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Allora sei proprio convinta della tua decisione.
Penso.
Sempre con le solite storie, con i soliti discorsi. Tu sai benissimo come
sono fatta, no?
Sì, però penso che anche una donna innamorata sia disposta a fargli tutto
per tenersi accanto a un proprio uomo, vero?
Amore, tu sai quanto ti amo.
Se così non fosse, tu non saresti mai entrato in casa mia.
E soprattutto, non ti avrei mai fatto accettare da Filippo.
Tu sai benissimo, no, quanto ha sofferto Filippo per la morte di suo padre.
E poi... Il fatto di fare sesso con un tuo amico, proprio... Perdonami, ma non
mi va giù. È una cosa che non accetto.
Ma sarebbe un gioco di complicità tra noi due, perché no?
No. Io scendo il sesso dall'amore.
L'idea di fare sesso con una persona che non conosco, un estraneo, è al di sopra
delle mie possibilità.
Capisco.
Davvero? Sì, forse per te fare sesso con una persona che non conosci può essere
imbarazzante.
Ecco, bravo.
Cambia fantasia, che è meglio.
Beh, se proprio devo essere sincero. Mmm, non mi preoccupi.
Mi sembra che ti scopri con Filippo.
Ma sei pazzo?
Filippo, ti vorrei ricordare che è mio figlio.
Ora basta con questi discorsi, guarda. Smettila. Solo pensi che mi sono
eccitato.
Che lo seguisci piano piano.
Ma dai, tu sei una donna perfetta.
Hai subito.
Non sei nello spazio dell'immaginazione.
O mi sbaglio?
Sì che mi sbaglio.
Senti qua, sei sbagliata.
Solo che insieme ti sei accettata anche io.
Ora smettila.
Sei sempre il solito porco, il solito depravato, sempre i soliti discorsi.
Forse è meglio che andiamo a dormire, eh?
Ciao
Filippo.
Ciao Anna.
Tutto bene?
Sì, sì.
Ma è una faccia un po' strana.
Ecco il solito maiale.
Che c'è?
C'è un'aria un po' tesa, cosa avete?
Ma non sei tornato da queste cazzo di poste? Sempre molto fine tu, eh.
Sì, sì,
ma sarà, non mi sembra.
Oh, senti, rilassati un po', Claudia.
Ma non sei capace di avere questa lena?
Oh Camilla sei uguale, io devo andare dal meccanico.
Ci vediamo domani, ciao.
Non ci vediamo dopo.
Sei sicuro che va tutto bene?
Sì mamma, sono solo questi esami.
Ma sei ben benissimo a scuola.
Dai, quando tu quella faccia è perché mi nascondi qualcosa. C'è qualcosa che non
vale, sono sicura.
No, è solo che... Facciamo una bella cosa.
Adesso ci andiamo a fare una bella doccia, ci cambiamo e andiamo a fare una
bella passeggiata nel parco.
Così mi racconti tutto.
Va bene mamma.
Secondo me Mario è solo un ragazzo di galera, un poco di buono, e quando te ne
accorgerai sarà troppo tardi.
Tesoro, lo so, Mario non è uno stinco di santo, ma in fondo in fondo è anche una
buona persona.
Sì, come no?
Dai su, tu sei sempre esagerato, Filippo.
Tu sei un ragazzo, sei giovane, certe cose non le puoi capire, ma una donna
come me ha bisogno di un uomo a fianco che gli dia un appoggio morale.
Poi Mario ha avuto tante situazioni difficili, una vita devastante, e queste
cose avevano segnato, però le hanno anche reso forti, capisci?
Poi, amore, io non potrei mai stare senza un uomo a fianco, una vita da
single proprio non me la vedo.
E quindi è meglio vivere in casa con un pozzo, uno che fa discorsi malati.
Tu, Filippo, secondo me ti preoccupi troppo, credimi.
Tu sei per me e sarai la persona più importante.
Niente e nessuno arrivano prima di te.
Sai, no? Appunto ti voglio bene.
Sì, mamma. Lo so, te ne voglio tanto anch'io.
Ora smettiamola con questi discorsi. Andiamo a casa che si è fatto tardi.
Ok.
Mi sta aspettando, vai.
Non posso, non ce la faccio.
Adesso mi hai veramente stancato.
Ti ho detto di andare giù e fare quello che ti ho detto, altrimenti ti gonfio di
bottego. Hai capito?
Adesso vai giù e fai come ti ho detto. Cerca di essere il più convincente
possibile. Mario, perché... E mettiti in modo che io vi possa vedere.
Muoviti. Vai.
Eh, scusami, ma non ce la faccio.
Sai, con l'esame di chimica mi sta togliendo troppo tempo.
E te, come sei messo con gli studi?
Sì?
Scusami, ma ti devo lasciare. Ti sentiamo dopo.
Ciao.
Ciao, amore. Ciao.
Come stai?
Tutto bene.
Sì. Perché?
Ma sembra che impianto. No, amore.
È una depressione.
Sentivo la telefonata.
Sì, erano le mie compagne di classe.
Problemi? No, niente particolare.
Sentivo che parlavate della scuola. Sì, qui aveva quell'esame di chimica che è
molto difficile.
Ti stai impegnando.
Come sei accaldato, Filippo. Mamma, cosa stai facendo?
Tu non sai quanto io sia in imbarazzo.
Ma non capisco. Sicuramente più di te.
Ti chiedo solamente di lasciarti andare.
Ma... Ma sei sicura di quello che stai facendo?
Ho sempre cercato di far andare le cose nel migliore dei modi in questa
famiglia. E fino adesso siamo sempre andati bene noi.
D'accordo, ma... Per cui?
Ci manca più un bicchiere di vino in questa trama.
Ma è possibile che non sei più neanche capace di coperti dalla casa?
Mamma mia!
Ma tu sei solo buona a lamentarti.
Sai cosa fanno gli altri uomini a quest'ora del giorno? Eh, cosa fanno?
Sentiamo cosa fanno. Sono al lavoro, al lavoro.
Tu invece non ci pensi proprio mai l'idea di andare a cercartelo con l
'occupazione. No, non ci penso neanche minimamente.
Tanto che i soldi che mi ha dato mio padre, guarda, ci campo ancora un anno.
Ti mancano i quattrini? Eh, dimmi, ti mancano i quattrini?
Perché? Ah sì? Ti mancano i quattrini? Allora guarda, al lavoro trovatelo tu.
Anzi, te l'ho già trovato io.
Poi hai un diversitino, un paio di scarpe da zoccola, tanto la faccia da
zoccola ce l'hai, fai un sacco di soldi sulla strada.
Ehi, strozzo! Non ti permetterai mai più di provare a chiusiare la madre, eh?
Lascialo parlare!
Lascialo parlare, ragazzino! Almeno una volta che tira fuori i coglioni che fai
il coraggioso!
Lascialo parlare!
Eh?
Ma dove vai? Vieni qui!
Dove cazzo vai?
Guarda che i coglioni devono anche essere in grado di usarli! I coglioni
tirano lì fuori per soddisfare una donna! Anzi, sai cosa ti dico?
Adesso mi fate vedere tutti e due quello che siete in grado di fare!
Non fare quella faccia, tanto l'altra sera ti facevi
segare. Non mi dire che non ti piace.
Tieni fuori questo cazzo.
Volete che divento cattivo?
Volete che vi gonfio di botte a tutte e due?
Stai zitto.
Ti piace quando succia la pasta pomoda, eh?
Oh!
Facci scomare la faccia.
Scusa.
no no
Grazie.
Grazie.
Ah. Ah.
Ah.
Ah. Ah.
Ah! Ah! Ah!
Ah! Ah!
Ah.
Oh!
Oh!
Ah. Ah.
Ah!
Oh!
Ah!
oh
Grazie
dai, dai
Oh!
Grazie.
Grazie
ah ah ah ah
Ah!
Adeguimi a scopare il tuo membro.
Oh!
Oh, cazzo!
Oh,
Dio!
Grazie.
oh
Grazie.
Oh!
Sì.
Non hai capito quello che ti ha detto mia madre?
Prendi il tuo nome e vattene per sempre.
L'hai voluta tu.
Io adesso un uomo ce l'ho.
Se è quello che volete.
Bravo.
Vattene e non tornare mai più.
Me l'avevano detto tutti, lascialo perdere quell'uomo, è un balorto, un
buon annullo, ti metterà nei guai, ma io cociuta e innamorata come sono una
ragazzina a qualità può essere, non ascoltai il consiglio di nessuno.
Ed ora eccomi qua, ad assaporare la miseria della mia condizione, il giusto
castigo dei miei molti errori.
Disperata affogò il cervello nell'alco, perché non ho meno il coraggio di farla
finita.
Mi ha lasciato, sì, mi ha lasciato quel bastardo per andare con quella troia, ed
ora io sono rimasta qui, sola, senza soldi, con la vergogna di dover accudire
ad un figlio ritardato, concepito più per il tentativo di incastrare quel
figlio di puttana, che da desiderio di maltenità.
Pronto? Pronto, sono il dottore Vini.
Ah, è lei il dottore?
Sì, mi aveva telefonato per chiedere se per caso si era dimenticato dell
'appuntamento che avevamo avuto l'anno scorso.
Perché suo figlio ha bisogno di aiuto farmacologico, lo sa?
Senta, mi sono rotto i coglioni, di lei e di tutti i sensi sociali.
Io, mio figlio ed Alessio, so badare benissimo da sola, senza l'aiuto di
nessuno. Ed inoltre, non mi chiami più.
Ha capito?
Cosa ci fai qui?
Quante volte non devi giocare in sala?
Cos'è quell'espressione nei tuoi occhi?
Ti faccio paura?
Ti fa paura la tua mamma?
Ti faccio vedere che cosa sono capace di fare.
Adesso ti metto in una stanza buia. No, ma non è una stanza buia, non ho paura.
Non chiamarmi mamma. No. La tua faccia la voglio vedere fino a questa sera.
Capito?
Adesso rimani lì dentro.
Via!
Chi muoverà mai con un figlio così?
Sono condannata alla solitudine.
Credete sia allegro stare chiusi qui?
Ho voglia di sentirmi posseduta.
Scopata come una vacca, sento i desideri assaggiare tanta sborra.
Se non faccio qualcosa subito, credo che impazzirò.
Grazie a tutti.
Cosa ci fai lì, brutto porco?
Cosa ci fai lì, brutto schifoso? Quelle cose in mano.
Io cosa?
Stai zitto.
Meriti proprio una punizione. Ora inginocchiati.
Ma certo, perché non ci ho pensato prima?
D'ora in poi potrei usarlo per appagare le mie voglie. In fondo nessuno lo
verrebbe a sapere. Leccami i piedi.
Rimarebbe tutto all'interno di queste quattro mura.
Dovrai postervi qualcosa, dato che viviamo insieme, purtroppo.
La verme ha quattro zampe che mi scappa da pisciare.
Vieni.
Su.
Su, su.
Stai zitto.
Adesso che cambiamenti che piscio.
Peccami, brutto stronzo, per bene.
Vieni caro, sai, hai avuto un'idea, andiamo a giocare con i soldatini, eh?
Andiamo, dai,
dai, andiamo, dai, su.
Ti diverte l'amore con i soldatini, eh?
Che bello!
Che bello.
Sì, così è tutto.
Sì, così è tutto.
Non ti
piaccia?
Sì, tanto.
Grazie mille.
Viii.
Senti che così non ha ne pochetto eh.
Dai.
Vieni.
Sì, bravo.
... ... ... ...
... ... ... ... ...
Ho bravo, ho bravo con sé.
Ti piace la mamma? Sì, sì.
Ti piace tanto? Sì. Dai, dai, dammi un'ora.
Sì.
Grazie.
Come scopri bene.
Sì.
Così.
Sì, sì.
Sì,
così.
Grazie a tutti.
un abbraccio da Tommaso
Grazie.
Scusate, posso disturbarlo un attimo?
È una cosa importante?
Più importante di questo libro che sto leggendo?
Lo sai che non mi piace essere disturbato in questi momenti?
Lo so papà.
Hai sentito Franco?
Sua sorella ci vuole parlare.
Dai, spegni il videogioco.
So che quello che sto per dirvi vi suonerà un po' inaspettato, ma ci ho
riflettuto su parecchio e credo che sia giunta per me l'ora di andare via da
questa casa.
Ecco, sì, io e Francesco abbiamo deciso di sposarci.
Questa è la cosa importante che avevi da dirci?
Se era viva tua madre ti riempiva di sberle.
Lo sai che la vita là fuori è dura, anche per una ragazza come te.
E gli studi?
Al diavolo l'università.
Io amo Francesco. Voglio avere dei figli.
Il mio sogno è quello di costruire una famiglia.
E tu?
Non dici nulla, tu?
Non la senti la tua sorella?
Hai visto?
Sei riuscita a far soffrire anche tuo fratello.
Prima o poi sarebbe dovuto succedere, ma non credevo accadesse così in fretta.
E così te ne vai, lasciandomi solo qui, in questa casa.
Cara sorellina, quanti dolci e cari ricordi ci legano.
Giochi d'infanzia, i compleanni, gli amici comuni, ma soprattutto quel grande
segreto d'amore che ci unì per così tanto tempo.
Fosti tu che con la tua solita malizza... e dolcezza mi conducesse a
scoprire l'obbio dei sensi, quell'obbio di cui tu già conoscevi le regole.
Dai, inseguimi!
Dammi anche l'altra.
Così, così.
Bravo, così. Prendimi qua da sotto.
Da sotto, così.
Pianino, pianino.
Bravo.
Wow.
Bravo, cattolino.
Ma sei proprio bravo.
Impara in fretta.
Si, così, così, così.
Sì, così.
In quei giorni ti nutrivi dalla mia vergogna.
Ero timido a quel tempo e tu ti prendevi il gioco di me.
Ti eccitava vedermi così fragile e indifeso, ma niente ti fermava, nemmeno
il pensiero che io ero tuo fratello.
Poi, un giorno, il gioco andrò oltre.
Ehi, no, non nasconderti, non c'è mica niente di male.
E poi, non credi anche tu che sia più eccitante avere una donna in carne e
ossa rispetto a delle fotografie?
Fatti accarezzare.
Non è meglio, non è più bello.
Non è più appagante, fatelo fare da madonna.
Dai, fatti accarezzare un po'. Dai,
fatti accarezzare un po'.
Ti piace?
Grazie.
Guarda anche lui ogni tanto.
Grazie.
Grazie.
Allora è proprio deciso.
Te ne vai?
Sì, Franco.
È la cosa migliore per tutti e due, vedrai.
E poi lo sai anche tu.
Le storie non durano per sempre, neanche quelle più belle.
L'unica cosa che durerà in eterno è l'amore che trovo per te.
Ehi!
Dai, su! Cos'è quella faccia?
Dai! Vieni qua, dammi un bacio adesso, su.
Addio, cara sorella, addio.
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