che Jimmy non ha ucciso Fenton
perché non ha mai lasciato il tuo fianco tutta la sera.
- Come fai a saperlo? - Perché per un caso ero lì.
- Dove? - Nell'appartamento di Fenton.
Ma non potevi esserci. A meno che...
Avanti. A meno che non l'abbia ucciso io.
- No... no, non potevi. - Perché no?
Come potevi se non sapevi nemmeno di lui?
L'ho scoperto. Il resto è stato facile.
Infatti ho fatto solo un errore. - Quale?
Pensavo che Fenton fosse l'unico uomo della tua vita.
Lui cercò di dirmi che c'erano altri, ma non gli ho creduto.
Finché non sei arrivata con Jimmy, ma era tardi.
Sai cosa disse Fenton? Disse: "Non puoi ucciderli tutti, pazzo."
Beh, probabilmente aveva ragione.
Ma Fenton e Jimmy in un giorno è già un buon inizio, non credi?
- Ora cosa c'è? - La posta è appena arrivata.
- Mettila lì. - No, dammela, per favore.
Grazie.
Non ti aspetti che io creda a qualcosa di tutto questo, vero?
Non vedo perché no, è tutto vero.
Ho elaborato un piano infallibile per uccidere Fenton.
Quando è arrivato Jimmy, ho ripianificato un po' le cose.
Mettere la federa nella sua auto, per esempio, invece di distruggerla.
Se non paghiamo la bolletta del telefono entro sette giorni ce lo staccano.
Vuoi dirmi che eri nell'appartamento di Fenton quella sera?
Che stava morendo mentre parlavamo nella stanza accanto?
- Esatto. - Non ci credo!
Oh, non ci credi, eh? Devo scriverti una lettera, signor Martin?
- Ricordi? - Capisco.
Tua madre vuole venire a stare da noi.
Perché mi scrive sempre non lo so.
Forse pensa che io sia più buono di cuore di sua figlia.
Dopo che tu e Jimmy ve ne andaste, feci un giretto nell'appartamento di Fenton.
Più gironzolavo, più le cose si mettevano male per James.
Non lascerai che un innocente soffra per qualcosa che hai fatto tu.
Io ho sofferto a causa sua.
- È diverso. - Non per me.
Ho deciso di riprendermi il mio e lo sto facendo.
Sei pazzo, sul serio.
Ami molto Jimmy Martin, vero?
- Sì, lo amo - E faresti di tutto per salvarlo, vero?
Sì.
Beh, ora ti troverai nell'interessante posizione di sapere
che è innocente, che io sono colpevole e che tu non puoi farci niente.
Soffrirai, lentamente e in modo raffinato,
e mi divertirò a guardarti mentre ti dibatterai.
Caro assassino, se devo soffrire, preferisco soffrire sola.
Non rimarrò certo qui con te che mi guardi mentre mi dibatto.
Spero che la tua coscienza ti tenga sveglio la notte... dovrebbe!
Non più tua... Vivien
Rita!
Rita, sei a letto?
Quando se n'è andata la signora Warren?
Questo pomeriggio, signore, verso le tre.
Dov'è andata, lo sai?
No, signore, ha chiamato un taxi e se n'è andata.
Hai sentito l'indirizzo che ha dato all'autista?
No, signore. Ha lasciato un biglietto per lei, signore.
Sì, lo so.
- Nient'altro, signore? - No, è meglio che torni a letto.
Voglio parlare con la signora Warren, per favore.
Warren. W-A-R-R-E-N.
Lei dice che non è in hotel.
Grazie.
È il Dorcester?
Può dirmi se la signora Warren è registrata presso di voi, per favore?
Sì.
Oh... lei non c'è.
Grazie.
Maidenhead 365?
Riverside Hotel?
Posso parlare con la signora Warren, per favore?
Non c'è? È sicuro?
Grazie.
Il signor Martin, signore.
Grazie, Fox.
- Tu e Grey aspettate fuori, OK? - Sì, signore.
Si accomodi, signor Martin, per favore.
- Conosce la signorina Fenton. - Ciao.
Signor Martin, vorrei farle alcune domande tra un attimo,
ma prima devo controllare una cosa.
Non le dispiacerà aspettare, vero? - Non ho molta scelta, vero?
No, non ne ha. Scusatemi.
Immagino che tu abbia organizzato tutto.
No... sì, in parte.
Cosa pensavi di fare venendo qui?
Non lo so. Volevo scoprire se c'era qualcosa che potessi fare per aiutarti.
Beh, non c'è.
So che non sei stato tu.
Anche io. Ma si dà il caso che la polizia possa provare
con sua soddisfazione che l'ho fatto.
Jimmy, la ami davvero tanto?
No, non penso di amarla affatto.
Allora perché proteggerla?
Perché se possono impiccare me con le prove che hanno,
possono impiccare lei facilmente come complice.
La cosa che conta è che quella federa era nella mia macchina.
Qualcuno deve averla messa lì deliberatamente.
Chiunque fosse, aveva rancore verso due persone, Dickie ed io,
e ci odiava abbastanza da volerci uccidere.
Oh, Jimmy...
Oh, scusatemi.
Sentite, mi dispiace, ma è successa una cosa molto importante per un altro caso.
Vi dispiace se rimandiamo la nostra conversazione ad un altro giorno?
- No, ispettore, certo che no. - Grazie mille.
Oh, Grey, porta il Signor Martin di sotto.
Ho bisogno di te, sergente.
- C'è qualcosa che non va, signore. - No. è questo che mi preoccupa.
È tutto troppo pulito e ordinato. Tutto quadra perfettamente.
Troppo perfettamente.
Non crede che sia solo perché è stato abbastanza fortunato
da trovare le prove in fretta, signore?
Forse. Mi chiedevo se siamo stati condotti a trovarle.
Vuole dire che crede al ragazzo quando dice
che qualcun altro ha messo la federa nella sua macchina?
Non lo so.
Tutto quello che so è che chiunque abbia pianificato
questo omicidio è un uomo intelligente.
Freddo, calcolatore, spietato.
Intelligente.
Ti pare possa essere Jimmy Martin?
Non si può mai dire con questi tipi tranquilli.
Potrebbe aver commesso una mezza dozzina di crimini per quanto ne sappiamo.
Esatto. Forse è Hitler travestito. Più o meno la stessa altezza.
- Si gode la vista, Signor Warren? - Buonasera, ispettore.
- No, facevo una passeggiata. - Molto lontano da casa, vero?
A dire il vero, non riesco a dormire molto bene.
Quindi ho fatto una lunga passeggiata prima di andare a letto.
Di solito viene a guardare le finestre di Fenton?
No, perché? Oh, capisco cosa intende.
Il criminale che torna sulla scena del delitto e tutto il resto.
- Non ho detto questo. - No, spero proprio di no.
Peccato per il giovane Martin, perdere la testa in quel modo.
Sì, vero?
- Bravo ragazzo. - Sì, capisco.
Beh, mi saluti sua moglie, signore?
Se non le dispiace, non credo che lo farò.
Non le piace che le si ricordino cose spiacevoli. Buonanotte.
Ha preso le pillole che le ho dato?
Sì, due la prima notte, tre la seconda., e quattro la terza.
- Nessun effetto? - Per niente.
Non chiudo occhio da più di una settimana.
Mi sto deprimendo, non glielo nascondo.
- Mai sofferto di insonnia prima d'ora? - No.
- L'appetito va bene? - Così, così, niente da dire.
- Problemi di affari, o simili? - No
Non le viene in mente niente che lo spieghi?
No.
Le farò un'altra ricetta e vedremo se fa effetto.
Ma ci vada piano. Le prenda solo se proprio necessario e non più di due.
Mi faccia sapere come va. - Grazie, dottore.
Ciao.
- Quando sei tornata? - Circa mezz'ora fa.
Potresti far finta di essere felice di vedermi.
Credi che lo sia?
Pensavo potessi esserlo a questo punto.
Fammi accendere.
Perché sei andata via così?
Te l'ho detto nel mio biglietto.
La tua mano è un po' tremante, vero?
Sì, non ho dormito molto bene.
Sai, non hai un bell'aspetto.
- Neanche tu sembri molto preoccupata. - Non lo sono.
Sei più forte di quanto pensassi.
Non è difficile. Solo logica e ragionevole.
Vedi, Lee. Ho pensato a tutto in modo sereno e ragionevole.
E ho scoperto due cose molto importanti.
Quali sono?
La prima è che ti amo, e la seconda e che tu ami me.
Cosa te lo fa pensare?
Altrimenti perché saresti così geloso di ogni uomo che mi guarda?
Altrimenti perché uccidere Dick e Jimmie?
Per farti soffrire qualcosa di quello che ho sofferto.
Ma tesoro, questo è stupido, di sicuro.
Non li ho mai amati come amo te.
- È vero? - Certo che è vero.
- Perché pensi che sia tornata? - Perché l'hai fatto?
Perché ero preoccupata per te.
- Perché? - Che tu facessi qualcosa di stupido.
Perché dovrei farlo?
Perché la responsabilità per la morte di quel ragazzo
sta diventando troppo per te, vero?
Sì, è così. Non so cosa fare.
Non riesco a pensare lucidamente. - È tutta colpa mia.
Avrei dovuto farti capire che nessuno significa niente per me tranne te.
E Fenton e Martin?
Non hanno mai significato così tanto.
Ma perché tu?
Solo perché tu non c'eri e io mi annoiavo tanto senza di te.
Vivien... è vero?
Assolutamente.
- Contento che sia tornata? - Sì. Sì, lo sono.
- Ma non sei completamente felice, vero? - No.
Ti preoccupi ancora per Jimmy Martin.
Non posso farlo impiccare.
Non accadrà. Io lo impedirò.
- No. - Sì, devo dire che ero lì.
No, Questo ti renderebbe complice.
Ci dev'essere un altro modo, una scappatoia, se solo mi venisse in mente.
Sì, Lee, è vero. Dev'esserci qualcosa che hai dimenticato.
Nessun crimine è mai perfetto. - Questo lo è.
Troppo perfetto. È opera mia.
Non sapevo che avrei voluto cancellare tutto di nuovo.
Ma deve esserci qualcosa che hai dimenticato. Deve esserci.
Lee, prova a pensare. Ti prego, cerca di pensare.
- Oh, Fox. - Signore?
Il signor Warren mi ha raccontato la vera storia della morte di Fenton.
Vediamo cosa ne pensi. Le dispiace, Signor Warren?
Ma gliel'ho già raccontata.
Le dispiacerebbe ripetercelo, per il sergente Fox?
Sta lavorando al caso con me. Vorrei che lo sentisse dall'inizio.
Molto bene. Da quel che ricordo, andò così.
Il giorno in cui tornai dall'America
riferii al mio ufficio e poi chiamai mia moglie.
Non c'era, così scrissi le mie relazioni,
sistemai tutto e andai a casa.
Arrivai verso le 7.
Mentre il mio taxi si avvicinava vidi mia moglie salire sull'auto di Martin.
Ero curioso di sapere cosa stesse succedendo. Non lo sarebbe stato?
Quindi attesi che salissero in macchina. Poi dissi al mio autista di seguirli.
Andarono in un ristorante e poi a teatro.
Quando uscirono dopo lo spettacolo ero lì ad aspettarli.
Li seguii ancora, questa volta in un appartamento a Temple Court.
Certo pensavo che Martin fosse il motivo per cui Vivien non mi aveva scritto
e naturalmente pensavo che l'appartamento fosse suo.
Quindi attesi per circa dieci minuti...
Un marito normalmente geloso non sarebbe intervenuto subito?
Volevo esserne sicuro. Sigaretta?
Quindi, mentre mi chiedevo cosa potevo fare, sono usciti di nuovo.
Ho appena avuto il tempo di nascondermi.
Ridevano e parlavano e ho cercato di capire cosa dicevano.
Ho capito solo il nome dell'uomo: Jimmy.
Oh, Jimmy..
E non mi piaceva molto il modo in cui lei lo diceva. Posso dirvelo.
Dopo che se ne andarono provai ad entrare dalla porta
che per caso era rimasta aperta.
In effetti lo era. Il catenaccio non era scattato.
Spesso accade, a meno che non si sbatta la porta.
Accade a casa mia, sono certo che accade nella sua.
Quindi entrò...
Pensai di aspettarlo e spaccare la testa a questo Jimmy quando fosse tornato.
Esplorai attentamente l'appartamento osservando ogni cosa.
Poi andai in cucina. Sapete cosa ho trovato lì.
Un uomo morto con la testa nel forno.
Spensi il gas e presi la lettera.
Era indirizzata a Vivien. Quando la lessi capii
che l'appartamento non era di Jimmy.
Apparteneva all'altro povero diavolo chiunque fosse.
Poi mi venne un'idea.
Potevo trasformare questo suicidio in un omicidio commesso da Jimmy.
Ciò significava che dovevo sbarazzarmi di ogni singolo frammento di prova
che mia moglie fosse stata nella casa. Non fu facile. Dovevo pensare in fretta.
Ho messo tutti i mozziconi di sigaretta in tasca.
Poi ho notato il cestino della carta.
Era pieno di lettere incomplete.
Diedi un'occhiata ad alcune di loro. Erano tutte dello stesso tipo.
Ovviamente aveva fatto una mezza dozzina di bozze
di quella lettera d'addio prima di scriverla come voleva.
Questo mi ha dato un'altra idea. L'idea migliore di tutte.
Ho lasciato la lettera finita nel cestino e ho messo il resto in tasca.
Tutte tranne una. Un'incompiuta.
Quella che ha trovato accanto al corpo, ispettore.
Poi ho lavato il bicchiere usato da Vivien per rimuovere le sue impronte.
Come faceva a sapere qual era il suo? Per istinto?
Non. Per il rossetto.
Avanti.
Allo stesso modo mi sbarazzai della sigaretta che aveva fumato,
lasciando tracce che provavano che solo Martin era stato lì.
Tracce che lei era destinato a scoprire, ispettore.
E cosa sperava di ottenere con tutto questo?
Esattamente quello che è successo.
Sapevo che quando mi sarei presentato mia moglie avrebbe dovuto negare
di essere nell'appartamento di Fenton con Martin.
E scoperto il corpo, avrebbe dovuto attenersi alla sua storia.
E quando lei, ispettore, trovò la prima lettera di Fenton
e le impronte di Martin ovunque dopo che aveva negato di essere stato lì,
beh, era destinato a chiedersi che fosse successo davvero, o no?
Indubbiamente.
Certo, ero pazzo e geloso di loro, cercavo di fare del male a Martin.
Ora me ne pento.
Cosa ne ha fatto di tutte le lettere che si è infilato in tasca?
Le ho portate via e distrutte, ovviamente.
Poi ho dovuto trovare un modo per collegare
Martin direttamente con il finto omicidio.
Non è stato facile. Se Fenton si fosse sparato, ci sarebbe stata una pistola.
Ma il gas? Poi ho avuto un'idea geniale. Ha presente la maschera antigas.
Mi sono messo al lavoro e ce l'ho fatta.
Come poteva essere usata con un uomo sano e forte,
nemmeno io posso immaginarlo.
Ma se fosse stata trovata fra la roba di Martin,
avrebbe peggiorato le cose per lui.
Vuole dirmi che non è mai stata usata?
Certo che no. L'ho inventata io.
- Allora come spiega il fatto? - Che era impregnata di gas? - Sì.
Perché con la mia solita accuratezza
non mi sono dimenticato di impregnarla di gas.
Molto intelligente, signor Warren.
E a rischio di apparire un po' ottuso anch'io
posso chiederle come la mise nell'auto di uno che non conosceva?
Molto semplice. L'auto di Martin era davanti alla mia porta
quando tornai dalla casa di Fenton.
Dove l'ha messa, esattamente?
Nella parte posteriore destra del vano bagagli. Giusto?
Quindi sta dicendo che Fenton si è suicidato
e lei l'hai fatto sembrare un omicidio.
È così? - È così.
Molto interessante, eh, Fox?
Sì, signore. Molto.
- È tutto, ispettore? - Sì, è tutto.
Per il momento.
- Hanno abboccato. Amo, lenza e piombo. - Sei sicuro?
Abbastanza sicuro. Comunque, sono stato bravo.
- Non hai detto troppo? - George, uno Scotch.
Buon Dio, no. Solo qualche fronzolo qua e là, sai.
Non eri nervoso?
No, ho bevuto due drink prima di entrare
solo per darmi la carica. Dopodiché, tutto a posto.
- Oh, Lee, lo spero proprio. - Di cosa ti preoccupi?
Bevi un altro drink. George, un Martini. Per me un altro Scotch.
Signor Warren, c'è un signore che vuole vederla.
Oh, grazie.
Mi dispiace doverla disturbare di nuovo così presto, signor Warren.
Nessun problema. È venuto ad arrestarmi per intralcio alla giustizia
o occultamento di prove o qualcosa del genere.
No, non vogliamo lei. Abbiamo Martin.
Sicuramente la mia confessione scagiona Martin.
È proprio questo, signor Warren. Non ci piace affatto
la sua confessione, come la chiama lei.
In effetti, non siamo inclini a crederci.
A meno che non riesca a produrre prove un po' più tangibili per sostenerla.
Perché dovrei preoccuparmi di inventare una storia del genere?
Oh, perché era grato a Martin per essersi sbarazzato di Fenton
così opportunamente per lei.
O perché gliel'ha chiesto sua moglie.
Sciocchezze. Tutto quello che le ho detto stamattina è la verità.
Forse sono piuttosto noioso,
ma francamente non credo che un uomo
possa pensare così in fretta come dice lei.
Ma vi avverto che è la prova che fornirò se porterete Martin al processo.
Pensa davvero che dovrebbe? Lei è tranquillo. Perché salvarlo a spese sue?
Perché non posso vedere un innocente impiccato.
Non è quello che pensava due settimane fa.
Ma da allora ho scoperto che non c'era niente tra Martin e mia moglie.
- Gliel'ha detto sua moglie? - Me l'ha detto lei.
E io le ho creduto.
Vorrei poterle credere, signore, ma non posso.
Cos'altro vuole?
Solo qualcosa per convincermi che la sua storia è vera.
Che era davvero nell'appartamento quella notte.
Mi faccia pensare. Dev'esserci qualcosa.
Ecco.
C'era un tovagliolo sullo sportello
del forno per tenere dentro il gas.
Andiamo. Roba del genere poteva leggerla
su "News of the World" in ogni momento.
Aspetti un attimo.
La cucina, ecco.
Qualcuno aveva rovesciato il latte. C'era una pozza di latte sul pavimento.
Le basta?
Sa, sembra quasi che lei fosse davvero
nell'appartamento di Fenton quella notte.
Certo che c'ero.
Ma ancora non credo che la sua storia sia vera.
Ora mi sta insultando.
Spero di no, signore, non è mia intenzione.
Sa, signore, una volta imparai molto sull'arte in un caso.
Sembra che ogni artista abbia un certo stile.
E spesso non è necessario per un esperto vedere la firma su un quadro.
Può riconoscere l'artista dallo stile.
Cosa c'entro io?
Solo questo, signore. Il suo alibi per Martin è troppo scaltro.
Se lui mi avesse raccontato la sua storia,
sarei stato più incline a crederci.
Vede, ha lo stesso stile dell'omicida.
Buon pomeriggio, signore.
L'ispettore Penbury, signora.
- Buon pomeriggio. - Buon pomeriggio, ispettore.
Cosa posso fare per lei?
Beh, a dire il vero, sono venuto a chiederle aiuto.
Non posso credere che lei ne abbia bisogno.
Due teste sono meglio di una, lo sa.
È stata un'idea di suo marito. - Davvero?
Sì. È venuto a trovarmi oggi e mi ha raccontato una storia straordinaria.
Ha detto che Fenton si è davvero suicidato,
ma poiché suo marito era geloso di Martin,
fece in modo di far sembrare che Fenton fosse stato ucciso da Martin.
Lo so. Mi ha raccontato tutto.
Gli ho detto che doveva venire subito da lei.
- Temo che non funzionerà, sa. - Non capisco cosa vuole dire.
È molto chiaro. Non credo alla sua storia e non libererò Martin.
Beh, se questa è la sua posizione, non so cosa posso farci.
Potrebbe convincere suo marito a confessare che ha ucciso Fenton.
Cosa le fa pensare che mio marito l'abbia ucciso?
Tutto ci porta a questo.
- Sta scherzando. - No, no.
Se mi chiedesse ora chi ha ucciso Fenton dovrei dire il signor Warren.
Ma non posso provarlo, è stato troppo furbo per noi finora.
Ma posso provarlo contro Martin.
Quindi o mi aiuta o devo andare avanti
e far impiccare un uomo che probabilmente è innocente.
Credo sia meglio che lei vada. Quello che propone è offensivo e ridicolo.
Benissimo.
Senta, signora Warren, quando Martin verrà processato,
sarà chiamata a testimoniare.
Ci saranno molti panni sporchi lavati in pubblico.
Ma se suo marito confessa, non dovremo chiamarla.
Sarà una vedova molto attraente.
Per dirla brutalmente, non pensa che la domanda è quale dei due preferisce?
Suo marito o il signor Martin?
Come osa! Certo che preferisco mio marito.
- Ha chiamato, signora? - Sì, Rita.
Ho due posti per le Follies stasera.
Noi non possiamo andare. Ti piacciono?
La mia serata libera è domani, signora.
Non importa. Prenditela stasera.
Grazie mille, signora.
Ti lascio i biglietti sul tavolo all'ingresso.
- Ora chiama il tuo ragazzo. - Sì, grazie, signora.
- Ciao, tesoro. - Ciao.
- Sei in ritardo. - Sì, un po'.
- Dio, sono stanco. - Vieni qui e ti darò un bel drink.
Grazie.
- Hai avuto una giornata impegnativa? - Non particolarmente.
Ti sei di nuovo sforzato troppo, mi sa.
Sì, credo di sì.
- Sono tornato a casa a piedi. - Santo cielo, perché?
Volevo pensare.
Penbury era in ufficio questo pomeriggio.
È stato qui. Anche.
Cos'ha detto?
Non preoccuparti, tesoro. Alza i piedi e rilassati.
Eccoci qua.
So come gestirlo. - Cosa voleva?
Indagava come al solito.
Credo che sappia che sono stato io.
- L'ha detto lui? - No, ma continuava a insinuare.
Ha detto che non credeva a una parola della mia storia.
- Mi ha detto più di questo. - Cosa?
Ha detto che era quasi sicuro che l'avessi fatto.
- Ecco. - Ma sapeva che non poteva provarlo.
- Non ne sono così sicuro. - Ma io lo sono e lo è anche lui.
Ha ammesso di non avere niente per procedere.
Ora chiudi gli occhi, tesoro, e riposati un po'.
Oh, stavo uscendo, signora.
Divertitevi. Sei molto carina stasera, Rita.
Grazie, signora.
- Che diavolo stai facendo? - I bagagli.
Lo vedo. Perché?
Facciamo un viaggio.
Non fare l'idiota, Vivien. Non mi reggo in piedi stasera.
Ascolta, Lee. Ho trovato la soluzione per tutta questa storia.
- Ti ricordi di Pierre? - No, Chi è Pierre?
Pierre Roget. L'avvocato che abbiamo conosciuto a Parigi.
E allora?
È tornato a Londra. Gli ho parlato oggi pomeriggio.
- Non gli avrai detto niente di me, eh? - Sì, l'ho fatto.
Non dovevi farlo. Supponi che vada alla polizia.
Non lo farà. Conosco Pierre. Puoi fidarti di lui assolutamente.
Spero tu abbia ragione.
Certo che ho ragione. E poi, un avvocato è come un dottore, o un prete.
Non rivelano mai niente. - Va bene. Cos'ha detto?
È molto intelligente, sai.
E lui dice che la cosa migliore per te è andartene subito dal paese.
Nessuna speranza. Ci fermerebbero prima di attraversare la Manica.
Pierre dice di no. Dice che non possono fermarti senza incriminarti.
E sai che non possono farlo.
Tornerà a Parigi domattina.
Possiamo avere due posti sul suo aereo.
- Non funzionerà mai. - Deve funzionare.
Oh, sì, e c'è un'altra cosa.
Pierre ha detto che non dovresti andartene così.
Potrebbe fare cattiva impressione, come se stessi scappando.
Ha detto che dovresti scrivere una nota all'ispettore
dicendo che te ne vai per evitare la pubblicità.
Non mi piace molto come suona.
Beh, è quello che ha detto Pierre.
- Meglio che io telefoni. - No, tesoro, non farlo.
Si è raccomandato di non farlo, nel caso in cui la linea sia controllata.
Sì, suppongo che potrebbero farlo.
Ora, forse io...
Non muoverti, tesoro. Ti prendo un po' di carta per scrivere.
Ha detto di scrivere la nota e lasciarla qui.
Poi prendere la macchina... Tesoro.
Poi prendere la macchina e andare all'aeroporto domattina.
Va bene.
Proviamoci.
Ecco qui. Le buste sono lì dentro.
Vivien.
Devo scriverla stasera?
Tesoro, l'aereo parte alle 7:30.
Non immagino tu possa farlo domattina.
Non so cosa dire.
Digli la verità. Sei stufo, non sopporti la pubblicità, così te ne vai.
Non direi di più.
Non mi piace mettere le cose su carta.
Non si sa mai cosa ne penserà la gente dopo.
Fa' come ti pare, tesoro. Ti sto solo dicendo quello che ha detto Pierre.
Beh, prima devo bere un altro drink.
L'unico drink che berrai stasera è il latte caldo.
- Odio il latte. - Magari solo un po' di whisky?
Ti prego.
Non andare ancora. Prima dimmi cosa dire.
Non sono brava a scrivere lettere, è il tuo lavoro.
Potresti darmi uno spunto.
Tesoro, ti ho detto cosa dire.
Sei stufo, non sopporti la pubblicità
e quindi te ne vai finché non è tutto a posto.
Ora datti da fare.
- Finito? - Quasi.
Oh, grazie.
- Posso? - Certo.
Non so mai se è il latte che rovina il whisky o il whisky...
che rovina il latte.
Non puoi berle insieme, tesoro.
- Oh, Ernie! - Che succede?
Hai perso i biglietti?
No, mi sono accorta di averli lasciati all'ingresso.
Che stupidaggine. Che facciamo adesso?
- Dobbiamo tornare. - Ci perderemo metà spettacolo.
No, non se ci sbrighiamo. Vedi se riesci a trovare un taxi.
Questo mi fa veramente venire sonno.
Non mi sorprende. Ci ho messo alcune delle tue pastiglie.
Bene. Quante?
Venti.
Venti?
Mi uccideranno.
- Sì, caro. - Vivien, dico sul serio.
Sì, Lee. Anch'io dico sul serio.
Ma perché l'hai fatto?
Proprio quando siamo di nuovo insieme...
e abbiamo tutto.
Temo che fosse solo una favola, caro.
Vedi, se non ti avessi fatto credere che ti amavo,
e che ero pronta ad andare via con te, non avresti mai salvato Jimmy.
- Quindi lo ami davvero. - Sì.
Sì, Lee, lo amo.
Vediamo...
Vai a chiamare un dottore, per favore, prima che sia troppo tardi.
Per favore.
Per favore.
Troppo tardi, Lee. Ma non devi preoccuparti. Non sentirai niente.
Ti addormenterai sempre di più, sempre di più.
Vivien... per l'amor del cielo.
Non voglio che tu muoia, Lee.
Ma devi farlo.
Perché?
Perché io possa continuare a vivere come voglio.
Campanello
Buonasera. Voglio parlarle un attimo.
Io... io stavo uscendo.
Non la tratterrò a lungo.
Si tratta di Jimmy.
Bene. Cosa c'è?
Mi ha chiesto di darle questo.
Ha detto che non aveva più senso tenerlo.
Stai mentendo. Jimmy non me lo direbbe mai.
Conosco Jimmy. - Davvero, signora Warren?
Fuori!
Benissimo. Buonanotte.
- Aiuto! Aiuto! - Che è successo?
Il signor Warren è morto.
Dica. C'è un dottore in questo stabile?
Sì, al piano di sotto.
Lo chiami, presto.
Ispettore Penbury.
Sì, in fretta.
Posso fargli un'altra domanda?
Può, ma non servirà a niente.
Temo che siamo arrivati troppo tardi.
Vivien...
Vivien...
Ha qualcosa da dirci, signore?
No, signora, il signor Martin non vuole vederla.
Gli ha detto chi è? Che c'è la signora Warren?
Sì, gliel'ho detto. E ancora non vuole vederla.
- Ma devo vederlo. è molto importante. - Mi dispiace, signora.
Ma lei non capisce, è molto urgente.
Il Signor Martin è stato molto chiaro. Ha detto che non aveva niente da dirle.
È qui, signore. In ascensore.
Per favore, ispettore, non un'altra volta.
Come dice lei, signora Warren. Non un'altra volta.
Credo sia l'ultima volta.
- Ha visto mio marito? - Sì, signora.
Il signor Warren è in camera da letto. È morto qualche minuto fa.
Siamo arrivati tardi per salvarlo.
Ma giusto in tempo per capire quanto lei sia stata utile
per ottenere il suo rilascio.
- Non capisco cosa intende. - Veramente, signora Warren?
Allora è meglio che lei venga con me in commissariato e le spiegherò meglio.
Suo, signora?
Finché morte non ci separi.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.