All language subtitles for Altrimenti ci arrabbiamo! (1974) ITA

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Original subtitles

Cretino! Deficiente!

- Tanto ti riprendo. - Buona fortuna.

Su, bella, su.

Su, bella, vai. Vai, bella, su.

Forza! Forza! Vai!

(RUMORI METALLICl)

Avanti.

Perché?

- Perché anche io voglio dormire. - E allora?

Non voglio che vai via con questa carriola se non decidiamo di chi è.

Ehi, mi hai letto nel pensiero.

Ce la giochiamo a carte?

No.

Vuoi forse dire che sono un baro?

Proprio così.

- Perché non facciamo a "braccio di ferro"? - No.

- Sono troppo forte per te, vero? - Proprio così.

Andiamo, ragazzi, non vale la pena di litigare per così poco.

Facciamo così. La carriola me la prendo io.

- Quando qualcuno la vuole usare la chiede a me. - Certo, perché no?

- Ma chi ci resta qui! - Ma chi ti vuole. - Ho un'idea favolosa.

Era tanto favolosa che non me la ricordo più.

- Senti, giochiamocela a "birra e salsiccia". - Sarebbe?

Una birra e una salsiccia...

...il primo di noi che scoppia paga il conto e perde la macchina.

- Ok. Dove? - Andiamo qui davanti. Mi sembra un posticino tranquillo.

- Chi è quella ragazza? - Non lo so.

- Abiti qui e non lo sai? - Se ti ritiri, ho vinto io.

(RISATA FORZATA)

Ragazzo?

Un gelato di vaniglia con molta panna.

Aiuta la digestione, provaci anche tu.

Presto, ragazzi, bloccate tutti. Andate via, il Luna Park è chiuso.

- Ehi, ma tu lo sapevi? - No, semplice allergia al sigaro.

Non avevi detto che era un posto tranquillo?

Sì, infatti si sta svuotando.

Ehi, perdi tempo!

- Senti, non credi che sarebbe meglio andarsene di qui? - Sì.

Però ho vinto io.

Scendete o spacco tutto.

- No, scendiamo, scendiamo. - Via.

Allora che fai? Ti arrendi?

Ehi, "lepre", ti ricordi della "tartaruga"?

Allora andiamo da un'altra parte.

Be', gli manderemo un assegno. Non vorrei che subissero un danno.

- Dopotutto non si mangia male. - Sì, ma il servizio non è granché.

- Dove andiamo? - Dove vuoi tu. - Birreria "Columbia". - No.

Le salsicce sono troppo piccole.

- Allora birreria "Metropolitan". - No, birra troppo calda.

- E allora? - Lo "Scaracollis", è un posto simpatico.

Ecco, esattamente il posto dove volevo andare io.

- Scendete o spacco tutto. Avanti, fuori. - Come ha detto?

- Ho detto scendete. - Non vedo il perché.

Perché se non scendete subito, spacco tutto.

Scusi, ma perché vuole spaccare tutto?

- Perché sì. Fuori. - Ah.

- Che ha detto? - Ha detto: "Perché sì".

Non mi pare una risposta convincente.

Ehi, fermi!

- Che peccato per la tua carriola. - Ma non era la tua?

Quando io dico un lavoretto pulito, deve essere un lavoretto pulito.

- Giusto? - Giusto, capo.

- Pulito vuol dire senza incidenti. Giusto? - Giusto, capo.

(RISATA)

- Giusto, capo. - Via, tutti fuori.

- Ho fatto bene, dottore? - Tempo sprecato.

Ti ho detto almeno cento volte che la cattiveria è una grande virtù.

Ma deve essere usata per uno scopo.

Ma tu lo sai bene che sono cattivo, dottore. Tanto cattivo.

Sono così cattivo che certe volte mi faccio persino paura da solo.

(con accento tedesco) Questo significa che tu non sei guarito.

- Non devi aver paura della tua cattiveria. - Ma che paura!

Grazie a te sono sempre più cattivo e mi diverto tanto.

Scusi, si è fatto male, signore? Chiedo scusa.

Accidenti a te! Un'altra volta, stai attento a dove metti i piedi!

Sì, signore. Sì.

Questo è la prova.

La cattiveria gratuita è inutile.

Invece la cattiveria usata nel modo giusto, procura un grande potere.

(ridendo) Non l'ho fatto apposta. E' stato un incidente. Grazie.

Visto, questo è un chiaro esempio della legge della giungla.

Se fai cadere il cameriere, essendo il capo, lui si scusa con te.

Ma se lo faccio cadere io, che non sono il capo, prendo una botta qui.

Sicuro, caro dottore. Anche se ti dispiace, io sono il padrone qua.

Padrone? Di cosa? Di questo? Padrone di questa vecchia baracca?

Padrone di bottegucce e mercatini? Queste sono tutte sciocchezze.

Se ti lascerai guidare dalla mia grande, psicologica, scienza...

...tu potrai avere molto di più.

- Sai perché ti ho consigliato di distruggere la birreria? - Sì.

Per costringerli a pagare per avere la mia protezione.

(in tedesco) No! No! No!

No. Ecco il mio grande progetto.

Tu devi spaventare quella gente e spazzare via tutto il Luna Park.

- E sul terreno... - Al posto del Luna Park ci faccio un parcheggio.

No, ma quale parcheggio?

Tu farai costruire un grande grattacielo.

- Il grattacielo più alto del mondo. - Splendido!

- E questo sarà tutto mio? - Sì, tuo e anche un po' mio.

La mansarda.

- Non ti sembra di eccedere, dottore? - No.

Credo di meritarla.

Con la mia "psicologica scienza", metti tutti sotto i tuoi piedi.

Tu diventerai schifosamente ricco.

E io avrò il 10%. Tutte mansarde.

- Non mi era mai successo, non capisco. - Un segno del destino.

(BEN CANTICCHIA)

(BEN CANTICCHIA)

Se c'è una cosa che non sopporto, sono i prepotenti.

Solamente? Lo non sopporto neanche i rompiscatole.

E quelli che ci hanno distrutto la carriola sono prepotenti.

Intuizione geniale.

(BEN CANTICCHIA)

- Sai che faccio? - No, e non lo voglio sapere.

Sai che ti dico? Visto che non abbiamo più niente da dividerci...

...perché non ti riprendi il tuo camion e te ne vai?

Ok, me ne vado.

"Bim Bam".

Ma vado dai prepotenti e mi faccio dare una "Dune Buggy".

Una "Dune Buggy", nuova. (BEN CANTICCHIA)

Allora io vado.

- Ma che aspetti? - Aspetto te.

- Studia, studia. Se no ti cacciano dal coro dei pompieri. - Giusto.

Insomma, perché non vieni?

# Troppi guai. Troppi, troppi, troppi guai. #

Come vuoi.

Ma se me la ridanno, è solo mia.

Sì, figurati se quelli te la ridanno.

Comunque, è tutta mia. Ok?

- Scusa, devo studiare la mia parte. - Allora è tutta mia.

- Ehi, ma se non sai nemmeno chi ce l'ha distrutta. - Invece lo so.

Pare che sia un tipo terribile... cattivissimo.

(MUSICA LATINO-AMERICANA)

- Pensavo di essere solo. - Non pensare, balla.

- Ehi. - Ah, prego.

Ehi.

(Uomo) Capo.

Di sotto c'erano quei due di stamattina. Li ho fatti scappare.

- Tranquillo, amico, torniamo a ballare. - Sbattili fuori!

Calma, capo, tanto ce ne andiamo subito.

- Dobbiamo dire solo tre parole. - Quattro.

- Perché quattro? - Rivogliamo la nostra carriola.

Ah, già, quattro. Rivogliamo la nostra carriola.

- Carriola? Ma che carriola? - La macchina che avete distrutto.

Noi la chiamavamo così. Ci eravamo molto affezionati.

- Ma voi sapete con chi state parlando? - Sì, come no.

- Bisogna scusarlo, soffre di allergia al sigaro. - Già.

E' evidente che voi non sapete chi sono io.

Sì, sei quello che ci ha distrutto la macchina.

- E ce la devi ricomprare nuova. Giusto? - Giusto, capo. Scusa.

Ecco, qui c'è scritto dove si trova la mia officina.

La rivogliamo così com'era. Una "Dune Buggy" fresca di fabbrica.

Sarebbe un gesto gentile mandarcela a casa.

- Aspettiamo fino a domani a mezzogiorno. - Altrimenti?

Altrimenti? Altrimenti...

Altrimenti...

- Altrimenti ci arrabbiamo. - Ah, ecco, ci arrabbiamo.

A proposito. Non una "Dune Buggy" qualunque.

Dev'essere rossa, con capottina gialla.

Scommetto che tu, naturalmente, pensi di accontentarli.

NO! NO! NO!

Sarebbe un grave errore psicologico. No, per favore.

Segui la teoria del mio maestro, il Dottor Freud.

Loro due sono soltanto dei bambini, sono individui poco cresciuti.

Vedono in te il loro genitore.

E se tu sei il loro genitore, da te rivogliono il loro giocattolo.

Rivogliono la loro "Dune Buggy".

E il loro buon papà, ridà il giocattolo ai suoi bambini? NO!

Tu devi essere un padre severo. Devi sculacciare, sculacciare!

Solo così tu avrai due bambini ubbidienti.

- Attila, sistemali tu. - Ci penso io, capo.

(SOSPIRO DI RASSEGNAZIONE)

- Perché l'hai salutato? - Per educazione.

- Aveva bisogno di una lavatina. - Già, me ne dimentico sempre.

- Quello non ha capito che rivogliamo la nostra carriola. - Dici? - Sì.

E' meglio schiarirgli le idee.

(Uomo) Ehi, i soldi. Ma che fa? Non paga?

Vedrai che questa volta l'ha capita.

Ehi, ho detto che questa volta l'ha capita!

Lo dico di no.

- Volete bere qualcosa? - Sì.

Permetti?

II resto.

(Uomo) Avanti, avanti! Provate la vostra forza. Almeno un tiro!

Eh, no. Niente da fare. Non ci siamo giovanotto.

Il signore vuole provare? Prego.

(Uomo) Bene.

E' troppo forte. Non gliela faremo capire mai, non c'è niente da fare.

Andiamo!

Eh, sì! E' proprio un osso duro.

Andate, andate. Ci vediamo dopo.

- Per me ha capito. - Io dico di no.

Se ti dico che ha capito, ha capito. Ok?

- E allora, perché lo stiamo seguendo? - Io sto seguendo te.

Se segui me, io entro.

Ho capito.

Vieni, vieni, tutto tranquillo.

- Tutto tranquillo, eh? - Ma di che ti preoccupi?

Di tutto.

Ehi.

- Non l'ha fatto apposta. - Invece l'ho fatto apposta.

Io pure.

(Uomo) Oddio, la testa.

Ancora no.

Ancora no.

Ancora no.

Ancora no.

Ho detto: "Ancora no".

Te l'avevo detto che non ci volevo venire, qui.

- Va bene, adesso? - Sì, adesso sì.

Per la "Dune Buggy" facciamo domani a mezzogiorno. Giusto?

Giusto.

- Non una qualsiasi, deve essere rossa con capottina gialla. - Sì.

Senti un po', Ben. Questa carriola, la rivolete proprio rossa?

Certo.

- E con la capottina gialla? - Naturalmente. - Ah, bene.

(SCOPPIETTIO DI UN MOTORE)

Ci ho lavorato tutta la notte, ti piace?

E' un po' usata. Ma nuova proprio non c'era.

Prendetela lo stesso, ragazzi. E' meglio che vi accontentiate.

Quella è gente molto pericolosa, lasciateli perdere.

So quello che dico. Ai miei tempi ero il capo di una grossa banda.

"Cala, cala."

- Be', ero il braccio destro del capo. - "Cala, cala."

Da giovane, facevo il cuoco nel ristorante del capo.

- Ecco, così va meglio. - Tu come lo sai?

Me lo avrai raccontato un miliardo di volte.

Si è alzato presto il signorino, vuoi una tazza di te?

No, grazie. Una zuppa di cipolle.

(KID FA PARTIRE IL MOTORE)

Ehi, dove vai?

Al Luna Park, dopo tanto lavoro ho diritto ad un po' di svago, no?

Non ti dimenticare che a mezzogiorno aspettiamo visite.

- Perché vogliono cacciarvi via? - Per costruire un grattacielo.

Come, io resto qui e tu te ne vai?

- Mi dispiace. - Lo credo, uscire con me non capita tutti i giorni.

Volevo dire che mi dispiace andarmene. Io ci sono nata qui.

Chissà dove finiremo.

Sulla ruota. Gira, gira e va e dove si ferma, nessuno lo sa.

Fermo. Il Luna Park non deve funzionare, o fanno saltare tutto.

Sì? Allora facciamo una cosa, mettiamo anche la musica.

Ancora pochi minuti, capo, e ci siamo.

Eccellente. Ma mi raccomando, a mezzogiorno preciso. Giusto?

Mi sembra molto buona la tua idea, dottore.

Con questo collegamento radio ci possiamo divertire anche da qui.

Ci siamo quasi. Sarà un mezzogiorno "di moto".

Tecnologia, efficienza e organizzazione.

La violenza di un individuo isolato, è un semplice miagolio.

Ecco, questo è il tuo vero ruggito.

(ROMBO DELLE MOTO)

- Eccoli, arrivano per noi. - Sono qui per me, ma è lo stesso.

Non ti preoccupare. Torno fra cinque minuti.

(ROMBO DELLE MOTO)

E' mezzogiorno preciso.

Dobbiamo consegnare una "Dune Buggy" rossa con capotina gialla.

- Dov'è? - Ma come, non la vedi?

Ah, sì. Eccola qui. Non l'avevo vista.

- Guarda che bella. Ma sì, è proprio bella, nuova. - Be'?

Ci hanno riportato la carriola, non vedi?

- Già, è bellissima, grazie mille. - Grazie.

Rossa fiammante e con la capottina gialla. E' fortissima. Grazie.

Come la volevate voi. E' una bella macchina, vero?

Nuova e con la capottina gialla.

Voi chiedete e il capo vi accontenta. Giusto?

Giusto, giusto, giustissimo.

Su, perché non vi fate un giretto?

Senti un po', ma a te piace?

Non lo so, non è male. Ma io l'avrei preferita più...

- Sì. - Più... - Sì. - Più...

- Più anch'io. - Ecco.

Ma siete proprio incontentabili.

Ho la sensazione che c'è qualcosa che non va.

(Uomo) Prendetelo, prendetelo.

(Uomo) Addosso, prendetelo, prendetelo.

(Uomo) Ehi, aspettatemi.

Ma che succede?

Cosa si è rotto? Un braccio, la testa, l'osso del collo?

Parla, parla, parla.

Maledizione, non sento niente.

(Kid) Porto i ragazzi a fare una scampagnata, capo.

Apro, passo, ripasso, chiudo, riapro.

Pronto, pronto, pronto.

I ragazzi ci sanno fare, capo, sei in una botte di ferro.

(Uomo) Frena! Frena!

Come non detto.

(IL DOTTORE URLA)

Questa non te la perdere capo.

(Kid) lo rallento, mi abbasso, schivo, sbando, mi impenno.

(Kid) Lui sbanda e si rompe la testa.

- Tutto come previsto. - E allora dimmi, si è rotto la testa?

- (Kid) Contro un albero. - Ah, è andato contro un albero.

Magnifico! Tutto rotto!

Sì, ma è uno dei nostri che si è andato a rompere. Lo vuoi capire?

Sì, ma una testa rotta, è sempre una testa rotta!

Attento, capo. Adesso si vola.

Ha fatto un buco nell'acqua!

- Speriamo che affoghi. - Come te lo devo dire?

- E' tutta cattiveria inutile. - Coraggio, sotto un altro.

Sì, capo. Stiamo facendo del nostro meglio.

(MUSICA DI ATTESA)

(Uomo) Mamma!

Mamma!

Che succede? Rispondete.

- La festa è finita, passo e hai chiuso. - Come sarebbe ho chiuso?

Chi parla? Mi sentite? Passo?

Tutte le mie grandi idee sono svanite. Addio, mio 10%.

Non puoi ruggire perché non sei un leone, ma un coniglio.

- Dove sono gli altri? Fatevi sotto. - Sono tutti rotti.

Lo avevo detto, dovevamo mandarne 20, anzi 100, 150.

Sì, la "gallina canta". Dovevamo mandarne mille.

Sì, e la prossima volta voglio la televisione, e a colori.

(Dottore) Eccolo, è lui. Paganini.

(Dottore) Paganini è il killer più bravo del mondo.

(Dottore) Lo chiamano così, perché non replica mai.

(Dottore) Gli basta un colpo solo. E' un solista d'eccezione.

(Dottore) Prima canna nella Banda Crosby di Chicago.

(Dottore) Ha complici dappertutto. Non si separa mai dal suo fucile.

Carabina Remington calibro 70, a ripetizione. Formidabile!

E' un mostro d'astuzia.

Niente lo spaventa.

Non ha cuore. Non ha nervi. Non ha pietà.

Questo Paganini è l'uomo giusto proprio per te.

Con due piccoli colpi del suo fucile...

...ha risolto il problema.

E' un po' caro, ma non avevamo altra scelta.

- Ma non facevamo prima a ridare loro una carriola nuova? - NO!

Lo ho capito perfettamente la psicologia di quei due individui.

Se tu dai loro la nuova macchina, dopo ti chiederanno un Jumbo Jet.

Se tu dai loro il Jumbo Jet, poi ti chiederanno il nostro grattacielo.

- Che c'è? Sono tornati? - Chi?

- I motociclisti. - Non dirmi che hai paura.

No. Il fatto è che in motocicletta, oltretutto, non ci so andare.

La carriola non ce l'hanno ridata.

E allora?

- Ti comunico che io mi sono arrabbiato. - Io invece no.

Senti, ma quell'uomo vestito di nero in quella macchina nera...

...non pensi possa essere un killer?

Ci sono serie possibilità.

- Quando si spara, non mi diverto più. - E tu lascialo perdere.

Se lui lascia perdere noi.

Non credo proprio.

- Allora io vado. - Lo prendi alle spalle? - No, lo prendo sul serio.

Me ne vado proprio! Taglio, filo, sparisco!

Silenzio!

Un, due, tre e quattro.

(ESECUZIONE VOCALE DEL CORO)

Ehi.

(ESECUZIONE VOCALE DEL CORO)

Ehi.

(ESECUZIONE VOCALE DEL CORO)

Ehi.

(ASSOLO)

No. No.

- Eh, no! - Ecco, lo sapevo.

Da capo.

Riprendiamo dalla battuta quattro.

E un, due, tre e quattro.

(ESECUZIONE VOCALE DEL CORO)

Era meglio che lo prendevi alle spalle.

Ero sicuro che ci pensavi, tu.

E sta' attento.

Qualche volta cerca di guardare lassù.

Ma quello è il killer di prima?

Sì.

- Sì, ma come ci è arrivato qui? - Ce l'ho portato io.

In due si muore meglio, no?

(ASSOLO)

NO! NO! NO!

- E' stato lui. - Silenzio.

Un, due, tre e quattro.

(ESECUZIONE VOCALE DEL CORO)

NO! NO! NO!

Torni al suo posto e non faccia lo spiritoso.

(ESECUZIONE VOCALE DEL CORO)

(ESECUZIONE VOCALE DEL CORO)

Ciao, violinista.

Al tuo genio e alla mia cattiveria.

Mi piacciono tanto i tuoi piani dottore, specie quando riescono.

Il che avviene sempre.

- (Uomo) Banco! - (Uomo) Carta!

(SUONA IN MODO STONATO)

(SUONA IN MODO INTONATO)

Se ne vada per favore.

Ma che sta succedendo? Chi è che suona?

- Niente, niente. E' un mendicante. - Un mendicante?

Lo non voglio suonatori ambulanti nel mio locale. Sbattetelo fuori.

Basta! Fuori!

- Le mani. - Quali mani? - Le tue mani. - Le mie mani? - Sì, le tue.

- Perché? - Sopra il tavolo. Qui.

Chi è questo uomo? E questo?

Avanti, tu sei il capo e devi rispondere.

Sì, lo conosco, è Geremia.

Faceva il cuoco qui. Certi spezzatini stupendi.

No. Tutte grandi balle.

Con la mia intuizione ho capito che questo è il nostro vero nemico.

Senza di lui, quei due sono come marionette senza fili.

E tutto rientra nell'ordine.

Dobbiamo solo impedire a questo cervello di funzionare.

E' inutile che tagli i fili. Con me certi trucchi non funzionano.

- Me ne devo proprio andare? - Sì, e di corsa.

- Arrivederci. - Spero proprio di no.

Basta! Basta! Basta!

Geremia. Geremia, sono io, Ben.

Diglielo tu. Diglielo tu che Geremia non conta niente.

Mi hanno ridotto proprio male.

(Geremia) E pensare che gli preparavo certi spezzatini.

(RUMORE DI PASSl)

- Che ci fai tu qui? - Be', sai passavo per caso.

Ho sentito la musica e mi sono detto: "Andiamo a divertirci!".

- Apri. - Perché? Altrimenti vi arrabbiate?

- Siamo già arrabbiati. - Siamo già arrabbiati.

E invece noi siamo tutti contenti.

Il locale è chiuso, c'è una festa privata e voi non siete invitati.

(URLA DEGLI INVITATl)

Sei ancora arrabbiato?

- Sì. - Anch'io.

Il braccio mi serve.

Uno, due, tre, quattro. E questo e quest'altro...

No, i capelli no. NO!

Lo me ne vado.

(SCOPPIO DI UN PALLONCINO) Chi è?

(SQUILLO DEL TELEFONO)

Momento.

- No! - E' per me?

Non c'è nessuno.

Il braccio.

- Va bene così? - Io cammino, ma così è più comodo.

Non ti ci abituare, però.

Venite fuori.

Posso?

Prego.

Poiché vorrei sistemare la nostra vertenza...

...e chiudere i conti una volta per tutte...

...avrei proprio pensato che così potrebbe, come si può dire...

- Bastare. - Bastare.

(MUSICA DAL LUNA PARK)

Va bene, così?

Perfetto. Straordinariamente bene.

Eh! Eh!

(RUMORE DI FRENATA E BOTTO)

Ce la giochiamo a carte?

No. Facciamo a braccio di ferro.

No. Perché non ce la giochiamo a birra e salsicce?

Dove?

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