Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Portuguese (Brazil)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Sottotitoli di Northway Fansub www.facebook.com/northwayfansub
Traduzione di Hanna Lise e Lexlex
Reclamizza il tuo prodotto o marchio qui,contattare www.SubtitleDB.org oggi
- Accosta. - Accos... perché?
- Continuo a piedi. - Sul serio?
Per favore, ti fermi?
È lontano. Prima sistemiamoci, è quasi ora di pranzo.
Torno prima di pranzo, Ditmar. A dopo.
- Buongiorno. - Benvenuto, signor Weyse.
- Grazie, signorina Fie. Ci sono gli altri? - Sì, quasi tutti.
- Prendete la chiave. - Grazie.
Ma guarda qui! Adesso avete un bancone.
Avete notato che ho una giovane signora con me, quest'anno?
Sì, signorina Kitty Hansen.
Una ragazza della scuola di teatro. Le ho promesso che avrei studiato con lei.
- Che fate, Kitty? - Cosa?
Che fate con le valigie?
Non devo portarle dentro? L'autista le ha messe lì.
Ci pensano le cameriere. Lasciatele lì.
Mollate le valigie!
Benvenuta, signorina Hansen. Vi mostro la stanza.
- Starete qui. - Sì, di qua.
- È tutta per me? - Certo.
Sistemate pure le valigie, vi vengo a prendere all'ora di pranzo.
Grazie mille.
Che responsabilità mi è stata data.
- È molto dolce. - Certo, ma anche ingenua e innocente.
Ma con i miei vecchi amici non ci sarà nulla da temere.
Siete voi, Weyse?
- Quindi siete venuto. - Ehm... sì.
- Stavate chiamando per il pranzo? - No, ci vuole ancora un po'.
Grazie.
- Il signor Aurland ha cambiato camera? - No, solo quando il piccolo lo tiene sveglio.
Il... piccolo?
La signora Aurland ha partorito in primavera.
Sì, ma... hanno portato il bambino?
Sì, è un bellissimo maschietto. L'hanno chiamato come il padre del marito.
Severin.
Severin...?
Ciao.
- Posso entrare? - Certo.
- Vuoi qualcosa? - No, grazie.
- Di chi è questa casa? - Di un artista di Skagen.
È andato in Italia, così l'ho affittata per tutta l'estate.
- Non starai in albergo? - No, sono un po'...
...mi sono innamorato di questo posto.
Forse per quello che è successo l'estate passata.
Ho baciato una bella ragazza durante un temporale.
- Difficile da scordare. - Max...
Cosa ti è successo quando sei tornata da Dessau? Hai cambiato idea?
No, non ho cambiato idea. È che non potevo.
Quando sono tornata a Copenaghen, mio padre era andato in bancarotta.
Bancarotta?
Madsen non era uno degli uomini più ricchi del paese?
Ha perso tutto col crollo della borsa a New York. Piangeva come un bambino.
Non me la sono sentita di dirgli che lasciavo Ditmar.
- Perché non me l'hai detto? - Volevi costringermi a scegliere.
- E l'hai fatto. - Sono stata costretta!
Non lo capisci? Quando mi hai scritto che eri qui quasi saltavo dalla gioia.
Non sono neanche passata in albergo. Mi sono fatta lasciare qui da Ditmar.
Non vedevo l'ora di incontrarti.
Ho sognato di noi tutti i giorni, tutte le notti...
- Devo andare. - Come?
- Tornerò. - Quando?
- Dopo pranzo. - Se vai via, non tornerai più.
Devo andare, o i miei si domanderanno dove sono.
I tuoi sono qui? Non era andato in bancarotta tuo padre?
Aveva donato diverse proprietà a Ditmar come regalo di nozze.
Ditmar è preoccupato. Mio padre sperpera un sacco soldi.
Nessuno deve dire che Georg Madsen abbassa la testa.
Che ne dite? Mangeremo aragoste buone quest'anno?
Mi sa che di rifornimenti non se ne parla.
- Cosa? - Morten... è scappato.
Sono l'ultimo a rimpiangerlo. Vuol dire che ci riforniremo a Skagen.
Parlerò con la signora Andersen. Chi si aggrega?
- Non saranno care? - Nah!
Io posso farne a meno, suocero.
- Neanche voi, Frigh? - Ma sì...
Siete arrivati, Ditmar!
- Amanda è lì? - Ha voluto fare una passeggiata.
- Amanda che passeggia? - Ho detto la stessa cosa!
- Vai a fare il bagno prima di pranzo? - Sì, sì. E le aragoste le offro io.
L'estate viene soltanto una volta all'anno.
Non credevo sarebbero venuti quest'anno.
Madsen non riesce a contenersi. È di nuovo in marcia.
- Ma non sappiamo perché. - Voi lo sapete, conte Ditmar?
- Forse non è il caso di chiedere. - No, no, chiedete pure.
Tanto non ti risponde, Alice.
Aragoste per tutto l'albergo. Era davvero necessario?
- È quello che si aspettano da me. - Non ti cambi?
Devo ricominciare!
È impossibile. Non puoi possedere niente.
- Questa cosa mi fa impazzire! - Mi hai quasi fatto condannare.
Ce la passiamo bene. Ditmar si prende cura di noi.
Almeno finché non finirai anche i suoi soldi.
Soldi che ha avuto da me.
- Per fortuna hai fatto in tempo a darglieli. - Vado a fare un giro in macchina.
- Ora? - Sì, vado a prendere quelle aragoste.
Tra poco si mangia.
- Vado a mangiare da Jeckels. - Georg!
Ho lavorato da quando avevo 12 anni. Non posso ridurmi a vivere di elemosina!
- Non dovevamo goderci la vacanza? - Non mi interessa la vacanza!
Allora perché siamo venuti?
- Perché devi sempre metterti in mostra? - Non voglio che mi compatiscano!
A compatirti sei bravissimo da solo.
- Ciao, papà. - Tua madre è di sopra.
Dove vai?
Buongiorno, signorina Madsen. Oh, scusate, dimenticavo che siete sposata.
- Non importa. - Tutto bene il viaggio?
Vostro marito ha detto che non vedevate l'ora di andare a fare il bagno.
Oh, sì. Non mi aspettavo di vedervi qui.
Dicevate che non sareste venuta, quest'anno.
- Sì, beh, ho cambiato idea. - Siete stata qui anche in inverno?
Sì.
La signora Andersen deve apprezzarvi tanto.
Vado a raccogliere le verdure. Il vostro bagaglio è stato portato su.
Vostro marito ha detto che volevate disfarlo da sola.
Grazie.
- Sei tu? - State portando via le cose?
Quello di cui ho bisogno. Il resto verrà comprato.
Vendete la casa?
Avrei dovuto farlo molto tempo fa. Non posso tenere una casa vuota.
E se Morten tornasse?
Non ho notizie di lui da più di un anno. Tu sai dov'è?
- No. - Meglio così.
L'hotel può usufruire dell'orto anche se la casa viene venduta?
Signor Enevoldsen?
- Potremo usare l'orto? - Dipende dall'acquirente.
Abbiamo piantato e seminato, e poi con Morten...
Non so cosa prevederà il contratto.
Che fregatura se l'acquirente si prenderà anche l'orto.
- Tutto il tempo che ci ha passato Fie... - Il contratto ancora non è stato scritto.
- Allora raccogliamo tutto. - Questo farebbe felice Knud.
- Io lo faccio volentieri. - Certo, Edith, nessun dubbio a riguardo.
- Come faremo, signora Andersen? - Compreremo le verdure dal fornitore.
Ma sarà troppo caro.
- Dovrete alzare i prezzi delle stanze. - No, non posso.
- Di questi tempi non è il caso. - Possiamo metterci d'accordo.
È difficile per lui vendere casa mentre vive a Skagen.
Se ci offriamo di mostrare la casa agli acquirenti, potremmo chiedergli
di vendere a noi il terreno.
Io non ho il coraggio di chiederglielo.
- Fie non si creerà problemi, vero? - Infatti.
Ho spostato i pannolini, sono lì sotto.
Oh, grazie.
Perché non vi fate aiutare da una delle ragazze per il bagnetto,
- così potete godervi la vacanza? - Preferisco fare da sola.
Mio figlio e mia cognata ad Uppsala hanno due ragazze che li aiutano.
Ma è anche vero che lei proviene da una famiglia ricca.
- Buon per loro. - Già.
Ora sono in vacanza a Vienna. Mi hanno chiesto di andare con loro,
ma non so come la pensava Adam. E poi non posso tradire le amiche del bridge.
Mi scuso per essere scappata due volte durante la partita di ieri sera.
È soltanto bridge.
Lydia, "soltanto" e "bridge" sono due parole che non dovrebbero trovarsi nella stessa frase.
Non credo andrà meglio, stasera, quindi preferisco rinunciare.
- Abbandonate, signora Aurland? - Scusate, scusate.
Una neomamma non è abituata ai pianti del bambino.
Parli di qualcosa di cui non hai alcuna esperienza.
Come faremo a giocare a bridge stasera, se la signora Aurland non partecipa?
Non credo intendesse solo stasera. Parlava di tutta l'estate.
Sei arrivata. Avevo ragione? Era lunga la strada?
Non era così male. Farò una passeggiata dopo pranzo.
- Che c'è? - Ho una sorpresa per te.
Cioè?
- Indovina. Ti piacerà. - Dimmi cos'è!
Ho invitato Ella e Frederik.
Ella e Frederik?
Eri dispiaciuta che Ella non fosse venuta al fidanzamento.
- Li ho convinti a venire da Hornbæk. - È una pessima idea.
Siamo appena arrivati. Magari tra qualche giorno. Diglielo.
- Non posso dirglielo. - Che ci vuole?
- Amanda? - Allora lo faccio io!
Sono già qui.
Amanda!
Che bello vederti. Doveva essere una sorpresa.
- Infatti. - Frederik, ti presento Amanda.
- Ciao, Amanda. - Ciao.
È deluso perché non c'è un campo da tennis.
Ma c'è il croquet in giardino.
Gli è stato già proposto di giocare.
Ecco la vostra chiave. La prima stanza appena salite le scale.
- Poi portiamo su i vostri bagagli. - La stanza dove dormono di solito i miei.
Bene, è ora di pranzo. Dopo andiamo in spiaggia.
Frederik e Ella avranno bisogno di riposare.
No, abbiamo tanto di cui parlare e devi farmi fare un giro.
- Quanto tempo rimarrete? - Tutta l'estate. Non è meraviglioso?
- Grazie. - Vostro marito prende il caffè qui fuori?
No, in salotto. Fa troppo caldo qui fuori. Che dici, Otto?
- Prendi il caffè dentro? - Sì, là fuori fa troppo caldo.
- Non andrà per mare, quest'anno? - Grazie a Dio no.
Dopo che gli hanno sequestrato la barca, non l'ha più nominata.
Non è mai stato facile per Otto il fatto di aver ereditato la fabbrica
dal nonno e dal padre. È come se si sentisse in trappola.
Su questo è diverso da vostro marito.
- Lo credete? - Sì, vostro marito...
Abbiamo saputo cos'è successo lo scorso autunno.
Ma chiaramente si è ripreso presto.
- Cosa fa ora? - Ve lo dirà lui stesso.
Non sono affari miei, ma... vederlo già così in movimento...
è impressionante. Mio marito ha avuto una brutta crisi,
quando ha ereditato tutto. Ora per fortuna si è calmato.
Vorrei che mio marito la prendesse con calma come voi.
- Potremmo scambiarceli. - Scambiarci i mariti?
Sì, solo in estate.
- Hai detto qualcosa, Alice? - No, continua a dormire.
- Abbiamo finito con i piatti, signora. - Allora siete libere.
Andiamo a fare un bagno?
- Tutte? - Certo, andate.
- Io posso restare, signora Andersen. - Sei una fifona!
- Non ho paura dell'acqua, Edith. - Hai parlato con Enevoldsen?
- Sì, verrà qui per parlare. - Bene.
- Andiamo a nuotare, ora. - Sì, e ci andiamo tutte.
Io posso restare.
Fie? Pensi che Enevoldsen sappia qualcosa di Morten?
No, non ha notizie da più di un anno.
Helene? Su, da bravo.
Helene!
Helene!
Helene? Si è risvegliato.
- Vieni qui. - Eccolo qua.
E anche questo. Mi sdraio un po' nella stanza 11.
- Hjalmar mi aveva detto che eri qui. - Sì, sono arrivato stamattina.
- Tu ceni in camera. - Sì.
Severin è un po' noioso, in questo periodo.
Ma diciamo sul serio? Severin?
So che è per il padre di Hjalmar...
Pensavi davvero di poter mettere bocca su questo? Non parliamo qui, vieni.
È davvero un bravo bambino. Non abbiamo avuto problemi finché non siamo arrivati.
È tutta colpa tua. Ho cercato di convincere Hjalmar
di non venire quest'anno. Mi chiedeva come mai.
Non potevo mica dirgli che non volevo vedere il padre del bambino.
- Il bambino avverte come mi sento. - Per favore, Helene.
- Me ne vado. - No, ce la posso fare.
- Vuoi tenerlo? - Preferisco di no.
È un bambino molto bello, vero?
- Sì, è bellissimo. - Ehi, che c'è?
Mi fai il sorrisino?
Sicuramente ha visto che sono un attore famoso.
- Non sapevo ci fosse qualcuno qui. - Non vi preoccupate.
- Ah, siete qui, Frigh? - Sì.
Vogliamo dare un'occhiata a questo, piccola Hedwig? Andiamo in giardino.
Sei stato anche troppo qui. Dovresti uscire a prendere un po' d'aria.
Chi è la signorina che è venuta qui con Weyse?
- Si chiama Kitty. - Mi sembra abbia detto Hedvig.
Stanno preparando "L'anitra selvatica" di Henrik Ibsen. Lei impersona Hedvig.
- Ah, è un'attrice? - Allieva. Weyser l'ha portata
- per farla esercitare. - Pensavo fosse una parente.
- Ma non mi dire. Un'attrice... - Allieva, ho detto.
- Non portare il giornale a passeggio. - No, certo che no.
- Entra! - Decido io quando!
10, 20, 30, 40.
- È troppo fredda, non entro. - Dai, entriamo insieme.
70, 80, 90, 100!
Il bagno nello stesso posto degli ospiti?
- Chi l'avrebbe detto? - Avete paura che si sporchi l'acqua?
La spiaggia dovrebbe essere riservata agli ospiti.
Il personale dovrebbe nuotare da un'altra parte.
Hanno solo mezz'ora di pausa.
Parliamo di due cose diverse, Amanda.
Tu parli di cose pratiche, io parlo di principi.
Non è saggio?
Edith!
È calda l'acqua? Signorina Fie?
Devo lasciarle un messaggio. Vengo subito.
Conoscete il villino vicino alla spiaggia?
- Quello vuoto? - L'ha affittato il signor Berggren.
- Il signor Berggren? - Gli ho promesso di andare dopo pranzo.
Potreste andare a dirgli che non posso?
Ho ricevuto la visita di un'amica e di suo marito.
Sì.
Mi dispiace coinvolgervi. Vi spiegherò tutto.
Non dovete spiegarmi niente.
- Scrivi ad Adam? - Sì.
Mandagli i miei saluti.
- Sì, appena sarò a Vienna. - Vuoi andare lì?
Sì. Ero venuta qui per giocare a bridge e a quanto pare non si può fare.
La signora Aurland poteva anche avvisarmi, prima di farmi fare questo viaggio.
Che farò io se te ne vai, Olga?
- Tu? - Allora... dovrò tornarmene a casa?
Perché? Ho pagato per il resto dell'estate.
Non chiederò mica il rimborso alla signora Andersen. Tu puoi restare.
Non è niente di così complicato, Lydia.
- Ah, sei qui? - Che dovrei fare?
- Ella è venuta a trovare Amanda. - Ci sono anche i suoi genitori?
Non sono venuti per noi. C'è anche il marito.
- Quel tetro dottore. - È andato bene il pranzo?
- Sì, indovina chi ho incontrato? - Qualcuno con una bottiglia di schnapps?
Il segretario del Primo Ministro. Sta viaggiando per il paese.
Tutte le imprese del grano stanno fallendo a causa della caduta dei prezzi.
I contadini chiudono le aziende. E dove vanno? In città a cercare lavoro.
Mi ha detto che il governo sta pianificando un progetto di costruzioni residenziali.
Tipo delle case popolari. Ed è qui che entriamo noi, apriremo una nuova società.
- Georg? - Lo so che non posso possedere nulla.
Ma lo faremo a nome tuo. Sarai dirigente.
Davvero?
Tra 14 giorni il Primo Ministro sarà a Jeckels, e ci incontreremo.
- Non dovrebbe andarci il dirigente? - Nah, il tuo è un ruolo pro forma,
tu non ti intendi di edilizia.
- Non ti è mai piaciuto Stauning. - Non possiamo fare gli schizzinosi.
- È il Primo Ministro. - Ti iscriverai anche al partito?
- Che fai? - Vado a letto con mia moglie!
Georg! Lo capisco quando sei di buonumore.
Smettila, Georg.
- E le aragoste? - Le aragoste?
- Sì, non dovevi portarle? - Cavolo, le ho dimenticate al ristorante.
Georg...
Ha detto che posso restare, ma non so che fare.
Non dovete andare a Copenaghen.
No, non saprei cosa fare lì.
L'Associazione dei Medium è chiusa durante l'estate.
- Allora, avete riposato bene? - Sì, davvero bene.
Signora Madsen, quanto mi manca la vostra figlia minore.
È stato bello, l'estate passata.
- È con i nonni. - A me mancano i gemelli.
Per fortuna il campo scout di Leslie sta finendo.
- Avete saputo che mia sorella se ne va? - Perché?
- Perché la signora Aurland non gioca a bridge. - Nessun altro può farlo?
- Ai signori non piace. - A voi, signora Madsen?
Io? No, non è una buona idea. So giocare solo ad Asso Pigliatutto.
- Sarebbe grandioso. - Non è difficile?
- Io ho imparato. Abbastanza. - Allora posso provare.
Olga. Olga! La signora Madsen vorrebbe giocare al posto della Aurland.
Non sapevo sapesse giocare a bridge.
No, ma la signora Frigh può insegnarmi le regole.
Mah, non è che si impara dall'oggi al domani.
Penso sia contenta.
Ho scritto qualcosa qui.
Dice che dovrete mostrare la casa se qualcuno vuole vederla.
E tenerla pulita. In cambio, avrete l'orto, per quest'anno.
L'anno prossimo, dovrete trovare un'altra soluzione.
L'avete avuto già un anno in più.
Pensavo che Morten avrebbe comprato la casa.
Ma come al solito non si può contare su di lui.
Dovresti parlare con Arne Kokholm qualche volta, quando hai tempo.
Si era arenata una nave inglese qui. Morten si è dato da fare per salvarli.
Ne dubito. Non aiutò nemmeno il fratello quando annegò.
Kokholm ha detto che Morten è uscito con la corda quando gli altri si sono rifiutati.
Pensavano fosse annegato. Per fortuna non è così.
La signora Andersen ha ricevuto una lettera da Morten.
Le ha chiesto di dirvi che sta bene.
Non fa nessuna differenza.
Morten è sempre stato un estraneo per te.
Che vuoi dire?
Come fai a sapere che Morten non è figlio mio?
Non l'abbiamo detto a nessuno.
Sai qualcos'altro di Morten?
Siamo stati vicini tutto questo tempo, e non hai mai detto una parola.
Neanche Morten lo sa.
Ora capisco perché lo viziavi sempre.
Non sarebbe mai venuto qui, se lo avessi amato almeno un po'.
Ho allevato il tuo bastardo e devo pure sentirmi accusato.
La casa sarà venduta, e se vorrà l'acquirente vi affitterà il terreno.
Ma glielo sconsiglierò.
- Chi era? - Il padre di Morten.
- È successo qualcosa? - No.
- L'avete avvisato? - Sì, mi ha dato questa per voi.
- Grazie per l'aiuto. - Di niente.
- Chi è che suona? - Il signor Weyse.
Ma che bello!
Non rimarrò molto. Sono stanca.
- Non ti senti bene? - Non vorrai lavorare ora, tesoro.
- Vi siete dimenticato le aragoste da Jeckels? - Me ne sono accorto che ero già qui.
Vado a prenderle domani.
Al mio genero non piace che si sprechino le cose.
- Spero di non fare figuracce. - Andrete benissimo.
È una carta buona l'asso di picche? Scherzavo...
La signora Frigh non vi ha detto che non si scherza quando si gioca?
No, non ci siamo ancora arrivate.
Che strano, ogni anno si mette a suonare, sebbene nessuno glielo chieda.
Oh, Signore... c'è speranza?
Già! La mia dolce pupilla, la signorina Kitty Hansen,
ha ricevuto un libretto da un'amica in America.
Vorrebbe cantare una canzone. Vi fa piacere?
Non sarà certo peggio di voi, signor Weyse.
"Love for sail" by Cole Porter (Amore in vendita)
Brava!
- Che diavolo di testo è? - Non vi piace, signor Weyse?
- Siete stata bravissima. - Oh, grazie.
- Di cosa parla? - Di una giovane che vende il proprio corpo.
Oh, beh, immagino che un'attrice debba saper recitare tutti i tipi di ruoli.
Sto lodando la vostra allieva.
Provenite da una famiglia di attori?
No, mio padre era avvocato. Voleva diventassi un'attrice.
- Aveva conosciuto Luise Heiberg. - Sul serio?
Stavo per andare a lavorare in ufficio,
ma ho fatto prima l'esame di ammissione, e il signor Weyse ha detto che l'ho superato.
Ho fatto una corsa a casa felice di dire a mio padre che ce l'avevo fatta.
Ma... quando sono tornata lo stavano portando via.
- Papà è morto mentre ero sul palco. - Ma è terribile.
- Non ve l'ho mai detto. - No, infatti.
Forse è meglio se andate a prepararvi per domani, signorina Kitty.
- Non posso rimanere? - Siamo qui per lavorare.
Oggi pomeriggio non conoscevate neanche il testo. E adesso vi ho fatto anche cantare.
- Sì, va bene. Buonanotte, signor Frigh. - Buonanotte, signorina Kitty.
Disciplina! È la prima cosa che bisogna insegnargli.
- L'America si è presa un bello spavento. - Tutto il mondo, a dire il vero.
In Germania 4 milioni di disoccupati. Gli americani hanno annullato i prestiti.
Governano con leggi d'emergenza,
e nel frattempo, nazisti e comunisti sono pronti a farsi la guerra.
Una crisi che non possiamo neanche immaginare a sud dei nostri confini.
Scusate se ve lo chiedo, ma perché avete smesso di dipingere?
- L'anno scorso eravate così tranquillo. - Perché la notte non dorme abbastanza.
La Germania vuole leggi e ordine.
Vogliono evitare guerriglie per strada.
- Qui stiamo bene. - Ma chissà per quanto ancora.
Se continua così saremo troppo pochi per mantenere tutti quei buoni a nulla.
C'è una penuria graduale di intelligenze.
- E su cosa vi basate per dire questo? - Numeri e tabelle, semplicemente.
Dobbiamo impedire a quelli meno dotati di mettere al mondo dei bambini.
L'anno scorso abbiamo avuto una legge sulla sterilizzazione delle inferme mentali.
Non sono orgoglioso di fare parte del primo paese in Europa
che ha messo in atto questa legge.
Nemmeno io. Ma per ragioni differenti.
Non è obbligatoria.
Invece dovrebbe essere obbligatoria la sterilizzazione di tutti i dementi.
- Cos'è un demente? - Non dici sempre che sono demente?
La legge riguarda la sterilizzazione delle persone con malattie mentali.
Ma dovrebbe includere anche criminali, alcolizzati e omosessuali.
Sono completamente d'accordo.
- Ce ne hai messo di tempo. - Qualcuno ti ha visto entrare qui?
- Nessuno. - Ti ho detto che sarei venuto io da te.
- Sarei potuto salire con... - Con chi?
Beh...
Madsen ed io potevamo aver voglia di farci un drink.
- Pensa se ti avesse trovato qui. - Mi hai mandato a letto troppo presto.
- Non esagerare, ora. - Mi hai chiesto di essere virtuosa e onesta.
- Al signor Frigh piace questa cosa. - Certo.
- Sei geloso? - Nah!
- Un po'? - Assolutamente no!
E tuo padre... l'avvocato che ha conosciuto Luise Heiberg?
Era proprio necessario? Tuo padre è un miserabile venditore.
L'arte è verità, non bugia.
Se non lo capisci non sarai mai un'attrice.
Kitty... lo so che tuo padre non vuole avere niente a che fare con te.
Ma non ti aiuterà mentire.
Puoi fare tu mio padre. Vieni, papà.
A Copenaghen sembrava una buona idea, ma non sono più così sicuro...
Lo sarai quando ti sarai spogliato e sarai venuto a letto con me.
È bello che Ella e Frederik siano venuti.
- Sembra si divertano insieme. - Non mi pare proprio.
Se è per il campo da tennis, è tutto risolto.
Una delle ragazze ha detto che c'era un campo all'Hotel Panorama.
Io e Frederik ci andiamo a giocare domani.
È da tanto che non tocco una racchetta.
Ma posso sempre recuperare. Possiamo giocare anche un doppio, se vuoi.
Buonanotte.
Lascia stare, Olga. La signora Madsen è stata solo fortunata.
- Non scendiamo a fare colazione? - Non riesco a giocare in questo modo!
Ma non hai sbagliato niente!
Se butti quattro fiori, sei in "renonce" di fiori.
Non si tiene una mano intera. È completamente senza speranza.
Che peccato, non puoi prenderti la rivincita, ora che te ne vai.
Non ho ancora detto quando parto.
- Bene. - Vai da solo.
- Non vieni? - Preferisco fare una passeggiata.
- Non facciamo colazione insieme ad Ella? - No, mangeranno in camera.
- Buongiorno. - Fate colazione in camera vostra?
- Frederik soltanto. Ha messo il broncio. - Come mai?
Perché sua moglie è senza speranza.
Fortuna che ci siete voi quando è di questo umore.
- Mangiamo noi, Amanda fa una passeggiata. - Uff, che tristezza.
Mangiamo insieme e facciamo una passeggiata dopo.
- Buongiorno, signorina. - Oh, buongiorno.
Grazie ancora per ieri.
È stata una bellissima esperienza sentirvi cantare.
- Vostro padre sarebbe molto orgoglioso. - Grazie mille, signor Frigh.
- No... non piangete. - No, è che...
...mi commuove la vostra gentilezza.
- Che succede, Otto? - Eh, stavamo parlando del padre...
- che ha perso in circostanze sfortunate. - Meno male che ci sei tu a consolarla.
Non puoi capire cosa ha passato quella ragazza.
- Ho deciso, dirò tutto a Hjalmar. - Ehm... "tutto" sarebbe?
Che sei il padre del bambino. Ci sentiremo più sollevati.
- Hjalmar si sentirà meno sollevato. - Sì, ma gli passerà.
- Hjalmar è un uomo irreprensibile. - Helene...
- Quante ore hai dormito stanotte? - Ho tutto chiaro in mente, ora.
Hjalmar chiederà il divorzio, e poi noi due ci sposeremo.
So che l'estate scorsa ho detto cose molto diverse, ma ora mi sento pronta.
Helene... cara Helene, è molto gentile da parte tua...
Hai conosciuto qualcun'altra?
Hjalmar dice che sei venuto con una signorina.
È solo la mia allieva. Ha appena compiuto 18 anni.
L'ha detto anche Hjalmar, ma con te non si sa mai.
Come fai a credere una cosa del genere? No, no!
Dopo di te, Helene, non so neanche più cosa sia il sesso.
Ma la verità... cara Helene... è che non è questa la soluzione.
- Perché no? - Conosci "L'anitra selvatica"?
L'anitra?
La giovane Hedvig vive felice con i suoi genitori,
finché una persona improvvisamente le dice
che non è la vera figlia del padre. Così la ragazza si spara.
No, Helene. Se le persone sapessero la verità,
non potremmo vivere insieme.
So che gli do sui nervi, ma è più forte di me.
Lui preferirebbe che stessi zitta e fossi sempre impeccabile.
Lui deve prendere l'iniziativa ed io devo accettarlo.
Non ce la faccio. Penso di non averlo mai amato.
Capisco cosa stai pensando.
Come fai a vivere con qualcuno che non ami? Cambiamo discorso.
- Andiamo a giocare a croquet. - Non dovresti andare da Frederik?
No, non mi va.
- Venite a giocare a croquet? - Io vado a giocare a tennis.
Con piacere. Ma attente, sono fortunata al gioco.
- Hai saputo com'è andata ieri sera? - Sì, mamma.
- Come si chiamerà la società? - Costruzioni A/S.
- Non suonerà un po' socialdemocratico? - Mi fa piacere tu l'abbia notato.
Perché sono loro che dovranno approvare il finanziamento per le case popolari.
Stato e Comuni garantiscono l'80%. Me l'ha detto ieri.
Ci serve solo un architetto.
Il signor Berggren dell'anno scorso...
- Hai detto che non ti piaceva. - Mica dobbiamo sposarci.
Intendevo dire il suo stile. Scatole di scarpe.
Ma è esattamente quello che il partito vuole. Com'è che lo chiamava?
- Funzionalismo. - Sì, quello.
Architetto, progetti... senza sapere se sarà approvato.
- Ditmar, per fare soldi bisogna spendere. - Di quanto parliamo?
Dividiamoci il lavoro. Io faccio i conti e tu firmi l'assegno.
Sì?
Avete finito col vassoio, signor Hoffmann?
Siete voi? Sì, entrate pure.
- Ci sono un sacco di zanzare qui. - Non l'ho notato.
- Mi hanno morso tutta la notte. - Mi dispiace.
Lasciatelo lì un attimo.
- Datemi la mano? - La mano?
Sì, datemi la vostra mano.
Sentite voi stessa dove mi hanno punto. No! Dovete sentire.
Abbiamo due possibilità.
O ci divertiamo un po' insieme...
...o dico di avervi vista rubare.
Il lavoro vi serve, no?
- Abbiamo finito con la colazione. - Allora prendiamo un caffè.
- Vai a chiamare Edith. - Non è nel salone.
- Era andata in camera del dottor Hoffmann. - Un po' di tempo fa.
Dov'è, allora?
Edith! Che hai?
- Cos'è successo? - Niente.
- Si vede che è successo qualcosa. - Se dovesse dire che ho rubato, non è vero!
- Chi dovrebbe dirlo? - Il dottor Hoffmann.
Dice che hai rubato?
Mi ha detto di toccarlo e mi ha preso la mano.
È stato orribile...
- Devi dirlo alla signora Andersen. - No.
Sì. Devi farlo.
- È di sopra, ora? - Non gli dite niente.
Sarebbe troppo imbarazzante. Rimarrà qui tutta l'estate.
- Non è successo niente. - No, meno male.
Vai a prenderti un caffè, Edith. Ne hai bisogno.
Grazie. Grazie, signora Andersen.
Non è certo merito del dottore se non è successo niente. Poteva succedere.
Edith sarebbe stata la sgualdrinella e il bambino un bastardo.
Sì?
Buongiorno, dottor Hoffmann.
Non ci siamo ancora conosciuti. Sono la signora Andersen.
Gestisco l'hotel.
Una cameriera goffa. Dovrete farmi cambiare le lenzuola.
Sì, lo faremo.
Purtroppo c'è stato un errore. La camera da questa sera è occupata.
- Cioè? Dobbiamo cambiare stanza? - No, sono tutte occupate. Per tutta l'estate.
L'abbiamo prenotata da casa. Spostate gli altri ospiti. Non ho tempo.
Devo andare a giocare a tennis all'Hotel Panorama.
Allora chiedete se hanno una stanza lì.
I nostri amici sono qui. Il conte Ditmar e Amanda.
Il grossista Madsen e sua moglie.
- Vado a chiamare Ditmar. - Non potete restare qui.
Non dopo quello che avete fatto.
Non so di cosa stiate parlando.
Allora vi dirò la stessa cosa che avete detto a lei.
Ci sono due possibilità. O ve ne andate...
o chiamo vostra moglie, il conte Ditmar e il grossista Madsen.
Così Edith potrà raccontargli cosa è successo.
- E credete ad una cameriera? - Certamente. Parola per parola.
Forse a Copenaghen funziona diversamente, ma qui si fa come dico io.
È stato versato...
- Il dottor Hoffmann se n'è andato? - Sì.
"Appuntamento importante a Copenaghen." Ha detto qualcos'altro?
No, andava di fretta.
Cavoli, proprio quando dovevamo giocare a tennis. Grazie.
- Sapete dov'è mia moglie? - È andata a fare una lunga passeggiata.
- E sa che Hoffmann se n'è andato? - Sì, l'ha saputo.
Ha detto di non aspettarla per il pranzo.
Va bene. Grazie.
Non ha avuto nemmeno il coraggio di salutare il conte Ditmar.
Aveva prenotato la stanza per tutta l'estate. Ne avevamo bisogno.
Poi c'è il problema dell'orto.
- Potrebbe interessare a tuo padre? - La casa?
- Non vuole smettere col mulino? - Sì, ma mio padre...
Farlo trasferire da Kærhøj e dal cimitero dov'è seppellita mia madre...
Era solo un'idea.
Non rientrare. Ditmar non ha bisogno di te. Io sì.
Purtroppo ha bisogno di me per salvare le apparenze.
A volte mi fa pena.
Quando mi dice che è costretto ad andare in Germania...
A caccia di uomini?
Beve così tanto che non si ricorda niente, dopo.
Povero Ditmar.
Ella pensa che non possa capire come sia vivere con un uomo che non si ama.
Ma è quello che faccio anch'io.
Perché mi dispiace per i miei genitori.
Max...
Era più facile prima di incontrarti di nuovo. Come faccio a tornare indietro, ora?
Non dovresti tornare indietro. Dovresti stare con me.
Sì, lo so. Ma prima devo parlare con Ditmar.
Vado a dirglielo, e poi ce ne andiamo. Non possiamo rimanere qui.
No... non devi farlo proprio ora.
Sì, Max, ora. Ora che ho la forza.
- Che c'è, Ditmar? - Ha appena chiamato mamma.
Papà è morto.
Mi dispiace tanto.
Sai cosa significa. Siamo i nuovi conti di Frijsenholm.
Al funerale, penseranno tutti:
"Sarà mai capace di prendere il posto di suo padre?"
Sarò mai capace di farlo, Amanda?
Devi aiutarmi. Devi aiutarmi!
Aiutami, Amanda. Non posso farcela senza di te.
È meglio se fai i bagagli.
Vado giù a dire alla signora Andersen che ce ne andiamo.
www.facebook.com/northwayfansub www.euroserietv.blog
Sostienici e divieni membro di VIP per rimuovere tutti gli annunci www.SubtitleDB.org
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.