All language subtitles for Cuori.S03E07.Episodio.7.ITA.1080p.WEB-DL.AAC2.0.H.264-ESTA.IT-it

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Original subtitles

Mi offre un caffè, per favore?

Coffee for me, please?

Sì, certo.

Ah, italiano.

Grazie.

Senza zucchero, per favore.

Grazie.

Non ho mai gli spiccioli perché la Mia ragazza

La sua ragazza non vuole che beva il caffè.

Non si preoccupi, manterrò il segreto.

Comunque, dialetta la sua ragazza.

Lei è un dottore.

Chissà, magari alla fine mi opererà lei.

Se è qui è sicuramente bravo.

Adesso fammi riposare.

E basta caffè.

Dottore, quello era l'ultimo.

Promesso.

Comunque, piacere.

Io mi chiamo Filippo.

Che ci fai a buio?

Ti aspettavo.

Tutto bene?

Erecchia ha avuto un'altra crisi.

Avrei dovuto chiamarti.

Non dirmi che l'hai fatto.

È stata molto più violenta delle altre.

Non potevo rischiare che avesse un infarto.

Sono riuscita a rimuovere l'ostruzione e sembrava che fosse tutto...

avevo già tirato fuori il catetere, ma poi è precipitato tutto.

Il martello si è rotto.

Non lo so, non credo, non...

non lo so cosa è successo.

Io non dovevo farlo, lo so.

Dovevo solo starmene tranquillo, sparire fino alla presentazione del pacemaker.

Hai fatto la cosa migliore per il paziente, non hai nulla da rimproverarti.

Dovevo fare la cosa migliore per me.

Invece come uno stupido mi sono fatto trascinare da Delia.

Lo avrei fatto anche io se me l'avessi chiesto, era per salvare una vita.

Ma non lo capisci che potrei aver mandato tutto all'Aria?

Come va?

Beh, diciamo che non ho chiuso l'occhio stamattina.

Anch'io.

Mi dispiace, non dovevo coinvolgerti.

Speravamo tutti quanti in un finale diverso.

Ciao.

Scusi, scusi, buongiorno.

Senta, Mia madre deve fare il controllo post-operatorio.

Sa dirmi quanto ci vorrà?

Devo andare a lavorare, ho un po' di fretta.

Ma allora siamo in due.

Quando il dottore sarà pronto la chiameremo.

Nel frattempo vado pure a sedersi.

Grazie, molto gentile.

Dottor Ferraris, dottoressa Brunello... Ah, dottore, salve.

Walter Zucca, piacere.

Non so se l'ha operata lei, ma Mia madre deve fare il

controllo e io avrei un po' di fretta, devo andare a lavoro.

Guarda, appena sarà possibile gli infermieri verranno a chiamarla.

Ora abbia pazienza, ma noi dovremmo andare.

Voglio sapere che cosa gli avete fatto.

Amore, ti devi calmare, sei ancora debole.

Se no, se mio padre è morto e voglio sapere perché.

Le dispiace veramente moltissimo.

Non mi importa se le dispiace.

Voglio sapere che cosa gli avete fatto.

Possiamo continuare questa discussione nel mio studio?

No, perché voglio che tutti sappiano che cosa fate i pazienti qui dentro.

Facciamo come dice il dottore, dai.

Io non mi muovo da qui.

Me l'aveva promesso.

Le assicuro che abbiamo fatto tutto il possibile.

Ah sì?

Allora perché non era in sala operatoria?

Perché l'avete parato in radiologia?

Me l'ha detto un portantino, è vero o no?

Ora basta, ti fa male.

E qui fanno cose strane.

L'hanno rianimato con un coso non collaudato, l'ho sentito con le mie orecchie.

Ma gli era vero il defibrillatore portatile?

Gli ha salvato la vita.

Voglio l'autopsia.

Non me la cavate così.

Torniamo dal bambino.

Dottoressa, scusi.

Così, il direttore vuole vederla.

Vengo con te.

Sta arrivando.

Che il paziente abbia avuto un'ischemia mi è

chiaro, ma lei dottoressa che cosa ha fatto?

Non era la prima.

Il cuore era sempre più debole, il contropulsatore non bastava più.

Allora io ho chiesto al dottor Becker, al dottor

Barbero di assistermi e ho provato a liberare l'arteria.

Loro hanno soltanto eseguito i miei ordini.

L'ha fatto con i suoi cateteri?

L'ho autorizzata io.

Il paziente era troppo instabile per affrontare un intervento a cuore aperto.

Quindi non si poteva fare altro?

Ho valutato che fosse l'unica opzione possibile.

Devo comunque disporre l'autopsia.

Non ho scelta.

La figlia la pretende.

Certo.

Non puoi prenderti la responsabilità, non è giusto.

Sto in un reparto di cardiochirurgia e i pazienti muoiono.

Ma è successo a me e tu non eri d'accordo.

Te l'ho lasciato sola.

Sono responsabile quanto te.

Non sono stata molto gentile ultimamente.

E ho deciso di farmi perdonare offrendoti un caffè.

Vieni.

Se vuoi lo zucchero non c'è.

Senti...

Ho visto Olivia ieri a locale.

E mi ha detto che dei suoi amici stanno organizzando una

cosa che si chiama Premio Tenko, è la prima edizione.

Beh, io penso che tu sia perfetta per partecipare.

Non voglio avere più niente a che fare con quello.

Lo so che hai fatto un casino l'ultima volta, però gli ho parlato.

Sa che stai passando un momentaccio, quindi...

...hai disposto a chiudere un occhio e a sentire la tua canzone.

Dai, non fare quella faccia.

Per favore, ascoltami una volta.

Tu canti, noi suoniamo.

E con Olivieri ci parlo io.

Tu non ci devi parlare.

Irmè è un'occasione veramente importante.

Per te?

Sì.

Sì.

Certo.

È un'occasione imperdibile anche per me, ovviamente.

Non voglio finire a guidare autobus come mio padre,

anche se molto probabilmente è quello che succederà.

Perché?

Perché non ho il tuo talento.

E mi fa molto incazzare vedere che lo vuoi buttare nel cesso.

Invece il caffè proprio non lo sai fare.

Quindi?

Non ti ci vedo a guidare gli autobus.

Stai dicendo che posso chiamare Olivieri?

Io questa cosa la devo dire ai ragazzi.

Tu puoi farmi un favore, non cambiare idea.

Sì!

Forse dovresti andare anche tu a parlare con la Rosa.

Per dirgli cosa?

Potevo fermare Delia, non l'ho fatto?

Per non lasciarla sola.

E questo che ti preoccupa?

Tu dovresti essere preoccupata per me, non per lei.

Buongiorno.

Pronto per il girovisite?

Se intanto me ne stavo andando.

Come mai così nervoso?

È per la storia di Ricky.

È ancora sconvolto.

Non è facile perdere un paziente così.

No, certo.

Speriamo che si risolva tutto in fretta.

Devo andare da Brunoi adesso, ci vediamo dopo.

Un attimo, scusami.

Buongiorno Bruno.

Buongiorno.

La dottoressa Gallo non c'è?

Oggi no.

Credevo vivesse in ospedale.

Abbiamo deciso che devi incominciare a muoverti.

Passaggiate da 15-20 minuti, non di più.

E sempre accompagnato da qualcuno.

Quando torna ti deve trovare in piedi.

Grazie.

L'orologio suonava alle 9 quando ho mandato la nutrice.

Sono un po' vecchioso al pubblico.

Sì, lo so, ma sono una parente di Giulietta.

Stasera non riesco a venire.

Mi sento qua buona buona.

Va bene, si sieda qui.

Grazie.

I messaggeri d'amore dovrebbero essere come i pensieri.

Sei pronta?

Se avesse gli affetti!

...e il sangue caldo della gioventù si muoverebbe velocemente dalla palla.

Tocca a te.

Voce, eh?

Mi raccomando.

Ah, ebbene, Mia dolce, Mia buona balia.

Se le notizie sono tristi, dammene con un volto allegro.

Non ne posso più.

Lasciami ritirare il fiato, accidenti.

Le mie ossa sono tutte...

...duoce.

Ti darei le mie ossa se tu mi dessi le tue notizie.

Yolanda.

Yolanda.

Yolanda!

Oddio!

Che succede?

Yolanda, non lo so!

Aiuto!

Fate qualcosa!

Yolanda!

Yolanda!

Yolanda, respira!

Sono un medico.

Yolanda, giusto?

Sì.

Yolanda, tranquilla.

Sei asmatica?

Prendi il farmaco.

Dov'è?

Nella Mia borsa.

Sai Dov'è?

Sì.

Valla a prendere.

Tranquilla.

E lei, chiami un'ambulanza.

Sì, tranquilla.

Proviamo ad allentare il vestito.

Forza.

Rapidi!

Rapidi!

Dopo l'attacco d'asma le abbiamo fatto una fiala di aminofillina.

Sembrava stesse meglio, ma adesso è in tachicardia.

Potrebbe essere un effetto del farmaco, ma non mi piace, sta durando troppo.

170, sì, c'è qualcosa di strano.

Le facciamo un antiaritmico?

Prima facciamo un ECG.

Vado a prenderlo.

Le prendo anche un camice, non può stare così.

Sì, va bene.

Mi sento il cuore in gola.

Cerca di stare tranquilla, sennò peggiori le cose.

Respira, ma senza sbordare.

Che parte facevi, Giulietta?

No, alla baglia.

Mi ha rovinato tutto.

Era una prova, no?

Allora non hai rovinato niente.

Ora ce ne prendiamo cura noi.

Sì, certo.

La conosci?

Sì, la conosco.

Sì.

No, no, vengo io.

Sì, la tenga lì.

Arrivo.

Sì.

Cosa ci fai qui?

Sì, scusami, lo so che non...

dovrei essere qui e per questo motivo ti ho mandato a... a chiamare.

Perché questa mattina per la prima volta dopo tanto tempo che...

Mi sono svegliata felice, volevo dirtelo guardandoti negli occhi.

Non puoi stare qui.

Sì, lo so, adesso me ne vado.

Però ieri è stato bello.

Sempre senti, ieri sera non è successo niente.

Sì, lo so che è stato solo un bacio.

Però io ho sentito molto di più.

E credo che anche tu abbia sentito di più.

Altrimenti non mi saresti venuto a prendere, non avresti

buttato via le bottiglie, te ne saresti fregato e basta.

Io... sento che c'è qualcosa, lo sento dalla prima volta in cui ti ho visto.

Lo so che lo senti anche tu.

Non puoi dire di no.

Senti... senti, io devo andare.

Sono così ridicole.

Se l'arteria non si è rotta, non puoi essere stata tu.

Beh, qualcosa è successo.

Scusate, ho bisogno di te.

Sì.

Yolanda Russo, 18 anni, tachicardia indotta da aminofillino.

Solo che io non riesco a vedere niente di particolare.

Ecco.

Guarda, è lievissimo, ma c'è un sottoslivellamento del tratto St.

Potrebbe essere un infarto, anche se molto giovane.

Ha qualche sintomo?

No, né dolori al petto né al braccio.

Pensavo al potassio, ma i valori del sangue sono buoni.

Vengo con te.

Ti ritrovo?

Lo so.

Onestamente oggi non ho molto voglia di stare qui.

Va bene.

Andiamo.

Lei è sicuro che la ferita si stia cicatrizzando bene?

Sì, signora Zucca, tutto a posto.

Può andare a casa tranquilla appena troviamo suo figlio.

Aveva fretta di andarsene in redazione e ora è scomparso.

È un giornalista, sa.

Scrive per la cronaca.

Walter Zucca.

Walter Zucca.

Magari lo conosce.

Sì, magari avrò letto qualcosa, anche se non ho tanto tempo per leggere i giornali.

Sta sempre a lavorare, come mio figlio.

È la sua passione.

Eccolo là.

Sono sicura che sta lavorando anche qui.

Senti che cosa dice il dottore.

Un attimo, mamma, per favore.

Mi scusi, arrivo subito.

Prego.

Buongiorno.

Buongiorno dottore.

Helmut Becker.

Walter Zucca, piacere.

Dunque, questi sono gli anticoagulanti che mi avete chiesto.

Se vi servono degli altri farmaci ve lo dovete dire adesso, perché io devo andare

a sostituire un'infermiera che è malata e tu devi andare a prendere Anna.

Sì.

No, come faccio io ad andare a prendere Anna oggi?

Non lo so, non lo so, ma hai visto che causa che c'è oggi?

Io come faccio?

Stai tranquillo Ferruccio, ci penso io qui.

Grazie.

Grazie.

Finalmente qualcuno che collabora.

Non c'ho mai tempo, ho pensato ora a lavorare.

E lo sai di chi è la colpa, vero?

Come no?

Della emancipazione femminile.

So che per quelli della tua età è difficile, però vi ci dovete abituare.

No, la colpa è tua che l'hai convinta a fare la caposala.

E siccome è la colpa tua, adesso mi aiuti a trovare una

babysitter, che veramente così non si può andare avanti.

Sai che forse a Francesca le piacciono i bambini?

La tua fidanzata?

Non è la Mia fidanzata, Ferruccio.

Sì, ho capito, perché voi siete giovani, siete liberi, siete belli, ma sta

Francesca è una pratica, l'ha già fatto la babysitter,

che guarda che deve convincere Serenella che è la madre.

Anche il padre?

Cioè, pure a me che sono il padre, ma pure a lei, che è soprattutto la madre.

Non lo so, la chiamate e poi decidete.

Aspetta, vai un po' più piano.

Rallenta, rallenta.

Così.

Scusami, non sono molto lucida oggi.

Lo capisco benissimo.

Come è andata con la Rosa?

Alberto si è preso tutta la responsabilità.

Davvero?

Però non è che la cosa mi sollevi, anzi...

Vabbè, è tuo marito, è normale che voglia proteggerti.

No, lo so, lo so.

Ed è bello che lo abbia fatto.

Aspetta, ci siamo.

Di sicuro c'è un ristringimento della valvola.

E questo sembra un difetto interatriale, vedi?

Che brutta situazione, poverino.

Hanno sempre pensato che fosse l'asma a darle problemi

respiratori, perché nessuno si era mai accorto di questo.

Con il padre ci parli tu?

Sì.

Buongiorno, sono il dottor Alchieri.

Ciao mamma.

Che ci fai qui?

Mi ha chiamata Letizia.

Si è molto spaventata.

Vorrei portarla a casa, ma non vuole venire.

Che cos'ha Yolanda a respirare?

Sì, i polmoni stanno bene, Bene, ma abbiamo trovato una malformazione cardiaca.

C 'è?

Che vuol dire?

Che deve essere operata.

Però se ne occuperà un mio collega molto bravo.

Tranquilla.

Ma potrebbe morire?

Non succederà.

E tu perché sei venuta al teatro?

Secondo te mi sarei persa la tua prima volta in palcoscenico.

Il tuo sogno che piano piano si avvera.

Volevo vederti.

Io no.

E lo sapevi.

Adesso non è il caso di parlare di queste cose.

Ho bisogno di stare più tempo con te.

Che c'è?

Vuoi fare la madre adesso?

È un po' tardi.

Io sono tua madre.

Non hai voluto esserlo per tutti questi anni.

Adesso non voglio io.

Non ho più bisogno di te.

Basta!

Smettetela!

Vai a fare il medico, va, che è l'unica cosa che sai fare.

E tu non mi stai aiutando.

E te la prendi con me adesso?

Io vi ho insegnato a volervi bene.

Era una ragazzina quando mi hai costretto a scegliere, mamma.

Ma non è colpa Mia, se tu eri una ragazzina sciocca, e credo l'una.

Mi dispiace per Delia, perché uno si impegna tanto, poi...

basta niente, qualcosa va storto e tutti se la prendono con te.

Certe volte viene veramente voglia di lasciar perdere tutto.

Hai visto com'è che ero veloce?

Eri così veloce che non sono riuscita a vederti.

Allora guarda ora.

Sì, piano però, perché...

Se avessero lasciato perdere io non sarei qui.

Hai ragione, è che sono solo un po' venuto.

Ma io lo sapevo, lo sapevo!

Che cos'è?

Fammi vedere.

Ah, guarda qui, ti fa male?

Aspetta, soffia un po'.

Qua dobbiamo andare al pronto soccorso, fa vedere.

Soffia.

Parliamone più tardi, va bene.

Virginia, ho una notizia da darti.

Anch'io.

Alberto si è preso la responsabilità Dell 'intervento su Recchi.

Non dovrei più preoccuparti.

Davvero?

Meglio così.

Adesso vuoi sentire la Mia?

Mi hanno chiamato dall'istituto di fisica.

Le batterie al plutonio sono pronte.

Finiremo sui libri di medicina.

Ti importa solo di questo?

Di finire sui libri di medicina?

No.

Mi importa di aver lavorato a un progetto che cambierà la

vita a un sacco di gente e di averlo fatto insieme a te.

Pensavo saresti stata contenta anche tu.

Sì.

Scusami, hai ragione.

E chi è quella ragazza con cui stavi parlando?

È Mia sorella.

E immagino che la signora che sembrava avercela con te sia tua madre.

E quanto dura l'interrogatorio?

Scusami, è che non ne avevi mai parlato.

Non c'era niente da dire.

Senti, fammi un favore.

Mi faccio gli affari miei.

Fai tutto quello che puoi per aiutare Yolanda.

Miranda, non deve succederle niente.

Sì, certo.

Grazie.

Ce la fai?

Eh?

Dammi la manina.

Brava.

Eccoci qua.

È stata solo una piccola ferita, adesso deve tenere questa fasciatura per

un paio di settimane e poi stare in braccio

al papà non si sa per quanto tempo ancora.

Ancora?

I medici del pronto soccorso le hanno dato una caramella buonissima, vero o no?

Sì.

Si è solo preso uno spavento.

L'abbiamo preso tutti.

C'è mamma!

L'ho chiamata io.

Tesoro, vieni da me.

Vieni, vieni, vieni.

Niente di grave, è caduta mentre giocava.

E tu cosa stavi facendo?

Eri distratto dalla tua fidanzata?

Aspetta... è ancora mio marito, lo sai?

Non fare scenate davanti alla bambina.

E tu non fare stare quella lì con Mia figlia.

Guarda che lo so chi sei.

Basta, non ti permettere... Tu!

Tu non ti devi permettere Mia figlia e con quella lì non ci deve stare.

Hai capito?

Stalle lontana.

Mi dispiace tantissimo, io non credevo... Non importa.

Sto bene.

Aspetti un attimo.

Eccoci qua.

Adesso ti metti giù e ti riposi.

La sai tutta?

Sì.

È la Mia canzone preferita.

A te piace Baglioni?

Sì, molto.

Anche a me tantissimo.

Pensa che tra qualche giorno viene anche a Turino, va

al cinema centrale a firmare le copie del nuovo disco.

E tu ci vai?

No.

Cioè, mi piacerebbe sì, però non saprei cosa dirgli.

Cosa ci vado a fare?

Come è andata la passeggiata?

Bene, ne farei un'altra.

Beh, io ho altri pazienti di cui occuparmi adesso, però passo appena riesco.

Non volevo interrompervi.

No, no, stavamo parlando di un cantante.

Baglioni, lo conosci?

A lei piace molto.

E a te piace molto lei.

Dovresti dirglielo.

No.

No.

Che se ne fa di uno come me.

Non ho speranza.

Dai, amore.

Non la perdiamo quest'occasione.

Amore, io te lo dico, nostra figlia è come una fricchettona e Liam non ce la lascia.

Se non ci facciamo prendere dai pregiudizi,

andiamo lì che parliamo, la conosciamo e vediamo.

Eccoli qua.

Ciao.

Ciao.

Lei è Francesca.

Piacere.

Serenella.

Ciao, Ferruccio.

Piacere.

E quindi tu sei una babysitter?

Sì, sì, l'ho fatto per tanti anni ai miei fratelli.

E quanti fratelli hai?

Tre.

Sì.

Che tra l'altro la adorano, eh.

Scusa, è che a noi servirebbe qualche garanzia prima

di lasciare nostra figlia ad un'estranea, capisci?

Lo capisco, certo.

Se volete possiamo fare una prova.

Mi farebbe piacere conoscere Anna, così vediamo come vanno le cose.

Senza impegno, eh.

Questa mi sembra un'ottima idea, senza impegno.

Sì, certo.

Quando volete.

È stato un piacere.

Grazie.

Oltrettanto.

Ciao.

Che mi dici?

Non lo so.

Certo, poteva mettersi un reggiseno però.

Perché facciamo un reggiseno?

Vabbè, comunque... non lo so, ci devo pensare.

Sì, brava.

La sua fidanzata?

No, non è la Mia fidanzata, ma lei non potrebbe capire.

Si sbaglia.

Che una ragazza così Bella non voglia sposare uno come lei, lo capisco benissimo.

Ecco perché abbiamo desiderato che si facesse un referendum sul divorzio.

Perché il divorzio è un istituto che entra poco per volta nella legislazione e

diventa una parte fondamentale dei caratteri del matrimonio.

Scendi a suonare?

No grazie, non ho fame.

Stai bene?

Sto bene, non ti preoccupare.

Forse è il caso che ti visito.

Ti ho detto che non serve.

Cosa succede?

Scusa.

Ada oggi è caduta al parco.

L'abbiamo dovuta portare al pronto soccorso.

Si è fatta male?

No, ma una sciocchezza per fortuna.

Scusa, allora perché stai così?

Mi sono spaventata tutto questo.

Ora mi tranquillizzo, vai.

Non ho fame per voi.

Allora?

Dice che non ha fame.

Magari tu vada a chiederle come sta, le porto qualcosa da mangiare.

Tu invece come stai?

Non sai quante persone mi hanno chiesto oggi.

E tu cos'hai risposto?

Ho risposto che passerà.

Ma la verità è che non riesco a non pensare a sua figlia, al fatto che oggi

doveva essere il giorno più bello della sua vita.

Non lo so, forse operandolo potevamo salvarlo.

Lo scopriremo solo dopo l'autopsia.

Vorrei...

tornare indietro nel tempo.

Porto Olivia a fare un gelo.

Torno subito.

Olivia!

Andiamo.

Dopo quella sera, pensavo che non mi avresti più parlato.

E che mi fa piacere che ti preoccupi per me.

Sono vuota.

Non ho più niente.

Sì?

Vuoi sapere che cosa ho provato quando ci siamo baciati?

Niente, assolutamente niente.

Pensavo di aiutarti, invece ho fatto solo peggio.

Non è vero, tu mi hai aiutato.

No, io ti ho rovinato la vita.

Devi smetterla di cercarmi, io ti faccio sola del male.

Non sai come mi fai stare.

Ma so come sto io.

Ascolta, io sono innamorato di Mia moglie, di

Delia, e ieri sera sarei dovuto rimanere con lei.

Adesso ascoltami, non ti voglio più né vedere

né sentire, credimi, è meglio per tutti e due.

Molinette, una cardiologa, opera con una tecnica mai provata all'insaputa di

parenti e primario.

Chi è stato a parlare con questo Walter Zucca?

Non ne ho idea.

È un problema enorme.

Sapete quante telefonate ho ricevuto questa mattina?

E vogliono tutti delle risposte.

Allora la soluzione più semplice sarebbe scaricare tutto su di lei, dottoressa.

La reputazione di questo reparto sarebbe distrutta, ma io sarei salvo.

Assolutamente, faccia come crede.

E io credo che dovremmo smentire questa notizia.

Allora, se noi dicessimo che la dottoressa stava facendo un semplice cateterismo e

che Recchi ha avuto un peggioramento improvviso, sarebbe credibile?

La procedura è simile.

La dottoressa dichiara che l'arteria non è

stata danneggiata dall'inserimento del pallone.

Ho detto che non lo so.

Te ne saresti accorto?

Comunque non ho intenzione di mentire.

Dottoressa, noi stiamo facendo tutto questo soprattutto per lei.

Mi dispiace, non posso farlo.

E già che siamo qui, io non ero autorizzata e il dottor Ferrari sarà contrario.

Quindi quello che ho fatto è soltanto la Mia responsabilità.

Non ho altra scelta allora.

Ti rendi conto dei rischi?

Ti cacceranno.

Non lavorerai più da nessuna parte, cose come queste ti segnano per tutta la vita.

Io non falsifico una cartella passando sopra un cadavere.

Ma nessuno piace, però se stai rischiando di perdere qualcosa a cui tieni molto,

tocca sporcarsi le mani.

Tu ti rendi conto di quello che mi stai chiedendo di fare?

Io veramente non so che cosa ti sta succedendo.

Non so, forse mi senti colpa anch'io.

Se fossi stato qui, magari non sarebbe successo.

Ma purtroppo non c'eri.

Signora, suo padre ha uno scompenso cardiaco, non lo può portare via.

Al Mauriziano sono bravi, non si preoccupi.

E anche se non c'è posto qui non ce lo lascio.

Andiamo papà, dai.

Ma dove sta andando?

Devo visitarlo.

Anche la signora ha letto l'articolo.

E c'è il secondo stamattina che si portano via.

Siamo sulla bocca di tutti.

Tutti?

Non Helmut.

Che vuol dire?

Che il suo nome sull'articolo non c'è.

C'è solo quello di Delia.

Sembra abbia fatto tutto da sola.

Non so cosa sta insinuando ma non voglio nemmeno ascoltarti.

Ma dovevo saperlo prima, gli accordi non erano questi.

Sì ma io adesso dove vado?

Sono sola!

Pronto?

Pronto?

Era il fidanzato?

Non lo vuole più sposare?

No, era il mio padrone di casa che mi ha appena buttata per strada.

Mi dispiace, non volevo.

Sono un idiota.

Sì, lo è.

Avevi un foro nel cuore.

Adesso l'abbiamo riparato.

Ecco perché con i ragazzi non andava.

Comunque, se la dottoressa Gallo non ti avesse portata

qui, probabilmente non se ne sarebbe accorto nessuno.

Sei stata fortunata che fosse lì.

Meno male che non ha dato retta a sua figlia ed è venuta lo stesso.

Letizia non ce la voleva.

Ah, dici sua sorella?

Oddio...

Non lo sapeva.

Non dica niente, per favore.

Ho giurato che avrei mantenuto il segreto, ma...

Se lo scopri mi uccide.

Non dire niente a nessuno.

Non ti preoccupare.

Quindi ha utilizzato un palloncino per rimuovere l'ostruzione della coronaria?

Esatto, sì.

Interessante.

Ha funzionato, sa?

L'arteria era integra.

Il paziente è morto per un'ischemia, ma...

l'ostruzione non era causata da una placca.

Ah.

E da cosa, allora?

Aveva una malformazione congenita.

La Horta era praticamente incollata alla coronaria.

Ma immagino che lei, dottor Ferrari, se ne abbia già viste di queste cose, no?

No, non molto per fortuna.

Beh, questo Recchi, come sapete, era un iperteso.

E la pressione sostenuta della Horta ha finito

per schiacciare la coronaria bloccandola.

Voi non lo sapevate e non lo sapeva nemmeno lui.

Fumando come fumava, praticamente si è condannato da solo.

Voi non potevate farci nulla.

E anche dal punto di vista chirurgico.

Delia, scusa, ma adesso è tutto chiaro, è sicuro, non hai nessuna responsabilità.

Dobbiamo dirlo alla Rosa.

Vai tu.

Io vado a parlare con la figlia.

Se è una malformazione congenita, potrebbe averla lei e suo figlio.

Non ti ascolterò mai.

Lo so, ma...

devo provarci, è il minimo che posso fare.

Cosa è venuto a fare?

Sbrigati, andiamocene.

Abbiamo il risultato Dell'autopsia.

E suo padre aveva una malformazione cardiaca.

Non mi interessano le sue giustificazioni.

Che potrebbe avere anche lei o suo figlio.

È venuta qui per spaventarci?

No.

Ma è importante, dovete saperlo.

Andiamo, non voglio più stare in questo posto.

Se suo padre l'avesse saputo, si sarebbe salvato.

Avrei voluto, avrei voluto...

...costruirti ancora qualcosa d'amore.

Questa pizza che mi manca.

Aspetta, scusami un attimo.

Avrei voluto, avrei voluto dirti ancora quelle

parole che tu sai che non ripeterai mai.

Bello.

Mi piace.

Avrei voluto, avrei voluto non sprecare il fiato e starmene seduta.

Poi chissà, chissà cosa ricordi, della cura e

della Mia insistenza sulla parola differenza.

Che amore dopo amore, ancora un altro amore come un

Fiore, un Fiore di magnolia che muore in poche ore.

E' vero, ed è vero, non c'è enigma, non c'è mistero, passavamo soltanto da lì,

e sono incontri casuali, in serate normali, ed è soltanto

un piccolo racconto, ad averci abbandonato fin qui.

Brava.

Brava.

È questo.

Brava.

È vero o no?

È vero o no?

Grazie.

Dai!

Funziona.

Dove va?

Dove è andata?

Aspetta, vado un attimo a parlarla.

Irma!

Dove vai, Irma?

È un sì.

Mamma!

Sì, quanto mi sei mancato.

Ma è la madre.

Non piangere, mamma.

No, no, non piango.

Ecco.

E non direi potere.

Io... ti sono mancata?

No.

Un po'.

Un po' tanto, spero.

Fatti vedere.

Guarda qui come va in giro.

Come hai fatto a bucarlo?

Non lo so.

Non l'avevo visto.

Ci faccio caso solo adesso.

Non importa.

Poi me lo dai, te lo rammento e te lo riporto quando torni.

Va bene.

Basta che torni presto.

E allora?

Come stai?

A parte lo svenimento, sì.

Dai, hai ripreso i colori.

Non sto ancora benissimo.

Sì, va bene.

Mi sento già molto meglio.

Ti somiglia?

Tua sorella?

Dici?

Non lo so.

Non vai a salutarla?

Devo tornare in reparto.

Grazie per tutto quello che hai fatto.

Ma scusami se sono stata un po' brusca.

A questo ci sono abituato.

Le ringraziamenti un po' meno.

Grazie.

Si accomodi.

Perché io l'avete trovata?

Perché non l'abbiamo cercata.

È una malformazione molto rara e anche se

l'avessimo saputo era troppo tardi per suo padre.

Il suo sistema cardiocircolatorio era ormai compromesso.

Io gli dicevo sempre di non fumare.

Ma tanto convincerlo di qualcosa era impossibile.

E se dovessi muovercela io o mio figlio?

Basterà tenerlo sotto controllo.

E con un po' di attenzione potrete avere una vita lunga e Serena.

Se un giorno scopro che fuma lo ammazzo con le mie mani.

Volevo che lo conoscesse, che sapesse che era suo nonno.

Mi dispiace molto.

Va bene, non ho fatto in tempo a fare la spesa, ma potrei comunque farla tu.

Amore, ma io pure devo lavorare, no?

Capito, anch'io sono... Non ti preoccupare, ci mangiamo latte e biscotti.

Oh, ciao!

Che coincidenza!

Ciao.

Allora aspetto che mi chiamate per quella prova.

Sì.

Ciao.

Ma l 'hai vista?

Io non ce la lascio Mia figlia con quella.

Ma ce la porto libera.

Ho mostrato al giornalista la relazione autoptica.

E anche lui si è convinto che per Recchi non c'era alcuna possibilità.

Grazie.

Non si deve ripetere più però.

Non le nasconderò niente.

No, dottoressa, non ha capito.

Io non voglio più sentire parlare di cateteri e di palloni, non nel mio reparto.

Da oggi in poi si fa solo quello che autorizzo io.

Chiaro?

Chiaro.

A domani, allora.

La raccontaballe che è, eh, dottore?

Prego?

L'ha capito benissimo.

Lo sa che adesso mi tocca scrivere una smentita

e fare pure le mie scuse a tutti quanti?

Guardi, l'articolo l'ha scritto lei, non io.

Io le ho solo detto quello che sapevo.

Che cosa, un mucchio di fesserie?

Forse lei non si rende conto della gravità della situazione.

Io qui potrei anche perdere il posto.

Guardi, guardi, c'è Mia moglie, va bene?

Mi scusi.

E io cosa sto a parlare con lei, infatti.

Chi era quello?

No, nessuno, non ti preoccupare.

I soliti parenti rompiscatoli dei pazienti.

Ho una cosa per te.

Face maker?

Ma non è uno qualsiasi, guarda.

Io non so cosa dire.

Stasera, solo champagne.

Dai, andiamo a casa.

Sai quanto mi è costato veramente dire a Grunziched

che abbiamo dovuto sospendere la sperimentazione?

È stato orribile.

Ma è solo una pausa.

Lo so, però sarebbe veramente un peccato sprecare

i risultati che abbiamo raggiunto con Riccardo.

Adesso magari avrai più tempo libero, potremo

dedicarci al nostro progetto, al nostro bambino.

Speriamo di portare a termine questo progetto.

Vedrai, li porterai a termine entrambi.

Pronto?

Pronto?

C'è anche tua moglie.

Chi è?

Hanno sbagliato numero.

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