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Potrei dire che non è stata solo un'idea mia.

Ma cosa cambia?

Abbiamo fatto proprio una bella cazzata.

Io e mia moglie ci dicevamo... se lo fanno gli altri, possiamo farlo anche noi.

E avevo una vocina dentro che diceva: Sì, andateci in campagna, andate.

Perché l'ho ascoltata?

Io credo...

per essere qui, oggi.

[uomo]

un passaggio di Conrad... che credo sia perfetto per salutarci.

[si schiarisce la voce]

"È privilegio della prima gioventù"

"vivere d'anticipo sul tempo a venire,"

"in un flusso ininterrotto di belle speranze"

"che non conosce soste o attimi di riflessione."

La Grande letteratura è grande non perché lo dice il ministero

o il professore con la slide.

È grande quando, come in questo caso, parla dell'uomo.

Dell'essere umano e parla anche a noi.

Conrad ci sta parlando, cosa ci sta dicendo?

- Prego. - Forse ci ricorda

che la cosa più bella del viaggio è il viaggio stesso.

Si, ma ancora di più...

Che il viaggio...

comincia nel momento in cui iniziamo ad immaginarlo.

che vi capitino delle cose che ancora non riuscite a immaginare.

[ragazzo] - Professore, scusi... - Si?

Noi avremmo deciso di fare la tesi con lei... se possibile.

Volentieri però sono a contratto e quindi non so se mi riconfermano

quando c'è la vostra sessione. Mi spiace.

[ragazza] Noi abbiamo trovato questa rivista

- e volevamo regalargliela. - Ma grazie.

No, non mi sembra, no.

Era un reportage bellissimo, come mai non ha continuato?

Perché io preferisco stare qui con voi, tu vuoi mettere andare in Congo

rispetto a questo paradiso qua?

- Va bene vi faccio sapere per la tesi. - Grazie mille.

Arrivederci.

Fontana, grandi notizie.

- Mi rinnovano il contratto? - Meglio.

C'è un concorso per una nuova cattedra, 'Letteratura verde'.

- Letteratura? - Sì, per stare al passo con i tempi.

Dobbiamo aumentare le iscrizioni e quindi seguiamo un po' le nuove tendenze.

- Sì, Renato, però non è la mia materia. - Ma come no?

Compri al bio, giri in bici, hai l'orto sul balcone.

Faccio anche la tombola a Natale però non mi metto a insegnare statistica.

Preferisci il precariato a vita?

[rumore di fischietto e clacson]

[vigilessa] Forza, circolare!

- Abbiamo capito che c'hai il clacson, eh. - Ma dici a me?

Non lo so ti sto guardando, ti sembro strabica? Forza, dai, oh!

[fischia]

Gianmarco, mi dai il cambio, ti ricordi? Scusi.

Scusi, grazie. Prego.

Amore, pure te però che ti fermi in doppia fila, eh.

La prossima volta ti carico al volo, non lo so.

Qua sono i vigili che fanno il traffico.

Ma scusa, ma ti ci metti pure tu? ma lo vedi che sono nervosa.

[prof. di ginnastica] Bravo, Stefano. Tocca a te, Marco.

Non così! Devi metterci più forza, più slancio.

Vedete Giulio com'è?

- Sì, è un po' impacciato. - No, è scoordinato.

- Non facciamo salto in alto a casa. - Non voleva dire questo.

Io intendevo se va a sbattere inciampa, se gli cadono le cose dalle mani...

- E succede così a scuola? - Deve stare più tempo fuori, uscire...

Ila, ho capito. Allora, non vuole uscire.

Lui starebbe con il telefonino a guardarselo tutto il tempo.

E poi c'è da dire che fuori è pericoloso e dove lo mandiamo, da solo?

Certo. Va bene, comunque io fossi in voi gli farei fare una visita da un neurologo.

- Addirittura? - Venite.

Ecco qua.

Sembra un bell'orto insomma è rigoglioso,

qui devo dire mia moglie è una grande che gli ha fatto una testa così.

Sì, però non è questo qua, questo è Giulio B, Giulio Bonetti,

Giulio Fontana, Giulio F è questo qui.

Ma che è successo?

[musica concitata]

Ha avuto una crisi di rabbia.

[rumore di videogioco]

[Ilaria] Gerry, e se è grave?

Dai, intanto andiamo a parlare con questo neurologo.

Si, si, dal neurologo ci andiamo però, pure portarlo un po' fuori sto ragazzo...

Sta sempre chiuso in casa, solo che io lavoro tredici ore al giorno,

tu sei sempre stanco.

Amore mio, sono stanco perché ho le lezioni da fare.

- Si, lo so, lo so. - Devo andare a fare gli esami,

c'è una materia nuova adesso.

Poi, ha avuto un attacco d'ira non di pigrizia, da chi ha preso secondo te?

Allora perché non ci vai tu? Dai, vacci tu in mezzo al traffico.

Shh, parla piano, ho capito.

Tutto il giorno, io non ce la faccio più. Se continuo così io sbrocco, va bene?

Ok, scusami, scusami, scusami, scusami, scusami.

Vado a parlarci io con Giulio.

Ci vuole un letto più grande qua, eh?

Tanto qui dentro non c'entra.

Sabato ti va se ci andiamo a fare un bel giro in bici?

Non mi piace pedalare.

Se chiamo i tuoi amici, magari a venire qua?

Non mi piacciono i miei amici.

Io ho bisogno di parlare con te, di quello che è successo a scuola.

Giulio?

Oh... allora?

[musica gioiosa]

- È veramente un paradiso qua, bellissimo. - Ti piace?

Glielo dico?

Ragazzi per noi questo è veramente un posto magico,

perché è il posto che ci ha fatto decidere di licenziarci per aprire il negozio bio.

- Ah, è questo? - Sì, sì.

L'idea più folle della nostra vita che però...

[bambino] Giulio, guarda. Voglio battere il record.

-

mi viene più voglia id indossarlo, come una parure, che di assaggiarlo, ma va beh.

Quella è la qualità. Solo farro integrale.

Buonissimo.

Se mangi sano vivi sano.

Poi una volta che vedi i benefici, non torni più indietro

No ma anche perché appena assaggi un cibo industriale,

lo senti immediatamente che c'ha zuccheri nascosti dappertutto

Ragazzi ma un piattino di farro a quelle scimmie laggiù?

- Come no... - Bravo.

Mettimene da parte un po', sto farro 24 carati.

- Vai. -

- Bambini, farro! - Vitamina, cibo bio,

coltivato con il rastrello, ti fa crescere il cervello. Forza!

Senti ma te con l'insonnia, sempre male?

- No, con le gocce bene. - Le gocce?

- Mila per favore, non fare quella faccia! - Ilaria, no, le devi buttare!

- Ti danno dipendenza, per favore. - Lo so.

Eccola ce l'ho, tu stasera ti fai una bella tisana di passiflora, ok?

Poi domani vieni in negozio e ti do altra roba.

- Luce vuoi un po' di farro? Dai. - Grazie.

Lui non... Giulio?

- Sta così lui? - Spero che finisca i giga, prima o poi.

Anche Zeno era così prima, sai?

Sì, sì, stava tutto il giorno...

Sai cosa ho fatto? Ho staccato internet.

- Ma che cavolo dici? - Giuro.

Ma non perché le radiazioni o perché siamo dei fricchettoni,

perché funziona.

Prova a levarglielo a Giulio internet... Eh, lo leviamo?

Che poi la cosa assurda è che quando io facevo il controllo qualità degli alberghi

non avevo nessun problema ad addormentarmi, dormivo ovunque.

- E poi che è successo? - Che è successo...

che ho dovuto fare una scelta e ho scelto proprio il lavoro giusto, guarda.

La sera arrivo a casa che sono uno straccio

e anche Gerry è stanco morto, quindi...

non abbiamo neanche più la forza di fare l'amore.

Zenzero e peperoncino.

Ma tu non ti fidi, eh? Guarda che è la natura.

Più tu l'ascolti, più ti da forza,

energia, felicità... Prova a chiudere gli occhi, come ti senti?

- Bene. - Eh, lo vedi? È la natura.

[Ilaria] - Ciao. - Ciao, ragazzi.

- Eh... - Eh...

Stanno proprio bene, beati loro.

Sai che non so se l'invidio o li detesto.

Pure io.

Sarebbe bello cambiare vita però, eh?

O almeno casa.

Tanto, la casa che vorremmo non esiste

e pure se esistesse non ce la possiamo permettere.

Perché, com'è la casa che vorremmo?

Dammi dei parametri.

- Dai, lascia perdere. - Non sto scherzando, no veramente dai...

Come ti piacerebbe?

- Nel verde... però quello vero. - Mmm...

"Fuori città, ben collegata."

Magari.

Poi, le scuole dovrebbero essere vicine

e mi piacerebbe un bel giardino.

E tanti metri quadri.

Luminoso... sì. Voglio farci il mio studio, con la vista.

E poi terra, eh?

Tanta, tanta terra. Io voglio la verdura, la frutta...

- Gli ulivi? - Bravo.

- Ci facciamo l'olio. - Sì, gli ulivi sì, mi piace.

"Piscina."

La piscina possiamo farla in seguito perché se no ci sale troppo il prezzo.

E a proposito, eccolo qua.

Lo so, per una casa così ci vorranno due, tre mutui?

- Dai, sul serio... - Eh...

Quanto possiamo permetterci?

Poco.

No, ma molto meno, Gerry.

Molto meno di così ci pagano per andarci, non lo so.

[sospiri]

Io domani mattina sono di turno, mi sveglio alle sei.

Ti faccio una voce prima di uscire?

[segnale dal computer]

- È uno scherzo? - No, va beh...

[Ilaria] Il prezzo è così basso perché la proprietaria è morta senza eredi.

[Gerry] Il ricavato pensa, va tutto in beneficenza.

[Ilaria] Poi ci siamo stati... è bellissima.

Il weekend, dovessi passare casualmente... come stare in vacanza.

C'ho un altro concetto di vacanza.

Col lavoro come fate?

Io praticamente ho solo il concorso... però è una formalità.

Lei prende l'aspettativa e farà andare avanti il casale,

ma ci sono anch'io insomma.

No, non mi dite coltivo che mi viene già da ridere, soprattutto te.

Beh, quella casa non è solo una casa è una rendita, cioè guadagneremo da lì.

Perché dovrei farvi concedere un mutuo?

Perché sei mio fratello?

Tu lo sai che i mutui dei familiari sono sempre quelli più insoluti?

Sì. Io ci sono sempre stata per te, eh... sempre.

Oh, mi raccomando le rate perché se non pagate io perdo il bonus.

No ve lo dico, insomma.

[rumore di sirene e traffico]

- Almeno la fibra gliela mettete? - No, che fibra!

Abbiamo discusso e deciso... là Giulio non avrà bisogno nemmeno del cellulare.

Non ti preoccupare ci pensa nonno.

No, no.

Soli in mezzo al nulla ma io avrei paura dei ladri.

Mamma, i ladri rubano in città.

[mamma Ilaria] - E se vi succede qualcosa? [Ilaria] - Ma che deve succedere?

Tuo padre ci è nato in campagna e non vedeva l'ora di scappare.

Vittoria, se posso, quella era un'altra campagna, però.

E quando sarebbe cambiata secondo te?

[Mila] - Dai che partite! [Gerry] - Grazie, grazie.

[Mila] - E di che? [Gerry] - Grazie.

[Ilaria] Grazie, ragazzi.

Ma che, grazie di che, siete dei grandi.

Sei contento tu Giulione?

Oh, preparatevi perché tutti i fine settimana noi siamo da voi, eh.

Io ci conto.

Ci dovrete cacciare!

- Va bene, dai! - Dai che siamo troppo emozionati per voi!

[in sottofondo 'Viva la campagna' (Nino Ferrer)]

♪Io sto in città♪

♪Son come una formica nella folla dell'umanità♪

♪che corre qua e là♪

♪a gran velocità con l'orologio che va, che va, che va♪

♪Felicità non sei in città♪

♪Viva la campagna, viva la campagna♪

♪La civiltà è bella ma♪

♪viva la campagna che ti dà...♪

- Eh! - Eccoci qua.

[Ilaria] Eh, che bello!

Amore, ti piace?

Questa non è campagna... questa è...

[urlando] aperta campagna!

[Gerry] Lo abbiamo fatto.

Beh insomma, lo stiamo ancora facendo.

Va beh, lo stiamo facendo.

- Lo stiamo facendo. - Eh, lo stiamo facendo.

- Lo stiamo facendo? - Lo stiamo facendo.

Lo stiamo facendo.

Lo stiamo facendo?

In che senso, scusami?

- Secondo me lo stiamo facendo. - Sì.

Lo facciamo.

[Gerry] Come si dorme bene qua.

Non mi sentivo così riposato da un sacco.

[Ilaria] Eh, te l'avevo detto o non te l'avevo detto?

Vado a svegliare Giulio, perché ho pensato una cosa bellissima.

Potremmo fare colazione giù, sul prato sotto l'albero.

Con gli uccellini che cantano, una bella tovaglia a quadretti...

Bianchi e rossi, però.

Certo, bianchi e rossi. Oh, scusami.

E poi devo prendere un cestino.

Va bene io arrivo agilissimo saltando la staccionata.

Bravo.

Tesoro, vieni che facciamo colazione?

Gerry!

- Ma stai tranquilla. - No, non sto tranquilla.

Andiamo giù verso il paese e lo troviamo. Dai.

Giulio!

Ma che ti ha detto il cervello, eh?

Mi hai fatto prendere un colpo.

[Gerry] Si?

- È vostro il piccolo? - Non sono piccolo.

- Shh! - Sì, è nostro figlio.

È stato molto fortunato, la prossima volta potrei non esserci io.

Grazie mille, comunque non è successo niente di grave, no?

Quando si fanno dei figli, bisogna starci attenti.

Beh va beh, adesso non esageriamo.

No, ringraziamo 'Bosco man' che è venuto a salvarci.

Poteva venire attaccato da un lupo o da un cinghiale.

Poteva cadere dentro una scarpata, finire affogato in un pozzo artesiano.

Ferito da un istrice o da me che sono a caccia.

Mi scusi, lei chi è?

Io sono Mauro, un amico dell'Adelaide.

Ahh...

-

Io raramente sono contento di vedere gente.

Ah...

- Prego, ci scusi. - Grazie, eh.

[Ilaria] Grazie.

[verso dell'odorare]

- Ma hai sentito come puzza? - Eh!

Sa di stambecco stagionato!

Ok.

[Ilaria] Eccoci qui.

Ma guarda che carina questa chiesina davanti alla scuola.

[Gerry] - Bello. [Ilaria] - Guarda.

[Ilaria] La bellezza della campagna è che non c'è traffico.

Giulio hai visto? La mamma ha azzeccato l'outfit oggi.

Mi sono solo vestita come quelli del posto.

Del posto... se eravamo in Mississipi era perfetto.

Buongiorno, buongiorno. Ciao io sono Ilaria,

lui è Gerry, mio marito, ci siamo appena trasferiti dalla città.

- Non mi dite che fate la seconda media. - Sì, sì.

Stanno in classe con Giulio.

Ila anche meno, non devi andare a scuola tu, per favore.

- Che bel ragazzo, come ti chiami? - Mario.

Ti devo presentare mio figlio Giulio, è un po' timido però è simpaticissimo.

Ciao, ci vediamo dopo.

Dai, dai, dai.

Dai amore, scendi, scendi che ti aspettano tutti.

Esco solo perché mi vergogno.

- Giulio! [Giulio] - Sembra quella del quadro!

[suono campanella]

Tu non sei di qui.

T'ho afferrato subito. So Arturo.

Giulio.

Sto un anno avanti io, perché sono particolarmente sveglio.

Ma statte tranquillo eh, non te lo faccio mica pesa'.

Sabato vuoi veni' a lo fiume?

Ma guarda che ce stanno tutti tutti, eh. Pure la mi sorella...

[musica concitata che esprime stupore]

[prof.] Ok, allora...

ragazzi... cominciamo.

Giulio?

Fontana!

- Mi scusi. - Mettiti qua.

[risate]

[Gerry] Speriamo vada bene a scuola.

Mi devo connettere che ho lezione fino a mezzogiorno.

Questa?

E quello?

- Sono nostre? - No, no, erano dell'Adelaide.

e però me ne sono occupato io finché erano da sole. E va beh niente, piacere Luca.

- Gerry. - Piacere.

Ilaria. Grazie mille, cosa le dobbiamo?

Ma no ragazzi, intanto diamoci del tu.

Tra l'altro se vi serve io sto qua sopra. Qualsiasi cosa.

E terzo qua funziona così,

io do una cosa a te, tu la dai a me, ci aiutiamo a vicenda,

anche perché uno, due, tre e poi il vecchio, non so se lo avete conosciuto.

- Sì, sì. - Abbiamo avuto il piacere.

Che è una specie di paraeremita, si lava quattro volte all'anno.

Oh lo vedi che non sono io, sa un po' di stambecco, eh?

Io sono fan totale, eh, assolutamente.

Infatti, anche a me è piaciuto, cioè mi è sembrato originale, ma insomma innocuo.

Beh... si... innocuo...

[Ilaria] Che carine, eh?

Pazzesco... t- rex, pam pam pam, eccole qua.

Che cos'è l'evoluzione? Un miracolo. Queste vi fanno un sacco di uova, ragazzi.

- Ah si, eh? - Boh.

Ma voi avete preso il banco alla sagra di fine ottobre?

No, cos'è?

E come cos'è, è il momento più importante dell'anno.

Tutta la baracca ruota intorno a quello.

Prendi un banco lì, con gli ordini ci vai avanti tutto l'anno, ci sono ristoranti...

negozi bio... È una figata pazzesca.

Fantastico, grazie mille perché è esattamente quello di cui avevamo bisogno,

- quindi adesso mi informo subito, grazie. - Figurati.

Io direi che non ci resta che fare una cosa sola...

E cosa?

Spacchiamoci la schiena, che quando i campi girano...

è l'emozione più grande.

[Ilaria] Ciao.

- Anche l'orto non mi sembra messo bene. - Ma perché tu adesso lo vedi così,

ma qui basta dare un po' d'acqua, togliere le erbacce...

Le erbacce... Quelle che non sono erbacce noi lo capiamo perché...

Ahi!

Comunque guarda, abbiamo già i pomodori, i cetrioli...

Sono zucchine.

Va beh...

Noi non cataloghiamo la natura, che ce frega...

siamo per la botanica fluida noi.

Va beh andiamo a vedere gli attrezzi nel capanno dai.

Dai!

- Tiè! - Fai piano.

- Guarda, guarda quanta roba. - Quanta roba arrugginita, fai piano.

Beh, intanto, abbiamo già un trattorino che...

Eh, bisogna vedere se funziona però...

Poi questa è una pala, questa è una zappa, questo è un rastrello...

Grazie, questa è una maglietta, questi sono capelli...

[ronzio api]

- Lo faccio per ripassare... - Questo che sarebbe?

Allora questo lo so, è un lanciafiamme agricolo.

Che?

Non ti preoccupare tanto noi lo useremmo solo erbicidi naturali.

- Quindi noi possediamo un lanciafiamme? - Gerry...

- guarda, ci sono le api. - Lasciale stare, amore.

- Oddio che carine ci facciamo il miele. - Sì. Salutale e andiamo via, che miele.

Lasciale stare.

[urla]

Vieni via!

[urla e ronzio api]

E alla fine non le hai lasciate stare.

Va beh, comunque, adesso mangiamo

che ci sono le ultime cose che avevo portato da casa.

- C'è ancora il sugo della nonna? - No ecco, quello no.

- No? - No. Però...

Però abbiamo il nostro primo... uovo.

Assaggia anche tu, l'uovo bio famiglia Fontana.

Prodotto senza additivi, senza ogm, senza competenze.

- Dai! - Scusa.

Amore non ti preoccupare, papà fa lo spiritoso ma vedrai che...

le galline appena si ambienteranno, inizieranno a produrne di più.

Io farei la spesa. Sennò finiamo a mangiarci tra di noi.

Buon appetito!

[Ilaria va versi di apprezzamento]

Buonissimo, vero? Senti che sa proprio di... campo.

- Buono. - Peccato che il guscio non sia edibile

perché me lo mangerei anche quello.

Perché tu non sei sazio? Io sono sazia.

- Guarda le cose genuine saziano di più. - Sì.

A scuola come è andata oggi?

Una gran ficata.

Ah, addirittura!

Uscirò con Arturo e gli altri. Andremo pure alle cascate.

- Hai già degli amici? - Sì.

[Giulio] - Io vado. - Ciao.

- Eh beh non ce lo presenti il tuo amico? - Arturo.

Che bel nome, e dove andate?

- È lontano questo posto? - Stia tranquilla,

con me Giulio sta insaccato in una botte de fero.

Ora se damo. Ciao

[Ilaria ride]

Dai!

Originale.

Lo ha fatto uscire di casa, quindi vuol dire che c'ha qualcosa.

No, ma infatti, figurati.

- Ciao, ragazzi. - Oh, Luca!

Pacciamate?

Eh?

No dico, state pacciamando?

No, stavamo facendo i fatti nostri.

- Si, pacciamiamo. È un termine tecnico. - Che vuol dire?

- Come va tu? - Non lo sai, vero?

Anche noi ci stiamo spaccando la schiena con i ragazzi giù.

Oggi è una giornata stupenda, stupenda.

E quando la terra parla, noi dobbiamo stare in ascolto.

Oggettivamente, ci sta prendendo in giro, vero?

No secondo me è proprio così

Si Ila se non ci prende in giro, come fa a pagarsi tutti questi trattori?

Spacchiamoci la schiena con le vertebre degli altri, dai.

Allora Gerry, basta mugugnare!

Quei trattori ce li avremo anche noi è solo che siamo all'inizio.

Certo.

Poi scusami tu non c'avevi gli esami oggi?

Sì. È tardi?

Eh sì, corri, dai!

Oh!

Come mi lavo?

Ragazzi una birretta?

No, grazie. Se c'è una Cola.

Noi la bevemo la bira, ma di un'altra marca, più forte.

Ma senti questo.

Tu fa' come me, impara la strategia.

[musica dolce]

Com'è che ti si gonfia il costume?

Aspe, 'ndo scappi?

[musica concitata]

Ragazzo! Com'è che ti perdi sempre?

Sei di nuovo scappato dai tuoi genitori?

No... da una femmina.

[risata]

Pronto? Renato, ti sento pochissimo.

Ascolta tutto a posto però io arrivo tardi agli esami.

E lo so, c'è un albero in mezzo alla strada.

So tutto. Ce lo insegnano a scuola.

Ah, sul serio?

Mica come ai suoi tempi. Sono cambiate molte cose.

Alcune no, però.

La prossima volta saputello, buttati in acqua.

C'è sempre un modo, altrimenti passeremo le giornate chiusi in casa a...

- A? - A... pensarci.

Posso provarlo?

[versi di dolore]

Mi ha fatto male, mi doveva avvertire.

Farsi un po' male,

a volte tantissimo male è parte della vita,

non posso mica fasciarlo di gommapiuma.

Anche se immagino che tuo padre avrebbe fatto così.

Mio padre ha paura di tutto.

[verso del cinghiale]

[musica concitata]

[Gerry] Ferma! Eccolo! Eccomi!

[respiro affannato]

[verso di malessere]

Oh finalmente.

Allora, come sono andati gli esami?

- Non li ho fatti. - Come non li hai fatti?

C'era la strada bloccata, sono arrivato tardi,

mi ha chiamato anche il capo dipartimento, nero. In compenso ho fatto amicizia...

con un cinghiale autoctono.

- Senti, Giulio non è ancora rientrato. - Che?

Sarà per la strada.

Però sta roba qua che lo mandiamo in giro senza cellulare,

- a me sembra una fricchettonata... - Detto così sembra che l'ho deciso io,

l'abbiamo deciso insieme. Avevamo detto, stare senza gli farà bene.

Facciamo così, però a me sembra una roba assurda.

- Eccolo - Ciao.

Scusa, tu devi tornare all'orario che ti è dato, però.

Che hai fatto al braccio, tutto bene?

È solo un livido. Mauro ha detto che non è niente...

- Mauro? Come te lo sei fatto? - Con il suo arco.

- L'arco? L'arco scusa è pericolo l'arco. - Mi insegnerà anche a usarlo.

No, tu non hai capito, la prossima volta che incontri quell'uomo,

anzi appena senti l'odore a venti metri... sì perché è così,

- buongiorno, buonasera e te ne vai. - Perché?

Forse perché è uno sconosciuto? Eh?

No che non lo è... E poi lui sa sempre cosa fare.

Ah!

- Quindi noi siamo due cretini. - Due cretini, sì.

[Ilaria] E no va beh, scusate però eh, 540 euro abuso edilizio...

Cioè, manco fosse un agriturismo, è un pollaio.

- Non ha le ruote, è una costruzione. - Se è una costruzione è un abuso.

Voi venite qua, pensate che in campagna non ci sono regole.

Invece ci sono e le facciamo rispettare.

Nessuno pensa che non ci siano regole. Scusami Gerry, non dici niente?

- Se proprio, devo dire che hanno ragione. - No, allora stai zitto.

No, che tra l'altro, insomma... io sarei anche una collega.

Ecco cioè, anche io vado nei cantieri, faccio controlli, quindi...

Bene. E cosa ci farebbe qui?

- Ho preso un'aspettativa. - Ah...

[verso di cicale e gufi]

[Gerry] Son distrutto.

Ho tenuto la zappa in mano quanto, due ore? Toh, calli.

Ho tutte le giunture che... Aia!

Aia!

- Senti ti devo dire una cosa. - Sì, viene poca acqua in bagno, lo so.

Ho fatto un accrocchio io con lo scotch, mi sono fatto pure male.

Ahh! Chiamo un idraulico domani.

Fammi dare una studiata che non ho fatto niente ancora.

Ahh! Che fosse dura io l'immaginavo però così no, santo iddio.

Sono incinta.

Abbiamo seminato nel posto sbagliato, mi sa.

Ah, aia, mi sono bloccato, aiuto!

Non ti devi preoccupare di niente perché ho già pensato a tutto.

Io mi metto in maternità, lavorerò nei campi, tipo le mondine.

Sì, morivano giovanissime di febbri atroci le mondine.

Ci pensi, eh?

Avremo un altro bambino, che nascerà qui e amerà questo posto.

Ci pensavo proprio stamattina.

Non ce la faccio a studiare, la campagna non ingrana,

abbiamo qualche problema economico, cosa ci vorrebbe oh?

Va beh, il tempismo non è mai stato il nostro forte.

Secondo te Giulio come la prenderà?

[suono campanella]

[musica conturbante]

[respiro profondo]

Secondo te qua ci entra una stanza?

- Ma si dai, va solo un po' sistemata. - No, va sgomberata e ristrutturata.

Qua o troviamo una di quelle trasmissioni "camerette da incubo",

dove ci fanno tutto gratis o qua dobbiamo trovare i soldi subito,

- prima che arrivi lui o lei. - O loro.

No, sto scherzando, tanto lunedì abbiamo l'ecografia.

Dovevamo vivere con i frutti della natura, fino ad adesso abbiamo raccolto 5 uova.

- Gerry! - Eh Gerry, secondo me quel Luca

ci ha riportato le galline perché sono rotte.

Gerry!

- 328? Devo indovinare quanti sono? - Non li riconosci?

[Ilaria] Sono i semi della collana.

- Sì, dai, sono loro. - Sì, sì, hai un occhio amore mio

altro che vigile urbano, tu devi andare ai RIS di Parma.

[Gerry] Quelli nella cesta, guarda un po'.

Eh, sì.

Sembrano proprio loro. "Serpenti cinesi"?

[Gerry legge] "Specie rarissima di..."

- Oh! - Quanto costano al chilo?

Questi li vendiamo alla sagra, diventiamo ricchi. Hai visto di la quanti ne abbiamo?

- Vado a piantarli. - No, no,

tu sei incinta, ti devi riposare, li pianto io.

Capisco la tua ambizione di sentirti multitasking ma rimani pur sempre un uomo.

- Ancora? - Sì.

Piantare i semi, seguire le lezioni dei tuoi studenti,

prepararti per l'esame del tuo concorso... cioè, mi sembra...

Aspetta.

- Cosa? - È perfetto, grazie.

Io lavorerò nei campi ma terrò un diario, un memoir,

e quello sarà la tesi che porterò al concorso di Letteratura Verde, è perfetto,

grazie.

Senti, mi ripeti un attimo memoir?

Memoir.

Mmm... Sexy!

[Gerry] Ho letto la tua tesi è bellissima...

bellissima, talmente bella che credo

che l'abbia copiato paro paro, virgole comprese, un certo Montesquieu...

L'unico problema è che lui è morto nel 1755,

io ti prego, ti scongiuro, mettici qualcosa di tuo, lanciati.

Ah!

- Ila? - Eh?

- Lo ami o no il tuo Pio Bove? - Non so se più il Pio o il Bove.

"Solenne come un monumento tu guardi i campi liberi e fecondi".

È perfetta! Giustissima, la metto nella mia ricerca d'esame.

Senti...

anche tuo figlio ha iniziato la ricerca su se stesso.

Di già?

È la quinta volta che lavo le lenzuola questa settimana.

- Credi che sia meglio che gli parli? - Te la senti?

Credo sia importante per lui sentire in questo momento il suo papà vicino.

Vai allora.

Giulio...

Il desiderio è essenziale per le persone.

Senza desiderio non ci sarebbe nemmeno la vita.

Questo è un momento importantissimo per te e io sono qua.

Tu cresci...

ti esplori e...

conosci te stesso e... Come diceva Socrate.

Compreso nel prezzo c'è anche questo...

strumento che era lì, ma tu non è che...

Che ho detto?

Socrate.

[rumore di acqua]

[Mauro] Io non lo farei.

Come?

[Gerry] Ho seminato quindi mi serve dell'acqua.

- Va a piovere. - No.

Secondo 'il mio meteo.it' fino a giovedì non piove.

- E tu ti fidi? - Non è questione di fidarsi...

è che hanno dei satelliti e degli ingegneri plurilaureati

che mettono dei modelli matematici dentro.

Papà, secondo me dovresti ascoltarlo.

Va bene, coalizzatevi.

Allora Giulio il signor Mauro prevede che pioverà

ma non attraverso un complessissimo calcolo matematico

ma perché lui si è svegliato stamattina e gli faceva male l'omero

ha destato improvvisamente la pantegana che ha sbattuto un po' di più il ciglio.

Ecco io tendo a dar fiducia,

ma son cretino lo ammetto, a questi matti

che prima di fare i meteorologi hanno studiato. Indovina Giulio, meteorologia.

[rumore di tuoni]

[Gerry] Faremo un pozzo.

No, aspetta Gerry, non so se ce lo possiamo permettere.

Non possiamo permetterci di non averlo e so anche dove farlo.

[rumore di trivella che sforza]

- Che dice? - Niente, più giù non ci va.

[gorgoglio]

Oh! Oh!

A me questa sembra acqua.

Si perché c'è una traccia che è molto più umida e rigogliosa che va fin là,

- qua deve esserci una falda acquifera. - Speriamo.

[urla di gioia]

[Ilaria] Sei un genio, madonna quanto ti amo. Quanto ti amo!

- Chi è il rabdomante? Non ho sentito. - Tu!

[Gerry urlando] Dei delle acque sorgive, grazie.

Finalmente una gioia.

[rumore di acqua]

[Ilaria] Non è che è sulfurea? Lo senti?

Abbiamo scoperto una fonte termale, apriamo una SPA. Ah!

- Sei sicuro che è termale? - Sì, qui in epoca romana era pieno.

E chi è che le ha riportate alla luce?

Il professor Gerardo Fontana,

di cognome e di fatto.

Gerry, questa non è acqua sulfurea.

Ah, no?

[Ilaria] No è che l'idea era quella del pozzo

e scusaci Luca davvero guarda, siamo mortificati.

Comunque appena riparano le fognature tu ci dici,

- ci mandi il conto dell'idraulico e... - No che ci dici, no, no...

magari valutiamo prima i danni effettivi che abbiamo fatto.

Ma si, queste cose si sistemano da sole.

- Eh! - Però, la prossima volta

- mi chiamate e vi mando il mio geologo. - Perché tu hai un tuo geologo?

Certo, Marcel, è francese.

Scusatemi che mi avete beccato proprio adesso che devo fare la camera iperbarica,

la faccio tutti i giorni ed è la fine del mondo per l'ossigenazione. Grazie Albi.

Non vi dico quanto mi costa perché... però...

Però dopo "spacchiamoci la schiena" degli altri, serve qualcosa per rigenerarsi, no?

Esatto, o fai quello o fai la Crioterapia... Aia! Ocio, Albi!

O quello o la crioterapia, fai acqua fredda, l'acqua fredda ce l'hanno tutti.

È la volontà che manca.

[Gerry] Te la do io la volontà, guarda svegliati Ila,

questo qua c'ha il geologo personale, il maggiordomo che gli mette la tutina

- per fare la camera iperbarica... - Ma infatti, guarda.

"Lucky Farmer". Questo è un milionario altro che un contadino.

Ma va!

Sto stronzo! Io do una cosa a te, tu dai una cosa a me.

Posso farti notare che lo avevo già detto?

Gerry, guarda, per favore che c'ho già gli ormoni in subbuglio !

C'hai gli ormoni così, quindi non posso aver ragione.

Perfetto, ho capito il ragionamento. Sono il pungiball di sta famiglia io!

[musica allegra]

Salve, buongiorno!

No sembrano un po' così ma... perché sono proprio...

[Gerry] Di gusto sono fantastici.

Non voglio...

- Buongiorno. - Buongiorno.

Andiamo!

- Guarda lui! - Ho visto.

L'EsseLuca.

[Luca] Cosa vogliamo regalarci? La natura ce ne ha fatti tanti di regali,

noi siamo qui per restituirli.

Non ci sono i prezzi perché è come un prestito che la natura ci fa.

- Oh! - Sono andato a pesca con Mauro.

Eh, si vede.

Con me si annoiava ad andare a pesca.

Tu non prendevi mai niente.

- Ciao. - Ciao, ti piace? Vuoi prova'?

[Ilaria] Mauro...

Che?

Brutti ma buoni.

[risate]

Ricordati cosa abbiamo fatto insieme.

Che fa?

[acclamazioni] Bravissimo!

[Giulio] Grazie, Mauro.

148 euro.

Due mesi di fatica 148 euro...

meno mutuo, meno la multa per il pollaio creativo...

Ed è pure arrivata la fattura dell'idraulico belga di Luca.

Io ho capito: "Le cose si sistemano, lascia perdere."

Non ha lasciato perdere.

- Ma quant'è? - Lascia perdere.

[Ilaria] Ma non dovevano essere quei...

"cetrioli serpente"?

Sì, io speravo che si allungassero prima o poi.

[Giulio] E poi perché è tutto nero?

Sembra un po' un oggetto di design così, no?

Ma che schifo è?

Sarà il riscaldamento globale.

Oddio, ci mancava questo.

Ciao ragazzi, anguria d'inverno? Una primizia, eh.

No guarda non è un'anguria, questa è una cosa particolare.

Ah va beh, comunque volevo salutarvi perché io adesso sto partendo che a me...

l'inverno in campagna mi mette un po' di depressione, lo ammetto, lo ammetto.

Vado a fare il classico giro, Tropici, Brasile, cose così, tipiche dell'inverno.

Eh... No, no, vi volevo ringraziare, ragazzi,

la pompa come l'avete sistemata, ma una cosa spaziale!

Va come un missile! Grazie davvero.

Ho visto che non avete ancora messo il follow.

Quando volete, non vi costa nulla, anche a tempo perso, così.

Io vi saluto e auguroni per tutto! Va bene? Ciao.

[Luca fischietta]

Vai, vai, scappa codardo!

Vai ai tropici!

Io spero che la maledizione di Montezuma ti prenda gli intestini così tanto

che non ti salva neanche un gastroenterologo azteco!

Ila io ti giuro, se questo sfigato torna e quando torna in primavera

sempre che non muore disidratato, qua gli faccio trovare l'Eden.

Io pianto le vigne, io mi faccio la piscina

magari un po' più distante dal pozzo perché...

Magari anche provare a piantare qualcosa di riconoscibile.

Sì, sì, lo facciamo perché la natura ha vinto una battaglia.

- Più di una. - Sì, ma noi vinceremo la guerra

perché siamo una famiglia, è questa la nostra ricchezza.

Io non devo cercare il lusso ai tropici, ma che me ne frega!?

Il mio vero lusso è sapere che questa sera noi tre ceniamo tutti insieme.

Eh... Giulio sta sera non c'è.

Che?

In realtà... ho una castagnata con Mauro.

♪Felicità non sei in città♪

♪Viva la campagna, viva la campagna♪

♪La civiltà è bella ma♪

♪viva la campagna che ti dà...♪

[scoppio]

[Ilaria] Oddio!

[sospiro profondo]

[suono di clacson]

[Gerry] - Chi è? [Ilaria] - No, va beh...

[Ivano] - Eccola! [Ilaria] - Non vi abbiamo sentito.

[Ivano] - Sorpresa! - [Ilaria] Ma che ci fate qui?

- Se accendessi il telefono lo sapresti. - [Gerry] Qua non è che prende tanto.

È che siamo un po' isolati.

Un ciao non me lo dici, ma che maniere sono?

- Ciao. - Ciao. La pancia, come è cresciuta.

- Ciao. - Ciao, papi.

- Come stai? - Bene, bene.

Va bene dai, qui è ancora tutto un po' rustico ma è selvaggio.

Bene... allora dove ci sistemiamo?

- Come? - Prendo le valige.

Perché rimanete?

Così smetti di lamentarti che non veniamo mai.

- Che? - Non mi sono lamentata,

no avrò detto due mesi fa che mi sentivo un po' sola.

Devo concentrarmi, io c'ho l'esame eh. Non passo l'esame.

Nonno!

Giulietto, come stai?

Urca, che trote. Ma chi ti ha insegnato a pescare?

Lui.

- E certo se aspettavi tuo padre. - [Vittoria ridendo] Eh!

Mauro può restare a pranzo?

Invitiamo tutti, facciamo un convivio, dai vogliamo invitare anche l'ex di Ilaria...

- Viene anche Andrea? - Ma no, mamma.

No signora è una cosa per iperbole, invitiamo chiunque.

Che peccato, un così bravo ragazzo.

Ho visto sua mamma l'altro giorno. La devi chiamare, mi chiede sempre di te.

È che non mi prende qua il cellulare, ma la chiamo.

Dai entriamo dentro, andiamo, dai.

[Ilaria] Ma poi senti come ride.

Ma perché ci avete nascosto Mauro? È una così bella compagnia.

Risate a tutta, guarda.

- Cosa fa? - Dice che mi sistema la cervicale.

No, no, no aspetta un attimo! Digli qualcosa gli sposta una vertebra.

- Il destino a volte va lasciata andare. - Vai!

Signor Ivano non facciamo scemate basta per favore, finiamo sul TG regionale.

Adesso le prendo un antiinfiammatorio.

Ma che antiinfiammatorio, dice che lo sa fare.

Ma si quanto siete ansiosi, mamma mia!

Ho imparato a farlo con i cavalli. [Ivano fa verso del cavallo]

No papà per favore, non c'è niente da ridere.

Il collo è mio e decido io. Ma poi è tranquilla la mamma, scusa eh!

Il collo è suo, prego.

Fate, vado a studiare. Non chiamatemi se succedono casini, non me ne frega niente.

[scrocchio vertebre]

Oddio! Papà?

Papà? Oddio, papà?

Oh, papà!

È sparito tutto. Sono rinato.

Oh, Mauro, una cosa incredibile.

- Incredibile! - Ma che bravo, Mauro.

- Un brindisi per Mauro! - Vai!

Bravo Mauro!

- Bravo! - Un brindisi!

[verso di cicale e uccelli notturni]

[verso di galline]

[bollore della macchinetta del caffè]

- Eh... buongiorno. - Buongiorno. Caffè?

[Gerry] - Sì, per favore. - Ma che meraviglia.

- Buongiorno a tutti. - Eccolo.

[effusioni d'amore tra Vittoria e Ivano]

[cantano canzoncine romantiche]

[Ivano] Stanotte si replica.

- Siamo qua, eh! [ Vittoria] - Dai che ci sono i ragazzi.

- Ragazzi? Sembrano due vecchi. - Grazie, papà.

La campagna lo ha risvegliato.

Sì, ce ne siamo accorti, inizialmente pensavo a un massaggio cardiaco,

poi ho intuito che...

- Abbiamo fatto troppo rumore... - No, è stato bellissimo.

Mamma per favore, su.

- Ma siete grandi, no? - Sì, ma che c'entra.

Che dici, glielo diciamo adesso?

Sei incinta?

Ma dai, su. No è che con la mamma si diceva se...

possiamo rimanere qualche giorno in più.

Che dite?

[Musica da festa in sottofondo]

[Vittoria] Ragazzi, venite! C'è da bere e da mangiare.

[musica e vociare di festa]

[Gerry sospira]

[clacson]

[Ivano] - Eccolo! [Vittoria] - Dai Gerry, vieni giù!

Gerry, non fare il fifone, vieni a ballare!

- Dai, su, scendi! - Dai!

Eh! Eh! Bravi! Bravi!

[musica da festa]

- Eccolo! - Ciao.

- Ciao agresti! È qua la festa! - Noi agresti ancora no.

Ragazzi. Come va?

[Vittoria] Bello, lui. Bene, bene.

[musica alta]

- Grazie. - A voi.

- Grazie, eh. - Ma chi se l'aspettava?

Ma pensa che io ero di quelli che

la campagna per carità, mi rompo le scatole, invece...

un pensierino adesso ce lo farei.

Questi giorni sono stati meglio di una vacanza.

- Ah, belli, 13 e un pezzetto. - Un pezzetto.

- E senza pagare un euro, pensa. - Grande!

Ah a proposito di pagare: il mutuo.

Io mi sono esposto per voi volevo capire quando pensavate di pagare qualcosa.

C'hai ragione è che non abbiamo venduto tanto,

però adesso riseminiamo e vendiamo insomma.

Stai malissimo, questa è la femmina, ti sta rovinando, io già l'amo. Vieni.

Simpatico come sempre.

- Ciao a tutti. - Ciao, ciao.

- Ilaria, lasciati contagiare. - Da che, mamma?

Da questa primavera, non vedi come tutto freme di vita?

[fa il verso del cavallo]

Va be dai e ciao.

- Ciao. - Ciao.

Andate che pigliate il traffico. È stato un piacere, davvero.

Sono stati tutti bene.

- Tutti bene tranne noi. - E il problema saremo noi, oh.

Forse sì.

Questo posto non lo so gli stiamo sulle balle, ci fa stare male,

c'avrà le preferenze, fatto sta che io devo mangiare

non posso continuare a mangiare sta roba qua in scatola, Ila.

- Era in offerta. - Falla pure pagare a prezzo pieno

Soprattutto te, amo,

anche tu devi mangiare meglio, sei incinta.

Incinta, ancora per poco, mi sa.

[verso di dolore]

[urla]

Però amore se gridi, qua capisci, non si sente tanto. Ahiaa!

Scusi, riferisco e torno da lei.

La strada è di nuovo interrotta, l'ambulanza non riesce a passare

e provano adesso con l'auto medica. Aspettiamo un attimo. Hanno messo giù.

Ecco, han messo giù. Posto di merda, dove mi hai trascinato!

- Che fai rinfacci? - No, constato.

Mo c'è il centralino, devo risentirmi di nuovo la canzoncina.

[alterata] Che cazzo me ne frega!

Lo dicevi tu no? Quanto saremmo stati bene in campagna!

Senti tesoro, Giulio,

prendi quel tronco lì e lo tiri forte forte addosso a papà, va bene?

- E dai su. - No perché un altro al posto tuo,

avrebbe trovato, non lo so, un fuoristrada,

un elicottero, tu manco un somaro sei riuscito a trovare.

Ma secondo te, son contento di vederti soffrire così?

Partorisci dice la natura, è bello è divertente, amore mio?

Dio ti prego, non ti ho mai chiesto niente ma io adesso ti imploro, ti supplico,

prendilo con te perché se no lo ammazzo io con le mie mani.

E non trascendere sempre tutto, dammi una mano,

se fai così vado ancor più in sbattimento, lo capisci o no?

Non riesco nemmeno a scrivere il prefisso! Oh che c'è? Cosa ci fai qua?

[Ilaria] Oddio, ci manca solo lui!

- Papà, l'ho chiamato io. - Cosa?

Voi due siete un disastro.

- Come l'hai chiamato tu? -

Ho fatto partorire cavalli, vacche, capre.

Ad occhio un quadrupede è più difficile.

Sì, ma le mani su mia moglie non ce le metti.

Su mio suocero divertiti pure. Giù le zampe.

- Levati di mezzo. - Sentito? Vai!

No, non lui. Tu!

Ha detto che lo sa fare. Invece tu stai lì che mi guardi

senza saper fare un emerito cazzo ed è la seconda volta che partorisco

e tu ancora non hai capito che così a me non servi a niente.

Allora sì, sì, io preferisco la natura.

Perché sai la natura cosa vuole?

- Lo sai che cosa vuole? - Dimmi, che cosa vuole?

Vuole che sia io a soffrire e che lo faccia da sola

e che tu e tutti quelli che come te, che non sanno fare un cazzo,

si levino di mezzo perché non abbiamo bisogno di qualcuno che ci guarda,

ma abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a farlo quindi, va bene anche lui.

Allora tu sei una bomba di ormoni adesso, lo capisco,

infatti non mi arrabbio per quello che mi hai detto però

c'è una persona estranea qua dentro, un ragazzino,

- per favore puoi darti un contegno? - Gerry...

Gerry...

[urlando] vaffanculo!

[musica dolce]

- Gerry? - Oh.

Sono venti minuti che la fissa.

Starà facendo l'imprinting, come le papere.

Renditi utile, prendi la bambina.

Si chiama Adelaide.

[Gerry] - Chi? [Mauro] - Tua figlia.

No, no, come nome noi avevamo pensato... c'era Sara e Roberta.

- Adelaide. - Sì, mi piace.

- Sì, è bello. - Vero?

Ah! Cognome possiamo usare il mio o vi incazzate?

Dammela, su.

Eccola la mamma.

Giulio? Vieni, amore.

Guarda... è la tua sorellina.

[Giulio] È bella. Somiglia alla mamma.

Amore.

[Mauro] Il cordone lo tenete voi o lo diamo alle galline?

[pianti neonata]

[pianti neonata]

[pianti neonata]

[pianti neonata]

[pianti neonata]

[pianti neonata]

[rumore traffico]

[Gerry] - La passiflora con te funziona. [Ilaria] - Se lo dici tu.

[Gerry] Mila e Franco avranno qualcosa di sano per Adelaide

perché a me le goccette non mi sembra proprio il caso, scusami, ma...

Facciamo così io inizio a scaricare, Giulio dai una mano alla mamma, va bene?

[Ilaria] Shh...

Dorme. Da quando siamo entrati in tangenziale, dorme.

[clacson]

[Gerry] Come è possibile?

Sarà il monossido di carbonio?

[Mila] Dai ma che dite, saliamo? State più comodi. C'è Giulio, vi sedete a tavola...

Voi non avete capito la portata dell'evento. Qua dorme.

[Ilaria] Non possiamo rischiare che si svegli, capito? Lei qua sta tranquilla.

- In mezzo alla strada? - Sì!

- Sì, in mezzo alla strada! - Ila!

[Mila] E allora vi porto un po' di verdure, eh.

Anche se chissà come saranno belle quelle del vostro orto, ragazzi.

E tu che ne sai, eh? Che non siete mai venuti!

Ma lo sai che con il negozio, uno ha mille imprevisti.

- Certo, certo, sì. - [Franco] Impegni...

"Saremo sempre lì, ci dovrete cacciare".

-

Scusate perché la mancanza di sonno le leva dei filtri e parla...

- No, no, lo diceva. - Si lo diceva, non ti sto contraddicendo.

È vero, l'ho detto e questa è un po' di ratatouille,

- Grazie. - Buonissima!

- Ma come dorme quell'angioletto? - Eh, sta stronza!

Fate venire giù Giulio per favore, noi andiamo.

[parla con il boccone in bocca] Sto qua, ti vedo.

[Franco] Ma Giulio può restare a dormire con Zeno stanotte?

Si dai lasciatelo qui, anche perché appena sono arrivati si sono chiusi in camera.

Hanno mille cose da dirsi, non si vedono da un sacco, fanno...

- C'è altra lasagna su? - No... c'è il gelato!

Andiamo, va.

[Mila] Zeno?

Io ho fatto staccare internet, come è possibile?

Uso quello dei vicini.

Ma poi queste foto, chi te le ha fatte vedere, Giulio?

- [Mila] È stato Giulio? - Ohh, addirittura così!

- [Mila] Grazie mille. - [Gerry] Oh, ma stai scherzando?

Mamma sono grande, voglio farmi le pippe!

- Ecco, la coscienza di Zeno ha parlato. - Mila, Mila!

[Mila] Guarda che va tutto bene. Amore tranquillo siediti, respira...

- Franco, che è? - Tranquilli, non è successo niente.

Scusami, ma cosa gli stai dando?

- Sono goccette che deve prendere... - No, fammi vedere.

Non ci posso credere, cioè questo è un ansiolitico.

È un ansiolitico!

- È una cosa che fa ridere? - Sì, sì.

Certo, ci avete fatto una testa così, con l'omeopatia con le tisane...

A me hai dato la passiflora!

- Prendi sta roba, prendi? - Gerry, Gerry...

la nostra vita è molto molto stressante.

- Ah! Ecco... - Il negozio, i fornitori, i clienti

che hanno un sacco di fobie e le etichette che bisogna leggere tutti gli ingredienti.

- È tutto veramente molto difficile. - Poverini.

Ma poverini, veramente, dovete prendere le goccine...

ma venite a fare un weekend con noi a la fattoria del sorriso,

vi internano entrambi.

Ila, io te l'ho sempre detto, quelli che sembrano tanto sereni è perché si drogano.

Bravo!

[Rumore di cicale, uccellini, gufi]

[pianto neonata]

Adesso basta.

Adesso basta!

Io non ce la faccio più! Io non ce la faccio più!

Che ho fatto?

- Basta, basta. - No, Ila vieni qua.

Ma dove vai oh! Ila, Ila!

Ma dove vai? Vieni qua!

[pianto neonata]

Giulio, vieni un secondo qua da tua sorella!

Le cicale, il gufo, i grilli, gli uccellini, l'aria buona!

Il verde, tanto verde!

[Ilaria] I cetrioli e tanto farro!

Ila, ma cosa fai?

[urla]

Oddio no, oddio!

- Mettilo giù! - Levati di mezzo!

- Metti giù quell'affare! Sei impazzita! - Vattene!

- Ci vuole un brevetto per sta cosa! - Non ce la faccio più!

Basta!

- Ci ho seminato! - Campagna di merda!

No!

[urla]

[Ila ride]

[urlando] Campagna di merda!

[ride]

[Gerry] Che cazzo ti ridi! Ila, vieni via!

[grida]

[Gerry] E lì ho capito.

Ho capito.

I nuovi contadini che sognano di spaccarsi la schiena per un tozzo di pane

sono il rigurgito sottoculturale

di una delirante nostalgia collettiva antistorica.

Perché in realtà non c'è pace nella natura, non c'è il benessere, non c'è...

Non c'è. Ed è vita vissuta, eh.

Si, però...

le intenzioni della commissione,

della facoltà, per quanto riguarda letteratura verde,

sono proprio di andare incontro ai trend, al marketing,

perché gli studenti si iscrivano.

No, perdonami Renato, no, no.

Noi non possiamo ridurre l'universo contadino

a dei trend fighi, chilometro zero, bio...

omettendo la fame, il gelo, la fatica, la frustrazione per un raccolto.

Io non ce la faccio, non ce la faccio.

Io devo vincere questa cattedra

perché io voglio raccontare ai miei studenti la natura vera,

quella muta, sorda, impenetrabile di Conrad,

quella dei dolci, tremendi fremiti del mare di Melville,

quella a cui si appella Leopardi: "Natura, oh natura..."

"perché non rendi poi quello che prometti a loro,"

"perché di tanto inganni i figli tuoi..."

Ecco, in sintesi...

la donzelletta viene dalla campagna con il mazzolino, tutta allegra...

il sabato,

ma il lunedì bestemmia perché deve farsi un mazzo così

e non ce la fa più, non ce la fa più.

- Non credo ci siano altre domande. - No.

[sospira]

[rumore di porta]

Oh? Eh? Allora?

C'era troppa verità e ho pagato per il mio coraggio.

Quindi non l'hai passato?

E va beh, moriremo di fame.

[ragazzo] - Quindi a me non mi baceresti? - È inutile che insisti.

- Non le piaci! - Allora baceresti Marco? Antonio?

No. E lui? Tu Miriam lo baceresti?

- Scommetto di no. - Scommetti che perdi?

Lui dice che pensa sempre a te quando lo fa.

- Cosa fai quando pensi alla mia amica? - Avanti, diglielo.

Dice che si fa da soli con la fantasia. Spiegalo un po' Giulio cos'è?

Tu sei scemo. Ma proprio scemo!

Non ti credo e lo sai perché?

Perché io sono particolarmente sveglio.

[risate]

Non capisco, mi hai detto di seguire l'istinto e ora tutti mi prendono in giro.

Neanche io li capisco spesso.

È per questo vivi qui da solo come un orso?

E nemmeno ti lavi! Tutte le cose che mi hai detto a che servono?

Con i tuoi simili...

non puoi fare sempre quello che ti viene o dire quello che pensi.

Io in branco non ci so stare. Questo non te lo posso insegnare.

Non lo puoi imparare da me. Non ho mai neanche detto ad Adelaide che l'amavo.

[bambina piange]

Giulio?

- Che c'è? - Lasciatemi stare.

Che c'è, Giulio? [Giulio sbatte la porta]

[rumore di cose che si rompono]

Giulio? Giulio, apri questa porta!

Giulio, che succede?

- [Giulio] È tutta colpa di Mauro! - Mauro cosa?

- Mi hanno preso in giro tutti! - Apri sta porta, forza!

- Piano, così ti spezzi... - Eh, piano...

Oh, cos'hai detto a mio figlio?

- Dov'è Giulio? - Sta' attento.

Si attento a cosa? Alla tua onniscienza?

Hai imparato anche ad allevare i ragazzini degli altri? E dove l'hai imparato?

Perché tu sei sempre qua rintanato come un istrice.

Tu non riconosceresti un istrice neanche se ce l'avessi conficcata nelle chiappe.

È vero, non lo so come è fatta un istrice,

- non so neanche come cinguetta l'upupa. - Non cinguetta infatti.

Grazie per avermelo detto, non so neanche prevedere il tempo.

- Senza cellulare non sai fare un cazzo. - Sì, un cazzo proprio,

neanche i pomodori so piantare neanche zappare per terra.

- I pozzi li sai scavare bene. - Ah grazie perché tu sei un grande,

- sai anche tirare con l'arco. - So anche pescare, io.

Certo, non me frega niente, tu devi lasciare stare mio figlio hai capito?

- Finalmente. - Che?

Cerchi Giulio? Vai giù al fiume,

pensa a quello che hai perso,

- a quello che cerchi veramente. - Basta.

Gerry! Cosa cerchi veramente?

Giulio?

Giulio?

Eh!

[rumore tra le foglie]

Giulio?

[urlando] Giulio? Oh!

[verso di cinghiale]

- Stai fermo lì. - Papà, ho paura.

[verso di cinghiale]

[verso di cinghiale]

[urla]

Andiamo via va. Tutto bene?

[musica dolce]

- Te non c'avevi paura? - Si che c'avevo paura,

solo che non so, non mi sarebbe venuto in mente di fare: Ah, ah!

Io ho letto che i cinghiali se tu aumenti il volume,

ma me lo ricordavo da ragazzino,

Io in quel momento ho pensato, va beh...

questo adesso viene sbranato dal cinghiale...

- invece... - Invece bisogna dire che è andata bene.

[clacson]

Che è?

[clacson, rumore di traffico urbano]

Ila?

Amore, che c'è?

Ila?

Amore?

Scusa. Aspetta.

Ho scoperto la ninna nanna perfetta.

Hai capito... a lei...

a lei piace il traffico.

- Capito? Il rumore delle macchine... - Certo.

Il clacson...

il martello pneumatico... Ah sai cosa le piace? I fischietti!

Quelli dei vigili.

Tenera eh, come la mamma.

A lei piace il caos...

e allora noi dobbiamo rispettarla.

Quindi adesso io alzo...

e noi ci facciamo un bel sonno.

Buonanotte!

[rumore di traffico urbano]

Buonissima questa.

Manco più la luce abbiamo.

Eh...

Io... vi chiedo scusa,

ma ho capito una cosa.

Io in campagna ci voglio tornare da turista.

Venirci nel week end, sedermi, mangiare,

andare a dormire e vedere gli altri che si fanno il mazzo per farmelo fare.

- Vuoi tornare in città? - Sì.

- Sei sicura? - Sì.

[Ilaria] Tu che dici Giulio?

due rate su dieci avete pagato.

Ho dovuto restituire...

ho dovuto restituire il bonus e tu mi chiedi un altro prestito?

veramente guarda giusto per tornare in città mentre vendiamo.

Senti guarda, sia chiaro, lo faccio per i nipoti.

È chiarissimo, sì.

c'hai da scrivere?

Sì, un attimo solo.

Vai, allora scrivi bello grande: 'N' come Napoli...

- 'N', sì. - e 'O' come Orca.

- 'O'... -

Dai, però.

Ma che volevi scusa? La salubrità, la genuinità, la santità?

Una casa normale...

Guarda che siamo nel ventunesimo secolo, siamo digitali, siamo metropolitani

e si va be inquiniamo un po', mangiamo cibo di merda, ma insomma...

abbiamo internet, cioè possiamo vedere le partite online,

devi fare l'alternativa,

perché non ti sta bene niente, però vuoi la sicurezza?

Certo, tu e quel genio di tuo marito, il professore.

Ciao Robi, come va? Siamo in vivavoce qua, eh

Ma meglio guarda così mi ascoltate entrambi.

Volevate il migliore dei mondi? Ve lo dico io qual è, Ibiza il sabato sera.

[risate]

Grande!

Guarda l'unico che c'ha guadagnato è Giulio che ha imparato a farsi le...

[verso del gallo]

Gerry...

Noi non dobbiamo vendere il casale.

Come no, come facciamo?

Dobbiamo vendere quello che tutti vogliono.

Cosa vogliono?

Il sogno.

Ecco allora qua abbiamo messo l'orto

che devo dire ci sta dando proprio grandissime soddisfazioni

- Prego, prego. - Grazie.

La città ci sta esaurendo.

Infatti ci siamo detti, ma quanto staremmo bene in campagna?

Eh, bene si sta bene.

Lo hanno già fatto tante famiglie, mica saremo i primi.

Però ci spaventa un po' la fatica.

- No, ma quale fatica. - No, no la fatica c'è.

- No, va beh... - No, dai Ila, se no sembra... dai su...

È una fatica però è quella fatica... bella, no?

Quella che a fine giornata ti fa guardare il cielo e dire Grazie! Forte.

A noi la campagna ci ha rigenerato.

Sì, beh, quello lo ha fatto anche il cibo, il farro...

Sì, farro, tantissimo farro, farro ovunque.

Avete avuto da poco anche una bambina.

Sì, adesso la senti piangere perché ha fame, ma...

Amore, falle vedere le formichine che si calma.

Però guarda una gravidanza, nemmeno me ne sono accorta,

praticamente è andato tutto liscio come l'olio

poi con lui accanto, eh?

La campagna ci ha molto avvicinato anche.

- È una tenerona lei. - Mammina, guarda le galline!

Noi puntiamo sulla qualità,

quindi noi le lasciamo praticamente... libere non sono pressate,

quindi però quando se la sentono fanno un uovo...

Buonissimo.

E beh, ma perché è più un'urgenza artistica, capito?

E quel campo lì invece?

Sì quello... allora, ho seminato io.

- L'ho anche fertilizzato per bene... - Bravo, è stato molto bravo.

Lì c'è da aspettare e da raccogliere, no?

Ecco, sì.

- E possiamo... - Certo, prego.

Grande è grande.

Certo, un po' di lavoro.

- Io non ce la faccio. - Dai...

Mi sembra che siamo dei truffatori...

- Sono brave persone. - Anche noi lo eravamo.

- E poi ti posso dire... - Sì.

Abbiamo messo su proprio una cosa... è così bello che quasi mi dispiace.

È posticcia sta roba, l'ho presa al vivaio, devo anche riportargliela.

- La devi restituire? - E vedi tu.

Dite, dite.

- Il casale è stupendo. - Bello.

E voi lo vedete così adesso, qua d'inverno...

beh lo valorizza proprio, devo dire...

[rumore di traffico]

Perché non interveniamo?

No, perché al corso ci dicevano che per sciogliere l'ingorgo

il modo migliore è canalizzare, quindi che faccio, canalizzo?

No.

- E che cosa faccio? - Niente.

Niente, tanto quello se lo sciogli, domani si ricrea è il suo ciclo naturale.

Mai mettersi contro il ciclo naturale.

Chatwin è diventato metafora dell'irrequietezza e della vita ubiqua.

Nei titoli delle sue opere c'è già il suo mito:

'Le vie dei canti', 'Anatomia dell'irrequietezza'...

Benissimo, esposizione molto buona. 30 e lode.

Ah!

- Grazie. - Di che, bravo te.

Dai, Giulio.

Bravo.

Eh sì.

Alla fine gli ha fatto bene stare con Mauro.

Va beh, anche da noi ha imparato qualcosa.

ci vuole fantasia e coraggio per un fallimento di queste proporzioni.

Vederlo alla sua età può salvargli la vita.

Eh già.

[squillo cellulare]

No, sono quelli a cui abbiamo venduto il casale.

Oddio, dici che hanno scoperto la sola?

- Cosa gli dico? - Allora, aspetta un attimo...

intanto nessuno li ha obbligati eh, no?

Quindi, si prendessero le loro responsabilità.

- Ila... - Va beh, ci parlo io?

- No, ci parlo io. - Ok, vai.

Pronto?

Sì, noi benino, si...

guardi, la interrompo subito prima che degeneri,

io volevo veramente...

Eh, ho capito solo televisione.

- Sì, sì. - Che?

Sì, sì, sono qua davanti, un attimo.

La sento malissimo, mi ridice il canale per cortesia?

- Eccolo. - Siamo venuti qui per raccontarvelo.

[Giulio] Ma quella è casa nostra?

Questa coltivazione è diventata un caso internazionale

ma è anche un esempio di amore per la terra, un amore che ha dato

frutti preziosi perché non si può non far notare

che tutto è partito da qui, giusto?

- Sì, assolutamente. - Non ho capito che sta dicendo.

- Accompagnato anche da tanta fortuna. - Beh siamo stati fortunati, eh.

È stato come dicevate voi, non abbiamo dovuto fare niente.

Sono iniziate prima a spuntare delle foglioline

e poi centinaia di questi cosi neri e crescevano crescevano e...

Abbiamo scoperto che si chiamano Densuke.

È un cocomero giapponese. Di Hokkaido.

- Rarissimo. - Li abbiamo venduti a peso d'oro.

In Giappone un parassita ha sterminato i raccolti

per ciò noi ci tenevamo molto a regalarvi questo.

- Mi sembra troppo francamente. - Beh...

È giusto così, per ricordo.

Chi se lo scorda. Che carini che siete, grazie.

- Beh, il merito è vostro... - Eh...

avete seminato voi.

Beh, io vorrei che almeno Mauro lo sapesse, una cosa buona l'ho fatta.

Ah...

temo che sarà impossibile.

Perché?

Voleva andarsene da questa terra come c'era vissuto.

Da selvatico.

Ti va se entriamo?

Posso prenderlo?

Credo che Mauro ne sarebbe felice.

- Ciao. - Arturo, ciao.

Da parte di Mauro.

Te la stavo per spedi', ma v'hanno visto arrivare.

Grazie.

- Per me? - Ha detto a me di dartelo...

- perché io... so particolarmente... - Particolarmente sveglio.

Sì, lo sappiamo.

Oh...

c'è mia sorella. Sta con gli altri.

- Io vado. Se vedemo. - Ciao.

- Ciao Giulio, ciao Gerry. - Ciao.

[rumore di sportello che si chiude]

- È lei la famosa Miriam? - Sì.

Su una cosa Mauro aveva ragione.

Alle volte ci spaventa quello che non dovrebbe farci paura affatto.

Vai e diglielo, mi piaci!

Non c'è niente di male ed è una cosa bella.

Vedrai che è più semplice di quello che sembra.

Miriam...

è vero che ho pensato a te.

Perché mi piaci.

Da mo che ce lo avevo capito che te piacevo.

Perché io sono particolarmente sveglia.

Vuoi veni' a lo fiume?

No, no non penso.

È il suo testamento.

[Mauro] A chi vorrà ascoltare,

scrivo questa lettera anche se non sono mai stato bravo con le parole, anzi...

le ho sempre usate per tenere lontano gli altri

come si fa con un recinto attorno a un campo.

Chi mi conosce sa che ho sempre preferito vivere da solo.

Non perché odiassi la compagnia

ma perché ho sempre preferito gli alberi alla gente che urla,

gli animali non mentono, il vento non fa chiacchiere inutili,

la terra ti risponde solo se la tratti con rispetto

ma sento che ora è giunto il momento di dire qualcosa,

con tutti i miei difetti

e con un cuore che ha amato di più di quanto abbia mai detto,

nella vita ho avuto bisogno di poco,

il resto l'ho messo da parte e di là non mi serve.

Negli ultimi giorni ho pensato alla cosa più bella che ho visto prima di morire,

la piccola Adelaide,

così lascio a voi i miei averi.

[risate]

È una bellissima notizia.

chiedi a lui.

Chi è lui?

"A quel punto avrebbero potuto comprare"

"quella grande casa che tanto desideravano"

"e continuare con la loro vita di sempre..."

Che se non fosse stato per me, sappiamo che sarebbe andata a finire così, no?

"E invece dopo aver preso la patente nautica,"

"hanno ristrutturato una barca"

"e hanno fatto la scelta che li ha portati a noi."

"Diamo il benvenuto a Gerardo Fontana e a sua moglie Ilaria Mauro,"

bellissima, fantastica, senza alcun difetto

che fa prendere decisioni giuste a suo marito.

Non c'è scritto questo.

"Per due anni ci racconteranno, con parole e immagini,"

"le antiche rotte dei grandi esploratori."

- Wow! - Bello, eh?

- Amore... guarda... - Guarda!

Sei tu questa qui, eh.

[Ivano] C'è qualcuno? Ilaria?

Che quel Mauro fosse una persona speciale io l'avevo capito subito.

L'avevamo capito tutti. Solo uno non l'aveva capito.

[Gerry] Guardi che è in vetroresina la barca, son qua, si sente, eh.

- Ma va? - Questo che cos'è mami?

È tutto pieno sotto raga'.

Sono dei maglioncini e delle sciarpine che ho fatto all'uncinetto.

- Ma che carina. - Grazie signora Vittoria.

- Primo porto, li regaliamo a qualcuno. - Regaliamo i libri tuoi, ma scusa.

[Gerry] Guarda Adelaide il decimo maglione, tieni.

Giulio...

prima di infatuarti fatti mandare un vocale.

Allora ci vediamo l'anno prossimo.

- Saremo sempre qui ad aspettarvi. - Proprio qui no, eh.

Dai su lasciali andare, mollali.

Lascia la mano, mamma.

La lascio, la lascio.

[bacio]

- Ciao. - Ciao, ciao.

[Ilaria] Senti le previsioni danno burrasca.

E infatti mi ha iniziato a far male la spalla, sai?

- No, davvero! - Sì...

Mi sa che stanotte si balla.

E allora balleremo.

Eh sì.

[musica allegra]

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