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Ma che guardi dal finestrino che ti spaventi ancora di più, Mario?
Guardami, forse rilassati.
Parlami, avanti, parlami. Devi stare come devi stare tra... Tra amici.
Tranquillo, ma noi siamo a 10.000 a me, a 10.000 a me. Questo è facile, melli.
Scusi, non voglio impressionare lei, ma lo dico per lui.
Dico ormai a 10.000 a me, se cadi, ti spiaccichi. Guardi, signore, come se sta
spaventando. Quando è allegro, quando si spaventa, cambia l'espressione.
Continuamente, cambiamo.
Ad essere six.
Siucco. Eh, i capelli sembrano siucco. Sono finiti i siucco.
Canadesi? Siamo andati in Francia, io mi devo operare di ernia del disco.
Ce l'avete voi l'ernia del disco? E uno spi... uno spi... Speaker?
Non faccio per far parlare a lui.
Uno spinello!
Ehi, vuoi ci mettere dentro il tà, il tà, il tà? Il tà, il tà, il tà marino.
Il tà bacco, ma se vede!
Lui è il mio amico, medico ortopedico, era contrario all'intermedice e
pericoloso, ma io come faccio? Io devo vivere, mi piacciono le donne, mi piace
giocare a pallone, mi piace la vita, non so com'è, non so se lei anche, la vedo
lei, la vedo un tipo, oggi è una brutta cena, ma mi sembra un tipo atletico,
diciamo così, normalmente.
Non disturbare, lascia stare. Guarda come lecca bene, ammazza.
Se non è sordo.
Se sta facendo una canna, una canna, una canna. Cacca addosso, papà. Ma lui sta
così tranquillo, una canna. Non mi voleva far operare. Ha detto, non ti
operare perché è pe, è pe.
Pericoloso, che è pericoloso.
Beh, la ho stessa. Adesso mi vorrei girare, parlare con lei. Non mi posso
girare. Mi ha impedito il movimento.
Mi giri di qua, non mi posso girare. Mi giri da, non mi posso girare.
Dunque, lei diceva, mi devo operare perché qua c'è un busto che mi impedisce
di muovermi bene.
Quindi qual è la soluzione? La mappena. Quindi la soluzione è la...
E la... Lampante. La Mappen!
E la, la, lo dite adesso, e la, la... Oh, ma va proprio a rota libera, eh?
Fai la metà, bu?
Alla, alla.
Ah, mamma, che vuole buffare?
Il la Mampan 24 ore?
che viene da uscire dalla sala operatrice e voi volete lasciare il
maestro in piedi?
Non è vero, non è vero.
Professore, voglio fare il maestro in piedi, il paziente. Ma non con il corso
ortopedico.
Non fa problema.
Vieni, vieni, Marsha.
I piedi.
Mi sento le gambe.
In effetti il professor Lomopan ha fatto il possibile.
È davvero molto soddisfatto.
Non è mai arrivato un accidente vero.
L'ornicevica di ogni modo avrebbe creato problemi per la sua amica.
L'operazione chirurgicale è stata una buona riuscita.
Forse l'avete fatta trattare troppo tardi, no?
Non è che ancora si... Non c'è niente da fare!
Scusate.
Il professore ha molta stima di lei, ha letto le sue referenze.
Il professor Lamapain è molto amico del professor Vipetti, il suo primario, no?
Spenderà più di una buona parola in suo futuro.
Arrivederci.
14, 15,
16,
17, 18, 19,
20. E così.
20 e me.
Forse sto dando fastidio. Come l'avete capito?
Lavoro duro, eh?
Quale? Il suo, dico che... No, per niente.
Il suo no, ma il mio invece è un lavoro molto duro, sì. Perché? Che lavoro fa?
Eh, faccio l'avvocato. Mamma mia, l'avvocato.
Mamma mia.
Mi ricordano i frisbee. Quando ero ragazzino giocavo sulla spiaggia. Ero
anche bravo, sì.
Questo le ricorda un frisbee?
Piccolo, quello...
Mi dà quel senso di gioco. Sì, lei pensa che qui noi giochiamo, è tutto un gioco.
No, qui... Ragazzi, l'avvocato dice che noi qui stiamo giocando e facciamo un
bel applauso all'avvocato. Grande avvocato Katamau!
No, chiedo scusa, dicevo... Speriamo che possa giocare presto con noi, avvocato.
Grazie.
Questo è un buon augurio.
A frisbee dici?
Dopo questo bel augurio, caro avvocato, veniamo a noi.
A me non me ne frega niente di vendicarmi. Non è quello il problema. A
me di lama penna non me ne importa proprio.
Cioè, lama penna, stronzo era e stronzo rimane.
Stronzo, stronzo. A me?
Lama penna.
A lui che? È naturale.
Cioè, non me ne frega niente. Ormai io ci sto in carrozzello. Non è questo il
problema. Hai perfettamente ragione, Pericle. E sai perché, avvocato?
Perché se hai la testa e se hai un buon cuore, le gambe sono un optional.
È un poeta, un poeta metafisico. Non si capisce neanche la parola.
Cos'è, un amico suo?
Sì, sì, siamo colleghi, soci, anzi, del Ruotari Club.
Ah, sì?
Ah, nel senso... Ma che simpatia... Cardamone, tutta una parola, cardamone?
È che ve lo volete spezzare. Ma maestra, cardamone?
Cardamone, in italiano.
Dunque, l'istanza preliminare, seguitemi se dico bene. Vediamo. L'abbiamo
stabilita? In Francia? All'ospedale? Sì, courriere.
Ah, io sapevo il courriere.
E che? Io l'ho detto in francese.
Avete arrotato la R.
Arrotato. Viste che siamo in ambiente, l'avete arrotata.
Il giorno, dico bene, 19 di agosto. Il giorno 19, sì. Il giorno 19 agosto, sì.
Sperano che siamo tutti quanti in vacanza. Che qui noi non ci andiamo. Hai
capito?
Ma perché andiamo insieme? Sì, l'ospedale ha deciso che sarò io ad
accompagnarti. Sei contento? E tu così me lo dici?
La notizia di che?
E tu mi fai perdere l'uso delle gambe in questo modo?
Un'altra volta?
Rimango senza parole, al libido.
Ma non ci pensate, questa Silvia, sesso, droga e rock and roll, avete presente?
Con Silvia, acqua minerale, valium e come si chiama, fisioterapia.
Invece pensa che io sono così contenta di accompagnarti.
E sì, perché probabilmente quando ritorno mi daranno un premio, per averti
sopportato tutti questi giorni, no? Amore mio, ma te lo do io il premio, ti
faccio conoscere le mie ziette, Beatrice e Natalizia. Sesso come lui. Anzi, gli
faccio conoscere pure l'avvocato. Ah, come sono? Siete l'uomo giusto. Sì? Ah,
sì, sì. Ah, mi fa piacere. E questo single sono.
Single? Sono zitelle. Sì, sì, io lo so. Hanno una piccola età, ma non ce l
'hanno. Piccoli o giovani?
Intorno ai.
Vabbè, voi quanti avete? 50, no? Io. Voi 55? Ma che state dicendo? E quanti?
Lasciamo stare, guardate.
Voi portate malucce, avvocato. Veramente.
Non lo dite? No, non lo dico.
Comunque, è stata avvisata per la Maria?
Sì, come no. L'avete chiamata? L'ho chiamato io, sì. L'avete detto? L'ho
detto, no. Stai in vacanza? Sì, stai in vacanza. Non riesce a non farla manco
avvocata, è un fenomeno questo.
Però c'è un però. C'è un però. Quando l'avete chiamato? L'ho chiamato, l'
Restio. Restio?
Dammi il restio, dammi il restio. No, quello è il resto, senza il... E tutto
il restio? Il restio del... Mancia. Ma che sa... Come si dice restio? Resto,
mancia, restio, restio a venire in cance. Ma che problema c'è, è un amico
suo, no? Un amico di pericle. E allora sarà gentile, carino e soprattutto
disponibile come lui.
Quindi possibilità che venga zero.
Quando può mettere una parola di conforto, Silvia.
Ti.
Ti! E se fa male? Montateci un bacio. Non giocare, sentite queste mani. Dovete
levare le mani da dosso.
Dovete stare fermi con le mani.
Pure con le mani.
Il treno parte, dice parte perché tu stai perdendo tempo, ok,
vuol dire che non vieni, vatti, quello non viene, e perdiamo tempo, e il treno
parte, e in Toscana dice arriva, filmina, in Toscana, ci va di solo, io
solo, in Toscana.
Sono molto molto combattuto, io ho visto quello che è successo.
Mi ascolti, lasci perdere questa causa.
Non vorrà mica mettersi contro la Mappen.
Certo si è comportato male, eh?
La Mappen? Senza offese.
Il presidente dell'Associazione dei Medici d'Europa.
In fondo si è trattato di un banalissimo errore.
A tutti può capitare di sbagliare. Anche la Mappen è un uomo come tutti quanti
gli altri. Ma io sono stato convocato in Francia per l'udienza preliminare. Ho
ricevuto il fax proprio ieri. E lei disdicca.
Trovi una scusa.
Forza.
E quest'inverno ho deciso di affidarle un incarico molto importante. Il
controllo dell'amministrazione. Lei ha idea di quanto denaro le passerà fra le
mani.
È un incarico di grande responsabilità. E le responsabilità sono sempre ben
retribuite.
Distica.
Ho comprato un succo di frutta a Giacomino.
Sette mila lire.
E come si fa?
Quello nostro figlio ha bisogno di sostenersi. E se non si beve quei cinque
o sei succhi di frutta al giorno, quello mi si sciupa. Ma quanto ci viene a
costare questa vacanza?
Sta a colpetti, che maniera.
Quello di Giacomino è di 12 anni, pesa 76 chili.
Quasi 10 chili all'anno.
Figuro che farà 30 anni. Per farlo sciupare ci vuole un mese di digiuno
assoluto. Io non capisco perché siamo venuti qua in Toscana.
Non stavamo bene in Calabria, no? Ho già spiegato che si tratta di diplomazia.
Polpetti mi ha garantito che dall'inverno prossimo mi farei
guadagnare una barca di soldi.
Certo, non è che gli fa piacere che vada a testimoniare per Pericle. E perché?
Pericle è tuo amico e tu devi dire la verità. Ma la verità è che io non sono
sicuro di quello che è successo. Ma come non sei sicuro?
Lo fecero alzare dopo sole 24 ore senza busto? O no?
Io non sono sicuro che quel particolare lo ha fatto paralizzare.
E vabbè, tu raccontalo. Poi saranno i periti a stabilire se è stato o non è
stato quello.
Tipica mentalità femminile che 2 più 2 fa 4.
Ma che quanto fa?
Fa 4.
Vabbè, una caffa e un bagno.
Non mi guardare. No. Perché la lenti? La sabbia. Forza, cammina. Piano, piano.
Quando ci vediamo? Oggi che cos'è? Giovedì va bene per te? Pure martedì.
Decidi un posto. Sto pensando. Hai deciso il posto? Sto pensando.
Io ti desidero. Zitto, zitto. Sbagliato. Non parlare.
Dobbiamo riflettere. Riflettiamo. Tu sei l'uomo giusto per me. Spero tanto di...
E io? Io faccio bene? Sì, andami benissimo.
Ma chi sei tu?
Pecorella Mario.
No! Sì! Tu!
Mario Pecorella. Potrei mai uccidere l'orror vacui che mi divora?
Chi devo uccidere? Come si chiama?
Bambino, continua a toccare le statuine e io ti spezzo le braccine.
Mamma, mamma!
È inutile che chiami a mamma. Quella mia cugina veramente te le spezza.
Mamma, aiuto mamma! Spezzo anche alla mamma.
Che c'è a mamma? Che hai visto di tanto bru...
Madonna del divino amore Madonna del divino amore? Non ce l'abbiamo, abbiamo
Sant'Anna, Santa Rita Dove va?
Sei spaventato?
Che strano, questi bambini vedono troppe cose brutte alla televisione E poi
vedono una persona normale E che ci ha pigliato per cartoni animali Guarda chi
c'è pericluzzo
Perché sei arrivato così tardi? Mi hai fatto stare il pensiero.
Come stai? Non lo so mai.
Però ero tanto preoccupato. Non mi arrivavi mai.
Che preoccupazione che ci hai fatto pigliarsi. E sono rimasto paralizzato
nel traffico. No, perché sai, disgraziato come sei, potevi fare un
altro incidente e ti spacchettavi tutta la bocca e non sei rimasto.
Ha ragione, con tutte quelle pillole strane che vi pigliate voi giovani.
Quali pillole? Li sto prendendo da un centro di riabilitazione, non dalla
discoteca, sono arrivati in treno. Ma meno male che sei venuto in treno, vai.
Eh, ma potevate ragliare però, eh. Ha ragione. La prossima volta senti a zia,
affittate in una bella autoritaria. Questa bella signorina chi è?
Piacere. La tua fidanzata? Sì, fidanzata. A lui, ma non può averla. È
impossibile. E come è possibile? Come va a essere la tua fidanzata? È un'amica, è
un'amica.
Benvenuta in famiglia.
Certo, ti ho preso tutto dalla tua mamma, eh.
Ma c'è la riva sua, io ho il carattere però là che se non ci fosse stato io a
provvedere al negozio a quest'ora stavamo tutti in mezzo alla strada. Eh
sì, dormivamo tutti sotto i patti come i porponi. Ho dovuto persino rinunciare a
un viziano per tornare al negozio, stavo così bene a Siena. Ci poteva pure
rimanere.
E tu, c'è zietta tua.
Guarda, si... Bella!
Allora, ti presento Bafarda. Chi è questa bella signorina?
Eri Cleone, scherza. E rimango con un uomo, ciao.
Ziette amorevoli e care.
Quella di fronte a voi si chiama Silvia. La mia infermiera, capite? Mi vuole
accompagnare per forza in Francia. Andata all'Urdes! Sei deciso,
finalmente. Ma qua all'Urdes... Andiamo in Francia per la causa col professore
Lamappè. Lamappè?
E chi è? Quello che mi ha operato.
E c'è bisogno dell'infermiera, ti accompagniamo noi.
Ci mancate solo voi, non c'è bisogno. Ce la faccio anche da sola, grazie. Ah, ce
la fai da sola?
E certo, così ci va solo lei in paradiso. E no, accudire un'indicappata
sono 40 anni di indulgenza plenario, sai? Hai fatto i conti?
Quello che mi colpisce in voi, ma veramente, non so se ti sei commossa
anche tu, il disinteresse di queste due donne.
Via via, sono disinteressato o no?
Dì qualcosa alle ziette.
Sono brutte.
Ecco qua, mettiamo la camicia su.
Piano, piano.
Forza, dammi a me.
Delicata, delicata, Natalì. Posso farlo da solo? Piano.
Posso dire una cosa? Piano, che si spezza pure il braccio, così.
Posso dire una cosa? Ora, se questo è un colletto stirato, me lo deve dire. È un
colletto stirato.
Dimmelo, perché mi fa venire l'aria.
Ma voi spingete. Voi mi finite di inguagliare così.
Un guaiare, fossero tutti questi guai? Niente di meno, io mi sono paralizzato,
che altro mi deve succedere?
Esagerato come al solito, paralizzato.
Ma tu l'hai vista mai la gente paralitica veramente?
All'Urdes. All'Urdes? Sì, è pieno di sordi.
C'è gente senza braccia, senza gambe, senza soldi.
E invalidi permanenti anche. Sì, infermi di testa, infermi di mente, infermi di
spirito, infermieri.
Ci sono anche avventi. Per favore, ma che è un supermercato? Vi siete comprati
qualcosa? Tu no invece, tu sì che stai bene.
Tu sei un fiore.
Fai come le formichine. Metti da parte di quanto avrai bisogno. E speriamo che
vinci la causa.
Ma povero uaglione, quello ha dovuto cedere l'attività. Per forza, entrare in
un negozio di articoli sportivi, trovarci uno sulla sedia a rotelle. Però
non ti preoccupare, zia. Noi ti mettiamo qua nel negozio, farai un figurone
dietro al banco delle vendite. Ti mettiamo sotto agli ecchi. No, lo
mettiamo sotto gli stinchi dei santi. Pure San Giorgio, San Giorgio.
Un presepe? Un presepe? Un presepe? Un presepe? Un presepe?
Un presepe?
Un presepe?
ma sto scherzando un poco
Ducchessa, le chiedo scusa, la ducchessa si offesa, non strillare che stiamo...
Prima la per sederba, la rosa, la nosetta, i saluti, non i saluti, è
tardi, che andiamo? Le faccio le ziette, le faccio le ziette, non va, grazie.
Che le faccio le ziette?
Facchino, facchino, portate ste valigie, non ce la faccio più. No, che facchino,
io ce l'ho l'avvocato. Questo calice pesano tre quintali, abbiamo dovuto
portare tutto da sole, non abbiamo in casa un uomo che ci aiuti purtroppo, più
che altro non abbiamo un uomo.
Scopa! Chiedo spesso, adesso avevo la carta uguale. Giochi!
Ne avrei un'altra.
Ancora? Scopa!
Giacomino!
Giacomino!
Giacomino! No, no, no!
Il birillo non torna, papà! Guarda!
Sei pazzo, non distingui il birillo dal boomerang.
Che ci insegnano a scuola io non lo so. A chi tocchi, professore?
Tocca a lei.
Avrei un'altra scopa.
Ancora? Scopa. Non andare scalzo per gli scossi piedini.
Vieni a prendere le ciabattine.
Fase di sviluppo.
Scusate.
Pronto? Sono Pericle.
Pericle Caruso.
Pericle, come stai?
Si scorda di me.
Allora, come stai? Come stai? Bene, non c'è mai.
Anzi chiamano più gli amici, eh?
Eh, scusami, non mi sono fatto sentire più perché avevo molto da fare.
Che stai facendo?
No, adesso no, adesso non so, sto... Sto la carica ancora un po' la tavola. La
pistola? Il giocattolo di Giacomino. Comunque no, adesso mi sto riposando,
torno presto, non ti preoccupare.
Oh, ma vieni in Francia, sì. Come, non vengo in Francia?
Per la causa.
Sì, settimana prossima, giusto?
Il 19, non ti sbagliare.
No, non ti preoccupare.
Hai una sensibilità su ragazza, mi fa una tenerezza che ne hai proprio piede.
Hai tappato il microfono?
No, no, che lei è difettoso.
State facendo i commenti? I commenti, non dovrei... Vorrei stare là con te, mi
piacerebbe assai.
Pure io?
Pure a te, veramente.
Non sai che cosa darei per averti qua con me, sì?
Allora mi vuoi bene?
C'è gente.
E alzati i piedi.
Ma sono alzato.
Non ti sei alzato.
No?
Come sei sensibile su ragazza, capite che non mi sono alzato.
Ecco qua, mi sono alzato, va bene?
E tappato il microfono?
Pericoloso, dimmi, dimmi, eh?
Allora, sei nella direzione giusta, guardati fronte a te. Dove?
Lo vedi il Ciringuito?
Il Meringuito?
O Capanna, sulla passerella.
Il Maretto?
Ciringuito. Oltrepassato con lo sguardo?
Chi se stai sbracciando?
Paseggio. Ah,
malass... Piaggia, si entra con la fisica esagerata, malattia, ma ti
presento, tocca il petto l'ala, tocca, tocca quest'altro, tocca un muscoletto.
Scusate, ma mi scotto i piedi. Io no.
Signora Volpetti, moglie del mio primario, mio amico, Eric Lercaruso.
Molto lieto. Piacere.
La moglie di Volpetti?
Sì. È stato un volpone, vista la preda.
Molto lieto. Ecco qua, signora.
Grazie, bel giovine.
Bello gonfio, eh?
Che l'ha pinzata una zanzara?
Vai, caro, vai.
Ah, questo sì che l'è un bel mare.
Altro che Napoli.
Sì, vuole mettere questo mare qua con quello di Napoli. No, avvocato, non vi
levate la camicia, eh? Se no... Perché, che?
Eh sì, vi viene l'eritrea solare.
Mi esce una cartina geografica.
Vado a fare un bagno. E non entrate nell'acqua di accia.
Non vestimmiare.
Riguardatevi, avvocato.
Dobbiamo fare la causa di mio nipote. E se vi succede qualche cosa, come
facciamo? Signore, posso prendere il canotto dietro la sedia?
Giacomino, che fai dietro la sedia? Esci!
Ah, era Giacomino. Diceva avvocato?
Cosa? Quale canotto?
No, ho detto sì, fa notte.
Faccio due bracciate.
E dammi un bacino. No, ma c'è sta gente, dai. Allora mi scusi? No.
Ah, si grossa!
Ah, ma perché esce?
Parla, parla!
Siamo in un mondo libero!
Natalizia? Io sono un poco preoccupata.
Chissà quanto ci vengono a costare questi pochi giorni di permanente qua.
Permanente? Che siamo dal parrucchiere? Che c'è zecco parrucchiere? Che si
capisce mai niente? Cosa vuoi che costino queste seggioline?
Paga tutto il pecorello? Ah sì?
Non dica niente, grazie. Grazie. Grazie tanto, tanto.
Veramente obbligate.
Guarda che sta passando.
Mamma mia, quant'è brutta!
È la moglie del professor Volpetti.
È medico. È primario.
Questa, Mario, è una spiaggia veramente democratica.
Può entrare chiunque. Eh, certo. Persino tu. Eh, certo.
Cane e porci. È una spiaggia che rende forti, scultorei, di marmo.
Forte dei marmi.
Ti è piaciuta la battuta?
Sì, sì. Eh, ti ha fatto ridere. Per pietà.
No, non ho riso. Allora non ti hai fatto ridere? Ma fate ridere. Sì o no? Ma che
ha già fatto?
Deciditi, parla, santo cielo.
Uè, Silvia, ti presento la mia infermiera.
Pecorella Mario.
Piacere. Piacere. Lui ci accompagna in Francia per la causa.
Bene. Non te lo fai un bagno?
Sì, cercavo un posto un po' più tranquillo. Un cimitero praticamente.
Vengo anch'io, mi devi dare una mano?
No, sto in vacanza, non ti aiuto. Ti fai aiutare dal tuo amico.
Tanto lei è capace a fargli fare un bagno, no? Questa, ma guardate, questa
mi fa affogare. No, no, no, mi dai una mano tu perché sei la mia infermiera.
Sei obbligato a farlo. Ti pago per questo, va bene? Se no ti faccio un
'avvertenza sindacale. Ti verto.
Arrivederci. Ti obbligo.
Ma parla monaco.
T'ho sentito, sai?
L'ha detto lui.
Dile bugie.
Ma perché non l'affoga?
Perché non lo fa lei?
Permesso.
Scusate la scostumatezza, abbiamo trovato la porta aperta e siamo entrate.
Mi spiaccio qua.
Innanzitutto, professore, permette che le faccia i complimenti perché ha una
moglie bellissima. Ah, bella, bella. Del resto un uomo importante come lei. Un
primate come lei.
Appunto. Allora.
Dunque dottore, se permetti, voglio fargli una domanda al dottore, abbi
pazienza. Dottore, ma io a questa età lo posso prendere un poco di sole? O
finisce che mi viene un cactus cerebrale? Ecco, ecco, se tu stai zitta
è meglio, è meglio, stai zitta. Questo è un consulto serio, tu non puoi dire
così. Eppure io mi sto consultando. Tentela per te la cosa. Senza offesa.
Professore, la scusi.
Che cosa?
Cosa?
Come non ti pati?
Ma mi starà nervoso.
Per forza con la moglie così?
Comunque la colpa è tua.
Perché tu mi interrompi quando parlo. Tu mi interrompi? Allora io ti scaglio
pecorella contro. Ti scaglio un greggio di pecorella. Io chiamo a volpetti.
A volpetti.
Facciamo volpetti e pecorello.
Sono i volpetti.
I volpetti. No, no, non guardare. Quelli, quelli, quelli. Sì, se non
guardano mi indicare.
Piano, piano.
Io vado giù ma piano.
È bella la moglie.
Piano, piano.
Perché lui che è primario deve avere quella bella donna e tu no. Che c'hai
meno di lui?
L'altezza, i capelli, i soldi, il popolo, il resto.
Siete simili, siete esseri umani. Anche tu.
Invece tu ti devi accogliere con la ricchezza.
E le ingiustizie.
ma basta fuori esci dall'acqua asce pericoloso non mi fai questa colpa a te
d'animo tutti i contamini a Lucca non ti sento a Lucca a Lucca che?
siamo a Viareggio ma che? sto dicendo strilla non ti sento attaccatelo a me
Per carità, eh? Non per criticare, ma questa pasta è corta, è troppo corta.
Eh, sono maltagliati.
Scusa. Ma questo era detto un sugo fresco. Questo è marcio, è pieno d
'aglio. E lo volevi fare con la cipolla? Quello così si fa. Ma che ci vuole, dico
io? Niente. La gente gli piace avvelenarsi. Si divertono a spappolarsi
il fegato. Lasciali fare. Mangiate, mangiate pure.
Sventratevi le budella. Io non ci sto a morire con voi. E mori tu sola.
Mamma mia, mamma mia, mamma mia, ci stanno tutti con questo piattino, per
favore Mi dovete credere, io non mangio nulla, sto attentissima Ma com'è mai in
grasso? Deve essere la tiroide Se seguite così si schianta la tiroide
Lasciala stare, Natalizia, sta mangiando in grazia di Dio E poi devo dire la
verità, questa pasta è squisitissima Ah, squisitissima? Allora mangiate pure
questa, dietro No, no, per carità, io c'ho il polistirolo alto Vecchia belarda
Ditemi quello che volete, ma io il pesce lo amo. Questo poi è cucinato veramente.
Male. Male. Ma è proprio male, eh? Sì, appunto, volevo dire, ci vorrebbe più
condimento. No, ma che condimento? A me non piace il condimento. A me piace
sentire il sapore del mare.
Non ho finito, più condimento naturale.
Cioè, praticamente senza condimento.
Pecorella, in Marbocchio si mangia i gusci delle ostriche. Ma che ostriche?
Sono le orecchie.
Giacomino! Che levo, ragazza, se gratta sempre se fanno i scorcetti.
Ma si mangia pure i piuste.
Non signore, sono le dita dei piedi.
E come la digerisci tutta sta roba? Ma quante dita c'ha? 12, 13?
Quante c'ha?
E' superditato?
La pasta invece era un po'... Buona? Un po' buona. Mi
hai tolto le parole di bocca. Me le potresti togliere un poco prima che...
Mario, Cardamone ci sta provando con Silvia. Eh, ma tu con Silvia che fai?
Sì, guarda qua, per carità. No, non è il mio tipo. A me ci vuole un'avventura di
sesso esagerata.
Silvia, che te posso dire? Silvia, sai che c'ha? È un po' spenta, per carità.
E che è infermiera.
Silvia è infermiera nell'animo. Silvia è infermiera nell'abito. E l'abito in quel
caso fa l'infermiera.
Silvia è infermiera in ciò che dà, in ciò che prende. In ciò che riceve, in
ciò che subisce.
In ciò che...
Colpisci di ciò che... E' un'infermiera.
Esattamente. Ed è molto carina. Ah, da questo punto di vista hai ragione.
Purtroppo è molto carina.
E se invece fa cuculo, caro Mario, va!
No, basta. Sul muro. Basta, me ne devo scappare. Ma dove devi andare?
Dove devi andare? Cammina tranquillo. C'ho un appuntamento.
Qua? No, qua. Là, più là.
Appuntamento? Eh.
Appuntamento di lavoro?
No, siamo in estate.
Appunto, meraviglio. Con chi hai questo appuntamento? Con una persona.
Come sei, come sei?
Il segreto, ok?
Persona o persona?
Una persona neutra.
Persona maschio?
No, no, no.
Persona femmina? Grazie, se non è maschio... E chi è, una collega?
Abbastanza. Un'amica?
Abbastanza, sì.
E più che amica?
Insomma, è un'amante abbastanza.
Sei grossa, sei grande, sei conella Mario, sei un'amante.
Ehi, stai sentendo che si sente? E quando è buono, buono, chi ci crede? Ma
ti sei guardato, tu sei un'amante, ma pure i bulli ci tenono la tossa. Non è
possibile, mi sei venuto a dire, ma com'è, com'è, bella.
abbastanza avrei giurato ma rispondi sempre abbastanza facendo le stesse
domande ma vai ma che bello guarda che senso di pace i pescatori quanto sono
belli guarda salve buona pesca ma vaffanculo vai grazie caro
Come si chiama? Si chiama Maria Grazia. Ma è precipitata la notizia del secolo,
come se mi avessi detto... Niente.
Niente? Maria Grazia. Maria... aia.
Che? Aia. Che signo è? No, no, non conosco. Che signo è?
Eh, pesce. Aia, segno doppio, nome doppio, personalità doppia. Giano
Bifronde, questa è ingannatrice. Davanti fa una cosa e dietro un'altra. Attento a
te, attento a te, attento a te.
Non stai a indussolare l'appuntamento. Dimmi solo chi è il marito e non ti
chiedo più nulla. No, non te lo posso dirmi, sapeva essere un guaio. Ma se fa,
io non lo dico a nessuno.
Parola.
Non ho fatto le cose. E creare una cosa.
Mamma mia, come stai sudato!
E quando ti sei cambiato?
Finalmente sei tornato, Mario!
Questi miscredenti non ci credono. Diglielo tu. Ma che cosa? Che sei l
'amante di Maria Grazia Volpetti. Ma stai zitto.
Ma sì, è un'infermiera abituata con i malati, con chi vuoi che parli.
Lui è un avvocato per modo di dire. Lo chiamano Cardamono l'avvocato per
ridere. Che è Cardamono l'avvocato? Ha un soprannome.
Pedalami tutta. Ci vogliono, pedalami.
Portami a tutti, panza!
Vuole buttare un metro, un metro!
Ma lui si è laureato e ci devo credere, che lui è l'amante di una ragazza,
vabbè, non ci devo credere.
Paradosso per paradosso. Ma che paradosso?
Scusi. Comunque effettivamente questa cosa è un po' paradossale.
Non capito, pure ammesso che sia vero, che c'entra paradossale?
Mari, ma tu ti sei guardato mai allo specchio? Te lo sei fatto un quadro
drammatico della tua situazione psicofisica, sì o no? Ma non è quella
bella donna là col marito seduti in quel tavolo? Era là, esattamente. Non indica.
E lei che ha indicato? Perché non lo dice a lei non indicare? Non indica.
Come indica io?
Annappa è bella.
È lei.
Ma veramente tu sei riuscito a... Adesso ci si mette pure lei, complimenti,
grazie signora.
Sì.
Dici almeno quanto tempo hai impiegato per conquistarla. Così ci facciamo un
quadro della situazione. Tre anni.
Che tenacia. Tre anni.
Tre giorni. E' ninfomane. Non c'è dubbio. O è ninfomane o è cieca. Non è
possibile. Uno che viene dopo tre giorni con te è ninfomane. Sentite, io mi sto
scucciando. Non basta.
A un certo punto si può pure perdere la pazienza.
Ma mi potrei anche renervosire particolarmente. Il gioco è bello quando
dura abbastanza poco.
No, poco è basta. Per favore.
Basta.
professore, il mio figlio si è fissato con voi. Ha detto che siete il bersaglio
più bello. Me lo sono accorto.
Giacomino, Giacomino!
E quante volte te la saresti spupazzata? Ma è una cosa, guardate, io non ce la
faccio. Però questo lo potete dire, solo questo. E per farci il quadretto della
situazione.
Innanzitutto non sono io che...
Soprattutto lei che insomma vorrebbe... Alto là, alto là, fermate le musiche
signori. Vorrebbe che significhi che non l'hai fatta ancora.
Non l'hai fatta ancora.
La parte che già l'aveva fatta.
L'hai fatta convincere a loro.
Non l'hai fatta ancora. E a che aspetto? Sta assadanato, guardala come guarda.
Sta guardando come una pazza da questo lato.
Attenta a te, sai, quello è incapace che è talmente assatanato che va addirittura
col cardamone. Io ho detto tutto.
Qua si raschia il fondo di barile quando non ce la fai più.
Guarda come guarda, guarda. Per lui le donne sono tutte assatanate. Non è vero,
non è vero, eh, avvocato? Ho sempre detto che Silvia è un ghiacciolo da
questo punto di vista? L'ho detto Silvia, sesso, zero, sempre. L'ho sempre
detto, guarda.
Lo punta nel vivo.
Ma perché gli avete detto questa brutta cosa?
Mi siete dispiaciuto?
No, per lei, poverino. E andatela ad inquorare.
Posso che... Silvia?
Voglio ballare.
Portami a ballare. Come fai a ballare? Ballami.
Vita Maria, vita!
Con permesso, permesso, voglio passare qua, voglio passare qua, avanti, voglio
essere qua, cia, cia, cia, passo qua, vado di qua, voglio andare di qua, che
vuoi essere ballatoio? No, permesso, riscanza, cia, cia, cia, cia, cia, cia,
cia, cia.
pensi solo a ballare, che poi sei una fisioterapista, non ci vergogna, faceva
pure male.
Ma voi vi rendete conto che questo signore non ha un posto dove spupazzarsi
Maria Grazia?
Sembra che ci riesce.
In macchina, sa, spupazzarsi in macchina. Ma forse c'è una macchina
comoda, no?
Facciamola mia.
La diuna?
Duna è italiana. Che è una bagnarola. Vabbè, non esageriamo, su.
Ma che ne c'hai?
Una macchina che?
Tenatone Purisse, dunatori di tutto il mondo, unitevi.
Silvia, due dunatori volontari. Ma che ti interessa a te quello che hanno loro?
Ma perché devi d'anterveri quando stiamo a parlare di cose dei maschi? Stiamo
parlando di avventura erotico-sendipendale. Tu che c'hai a
secca, lasciami parlare. Ah, non ho capito.
Non c'ha nemmeno i ribaltabili. Semi ribaltabili, che è molto meglio perché
sono sempre con la testa alzata. Per quando lo lascio, ne viene qualcuno.
Figuro, sai quanto ha capato? Sono tutto tuccio, bunga e banga.
Un abitacolo di mezzo metro cubo che se respiri più di due volte finisce l
'ossigeno. Ci stanno i finestrini. Li chiami finestrini? Per la specie di
fessura. Contro tutto si ingastrano sempre.
E io ci metto sempre l'olio. E fai il pizza.
A me sono elettrici, eh.
Il cambio occupa un posto a sedere, non ha capa tanta.
Si può svitare, no? E dove lo metti? In tasca. Mentre spupazzi?
A me è automatico.
Maria Grazia, dammi il cambio. Quale cambio? Il cambio di posto? No, il
cambio dell'automobile. Dove l'hai messo? Non mi ricordo. Non parla troppo.
Perché? Finisce l'ossigeno. Apri i finestrini. Non si può. Si sono
castrate. Mettici l'olio. Sta arrivando qualcuno. Boom, una cavata. Boom, un
'altra cavata. Un inferno. Poi dici perché c'ha le defianze. Madonna, quanto
parli per... Non è cosa esagerata. Ma come mai?
Chi ha detto che c'ha le defianze? Si sa, Maria. È voce di pocolo.
Pecorella, Maria, è piena di defianze. Vuoi dire che non ne hai?
Non fai mai città?
Non? Che media c'hai? Ma ti sa il ricordo? Guardami negli occhi.
Tre su cinque? Sì, tre su cinque. Due, uno, zero.
A dieta, va sempre in bianco.
Ma anche se c'ha un momento di defaianza, che problema c'è? Ce l'hanno
tutti, no? Ma che dolcezza, ma quanto è buona. È una creatura, è un'impermiera.
Proprio le interessano i casi umani. I problemi la eccitano. Guarda, ti dico la
verità. Senti, Peregrine, il fatto che stai su questa sedia non ti permette di
essere così tanto stronzo. Ma non ci posso credere. Hai reagito. Non si è
visto provare un'emozione esagerata.
Cardavù, ordinato con champagne.
Ha reagito! È una donna! Va al diavolo, va.
È bellillo quando si offende, eh? La vado a rincurare, che... Sì, sì, eh?
Uè, ma tu ci vieni per lanciare testimonia, sì?
Ma com'è fredda sta acqua.
Ah, il mare, eh?
Che meraviglia.
Ti mette una sensazione di... Di ansia. Di ansia, bravo, ansia. Di grande ansia.
Ma troppa acqua, ma che?
Invece la sabbia no.
Odio la sabbia, si appiccica addosso e non riesco più a mandarla via.
Sì, si attacca, ma che? C'è la colpa.
Meglio gli scogli, eh?
Ma se ti ammazzano i piedi gli scogli. Gli scogli.
Ora non sa come deve stare a mare, eh?
Giornata difficoltosa.
Sai che ci vorrebbe?
Dimmi, cara.
Il silenzio. Sì.
Senza tutto sto chiacchiericcio. Chiacchiericcio.
Che dici, ce la faremo?
Difficile?
La smetti di biacecare sto leggendo? Con questo ronzino continuo negli orecchi?
Sto pregando per te Ma cosa preghi? Cosa preghi? Che tu ciucci una caramella?
Di una frase Fammi sentire una frase intera Di una preghiera Santa ma...
Santa che?
Vecchia belarda E non ti tonfare in questo sterno piatto
i cieli si apriranno e che un fulmine ti cada fra capo e collo e ti apra come un
'ostrica blasfema vecchia baviona all'inferno finirai anzianissima
nelle fiere degli inferi finirai bruciata arsa dal vergine
Ti ho portato qua perché questo è un palcoscenico, hai capito? Devi sentire
il tatuaggio. Ci stiamo preparando per il grande incontro. Questa è tutta
finzione. Troppo assurdo. Finzione.
Stiamo recitando, no? Siamo atti e portatori che devono recitare. Va bene.
E tutto qui perché solo una fa. Lei è la tua do? Don Zeno. Non mi sentivi mai?
Il maschio. Deve essere se?
Sereno. E la tua donna? C'è che deve essere a pe. A pe. A pe. A pe.
Aperto! Aperto!
Eh, ma voi ne dite, chi si sta a guaiare? Con le donne non ci sa fare.
E perché te invece che ci capisci di donne? Che la risposta polemica è
questa? Ci capisci che nel mio piccolo? Lascia stare. Una donna per conquistarla
basta anche solo saperla ascoltare.
Che hai detto qualcosa e non l'abbiamo sentito? Ma sei un dito, sei... Ma fammi
fatica, me lo puoi preparare? Farle sentire magari che le sei vicino. Perché
una donna vorrebbe avere la possibilità di non essere per forza la prima, la più
forte, la più razionale.
Vorrebbe un po' lasciarsi andare, abbandonare.
Senza però perdervi, basterebbe pure una carenza così.
Falle sentire che non hai paura di lei.
E che sei timido.
È per questo che non trovi le parole adatte.
E allora diventi aggressivo. Ma si può comunicare anche solo con uno sguardo.
Si può comunicare con gli occhi, Pericle.
Ecco che vuole una donna.
Tutto questo solo con uno sguardo?
Tutto colpa tua. Mia?
Sì, che non capisci niente e mi fai perdere tempo. Va beh.
Ma che hai voluto dire?
Che hai capito?
L'ha fatta una bella barba, liscia, complimenti. Anche a me ve l'avete
accorciata bene.
Tu ti trovi gradevole allo specchio?
Abbastanza. Del resto, ci si rassegna tutto.
Caro Mario, complimenti signor.
Giuliano. Giuliano, un bravissimo barbiere. Che facciamo con i capelli?
Capelli... C'è niente da fare?
Sento me, insieme a tagliarli.
Tagliarli? Sì, calviziamo. Calviziamo? Tagliamo due.
Perché ti vuole tagliare?
Perché sono troppo tinti.
Tinti e coverati.
State fermo. Le sue lingue. Porta le malattie.
Tutto a posto la camera dell'albergo. Ho messo tutto a posto. Zitto.
Ha ragione a ridere, è un barbiere. I barbieri sono come i confessori.
Con la scusa dei confessori stai dicendo a tutto l'Italia. Non parla con nessuno.
Le zie le sbologniamo, le mandiamo con il cardamono a mangiarsi il gelatino.
Silvia la mandiamo in ferie, tutto a posto.
Sto benissimo nella mia tuna.
Ma hai mai chiesto a lei?
Vuoi che arrivi qualcun altro e te la porti via?
Io tengo l'antifurt.
Ma no a Duna, chi se la ruba a Duna? Chi se ruba una macchina a Maria Grazia? Tu
ci hai speso pure i soldi per l'antifurto? Che bisogno c'era?
La Duna è un antifurto.
Tu ci mettevi un cartello, questa è una Duna, e i ladri scappavano. E in sé, l
'antifurto è in sé. L'hanno costruita antifurtata per il fatto che è a Duna,
capisci? Quindi a Maria Grazia arriva qualcuno, un altro uomo, con la macchina
più bella. Non più bella, bellissima.
Ricca, la macchina importata si avvicina a te. Vieni qua.
Vedi voi due là dentro, tu che arranchi tutto sul lato, là dentro che manca l
'ossigeno. Sì, amore, dai.
Che carino.
Questo, eh?
Lo passi?
Lo scetti già con me.
Questo? Un bracciolo.
Si avvicina e dice, uè, bella gioia.
E chi è questo? Il padrone della macchina, il muro ricco. Sì, sì, amore,
sì.
Sì,
mi piace! Mi senti dolore? No, non sei capace! Non sei
capace! Sì, ho capito!
Sì, ho capito!
Sì, ho capito!
Sì, ho capito! Sì, ho capito!
Sì, ho capito!
Allora provate ad aprire una portiera, ma la portiera è chiusa perché c'è messa
la sigurda ai bambini per Giacomino quando per lui ci vorrebbe una saldatura
a fuoco esagerato.
Allora cerchi di aprire il finestrino ma sei incastrata, provi a cercare l'olio
ma l'olio non ci sta.
Finalmente si apre una fessura perché se ne scende da solo il finestrino, lui
caccia il nasino da dentro alla fessura e la chiama. Chiama la donna che è
scappata. Mariagra!
Mariagra! Mariagra!
Mariagra!
Mariagra!
Si è portato a cambia! Si è portato a cambia!
Chi è? Ehi mammoni, chi è? Sono Pericle.
Un momento.
Sto aspettando, vai presto. Un momento.
Vacante qua sotto, è una cappa di calore.
Buono di calore.
Ma fai venire l'antica, sei facile.
Che fai?
Allora. Fai passare.
E c'ho i fritti.
Barriera architettonica, barriera architettonica, ti arrampichi dovunque
con sta jeep. Ma pare che ti dà fastidio.
Liberiamo il passaggio.
E che sarà mai?
Siediti che dobbiamo parlare. Dobbiamo parlare. Allora, la camera, la camera c
'ha tutti i conforti. No, no, no, non mi sento riflettuto, non mi sento a mio
agio, non sto bene.
Perché? Perché, ho capito, ti fa impressione perché è la camera di un
'handicappata. No, da me che si capisce che è una camera di una... Ma perché si
capisce, no? Ma da che si capisce? In Italia gli alberi non hanno le camere
per i singoli, hanno le camere per gli handicappati, o le sociali. E allora? È
una camera normale.
Non sto tranquillo, non mi sento sereno. E neanche io mi sento sereno se non mi
dai modo di ricambiare il piacere che mi fai.
Vieni in Francia a testimoniare contro un medico che è un barone della medicina
mondiale. Tu sei un medico, rischi la carriera per me.
Allora non mi convene, scusa. La camera? No, venire in Francia, dico. Ma lo dai
per me perché siamo amici, ma va bene.
Abbastanza, sì.
Stai fermo, stai fermo.
Dammi un bacio a me.
Entra Mario, entra. Vieni a vedere, visitarmi.
Vado a cacosso, suite imperiale, suitissima, suittona, suittonissima. La
camera a sinistra è la mia.
Perché come dice il grande maestro, ogni tanto è bene buttarsi a sinistra. Chi è
il grande maestro?
Carlo Marco. Toto, viceversa a destra chi ci abbiamo messo? Beppino e De
Filippo. Le zie, capito? Ho capito, ho capito. Giusto? Allora io a te ti do la
mia camera. Che facciamo? Io mi appoggio in quella delle zie perché alle zie le
mandiamo con Cardamona a prendersi un gelatino e a Silvia diciamo che mi
voglio riposare e voglio stare tranquillo.
Mentre io sto con Maria Grazia e tu stai a fianco a me.
Non esiste, però. Ma hai visto la distanza tra una porta e l'altra? Ma la
vuoi misurare a passo d'uomo? Un passo d'uomo quant'è? Un metro. Il tuo sarà 30
centimetri. Fai il conto e vedi quant'è. Vabbè, come già ho visto, sono quattro
metri e si sente tutto. Mi fa fastidio. Cioè, secondo te, la mattina, quando
vengono a fare le pulizie, le cameriere, io sento tutto. E mi sveglia. È tutto
insonorizzato. Quanto insonorizzato? La colore.
Guarda questa.
Che succede?
La colore, la voce è un poco... Ah, vuol dire uscetine.
No, la gola, capito? La voce... Raucetine, si dice. Maria, ma tu l'hai
fatta medicina, sicuro?
Sottopedia. E allora, raucetine, sai che cos'è? Quando uno ha la voce... Raucia.
Raucia. Rauca.
Rauca. Ah, restate tranquilli, è tutto in ordine.
Sì, ma... Allora?
Ma pure ammesso che io vengo, diciamo, in questo albergo, come ci entro?
Ho pensato a tutto.
Buongiorno. Buongiorno.
Vella Mario.
Come? Mario Pecorella.
Medico personale del signor Pericle Caruso.
Ah, sì, me l'aveva detto, me l'ha detto.
E magari quella mi dice che è la sua infermiera.
Bravo. Perché non sembra? Eh, mi piacerebbe anche a me un'infermiera
così. Pochino scostumatello lei, eh?
Se non sta attento fra poco avrà bisogno di un'infermiera pure lei.
Mi minaccia.
Mi minaccia. Chiamiamo il direttore e si risolve la cosa.
Sto scherzando. Ah, allora è d'accordo come sarà col signor Periche, mi paga la
mancia. Avete messo d'accordo?
Quanto devo? 250.000.
Capperi, allora?
Frazione di ora, forse. Sì, un parcheggio, e se non ne ho una lira,
dai. Ma non sono tutta lei.
No, perché con la duna pago 3.000 lire. Ah, la duna, sì, me l'ha detto il signor
Periche. Quella con finestrina olio, i semi ribaltabili, l'abitacolo piccolo,
no? Dottoressa, il paziente ci aspetta in camera.
Venga, dottor Kilter, è la 333.
Grazie.
In questo tempo voglio il portiere, e poi riprendere un posto più appartato, e
poi ho rischiato che qualcuno mi vedesse. Ma che vedi qua?
È carino qui.
No,
qui non si può. Perché no? Qui c'è qualcuno? Ma che qualcuno? Questa è
stanza antica, chiusa al pubblico.
Allora facciamolo qui per terra.
Per terra?
Alzati, questi guardano dai buchi.
Ma chi?
Si mettono sulle sedie e spingono. Spingono, lo so io.
Cattivo. La stanza di me. Cattivo?
Ma stai a te vengono. Lo volevo fare qui per terra. Sei cattivo? E qua? Stai a te
vengono. Stai cattivo?
Stiamo facendo bene?
Stiamo facendo bene?
Penso di sì. No, non lo so.
Che l'ho detto? È tutto così ridicolo. Ce ne vogliamo andare?
Superfluo, insignificante. Me l'ha insistito, andavamo nella duna.
Tu chi sei?
La Dauda.
Dimmelo, sennò impazzisco.
Sono Pecorella Mari, se ci credi è bene, sennò non posso fare niente.
Seduto, seduto, seduto.
Perché? Perché faccio tutto questo io.
Per me?
Posso?
Posso?
Adesso posso?
Fatti scema.
Sono una troia?
Abbastanza.
Sono una ninfoma.
Molto di più.
Io sto facendo tutto questo per te?
Sì. Che poi non sei mica un uomo eccezionale.
Aspetta sei sette minuti e ti faccio vedere.
O lo sei?
Qualche volta sì.
Faresti qualcosa di eccezionale per me?
Qualcosina. Faresti tutto per me? Tutto, tutto.
No! No!
Che cazzo è?
No, perché se tu sei come gli altri uomini, frustrazione e paura, paura e
frustrazione, bollo! Sì!
Allora basta.
No, dico, fatelo bene, metti, metti.
Io voglio un Don Giovanni.
Muovetevi nel frigo se ci sta qualche superalcolico.
Gradisci qualche birretta.
Voi dovete incominciare a dire le bugie.
Che sappiano far sognare.
Animale. Animale.
Monstro. Monstro.
Maschio.
Maschio.
Maschio, maschio, ma sta buffando di mazzata.
Ci vediamo dopo.
Mi ha fatto quei mannaggi.
Mi ha fatto un semi-infarto. Per non dire un totale infarto. Ma sei pazza? Ma
come mai mi arrivi così all'improvviso di fianco? Che succede? Tu la devi
finire. Pure il portiere sa tutto, c'è qualche altro essere umano che deve
sapere questa cosa mia. Non ti importi, il portiere è come il confessore, deve
sapere. Lui con lui mi dovevo mettere d'accordo, era colui che ti avrebbe
fatto traghettare dalla nullità agli inferi della goduriosità. Visti, è un
girone infernale, lo voglio io, io ti sto uccidendo, andale ieri, mi dà l
'ultimo fessa.
Stai allegro, che ti vedo abbattuto, ci hai ripensato, Maria Grazia, buona da
vista, e te no, non posso, non ce la faccio, te l'ha detto. Stati là, stai in
bagno.
Sta tutta dubbiosa, che faccio bene, non faccio bene.
Che è tipica mentalità femminile, vuole l'alibi, ma perché ci vado? Ha
giustificazione, ci vai perché hai i peli sullo stomaco le correntine, come
fai a toccare con chi? Maria Grazia, faccio per dire se stesse qua, capisci?
Ma tu invece falle credere che hai giustificato questo gesto che fa, falle
che dalle modo, falle credere che sei un guascone, sei guascone tu.
Guascone, audace, ma che scuola hai fatta?
Audace, passionale, emozionala, falle credere qualunque cosa che tu saresti
persino capace di lasciare tua moglie per lei. Non sei pazza, ci metti il
pensiero. Ma chi? Tua moglie? Lei smette l'ingubo. Tua moglie piglia il
ternalotto, ma te voglio bene.
Falle credere che saresti capace persino di ammazzarle il marito. Voglio bene a
sé o a principale a me?
Ipocrita, tu vuoi bene al primario? Ma lascia stare, tu lo ammazzeresti con
queste mani. Vai dentro e le dici con voce calda, Maria Grazia. Fatti stai
dritto, stai un po' dritto.
Molon, risollevati, viagrati mentalmente. Stai dritto, ma ti smetti
più corto. C'è la mochetta alta, si sprofonda. Ma che è a giunglo, ma che
sei nel muschio.
Stai su, stai su, con voce calda, Maria Grazia.
Piccola, attenta a te, sai? Io sono capace di ammazzare tuo marito. Fammi
sentire se lo sai fare.
Piccola, piccola. Io sarei capace.
Non c'è il timbro, non c'è. Timbra, timbra, timbra.
Odia la fama, odia la fama. Timbra, timbra. Ah, tanto faccio male, eh? Ma
basta.
Non ci parlo più.
Eh, dai, eh. Non ci parlo più. E basta.
Sto scherzando. Leva le mani di dosso.
Fa pace con il dito. E dammi un bacio.
Dammi un bacio. Dammi un bacio. Dammi un bacio.
Dammi un bacio.
Ti serve una mano. Sono le barriere architettoniche.
Eccomi, amore, arrivo.
C'è da controllare una cosa fuori.
Non fare sciocchezze, piccola. Potresti farmi quasi impazzire.
Non farmi impazzire, piccola.
Potrei commettere qualche sciocchezza.
Azioni delinquenziali, dolose, percosse, omicidi. Ti ho sentito assassino.
Il tacco, il tacco, il tacco. Vengo da Carinderina.
Cos'abbiamo qua?
La cuccagna.
Posso? Sì.
Su, finito.
Ce ne stanno altre due.
Ma dove sta? Ah, insieme.
Ecco qua.
Mi hai fatto questa notte, eh? Offrimi da bere, canaglia.
Piccolo, tu stai rischiando che lo sassare?
Sozzo. Io sempre mi temite, ma... Lurido. Peri che lo so.
Schifoso.
Ma tu sei sempre appostato qua vicino. Perché è Palazzo Reale, nel lato
occidentale. Ma che vuoi da me? Non solo vengo in tuo aiuto. A proposito, ci
dobbiamo accordare sulla bussata. Io come faccio a sapere che sei tu che hai
bussato? Magari lei, apro, mi trovo a Maria Grazia di fronte, lei si trova di
fronte a me. Un uomo, finalmente, se ne viene qua e tu rimani come un fesso. Ma
perché me?
Mettiamoci d'accordo, dai, una bussata convenzionale.
Bussami a un ritmo musicale. Scegli una canzone, una canzone solo di tec-tec.
Tec-tec? I tec-tec. Tec-tec come si chiamano? I spezzeccheri.
Niente spezzacchelli. Spezzacchelli che può fare? Busso, busso. Udo 2.
Udo 2.
Udo 2. Udo 2. Udo 2. Udo 2. Udo 2. Udo 2. Udo 2. Udo 2. Udo 2. Udo 2. Udo 2.
Udo 2.
Udo 2.
Udo 2.
Ho trovato le lattine, sono tutte quante aperte. Infatti me le aprono le zie
perché dicono che io con le mani non ce la faccio, quelli cretini. E così sono
sfiatate. È normale, infatti faccio i primi sorsi alle mollo. Me ne aprono
dieci insieme e io faccio i sorsetti e le lascio. Ma che le so usate? Solo da
me. Ma non è schifo. Ma perché?
Si vede, si capisce.
Dai che si capisce, tu riempi, fai col contenuto di più lattine. Ne fai una
intera e non si capisce più, no?
Sì, vabbè, come i bicchieri dove stanno?
Niente bicchieri, le zie dicono che li posso rompere e col vetro mi taglio le
vene. Neanche una cannuccia? No, riciclo, mi affogo.
I suizietti però, eh?
Sembra che non fanno niente, mi fucassa. Come si beve ora? Con la lingua, fai
pronto con la lingua. Che schifo, è sfiatatissima.
Buttala perché ci ho pure sputato dentro, l'ho rigettata interamente
dentro. Pure un coppia in mano. Mario!
Mario!
A cucaracce, attenta le mani.
Amore, dove sei?
Sì.
Vieni nell'antro della Sibilla.
Ah, questo qua è un antro? Sì. Sì, sembra più un tram.
Dove sei stato?
Dove sono stato?
Sono stato a prendere questa.
Dammi da bere, voglio il tuo sangue. Eh no, questo non è sangue mio.
Se devo fare l'analisi, ti direi cambiare subito. Questa non va bene?
È aperta, no? Che c'è dentro? Il veleno?
Ma aspetta.
Dove vai?
Scendo alla prossima.
Oh, bevi.
E regalami la vita.
Mi dispiace, piccola. Non bevo mai prima di una donna.
Bevi prima tu.
No, bevi tu.
Faccio vedere. Bevi prima tu. Bevi tu.
Mi fai dispiacere. Bevi prima tu. E io strillo.
E a me non mi importa.
Sei pazza. E allora bevi, detto bevi.
Bevi, calma, bevi.
Anche se qualcuno ci avesse sputato dentro.
Guarda là che c'è.
Ho detto bevi.
Hai bevuto?
No.
Allora ingoia.
Ingoia!
Che mi succede adesso?
Madonna mia, ma è tutta lingua qui. Ne volete un poco?
No, grazie, per carità.
Ho mangiato fin troppo oggi.
Che cardamone!
Ha detto cardamone!
Siccome voi vi chiamate cardamone, fa cardo! Ha detto cardamone!
Giacomino!
Giacomino!
Pronto, Mario? Sono Pericle.
Fai finta che sei il portiere.
Maria Grazia, ancora sta là?
Incredibile! Un stomaco esagerato! No, ha chiamato tua moglie!
Sì, sul mio cellulare.
Io ho detto che eri andato a comprare la medicina per me.
Richiama tra cinque minuti. No, dice che Giacomino è saltato e si è disperso nell
'aereo. Non vorrei che ti arrivasse una denuncia per inquinamento dei cieli.
Non lo so dove sta. Non scende. Ti aspetto. State buoni. Ciao, ciao.
Attenzione con sto gelato. Lei ha mai pensato a una donna più matura o no?
No, no, mai.
Se lei è timido e si vergogna, non si preoccupi. La mia sorellina o mia
cugina, non mi ricordo neanche a chi parla di gelato.
La sbasto fuori dai coglioni. Un battibaleno? Che è un battibaleno?
Mi scusi, ma... Ah, perché il resto l'avete capito. Signora, muoviamo i
termini. Mi scusi, ma ogni tanto mi si scopre fuori una parte maschile che non
mi rendo più conto. E copriamola, sta parte maschile. Lo so, è 70 anni che la
tengo coperta e devo scoprirla. E mo la dovete scoprire.
Pericle!
Ui, Mario, che è successo?
Perché sei uscito adesso? Perché hai aperto? In che senso? Io non ho bussato,
ho chiamato.
No, è un caso, sono uscito per caso. Prendo un avocado e faccio una cappa
calorifera. Per caso?
Stai sospettando che si sente? Si sente. Ma che malfida. Ti darò una prova e poi
mi dovrai chiedere scusa. Non una, ma ben cinque volte. Va bene? Io ti chiamo.
Chiudo e ti chiamo.
Hai sentito? Ma perché stai chiamando? Sto chiamando, sì, sto chiamando. Mario!
Mario! Mario!
Non si sente niente. Sei convinta adesso?
Qua non si sente.
Chiamo tu a me.
Ehi, che è?
Pericle?
Pericle?
E vuoi chiamare? Tre volte ho chiamato.
Incredibile, è veramente insonorizzata alla perfezione.
Comunque in ogni caso non ti dimenticare, al ritmo di cucaraccia devi
bussare. Sì, ma come è il ritmo di cucaraccia? Guarda, guarda, guarda la
mutandella a righe, è bellissima, è carina, ma che tessuto è, acrilico?
No, è a righe, è a righe. Che tessuto è, acrilico? Ma tu sei stata a scuola, è un
tessuto, ma... Sì, sì, sì. Guarda, guarda la mutandella. Sai che c'è due
mutande? C'è due, per sicurezza.
Ma chi ci sta, Schwarzenegger là sotto?
Ma dove sei? Fai piano, fai piano.
Chiudi la porta, fai piano.
Pronto?
Uè, Teresa Bella.
Non ti meravigliare, era lei che ti doveva chiamare. Se tu dici uè Teresa
Bella, ma che, ti sei organizzato? Sì, no, le medicine di periche le sono
andate a prendere. Sì, ma adesso sta bene. Ma adesso sta benissimo. Stava
bene anche prima. Sì, stavo facendo l'amore. Dobbiamo trovare una scuola.
Faccio per metterti alla prova, per vedere se il sangue freddo, se il
sistema nervoso sta a posto. Tutto a posto, tutto a posto. Se il sistema
nervoso sta a posto, stai fermo.
Sto benissimo.
Sto qua, sono rimasto con lui.
Che stiamo facendo? Che stiamo facendo? Che ci possiamo fare?
Che ci possiamo fare? Che ci possiamo fare?
Che ci possiamo fare?
Pane e mandalate? No, signore, stamattina.
Stamattina? Invece mi vuoi spaghettare? No, e cucchiai? Mi vuoi spaghettare da
questo? In due alberghi, dove li pigliamo? Dove li pigliamo?
Aspettare un momento che ci vuole chiedere.
Sai, sito.
Faccio per capire. Se hai il sistema nervoso, ben salto. Faccio per capire.
Bravo, devo suggerire. Se tu capisci vuol dire che noi siamo buoni. Che noi
siamo amici.
Amici.
Tutto cosa.
Mi dicevi che c'è la doppia murata. Ma perché c'è la doppia murata? Perché c'è
la doppia murata? Sai, ferma. No, ma cacci buca.
Sbuca, che c'è che te ne sbuca?
Giacomini, coppa l'albero, ma la etta.
Giacomini, sull'albero? E come è salito? Come è salito?
Con le unghie.
Gliele dovete tagliare, quelle unghie sono un ghiaccio, sono sciabole, ammazza
qualcuno, li mette pure in galera, perché sono minorenni. Hai ragione,
perché sono minorenni.
Infatti, metteci un polpettone sotto il tronco. Le ghiotte si butta a capofitti,
capito? Si butta nel polpettone. Con le arachidi? No, fatelo penetrare nel
polpettone. Richiudete il tutto con lo sparo. Avete ragione, fatelo penetrare.
Voglio dire, è una bella scottata. Imballatela. Di là, prima in padella.
Prima in padella. Poco tutto a padella. Lo perchi, perché quello ancora rimane
in padella. Il nostro figlio. Lo picchi nel forno, 180 gradi, in patanella,
torna dopo un marulello. E ce lo mangi. E è frotto appuntino, ce lo manghiamo.
Sto scherzando. Guardi che lascia da mangiare per un mese, cucina con me.
Quanto pesa? 160.
Niente di meno. Sto scherzando.
Verso quattro chili.
Verso quattro chili.
172. Dove stanno questi quattro chili?
Ripeti quattro chili di giacomino, non è che sono quattro chili ormai. Fatte la
causa, ci dico dopo.
Qual è fatta la causa? Qual è fatta?
Carutalini.
Carutalini, mi devo scappare. Ma che hai fatto della causa? Niente, sono
sciocchetti. Ma ci viene in Francia, sì?
Sì. Sicuro?
Sicuramente è morto.
Guardami negli occhi.
Ci viene a non chiudere.
Come devi bussare?
A ritmo di cucaraccia.
Guarda che io non apro se non bussi a ritmo di cucaraccia.
Vuoi che ti do una mano? Non dovrò. Sicuro?
Ha chiamato il portiere dell'albergo, lui è qui, sta salendo. Il portiere? No,
lui. Lui chi?
Lui, Gualtiero.
Volpetti? Sì, mio marito. E non stava pescando?
No, no, lui sa sempre tutto e che diventa violento, capito? Tu sei un uomo
coraggioso. Non sempre.
E allora devi calmare. Sì, lo calmo.
Pericolo, apri a me!
Amico mio, pensi a mamma mia?
Pericolo, mi vogliono uccidere?
Pericolo!
Ma non so cucaraccia, cucaraccia, come sai cucaraccia?
Cucaraccia, cucaraccia, cucaraccia, apri a me! Apri a me, apri a me, apri a me,
apri a me, apri a me, apri a me, apri a
me!
Proprio adesso che mi hai dimostrato tutto il tuo folle amore.
Signorina, non pianga.
Morto uno se ne trova un altro, no?
Ora perché io sono donna, se no, sono costretta a essere donna. Se no,
signorina, lei non sa cosa io... Perché ho sta roba, vedi? Io ho sta roba.
Io vorrei avere quella roba.
Però, che pezzo di marca Andrea, eh?
Complimenti, signor... Anzi, fate una cosa.
Copritelo un poco, che sta tutto discinto, perché qua già fa caldo, la
carne è debole.
Che brutta situazione, che brutta situazione. Brutta, ma io non l'ho
ucciso. È scivolato e è partito il colpo. Ma il pubblico ministero non lo
vuole sapere. Certo, controllano il colpo, effettivamente il colpo non c'è,
ma dove è andato?
Persone.
Comunque il colpo non c'è, ma il motivo, il movente per cui l'hai ucciso c'è.
Dico bene, avvocato, venite qua, sedetevi un attimo, parlate con questo
poverino. In ansia. Anche io, anche io. Il momento, la tutela, Gesù, tua amica,
la moglie, perciò l'hai uccisa. Questo potrebbe essere un momento, la
situazione è critica. Sì. Che quasi sono tutti presupposti per aprire un'indagine
per omicidio premeditato. Che omicidio? Vuole una disgrazia. Pena di morte.
Che pena di morte? Non c'è la pena di morte in Italia. Ma in America ci sta.
In Russia?
In Russia? Ma pare sì, che importanza. Ci sta?
In Cina? In Cina c'è la pena di morte. Ma in quanti paesi poteva capitare? Ma è
capitato in Italia.
E' naturale, vai all'ergastolo e ti basta.
Posso dire una cosa?
Bisogna portare il cadavere fuori dall'albergo.
Io non voglio passare qua, pure tu. Lo pigliamo, lo nascondiamo. Non va bene?
Ok, chiamiamo la polizia. E allora scusate, vi sto dicendo una proposta. Il
cadavere si putrefà.
Si putrefà.
Si putrefà.
Ma l'italiano è proprio un'opzione. Allora, se proprio vogliamo parlare
italiano si potrebbe fare. Che c'è? È futuro.
Perché quando si potrebbe fare? Più in là.
Allora, quando vuoi si potrebbe fare. Si potrebbe fare.
No, è parecchio.
No, si potrebbe fare.
Potrebbe fare. No, scusami. Cambiamo verbo.
Allora, si avaria.
No, s'avaria.
S'avaria è il verbo moso.
Goce del verbo, questo matrimonio non s'avaria da fare, donna Ponte coi bravi.
Ma che verbo è? Quanto è lungo questo verbo?
No, no, no. Questo è omicidio, non è matrimonio. Questo omicidio non s
'avaria. Non si dovararia.
Quello è dovararia.
Se mi gira la testa, ma dove avete studiato l'italiano? Stessa classe. Ah,
insieme proprio.
St. Fracet, St.
Fracet e Fet. St. Fracet e Fet? Sì. Vabbè, diciamo, si decompone e puzza. Il
bigattino qua, i vermi nel testo, si decompone nell'albergo. E nella testa si
decompone dove l'abbiamo lasciato. Ebbene... Andiamo a controllare il
cadavere come sta? Sì, come deve stare.
Andiamo a controllare? Sì, vabbè, ma che... Ma facci...
Andiamo a controllare. Andiamo a controllare.
No, no.
Vediamo se la situazione è la stessa.
Ma no.
Sempre la stessa.
Bisogna trovare una soluzione.
Bisogna capire come lo portiamo fuori di qua.
Che per la corte non ci passi. Ma come ci passi? Quello è un pezzo d'uomo
esagerato. No, a proposito di pezzo. A proposito di pezzo d'uomo. Ma perché non
lo spezzettiamo?
Seguiamolo. Mamma mia, chi lo segue? Tu.
Io? E chi io? Io volevo bene il principale mio. Non fare l'ipocrità.
Allora ci pensi che è l'amore. Io? Faccio l'avvocato per mettersi l
'avvocato. Perché l'avvocato non sa nascere. Io faccio i faregnami.
Ma che vuoi di come sei?
Vabbè.
Chiamarlo Napoli, sì, e non se ne parla più.
Allora io trovo una soluzione e voglio bloccarlo. Ci vorrebbe un trinciapollo.
Ma che trinciapollo, stupida? È troppo grosso, ci vuole un'accetta. Lo si
squarta, lo si sbudella e lo si impaglia. Eppure è un'idea. Siamo d
'accordo, ma bisogna prima farlo bollire, per igiene.
E allora ci vogliono i bidoni per fare le bottiglie di pomodoro. Buona idea.
No, la gente si introspettisce, se senta la puzza di pomarola, chiama la polizia.
Ma che pomarola? Ma che la mafagata di pomarola? Lo facciamo semplice, l'esso.
E tutt'al più una testa d'aglio per stordire la puzza.
Lo volessimo fare all'acquapazza. E così ci comandiamo, sentite, ma la volete
smettere? E allora basta!
Vabbè, basta? Allora, chiama ma la polizia! No, no, no, scusate. Eh no, ma
che, dico, uno sta discutendo. Eh, seriamente.
Non si deve fare niente, niente. Lo lasciamo così?
Chiama ma la polizia, e non ce la parla più. Basta.
Che è successo?
Che è successo?
Ha aperto l'occhio.
Mamma mia, che impressione.
Che impressione. E' più che fresco, questo si muove.
Signora mia, mamma mia.
è diventato scemo, è un cretino, non esagerare, zia che c'è, la mogliettina,
amore mi riconosci? Mi riconosci?
Mi riconosci? Mi riconosci?
Suor Giussi, ma qua la suore no, che sta malissimo, bisogna portarla all
'ospedale. Avvocato? No, che avvocato, avvocato. Avvocato? Avvocato. Avvocato
Cardamone? Quasi.
Avvocato Cardamone? Ho scoperto, mia moglie.
Fede Graffà?
Ti ha riconosciuto? E' qui?
E' qui? E' qui?
E' qui? E' qui?
E' qui? E' qui?
E' qui?
E'
qui?
Ehi Mario, sei arrivato finalmente?
Ma a quest'ora? Ma hai capito che sono le tre di notte? Ma dove sei stato?
Dove sono stato? All'avvocato di Pericle per discutere, diciamo, della causa di
domani. È stata una discussione, non hai proprio idea, è stata animata, perché
non ci trovavamo su certi punti. Ma tutto a posto. Ma mi vuoi avvertire?
Allora lo sto avvisando. Io ho pensato sarà morto. Pure tu? Eh, pure noi.
Pure voi?
Eh, che era morto, diciamo. Chi?
Ma tu chi stai dicendo? Ma tu che stai dicendo?
Volpetti. È morto Volpetti?
Niente da fare. Ma come? Solo un ictus. Ha avuto l'ictus? E come sta adesso? È
lucido? Spera meno.
Ma come speriamo di no? Speriamo che non è morto. Ah, beh.
Piuttosto, un coso.
Giacomino. Nostro figlio?
Sicuro, eh?
Eh. È tornato? Eh.
Pure? Eh.
Quello che è successo io me lo ho raccontato una minima parte, ma tu non
puoi capire, Silvia, una cosa... Ah, peccato che non c'eri, ti saresti
divertito da morire, vabbè, proprio... Non voglio esagerare.
Una delle più belle, più divertenti giornate della mia vita.
Proprio... Eh?
Silvia?
Silvia?
Sì? Ci ho parlato da un'ora, non mi rispondi.
Eccomi. Una giornata fortissima.
Chissà Maria che scusa sta trovando con la moglie, no, la moglie era... Vabbè,
buonanotte. Ma ce l'hai commessa, nervosa? No, perché?
Dici manca una parola, dico, sono... Vabbè, buonanotte.
Silvia.
Ma tutto a posto per la Francia? Sì, andiamo in Francia. È tutto a posto. E
poi? E poi niente.
Te ne torni a Imola?
Sì, parto per Imola.
E non ci rivediamo più?
Beh, mica dobbiamo morire, è pericolo.
Allora, buonanotte.
Addio, ce lo diciamo domani.
Sei una specie di grillo parlante, un produttore di parole, una macchinetta di
chiacchiere. So tre giorni che siamo qui e non fai altro che chiacchierare,
parlare, parlare. Mi hai trattato come una deficiente e io sono stata zitta.
Mi hai trattato male, mi hai raccontato un sacco di stupidaggini e io sono stata
zitta. Adesso sta per finire tutto e tu non hai voglia neanche di salutarmi.
Perché non me lo chiedi?
Perché non mi chiedi un bacio?
Dai, dillo, voglio un bacio.
Vorrei un bacio.
Buongiorno. Buongiorno.
Buongiorno. Un momento.
Sono qui per la causa.
Cosa? Per la causa.
Cosa? Ma come cosa? La causa. Pronuncia cosa, francese.
Ecco, pur la cosa... Di Barletta.
...avec l'epoca del professor Lamappin.
Lamappin? Senza offesa.
Sì, 12 metà, chambre 8, in questa direzione.
Che ha detto?
Alla.
Mi raccomando, la massima sicurezza con il professor Lamappin. Dov'è l'uscita?
Dobbiamo entrare. Dove usciamo?
Ma è tutto a posto. Il bagno?
Hai sentito come parla bene francese la signorina? Senta, cretina. È francese,
parla bene francese.
Siedetevi là e aspettateci, ci vediamo dopo l'estate. Non è venuto qua? No, non
è venuto. Non preoccupatevi. Ma perché? Ma allora tutto bene, dai.
Tu dici?
Pesante la musica.
Allora, ce lo spiego io. Signora, calma, calma.
Calma, calma, eh? Dunque, allora.
Io e mia cugina... Che fai, dalla nascita? No, no, no. Piano, piano.
Quella è per gradi. Allora, io... Sta per uscire la parte maschile. Questa qua
è mia cugina... Mamma mia, ma sti francesi parlano solo francese. Come
devono parlare? Andiamo a chiedere alla signorina quella, la francese. Quella
sicuramente capisce di più. Scusi, ma io... Così ci facciamo fare gli analisi.
Scusi, faccio io.
Buongiorno.
Guarda qua, guarda qua.
Buongiorno. Je n'ai pas compris.
Ha capito, ha capito. Allora, io e mia cugina, cioè noi, noi, noi, noi,
volevamo, volevamo, volevamo, volevamo, volevamo, volevamo, volevamo, volevamo,
volevamo, volevamo, La scusi perché è una farlocca. D
'accordo. Signorina. Chi è? No, signorina, lei.
Signorina. Signorina, state attenta. Signorina. Ce n'è pas compris.
Noi veniamo con questa mia a dirvi, a dirvi tutto attaccato. Una parola. Una
parola. Una parola, sì.
Che il giovane si deve prendere una laura. Una laura.
E deve tenere la testa al posto suo, cioè sul collo. Ecco.
E scusi se sono pochi.
ma 700.000 lire 700 700 700.000 lire specie che quest'anno
che c'è stato la moria delle vacche punto, punto e virgolo due punti e punto
e virgolo ma sì abbondiamo facciamo vedere che abbondiamo ma abbondiamo ma
non era così ma non era ma aspetta come era ma io pure l'ho visto cento volte ma
era Totò Pettiniamo la femmina ma ma ma questa che che ma farà ridere lascia
fare fidati non ti preoccupare prego e lei è l'interprete? Siete
veri?
Complimenti. Tipico viso francese.
Sono italiana. Ma di dove?
Orvieto. Appunto, Italia, Orvieto, Francia, Carlo Magno, Cavallo.
Amo molto Orvieto.
La odio io.
Lei è amica di Silvia?
È un brutto periodo che è.
Dunque, noi abbiamo portato delle prove testimoniali a carico del
professor Lamappin e della clinica da lui diretta.
Il dottor Pecorella è a vostra disposizione.
Prego, se vuole esporre come si sono svolti i fatti.
Allora, diciamo che, signore, io non posso dire proprio niente di preciso.
Personalmente non ho raccontato niente di preciso.
Non posso accusare il professor Lamapenne perché non conosco la precisa
sequenza dei fatti. Cioè che non posso accusare il professor Lamapenne perché
non sono sicura di come si sono dirullati i fatti. Il signor Caruso non
è stato messo proprio in piedi.
Avrà fatto qualche movimento brusco mentre lo medicavano. Tu lo sai
benissimo come sono andate le cose.
Lui lo sa benissimo. Il professor Lamapenne ha messo in piedi il signor
Caruso prima del tempo.
Les italiens.
Sono due campioni della città.
Saranno capaci di vendersi per un piatto di lenticchia.
E tantomeno un minimo di considerazione per il signor Caruso.
Grandissimo amico mio.
Mettendoli in serio pericolo la sua vita.
Ecco, signor giudice, come si sono svolti i fatti.
Ho finito.
E ora fammi licenziare, strunza.
Grazie. Sì, grossa!
Siamo amici!
A quei tempi avevo sempre paura.
Pensavo che tutto dovesse finire, per forza.
Gli amori, le amicizie, i sogni, le illusioni, le speranze.
E invece poi, per fortuna...
Ma già la... Oddio, amore mio, ti sei fatto male? No, no, è niente, è niente,
è niente, non ti preoccupare. Sì, ti sei fatto male? No, niente, è passato.
Scusa, come ti chiami?
Carlo.
Vedi, Carletto, se tu gli specci una gambina, io te le speccio tutte e due,
hai capito? Ma niente, ma tu sei pazza.
Ma che stai facendo? Non le dare retta.
Papà, chiamata un bambino, per favore. Un bambino poi sviluppa, forza. Lasciami
in pace, dai, lasciami giocare.
Vai, scusate.
Meno male, non si è fatto niente.
Assomiglia proprio tutto a te quel capoccione.
Pure fisicamente, eh?
Che peccato.
Non ti sta mai bene niente.
No, perché se somigliava a te sarebbe stato il ragazzo più bello del mondo.
Che scemo.
Ce l'abbiamo quasi fatta, eh?
Lei ci ricorda che cosa deve dire?
Lo hanno fatto alzare troppo presto, ore 13 e 18 minuti esatti. Se ricorda,
avvocato, sono passati quasi 30 anni. Certo, tanti anni e ancora questi
capelli così negli.
Complimenti. Ora me li ricordiamo un po' più bianchi.
Può succedere, guarda, quando si è giovani sono chiari e con l'età si
scuriscono. Un momento, un momento.
Che? Peccato che fa caldo.
Il letto ti rende scirocco. E a foso, sono spugnese loro che non potete...
brutto periodo mi sento uomo e
femmina somale che ne pensi signore sei tu il mio pastor
ma ci stai zitta vecchia bambione sai non mi ricordo come con di è arrivato un
bassimento carico carico di carico carico di
carico carico di
Ciao Giacomino.
Ciao Giacomino. A presto Giacomino.
Ciao Giacomino.
E' stato molto bello Giacomino.
Sei matto, mi ha baciato veramente.
No, no, è lei che ha baciato me, ma non resisteva. Ma ha granfato i lavori.
Ma altre 50, grazie.
Altre 50!
Dai, dai, da poco, piccoli.
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