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Sottotitoli a cura di Sottotitoli www.

mesmerism.

info Sottotitoli a cura di Sottotitoli www.

mesmerism.

info www.mesmerism.

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info Non posso vivere senza te!

Sì, sono Ferrari.

Volevo sapere come andate la notte in Utic.

Anche la signorina Montau,

quella che ha dovuto farle alla bandagastrica. Esatto, sì.

Bene.

Non so che non lo siano.

Non so che non lo siano.

Non so che non lo siano.

Non so che non lo siano.

Non so che non lo siano.

Bene.

Bene, grazie. A dopo.

Scusa, ci abbiamo svegliato noi.

Sì, vorrei dire che non ho chiuso occhio tutta la notte.

Sto a chiederti un abbraccio.

Certo.

Che succede?

Stavolta l'uno.

Non lo sentivo di essere incinto.

Non lo sentivo.

Vedrai.

Vedrai.

Succederà di nuovo.

Quando mi lo so, lo aspettiamo e sarò bellissima.

Che lo aspettiamo ogni mese da pericchi mesi ormai.

Non ho mai desiderato una cosa così tanto.

Vedrai se non cambierai idea quando dovrei svegliarti nel mezzo della notte.

Ti non ho coperto.

Io?

Sarò la tua unica emergenza.

Adesso proprio a vestirti.

Non voglio fare tardi oggi.

Mi hai detto come è andata con Virginia.

Mi ho visto parlare prima dalla torca.

Ci ha rimasto malissimo per irritarti.

Mi sono scusato.

Ho capito.

Ma non c'era nessuno che potrebbe occuparsi di questa emergenza.

Tu te ne stareste andato via con un paziente in fin di vita.

Dai, vai a vestirti adesso.

Come si sente?

Vivo.

Mi sembra già un ottimo inizio.

Senta, lei ha qualcuno, un amico, un parente,

un fidanzato che possiamo chiamare per farla venire a prendere?

No.

Mi sembra strano una ragazza bella come lei.

Non abbia un amico speciale pronto ad arrivare in suo soccorso.

Scusi, eh.

Le volte io scherzo così in maniera anche un'inopportuna.

Non sa come sarrabbia mia moglie.

Però una cosa voglio dirgliela.

Ma non esiste nessun uomo che si mere di quello che lei ha provato a fare.

Noi scusi, ieri sera c'era anche un altro dottore, mi sembra.

Posso parlarli.

È il dottor Ferrari.

Perché io ogni vado bene.

Non sarò bello come lui, ma le assicuro che c'ho sempre avuto un mio perché, eh.

Non volevo ringraziarlo ieri.

Non riuscivo neanche ad aprire gli occhi.

Non l'ho ancora visto.

Ma passerà sicuramente per il giro della mattina.

E tu che ci fai qui?

Sono venuto a prenderti.

Ma è ancora presto?

Eh, volevo fare colazione con te prima di questa giornata.

Vieni.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

No.

Vieni.

Sono tanto agitato, sai?

Lo so.

E per questo che sono qui.

Ma tu devi stare tranquilla, perché betrai che andrà tutto bene.

E se scoprano che va tutto male.

Ehi, hai sentito che cos'ho detto?

Andrà tutto bene?

Finalmente potremmo pensare nella nostra vita

e Mario potrà tornare a casa.

Sei riuscita a parlarci?

Si, ieri sera mi ha chiamato.

Ha cambiato compagno a distanza, pare che questo ci ha più simpati.

Ah, sì?

Ogni tanto li portano anche a sciare.

Lei è sentito contento, quindi?

Sì.

Sì, ma non vedo l'ora che torni.

Io non ci posso pensare che l'inque è un colleggio da solo.

Io lo so che ti manca.

Ma devi avere ancora un po' di pazienza.

È già un miracolo che si è arrivato fino a qui.

Beh, non lo fai questo di caffinato.

Ma tu lo puoi bere il caffè normale?

Ma io senza di te non voglio.

Fra quanto partiamo?

Appena sei pronta.

Che fai?

Entrendiamo, voglio fermarmi un attimo nell'ospedale.

Lascio qualche immicazzona fa sopra i miei pazienti.

Ah, ma se la caverà benissimo, vedrai.

Perché anche tu pensi che la mia presenza in reparto sia superflua?

No, non l'ho detto questo.

Questo viaggio veramente non poteva cadere in un momento peggiore.

Questo viaggio era la nostra luna di miele.

Eh, lo so amore, però a partire due giorni dopo l'arrivo del nuovo primario

non è una grande presentazione, sei d'accordo?

Cioè, preferisci restare?

No, certo che no.

Tu ci tieni tanto e io sono un idiota.

Andiamo, dai.

No, va bene, non devi farlo per me.

Amore, sì. Tu sei mia moglie.

Ogni tuo desiderio è un ordine.

Questa cosa è così importante per te.

Virginia, io ho studiato il doppio di Fausto.

Il doppio. Te ne rendi conto?

Però lui fa il capo e io mi ritrovo al punto di partenza.

Tu come ti sentiresti?

Roma ristra sempre l'inno?

Certo.

È anche Firenze.

Sai cosa?

Ci aggiungiamo pure Napoli.

Guarda, ci andiamo per il nostro primo anniversario, te lo prometto.

Io ti amo tantissimo.

Tu riposati, Keri, abbiamo fatto tardi.

No, preferisco venire a lavorare.

Vado a camogliarmi.

Va bene.

Che fate qui?

Vi faccio un viaggio.

Luna di miele è rimandata.

Siete uguali voi due.

Lavoro, lavoro, non pensate all'altro.

Vado a farmi vedere se non vi penso nel viaggio.

Mamma mia.

Tu, un mico direttore, come sta?

Vieni, andiamo.

Non dira niente, ti prego.

Va bene, sozzitta, ma visto che ci sei,

potresti dar un occhiato col signore per fuori.

È arrivato da poco, alla guida, da solo, ma non so come abbia fatto veramente.

Lo ho detto mia moglie, si mi accompagnava.

Ma che si?

Mi ha detto che mi ha detto che mi ha detto che mi ha detto che mi aveva fatto.

Mi ha detto che mi aveva fatto.

Mi ha detto che mi aveva fatto.

Mi aveva detto che mi aveva fatto.

Mi aveva detto che mi aveva fatto.

Mi accompagnava, ma c'è sempre così tanto da fare.

Vedo che fa fatica a respirare, non si sforzi.

Più che altro, mi sento martello al posto del cuore.

Lo parti in un bulatorio, io mi cambio e arrivo.

Va bene.

L'azienda l'ha fondata a mio padre, Buonanima, nel 23.

È stato uno dei primi a coltivare i peperoni a carmagnola.

Faccia silenzio, per favore, se non lo sento bene.

Mi scusi, parlo, parlo.

Che poi, nemmeno il fiato per parlare.

Sembra una stenosi della mitrale.

Intanto mettiamo le liste per l'intervento.

Mi mandatti tutti i ferri?

Facciamo la firmare alla Brunello.

Sì, ma intanto mettiamo le liste così non perdiamo tempo.

Il direttore è stato chiaro.

Quando fai così capisco tante cose.

Così come sto solo seguendo le regole?

Non mi ha detto che lo trapiantiamo.

Se solo fossi un po' più elastico.

Mi trapiantate?

No, scusi, era un mato di dire.

Però non ha nessun intervento, stia tranquillo.

Però resta ancora un po' con noi, va bene?

Accompagnano in corsia.

Va bene.

Ma Irma, Mont... te... te... te ho... Monto.

Monto, quella che ha tentato di suicidiari, sta ancora in Utic.

Che c'è qualche problema?

Eh sì, mi tiene ancora letto occupato.

Per me si può dimettere.

Ha chiesto di te.

No, guarda, mi aspetto in sala.

Poi oggi arriva anche mia sorella.

No, voglio dire di carmi solo a lei.

Ah, e oggi?

No, ma non ti preoccupa, ci penso io.

Grazie.

Ma per questa ragazza che Alberto è arrivato a ritardo al matrimonio?

Eh sì.

La polveretta ce l'hanno portato col caro funo della morta.

Non abbiamo dovuto risuscitare.

E qui abbiamo una sostituzione della valvola.

Ma poche nel postoperatorio la paziente ha presentato una ritmia

la teniamo ancora qui.

Però qui vedo che andrebbe monitorato ogni tre ore

e l'ultima misurazione risale a questa notte.

E forse c'è stato il cambio di turno infermiere.

Provedo subito.

Grazie.

Gaia.

Sì.

Mi scusi.

C'è stato meglio.

Buongiorno, direttore.

Non era in viaggio di Nozze.

L'abbiamo rimandato.

Il lavoro prima di tutto, direttore.

Lei è molto giovane, Dr. Becker.

Solo all'anagrafe.

In realtà ho almeno tre vite alle spalle.

Non mi riferivo a questo.

Non basta un anello per tenere vicina alla persona che amiamo.

Ciao mamma.

Che fai la timida?

No.

Scusami.

È che non riesco tanto a vederti così.

Guarda che non sono ancora morto.

L'amore mio.

Papa dice che dobbiamo scegliare.

Papa dice che dobbiamo solo avere pazienza.

Passerà.

Sei caldo?

Come ti senti?

Mi sento come un pezzo di carne e scatola.

Dai, non scherzare.

Arianna.

Ciao Luciano.

Ciao.

Ciao.

Sembra che non vi vediate da un secolo.

Io vado a comprare un paio di giornali così poi te li leggo.

Ma bene.

Io non vi muovo.

Torno subito.

Torna a casa, ti prego.

Con che coraggio mi chiedi una cosa del genere?

Dobbiamo parlare.

Sono giorni che ti chiamo da tua sorella e ti fai negare.

Voglio spiegarti.

Non c'è niente da capire.

È talmente chiaro che è tutta colpa tua.

Qualcuno sa perché il direttore ci ha fatto chiamare?

E soprattutto perché gli sposini sono qui a non il luna di Miele.

Non sono a fare i nostri, Loro.

Ma è vero che il dottor Barbero era fidanzato con la corvara?

Un dio fidanzato.

Però appunto non sono a fare i nostri.

Se divorziano il vaso ce lo riprendiamo.

Sei impazzita.

Buongiorno.

Perché questa posta in evase è qui?

Non è dell'ospedale, direttore.

Sono l'emiratore di Fois.

Il sensitivo, lo conosce?

Mi ho sentito a parlare.

Non sapevo fosse ricoverato qui da noi.

Comunque via da lì quella roba.

Sì, va bene.

Volevo dirvi che è pronto l'esame da Caposala.

Qui c'è la lista di argomenti e testi da consultare.

Il tempo è a prepararvi, non è molto, ma dobbiamo correre.

Perché nel frattempo il reparto verrà gestito da una Caposala pro tempore.

Domande?

Ah, ci tenevo a specificare che sarà aperto l'infermiere di tutto l'ospedale.

Darò io comunicazione in varie reparti.

Mi scusi, ma non c'è sua fianza?

Mi è chiesto di finire subito.

Starà qui giusto il tempo di fare il passaggio delle consegne.

Per cui, fino all'esito dell'esame,

il suo posto verrà rimpiazzato da chi di voi ha più titoli e anni di servizio.

Signorina Macis.

Se la sente?

Buon lavoro.

Tu sei già ferrista, sei già un pezzo avanti.

Sì, ma come faccio con la casa con la bandina ferruccia, sei sempre qua?

Io con lo frigo vabbè non vado da qua.

Mi ha appena cominciato, tu vorremmo che se posso farla a Caposala.

Però assolta, mi spaventa moltissimo.

Scusate.

Signorina, dove va?

Voglio parlare con il Dott. Ferraris.

D'accordo.

Vabbè.

Vabbè.

Vabbè.

Vabbè.

Vabbè.

Vabbè.

Vabbè.

Signorina, dove va?

Voglio parlare con il Dott. Ferraris.

D'accordo.

Dopo ci parla, ma adesso doveva tornare a letto.

Sì, senta bene?

Sì.

Piano.

Ce la fa?

Adesso riattacchiamo questi e ci metto ultimi, va bene?

Aspatti.

Come si sente?

Quando torno a casa?

Beh, può fare una delle sue predizioni.

Ah, Leomago, legge le carte.

Anche, ma ora non sono nelle condizioni migliori.

È soprattutto un sensitivo.

Io preferisco dire che percepisco cose.

Ma non posso dire che non posso dire che non posso dire che non posso dire che non

posso dire che non posso dire che non posso dire che non posso dire che non posso dire.

Tipo cosa?

Vibrazioni, aurea, il futuro degli altri, un

po' meno il suo, altrimenti non sarebbe qua.

L'intangibile esiste, dottores?

Sì, ma non è l'intangibile ad averla salvata da un infarto.

Queste sono tutte per lei maestro, devono aver saputo che hai ricoverato qui.

Lei è anche famoso?

Non mi dica che non conosco il maestro, non li leggi giornali.

Laura.

Grazie.

Comunque dovrà rimanere qua ancora per un po'.

Almeno vorrò il tempo di vedere se la calma di cui abbiamo parlato è così vitale.

Ricorda?

Vi rivederci.

Ecco.

Ma lei, sa dirmi se questa primavera piove che

l'hanno scorsa la siccità, ci ha messo in ginocchio.

Ma tu che ci fai qui?

Non dirmi niente, poi ti racconto tutto.

No bene.

Per ora mi serve solo la tua firma.

Per cosa?

56 anni, nessuna storia clinica.

Ci è presentato con vertigini, affanno palpitazioni,

rullio di astolico e schiocco pedralico.

Secondo me è un astenosi.

Ma Fausto vuole la tua firma per metterlo in lista d'attesa per l'intervento?

Non te la prendere, ma non voglio creare

incidenti, c'è il direttore con il fucile puntato.

Vuoi visitarlo?

Scusi, dottoressa.

Sì.

Ha chiamato la signorina Ferrari per dire che sta arrivando.

Ma il dottore ancora in sala?

Ho visto che fuori ci sono i giornalisti.

Grazie mille, grazie.

Fai tu, mi fidò.

Le dò un ricostituente che l'aiuta a stare su, le dà un po' di forza.

E poi mi raccomando per qualche giorno ancora a pasti leggeri e beva molta acqua.

Le faccio chiamare un taxi?

No, non lo serve.

Perché vive qua vicino?

No, ma tanto devo andare a lavoro.

A lavoro? E' sicura? Se vuole, lo posso fare un certificato?

Sì, tanto per cantarmi, basta stare in piedi.

Lei canta, e dove canta?

In questo periodo, al Blue Night.

Il Blue Night?

Beite, fin i ricordi ci andavo spesso.

Prima di avere moglie e figli, non che moglie e figli siamo.

Beite, c'è un Beite in più di questi, c'è così.

Il dottor Ferrari non è più passato.

E oggi è una giornataccia, guardi, comunque le manda i suoi migliori auguri.

Buona giornata.

Buono, ma pronto?

Sì, amore.

No, certo, io posso passare dal fornale quando esco.

Sarà finito il pane, no?

Sì, non è meglio che ci passi tutto.

No, ci passo io. Mi fa piacere, passare.

Ci penso, io tu vai a parcheggiare.

Ecco.

Ciao, Luisa.

Ciao, grazie.

Ecco, vengo l'altro.

Mi aspetto di fare il riconso di una persona.

Mi aspetto di fare il riconso di una persona.

Mi aspetto di fare il riconso di un riconso di un riconso di una persona.

Mi aspetto di farlo.

Grazie mille. Per favore, per favore.

Niente cosoprattivo.

Grazie mille.

Tutto bene?

Ma sarà sempre così?

Così come?

Vorrei dentro dallo spadale.

Sono passati solo sei mesi dall'intervento.

Vedrei che piano piano allungeremo i tempi dei controlli.

Ha ragione quel giornalista. Mi sento un esperimento.

Diciamo che sei un po' come il primo uomo sulla luna.

Solo un molto, ma molto più affascinante.

Arrivi sempre al momento giusto.

No, ma io in realtà sono solo qui per rivedere

il famoso per questo rodiuffet di Zurico.

Sì.

Come sto?

Bella.

Che poi, quando vieni a trovarmi, vedrà che mia moglie non è una cattiva donna.

Sono le angustie della vita che l'hanno costata.

Come i peperoni quando è umido.

Io pensavo che il problema dei peperoni fosse la siccità.

Braccio.

Che cos'è?

Forza che non ho tutto il giorno, mi dia sto braccio.

È un semplice prelievo.

Ma è fatto.

Sempre salo come un pesce, io.

Se fosse così, non sarebbe qui.

Ora, zitto e fermo, grazie.

Tenga qui.

Grazie, né?

Era tutto impaurito.

Ma è una cosa da niente alla fine.

Molto gentile.

Scusi.

Ma non potrebbe essere un po' meno scherbata.

Mi scusi?

I pazienti hanno anche bisogno di... di conforto, di un sorriso.

Lei forse non lo sa, ma da oggi sono faccante funzioni di Caposala.

E le smancerie non rientrano nei miei doveri.

Seranella?

Ma la Macis è la nuova Caposala?

Sì.

Fino al concorso assunta fa le funzioni di Caposala, sì.

Ne vedrai che lo vince pura.

Lo devi fare tu, eh?

Non puoi lasciare il reparto in mano a quella.

Chuck.

Alberto, carissimo.

Delia.

Com'è andato il viaggio?

Lungo, ma confortevole.

Posso presentarti il direttore La Rosa, il nostro nuovo primario.

Direttore, il Professor Duffer.

Davvero molto lieto, professore.

Il dottore Ferrari mi stava spiegando che a Zuri dovevete riaperto i trapianti.

Non ufficialmente.

La tecnica ormai è sicura.

Ma i farmaci non riescono ancora a impedire il regetto.

Purtroppo siamo ancora in fase sperimentale.

Ma il caso di visa Ferrari è incoragente.

Come sta?

Ora lo scopriamo insieme.

Che presseo ti ha fatto?

Duffer, che tipo è?

Papà.

Preglievo di questa mattina.

Sì.

Come vanno i globuli bianchi?

Che è quel ragazzo?

Il mio figlio, chiamate Ferrari.

Veramente, è con il Professor Duffer?

Lo so, ma ho bisogno di lui.

Ci penso io, direttore.

Bruno si è ammalato di poliomilitri.

Bruno si è ammalato di poliomilitri a 11 anni.

Non era vaccinato?

Sì.

Certo.

Se avessi fatto il Sabin, probabilmente le cose sarebbero andate in modo diverso.

In Italia, all'epoca, c'era solo il Salk.

Non è bastato a proteggerlo.

Ma guardi, lui è sempre stato un bambino molto fragile.

Da piccolissimo si è preso una bronco

polmonite e da allora non si è mai più ripreso.

Avremmo dovuto tenerlo sotto una campana di vetro,

come lei immagina con i bambini, è impossibile.

Per cui si è preso l'apoglio, nonostante il vaccino.

Per fortuna, all'inizio, siamo riusciti ad arginarla.

Credevo che il peggio fosse passato.

Aveva anche ripreso una vita quasi normale,

da va bene all'università.

Pensi che hai preso la lode col Professor Giannini.

Giannini, Giannini, eh, fisiologia.

Brutta bestia fisiologia.

Vuole seguirle ormai del padre, bene?

Ma sono riuscito a impedirlo.

Come può vedere, i polmoni sono rimasti il suo punto debole.

È una banale bronchite e è diventata una polmonita bilaterale.

Chi ce l'ha in cuore in pneumologia?

Ha dottoressa Gallo.

Non la conosco.

Con tutto il rispetto,

io credo che il reparto non abbia le competenze per tenere qui i suoi figli.

Dottore lei affiderebbe sua sorella o un medico di cui non si fida.

È per stare dietro a lei che non ha mai voluto fare il primario, vero?

È stato un periodo molto complicato.

Eravamo in Svizzera, stavamo aspettando un cuore,

non me la sono sentita di assumere il mio incarico così oneroso.

Quindi nessuno può capirmi meglio di lei.

Guardi, sono appena arrivato

e occupare in questo modo una stanza del reparto, non mi metto in buona luce, lo so.

Ma la salute di mio figlio viene prima di ogni cosa.

Voglio qualcuno che si dedichi completamente a Bruno,

sotto la sua supervisione, naturalmente.

Ma voglio il migliore.

Mi interessi la tua firma, per favore.

È la paziente del nove, la ferita continua a buttare, non mi piace.

Che farmaci prende?

Ti lascio la cartella così te lascio di con calma e mi fai sapere.

La Bruna è la firmato.

Non capisco questo tono che avete, certo che lo metto.

Abbiamo un problema.

Il figlio del direttore è stato spostato qui e vuole che qualcuno lo segua.

Tocca a me a scegliere.

Certo, pneumologia non è il nostro campo, il direttore ci sarà colciato sul collo.

È comprensibile?

Alfieri, a te l'ingrato compito.

Alberto, Alberto, aspetta, nemmeno tutti fidi più di me.

Niente di personale, però diciamo che tra te e

la Rosa non è iniziata nel migliore dei modi.

Ma scusa, cosa dovevo fare? Farmi mettere all'angolo senza dire una parola?

No, io questo non lo so, però sfidarlo davanti a tutti non è stata una buona idea.

Bello, d'ascoltami, lo sai benissimo quanto io ti stimo e

sai anche che ti inserirò in un progetto appena possibile,

ma nel frattempo devi stare tranquillo e mantenere un profilo basso. Cioè, fai?

Non lo so.

No, no, non lo so, vedi di farcela, perché ho già abbastanza casini in testa,

quindi se me ne tolgesi almeno uno, te ne sarei grano.

Feraris, ma scusate, è vero che il ermomonto è stata ricoverata da noi?

La cantante? Non me l'hai detto?

Ma ti pare che rompi le scatole al dottore con

queste stupidagini, sapendo che giornata ha?

E dai!

Irma, come stai?

Ero preoccupatissimo.

Impiedi.

Non vedo.

Senti, piuttosto, mi dispiace non averti portato in

ospedale, ma quelli dell'ambulanza hanno fatto

storie, perché, sai, non è stato un po' più.

Non è stato un po' più?

Non è stato un po' più?

Non è stato un po' più?

Non è stato un po' più?

Mi piacciono averti portato in ospedale, ma quelli dell'ambulanza hanno fatto storie,

perché, sai, non siamo parenti, non mi hanno fatto salire in ambulanza,

non mi volevano nemmeno dire dove ti portava.

Sei stato tu a trovarmi?

Sì.

Ti ha chiamato mille volte.

Era come se non sentissi che stava succedendo qualcosa.

Vi fa ora che Gasparetti licenziasse.

Tanto puoi suonere anche da solo.

E a che ora suoniamo stasera?

Vuole lavorare?

Se non vuoi, me ne vado a casa.

No, no, no. Figurati. Certo che voglio e che...

pensavo che visto quello che era successo, solito,

alle 10 e mezzanotte.

Però lo devo dire, Gaspar.

Il dottore è Fieri, giusto?

Esatto.

Sai che mio padre si è rifiutato di farmi vedere quegli esami.

Non sono facile di interpretare per chi non è del mestiere.

Io ho quasi finito il terzo anno di medicina.

Qualcosa l'ho imparato?

Ho bisogno di avere un minimo di controllo sulla mia situazione, se non pazzisco.

Sarò molto come una tomba.

Che cosa ci faccio?

Cosa ci faccio?

Cosa ci faccio?

Sarò molto come una tomba.

Che cosa ci faccio, il mio paziente?

Posso sapere qual è la sua specializzazione, dottor La Rosa?

Come si permette a dottoressa?

Mi vorrei soltanto capire da che pulpito contesta la mia terapia.

Però a mio figlio segue la sua terapia da più di

due settimane, e nessun miglioramento, non le basta?

Dovrebbe sapere meglio di me che ci vuole tempo.

Tempo e pazienza.

O forse un'altra cura.

No, non c'è un'altra cura.

Dottore, cosa ne pensa?

Ho avuto la cartella in mano per non più di dieci minuti.

Non sono ancora in grado di fare valutazioni.

Mi raccomando, non si esponga.

Dottoressa, la situazione è molto semplice.

Bruno non è più un suo paziente, va bene?

Beh, sta comettendo un grosso errore.

Parlerò col mio primario.

Io già parlato io, se risparmi la fatica.

Il servilismo non ha mai guarito nessuno.

Amore, siamo d'accordo che Assunta

non è sicuramente la donna più simpatica della terra.

Lascia, lascia, lascia.

Però il suo lavoro lo sa fare bene.

È ziterla.

Ma che c'entra?

Ma come che c'entra?

Non ha una famiglia da accutire, no?

Guarda che fare la cavosala è un lavoraccio.

Non lo sapeva.

È comunque anche tu una famiglia ce l'hai e sei sempre qui.

Ma che vuol dire?

Che sono?

Dico che sono... No, no, no.

Ti prego, continua.

Tu sei un?

Tu sei un uomo e io sono una donna.

No, tu sei un dottore e io sono, sono un infermiera.

Oh mamma mia, con queste donne non si può dire una

parola fuori posto che subito ti mandano in galera.

È luce, respira male.

Che c'ho?

Calmo, calmo, calmo.

Prendi ossigio in adrenalina, subito.

Laura può chiamare la Brunello?

Sì, subito.

Il muscolo è in sofferenza.

Potrebbe essere l'inizio di un rigetto.

Facciamo una biopsie.

Così ci togliamo ogni dubbio.

Scusate, dottoressa deve venire urgente.

Sì.

Tu vuoi pure, noi finiamo di vedere le analisi quando torno a decidere.

Va bene.

Grazie.

Cosa è successo?

Teresa.

Scusa, avrei dovuto aspettare il risultato degli eosinofili.

Mi sono fatta engarnare dall'orecchio.

Il problema è un altro che avevi la testa da un'altra parte.

Mi hai più detto perché non c'era un'altra parte.

Mi hai più detto perché non c'era un'altra parte.

Mi hai più detto perché non c'era partiti.

Elmotto non voleva allontanarsi proprio ora che non ha più nessun ruolo.

Questa cosa è molto difficile per lui.

Tanto da costringerti a venire al lavoro il giorno dopo le nozze.

No, non mi ha costretta, l'abbiamo reciso insieme.

Vale.

Vediamo il tracciato.

Fa il contadino, no?

Sì.

Anche con gli animali?

Ma i ali soprattutto.

Ci sono delle piccole masse.

Potrebbero essere cisti.

Una chiniunco a quasi cartiaca?

Tutte hanno di sì.

Una deve essere scoppiata e ha causato una crisiena filattica.

Va operato, lillo dal fieri.

Va preparato per la sala operatoria.

Sì, dottoressa.

Grazie.

Questa cosa deve essere fatta entro oggi, va bene?

Va bene, dottoressa.

È venuto a rubarmi qualche altro paziente?

Voglio solo parlare.

Poteva farlo davanti al direttore,

ma mi rendo conto che fidarsi di me che lo seguo

da più di due settimane a richiedere il gruppo.

Come si spiega la persistenza della febbre e i valori di flogosi?

Il quadro clinico è complesso.

Una collega a collega.

Il respiratore a pressione negativa sta sicuramente aiutando alla ventilazione.

Ma inizio a pensare che possa aver creato uno squilibrio a livello emotinamico.

Il dottor La Rosa non tornerà su i suoi passi.

E io non ho la sua competenza sulla questione pneumologica.

La cosa migliore che possiamo fare è collaborare.

Ciò è, devo parare il culo.

Per una volta può scendere dalle barricate?

Sì, una donna in un mondo di uomini deve imparare a difendersi.

Non so che uomina ha conosciuto, ma io non sono uno di quelli.

Perché è giovane, c'è tempo.

Non credo proprio.

No, qui non siamo a discutere dei massimi sistemi.

Ho bisogno di re per tirare fuori Bruno da quel pulmone.

È lei di me.

Possiamo darci del tu?

Assolutamente no.

Ti ho cercato ovunque di venire subito in sala.

Chi è?

Te lo stavo per chiedere io.

È la pneumologa che si occupa del figlio, del primario.

Bella donna.

Comunque, non era un astenosi.

Per fortuna Daviesi ne accorta.

E a me non era un problema di fiducia nei tuoi confronti.

Nemmeno io ce l'avevo con te.

Saliamo, che ti spiego?

Sì.

Vedi questo nuovo film con Marcello Mastroianni?

All'ideale 1830 ce la facciamo, la grande abbuffata.

Ma perché ci mettono tanto?

Sì, no, cinema in effetti.

Ah, possiamo andare ce ne fuori?

Se penso alla pazienza che hai avuto in questi anni.

Sono innamorato, devi farti una ragione.

Eh, questo è la cosa che mi sembra più assurda.

Quanti anni hai chiesto un mal a quattro?

E poi l'ecattesa del cuore, l'intervento, il recupero.

Sei un cerutino.

E io un insano passione per i cerutini.

Ah, sì.

Sì.

Le abbiamo passate tanti insieme.

Scusate, dobbiamo fare un altro esame.

È semplice routine.

Il dottor Ralfieri?

È stata avvertita.

Quindi che si fa?

Non era un'emergenza?

Ma infatti non era un'emergenza.

Non era un'emergenza?

Ma infatti lo ha.

Tu non dovevi tagliarti i capelli?

Cosa sei, una spia?

Bisturi.

Il primario è dato a disposizioni precise.

Dobbiamo aspettare.

Preferisci vedere questo paziente morire?

Bisturi.

Avete cominciato?

Prego, cavo.

Non c'è niente di personale.

Eseguo solo gli urti.

Almeno risparmi il mio ipocrissia.

Purtroppo è ragione.

È il rigetto di grado uno.

E adesso?

Adesso stiamo calmi e continuiamo a monitorare.

L'anassinto mi potrebbe fermarsi.

Però teniamo i controlli ogni tre mesi.

Chiamo Zorigo Pajon, ai colleghi.

Senti, non voglio dire niente a Luisa.

Finché vive, lasciamo che viva senza pensarci.

Che significa mentirla?

Esistono bugie a fin di bene.

Per fortuna gli esami sono andati bene.

Oh, Tio, che sollevo.

Avevo una paura.

Tu ti rendi e punto. Mi hai ridato la vita.

Mi hai ridato la vita.

Potrò meri ingraziarti un bastardo.

Ah, la cartella di Irma Monto.

Il capo dice che la devi firmare tu.

Oh, se fissate queste firme.

Questa ci torna a trovare, eh.

Avevo una faccia quando uscite.

Che faccia avevo?

Sevo a me molto sola.

Speriamo che non faccia altre cavolate.

Che cocco, Barbero, dice che canta benissimo.

Magari una sera andiamo a sentire, eh.

Con le m... che lì.

Vai. Vai.

Su, Firenza.

Ma perché se ne vanno poteva aspettare qualsiasi cosa?

Non vanno.

Non vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Vanno.

Non poteva aspettare qualche giorno, noi.

Noi... Come faremo senza di lei?

Se una cosa è direttura ragione,

i tempi sono cambiati.

E tutti dobbiamo adeguarci.

Sarà impossibile sostituirla.

Questo reparto è stato tutta la mia vita, dell'affido.

Salenella.

Certo, è un primo campanello dell'arme.

Ma dobbiamo sperimentare i nuovi farmaci.

Ancora non l'hai perduto.

Eccovi.

Stavo solo per venire da te.

Ah, sì?

Da parte del professor Kranzig.

Non vedo l'ora di sapere come procedono gli esperimenti.

Purtroppo, il nuovo direttore ha agito... La caricata di responsabilità in corsia.

Però degli hanno molla, vero?

Vado.

Altrimenti per d'attreno.

Ti accompagno.

Sicuro? Posso prendere un taxi?

No, ti accompagno volentieri.

Ah, grazie.

Allora, mi cambio e vi raggiungo.

Non serve, amore. Ci vediamo dopo a casa.

Va bene.

Allora, abbiate.

Abbiate, grazie.

Ci andiamo a bere qualcosa, eh?

Eh, stasera non posso.

Mi hanno affibiato il figlio del direttore.

Ma è vero che sta messa così male, eh?

Mi hanno detto che sta dentro un polmone d'acciaio.

Ma io non li vedevo da anni.

Eh, purtroppo è tutto vero.

Ma perché l'ha trasferito qua?

Non si fida della sua pneumologa.

Aspetta, ma non dirmi che è la gallo.

Sai, dicono che sia la favorita del suo primario.

In corsia e soprattutto a letto.

Dr. Sagallo, mi dispiace.

Lei non è solo servile, è anche un bieco maschilista.

Guardi che io non ho aperto buco.

Favido, l'ho detto?

Scusa.

Pausto.

Merda.

Ah.

Non sapete la figura che ho fatto con la dottoressa che segue il figlio di La Rosa?

Cioè?

Voi siete sicuri che non volete venire a avere qualcosa?

Io sono sempre disponibile tranne stasera,

perché ci abbiamo la bambina dalla vicina che è molto paziente.

E noi non vogliamo profittare.

Eh no, che scherzi.

Le gioie della famiglia.

Se Danela mi raccomando, pensaci.

A cosa?

A dare l'esame da caposala.

Perché sarebbe perfetta.

Ma non scherziamolo.

Dico certo che sarebbe perfetta e bravissima.

Dico che però c'è un primo problema con la bambina, no?

C'è che ha iniziato un po' meglio.

Ma che ne sa a questo?

Ma a me che è sposato, a me c'è i figli.

Che ne sa dell'inferno che viviamo noi a casa con la bambina?

Dico da un punto di vista organizzativo.

No, guarda Ferruccio, me lo immagino benissimo.

Infatti per quello che io e Francesca non vogliamo sposarci.

Però voi ormai il danno l'avete fatto.

Ferruccio, guarda che dovresti solo aiutarla un po' nelle cose di casa.

Ma beh, comunque, visto che state parlando di me, mi interessa anche la mia opinione?

Certo, non voglio.

Non voglio farlo.

Non vuole farlo, l'ho detto, non vuole farlo.

Ma come ti salta in mente di lasciarmi solo in ospedale?

Io non so, veramente...

Non sarà all'arno e nemmeno il tevere.

Purtroppo non abbiamo il besuvio davanti.

Massiamo io e te.

Grazie, amore.

Dopo il casino che ha combinato oggi ne avevo proprio bisogno.

Ci prendiamo tutto dalla vita, signora Becker.

Te lo prometto.

Grazie.

Papà!

Ecca, ciao, ciao.

Mi adoro?

C'è una felpresa, pa, una sorpresa bellissima.

Veramente? Cosa?

Non devi guardare, è promesso?

Promesso?

Ciao, mamma.

Ma tu che cosa ci fai qui?

E' ancora casa mia.

Non sei contento, papà?

Certo che sono contento.

Quando riparti?

Sono tornata per restare.

Il teatro mi ha stancata.

Forse il teatro che sei stancato di te?

Ora in poi staremo sempre insieme, vero, Ada?

Ne fa io non intene vai più più.

Mai più muore, promesso.

Come sta?

È andato tutto bene?

Sì, per fortuna sì.

Sei già affezionato al suo vicino?

Affezionato, è un grande lompiscato, parla ininterruttamente.

Però mi dispiace per lui.

Sperava tanto che vedessi a trovare la moglie, invece, niente.

So cosa sta pensando.

Che sono solo anch'io.

Ma si sbaglia.

Ho le lettere, i miei libri, i miei carte.

Che cosa sta leggendo adesso?

Il castello dei destini crociati di Calvino.

È sui tarocchi.

Non sapevo che Calvino vi sei scritto un romanzo su dei rocchi.

Perché è un intellettuale serio.

In realtà non si tratta di un romanzo,

ma di una serie di racconti intrecciati tra loro dalla stessa sequenza di carte.

Magari lette al contrario.

Proprio come accade nella vita.

Non la sto seguendo, mi sono persa.

Prende il mio intervento.

Potrei interpretarlo come sfortuna, perché sono finito qui.

O come fortuna,

perché avevo più tempo da dedicare le mie letture.

Se solo le dessi ascolto alla sua parte più profonda,

quante cose scoprirebbe anche lei?

Signore, signore.

Irma, moto!

E adesso dovresti proprio smetterla, di ripetere tutto quello che si dice,

che non serviranno più a nessuno le tue strategie di superficie.

E quando pensavi di fare del bene, invece hai fatto soltanto male,

e quando pensavi di fare ai male, invece hai tenuto tutto quello che si dice,

che non serviranno più a nessuno, e quando pensavi di

fare ai male, invece hai tenuto tutto quanto insieme.

Se il destino ne so che sta, sembra evidente che qualcosa qui non va.

Se il destino ne so che sta, sembra evidente che qualcosa qui non va.

Io sono la negazione di tutte le negazioni possibili per il mio amore.

Che succio!

Che cazzo succio!

Lettale

Stamina

Sottotitoli e revisione a cura di QTSS

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