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Original subtitles

Cosa state combinando voi due?

Adesso dateci un taglio.

Dammele. Di chi sono quelle chiavi?

- Sono mie. - Dammele.

- Come ti chiami? - Najib.

C'è scritto Lucas. Dove le hai prese?

Datevi una mossa e andate in doccia. Chiudiamo tra un quarto d'ora.

Allora Martin, si trova bene qui?

È il nostro bagnino. Non lo conosce. Non è in servizio, oggi.

Bene, le lascio chiudere la piscina...

Sei il nuovo sorvegliante?

Mi chiamo Lucas.

Martin.

Sembra che tu abbia fatto colpo.

Su di loro? Sarà...

Chiudo tra un quarto d'ora.

Non oggi. Mi faccio un tuffo.

Ma io avrei finito.

E io sto appena iniziando.

Trovati qualcosa da fare.

Pulisci gli spogliatoi. I bagni fanno schifo.

Scusami, ma non ho intenzione di aspettarti per un'ora.

Senti bello, ho detto...

È ora di chiusura!

Contento adesso? Come me ne torno a casa?

Prendi questo.

Scordatelo. In qualche modo mi arrangio.

Prendilo. Volevo davvero dartelo. È troppo grande per me.

Senti... Scommetto che le strisce ti donano.

Si sente un po' il mio profumo... Spero ti piaccia.

Lucas, aspetta!

Cammini svelto!

Chi ti ha chiesto di seguirmi?

Ancora arrabbiato?

No, non mi importa, si asciugherà.

- Dove stai andando? - St. Victor.

Posso accompagnarti?

Cammini sempre a testa bassa?

Anchio lo facevo, quand'ero un ragazzino Un giorno...

Ho sbattuto in un muro. Mi son fatto male sul serio.

È molto che lavori alla piscina?

Due o tre anni.

Una fede! Sposato?

È di mia madre. È morta.

Mi dispiace.

Avevo sei mesi. Me ne sono fatto una ragione.

Abiti da solo o con qualcuno?

No? Sì?

- Devi proprio piacere alle ragazze. - Dipende.

Esci con qualcuna o no?

Stai rompendomi le palle con tutte queste domande.

Non so perché lo faccio. Di solito sono più timido.

Adesso è calato un silenzio di tomba.

Posso farti un'ultima domanda? Solo una.

- Rispondi... - Di che si tratta?

Sei gay?

Ti ho chiesto se sei gay. Io lo sono, ecco perché.

È tutto più semplice quando è tutto allo scoperto.

E allora?

No.

Mi piaci, Lucas.

Davvero... non soltanto un po'.

Vuoi uscire con me?

Ma che diavolo dici? Sei scemo? Sei malato!

Bel colpo...

Che cazzo ci fai qui, te?

Le ho trovate per terra alla piscina.

Sei passato dal comignolo?

Dalla vicina.

Mai mettere il proprio indirizzo sulle chiavi.

Me ne frego.

Posso avere un po' d'acqua?

Salire le scale di corsa non fa per me.

Bevo e poi sparisco.

Conosci il linguaggio dei segni?

- Amici sordi? - La cucina è di là.

Anch'io conosco il linguaggio dei segni.

Strano, no?

Possiamo parlare a gesti. La comunicazione è più semplice.

Non avevi sete?

Certo che se lavoriamo insieme,

potremmo anche andare d'accordo. Dimentica quello che ho detto.

È difficile.

Scusi. Non sono sordo.

Avevo capito male.. L'ho vista usare i segni.

Lavoro con i sordi e ne vedo dappertutto.

Lise.

Martin. Sono un amico di Lucas.

Hai un amico? Bene!

Non siamo amici. Lavoriamo insieme.

Sì, in effetti... siamo colleghi.

"Amici" è un modo di dire.

Esatto... Comunque.

Aspetta. Non capisco. perché conosci il linguaggio dei segni?

È una lunga storia.

Non startene lì impalato Spiegami...

Ho un sacco di amici sordi.

E il ragazzo del mio migliore amico è sordo.

Ma questa non è la vera ragione.

Vai avanti...

Il primo ragazzo di cui mi sono innamorato era sordo.

Non sapevo come farmi avanti. Ho imparato i segni per parlarci.

- Può essere d'aiuto. - Proprio no.

Un fiasco completo.

Non ero il suo tipo.

E tu?

L'hai imparato per amore?

Più o meno...

In senso lato. Lavoro con bambini sordi. Faccio da interprete.

Piantala, Lucas!

- Questo da dove salta fuori? - È suo.

Ce lo siamo scambiati. C'è stata un'inondazione in piscina.

L'ho sempre detto che le strisce ti stanno bene.

Che c'è adesso?

Ci vediamo. Abbiamo da fare.

E così... arrivederci.

Aspetta... Sei libero per cena?

Avevo in mente una cenetta romantica...

Ma anche questa mi è andata buca.

Appunto. Non rimanere da solo.

Vieni a cena con noi.

Ho prenotato per due.

Hai fatto bene.

E così...

Che ti succede?

Aspetta, ho i tacchi!

Se mi ami, stai molto attento.

Stai attento!

Che prendi?

Ti consiglio la zuppa di pesce. Non è in scatola.

Da quando siamo arrivati hai il broncio.

Non possiamo parlare un po'?

Non parli mai?

No. Non molto.

Cosa ti piace?

Musica?

Libri? Automobili?

Niente di tutto ciò.

Calcio! Parliamo di calcio, lo adoro.

Certo, ti rompo con le mie domande.

perché sei venuto?

Mangiare da solo mi rovina l'appetito.

Ed è meglio che non stia a dieta.

Non ti preoccupare. Non ti rovinerò la serata.

- Niente tavoli. - Nessun problema, me ne vado.

È fuori discussione. Ci stringiamo.

Dài... vieni!

Mi metto a sedere tra voi due.

Fai bene.

Davvero. Così non ci daremo fastidio.

Cosa prendi?

Zuppa di pesce.

Fermati. Mi fai girare la testa.

È molto che conosci Lucas?

Un anno, ma mi sembra di conoscerlo da sempre.

Sei fortunata...

Cioè, lo siete entrambi.

Grazie delle rose.

Ce n'è una per ciascuno di voi.

Non hai detto una parola in tutta la serata

Non ho niente da dire.

Mi piace il tuo Martin.

Non è il mio Martin.

Potrei diventare gelosa. Gli piaci.

Dacci un taglio.

Scommetto che piaci agli uomini.

Sei troppo cattivo per loro.

Troppo cattivo per lui.

Aspetta. Dove vai?

Meriti un premio.

Sei matto?

Ti dài delle arie, sei un tuffatore: te lo sei meritato.

Imbecille!

Smettetela! Che sta succedendo?

Chiedo scusa, Signor Milau.

Pulisci immediatamente!

Capito?

Mi prendo male con te, eh?

Puoi dirlo.

La vita è fatta male. Le piscine sono piene di tipi come te.

Ho scelto il tipo sbagliato.

Già, che sfiga.

Non sei troppo arrabbiato?

Perché dovrei?

Alla salute!

Dov'eri?

Ho dovuto lavorare fino a tardi.

Sto festeggiando il mio compleanno.

Tutti gli anni lo stesso giorno. Sarò stupida, ma i compleanni mi piacciono.

Lucas, perché te ne sei scordato?

- Chi vuoi prendere in giro? - Ho fatto tardi al lavoro.

Non farmelo più.

Ora dimmi "Tanti auguri"

E ora dammi un bacio.

Lasci andare la sbarra, signora Raspail.

Muova le gambe, le braccia.. Molto bene

Respiri. Stia attenta al ritmo.

Mi avete rotto voi due. Da quando lavorate insieme,

ci sono sempre problemi.

Avrebbe potuto ucciderla!

Verrà alla prossima lezione di Giovedì.

Non è questo il punto!

E quanto a lei, la prossima volta la licenzio.

- E questo vale anche per lei. - Lui lo lasci stare!

Ho detto di lasciarlo stare! Me ne vado io.

Sono io quello che crea problemi,

perciò me ne vado.

Bene, la porta è aperta.

No, aspetta.

Non ne vale la pena.

È colpa mia. Non succederà più.

Insomma... levatevi dai piedi.

E vedete di rigare diritto. Vi tengo d'occhio.

Dicevi sul serio? Eri pronto ad andartene?

Ti sarei mancato?

Sarebbe stato un peccato.

- Dunque, ti sarei mancato. - Stai zitto, Martin.

Sarebbe stato stupido andarsene.

Dito in culo.

Non sapevo che tu avessi un'ammiratrice.

Neanch'io.

Un ricordo del tuo tuffo di pancia.

Sei stato fortunato.

Grazie, papà.

Andiamocene adesso. Non vedo l'ora di essere a letto.

Ho una lunga lista d'attesa.

Chiamami. Ceniamo insieme.

Come vuoi..

Ancora insieme a quella ragazza?

Lise? Più o meno.

- Tutto a posto? - Più o meno.

E tra te e la tua nuova moglie?

Più o meno.

Sei tu! Avevi appuntamento sei mesi fa!

Sono guarito, dottore. Dovrebbe essere contento.

Non ci scherzi troppo. Prenda un appuntamento.

Niente da fare. Le sue cure mi stavano uccidendo.

- Sciocchezze. - Sia serio.

Su di me non funzionano.

Ci sono altri farmaci disponibili.

Non posso procurarmeli così su due piedi.

Non ha senso attendere finché non crepo.

Mi farò i miei antivirali da solo.

E lo farò meglio di lei, caro dottore.

Ho un nuovo ragazzo.

È l'Uomo Giusto. Non è il momento delle debolezze.

Mi aspettavo di vedere un cadavere.

Stai andando di fuori.

Comunque ti saluto, me ne vado.

E lasci i miei fiori?

Che stai facendo?

Vattene!

Piantala!

Togliti dai piedi!

Rimetti tutto al suo posto e ti lascio andare.

Faccio quel che mi pare, stronzo.

Cielo! Mio marito!

Sfiga.

Dacci un taglio.

Siediti.

E dài, non ti violento mica.

Visto? Finalmente andiamo d'accordo.

Come mi trovi?

Non cominciare.

Hai mai guardato un ragazzo?

- Li vedo tutti i giorni. - Lo so. Ragazzi nudi.

Li vedi ma non li guardi. Hai paura che ti venga duro.

Che cazzata.

Ti amo, Lucas.

Piantala, per favore.

Non ci riesco.

Vattene.

Come state voi due?

Tutto a posto.

Te lo lascio.

Ti disturbo?

Sei qui da due ore. Esci.

Parlami. Dimmi cosa c'è che non va.

Abbracciami.

Accarezzami.

Metti qui la bocca.

Basta.

- È abbastanza. - No, non lo è.

Basta, ho detto!

Perché non mi vuoi?

Non è la prima volta.

Se non mi desideri, qualcosa è successo.

Hai incontrato qualcuno?

Rispondi. Cosa sta succedendo?

È Martin.

Cosa c'entra lui?

Ho risposto alla tua domanda.

È successo qualcosa? Lui ti ha...?

No. Non ha fatto niente.

Perché ti sto dicendo questo? Sono solo stanco.

Sono contento che tu sia venuto.

Non mangiamo insieme da anni.

Che palle! Non sei mai libero!

- Che ne dici di "Chez Vincent"? - Perfetto.

- Stai bene? - Tutto a posto.

Le cose vanno bene con Lise?

Sicuro?

Perché me lo chiedi?

Non abbiamo molta confidenza. Non parliamo molto.

Non conosco la tua vita.

Non sapevo che tu preferissi gli uomini.

Voglio dire che la tua storia con Martin non è un problema per me.

Cosa dici? Perché conosci Martin?

Ero il suo medico. Te ne ha parlato almeno?

Parlato di cosa?

È malato fradicio di AIDS.

Kaposi, toxoplasmosi... le ha avute tutte.

Prendi precauzioni?

Non preoccuparti per me.

Sono a posto.

Mangiamo, ma non torniamoci sopra, va bene?

Va bene.

No, Mathieu te l'ho già detto. All'ospedale non ci torno più.

Quando hai fatto gli ultimi esami?

Preferei vedere un chiromante.

Stare in un letto d'ospedale è come provare una bara.

Anch'io non ci sono per gli ospedali.

Adesso mi bloccano all'ingresso.

Temono che mi incateni al direttore.

Non che non se lo meriti.

Non ti stanchi di dar fastidio alla gente?

Potremmo essere carini e discreti. Malati rispettabili.

Come al macello.

Per ringraziarci suoneranno le campane di Santa Frocia.

Tientele le tue campane.

Mi merito la croce al valor militare.

Ma la danno ai sopravvissuti.

Hai sentito di Fabrice?

Già, ho sentito.

Vedi questa?

Era la mia rubrica telefonica. Ora è una pagina di necrologi.

- Che ci fai qui? - Ti devo parlare.

Ascolta. So che sei malato.

E allora? Cosa ti importa?

- Se hai bisogno di me, sono qua. - Bisogno di cosa?

Un'infermiera?

Che ci fai qui?

Vuoi fare una buona azione? Compra un fiocco rosso.

Ma non pulirmici il culo. Non tu.

Non è per questo che sono venuto.

Perché allora?

Per pietà?

No, non per pietà?

Perché?

Hai ragione. Non sarei dovuto venire.

Guardami, Lucas.

Non sono ancora morto.

Il giorno che muoio, te lo faccio sapere, va bene?

Va bene.

Allora resta vicino al telefono, tesoro. Non sai mai quando..

Aspetta.

Pavese ti piace?

Pavese, il poeta. Ti piace?

Non lo so. Non lo conosco.

Non mi stupisco.

- È tardi. - Davvero?

Ho cincischiato.

- Cosa leggi? - Pavese.

Di che parla?

Di tante cose.

Erano di fronte alla porta. Strano, no?

Avranno sbagliato pianerottolo.

Chi?

I portalibri.

I portalibri. Esistono.

Hanno persino sottolineato una frase.

Chi?

I portalibri.

Piantala con le favole.

- È in menopausa? - Davvero.

Pablo, che te ne importa della musica?

È vero. Mi dispiace.

Va meglio adesso?

Alla grande. Il mio Kaposi è in gran forma oggi.

Basta! Non la far tanto lunga per tre squallidi T4.

Tu quanti ne hai?

200?

Sei milionario! Fate la vostra puntata! E tu?

62.

Io ne ho 3. Ho vinto. A zero, mi becco una medaglia.

Prendile con l'acqua le pillole.

È meglio così.

Alla velocità a cui stanno scendendo, tanto vale prendere popcorn.

Posso chiederti un favore?

Spara.

Quando è finita questa merda,

quando sarò un cadavere marcito, fai una cosa per me.

Tagliami la testa e spediscila al Presidente.

Lascia che gli rovini la colazione.

Sei un tal rompicoglioni, che sarà un piacere farti a fette.

Sei il migliore.

- Come va con Lucas? - A posto.

Siamo diventate sorelle spirituali.

Legge per me... si lavora a maglia.

È un grande.

Perfetto.

Meraviglioso.

I miei sogni si avverano.

Stanotte... dormiremo insieme.

Scommetti?

Perché chiami? Sei morto?

No, sono mezzo addormentato.

Chi è?

- Fammi parlare con lui. - Scordatelo.

Cosa voleva?

Non lo so. E non mi interessa.

Vieni.

- Cosa c'è? - Non riesco a dormire.

- Perché mi hai svegliato? - Non riesco a dormire da solo.

- Perché me? - Voglio dormire con te.

Volevi aiutarmi, quindi resta.

Parlami. Metti un po' di musica.

Alle tre del mattino?

Non si può controllare il desiderio.

Fammi morire da solo se vuoi. Dipende da te.

Perché sono venuto? Non avrei dovuto.

È insostenibile. Mi piaci troppo.

Tornatene a letto con Lise.

Ma cerca di capire che vorrei essere al suo posto.

Promettimi che non mi toccherai.

Certo che te lo prometto.

Sarai tu a toccarmi.

Dài. Metti qui le mani e la testa dietro alla mia.

Non posso crederci. Sei una vera vergine!

Provaci. È difficile per me.

Non è vietato fare carezze.

Smettila!

Sono io il malato. Ho diritto alle carezze.

Sì, e a un pompino, magari.

Preferisco aspettare.

In amore non bisogna mai precipitare le cose.

"Quel giorno tu saprai.

"Quel giorno sapremo anche noi

"che sei la vita

"e sei il nulla.

"Verrà la morte e avrà i tuoi occhi."

Sono contento che tu l'abbia letto, Lucas.

Caffè? L'ho appena fatto...

Io sono Rose.

La madre di Martin.

Siediti.

Zucchero?

Abita con lui?

Allora possiamo darci del tu.

Deve essere una cosa seria. Bene che succeda proprio adesso.

Sei molto bello.

- Perché lo dice? - Sono contenta per Martin.

Se lo merita.

Ti ha parlato della sua malattia?

Perciò usate precauzioni per...

Cioè...

Che sciocca. Martin è sempre attento.

È un ragazzo molto serio.

Sii sincero con me: lo ami?

Ma certo che mi ama!

Vero, tesoro?

Non vergognarti. La mamma capisce tutto.

- Cosa c'è da capire? - Esatto, niente.

Ti piacciono gli uomini, vai a letto con Martin. Niente di più naturale.

Che cosa penserà?

Che dormiamo insieme. È avanti.

E di me?

La stessa cosa, scemo.

Guardami. Niente rossetto, niente piume sul culo. Sono come te.

- Non è questo che intendevo. - E cosa, allora?

Sorpresa!

Juventus.

Inter.

Barcellona.

È carina per la domenica.

Ne regalerò una anche a te.

Qual è la tua squadra preferita?

Non lo so.

Mio padre era un'allenatore di calcio. Quando ha saputo che mi piacevano i ragazzi,

si è vergognato così tanto che non ha più voluto che lo baciassi.

Il campo diventò off limits.

Martin comiciò a collezionare maglie di tutte le squadre.

Così quello stronzo si sarebbe vergognato un po' di meno.

Anche tu ti vergonavi.

Stai scherzando?

- All'inizio ero un po'... - Sconvolta.

Sull'orlo del suicidio.

Poi la mia Rosetta s'è ripresa, e mi ha comprato le magliette per dormirci!

Solidarietà! Mio marito era uno stronzo.

Ne avevo abbastanza e l'ho cacciato.

Oggi... vi porterò a fare un giro.

Muovi il culo!

Lucas, aspetta...

Brasile, è proprio lui!

Ti piace il Brasile?

Giallo e verde si intonano ai suoi occhi.

Fai un bel respiro come me.

Potrebbe essere uno degli ultimi.

Che c'è? Non vi piace la gita?

No, è di cattivo gusto.

Ma potresti anche andare fino in fondo.

No, in realtà non mi piace qui.

Che stai facendo?

Faccio il giro della proprietà.

Scelgo la mia futura dimora. Non posso?

Sono un tale perfezionista.

Non hai bisogno di noi qui.

Ma se lo faccio per voi!

Non sarà più carino venirmi a trovare in un bel cimiterino?

Non mi chiudete fra l'autostrada e una fabbrica.

Non rovinatemi la giornata! Muoio, e voi mi mettete il muso?

Andiamocene. È troppo tetro qui.

Pieno di coppiette e famigliole. Cimitero del cazzo!

Non mi piace nemmeno questo.

Ma me ne rimane un altro da vedere. Andiamo?

Basta, Martin!

Ehi, Rose!

Cosa cerchi? Non ti sembro abbastanza infelice?

E che altro? Me ne fotto del tuo cimitero!

Non ti lascio andare! Per una volta obbedirai

a tua madre.

Obbedisci, o ti schiaffeggio di fronte al tuo ragazzo.

Non me lo merito.

I cimiteri non sono posti per me.

Non sono ebreo, cattolico o musulmano.

Niente di tutto ciò.

C'è un posto dove voglio essere seppellito.

Qua.

E soprattutto qua.

Sono contenta che Martin stia con te.

Sei buono. E lui sembra felice.

Non lo è sempre stato.

Faccio del mio meglio.

Posso parlarti francamente?

Spero che tu non ti stia prendendo gioco di lui.

Sei non sei sicuro di te stesso, lascialo.

Non lo sto prendendo in giro.

Sarà meglio.

Se fai del male a mio figlio, ti ammazzo.

Ti faccio saltare il cervello.

Dovrò pur prendermela con qualcuno, no?

Sembro scema?

Che c'è ora?

Niente. È il tempo ideale per un picnic.

Come va voi due? Avete passato una bella giornata?

E la notte come è andata?

Dicono che i ragazzi lo succhiano meglio.

Non è successo niente.

Ma dài...

Te ne vai in piena notte, non chiami tutto il giorno...Che è successo?

Eravamo con sua madre.

È venuta anche la suocera?

Salve, signora.

- Non sei divertente. - Credi che sia facile?

Resta dove sei!

Non puoi avere Lucas.

È mio.

Capito?

Mi ama, vive con me, fa l'amore con me.

Non chiedo così tanto.

Mi stai facendo incazzare! Sono affari miei!

Non posso decidere io?

Forza, decidi una volta tanto.

Martin ha bisogno di me.

- E io no? - È diverso.

È diverso, certo.

Basta, Lucas.

È malato.

Capito ora?

Capisco.

Forza, Martin, andiamo.

Cosa posso dire ora?

- Capisci? - No, sei tu che non capisci.

Se non fosse malato, le cose sarebbero diverse?

Avresti dormito da lui lo stesso.

È alto.

No il vuoto è nella tua mente.

Vieni più avanti.

Immagina di toccare l'acqua.

La senti?

Una ciambella, per favore.

Non puoi dargli una mano? Deve venirne fuori.

Martin non può essere curato. È troppo tardi.

Fai il tuo dannato mestiere!

Come?

Con cosa?

Parla col ministro o con le case farmaceutiche.

Dicono che sono tutti guariti. Gli piace vendere le cure.

Vengono fuori con una novità ogni mese.

Sempre più efficace.

Se la passano bene. Ma il male è che...

Il male è che i miei pazienti continuano a morire ogni giorno.

E quanto al mio mestiere,

cerco di farlo... con i mezzi che ho a disposizione.

E allora? Quando ti darai una mossa?

Quando saranno tutti crepati?

Finalmente, una bella infermiera!

Mi dica la verità dottore.

Sono condannato, vero?

Hai ancora tempo.

Un bell'oggetto come me... che tragedia!

Andiamo.

Non possiamo festeggiare il nuovo anno qui.

Hai ragione. È troppo deprimente.

E non ci sono confetti.

Che sta facendo?

Cambio albergo, signora.

Volevo una stanza con vista sul mare.

Lei resta dov'è.

Si calmi... Sono di razza contadina.

Ci piace morire alla fattoria.

E lei non è il mio tipo.

Preferisco il fattorino.

Piantala, Martin.

Metta tutto sul mio conto, signora Denise.

Mi posso appoggiare?

Venivo a nuotare qui da ragazzino, con mia madre.

Tutti gli anni fino a diciassette anni.

Poi mi sono stufato.

Sono andato in Italia. Ho viaggiato.

Che sciocco. Avevo tutto qui.

Le discoteche, tutti i letti che volevo.

E poi sei apparso. Avrei potuto ammazzarti.

Non potevi arrivare prima?

Ti interessa quello che ti dico? Io ti tocco e tu ti scansi.

Non sei come me.

Non è vero.

Posso baciarti?

Non fare questa faccia. Solo un bacio.

Rilassati, non è contagioso.

Dài, è solo un bacio.

Va bene.

Ma non un bacio lungo.

- Niente lingua. - Certo che no.

Non sono un tipo facile.

- Promesso? - Sui miei T4.

Ti saluto. Avevi promesso!

Scusa, ma non ho più T4!

Non è divertente.

Sai che baci bene?

Labbra calde!

Labbra calde!

Torna indietro!

Millau, mi ha mandato un biglietto di auguri.

Mi ha licenziato.

Che bastardo.

Non sarei potuto restare a lungo comunque.

Avrei preferito che finisse in un altro modo.

Dovrò trasferirmi. Non posso permettermi questo posto.

- Dove andrai? - Conosci un albergo?

Come tirerai avanti?

Non è cosa per me. Mi stanno mettendo alla porta.

È così, Martin. Fai la brava checca e muori.

Basta che resti qui.

Pagando l'affitto col mio corpo? Troppo rischioso!

- Io non sono stato licenziato. - Non puoi pagare per me.

Non so... potrei trasferirmi qui.

No, non c'è motivo.

Ne ho uno.

Non è una buona idea.

Perché? Non è quello che vuoi?

Scusa. È che improvvisamente ho paura di quello che mi succederà.

Di cosa hai paura?

Non lo so.

Di non poterti dare ciò che vuoi, di non averne il tempo,

o la voglia.

Io voglio te...

Non sai cosa significa...

Sì, lo so.

Stai attento.

Ti amo, Martin.

Come non ho mai amato prima.

Lise, me ne vado...

Vai, vai.

Ti ho lasciato il mio numero da Martin in caso...

In caso di cosa?

Non no. Se hai bisogno di chiamarmi.

Per una cenetta tra amici?

Ma chi credi di prendere in giro?

Tornerò per prendere il resto delle mie cose.

Ah sì?

Pavese.

Max.

Max è fragile.

Tu da bambino.

Posso baciarti un'ultima volta?

No, userò il linguaggio dei segni.

Sei pazza!

Vattene.

Va' adesso.

Va'...

Rimpianti?

Non ancora.

Non riesco a dormire.

Devo farci l'abitudine.

Dove stai andando?

A bere qualcosa. Così puoi dormire.

Vengo con te.

Se ti va.

- Benvenuto al club. - Lasciami in pace.

Sei tu che hai chiesto di venire.

Mi aspettavo un bar normale.

Questo è un bar normale, tesoro.

Cosa c'è che non va?

Sembri arrabbiato.

Fammi indovinare.

Vorresti un flipper.

Esatto.

Ti faccio fare un giro.

Frederic, Pascal, Pablo, questo è Lucas.

Cosa significa?

Che siamo quasi sposati con figli.

Cosa dice?

Che siamo una bella coppia.

- Sei in forma - Appena tornato dal Club Med.

Questo è Lucas.

- Non ce l'ha un fratellino? - No, è un pezzo unico.

Cosa ci faccio qui?

Siamo tutti uguali, caro Lucas. Ma alcuni sono più finocchi di altri.

Lucas, venga qua.

Cosa c'è?

La sua fidanzata è all'ospedale.

Cazzo! Lise!

Al pronto soccorso. Vada. Le do la giornata libera.

Aspetta. L'hai chiamato tu Millau?

Certo. Hai altre fidanzate?

Sdraiati. Abbiamo bisogno di te qua.

A cosa giocate?

Non è uno scherzo.

Siamo arrabbiati.

Arrabbiati perché i pasti dell'ospedale ci fanno ammalare ancora di più,

perché non abbiamo accesso a tutte le cure,

perché non ci sono mai abbastanza soldi,

perché stiamo morendo, e ci stanno prendendo in giro.

Salve, dottore.

Conosci Martin?

Da che parte stai?

Zitto, è mio padre.

Mio suocero! Chi se lo sarebbe immaginato?

Vai a casa. Non ti far coinvolgere.

Allontanateli.

Questo è un ospedale.

-Act-up resiste, l'AIDS è la guerra!

Credo che tuo padre sia contrario alle nostre nozze.

Cosa stai facendo?

È il dieci febbraio.

E allora?

È il compleanno di Jerome.

Chi è Jerome?

Abbiamo vissuto insieme per 4 o 5 anni.

Non mi ricordo.

Non riesco a tenere il conto degli anni.

Cinque anni.

Ci siamo lasciati per un anno.

Sono andato in Italia per cambiare aria.

Non sapevo che fossimo sieropositivi.

Mathieu venne a prendermi alla stazione.

Senza una parola, mi portò all'ospedale.

Ti ho aspettato fino alla fine...

Lo guardai nel letto. Lo accarezzai.

Pensavo: non è Jerome.

Ma era lui.

Tra le mie braccia, era leggero come un bambino.

Avevo paura di fargli male.

Succederà anche a me, Lucas.

Anch'io diventerò come Jerome.

Forse non vorrai restare fino alla fine.

Non ho il diritto di chiedertelo.

Se vorrai andartene, non ti tratterrò.

Non ti lascio. Non ti lascerò mai.

Smettila.

Voglio accarezzarti.

Piantala.

È solo la mia allergia.

Allergia? A cosa?

Ai bastardi, all'aria, all'inquinamento. Niente panico.

Sei dimagrito. Sei stato da un dottore?

- Certo. - Da chi?

Un amico di Mathieu all'ospedale.

Non vai mai all'ospedale. Quando ci sei stato l'ultima volta?

Non sei mia madre. Entro e esco dagli ospedali da 10 anni.

Ho smesso di credere ai miracoli.

Sei tu il mio unico miracolo.

È vero, tesoro.

Hai visto il mio regalo?

- Papin! - Non ce l'avevi questa, eh?

- Martin, devi prenderle. - Prendile tu, sono pieno.

Resco ad alzarmi da solo. Sono un ragazzo grande.

Andiamo a letto.

Lasciami solo. Martin è morto.

Martin è ancora vivo. Respira ancora, si muove ancora.

Riesci a sentirlo?

Vibra... gli viene duro...

Lo terrò in vita per anni.

Vai. Vattene a casa.

Sono a casa.

Casa tua è da Lise, da tuo padre, da chi vuoi, ma non qui.

Ti amo, Martin. Voglio stare con te.

Stronzate. Sparisci adesso.

Io resto.

Mi dai ai nervi. Cos'è che ami? Questo pezzo di merda?

Il povero malatino? Il compianto Martin?

No amo te, Martin.

Ci puoi scommettere.

E poi, a letto non vali niente. Baci come una patata.

Sei vuoi restare solo dimmelo e me ne vado.

Ma non essere cattivo.

Voglio stare solo.

D'accordo.

A domani.

Sì, va bene, a domani.

Apri, cazzo!

L'ho cercato dappertutto. Nessuno sa dov'è.

Né sua madre, né i suoi amici.

Devo trovarlo. È malato.

È tardi. Non dormi da giorni.

Non lo troverai alle 4 di mattina.

Evidentemente ti fa piacere.

Sei contenta.

No, no, Lucas non sono contenta.

Se muore, tutto sarà come prima.

Sono qua, ti sto ascoltando. Vuoi che vada a cercarlo io?

Non chiedere troppo.

Non vuoi salire?

"Stella perduta nella luce dell'alba,

"cigolio nella brezza, tepore, respiro,

"è finita la notte. Sei la luce e il mattino.

Grazie.

È passato il dottore stamani.

Lo so. Ho fatto finta di dormire.

Vi ho sentiti parlare di me.

Le ha detto che è iniziato il conto alla rovescia.

È vero?

Si tratta di giorni o mesi?

Può essere molto rapido.

È proprio come me.

A scuola, quando facevamo la corsa, partivo sempre prima degli altri.

Arrivavo primo, ma baravo.

Questa volta non ho nemmeno bisogno di barare.

Ha visto.

Tremo.

Ha freddo?

No, ho paura.

Lo trovi qui.

Grazie.

È tuo padre che devi rigraziare. Senza lui non l'avrei mai trovato.

Ciao, Papin.

Sbagliato.

Preferirei Waddle.

Fa niente. Ti prendo comunque.

- Proviamo qui. - Dicono tutti la stessa cosa.

Ho una premonizione.

Buongiorno, padre.

Abbiamo bisogno della sua chiesa.

Ma la cappella è chiusa.

È proprio ciò che vogliamo.

Mio figlio Martin e il suo amico Lucas.

Ed ora che vi siete presentati possiamo cominciare.

Cominciare cosa?

Il matrimonio.

Quale matrimonio?

Signor Lucas Gallian, vuole prendere come...

Marito.

...come marito, il Signor Martin Barbieri?

Sì.

Signor Martin Barbieri, vuole prendere come marito

Il Signor Lucas Gallian?

Vi dichiaro uniti in matrimonio nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Questo fatelo fuori per piacere.

Lei è un angelo.

Ora possiamo adottare un piccolo peruviano.

o un argentino.

No, non voglio bambini fra i piedi.

Sei troppo giovane per diventare nonna.

Hai ragione, abbiamo degli anni.

Non è niente Lucas. È la felicità

In fin dei conti, non mi importa di andarmene.

Mi chiederanno:

"Raccontaci delle tue vacanze sulla terra.

"qual è stata la parte migliore?" Io risponderò:

"Il mare,

"il sole, il cielo, le città.

Ci sono molte cose da amare

"ma per quanto riguarda quel ragazzo da spiaggia...

"tenetemi in contatto con lui."

Toccami qui.

Toccami leggermente.

Come è bella una carezza.

Chiamami "amore mio".

Cosa?

Chiamami "amore mio". Di' "amore mio"

Amore mio

Amore mio.

Mi amerai per sempre?

Non ti dimenticherai di me?

Mai. Te lo giuro.

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