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Pasadena, città di vecchie signore,
di intellettuali di scienza e tecnoiogia.
Di bellissimi musei e di uno o due vincitori del premio Pulitzer.
Benvenuti in una città dove la gente ancora legge.
- Cerca qualcosa di speciale? - No.
- Le piacciono i gialli? - Non particolarmente.
Questo è abbastanza buono.
Non sapevo che Hitler avesse figli.
Nessuno di cui siamo a conoscenza, ma se ne avesse avuto uno...
con Eva Brown, sarebbe stato allevato in Argentina dai nazisti
in modo che seguisse le orme del padre.
Sì, ma è ridicolo!
- È una supposizione... fa ridere. - Grazie, ma cerco qualcos'altro.
- È un affare da 25 dollari a 3.99. - Sì, ma non mi interessa.
Giusto.
È lei questo?
- Questo libro l'ha scritto lei? - Mi ha tolto 7 anni di vita.
- Ma non si lasci influenzare. - Mi ci farebbe una dedica?
- È sicura? - Certo!
- Cosa scrivo? - È lei l'autore.
Grazie.
- Divertiti. - Lo farò sicuramente.
- Buona lettura. - Grazie.
- Grazie a lei. - Ciao.
Questa è la storia di Byron Tiller,
un uomo modesto che vive in un quartiere modesto di Pasadena.
Quartiere costruito per famiglie di ceto medio.
Quando il ceto medio era più vicino a quello alto che a quello basso.
- Di' ciao alla mamma. - Ciao!
Sai una cosa? Oggi ho venduto un libro.
È fantastico!
Ho fatto i conti ci frutterà almeno 3 cen! tesimi!
Le tasse ci uccideranno.
La cosa importante è che la gente legga il tuo lavoro.
Prima sono andato alla Rizzoli all'inizio non lo trovavo,
poi mi sono guardato in giro: 7 anni di vita nella pila delle giacenze
insieme a libri di cucina, di bricolage
e a “come raggiungere l'orgasmo“!
Non vergognarti se la gente non paga neanche per “raggiungere l'orgasmo“.
- Questo cos'è? - Cosa?
È una marca che non ho mai visto.
Non possiamo più permetterci una bottiglia di ketchup decente?
Perché pagare di più per un marchio?
Quanti pannolini usa Nathaniel in una settimana?
Dipende da quanto cibo decide di ingoiare e da quanto ne sputa!
E quandè che deciderà di fare la pupù nel vasetto?
A tre anni, più o meno.
Allora sarà meglio che il mio nuovo libro venga pubblicato... presto.
Fa' una bella ninna, amore mio. Adesso papà spegne la luce.
- Il signor Nathaniel Tiller dorme. - Lasci la luce piccola?
- Ti voglio bene. - Anch'io, papà.
Cosa stai facendo?
Gli spostavo la testa, non vorrei diventasse piatta. Non si sa mai!
La fontanella è chiusa da tempo. Vieni a letto.
Molto volentieri.
- Di cosa parlavano i miei uomini? - Di scuole di legge.
- Credo che preferisca la Duke. - È una buona scuola.
- È daccordo anche lui. - E se non volesse fare l'avvocato?
Nessuno vuole farglielo fare, ecco perché si pianta il seme presto.
E se invece volesse fare lo scrittore?
Per questo la testa non gli si deve appiattire.
- Ma tu non ce l'hai! - Forse da fuori non si vede.
- Tesoro. - Cosa?
Dio ti ha dato un dono. Ricordi cosa ha detto il News Week?
Byron Tiller scrive con vivacità e colore.
“Il figlio di Hitler“ mostra sprazzi di originalità, rara nei gialli.
Che non si trova spesso nel genere giallo... precisamente.
- Cosa ha detto il Times? - Ricordamelo tu.
Credo avesse fatto un velato paragone tra me e Heminguay.
- Mi era passato di mente! - Ah, sì? Ti era passato di mente?
Forse dovrei rinfrescarti la memoria.
Sta arrivando quello che desideri.
Tesoro...
Com'è Heminguay?
Lui intaglia le sue frasi...
con l'occhio...
del tagliatore di diamante,
lasciando in meglio il brillante.
Sei favoloso.
Non ti sento!
Ho detto che sei favoloso!
La scrittura non era l'unico dono che aveva fatto a Byron.
Fu questo che attirò la mia attenzione.
Frequentavo ordinatamente i negozi porno di Hollywood,
i negozi di curiosità... Curiosavo nei grandi Studios,
i cui giorni di gloria erano passati.
Incontravo sceneggiatori non prodotti con i contratti scaduti.
Conoscevo pessimi attori che insegnavano
metodi per esternare emozioni ad altri pessimi attori
che sognano solo di poter vincere un provino, prima o poi.
Stava seduto, Byron Tiller.
Poco tempo fa credeva che scrivere romanzi
che nessuno avrebbe letto fosse un vero lavoro.
Vendi, bello. Vendi!
Gli obiettivi diventano meno ambiziosi quando servono i soldi.
- Buongiorno. - Prioritaria.
Sì, signore. Grazie.
Il tipo di uomo perfetto per la mia agenzia.
Non montarti la testa,
quella si farebbe coinvolgere anche da un tronco dalbero!
Purché il ramo stia dritto!
- Entra. - Grazie.
Sei il primo a cui ho pensato. Mi hai pubblicato l'ultimo romanzo.
Mi sono detto: “Squadra che vince, non si cambia“.
- Un biscotto? - No, sto bene, grazie.
Può anche essere tagliato qua e là, sei tu l'editore.
Quelo che so di Exalibur è che è una gran bella spada.
Se uno vuole suicidarsi può comprarsi questo libro.
È la spada che Artù tirò fuori dalla roccia e divenne re.
- Conosco la storia. - Certo.
È un po' fuori luogo nel romanzo sugli emigranti.
Exalibur è solo un simbolo.
Un simbolo.
Per me rappresenta le speranze degli oppressi e i sogni per il futuro.
- Gli emigranti sono un microcosmo. - Lo siamo tutti.
- Vedi, abbiamo un problema. - E cioè?
Ti rivelo un segreto sui microcosmi: la gente li odia.
- Non lo sapevo. - Pensaci!
Chi vuole stare su un autobus e leggere un libro
che gli dice che fa parte di un microcosmo?
Lo sa già! La gente si guarda intorno e ne è cosciente.
Il simbolismo è una rottura di palle.
Un poveraccio si compra un libro e vuole che tutto sia chiaro.
Nessuno ha voglia di perdere tempo e cercare significati profondi.
Mia moglie dice che è la cosa migliore che abbia mai scritto.
Tua moglie deve amarti moltissimo.
Tu lo sai, sono sempre aperto a qualsiasi tipo di suggerimento,
- di cambiamento... - Non sarebbe giusto per te.
- Qualsiasi cosa. - Capisco. La prossima volta.
- Potrei avere un anticipo? - Su cosa?
- Sul prossimo libro. - Vorrei aiutarti, ma...
Virgil, so che i miei problemi non sono problemi tuoi.
Ma non ho più niente per andare avanti.
- Sei così disperato? - Sì.
Allora usa questa emozione!
I romanzi migliori sono stati scritti nella disperazione.
Anche le lettere daddio dei suicidi.
Che gli frega degli emigranti a uno con un vestito da 1 .400 dollari?
Al tuo editore non piace il tuo libro.
Segui il mio consiglio. Mandalo affanculo.
Grazie, Henry. Tu sì che mi tiri su il morale!
- Salve. - Come va?
Non ci siamo presentati. Il mio nome è Luther Fox.
- Byron Tiller. - Così sei uno scrittore...
- Più o meno. - Ho letto qualcosa di tuo.
Ne dubito, sinceramente.
Sono riuscito a pubblicare solo un libro: “Il figlio di Hitler“.
A me è piaciuto.
- L'hai letto? - Sei sorpreso?
Non ho mai incontrato un mio ammiratore.
Eccone uno.
Che stai facendo adesso?
Sto lavorando ad alcune idee.
Ma credo che sarei più bravo come lavavetri o giù di lì.
Non ti va bene, vero?
Heminguay ha venduto montagne di libri ancora prima di ammazzarsi,
mentre io sto nella pila delle giacenze.
Questo rappresenta una specie di condanna a morte metaforica.
Non ti sembra di aver scambiato un pelo per una trave?
Il mio problema è che sono a secco e non ho più risorse.
Quando si ha una famiglia...
purtroppo non si va lontano.
Un uomo mantiene la sua famiglia solo se fa i sacrifici necessari.
Devo andare ora.
Comunque ti ringrazio per la birra e per avermi ascoltato.
Se non dovessi trovare lavoro neanche come lavavetri
passa nel mio ufficio, forse potrò fare qualcosa per te.
Nella mia agenzia mi serve gente con esperienza e sensibilità.
Campi Elisi. Sempre al vostro servizio.
Cosa ha detto l'editore?
- Perché non dormi? - Non ci riuscivo, ti aspettavo.
Ha detto che devo cambiare delle cose.
Ma gli è piaciuto, vero?
Piaciuto è un termine relativo.
- Relativo a che cosa? - Se sei John Grisman oppure no!
Con quelli come me non è mai troppo espansivo!
Te lo pubblicherà, non è vero?
- Ti ha detto quando? - Dipende dall'ufficio marketing.
Me lo farà sapere, così ha detto.
Te lo dicevo che sarebbe andata bene.
Paul Pearson!
- Lo sapevo che eri tu. - Che piacere, come vanno le cose?
Benissimo, ho pubblicato il mio primo romanzo.
L'ho sentito. Volevo comprarlo ma non c'è una libreria che lo aveva!
- Come va in ufficio? - Sai com'è la pubblicità.
- Ti uccide lentamente. - Però mi manca l'azione, la fretta.
- Sei sempre carico di adrenalina! - Già.
Se ti andasse potrei considerare di tornare.
- Mi hai mandato a farmi fottere. - Era l'adrenalina che parlava.
- Vorresti tornare? - Sì.
- Il salario sarebbe minore. - Va bene.
- I profitti di merda. - Qualsiasi cosa.
È un buon atteggiamento, prima non eri così.
- Sai, adesso sono cresciuto. - Sono contento di sentirtelo dire.
Grazie, ci vediamo domattina?
Veramente credo sia meglio che tu... vada a farti fottere.
Congratulazioni, Byron. Siete venuti qui a festeggiare?
- Dove se no? - Siete i miei clienti preferiti.
- Vi porto il mio vino migliore. - Non è necessario.
- È il mio regalo all'autore. - Sei un amico.
Non ti arrabbiare... Sarebbe meglio chiedere dei soldi ai miei.
- Mamma, voglio il gelato. - Tuo padre mi odia.
Te li presterà volentieri, lo farà sentire importante.
- Mamma, voglio il gelato. - Non voglio dargli soddisfazione.
Tesoro, lui non sarà mai soddisfatto.
Quando pubblicherai il romanzo li restituirai con gli interessi.
- E se tuo padre avesse ragione? - Su cosa?
Che forse sono un fallito.
Mi ami così tanto che pensi che tutto si aggiusterà.
Ma certo...
L'amore incondizionato mi riempie di responsabilità.
Ce la farai.
- Ti amo. - Ci vediamo dopo.
Cosa vuoi fare adesso, campione?
- Vuoi andare un po' al parco? - Sì.
Sono cavoli amari!
Puoi scrivere la Divina Commedia, ma tanto nessuno la compra!
Prendi l'ultimo libro. Belle critiche del Times!
Ma è andato un disastro, non è vero?
- Sì, più o meno. - Allora a che serve scrivere?
Chiediamolo a Guttemberg, ha inventato la stampa!
Non mi interessa! Facciamola finita con le cazzate.
- Ti servono soldi, giusto? - Sì, è così.
Ci ho pensato su e ho deciso
- che stavolta non te li presto. - Va bene.
Sai che dice Shakespeare? Mai essere debitoti o creditori.
Sono qui solo perché l'ho promesso a tua figlia.
E che ti avrei leccato il culo. Quindi il mio lavoro è finito.
Non sarai mai in grado di mantenere la tua famiglia. Lo sai anche tu!
- Ciao. - Salve.
- Sì? - Salve.
C'è il signor Fox in giro?
L'ufficio è tutto qui, lo vede da qualche parte?
Puoi dirgli che Byron Tiller è passato a trovarlo?
Byron Tiller lo scrittore?
- Tu mi conosci? - Certo.
Luther mi ha parlato di te.
Giusto.
La mia fama sta crescendo.
Sapevo di trovarti qui.
Nora, la mia segretaria, mi ha detto che sei passato.
- Non le sono piaciuto un granché! - La conosco da 6 anni...
Le piacciono solo i romanzi damore e i cioccolatini all'uvetta.
- Hai un ufficio piuttosto piccolo. - Non è proprio un ufficio.
È più un posto dove ricevere i messaggi.
Giusto, era quello che pensavo.
L'altro giorno mi hai detto che potevi fare qualcosa per me, così...
Vieni al mio tavolo che ne parliamo.
Certo.
L'unico altro lavoro che ho avuto era in un'agenzia pubblicitaria.
Adesso quelli non mi vogliono più. Ho cercato un po' dappertutto,
ma quello che mi sento dire è che non sono qualificato per fare altro.
Allora, tu di cosa ti occupi? Che lavoro fai?
I Campi Elisi è un'agenzia di accompagnatori.
Un'agenzia di accompagnamento?
È come stare all'angolo della strada col cappello da cowboy?
- No, non siamo marchettari. - No?
Ci occupiamo di donne sole che hanno bisogno
di conforto emotivo e spirituale.
Di donne...
- Spesso è solo amicizia. - Solo donne?
Sono un po' all'antica.
Ed è questo il lavoro per il quale ritenevi che io fossi adatto?
Sei bello, ben educato, compassionevole.
- Sai che sono compassionevole? - Ho letto il romanzo.
- La compassione è la sua forza. - Grazie.
Anche se la premessa è orrenda.
Se avessi letto la quarta di copertina
avresti notato che sono sposato e che ho un figlio.
- Meglio. - In che senso, meglio?
Siamo professionisti. La famiglia impedisce legami con la clientela.
Hai famiglia?
Non sono così fortunato, ma molti collaboratori sì.
Non voglio salire in cattedra o fare il moralista,
ma questi affari non ti fanno vergognare?
No, ma la povertà, sì!
Quello che ti suggerisco può essere temporaneo,
solo per farti superare questo momento così difficile.
Temporaneo...
l piedi dell'orsetto sono pelosi.
Come stai? Passavo da queste parti e volevo ringraziarti...
- Mi hai già ringraziato. - Non me lo ricordo.
Io sì... non è facile essere educati a un passo dal suicidio.
Mi hai impressionato. Scusa, devo rispondere.
- Senti, torno un'altra volta. - No, entra pure.
- Sei sicuro? - Assolutamente.
Pronto? Non sapevo fossi tornata, cara!
Vieni!
Pensavo saresti rimasta in Libia ancora un mese. Entra!
Lo so, può succedere.
Sei sempre bellissima, mia cara. Naturalmente!
Non so se posso fare qualcosa in così poco tempo!
- Quanti peli hai sul petto? - Cosa?
- Quanti peli hai sul petto? - Quanti peli? Perché?
Con quello che pagano possono fare le difficili. Ti richiamo alle 5.
Penso di trovarti qualcuno per quell'ora. Arrivederci, cara.
- No, non va bene per te. - Senti, Luther.
Devo confessarti che ho pensato alla proposta di ieri.
- Giochi a tennis? - Male.
- Bene, lei odia perdere! - Lei, chi?
- La signora Franklin Bachner. - Senti...
- Sono stato sveglio stanotte... - Loreta Forbs di Los Angeles.
46 anni, ama l'opera, il balletto...
Ho pensato a qualcosa di temporaneo...
Qualcosa come l'opera, il tennis, il balletto...
Non voglio fare...
Beh, hai capito.
Non voglio fare sesso.
Forse mi sono fatto un'idea sbagliata.
Un'idea è sbagliata se non funziona.
Giusto. Forse in futuro puoi trovarmi una vecchia simpatica
che cerca solo un compagno di bridge.
Byron, ero nervoso anch'io la prima volta.
Ecco perché è importante qualcuno che ti sia congeniale.
Possiamo almeno cercare una simmetria.
La fede e gli occhiali devono sparire, naturalmente.
- Apprezzo quello che stai facendo. - Non ho ancora fatto niente.
- Forse è meglio così. - Angela Allcott, 35 anni.
Carismatica, viso dangelo. Dovreste avere molto in comune.
Anche suo marito è scrittore, proprio come te.
- Perfetto. - Lo conosci? Tobias Allcott.
Tobias Allcott? Il vincitore del Pulitzer?
Credo ne abbia vinti tre.
Ma “vincitore del premio Pulitzer“ fa più effetto.
All'università ho frequentato un corso sulla sua opera.
E che voto hai preso?
B+.
È un'occasione per approfondire.
Tesoro, hai visto il mio orecchino?
Che ne hai fatto, l'hai ingoiato?
Ho una sensazione speciale a proposito di quel ragazzo.
Hai avuto sempre istinto per queste cose.
Hai ragione.
Dev'essere una bella responsabilità.
Quando l'insegnante darte di Picasso vide i suoi primi schizzi,
deve aver sentito che era speciale.
È quello che ho sentito anch'io quando ti ho visto.
Tesoro, sei tremendamente romantico, lo sai?
Ottimista! È molto peggio.
È tardi.
- Perché non torniamo a letto? - George mi sta aspettando.
Dai, festeggiamo il nostro anniversario.
Non credi sia prematuro?
Il momento migliore per festeggiare è prima che tutto finisca.
Non ti preoccupare, non succederà.
- Tieni. - Perché questo assegno?
È del mese scorso, l'avevo dimenticato.
Anch'io.
- Stai uscendo? - Non te l'ho detto?
Ho un appuntamento con gli editori della Little Brown.
- A questora? - Aperitivo e cena.
- Perché? - È presto per parlarne.
- Non a me. - Sono superstizioso, lo sai.
Non è vero.
Per le cose buone, sì.
Non l'hai notato perché non ci sono state cose buone.
Forse sarò nel club del “Libro del Mese“.
- Davvero? - Non eccitarti, non è sicuro.
No, tesoro. È fantastico!
Forse mi ci infileranno a Febbraio.
Peccato, non hai niente da metterti.
È solo una cena, sarò coperto dal tavolo.
Prendi l'aragosta, così sarai coperto anche dal tovagliolo.
Ora devo andare.
- Voglio sapere tutto quando torni. - Certo.
- Tu devi essere quello nuovo. - Sì.
- Nigel Halsey. - Byron Tiller.
Sì, lo scrittore. Il padrone è rimasto impressionato.
Stravede per te.
Vediamo... mio Dio, di nuovo lei!
Mai dire a una cliente che ha un bel culo, non te la togli più di torno.
Ti va di mettere un Bulgari?
- No, prendilo tu. - Grazie.
Non hai mai fatto questo tipo di lavoro?
- No. - È facile come cadere.
Ma devi aspettare che lei abbia finito.
Luther ha detto che non tutte chiedono di farlo, se non sbaglio.
Giusto, ma ti ci abituerai.
Quando vogliono che dopo le abbracci come se significasse qualcosa,
allora sì che è una stronzata! Ma gli affari sono affari!
È come vendere macchine usate, diamo loro quello per cui pagano.
Ma non preoccuparti, andrà benissimo.
Tutte queste brutte porcone vogliono solo compagnia e sesso.
Siamo come dei cagnolini in erezione.
- Terrò a mente questa immagine. - Bene.
- Pronto? - Ciao, sono io.
Qualcosa non va?
No, è solo che...
mi è venuta voglia di dirti che ti amo.
- E io amo te. - Perché?
Lo sai perché...
Dimmelo, ti prego.
Perché... sei intelligente e buffo
- e pfeMUfOSO. - Dena...
- Non penso di essere come dici. - Byron, sei solo nervoso.
- Ma va tutto bene, sai perché? - Perché?
Perché sono qui e credo in te, okay?
Sono tutti nervosi la prima volta.
Era importante per Byron incontrare una donna bellissima,
una donna come Angela Allcott. Aveva veramente il viso di un angelo.
E non era soltanto il suo viso.
I chirurghi plastici guadagnano tanto da comprarsi ville e yacht
perché assoggettano la natura, ma Angela non era un angelo qualsiasi.
Sono sicuro che su di lei, Dio aveva messo le mani personalmente.
Tu devi essere l'uomo dell'agenzia.
Sì.
Odio venirci da sola. Avrei rinunciato, ma è per beneficenza.
Gli spettacoli così noiosi fanno un cattivo servizio alla beneficenza!
Allora, cosa vorresti fare adesso? Hai fame?
Non proprio... ma un biscotto sarebbe perfetto.
Un biscotto? Ma certo. Un biscotto, per favore.
- Quantè? - Due dollari.
- Può farmi una ricevuta? - No, signore.
- Ecco qua. - Grazie.
Non mi devi ringraziare, sono spese di lavoro.
Il che mi fa sorgere una domanda che non credo dovrei farti.
Chiedere è un tuo diritto, non rispondere è il mio.
Perché non hai pensato di portare un amico questa sera?
Giusto.
Perché una persona come te ha bisogno di uno come me?
Ci sono occasioni in cui una donna deve avere un accompagnatore.
Sì, ma... credo che sarebbe stato facile per te averne uno vero.
E tu non sei vero?
Voglio dire... qualcuno che non devi prenotare.
Sono sposata.
- Questo non sarebbe un impedimento. - E amo molto mio marito.
E questo è molto bello.
Lo penso anch'io.
Che fai, prendi un taxi?
- Sì. - Buonanotte, signor Tiller.
Buonanotte.
Le sarei grato se potesse mandare l'assegno immediatamente.
Sì. Grazie, arrivederci.
Non capisco perché faccia tante storie per pagare.
- Ha ottenuto quello che voleva. - Ti ho visto ieri sera.
- Dove? - Al concerto.
- Ah, già... - È molto bella.
Jennifer Adler è mia cliente da anni.
Infatti è l'unica di cui mi occupo personalmente.
Se non fosse stato per lei mi sarei già ritirato.
Io credo che lo farò adesso.
Così presto?
Non sicuro di essere tagliato per questo lavoro.
- Byron, dubiti del mio istinto? - No.
Allora, mi auguro ti piaccia il teatro sperimentale.
Odio venire a queste cose da sola.
Mi sarei liberata, ma...
Fammi indovinare. È per beneficenza?
Sul mio lunotto ho due pupazzi che si muovono come loro.
Allora...
Ti andrebbe un biscotto?
Vuoi che salga questa volta?
Se ti va.
Se non salgo, salterà l'assegno?
- Potrebbe. - Dove, signora?
A Pasadena.
- Ne vuoi una? - No, grazie.
- Esci spesso con l'accompagnatore? - Non spesso.
Prima c'era un amico di mio marito, ma poi purtroppo è morto.
Vuoi che ti accompagni alla porta?
Se ti va...
- Grazie, Philipp. - Buonanotte.
Ti piace la cioccolata?
- La fai col latte o con l'acqua? - Latte, ovviamente.
Se avessi detto con l'acqua?
Ti avrei chiesto una mentina.
È buonissima.
Non sapevo quanto latte ci andasse, di solito la faccio con l'acqua.
A tuo marito non piace la cioccolata?
Tobias ha il diabete.
Mi sembri così giovane per essere sposata a un uomo come lui.
Non aveva importanza all'inizio.
Ma negli ultimi due anni, sai...
Sono sicuro che è difficile per uno scrittore.
E tu che ne puoi sapere?
Anch'io sono uno scrittore.
- Davvero? - Sì, davvero.
- Sorpresa? - No.
Non sei il tipo che si accontenta ad accompagnare donne sole.
Quindi sei sola...
Non c'è solitudine peggiore
che vedere l'uomo che ami morire lentamente.
La morte è l'unico immortale
che ci tratta alla stessa maniera, la cui pietà, la cui pace,
il cui rifugio, sono per tutti.
- È molto bello. - Mark Twain.
La realtà è meno poetica.
Scusami.
Ciao, amore. Che ci fai in piedi a questora?
- Devo fare l'iniezione di insulina. - Ma ti senti bene?
Sì, sto bene.
Amore, ti presento Byron Tiller.
Salve.
Salve, signore.
- È uno scrittore. - Ah sì, davvero?
Sì, scrivo un po'. Certo, non al suo livello.
Almeno questo mi consola.
Vuoi qualcosa da mangiare, tesoro?
No, grazie. Continua a fare quello che stavi facendo.
È un onore averla incontrata.
Stavo per dire “il piacere è mio“, ma sarebbe una stupidaggine!
Buonanotte.
Merda!
Byron Tiller?
Sei un autentico fenomeno.
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Allora, hai dormito bene? - Non ho chiuso occhio.
Nemmeno io! A quanto pare soffriamo dinsonnia.
Lotti mi ha messo in moto con del caffè.
Lotti, non dovresti dargli il tazzone, è un ospite.
- No, grazie. Non ho fame. - Non è mica per lei!
Il signor Allcott vuole che gli porti tu la colazione.
Io? Perché?
Questo non lo so, te lo dirà lui stesso.
Entra, entra!
Sentivo che batteva a macchina e non volevo disturbarla...
ma la sua colazione si raffredda.
Sì, tanto non fa differenza. Non posso mangiarla.
Un uovo alla cock è tutto quello che mi è concesso.
Il resto è lì solo per non farmi sentire la privazione.
- Finirà nella ciotola del cane. - Buon appetito.
Ti sei divertito ieri notte?
Tranquillo, va tutto bene. Hai la mia benedizione.
Un buon marito deve assicurarsi che sua moglie sia accudita...
nel migliore dei modi, non sei daccordo?
Sì, signore.
Forse ho sbagliato a sposare una donna tanto giovane,
ma io ero molto robusto fino a pochi anni fa.
- Sua moglie me l'ha raccontato. - Ti garantisco che puoi crederci.
Sono fortunato a vivere una vita senza alcun limite.
In fin dei conti... solo Dio riesce a farlo!
Ai geni sono dati dei vantaggi che non sono dati a uomini normali.
- Mi ritieni un genio? - Sì, certo.
Probabilmente hai ragione.
Anche la genialità diventa difficile col tempo.
Sai, alla tua età le idee mi uscivano in maniera fluida.
Adesso, devo spremerle fuori...
come piccole scoregge prima di metterle insieme.
- Sarà un momento di crisi. - Crisi?
È crisi quando sei nel bel mezzo della vita, non alla fine!
Ma lei sta lavorando adesso...
Mi ci sono voluti 1z anni per scrivere questo romanzo!
Lo sto riguardando.
Sto cercando di togliere gli aggettivi non necessari.
- Non vedo l'ora che sia pubblicato. - Sì, anch'io.
Anche perché mi è rimasto poco da vivere.
I miei organi mi si sono rivoltati contro... bastardi!
Ti andrebbe di leggerlo?
- Dice davvero? - Sì, sei uno scrittore.
Mi piacerebbe l'opinione di un professionista.
Mia moglie pensa che sia meraviglioso.
Ma lei è mia moglie e non puoi fidarti di un sistema di valori
quando è coinvolto l'amore.
- Che stai facendo? - Leggo.
Il mio editore mi ha dato l'ultimo manoscritto di Tobias Allcott.
- È buono? - Neanche una riga.
Allora mettilo giù e occupati di me.
È ora che passi un po' di tempo con tua moglie invece che con l'editore.
Sì...
- Che ne pensi? - Molto carino.
Ho speso più di quanto potessi, ma avevi bisogno di un vestito.
- Dove hai preso i soldi? - Papà ci ha dato 1.OOO dollari.
- Ma pretende che gli chiedi scusa. - Non lo farò mai.
Gliel'ho detto, ma sono sicura che gli passerà. Dagli tempo.
Adesso. Qui c'è scritto...
Qui c'è scritto che è fatto con l'800/o di roba buona
e con il solo z00/o di materiale meno costoso, così non te ne accorgi!
E ho fatto rinforzare il cavallo!
Bene!
- Allora, ti piace? - Sì, è fantastico.
Ho detto al negoziante che era per un romanziere importante,
pubblicato dal club del “Libro del mese“.
Dena, ti ho detto che...
non c'è ancora niente di sicuro.
- Sto inviando vibrazioni positive. - Questo lo vedo.
Ho voglia di fare l'amore.
Tobias mi ha portato qui al primo appuntamento.
Come l'hai conosciuto?
Sono andata a intervistarlo a casa sua e non me ne sono più andata.
Dev'essere stata una bella intervista.
Gli piace circondarsi di ragazzi, lo fanno sentire giovane.
- A che cosa pensi? - Che evidentemente non è più così.
I suoi occhi sono ancora giovani quando guarda me.
È questa la cosa importante.
Ti ha dato una copia del romanzo da leggere.
Sì.
Deve tenerti in grande considerazione allora.
- Se non mi conosce nemmeno! - Che cosa ne pensi?
È bellissimo, no?
La cosa migliore che abbia mai scritto.
- È una merda, vero? - Sì.
Faresti una cosa per me? Diglielo.
- Dirgli, cosa? - Che il romanzo fa schifo.
- Non lo posso fare. - Lo faranno i critici.
E questo lo ucciderà. Gli è rimasta solo la reputazione.
Voglio che se ne vada tenendosela stretta.
- Non lo so. - Ti prego, Byron.
Ti dispiace se mi siedo?
- Ti dispiace se non mi alzo? - Sono bellissime.
Sì, è vero.
E con la nostra elemosina stiamo contribuendo ad una...
pigrizia innaturale.
Molta gente vorrebbe rinascere uccello!
La gente non sa che dice, è un'esistenza miserabile!
Insomma... vivono di elemosina!
Di avanzi, per carità!
Forse per il senso di libertà che il volo rappresenta.
Ma gli uccelli non lo sanno! Per loro volare è un lavoro.
A meno che tu non sia un'aquila o un falco.
Liberarsi però potrebbe essere piacevole.
Sì...
Che cosa vorresti essere in un'altra vita?
Niente. Non potrei stare meglio di come sono stato in questa vita.
Mai.
Pochissimi possono dirlo.
Sì, è vero. Ma la cosa non rende più facile vivere.
Non cambia niente.
Quando lavoravo, riuscivo a sentire quel richiamo, quella magia...
Adesso che il libro è finito,
non riesco più a trovare una ragione per continuare a vivere.
L'hai letto?
Sì, l'ho letto.
È bellissimo.
Come prima stesura.
Accidenti... Che cazzo!
- Non accetta neanche una critica? - Prima stesura?
- Vuoi dirmi che non ti è piaciuto? - Ne parliamo più tardi?
- No! - Fa schifo, va bene?
Fa schifo?
- Tutto quanto? - Non vorrei essere specifico.
Ho altre cose a cui pensare. Potevi rompermi il naso.
Fammi vedere.
Fammi vedere!
Non il tuo naso!
Andiamo.
Fammi vedere cosa non va in quello che ho scritto.
Non voglio sanguinarci sopra.
Il mio sangue è su tutte le pagine. Dimmi cosa non va!
- Perché sei un grande scrittore? - Non era genio?
È vero. La tua forza sono i personaggi di cui parli!
Sono talmente reali che il lettore può sentirne la carne!
Sì, ma sono 800 pagine sul crollo del fottuto lmpero Romano!
- È ben documentato. - E allora?
Dannazione! Ma chi cazzo sei tu per criticare il mio lavoro?
- Nessuno! - Proprio così.
Anche un nessuno può avere ragione.
Aspetta un attimo. Ti permettono di bere?
No, il mio medico dice che mi ucciderà.
Speriamo che accada!
Non dico che quello che c'è qui non sia grande.
Allora cosa stai dicendo?
Potresti aver sbagliato l'approccio.
Qual è l'argomento su cui volevi basare il libro?
Ogni struttura sociale crea schiavi provenienti da altri gruppi sociali.
- È grandioso. - Grazie per l'approvazione.
A che ti servono gli schiavi romani?
- Cos'hanno che non va? - Nessuno ci si può identificare.
Mi stai raccontando che ho sprecato gli ultimi 1z anni della mia vita?
No, ma potresti esprimere lo stesso concetto
con un qualsiasi altro gruppo oppresso!
Potrebbe essere il miglior romanzo che hai mai scritto!
Credevo che lo fosse già!
Devi liberarti dagli schiavi romani e trovare un altro microcosmo.
- I neri? - No.
- Gli ebrei? - No.
- Gli omosessuali forse? - No.
E chi allora?
Parla degli emigranti.
Tobias, scrivi di loro.
Sbrigati, piccola. Sbrigati!
Byron! Scrivere sugli emigranti!
Che figlio di puttana!
Perché le lenti a contatto?
L'editore mi ha detto che...
gli occhiali forse hanno danneggiato le vendite de “Il figlio di Hitler“.
Anche per la barba l'aveva detto.
Ha deciso per le lenti a contatto. Mi danno un'aria meno intellettuale.
La gente si spaventa. Nessuno vuole leggere un libro...
Perché non ti fai semplicemente fotografare senza occhiali?
Credo sia per apparire in pubblico. A te piacciono gli occhiali...
Non è questo... è che a me piaci con i tuoi difetti.
Volevi vedermi?
- Sai da quanto non vengo qui? - No.
Beh, neanch'io. È bellissimo, vero?
Ti fa sentire che tutto è possibile.
Io ero un bambino prodigio. A 7 anni suonavo Mozart.
Davvero?
Non è come essere Mozart, ma tutto sommato non è male.
E poi?
Sono cresciuto e ho buttato via la mia vita.
Non penso che i rimpianti aiutino a vivere meglio.
Sai, Byron, questo lavoro è infido.
Sei fortunato ad avere una moglie e un figlio.
Non lasciare che il loro amore ti sfugga dalle mani.
Sai perché ti ho portata qui?
No, amore, perché?
Perché ci siamo venuti la prima volta.
- No, non è vero. - Il posto è questo, solo che...
il ristorante è stato demolito.
A Los Angeles è difficile essere romantici.
Tu te la cavi bene.
Ti ricordi di quel nuovo ragazzo di cui ti ho parlato?
Ho firmato un contratto grazie a lui che mi porterà tantissimi soldi!
È meraviglioso, tesoro.
- Stavo pensando... - Diventi così sexi quando pensi...
Se non usi il successo per arricchire la tua vita,
metti solo in saldo delle scarpe di Gucci!
- Non ti capisco... Grazie. - Stavolta faccio io.
Grazie.
Tieni.
Che cos'è?
- Ma è l'assegno per il mese scorso. - Non lo voglio.
Sei l'unica donna con cui per 30 anni sono stato me stesso.
Non voglio più i tuoi soldi, voglio solo te.
Non ti capisco.
Voglio che lasci tuo marito.
Jennifer, voglio sposarti.
Ma tu sei impazzito!
Perché diavolo dovrei farlo?
Tieni e riprenditelo.
Ma cosa ti sei messo in testa? Dai, andiamo.
Che scemo! Questa sì che è bella!
Ottima cena, complimenti. Mangiate così tutte le sere?
- No. - Grazie.
Non tutte le sere, questa sera è speciale.
Benvenuto in famiglia.
Devo dire che è un'offerta davvero generosa da parte vostra.
Non so quanto tempo mi rimane da vivere,
ma voglio passarlo sapendo di far felice mia moglie.
- Farò tutto quello che posso. - Farai quello che vorrà lei.
Giusto.
- Devi dirglielo. - Sì, certo.
Allora, Byron. Il tuo aiuto servirà anche a me.
- Va bene. - Per il mio libro.
- Se posso darle consigli... - No, mi farebbero innervosire.
Voglio che mi aiuti a riscriverlo.
Sì, okay!
Vuoi dire... insieme?
Detto così sembra che ti siedi sulle mie ginocchia.
A me piacciono le tue idee e Angela sembra fidarsi di te.
Ti sei laureato a Yale. Niente male a quanto pare.
300/o delle royalty, scritto a quattro mani.
A quattro mani?
Il mio nome vicino...
al tuo nome?
Possibilmente della stessa grandezza.
- Byron, cosa stiamo facendo qui? - Ci acclimatiamo!
- Inviteremo anche tuo padre a cena. - Questa è una pazzia!
Non possiamo permettercela.
Tobias Allcott vuole scrivere un libro con me.
Balliamo.
Ieri sono uscito con una che mi ha fatto succhiare le dita dei piedi.
- A te sembra normale? - Curioso, direi.
Non c'è un centimetro quadrato nel corpo di una donna
che non sia una zona erogena!
- Sai cos'ha detto Nathaniel oggi? - Cosa?
Che fine ha fatto il mio papà?
- Non è divertente. - Non voleva esserlo.
- Devo finire questo capitolo. - Fallo domani, stai un po' con lui.
- Dena, mi servono pochi minuti. - Per favore...
- Non capisci cosa sto facendo? - Ci sto provando.
Mi serve solo tempo, è la nostra occasione!
Forse non ci credi ma si stava meglio pri! ma!
Credi che io mi diverta a lavorare in questa maniera?
Quante occasioni come questa? Si deve cogliere l'opportunità,
anche se magari si odia tutto quello che c'è intorno!
E io lo odio questo, lo capisci?
Ma lo faccio per te, lo faccio per nostro figlio!
Chi è?
Sono io.
Grazie, amore. Sei bellissima.
- Come ti senti oggi? - Stanco.
Hai bisogno di dormire.
Sono stanco solo quando ho gli occhi aperti,
ma quando sono chiusi invece... ho paura!
- Dove stai andando? - In ufficio, a lavorare.
No, lavorerai più tardi.
Il fatto è che non ci riesco.
Quando penso mi sembra di entrare in una stanza vuota.
Se c'è qualcosa di buono che riempie quelle pagine...
- È solo grazie a lui. - Questo non è vero.
Dicono che la cosa più triste sia sopravvivere ai figli.
Il mio talento è il mio figlio.
Sei solo stanco.
Non hai nessun rispetto per la verità, nessuno.
È questo che amo di te, piccola mia.
Ben fatto, Byron.
Cosa c'è che non va? Ci sono anche delle cose divertenti.
Beh... lei ride raramente ad alta voce quando legge.
Questa è la sua unica imperfezione.
Angela è l'unica donna...
che mi ha amato completamente.
Ha ignorato i miei difetti. Mi dispiace che lo abbia fatto.
Se fosse stata più dura, avrei fatto qualcosa per correggerli.
Sta' attento alle donne che ti amano solo per quello che sei.
È segno che si accontentano facilmente.
È meraviglioso.
Grazie, amore.
Ti è piaciuto sul serio?
Lo adoro.
Pensi che avrà successo?
La gente compra sempre i romanzi di Tobias, anche se poi non li legge.
È il vantaggio di essere un mito.
- Scusatemi... - Tesoro, che cos'hai?
- Non riesco a dormire. - Non ti senti bene?
Mi sento benissimo, ecco perché non riuscivo a dormire!
- Sto troppo bene! - Cosa stai bevendo?
Acqua.
Con giusto un goccio di malto. Sai, per togliere il sapore metallico.
Vedi, io...
volevo solo dirvi quanto vi sono riconoscente, a tutti e due.
Buonanotte.
Dormi bene, amore.
Ti serve qualcosa?
Non voglio stare solo questa notte.
Non questa notte.
- Amore... - Grazie, piccola mia.
Stai uscendo?
Volevo vedere il bambino e stare con te, per poter parlare.
Di cosa dovremo parlare?
Dove vai?
Perché non mi dici tu dove sei stato queste notti?
Guardami negli occhi e dimmelo!
Lo sai? Sei un fottuto bastardo e io sono una stronza!
Stronza e cieca da non capire!
E non sono affari tuoi dove vado io!
- Come stai? - Abbastanza bene.
- Ti dispiace se mi siedo? - No.
Ti sei un po' isolato, ultimamente.
- Ho provato a chiamarti, ma... - Anch'io ho preso una vacanza.
Che ti frulla per la testa?
- Mi avevi detto che eri sposato. - Certo.
Già facevi questo lavoro?
- C'è stato un po' daccavallamento. - E...
E... cosa?
È questo che ha distrutto il tuo matrimonio?
Le relazioni sono complicate. Non è una cosa sola che le fa finire.
Mi avevi detto che molti dei tuoi ragazzi erano sposati.
Non ho detto “felicemente“.
Devi imparare ad ascoltare gli aggettivi.
Adesso che ho finito il libro, ho un po' più di tempo libero.
Mi piacerebbe passare da te, magari per un pranzo.
Non mi troverai. È giunto il momento di lasciare questo lavoro.
- Dovresti farlo anche tu. - Sono uno scrittore adesso.
Per loro sei ancora un marchettaro, non dimenticarlo.
Addio.
Che cosa farai?
Non ne ho la più pallida idea.
Ha un altro obiettivo da raggiungere nei prossimi 10.OOO anni...
Avanti.
- Pensavo voleste del tè. - Grazie, sei molto gentile.
Grazie, Byron. È un pensiero carino, grazie.
- Senti, stavo pensando... - Cosa?
- Quando darai il libro all'editore. - Ne stavamo parlando.
Beh, noi...
Pensavamo che sarebbe una buona idea aspettare la mia morte.
Scusate, ma perché?
Beh, pubblicare un libro postumo sarà un lasciapassare.
Tronchiamo le gambe ai critici e le vendite andranno alle stelle.
No, Byron, non fare quella faccia. Il dottore mi ha dato...
poche settimane di vita, un mese al massimo.
Sarà una grande occasione per te
e questo mi farà morire felice.
Grazie per il tè.
Byron, aspetta un momento.
Senti...
Se la cosa può rassicurarti...
Ho iniziato ad avere dolori al petto.
Mark Twain.
Mi piace rigirare le frasi in modo da rallegrarmi il cuore.
Dove eravamo rimasti?
Se quella goccia caduta pazientemente per 5.OOO anni...
questa che cade ora continuerà a cadere con la stessa pazienza
anche quando le cose di questo mondo non esisteranno più.
Mi sento così stupida.
- Non riuscivo a trovare le parole. - Ti sbagli.
- È stata una cerimonia bellissima. - Sono stata fortunata.
Le ho detto tutto quello che volevo dirgli prima che morisse.
Vorrei scrivere una prefazione al libro,
è il mio modo per ringraziarlo. Ti piacerebbe?
Sì, molto.
Ma non sarà necessario.
Non c'è problema, ci tengo. Sono fiero del nostro lavoro.
- Il tuo lavoro... - Quel romanzo è speciale per me.
Byron, so che adesso ti darò un dispiacere, ma...
io non ero al corrente degli accordi che hai preso con mio marito
e da quanto ne so, non esiste nessun contratto.
- Che stai dicendo? - E prove di un accordo verbale.
No, scusa un attimo... Ho scritto io quel libro.
- Non capisci. - Cosa? Ho scritto io quel libro.
Non posso scrivere nessun nome accanto al suo.
Tutti saprebbero che aveva bisogno daiuto.
Tu hai insistito perché il romanzo fosse pubblicato dopo la sua morte.
Dovevo proteggere la sua reputazione.
- E tu l'hai reso possibile. - Sì che l'ho fatto!
Ho sacrificato la mia vita per questo libro, tutta la mia vita!
È così che mi ringrazi?
Grazie per quei giorni stupendi.
Non te la caverai così facilmente!
- Non hai altra scelta. - No?
A meno che non tu non voglia umiliarti davanti a tutti.
Sei stato pagato profumatamente per i tuoi servizi.
Per favore, non mi odiare.
Chi non ha mai amato, non può capire.
Vaffanculo.
Informazione gratuita. Il numero da lei chiamato,
non è al momento raggiungibile. È pregato di richiamare più tardi.
Tu devi essere l'uomo dell'agenzia, non è vero?
È così evidente?
- Ho riservato all'Ankenton. - Mio marito mangia sempre lì.
- Possiamo andare in un altro posto. - No, lui non mi vede nemmeno.
- È impossibile. - Sei gentile.
- Forse è solo molto occupato. - Sì, mi dice sempre così.
Un uomo a volte fa di tutto per prendersi cura della famiglia
e a volte le sue priorità possono confondersi,
ma questo non ha niente a che fare con l'amore.
Apprezzo la tua sincerità, ma voglio ed esigo che tu mi sia complice.
- Mi scusi. - Certo.
Vado a incipriarmi il naso.
Non pensavo di trovarti qui. Un aperitivo?
- No, sto andando via. - Con chi stai?
- Accidenti! - Che c'è?
È lei che ha voluto che le succhiassi le dita dei piedi.
Renditi la vita più facile.
Ti do un consiglio, non la portare a ballare prima!
- Grazie. - Dobbiamo guardarci le spalle.
- E tu invece con chi stai? - Con lei.
Non prendi una camera?
Perché un uomo fa quello che fai tu?
Per me è una missione, un modo di dare gioia agli altri.
Veramente io... vorrei sapere la verità.
Non è semplice.
Scopare è l'ultima risorsa per un uomo che si sente impotente.
Certo.
Buonanotte.
Questo lavoro ti fa sentire un po' più vecchio.
E forse chissà... anche un po' più saggio.
- Avete deciso? - Prendo le linguine con le vongole.
Ottima scelta, e lei?
- Che cosa mi suggerisce? - Provi la Pasta Primavera.
Non mi convince molto questa pietanza.
Com'è esattamente la Primavera?
Pomodoro crudo, basilico, con la pasta.
- C'è anche la mozzarella? - Esattamente.
- È tutto fresco? - Come la primavera.
Dieci minuti, ti copro io.
Tieni.
Scusa... sono le mie chiavi di casa.
- Insomma, adesso lavori qui. - Sì.
Ho pensato che l'unica cosa che mi potevo riprendere
fosse la stima di me stesso.
E funziona?
Sarebbe più facile senza il papillon a molla.
- Come sta il mio piccolo? - Lui sta bene.
- Parla molto? - Chiede di te.
- Stai scrivendo? - Beh, diciamo che...
Ultimamente ho qualche problema a trovare la giusta ispirazione.
Hai già mangiato? Ho la pausa-cena tra venti minuti.
Non ho fame, devo rientrare.
- Sì, capisco. - Sono passata...
Solo per dirti che siamo tornati nel vecchio quartiere...
L'ho saputo. Ho cercato di chiamarti, ma non sei sull'elenco.
Sì, è vero.
Ma ho passato davvero dei brutti momenti.
Mi dispiace tanto.
- Senti... - 'Notte, Byron.
Se vuoi, questo è il telefono.
È così bella... Sai come sembrate insieme?
- Come? - Naturali.
Vado a calmare mia moglie, quando non ordinano le sue specialità...
- Non è colpa sua. - È quello che le dico anch'io...
- Ma lei è così suscettibile! - È colpa del menù.
- Cosa c'entra il menù? - Vuoi che sia onesto?
Moderatamente.
Tutti i piatti sono descritti allo stesso modo.
L'arrosto è uguale all'ossobuco e usi la parola “succulento“ sempre!
Vuoi che ci dia un'occhiata? Lo riscrivo.
Tu lo faresti per me?
Stasera mi sento ispirato.
Lo vidi solo un'altra volta, circa un anno dopo.
Aveva scritto un romanzo intitolato “Eclisse“
su un matrimonio che stava cadendo a pezzi.
Mi sentivo fiero di averlo aiutato a rovinare la sua vita,
tanto da dargli qualcosa di concreto su cui scrivere.
In un attimo lei si sarebbe voltata e lui non l'avrebbe più rivista.
Avrebbe voluto dirle tutte quelle cose che aveva nel cuore,
ma quando incontrò lo sguardo di sua moglie,
ricordò le parole che il vecchio gli aveva detto.
Stai attento alle donne che dicono di amarti per quello che sei.
È segno che si accontentano facilmente.
Sua moglie lo amava troppo per accontentarsi,
ma lui non ne aveva coscienza e non cambiò.
Si era convinto che tutto quello che stava facendo,
lo faceva per lei.
Aveva acquisito la tecnica di credere nelle sue stesse bugie.
Poi un giorno, sua moglie e suo figlio se ne andarono.
Aveva tutto ciò che si potesse desiderare,
eccetto una ragione per svegliarsi al mattino.
Quel singolo minuscolo secondo in cui apri gli occhi
e trovi accanto a te quel qualcuno che ti ama.
Che ti ama sempre e comunque,
che ti abbraccia nelle tue sconfitte e nelle tue vittorie.
Si versò nel bicchiere un altro scotch,
realizzando che avrebbe passato il resto della vita...
cercando di riprendersi quel singolo minuscolo secondo.
Grazie di essere venuti.
Grazie.
- Come ti chiami? - Yasmine, con la ypsilon.
- Il tuo libro è bellissimo. - Grazie.
- Ecco fatto. - Grazie.
- Ciao, come ti chiami? - Georgette.
- È molto toccante. - Grazie.
Speravo tornassero insieme alla fine.
Sì, anch'io.
Sono stata sposata tre volte. Quando è finita è finita.
Si dà un taglio secco e si va avanti.
Ne è sicura?
Nome.
Dedicalo a Nathaniel.
L'hai letto?
Perché non le hai detto prima a me quelle cose?
Sono uno scrittore.
Ho passato anni cercando di dare piacere alle donne.
Lui sapeva che l'importante era dare e ricevere piacere da una sola donna.
Ecco qualcosa su cui vale la pena scrivere.
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