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Maestà?
Aiutami.
Maestà.
Maestà.
Maestà.
Signora, guardatemi.
A sinistra, vi prego.
Un po’ più avanti.
Volgete lo sguardo alla finestra,
lasciatelo vagare fuori.
Maestà?
Respirate.
Ora ascoltatemi.
Volgete lo sguardo all’orizzonte, Maestà.
Più lontano.
Le Indie
Presentat-arm!
Per essersi ribellati alla Corona!
Fuoco!
Il ritratto dell’Infanta deve giungere a destinazione,
per garantire il matrimonio tra i nostri due sovrani.
Questa unione suggellerà finalmente
la pace tra i nostri due regni.
Mio nipote, Don Alejandro de la Sierra,
sarà il garante della transazione presso la Corte di Francia.
La cura che riserverete al dipinto
sarà la stessa
che dedicherete a mio nipote.
Monsieur Jehan Deschamps,
vi affido l’incarico di questa missione al servizio della Corona di Spagna.
Voglia Iddio...
che siate in grado di onorarla.
Ho ricevuto l’ordine di nutrirti, ma qui nessuno serve nessuno.
Perché non parla?
Perché non parla?
Gli hanno strappato la lingua durante la guerra.
Abbiamo combattuto a Terranova.
Ci siete rimasti a lungo?
Com’è Terranova?
È un grande porto.
Tieni.
Sbrigati!
A Madrid tutti si lamentano della guerra
e che il cibo è insufficiente.
Mi hanno detto che a Terranova c’è il baccalà,
così tanto che lo si cattura a mani nude.
È là che bisogna andare,
è là che bisogna piantare, coltivare,
sviluppare il commercio di spezie e cotone.
Come fanno inglesi e portoghesi:
hanno fatto la pace per aprire le rotte commerciali.
Fondano empori e impongono tasse.
Dobbiamo fare lo stesso:
commerciare, fare la pace e tracciare nuove rotte.
Togliti anche gli anelli.
Impiccano i nobili da queste parti.
Qui siamo più discreti quando puzziamo
Allora?
Come vi sembro?
Dice che va bene, basta che non parli.
A Corte,
ogni prima domenica del mese si tenevano gare di uccelli.
Non gare di canto,
gare di silenzio.
Quello che taceva più a lungo vinceva un cucchiaio d’argento.
Se l’uccello iniziava a cantare,
i padroni dovevano recitare un passo di Cicerone in latino
davanti a tutti i presenti.
Abbiamo già vinto tre cucchiai.
Non siamo lontani dal confine, vero?
Come dite “confine”?
“Montagna”?
“Bussola”?
E “principessa”?
E “le colonie”?
C'era un Impero,
un Impero che voleva conoscere tutto,
comprendere tutto, conquistare tutto.
In quelle terre lontane,
l’arte della cartografia
aveva raggiunto una tale perfezione,
che la mappa di una singola provincia aveva le sue stesse dimensioni.
Un giorno, i dotti decisero di mappare l’intero Impero.
Disegnarono con tale precisione,
che ben presto la mappa divenne grande quanto il regno stesso.
Era una copia perfetta:
le strade sulle strade,
gli alberi sugli alberi.
Era...
magnifica.
Ma...
a furia di dettagli,
la mappa divenne immensa.
Troppo pesante.
Nascondeva il sole.
Soffocava i raccolti.
Così arrivarono le carestie.
Poi le rivolte, le guerre, i trattati.
La mappa fu abbandonata.
Oggi ne restano solo brandelli da qualche parte nel deserto.
Rovine bianche.
Ci vivono gli animali.
I mendicanti vi si perdono.
È tutto ciò che rimane.
Nulla che dica dove siamo.
Più niente...
per tornare a casa.
- Chi va là? - Salve!
Che cosa portate?
Ma cosa fai?
Giù le mani.
Rappresentiamo la Corona di Spagna.
Siamo attesi alla Corte di Francia.
Lasciaci passare.
La Francia...
è alle mie spalle.
Com'è la situazione...
passando di qua?
Da questa parte c'è il fronte.
E di là?
Di là ci sono le rivolte.
Tu che faresti?
Io tornerei da dove siete venuti.
Avete qualcosa da mangiare?
Vieni.
Prendine ancora.
E tu, porta quello lassù.
Tu che ci fai qui?
Ci dai una mano?
Non parli la nostra lingua?
La tua pelle è così pallida.
Così pallida.
Come quella di una capra bianca.
Così pallida...
Non capisco.
Come mai le tue mani sono così pallide?
Mettigli una corona.
Vieni, andiamo a ballare.
Vieni, piccola capra!
- Vieni! - Dai, vieni!
Come una capra!
Vieni!
Mettigli una corona.
Cosa ci fai qui?
Dobbiamo raggiungere la Corte.
Le strade sono bloccate. Ci sono saccheggiatori ovunque.
La settimana scorsa,
alcuni bambini del paese sono stati massacrati
dai soldati del Re.
Non potete stare qui.
Trova qualcuno per farci passare.
Per favore.
Ma viaggiate con un nobile, perdio!
Ho bisogno di te, José.
Abbasso la Corona!
Abbasso la Corona!
Abbasso la Corona! Abbasso la Corona!
Mangia la polvere!
Trema, o Re! Trema, o Re!
Sbrigati!
Prendi solo quello che puoi portare.
Dobbiamo lasciare qui i cavalli.
Andiamo!
Grazie!
I ragazzi conoscono bene la strada.
Guarda i tuoi piedi, la caduta sarà più breve!
- Mostra loro il lasciapassare. - Non serve a nulla.
Non sono più soldati.
Sono disertori.
Al mio paese,
i disertori li fucilano.
Non c'è più nessun paese.
Ci sono solo strade e gente che le sorveglia.
Tutto qui.
Un giorno partirò per le colonie.
Si dice vi siano migliaia di uccelli ancora senza nome.
Come dite voi:
“Cattivo augurio o buon presagio”?
Tieni.
Allora?
Coprilo bene.
Che stai facendo?
Vuole derubarmi.
Io non ho fatto niente.
Che succede?
- Volevano derubarmi ! - Non ho fatto niente, è lui.
Non smette di sbraitare.
- Cosa gli hai preso ? - Assolutamente niente!
È pazzo!
Va tutto bene, sta' calmo.
Mettiti giù.
- Non ho fatto niente. - Resta dove sei.
Dove siamo?
Dove siamo?
Andiamo avanti.
Andiamo avanti....
Lo sapete chi sono io?
Fatemi uscire da questa foresta!
Francesi di merda!
Se mi succede qualcosa,
la Corona di Spagna vi impiccherà.
Sapete cos'è un phoenicopterus roseus?
È un uccello che vive nel delta dell'Orinoco...
e mangia solo gamberetti.
Sapete cosa sono i gamberetti?
Sono degli animaletti
rosa...
Sono le porte del paradiso,
quando le navi veleggiano...
Quando le spezie...
il cotone...
e lo zucchero...
fanno rotta per la Spagna...
Non ci sono più!
Se ne sono andati.
Dov'è?
Dov'è?
L'Infanta…
Ah, che bastardi!
Prendilo!
"C'era...
C’era la giungla tutt’intorno a noi…
Appena arrivati, abbiamo deciso
di costruire strade,
così abbiamo abbattuto gli alberi per poter attraversare la foresta.
Eravamo così fieri di essere i primi
ad aprirsi...
un varco nella giungla.
Che sensazione folgorante,
questa terra vergine.
Dopo mesi di stenti,
dopo aver posato mille ciottoli,
la nostra esplorazione ci ha condotti
davanti allo spettacolo più incredibile che ci sia.
Lì, nel mezzo del nulla,
si ergeva una città splendida, prospera,
ricca.
Gli indigeni guardavano i nostri cavalli con stupore.
I nostri carri li affascinavano:
avevano scoperto la ruota.
Grazie a noi, avrebbero finalmente conosciuto
la parola di Dio, il progresso,
e la civiltà.
Un giorno,
uno dei gesuiti tornò all'accampamento
con alcuni giocattoli dei bambini indigeni.
Erano piccoli carri di legno che rotolavano a meraviglia.
Dunque conoscevano la ruota.
Ma perché non avevano costruito strade?
Molti di noi
sostenevano che quei selvaggi fossero troppo stupidi e pigri
per sfruttare un'invenzione simile.
Ma in fondo, presagivo una verità più austera:
uomini e donne sapevano bene che la ruota necessita di strade
di strade verso il mondo esterno,
e che il mondo esterno, prima o poi, non porta con sé
altro che la guerra."
Curalo.
Dovrà arrivare sano e salvo insieme all’Infanta.
Io vado a cercare dei cavalli.
Voi restate nascosti qui.
Ce la siamo sempre cavata, noi due.
I giardini seguiranno quest'asse,
orientati al tramonto del sole.
Non indugiate, Luigi!
Potremmo estendere
i filari di bosso fino alla foresta,
così da aprire la prospettiva.
E se lavoriamo sul dislivello
per far scendere l’acqua a cascata, potremmo immaginare
dei giochi d'acqua
e delle vasche con sculture.
Credo, Maestà, che dobbiamo...
rompere con questa visione poco convincente
del giardino come elemento ornamentale.
La natura sia al servizio dello Stato!
Ma prima di pensare a far venire qui i nobili, mio caro,
bisognerà entrare in guerra:
in guerra contro le zanzare!
“È un fronte di battaglia ingaggiato contro la natura.”
Mi hanno riferito
che la stampa parigina ha annunciato così i lavori.
Il Cardinale è stato persino deriso
come un comandante in capo che affronta una zanzara.
Sembra così triste.
Che strano viaggio avete fatto.
Povera voi!
Prendilo!
Comincia ad obbedirvi.
Molto bene.
Vostra Maestà?
Oggi vi diamo il benvenuto
come pegno di pace tra le nostre due Corone.
Che la vostra unione porti luce al nostro regno e alle nostre colonie.
Con la vostra presenza,
la grazia discenda sui nostri popoli.
Che la volontà divina suggelli questo impegno.
Che la pace giunga attraverso voi e che in voi si compia questa unione.
Vostra Maestà.
È lei, Sire.
Sottotitoli italiani: Mediamix.3
Sottotitolaggio: DUNE MK
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