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Il cuore è compatibile con entrambi, ma le
condizioni di Filippo Longhi sono peggiorate.
Dobbiamo dare la precedenza a lui.
Chi è il donatore?
Sono informazioni che non possiamo... Voglio solo sapere se è un uomo o una Donna.
Non vedo cosa cambi.
Beh, lo sappiamo tutti che è il primo trapianto di Barnard comandato.
Un uomo ha ricevuto il cuore di una Donna, 18 giorni dopo è morto.
Di polmonite.
Un Metro e cinquantaquattro, quarantanove chili come può un cuore come questo
sostenere un uomo come Filippo Longhi, che è praticamente il doppio?
Non ci sono evidenze scientifiche che il genere influisca.
E Filippo Longhi è il primo della lista.
Stai sprecando un cuore.
Luisa ha molte più possibilità di sopravvivere.
Questo non lo sa nessuno.
Giacca è Mia sorella.
Non posso vederla morire.
Non posso.
Sei consapevole di quello che mi stai chiedendo, vero?
È vero?
Tu hai fatto in modo che lui sapesse il cuore che doveva salvare quel ragazzo?
Dalia, lascia che ti spieghi.
Cosa c'è da spiegare?
È inconcepibile.
Ma non ho avuto scelta.
Questa è una scusa insopportabile.
C'è sempre un'altra scelta.
Sempre.
Luisa non riusciva neanche più ad alzarsi dal letto.
E comunque c'eri anche tu.
Sembra che tu te lo sia dimenticato.
Sì, ma sarebbe arrivato un altro donatore.
Un anno.
Un anno.
Ci è voluto quasi un anno per avere una possibilità.
Non ci posso credere.
Tu hai fatto morire una persona.
Non ci credo.
Filippo Longhi sarebbe morto comunque, ne sono certo.
Come fai ad esserne certo?
Come?
Ho dovuto scegliere.
Tu hai potuto scegliere.
Filippo Longhi no.
No.
Tu hai usato il tuo potere per cambiare il corso delle cose.
Hai sbagliato sotto ogni punto di vista, etico e umano.
Delia, cosa fai?
Non lo so, voglio... voglio andarmene, voglio uscire.
Ti prego.
Non riesco almeno a guardarti in faccia.
Ma tu pensi che io non mi sento in colpa?
Il peso di questa scelta mi tiene sveglio ogni notte.
Mi sembra il minimo.
Delia, dai, non te ne andare, per favore.
Sono mesi che tu vivi una vita parallela e non condividi niente con me.
E hai avuto Mille occasioni di dirmi la verità.
Invece hai continuato a mentirmi.
Io volevo proteggerti.
Queste sono le cose che racconti a te stesso.
La verità è che non me le hai detto perché sapevi che ti avrei fermato.
Delia, io...
Guardami.
Guardami, per favore, io ti amo.
Sono solo parole queste.
Delia, Delia, per favore.
La realtà è che tu hai sempre deciso tutto da solo.
Da quando mi hai lasciato partire per Houston.
Mi dispiace.
No, tutto questo non si risolve con un mi dispiace.
E come?
Non lo so.
Che cosa è successo?
Ci vediamo più tardi.
La pazzia non è un raffreddore.
Non si cuoresce mai.
Non si cuoresce mai.
Alberto?
Alberto?
Alberto?
Arrivo!
Se preferisci vengo in un altro momento.
No, no, è che sono in ritardo.
Delia?
È uscita, serve qualcosa?
Volevo parlarti.
Dimmi.
Vorrei vedere uno psicologo.
Un psicologo?
Sì.
Perché è un momento un po' così e ho pensato che potrebbe aiutarmi.
Aiutarti per cosa?
Niente.
Niente, non ti preoccupare.
Ne parliamo stasera.
Vado a finire di prepararmi.
Sì.
Hai visto questo momento, la prima volta in cui l'ho incontrata, a Villa Corvara.
La tempesta si è scatenata, vero?
Posso chiederle un consiglio?
Non so come è stato l'unico ad aver saputo che
sarebbe successo qualcosa tra me e Alberto.
Non è così.
Lo sapeva anche lei di avere accanto un cuore di tenebra.
Io non so più che cosa pensare.
Posso dirle solo questo.
Rifletta bene su cosa è disposta a perdere.
Ti ho fatto il caffè.
Mi vuoi dire che è successo ieri?
Senti, qualunque cosa sia, non è niente che non possiamo risolvere.
Vado io?
Pronto?
Ciao, sono Fred.
Sì, Irma c'è?
Davvero?
Certo, certo, ci saremo.
Assolutamente.
A dopo.
Irma!
Ma... era Olivieri, ci vuole vedere.
Siamo in concorso al Tenco.
Quattro anni fa abbiamo fatto tutto il Sud America.
Messico, Perù, Venezuela.
E dimmi, come siete arrivati laggiù col pulmino?
No, abbiamo preso un passaggio su una nave merci e poi in autostop.
Accidenti.
Un bel respiro.
E questo dolore al petto che senti da quanto c'è?
Da stanotte.
Ultima cosa, guardiamo la caviglia.
Posso?
Certo.
Dobbiamo andare subito a Torino.
A Torino?
Sì.
Voglio che ti vedano in una struttura attrezzata.
Ed io conosco la migliore.
Bruno.
Tua madre ed io vorremmo parlarti di una questione importante.
Sì.
Tra poco tornerai a casa.
La situazione è un po' cambiata.
Vi separate così?
Lo vedo come vi guardate.
Come vi parlate.
Anzi, come non vi parlate.
Bruno, a volte i matrimoni si complicano senza ragioni precise.
E la Mia malattia di sicuro non ha aiutato.
No, allora qui se c'è qualcuno che ha delle colpe...
Non mi dovete delle spiegazioni.
Voi avete la vostra vita, io ho la Mia di cui occuparmi.
Perché mi hai fermato?
Dobbiamo dirgli tutto.
Non ho compreso il motivo per cui hai deciso di lasciarmi.
Quando sarà fuori di qui e tutto questo sarà alle nostre spalle.
Cambierà qualcosa?
Conoscere la verità fuori dall'ospedale, sano, con tutta
la vita davanti, può fare una grande differenza per Bruno.
No, intendo per noi.
Direttore, devo parlarne un momento.
Certo.
Mi dica.
Rassegno le mie dimissioni con effetto immediato.
Sta scherzando.
Non posso trattenermi un minuto di più.
Perché?
Posso solo dire che le circostanze che mi hanno
portato a prendere questa decisione sono molto serie.
Pretendo una spiegazione, dottore.
Il minimo che lei possa fare.
Dimissioni respinte.
Si prenda un po' di tempo, per favore, per riflettere.
Da quant'è che non si concede qualche giorno di ferie?
Non ho bisogno di ferie.
Beh, nessuno si stupirà se dirò al contrario.
Non tornerò.
Lo vedremo.
Il letto 12 può essere dimesso e per il 23 invece
dobbiamo ancora aspettare i risultati delle analisi.
E questi sono i tracciati che mi avevi chiesto.
Grazie.
Ti sei svegliata all'alba?
Non ho chiuso l'occhio.
Possiamo parlare un attimo?
Magari dopo.
Indovinate chi c'è di là in ambulatorio.
Dai, provate.
Vengo.
Momentaccio.
Mosca.
Brunello.
Come stai?
Benissimo, che piacere rivederti.
Come mai qui?
Un consulto per il mio paziente.
Ma di la verità che ti mancava ...a questo
profumino disinfettante Dell'ospedale pubblico, eh?
Ferruccio ha ragione, mi mancate davvero tutti.
Anche se, devo dirti la verità, sono felice di tornare a casa orari decenti.
120 su 94.
Stessi parametri che ho riscontrato nel mio studio.
Cosa sospetti?
Un rigurgito della valvola mitrale.
Vediamo.
Posso?
Certo.
Tachicardia sopraventricolare sostenuta.
Io direi di fare un elettrocardiogramma e lastre.
Non capisco, sono sempre stato bene.
Giusto in Messico ho avuto tre giorni di febbre alta.
Io comunque farei preparare un letto in corsia.
No, no, no, no.
Non scherziamo.
Aveva parlato di un consulto.
Mi dispiace, è per il tuo bene.
Della dottoressa Brunello puoi fidarti.
Tutto a posto?
Sì.
Comunque, venite a trovarmi in campagna.
Vi piacerà moltissimo.
E poi Agatha, sarebbe felicissima di rivedermi.
A me tutto quell'ossigeno mi fa venire il mal di testa.
Ma smetti.
Scusate.
Che c'è?
Che succede?
Temperatura?
Nella Norma.
Dispnea?
Astenia?
Sono sano come un pesce e forte come un Leone.
Mi pare evidente che il paziente non ci vuole più i treppiedi.
Tutti uguali.
Appena stanno meglio ci evitano come la peste.
Guardate che c'ha una Bella tosse.
Che genere di tosse?
È solo un raschio in gola.
Ha una stupidaggine.
Buongiorno, voglio un controllo della temperatura ogni due ore.
In questa fase non possiamo permetterci nemmeno un raffreddore, Bruno.
Lo sai?
Certo, sì.
È successo qualcosa tra quei due?
Hanno ragione, sei pallido.
Pensavo mi trovassi carino.
È che...
È che la mattina è iniziata come una riunione di famiglia piuttosto pesante.
I miei si separano.
Mi dispiace tantissimo.
Sì.
Dottoressa Brunello, mi dica.
Arrivo subito.
Che succede?
Allora signore, il dottor Mosca, che è stato mio predecessore e molti di
voi conoscono, Ha ritenuto, ha ragione, di chiedere un nostro consulto,
senza immaginare la pericolosità del paziente.
Dottore?
Sì, è così.
Buongiorno a tutti, mi dispiace di ritrovarci in questa situazione.
Il ragazzo in questione è rientrato una
settimana fa da un lungo viaggio in Sud America.
Si è presentato al mio ambulatorio con febbre, dispnea e...
È... una condizione cardiologica che ho ritenuto davvero pericolosa.
Ma perché stanno laggiù?
Pericolo di contagio.
Infatti, i colleghi Dell'ospedale Amedeo di Savoia stanno in questo momento
prelevando un campione di tessuto del paziente,
ma serviranno alcune ore per avere i risultati.
Ma pensano anche loro che possa trattarsi di lepra?
Cosa?
I sintomi e purtroppo le lesioni cutanee sono compatibili, sì.
L'hai visitato anche tu?
Diciamo che è ancora presto per Farsi prendere dal
panico, ma sono necessarie alcune misure di contenimento.
A cominciare dal reparto, che è sigillato.
Nessuno può entrare o uscire.
Come faremo a gestire il via vai delle visite?
Dovremmo inventarci qualcosa, anche perché
i colleghi tossicologi sono stati tassativi.
Tutti dovranno indossare delle mascherine protettive, compresi noi.
Possiamo dire che è in corso una disinfestazione ...dell'operazione dei
sotterranei Dell'ospedale che potranno uscire soltanto quando sarà conclusa.
Sì, e le mascherine?
Diremo che servono per proteggerli ed eventuali effluvi di sostanze chimiche.
Diremo che era prevista per le ore notturne ma c'è stato un disguido.
E con gli interventi già programmati come ci comportiamo?
Rimandiamo tutto.
Se arrivano emergenze?
Ci poniamo il problema se e quando ci sarà.
Dottor Bonomo, quanti pazienti abbiamo in terapia intensiva?
Tutti i letti sono occupati, professore.
Dottor Barbero dovrà occuparsi di lei, per favore.
Per forza.
Ci sono pezzetti fragili anche in corsia.
Valuteremo caso per caso se isolarli.
Ferraris Dov'è?
Oggi è fuori per un convegno.
Tenga, professore.
Grazie.
Tenga.
Grazie.
Dottoressa Brunello.
Mi dispiace entrare nelle vostre questioni
personali, ma lei sa dove potrebbe essere il dottore?
Ma non ha detto che era un convegno?
Io non volevo allarmare il reparto, ma pensavo che almeno lei sapesse.
Sapere cosa?
Ha presentato le dimissioni.
Grazie per le commissioni, che io per il momento ho respinto.
Ma se le cose si mettono male, avremo bisogno anche del suo aiuto.
Certo.
Lo chiamo subito.
Grazie.
Ci aspetta Liviere.
Hai... hai presente quella sensazione quando...
sei sul palco...
Perché ti sembra di galleggiare al buio, da sola.
Quella è la luce puntata su di te che crea quell'effetto.
Ma tu non sei al buio e non sei da sola.
Tu sei al centro del palco.
E quello è il tuo momento.
Signora, qui non si può entrare.
Perché?
Anzi, metta questa.
Copre bene il naso e bocca.
Abbiamo avuto un disguido con la ditta che si occupa della disinfestazione,
ma è una precauzione, assolutamente non c 'è nulla di cui preoccuparsi.
Va bene.
Mi dica il numero del letto, gliele porto io la rivista.
15.
Come stai?
Ero lì, ero con lui.
Gli ho preso la pressione, gli ho parlato.
Niente panico, non hai ancora detto niente.
Iniziamo a pensare ad Anna.
Se noi rimaniamo bloccati qui chi va a prenderla a danza?
L'Amedeo di Savoia ha promesso una risposta in tempi record.
Vedrai che andrà tutto bene.
Non puoi andare via.
Non potete tenermi qui.
È per la vostra sicurezza.
La Mia sicurezza non vi riguarda.
E se poi ti senti male, ti tocca rimanere qui più tempo.
Peggio per te.
Su, indossi questo.
Agatha, tesoro.
Sai benissimo come vanno queste cose.
Il quadro cardiologico del paziente è complesso ed è ancora sotto osservazione.
Ma non ti sto nascondendo nulla.
Volevo dirti che non tornerò prima di stasera.
Ciao.
Alfieri!
Scusami un attimo.
Dottor Mosca.
Piacere di rivederla.
Avrei preferito rivederla in un'occasione meno drammatica.
Ha ragione.
Ho le radiografie con me, le guardiamo insieme?
Sì, arrivo subito.
Ci vediamo in sala chirurghi.
Va bene.
Mi toccherà passare tutto il giorno in cardiologia.
Però mi hanno detto che ci lavora un giovane cardiochirurgo molto affascinante lì.
Sì, l'ho saputo anch'io.
Il dottor Ferraris, giusto?
Vado.
A dopo.
A dopo.
Che c'è?
Sei preoccupata?
Della Norma.
Fortuna non l'abbiamo nemmeno visto questo paziente.
Faremo in modo che rimanga così.
Se Dalia mi chiede di affiancarla, io lo farò.
Ma non avrebbe senso.
Amore, io non permetterò che ti succeda niente di male.
Sei ancora arrabbiata con me per quello stupido vaso?
Non mi piace quando fai così.
Hai perfettamente ragione.
Ho perso la pazienza e non era giusto, mi dispiace.
Trotto come un mulo dall'alba, sono venuto a trovare mio padre.
Adesso me ne voglio andare a casa.
Abbia pazienza.
Appena possibile la liberiamo.
Dai Gigi, vieni, qui che facciamo i battezzagli insieme.
Ti sposto in una stanza singola?
Assolutamente no.
Sei tra i pazienti più a rischio, decido io.
Quanti altri pensi di isolare?
Non sono stato vicino a quel ragazzo.
Né a nessuno che l'ha avvicinato.
Quindi le probabilità di contagio sono praticamente nulle.
Sei mio padre e io hai paura.
Lo capisco.
Ma devi restare lucido.
E agire razionalmente.
Sarai un ottimo medico.
E non si batte il migliore.
Qualcuno di voi ha mai visto una cardiomegalia del genere?
Può essere un effetto della lebra.
Lo escludo.
E anche i colleghi in infettivologia la pensano come me.
Allora potrebbe essere un versamento pericardico.
Dubito, anche questo.
Comunque abbiamo iniziato con gli antinfiammatori, vediamo se migliora.
Ma come ha fatto a viaggiare con un cuore ridotto così?
Non ne ho idea.
Mi ha detto che è stato in Sud America, no?
Sì, lo ha girato quasi tutto.
E che ha avuto la febbre in Messico, giusto?
Esattamente.
Sì, praticamente.
No, perché quando ero in America abbiamo avuto questo caso di una Donna che aveva
sviluppato una miocardite a seguito di una puntura di insetto, ma molti anni dopo.
Eccola.
Malattia di Chagas.
Ah, certo.
Tripanosomiasi americana.
Ricordo di averla studiata solo sui test universitari.
Sì, praticamente scatena una miocardite acuta
anche dopo dieci anni dalla puntura Dell 'insetto.
Esatto.
Dovremmo fare una biopsia.
Ma su un paziente con sospetto Lebre?
Dovremmo sentire Ferraris.
Dov'è questo convegno?
Non lo so, non sono riuscita a farmelo passare.
Io direi di aspettare i risultati della Medeo di Savoia e poi decidiamo.
Tenetemi aggiornato.
Sì.
D'accordo.
Non c'è nessun convegno, è così?
È una situazione complicata.
Mi dispiace.
Spero che si risolva alla svelta.
Non lo so.
Con tutto quello che avete fatto per stare assieme.
La Brunello che conoscevo non getterebbe la spugna così.
La Brunello che qui tutti hanno imparato ad amare
per la sua determinazione non mollerebbe così.
Non è colpa Mia.
Vedi, tutti facciamo errori.
Ma tutti possiamo cambiare.
Papà!
Dove sei?
Siamo qui!
Papà!
Arrivo!
Adesso devi pensare a Luisa.
Lei è piccola, bisogna di te.
Solo tu la puoi aiutare.
Capito?
Sì.
È davvero molto bello.
L'hai fatto vedere al dottore?
Sì.
Sono sicura che vorrà appenderlo nella sua stanza.
Posso aiutarla?
Cercavo il dottor Costamagna.
Stanza 21.
La signorina Ferraris.
Se è comodi, prego.
Lei era ancora col dottor Gigli, il mio predecessore.
È stato lui a ricoverarmi.
Ho passato quasi dieci mesi in questo posto.
Questa era la stanza per l'elettroshock.
Come vede, molto cambiata.
Ma questo non cambia i suoi ricordi.
Infatti mi fa paura lo stesso.
È la reazione al trauma.
Non è stato facile nemmeno riprendere la vita normale.
Una pazza resta pazza, no?
Pazza è un termine che preferisco non usare.
E non dovrebbe farlo neanche lei.
Lei lo sa perché sono finita qui?
Sì.
Lutto, abbandono, solitudine, senso di colpa...
Sono tutte esperienze che ci segnano profondamente e se non vengono elaborate
la nostra mente si rifugia a luoghi oscuri.
Nel suo caso l'esaurimento nervoso, un senso così radicato
di angoscia da cancellare ogni desiderio di futuro.
Si sente ancora così?
Non direi.
Ho avuto la grande fortuna di avere un cuore nuovo.
Lo so.
È una grande possibilità con me nascere un 'altra volta.
Io ho tanta paura di sprecarlo.
Tanta paura.
Provi a vederla così.
Il suo passato è stato condizionato da una
serie di avvenimenti fuori dal suo controllo.
La morte di suo padre, la gravidanza in attesa, la malattia.
Adesso davanti a sé ha un foglio bianco.
Può scegliere.
È lei a scrivere il suo futuro.
Allora?
Guarda che un ottimo trampolino di lancio.
È tutto quanto quello che abbiamo sempre sognato, no?
Un nuovo inizio adesso è quello di cui abbiamo bisogno.
Presto, è in arresto cardiaco.
Libera, vai!
No, ancora.
Vai, ora!
Le funzionalità ventricolari sono troppo compromesse.
Va portato in sala operatoria con l 'urgenza.
Significa aumentare il rischio di contagio.
Non siamo ancora certi che si tratti di lebra.
Rischiamo di perderlo se non operiamo.
Faccio preparare la sala.
Grazie.
No, allora intanto è solo un primo contatto.
Mi ha detto che ne avrebbe parlato col primario.
Ma il fatto che l'ospedale maggiore sia interessato
mi sembra una Bella notizia, non ti pare?
Ci vediamo dopo.
Sì.
Il paziente è già in sala.
Hai visto le lastre?
Io non entro.
Come scusa?
Di sicuro non rischierò la vita per guardare te e Mosca col bisturi in mano.
Cosa fa le tue ripicche sulla pelle di un paziente?
Ma no, per niente.
Io mi attengo solo agli ordini del direttore.
Vaffanculo, Helmut.
Abbiamo altri orizzonti ormai.
Chi se ne importa di questo reparto?
A me importa.
Sapevo di essere in un reparto speciale, ma adesso lo vedo con i miei occhi.
Dottor Mosca, in assenza del dottor Ferraris la responsabilità della sala è sua.
D 'accordo.
Nemmeno siamo ad entrare in quella sala è meglio, sarà per tutti.
Perciò voglio una squadra ridotta.
Decida lei.
Sono molto, molto orgoglioso di tutti voi.
Grazie, buon lavoro.
Posso chiederti una mano?
Sì.
Grazie.
Se ci infettiamo?
Stiamo facendo tutto il possibile.
Sì, ma se dovesse succedere, come facciamo con mamma?
Andrà tutto bene.
Signori, scusate, che ci fate qui?
Voglio sostituire il dottor Bonomo.
Sei pazzo?
Non ha senso, sono stato già in contatto col paziente.
Ferruccio, tu lo sai quante donne posso sedurre con questa storia mentre tu te ne
stai a casa a annoiarti con la tua famiglia?
Ma scusa... Serenella, dammi questa cuffia, forza.
Sei sicuro?
Non me lo fa ripetere un'altra volta, sennò cambio idea.
Certo è parecchio che non tengo in mano i bisturi.
È come andare in bicicletta, dottore.
E l'accendo va benissimo.
Accendi pure...
i bisturi.
E' enorme.
Dobbiamo ridurne il volume con una resezione ventricolare.
Io ho assistito il dottor Ferraris una volta, ma non l'ho mai fatta.
Nemmeno io, Alfieri.
Non c'è sempre una prima volta, no?
Mi dia le lenti ingranditricci.
Sì, dottore.
Oli!
Olivia!
Olì!
Olì!
Olivia!
Olì!
Appena più a sinistra...
Dottore Alfieri, il guanto.
Continuate.
Olivia!
Oli!
Oli!
Oli!
Direttore, novità dalla sala?
L'intervento è ancora in corso.
Ci sono complicazioni?
È il dottor Alfieri in isolamento.
Ha rotto un guanto e c'è stata una contaminazione.
Mi scusi.
Rinaldi, notizie Dell'Amedeo di Saboia?
Abbiamo chiamato mezz'ora fa, ma non avevano ancora i risultati.
Li richiami?
In realtà hanno detto che avrebbero chiamato
loro una volta che avessero... Di richiami.
Mio padre dice che lei è il capo qui.
Si metta una mascherina, per favore.
Perché invece non mi dice che cazzo sta succedendo?
La verità, non la balla della disinfestazione.
Senta, io capisco la sua frustrazione, ma come le hanno spiegato?
Io me ne vado.
Non può andarsene!
Lasciami.
Se fa un altro passo, chiama i carabinieri.
Direttore.
L'Amedeo di Savoia è in linea.
Sì.
Il battito è regolare e la pressione è nella Norma.
Molto bene.
Certo che con quel cuore ci potevi giocare a calcio.
Ho prelevato un campione per la biopsia.
Se si trattasse di un caso di malattia di Chagas sarebbe davvero unico.
Speriamo anche che non sia il primo di Lebra.
Ma per fortuna non lo è.
Ah, che Bella notizia.
Confesso che mi sentivo in colpa ad averlo portato in un reparto così delicato.
In colpa, dottore?
Per cosa?
Una piccola pausa per aver salvato la vita di una persona.
Grazie di tutto, davvero.
E se la provincia iniziasse ad annoiarla, sappia
che qui per lei le porte sono sempre aperte.
La ringrazio, direttore.
Grazie.
Non sapevo che la lepra fosse così simile alle
manifestazioni putanee dello streptococco.
Ci ho pensato, m'erano così estese.
E poi quel ragazzo ha girato mezzo mondo e il quadro era compatibile.
Ho avuto molta paura.
E anche questa cosa tra noi mi fa paura.
Anche a me.
Però voglio vedere dove ci porta.
Si tenga questa schifezza.
In che modi?
Certo un po' di educazione non guasterebbe.
Beh...
Io credo che ci meritiamo una Bella cena.
Anzi, dopo una giornata come questa secondo me ci siamo meritati...
Di darci del tu.
Come preferisce lei.
Tu.
Ciao.
Ciao.
Se non ci serve niente io andrei.
Sì.
È stata veramente una giornataccia.
Mamma Mia.
Pensare che quando ero ragazza io sognavo di lavorare nelle missioni in Africa.
No, io non so se ne avrei mai il coraggio.
Ma non lo so.
Secondo me il coraggio arriva quando serve.
Guarda assunta.
Onestamente non me l'aspettavo.
Devo dire la verità nemmeno io.
Ne hai ancora per molto qui?
No.
In realtà ho quasi finito, me la sto solo prendendo comoda
perché tanto stasera Ferruccio prende Anna a danza quindi...
Bene.
Grazie allora.
Ci vediamo domani.
Ciao Serenella.
Ciao.
Ti manca eh?
Il traffico, la civiltà, il grande ospedale.
No, ma deve essere bello pure l 'ambulatorio di
Ostetella, giù in fondo alla campagna, certe risaie.
Ma smettila.
Ma andiamoci a prendere una birra, dai, una mezz'oretta.
Non posso Ferruccio, ci è fatto tardi, Agatha mi aspetta.
E poi secondo me anche tu dovresti rientrare, sai?
No, no, no, oggi è il giorno di Serenella, mica posso far tutto io.
E dai, lo offro io, come ai vecchi tempi.
Ai vecchi tempi ho sempre offerto io.
Ma che hai offerto, ti è lungo lungo con sto braccetto corto.
E poi oggi sei stato in sala operatoria, ti devi rilassare.
Vabbè, dai, d'accordo.
Beh, vado a prendere la macchina, ti aspetto fuori, eh.
Mmm, che profumino.
Dovrebbero capitare più spesso queste emergenze.
Anna, sta di là in camera?
Non è con te.
Come con me?
Dovevi andarla a prendere tu, no?
No, dovevi andarla a prendere tu.
Come dovevo andare io?
Ma come hai fatto?
Come hai fatto?
Stavo in ospedale con Mosca, che ne so.
Quando ho chiuso non c'era nessuno, sono sicuro.
Comunque, provate a vedere voi.
Da questa parte, lassù.
L'interruttore sulla sinistra.
Sì, grazie.
Anna!
Anna!
Anna!
Anna, dove sei?
Anna!
Amore!
Anna!
Anna, dove sei?
Anna!
Amore, sei qua?
Anna!
Anna!
Oh mio Dio, oh mio Dio, oh mio Dio!
Mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace tanto.
Amore, ma perché non hai chiamato nessuno?
Perché non hai chiesto aiuto?
Perché ci stavo aspettando!
Come stai piccola?
Come sta il cuoricino?
Fammi sentire.
C'hai avuto paura piccola Mia Mia?
Come ti senti?
I battiti sono regolari.
Amore, come stai?
Parlami, stai bene?
Ma certo che sto bene.
Adesso ce ne andiamo a casa e ci mangiamo una Bella cioccolata a volta.
Lo so, non è proprio un lavoro chirurgico.
Cena a letto?
Con champagne?
Alla fine di una lunga giornata e all 'inizio di una nuova vita.
Anche se per noi non è stata tanto lunga.
Io non ho mai visto il paziente alla fine.
Te non sei mai entrato in sala.
No, guarda.
Alla fine ci ho anche provato, ma il direttore me l'ha impedito.
Sì, era inutile moltiplicare le possibilità di contagio.
Senti, mi hanno richiamato da Milano.
Anche il primario sembra interessato alle nostre batterie nucleari.
Se l'affare va in porto, vi hanno già promesso tre anni di contratto,
40 batterie all'anno, posizione interna al reparto
come responsabili di impianti di pacemaker.
A Milano.
Basta tensioni.
Basta stare sempre a lemosinare la tensione.
Devi essere fiera di me vicino.
Il timido lavapavimenti.
Il povero tedesco che viveva in una roulotte.
Mi ha fatto di strada.
Ma ancora non ha finito.
Vada a casa, dottoressa.
Cerchi di riposare e parli con il dottor Ferraris.
Gli dica anche lei che non può lasciarci.
Buonasera.
Buonasera.
Luisa!
Luisa!
Luisa...
Pronto ospedale?
Sono il dottor Ferraris, ho bisogno di un 'ambulanza, è urgente.
Dottor Ferraris, è per lei?
Per Mia sorella, le do l'indirizzo.
Dica.
Via, sono a Campagna 21.
Ma facciamo partire, sì?
Sì, fate presto.
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