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[prentatrice, TV] Un brutale omicidio.
Ezio e zia Mariuccia sono inseparabili.
Non passa giorno in cui lui non vada a trovarla nella sua amata villetta di Sora.
Ma sentiamo ora il criminologo, Christian Agata.
Eziuccio, gli volevi bene a zia Mariuccia, sì?
Come a una mamma.
Scommetto che tra lei e sua zia c'era un rituale: la paghetta del venerdì sera.
Era il vostro segreto. Ma quella sera no.
[uomo] Come fa a saperlo?
E neanche i soldi per le macchinette, gli ha dato.
E questo, lei, non lo poteva accettare.
- Non volevo, zia! - [prentatrice] Ezio, cosa non voleva?
Ammazzarla. Eh, ma pure tu.
Eredità e grassi saturi: è per questo che si uccide.
Mo mi avete rotto i coglioni, me ne vado. Professore. Ciao, tesoro.
Ma dove va? Christian Agata, dove va?
Torni indietro, Christian Agata, siamo in diretta.
È pure il bello della diretta, però così non si fa.
[Ezio] Mi manca l'aria.
[prentatrice] Ezio si sta sentendo male, chiamate un dottore.
Ma che dottore? Chiamate la Polizia. Testa di cazzo.
[prentatrice, TV] Ci scusiamo con tutti voi a casa
per l'assenza di Christian Agata,
ma, come avete visto, questo è un vero scoop,
l'ammissione di un omicidio.
Non pensavamo potesse succedere una cosa simile,
e poi in diretta TV, davvero.
- Grazie. - Prego.
Dottor Agata, permette?
Scusi, il mio Raimondo vorrebbe tanto una foto con lei. La segue sempre.
Vai, amore, dai.
Che fai, che tocchi? Fatti più in là. Spostati.
No, scusi, il bimbo è tagliato a metà, non va bene.
Vabbè, ma che problema c'è? Questa si modifica.
Vedi? È perfetta così. Va' con mamma, vattene.
Dottor Agata, mi permetta di presentarmi. Sono Walter Gulmar.
- Piacere. - Piacere mio. Walter Gulmar.
Ah, come "Gulmar&Gulmar", quelli dei giochi da tavolo?
Non "come", siamo proprio quelli là.
Ah, vi sedete.
Senta, dottor Agata, io e mio padre Carlo, il fondatore dell'azienda,
siamo da sempre suoi ammiratori.
- E questo è un omaggio da parte nostra. - Che è?
È la riedizione, dopo quasi 40 anni, di "Crime Castle",
che è il nostro gioco di punta, di maggior successo.
È il mio tè. Che tocchi?
Senta, parliamoci chiaro.
Io voglio che lei sia il testimonial del gioco.
Il detective più famoso d'Italia.
- D'Europa. - D'Europa, certo.
Questo weekend, noi ci riuniremo nella nostra proprietà in Valle D'Aosta,
proprietà che ha ispirato Crime Castle,
e lì gireremo lo spot del gioco, con lei.
- Protossido di azoto, giusto? - Bravo.
Ex crackomane.
Piuttosto, Agata, dia un'occhiata qui, alla cifretta in fondo.
Eh? E mio padre non sa nulla, quindi per lui sarà una sorpresa assurda.
Con permesso. Non se ne parla proprio.
- Quindi è fatta. È fatta. - No, non è fatta.
Hai visto? L'avevo detto che avrebbe accettato.
- Ha detto "no". - Ho detto "no".
Eh? Ha detto "sì"! Cazzo, ha detto "sì"!
[suona "Maracaibo" di Lu Colombo]
Cosimina? Ma che è 'sta musica?
Cosima, che c'è per cena?
Eh?
Ma mo che c'entra "Maracaibo"? Cosima?
- Ma che è? - Buon compleanno, dottore.
Ma il mio compleanno è tra una settimana.
- Lo so, ma io sto partendo. - E dove vai?
A Tricase, da mia sorella. S'è dimenticato delle ferie?
A Tricase? E io come faccio con gli ospiti?
Ma quali ospiti?
Ma come? Ti avevo detto di mandare gli inviti.
L'ho fatto. Sono tornati tutti indietro.
Pure l'avvocato Petrosi?
L'anno scorso gli ha detto che la moglie se la faceva con un cubano.
Manco mi ha ringraziato 'sto cornuto. E la dottoressa De Rosa?
L'ha insultata perché le ha preparato le lasagne.
Ma si può sapere che cosa le ha fatto la lasagna?
La lasagna è il simbolo del pressappochismo e del lassismo italico.
È una truffa spacciata per pietanza, ecco cos'è.
Ah, dimenticavo.
- Per lei. - Che è? Per farti perdonare?
È un timer, che dura solo dieci secondi.
Aspetti il bip prima di parlare, così evita di dire cattiverie,
e magari si fa un amico.
- Tanti auguri. - Eh, tanti auguri.
Ma davvero te ne vai?
[Tarda] Mi sentite in Centrale? Pronto?
- Comandante? - Eh?
La radio ancora non funziona. Abbiamo un problema.
- Che c'è? È rotta? - Vediamo, ma…
[interferenza]
Che c'è?
Ho capito: sono api. Hanno fatto la loro casa dentro la nostra radio.
Ah, dentro?
- C'è un alveare di api. "Zooo". - Eh, sento.
Però non possono stare qua, perché è pericoloso per loro.
- Prenda. - Io? Che devo fare?
- Le deve portare vicino a un albero. - Ma è pericoloso.
No, loro sono animali sensitivi, buoni.
- Lo porta vicino a un albero. - Sì.
Perché loro cercano una casa nuova.
Cambia il clima per colpa dell'uomo.
Guarda là, in vetta.
Se tu vedi, qua, si vede bene anche la motivazione perché vanno a cambiare.
Aiuto! Oh!
La bassa pressione ha cambiato l'uomo, ha cambiato tutto.
Vabbè, almeno oggi abbiamo salvato l'alveare.
- Adesso le api ti sono grate. - Non mi pare.
Tu lo sai che "ombo" rallenta la crescita dell'agrifoglio.
- "Ombo"? - "Ombo".
- Che è? - Il rombo dell'auto.
Eh, il rombo del motore. "Ombo" non c'è nel vocabolario italiano.
Ma poi chi era questo?
Il figlio di Gulmar. Un potente della zona.
Sai che facciamo adesso? Lo raggiungiamo e gli facciamo una bella multa.
Va bene. So dove abita.
Ben arrivato, dottor Agata, spero abbia fatto buon viaggio.
Lungo più che altro.
- Serena. First assistant di Carlo Gulmar. - Ah, la segretaria. Pablo, dai a lei, va.
Che piacere conoscerla. Olmo Rinaldi.
- Ecco. - Grazie.
1.100 euro?
È venuto da Roma in taxi?
L'aereo non ci arriva, i treni sono sempre in ritardo e affollati.
Vado di qua?
Sa che sono io che ho fatto il suo nome a Walter Gulmar?
Perché lui manco la conosceva.
Mio marito scherza, è un creativo.
Ha progettato lui tutti i giochi dell'azienda.
Bravo, bravo.
Christian Agata, è un onore averla ospite.
Lo sa che lei non è il primo personaggio illustre che varca questa soglia?
Il primo fu Guglielmo Marconi.
- "Me cojoni". - Eh, sì, proprio lui.
Dormì nella stessa suite che le abbiamo riservato.
Interessante, molto.
Vedrà domani come sarà interessante visitare i giardini,
che curo io personalmente, anche queste…
Elaeagnus.
- Le conosce anche lei? - Sì.
Sono le mie preferite, lo sa?
Sì, perché sono piante autoctone, che hanno… Che è?
- Pezzo di merda. - Sì, è un pezzo di merda.
Elvio!
Dottor Gulmar, ben arrivato.
Ma te non eri morto? Mi ricordavo che fossi morto.
Perché non sei morto?
Spiritoso.
- Bella questa, eh? - Sì, dottore.
Benvenuto, signor Agata. Venga dentro che le presento il papà.
- Ah, il papà. - Venga.
Signora.
Un orso.
Sì, questo è B52. Che tenero, lui.
Dorme. È venuto qua perché adesso è periodo di letargo.
Qui, a cercare il suo lettino.
Si è alzato.
Sì, si è alzato, perché noi abbiamo sbagliato.
- Si è avvicinato. - Si è avvicinato, sì.
Adesso devi stare immobile e non devi guardare fisso negli occhi,
perché pensa che lo stai sfidando.
No, no, io non solo non lo fisso, non lo guardo proprio.
No, questo non si fa, questo è sbagliato,
non è neanche giusto per lui, perché sente la tua indifferenza.
- Che devo fare? - Devi guardare, ma con dolcezza.
- Con dolcezza? - Sì, sì.
[bramito]
Sta qua!
Sta qua, sì, sì. Perché lui vuole che tu fai parte della sua famiglia.
[grida]
Aiuto!
[bramiti]
Aiuto! Aiuto! Oddio!
[spari]
Comandante, ha sentito lo sparo forte? "Boom".
B52 è scappato, perché spaventato da questo forte sparo.
Tu sei scappato.
Per rispetto della confidenza che stavate prendendo.
Urlavi.
Urlavo a lui: "Non è il momento di fare amicizia".
E io a te: "Questo è il momento vostro".
No, tu urlavi perché ti stavi cacando sotto.
Andiamo, va. L'uomo delle montagne.
- E comunque c'è stato uno sparo. - Pensiamo allo sparo.
- C'è stato uno sparo forte. - Ho capito. Andiamo.
Visto che roba?
Ah, India. T'ho beccata, eh? La vegana la fai solo sui social.
Poi quando nessuno ti vede, ti mangi i porci.
Stavo solo valutando l'impatto ambientale di questo buffet. Schifo.
Lei è la mia sorellastra India.
Si può dire "sorellastra", o non è abbastanza woke?
Sorella unilaterale.
Lei che ruolo ha nella società?
No, no, lei non si abbassa a cercar di far soldi, lei preferisce buttarli.
In cosa stai cercando di fallire, questo mese?
Cappottini per cani fatti con plastica riciclata dall'Oceano Indiano.
Quello era il pet fashion. Ora mi occupo di healthy food sostenibile.
- Ho qui due campioni. - Healthy food.
Dovrei mangiarlo?
Sono crackers di grillo? Una roba deliziosa.
Scommetto che il dottor Agata è molto più educato di te,
e apprezzerà, vero?
[timer]
Cara, preferisco bere due dita di merda.
[Carlo] Ma quanto siete cafoni a non aspettare i padroni di casa?
[Laura] Andiamo.
Ma che ci fa questo qua?
Ma chi è? Questa è una riunione di famiglia, imbecille.
Papà, ma è la mia sorpresa per te.
È il testimonial dello spot, il famoso criminologo.
Gli è piaciuta la sorpresa a papà?
Dottor Agata, che piacere. È davvero un onore averla qui.
- Grazie. - Laura Severino, moglie di Carlo.
- Seconda moglie. - Ultima. Insomma, preferisco dire così.
- Ma vuole bere qualcosa? - Grazie.
Accompagno un attimo il dottore.
- Regalino di benvenuto. - Ma queste lepri sono protette.
Ah, sì? Ecco perché ce ne sono così poche.
Anzi, ce n' "erano".
- Chi è lo chef qua? - Me ne occupo io.
Ciao, grandissimo. Come stai?
- Ma chi è 'sto burino? - Come "chi è"? È One Shot, lo youtuber.
Youtuber, influencer e grande imprenditore.
Ha fondato un marchio di moda a nome suo. È tra i più venduti d'Europa.
Sì, sfruttando i bambini pakistani.
Io non ho ancora capito che cosa è venuto a fare, però.
È una sorpresa, ragazzi.
- Ma lei chi è? - Ci siamo appena presentati qua fuori.
È che non rimane impresso.
Elvio? Champagne per tutti, dai.
- Sì, dottor Gulmar. Preparo subito. - Sbrigati però.
Ok.
Per favore, un momento d'attenzione.
- Vorrei fare un annuncio. - [Cuozzo] Fermi tutti!
Ma lei chi è?
Il mio nome è Cuozzo. Vanni Cuozzo.
- Brigadiere scelto. - Scelto male.
E l'appuntato Tarda.
- Quando arriva? - Ma chi?
L'appuntato. Ha detto che tarda.
Ho capito. Non nel senso del verbo "tardare".
Si chiama Tarda di cognome.
La solita storia, mi prendono in giro.
Anche da piccolo, a scuola, i compagni erano cattivi.
- "Tarda, hai fatto tardi". - Vabbè, basta, abbiamo capito.
No! Ma lei…
Ma lei è Agata Christian.
No, il contrario. Prima il nome e dopo il cognome.
- Non ci credo. La posso toccare? - Stia buono con le mani.
Io mi sono arruolato grazie a lei, dopo il caso delle siamesi decapitate.
Lei è un genio.
Ma, insomma, basta. Si può sapere cosa vuole?
- A chi appartiene il SUV nero? - È mio, perché? Che succede?
Perché lei pensava di essere a Indianapolis,
invece è in contravvenzione.
Sono 2.200 euro e un'ecatombe di punti.
Senta, Cuozzo, facciamo una robina.
Io le mollo 3.000 euro, lei ci si compra le caramelline,
e si dimentica magicamente della multa e dei punti, va bene?
- Benissimo, benissimo. - È fatta.
Sì, sì. Articolo 322 del Codice Penale, tentata corruzione a pubblico ufficiale.
Sarebbero dai tre agli otto anni.
5.000?
Brigadiere, non badi a quello che dice mio figlio.
Lei, piuttosto, si sieda, prenda un bicchiere,
e mi lasci fare il mio annuncio.
- Signora. - Grazie.
No. La glicemia.
Ma dai. Un sorso simbolico.
- Prego. - Sono in servizio. Dove va?
- Ha detto che è in servizio. - Sì, ma mica ho detto che sono astemio.
Vi sarete chiesti il motivo della presenza del nostro amico One Shot.
Per chi non lo sapesse, One Shot ha appena lanciato una nuova start-up.
La "Shot House".
Mi è stato presentato da mio figlio, Walter.
"Uolter".
Uolter.
E devo confessare che all'inizio avevo dei forti dubbi.
Dubbi per cosa?
Ho fatto il mio tempo, figlia mia.
Questa riedizione di Crime Castle
sarà la mia ultima creazione per la Gulmar&Gulmar.
[India] "Ultima"?
Ho deciso di lasciare il timone. Largo ai giovani.
Ma lei non può lasciare, è il cuore di questa azienda.
È l'ispiratore, no? Il faro, la stella polare.
Non vi siete mai chiesti perché l'azienda si chiama "Gulmar&Gulmar"?
Perché c'è un Gulmar padre e un Gulmar figlio.
E una Gulmar figlia.
La nostra società sarà acquisita dalla Shothouse.
- E Walter… - Uolter, sempre.
Uolter prenderà il mio posto.
Sono 15 anni che vuole farmi le scarpe.
E l'unico modo perché ci riesca è che sia io a farmi da parte.
[India] Tu lo sapevi?
Lo sapevo? Io sono la mente dietro a tutto questo, capisci?
Io sono il genio dietro a quest'operazione,
il futuro che avanza, il prescelto.
Se permettete…
avrei la mia consueta salita al rifugio dei Cinque Asceti.
E poi la cena.
Laura, mi accompagni?
Ridicoli. Voi fate entrare quest'idiota nell'azienda senza consultarmi?
- Sono anche io nel board. - "Eri" nel board.
- Comunque, stai tranquilla… - Non mi toccare.
Perché la paghetta per le tue stronzate ecologiche
non te la toglie nessuno, capito?
Dove vai?
Vai nella tua cameretta a pettinare le bambole, vai.
Lo giro io lo spot. Ho già preparato il set in biblioteca.
Lei è?
- Olmo Rinaldi, ci siamo presentati prima. - Olmo?
- Sì. - Pensavo "Elmo".
Questa la metto qua. Ecco.
- Mi metto là? - Sì.
Come, così?
Meraviglioso.
Ho dato un'occhiata alle battute. Sono un po' complicate.
[Olmo] Si ripeta la battuta.
- Prego, comandante. - Dammi qua.
[Cuozzo] Allora, vediamo…
Oh, eccoti qua.
Silenzio, partito, azione.
Pesca dal mazzo, spiazza l'assassino, risolvi il puzzle.
Stop. È "Pesca dal mazzo, spiazza l'assassino, risolvi caso, diventi pazzo".
Di nuovo.
- Spezza l'assassino, pesca dal pozzo. - Stop.
- E oltraggio a pubblico ufficiale. - Sì, e anche reato ambientale.
- E quanto la valuto come multa? - 36.000.
- 36.000. Ma non è troppo? - No, non mi pare.
Senti, fammi fare le multe che conosco e poi vediamo.
- Ok, tu sei comandante. - Sì, sono comandante.
Eccoci qua.
- Eccoci qua. - Eccoci qua.
- Eccoci qua. - [insieme] Eccoci qua.
Scusate, sapete dov'è andato Walter?
Walter credo sia dentro, ma non fanno entrare perché stanno girando.
Girano.
- È che avrei un problema. - Quale problema?
- Vorrei fare una spa. - [Cuozzo] Una spa.
- Ma non so dove lasciare Honey. - Lo lasci a noi.
Davvero?
- Certo, amiamo gli animali. - Che gentili. Grazie mille.
- È un piacere. - Prego.
Grazie mille. Buon lavoro.
- Buon lavoro a lei. - Buona spa.
[Honey ringhia]
- Che tenerezza, lui. - Ma sta ringhiando.
Quella è colpa tua. Hai la postura sbagliata.
Posizione ostile a lui.
Apri le tue braccia e vieni avanti verso di lui lentamente.
Mostra amicizia. Apri il tuo corpo e sarete amici.
- Trova il puzzle. - No.
Strozza il mazzo.
Pesca dal mazzo, spiazza l'assassino, risolvi il caso…
- Hai rotto il cazzo. - Questa era bella, però.
Si calmi. Se fa così, il cane si agita di più.
Si rilassi, respiri e ammolli le palle.
- Cioè? - Ammolla le palle.
- Ma che vuol dire? - Rilassale.
Visto? È passato.
- Ne facciamo un'altra? - Lei chi è?
- Il… - Ah, Olmo.
- Me lo staccate di dosso? - Stai calmo.
Carino. Quanti anni ha?
- Ha quasi tre anni. - Ah, sì?
- [Christian] Pronto? - [Cosima] Pronto?
- Pronto, Cosima? - Sì, mi dica.
Ciao. Che stai a fa'? Stai cucinando con tua sorella?
Regolare. Come va là?
Mi hanno messo dentro una stanza triste.
Mi dovresti fare una ricerchina.
- No. - Come no?
No, sto in ferie, ora no.
Mi è venuta una curiosità delle mie.
- Su cosa? - Sulle finanze della Gulmar&Gulmar.
Non vorrei che ci fossero problemi col mio cachet.
Va bene, faccio qualche telefonata.
Grazie, tesoro. Grazie.
Cazzo. Una valanga.
Pronto?
Ragazzi, c'è stata una valanga. L'avete vista?
Amore, tutto bene? Che fai qua?
Tranquilli, non vi preoccupate.
Queste mura hanno resistito ai cannoni di Napoleone.
Pensate che questa villa è stata fatta costruire su un'antica fortezza.
Calmi! State calmi! Calmi!
Ci siamo tutti?
No, mio padre e Laura sono ancora al rifugio, dove c'è stata la valanga.
- Anche voi dovete stare calmi. - Ma datti una calmata te.
Oddio, qui non c'è più campo.
Quello è normale. Probabilmente il ripetitore è danneggiato.
Perché… Valanga.
Che c'entra il ripetitore con la valanga?
Con la valanga no, ma con l'esplosione che c'è stata prima, forse sì.
Ma quale esplosione. Chiamo la Centrale.
[linea occupata]
Ragazzi, una notizia.
Il ripetitore è fuori uso.
Che è successo? Papà?
Non lo so. La valanga ci è venuta addosso e io poi non l'ho più visto.
- Vi prego, andate a cercarlo. - C'è la motoslitta qua fuori.
Fino a stamattina era qua. L'hanno rubata.
- E vabbè, torniamo indietro. - No, comandante, andiamo a piedi.
È anche una bellissima passeggiata.
L'avete trovato?
Ci siamo spinti fino a dove abbiamo potuto,
ma l'unico punto d'accesso era bloccato.
- Riprenderemo le ricerche domattina. - Domani? Mio padre morirà assiderato.
Ho provato a chiamare i soccorsi, ma le linee non vanno.
C'è la motoslitta.
No, non c'è. Qualcuno di noi l'ha rubata. Qualcuno che non sono io ovviamente.
Qualcuno che siete stati voi.
Ma come "rubata"? Io soffro, negli spazi stretti.
Questa casa non è "spazi stretti", va bene? È una casa di successo.
Me ne devo anda'.
[Christian] Chi ti ferma, tesoro? Vai. La strada la conosci.
Peccato che la valanga non ti fa uscire.
Aspettate un attimo, però.
In camera nostra, dovrebbe esserci un apparecchio radio.
Non so, potremmo provare a usare quello.
Venite, venite. Da questa parte.
Ecco, questa può risolvere il problema.
La cara vecchia radio.
Solo che l'ultima volta che l'abbiamo accesa,
purtroppo non ha funzionato.
Io sono un appassionato di elettronica. Mia nonna aveva una radio simile.
Posso vedere?
Sì, ma delicatamente, perché questa ci è stata donata proprio da Marconi.
- Tranquillo. Vedo che non ha le viti. - Curioso.
[grida]
Ecco perché non funzionava.
Sì, è per quello. Lui ha fatto la sua casa, qui dentro.
- Ha capito? - No, questo sta a fa' un casino.
Dicevamo del nido.
Sempre al centro dell'attenzione con queste buffonate.
Rallenta, rallenta tutto.
Non deve urlare, perché lui si spaventa, povero.
Gioca con lui.
Mamma mia, mamma mia.
[Cuozzo] Ma non mi si caca nessuno?
Papà.
Papà?
Carlo?
Dai, papà. Dai, sbrigatevi, sbrigatevi.
[Walter] Riposati, papà.
- [Tarda] Piano, piano. - [Walter] Ce la fai? Stai bene?
- Dove? - Lo mettiamo sul divano, qua.
Ecco. Qua.
Oddio, papà, ti prego, non morire. Non morire, papà.
Papà? Tutto ok?
Che hai?
[India] Cos'è?
Laura?
Sì, è Laura. Tua moglie. La tua seconda moglie.
[Serena] Carlo, sono così felice di vederti.
Avevo paura che ti fosse successo qualcosa.
Tutti avevano paura che ti fosse successo qualcosa.
- Carlo? Carlo? - Ma chi è?
Ma come? Oddio, sta morendo. Ha avuto una valanga.
C'è un medico fra di voi?
Io ho fatto solo due esami da igienista dentale.
È fantastico, complimenti. Può intervenire, per favore?
- Tenga. - No.
Dia pure a me.
- È vivo. - È vivo?
È vivo.
È vivo. Grazie, amore. Papà è vivo. Sei vivo, papà, non sei morto.
Papà è vivo, è vivo. È vivo papà.
Ha avuto una valanga, ma è vivo! È vivo!
Tutto a posto, zi'?
- Tu non sei mio nipote. Chi sei? - È One Shot. Non lo riconosci?
Carlo, penso che sia meglio che tu faccia un bagno caldo.
Andiamo, dai. Andiamo.
Che tempra. Arrivarci io alla sua età così.
Tu?
[Laura] Senti, lo so, sei sotto shock, ma devi mantenere la calma.
[Laura] Ok? Devi ragionare.
[Carlo] Ma quale sotto shock? Non sono mai stato tanto lucido come adesso.
[Carlo] Ho capito cosa volevate fare.
- [Laura] Aspetta, fammi spiegare almeno. - [Carlo] Ma non devi spiegare niente.
Non è vero. In tutti questi anni, sono successe tante cose,
che possiamo ancora recuperare.
Macché. Quello che è successo è successo tanti anni fa.
[Carlo] Adesso tocca a me.
Sono 30 anni che aspetto, 30 anni che rinuncio, e adesso tocca a me.
[Laura] È questo il mio momento. Non possiamo sconvolgere tutto.
[Carlo] È inutile, non mi convincerai.
Mi scusi? Non ha assaggiato la lepre.
- Io sono vegano. - Un cacciatore vegano. Il primo che vedo.
Io trovo così affascinante l'uomo cacciatore.
Uno che ti procaccia il cibo, che ti protegge.
Procaccia un par di palle.
E dulcis in fundo, Saint Honoré per tutti!
Questa è una versione rivisitata, con l'ingrediente segreto,
suggerito alla mia bisnonna dalla contessa Trivulzio di Belgioioso.
Che rottura di palle.
Non lo rivelerò mai a nessuno, quindi non insistete.
- Maraschino? - Come ha fatto?
"A me damme un pezzo de crostata, va".
Papà, la glicemia. Eh, così muori.
Non deve morire, no? Già ha rischiato.
Laura, digli qualcosa, per favore. Laura, per favore, digli qualcosa, dai.
Vabbè, dai, lascia stare.
Che noia, però. Cosa facciamo tutta la sera, visto che siamo bloccati?
Ma una bella tombolata?
A lei, il monco.
A Carlo, il conte. Perfetto.
A One Shot, il broker.
No, questa la prendo io. È sempre stata la mia.
La pedina del successo.
Allora a One Shot diamo questo: il playboy.
- A lei, il poliziotto corrotto. - Ce ne sarebbe un altro?
- C'è questa. - E chi è?
- Il commercialista petomane. - Ah.
Ma sai che alla fine il poliziotto corrotto va benissimo.
Alza.
Io faccio il mazziere.
Non voglio rovinare la tenzone vincendo al primo giro.
Ecco qua.
- Chi comincia? - [insieme] Io.
Sette.
Puoi entrare nella stanza booster,
e scoprire una "crime card" di un avversario.
Questo gioco è una merda.
"Ipse dixit".
Ma come si fa a scoprire il segreto dell'avversario alla prima mossa?
Si chiama "Crime Castle".
Dovrebbe essere un gioco di mistero, ma dov'è il mistero?
- Dov'è? - Non c'è.
E senza mistero, non c'è suspence, non c'è intrigo, non c'è divertimento.
- L'abbiamo fatta assieme questa versione. - Ma non dire cazzate.
La prima edizione del gioco funzionava a meraviglia.
C'era ancora il sotterraneo segreto, che adesso dov'è? Non c'è.
- L'hai tolto? E perché? - [Christian] Che fine ha fatto?
Te lo dico io perché l'hai tolto: perché sei un incapace.
Papà, stai calmo, dai. Così ti prende un colpo.
Stai zitto, tu. Stai zitto.
Questo gioco non uscirà sul mercato, perché fa troppo cacare.
E tu sei licenziato.
Carlo, scusa, ma cosa stai dicendo?
Licenziata pure tu. Qualunque sia il tuo ruolo.
Tanto si vede che non sai fare niente, come lui.
Adesso basta!
È da quando ho messo piede in azienda
che lei mi umilia e castra la mia creatività.
È stato lei a volere il gioco così.
Guardi, su queste istruzioni c'è la sua firma. Vede?
- Lei non mi può trattare in questo modo. - Io posso.
Me la pagherà.
Olmo, te ne prego. Te ne prego.
Papà, ma cosa stai dicendo? Il nostro grande sogno del mio successo?
Stai zitto tu, che in questo branco di sanguisughe e incapaci,
sei quello più inutile.
Via, fuori. Anche tu sei fuori.
Al posto tuo, non riderei. Hai finito di buttare i soldi degli altri.
D'ora in poi, butterai solo quelli che ti guadagni.
Senti, il gioco deve uscire, c'è un contratto.
Da questo momento, il contratto è carta straccia.
Ma che sta a di'?
Scusa, papà, magari la valanga ti ha un po' scioccato.
Sei un po' sotto shock per la valanga, no?
La valanga mi ha aperto gli occhi, imbecille.
Quando ho visto la morte in faccia,
ho capito qual è la cosa più importante della mia vita.
E sapete qual è?
- La famiglia? - La salute.
- La natura. - La mamma, il sorriso di un bambino.
Ma che cazzo c'entra?
La figa.
Anche. Ma soprattutto l'azienda.
Io l'ho creata e io me la tengo.
Ma', ti prego, basta. Fallo smettere.
Smettila, non sa quello che dice.
Allora tutti fuori dai coglioni.
Carlo, senti, datti una calmata, eh.
Bel clima famigliare, proprio.
Papà, aspetta. Papà? Ti prego.
Adesso vai subito da tuo padre e gli fai cambiare idea.
- Ti ha rigirato come un pollo. - One Shot ha ragione, devi affrontarlo.
Va bene, mi avete convinto.
Adesso gli scrivo una bella email e gliene dico quattro.
Vai tu.
No, no, no. Vado io, vado io. Però tu mi aspetti in camera, nostra.
[bussano]
- Si può? - Avanti.
Permette?
Ecco, avrei bisogno della sua firma per l'avvenuta prestazione.
È necessaria per la fattura.
- Non ho capito. - Mi dovete pagare.
Ah, sì, sì, certo.
Molto gentile, grazie.
- Ma che succede? - Vado a vedere.
Tranquilli, tranquilli. Dev'essere stato un cortocircuito.
Il contatore è di fuori.
Strano, perché noi abbiamo un contatore potenziato,
quindi questa cosa è veramente curiosa.
Venite, il quadro elettrico è più avanti. Notate la magnificenza di questi luoghi.
Prego.
Guardate. Tranciate di netto. E adesso qui non può venire nessuno.
- Chi può essere stato? - B52.
- Chi? - L'orso.
Ma non è possibile, un orso non entrerebbe mai in un locale chiuso e abitato.
- E invece lo vedo, sta qua. - È una suggestione.
Faccia una cosa, chiuda gli occhi tre secondi e poi li riapra.
- Ha visto? È passato. - Lo vede ancora?
Sì, pure meglio, perché si è avvicinato.
Lei è malato. E come sempre, sta rallentando le indagini.
- Poco professionale. - Vabbè, lascia perdere.
- Sta venendo verso di me. - Non si faccia suggestionare. Basta.
- Va via. Non mi ha aggredito. - Perché non c'è nessun orso.
Dev'esserci un generatore di emergenza,
perché quest'impianto è della Seconda Guerra Mondiale.
[Christian] Vabbè, non ci frega niente.
Ci sono degli aneddoti inediti che vorrei narrarvi.
- Nello specifico, se andiamo a vedere… - [Christian] Ma dov'è andato?
Papà, dobbiamo parlare da uomo a uomo.
Io non sono più un ragazzino, sono un manager di successo.
Papà?
Devo farti un discorso da uomo a uomo. Però devi starmi a sentire.
Perché io non sono più un ragazzino. Io sono un manager di successo.
Tu sei un padre di successo, sì, ma anche io sono un figlio di successo.
E se tu sei un padre di successo…
devi pensare che c'è anche un figlio di successo, che sono io.
Perché è arrivato il momento…
che io mi sono veramente rotto il cazzo!
Papà? Stai male, papà?
Papà sta male!
Sta male papà, venite! Sta male papà!
Che succede? India, vieni, corri. Che succede?
- Venite, non si muove. - Oddio, che succede? Carlo?
Si sente male.
- Venite. - Che succede?
- Fate passare. - Papà!
- Fateci passare. - [Christian] Nessuno tocchi niente.
Dottore? Dottore, la prego, potrebbe tastargli il polso?
Ma che tasto? È morto. Non c'è niente da costatare.
Morto? Non direi proprio. Il polso batte.
Ma che fa? Quello è vivo, è quest'altro che è morto. Che tasta?
- È morto. - Ma va?
[Serena] Carlo…
Carlo…
Sei sempre stato il mio…
"Il mio" cosa?
Il mio mentore.
- È molto grave, vero? - È morto.
- Bisogna chiamare un medico. Un farmaco. - È morto. Morto.
- Una pomata. - È morto.
- [Christian] Olmo dov'è? - [Serena] Olmo è in camera.
Dopo aver litigato, ha bevuto molta grappa e si è schiantato sul letto.
Questo sangue da dove viene?
A te che ti frega?
Attento, ragazzo. Porta rispetto, rispondi al detective.
Grazie, Tarda.
Ero in sauna, si è spenta la luce e ho battuto la testa.
Mente.
È ovvio, no? È One Shot l'assassino.
È lui che l'ha affogato nella torta.
[Cuozzo] Lui odiava Carlo Gulmar, perché voleva far saltare l'affare.
- Ma non hai visto che gli hanno sparato? - Giusto.
Sì, nel senso che quando ha capito
che non riusciva ad affogarlo nella torta…
ha escogitato un nuovo piano.
[Cuozzo] È salito al piano di sopra, è tornato in stanza, ha preso il mitra,
ed è sceso.
Anzi, è entrato nella stanza, si è messo l'accappatoio,
chiaro tentativo di depistaggio,
e traboccante di rancore, è sceso nella sala contatori,
e ha tagliato i fili.
In accappatoio, con questo freddo? Che è, uno yeti?
Beh, per crearsi l'alibi, francamente ingenuo, della sauna.
E come un fantasma nella notte,
si dirige verso lo studio di Gulmar e lo fredda senza pietà.
E lo schizzo è la prova schiacciante.
Deve prendere una medicina?
No, ti devo solo manda' a fanculo.
- Questo è interessante. - Grazie, Tarda.
Non avete prove.
Ah, no? L'arma del delitto è la prova. Vero, detective?
L'arma è in camera mia, chiusa a chiave nel mio armadio.
Se non ci credete, andate a vedere.
Scusate, è sicuro che non si può fare niente?
[insieme] È morto!
Qualcuno mi ha rubato il mitra.
E magari si è portato via la chiave. Ma chi ci crede?
È stato lui. Era incazzato con quel bastardo di suo padre.
Come cazzo ti permetti a chiamarlo così?
Ah, sì? Lo sai come ti chiamava tuo padre? "Mezza sega".
Non è vero.
Fermo! Tarda, prenda quella chiave con questo.
Sì, detective.
Ecco, detective.
Bravo, Tarda.
Questa l'avevo vista prima io, ma l'avrei presa a tempo debito.
Sì, certo. Fuori tutti adesso. Fuori tutti!
Adesso tornate nelle vostre stanze e vi chiudete a chiave.
E aspetteremo l'arrivo delle Forze dell'Ordine.
Non siete voi le Forze dell'Ordine?
Certo, sì. Comunque qua le domande le faccio io.
- Le domande le facciamo noi. - Noi.
Noi.
- Domani inizieremo gli interrogatori. - A che ora?
Perché, c'ha impegni?
Che significa che domani inizieremo gli interrogatori?
Vuol dire che la persona che ha ucciso Carlo Gulmar…
è tra i presenti.
E i morti potrebbero non essere finiti.
Elvio? Elvio?
Prego.
Mi dispiace veramente per l'increscioso incidente che c'è stato,
ma poi alla fine abbiamo rimediato.
Abbiamo trovato una stanza che sicuramente è più piccola,
- ma più accogliente, più calda. - Di qua?
Sì, di qua. Venga. Prego, dottore. Si accomodi, prego.
Ecco, guardi che bellezza.
Un'ultima cosa: abbia cura del letto, perché è un antico baldacchino…
Cos'è, un cronometro da…
- Buonanotte. - Buonanotte. Arrivederci, buonanotte.
Va' a caca', te e il baldacchino.
Che ansia tremenda.
[rumori]
[colpi alla porta]
Forza, venite.
Depravati.
- Ma che mi hai preso per un cuscino? - Perché tu hai la pancia.
Tarda, porta rispetto.
No, dico in senso positivo. Tu sei ciccione.
[Cuozzo] Non ho capito esattamente cosa ci facciamo qui.
[Christian] Ssh. Aspettiamo.
Ah, certo. Perché l'assassino torna sempre sul luogo del delitto, no?
Che banalità.
Io credo, invece, che il detective ci ha portato qui
perché il responsabile dell'omicidio
tende a ritornare nel posto dove ha commesso l'atto.
Bravo, Tarda.
- È la stessa cosa che ho detto io. - Elementare, Cuozzo.
È una citazione?
- Lei è elementare, Cuozzo. - Ah, ecco.
Guarda.
Ssh, arriva qualcuno.
- Detective? - Ssh.
Detective?
Eccola.
- Detective? - Ssh.
- Detective? - Sì, ho visto. Il ragnetto?
"Ragnetto". È bello grosso. Non sarà velenoso?
L'unico ragno velenoso di questa zona è la grammostola porteri.
Ah, che non è questa.
- No, è questa. - Sì, è questa.
- Come è questa? - Sì, sì.
- Ma è tipo vedova nera? - No, è peggio, ma morde difficilmente.
- A meno che non sei agitato. - Eh, io sono agitato, sì.
Allora morde. Devi essere allegro, perché lei sente "omoni".
- "Omoni"? - "Ormoni".
Ha detto "omoni".
- Ha detto chiaramente "ormoni". - Vabbè, lasciamo perdere.
Ce l'ho vicino alla bocca.
Quello è positivo, perché lei ha fiducia in te,
e decide di deporre le sue uova dentro di te.
- Come "deporre le uova dentro"? - Sei fortunato.
Ma dentro dove?
Perdonami, papà.
Non avrei voluto.
No.
Oddio. Oddio.
Oddio.
Che cazzo fa, Cuozzo?
[grida di paura]
- Ferma! Fermati! - Fammi uscire. Non mi toccare!
- Fermati. - Pervertito.
- Fammi uscire! Voglio uscire! - Ce l'ho nei capelli!
È stata lei. Il movente è grande come una casa.
Il padre non le dava più i soldi e lei l'ha ucciso.
Io non ho ucciso mio padre.
Ah, sì? Allora ci spieghi la frase "scusa, papà, non avrei voluto".
- Cosa non avrebbe voluto? - Rubare l'orologio.
È un po' riduttivo. Un orologio d'oro da mezzo milione? Andiamo.
Dovevo pagare i miei debiti, ok? Il pet fashion non ha funzionato.
È colpa mia se i cani sono allergici al sintetico?
Vada avanti.
[India] Quando i miei erano al rifugio, sono entrata nella loro stanza.
Sapevo che l'orologio era nell'armadio,
ma quando sono arrivata la chiave non c'era.
E allora è andata da One Shot.
[Christian] Lì c'è un armadio gemello che si apre con la stessa chiave. Dico bene?
Come fa a saperlo?
L'ho notato quando siamo entrati nella stanza di One Shot,
e ho visto che lei aveva la chiave.
[Christian] Temeva di essere scoperta.
Cosa che l'avrebbe resa una sospettata. Continui pure.
Ho preso la chiave, non ho aperto l'armadio e non sapevo ci fosse un mitra.
E poi?
Gliel'ho detto: sono tornata in camera di mio padre…
E l'orologio non c'era.
Quindi suo padre si era portato l'orologio con sé?
È quello che ho pensato anche io.
Ed è per questo che mi avete trovato sul suo corpo.
Io penso che qualcuno mi abbia preceduta.
Elvio, quel miserabile, mentre sistemava la salma?
Mi dispiace contraddirla.
Papà, la glicemia.
[Christian] Ma suo padre l'orologio non ce l'aveva neanche a cena.
E quindi, sono stata io? Io sono la sua preferita.
Non credo che questo sia un alibi.
Tarda, faccia una cosa, si faccia spostare il corpo,
e lo faccia mettere nella cella frigorifera.
Certamente, detective.
Serena, la segretaria di mio padre.
Sapevate che avevano una relazione, e lui l'ha scaricata?
E lei è la donna che se la lega al dito.
- Come lei. - E basta.
Non trova che le somiglia?
- Beh, l'ha disegnata mio marito. - E dov'era all'ora del delitto?
Dopo che Carlo gli ha dato dell'incapace, è salito in camera,
s'è scolato mezza bottiglia di grappa ed è stramazzato sul letto.
- Ma sei pazzo? Ma che cosa fai? - Stai ferma!
Olmo, per favore. Io credo che tu debba stare calmo, va bene?
- Io ho dato la vita per quest'azienda. - Non l'hai data solo tu.
Gulmar di merda!
[Serena] Lui non si è accorto di nulla.
Di troppe cose non si accorge, suo marito.
Prego?
In che rapporti eravate, lei e Carlo Gulmar?
Vorrei anche sapere, qual era lo stato di frequentazione, tra di voi?
- Questo l'ho già detto io. - In che rapporti eravate?
Così mi copia proprio.
- E io che dico? - Niente, che è meglio.
Scusate? Chi ha fatto queste illazioni? India?
Quella che crede che il Gange sia una marca di skincare?
Voi dovete sapere che Carlo, pur di tenerla lontano dall'azienda,
ha preferito finanziare tutte le sue cialtronate.
Quindi India era anche gelosa di Walter? Che però in azienda c'è rimasto.
No! È Walter, quello abusivo della vita, col rinforzino in testa,
a essere geloso di India.
Lui non ha mai accettato che Carlo si sia rifatto una famiglia.
Grazie. Può andare.
Guarda che cazzo ha combinato questa.
- Sa cosa penso? - Lei si deve 'sta zitto.
All'inizio avevo chiesto a Laura di parlarci.
Poi ho preso coraggio, ho detto: "Ci vado io, perché lui mi ritiene…".
Una mezza sega.
Come si permette di dire così? Mio padre mi ha sempre stimato.
Così la chiamava.
Sì, ma in faccia mai. Anzi, una volta sola, in faccia.
Anzi, due. Una al telefono. Per il resto, mi chiamava "palle mosce".
"Scroto secco".
- E vabbè, "pene lesso". - Che è molto meglio.
Però "mezza sega" mai. Mai.
Solo una volta. Anzi, due forse. Una al telefono.
E lei non ce la faceva più. Lei era ferito.
Lei, per lui, era la scommessa persa, la promessa mancata, il niente.
E le dirò di più: suo padre la considerava poco.
Bravo, bello. Acuto, eh. L'ha proprio centrata.
Grazie. Lei è in arresto.
[versi]
[Christian] Che dice?
- Che dice? - Non lo capisco.
Non l'ho detto io, perché non volevo.
Più volte…
Ma non l'ho potuto fare perché non ho le palle.
Non ho le palle per ammazzarlo. Non sono buono a nulla, sono una…
Non so fare un cazzo.
Adesso non si butti giù così.
Sono una merda umana.
- C'ha tante qualità. - Quali? Quali?
Tipo… Cuozzo, mi aiuti lei.
Certo, è ovvio. Allora, sicuramente come qualità primaria, cioè…
- Però, certo, così su due piedi. - Eh, vabbè.
Ma ci sarà qualcosa che sa fare, un talento, qualcosa che…
- Sono molto simpatico. - Vede? Già una cosa.
- Ho una bella risata. Diciamolo. - Vabbè.
Molto gioviale.
Questa qua. E poi so fare questo.
Andatevene. Vi prego, andatevene.
Ma com'è, scusa?
No, no, devi fare uno da una parte e uno dall'altra.
- Ah, non è all'unisono? - No, non è semplice.
- Infatti. Io facevo all'unisono, capito? - No.
E adesso la vedova nera.
Piuttosto, lei cos'ha pensato quando Carlo ha cambiato idea sulla vendita?
Niente. Carlo è sempre stato uno che se ne fregava.
Come vi siete conosciuti?
Ci presentò un mio vecchio fidanzato. Vennero a vedermi a teatro. Recitavo.
Lui impazzì.
E da quel giorno, iniziò a corteggiarmi spudoratamente, senza alcuno scrupolo.
Io, lusingata, accettai di diventare sua moglie.
Insomma, siamo sempre andati d'accordo.
Però ieri sera stavate litigando. Vi ho sentiti.
È chiaro: lo ha ucciso lei.
Con la morte di Carlo Gulmar, lei eredita non solo le quote societarie,
ma tutto il patrimonio, dico bene?
Assolutamente no. È tutti intestato ai figli.
Ovviamente l'ho fatto per India,
affinché almeno lei potesse scegliere di fare ed essere quello che vuole.
- E lei ha una vita tranquilla? - Sono stata con Carlo per amore.
Nonostante avesse una relazione con Serena.
Andiamo, su. Una segretaria non piange in quel modo davanti al cadavere del capo.
- Tra loro c'era ben altro. - Guardi, io…
Ieri sera, quando Carlo è tornato dalla valanga,
l'unica a non gioire è stata lei, Laura.
Forse perché sperava di essersi sbarazzata per sempre del marito fedifrago.
Posso chiederle una parola in privato?
Siamo solo noi tre. Prego, prego.
Senti, Cuozzo, vattene. Fai una cosa: trova Elvio e portalo in salone.
- Ma adesso che scatta la confessione? - Ma che fai, ostacoli? Andiamo, su.
Vai, vai.
Comandante.
[cane che abbaia]
Il cane.
- Ah, sì. Piccolo, dolce. - "Dolce"? Ringhia.
Quello è normale perché sente la tua ostilità.
E che devo fare?
Devi andare verso di lui, ti devi offrire a lui.
E come?
- Cammina verso di lui con dolcezza. - Normale?
Normale, fai sentire… Però così "incumbi"…
- "Incumbo"? - "Incumbi". Non è buono.
Ah, tipo che mi vede grosso?
- Devi andare giù, al suo livello. - Sì, ora mi metto a striscia'. Dai.
Se entri in amicizia con lui, entri in amicizia anche con la sua padrona.
- Così dicevi? - Esattamente. Così.
Ovviamente sapevo di Serena e di tutte le altre prima di lei, ma…
- Non lo so, non ero gelosa. - Una santa.
Direi più una donna pratica.
Quando ho capito che tanto poi alla fine tornava sempre da me,
l'ho lasciato libero.
In fondo eravamo in due a prenderci le nostre libertà.
Ma da vedova… è ancora più libera.
Vai verso di lui. Così.
Guardalo come guardi la sua padrona, con occhio di pesce lesso e cascamorto.
- Vedrai che… - S'è calmato.
Infatti, è quello che ti dicevo. Ecco.
- Ciao, piccolo. Oh, non ringhia più. - Infatti.
Temo che chi abbia ucciso mio marito voglia uccidere anche me.
E adesso che Carlo non c'è…
lei è l'unico che può proteggermi.
Se ha ucciso suo marito, lo scoprirò.
Hai rotto il cazzo.
Comandante?
Dov'è il piccolo, dolce cagnetto?
Ma quello è Elvio.
Sta fuggendo.
Andiamo.
[Christian] Hai capito Elvio?
Sempre voglia di parlare, poi quando dev'essere interrogato lui, fugge.
Non le puzza anche a lei, Cuozzo?
Mi ricorda uno dei miei primi successi: il delitto della baronessa Stramaccioni.
Intricato caso di uxoricidio, camuffato da rapina.
E sa come capii che era stato il marito?
Eh, brigadiere?
Ma che fa, sviene durante un mio aneddoto?
Pensavo di aver visto un indizio,
allora solerte mi sono steso per accertarmene.
Bravo, "solerte". E quello cos'è? Lo prenda.
C'è qualcosa, sì.
Dunque, vediamo.
Cartucce. Sono le munizioni dell'assassino.
- Fiale di insulina. - Ah. Allora l'assassino è diabetico.
No, quelle sono di Gulmar. Le ha perse quando è stato travolto dalla valanga.
E a che gli serviva al rifugio?
Questa è una buona domanda. Strano da parte sua.
- È sicuro che si sente bene? - Mi gira un po' la testa.
Venite! Ho trovato qualcosa!
Ah-ah.
La barriera frangivalanga è stata demolita. Guardi, detective.
Lo vedo, lo vedo. E quell'aggeggio che ha in mano?
Questa è una carica esplosiva. Noi la usiamo per fare lo "scuppio".
- "Scuppio"? - "Scoppio". Non capisce.
No, non capisce. Noi, con questa, facciamo la demolizione controllata.
Bravo, Tarda. Ha fatto una scoperta molto interessante.
- Posso fare una domanda, per favore? - Ma prego.
Crede che la demolizione è intenzionale?
Esatto. E penso anche un'altra cosa.
Vediamo chi di voi due indovina.
Io! La so, la so.
Allora, l'assassino aveva già provato a far fuori Carlo Gulmar con la valanga,
ma non c'è riuscito.
E invece lei?
No, io, invece, penso che la valanga
è stata provocata dal responsabile dell'omicidio di Carlo Gulmar,
ma il suo piano non è andato a buon fine, la prima volta.
- Bravo, Tarda. Lei è sempre così acuto. - È quello che ho detto io.
- Sì, vabbè, l'ha detto lei. - Concetti confusi.
Ma che dici? L'ha sentita da me e l'ha ripetuta.
Sì, sì, l'ha detto lei. Venga.
- Tutte parole confuse. - Venga, Tarda.
- Bravo, Tarda. - Grazie.
- Lo sa che io l'ammiro? L'ammiro tanto. - È un onore, detective.
Venga, venga. Andiamo al calduccio. Lei lo sapeva.
No, non è possibile!
Questa balestra è appartenuta al temibile Ernani Gambadilegno.
- Con questa, lui uccise… - "L'anima de li mortacci tua".
- A chi voleva infilzare con la balestra? - L'orso. Per precauzione.
Interessante.
Su questa parete, c'era una pelle d'orso.
Lei cosa ci fa quassù?
Io sono venuto per… Per vedere se c'era campo.
Perché qui vicino c'è un ripetitore, ma evidentemente non funziona,
perché ho verificato con il mio cellulare, ma non c'è.
E ancora non c'è.
E questi signori chi sono?
Quello lì è Prospero Guelfi, l'ex proprietario della villa, mio padre.
Suo padre era il proprietario della villa?
Sì.
- E come mai è passata a Carlo Gulmar? - Mio padre era un accanito giocatore.
La perse in una leggendaria partita a scopone scientifico.
Pensare che fu proprio lui a insegnargli tutti i trucchi di scopone scientifico,
sia a Carlo che a suo fratello Corrado, quando stavano a servizio da noi,
perché stavano a servizio da noi, capito?
Il fratello Corrado che fine ha fatto?
I due fratelli fondarono una società, poi litigarono.
Carlo liquidò il fratello Corrado, che se ne andò al caldo, in Sudamerica,
e da allora non si seppe più nulla.
Questo da mo che medita vendetta.
Non solo Carlo Gulmar gli ha sottratto la villa,
ma lo ha anche reso uno sguattero.
- Lo ha ucciso lui. - No.
Ma non si ricorda che stava con noi a guardare i contatori?
Quello era solo un diversivo.
[Cuozzo] Mentre eravate nello studio,
Elvio ha avuto tutto il tempo di uscire dal castello.
[Cuozzo] È stato Elvio a far entrare l'orso nella sala contatori per distrarci.
Poi spinto dal livore, e dalla sete di vendetta,
ha tagliato i cavi elettrici.
[Cuozzo] Sempre più esaltato dai suoi proposti malvagi, è tornato nel castello.
[Cuozzo] Siccome possiede i doppioni di tutte le chiavi,
è entrato nella stanza di One Shot, ha preso il mitra ed è sceso nello studio.
[Cuozzo] E solo dopo aver freddato Carlo Gulmar,
ci ha ricondotti verso i contatori,
cercando di confonderci con i suoi aneddoti storici,
e per mostrarci i cavi che lui stesso aveva tranciato.
Sta cronometrando se i tempi sono giusti? Sono giusti.
[timer]
Le connessioni neuronali del suo cervello dovrebbero essere studiate a lungo.
Grazie. Menomale che se n'è accorto.
No, no, era ironico.
Torniamo alla villa, va.
Era ironico?
Sarcasmo. Come si dice?
- "Prende per il culo". - Ah.
Brigadiere?
- Menomale che è tornato. - Che succede? Chi è morto stavolta?
No, nessuno. Non trovo più Honey. Mi aiuti a cercarlo, per favore.
Honey? Ehm, sì… Ci penso io, stia tranquilla.
Lei rimanga qui, non venga con me. Stia comoda, ci penso io, lo trovo io.
Honey? Dove cazzo stai?
Honey, sei qui? Honey? Questa che è?
La camicia sporca di sugo.
Cuozzo? Hai finito di fare l'accalappia cane?
Andiamo, che c'abbiamo cose più importanti.
[Christian] Ricapitoliamo: dov'era ieri, al momento dell'omicidio?
Ieri ero nella mia stanza, quando ho sentito lo sparo.
Ma lei è sicura di ricordare bene?
L'abbiamo vista arrivare dal corridoio, e non dalla zona notte.
In effetti sì.
È che volevo fare la ceretta all'inguine.
Solo che ho dimenticato il necessario, quindi sono andata nella stanza massaggi.
- Qualcuno può confermare il suo alibi? - Temo di no.
Allora come facciamo a crederle, se non ha le prove?
Sentendo lo sparo, ho lasciato la ceretta a metà.
Se non ci credete, potete controllare.
- Certo, controlliamo subito. - Dove vai? Che fai?
Senti, bella di zio, di' la verità,
tu volevi giocare al dottore con quel burino tatuato.
- [Miranda] Ma che dice? - [Christian] L'hanno visto tutti.
Per me, la signorina Miranda è una donna di sani valori.
No, no, volevamo scopare, però…
Scusate, ma secondo voi,
a una donna come me basta quella mezza sega di Walter?
- Ma è ovvio che no. - Che dici? Guarda che tu sei peggio.
Io e One Shot non abbiamo fatto niente.
Non c'è stato tempo purtroppo.
E quindi…
Lei e One Shot non avete copulato?
Ma come cazzo parla? È proprio un coglione.
- Perché parla male l'italiano. - Io, eh?
Per favore, non dite niente a Walter. È già un momentaccio per lui.
Ma certo che no.
Invece quella mezza sega di Walter ha sentito tutto, brutta puttana!
Andiamo, su, la prenda con filosofia.
Io ora la faccio finita, altro che filosofia. La faccio finita.
- La faccio finita. - Stai fermo.
Lasciami. La faccio finita.
Tu ti volevi scopare la mia futura moglie.
- La moglie mi volevi rubare. - È lei che vuole scopare me.
Amore… Ma io ti amo!
- Aiuto! - [Christian] Che è?
Hanno accoltellato Elvio.
Non è un coltello, è una penna.
Beh, una penna conficcata nel collo è una cazzata? Andiamo, Cuozzo.
- Aiutatelo. - Qualcuno faccia qualcosa, cazzo!
[parole incomprensibili]
Che ha detto? Può ripetere?
"Hallo… hulla…".
Il gallo urla.
- No, pare che abbia detto "burla". - Non "culla"?
Anche lei, può scandire meglio, per cortesia?
"Hallo… hulla… 'ntina…".
Il callo urla sulla brina.
Ballo, sgulla, bardina.
[Christina] Sì, vabbè.
C'è un merlo in gardina.
"Ove…".
- Bove. Il bove urla sulla… - Sì, vabbè, la poesia di Carducci.
È morto, è morto. E sono due.
Cuozzo, prendi quel pezzetto di carta, fa' il piacere.
È la data di oggi.
Chissà che c'era scritto sul foglio che gli hanno strappato.
Elvio ha parlato di un ripetitore.
Cerchiamo di ripararlo e chiamiamo i soccorsi.
- Ho un'idea: aggiustiamo il ripetitore. - Questo l'ho già detto io.
- No, semmai il ripetitore va accomodato. - Giusto. Bravo, Tarda.
Mettiamo il corpo dentro la cella frigorifera.
Ah, perché, c'entra?
- C'è Carlo. - Papà?
Eh, papà. Se si stringono un po', stanno comodi.
È lassù. L'esplosione deve averlo danneggiato.
Qua ci vorrebbe qualcuno di atletico, muscoloso, aitante.
E allora vado io.
Bravo. Lei sì che rende onore alla divisa che porta.
Grazie, detective.
Che sono queste iniziative, scusa? Tu devi seguire i miei ordini.
Ha detto "aitante, muscoloso, atletico, affascinante".
- "Affascinante" non l'ha detto. - Allora, vabbè.
Non dire "allora, vabbè". Di' "sì, comandante".
Sì, comandante.
No con questo tono. Marziale: "sì, comandante".
- Sì, comandante. - Ok. Vado io.
Imbecille.
Lei, con questo fisico. Lei doveva andare.
- Faccia fare a lui. Adesso vediamo. - Poi è un nano, un nano.
È lento perché è moscio. È compresso fisicamente, allora non riesce.
Si sbrighi, qui è freddo.
È crollata una parabola. Credo di aver capito qual è il problema.
- Allora faccia presto. - Qui c'è un nido con delle uova.
Io ho un po' paura.
Di che cosa ha paura, delle uova? Non faccia il bambino.
Ci sono i genitori. Mi sembrano anche un po' contrariati.
Tranquillo, perché loro difendono il loro nido. È tutto normale.
Però non attaccano, finché sei vivo. Attaccano solo se sei morto.
Quindi dopo, quando cadi.
Via! Via!
C'è campo. Cuozzo, non si muova, rimanga in quella posizione.
- Non è molto comoda. - Ho un'email.
- Resta immobile. - Immobile.
Venga, detective.
Venga, venga, di là. Cuozzo, faccia presto.
Vada, detective. La copro io.
- Allora? - Niente da fare. Ci hanno pure sparato.
- E chi è stato? - Non lo sappiamo, ancora.
[porta che si apre]
Lei dov'era?
Ho sentito degli spari fuori e sono andato a vedere.
Scusate. Scusate, è più forte di me: sono io che ho mentito.
- Ah, vedi? - Ma che dici?
Non è vero che sei stato tutta la notte in camera.
Olmo?
- Gulmar di merda! - Olmo, per favore.
Acido folico? Ma sei incinta? È stato lui, è vero?
Io e Olmo non possiamo avere figli,
quindi gli è stato subito chiaro chi fosse il padre.
Deduco sia Carlo Gulmar.
[Laura] L'hai incastrato.
Sei una maledetta.
Ti sei fatta mettere incinta, brava. Sei una maledetta.
- Chiuda la porta. - Sei una maledetta!
Fuori, fuori.
[Olmo] È vero, ma non sono stato io a ucciderlo.
Mi sono sbronzato per la disperazione e sono crollato, lo giuro.
Allora perché sei rientrato con una camicia insanguinata?
- Dov'è la camicia? - Mi sono spaventata e l'ho nascosta.
Un momento. Io l'ho trovata, però.
Eccola, la camicia sporca di sangue. Eccola qua.
- E ce lo dice adesso? - Pensavo fosse sugo.
Fammi capire: tu hai scambiato una camicia sporca di sangue,
per una sporca di sugo di amatriciana?
Mica ho detto "yogurt". Il sugo è rosso come il sangue.
Comunque chi l'ha trovata? L'ho trovata io.
- Capisci? - Fa perdere un sacco di tempo.
- Che state dicendo? - Che sei una testa di cazzo.
Comunque, io ho cercato di difendere mio marito,
ma ora che i morti sono due non posso più tacere.
È stato lui. È lui che ci ha sparato. Ha ancora le scarpe sporche di neve.
Ma come? Io non so neanche dov'è il ripetitore.
Ha preso il cappotto di One Shot, il mitra, e ci ha sparato.
Questa è una cazzata.
- Lei è in arresto. - Ma non c'abbiamo le prove.
Questa è una prova. Eccola qua. E c'è un movente grande come una casa.
E Elvio?
Elvio ha scoperto della camicia e lui l'ha ucciso.
Manette.
Honey?
Assassino.
Hai ucciso mio papà, hai ucciso il mio successo.
Pezzo di puttana!
Honey? Honey? Ma dove sei?
Honey?
- Honey, dove sei? - Venga. Qui dentro.
Honey?
Miranda.
Brigadiere. Volevo farle i complimenti, è stato bravissimo a scovare l'assassino.
Grazie, grazie. Di solito, ci metto molto meno a scovare gli assassini,
solo che non volevo mettere in imbarazzo Agata Christian.
Non voleva mette in imbarazzo Agata Christian. Lui.
- Tarda, per favore. - Come vuoi.
Dicevo, non volevo mettere in imbarazzo Agata,
perché alla fine è un po' suscettibile.
Ora che è tutto finito, però, può aiutarmi a cercare il mio Honey.
Purtroppo non credo che questo sia possibile,
perché è un momento un po' delicato.
- Vanni… Posso chiamarti per nome? - Ma certo.
Se mi ritrovi Honey, saprò come ringraziarti.
Mi potrai chiedere qualunque cosa.
Mi dispiace, signorina, non credo che questo sia possibile.
Parlo a nome del brigadiere.
Abbiamo una serie importante di formalità da sbrigare. Vero, brigadiere?
Honey? Honey, bello, dove sei? Honey?
Honey, bello, dove sei? Honey? Honey, dove sei?
Honey? Honey?
Honey? Honey?
Honey?
[cane che abbaia]
Oddio, B52. Ciao, mi riconosci? Ci siamo già visti.
Noi amici. Ciao!
Mi scusi, ancora una piccola domanda.
Secondo lei, come fa l'assassino
a spostarsi in questa villa, senza che nessuno lo veda?
Non lo so, lo deve chiedere all'assassino.
Lei mi conferma che la versione originaria del gioco era ispirata a questo luogo?
Perché nella versione precedente del gioco,
c'era un passaggio segreto che collegava la casa all'esterno?
Sì, certo.
Rendeva il gioco più complesso e più interessante.
[grida]
Honey?
Honey, sei qui?
Honey? Honey?
- [imita verso di cane] - Bello? Honey?
Bello? Honey? Bello?
I due fratelli Gulmar si sono chiaramente ispirati a questo castello,
perché ci venivano da bambini.
Lo conoscevano benissimo e conoscevano alla perfezione tutti i sotterranei,
tutti i passaggi segreti.
Loro li conoscevano a menadito,
e infatti li hanno voluti riportare proprio nella prima versione del gioco.
Honey? Honey?
Honey? Sei qui, Honey? Bello?
Bello? Dove sei? Honey?
Bello? Eccoti là.
Ciao. Ciao, bello. Vieni.
Vieni, maledetto gremlin di merda. Vieni, avvicinati.
Vuoi giocare? Vuoi la palletta? Vuoi giocare, bene. Troviamo una palletta.
Usiamo questa.
Ecco qua. Vedi la palletta? La vuoi? Vuoi la palletta? Prendila.
Vieni.
Adesso vieni qua, vieni. Vieni qua, vieni da zio.
Dove vai? Dove vai, oh? Dove vai, maledetto stronzo?
E ora dove scappi?
[Christian] Secondo lei,
è possibile che il calapranzi sia collegato con questo sotterraneo?
Nel vecchio gioco era proprio così.
- Dove porta il montavivande? - Nella stanza padronale, perché?
- Honey? - Miranda! Ho trovato il cane.
- Davvero? Grazie. - Andiamo.
Di qua. Sì.
Honey, amore di mamma.
- Piccolo. - Finalmente.
Ciao, piccolo. Guarda chi c'è, c'è la mamma.
Grazie. Ciao. Grazie.
Ok. Io vado allora.
Brigadiere?
Come posso ringraziarla?
Aspetti, chiudo la porta.
- Brigadiere, tutto bene? - Sì, sì, ok.
- Sta bene? - E questa?
Sto bene, sto bene. Una bottarella, niente.
- Ho scoperto chi è l'assassino. - Io da mo che l'ho scoperto. È Olmo.
Ma non credo proprio. Convoca tutti in salone, ho un annuncio da fare.
- Ma che adesso? - Immediatamente.
- Grazie per essere qui. - Dove vuole che andiamo?
Questo caso era particolarmente intricato.
Ma ora so chi è l'assassino.
L'assassino di Carlo Gulmar e del povero Elvio è…
- Walter. - Uolter.
- No. - India.
- No. - One Shot.
Sì, vabbè.
- Non mi dica che è Miranda? - E basta.
L'assassino è…
Carlo Gulmar.
No. Per carità, tutto rispetto, lei è un grande detective,
ma, insomma, la vittima non può essere anche l'assassino.
Lei è un cialtrone, che infanga la memoria di mio padre.
Come prima cosa, volevo capire qual era la situazione finanziaria
della Gulmar&Gulmar.
Pronto, Cosima? Mi dovresti fare una ricerchina.
[Christian] Carlo Gulmar era sommerso dai debiti,
per una serie di investimenti disastrosi.
Rischiava la galera.
Mi volevi da' la sola, eh?
No, che sola? Allora, la nostra è un'azienda di successo.
Queste sono stronzate.
Il piano, semmai, era quello di far avere a me questo successo.
Nessuna stronzata.
E cosa fa uno, nella situazione di suo padre?
- Chiede i soldi in prestito. - Mio padre? Era troppo orgoglioso.
Allora che fa?
Pensateci. Perché l'azienda si chiama Gulmar&Gulmar e non solo Gulmar?
È ovvio, perché c'è un Gulmar padre e un Gulmar figlio.
No, ti piacerebbe. Perché c'è un Gulmar fratello.
Zio Corrado.
Ma cosa c'entra zio Corrado? Lui non ha avuto successo.
C'entra, perché senza il suo gemello, il piano di Carlo non avrebbe funzionato.
Ma quale piano? Sta farneticando.
Ma non vi siete accorti di niente, ieri notte?
L'uomo che è scampato alla valanga non era vostro padre.
Prima di tutto, era mancino.
S'è mangiato mezza torta. Strano, per un diabetico.
- Sì, sì, certo. - Grazie.
La firma è completamente diversa da quella sul libretto d'istruzioni del gioco.
- Ma quindi è morto Corrado? - Ma lei chi è?
Ma non è possibile, scusate. Lo zio è in Sudamerica.
- Se non ci credete, chiedete a Laura. - Io non c'entro niente, mi dispiace.
Lei fa parte del piano.
Su richiesta di Carlo, contatta Corrado,
perché torni in Italia a far pace col fratello.
[Christian] Era stato lui a presentarvi, anni fa.
A lei, Corrado dà retta, perché un tempo eravate fidanzati, non è vero?
Corrado ruppe con Carlo a causa sua, perché lui gliel'aveva soffiata.
Non so di cosa parla.
Carlo vuol vendere a One Shot,
per fuggire in un paradiso fiscale, con i soldi della vendita.
Ma per rimanere impunito, Carlo non deve semplicemente sparire,
dovrà morire.
- Ma il cadavere non sarà il suo, sarà… - Quello di Corrado.
Elementare, Cuozzo.
Carlo gli dà appuntamento al rifugio dei Cinque Asceti,
dove cercherà di ucciderlo.
- No, quella dopo. La carica. - Scusi, detective.
Ed è per questo che si è portato appresso l'orologio.
E anche l'insulina.
[Christian] Volevate stordire Corrado e poi farlo travolgere dalla valanga.
Ma Corrado s'è risvegliato.
Laura, una volta avviato il detonatore, non poteva disinnescarlo,
e decide di scappare, presa dal panico.
"Boom".
Lei è riuscita a evitare la valanga, ma Carlo e Corrado sono stati travolti.
Peccato che Corrado è sopravvissuto ed è tornato alla villa,
dove tutti, tranne lei, lo scambiano per suo fratello.
[Christian] Anche Corrado ha un piano.
Riprendersi tutto ciò che gli è stato tolto negli ultimi 30 anni.
Sono 30 anni che aspetto e adesso è il momento mio.
Mi riprendo tutto. Tutto quello che era mio, me lo riprendo.
Laura, la donna che ama, ma soprattutto l'azienda.
È per questo che non voleva venderle più niente.
Menomale che è morto 'sto cornuto.
Allora sei stato te a fargli venire la valanga.
Si sbaglia. Perché anche nel piano di Corrado c'è qualcosa che…
- Che è andato a puttane. - Moderi i termini.
- Andato a cazzo. - Esatto, Tarda.
Perché Corrado non è l'unico sopravvissuto alla valanga.
[Christian] Anche Carlo, inaspettatamente, è riuscito a sopravvivere.
E trova momentaneo riparo nel rifugio.
- È guarito dalla valanga? - Esatto.
Carlo scende dalla montagna, ha freddo e si copre con una pelle d'orso.
[Christian] È assetato di vendetta.
Si intrufola in casa…
ruba il mitra di One Shot.
Poi fa saltare la corrente elettrica.
[Elvio] Prego.
[Christian] E nell'oscurità, Cuozzo lo scambia per un orso vero.
Ma per fuggire, si perde un occhio.
Ecco perché non mi ha attaccato. Non era B52.
Raggiunge la biblioteca, dove trova Corrado da solo,
e lì, con la freddezza degna di Caino, gli spara.
Suggestiva ricostruzione, ma un po' astratta, mancano le prove.
Anche perché a carico di Olmo ci sarebbe la camicia sporca di sugo…
Cioè, di sangue.
Erano macchie da contatto, e non schizzi di sangue dovute a uno sparo.
- S'è fatto la valletta? - Ci fai lavora'?
Bravo, Tarda, bravo.
- Grazie, detective. - Prego.
Ma cosa sta dicendo? Mio marito quando è uscito di camera era livido.
E voleva soltanto vedere Carlo morto.
Non hai più niente da dire, eh? Ti stai cacando sotto, brutto vecchio…
[Christian] È vero, quella sera Olmo, completamente ubriaco, è andato giù.
Io ti voglio bene.
Ma l'ha trovato già morto.
- Quindi papà è ancora vivo? - Zitto, cretino!
Lo chieda alla madre del suo futuro…
Come si dice, India, "fratello unilaterale"?
Perché è con Serena che Carlo voleva fuggire ai Caraibi.
Non è vero.
Tu eri solo l'ennesima gallina con cui si sfogava.
Lui mi amava.
Era di te che non ne poteva più.
Ehm, sì. E Elvio, però? Che movente aveva Carlo per ucciderlo?
- Questa è la scrittura di papà. - Leggo testuale.
"Io, Carlo Gulmar, nel pieno possesso delle mie facoltà mentali,
restituisco la proprietà di villa Gulmar al legittimo erede di Guelfi Prospero,
Guelfi Elvio".
- Quando l'ha scritta? - 14 marzo. Oggi.
Quello era il pezzo di carta che aveva in mano Elvio.
Elvio conosceva benissimo Carlo e Corrado, erano cresciuti insieme nella stessa casa.
E quando ieri notte Elvio ha sistemato la salma,
ha capito che quello non era Carlo.
Corrado.
Quello sul collo non era un livido.
- Ma un succhiotto di Serena. - Non dire sciocchezze.
Era una voglia: l'unico segno che distingueva i due gemelli.
Elvio ha trovato Carlo nascosto nel sotterraneo, e lo ha ricattato.
O gli restituiva la villa, o lui l'avrebbe sputtanato.
Ecco cosa voleva dire Elvio, mentre agonizzava.
"Hallo hulla ina" era "Carlo Gulmar in cantina".
Elementare, Cuozzo.
Carlo ha finto di cedere al ricatto, ma solo per poterlo uccidere.
Tutto questo è follia. E dove dovrebbe essere?
Nelle segrete della villa. Sotto di noi, suppongo.
Quali segrete? Non dovrebbe prendere l'insulina?
Infatti c'ha pensato Serena.
[Christian] La stanza collegata al calapranzi,
con cui mandava l'insulina a Carlo.
Ma allora mi hai usato come capro espiatorio, pezza… - Fermo.
- Ma che ha pisciato? - Fa così quando è nervoso.
Forse perché è una porta girevole.
Zitto, zitto.
- Il morto. - Chi, Carlo?
È vivo.
- Sicuro? - È armato.
- Che calibro? - Controllo.
- 223. - Benissimo. Abbiamo l'arma del delitto.
Volevi andare via con lei, stronzo? È pure incinta.
- Presto, dentro. - Entra.
È scappato.
- Presa. - Lasciami.
Dove pensi di… Ahia!
Beh, sembra che sia tutto risolto, no? Possiamo procedere all'affare, no?
Di là.
Fermo!
- Fermo, non ti muovere! - Forza!
- Ma è scemo? - Dai, dai!
Attenti.
Addio, sfigati.
Oddio, Carlino!
B52 ci ha salvato la vita. Ha voluto portare via l'uomo cattivo.
Vedrai che ora lo sbrana. Ecco, l'ha sbranato.
- Eh, ma sta tornando. - Sì, sta tornando, sì.
- Viene verso di noi. - Verso di noi, sì.
Che facciamo?
- Tu resta immobile! - 'Sto cazzo.
Mi aiuti. E io?
E tu lavati, non mi toccare. Aspettatemi.
[presentatrice, TV] Torniamo a parlare del magnate dei giochi da tavolo,
Carlo Gulmar.
Risultano coinvolte nel caso anche la moglie e la segretaria,
Laura Severino e Serena Marchesi.
Tanti auguri, dottore.
Grazie per essere tornata prima.
- Mi dispiaceva troppo lasciarla solo… - Come un cane.
[campanello]
- Ora chi è? - Ah, è una sorpresa.
Tanti auguri al mitico Agata Christian. Cioè, Christina Agata, al contrario.
Ma che ci fa qua? Non mi dica che l'hanno promossa.
No, magari. Sono in licenza e ne ho approfittato per venirla a trovare.
Queste gliele manda mia madre, che è una sua grandissima fan.
Ma non vorrei disturbare. Vedo…
No, non si preoccupi. Prego, si accomodi. Vada, vada.
Veloce, però. Veloce.
Di qua.
- Ma qua che c'è? - La lasagna di mamma.
Ecco fatto, deve dire una cattiveria.
Ma, scusi, la mamma la besciamella la fa in casa?
Assolutamente sì. Per lei comprarla è un sacrilegio.
Sa che faccio? Guardi, le do questo, tanto a me non serve.
- Magari a lei può essere utile. - A cosa?
Per contare fino a dieci prima di fare ipotesi investigative…
- A cazzo di cane. - A cazzo di cane, sì.
Vabbè, grazie.
Com'è?
- 'Na merda. - Come?
- Una merda. - Ma ci mette tre tipi di carne mia madre.
- Ma è sempre una cacata. - È impossibile.
Mi dica la verità, Cuozzo, ma cosa ci fa davvero qui?
Gliel'ho detto, sono qui per il suo compleanno.
- Ma non dica cazzate. - Non sto dicendo cazzate.
- A me non la racconta. - Una piccola indagine.
Le dico la verità, Cuozzo, purtroppo lei mi sta simpatico.
- Ma anche lei. - Di che si tratta?
[suona "Maracaibo" di Lu Colombo]
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