Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
English
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
C'era una volta un paese delle dolci meraviglie, in cui ogni desiderio di
zucchero diventava possibile.
Il regno era abitato da quattro valorosi maestri del gusto che con creatività
sapevano realizzare grandi progetti facendo attenzione anche ai più piccoli
dettagli.
E in questo luogo incantato tra ricette ancestrali e tecniche sapienti era
venuto il tempo di accogliere al loro cospetto una giovane apprendista con un
grande sogno.
Giudici, ho preparato delle cosine buone per voi.
Lo sentite il profumo di cardamonio e limoncedro?
Ditemi se vi piacciono.
Mi hai fatto tornare bambino.
Dolci da sogno.
Mi hai preso il cuore.
Wunderbar!
Stop! Un passo indietro!
Prenda, dai, vieni!
Non devi sognarlo. Bake Off Italia, il paese delle dolci meraviglie, è proprio
qui.
No vabbè, ma Damiano che carino, hai portato un testo per introdurre il tema
della puntata di oggi?
Sì, ebbene sì. Ma sai che mi è venuta in mente un'idea? Tu leggi il testo
introducendo la puntata e io lo traduco con le mani, con la lingua dei gesti,
perché oggi la puntata è sulla manualità, no? Proviamo.
Benvenuti a questa nuova brillante puntata di Bake Off.
Ci siamo chiesti...
Ma quanto sono preziose le nostre mani nella pasticceria?
E la risposta è una sola.
Sono fondamentali.
Unite alla nostra conoscenza e alla nostra passione, sono il segreto
della nostra pasticceria.
Benvenuti a Mani d'Oro.
Ma che sei matta? Non è come la medaglia... Ma mi mordi la mano?
Tra poco, a Bake Off Italia.
Meno briciole fate, meglio è!
Sbagliato, devo rifare tutto l'imposto.
Io questa torta la chiamerei Chaos.
Alice passa il treno e tu non lo prendi e io non lo prendo benissimo ma no no no
la sto accusando sono qui per direttissima per me scusa non ti piace
la pizza con l'ananas?
Comincia ora la quarta puntata di Bake Off Italia.
Facciamo entrare il cerchio magico della pasticceria italiana, i giudici di Bake
Off.
Daviano Carrara, Tommaso Foglia, Erknam.
Carissimi giudici, oggi tutte e tre le prove saranno incentrate sulle capacità
manuali. Sono in idraulico, le mie mani filettano, avvitano, non è che fanno
cose molto di precisione.
Iniziamo quindi, come sempre, dalla prova creativa. Tommaso, che cosa ci hai
portato oggi?
Vi ho portato la mia versione del panettone gastronomico.
È un pane nella forma del panettone farcito.
Salato. Hai fatto la spesa. Ho fatto tutta la spesa. C'è un po' di tutto,
carne, pesce, verdure.
Il panettone gastronomico a me ricorda la sera della vigilia. Come prova è una
cosa che apprezzo, però è difficile.
Anche voi avete la possibilità di fare la vostra versione creativa, ma non
vogliamo assaggiare le solide farciture noiose.
Osate, ma attenzione, sopra aggiunge un problemino. Vero, Brenda?
Esatto.
è la prima prova di coppia della stagione.
Oddio! Sì, frenate l'entusiasmo. Il problemino a cui si riferisce Ernst
è che per tutto il tempo dell'impasto potrete usare una sola mano a testa.
Un guantone unico a coppia impedirà l'uso dell'altra mano. Ma una volta
terminato potrete finalmente usare entrambe le mani per preparare le sei
farce. Tre a testa. Iniziamo a formare le coppie. Sotto questi cupcakes si
nascondono i vostri nomi, quindi io estrarrò a caso.
Allora, Luca e vediamo chi
lavorerà con te, Alessia!
La vedo abbastanza ordinata, quindi sono veramente contento che sia uscita lei.
Alessia, com'è?
Questo silenzio dice tanto.
Mamma mia, lo vedo un po' troppo inquadrato nelle sue idee.
Vi consegno il guantone.
Grazie. Vediamo che cosa verrà fuori da questa cosa.
Mentre Alessia e Luca si prendono per mano sulla strada del panettone
gastronomico, si passa a estrarre la seconda coppia.
Formata da Marco e Onofrio.
È il fatto a formare le coppie.
ma la loro composizione è importantissima per fare bene la prova.
Spero di non capitare con Vittoria, Isabella, Grazia e con Carmen, perché
voglio fare bene e non ho voglia di distrazioni.
Terza coppia, vediamo Isabella e
Manuel.
Oh, bene!
Ti do un bel sospiro di... Alice con...
Grazie. Un'altra andata e le mie speranze sono un po' a salire.
Vittoria con... Carmen.
Vieni un colpo solo, non mi poteva andare meglio. Da ori in avanti con chi
capita so che non mi va così male.
Ma Donato non è l'unico a riporre delle speranze nel sorteggio. Allora, la
prossima coppia sarà formata da Danila.
Ho paura di capitare con Omar perché ci sono un po' di difficoltà sui lievitati.
Cucinerà insieme a Donato.
Sono contentissima.
La dea bendata ha sorriso a Donato e Danila e a Brenda non resta che girare
gli ultimi due cupcake rimasti sul vassoio, quelli di Omar e Clarissa.
Clarissa, sei contenta di cucinare insieme a Omar?
Sì, sì. Omar?
Sì, sì, mi preoccupa un attimo... Le altezze. L'articolo illa, sì.
Però sorridiamo, noi sorridiamo sempre.
Prima di dare il via alla prova, chiedo a Marco con l'unica mano libera di
aprire il cassetto.
Essendo il vincitore del grembiule blu, avrai la busta blu con all'interno il
tuo vantaggio.
Durante la prova puoi chiedere un aiuto di tre minuti per te e il tuo compagno
al maestro Foglia.
Mi è andata bene, eh? Io sono anche fortunato in questo, perché potrò
soffrire anche io del suo vantaggio. Per questa prova avrete a disposizione 150
minuti. Vabbè. 3, 2, 1, panettoni gastronomici in forno!
Ragazzi, ci sarà da ridere.
C'è aria di novità sotto il tendone perché questa creativa è la prima prova
salata della stagione, ma è soprattutto un lavoro a quattro mani, pardon, due.
Con la sinistra che non uso di solito.
Lavorare con una sola mano non deve essere semplice, soprattutto l'impasto.
È difficile perché si devono coordinare. Giro un attimino e sbatto un po' le
uova.
Lavori con una mano legata, quindi in qualche modo sei obbligato all'altra
persona. Sciogliamo lo zafferano, vai.
Le coppie infatti, trattenute dal guanto, devono subito trovare un accordo
su dosi, ingredienti e sapori dell'impasto del panettone. Vogliamo
fare due panettoni da mezzo chilo e poi unirli.
Una volta fatto l'impasto poi uniamo le nostre idee delle farce.
Che avranno ingredienti classici, ma le tre farce di Onofrio saranno più
sostanziose, quelle di Marco più fresche. Siamo due cavalli pazzi,
andiamo dritti verso il nostro obiettivo. Secondo me andiamo abbastanza
d'accordo nelle decisioni.
Il sorteggio sembra aver accontentato alcuni pasticceri.
Siamo insieme, siamo felici. Questa qua aggiungiamo pure questa.
Questa è 7 grammi. Va bene una bottiglia, sono solo di lievito, sa. Ci
daremo i nostri spazi, ma ci aiuteremo nel momento del bisogno.
Aspetta, la ciotolina.
Che serve la ciotolina? La ciotolina la mettiamo direttamente?
Sì. L'importante è comunicare e non sovrastare l'altro, dai.
Signore Belle, vi vediamo un po' agitatine, no? No, no, stiamo lavorando
bene. Che ingredienti avete messo dentro?
Abbiamo fatto un mix di due farine, una più forte e una più debole.
tre tuorli, lievito di birra fresco, sale e burro. No, il sale ancora non l
'abbiamo messo. Dobbiamo metterlo alla fine. Zucchero l'avete messo? No,
zucchero.
Vedo un po' di confusione fra voi due.
No, no, siamo confuse.
Come te ne senti? No, non siamo confuse, maestro.
No!
Se il panettone uscirà in ordine, avrà tre farce di grazia e tre farce di alice
e in ogni farce la protagonista sarà una salsa.
Voi dovete fare 12 fette di pane, così non arrivate neanche a 10.
Mi sembrate un po' scordinate.
E allora che facciamo? Facciamo questo?
Dovete raddoppiare l'impasto, veloce.
Bisogna correre, correre, correre, correre. E volare, e volare.
Comunque è sbagliato, non sembra uno scordinato.
Sono, sono scordinato.
Quando ne facciamo? Come uguale a prima. Aspetta.
Per andare d'accordo, Grazia e Alice possono prendere spunto proprio dal
simbolo dell'equilibrio in cucina, il panettone gastronomico. La sua storia
inizia in Italia, in un momento preciso in cui qualcuno ha guardato un panettone
milanese e si è chiesto che se lo facessimo salato.
Diffuso soprattutto tra gli anni 70 e 80 nei ricevimenti più eleganti, La sua
struttura a strati lo rende perfetto per essere farcito con combinazioni di gusti
che sfidano ogni logica. Oggi è un'icona nostalgica della convivialità ed emblema
indiscusso del buffet creativo.
Nel frattempo tutti i pasticceri hanno le mani in pasta.
Siamo proprio una squadra, facciamo tutti due insieme.
Fai impastare a me, è furbo. No, ora ci giriamo.
Bisogna mettere insieme le forze per ricordare al meglio l'impasto.
Due.
Guarda come viene da Roma, no?
Guarda come sta bravo. E non sei mancino.
No.
Complimenti. Le altre coppie stanno impastando in due.
Lei è la mente e io sono il braccio.
Guida Clarissa.
No, che dove prendo tutta io la responsabilità?
No, stiamo insieme e si fa tutto insieme.
E infatti i sei gusti del loro panettone saranno ispirati al Veneto di Clarissa e
al Piemonte di Omar.
Impastare a mano è un procedimento lungo e impegnativo.
Eppure in fondo al tendone c'è una coppia che non sembra sentire la fatica.
Che belli che siete!
Le mani vanno da soli, non tutte in maniera automatica, senza neanche
parlare.
Siamo proprio sulla stessa lunghezza d'ombra. Siete molto carini insieme. Sì,
siamo in pandan.
Aspettiamo una bambina.
Come ha aspettato una bambina?
Non me l'aspettavo. Eh, lo so.
Sarà lui, sarà lei, sarà... Farà parte di qualcosa.
Farà parte di noi. Non lo so.
Tra impasti che nascono e guanti che uniscono, c'è chi finisce prima e può
passare alla lievitazione. L'impasto l'abbiamo finito e uno, due e tre!
E c'è invece chi ancora non ha usato il vantaggio della busta blu. L'aiuto!
Eccoci qua. Avete chiamato?
Volevamo dei consigli sull'impasto. Vai. E già l'hai fatto.
Mi dovevate chiamare subito all'inizio. Abbiamo sbagliato. Due cavalli pazzi
legati non fanno sempre buone cose.
Va bene. Dimmi tutto. Per la cottura invece cosa ci consigli? Cottura non
esagerate con la temperatura.
180 gradi, 190 gradi, non di più. Occhio a dove lo posizionate. Al primo ripiano.
Al primo ripiano, sì.
I tre minuti con Tommaso servono a poco. Marco e Onofrio hanno sprecato il loro
vantaggio chiamandolo troppo tardi.
Pasticceri e pasticcere, è passata un'ora.
Finito l'impasto potete togliervi il guanto. Ok, grazie.
Dopo un'ora chi è più avanti già pensa ai condimenti che vanno ben studiati per
creare un panettone di 12 strati con 6 gusti come da richiesta.
Ma secondo te va bene? Guarda questa pesciamella.
Sì, sì, sì.
La gorgonzola hai detto ce l'hai in mousse?
No, io faccio in gorgonzola così... Ah, in purezza?
Sì. Sto utilizzando l'uovo del centenario che andrò ad amalgamare con
formaggio fresco e dell'avocado.
Devo dire che Luca lavora molto bene.
A detta di tutti sto lavorando con il pesantone del tendone, però in realtà io
vedo molta leggerezza e molto stato d'animo.
Bello strong. Mi sono preoccupata perché avevo paura che predominasse un po'. Ma
come? No, non è vero.
Carmen, come va?
Sono al mercato.
Hai preso un'ananas? Dei cetriolini.
La spesa servirà per creare tre strati dai sapori freschi nelle fette di
Vittoria e tre strati con sapori più corposi per quelle di Carmen.
Avete gli stessi colori, potreste essere parenti. L'altro giorno mi ha detto che
assomiglio a sua figlia. Ma non ci credo. E le ragazze non sono le uniche a
sentirsi in famiglia sotto il tendone. Per me lei è una nipotina. Io avevo i
capelli rossi, infatti lei mi assomiglia molto. Nel senso, vabbè tu c'hai la
tinta però... Manuele e
Isabella, che scoppia!
Com'è andata l'impasto con due mani? Non abbiamo avuto problemi. Vedi, proprio
felicioni, felicioni. Sì, sì, sì.
Praticamente siamo mamma e figlio.
Mio figlio ha la stessa età, quindi è come se avessi a fianco mio figlio e
cuciniamo insieme. L'hai banchettato un pochino? No, assolutamente, figlio d'oro
veramente.
Isabella è una donna che di cucina se ne intende, sono stato fortunato. Arriviamo
alle farce, che ci mettiamo dentro?
Da me una tartar di fassona con l'olio al tartufo, scaglie di parmigiano e
rucola ed è una.
Solo così?
Sì. Pensa sempre che stiamo mangiando tra due fette di pane. Di pane, sì.
Capito?
Aggiungiamo. E allora Isabella aggiunge una crema al formaggio alla prima delle
sue tre farce. Le sue sono ispirate ai classici antipasti piemontesi, quelle di
Manuel ai gusti che ama mangiare in famiglia.
Apri, apri.
Il tempo corre, chi è al passo ha già infornato. Guardalo quanto sono belli i
miei topini.
Ma non per tutti è così.
Facciamo qua, facciamo altra mezz'ora di lievitazione.
Buongiorno.
Luca,
cosa succede nel forno? Ci sono due piccolini che stanno cuocendo.
Posso vedere?
Sono belli.
Non ha lievitato tanto.
Sono un po' bassi.
Potremmo non riuscire a portare i 12 strati.
Che è la prima farcitura sotto?
La sua. Cos'è? È un'insalata di patate che è un po' ispirata a un'insalata di
patate tedesca con maionese. Cartofe in salata? Sì.
Attenzione, io sono un specialista. Cartofe in salata.
Ho bollito le parole.
Ti sei fregata con le tue mani, ti rendi conto? Come l'hai condito?
Pomodori secchi, capperi e poi la maionese.
È giusta? No.
Questa non la vedo bella.
Per fortuna il panettone di Alessia e Luca è un viaggio gastronomico che tocca
tutti i paesi, non solo la Germania.
Ma con 12 strati, 6 farciture e poco tempo, la tensione inevitabilmente sale.
Quasi per tutti.
Siamo quelle dell'ultimo banco.
Siamo noi, la che fanno casino.
O la che ridono troppo.
Le più fighe del tonno, siamo noi.
E siamo anche, anche, anche umili. Sì, soprattutto.
Le nostre vicine, un po'
rumorose. Direi che erano proprio le peggiori del condominio.
Daniele, hai donato? Ragazzi belli, come va?
A gonfie vele. I didi.
Daniele, hai donato? I didi. O i dado.
I dados.
I toda.
Toda, gioia.
Ma vabbè, Danila... Ma ti, Danila, che c'hai? No, perché oggi cucinare con
Donato è stato veramente lo sprint che ci voleva. Ma che bello vederti così.
Donato è sposato? Fidanzato. Fidanzato. Io sono sposata, veramente.
Cioè, proprio la vogliamo dire tutta, eh? Salutiamo tuo marito, Danila. Ciao,
amore. Ciao, amore di Danila.
E però così, ma anche a far così, cioè...
No, mio marito mi conosce. Come si chiama tuo marito?
Agusson, è brasiliano. Ma dove vi siete incontrati? Noi ci siamo incontrati a
Londra. Avevamo 23 anni, è stato un colpo di fulmine e da lì poi
è nata la nostra figlia Andrea. Dopo pochissimi mesi in realtà che ci
conoscevamo. Quindi è stato proprio destino? Sì, direi proprio di sì.
Dados, sentite a me.
Che ci mettiamo in questo panettone? Giusto, mi ero dimenticata. Tutto ciò,
con le mie farciture, mi sono fatto un po' ispirare dai miei viaggi. E immagino
che invece qua andiamo in Puglia.
Un pochino sì.
E quindi il panettone dei Dados avrà profumo d'Oriente grazie a wasabi,
ciliegie e cazzobusci di Donato e gusti italianissimi con tacchino, robiola e
salsa tonnata di Danila.
Pasticceri e pasticceri, come state?
Bene!
Mancano solo dieci minuti.
E allora il panettone, prima ancora che farcito, va spornato e tagliato.
Taglia tu che sei più bravo. Ok, devo fare i segni? Sì, esatto. Tagliamo?
Aspetta, quanti strati devi fare?
Allora, devo fare sei farciture e quindi devo fare 12 strati. Ma solo questo c
'hai? No, abbiamo un altro. Ah, chi taglia? Prego.
Hai fatto i segni? No, no.
Prima di tagliarlo, tu lo metti così, guarda, e ti fai la misura.
Parti da qua, così.
Uno, due,
tre,
quattro, cinque, sei.
Perfetto. Va bene, così non usi questo.
Perché no? Perché è duro, è proprio sacco della tua. Va bene?
Grazie. Giusto in tempo, siamo arrivati.
Siamo già al secondo strato.
Sto assaggiando e mi sembra che siano buoni.
Veloce, veloce, veloce.
È un disastro.
È caldo, non lo vuoi fare.
Abbiamo sfornato il nostro panettone troppo tardi per riuscire a raffreddarlo
bene. Abbiamo già capito che si sfalderà perché è troppo caldo. Infatti la
temperatura dell'impasto, il taglio e le tante farciture dei tremezzini sono
proprio gli ostacoli finali prima del countdown.
Abbiamo veramente poco tempo, perciò ragioniamo un attimo, facciamo sei cose
fatte male o quattro fatte bene?
Le facciamo due e due, ma le facciamo fatte bene.
E le altre due sono rimaste là sul bancone, pazienza, le avevamo fatte
però. Pace.
Pasticceri e pasticcere, ci siamo.
Trenta secondi.
Alcuni di voi hanno già completato come Carmene e Vittoria, ragazze. Vai,
siamo forti.
Girl power.
Muove. L'hai mosso tutto.
Perché l'hai mosso? No, no, no. La base.
Cinque, quattro, tre, due, uno.
Panettoni sul tavolo.
Che così?
Ricco.
Bello, bello, bello, bello.
Ottimo lavoro.
Il nostro panettone purtroppo è molto a rischio di rollo.
Speriamo che non cada e a questo punto speriamo nel gusto e nel panettone. Tra
entusiasmi e delusioni non resta che presentare il primo prodotto delle mani
d'oro dei pasticceri. Vogliamo iniziare con il panettone gastronomico di Marco e
Onofrio. Grembiule blu ed ex grembiule blu. Ogni giudice assaggerà due farce,
una per pasticcere. L'impasto invece sarà valutato come il lavoro di squadra.
Creativo, molto creativo. Non me l'aspettavo da vedere.
Qui avete fatto un po' di errori. Avete assemblato sicuramente che era ancora
caldo e quindi non è stabile. Il panettone dei grembiuli blu pende, ma è
completo delle sei farciture. Le tre di Onofrio richiamano i gusti della
tradizione, quelle di Marco sono invece più moderne e leggere.
Io ho assaggiato quella col tonno e quella con i pomodorini.
Molto buone, però peccato che è come se si fosse impastato un po' tutto.
Non essendo ben delineato ogni strato, è un po' un casino.
Io ho assaggiato quello con la mortadella, la colatura di alici, il
tartufo e le olive.
Di onofrio.
Molto molto buono, bello goloso, super buono. L'altra farcitura invece è quella
che ha fatto Marco con lo speck, il formaggio spalmabile e l'albicocca.
Avrei lavorato l'albicocca insieme a una spezia, insieme al formaggio spalmabile.
Sarebbe diventato un tutt'uno.
Io ho assaggiato quella con la parmigiana. Io non ho frio.
La parmigiana per me, in un panettone gastronomico, non c'entra.
Diventa pesante. Però quella di Marco, provolone capocollo?
Sì. Buonissimo. La provolone tagliata, sottile, sottile, che si scioglie in
bocca. Bravi. Grazie.
50-50, un po' e un po'. È una prova, secondo me, non al 100% da niente né
due. Speriamo di fare meglio per la prossima.
Ora tocca all'articolo il formato da Omar e Clarissa.
Anche questo panettone non si può considerare dritto.
Che è successo ragazzi?
Abbiamo provato a farcirlo quando il panettone era ancora caldo.
Chi ha fatto la prima farcitura con le noci?
Ma lo montavamo insieme.
Quella è la farcitura di Omar.
Eh sì, va bene, è mia.
Non è convinto? Cosa ci state nascondendo? No,
l'idea era la mia. Il montaggio lo facevamo tutti insieme.
Dovevate fare tre uno e tre un altro, era più semplice anche.
Questo? Quello è radicchio.
Quindi radicchio.
Oddio, adesso mi... Non ti ricordi? Che confusione, ragazzi.
Per fare chiarezza, i gusti principali degli spicchi di Omar sono gorgonzola e
pere nel primo, salmone e avocado nel secondo, arista di maiale e maionese al
basilico nel terzo. Per Clarissa, invece, carota fritta e crescenza,
salame piccante e gorgonzola, radicchio e asiago.
La confusione che avete adesso in testa è qua.
Io ho assaggiato quella con l'avocado e l'avocado è ossidato. Quella con
radicchio, buona, ma praticamente ho un pezzo di pane altissimo e un altro quasi
inesistente.
Io ho assaggiato sia la tua Omar, quella con il gorgonzola e pere. Le pere
sembrano... Sembrano bollite.
Clarissa, le carote croccanti, che sono le carote mosce, così è venuto un
ciocioe. Vi dico perché è venuto così.
L'impasto è dolce.
Avete messo troppo zucchero. L'abbinamento del pane con le farciture
non ci sta.
Qui non ci siamo proprio.
Io mi aspettavo che almeno l'impasto si salvasse, invece non si è salvato quasi
neanche quello, quindi vabbè.
Ragazzi, comunque non buttatevi giù perché ci sono altre due prove.
Grazie. Non abbiamo capito la prova, ma ci siamo divertiti, dai.
Isabella e Manuel, è il vostro momento.
Stai bello?
Stai buono.
Per renderlo gastronomico, Isabella ha messo nel panettone, tra i tanti
ingredienti, anche gorgonzola, battuta di fassona e insalata russa. Manuel
invece prosciutto crudo, nduia, speck e crema di zucca. E l'impasto è allo
zafferano. E l'impasto è allo zafferano. È per questo che è così giallo.
Di chi è stata quest'idea? Di Isabella.
Quando si fa un panettone gastronomico e si decide di dare gusto all'impasto, in
questo caso zafferano, io devo fare...
che tutte le sei farciture stanno bene con il saffiorano. In questo caso non è.
Questo con olio di tartufo, l'olio di tartufo è così forte, rovina
completamente il gusto.
E poi la farcitura con lo speck, è salatissimo e non va bene. Lo speck
normalmente viene utilizzato totalmente sottile, così quando lo mordo si
scioglie perfettamente.
Sono andati bene, ti sono piaciuti.
Maestro, sul tartufo mi sento di dirlo che alla fine sono gusti quelli. Se
magari lo beccavano un altro dei due giudici che gli piaceva il tartufo,
magari diceva che era buonissimo. Esatto. Il primo strato che ho
assaggiato con il gorgonzola e la cipolla di Chiera, quello molto buono.
Meno buona quello sotto con il prosciutto, perché è tutto molto molto
molto dolce e anche lì il pane purtroppo influisce.
Io invece ho mangiato quello con l'insalata russa e devo dire molto molto
buono, piaciuto. Bene. Ho mangiato poi quello con l'enduia e anche quello,
tanti punti. E come vedete, ho rasato tutto.
Una valutazione più che discreta.
Vai, un abbraccio. Grazie, bravo, veramente, un bravissimo ragazzo.
E lei anche.
Continuiamo gli assaggi con il panettone gastronomico di Luca e Alessia.
Bello! Va da bellino, sembra disegnato.
Vi è rimasto sul dritto per bene, perché siete stati furbi a mettere poca
farcitura. Luca e Alessia dovranno convincere anche con i gusti del
panettone gastronomico. Un viaggio fra i sapori del mondo.
Avete fatto un bel panettone gastronomico. Gli strati sono tutti
belli netti, precisi, quindi so bene cosa vado a prendere a ogni spicchio.
Io ho assaggiato quello col tonno ed è freschissimo, umido al punto giusto,
meno buono quello con l'anerano.
Che ho fatto io. Un po' asciuttino, gli manca proprio cremosità. Ok. Però vi
devo fare i complimenti per l'impasto, grande lavoro, bravi.
Io ho assaggiato quello con la cipolla caramellata di Luca, è un po' dolcino.
Dall'altro lato invece c'è quello che ha fatto Alessia, che ha dentro l'enduia.
Molto molto buono, molto persistente, questo mi ha fatto fare un viaggio a
tutti gli effetti.
Io ho assaggiato quello con dentro l'insalata di patate.
Che è mio, sì.
Come si chiama?
Cartoffel.
Cartoffel salad.
Cartoffel salad.
Molto furbo perché l'insalata di patate vi dà stabilità del pannettone che sta
in piedi.
Poi dalla Germania sono andato in Africa dove ho fatto la risa con le spezie, il
curry e devo dire molto molto piacevole.
È stato un viaggio a tutti gli effetti.
È stato anche un bel viaggio lavorare insieme. Anche per me.
Alice, grazie, venite qui e portate pure il vostro panettone gastronomico.
Dichiaro subito che sono quattro farciture e non sei perché le abbiamo
fatte tutte sei ma per questione di tempo non siamo riuscite ad assemblare.
E questa non va bene.
Nonna e nipote consegnano quindi due farce a testa. Alice ha come sapori
predominanti salsa bolzanina e specchi in uno spicchio, insalata russa e uova
nell'altro.
Grazia invece prosciutto cotto e provola affumicata in uno strato, tonno,
insalata e provolone dolce nell'altro.
Chi ha tagliato il panettone?
Lei. E ti sei accorto a un certo punto che era crudo in mezzo, giusto?
Era indietro di cottura, sì.
Io ho assaggiato la farcitura con l'uovo che hai fatto te? Sì.
Ci sta perché ti riempie la bocca e ti invoglia a mangiarlo. Peccato che l
'impasto risulta un po' pesante. Poi ho mangiato quell'altra con quella salsa
bolzanina. Molto buono, soltanto che secondo me le zucchine dovevi cuocerle
leggermente di più. Ma a livello di gusto ci siamo.
Io ho assaggiato quello con insalata russa e le uova. Va bene.
Ma cosa rovinare tutto il pane crudo?
Però secondo me quest'altro col tonno, sai che cos'è? È il panino del mare.
Bello fresco, croccantino. Mi piace.
Il panettone ci ha rovinato.
Se il panettone fosse stato buono al punto giusto... Chiudevano un occhio
sulle farciture che mancavano perché erano buone.
È il vostro momento, Dados, da Agnilla e Donato.
Io già so quale voglio.
La prima farcia è una camicrim alla colatura di alici, delle pesche noci
scottate con olio e timo.
E cazzo busci.
Che ridi, cazzo busci. Allora... Cioè... L'ho detto, non ridere. Cosa c'è da
ridere? Oggi Donato ti ha fatto perdere la brocca, eh?
Maledetto cazzo busci.
Cazzo busci, cazzo busci. Cazzo busci a parte, anche la seconda farcia di Donato
ha ispirazioni asiatiche, mentre la terza con gorgonzola e ciliegie è molto
italiana. Quelle di Danila hanno come ingrediente principale tacchino nella
prima, robiola e speck nella seconda e salsa tonnata nella terza.
L'impasto l'avete fatto bene, levitato il giusto, l'unica cosa, non sa di
niente. Poi ho assaggiato il pistacchio al wasabi, che penso l'hai fatto tu, è
una farcitura, buonissimo, anche come consistenza è perfetto per un panettone
gastronomico. Poi ho assaggiato l'ultimo, che è fortissimo.
Con tonno, no? Sì. Ma forte e proprio salato, salato, salato. Io ho assaggiato
quello con lo speck, ho beccato il sotto asciutto e duro e poi donato.
Questa camicreme, male, male, male.
È una cosa grassa che non sa di nulla. Non è una salsa che farcisce. Ok, ok.
È una cosa che non rifare più anche perché non è nel mio modo di fare
pasticceria. La crema mascarpone non si fa. La crema mascarpone non si fa.
Caridados. Io ho assaggiato.
Hai il ripieno quello con la senape, chi l'ha fatto? Io. Tu?
Buonissimo, straordinario, io adoro la senape, gli dà freschezza ed è fotonico.
Buono, buono, buono.
Madonnato, vieni qua.
Guarda, la ciliegia, la ciliegia col gorgonzola e l'aceto. Vieni che ti
aggiungo un bacio.
Grazie.
Tommaso, guarda che poi Daniele è gelosa.
Bravo, bravo.
Vittoria e Carmen, mancate solo voi. Però dai, è bello compatto, eh?
Il più alto di tutti e la decorazione più carina di tutti.
Oh, e già partiamo bene.
Il bel panettone ha negli strati di Vittoria dei sapori più corposi e
invernali e in quelli di Carmen dei gusti più freschi ed estivi.
Ragazzi, come lo servo? Intero?
Andava tagliato. Non l'avete tagliato, come mai?
Ci siamo proprio dimenticate. Siamo arrivate all'ultimo, poi finita la prova
abbiamo detto non l'abbiamo diviso in quattro. Chiamiamolo furbizia, così sta
in piedi. No, no, veramente.
Sì, sì. Ci siamo proprio... Sì, sì.
No, non è vero.
E duro su cosa volete che io non lo sapevo. Vedevo tutti quelli degli altri
storti. Dicevo, perché il nostro è così dritto, sta così in piedi?
Dopo ho capito.
Il primo, con il salmone affumicato. L'unico problema è che il pane era
troppo alto tagliato.
Ma è molto buono, Carmen, veramente. È fresco, non è troppo affumicato.
Questo mi piace. Questo lo mangio con un bel gin tonic.
L'altro con il salmone.
Chi l'ha fatto? Io. È noioso.
Non mi piace.
Io ho beccato la faccia questa con l'ananas.
Scusa, non ti piace la pizza con l'ananas? Me l'hai sempre detto, io
quando mangio la pizza con l'ananas... Che Dio ti perdoni.
No, no, ma semplicemente perché, vedi, è tutto come se fosse stracciato all
'interno. Non ci siamo, proprio non ci siamo. È slegato.
Quest'altra invece, che è la tua, giusto con i funghi, è buona però pesante.
Avete fatto un impasto secondo me tanto dolce. Quello con i frutti di bosco,
come quello con l'ananas, è un po' slegato.
L'altro lato c'è il lato del tonno con la parte del pomodoro secco. Anche
questa non è cattiva. Anche questa è slegata.
Perché non le mescolate?
Buone ma slegate.
E noi invece siamo buone e legate.
E via.
È stata la prima vostra prova di coppia e se non altro c'è stato un bellissimo
clima. Quindi io vi faccio un applauso anche solo per questo.
Il clima però per alcuni pasticceri si fa pesante.
Dopo i panettoni imperfetti, Grazia, Alice, Omar e Clarissa dovranno
migliorare la loro manualità per la prova tecnica.
Cari pasticceri e care pasticcere, sta per entrare un uomo che io giuro, se non
fossi nata con 50 anni di ritardo, avrei sperato mi chiedesse la mano.
Per sposarmi, ladies and gentlemen, Eugenio Massari!
Il maestro è il mio idolo sin da bambino, quindi sono
emozionato proprio come è emozionata Brenda quando lo vede.
Eugenio Massari è l'eleganza fatta a persona.
No, vabbè. Un maestro e un galantuomo.
La Brenda Isigno è amore, ogni settimana di più, come me col cioccolato.
Io veramente mi emoziono.
Maestro, cosa ci può dire sulla manualità in pasticceria?
La manualità non si insegna in un giorno, si costruisce in anni.
Prima avviene la tecnica e poi la creatività arriva dopo.
Sono le mani che costruiscono, ma è sempre il cervello che deve funzionare.
Bene, ha creato un'atmosfera rilassata, diciamo pure alla mano.
Guarda che bei sorrisi che hanno tutti.
Le chiedo allora in che cosa consiste la prova tecnica di questa puntata.
Dovete cimentarvi con una torta tradizionale, la zuppa inglese.
Zuppa inglese non l'ho mai fatta, però mi sembra assolutamente fattibile.
Questa torta è un grande classico rivisitato e stratificato. È fatta
con un pan di spagna meringato inzuppato all'alchermes, due creme
leggere vaniglia e cioccolato, decorata con ciuffi di panna montata
e una gelatina di alchermes e fragola.
Beh, dai ragazzi, credevo peggio. Sì.
Però non è finita qua.
Eh no.
Sarebbe più facile. Ce l'aspettavamo.
Visto che è una puntata sulla manualità, non potete usare nessun
elettrodomestico. Tutto male.
Ma come si fa? Io mica ce la faccio. Io non ho tanti muscoli.
Tutto, ma proprio tutto dovrà essere realizzato a mano.
Beh, dai ragazzi, credevo meglio.
Sono le sfide che a me piacciono e mi stimolano.
Carissimi giudici, devo chiedervi la cortesia di lasciare il tendone. Ci
vediamo dopo agli assaggi. A dopo.
Ciao, ciao.
Pasticceri, per questa prova avete a disposizione 120 minuti di tempo.
3, 2, 1, dolci in forno!
E adesso mani in pasta!
Per ottenere un pan di spagna all'altezza del maestro Massari
serviranno tanto vigore e parecchia pazienza.
Madonna santa!
Mi mancherai come l'aria, bella mia.
120 minuti tutto a mano.
Il maestro Eugenio oggi ci voleva proprio far sudare.
Mannaggia a me che ho lasciato la palestra.
Vista l'imminente fatica, Brenda e Eugenio vogliono subito assicurarsi che
i pasticceri abbiano la forza necessaria per la sfida che li aspetta.
Ascolta Clarissa, ma tu ogni tanto vai in palestra?
Sì, due volte a settimana.
Fai vedere il muscolo?
Guarda. Guarda che ha il muscolo!
Ci vuole impegno per farli i muscoli. E quando si parla di muscoli?
Ciao Marco.
Ciao. Cosa devi fare?
Devo montare gli albumi. E come fai a montare gli albumi? Con la frusta.
Comunque maestro posso dire, non è che sto cercando di farla ingelosire, però
un po' non mi dispiacerebbe vedere il movimento, visto che c'hai i muscoli.
Ripassate tra cinque minuti, finisco di pesare.
Ma no, anche così a vuoto.
Oddio, è timido!
Non importa, dai.
I muscoli sarà meglio usarli senza vergogna, perché la prova tecnica
nasconde più di un'insidia.
Tutto fatto a mano.
Bella sfida, però. Bella.
La cosa importante è che quando fanno la crema pasticcera devono capire quando è
pronto per non fare grumi.
Per non parlare della bagna. Se la bagna non è fatta bene o se bagnano troppo, il
pan di spagna si disintegra.
Si tratta di fisica. Se il peso degli strati non è giusto, fa finire che qui
si deforma la torta e la gravità non perdona.
Allora meglio costruire basi solide.
Zucchero e albumi non si montano da soli.
Contessa Grazia.
Buongiorno. Buongiorno. Fai palestra ogni tanto? Ogni tanto sì, però questi
movimenti non li faccio. Li faccio con le gambe, maestro. E puoi provare a...
Allora, così lei non arriverà alla fine. Deve fare così, guardi.
Va bene.
Faccio anche meno fatica.
Grazie maestro. Effettivamente ho imparato un'altra cosa oggi. Così vado
bene maestro? Sì, ci metto l'energia.
Cosa c'è? Tutto bene Clarissa?
Fai anche intanto gli squali.
Adesso devo mettere l'energia.
Va bene. Vai, grazie. Ok, grazie. Ciao.
Ciao.
Oddio.
Ma allora, guarda che bella massa però.
Adesso si possono unire i tuorli e poi farina e fecola.
Per una come me che non fa palestra, che è... Domani mattina avrò un po' di male
alla spalla.
Adesso ho completato l'impasto per il pan di spagna.
Lo stenderò a 5 mm come scritto in ricetta e poi andrò in forno.
Non prima di averlo spolverato con lo zucchero a velo.
Omar, cosa succede?
Ho sbagliato, ho messo la fecola al posto del zucchero a velo.
Rilassarmi qua sotto, sotto al termine dei bake-off, non ci riesco, non ci
riesco proprio.
Devo rifare tutto l'imposto.
Sono arrabbiato perché ancora una volta sono andato in confusione, ho fatto
errori banalissimi.
No, no, ma sono deficiente, sono deficiente.
Sai cosa ho fatto?
Non ho messo la farina nel pan di spagna.
Omar, cosa hai dimenticato?
Il lievito.
Sì, ho perso mezz'ora, devo rifare l'imposto.
Via, ci si arrabbia e poi ci si riprende.
Chi invece impari con la ricetta può finalmente infornare il pan di spagna e
dedicarsi alla gelatina di fragole e al kermes.
Una preparazione sicuramente più riposante, perché gli ingredienti vanno
semplicemente fatti bollire e poi versati negli stampi.
Io sono una che le piace stare bene.
Mi alleno.
Sono cintura negra in taekwondo.
Attenzione con me.
Perché se no... Taekwondo!
E adesso, un bel sogno. Alla battitore, bimbi.
C'è della roba nel mio ripiano. Di chi è?
Sopra, forse il mio?
Scusami. L'ho messo nel tuo. Sì, sì, sì. Ok.
Chiusi gli abbattitori, si aprono i forni per coppare i dischi di pan di
Spagna. Devo darmi la mostra, devo darmi la mostra.
Pasticcere, pasticceri, è già passata un'ora.
Va bene, va bene. Come sta andando con questa manualità?
Procede. Maestro, mi può prestare le mani?
Allora possiamo anche terminarlo subito. Smettiamo? Smettiamo.
Non le è piaciuto. I giochi sono tutti belli quando sono troppo lunghi.
Il messaggio è arrivato.
Si torna seri e il lavoro continua. È il momento della crema pasticcera, base
delle due farce al cioccolato bianco e fondente.
Versalo dentro. Ancora?
Dai, giù, giù.
Se continui a mescolarlo si raffredda, adesso mettilo lì.
Adesso mettiamo l'acqua.
Com'è lavorare a mano?
Stancante, devo dire, non sono abituata in realtà. Lei è la colta del gruppo,
maestro, sa? Fa l'archeologa.
Nel fare ricerca hai scoperto se è nato prima l'uovo o la gallina?
Questo no, però abbiamo trovato delle uova e non resti di galline, quindi
forse è nato prima l'uovo.
Dopo questa lezione adesso faccio gli occhietti dolci, per favore ci ridi alla
planetaria per la prossima volta.
Ma purtroppo la planetaria non si può utilizzare e alle creme bisogna
aggiungere il cioccolato fondente e quello bianco.
Ok, sbulco il cioccolato bianco, ci siamo?
Ci siamo quasi perché manca la panna montata, montata rigorosamente a mano.
Mi stanco subito ma teniamo duro e corriamo.
Maestro, non è che sia stato cattivo.
È stato un po' caragna.
Donato. Buongiorno, maestro. Sto montando la panna. Per la crema col
cioccolato bianco la panna è montata abbastanza.
Ok. Non metterla a caldo. Vado.
Come sta mischiando, Carmen?
Carmen, sembri che tu stai azzappando l'osso.
Il maestro, oh signore.
L'hai montata un po' troppo.
Troppo addirittura? Quella crema lì mescola bene perché è troppo dura.
Metti un po' di panna, se no non ti esce più niente.
Ok. Deve mescolarla ancora.
Batto, batto, batto, batto, batto, batto, batto.
Quindi se fermi mi dici... Questa chantilly è perfetta.
Grazie, è un complimento.
Brava, che lo tendrò tanto il cuore.
Ma tesoro!
Mamma mia, che emozione, che cosa bella.
Questo per me è stato come se fosse il Gran Viole Blu.
Io ti riesco sempre a far piangere la donna, lo so.
Ma c'è poco da ridere.
Pasticceri e pasticcere, manca solo mezz'ora.
Alice, sei esausta? No, non ce la faccio più. Non ci pensare, non ci pensare. No,
non ci penso, non ci penso.
Le braccia cominciano a farsi pesanti, ma il lavoro non può rallentare.
Il tempo stringe e l'obiettivo è completare l'assemblaggio per portare i
dolci in abbattitore al più presto, non prima di aver bagnato il pan di spagna
con l'alchermes.
E il maestro è già pronto a verificare che tutto proceda a regola d'arte. A
posto della zuppa inglese diventerà un zuppone all'italiana.
Adesso metto il turbo.
Si va, si va. È faticoso ma si fa.
Allora Omar, che punto sei?
No, se porto qualcosa oggi è buona. Allora, vi manca poco tempo per
completare tutto.
Grazie.
Guarda che sei al limite del tempo anche tu.
Ma non si molla, andiamo mille.
Alice, sei non in ritardo.
Perfetto, di più. Passa il treno e tu non lo prendi. Io non lo prendo,
benissimo. Adesso mi muovo. No, no, mi muovo, mi muovo.
Quando la stanchezza si fa sentire veramente, anche la lucidità può venire
meno. Marco, la crema pasticcera tua è questa.
Ma io nel frigo non ce l'ho più la mia.
Porca paletta sta crema pasticcera.
Ah, è qua Marco.
Confondere frigorifero e abbattitore sotto stress è un attimo, ma soprattutto
dopo tanti sforzi i nervi iniziano a vacillare.
Ho un attimo il panico perché ho paura di non riuscire proprio a montare la
torta. Alice, Alice, Alice, guardami, ti ho portato il maestro.
Grazie. Alice, hai il tarocco? Sì, eccolo qua.
Vedi, se tu passi così...
Riesci a uguagliarlo con facilità. Mi ha tranquillizzato l'arrivo di Brenda e del
maestro perché ho ritrovato un attimo di pace.
Alice, se ti piace fare i dolci, devi rimanere un po' più serena e più
organizzata. È vero, lo so, lo so che lo stress non porta da nessuna parte.
L'ennesima riconferma che semplicemente stando un pochino più calma riuscirei a
fare tutto lo stesso.
E nelle fasi finali servono appunto sangue freddo e mani ferme.
Sto finendo la torta con la crema, però era una crema al cioccolato bianco, ma
questa non mi pare.
Forse nell'abbattitore ho sbagliato a prendere la crema, non lo so. Ho qualcun
altro sbagliato perché ho messo nel mio ripiano. Questa non è la mia crema al
cioccolato perché l'avevo fatta più bianca, più fluida, più buona secondo
me. Isabella, quella che hai preso tu era la tua crema pasticcera?
Ce l'avevo in abbattitore.
Grazie a fa il mio nome, ma sulla base di che cosa?
Ormai ho preso questo, ho messo questo e metterò questo. Io non voglio fare una
colpa a Isabella, però lei è andata nell'abbattitore e ha preso qualcosa.
Marco, la crema pasticcera tua è questa?
Sì. Ma io nel frigo non ce l'ho più la mia.
Ah, è qua Marco.
Ho rabbia dentro perché quella preparazione non era la mia.
Ehi, grazie, che succede?
Lungo, ho fatto io la crema chantilly, quella al cioccolato bianco. L'hai
fatta? Sì, e l'ho messa nell'abbattitore. Ok.
Ma quando l'ho messa nella torta mi sono accorta che era solo crema pasticcera.
Siccome Isabella cercava solo la crema pasticcera... Sì, buonanotte, ma...
Quella evidentemente era la mia. Quando c'è confusione si può fare scambi, però
non è questo il caso perché la crema che ho utilizzato è sicuramente la mia.
Ce l'avevo al mio piano dell'abbattitore la crema. Ma non la sto accusando, dico
magari è successo questo. No vabbè prima di dire di fare nomi allora, perché
sennò poi va per direttissima per me.
Mi arrabbio perché nel mio piano cose di altri non ce n'erano.
Ma io non ho capito, nell'abbattitore adesso che cosa c'è? Sono i sopra
decorativi. Tu l'hai preso questo?
Grazie. Comunque ogni anno.
Aspetta.
Qual è il mio? Ah non lo so io. Che succede? Qualcuno ha preso il mio.
Qualcuno ha preso il suo.
Quale di cosa? Isa, tu hai la gelatina. Il piano più basso è il mio.
Clari, tu l'hai presa la gelatina? No, no, il mio è in freezer.
Quindi qual è la tua?
Eh, non era questa, però vabbè, me l'hanno spostata. Con il nostro
battitore oggi stanno succedendo cose strane. Sono convinto che quella
gelatina non sia la mia, ma la userò lo stesso.
I misteri di Bake Off.
I misteri che non si ha più il tempo di risolvere.
Pasticcere e pasticceri. È uscito.
Manca solo un minuto.
Si sta smontando tutto!
Clarissa, che succede?
Clari, non ti preoccupare. Vai, vai, la mia è in abbattitore.
Allora, qua.
Alla fine ho fatto tutto quello che dovevo fare. Sono corsa ad aiutare
Clarissa nel panico.
Via, via, taglia l'acetato, un foglio lungo, eh.
Va bene che non è bello presentare con l'acciaio e l'acetato, però quantomeno
la torta sta in piedi. Allora, puliscilo tutto e poi sta su e lo toglieranno
loro. Dai.
Che delirio, ragazzi.
Dieci secondi!
9, 8, 7, ragazzi, 6,
5,
4, 3, 2, 1,
stop! Un passo indietro, patticceri!
È finita!
Mamma mia!
Anche se ho un'altra crema pasticcera che non è la mia, vabbè, pazienza, me ne
farò una ragione, fa niente, è uguale.
Io gioco pulito, nel senso che preferisco dire, guarda, ho fatto un
dolce brutto, però con le mie forze e non la colpa di qualcun altro, dell
'abbattitore, del forno, di mio nonno e di mia zia.
Dopo molto olio di gomito e altrettanti colpi di scena, i pasticceri potrebbero
aver realizzato un capolavoro oppure combinato un disastro. Non resta che
scoprirlo con gli assaggi al buio. Prima di procedere voglio chiedere a Iginio di
mostrarci l'originale.
Bella!
Rossa rossa.
Che dice maestro?
Che dire, passiamo alla degustazione.
Va bene, iniziamo con il primo assaggio, la prima torta.
Non male questa.
Iniziamo benissimo direi. Molto molto precisa.
Diciamo che è un bel dolce, manca un po' di inzuppatura perché se
lo fate bollire troppo l'alcol evapora.
Sono d'accordo, però le due mousse sono fatte a regola d'arte, quindi
complimenti, la gelatina è fatta molto bene.
Questa è una torta che ogni strato è stato fatto a regola d'arte, manca di
bagna, ma nel complesso a me sembra un bel lavoro.
La panna esterna è stata montata molto bene, si scioglie perfettamente in
bocca. Beh, direi un'ottima partenza, andiamo avanti con la seconda torta.
Si è lasciata un po' più andare, sembra che abbia tutta la bagna sul fondo e
poco in alto.
Sì, molto meno precisa della prima.
Che dice maestro?
La parte delle creme non è ben regolata, manca un po' di precisione, un po'
di gusto.
Chiunque ha fatto questo dolce ha avuto qualche problemino, qua ci sono dei
pezzi di gelatina, qui l'errore più grande però manca proprio bagna. Per
essere una zuppa inglese deve sapere dal Kermes.
Però la panna anche qui è stata montata molto bene, è liscia. Nel complesso non
è malvagio.
Insomma, non è male.
Terza torta.
Nell'aspetto ci assomiglia un po' alle altre.
Nel gusto non so che cosa sto mangiando.
Ha ragione Iginio, perché non è stata rispettata la stratificazione.
C'è tanto cioccolato in alto, manca crema alla vaniglia. Molto sbilanciata,
devo dire.
Non è il massimo. Però?
Qui la gelatina è molto più fresca delle altre due.
Poteva andare peggio. Ho trovato una gelatina e ho dovuto prendere per forza
quella perché era l'ultima rimasta.
La quarta.
Montata al contrario.
Cioè? Iniziata con la crema bianca, invece inizia con la crema cioccolato.
Bonelli.
La parte che è stata montata non correttamente, comunque un buon dolce.
Chiunque ha fatto questa torta ha lavorato bene nel pan di Spagna, ne è
venuto bene.
Tutti i tre strati sono bagnati, assomiglia all'originale. Ma è invertito
uno strato, quindi questo difettino fa la differenza. È un grave errore, lo so.
Continuo sempre un po' a buttarmi la zappa sui piedi.
Quinta torta.
Beh, non male, dai.
Direi che è quasi vicino all'originale, ma verso l'esterno manca proprio l
'intensità dell'inzuppatura.
Però sembra molto molto bella.
È anche buona.
Sono d'accordo. Questa è la prima per adesso che ha la gelatina di flagora e
del kermes che si scioglie in bocca. È evaporato un po' il gusto del kermes, ma
questa io me la finisco.
Sì, ma non fa fesso lui.
Nonostante la voracità di Damiano, la ricerca della bagna all'Alkermes
continua con la torta di Vittoria.
Non so se lo vedete, ma c'è solo l'apparenza dell'Alkermes.
Quindi il pan di Spagna rimane più duro. Le creme sono buone, ma non è la torta
che è stata chiesta.
Sono d'accordo con il genio. Non può essere chiamata zuppa inglese perché non
è inzuppata.
Andiamo a vedere invece se vi convince la settima torta.
Aia. Male, male.
Qua mancano degli strati e sopra c'è solo la crema pasticcera.
Nella zuppa inglese c'è solo il nome.
Ecco. Salviamo la gelatina, dai. Però il pan di spagna secondo me è un po'
compatto. La crema cioccolato bianco manca la parte della panna, non è
alleggerita e sembra proprio crema pasticcera nuda e cruda. Secondo me
manca anche cioccolato bianco. Sì, sì.
Non è la mia perché io il cioccolato bianco gliel'avevo messo.
Ha ragione che qualcuno l'ha presa.
Ottava torta.
Anche questa si è lasciata un po' andare.
Sì, sembra un po' collassata.
Le creme sono buone. Il pan di spagna è poco inzuppato.
Io ho beccato una parte più bagnata, a me non dispiace.
Ma non è come l'originale.
E allora passiamo alla nona torta.
Bellina, molto bellina.
Sembra più precisa questa. Sì, più precisa della precedente sicuramente.
I ciuffi di panna intorno sono belli cicciotti abbondanti.
È una buona zuppa inglese.
Complimenti a chi l'ha fatta.
Ci sta, è golosa. Però lo strato superiore di crema bianca è un po' più
sottile e quindi sento questa prevalenza di cioccolato. Nel complesso, buon
lavoro. La cellatina di fragole al kermes è fresca, la panna è stata
montata bene, la stratificazione è regolare.
Non mi dispiace, devo dire.
Decimo assaggio.
Se la kermes fosse stata un po' più alcolica sarebbe stata corretta.
Comunque nella sua complessità è buona.
Ben detto. Si sentono tutti gli strati, le creme sono fatte veramente veramente
bene. Il pan di spagna però lo sento leggermente fitto. A mio parere oltre
che fitto è pure un po' gommoso.
Tra pan di spagna imprecisi, creme sbilanciate e bagni insufficienti Per i
giudici è difficile trovare il dolce perfetto. Il difetto più grosso che c'è
è il pan di faglia che è poco inzuppato e anche gommoso.
La panna montata in superficie è quasi a borderline di strappamento.
La gelatina di fragole al kermes è lenta.
Con la zuppa inglese non c'entra nulla.
Sono arrabbiato con me stesso perché alla fine faccio sempre errori stupidi,
evitabilissimi.
Dodicesimo assaggio. Come si presenta questa torta? Gli spuntoni non sono
regolari. La panna montata... Va bene.
Peccato che il pan di spagna è poco inzuppato.
Ma il pan di spagna, qua c'è un altro difettuccio, è rimasto crudo, tanto è
vero che la parte superiore è proprio giallo intenso. Peccato. La cellatina
sopra non ha tirato bene.
Penultima torta.
Che bella non è? Ma sarà buona? Sembra fatta da un muratore che va sulla malta
ma deve andare via di corsa.
Ma io dico, avete tolto la possibilità di usare le macchine e uno fa come
riesce. Il pan di Spagna si vede il giallo, non si vede la kermes.
Sì, sono d'accordo. Si è visto da poche parti purtroppo oggi.
Però? Però è rotonda quasi.
Sono d'accordo con tutti i difetti che ha sottolineato Iginio, ma questo è il
miglior pan di Spagna assaggiato finora. Purtroppo non è stato bagnato in maniera
regolare, ma è molto, molto buono.
Ok, allora andiamo avanti con l'ultimo assaggio della prova tecnica di questa
puntata. È storta.
Sì, un po' stortina, sì.
Le creme sono buone, il pan di Spagna si vede che è ben inzuppato, ma non ha
gusto.
Però nel complesso è un buon dolce.
L'unico errorino piccolo, ha messo tutta la crema cialda, vaniglia, cioccolato
dentro.
Sopra mancava, ha messo la panna. E poi ha pocciato la gelatina. Ma è molto
molto buono.
Allora, la prova tecnica finisce qui.
E devo lasciare andare colui che per il mio cuore resta un pirata ed un signore.
Grazie, Brenda.
Ciao a tutti.
Arrivederci, maestro.
Cari giudici, potete andare a consultarvi. Noi ovviamente vi
aspettiamo qui. A tra poco.
Adesso i professionisti della classifica devono confrontarsi per decidere le
sorti dei pasticceri.
Le mani ormai si fermano e la parola passa agli occhi e al palato dei giudici
che stanno per mettere in ordine le 14 torte. A voi la parola, giudici.
Quattordicesimo posto. Ti ha fatto questa torta?
Grazie. Ma il cioccolato bianco non c'era?
Gliel'avevo messo il cioccolato bulco, il cioccolato bianco. Ci siamo?
Era una crema al cioccolato bianco. Ma questo non mi pare.
Isabella, quella che hai preso tu era la tua crema pasticcera?
Giudici, ci sono state delle confusioni rispetto alle creme. Non voglio
aggiungere altro.
Tredicesimo posto.
Chi ha fatto questa torta?
Omar. Che è successo qua? Un disastro.
Dodicesimo posto. Chi ha fatto questa torta?
Io. Carmen.
Undicesimo posto.
Vittoria, ma che problemino hai con le tecniche?
Non lo so, vado in conclusione.
Giudici.
Decimo posto. Io.
Clarissa. L'hai sentito, Eugenio? L'estetica?
Lo so.
Il pan di spagna era buono.
Nonno posto.
Marco.
Ottavo posto.
Io. Isabella. Sì.
Settimo posto. Si sale un pochino, dai.
Chi ha fatto questa torta?
Alessia.
Sesto posto.
Donato, mi spieghi perché hai invertito le creme? Nel montaggio mi sono un
attimino perso. Se tu le facevi bene, eri molto più alto in classifica.
Grazie. La torta era buonissima.
Grazie mille.
Quinto posto. Chi ha fatto questa torta?
Io. Manuel, bravo.
Quarto posto.
Chi ha fatto questa torta?
Danila, complimenti. Brava, brava, brava.
Pensavo di stare un gradinino più su.
Sul podio Onofrio, Luca e Alice.
Medaglia bronzo va a questa torta. Chi l'ha fatta?
Alice. Alice.
Ed ecco qua che si ripresenta l'incubo delle tecniche. 3 su 4 nei primi due.
Cosa sarà?
Primo posto.
È questa.
Luca.
Grande Luca.
Bravissimo.
Finalmente è arrivato in primo posto e che soddisfazione proprio.
Sono veramente felice. Piano con le emozioni diviene un infarto.
No, sono contento perché lavoro sodo e duro proprio per arrivare a questo
livello. Bravo.
Controprova. Chi ha fatto questa torta?
Io. Complimento. Grazie.
Anche te bravissimo, sei risalito nella prova tecnica, quindi complimenti.
Grazie. Ovviamente ci speravo nel primo posto, spero tanto però che ricapiti di
nuovo anche a me. C'è ancora un'ultima prova, la prova sorpresa.
Ci vediamo fra poco.
Ma per trasformare la speranza in realtà non si può restare con le mani in mano.
Gli ultimi classificati, Carmen, Omar e Grazia. Non era la mia, io gliel'ho
messa il cioccolato bianco.
Dovranno rimboccarsi le maniche per cercare il riscatto necessario. Ora sto
così però dopo cerco di riprendermi. Aveva ragione di non riprendermi. Perché
anche andare via da qua in un certo senso mi dispiace.
Prima vi abbiamo chiesto di impastare in coppia ma con una sola mano, poi vi
abbiamo chiesto di cucinare ma senza poter utilizzare gli elettrodomestici,
ma adesso alla vostra manualità verrà data l'occasione di esprimersi in modo
molto molto artistico. Vi chiediamo di cimentarvi in una tendenza del cake
design, la canvas cake, una vera e propria torta quadro.
Che cosa può essere?
Non ho la palida idea.
Leggo del terrore nei vostri occhi.
A darvi conforto abbiamo invitato il re del cake design italiano.
Facciamo un grandissimo applauso a Renato Ardovino.
Eccolo!
Grazie Brenda.
Grazie a te, benvenuto. Ciao a tutti.
Sono felice di vederlo, finalmente dal vivo.
Per noi è un vero onore averti qua a Bake Off.
Grazie, grazie. Ciao ragazzi, come va?
Bene, bene.
Sono emozionatissimo perché è il pasticcere che stimo più di tutti,
perché è proprio da rappresentare. Ciò che a me piace è il mondo del cake
design.
Allora Renato, che ne dici di mostrarci la tua canvas cake?
Siete pronti ragazzi?
Sì!
Et voilà!
Ma che meraviglia! Grazie. È un cake ai mirtilli sofficissimo.
La base è un turchese bello acceso, con questo damascato color lilla.
Ovviamente dei decori con delle bocchette diverse, sac à poche,
il movimento del pulso crea il decoro che ne vogliamo. Wow, se questo è il
modello a cui dobbiamo ispirarci non mi è andata bene.
In pittura non sono bravo.
Quindi Ernst, quali sono le regole per questa prova?
Dovete creare una metà torta a due piani su un cavaletto e poi decorarlo con
delle creme stabili come crema al burro, ganache montato.
Utilizzando fantasia ma soprattutto lavorate super puliti. Vogliamo capire
cosa volete raccontare. Dovrete creare una vera e propria opera capace di
raccontare qualcosa di voi oppure replicare qualcosa di bello alla vista.
Dovrà avere linee pulite, perfette, impeccabili. Una vera opera d'arte.
No, no, no, no.
Avete 140 minuti.
Siete carichi? Sì! E allora, 3, 2, 1, canvas cake in forno!
Buona fortuna Elisa!
Anche a te!
La creatività dei pasticceri incontra una nuova forma d'arte. Tutti sono
concentratissimi. 150 zucchero. La canvas cake ha bisogno di un progetto
ben pensato, perché la torta, prima di diventare un dipinto, deve essere
tagliata e poi posizionata sulla tela, ottenendo un effetto tridimensionale.
Come funziona? Prima si decora e poi si mette sul cavalletto oppure si mette sul
cavalletto e poi si decora? Si mette sul cavalletto e poi si decora. Sì, è
meglio... Se lo tocchi più.
I mani devono proteggere la parte della tela con dei fogli di carta forno.
Magari l'acetato.
Senza sbavature, senza troppi casino.
Le domande che vi faccio restano qua perché comunque è una gara e arrivo
subito, scusatemi, non mi sento bene, arrivo... Raga!
Fa sempre così. No, vi devo dire una roba. Quando avete finito la torta, la
mettete sul cavalletto e poi decorate.
Sì. Ok?
E nel caso fatevi aiutare con l'acetato.
Ok? Sì.
L'acetato dov'è che dobbiamo metterlo? Avete di aiutarci con l'acetato.
Dio, scusate.
Ti vedo, sei meglio? Ti sei ripresa? Sì.
I giudici possono permettersi di scherzare, ma per i concorrenti il
momento delle battute è già finito.
Davanti a loro c'è una torta tutta da scoprire.
E la prima sfida è capire quale strada prendere.
Sono una donna moderna, ma la canvas cake non la conoscevo proprio.
Io, devo dire la verità, non sono brava a disegnare, però voglio dedicare questa
torta al mio cane Mela, quindi mi lascerò guidare dal cuore.
Vieni Renato, ti voglio presentare Onofrio, che è un tuo grandissimo fan,
sai? Ho sempre visto da bambino i suoi programmi tipo Torta in Corso, io spero
tanto di diventare nel mio futuro proprio come lui.
Cosa stai preparando? Una sponge al limone. Al limone?
L'andrò a farcire con ganache al limoncello, composta di mirtilli, e la
vado a decorare a tema mare.
Hai qualche stampino per qualche stella marina? Ah, guardalo!
Perfetto! Oddio, come quelli che usano i miei bambini!
Volevo creare anche un po' di sabbia, l'effetto della sabbia. Stavo dicendo
proprio questo, un po' di trambol di torta e un po' di ciclo di tanna, fai l
'effetto sabbia.
Ogni singola parte di questa torta è fondamentale, non avendola mai fatta.
Ogni consiglio è buono.
Anche perché lui deve fare un taglio a metà. Meno briciole fai, meglio è.
Meno briciole fate, meglio è.
Cosa? Meno briciole fate, meglio è.
Meno grigio.
Grigio. Meno grigio, meglio è.
Tra compagni possono nascere delle incomprensioni e se qualcosa non torna,
i giudici vogliono vederci chiaro.
Grazie, buongiorno!
Buongiorno! Una curiosità, ma prima, durante la prova tecnica, cosa è
successo con le creme?
Maestro, io non vorrei dirlo, però qualcuno ha preso la mia crema. Quando
tu fai una crema, qualsiasi cosa che va in frigo o in appartitore, metti sulla
pellicola e scrivi con pennella il tuo nome. Una bella G.
Boom. Oggi non ho sbagliato, maestro, perché ho già fatto la crema pasticciere
e l'ho messa nel freezer, così là non ci va nessuno. No, vabbè, ma là non ci va
nessuno. Mettici il nome. Te lo vado a mettere.
Anzi, lo mettiamo qua che era fredda prima.
Metti il nome, Isa, però.
Sì.
I piccoli drammi ormai appartengono al passato. Tra i pasticceri, infatti, c'è
chi guarda al futuro e pensa alla decorazione finale della torta. Allora,
io oggi ho intenzione di disegnare un fiore di iris che è la mia nipotina che
sta per nascere, che arriverà tra un paio di mesi. E quindi, non lo so,
adesso mi emoziono, quindi metto in cattura.
Clarissa, come va? Guarda chi ti presento.
Ciao, Renato, lo conosci?
Buongiorno, sì, lo conosco. Ti piace il cake design?
Non l'ho mai affrontato.
Ah! E cosa hai pensato di fare?
Allora, la mia torta la dedicherò al mio cane, che si chiama Mela. Ha sette anni
e mezzo ed ha un bracco. L'ho scelta perché era quella un po' più timidina,
un po' quella che mi assomigliava di più. E io e Mela abbiamo avuto un
imprinting, credo.
Mela, quindi fai tante mele. Come le fai le mele? Con la crema al burro, la
sacca, faccio degli spuntoni color... Delle mele in 3D praticamente?
Sì. Ok.
Provare una fogliolina, non so, con la pasta di zucca, se riesci a farla, no? È
carina. E se avrò tempo seguirò il consiglio di Renato di fare le
foglioline, ma intanto punto che ci siano le mele soprattutto.
Quello che voglio mostrare nella torta è com'è la mia testa, quindi sarà un
'esplosione di colori, forme, voglio che ogni forma rappresenti un po' un
pensiero che ho in testa, quindi sarà un po' un caos organizzato, un caos calmo.
Ti voglio presentare Luca.
Ciao Luca.
Buongiorno, piacere. Buongiorno a te, ci hai già pensato per la decorazione?
Siccome io ho un passato con la Spagna...
Stavo pensando di rappresentare... Che tipo di passato?
Esatto, ma raccontaci di più, Luca. Ho studiato all'università e ho fatto l
'Erasmus in Spagna. Dove?
Ad Alicante.
Ah, vedi.
E dopo un passato di vita privata con la Spagna, che non è andato a buon fine...
Cos'è che non è andato a buon fine? La relazione precedente.
Non avevo capito, avevi detto Erasmus. Sì, ho fatto l'Erasmus. Era un modo di
dire... Brenda, sei... Esattamente, Spagna uguale Erasmus, Erasmus uguale
fregati con il cuore.
Come si chiamava? Laura.
Laura, ed è spagnola? Sì. Però io mi sono innamorato di quel paese. La
decorazione è dedicata a Barcellona, al Parque Gael.
E quindi volevo rappresentare il piano sopra la panchina di Gaudì e la parte
sotto le scalinate dell'ingresso al parco con una salamandra di cioccolato.
Magari potresti farci anche un cuore con su scritto L più L.
L'attuale compagna mi uccide però. Va bene Luca, dai ti lasciamo lavorare.
Grazie mille. Quanta roba semplice.
E mettici tanto cuore.
Grazie. Ma Luca non sarà l'unico a metterci il cuore, perché sono in tanti
a progettare la decorazione della loro canvas cake pensando a chi gli è caro.
Vorrei rappresentare casa mia. È per la nostalgia di casa, ma è tanto per
onorare i miei genitori.
Mi ispiro ad un film molto famoso con una casa sospesa grazie a dei
palloncini. Mi ricordo per casa, quindi sono un po' emozionata.
Mi manca la mia cagnolina, tantissimo.
La mia mamma.
Però dai, sono carica, spero di fare bene per loro.
Io ho deciso di dedicare questa torta alla mia mamma e alla mia bambina. Mi
manca tanto la mamma, però cerco di essere il più forte possibile.
Per me sarebbe stata una nonna fantastica, comunque è stata una mamma
eccezionale, non ci ha fatto mai mancare nulla, nonostante fossimo quattro figli
e quindi so che avrebbe fatto altrettanto anche con mia figlia.
Manuel, ti presento Renato. Renato, ti presento Manu.
Ti vedo bello preso. Sì, perché ho deciso di fare un albero della vita,
tutto con la sac à poche. Ma ti piace la sac à poche?
Sì, molto.
C'è il maestro davanti a te, non vuoi chiedere qualcosa?
Per il tronco io pensavo di fare col beccuccio a stella.
Perfetto. Per fargli un po' di corteccia con l'effetto della punta. Ok, sì.
Visto che poi hai questa ampiezza della chioma dell'albero, con la punta a
stella.
Ma non sono solo le persone a ispirare queste tele, come nel caso di Carmen.
Ma dai ricordi alla realtà il passo è breve e la realtà dice una cosa sola. Vi
comunico che è passata un'ora.
C***o raga.
Ciao Brenda.
Tesoro, come va?
Bene, sto montando la crema al burro, adesso incominciamo a assemblare la
torta. Brava che sei già qua. Bene, sì, sì, sì, sì.
Eh?
Buonasera, come va?
Buongiorno. Allora, in realtà no, perché siamo a Bake Off.
Vi piacciono i dolci?
Pasticceri, vogliamo salutare i nostri ospiti? Ciao!
Nello specifico, la signora Rita e Luigi.
Mi raccomando, faccia... Buon lavoro!
Buon lavoro!
I vecchietti che guardano i cantieri, che si mettono così a commentare, sono
mai uguali?
Allora, dove eravamo rimasti?
Sei contenta di aver conosciuto Renato Ardovino?
Io ho iniziato a fare cake design per lui. Adesso te lo chiamo. Renato!
Eccomi! Veramente per me è un artista, uno scultore, non è solo un pasticcere.
Oggi cosa preparerai? Oggi faccio un cake al cioccolato con una crema
pasticcera al cioccolato. Tu la fai quadrata? La faccio quadrata perché
siccome io sono appassionata di astrologia...
Rappresenterò il tema pianeti,
segni zodiacali e poi ovviamente il mio. Il tuo segno che è?
Scorpione. Io voglio rappresentare proprio un quadrante, un quadrante dove
ci sono i dodici settori, le dodici ore, le dodici case, i dodici segni, i dodici
pianeti. Io sono Capricorno.
Capricorno? Sei testa dura allora? No.
Chissà dove hai lo scendente allora?
Toro. Allora, caspita, cornuto cornuto.
Allusioni a parte, ora si inizia a tagliare e a comporre il dolce. E per
qualcuno, dopo quella sotto il tendone, c'è un'altra dolce metà a cui rivolgere
i propri pensieri.
Essendo una metà torta, è la metà del mio cuore.
È dedicata a mio marito, al suo paese, al Brasile.
E quindi questa torta gliela dedico.
Come si apre?
Un tutorial? Non ce l'avete fatto?
Mi aiutate un attimo.
Le canvas cake prendono forma strato dopo strato sulla tela in un'alternanza
di cake e farcia. Qualcuno però ha scelto una strada diversa appoggiando
direttamente l'intero dolce sulla tela.
Ah, vedi che furba!
Vero?
Sto perdendo tempo, sto perdendo tempo.
Pasticcere, pasticceri, manca meno di mezz'ora.
Ma come meno di mezz'ora? Eh già, il tempo vola. Ci vediamo fra poco al
vernissage. A che?
Che bestia è il vernissage?
Sono un idraulico, idraulico. Non sono né architetto né ingegnere, tantomeno
pittore. Ci trasformeremo da Mario Bros a Picasso.
Come sta andando? Sono partito dicendomi basta Omar perché tanto non concludi un
cavolo con quest'ansia, con tutta questa cosa. Io ho detto cucina come se fosse a
casa, quello che capita, capita.
Non è ancora arrivato fuori? Mai, mai, mai, mai.
Raccontaci il tuo progetto. Racconta il progetto, sì.
Vorrei farvi volare in Giappone. Oh che bello!
Quindi che cosa troveremo sulla tua torta? Due alberi di ciliegio.
Bello. Con in mezzo il tori. Come li fai?
Allora... Sac à poche col cioccolato, fai il fiore di ciliegio? Sì, sì, sì.
Stai attento perché il cioccolato è troppo liquido. È temperato il
cioccolato? Ah, sì. Ok, allora sei in tempera, prendi il cioccolato fondente.
Metti nella ciotola, ci aggiungi una goccia d'acqua e inizi a mescolare.
Subito con la sac à poche fai un beccuccio e vai a disegnare subito il
tuo albero. Omar, però bisogna che tu ti dia una mossa. Il tempo stringe. Grazie,
vado. Vai.
Il tempo stringe e qualche scelta inizia ad essere messa in discussione. Mi
guardo in giro e vedo tutte le torte montate nell'altro senso e lì realizzo
che secondo me ci sarà qualche problema perché la struttura delle
stratificazioni è completamente invertita. Ma c'è anche chi procede con
calma e precisione, sicuro delle idee messe in piedi sul cavalletto. Manca
qualche minuto, sto dando infatti gli ultimi ritocchi e...
Basta, com'è andata, è andata. E chi invece deve ritornare sui suoi passi?
La mia torta è pronta, però non riesco a fare il mio disegno come lo volevo io.
Pepe non c'è.
Eh, sarà un'altra volta.
Pasticcere e pasticceri, ci siamo.
Dieci, nove.
Eh, faccio con quello che ho.
Otto, donato. Sì, sì, ci sono.
7, 6, 5,
4, 3, 2, 1, stop! Un passo
indietro!
Ce l'ho fatta terminare la torta. Per ripetere oggi il risultato come primo
della prova sorpresa la vedo assai ardua. Speriamoci!
Pennellate finite e tele pronte e il momento di osservare da vicino queste
dolci opere d'arte si avvicina.
Salutiamo e ringraziamo con un grandissimo applauso il maestro Renato
Ardovino.
È stato un vero piacere averti qui.
Ragazzi, mi raccomando, non mollate e in bocca al lupo. Grazie.
Ciao a tutti.
Ci vediamo giù.
Allora diamo via il vernissage con la canvas cake di Alessia.
Ma è un po' Pompei.
C'è un po' Pompei, c'è un po'
un ricordo di Klimt. Eh sì, sì, il famoso bacio. Esatto.
Un cake alla vaniglia aromatizzato con il rum. Dentro c'è una crema muslena
sempre alla vaniglia. Ma la farcitura dove l'hai lasciata, Alessia?
Non ce l'hai messa?
Io la farcia l'ho messa, non lo so, forse sarà sgattaiolata verso il centro.
Il vero problema è la crema tra una torta e l'altra.
Tu hai messo solo un strato di crema al burro per incollarlo.
A parte estetica...
Convince e non convince, hai sbagliato un po' le proporzioni, però il messaggio
arriva, io l'ho capito subito.
Probabilmente non è stata la mia prova al 100%. È il tuo momento, Alice.
Io in questa torta volevo rappresentare la mia nipotina Iris, che nascerà tra un
paio di mesi.
Dentro ho fatto un molly cake al cacao e lime, con una ramelaca al cioccolato
fondente e peperoncino.
Una composta alle albicocche e fuori ho decorato con una crema al burro russa.
Alice, hai sbagliato un po' le proporzioni sul decoro, la misura delle
bocchette. Una bocchetta un po' più piccola veniva più fine, più elegante.
A me danno fastidio le albicocche praticamente crude.
Io questa torta la chiamerei caos.
Il caos fuori, che non mi piace, e il caos dentro.
Ok, grazie Alice.
Torna proposto.
Ma nel mondo dell'arte non tutti i capolavori vengono compresi al primo
sguardo. Anche un'occhiatina se posso.
A volte serve proprio che sia l'artista a raccontare la sua opera per svelarne
il significato. Sopra dovrebbe essere un tramonto con la montagna caratteristica
di Benevento che sarebbe la dormiente, quindi una donna che dorme. E invece giù
doveva essere la facciata di casa mia che è molto semplice perché insomma
doveva essere un po' più articolata con un po' più di colori.
Raccontaci come è fatto.
È un pan di spagna al cacao, crema pasticcera al cioccolato fondente e pere
caramellata. Sai quella cosa che mi fa arrabbiare? Che è brutta... Quando è
brutta, assai. È brutta assai.
Però sai com'è dentro?
Ah, così.
Sono d'accordo, è fatta una torta che è straordinaria al gusto, cioè veramente,
veramente buona. A livello estetico...
Prometto solennemente che migliorerò questa benedetta estetica. Tocca a
Vittoria finire sotto la lente d'ingrandimento e il motivo ancora una
volta non riguarda certo la bellezza del dolce. Lo stesso resident, tu e Marco,
le case grigie.
A livello estetico no, potevo fare molto molto meglio.
Ho fatto un cake al limone e vaniglia, una namelaca allo zafferano, una culi di
lamponi e lime.
Il cake ti è venuto un po' asciutteno, se vedi qua.
La confettura?
Pochissimo. Sì, è vero.
Però se la prossima volta lavori ancora più pulito, netto, mi piace.
Chissà se Knam sarà comprensivo anche con la torta di Clarissa. Sono fragole,
lamponi, ciliegie. Mela. Ah, mele. L'ho voluta dedicare alla mia cagnolina mela.
Col picciolo grigio. Ma lei ha provato a fare il marrone e è venuto fuori il
grigio. Volevi il grigio o il marrone? Il grigio.
Voleva il grigio. Sì.
Volevo il nero, se vogliamo dirla così.
Non è uscito il grigio.
Lo so che non faccio le cose belle, però io cerco sempre di salvarmi con la
bontà. E per convincere almeno il palato dei giudici, Clarissa punta tutto su un
cake all'arancia e limone con crema al limone e lampone. Clarissa, il segreto
di questa torta è proprio la crema. È gustosissima.
Sì, sono d'accordo. Avrei aggiunto molto più lampone per dare ancora più acidità.
Ok.
Complimenti, Clarissa.
Dopo aver scoperto che anche un dolce dall'aspetto discutibile può conquistare
all'assaggio, tocca a Omar giocarsi le sue carte con una canvas cake con una
base torta a quattro quarti, farcita con crema pasticcera e composta di ciliegia
e limone. Una delle passioni miele di mia moglie sono i viaggi.
Il Giappone è stato il viaggio più bello che abbiamo fatto.
Allora, Omar, il problema è, uno, la stuccatura. Non è precisa, non è liscia.
Due, purtroppo, per me è asciutta.
È tanto dolce la composta di ciliegia che hai fatto, cioè non l'hai spezzata
con niente, non ci hai messo un aroma, non ci hai messo nulla.
Male, è andata male.
Ho lavorato con serenità, dovevo spingere un po' di più, ma ci
mancherebbe, va bene.
Con la canvas cake alcuni pasticceri scelgono di raccontare anche emozioni e
stati d'animo più profondi.
Questa torta parla di me.
Insomma, io sono stato diagnosticato a DHD.
Quindi la mia testa è un tripudio di pensieri che si mescolano tra di loro,
prendono in sopravvento, quindi non avevo altro modo se non rappresentarla
così. Ho vissuto una vita in cui mi sono sentito un po' sbagliato e poi ho
scoperto che io non sono sbagliato ma semplicemente funziono in maniera
diversa rispetto agli altri e questo mi rassicura.
E il racconto di Donato passa anche dalla sua torta, a base di cake all
'arancia e crema diplomatica con arancia, fava tonca e cardamomo.
A me piace molto esteticamente.
Il cake per me dovrebbe essere un po' più morbido. Ok.
Questa qui è sicuramente una torta che parla di te.
Buonissima. Grazie. Bravo Donato. Grazie mille. Grazie a voi.
Danila. L'ho dedicata alla mia dolce metà. Che è Donato.
No!
L'ho dedicata a mio marito e in realtà al suo paese che è il Brasile. Ho fatto
un pan di spagna al lime e due farciture, una crema esotica al mango e
una mousse alla ricotta, cioccolato fondente e vaniglia.
La crema di ricotta è quasi liquida, ma quella esotica è acqua. E poi non ha
gusto. Mi dispiace. Mi dispiace.
Quando si pensa di aver fatto un buon lavoro, invece poi si scopre che così
non è, è un peccato, dispiace molto.
Il viaggio in Sud America continua con Carmen e con la sua torta alla vaniglia
con ganascia e mirtilli e crema al mascarpone.
Io volevo fare tanta fiore, perché io sono nata in una città che si chiama
Maracai, in Venezuela.
È una città che si dice città di ardino.
Ma ci sarebbe dovuto essere... Un pappagallo. Perché il pappagallo?
Perché nella mia casa c'era un papagallo. E come si chiamava questo
papà? Peppi.
Peppi? Lo salutiamo?
Peppi. Ma quanti anni aveva?
40 anni. No, 40 anni.
Parlava? Sì, tanto.
Quando arrivava il mio papà, ho fame, ho fame.
Ma in italiano?
No, in spagnolo. Papà, tengo ambre.
Bellissimo.
Vabbè, un applauso a Peppi.
Bravo Pepe. Grande Pepe.
Il Pepe, un bacione.
Ci manchi.
Siede qua in Italia con me, nel mio cuore.
Dai, sentiamo invece com'è. Il cake è buono, si fa mangiare bene. Mi manca un
po' di farcitura in alcuni strati.
Manca il mirtillo, cioè potevi abbondare di mirtilli, anche dei mirtilli freschi
per assurdo.
Buttaceli i mirtilli, un essere avara.
Ok, va bene.
La prossima lo metto, però brava Carmen, con quello vado contenta.
Insieme a quello di Carmen ci sono altri dolci che parlano la stessa lingua,
quella dei ricordi. Questa torta l'ho voluta dedicare a un nome che è
Cristina, che mi circonda un po', che era il nome della mia mamma, e il nome
che poi ho dato alla mia bambina, ho voluto ricreare l'albero che...
Segno di vita, di fiori.
E di qualcosa che forse non muore mai, no? Esatto. Perché si rigenera
continuamente. Si rigenera sempre, esatto.
La torta è formata da un cake al zafferano, una anamelacca al pistacchio
e una composta di pere.
Bella, molto bella. Mi piace perché è semplice.
Grazie. Per me hai fatto un bel lavoro.
Al gusto è umida, è avvolgente, è piacevole. Proprio come un abbraccio.
Bravo. Grazie. Bravo, bravo. Grazie a te.
Attraverso questo dolce volevo far passare anche questo messaggio dell
'amore che rimarrà sempre.
Sono contento che è passato ai giudici.
Grazie al tuo momento.
È arrivata una brezza marina all'improvviso. Eh sì, io ho voluto
raccontare la mia terra. Non occorre neanche che lo dici, si vede lontano
meglio. Ti manca a casa?
Sì, tanto.
Raccontaci. Ho fatto due pan di spagna, bagnati a rumba, una crema pasticcera e
dei frutti di bosco spadellati.
Bello, molto bello. Sì, ma la tela è fatta con il colore olio.
Grazie. Super d'accordo. È buona, è farcita proprio assai. Devono essere
così, belle piene, belle abbondanti e a soddisfazione. Hai fatto un lavorone.
Brava. Grazie. Brava, grazie.
Non so se arriverò tra le ultime perché chiaramente le prime due ricette non
sono andate tanto bene, però dai, penso positivo.
Luca, il tuo momento.
Ho voluto rappresentare il Parc Egal di Barcellona.
Ci sono delle iniziali lì.
Leggi un cuore con L più L.
Guarda bene.
L più L?
Sì, sì. Con un po' di fantasia potrei anche vederlo. Oh, ok.
L'hai messo.
Ci eravamo accordati.
Trovo la serratura chiusa quando vado a casa.
Jennifer nel cuore.
Jennifer ha conquistato il cuore di Luca.
Adesso tocca al suo dolce, un pan di spagna con bagni al limone e sherry e
crema pasticcera al platano e peperosa, provare a conquistare quello dei
giudici. Sei riuscito a fare una torta con un pan di spagna, quindi una massa
montata leggera, e nonostante tutto ci hai messo dentro una crema morbidissima.
Rischio di collasso imminente e invece sei stata su. In bocca è fresca, è buona
e... bel lavoro.
Io con Damiano non sono assolutamente d'accordo.
Ma d'accordissimo, è veramente super buono.
Complimenti. Bravo Luca!
Grazie. Bravo.
Oggi i commenti parlano da soli, quindi vincere il crembiolo blu mi farebbe
emozionare. Isabella!
Beh, è evidente, è evidente giudice, avete capito? L'oroscopo. Ce la
racconti? Il cake è un pan di spagna al cioccolato con una diplomatica al
cioccolato e more fresche.
Qui c'è un problema, non è la canvas cake, non è quella che noi abbiamo
chiesto.
Allora, per essere una canvas cake praticamente doveva essere farcita in
questo senso, ok? Invece lei ha praticamente fatto come se fosse una
torta decorata. Stop. Il disegno rappresenta il quadrante di un orologio
con i dodici segni, cioè c'è tutto un significato ben specifico, quindi farli
sparpagliati su una torta rotonda non era quello che volevo far capire.
La crema al burro che ho usato per succare la torta è super croccante, il
che non è un vantaggio.
Perché la cannella sotto i denti, che è una crema al burro, non è piacevole. È
come mangiare i funghi con la sabbia.
Anche a ristoranti stellati capita di mangiare le vongole con la sabbia ogni
tanto.
Onofrio, manchi solo tu!
Addirittura. Che spettacolo, bravo! È una sponge cake al limone, bagnata al
limoncello, con una ganache al limoncello e una composta di mirtilli e
basilico. Onofre, hai fatto un lavoro estetico chapeau. Veramente non si
poteva fare di meglio. Ti è la torta più bella che abbiamo visto oggi. Grazie.
Purtroppo però all'interno non è così. È sbilanciatissima, c'è tanto tanto tanto
cake. Hai fatto una crema non montata, densa, così si fa veramente fatica a
mangiare. Mi aspettavo anche che il gusto fosse più buono, ma questo non mi
scoraggia affatto.
Migliorerò nella prossima.
Cari giudici, è tempo di prendere delle decisioni. Vi accompagno. A dopo.
Ciao.
La mostra delle canvas cake si chiude qui, tra opere più immediate e altre
tutte da interpretare.
Giudici, una puntata questa incentrata totalmente sulla manualità. Come se la
sono cavata i concorrenti? Alti e bassi.
Avete dei dubbi sul grembiule blu? Tre, se la giocano. Tre? Sì, due o tre.
E invece sull'eliminato o l'eliminata?
È chiaro. È tutto cristalino. È una decisione, va comunicata.
Andiamo. Due in questo caso. Due, due.
La giornata arriva al suo ultimo atto. Per qualcuno dall'epilogo infelice, ma
per qualcun altro dal lieto fine.
Come sempre partiamo dal migliore. A te la parola Damiano.
Il grembiule blu questa settimana va a
Luca.
Finalmente eh.
Bravo Luca.
Stagliatevi pure il grembiule.
Finalmente ho preso il grembiule blu. Ce l'abbiamo fatta.
Complimenti e congratulazioni. Bravo Luca. Continua così.
Sei contento? Sono contentissimo, veramente.
Spero alla prossima puntata di onorare questo grembiule. Luca, insieme al
grembiule blu vinci anche la busta blu con all'interno un vantaggio che
scopriremo insieme alla prossima puntata. Torna pure a posto e bravo
ancora.
La felicità di essere riusciti a raggiungere uno degli obiettivi che mi
ero prefissato è grandissima e sono contentissimo.
Ora farò i nomi di tutti i pasticceri salvi. Gli ultimi tre saranno a rischio
eliminazione. La gara continua per... Donato.
Manuel.
Danila.
Alessia.
Sei salvo anche tu.
Marco.
Onofrio.
Sei salva.
Isabella.
Alice, puoi tornare al tuo bancone?
Carmen, l'ultimo che sicuramente è salvo è
Vittoria.
Volevo andarmene, raga.
Vabbè. Che succede, Isabella?
Niente, niente. Sono contenta, grazie. Mi sembravi arrabbiata.
Sono un po' stupita.
A me il comportamento di Isabella non piace, poteva starsene zitta. Pensavi di
finire tra i peggiori? Sì. E invece ci vediamo la prossima settimana. Fammi un
bel sorriso.
Grazie. Per quanto possano esserci degli stupori, bisogna comunque essere grati
di continuare questo percorso e mi dispiace che appunto lei non la pensi
così. Omar, Clarissa, grazie. Siete stati giudicati dai giudici i peggiori
di questa puntata.
Ma solo uno di voi sarà l'eliminato.
Ernst, a te la parola.
Abbandonare Peikov?
Purtroppo sei tu.
Solo chi resterà in gara avrà l'opportunità di ambire al titolo di
miglior pasticcere amatoriale d'Italia e vincere così una fornitura per un anno
di prodotti nuovi, il grande cioccolato italiano.
una selezione di attrezzatura professionale per le sue ricette offerta
dall'e-commerce chefline.it e un corso di pasticceria presso Incibum, scuola di
alta formazione gastronomica.
Ernst, a te la parola.
Abbandonare Bake Off?
Purtroppo sei tu.
Omar.
Toccato a me.
Sono fuori, sono io l'eliminato, però esco sereno. Io ringrazio tutti,
ringrazio chi mi ha dato la possibilità di essere qua, voi, assolutamente, e
loro. Loro sono stati una magia, veramente.
Grazie. Mi sarebbe piaciuto stare dentro un più, imparare un po' di più.
Qualcosina ho imparato e ho imparato anche a capire dove sbaglio.
Buon rientro a casa.
Salutami le tue ragazze.
Mi porterà nel cuore questa esperienza tutta la vita, tutta la vita perché è
stata un'esperienza breve ma intensa.
Miei cari pasticceri, grazie alle vostre mani d'oro ve la siete cavata anche
questa volta.
Continuate così e ci vediamo la prossima puntata.
Ciao. Ciao.
Isa, la prossima volta che devi uscire, dodo più una.
No, però ragazzi, io veramente non... Veramente, ragazzi, perché poi lui
magari voleva rimanere, non lo dite.
È un insulto a chi esce.
Nella prossima puntata di Bake Off Italia.
Fermata, sei la regina, eh? E allora sono io la queen?
Il cioccolato può diventare il vostro incubo. Quando si è ribelli si ha una
responsabilità maggiore.
Ma se non dimenticate di mettere lo zucchero. Questo gremione blu, Luca, te
lo prendo oggi.
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.