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[Musica delicata]
♪ Io sono la prima, ♪
♪ io non sono nessuno. ♪
♪ Io sono la strega, ♪
♪ io sono il futuro. ♪
♪ Io sono l'errore, ♪
♪ io faccio paura. ♪
♪ Io sono il diverso, ♪
♪ il veleno e la cura. ♪
[Chiacchiericcio insistente]
Ehi tu, scusa!
Che cos'è tutta questa confusione? C'è un'agitazione!
Signora, c'è un fotografo venuto apposta
per fotografare voi pazienti della casa di cura.
E c'è bisogno di fare tutto questo baccano?
[Mariasilvia] Guarda, non importa che tu mi spinga. Faccio da sola, grazie.
[Chiacchiericcio continua]
[Brontolano a bassa voce]
[Click della macchina fotografica]
Benissimo, signora. Facciamo l'ultima...
[Mariasilvia] Ehi me la fai una foto?
Certo, signora. Qui avevamo finito.
Vorrebbe togliersi il cappello?
Pensa a scattare la foto e fammi venire bene.
Guardi in macchina...
Faccia un bel sorriso...
[Scatto della macchina fotografica amplificato]
[Relatore] È con immenso onore
che proclamo la signorina Mariasilvia Spolato
Dottore in Scienze Matematiche con il voto di 85 su 110.
[Tutti applaudono]
-Congratulazioni! Congratulazioni! -Grazie. Grazie.
Grazie. [Applausi continuano]
-Complimenti. -Grazie, professore.
[Franca] Che emozione, gioia!
[Franca] Sei la prima donna della famiglia a essersi laureata.
E quando il professore ti ha chiamato dottore...
[Sospiro di gioia]
Dai, mamma, non fare così!
Adesso vediamo cosa fai a Milano.
Ecco, mi fate sempre commuovere voi due!
Bravissima sei stata. A me girava la testa quando sentivo tutti quei numeri...
Perché non rimani? Il lavoro magari lo trovi anche qui.
Restiamo vicini.
[Mariasilvia] Mamma, ne abbiamo già parlato.
Voi andate. Vi raggiungo per pranzo, così festeggiamo.
[Franca] Sì, ma non fare tardi!
[Passi di Mariasilvia che si allontanano]
[Rumore di automobili in movimento]
[Ragazza] Congratulazioni! [Mariasilvia] Grazie.
Allora parti?
Dai, non fare così. Alla fine in qualche modo faremo.
Milano non è così distante. E poi ci stanno i telefoni.
Io lo so come vanno a finire queste cose.
[Musica potente e ritmata]
[Anna] Maternità e sessualità! [Al megafono]
Noi crediamo che i principi su cui si fondando debbano essere allontanati
dal senso del dovere e dalla sottomissione alla cultura patriarcale.
[Anna] Noi non vogliamo solo essere madri. [Musica ritmata]
[Anna] Noi vogliamo il diritto al lavoro!
[Anna] Il diritto alla libertà! [Musica cresce d'intensità]
Libertà! Libertà! Libertà! [In coro dall'esterno]
[Musica ritmata continua]
[Chiacchiericcio tra le attiviste]
[Donna] Siete qui tutti i pomeriggi? [Attivista] Sì, andava bene.
[Attivista] Si unisca alla lotta!
[Passante] Ma certo! [Attivista] Tentiamo di cambiare le cose!
[Musica delicata]
[Treni di passaggio in sottofondo]
[Musica delicata continua]
[Treni di passaggio in sottofondo]
[Click della macchina fotografica]
[Ragazza] Non dici niente?
[Ragazzo] Mi sei mancata.
[Ragazza] Anche tu.
[Ghiera del telefono gira]
[Telefono squilla]
Pronto?
Pronto, mamma.
Gioia mia! Come stai?
Tutto bene, grazie. Avevo voglia di sentirvi.
-È Mariasilvia? Passamela. -Sì, sì, adesso te la passo.
-Ciao, papà! -Come vanno le cose? Ti servono soldi?
Mamma, sono 5 anni che lavoro qui. Non mi servono soldi.
E con i colleghi? Tutto bene?
Ti stai facendo degli amici? Hai conosciuto qualcuno?
E lasciala stare. Ogni volta tutte queste domande.
-E se magari ha qualche novità? -Senti, invece come sta papà?
Bene, bene. Il medico oggi l'ha visitato e dice che sta migliorando tanto.
-È una roccia tuo padre! -Tuo padre è una roccia!
Hai sentito?
Bene, dai, sono contenta. [Bip dal telefono]
Mamma, devo riagganciare, perché ho finito i gettoni.
-Aspetta! Ti passo tuo padre. -Mamma, ho finito i gettoni.
Vi richiamo presto. Ciao... [Gettoni tintinnano]
Mangia, eh, gioia! Gioia? Eh no...
[Attivista all'esterno] Signora, prenda un volantino!
[Attivista] Ci dobbiamo ribellare a questo sistema! Signora si fermi!
Vogliamo lavorare! Vogliamo lavorare! [Donne all'esterno]
[Segretaria] Buongiorno, sono la segretaria del dottor Martelli.
[Segretaria] Le confermo l'appuntamento delle 14:00. Grazie, arrivederci.
Vogliamo lavorare! Vogliamo lavorare! [Donne all'esterno]
Ehm...
Collega, mi scusi. Stavo controllando questi calcoli, ma c'è un errore.
Mi faccia vedere. [Manifestazione all'esterno continua]
Non mi sembra proprio.
Collega. [Strafottente]
Ma sì, vede qui? I conti non coincidono.
Perché non li ricontrolla Lei allora?
Le ho detto che i calcoli sono perfetti.
In realtà, collega, ho ricontrollato tre volte prima di venire da Lei.
Senta. I calcoli sono perfetti.
Non mi faccio mica insegnare il mestiere da una donna.
[Rossini ride di scherno]
[Colleghi uomini ridono]
[Attivista con megafono] Finché ci sarà una sola donna
minacciata in quanto donna, noi non avremo pace.
[Manifestanti esultano] Libertà! Libertà! Libertà!
Quindi Lei mi sta dicendo che io non posso
rimarcarLe un errore solo perché sono una donna?
Facciamo così.
Le do la possibilità di ricontrollare i suoi calcoli
e, se continua ad affermare che siano corretti,
allora li faremo ricontrollare da uno dei nostri colleghi.
Uomini, chiaramente. [Grida all'esterno continuano]
Libertà! Libertà! Libertà! [Manifestanti in coro]
[Musica ritmata ricomincia]
Io Le sto dando la possibilità di non fare brutta figura.
Quindi Le suggerisco di prestare attenzione e controllare l'errore.
Libertà! Libertà! Libertà! [All'esterno]
[Musica ritmata cresce d'intensità]
Libertà! Libertà! Libertà! [Musica ritmata]
[Attivista] Aiutateci, è una lotta comune.
[Attivista] Signora, si unisca alla lotta!
[Manifestanti protestano]
Piacere!
-Io sono Anna. -Ciao, piacere, Mariasilvia.
-Tu lavori qui? -Sì.
Bene! Allora ci racconti qualcosa al megafono?
No, no, no, preferirei di no, guarda.
-Dai! Parlo io, vieni! -No!
-Vieni, vieni! -No, no!
Compagne! Lei è Mariasilvia.
Lavora in questi uffici e vorrebbe raccontarci qualcosa.
[Manifestanti esultano] -Mariasilvia è un po' timida.
Raccontaci come ti trattano i tuoi colleghi uomini.
Bene. Tutto sommato bene.
Poi capita che a volte facciano degli errori
e non accettino che io glielo faccia notare.
Buuuh! [Attiviste in coro]
Immagino che non la prendano bene.
Ringraziamo Mariasilvia e facciamole un applauso.
Brava! Brava! [Tutte esultano]
Perché come donna combatte ogni giorno per il suo diritto alla libertà!
Libertà! Libertà! Libertà! [Attiviste in coro]
[Musica ritmata riprende]
Libertà! Libertà! Libertà!
[Direttore] Non si permetta mai più di fare una cosa del genere.
Bisogna nobilitare anche la donna! [Dall'esterno]
[Attiviste all'esterno esultano]
Vogliamo lavorare! Vogliamo lavorare! [In coro]
Mettere in imbarazzo un collega davanti a tutti.
Che non succeda mai più. Ha capito?
Come? Ma io pensavo ci avesse convocati per avere delle scuse.
Il collega ha sbagliato e io gliel'ho fatto notare.
-Con discrezione, tra l'altro. -Non mi interessa.
Ho detto che non succeda mai più.
Signorina, stia al suo posto. Chiaro?
Se è tutto, Direttore, io tornerei alla mia scrivania.
Prego.
[Slogan all'esterno continuano]
[Direttore] Rossini! Si tolga quel sorrisetto dalla faccia!
Si ricordi che la Spolato è uno dei migliori elementi che abbiamo.
[Direttore] E Lei ultimamente sta facendo parecchi errori.
Bé...
Mi scusi, Direttore, ma allora perché ha dato ragione a me?
Perché? Voleva che dessi ragione alle gonnelle?
Già abbiamo queste fanatiche sotto l'ufficio.
Non vorrei che pensassero di avere qualche potere.
E adesso vada, Rossini.
Libertà! Libertà! Libertà! Libertà! [Cori dall'esterno]
Libertà! Libertà! Libertà! Libertà! [Musica cupa]
[Telefono squilla]
[Telefono squilla]
[Franca singhiozza]
Mamma? Ma che succede?
Come sta papà?
[Franca piange]
Gioia mia... [Singhiozzando]
Mamma, arrivo. Prendo il primo treno.
[Musica emozionante]
♪ Mi hanno detto che c'è sempre una risposta a tutto ♪
♪ e io vorrei poterci credere un po' ♪
[Mariasilvia] Ho chiamato qualche giorno fa.
Sono la professoressa che cercava la stanza.
[Filippo] Ah sì, tu sei la professoressa di matematica, giusto?
Sì, però forse mi sa che ho parlato con suo padre.
No, no, hai parlato con me. Piacere, io sono Filippo.
Vieni che ti mostro la tua stanza. Ma... ma ti aiuto con le valigie?
No, La ringrazio, Filippo.
Sono arrivata dalla stazione da sola, quindi ci penso io.
No, La ringrazio...[Prendendola in giro]
Dai, seguimi.
Ecco, principessa. Questa è la tua reggia.
Il bagno è in fondo al corridoio e la sala telefono è giù nell'ingresso.
Sì, La ringrazio, Filippo.
Ah, mi ero dimenticato di dirti che, se ti serve qualsiasi cosa,
-tanto io sono nella stanza a fianco. -Perfetto, La ringrazio.
[Rumore di un treno di passaggio]
Salve!
Lei è la nuova insegnante di matematica.
Io sono Sandra, sua collega in storia e geografia, piacere.
-Piacere, Mariasilvia. -Mariasilvia.
È la prima volta che insegna, eh?
Scelta coraggiosa. I ragazzi qui sono un po' complicati.
Adolescenti, cosa glielo dico a fare...
-Però mi fanno tanto divertire! -Professoressa Spolato.
-Matematica, giusto? -Lui è Lucio. Professor Carli, italiano.
Questi selvaggi. Bisognerebbe usare il pugno di ferro, altro che divertimenti.
Spero per Lei che abbia un bel carattere, professoressa Spolato.
Non ho capito. Quando parla di selvaggi...
Si riferisce agli studenti o ai colleghi?
E dai, Lucio. Non fare quella faccia.
Professore, è stato un piacere conoscerla. Buona lezione.
Sento che quest'anno ci sarà da divertirsi!
[Campanella di scuola suona]
Allora signori...
Io sono la vostra nuova insegnante di matematica
e staremo insieme per i prossimi tre anni.
Sempre che ovviamente qualcuno non si faccia bocciare.
[Tutti gli alunni ridono]
Ma faremo in modo che questo non accada.
Allora...
Oggi è il nostro primo giorno, quindi io direi...
Togliamo tutti i libri dai banchi e conosciamoci meglio.
Allora... Arturi?
-Eccomi. -Bene, Arturi. cominciamo da Lei.
Mi racconti qualcosa, ma soprattutto
voglio sapere il suo rapporto con la matematica.
Sono Arturo Arturi.
Che fantasia, eh, professoressa? [Tutti ridono]
A essere onesto, la matematica non mi piace tanto.
Se devo dire la verità, non mi piace tanto neanche la scuola.
Bene, Arturi, può sedersi.
La ringrazio per la sua onestà, che apprezzo veramente molto.
Faremo in modo di farle piacere la matematica.
Per quanto riguarda la scuola...
Bé signori miei... Sono un'insegnante, non sono una maga!
[Alunni ridacchiano]
Vedrete. Scoprirete che la matematica sta ovunque.
Ma facciamo un passo alla volta. Bastiani?
-Buongiorno Saverio! -Oh signora Franca.
-Ecco le Sue riviste. -Oh bravo, grazie.
-Grazie a Lei. -Buona giornata!
Altrettanto!
Gisella! Ho visto tuo figlio. Che bel ragazzo si è fatto!
Eh sì!
Buongiorno signora Franca. Ecco il suo pachetin.
Grazie, signor Arturo.
-Arrivederci, a domani. -A domani.
[Forte musica dalla stanza a fianco]
♪ Sarà come dimenticare... ♪ [Filippo canta a squarciagola]
♪ Senza dimenticare... ♪ [Filippo canta a squarciagola stonato]
♪ Senza... ♪ [Filippo canta stonato]
♪ Senza... ♪ [Filippo canta stonato]
[Bussare impaziente alla porta]
[Filippo dalla stanza] Eccomi.
[Bussare impaziente alla porta]
[Filippo] Eccomi!
-Mariasilvia? -È finita l'acqua calda.
Ah scusa, non te l'ho detto.
È che la caldaia è piccola, quindi, se fai la doccia troppo tardi,
c'è il rischio che gli altri la finiscano.
Senta, Filippo. Io lavoro tutto il giorno [Pentole in sottofondo]
e oggi, come spesso accade, ho finito a quest'ora.
Ma se sei tornata nel pomeriggio...
Ma Filippo, cosa fa? Mi spia?
È un mio diritto scegliere se farmi la doccia alle nove la sera!
[Filippo ridacchia]
Ma cosa fa, mi ride in faccia? Lo trova divertente?
Ma Lei c'è ogni tanto qualcosa che prende seriamente oppure no?
Rido, perché sei proprio brava.
Sai che hai un bel temperamento?
Servirebbe proprio una come te alle nostre riunioni.
Dai, se entri ti faccio usare la mia doccia.
Ma cos'è, impazzito? Secondo Lei, io dovrei entrare in camera sua mezza nuda?
Aaaah! Scotta!
Ti fermi a mangiare con noi?
[Paola] Il sessismo.
[Paola] La violenza maschile contro le donne.
Le radici dello sfruttamento nel lavoro domestico.
La marginalità sociale. Serve una legge che ci permetta di poter scappare
dove c'è un abuso o un'oppressione. Questa...
È una violenza invisibile!
Abbiamo bisogno di una legge sul divorzio.
Che tuteli tutte noi, future moglie e madri.
Perché il matrimonio debba essere una scelta e non un'imposizione sociale.
[Applausi]
Grazie, Paola. Appassionata come sempre.
Qualcun'altra vuole fare un intervento?
Bene. Avremo modo di dibattere nei prossimi giorni.
Filippo! Vedo che ci hai portato una nuova compagna.
Io sono Gianna e sono la fondatrice
di questo piccolo collettivo femminista.
Per il momento siamo ancora poche, ma sono certa che aumenteremo.
E che un giorno faremo una vera rivoluzione.
[Tutte applaudono]
Grazie, grazie! La riunione è finita, grazie a tutte.
[Filippo] Tesoro, brava, discorso impeccabile.
[Paola] Grazie.
[Mariasilvia] Sì, veramente molto interessante.
-Lei è Mariasilvia. -Gianna. Piacere.
-Mariasilvia, lei è Paola. -Paola.
-Piacere. -Ciao. Vuoi?
Grazie.
Allora Mariasilvia, tornerai alle riunioni?
[Filippo] Certo che tornerà. [Gianna] Ci contiamo.
Sì, penso proprio di sì. Alla fine sono tante le oppressioni che subiamo.
Il divorzio potrebbe essere una grande conquista,
ma c'è ancora tantissimo da lavorare.
[Filippo] Vero.
Sono molto curiosa di sentire un tuo intervento.
Benvenuta tra noi.
Potere alle donne!
Potere alle donne! [Tutte insieme]
[Filippo] È lei la mia nuova inquilina. [Gianna] Ah sì!
Professoressa di matematica. Sentivo che era giusto.
[Rumore di un treno di passaggio]
[Musica delicata]
Professoressa Spolato!
-Professor Carli, buongiorno. -Buongiorno a Lei.
-Come procedono le cose? -Tutto bene, grazie.
Bene, bene.
Ehm... Senta, mi chiedevo...
Come mai la scelta di testi così antiquati?
Antiquati, dice? E Lei che cosa proporrebbe?
Al momento io sto cercando di portare degli esempi stimolanti...
Per mantenere l'attenzione dei ragazzi...
Dovrei fare delle ricerche per trovare i testi più adatti.
Ma lo sa? Mi trova pienamente d'accordo.
Ma perché non ne parliamo una di queste sere? Ho un'idea! Questa sera, a cena.
Mariasilvia? Scusami. Ti stavo cercando, avrei bisogno di un favore.
Una sostituzione. Vieni, te ne parlo.
Arrivederci... [Campanella suona]
[Chiacchiericcio di alunni]
-Per quando ti serviva la sostituzione? -Ma quale sostituzione!
Era una scusa per salvarti da Carli!
Ah...
-Grazie, Sandra. -Tranquilla, eh. Carli è innocuo.
-So che può essere un po' pressante. -Pres... pressante, dici?
Mi sembra un po' riduttivo, non credi? Queste sono molestie.
Eh va bé, dai, prima o poi smetterà. Non possiamo fare altro.
È molto amico del preside.
Lascia perdere, fidati. Eh Andreani e compare!
Subito in classe, che adesso vi interrogo.
Ma non stiamo facendo niente, professore'.
Eh proprio per questo. In classe, avanti, filate.
Quindi secondo te io dovrei andarci a cena? Accettare le sue molestie?
Ma no, non dico questo. Ma non mettertelo contro. Lo dico per te.
Allora? Scusami, ma, se non mi sbrigo, i ragazzi mi entrano alla seconda ora.
Allora, cosa devo fare con voi? Eh?
Devo fare il pastore tedesco che vi spinge tutti voi pecore dentro al recinto?
Professore'', perché a Vienna ci sono le pecore?
Vienna è in Austria, somaro. E adesso dentro. Neanche vi interrogo.
Direttamente un'insufficienza.
-Non è giusto, professore'! -Dai, prof!
Eh, non è giusto, via. Vi do 5. [Ragazzi protestano]
[Ghiera del telefono che gira]
[Mariasilvia] Pronto? [Franca] Ecco la mia gioia! Come stai?
Ah sai chi ti saluta tanto? Gisella, la panettiera.
[Franca] Devi vedere suo figlio, quanto si è fatto bello!
Come vanno le cose a Roma? Ti stai ambientando? Stai mangiando?
-Sì, mamma. Senti, tu come stai? -Benino, dai.
Ho le amiche, mi tengono compagnia. Non ti preoccupare per me.
[Filippo] Allora? Sei pronta? Andiamo? [Franca] È la voce di un ragazzo quella!
Allora hai conosciuto qualcuno! Chi è? Com'è? Che fa?
Mamma, mamma, è il padrone della pensione.
Dai, poi ti racconto. Adesso scusami, ma devo andare.
Tanto comunque salgo per Natale, così ci vediamo un paio di giorni.
Va bene. Chiama più spesso, ti prego.
Va bene, mamma. Buona serata.
-Anche a te. Non fare tardi però, eh. -No, mamma.
Non faccio tardi. Ciao.
Andiamo.
[Paola] In Parlamento stanno valutando la proposta di legge sul divorzio.
[Applausi ed esclamazioni di felicità]
[Paola] Questa... questa è una grande conquista per tutti noi.
Le nostre voci non sono rimaste inascoltate. Le nostre e quelle
di tutte le compagne che ogni giorno lottano per ottenere la parità di genere.
Speriamo che i nostri politici siano moderni e accolgano la proposta.
Prenderanno una decisione in questi giorni. Grazie a tutte.
[Applausi]
Grazie, Paola. Grazie.
Qualcun altro vuole aggiungere qualcosa?
Mariasilvia! Vieni qui, così ti vedono tutte.
Grazie, Gianna.
È tutto giusto quello che la compagna Paola ha detto.
Ma io oggi vorrei affrontare con voi un altro argomento.
Quello delle molestie sul lavoro.
Ho dovuto pagare un prezzo molto caro nel mio precedente impiego.
Per avere l'unica colpa di essere una donna.
Ora mi sono trasferita a Roma, insegno in un liceo
e ancora una volta, ma in maniera diversa,
ho subito una molestia sul posto di lavoro.
[Mariasilvia sospira]
Vedete, compagne... [Mariasilvia sospira di nuovo]
Personalmente io vivo una doppia oppressione.
Quella di essere donna...
E quella di essere omosessuale.
[Mariasilvia espira]
[Applausi dalle compagne]
Grazie, Mariasilvia. Grazie. Hai perfettamente ragione.
Ci dobbiamo concentrare anche sui diritti degli omosessuali.
In realtà il nostro compagno Filippo ha introdotto varie volte l'argomento.
Qualcun altro vuole aggiungere qualcosa?
Giovanna, vieni.
Sì, volevo aggiornarvi sullo stato della mia amica.
Brutta sgualdrina che non sei altro.
Me lo potevi anche dire.
Bé, ho scelto la maniera più plateale.
Dillo, che ti ho rubato la scena.
Ma infatti non è da te. La timida professoressa di matematica, una di noi.
Grazie, Giovanna. [Applausi]
Compagne.
È stata una serata molto interessante.
La riunione è finita, ma,
come sempre, se volete, siete le benvenute.
Ah le birre sono lì, sul bancone. Grazie a tutte.
[Applausi dalle compagne]
[Compagne chiacchierano tra loro]
-Una anche per me. -Due?
[Rumore di bottiglie di birra]
[Compagne chiacchierano tra loro]
È stata coraggiosa la nuova compagna.
Doppia oppressione. Concetto interessante.
Posso?
Certo.
[Passi si avvicinano]
Un brindisi a Mariasilvia.
Gli inglesi lo chiamano "coming out", uscire fuori dal ripostiglio.
Lo ritengo molto più chic che "dichiararsi omosessuale".
[Filippo ride]
Bene! E per citare un altro inglesismo, "I get out of my way". (Me ne vado)
Mi levo dai piedi, fanciulle. Buona serata.
Scusa un attimo.
-Scusa, dove stai andando? -Come, dove sto andando? A casa.
Come a casa? E mi lasci tornare da sola? Di notte?
Perché tu pensi di tornare a casa stasera?
Certo che sei proprio tonta, eh?
Tesoro, poi mi racconti domani.
-Ciao compagne! -Ciao. [In coro]
[Mariasilvia] Ciao Filippo.
[Compagne in coro] Noi andiamo. Ciao. [Mariasilvia] Ciao.
Scusa. Era il mio compagno di st... Cioè...
Di cas...
Era il proprietario della pensione dove alloggio.
Io comunque sono Valeria.
-Ah, piacere, sono Mariasilv... -Mariasilvia. La professoressa. Lo so.
Ho preso qualche informazione.
[Gianna] Compagne.
Siamo rimaste solo noi. Scusate, ma io sono stanchissima.
Valeria, le chiavi sono al solito posto. Chiudi tu?
-Grazie, Gianna, ci penso io. -Buonanotte.
Mariasilvia?
[Gianna] Grazie. [Mariasilvia] Ciao.
-È tanto che vieni qui? -Un po'.
♪ Mi rialzo e cado. ♪ [Musica romantica]
♪ Equilibrio in me ♪
Hai freddo?
♪ non ce n'è più e tremo. ♪
♪ Io mi copro e tremo. ♪
♪ Ma che scherzo è? ♪
♪ Che mistero è? ♪
♪ Mentre guido. ♪
♪ Mentre fumo. ♪
♪ Ma è già sera e... ♪
♪ Fuori piove. ♪
♪ In fondo al mio tè ♪
♪ e dietro alle briciole, ♪
♪ fra dolci parole, ♪
♪ cosa ci fai? ♪
[Musica aumenta d'intensità]
♪ Mentre guido, tremo. ♪
♪ Mentre fumo, tremo. ♪
♪ Sei l'equilibrio che non c'è ♪
♪ in tutto il mio disordine. ♪
♪ Io che rido e tremo... ♪
♪ Mangio meno e tremo. ♪
♪ Quel che era ormai non mi tocca più, ♪
♪ da adesso ci sei tu. ♪
♪ Mi sento e tremo. ♪
[Musica romantica lentamente sfuma]
Che stai facendo?
Cerco di capire se è tutto reale.
Sì che è tutto vero.
Sei bellissima, lo sai?
[Mariasilvia e Valeria continuano a ridere e baciarsi]
Spero non ti dispiaccia se ho invitato Elvira per Natale.
Sai, da quando tuo padre non c'è più, mi è stata tanto vicina.
Ancora non ci credo che sei riuscita a venire su per Natale!
Certo, sei sempre così tanto impegnata...
Devi raccontarmi tutto!
[Mariasilvia sospira]
Mamma, la scuola mi dà tanta soddisfazione.
Non avrei mai pensato che insegnare mi sarebbe piaciuto così tanto.
Eh certo, il lavoro è importante.
E qualche bel ragazzo... L'hai conosciuto?
[Forte battito cardiaco]
Mamma, io... [Voce ovattata]
[Battito cardiaco accelera]
Vorrei dirti una cosa. [Voce ovattata]
[Battito cardiaco accelera]
Oh!
La roba sul fuoco! Scusa eh...
[Battito cardiaco decelera]
[Franca dall'altra stanza] Gioia!
[Franca dall'altra stanza] Vieni a tavola?
[Battito cardiaco torna normale]
E quindi Roma è così bella come dicono?
La sua bellezza non si può spiegare.
È enorme. Mamma, dovresti venirci un giorno.
Io, venire a Roma da sola? Tuo padre non sarebbe stato d'accordo.
Mamma, a Roma stiamo facendo la rivoluzione
contro questo sistema che non ci lascia libere.
[Franca] La rivoluzione! [Elvira] Eh Franca, io te l'avevo detto.
Tua figlia ha strane idee per la testa.
E poi Roma è una città un po' troppo libertina.
Roma non è una città libertina, ma moderna.
E poi è finita l'epoca in cui la donna deve stare due passi dietro all'uomo.
La mia generazione sta imparando a essere indipendente.
Lo vedo, cara. Anche troppo.
Ma vedi, è importante che tu abbia un marito che ti sappia consigliare.
Ti stai facendo grande, non lo vuoi un marito?
Ma certo! C'è Filippo, giusto?
Mi parli sempre di lui.
Certo, Filippo.
Magari il prossimo Natale lo porti qui e lo conosciamo.
Vedremo.
Bé... Io volevo aspettare di finire la cena, ma
voglio darti subito il mio regalo, mamma.
Ma sì! Sì, sì, sì, sì!
Ecco. Tieni.
[Franca emozionata] Ah!
"Gli insiemi e la matematica. Con 120 esercizi. Di Mariasilvia Spolato"
Gioia, hai scritto un libro!
C'è il tuo nome!
[Franca] E non mi hai detto niente! [Mariasilvia] Volevo farti una sorpresa.
Purtroppo io...
Vorrei capirci qualcosa, ma sono così fiera!
Io lo sapevo, che eri destinata a fare qualcosa di straordinario.
[Franca ridacchia felice]
Dai, mamma, mettila.
Ma sì!
Grazie.
[Musica movimentata da festa]
Vedrai che ci saranno sempre più iscritti e iscritte.
Fronte di Liberazione Omosessuale. Senti come suona bene.
-Il F.L.O. Un movimento tutto nostro. -Ci piace.
E con lei?
E con lei... Sono felice.
[Musica da festa continua]
Dieci!
Nove!
Otto!
Sette!
Sei!
Cinque!
Quattro!
Tre!
Due!
Uno!
Buon anno!
Buon 1971, l'alba di una nuova era!
[Fuochi d'artificio esplodono]
[Musica da festa sfuma in un rimbombo]
[Chiacchiericcio insistente degli alunni]
[Randazzo] Ancora con sti libri? Basta studia', su.
Ma che stiamo a fa'?
Allora?
Che succede?
Tutti seduti, forza.
Ma come? Un attimo fa eravate così loquaci.
Io non voglio sapere cosa sia successo.
Ma signori miei, aggredire tutti quanti un singolo non va mai bene.
Eh... mo parte la morale, professore'?
No. Ha ragione Randazzo. Niente morale. Molto meglio un compito scritto.
-Fuori i fogli, forza. -Era meglio la morale a sto punto.
Albert Einstein sapete chi è?
No. Ovviamente non lo conoscete.
D'Amato, siamo sinceri.
Lei è il migliore della classe,
ma si vede da lontano che è un imbranato.
[Alunni ridacchiano]
Albert Einstein è stato un grande fisico.
Ma non solo. È stato un grandissimo filosofo.
Einstein diceva: "Ognuno è un genio.
Ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi sugli alberi,
lui passerà l'intera vita a credersi stupido".
Ha visto, Randazzo? Alla fine la morale ve l'ho fatta.
-Quindi niente compito? -Oh no, il compito lo fate comunque.
Così magari, la prossima volta, ci penserete
due volte prima di giudicare un compagno.
Scrivere, forza.
[Françoise al telefono] Sì, Mariasilvia. (in francese)
Qui con il FHAR stiamo dando (In francese)
una visibilità radicale ai compagni e alle lesbiche.
Esatto, Françoise. Vorrei creare un movimento simile qui in Italia.
[Françoise] Non abbiamo iniziato da molto,
ma abbiamo già più di 100 iscritti. (In francese)
Magnifico! (In francese)
[Françoise] Se vuoi, ti posso inviare qualche documento del movimento.
Grazie, Françoise. Ti richiamo tra qualche settimana. Grazie.
[Ragazzi ridono]
[Filippo] Vieni che ti presento le ragazze.
Ragazze. Lui è Angelo. Valeria. Mariasilvia.
-Piacere. -Piacere.
Ti avevo parlato di lui, il mio amico di Torino.
Angelo, certo! Ciao, piacere.
Anch'io ho sentito molto parlare di te. Il piacere è tutto mio.
Vedi, anch'io come te vorrei mettere in risalto
la condizione degli omosessuali in Italia e anche all'estero.
Sì, bisogna trovare il modo più diretto per divulgare le informazioni.
Io ho pensato al volantinaggio, ma
serve qualcosa che sia molto più d'impatto.
Infatti ho contattato alcune associazioni francesi,
per capire loro come si stanno muovendo.
Sì, infatti noi abbiamo diversi contatti
con attivisti un po' di tutta Europa.
Stiamo pensando a una rivista. [Mariasilvia e Valeria sorprese]
-Che ne pensi, Filippo? -È geniale!
Allora, a questa unione e alla nostra rivista.
[Il gruppo ride]
[Angelo] A noi! [Bottiglie tintinnano]
[Angelo] Santé! ("Salute" in francese) [Ride]
[Carli] Professoressa Spolato.
Siamo rimasti solo noi nell'istituto, lo sa?
-No, non direi, perché io me ne stavo... -Di già? Perché non si ferma un altro po'?
C'è un signor Spolato che l'attende?
-No, non c'è nessun signor Spolato. -E allora che cosa la trattiene?
Professor Carli. Purtroppo io non volevo, ma
Lei mi porta a essere scortese.
Quasi quanto lo è Lei. Io non apprezzo le Sue lusinghe. Anzi,
mi infastidiscono. Quindi la pregherei gentilmente di smetterla.
E, con permesso, ora io vado.
[Passi si allontanano in fretta]
[Rumore di una pressa in funzione]
[Musica delicata]
[Filippo dall'esterno] Ragazze!!
[Filippo] Ragazze!
Eccola! Eccola!!
La prima copia del Fuori!
[Mariasilvia sorpresa] Veramente?! Ma com'è possibile?
Sorpresa! Mi è arrivata una copia in anteprima.
[Valeria] Che succede? [Filippo] La prima stampa del Fuori!
Ce l'abbiamo fatta!
E guarda...
[Filippo] C'è pure il tuo articolo. [Mariasilvia sorpresa]
Ma ti rendi conto dell'impatto che avrà? Eh?
[Valeria ride]
Ma siete nude? Gesù, che orrore.
Ricomponetevi, dai, giù dal letto che andiamo a festeggiare!
[Musica delicata ricomincia]
[Porta si chiude]
[Mariasilvia] Guarda qua.
Il Fuori! diventerà leggenda.
Non è ancora uscito ufficialmente, eppure altri gruppi vogliono seguire
il nostro esempio.
Ragazzi. Sarà un grande passo verso la modernità.
Ma quanto sei carino quando dici queste cose impegnate.
[Ridono] [Donna francese] Ma guarda che fanno!
[Donna] Tesoro, dai, vieni qui! [Bambino] Ma no, mamma!
[Donna] Vieni qui, non si discute. Ce ne andiamo. Ma che schifo.
[Donna] Ma guarda che fanno. [Musica triste]
[Donna] Dai, andiamo. Ti muovi?
[Donna al marito] Non hai niente da dire, come sempre?
[Rumore di un treno di passaggio]
[Insegnanti parlottano tra loro]
[Sandra] Mariasilvia! Che piacere rivederti.
Hai visto quante facce nuove?
Sì, ho visto. Manca anche Carli. L'avranno trasferito quel misogino?
Come? Non hai saputo?
[Carli] Colleghi.
Nuovi arrivati.
Vecchie conoscenze.
Sono il professor Carli e vi do il benvenuto
in veste di nuovo preside dell'istituto.
Bene. Avremo modo di conoscerci meglio.
Buon lavoro a tutti!
[Mariasilvia sospira preoccupata]
[Musica romantica e scanzonata]
[Commessa] Ciao Miriam.
[Valeria] Ciao Miriam!
[Gianna] Compagne!
Sono molto orgogliosa. Siamo sempre di più e sempre più combattive.
In tutta Italia stanno nascendo collettivi come il nostro!
[Compagne applaudono ed esultano]
So che siamo in largo anticipo, ma con le altre associazioni
stiamo organizzando una grande manifestazione nazionale.
Che ne dite del giorno della Festa della Donna?
[Compagne esultano entusiaste]
Naturalmente potremo coinvolgere anche i gruppi di omosessuali.
Ci sarà una grande risonanza! [Compagne esultano e applaudono]
[Mariasilvia] Ma vedi Filippo?
[Gianna] Grazie a tutte.
[Gianna] Questo 08 Marzo 1972 [Valeria] No, non mi sembra.
[Gianna] passerà alla storia! [Compagne esultano e applaudono]
[Filippo e l'amico ridono, ubriachi]
[Parlata incomprensibile, da ubriachi e risate]
[Ragazzi chiacchierano tra loro]
[Bullo 1] Ehi, voi! Pervertiti! [Filippo e l'amico ridono]
[Bullo 1] Froci e pure sordi. [Filippo e l'amico parlano]
Ehi, froci! Non mi sentite?
Ma stai parlando con noi? [Divertito]
Vedi altri froci qua?
Bé di solito quelli più incazzati hanno qualcosa da nascondere, no?
[Amico] Dai, Filippo, stai zitto.
[Bullo 1] Che cos'hai detto?
[Filippo] Non ti avvicinare.
Amore, purtroppo per te, non sei il mio tipo.
[Tutti e quattro ridono]
[Bullo 2] Hai qualcosa da dire?
[Bullo 2] Eh? Eh?!
[Amico] Scusami, Filippo. [Filippo] No, fermo.
[Filippo] Oh, fermi! Oh!
[Bullo 2] Forse questo è il tuo tipo, eh?
[Bullo 2] Ti piace così, eh? Succhia cazzi!
[Bullo 2] Stronzo! [Filippo urla]
[Bullo 2 urlando] Ti piace? Ti piace?? [Filippo urla di dolore]
[Bullo 2] Stronzo!
[Filippo urlando] Aiuto!
[Passante] Oh ma che fate?
[Filippo piange e tossisce]
[Musica triste e struggente]
[Filippo piange] ♪ Dimmi ♪
♪ quand'è che mi porti via, ♪
♪ lontano ♪
♪ dove non c'è niente e nessuno. ♪ [Sirena dell'ambulanza si avvicina]
[Musica triste e struggente continua]
Abbiamo fatto la denuncia.
Troveranno chi è stato e la pagherà, te lo prometto.
[Musica sfuma lentamente]
Vale? Stasera hai impegni?
Volevamo fare un po' di follie, noi ragazze del negozio.
-Stasera? non lo so... -Porta anche la tua amica.
Più siamo, più facciamo baldoria.
-Non credo, non è il tipo. -Dai!
Però perché no? Contatemi pure stasera.
Ragazze! Stasera c'è anche Valeria.
-Che bello! -Fantastico.
[Rumore di un treno di passaggio]
Sei sicura che non ti dia fastidio che esca con le colleghe?
Ma no, vai. Sono state settimane pesanti un po' per tutti.
Ti farà bene un po' di svago.
Va bene, allora vado.
-Ciao Filippo, ci vediamo domani. -Ciao.
Portala via.
Come?
Portala via, se la ami.
[Telefono suona]
[Mariasilvia al telefono] Mamma?
Gioia?
Ma a quest'ora chiami?
Ma stai piangendo?
[Persone che parlano in ospedale]
No, mamma, tranquilla. Avevo voglia di sentirti.
Lo sai che se le cose lì non vanno, puoi tornare quando vuoi.
[Franca al telefono] Tu non devi dimostrare niente.
Sì, lo so. Tranquilla. Avevo solo voglia di sentire la tua voce.
-Sicura? -Tranquilla, va tutto bene.
-Adesso scusami, ma devo andare. -Allora buonanotte, gioia.
Ciao mamma.
[Musica malinconica]
[Ragazze ridacchiano] [Musica allegra nel locale]
Ragazze, comunque ancora non vi ho detto la novità.
-Cioè? -Guardate qui!
[Ragazze esclamano sorprese]
-Quando te l'ha chiesto? -Non puoi capire! La settimana scorsa.
È stato bellissimo!
Guarda chi c'è! La mia cugina sconsiderata.
Mai quanto te.
[Miriam] Ragazze, lui è Tommaso. Mio cugino. Cugino, le mie colleghe.
E queste colleghe hanno un nome o devo chiamarle tutte colleghe?
Bé... Vuoi sapere il nome di tutte o di una in particolare?
Non me ne vogliate, ragazze, ma mia cugina mi conosce fin troppo bene.
[Miriam ride]
Valeria?
Valeria?
-Come? -Mio cugino!
Piacere, Valeria.
Vedo che siete indaffarate, quindi non mi trattengo oltre.
Buona serata. E a presto Valeria.
[Miriam] Ciao. [Tommaso] Ciao.
[Musica allegra in sottofondo continua]
Miriam, ma quando volevi dirci che hai un cugino così carino?
E non è solo carino. È pure intelligente!
Si sta laureando in economia. Io non me lo farei scappare.
Vale, se a te non piace, un pensierino ce lo faccio io.
[Musica diventa più triste]
[Voce di Miriam coperta dalla musica] Dai, raccontaci!
Colorato, le luci, c'era l'atmosfera... [Coperta dalla musica]
Poi si è inginocchiato davanti a me!
[Ragazze continuano a chiacchierare]
[Radio] Ci sarà anche l'attrice Jane Fonda a presenziare.
L'8 Marzo sono previste in piazza oltre 20.000 donne...
[Compagne esultano con entusiasmo]
[Radio] È un avvenimento molto importante. Anche io sarò a Roma con il mio collettivo
[Radio] per lottare per i nostri diritti. [Mariasilvia] Compagne!
Filippo si sta piano piano riprendendo. [Radio viene spenta]
Oggi ha cominciato a fare i suoi primi passi.
Sono passati tre mesi dal pestaggio e ho una buona notizia.
Hanno trovato uno dei ragazzi coinvolti.
[Compagne esultano di sollievo]
Il ragazzo ha confessato.
Ma volete sapere quale sarà la sua pena?
Nessuna.
-Come nessuna? -Non è possibile.
No, avete capito bene. Alla centrale hanno farfugliato delle scuse insensate.
La verità, compagne, è che picchiare un gay non è reato.
Ma io non mi fermo. Io voglio giustizia per Filippo.
Sto raccogliendo testimonianze da tutto il mondo.
In modo che la gente conosca, in modo che la gente sappia come viviamo.
[Musica malinconica]
Non ci fermeremo.
Sì, non ci fermeremo. Giustizia per Filippo!
Giustizia per Filippo!
[Musica malinconica continua]
♪ Mentre lentamente cado, ♪
♪ a salvarmi qui nessuno. ♪
♪ E nessuno mi ha salvato mai. ♪
♪ Dimmi ♪
♪ quand'è che mi porti via, ♪
♪ lontano... ♪
[Filippo leggendo] Avrebbero potuto ammazzarmi.
[Filippo] Forse sarebbe stato meglio.
[Filippo] Perché tutte le botte che ho preso in vita mia,
[Filippo] non faranno mai male quanto questa resa.
[Filippo] Non ci sarà mai una vita normale per noi.
[Filippo] Non ci lasceranno mai essere felici.
[Filippo] Lascio l'appartamento, torno dai miei.
[Filippo] Non potrò più essere me stesso.
[Mariasilvia] Non potrò più essere me stesso.
[Filippo] Ma almeno sarò vivo.
[Mariasilvia] So che lotterai anche per me.
[Filippo] So che lotterai anche per me.
♪ Dimmi ♪
♪ perché dopo hai pianto... ♪
♪ Perché dopo hai pianto... ♪
[Valeria] Ma quando torni? [Mariasilvia] Non lo so.
Non l'hai più sentito?
Non mi ha lasciato neanche un recapito. Non saprei neanche dove andare a cercarlo.
[Rumore di pentole dalla cucina]
[Mariasilvia] Mi manchi, lo sai? [Ragazza] Vale?
Sì, arrivo. Scusami, ti devo lasciare.
[Valeria] Chiamami tu domani. [Ragazza] Vale, vieni?
[Mariasilvia] Va bene, ti chiamo io. [Valeria] Arrivo!
Ti devo proprio salutare. A domani, eh? A domani.
Buona serata, amore mio.
[Mariasilvia sospira]
[Rumore di piatti dalla cucina]
[Parte la canzone cantata da Filippo in stanza]
[Franca] Gioia!
È pronto.
♪ Sarà come ♪
♪ dimenticare, ♪
È per Filippo?
Bella! Questa musica moderna.
È la canzone preferita di Filippo.
Ti ricordi come facevamo quando eri piccola?
Che ti prendevo per mano
e ti facevo ballare?
E io mi sedevo sempre, perché non volevo mai ballare.
Perché sei sempre stata così seria.
E dai, sciogliti un po'.
[Musica cresce d'intensità]
♪ Senza... ♪
♪ dimenticare... ♪
[Rumore di un treno di passaggio]
[Silenzio]
[Musica rock allegra]
Preside Carli, mi ha convocata?
Ah sì, professoressa. Prego, si segga.
Dunque...
Stavo vedendo come procede il suo programma e mi sembra che
-sia un po' in ritardo o sbaglio? -Sì, Preside, Le spiego.
Cosa vuole spiegare? Sentiamo.
Non tutti gli studenti sono uguali. C'è chi apprende prima e chi ci mette
un po' di più. Io non posso andare avanti e lasciare indietro gli altri.
Eh lo so, professoressa, lo so. Però vede...
In questo mondo i più deboli non trovano spazio e...
Se una persona è inferiore, è meglio che lo capisca fin da subito, no?
Deboli? Inferiori... Cosa sta dicendo?
Però vede? Vede?
È proprio per questo suo modo di fare un po' rivoluzionario che io non
la vedo proprio adatta a insegnare a dei ragazzi di scuola superiore.
Guardi.
La vede questa?
Questa è una raccomandata del Ministero.
Più precisamente, è una richiesta di trasferimento presso la scuola media.
Preside Carli, con tutto il rispetto, ma io ho già un impiego
e non ho chiesto nessun trasferimento.
Comunque sarà mia premura avvisare il Ministero
e declinare gentilmente l'offerta.
Bene, se è tutto, Preside, io tornerei alle mie lezioni.
Si metta in paro con il programma, professoressa.
O io sarò costretto a prendere provvedimenti con il Ministero.
Lei è stata avvisata, non me lo faccia ripetere.
Certo, Preside. È stato chiaro.
Bene, vada ora. Vada.
[Musica rock ritmata]
[Paola dal megafono] Della nostra vita, decidiamo noi!
Libertà! Libertà! Libertà!
Le donne a casa, dovete andare! Dovete andare a cucinare!
[Proteste delle attiviste e voci indistinte]
[Attiviste protestano]
[Mariasilvia] Voglio essere libera di amare una donna!
Io amo una donna! Io amo una donna!
Io amo una donna! Io amo una donna!
[Rumore di una pressa in funzione]
Buongiorno Saverio, come sta? Per me il solito.
Buongiorno signora Spolato. Io tutto bene, grazie. E Lei?
Io tutto bene, grazie!
Signora Spolato, se mi permette...
Oggi le consiglierei di prendere anche un'altra rivista.
-Ah una rivista nuova? -No, ma è interessante.
-Quanto le devo? -Per la rivista niente, gliela regalo io.
Ma che gentile! Grazie, Saverio. A domani!
A domani.
[Franca] Buongiorno Gisella, il mio pane? [Gisella] Oggi il pane è finito.
Che peccato.
[Franca] Signor Arturo, buongiorno. [Arturo] Buongiorno.
[Musica di tensione in sottofondo]
[Donne bisbigliano tra loro]
[Musica drammatica aumenta d'intensità]
Proprietà distributiva dell'unione e del...
Comodi, ragazzi. Comodi. State comodi.
Preside Carli. Stiamo facendo un rapido ripasso...
Ah no, ma non sono qui per il programma, professoressa Spolato.
Anzi, signorina Spolato, visto che Lei non è più insegnante di questo istituto.
Preside, mi sembra che abbiamo già parlato di questo argomento.
Lei è licenziata, Le è più chiaro adesso?
-Licenziata? E per quale motivo? -Legga, legga.
Licenziata per indegnità? Ma che significa?
Ecco che cosa significa.
Ecco cosa significa, ragazzi, indegnità.
E voi, là?
[Alunni mormorano increduli]
[Musica drammatica inizia]
Ragazzi, voi siete il futuro. Combattete sempre contro le oppressioni.
Soltanto voi potete richiudere tutti in un grande insieme!
Signorina Spolato, gentilmente, raccolga le sue cose.
Adesso ho capito tutti quei rifiuti. [Sottovoce]
Preside Carli, i rifiuti erano dati dal fatto che Lei è disgustoso.
Io, disgustoso? Io! Ma no... [Carli ridacchia]
[Musica drammatica in sottofondo]
Bene ragazzi, lo spettacolo è finito. Tutti a casa, su.
[Sedie e banchi spostati e passi che si allontanano]
[Rumore di un treno di passaggio]
[Silenzio]
[Campanello suona]
Mamma, non mi fai entrare?
Dimmi che non è vero.
Ho provato a dirtelo tante volte.
Meno male che tuo padre non c'è più.
Che dolore gli avresti dato.
Franca, rientra che non sta bene. Vi stanno ascoltando tutti.
O vuoi altri scandali?
Devo chiederti
di andartene.
Va bene, mamma. Me ne vado.
Facciamo che vengo io a Roma a trovarti. [Sottovoce]
[Gianna] Questo è l'ennesimo abuso che subiamo.
Noi siamo libere di vivere come più riteniamo giusto
e di amare chi vogliamo!
Queste scelte non possono influire sul nostro lavoro.
Stiamo facendo girare una petizione per far reintegrare
Mariasilvia nell'istituto che l'ha ingiustamente sospesa.
Noi ti promettiamo che continueremo a combattere per te. Meriti giustizia!
Mariasilvia, vuoi aggiungere qualcosa?
Sì.
Voglio dire che io non mi fermo.
E domani parto per Sanremo con alcuni componenti del Fuori!
[Gianna] Ben fatto. [Compagne applaudono]
[Relatore] La parola al professor Mancini.
[Bisbigli e mormorii dei manifestanti]
Grazie colleghi. È per questo che riteniamo l'omosessualità una malattia...
[Mariasilvia] Incredibile.
[Mormorii di dissenso fuori dalla sala]
Comunque sono contenta di vederti qui. Tanto. Ciao!
[Confusione e proteste dalla sala]
Salve.
Lei è qui per il convegno? [Voci confuse dalla sala]
Sono un giornalista di un'importante testata italiana.
Posso farle qualche domanda?
Guardi, io sto dalla vostra parte.
Voglio solo raccogliere qualche testimonianza
affinché la gente conosca la vostra storia.
Prego.
Mi chiamo Mariasilvia Spolato.
Sono un'ex professoressa di matematica e informatica. Vuole sapere perché ex?
-Sì. -Perché mi hanno licenziata,
a causa delle mie battaglie per la libertà sessuale.
Ma noi non ci fermiamo. Continueremo a combattere per i nostri diritti.
[Giornalista] Allora tanti auguri. Grazie.
[Musica intensa e ritmata]
[Telefono squilla]
[Telefono suona a vuoto]
♪ So quanto costa ♪
♪ fare i conti con me ♪
[Telefono continua a suonare]
♪ So quanto costa. ♪
[Telefono suona a vuoto]
[Musica termina]
Hai sentito tua madre?
Sì. Come ho sentito la sua paura il giorno che sono andata a trovarla.
Paura di te?
Paura del giudizio degli altri.
Dopo la morte di mio padre è rimasta da sola.
Quindi diciamo che la gente del quartiere è diventata un po' la sua famiglia.
Io non voglio che rimanga sola di nuovo.
Capisco.
Senti, Mariasilvia e con i soldi come sei messa?
Stiamo organizzando una colletta tra di noi.
Ti faranno comodo. Soltanto finché non riavrai il tuo lavoro.
Grazie, Gianna. Ma per adesso sto a posto. Tanto la pensione è pagata
per tutto il mese, quindi in qualche modo farò.
Va bene. Però sappi che se ti serve posso ospitarti.
E anche le ragazze sono disponibili in questo senso.
Non farti problemi, davvero.
Grazie, Gianna. Ma Valeria?
L'avete più sentita? È più venuta alle riunioni?
Dalle un po' di tempo.
Birra per tutte?
Ma quando arriva?
[Miriam] È già arrivato il capo?
No, no, ma arriverà a momenti. Dai, sbrigati!
Se sa che ho fatto tardi, questa volta mi licenzia!
[Musica delicata in sottofondo]
Mi spieghi come fai a fare sempre così tardi?
Eh piccola mia, sapessi che notte ho passato ieri.
-Ma sempre a quello pensi! -Eh no! Sei tu che non ci pensi proprio.
A proposito...
Con Tommaso?
Pronta!
[Ragazze chiacchierano]
Sta arrivando. Sta arrivando!
Buongiorno, capo! [In coro]
C'è mancato un pelo!
Prima o poi ti scopre.
C'è la tua amica fuori.
Quale amica?
Quella della rivista.
Vale, vorrei che sapessi che, se anche tu sei così, per me non è un problema.
Io non sono così.
Va bene, non ti arrabbiare.
Era solo per dirti che io sono molto aperta.
Ma io non sono così!
Va bene.
Con Tommaso?
[Musica delicata continua]
[Campanello di bicicletta] [Corrado] Filippo!
Corrado!
-C'è posta per me? -Eh sì, abbastanza.
Come sta sua figlia, Corrado? L'ho vista l'altro giorno in paese.
-È cresciuta. -Eh sì, è diventata una donna.
Ed è entrata in età da marito.
Brutta storia questa. La foto ha fatto il giro in tutta Italia. Povera.
Povera la sua famiglia. Che vergogna.
Filippo, ho altre consegne. Ci vediamo la prossima settimana.
Porto i suoi saluti a mia figlia.
Ho addobbato una pattumiera per esprimere l'uscita
delle lesbiche dal mondo capitalistico borghese.
Se si preme il pedale si dice "fuori"!
Fuori!
Fuori!
Fuori!
Fuori!
Fuori!
Fuori!
Fuori!
Fuori!
[Filippo] È permesso?
Cos'è quella faccia? Sembra che tu abbia visto un fantasma.
Filippo.
Eh già.
-Vuoi? -No, no.
Ho smesso. Sai, dopo il pestaggio i miei polmoni non sono più gli stessi.
E tu come te la passi?
Ho visto la foto.
Ma poi perché hai lasciato la pensione?
Non potevo più permettermela. Mi hanno licenziata.
Va bé, ma potevi restare. Con mio padre ci parlo io.
Poi... poi, dai, un altro lavoro lo troverai, no?
Grazie, Filippo, però alla fine qui non si sta così male.
Senti e tu invece? Che mi racconti?
Mah... io son tornato dai miei e
per fortuna non mi hanno fatto troppe domande.
La tua famiglia invece?
Va bé, ora ti faccio fare una risata.
I miei vogliono che trovi una brava moglie.
[Filippo ride sconsolato]
Scusa!
Ma perché non ci sposiamo noi?
Guarda che la vita in campagna non è poi così male. Lavoreremmo pure assieme.
E poi dai, diciamoci la verità.
Sei l'unica donna che potrei amare.
Certo, non in quel senso, ma meglio no?
Non ti dovrei nemmeno spiegare perché non faccio i miei doveri da marito.
Guarda che è un'idea geniale!
Filippo.
Le cose non si risolvono così.
E che farai allora tu?
Bé...
Per cominciare
fatti fare una bella foto.
[Click a vuoto della Polaroid]
No...
Birretta come ai vecchi tempi?
Va bene.
[Musica delicata e malinconica]
♪ Avrei per te ♪
♪ sogni che non hai ♪
♪ e giorni in più da insoliti eroi. ♪
♪ Nessuno può ♪
♪ più sfamare la mia follia ♪
♪ e il buio senza di te ♪
♪ non va via. ♪
[Valeria] Doppia oppressione. Concetto interessante.
♪ Sei sempre qui nel mio delirio. ♪
♪ Fai di me quello che vuoi, ♪
♪ hai vinto tu nel mio delirio. ♪
♪ Qui la pioggia non basta mai, ♪
♪ troppo il fango dentro di me. ♪
♪ Quando il nulla ci ingoierà, ♪
♪ chi salverai? ♪
[Valeria] Che stai facendo?
[Mariasilvia] Cerco di capire se è tutto reale.
[Filippo] E con lei?
[Mariasilvia] E con lei... sono felice.
[Musica ritmata da festa dal giradischi]
♪ Cos'è questo amore che... ♪
♪ Cos'è questo amore che... ♪ [Coro]
♪ Tutti sognano tranne me. ♪
♪ Tutti sognano tranne me. ♪ [Coro]
♪ Non lo posso sopportare... ♪
Vado un attimo in bagno, eh? Non fumartela tutta!
Sì, capitano! [Ubriaco]
Dai, dai! [Sottovoce]
♪ Cos'è questo amore che... ♪
♪ Cos'è questo amore che... ♪ [Coro]
♪ Tutti vogliono tranne me. ♪
♪ Tutti vogliono tranne me. ♪ [Coro]
♪ Non lo posso sopportare. ♪
[Forte musica proveniente da casa di Valeria]
Ma dai.
[Campanello della porta]
-Ma hanno suonato? -Non mi pare.
Vado io.
[Musica ovattata]
La musica è troppo alta? [Voce ovattata]
Devo vedere Valeria.
Ah sì. Valeria? C'è una persona che ti cerca.
[Musica dal giradischi è saltata]
Grazie, Tommaso. Ci penso io, torna pure in salotto.
Questa l'accendiamo.
-Perché sei venuta qui? -Perché sei venuta qui? Perché?
Quello piuttosto chi è? Ma stai con quello?
Ma io non ci posso credere.
Hanno iniziato a farmi domande.
Ma cosa vuol dire che hanno cominciato a farti domande?
Vale.
Noi ci amiamo. È vero che ci amiamo?
Forse ti serve tempo?
Io non sono forte come te.
Non la voglio fare la tua fine.
Cosa vuol dire che non vuoi fare la mia fine?
Voglio una vita normale.
Vale, ma noi ci amiamo. È vero che ci amiamo?
Non posso.
Non posso.
[Musica triste e drammatica]
Perdonami se puoi.
Non posso.
♪ Siamo solo spettri ♪
♪ che urlano pietà. ♪
Non farlo, Vale.
Non cercarmi più.
♪ Sola, ♪
♪ qui la notte brucia. ♪
♪ La città mi affoga, ♪
♪ la mia vita affonda ♪
♪ mentre te ne vai. ♪
[Musica drammatica cresce d'intensità]
♪ Io voglio stare sola, ♪
♪ la mia paura, sola, ♪
♪ e il buio in gola. ♪
♪ Sola. ♪
♪ Senza domani, ancora. ♪
♪ Stacco le mani, sola. ♪
♪ E tutto crolla. ♪
♪ Tutto crolla. ♪
♪ Tutto crolla. ♪
[Musica finisce sostituita da un fischio acuto]
[Forte rimbombo di motore]
[Fischio acuto]
[Risatine sommesse]
[Risatine continuano]
Chi c'è? [Voce rimbomba]
[Voce di donna] Nessuno. [Sussurrando]
[Voce ride di scherno]
Chi c'è?
[Risate continuano]
Sssh!
[Voce] Rubiamole i bigliettini.
[Voce di donna] Sì, sì, prendili!
[Risate di scherno continuano]
[Voce nella testa] Ehi!
Ssssh!
[Voci nella testa si alternano] Ehi! Tu! Qui. Qui. Qui. Qui.
Eccomi!
[Risate di scherno, molto forti]
[Voce nella testa] Che fai, cancelli? [Seconda voce] Facci leggere!
[Voce nella testa] Non ti vergogni? [Seconda voce] Lo senti?
[Automobile che si avvicina]
[Voce nella testa] Non ci rispondi più? [Fischio acuto]
[Clacson dell'auto]
[Risate di scherno continuano]
[Fischio acuto]
[Voce nella testa] Non ti vuole nessuno.
[Forte risata di scherno]
[Voce nella testa] Non ti cerca nessuno. [Rimbomba]
[Voce nella testa] Non mancherai a nessuno.
[Ragazzo] Tie'.
Guarda che difesa. Mo... mo come la metti qua?
[Ragazzo] Oh! È quella della rivista?
[Ragazzo] Anvedi chi ce sta!
Ah bella, ma è vero che sei famosa?
[Ragazzo] Che c'è? Non parli? Te vergogni?
Però se ero una bella ragazza mi parlavi, vero?
[Barista] Gianni e basta! Smettila. Vatti a fa' un giro.
Brava. Vattene, puttana. [Fischio acuto]
[Voce nella testa] Puttana! [Voce di donna] Puttana!
[Fischio acuto e forte continua]
È paradossale che tu mi dia della puttana,
visto che non ho rapporti con gli uomini.
Che c'è? Non sai che cosa sia un paradosso?
E voi?
[Rumore di un treno di passaggio]
Brava, va.
Vattene che è meglio.
[Rumore del treno di passaggio aumenta]
M'ha fatto pure sbagliare!
[Voci si alternano] Vattene! Vattene!
Vai, vai, tocca a te. [Ovattato dal rumore del treno]
[Pendolo di un orologio che oscilla]
[Mormorii concitati e incomprensibili di Mariasilvia]
[Mariasilvia mormora cose incomprensibili]
[Gianna] Scusami, ma non sono riuscita ad arrivare prima.
-Ma che sta succedendo? -Non lo so. Quando sono arrivata
era già così. Sembra che non si accorga che ci siamo.
[Mariasilvia conta sottovoce]
Mariasilvia?
[Mariasilvia] Ssssh!!!
Mariasilvia, che stai facendo?
[Gianna] Mariasilvia!
-Sì? -Mariasilvia, così ci fai preoccupare.
Ah non potevo perdere il conto.
[Gianna] Mariasilvia, che stai facendo?
Me ne vado.
Come, te ne vai, scusa? E dove vai?
Allora questa... questa ve la lascio.
Così documentate le vostre lotte.
Questa invece no.
Questa...
Questa invece viene con me.
I vinili invece... me ne porto via solo tre, gli altri ve li lascio.
Mariasilvia, Mariasilvia, ascoltami. Fermati un attimo. Fermati.
Ma che stai facendo? Ma poi dove vuoi andare?
Non lo so. Francia, Germania, vedremo.
Ma parliamone. Ti va? Parliamone un attimo.
Ma io non ho più niente che mi trattenga qui.
Non posso continuare ad appoggiarmi su di voi.
Loro sanno dove trovarmi. [Sussurrando]
-Loro? Ma loro chi, scusa? -Loro, loro! Son sempre loro!
-Sempre loro. Sempre loro. -Loro chi, scusa? Mariasilvia, chi?
-Sempre loro. -Chi ti sta cercando?
Magari potremmo...
Mariasilvia?
Mariasilvia, ascolta. Ascolta.
Qui avrai sempre una casa e una famiglia. Noi ti aspetteremo.
E questa la sai usare soltanto tu.
Perciò dovrai tornare per forza per documentare le nostre lotte.
Noi ti aspetteremo.
[Risata di scherno dalle voci sconosciute]
[Voce nella testa] Dove te ne vai adesso?
[Musica malinconica e delicata]
[Forte risata]
[Voce nella testa] Aspetta.
[Voce] Aspetta!
[Musica delicata continua]
[Voce nella testa] Hai fame?
♪ Hai verdi foglie e fai ♪
♪ finta di appassire. ♪
[Bambina fa i versetti]
♪ Anche se non sai ♪
♪ chi sei, vuoi cambiare. ♪
♪ Accarezzali, ♪
♪ mentre i tuoi fantasmi piangono. ♪
♪ Tu ora scegli un sì, ♪
[Franca] Buongiorno Gisella. Ce l'ha il pane che mi piace tanto?
[Gisella] Buongiorno signora Franca. Certo, eccolo.
[Franca] Oh, grazie! [Gisella] Arrivederci.
Signora Franca, il suo pachetin. [pacchetto in Veneto]
[Arturo] A domani, arrivederci! [Franca] Grazie, grazie, Arturo.
[Musica delicata e malinconica cresce d'intensità]
[Voce nella testa] È felice. [Rimbomba]
♪ Hai detto di no ♪
[Fischio di un tram in arrivo]
♪ alle ali lievi. ♪
[Conducente] Signori, ultima fermata.
♪ Come d'angelo, ♪
♪ il volo che volevi. ♪
[Voce nella testa] Torniamo domani. [Rimbomba]
[Bambini cantano una filastrocca]
Franca! Franca Spolato!
Ma da quanto tempo!
Rossana! Che piacere!
-E questa splendida bambina chi è? -Alessandra, la mia nipotina.
-Saluta, Alessandra. -Ciao.
Nonna, posso andare a giocare?
Sì, vai, ma resta qui che ti vedo, eh?
[Bambini continuano a cantare la filastrocca]
-Posso sedere, Franca? -Ma certo! Scusami, anzi.
[Franca] È proprio una bella bambina. [Rossana] Sì.
-È la tua unica nipote? -Per adesso.
Mia figlia aspetta il secondo. È un maschio.
Sono tanto cari. Ti riempiono il cuore, guarda.
[Alessandra] Nonna, nonna! [Rossana] Che è successo?
-Nonna, mi sono fatta male. -Oh, aspetta, piccina. C'è tutta la terra.
[Rossana] Eccolo qui. Questa bambina è la mia felicità!
Mi scusi.
Dovrei chiederle di allontanarsi. Sta spaventando i bambini.
Signora, ha capito? Può allontanarsi?
[Bambini continuano a cantare la filastrocca]
[Rossana] Ecco, non c'è nemmeno più il sangue. Piccolina...
[Rossana] Franca!
[Fischio acuto]
[Voce nella testa] Non ti vuole nessuno. [Rimbomba]
[Confusione di voci che si accavallano]
[Risate di scherno si sommano alle voci]
[Fischio acuto]
[Voci si accavallano confuse e indistinguibili]
[Rumore di un treno in avvicinamento]
[Fischio del treno cancella le voci]
[Silenzio]
[Musica delicata e malinconica]
[Voci che si accavallano]
[Rumore del treno si unisce alle voci]
[Voci indistinguibili la chiamano]
[Musica aumenta d'intensità]
[Musica ovatta le voci e il rumore del treno]
[Bambina] No, non lo voglio. [Voci si accavallano]
[Mamma] Ti ho detto di mangiarlo. Allora andiamo!
[Voci nella testa] Mariasilvia!
[Risate di scherno]
[Voci nella testa] Sei sola.
[Voci nella testa] Ladra.
[Voci nella testa] Non ti vergogni?
[Voci nella testa] Non ti cerca nessuno.
♪ Mrs. Nowhere. ♪ [Signora Nessuno]
[Musica intensa si mischia alle voci confuse e allo sferragliare del treno]
[Voci nella testa] Non ti cerca nessuno.
♪ Mrs. Nowhere. ♪
♪ Mrs. Nowhere. ♪
[Risate di scherno tra la musica e le voci sconosciute]
[Voce nella testa] Buttati.
[Voce nella testa] Non ha il coraggio.
[Voce nella testa] Dai, buttati.
[Voce nella testa] Buttati.
[Voci sconosciute si mischiano, confuse, alla musica]
[Musica malinconia e forte ovatta le voci e il rumore del treno]
[Musica rimane unica protagonista]
[Fischio di arrivo del treno]
[Chiacchiericcio dei passeggeri]
[Uomo] Marta! Siamo qui!
[Cinguettio di uccellini]
[Chiacchiericcio di bambini e passanti]
[Sgocciolio di umidità]
[Gufo]
[Clacson di automobili]
[Ragazza] Quindi ripasso tra una settimana?
[Ragazza] Ok, grazie, è stato molto gentile. Arrivederci.
[Automobili di passaggio in sottofondo]
[Lungo respiro di Mariasilvia]
Signora?
Lo vuole? Glielo regalo.
Va bene, però poi glielo riporto.
Ah e comunque questo vale più di 1.000 lire.
[Automobili di passaggio in sottofondo]
[Sgocciolio di umidità]
[Campanella di apertura porta]
Ah l'hai finito.
La notte è lunga per quelli come noi.
[Giovanni] Volevo farmi un tè. Ne vuoi un po'?
Vorrei una sigaretta.
[Giovanni] Prendi.
Me la tengo per dopo.
Vuoi un altro libro?
Però poi te lo riporto.
Va bene, prendi quello che vuoi.
Sei sicura che non vuoi un tè?
No.
[Cinguettio di uccellini]
[Campanella di apertura porta]
[Giovanni] Ah!
Non è un libro strepitoso?
È una scrittrice cilena. Mi sono innamorato del suo modo di scrivere.
Sì, devo ammettere che avevi ragione.
[Giovanni ride soddisfatto]
Lo sapevo che prima o poi... [Forte attacco di tosse]
avrei trovato un libro che ti piacesse. [Forte attacco di tosse]
Giovanni, ma che brutta tosse che hai.
Il mio medico dice che sono le sigarette. Niente di che.
Allora, sempre nella sezione romanzi scritti da donne...
Guarda, ne ho un altro per te.
Questo è uscito da poco, ma l'ho divorato.
Mariasilvia?
Mariasilvia, tutto bene?
Quello.
Io voglio quello lì.
"Ann dai capelli rossi"?
Bé, non è male, però qui c'è qualcosa di più.
No, no, io voglio questo.
Se è quello che vuoi...
[Musica malinconica e delicata]
[Musica delicata e malinconica]
♪ Sarà come ♪
♪ dimenticare, ♪
♪ senza ♪
♪ dimenticare... ♪
[Musica malinconica cresce d'intensità]
♪ Senza ♪
♪ dimenticare... ♪
[Campanella di apertura porta]
[Musica malinconica sfuma]
Lei era l'amica di Giovanni.
Mi raccontava sempre di lei.
Era così contento che passasse da qui tutti i giorni.
Mi ha detto di darle questo.
Ha detto anche che è un regalo. Non serve che glielo riporta.
Giovanni non c'è più?
[Musica drammatica]
[Moglie di Giovanni piange]
[Mariasilvia si commuove]
[Scoppio di fuochi d'artificio]
[Scoppio di altri fuochi d'artificio]
[Scoppio di grossi fuochi d'artificio]
[Mariasilvia ansima spaventata]
[Mariasilvia] Aiuto! [Gridando]
[Mariasilvia urla di dolore]
[Scoppio dei fuochi d'artificio continua]
[Mariasilvia urla e piange dal dolore]
[Fischio acuto e i suoni si ovattano]
[Mormorii incomprensibili della coppia]
[Coppia scherza, complice]
[Coppia ricomincia a scherzare]
[Mariasilvia geme]
Signora, tutto bene?
[Battito del cuore accelerato]
Signora? Signora! Signora!
Vai a chiamare un'ambulanza, dai! Signora? Signora?
[Sirena dell'ambulanza]
Sta aprendo gli occhi! Chiamate il medico.
[Infermiere] Dottore? Si è svegliata.
[Mariasilvia] Dove sono?
Sei all'ospedale di Bolzano.
Sei svenuta a causa di una brutta infezione alla gamba.
Ti hanno presa per i capelli, sai! [Mariasilvia respira a fatica]
-Ehi, ehi! Buona, buona. -Non voglio stare...
[Mariasilvia respira a fatica]
Hai subito un importante intervento.
Sei sottopeso e i medici ti tengono in osservazione.
[Mariasilvia respira pesantemente]
[Rumore di sirene delle ambulanze]
[Chiacchiericcio nei corridoi]
[Mariasilvia] Dove sono?
Finalmente ti sei svegliata.
Sai quanto hai dormito?
Ma che è successo?
La tua gamba è andata in cancrena. [Musica drammatica in sottofondo]
Che significa?
Che se i medici non fossero intervenuti, saresti morta.
[Fischio acuto e musica cresce d'intensità]
Tanto non è la prima volta che muoio.
♪ Sarà come ♪
♪ dimenticare, ♪
♪ senza ♪
♪ dimenticare. ♪
[Rumore del treno in movimento]
[Mariasilvia] Senti, si può sapere cosa vuoi da me?
[Volontario] Vorrei soltanto che tu decidessi di abitare qui.
[Musica drammatica continua]
[Mariasilvia] Casa Margaret?
[Mariasilvia] Che cos'è?
-Un convento? -No! Che convento.
È una casa dove si prendono cura delle donne che hanno bisogno come te.
[Mariasilvia] No, ce la faccio da sola.
[Volontario] Ma ti prego, Mariasilvia. Lasciati aiutare.
Se non altro, per dare un senso a quello che faccio.
[Rumore di un treno in movimento]
[Mariasilvia] E va bene.
[Mariasilvia] Ma a una condizione.
[Mariasilvia] Ci vengo solo per dormire.
[Mariasilvia] Di giorno voglio essere libera di fare quello che mi pare.
Affare fatto.
[Rumore di un treno in movimento]
[Scatto della macchina fotografica amplificato]
Abbiamo fatto?
Sì, abbiamo fatto.
-Grazie. -Grazie a Lei, arrivederci.
Il prossimo?
[Fotografo] Salve. [Anziano] Salve.
[Infermiere] Signori, sta iniziando il film.
[Signore] Stasera ci andiamo a vedere un bel film. Ci vuole venire Lei?
No, grazie, voglio finire il mio libro.
Pazienza.
[Infermiera] Andiamo.
Mariasilvia, immagino che Lei non venga.
[Mariasilvia] No, torno in camera, grazie.
Le è andata male pure stasera.
Ma io non mi arrendo, eh! Non mi arrendo!
[Musica malinconica e delicata]
♪ Eva, corri ♪
♪ ancora un po'. ♪
♪ Finché dura il fiato, non guardare indietro. ♪
♪ Chiudi gli occhi e ♪
♪ forse il mondo si scorda di te. ♪
♪ Per un istante. ♪
♪ Tu che cerchi ancora il tuo posto ♪
♪ da difendere ♪
♪ e un po' di sole ♪
♪ per illuminarti la strada ♪
♪ quando il giorno è ♪
♪ buio intorno a te. ♪
♪ Eva se ne andò, ♪
♪ mentre intorno a lei pioveva ♪
♪ e, per un attimo, ♪
♪ tutto si fermò ♪
♪ a guardare in silenzio ♪
♪ il suo colpo di scena. ♪
♪ Eva se ne andò, ♪
♪ perché troppa rabbia ingoia ♪
♪ e quanta noia c'è ♪
♪ sulle bocche che ♪
♪ parlano di te. ♪
♪ Eva se ne andò. ♪
♪ Eva, corri ancora un po'. ♪
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