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Socialismo utopistico, socialismo scientifico, vitalismo, meccanicismo,
Darwin, Lamarck... Sono ore che ne discutiamo. Per me sono tutte monate.
Monate giuste, forse, ma sempre monate. Quella che conta è la legge della
giungla. Giusto. Come strategia sarebbe meglio ammettere l'esistenza di Dio per
poi accusarlo pubblicamente di tutti i malanni e di tutte... E di tutte le
disgrazie che affliggono l'umanità. No, no, Dio non esiste. Vorrei esserne
certo.
E va bene, allora io qui in questa piazza lancio una sfida. Se lassù c'è
qualcuno che ha un potere infinito, gli do tempo 10 secondi per ucciderci tutti
con un fulmine.
Attenzione.
Uno, due,
tre, quattro, cinque, sei, sette,
otto, nove, dieci.
Mi siete cagati delle braghe, coglioni!
Quando beve ha la solita storia.
Anche stasera si è fatto il giro d'Europa.
Scusate, signori, ma vado su a visitare la matta. Hai avuto paura, bigotto, eh?
Brava, vede che reagisce?
Adesso si alzi e provi a camminare.
Non posso.
Si alzi, coraggio. Non la tormenti, se ha la paralisi progressiva non può.
Ma chi l'ha detto?
Giuseppa la chiromante, quella non sbaglia mai.
Ma mi faccia il piacere, che cretinaggini. La sua malattia non è
nelle gambe, ma nel cervello.
Tarsene chiusi in questa stanza solo per far dispetto al marito, col quale invece
dovrebbe collaborare.
Che cosa collaboro se non sta mai in casa?
Se ne va persino all'estero, a Vienna, a Budapest, con la scusa di comprare vini
speciali.
E io sempre a casa. Eh, sì.
Sono mesi che non esci, poveretta.
Guardi che cosa mi ha portato da Parigi. Un disco col rumore del treno, solo per
darmi l'illusione di essere sempre in viaggio. E chi le impedisce di uscire,
eh?
Vada a vedere le contadine che lavorano come bestie nelle sue campagne.
Loro non possono permettersi questi capricci.
Malattie inventate soltanto per accontentare delle signore ricche e
viziate come lei.
Socialista! Cosa crede? Non è mica un'offesa, sa?
Non stia mica a badarlo, sa? Un villanaccio d'un contadino.
Senti. No, ma non è mica il padrone, sa.
Beh, sono quasi le dieci, io adesso vado a dormire. No, aspetta, non mi lasciare
sola, ho paura. Ma paura di cosa? Fra poco viene la signorina Clara a tenerle
compagnia. Buonanotte.
Eccolo qui! Eccolo qui!
Eccolo qui!
Eccolo qui!
Ma cosa ti scrivi, Semo?
Balo secondo L come imbecile, caso!
Le ho portato la Domenica del Corriere e la posta di suo marito.
C'è anche una raccomandata e un espresso.
Da dove arriva quest'orchestrina?
Dalla cooperativa, no?
Il prete non è riuscito ad impedire la festa da ballo e... è lì che gli sta
dando di volta il cervello.
Oddio, tanto apposto non l'ha mai avuto.
Fate male a trattarlo così, è un uomo molto buono.
Lo sa che cosa mi ha detto l'altro giorno in confessione Don Giuseppe?
Che il tifo me l'ha mandato il diavolo.
Ne posso prendere?
È amaro, come fai? A me piace.
Tu perché non sei andata a ballare?
Lei conosce le idee del mio fidanzato.
Per lui il ballo è uno scandalo.
Figuriamoci adesso che è presidente del circolo cattolico.
E poi almeno qui da lei posso fumare.
Ehi, signor Luigi.
C'è Luigi?
E se arriva?
Ha viaggiato tutta la notte?
No.
Dagli da mangiare. Subito.
Bentornato, signor Luigi.
Grazie. Mi scusi, ma qualcuno è venuto a frugare nel nostro ufficio stanotte. Ho
trovato tutti i cassetti aperti, i documenti spostati.
Venga a vedere, venga.
Ho trovato anche una forcina per capelli. Non è la prima volta che sua
moglie... Mia moglie?
Ma se sono mesi che non scende da quelle scale.
I ladri rubano e qui non manca niente.
E poi la finestra era chiusa.
Ne riparliamo, ragioniere.
Va bene.
Buongiorno, signor Luigi, la vuole subito la colazione? No, grazie. O forse
preferisce andare a riposare?
No, non sono affatto stanco.
Senti, in questi giorni la signora si è alzata da lei. Ma che?
Quando è via lei, poi?
E i miei pavoni?
Meno male che ho pensato a me. La signora non li può soffrire.
Mi ha perfino proposto di dargli il veleno.
Mi hai fatto paura.
Dove sei stato tutti questi giorni? Ho fatto il giro dei clienti, ho riscosso
del danaro, ho girato mezza provincia.
Sei stato anche in campagna?
Sì, ho visto i tuoi contadini.
Sai, lì va tutto a rotoli, non c'è una guida, niente.
E quando ripartirai?
Non lo so, dipende.
Forse fra qualche giorno.
Mi piacerebbe starmene un po' a casa adesso.
In fondo siamo stati così poco insieme noi due.
È stato per colpa mia, secondo te.
Ho parlato con un famoso specialista. Mi ha dato un nuovo calmante per te, molto
efficace. Ti farà bene sicuramente.
Mi porti dei calmanti per evitare le liti con me?
Pensi solo alla tua tranquillità?
No, io penso alla tua guarigione.
Se vuoi veramente che io guarisca, portami fuori da questa stanza.
Voglio venire con te nel prossimo viaggio.
Antonia, tu sei malata, devi curarti, non ricominciare. No, io non sono malata
e tu lo sai meglio di me.
Mi riempi di sonniferi per togliermi la forza di ribellarmi.
Sei un figliacco, ecco cosa sei.
Va bene.
Quando ti sarai calmata ne riparleremo.
Porto la posta alla signora Antonia. Aspettami qui.
Fai presto, però.
Torno subito.
C
'è
solamente un giornale.
Enrico è di sotto, mi sta aspettando.
Su, sbagliati.
Non è necessario.
Grazie.
Che è successo?
Scusa, sai, ma è tornato il signor Luigi.
E allora?
Ho dovuto aiutarlo, non potevo dirgli di no. La messa sarà cominciata.
Ed è così che ci si perde, facendosi il retiro dal maligno.
spacciando la dissolutezza e la corruzione per modernità, dando
scandalo, avvelenando la gioventù con la seduzione di danze sfrenate e ciò che è
ancora più grave, inducendola alla menzogna e all'inganno, ma non si può
provocare impunemente la collera del Signore.
Ti avevo detto di non venire qui per nessuna ragione. Hanno già arrestato i
fratelli Bonetti. Lo so.
Tradirà anche te, ne sono sicuro.
Non perdere la testa.
Guarda che con le prove che hai in mano può mandarti dritto filato sotto
processo.
Dimostrerà che sei stato tu a trovare i soldi per fare vadere Fulvio. Vuoi
vedere che ha ancora quelle carte?
Le ha distrutte subito. Questo te l'ha detto lui. E tu hai avuto l'ingenuità.
Non è affartù. Lo è invece, dal momento che in questa storia ci sono di mezzo
anch'io.
Non mi va di passare il resto della mia vita in galera.
Senti a me Luigi, Sandro è un maiale, non c'è un solo minuto da perdere. Sì,
sì, ci penserò. Ma se intanto ci prendono?
Vattene adesso.
E' già partito. Ha ricevuto una visita. Pare che un suo socio stia per fallire.
Lui ha paura di essere coinvolto in un disastro.
Magari cadesse in miseria.
Così perderebbe tutta quella sua sicurezza.
E lei invece?
Tutte le proprietà e le terre che le ha lasciato suo padre.
E' andato via senza nemmeno salutarmi.
Forse aveva paura di un'altra baruffa.
Grazie.
Sei stato tu.
Cosa?
Ti ho visto, era dietro la vetrata.
L'hai ammazzato col candeliere.
Ma che dici?
Non sono stato io.
Certo che sei stato tu. No. Con quel candeliere lì. No. Ti ho visto.
Guarda, ha le mani sporche di sangue. Aspetta!
Aiuto!
La polizia sta indagando su un loro probabile finanziatore di cui non si
fornisce ancora il nome.
Ma tu lo conoscevi quello che gli ha denunciati? Sì, è un mio cliente.
Aveva bisogno di soldi e gli ho fatto tenere un prestito tramite la mia banca.
E allora?
È stato ammazzato un'ora fa.
Gli hanno fracassato la testa con un candelabro. E tu come fai a saperlo?
Ero andato lì per farmi restituire dei documenti. E l'ho trovato. Ho capito.
Domani mi faranno cantare e tramite loro arriveranno a te, puoi giurarci.
Ma questo non è ancora detto.
Non è detto, ma è più che probabile.
Non è che per caso ti ha visto qualcuno? Sì, mi ha visto una sua nipote.
Ma è una bambina, non ha la minima idea di chi sia io.
E poi?
Ho preso quelle carte e sono riuscito a scappare prima che arrivasse Ted.
Ma se la polizia dovesse sottoporti ad un confronto, che faresti?
Di la verità, tu lo sai chi è l'assassino.
No, e comunque me lo direi.
Beh, per il momento ti consiglio di rimanere ben nascosto. Eh? Poi vedremo.
Potrei restare qui da te.
No, sarebbe molto imprudente.
Questa è la casa del tuo avvocato.
Guarda, devi trovarti a un nascondiglio sicuro.
Alt!
Erna! Alt!
Cosa c'hai sul calo?
Pieno! Vedi il forcone e piantalo nel mucchio, coraggio. Oh, beh, mi senti
così una cosa carina. E' la terza volta che mi fai usare il pieno.
Non c'è nessuno dentro.
Sicuro? Ma che è successo?
Dov'è il signor Luigi?
Il cavallo è tornato a casa da solo.
È vuota.
Ti ha spiegato? Sì, ti ho preparato il nascondiglio su un elcranaio. Mi pare
più sicuro che non l'appartamento della povera zia Vittoria.
Come va la ferita? Hai bisogno di un dottore? No, è solo una scalfittura.
Senti, adesso chiudo il negozio e fai ti raggiungo.
La valigia te la porto su io. La strada la sai, no? Ah, ti ho lasciato il lume
acceso.
Sei sicuro di non aver commesso uno sbaglio venendo qui da me, a un passo da
casa tua?
Beh, non avevo molta scelta.
E sai, a pensarci bene, forse questo è l'unico posto dove non verranno mai a
cercarmi. Devo avvisare Antonio che sei qui.
No, non riuscirebbe mai a capire perché mi sono cacciato in questo guaio.
E poi, se dovessero interrogarla, ho paura che finirebbe col tradirsi.
E non pensi in che stato sarà?
È troppo presa da se stessa per preoccuparsi di me.
Se non ti occorre altro, io... Ah, Vincenzo.
Noi due ci siamo sempre parlati molto poco.
Comunque, grazie.
Ah, sta' attento a non far filtrare la luce dalle imposte. Quelle specialmente.
Sono chiuse da sempre. Buonanotte.
La borsa era aperta e mancava il denaro.
L'hanno assassinato. Beh, non è la prima volta che il cavallo torna a casa da
solo. Ma questa volta è diverso.
Sento che mio marito è morto. Non possiamo ancora dirlo, signora.
Aspettiamo il risultato delle indagini che stiamo conducendo. Avrebbe dato sue
notizie, non le pare?
È inutile cercare di illudermi. Mio marito è morto.
Un piede dietro l'altro, così.
Brava, brava, brava.
Ha visto come cammina?
Non ne ho mai dubitato. Io la fido a ragioniere, mi raccomando. Vede,
signora, ogni giorno arrivano lettere di clienti, solleciti, reclami anche.
Suo marito è scomparso, purtroppo, e noi non possiamo andare avanti così.
Oltretutto bisogna incassare i crediti maturati.
E che cosa dovremmo fare?
Assumere al più presto un rappresentante di commercio, una persona qualificata
che possa sostituire suo marito.
Ecco, questo è un elenco di nomi. Sono tutte persone di estrema fiducia.
Un altro uomo al posto di mio marito.
Ti ho portato dell'altra carta.
Lo scolpello e il giornale. Grazie. Che dice?
Niente, nessuna novità.
Ti serve una mano?
No, grazie.
Vado giù ad aprire i butti.
E' inutile che venga a farsi curare da me quando poi agisce di testa sua.
Non diceva che io ero sanissima?
Ma che significa?
Lei non è in condizioni di intraprendere un viaggio da sola. E oltretutto con una
bestia che non conosce. Da ragazza guidavo il cavallo meglio di un uomo.
Stia a vedere.
Vai! Vai!
Oh, che vergine!
Oh, sai!
Su, coraggio, sbrighiamoci.
Avanti! Dai, su!
Mi spieghi che cosa ti è preso, eh? Perché ti sei fermato?
Sei stanco? Eh? Su, vieni!
Dai! Dai, muoviti! È inutile che insista!
Se prima non entra da me, il cavallo non riparte!
Coraggio!
Venga!
Ormai sono anni che il cavallo è abituato a fermarsi qui.
Suo marito era un mio fornitore.
Come vede dalle fatture, ho anche un debito con lui, che non mi ha mai
sollecitato. Questa è la bottiglia personale di suo marito.
Non ripartiva mai senza bere prima un goccettino.
Sono astemia, grazie.
Se lei non beve, il cavallo non partirà.
Potrei fingere allora.
Non credi alle apparenze. È difficile ingannarlo. Ha come un sesto senso.
Mio marito è stato arrestato quattro anni fa. Sono venuti a prenderselo una
notte.
Per quale motivo?
È anarchico.
Quello che vede il ritratto di Bakunin. Per lui era molto importante.
Sa, Fulvio è in prigione e mica c'è rimasto.
Qualcuno l'ha aiutato a scappare.
E adesso è all'estero. Ha figli?
Glieli faccio vedere.
Se non fosse stato per il signor Luigi, con le povere creature...
Ecco qua, tutte femmine.
Suo marito si fermava spesso con noi. Il suo posto era lì, a capotavola.
Dopo cena aiutava le bambine a fare i compiti e quando avevano finito giocava
con loro finché non si addormentavano.
Certe volte restava anche a dormire qui.
Vuoi vedere la sua camera? Sì.
Ines. Sì, mamma.
Accompagnala tu.
Subito.
Questa qua, vede, è roba di suo marito. La può prendere se vuole.
Se aveva una sveglia vuol dire che veniva spesso a dormire qui. Anche due
volte al mese.
Voleva sempre questa camera.
E perché proprio questa?
Io so che diceva, mi piace quella piccola finestra.
Ciao. Ciao.
Ti ho portato delle maglie se hai freddo.
Grazie. Ti medico.
No, no, Vincenzo, non c'è bisogno.
No, no, no. Se ti si infetta diventa tutto più difficile.
Qua, fa vedere.
Hai avuto notizie di Antonio?
No, non è ancora tornato.
Che gonfio. Ti fa male?
Sì, un po'.
Io chiamerei un medico.
No, ti ho detto che non mi fido. Cambia la fasciatura.
No.
Sono preoccupato. Di che?
È andata via già da una settimana.
Starà facendo il giro dei clienti.
Esattamente come facevi tu.
Non vedo di che dovresti preoccuparti.
Ti è capitato niente a te?
Ma che c'entra? È il mio mestiere.
E poi io sono un uomo.
Antonia è infantile, come una bambina.
Colpa tua.
Perché? Perché non l'hai aiutata a crescere.
Credi che non l'abbia fatto?
Neanche a Letta è funzionato mai il nostro matrimonio.
È stato un disastro fin dalla prima sera.
Educazioni troppo diverse, sbagliate.
Non ci sono riuscito.
Per questo mi sono cercato altri interessi.
Già.
Le ho preparato una bella ringa così l'aiuta a bere, guardi come si fa.
È proprio indispensabile.
Se vuol fare questo mestiere è bene che ci si abitui subito, solo con la roba
saporita si dutica il vino.
Venga, venga signora, prima comincia e prima finisce.
E se permette un consiglio, non faccia caso ai odori, è solo il gusto che
conta.
Vuole mangiarci sopra un tocchetto di formaggio coi vermi?
Le togli il sapore di salso?
No, grazie.
Mi basta questa.
Bella fregatura mi ha dato suo marito con le bottiglie.
Su 10, 3 sono da protestare.
Così lei su 10.000 me ne rifiuta 3.000?
Certo. Sono guaste e io non gliele pago.
Se ne approfitta perché sono una donna. Uomo o donna non mi importa.
Queste sono bottiglie scelte a caso da lei. Dico bene o sbaglio?
Trovo onesto che le assaggi una per una. Dopodiché vedrà se non mi dà ragione.
Non vorrà mica che beva tutto questo vino.
Io sono astemia.
Se lei non beve, non può fare questo mestiere.
Suo marito faceva anche 100 assaggi in un giorno. Nessuno l'ha mai visto
ubriaco.
E va bene.
Questo è buono.
Questo è sano.
Questo anche.
Questo anche.
Questo anche.
Signora, resti a dormire da noi. Non può partire in questa cosa. La mia borsa è
qui, signora. E i miei soldi? Sono qui nella borsa. Non siamo là. Non mi sento
male.
Che si è fermato questo cavallo?
Ma se una bestia è intelligente, c'è il suo motivo se si ferma. Vuole il fanale
acceso? Guarda la signora come dorme bene, è stanca.
E' stanca di vino.
Questa sbornia si sveglia a padova qua.
Chi è?
Il concierge, signora.
Avanti.
Buonasera, signora.
Desideravo solo avvertirla che è quasi l'ora di cena.
Mi scusi, ma mi sono svegliata in questa stanza e non so dove mi trovo. Non lo
ricorda?
Ieri sera il suo cavallo si è fermato proprio davanti al nostro circolo.
Ah, perché questo è un... Sì, il circolo della caccia. Lei era addormentata.
Abbiamo provato a svegliarla, ma non ci siamo riusciti.
Abbiamo pensato che la cosa migliore fosse metterla a letto.
E chi mi ha spogliata?
La cameriera e... e io, con tutto il rispetto.
Questa è la calligrafia di mio marito? Sì, infatti il signor Luigi era tra i
soci più assidui.
Tant'è vero che questa stanza l'aveva fissa per tutto l'anno.
Fissa? Ci veniva per andare a caccia con gli amici.
Vede, quelli sono i suoi fucili.
Non sapevo che gli piacesse andare a caccia.
Probabilmente per lui era più che altro un pretesto. Certa volta si chiudeva qui
dentro per giornate intere.
Leggeva, scriveva.
Posso tenere con me questi manoscritti? Ma certo, tutto quello che in questa
stanza è suo.
I fucili, i libri, devono esserci perfino dei vestiti, ecco vede.
Ma ci sono anche abiti da donna.
Può usarli se vuole.
Dai, su, la verità è che ha avuto fortuna. Sì, fortuna. Sto qua e occhio
caso.
Buonasera, signora De Angelis.
Permetta che mi presenti, sono il conte Brandini, presidente del circolo della
caccia. Piacere di conoscerla. Sa, suo marito e io eravamo molto amici.
Ed è per noi tutti un vero piacere avere la nostra ospite. È una riunione alla
buona, senza formalità.
Permette signora, il taglio Carminati, il signor Granzotto, il professor
Cenigo, l'ingegnere Benedetti, la chiesa Donà, il senatore Galvano, il pittore
Galassi, il professore Alberti, il primario dell'ospedale di Treviso.
Il conte Zagni, il dottor Sonni, l'architetto Vicky, il signor Marengo e
il maestro del bene Sossi. E Dulcis in fundo la dottoressa Pagano, la signora
De Angelis.
Antonio De Angelis?
Suo marito diceva che lei era malata. E di che?
Qualcosa come una paralisi progressiva. Come vede sono guarita.
Paola Pagano è la prima donna che si sia laureata in medicina nella nostra
provincia. La lascio in buona compagnia. Prego.
Non si sente un po' a disagio qui in mezzo a tutti questi uomini?
Anche un po'. Ma davvero lei fa il medico di professione?
Sì. E scusi la curiosità, come viene considerata dalla gente?
Più o meno come una puttana.
Ma sei italianitre, sei italianitre, solo stai in botte la giornata.
Ecco perché ti spusci di aringa che ti sembri una mona.
Finalmente. E' splendida quando ride, lo sa?
Grazie.
Adesso però esagera, professore.
Tenga le mani a posto.
Pensi se andasse a raccontare la sua moglie. Che bel porco è lei.
Lo sa.
Ha notato come gli uomini diventano più audaci con le donne quando sono in
gruppo? C'è anche che con lei hanno confidenza. No, la verità è che il
gruppo dà loro indubbiamente quella forza che da soli non avrebbero. Come
certe bestie, d'altronde, che attaccano quando sono in branco. Lei è troppo
cattiva con gli uomini. Io... Io dico che è un maledettissimo... vizio!
Come è energica! Se faceva così anche con suo marito, capisco come mai è
sparito di punto in bianco.
Non ne sa niente nessuno.
Scomparsa.
C'è stato qualcosa vero fra lei e mio marito?
Sì, ero appena laureata. Una sera d'inverno, con una tormenta di neve, fui
chiamata in un alberghetto perché un cliente si sentiva male.
Era suo marito.
Vi conoscevate già? Sì, ci eravamo visti qui, al circolo della caccia.
Che aveva mio marito?
Niente, stava a letto e fumava tranquillamente.
E cosa le disse quando lei entrò nella sua stanza?
Chiudi la porta a chiave.
Così, semplicemente, senza preamboli. Mi fece sedere sul letto, poi con l'aria di
un vecchio padre saggio e preoccupato mi disse, tu ragazza non stai bene.
Io mi mise a piangere. Perché?
Era vero, nessuno se n'era accorto. Non ha capito che era un trucco.
Ammesso anche che lo fosse, lui aveva bisogno di me e io di lui.
In fondo i miei malanni erano solo isterismo, nient'altro.
Me li ha fatti passare.
Aveva già avuto rapporti con altri uomini, immagino. Sì, ma erano giovani e
tanto stupidi. Siete stati amanti per molto tempo?
Più che amanti. Cioè?
Eravamo soprattutto amici.
Per me è inconcepibile. Come può esistere amicizia tra un uomo e una
donna? Eppure noi stavamo bene sia a letto che seduti a un tavolino.
Ci incontravamo ogni sabato sera nella sua tipografia, insieme ai compagni di
redazione. Non ho mai saputo che mio marito avesse una tipografia.
Signore, prego! Come no?
Era la sua passione!
La diluviamo!
Luigi faceva il vinaio solo per avere il pretesto di girare quanto gli pareva di
andare all'estero.
Ma la sua vera attività era un'altra.
Pubblicava scritti politici e sociali di autori che andava a cercarsi in Francia.
Ho scoperto che anche lui aveva la passione di scrivere. Scriveva su
argomenti scottanti, spesso antireligiosi, e li pubblicava con uno
pseudonimo. Quale?
Ulisse.
Perché mi ha sempre tenuto nascoste queste cose?
Lei gliela mai chieste?
Le stanno bene i miei vestiti.
Se ritenga pure, mi fa piacere.
Grazie.
Le posso dire una cosa?
Me la immaginavo completamente diversa.
Anch'io.
Mi piace così.
Questo è il suo conto, signora. Grazie.
E questi sono i conti di suo marito. Lui pagava ogni sei mesi.
Cena per dodici persone, cena per quindici persone, banchetto per ventidue
persone. Pagava sempre lui, a quanto vedo.
Era un uomo di grande generosità.
Questi sono altri due o tre conticini e questo è il totale, se non le spiace.
Vorrei controllare. Prego, è suo diritto.
Signorina Clara Visentin, cena e camera da letto.
Cena e camera da letto.
Cina e camera da letto.
Perché dovrei pagare io questi conti? Come vede, sono firmati da suo marito. E
adesso che lui non c'è più...
Guarda,
guarda, vedete, finalmente!
Stavamo... così in pensiero.
Bentornata, Fiora. Tutto bene?
Ah, la sei andata a caccia. Ma davvero?
Tu sapevi che mio marito era socio di un circolo?
Circolo? Che circolo? Non ha importanza.
Ma hai saputo niente di niente?
Eh, stiosei, porta in cucina. Or poi se poni qua puoi entrare.
Io ho pagato i tuoi conti e voglio sapere tutto.
Ce l'avamo in tavole separate, come se non ci conoscessimo.
Poi lui saliva in camera e io lo raggiungevo.
E che cosa facevate?
Beh, certo non recitavamo il rosario.
Non ti permetto di prendermi in giro, chiaro? Ma signora, io non volevo
offenderla. E non strillare!
E va bene, ma se fa così, io non le dico più niente.
Non è possibile, non ci credo. E così le dico. Chi te l'ha raccontato?
Nessuno, l'ho visto io.
Era un pomeriggio freddissimo, noi avevamo appuntamento al Pavone. Cos'era,
un albergo?
Sì, Hotel Pavone.
Beh, siccome nevicava, arrivai all'appuntamento con un po' di ritardo.
E lo trovai già a letto con un'altra.
Io rimasi di sasso.
Lui invece, senza scomporsi, mi disse, succede a chi arriva in ritardo. E poi?
E poi niente.
Siccome ero tutta infreddolita, mi disse di spogliarmi e di mettermi sotto le
coperte con loro.
Tutti e tre nello stesso letto.
Sì, ma il letto era grande.
Ci si stava per dritto e per traverso tutti quanti. E poi?
Continua. Abbiamo fatto l'amore.
Com'era quella donna?
Aveva un corpo piuttosto strano, che comunque dava delle emozioni, con delle
fosse molto profonde vicino alle ossa dei fianchi, così che il ventre era
piatto e scavato, come quello di un ragazzo.
Ma la cosa che mi colpì di più fu l'ombelico.
Tondo, tondo.
Perfetto. I seni invece erano appena accennati.
E questo la faceva sembrare più giovane. Tu la conoscevi? No, so che si chiamava
Paola e che aveva fatto l'università a Padova.
Mi raccontò di quando sezionava i cadaveri.
Diceva che non le faceva effetto.
Invece Pensi provava repulsione per gli uomini. Anche per Luigi?
No, per lui non credo.
Comunque diceva di essere anormale.
Aveva anche tentato di suicidarsi.
Che cosa avete fatto quella sera?
Beh, con lei non posso essere completamente sincera.
Si tratta di mio marito e voglio sapere tutto nei minimi particolari.
Lui la baciava con molta dolcezza, vicino alla bocca, sulle narici, sul
collo. Ma lei era insensibile a tutto, rimaneva con le gambe chiuse e tremava.
Stava con le palpebre abbassate, ma mi accorsi che aveva gli occhi, occhi
stupendi, azzurri, colmi di lacrime che le scendevano giù, lungo le tempie, sui
capelli. E lui?
Anche lui faceva pena.
Quest'uomo non più giovane, inginocchiato vicino a lei, paziente.
A un certo punto si chinò e le bisbigliò alcune parole all'orecchio. Cosa le
disse?
Non l'ho potuto sentire.
So solo che mentre le parlava le ginocchia della ragazza cominciarono ad
aprirsi piano piano e il suo corpo lentamente si rilasciò.
Tu sei rimasta lì a guardare? Sì, anzi ho partecipato fino in fondo, come se l
'avessi sempre fatto.
E non hai provato un senso di repulsione?
No. Mi faceva tenerezza.
E poi mi piaceva anche.
Luigi sapeva ottenere da me tutto quello che voleva, senza che mi sembrasse né
sporco né volgare.
Questo non mi meraviglia, ma non riesco a capire una cosa.
Come avete fatto a vincere il pudore? Tu soprattutto.
Abbiamo fiutato un po' di etere.
Etere? Fa vedere.
No! Dammi qua!
Dammi! Ma cosa vuole fare?
Non c'è una parola di vero in quello che mi hai detto. L'ho sempre saputo che sei
una bugiarda. Non ci crede?
C'è un flacone come questo nello studio di suo marito. Tu sei stata nel suo
studio dove io non sono mai entrata? Sì, e ci abbiamo anche fatto l'amore,
proprio sul suo divano.
Perché ti sforzi di essere crudele?
Perché io voglio che lei tradisca suo marito, come io ho già fatto.
Attenza, attenta, non sta andando troppo giù.
Ma non le vai a muovere, no?
E' un momento, un momento.
Ma non si apri i brici. Ecco qua.
Anche a questo.
Mi ha fatto tombola.
Questo però, un po' come despiato.
Vai, ti spiego te!
No, prima di qualsiasi intimità, un tè in tavole separato.
E posso sapere il perché di questo cerimoniale?
Certo, mio marito amava tradirmi così.
Ah, sono strumento di vendetta. Non se la prenda, sarà una bella vendetta.
Eh sì.
Sì, ma non possiamo ignorare una sinistra cattolica, sentendo il
pericolo, sono forse lì, sono alle campagne.
Sarà un grande poeta, ma lo trovo terribilmente scandaloso.
Ma ha visto che c'è l'angione? Dove? In fondo al salone.
Senza ritegno.
E pensare che il calantuomo di suo marito ridola trava.
Non te l'ha mai detto nessuno che sei frigida ?
Peccatrici
! Viziose ! Schiavi del demonio !
Quando scende la notte escono dalle loro tane come animali dal bosco, o si calano
dalle finestre con le scarpe in mano come fossero ladri e si dileguano delle
tenebre.
Vanno a passare la notte sotto altri tecchi, avvinziati a uomini che hanno
visto per la prima volta i corpi stretti contro i corpi, i sudori mescolati ai
sudori nella braccia del peccato.
E che cosa...
Dovrei poi dire di certi uomini che corrompono creature innocenti e di certe
signore che prendono la carrozza e vanno alla ricerca del piacere nelle
ville nascoste e nelle città dove pensano che nessuno le veda e si
abbandonano la lussuria dei grandi alberghi.
Guai a loro, guai!
Perché non possono sfuggire allo sguardo di Dio. E tantomeno sfuggiranno al suo
castigo.
Sai chi ha fatto levare tutte le immagini religiose dalla casa?
Santi, madonne, papi, tutti.
Li ha fatti mettere giù in cantina.
Questo è molto grave.
Girati.
Conoscendo le tue idee sulla religione, pensavo che la notizia ti avrebbe fatto
piacere. Per rinunciare alla fede ai Santi.
Ci vogliono altri interessi, ci vuole la cultura, degli ideali, insomma, una
forza che Antonio non ha.
Quando l'hai sposata era una ragazza sana e neanche tanto religiosa.
Cosa vuoi dire che l'ho spinta io verso la chiesa?
Se non l'hai spinta l'hai lasciata andare, perché a te faceva comodo avere
una moglie tutta casa e chiesa, che ti aspettava buona buona mentre tu andavi a
puttane. Ma se lo sanno tutti che l'hai tradita fino ai primi mesi del
matrimonio e con crudeltà anche.
Mettendola ogni giorno in ridicolo.
Solo per lei la tua vita è un mistero.
Anzi, lo era un mistero.
Perché adesso incomincia ad aprire gli occhi e a vendicarsi.
Buongiorno.
Buongiorno, signora. Ciao.
Buongiorno. Come va, signora? Buongiorno.
Ciao.
Ho trovato altri manoscritti di mio marito che vale la pena di pubblicare.
Alcuni parlano della condizione della donna, altri della libertà sessuale.
Sono molto interessanti.
Pubblichiamo sotto il nome di Ulisse?
No, col suo vero nome.
Se ne torni a casa o resti con noi a lavorare?
No, stasera non posso.
Scusi. Senta, puoi dare un passaggio al medico? Lei è di strada.
Basta che non mi faccia aspettare troppo. No, no, vieni subito.
Dottore, se sbriga, devo fermare la carossa.
La signora va di fretta.
Addio. Buongiorno.
E grazie.
Mi dispiace di averla fatta aspettare. Non importa.
Permette, mi chiamo Mario Tavetta. Piacere.
Così giovane, le hanno già affidato una condotta.
I miei colleghi si rifiutano di vivere qui.
Questa zona è troppo povera.
Come fa la gente a pagarsi un dottore?
Così mi hanno chiamato ed eccomi qui.
Che cosa stavate seppellendo al cimitero?
Stanotte ho dovuto amputare una gamba.
Quella cosa era la gamba di un uomo? Sì, un'infezione che è finita in cancrena.
Se la caverà?
No.
Lascia qualcuno?
Quattro bambini, una moglie e il vecchio padre.
E come faranno a sopravvivere quei poveri disgraziati?
Dipenderà dal padrone.
Chi è il padrone?
È morto, si chiamava Martinelli.
Era avvocato, mi pare.
Adesso tutte le terre sono passate alla figlia che non si è mai fatta vedere.
Le case stanno crollando, non c'è acquedotto.
Lì i contadini vivono, si può dire, come delle bestie. E i bambini?
Tutti rachidici.
Dal primo all'ultimo.
Sono io, la figlia dell'avvocato Martinelli.
Poco fa lei non mi ha detto che si chiama De Angelis.
Era il nome di mio marito.
Perché non è mai venuta a vedere come vivono i suoi contadini?
Sono stata a letto malato.
Per molto tempo.
E non aveva nessuno da mandare?
O a lei non importava niente di lui?
Dove vuole arrivare, scusi?
L'uomo della gamba sta morendo.
Se l'avessero portato all'ospedale forse... forse non finiva così.
Ma non ci sono strade. Le strade ci sarebbero se mio padre non fosse morto
così giovane.
Tutti questi progetti sono stati ideati da lui.
Voleva costruire case, strade, acquedotti.
Ma io l'ho scoperto solo in questi giorni.
Sono stata sempre tenuta all'oscuro di tutto, anche da mio marito. Però questo
posto lo conosceva.
Ci venivo da bambina.
Per questo ho voluto cominciare da qui le mie ricerche.
Ha trovato anche lo studio dettagliato del progetto?
Sì, è completo.
Come fa a saperlo?
È stato rivisto due anni fa.
Mio marito lo aveva ripreso in mano.
Ah. E poi?
L'ha lasciato cadere, come tante altre cose.
Case nuove, stalle, silos razionali, canali per l'irrigazione.
Persino la rete elettrica.
Non è mica uno scherzo fare tutte queste cose?
Forse. Però io non mi accontento di sognare.
E poi?
Davanti, parla.
Ha dato il via ai lavori.
Ha assunto una cinquantina di operai e stanno facendo strade a quei lotti
canali. Ma è una pazzia.
Lei sta solo realizzando i tuoi progetti.
Ma il danaro?
Ha prelevato i soldi dalla banca, ha venduto le azioni ereditate dal padre
e... Questo medico cos'è?
Un furbo, un imbroglione?
No, non è un ragazzo molto riservato, con idee piuttosto avanzate.
Ah, dimenticavo, hanno messo su anche un ambulatorio per visite preventive ai
bambini poveri.
Case, acquedotto, strade, ambulatorio, ma cos'è questa frenesia?
Avanti dimmi la verità, che cosa c'è fra quei due?
Non lo so, sarà un rapporto di amicizia.
Amicizia?
È sposato?
No, anzi, pare che sia un giovane un po' strano.
Che significa un po' strano?
Molto timido, chiuso.
Qualcuno dice perfino che abbia delle tendenze.
Omosessuale? Sono dei sospetti. Pare che abbia subito anche un processo.
Un processo non vuol dire niente.
Mi dispiace per Antonio.
No, sinceramente.
Forse è giusto che anche lei trovi uno spiraglio, una... giochi a fare il padre
adesso.
Avevo in cura un ragazzo di 16 anni, di famiglia molto povera, affetto da gravi
turbe mentali.
Ebbe il sospetto che la sua malattia fosse connessa a dei complessi di colpa
per delle pratiche sessuali normali in ragazzi della sua età.
Così l'interrogai sull'argomento.
Fu per questo che venne processato?
No.
L'accusa fu di aver abusato della mia professione solo per raggiungere ben
altri scopi.
Non capisco.
Di cosa l'accusavano?
Omosessualità.
E su quali prove si basava questa convinzione?
Anzitutto sul fatto che l'avevo curato per alcuni mesi senza chiedere un soldo.
E su cos'altro?
Calugne.
Dicevano che ero stato io a spingere il ragazzo a masturbarsi.
E invece?
Quella cretina della zia lo aveva terrorizzato dicendogli che sarebbe
finito in manicomio. E io gli spiegai che non era vero e che non doveva
sentirsi colpevole per una cosa tanto normale.
Ma è proprio sicuro che il senso di colpa sia più dannoso che la colpa in
sé? Ha passato la sua adolescenza in un collegio di monache.
Penso che dovrebbe saperlo.
Quando dico colpa intendo non provare piacere a contatto con il marito.
E cercarlo invece in un sogno, un ricordo, da sola. Non creda di essere un
caso unico.
Persino molte contadine, sposate, con dei figli, vedendosi adoperate come cose
che non meritano confidenza e rispetto, subiscono l'uomo, senza però raggiungere
l'orgasmo.
È la prima volta che mi sento considerata come una persona capace di
ragionare.
Fin da ragazza mi ero posta a questo problema.
ma nessuno mi aveva mai permesso di parlarne.
Nemmeno suo marito?
Mai. Non credevo un uomo moderno, spregiudicato.
Certo, con le altre però, con i suoi scritti segreti, ma con me per carità.
Forse non toccava questi argomenti perché intuiva che certe parole avevano
il potere di eccitarmi, di scatenare i miei desideri, e questo era un pericolo
per la fedeltà coniugale. Le parole hanno davvero questo potere su di lei?
Per essere sincera, dovrei dirle una bugia.
Vale a dire?
Se ammettessi che la sua vicinanza e tutti i discorsi che abbiamo fatto mi
hanno soltanto un po' eccitata, sarebbe come minimizzare la cosa, dare un senso
meschino a ciò che mi sta accadendo dentro.
Il cavallo si è fermato.
Vai!
Dai!
Forse avranno due camere libere. Ci fermiamo a dormire qui questa notte.
No, io non posso.
La accompagno io domattina in ambulatorio.
No, creda, non è il caso.
Porta!
Se il cavallo non parte, significa che era abituato a fermarsi qui di solito.
Conosco questo alberto, è una casa d'appuntamento, qualcosa di molto
simile. Se lo dice per me non me ne importa niente.
Sono qua, sono qua.
Visto che tempo, eh?
Prego, signora.
Tony, Tony, i bagagli, muoviti!
Subito.
Ehi, è la signora De Angelis, no? Sì, perché?
Perché ho riconosciuto il suo cavallo. Sa, suo marito era nostro cliente.
Una persona come ce ne sono poche.
Le do una bella stanza col balcone.
Ecco qua.
La stessa che davo sempre a suo marito.
Per lei ce n'è una un po' più piccola, ma se vuoi spesso più... Non ho basta
per me. Un altro bicchiere invece la mia nipotina.
Subito, signore.
Guarda che la sai lunga, Nammo. Se mi sei accorta, eh.
Quella signora è una prostituta, vero?
Guardi, si struscia come una gatta.
La trovo interessante.
Sa che in questo hotel ha dormito Joe San quando era innamorata di Chopin? E
il povero de Museli seguiva per tutta l'Europa come... Stasera voglio dormire
con te.
Come un matto.
Cerchiamo di arrivare almeno in camera, ti prego.
Avvocato.
Mio cugino è su che l'aspetta. Bene.
Ormai non corri più alcun rischio. Hanno scoperto l'autore del delitto.
Ecco qua, per fortuna ha confessato. Dai, esci da questa stanza.
Tu ora hai bisogno di cure.
Sei in uno stato.
Bene.
Grazie. Non ti capisco, non sei contento?
Non avrai mica intenzione di metterti a fare il recluso volontario, spero.
Guarda che fra l'altro tua moglie firma cambiali, vende azioni, chiede prestiti,
sta comprando un'altra macchina tipografica, ha pubblicato perfino un
sacco di scritti tuoi.
E poi... E poi c'è il suo rapporto con quel giovane medico.
Cambiamo argomento.
Senti, giorni fa, tornando da Palova, mi sono fermato all'albergo Pavone. Quella
specie di casino, te lo ricordi?
Mentre scendevo le scale ho sentito dei sospiri.
Sul pianerotto, in penombra, c'era un uomo e una donna abbracciati.
Lui la sbatteva contro la parete, la baciava, la toccava.
Ad un certo punto lei si è piegata sulla ginocchia, come se non reggesse al
desiderio.
Cerchiamo di arrivare in camera, gli ha detto.
E nella sua voce c'era così tanta sensualità che io ne sono rimasto
sconvolto.
E chi era?
Beh, il pianerotto era molto buio. Però, però... Il mattino seguente, mentre
pagavo il conto, ho visto lì, in un salottino, tua moglie.
che giocava a carte con una prostituta.
E chi delle due era sul pianerotto?
Non certo Antonio.
È incapace di questo tipo di abbandono. La sua frigidità è stata il nostro
dramma. Senti Luigi, io non sono solo il tuo avvocato, sono anche tuo amico.
Antonio e quel giovane medico sono in quell'albergo da una settimana.
Stanno notte e giorno a letto, proprio in quella camera che tu conosci molto
bene. Scendono soltanto per prendere i pasti.
Si è innamorata pazzamente.
Ha scoperto qualcosa che l'ha travolta come un uragano.
Frattami adesso!
Dai, esci da questa tana prima che sia troppo tardi.
Buongiorno, signora.
Ha fatto un buon viaggio? Ottimo, grazie.
Ve lo porto nella stava.
Sì, vai.
Dagli da mangiare.
Sì, subito.
Buongiorno, signora.
Ciao, Antonio.
Non sapevo che fossi tornato.
Da quanto tempo hai imparato a fumare?
Sai, da un po' di mesi.
Cosa vuoi, invecchiando si prendono tanti vizi.
Ciao.
Anche per lei, Satya, come al solito.
Ma cos'ha signora Bia? Non si sente bene?
Perché non sei andato da un'altra parte a comprare le sigarette?
Di che cosa ti preoccupi?
Non hai sentito cosa ha detto la vocale?
Antonio ha capito tutto.
Cosa rappresento adesso io qui per lei? Un peso morto, un ostacolo.
Non mi verrai mica dire che hai paura che gli denunci per levarti di mezzo.
Magari lo facessi.
Così la finirei di stare dietro a quella finestra.
Per assistere alla sua totale corruzione.
Tu non ti ritieni un uomo corrotto?
Ma che c'entra?
Io ho tradito Antonio, è vero, con tante puttane. Ma tu lo sai perché.
E comunque dentro sono rimasto sempre integro. Lei invece no?
Per la donna è diverso.
Ma perché la difendi tanto?
Cos'è, dopo tanto tempo?
Ne sei ancora innamorato?
Io ho sempre avuto affetto e ammirazione per te.
Innamorato.
Ecco perché in tutti questi anni mi hai sempre evitato.
Sì, ammirazione per quello che dicevi, per quello che scrivevi.
Adesso ho capito che erano soltanto belle parole che ti riempivano la bocca
e la coscienza.
Lo sei ancora innamorato di Antonio?
L'ho amata tanto.
che non ti puoi neanche immaginare.
Mettiti in fila.
Prima o poi verrà anche il tuo turno.
Vincenzo.
Sono orribili, sai, queste notti insonni.
Come gli occhi l'immagine ossessionante... di tua moglie fra le
braccia di un altro uomo... in uno squallido corridoio di un albergo.
Come le camere a ore.
Basta adesso, smettila, non ci pensare.
Dammi il termometro.
Ecco, lo sa mia moglie, il mio avvocato.
Adesso lo sa anche il dottore che sono nascosto qui.
Ho dovuto chiamarlo.
Hai delirato tutta la notte.
E lo credo, ho quell'infezione.
Ma vedrai che dopo l'incisione sarà subito meglio. Non è niente di grave.
Adesso però stia tranquillo, eh. Stia calmo. Vedrai che tra poco si addormenta
e non sentirà più niente.
Dottore.
Quello che hanno ammazzato, io ero lì.
Mi denunci pure se vuole, tanto ormai non mi importa più di niente.
Ti è tranquillo, io non ho sentito nemmeno una parola di quello che ha
detto. E poi lei ha la febbre alta, sta delirando.
Certo sarebbe stato meglio portarlo in ospedale. Eh sì, lo so.
Ma quello che non riesco a capire è perché vuole restare nascosto ora che
non c'è più pericolo.
Adesso ha soltanto paura di vivere.
Buongiorno, signor Vincenzo.
Ma sei qui di nuovo?
Dove? Qui sotto.
Io ho filmato, ma non ho mica capito per cosa.
Stia tranquillo.
Adesso tocca a me? Sì. Non ho ancora capito bene di che si tratta. Firmi lo
stesso.
Dobbiamo riconoscere che le donne quando vogliono ottenere qualcosa sono molto
più tenaci di noi uomini.
E questo è ancora niente, vedrà quante iniziative.
Che succede? Cos'è questo ricevimento?
Sta raccogliendo delle firme per mettere su un centro di assistenza, qualcosa del
genere. Non ho capito bene.
È incredibile.
Si è inserita tra i miei amici, tra le mie donne.
Mi sta cancellando dalla sua vita con una disinvoltura che non avrei mai
immaginato. Come se non fossi mai esistito.
Oh, finalmente, siete gli ultimi.
Buonasera. Mancano solo le vostre firme. Gli avevi promesso di essere puntuali.
Chi è? Ho dovuto accompagnare la mamma a Santorsi. E lei, dottore, che spiuse a
te preparare? Lui non ha scuse.
Beh, uno è il fidanzato di Claire. No, l'altro.
E lui?
Lui chi?
Il medico. L'amico di Antonio?
Ecco fatto. Devo essere sincero, io la riunione l'ho trovata un po'... un po'
noiosa. E anche per idea.
L'eterno opposizione.
Io invece dico... Quando?
Ecco, vedi che sei una bambina?
Ti ricordio la tua parola. Mantengo sempre le promesse.
Brava, Clara.
Mi raccomando.
Dario.
Resta. Che c'è scritto?
Niente, è solo un biglietto da visita.
Voglio vedere.
Lascia. Voglio vedere. Lascia, mi fai male. Ti prego, ti ho detto lasciami.
Dario.
Non è più mia moglie che sto spiando, è una donna nuova.
Io dovrei andarmene, ma c'è qualcosa che me lo impedisce.
Lei è lì, viva, libera, appassionata.
Ed è questa Antonia qui che io voglio conoscere.
Mi sono anche chiesto se è la mia fantasia morbosa spingermi in questo
gioco. E'
il mio smarrimento di fronte al fatto che lei si sia realizzata al di fuori di
me.
Adesso io vivo attraverso i suoi amanti, quello che prima invece con lei non sono
stato capace di vivere. Per questo, capisci, non posso andare via di qui.
Io voglio arrivare fino in fondo, capire tutto, vedere tutto.
Perché mi hai portato fin qui?
Voglio che tu sappia.
Io sto percorrendo la mia strada.
Fino in fondo.
Perché hai accettato di venire?
Dove è passato Ulisse può passare anche Penelope.
Allora sapevi?
Paola mi ha raccontato dei vostri incontri, ma sapere non significa
capire. Voi donne avete la mania di complicare tutto, col sentimento prima e
coi ragionamenti poi.
Persino l'erotismo volete che abbia un perché, addirittura una sua logica.
E invece cos'è?
Non me lo sono mai domandato, voglio solo godermi la vita io.
E Luigi cosa voleva?
Dimenticare.
Nascondere se stesso, che non amava, dietro un'immagine sempre diversa.
Perché non dici più semplicemente che ha sempre ingannato tutti quelli che ha
avuto vicino?
Eppure tutti lo ricordano, lo difendono, lo amano persino.
Soltanto io non riesco a perdonarlo.
Non ne sono capace.
La cosa più strana è che tu ne stai parlando come se tuo marito fosse vivo.
Vorrei tanto che lo fosse, per ricambiargli tutto il male che mi ha
fatto.
Che continuo a farlo.
Odio così tanto che sei ancora innamorata di lui.
Di chi sei innamorata?
Ma perché?
Così sei più bello.
Ricordati che ho poco tempo. Che ci vuole?
Siamo noi, signora.
Venite, venite avanti.
Le abbiamo portato la posta e i confetti.
Grazie. Sedetevi, prego. Io dovrei... Allora vi sposate finalmente.
Sì, domani mattina.
Mi fa piacere, sul serio.
Non sono venuto solo per i confetti.
Volevo anche chiederle un regalo. Ma certo, anzi. La prego, signora, sia
buona. Domani venga in chiesa. Lo so che non voleva più metterci piede. Anche se
non venissi vi sarei vicino ugualmente. Con tutto il cuore, credetemi. Io sono
convinto quanto lei che sono i valori spirituali quelli che contano, ma...
Quali, per esempio?
L'onestà, la sincerità... ed anche la purezza.
Bisogna stabilire che cosa intende per questa parola.
Il mondo e la stessa natura sono così materiali che forse purezza e candore
non fanno che renderci inadatti alla vita.
Io invece credo che siano una grande forza.
E' proprio davanti a lei che ha il coraggio delle sue opinioni.
Io voglio dire a Clara una cosa che fino ad oggi non le ho mai detto.
Clara deve sapere che non ho mai avuto un rapporto con una donna e che per non
contaminare la sua purezza io sono giunto vergine al matrimonio con lei.
Scusami, cara, poi mi raggiungi.
Buonasera, signora. Auguri, Enrico.
Che cosa gli dirai quando scoprirà che non sei più vergine?
Gli dirò quello che mi disse suo marito.
Succede a chi arriva troppo tardi.
Vai!
Perché mi hai tradito?
Succede.
Voglio che tu venga a vivere con me, per sempre.
Io non posso più fare a meno di te.
Ho bisogno di sapere che sei solo mia.
Io non sarò mai più di nessuno.
adesso siamo alla pari
Perché?
Buongiorno.
Ecco, tenga.
Glielo avrei portato tra poco.
Lo manda la signora Antonia.
Grazie.
Stasera prepara per due.
Per due?
Sì.
probabilmente avrò un ospite
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