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E mio desiderio che Charles May, Tommy Duke e Arnold Hammond siano presenti
alla lettura, non delle poesie con cui invida tanto gli afflissi, ma delle
ultime volontà con cui in morte ugualmente non li divertirò.
In ricordo della magnanima benevolenza con cui ripetutamente accettarono la mia
ospitalità, lascio a ciascuno di lor signori una foglia del parco, dono
poetico che spero il loro nobile spirito gradirà più della loro interessata
carne. I suddetti amici, orgoglio intellettuale di O'Revy Hall, saranno
quindi testimoni per l'ultima volta di ciò che in vita, pur se beffato,
sostenni e che in morte coerentemente ribadisco.
L'unico legame veramente indissolubile è l'affinità elettiva esistente fra un
uomo e una donna. Pertanto nomino erede universale di tutti i miei beni mia
moglie.
Constance Raid Chatterley
Pongo come unica
condizione che Constance elegga a propria residenza la tenuta di Vreby
Hall. Dichiarando il pieno possesso delle mie facoltà mentali, sottoscrivo
Sir Clifford Chatterley, Brevi Hall, 5 ottobre 1924.
Penso che le congratulazioni siano più adatte delle condovianze.
A cosa pensavi?
Non lo immagini? Forse sì. Ne hai fatta di strada in tutti questi anni.
Dicono che sei uno scrittore molto scandaloso. Questo significa soldi e
successo, vero Herbert Caro?
A quanto ho sentito è andata bene anche a te.
Sei sempre bellissima.
E perché mi hai fatto venire? Non io, il povero Clifford. Non ero menzionato fra
quelli in brattacarte.
Non è stato Clifford a volermi qua. L'idea è stata tua.
Io ho solo provveduto a una sua piccola dimenticanza.
Era così distratto, scordava sempre tutto.
Per scappare al fronte, per esempio, scordò di consumare il matrimonio. E
quando se ne ricordò, era troppo tardi.
Ah,
povero Clifford.
Gli era tornata solo la memoria.
E francamente non era molto.
Ma dopo un colpo di baionetta alla spina dorsale, era pure troppo.
Si consolò con l'affinità elettiva e cominciò a scrivere quelle lunghe,
noiosissime poesie sullo spirito che vincola per l'eternità due menti
eccelse, ma senza corpo.
Ma Connie, tu l'avevi un corpo e te l'ho fatto scoprire io.
Sono stato il primo, il primo.
Mio povero Herbert.
Cinque anni fa credevo che fingessi solo per delicatezza.
Saresti divertente se non fossi patetico. Ma cosa stai dicendo? Che
significa?
Spiacente di deluderti, Herbert.
Io sono stata sverginata a 16 anni da un seminarista tedesco.
A quanto pare ho peccato di presunzione.
No, casomai di ingenuità.
Ma non affliggerti, amico mio, è un difetto piuttosto comune fra gli uomini.
Compreso Clifford? Chi non può illudersi non ha bisogno dell'ingenuità.
Allora sapeva? Che non aveva sposato una vergine, sì, e ne era felice, perché
poteva farmi credere che ero frigida quanto lui impotente. Noi siamo al di là
del bene e del male, questo diceva. Per obbligarti alla fedeltà, ovviamente, è
così?
Eh, Herbert, verrebbe io non è mai stata quell'oasi d'intelletto che è apparsa ai
tuoi occhi.
Tommy Duke, Charles May, Arnold Hammond, un critico letterario, un docente di
Oxford di dubbie tendenze e un famoso commediografo.
Come più tardi avresti fatto tu, anche loro sfruttavano la regale ospitalità di
Clifford.
Ovviamente dovevano in cambio sopportare le sue noiosissime poesie.
Li hai conosciuti soltanto oggi, Herbert, ma è bene che tu ne abbia un
quadro più completo.
E Minerva, sublime dea, che saggezza e spirito divino, valide pastore in
grado, riputa.
Dall'Eden all'Olimpo la velenosa mela ancora morte e lutto seminò per la
carnal passione di un Inè.
Mortale. E' bellissima Clifford.
E' bellissima, si.
Hai l'aria stanca con me.
Spero, spero che i loro signori non se ne avranno a male se mi ritiro. Per
carità, mille Dio.
Buonanotte, signore.
Buonanotte, buonanotte.
Grazie
Oh, bello! Vieni qui!
Dai, dai!
Ciao! Ma come fai a resistere?
Non muovi!
L'affinità elettiva, caro Herbert, non si limita alla complicità dello spirito.
Allora?
Forza, Connie, giochiamo a carte scoperte.
Coraggio, cosa vuoi dimostrarmi?
Se non l'hai capito da solo, non posso certo spiegartelo io.
Devo dire che Hammond era molto più perspicace di te.
Buongiorno, milady.
Dona la franchezza, Clifford, ma secondo me questa filosofia deriva solo dalla
tua menomazione. Ti sbagli, amico mio.
Ribadisco che il sesso è un piacevole e non sempre piacevole incidente, ma non
può assolutamente inquire sulla... sulla comunione elettiva di una coppia.
Se lo spirito è veramente forte, la carne può concedersi il lusso dell
'estrema debolezza. Sarà sempre lo spirito a vincere. È un mio profondo
concetto. E se tua moglie si prendesse un amante, diresti la stessa cosa?
Ammetto che anche Connie potrebbe avere i suoi incidenti, ma la nostra affinità
è molto più profonda di quanto credi. Io sarò sempre parte della sua vita.
Su questo non ho il minimo dubbio. Ah, no?
Clifford evocava il sesso.
Come un medium evoca lo spettro del caro istinto, con la stessa lucida follia.
Il burattinaio tira i fili e le marionette ballano.
Lui inventa la vita, i pupazzi la vivono davvero.
E per quanto l'urida possa inventarla, i pupazzi la vivono sempre, sempre.
Lui resta a guardare.
Non si può bere con la sete di un altro.
Ora faremo una bella partita Lady Chatterley
Complimenti, Connie.
Una moglie modello obbedisce sempre al marito.
Complimenti a te, Herbert.
Finalmente hai capito.
Nei sotterranei dell'imperscrutabile tristezza, ove il destino mi ha
rinchiuso, ove un raggio mai filtra, gai e verrosa, dove cuoco spinto da funebre
appetito, faccio cuocere e mangio il cuore mio, risplende a tratti un
fantasma fatto di grazia e di splendore. È lei.
Così coglie l'amante sopra un corpo amato, il fiore squisito.
Adoro Baudelaire.
E io invece adoravo quelle pause di noia rigenerante.
Quando tutti partivano, Vrabbi Hall tornava al tranquillo limbo di sempre.
La regina di cuori e re di spade si toglievano la maschera e finalmente
subivano senza angoscia il sonno malato dei corpi.
Ma un giorno Clifford mi strappò anche questo.
Ero sicuro che Nicholas sarebbe piaciuto a Charles May.
E in fondo Nicholas è attraente.
Peccato che la sua natura sia così palese.
Prova a fargli cambiare gusto.
Sarebbe davvero un'opera meritoria, Lady Chatterley.
La sua tisana, milady.
La tisana può aspettare.
Ora Lady Chatterley vuole giocare con te, Nicholas.
Questa era la donna che un mese dopo credesti di deflorare. Per dirmi che
sono stato uno sporco gioco tuo e di Clifford, ecco perché mi hai fatto
tornare. No Herbert, è casomai per ringraziarti.
Non sei stato il mio primo uomo, ma la prima scintilla forse sì.
È merito tuo se ho cominciato a capire che Clifford mi plagiava e che le
emozioni forse esistevano davvero. Oh Connie, tesoro.
Allora, allora con me è stato diverso?
Francamente, a letto è stato anche peggio.
Ma... ma come?
Ma è stato diverso prima.
Tu ti eri innamorato di me.
E mi avevi fatto innamorare del tuo amore.
Connie, ti presento il signor Lawrence, uno scrittore molto promettente.
Sarà nostro ospite.
Incantato, milady.
Benvenuto a Vrabio, il signor Lawrence.
E fu subito festa, come quando l'astemio si ubriaca di champagne solo a
guardarlo. Con te vivevo i romanzi rosa dei miei quindici anni, Herbert.
I fiori, gli uccellini, i tramonti, il mio eroe senza macchie e senza paura.
Eh sì, non mancava niente.
Quasi niente.
Ma non ne feci un dramma.
In fondo nei romanzi rosa si va a letto solo per dormire, no?
O per sognare.
Due cose che potevo fare tranquillamente da sola.
Su, bello, su. Vai.
Vai.
Buona passeggiata, cerciateli.
Melos, il nuovo guardia caccia.
Fa troppo freddo, voglio tornare a casa.
Il fuoco basta vederlo per sapere che brucia.
È l'unica cosa vera scritta da Clifford.
Il resto della storia puoi anche risparmiartela.
Ne ha già parlato tutta Londra.
Parlare non vuol dire sapere.
Spiacente di deluderla, milady. Spiacente, ma devo contraddirla. Si è
saputo proprio tutto del tuo sudicio scandalo. Tutto e dappertutto, dal primo
salotto fino all'ultimo bordello.
Ah, è lì che vai a scrivere.
Gentiluomo come sempre.
Scusa tanto se non sono un tuo avanzo di stalla.
Casomai di foresta.
Dì la verità, Connie.
Dillo che volevi solo punirmi.
È stata colpa mia. Se non ti avessi lasciato, questo non sarebbe mai
successo.
Se fossi rimasto non ti saresti neanche accorta di lui.
Ti sentivi tradita, l'hai fatto solo per questo. Dillo, Connie!
Ma che ne sai tu?
Che ne sanno a Londra di un uomo vivo?
Che ne sanno di un uomo?
Che ne sapete della sua rabbia?
Avevo spiato la passione, Herbert.
Io non la conoscevo.
Non sapevo che fosse.
E voi, piccoli vermi di salotto, ma che cosa ne sapete voi?
Dell'amore ne avete fatto un dovere, un romanzetto rosa, un lurido gioco di
società per passare il tempo.
Tutto tranne quello che l'amore è davvero.
Ma come osate parlarne?
Bravo, scappa. Torna ai salotti, torna ai bordelli, la verità fa male.
Va bene, ora so che mi disprezzi.
Che per te non sono stato niente.
E non lo sarò mai.
E ci sono pure venuto da Londra.
Tanto vale sapere il resto.
Non scapperò, Connie.
No.
Che hai, Connie?
Niente.
Connie, dimmi la verità.
Ma sto bene Clifford, davvero sai.
No, grazie Nicholas.
Non mangi neanche stasera?
Ti ho fatto una domanda.
Sei di nuovo tra noi, tesoro?
Connie, desidero che stanotte tu dorma con me.
Conny, torna qui!
Conny!
Un becchino che rimeste ai vermi.
Questo era diventato Clifford.
Ma non le sopportavo più i suoi luri di giochi.
Non lo sopportavo più quel corpo che vegetava come un'alga marcia.
Non riuscivo nemmeno a fingere.
Avevo spiato la vita, ma ero sempre inchiodata alla morte.
Per fortuna la vita non si arrende facilmente La
vita non si
arrende mai
Ancora
Passavo giorni interi a spiarti.
I tuoi occhi, la tua bocca, li avevo sempre davanti.
Ogni volta che prendevo una donna.
Ma tu non c'eri mai.
E adesso?
Adesso sei mia. E di Cetterly.
Che ti piacciono.
Sto cercando di capire, ma non ci riesco.
Cos'è, hai paura di sporcarti per caso?
Sono così divertente?
Se ti vedessi.
La cultura indaga nel fango di una signora molto per bene, facendosi scudo
di un fazzoletto candido.
Sei talmente buffo, Herbert.
C'è chi è buffo e chi... Dillo, Herbert.
Coraggio.
No?
Beh, allora, ti dirò io qualcosa che il tuo candido fazzoletto non sa.
Perché lui non lo sa, vero, non lo sa, che tu proprio in questo momento non
stai pensando affatto al decoro e alla virtù.
No, poverino, non lo sa.
Dovresti dirglielo, Herbert.
Dillo al tuo bianco fazzoletto che stai spavando su una calza nera.
Sei una puttana, Connie.
E tu invece un discreto maiale.
Allora siamo pari. No, perché tu maiale lo sei davvero.
Ora tocca a me ridere.
Padronissimo di farlo se vuoi, ma prima ti consiglio di raccogliere lo scudo. Si
è sporcato fin troppo.
Ma insomma, che ti ho fatto?
Che gusto ci provi a umiliarmi così?
Ma io non voglio umiliarti.
Voglio solo dimostrarti che la sporcizia vera si nasconde qui nei pensieri.
La passione invece no, Herbert, la passione non si nasconde mai.
Voglio darti tutto.
La passione dà e prende senza vergogna.
La passione è semplice.
La passione è amore.
Sempre.
Un'infermiera molto abile, efficientissima.
Quando mi portarono all'ospedale da campo, fu lei ad assistermi.
Ma questa è casa tua, Clifford, non è un ospedale.
Connie, vuoi forse farmi credere che non apprezzi la cortesia che ti sto usando?
Ma che significa?
Io non capisco.
Invece hai capito benissimo.
Coraggio. Animo, Connie.
Non ti devi vergognare.
Io preferisco pagare il disgusto di un'infermiera piuttosto... Sì,
piuttosto...
Che sopportare gratis è quello di mia moglie.
Herbert, nei tuoi salotti di Londra hai mai sentito parlare di una certa signora
Bolto?
No, mi pare di no.
Ne sei proprio sicuro? Ma sì, certo.
Perché me lo chiedi?
Così, semplice curiosità.
La signora Bolton, signore.
La stavamo aspettando. Ha fatto buon viaggio?
Veramente pessimo. La guerra è finita, ma i nostri treni non migliorano
affatto.
Cosa prende? Solo un po' di roast beef.
La trovo bene, Sir Clifford.
Grazie.
Vedo che la vicinanza di sua moglie le ha giovato.
Era entrata solo da cinque minuti e sembrava già padrona di tutto.
Mi aveva esclusa con una disinfurtura a dir poco sconcertante.
Eppure avevo la curiosa sensazione di essere fin troppo nei suoi pensieri.
Strano però.
Cosa?
Ripensavo alla sua lettera, Sir Clifford.
Se non sbaglio c'era scritto che voleva la mia assistenza per non aggravare la
sua fragile e cagionevole consorte.
E allora?
Lei è davvero un marito molto, molto premuroso, Sir Clifford.
Lady Chatterley è la donna più sana e soddisfatta che abbia mai visto.
Forse anche... anche la più bella.
Scusate, ma ho ancora i bagagli da dispare.
Se non le dispiace, avrei bisogno della sua cameriera, milady.
Amy.
A dopo, Sir Chatterley.
Signora.
Allora, Connie, cosa ne pensi?
Somiglia a un ufficiale prussiano che ho conosciuto prima della guerra.
Ti assicuro, Connie.
Che non riderai più quando la conoscerai davvero.
Aspetta. Prima la biancheria intima.
Dovrai averne molta cura.
Beh, cosa c'è?
Signora, mi scusi ma... Che cosa?
Coraggio, eh, mi dillo.
Le chiedo solo un po' di rispetto.
Avanti puttanella, non farmi ridere. Si vede subito di che razza sei.
Ce l'hai scritto in faccia. In ogni caso le puttane si pagano.
O si licenziano. Vuoi che vada da Sir Clifford?
Vieni qui.
Qualche problema ? Vuole sostituirla lei, milady ? Attenta, non ci provi un
'altra volta, perché sarebbe l'ultima.
Bella bocca.
Ma ogni cosa ha suo tempo, milady.
Allora, Connie, la trovi ancora così divertente ?
Insomma, un tipo pericoloso.
Molto pericoloso.
E tu cosa hai fatto ? Niente. Niente?
Pensavi a resi o fughe immediate?
Beh, sì.
Cominci a ragionare come Clayford.
Stessa identica tecnica.
Sarebbe? Il giochino del gatto e del topo, lo conosci?
E cioè?
Era davvero un maestro, sai?
Gli bastava una reazione, una qualsiasi.
Davvero?
E invece stavolta l'ho sorpreso perché ho fatto finta di niente.
Ma perché?
Perché Clifford mi avrebbe schiacciata di nuovo, come sempre del resto.
Amore mio.
Connie. Amore mio.
Amore mio.
Amore, amore.
Abbiamo sempre così, così poco tempo.
Allora quando?
Devo ancora decidere.
Le consiglio di non aspettare molto, Sir Clifford.
Signora Bolton.
Contenga le sue luride voglie. Io però posso sempre soddisfarle le mie luride
voglie. E lei?
E' molto affilato questo tagliacarte, vero Sir Clifford?
Sembra un pugnale.
Ma se glielo piantassi in quell'ombrico morto che ha fra le gambe non le darebbe
neanche il gusto di urlare.
Anche il dolore è un lusso per i miserabili come lei.
Devi andare, Connie.
Si è fatto tardi.
No.
Voglio restare un altro po' con John Thomas.
Ma John Thomas sta dormendo, non lo vedi?
Chissà, forse sta sognando.
Quasi quasi adesso glielo chiedo.
Stai sognando John Thomas, eh?
Dice che sta sognando la principessa Jay.
E va bene, Connie, sveglialo.
Sveglialo e portalo da Jay.
Come va, milady?
È stata bella la passeggiata?
Oh, che strano. Non ha raccolto neanche un fiore.
Eppure le vere signore lo fanno sempre. Certo, non quelle che si perdono dietro
ai John Thomas.
Stia tranquilla, non lo dirò a nessuno.
Adoro i segreti tra donne.
Mi lasci andare?
Piantala, Connie.
Il gioco è durato anche troppo.
Tu lo sai perché mi ha fatto venire. Lo sai che è solo questione di te. Mi lasci
andare! Buona, non avere paura, Conny.
Cosa credi? Neanch'io, neanch'io voglia di dividerti con quella larva schifosa
di tuo marito.
Lascia fare a me, Conny.
Vedrai, sarà tutto molto piacevole.
Sei una cagna in calore. L'ho capito da quando ti ho vista.
Risparmi il lindato per quando stregnerai di piacere.
Cosa è successo? Lei si sente molto furba, vero signora Bolto? Ma dimentica
che mio marito non si fa escludere da nessuno, uomo o donna che sia. E la paga
bene, vero?
Allora, se vuole ricattarmi, ricordi che io posso fare lo stesso con lei. Sei una
sciocca, Connie. Con lui sarà molto peggio di quanto credi. Te ne pentirai.
È tutta colpa tua. No, signora, io non... E chiudi quella fogna di bocca.
Tanto me la paghi cara.
Non so quale punizione gli abbia riservato.
Sai, mi faceva una gran pena quel povero Nicholas, che non serviva più a nessuno.
Ma non potevo fare niente.
E la signora Bolton?
Con me mantenne... quello che aveva promesso.
Eccomi, sono qui, Clifford. Perché mi hai fatto chiamare? Veramente ho
insistito io. Sa come... Sir Clifford non è molto soddisfatto delle mie cure.
Ognuno ha il suo metodo.
Milady. Mi mostri il suo, per favore?
No. Connie!
Clifford, ti prego, lasciami andare. Non mi sento molto bene.
Connie.
Hai mai provato tanto piacere con quel bifolco?
Non farti illusioni, Connie.
Credimi, non sarà mai più la stessa cosa.
Non esiste John Thomas che valga la lingua di una donna.
Devo fermarla, Sir Clifford? No.
Se lei sapesse dove sta andando... Signora Bolton, io l'ho sempre saputa.
Purtroppo, le larve sanno sempre tutto.
Il
suo salario,
signora Bolton. Che significa?
Che è licenziata.
Io so vendicarmi molto bene. Le assicuro che questa storia non rimarrà fra noi,
Sir Clifford.
Prendimi, prendimi.
Prendimi subito. Sì, sì, amore, sì.
La profezia della signora Volto si rivelò falsa quanto la sua femminilità.
Partimmo quel giorno stesso.
Mellors mi prestò un suo vestito.
Ero ridicola ma felice.
Ho lasciato Vrabby Hall senza portare via né le scarpe né la dignità.
E questa volta?
Stavolta posso andare via con tutte le scarpe.
È già un lusso.
Non sarai tanto pazza da rinunciare a tutto, vero?
Ma come fai a non capire che Clifford ha cercato di legarmi di nuovo?
In fondo mi fa pena.
Ci credeva davvero all'unione indissolubile.
Sai, non mi aspettavo che si rivelasse tanto ingenuo.
Persino più di te.
Perché di me?
Dì un po', sei proprio sicuro di non conoscere la signora Bolton?
Senti, Connie, ti ho già detto che non... Devi averla pagata molto male,
Herbert. Altrimenti non ti avrebbe rubato le bozze per ricattarmi.
Quella maledetta cagna.
Ha impiegato davvero tre anni per scrivere tante sciocchezze. Povera
signora Bolton.
Chissà quanto sia affannata a raccontarti le sue prudezze qui a
Drabiul. E tu l'hai trasformata in una ruffiana di mezza età. Non si
maltrattano così le signore. E neanche Clifford ti sarebbe grato. Se sapesse
che l'hai ridotto a un patetico signorotto di campagna.
In compenso tu ti sei trattato bene.
Hai un nome esotico. Sei il genio maledetto e incompreso. L'amante
disperato. Devi piacerti molto, Herbert.
Solo tu riesci a vederti così.
Ma il pezzo forte siamo io e Mellors.
Due concubini del vaudeville farebbero ridere meno.
Finalmente so perché mi hai fatto venire.
Era di questo che volevi vendicarti.
Vendicarmi? E perché?
A me non importa, puoi pubblicarlo quando vuoi.
Però voglio vedere se, conoscendo tutta la verità, avrai il coraggio di chiamare
le cose con il loro nome.
Ma ne dubito.
Finora non ci sei riuscito neanche col titolo. Oh, a proposito, quello... Mi
sono permessa di coraggerlo io.
Sono terribilmente narcisista, Herbert.
Addio, caro.
Sei un farabutto così sprovveduto che non fai neanche rabbia.
Ah, toglimi una curiosità. La signora Volto, l'hai conosciuta in un salotto o
in un bordello?
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