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Original subtitles

Lascia, lascia, che ci penso io.

Grazie pieno.

Bice, lascia stare la gigliola, su.

Ma perché devo lasciare stare la gigliola? È arrivato il momento di fare

un buon brodo. Non voglio delitti in casa nostra, va bene? Ma quali delitti,

Fosca? Lei è una gallina. È una gallina, la gigliola è la gigliola.

Ah, a proposito, devi chiamare l'enologo e dirgli che le viti stanno per fiorire.

Di già?

Sì, quest'anno sono sbocciate prima.

Sento il profumo nell'aria.

L'è proprio tutta al suo babbo quella lì.

Il panino e il prosciutto è la cosa più buona del mondo.

Però te sei troppo golosa e mangiare il prosciutto ti

alza la pressione, capisci?

Un pochino.

Ecco, senti, meglio mettersi il guinzaglio, brava.

Lice, io vado.

Certo che te non mi fai mai stare tranquilla a me, eh?

Tra le galoppate nei campi, il lavoro che fai, vuole sempre far tutto da sola.

Perché io non ho bisogno di nessuno, sono te. Sì, sì.

Lo vedi che la gigliola fa il suo dovere? Non c'è bisogno che le tiri il

collo. Ciao.

Certo, ciao, ciao.

E c'ha sempre ragione lei, sempre, come il suo babbo.

No, ti prego, no.

Non ci credo.

Prego, non mi mollare ora, eh.

Vai, su, su.

No, però è...

Cosimo, sei sveglio?

No.

Sono in panne, passa da Andrea il meccanico, ti darà un pezzo per me. Va

bene, arrivo.

Scusa Rita, ma è un'urgenza.

Torno subito, eh?

Ma che succede oggi? Perché un afro no? Ho provato a chiamare la nostra guardia

giurata, però non mi risponde.

Possibile sempre la stessa storia. Fate come volete.

Ah, ecco il direttore.

Buongiorno. Buongiorno.

Che si fa? Oggi non si apre?

Signor Lucchisi, per l'apertura bisognerebbe aspettare la guardia

giurata, ma oggi il Bonci ritarda.

Lo aspetti lei, il Bonci?

Io intanto cambio banca. Ma non aspetti? Aspetti, venga qui.

Vi faccio entrare io, va bene?

Prego, venite.

Dentro! Tutti dentro!

Non si può aprire la cassa? Invece lo aprirai.

Vedrai qui insomma.

Zitta!

Lasciatela! Giù! Stai giù, stronzo! Stai giù!

Adesso però andatene!

Lasciateci stare!

Dammi la valigia!

Allora, giovane, non si era detto che tu ti dovevi levare di mezzo, tetto cane di

merda? Dammi questa cazzo di valigetta!

Dai,

prendi i tuocenci e sparisci!

Chiamare un carattrezzi no, Foschino, eh?

Lasciarti dormire? No.

E poi non mi serve un carattrezzi, mi serve questo.

Ma che serve sto osso?

Eh, serve.

Se lo dici te.

Ma con chi hai dormito?

Magari con Anita la camminiera?

Per i fatti tuoi, Maya.

Scusami, ogni volta che il tuo letto è vuoto e ci devi infilare qualcuno.

Che ci posso fare? A me il lato del letto vuoto mi dà ansia.

Ti dà ansia, sì, certo.

Pronto, sì.

Dimmi, Pino. Capo, rapina alla filiale del credito toscano qui ad Arezzo. Hanno

sparato e forse ci sono delle vittime.

Va bene, di a Giulia ad andare lì.

Io vi raggiungo.

Io comunque ci capisco niente. Lo so che non ci capisci niente. Dai, spostati,

su. Io devo andare via.

Io qua ho finito, te ne vado.

Sei caduta in un fosso, capo?

Mi si è fermata la macchina in uno sterrato, la pompa di benzina.

Meno male Cosimo è arrivato con il pezzo.

Sarebbe ora di cambiarla.

E come faccio? Era di mio padre.

Che è successo?

Tre rapinatori. Due sono entrati e uno li aspettava in auto.

Parlavano con accento dell'est.

La guardia giurata era in ritardo. Quando è arrivato l'ha intercettata e c

'è stato uno scontro a fuoco.

Ma in ritardo come mai?

Dice la sveglia o non ha suonato.

Hai sentito qualcosa?

Sì, odore di bruciato.

La cordite degli spari?

No, qualcosa di diverso, qualcosa sui vestiti.

Agente! Ah, lui è Aldo Bonci, la guardia giurata ha sparato.

Ha sparato lui per prima.

Con lei parliamo dopo.

A disposizione.

Giulia, torniamo dentro.

Capo? Sì?

Dottor Walter Baroni, direttore della filiale.

Invece questi erano innocenti, buongiorno. Buongiorno.

Qui non era mai successo nulla di simile.

Povero signor Lucchesi.

Il signor Lucchesi?

Il proprietario del Gran Caffè?

Era sempre così puntuale, lunedì mattina.

Portava l'incasso del fine settimana.

Ma io la voleva dare, la borsa.

E per prenderla gli hanno sparato.

Andiamo, lasciamo lavorare la scientifica. Grazie.

Comandante, ma insomma quanto devo aspettare?

Non è che ho chiesto il vino.

E lei che cosa vuole? Ma porca... Calma, calma.

E' Ricky, un barbone che vive qui davanti.

Buongiorno. Buongiorno.

Ha visto qualcosa?

PT 1396Q.

È la targa dei rapinatori?

La mia no, di certo.

Io vo' alla pedona.

Comunque, il colpo di pistola l'ha sparato per prima la guardia, i bonci.

Sì, ha sparato in aria, ma ha sparato prima lui.

Quello è un coglione. Io li fo' sempre.

Ricky.

Tieni, dai. Oh, ecco l'acqua per Alice.

Alice, guarda l'acqua che c'è.

Segna di tutto quello che ha detto il signor. Mi scusi, il signor? Ricky.

Ricky.

Senta, signor Ricky, ce l'avrebbe un documento? Mi servirebbe il suo nome

completo. Sì, mi può tenere l'acqua.

Se lo trovo, volentieri.

Grazie. Mi le dà l'acqua.

Manrico Giudici, giusto?

Sì, sono sempre io.

Signora! Giulia! Che sei tu? Scusami. Sono Martina Corsi, lavoro per la

signora. Scusate. Venga signora, l'aiuto io. Niente, niente. Si regga a me.

Tranquilla.

Portatela nell'ambulanza.

Dai, forza, su.

Senta, signor Righi, qua però non si legge nulla. Sarebbe il caso di

rinnovarla, questa carta identità.

Noi siamo quello che portiamo dentro.

La vita è troppo breve per infagottarla dentro le scartoffie. Siamo ottimisti

oggi, eh?

Questo passa il convento.

È arrivata la PM.

È avanzata un po' d'acqua, ne vuole un po'.

Buongiorno. Dottoressa Innocenti.

Dottoressa Perego, buongiorno.

Guardi, glielo dico subito. Il Lucchesi era un mio buon amico. Quello che è

successo è gravissimo. Una rapina in pieno giorno, un omicidio a sangue

freddo. Due omicidi.

Guardi, voglio i responsabili in carcere il prima possibile.

Il prima possibile, chiaro?

E poi, dottoressa, ma che siamo nel Far West?

West?

Buongiorno.

Sempre molto rilassata la PM?

Buongiorno, ho un pacco per il signor Riccipino.

La seconda porta a sinistra. Grazie.

Riccipino? Io sono.

Buongiorno. Metta una firma qui.

Grazie. Cannoli dall'isola.

Cassata. Eh, ma questa fidanzata ti sta viziando. È il terzo dolce questa

settimana. Ma lì, quando ci si vuole bene, così funziona.

E in famiglia, il diabete, come va? Bene, per ora.

Allora, com'è andata?

Ma c'erano davvero dei morti?

Due.

Minchia.

No, cioè, volevo dire, mi dispiace.

Ecco, bravo.

Hai controllato la targa che ci ha dato il barbone? Controllato, capo.

È un'auto rubata qui ad Arezzo, la settimana scorsa.

Ecco, io con la foto che mi ha mandato Giulia del rapinatore ucciso, ho fatto

un controllo incrociato tra i fermati e i pregiudicati, soprattutto dell'estero.

Il ragazzo non rientra.

C'è da dire che era molto giovane e magari davvero non aveva precedenti.

E non hai trovato nient'altro? Rapine simili in provincia o reati commessi da

cittadini dell'est d'Europa? No, c'erano a un certo punto quei balordi a

Montevacchi, ti ricordi? Quelli che saltavano le tabaccherie. Ma aveva un

'altra modalità, un'altra storia. Non c'entrano nulla. Vabbè ragazze, forse è

una rapina finita male.

Succede, no?

È vero, succede.

Però vorrei provare a vederla dalla parte dei rapinatori.

Seguite il mio ragionamento.

Allora è il momento in cui i rapinatori hanno preso i soldi dal direttore.

Potrebbero andare via tranquillamente. E invece che cosa fanno?

Perdono il tempo prezioso per rapinare i clienti.

Anzi, il cliente.

Non prendono la borsetta dell'impiegata Bruna Landi o i gioielli della signora

Barberis.

Ma vanno dritti al signor Lucchesi, che ha una borsa vecchia piena di contanti,

ma i soldi non si vedono.

L'unica soluzione è che sapessero il contenuto della borsa.

Pensate a un basista, ragazzi.

Bravo Pino, sì, bravo.

La cassa piena di soldi.

Il cliente con l'incasso del weekend.

E una guardia giurata che arriva in ritardo.

Non vi sembrano troppe coincidenze?

Sì. In effetti. Io rivolto la vita del Bonci.

Io viaggio in posti social.

E io setaccio la fedine penale di tutti.

Bravi. Potreste fare i poliziotti.

Avanti. Dottoressa, mi scusi. C'è il signor Bonci che l'aspetta.

Ah, grazie.

Signor Bonci, prego, venga.

Allora, come si sente?

Come mi sento?

Ho sparato a un cristiano, mi vuole che mi sento.

Lei ha mai sparato a qualcuno?

Un paio di volte sono stata costretta, ma ho sempre sparato alle gambe.

A me invece è toccato in morto.

Ma d'altronde cosa dovevo fare? Quelli mi hanno sparato addosso e io ho

risposto a fuoco.

Senta, signor Bonci, ma per caso ha fatto riparare la sveglia?

La sveglia?

Sì, lei ha dichiarato che è arrivato tardi al lavoro perché la sveglia gli si

era rotta.

Sì, la devo buttare quella sveglia.

E poi ieri sera ho fatto tardi nella discoteca dove lavoro e mi butta fuori.

Non mi vuole chiedere nulla.

Per caso nei giorni scorsi ha percepito qualche movimento strano intorno alla

banca?

No.

E il rapinatore morto? Non l'aveva già visto?

Mi dispiace, tutto quello che sapevo gliel'ho già detto.

Cominciamo. Sottobosco, piccoli frutti, muschio, vaniglia e un brunello.

E rispetto a questo?

Questo ha più confettura, ma è meglio il primo.

Sei un genio.

Dovevo nominare te il membro, ora devi somigliare a me, mica a me.

Bene!

pure il sadomaso ma che sadomaso è il sadomaso Anita?

Cosimo vaffanculo io non ti voglio più vedere ecco ci mancava solo questa

adesso tant'era una stronza non ti meritava mica brava brava la voce della

verità eh certo lei ti adora è di parte comunque non è colpa mia è fosca è

sempre stata gelosia di me?

si si chiama gelosia retrattiva retrattiva di cosa? io glielo ho detto

non si è mai fatto niente però lei non ci ha mai renduto

Fosca? Sì, ciao Cosima. Ciao Rosa.

Non mi mettere in mezzo.

Vado al Gran Caffè.

Ah, a proposito, che mi dici di Lucchesi?

Il Lucchesi?

Personaggio triste.

È morto come ha vissuto, sempre attaccato al soldo.

Ma certo, perché il Gran Caffè è un bar storico, tu invece... Foschina, sono

storico anch'io.

Ho la mia storia. Ah, certo.

Scusami. Ecco.

Comunque, se vai al Gran Caffè, la sola cosa che devi prendere è il Marrakesh

Express, ricordatelo.

Va bene, lo farò.

Ho controllato i precedenti degli impiegati, del direttore della banca e

pure del Bonci.

Sono tutti puliti.

Buongiorno. Scusate, ma il locale è chiuso.

Sì, mi scusi l'invadenza, sono il vicequestore Innocenti e lei l'ispettore

Rosa Lulli.

E lei è mia figlia Serena. Scusate per il disturbo.

No, no, dica pure.

Senta, lei mi può confermare che suo marito portava ogni lunedì personalmente

l'incasso del bar in banca? Sì, da tanti anni.

Ci andava il giovedì e il lunedì.

E in banca per caso lo seguiva il direttore?

No, col direttore si conoscevano bene, ma a occuparsi di mio marito era la

signora Landi. Quindi molti conoscevano le sue abitudini.

Ma sì.

Papà non sgarrava mai estate e inverno, era come un orologio svizzero.

Preciso.

Adesso però mia mamma e mia sorella hanno anche il diritto di stare da sole,

o no signore?

Sì, beh, capisco il brutto momento. Ecco i fatti, andatevene allora.

Noi siamo due poliziotti e siamo qui per indagare sulla morte di suo padre.

Un bel poliziotto.

Che cosa hai detto, scusa?

Luigi Lucchesi.

Anche lei lavora qui al bar?

Più o meno.

Signor Lucchesi, lei ha notato qualcosa di strano o di insolito in questo

periodo? No.

Magari qualcuno che seguiva suo padre? Assolutamente no.

Posso offrirvi la nostra specialità? Un Marrakesh Express?

No, grazie.

Arrivederci. Arrivederci.

Lucchesi Luigi, nato ad Arezzo il 10 giugno del 1993 da Lucchesi Ugo e

Naldini Elvira, residente ad Arezzo in via... Pino, vai al sodo, su, forza! Sì,

capo. Allora, risulta una segnalazione perrisse in un locale, il Cioccolato

Club, la discoteca sulla provinciale.

Certo.

Perché ti dice qualcosa?

È dove Aldo Bon ci arrotonda come buttafuori.

Ci vado a dare un'occhiata, capo. Stasera.

Va bene.

Ma al momento questa indagine deve rimanere in questa stanza, è chiaro?

Ufficialmente stiamo solo cercando i rapinatori dell'Est.

Siamo la scientifica, magari ci sono novità.

Va bene. Ci vediamo domani.

Sono Lulli.

Cosa hai per me?

Scusate.

Cerco uno che lavora qui, si chiama Aldo Bonci.

Bonci, credo sia già dentro.

Va bene, io entro. Aspetta, il tuo nome?

De Falco.

De Falco, De Falco, De Falco, non c'è, non puoi entrare.

Guarda bene che c'è.

Va bene, entro pure.

Tu sei nuovo, eh?

Il cazzo vuoi?

Fine della corsa.

Quello è un frascio di merda che rimolte ai ragazzini per impasticcarli nella

discoteca.

Te come stai?

Tranquillo, arrivano i colleghi.

Andiamo.

Vuoi che chiami qualcuno, i tuoi genitori?

Loro non lo sanno.

Che cosa?

Che giocavo con le bambole.

Siediti.

Io quando ero piccola giocavo con i soldatini a calcio. Qual è il problema?

A sua madre non dispiaceva?

Mia madre non l'ho conosciuta.

È morta quando io sono nata.

È mio padre che mi ha cresciuto.

E come ogni genitore voleva la mia felicità.

Quindi non li chiama i miei?

No, sei tranquillo, non serve.

Sei maggiorenne.

Il problema è un altro.

Il problema è che il Bonci vuole denunciarti per spaccio e per

adescamento di minori. Lo dice lui. Ma io non ho fatto niente!

Va bene, ti credo.

Però prima di mandarti a casa devo chiederti una cosa.

Perché il Bonci ti ha menato?

Voleva l'indirizzo di uno che gli ho presentato qualche tempo fa.

Lui sì che fa le marchette.

So solo il nome, si chiama Radu.

È un rumeno che si vede in giro, al cioccolato, al campo di Marte.

E com'è fatto?

Robusto, occhi scuri, tatuaggio a forma di drago sul collo. Un gran figo, ma non

so altro, mi creda.

Ma per caso era lui che voleva conoscere il bonci?

Sì, certo.

Basta con queste cazzate, io non ci vado con i marchettari.

Con Rado sì, però.

Una volta sola ci sono andato va bene e quel pezzo di merda mi ha drogato.

Ecco perché ho fatto tardi ieri mattina.

Cos'altro sai di lui? Nulla.

Ecco perché cercavo di saperne di più da Franco.

Io lo voglio trovare a quel pezzo di merda. A Rado ci pensiamo noi.

Vieni.

Ciao.

Ma che ci fai qui? Non ne potevo più di stare a casa col mio marito imbambolato

di fronte alla tv. Poi ti devo dire delle cose.

Certo, vieni.

Le impronte digitali del morto non sono schedate, però sotto le scarpe gli hanno

trovato del terriccio misto a calce. Le mani sono molto rovinate, fanno pensare

a un lavoro manuale.

Sai che cosa dobbiamo fare?

Dobbiamo staccare Pino dai monitor e mandarlo sui cantieri.

Loro intanto li mandiamo a casa e capiamo chi è questo rato.

Si potrebbe chiedere al ristorante rumeno, se lo conoscono, alla botte di

cecchino. Il nome è tipicamente rumeno, direi. Ah, e poi hanno ritrovato la

macchina identificata dal barbone a Montevarchi.

Bruciata.

Almeno Ricky ha detto la verità.

Giulia, ci sarebbe da andare alla botte di cecchino. Sì, che ci vado a aiutare.

Ok.

Ti diverti a posare?

Guarda qua che cosa straordinaria, bellissima.

Ti ho fatto un ritratto, guarda, un ritratto sputato,

spiaccicato. E ora, ora pago la mia modella,

eccola qua.

Aspetta, un pezzettino.

e un pezzettino di vino.

Mangia ora perché quando io sarò morto non ti potrò portare con me

al campo della ciccia fredda.

Va a letto, vai, sei stanca.

Buonanotte. Ciao, Fosca.

Ciao Susi.

Foschino, che è successo?

Tu non ci pensi mai agli invisibili?

Ma che c'entrano gli invisibili?

Voglio dire persone come i barboni.

Persone che nessuno guarda.

Uno magari tira dritto e al telefono e...

E non si accorge che lì c'è qualcuno che... che ascolta, che guarda

e che si ricorda.

Ecco la poliziotta.

Col barbone davanti alla banca, Ricky.

Ogni tanto passa qui a raccattare qualcosa col cane.

Gli do una mano.

Lui sa più di quanto ci dice.

Tu conosci bene le persone, vero?

Ora, per esempio, no?

Chi sono io?

Uno che non è riuscito a trovare compagnia per questa sera.

Buonanotte, Cosimo.

Buonanotte.

E comunque tutti i torti non ce l'hai, ecco.

Buongiorno. Buongiorno.

Questo è per lei.

L'ha fatto lei?

Magari. Lo ha fatto la mia tata, la schiaccia più buona d'Arezzo.

Ah, lo sento dal profumo.

E poi dentro c'è il salame toscano, quello fa piangere.

La vita è troppo breve per infagottarla di scartofie.

Eh sì.

È per questo che ha scelto di vivere così?

Scelto? Io non ho mai scelto nulla.

È questa assassina, questa delinquente qui che mi ha scelto. Mi ha puntato e ha

deciso di vivere con me. E io l'ho solo aiutata un po'.

Lo sai, è molto curioso.

Che cosa?

Mio padre mi diceva la stessa cosa.

Sono gli animali che ti scelgono, non siamo noi a scegliere loro.

Il suo babbo è un brav'uomo.

Eh sì.

Ma mi dica la verità, non è mica venuta qui per parlarmi del suo babbo. No, hai

ragione, no.

L'altra volta, è sicuro di avermi detto tutto quello che aveva visto?

Alice...

Che facciamo? Ci fidiamo?

Quando il poliziotto ha scoperto il viso del rapinatore ucciso, mi è sembrato

come se lei lo conoscesse.

Sì, l'avevo già visto.

Un paio di giorni prima era qua con la moto e sulla moto c'era anche una

ragazza. Poi la ragazza è scesa dalla moto.

Ed è volata in banca.

E quando lei è entrata in banca, lui che cosa ha fatto?

No, lui fumava tranquillamente.

È per questo che ho avuto un po' di tempo per osservarlo.

E la ragazza com'era?

La ragazza? Non era una ragazza.

Era un angelo.

Ma un angelo vero è, un angelo come quelli delle vetrate delle chiese, con

la luce dietro.

Io non ho mai visto una cosa così bella.

Anche lui era un bel ragazzo.

Quando insieme se ne sono andati via con la moto, dalla piazza

sembrata scomparsa la giovinezza.

E questo angelo com'era? Aveva...

Aveva gli occhi azzurri, i capelli biondi. Ma questi sono un po' discorsi

da poliziotto.

Un angelo è un angelo, punto e basta.

È vero, ha ragione.

E non sono più tornati?

No.

Non li ho più veduti.

Vuole un po' di vino?

No, grazie, è troppo presto per me.

Sarebbe presto anche per me.

Senta, un'ultima cosa. Perché... Perché ha detto che il ragazzo della sicurezza

era un coglione?

Grazie della schiacciata.

Ciao Alice, abbi cura di lui.

Arrivederci.

Arrivederci.

Meno cinque cantieri mi sono fatto e nell'ultimo c'era anche un cane grosso

come un cavallo. Dai, taglia che mani fitose.

E che tu dici?

Guarda che mani sporche.

Comunque, nessuno dei campioni di terriccio che ho prelevato corrisponde a

quello sul cadavere del rapinatore.

Ah, e secondo me, uno che rapina vuole soldi facili. Non ci pensa proprio a

fare il manovato.

Allora, di questo radu non sa niente nessuno, nemmeno nel ristorante rumeno.

A proposito di ristorante, è ora di mangiare.

Scusate, stavo besticciando con mio figliolo e... Ma che cosa gli hai fatto

a tuo figlio? Gli hai dato fuoco?

Eh, no.

Ma se lo sarebbe meritato? Il grullo stava fumando. Per nascondere il tutto

ha spento la sigaretta male, ha dato fuoco al lenzuolo, lui, e ha fumiato

tutta casa.

Un odore terribile.

Ma... Tortino, scarola, pinoli e uvetta.

Ecco che cos'era quell'odore.

Quale odore?

L'odore che aveva addosso il rapinatore ucciso. Il fumo.

E non di sigaretta o tabacco. Era fumo industriale. Cioè?

Cioè di una fabbrica, di una raffineria o un cantiere vicino a una raffineria.

Ed è lì che cercheremo l'identità del rapinatore ucciso.

Terreno argilloso, calce e fumo. È lì che dobbiamo puntare. Ma prima mangiamo.

Per questa, come al solito, dobbiamo ringraziare la bice.

Frittata di carciofi. È gigantesca!

Direttamente all'isola più bella del mondo.

Così la smettete di dire che io a porta parti non porto mai niente. E

ringraziamo la fidanzata di Pino per questa splendida cassata. Grazie,

grazie. Sempre umiliare mi devi.

Stando alla testimonianza del barbone, sembra che il rapinatore ucciso avesse

fatto un sopralluogo in banca, magari con un complice o con una fidanzata.

Giovane, bella e probabilmente dell'est. Magari rumena?

Un complice o una fidanzata che per qualche motivo era andato in banca

fingendo di parlare con qualcuno. Dobbiamo controllare se le telecamere di

sorveglianza hanno memoria di questa visita. I giorni della rapina l'ho già

visti io, non c'è niente di utile. Magari nei giorni precedenti, cercando

Radu e la bionda, siamo più fortunati.

Io?

Mi concentrerei di più tra i giovani eretini bene.

Il figlio di Lucchesi, ad esempio, stava sui social tutto il tempo a dire che

prima o poi avrebbe ereditato la fortuna di quello stronzo di suo padre e si

sarebbe finalmente goduto la vita senza fare un cazzo.

E perché non ce l'hai detto prima?

Perché aspettavo il mio turno, capo.

Quindi tu dici un patto tra un giovane viziato smanioso di ereditare e un

gruppo di criminali violenti. Hanno inscenato una rapina per far fuori i

lucchesi. Hanno drogato la guardia giurata per avere campo libero. Senza

pensare che tanto quello sarebbe arrivato comunque e ci sarebbe scappato

un altro morto.

Potrebbe essere un'ipotesi, sì.

Bravo, Pino.

Bravo. Bravo.

Signor Lucchesi?

Signor Lucchesi?

Signor Lucchesi?

Dottoressa?

Buonasera. Mi scusi se l'ho fatta venire fin qui, però come vede non ho un minuto

di tempo libero.

Lo vedo.

Lei è Michela, la mia fidanzata.

Michela saluta la dottoressa. Piacere.

Piacere mio.

Quindi? Ci sono novità?

Le devo fare delle domande sul suo padre.

Andate via.

Che cos'altro vuole sapere?

Si teneva talmente stretti i soldi che alla fine qualcuno l'ha ammazzato per

prenderli lì.

Fine della storia.

E questo è quello che pensa di suo padre?

Io non sono un'ipocrita.

La pietà ce l'ha chi se la merita.

Dai suoi messaggi sui social sembra che lo detestasse.

E allora?

Non mi ha mai dato una chance, mi ha sempre trattato come un coglione.

Certo che l'odio.

Le piace il mio vestito, dottoressa?

Ho intenzione di indossarlo al funerale di mio padre.

Voglio che mi vedano tutti.

E che cosa vuole dimostrare?

Niente.

Solo che... Alla fine ho vinto io.

Peccato che il suo padre non possa vederlo.

Arrivederci, signor Lucchesi.

Pino, fate autorizzare Della Perego a mettere sotto controllo il telefono di

Lucchesi. Fallo subito, è chiaro?

Comandi. Grazie.

Sansone!

Ciao!

Ai, Sansone, Sansone.

Meno male che sei un cavallo.

E non conoscerai mai l'odio tra un padre e un figlio.

Perché questo problema voi non ce l'avete.

Voi volete essere soltanto amati, vero?

E tu sei l'amore della mia vita.

Bravo!

Bravo il mio Sansone!

La brava!

Vai, Gigliola!

Ciao, vice!

Oh, bimba!

Brutta storia questa del Lucchesi, eh?

Eh sì.

Li conoscevi?

Ah, ci sono stato una volta a prendere quel coso, la... come si chiama?

Marrakesh Express, capirai? Un caffè e latte da 10 euro.

Eh, ma il Lucchesi gli è sempre stato un gran furbone, eh?

Sai cosa non capisco?

Una famiglia che ha tutto riesce ad odiarsi così.

È perché la famiglia non la scegli, ci nasci.

E allora sono stata molto fortunata. E dovresti cominciare a metterne su una

tua di famiglia. Oh, bicio, ancora?

E vuoi passare tutta la vita con una vecchia come me?

Ma sì, senti, quasi quasi pensavo di liberarmi di te e riempire questa casa

di bellissimi uomini giovani. E allora fallo, cara.

Fallo! Va bene, lo farò. Lo farò presto.

Vediamo.

Ecco un'altra cosa che bisogna cambiare. La dovresti rinnovare con questa stanza.

Ma no, a me piace così.

Poi ci ho passato tanto tempo quando ero bambina, mi piaceva. E qui che ho

imparato a riconoscere gli odori.

E ti piaceva perché c'avevi il tuo babbo tutto per te.

Ma era difficile passare del tempo con lui.

Ti ricordi quando...

Quanto ero gelosa delle donne che frequentavo.

Eh, ma il tuo babbo non ha mai amato nessuna quanto te e la tua mamma, che se

n'è andata troppo presto.

Su, via.

Ora basta con questi discorsi. Io vado a letto.

Buonanotte, Bisce.

Buonanotte, Fosca.

Agente?

Martina? Ti ricordi come mi chiamo?

Senti, non sono in servizio.

Bene. Puoi anche chiamarmi sola.

Ok.

Allora, Alice, te fai la guardia, perché qua si fregano tutto.

Io vado a cambiare l'acqua al canarino.

Ma chi è a quest'ora?

Non rispondere.

Dai, passamelo.

Il capo.

Sì? Giulia, dormivi?

No, no, dimmi.

Senti, è morto il barbone davanti alla banca. L'hanno investito.

Arrivo subito.

Sì, va bene, ci vediamo lì.

Devo andare.

Te fai con calma, eh? Ok.

Scusa.

Ah, ok.

Tu sei già arrivata.

Sono arrivata prima perché ero già sveglia.

La dinamica l'hanno preso in pieno e non si sono fermati.

È il cane? Dov'è il cane? Quando siamo arrivati è scappato.

Guarda. È l'Angelo.

Che Angelo?

Sì, è la ragazza che Ricky ha visto davanti la banca il giorno prima della

rapina.

Refertiamolo.

Allora, Marrico Giudici, nato a Calenzano, comune italiano di 18.152

abitanti in provincia di Firenze.

Pino.

Comandi.

Dimmi cosa faceva prima di vivere per strada e se aveva dei parenti in vita.

Parenti morti. Cosa facesse prima? Al momento non so, capo. Problemi col

software del sistema.

Ho controllato le telecamere della zona dell'incidente. Erano tre. Mi funzionava

solo una, ma...

Ha ripreso qualcosa?

Beh, sempre meglio di quelle della banca che non hanno ripreso niente.

Va bene, vediamo queste telecamere.

Ferma l'immagine, fermala.

Torna indietro.

Ecco lì, stoppa, stoppa. Torna indietro.

La targa non si legge.

Che cos'è quel riflesso? Riesce a ingrandirlo? Veramente non si può, capo.

Se ingrandisco sgrana. Posso lavorarla un po', ma non è immediato. Beh, tu

fallo, va bene.

Queste immagini non ci aiutano, non si riesce a capire.

Potrebbe essere un incidente o un'esecuzione. In effetti in passato ci

sono stati atti vandalici nei confronti dei barboni.

Sì, ma fosse stato un fanatico li avrebbe dato fuoco e poi magari avrebbe

postato l'impresa sui social. Vero, ma se è stato un omicidio i motivi sono

altri. Dici che è collegato alla rapina in banca?

Dico che mi hanno visto parlare con Ricky e per questo non riesco a darmi

pace.

Guardi capo, sembra il riflesso di un lampione.

Beh sì, effettivamente hai ragione.

E su che cosa si riflette?

Forse un adesivo catarifrangente o un CD poggiato sul cruscotto.

Tu cerca di capirlo.

Io vado a parlare con Fontana.

Bravo Pino.

No, oggi non posso, però domani ti vengo a portare il tuo Pino, va bene?

Promesso. Ciao tesorino, ciao.

Il nipote ha perso il dentino.

Eh sì.

Io, Fontana, non riesco a capire come fai a conciliare questo lavoro con l

'essere un nonno così bravo. Aspetta a avere dei nipoti, poi me lo saprà

raccontare. Va bene.

Senti, che mi dici di lui?

Morte istantanea per trauma cranico.

Così non mi aiuti molto.

Vabbè, ora entro domani ti faccio avere un rapporto più dettagliato.

Ma intanto vieni a vedere una cosa.

Guarda, va.

Strano, vero?

Beh, sì, è strano.

No, mi dispiace.

Non l'ho mai vista.

Deve essere passata in banca quando io non c'ero.

No, mi dispiace, non l'ho mai vista.

È sicuro, eh?

Noi avremo bisogno di parlare con la sua collega, la signora Bruna Landi.

È ricoverata in ospedale per un controllo sulla gravidanza.

Dopo il brutto spavento dell'altro giorno deve stare un po' a riposo.

Non so chi sia.

Secondo me se l'hai sognato il barbone.

Perché lo pensa?

Ma quello era tutto tuo coglione, lo dico io. Beh, c'è chi dice fosse una

brava persona.

Magari lo dicono perché è morto.

Perché la verità è che rompevi i coglioni a tutti.

Pensi che da quando era rimasto incinta se la prendeva anche con Bruna.

Chissà perché poi.

Ma che dice Bonci?

Come Enrici non se la prendeva?

Era solo preoccupato perché secondo lui lavoravo troppo nonostante la

gravidanza.

Quando si lavora troppo si rischia di far male a sé e agli altri, diceva.

E perché Ricky ce l'aveva così tanto con il Bonci?

Beh, certo, perché trattava male la sua cagnolina.

Anzi, sa che fine ha fatto?

Eh no, è scappata.

Senta, questo disegno le fa venire in mente qualcosa?

Mi sembra ti ricordi... Sì, l'ho vista solo una volta, però mi è rimasta

impressa per la sua bellezza.

Nient'altro. Mi ricordo che mentre stavo uscendo si era scontrata con la signora

Barberis e si erano dette qualcosa.

Dimmi.

Ah, bravo, 30 gradi.

Sì.

Bianco con bianco.

Colorati a parte.

Bravo, sì.

E no, la centrifuga si fa da sé. Perché?

In che senso l'acqua fuori?

Ma fuori... No, scu... No, e no, sei tu l'idraulico.

Allora, no, ferma tutto.

Con lo stesso pulsante con cui l'hai fatta partire.

Stai calmo, vengo... Stai calmo che vengo io. Sì, ciao.

Niente, mio marito a casa con l'influenza ha deciso di rendersi utile

facendo il bucato.

Sta lagando il palazzo. Vai, vai, corri, sennò ti tocca chiamare i pompieri. Ok.

Giulia.

Questi sono ricchissimi.

La signora Barbarissa ha un figlio in sedia a rotelle dopo un incidente in

moto. E' un marito con cui praticamente è separata e vive a Zurigo.

E tu queste cose come fai a saperle?

Ho i miei informatori.

Ma sì, certo.

L'ho incontrata mentre entravo in banca.

Mi ha urtato violentemente senza neanche chiedermi scusa.

E le ho dato della maleducata.

Lei ha detto qualche parola in una lingua straniera ed è scappata via.

Mi sembrava molto arrabbiata.

Giulia!

Ciao! Ciao!

Buongiorno. Buongiorno.

Non ve lo auguro, eh.

Ma se aveste bisogno di una brava fisioterapista, Martina è veramente

eccezionale.

Ma c'è qualcosa che non mi torna.

Qualcosa in sospeso.

Che mi dici di quella bella ragazza?

Che devo dire?

Posso solo dire che essendo coinvolta nelle indagini non c'è niente che va

contro il regolamento.

Sì, però ricordati che sei sempre una poliziotta.

D'accordo capo.

Povero Ricky, pure la presa in giro dopo la morte deve subire.

Che vuol dire?

Che il direttore voleva cacciarlo da davanti alla banca.

E come fai a saperlo?

Foschina, ho un'enoteca. Lo sai quanto si parla davanti a un bicchiere, no?

E adesso li lancia fiori.

Secondo te perché?

Ma che ne so.

Comunque quando toccherà a me vi voglio allegramente sbronze, eh?

Capito? Farò del mio meglio.

Vado a lavoro.

Alice, ciao.

Ciao, patata, ciao.

Dove sei stata?

Sarai affamata, eh?

Ecco qua, foschina.

Che fai, miringhe, adesso?

Non mi riconosci più?

Eh, ti incazzi?

Ti avevi detto che dopo l'acqua non volevi più cani?

Beh, mi sbagliavo.

E poi Alicia è testimone di un delitto.

Ricky la trattava proprio come una principessa.

E allora vorrà dire che sarete le mie principesse.

Ah, sei come mio padre.

Mi diceva che ero la sua principessa, poi usciva tutte le sere. Non essere

severa con tuo padre, Fosca.

Non si è mai risposato.

Ha sempre pensato solo a te.

Non si è mai risposato perché gli piacevano molto le donne, come a te.

Alice, glielo dici te a Fosca che è solo un bravo ragazzo. Diglielo un po'.

Grazie.

Guarda che ti do il tuo preferito.

Vieni.

Ecco qua.

Tieni.

Guarda che farabutta, eh?

Ti fa imbambolare anche da lui?

Eh sì, eh sì.

E questo?

Ti hanno ricucito proprio bene.

Fai vedere?

Eh sì.

Eh? L'hanno ricucita veramente bene. Vero?

Vieni qua, piccola.

Fosca.

C'è qualcosa qua dentro.

E questi?

Sei di sciopero?

Che succede?

Cosimo se ne va a New York va a dirigere un'importante azienda vinicola

americana.

Ma non è possibile, non mi ha detto niente. Perché è uno stronzo, ecco

perché.

Ma se non parla neanche l'inglese?

L'ha chiamato un tizio da New York e si sta organizzando per partire.

A quello non gliene frega una sega.

Alice andiamo?

Alice andiamo?

Ma che succede?

Niente. Eh, niente, niente.

Su, bimba.

Dimmelo chi è che ti fa soffrire.

Cosimo ha deciso di trasferirsi a New York.

E non sapevo niente.

Eh, vabbè. Si sa come ha fatto il Cosimo, no? È uno che fa e disfa le cose

in due giorni.

Magari avrà già cambiato idea.

Questa volta fa sul serio.

Ma sei proprio sicura te?

E allora, se è così, mi mancherà anche a me quel bischero.

Buongiorno. Buongiorno.

Dottoressa, buongiorno.

Buongiorno.

Era sua moglie, quella signora?

Sì.

Mandelilla Splendens? Oggi è qui come poliziotta o come giardiniera?

No, sono venuta a farle qualche domanda.

Ho saputo che in passato ha cercato di cacciare Enrichido davanti alla banca.

Però l'altro giorno al funerale mi è sembrato che avesse un atteggiamento

molto diverso. È così?

Sì, è vero. Ho cambiato opinione su di lui.

Sa, una sera ho trovato Ricky fuori dalla banca ricoperto di sangue.

L'avevano aggredito.

Ho fatto di tutto per convincerlo a sporgere denuncia, ma lui niente. Si è

rifiutato.

Anzi, diceva che quelle botte se le era meritate.

E lei per caso sa chi l'ha aggredito?

Senta dottoressa, io non so se faccio bene a dirglielo.

Vede, il povero Lucchesi mi aveva confidato che la sera dell'aggressione a

Ricky il figlio Luigi era rientrato a casa ubriaco e aveva detto di aver

ripulito la banca dalla feccia puzzolente che ci abitava intorno.

Però non mi chieda delle prove perché non ne ho.

Ho trovato 500 euro dentro la bandana del cane di Ricky.

Per caso lei sa chi può avergli i dati?

Le garantisco che le ho detto tutto quello che sapevo.

Va bene, la ringrazio.

Attento all'acqua.

Allora, novità? Sì, capo. Ho

indagato un po' sul nostro Ricky.

Pensi di quel poveretto, prima di fare il barbone, faceva... Il medico.

Esatto. In un'importante clinica di Firenze.

Chissà come si è ridotto così.

Bene, scopriamolo.

Celi, beh, niente figli. Ha lasciato la professione all'improvviso, qualche anno

fa. Da allora si erano persa le tracce.

Bene.

Capo, mi scusi, ma lei come faceva a sapere che era medico?

Me lo ha detto la cagnetta.

L'ho capito per come ha ricucito la ferita.

Supponiamo, il figlio di Lucchesi va in giro ad aggredire i barboni. Si ubriaca.

E non vede l'ora che il padre muoia per eritare i suoi soldi. Ma ciò nonostante,

il padre copre ogni cazzatecca.

Pagando ricchi perché non denunciasse il figlio. E doveva volergli bene a modo

suo.

Beh, più si va avanti, più l'avido lucchesi mi sta simpatico.

Poveraccio. Capo, la perica ha detto che l'aspetta al golfo e le vuole parlare.

Sì, grazie.

Allora, chi c'è a mangiare oggi?

Senti Pino, io a te proprio non ti capisco però, e che ha detto? Ha detto

cosa c'è da mangiare oggi?

Carciofi.

Ha

sbagliato

strada, deve tornare indietro, questo è un circolo privato.

Non ho sbagliato strada.

Senta signora, non mi faccia perdere tempo. Questo è un circolo esclusivo.

Sono il vicequestore Innocenti, devo parlare con la dottoressa Perego. Mi

scusi, non avevo capito.

Ora ha capito.

Prego.

Ciao Rossana.

Dottoressa, buongiorno.

Come sta?

Bene, grazie. Prego, venga con me.

Come le ho detto, il Lucchesi era un amico e un compagno di golf.

Ho sempre pensato che fosse una brava persona, ma qui da quando è successo il

fatto non fanno altro che parlare di lui e del figlio. Prego. Grazie.

Beh, ho saputo che loro non erano in buoni rapporti.

Pessimi.

Però il padre adorava il figlio.

Luigi Lucchesi ha il vizio della cocaina.

E suo padre, in più di un'occasione, lo ha tolto dai guai con la legge.

Immagino che siano voci ufficiose.

Certo.

E le stesse voci ufficiose dicono che il ragazzo è indebitato fino al collo.

Per questo l'eredità gli avrebbe risolto un problema.

Esatto.

Grazie per l'informazione, dottoressa. Prego.

Non è possibile.

Mi hanno bloccato.

Più sono ricchi, più sono stronzi.

Ma insomma, la PM al golf scopre droga e debiti e voi non avete trovato niente.

Era sole, capo.

Però forse adesso qualcosa ce l'abbiamo anche noi. E allora?

Purtroppo dalle telecamere della banca non è emerso niente sui due giovani.

Però dalle indagini sui tabulati telefonici risulta che Luigi Lucchesi

nei giorni precedenti alla rapina è stato in contatto con un numero rumeno

intestato a un certo Petresco Ivan.

I nostri colleghi rumeni ci hanno detto che il Petrescu risiedeva in una

cittadina chiamata Arad.

Da lì, insieme alla sorella Anca, due anni fa è partito per l'Italia e poi si

sono perse tutte le sue tracce. È il ragazzo ucciso dalla guardia surata.

Quel numero ce l'ho perché ogni tanto faccio uso personale di cocaina. E

questo Ivan poteva procurarmela a buon prezzo.

Direi un affare perfetto.

No, nessun affare. La Coca non me l'ha mai procurata e noi non ci siamo mai

visti. Fine della storia.

Fine della storia non direi.

Ivan Petrescu è il rapinatore ucciso durante la rapina.

Ma allora l'ha fatta apposta.

Quel pezzo di merda mi ha contattato perché sapeva che fossi.

Dovete controllare, magari ci stanno ancora spiando.

Di questo ci stiamo già occupando. Lei si tenga a disposizione e comunichi ogni

suo spostamento.

Va bene.

Adoro vedere le signore.

Abbiamo terminato.

Al momento è l'unico ad avere un movente dei precedenti. Può aver contattato i

rumeni per far uccidere il padre con l'alibi della rapina in banca.

Dobbiamo trovare le prove.

Lo so che potrebbe sembrare colpevole, ma non ne sono così sicura.

Perché?

Perché se avesse commesso lui l'omicidio, di certo non avrebbe

chiamato con il suo cellulare petresco.

Sì, è vero, ha una carogna, ma non è uno stupido.

Beh, è un figlio frustrato, pieno d'odio.

Può aver commesso un errore.

Sì, potrebbe.

Ma lei non è convinta.

Buon lavoro, dottoressa Innocenti.

Grazie.

Perché non mi hai detto niente?

Che devo dirti, Foschina?

Mi ha detto che vai a New York.

Che pettegola.

Potevi dirmelo prima, no?

Ma non ti ho detto niente perché è ancora tutto molto vago.

Mi ha chiamato un ex compagno dell'università che lavora nel settore

enogastronomico a New York.

Niente, hanno saputo di me da una rivista specializzata del settore e pare

che mi stimino molto.

Che devo fare?

You would break my heart.

Che vuol dire?

Impara l'inglese.

Susie, che ha detto?

Che le spezzeresti il cuore.

Ma secondo me scherzava.

Curiosa, eh?

Rinnovare l'intimo è segno di rinascita, eh? Guarda, per far rinascere mio

marito, altro che un cambio di mutande, ci vorrebbe un salto indietro nel tempo.

A parte l'intimo di Rosa.

Ci sono novità?

Sì, la scientifica dice che il terriccio sotto le scarpe del Petrescu viene da un

cantiere sul Torrente Castro.

Mi sono ricordata che sul Torrente Castro ci sono delle fabbriche con le

ciminiere, come dicevi te.

Bene, andiamo.

Avviso una volante.

Fermo! Chi sei?

Che ci fai qui?

Sono Aviv.

Lavoravo qui ma il padrone è sparito e hanno chiuso tutto.

Sono qui perché non so dove andare.

Mi mostri il permesso di soggiorno? Per favore, io non ce l'ho.

L'ho perso. Sì certo, io ci credo. No Giulia, fermati, fermati.

Senti, abbiamo un'indagine in corso.

Faglielo vedere.

Conosci questa persona?

Lavorava qui con me.

L'hanno ucciso mentre cercava di rapinare una banca.

Si chiama Ivan.

So solo che viveva con sua sorella Anka.

È tutta colpa di Marcus.

Lui ha preso me e poi ha corrotto il mio fratello.

Ma Ivan era buono.

È Marcus che ha fatto tutto.

Lui è il diavolo.

E allora perché sei andata in banca, giorni prima della rapina?

Ivan mi ha detto che in quella banca non chiedevano i documenti e che potevo

cambiare i soldi per mandarli in Romania dalla nostra madre.

Ovviamente non era vero.

E mi sono arrabbiata.

Ma solo dopo ho capito che Ivan è andato lì per vedere la banca per la rapina. E

gliel'ha ordinato Marcus.

E adesso dov'è Marcus?

Noi vivevamo insieme.

È tornato da me dopo la rapina.

Solo quando ha capito che volevo denunciarlo... mi ha picchiata.

Poi è scappato.

Non so dov'è.

Dottoressa.

Dottoressa.

Sì, scusami.

È che mi piace tanto il tuo profumo.

Come si chiama?

Non lo so.

Me l'ha regalato Ivan.

Va bene, non è importante.

Ci puoi descrivere, Marcus?

Sì.

Alicia, Alicia.

Lo so che sei triste.

Non è facile vivere senza le persone che amiamo.

Ma non possiamo farci nulla.

Oh, Fosca, ora basta. Forza, si va a letto. E bevi la camomilla.

Non sono una bambina.

Buonanotte. Buonanotte.

Eh, si va anche noi, va?

Grazie.

Capo? Sì? È arrivata una segnalazione anonima. Un individuo che corrisponde

alla descrizione di Marcus è stato avvistato in località Boschi Alpi.

Ottimo.

Andiamo. Io?

Devo prendere la pistola. No, tu rimani qui.

Rosa, chiama due squadre a supporto. Ok. Giulia, andiamo. Ok, capo.

Pino, non ti preoccupare. Anche tu prima o poi diventerai un vero poliziotto.

Mi fai umiliare, mi devi.

Due di qua e due di là.

Giulia.

Giulia, guardami.

Non è colpa tua.

L'hai fatto per proteggermi, Giulia.

Mi hai scelto.

Anche Rado non è andato lontano.

Sembrano fogli contabili della banca.

Come mai sono qua?

Che ci facevano con queste carte?

Giulia, vai a casa.

Sto bene, capo.

Ascoltami.

Vai a casa.

Dottoressa. Dottoressa, ho trovato questa borsa di sopra.

Se lo meritava di morire.

Anche se lo amavo.

Però sei stata tu che hai fatto la segnalazione, no?

Tu sapevi dove si nascondeva.

Mi ha chiamato per chiedermi di raggiungerlo lì.

Ha detto che voleva parlarmi.

L'ho fatto per Ivan.

Però Radu faceva parte della rapina.

Era l'autista?

Gliel'ho già detto, io di quella rapina non so nulla.

E quel radu io non l'ho mai visto.

Prego, deve credermi.

Hai sparato un delinquente per salvare la vita al tuo capo.

Non hai nulla da rimproverarti.

Ma dai, hai a disposizione la miglior fisioterapista della città?

Straio, fissù.

Lascia stare.

Giulia.

Come dicevi quando eri appena arrivato.

Finalmente un posto tranquillo.

Smentito alla grande, capo. Eh, purtroppo sì.

Il signor Lucchesi, Ivan Petrescu, i ricchi, adesso la morte di Marco

Serrado.

Tutti morti per una rapina.

Già.

Ci sono troppe cose che non mi tornano.

La morte di Ricky e adesso i fogli bruciati nel covo di Marco Serrado.

Anca.

Anca? C'è qualcosa di quella ragazza che non mi piace.

Dobbiamo tenerla d'occhio.

Intanto andiamo a capire che cosa sono questi fogli.

A me invece quella ragazza fa tenerezza.

Dai, non è la prima donna che si innamora di un uomo violento e rimane

invischiata.

Infatti io sono una donna single e tu hai sposato un uomo per bene.

Ma fin troppo per bene.

L'altra sera mi son fatta carina, mi son truccata, mi son messa un vestito nuovo

e ho aspettato che lui tornasse dal lavoro in camera da letto.

E poi?

E poi? Eh?

Si è tuffato sul letto, dopo tre secondi ronfava come un orso.

E non c'è niente da ridere.

Questi sono alcuni dei frammenti di carta che abbiamo trovato nel covo dei

rapinatori. Sopra c'era il suo nome, come mai?

Sono le minute dei titoli finanziari.

Come le abbiano avute i rapinatori io non lo so, non ne ho idea. Me ne

occupavo io fino a qualche mese fa.

E poi?

Poi sono stata...

Spostata a un altro incarico.

Per quale ragione?

Signora, sono morte cinque persone. Se Sao sospetta qualcosa, non è il momento

di essere reticente.

Io so soltanto che sono stata sollevata dall'incarico subito dopo aver chiesto

informazioni sulla gestione degli investimenti di un certo cliente.

Qual è il nome di questo cliente?

Si chiama Gioacchino Cavallotti.

Il signor Cavallotti soffre di demenza senile avanzata.

Passa le sue giornate così, ma è tranquillo.

Ogni tanto si sveglia e chiede di aiutarlo a morire.

Una pena.

Non è mai venuto un amico o un parente a trovarlo?

No, nessuno. E chi si occupa della sua retta?

Riceviamo un bonifico dalla banca.

Va bene, grazie.

Non abbiamo trovato ancora il grosso della rifurtiva, ma nel rudere c'è la

borsa con i soldi di Lucchesi e le lutte bruciate dei titoli bancari.

Prego, si accomodi. Grazie.

Vado al punto, dottoressa.

Beh, io credo che dovremmo cercare nelle attività della banca.

Va bene. Le faccio avere un mandato per gli accertamenti bancari.

Come si chiama il vecchio?

Gioachino Cavallotti.

Pizzica, la carta di credito di Cavallotti ci racconta un'altra persona.

Ha capito il vecchietto? Cioè?

Ricevuto di un hotel a 5 stelle in Val d'Orcia, suite a 1000 euro a notte,

ristoranti a botte di 300 euro e massaggi da lax alla moglie.

La moglie?

Esatto. Forse un fantasma. Perché?

Perché la moglie di Cavallotti è morta 15 anni fa.

L'avvocato Cavallotti e la moglie vengono spesso.

Ci potrebbe descrivere l'avvocato? Sì, è un signore distinto, a modo.

Una quarantina d'anni.

E la moglie se la ricorda? Una bellissima ragazza, più giovane di lui.

E lei la riconosce?

Sì, sembrerebbe lei.

Ok capo, ci siamo.

Buongiorno. Signora, buongiorno.

Ecco le chiavi della sua stanza. Grazie. Si figuri.

Arrivederci. Arrivederci.

È la stanza 106.

Prego. Grazie.

Signor Baroni.

Come ha fatto a capire che ero io?

È il profumo che indossa Anca.

È lo stesso profumo che ho sentito addosso a sua moglie quando sono andata

a casa sua.

Regalare lo stesso profumo all'amante o alla moglie è un vecchio trucco, signor

Baroni.

E può diventare molto pericoloso.

Ci siamo conosciuti quando facevo le pulizie a casa sua.

Quando l'ho vista ho capito subito che mi sarei innamorato.

E Marcus era conoscenza di questo rapporto?

No, all'inizio no.

Poi l'ha intuito e mi ha costretto di confessarlo.

Era geloso?

A Marcus?

Importavano solo i soldi. Mi ha usata.

Mi ha ricattato dicendo che avrebbe avvisato la mia famiglia.

Però vi ha lasciato vivere il vostro amore alla grande.

Tra carnevale alle terme, alberghi di russo.

Ci sentivamo invincibili.

Fortunati.

Ma poi i soldi di Cavallotti a un certo punto sono terminati.

Io avevo un debito di 200.000 euro.

E così avete pensato ad una rapina? No, subito no.

Nell'immediato io li ho sottratti alla cassa della banca, cercando di

guadagnare tempo.

Ma poi hanno annunciato un'ispezione e allora... e allora c'era solo un modo.

Apri la cassa! Invece la fregai!

Vedrai qui i soldi!

Senta!

Lasciatela! Giù, sai giù, stronzo, giù!

Riempire lo zaino di carta e darlo ai ripinatori, fingendolo a manco. E così

la borsa di Lucchesi sarebbe stata la ricompensa di Marcus, Ivan e Radu. Che

aveva il compito di neutralizzare il Bonci.

Ma perché ti sei presa il rischio di andare in banca giorni prima della

rapina?

E perché ti sei così arrabbiata?

Ivan mi aveva detto cosa volevano fare Marcus e Walter.

Volevo convincerli di non farlo.

Ma non sono riuscita.

Poi ho capito che non c'era l'altra soluzione. Mi credo la rapina era l

'unico modo per salvarci.

Ma non avrei mai voluto che le cose andassero a finire in questo modo.

Certo, da una scappatella con la colf a quattro morti.

Dottoressa, l'ho convocata per farle i miei complimenti.

Questo non era un caso facile e lei l'ha risolto molto velocemente.

La ringrazio.

Vado a riposarsi, se lo merita.

Beh, in realtà vorrei scoprire chi ha ucciso Ricky e che ruolo aveva in questa

storia.

Va bene, faccia come vuole.

Arrivederci. Arrivederci.

Giulia!

Sorpresa!

Che ci fai qui?

Andiamo da te?

Senti Martina, io voglio stare da sola adesso.

Sono stata bene con te.

Però non voglio legami.

E voglio essere libera.

Mi dispiace.

Andrea, lo sai che ci tengo.

Un paio di giorni te la sistemo, anche se sarebbe l'ora di cambiarla. No, non

voglio cambiarla, voglio questa.

Ok. Ciao Andrea.

Ciao Andrea. Ciao Cosimo.

Basta che poi non mi sveglia alle 7 di mattina per portarci un pezzo di

ricambio. Beh, da New York sarà un po' difficile.

Sei triste per me o per la macchina?

Non sono triste.

C'è caratterino.

Mi devi accompagnare in un posto. Come si dice?

Per favore. Ecco.

Aspettami qua.

Foschina, come si dice?

Per favore. Ecco, bravo.

Storissa. Signora Barberis?

Venga.

Come ci è arrivata?

Nelle telecamere che hanno ripreso l'incidente si vede la macchina che

investe Ricky.

C'è un riflesso nel cruscotto e all'inizio non sapevamo cosa fosse.

Ma io ho capito che si tratta del pass per i disabili.

Quella macchina è... è nel suo garage, vero?

L'altro giorno quando si è sentita male pensavo che fosse per lo spavento.

E invece oggi ci ho ragionato e... e tutto è successo nel momento in cui la

mia gente...

Ha pronunciato il vero nome di Ricky.

Manrico Giudici, giusto?

Sì, sono sempre io. Giulia, Giulia!

Niente, niente, non è successo niente.

Anche per lei, come per tutti, era un invisibile.

Ma Manrico era un medico.

E ha lavorato nella stessa clinica dove suo figlio è stato operato.

Era l'anestesista che l'ha addormentato.

Era un'operazione come tante altre.

Ma si è distratto.

Non ha controllato l'ossigenazione nel sangue.

E ha creato un danno irreversibile.

C'è stata un'inchiesta, ma...

Ma il giudice ne è uscito indenne.

E tutto è stato dimenticato.

Ma non per lui.

Il suo senso di colpa era talmente grande che lo ha distrutto.

Ogni tanto lo vedevo davanti alla banca.

Ma come potevo riconoscerlo?

Poi quel giorno ha sentito il suo nome e il suo cognome.

È come se la ferita si fosse riammerta.

Non ho chiuso l'occhio tutta la notte.

Un incubo.

Io... Io dovevo parlare con lui.

Dovevo fargli sapere che sapevo.

Mentre... Mentre andavo lì... Mi salì da qualcosa dentro.

Poi l'ho visto attraversare la strada.

Avrei potuto evitarlo.

Ma lui stava lì immobile, impalato, fermo, come se mi

aspettasse, come se mi invitasse a travolgerlo.

Io allora ho spinto sull'acceleratore

e non mi sono più fermata.

È questo suo figlio?

Sì.

Andiamo.

Buongiorno, buongiorno donne.

Scusate il ritardo, ma era a fare una videoconferenza con New York. Allora hai

deciso di partire?

mica lo so ancora Foschina non dirmi che ci hai ripensato no il problema è che il

mio amico ha trovato un paio di posti carini ma a New York è tutto caro io non

me l'aspettavo ma lo sai che a New York sono aumentate le sparatorie del 90%?

ma io sono il mio poliziotto eh certo Alice mordilo vieni qua vieni se no gli

animali mi capiscono vero? perché sei un selvaggio lei è pronto?

si arriva? buongiorno bice bice Dice che la famiglia non la scegli.

Io l'ho fatto.

Me la sono costruita negli anni, la mia famiglia.

Scelti uno per uno.

È da loro che voglio tornare a fine giornata.

Perché sono il mio mondo.

E l'idea di perdere un pezzo così importante mi fa tanta paura.

Foschina!

Vieni! Arrivo!

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