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[regista] Caro spettatore,
potrei mettere immagini evocative o cose simili,
come fanno i registi di un certo livello,
e tu cercheresti di capire dove voglio arrivare.
Oppure mettermi qui, con un bel VoiceOver alla Fabio Caressa,
come se vi stessi presentando i protagonisti della finale dei Mondiali.
"I Mondiali della vita, Beppe!" "Sì, Fabio, mi sembra un'ottima idea."
Noi siamo il Benedetto Croce!
[regista] Loro sono Bonelli e Nané, i migliori rappresentanti di sempre.
Siamo l'unica scuola che non ha problemi. I servizi ci sono.
- La carta igienica! - La carta igienica, bravo.
[regista] Loro sono Laura e Marco, i predestinati.
Sono come pappagallini inseparabili, Beppe.
Sì, Fabio, ma dopo cinque secondi a fissarli ti sei già rotto le balle.
Grazie, Beppe, per il tuo commento tecnico.
[Bonelli] Allora, perché siamo qui?
Perché tutto quello che sta dicendo Bonelli sono cazzate!
La storia non la fa chi sta seduto, la storia la fa chi reagisce
e noi reagiamo!
Sì!
[regista] Gemma è così bella
che le daresti ragione anche quando dice cazzate, Beppe.
Possiamo dire al prof di matematica di mettersi il deodorante?
[applausi]
E anche che un prof non può venire a scuola con i sandali.
- I sandali? - [Gemma] Sì, i sandali.
[regista] Ha vinto Miss Liceo per tre anni consecutivi, Fabio.
Lui è Romeo, detto "Er Babbeo", detto "Er Diarreo".
Sì, Fabio, vista la sua inclinazione a farsi prendere per il culo.
[Romeo] Sto facendo questo nuovo labirinto.
Bonelli, basta, cazzo!
[musica]
[regista] Abbiamo iniziato con i migliori rappresentanti di sempre
e chiudiamo con i più coglioni di sempre, Beppe.
[musica]
[regista] Eravamo una generazione fortunata e non lo sapevamo.
Abbiamo vissuto la nostra adolescenza in un periodo della storia bellissimo
e che cosa abbiamo fatto di questa pace e di questo progresso?
Questa squadra che ruolo si è ritagliata nel futuro?
Io queste riprese le ho fatte perché ero certo che tra i banchi della 5D
c'era qualcuno che questo futuro lo avrebbe scritto, Beppe.
La nuova Nazionale, campione del mondo! Campione del mondo, Beppe!
Andiamo a Berlino, Beppe! Andiamo a Berlino!
Ragazzi, ma che minchia state facendo? Io ho concesso un'assemblea!
- Stiamo occupando! - Andate a fanculo!
Dai, Pozzi, vieni anche tu. Ti prego, ti prego!
Non mi riprendere! No, no!
Porta sfiga. Porta sfiga il regista, porta sfiga!
[Pozzi] Lo avevo detto che portava sfiga.
Pozzi.
Certo che dovevi morire tu per farci fare questa cena di classe.
"Mortacci tua", Pozzi. E che si fa così?
- Che cazzo ridi? - È incredibile che sia morto prima di me.
- Sta arrivando un parente. - Ciao, ragazzi.
- Salve. - Salve.
Mannaggia a te, Pozzi.
Certo che doveva morire uno di noi per farci fare questa cena di classe.
Alex.
- Ah, Alex. - Alex?
- Alex. - Alex, ehi.
Non sei cambiato di una virgola.
Cosa? È cambiato di tutta la punteggiatura.
Dai, è una battuta.
Ciao.
- Ciao, Gemma. - Ciao.
Che eleganza.
Sei riuscita ad arrivare tardi anche alla camera mortuaria.
- Scusatemi, ho chiuso tardi la cassa. - Qua per fortuna è ancora aperta.
[risate soffocate]
Mannaggia a te, Pozzi. Sono sempre i migliori che se ne vanno.
- E i peggiori quelli che arrivano. - Romeo.
Ciao.
Ciao. Piacere, Romeo.
- È Alex. - È Alex.
Romeo.
[parla sottovoce]
Eh?
[insieme] Suca.
Ragazzi, dai, così no. Dai, andiamo al ristorante.
Noi iniziamo a ordinare, ti aspettiamo lì.
Ciao, amore, come va?
Non so se ti ricordi, ma io sono alla cena con i miei ex compagni di classe.
Mi raccomando, mangia e non aspettarmi. Vai a dormire presto.
Michael, piano, però.
Ma che piano? Non vado neanche avanti. Guarda, ci ha superato anche il treno.
Quando ritorno ti do un bacio.
Sai questa da zero a cento quanto ci mette? Tre secondi, guarda.
No!
[squilli di cellulare]
Pronto?
Certo.
Mamma, io sono uscito ora dal lavoro.
Passo a casa a prendere l'auto e vado alla cena con gli ex compagni, ok?
[mamma] No, Ludovico, l'auto l'ho presa io per andare al torneo di Burraco.
Quale torneo di Burraco? Ti ho detto che oggi l'auto serviva a me.
Torno presto, non faccio tardi.
Ciao.
Dai, non li vedo da 17 anni e mi presento con l'auto aziendale?
E poi, è proprio il concetto.
Mi serve una volta l'auto e tu vai al Burraco?
Sei mai salito su un'auto simile?
- No. - E allora, non parlare.
Va bene, vado con quella aziendale. Grazie.
[mamma] Non capisco perché ne fai una questione di Stato.
Vai con l'auto aziendale e non rompere i "maroni".
E poi, cosa vuoi che ti dica la gente? Hai un'auto aziendale come tutte le altre.
E allora.
Chi ha cambiato il nome del gruppo in "Parapozzi-pozzi-po"?
Chi ha cambiato il nome del gruppo?
Capisco l'operazione nostalgia,
ma potevi portarci in un posto che non sapeva di fritto?
Questa domani va lavata.
Perché fai polemica? Qui ci abbiamo lasciato il cuore.
Questo posto va davvero schifo.
Sono contento che non mi abbiate mai invitato.
Che cazzo ridi?
- Fiori di zucca? - Miei, grazie.
- L'altro? - Mio.
- Scusami. - Sono verdure, fanno dimagrire.
Prima di essere fritte.
Mi sono perso qualche evento?
Beh, ne sono successe di cose, in questi 15 anni.
- Sì, cazzo! - Suca, coglione!
- Sfigato, suca. Suca, coglione. - Che me ne frega a me?
- Lei è femmina, ma comunque sa giocare. - Beh, ma noi non giochiamo da 20 anni.
- Sono già 20 anni? - [Marco] Di fidanzamento.
Poi sono due anni di matrimonio, tre anni che abbiamo l'agenzia immobiliare
e forse tra poco arrivano i "picciriddi".
Sì.
Sì, ci stiamo lavorando.
[Nané] Sì! Vaffanculo!
Quindi, in 20 anni mai un tradimento, un mezzo flirt, un "limonino"?
- No. - Niente.
Niente addio al celibato all'Hotel Ambassador
e poi tutti ubriachi al Duplex?
Un po' specifica come cosa.
- Sono appassionato di Praga. - Certo.
I saggi dicono che sono le escort che salvano i matrimoni.
Sono le uniche che te la danno, è diverso.
Comunque, sposarsi porta solo guai. È per questo che io sono un sognatore.
Un uomo libero.
Ricordo ancora quante ragazze gli cadevano ai piedi.
Ora gli arrivano già cadute.
- In fondo è un lavoro come un altro. - Io avrei scelto l'altro.
Meglio di quando faceva il cantante sconosciuto.
Che dici? A parte che si dice "non di successo".
E poi, di certo cantando non guadagnavo 4000 euro al mese.
Non ci posso credere che hai fatto questo commento borghese del cazzo.
È un avvocato che vive in un attico che sta parlando?
- È invidia? - Ma sei scemo?
Mi sono mancate le minchiate di Romeo Diarreo.
- Romeo Diarreo. - Diarreo!
- Romeo Diarreo. - Romeo Diarreo.
- Dai, raga, è successo una volta. - Però eri alla lavagna.
- Questa è offesa a pubblico ufficiale. - Così imparate a invitare lo sbirro.
Capopattuglia antirapina, grazie.
Ma poi, poliziotto. Vediamo se hai la pistola.
- Ce l'ha veramente. - Minchia, ma sembra un giallo.
Abbiamo l'avvocato, il poliziotto, il becchino.
C'è anche il morto.
State uscendo? Eh, cazzo.
Come faccio? Sono alla cena, te l'ho detto.
Il funerale, la cena, i vecchi amici. Due palle.
Vabbè, dai, ti lascio. Ciao.
[Alex] Dici che si sente la puzza di erba?
[Michael] Ma no, con quella puzza di fritto.
Che si deve sentire?
Senti che puzza di erba.
Farsi le canne a trentacinque anni è veramente da sfigati.
Tra l'altro, è scientificamente provato che fanno male a cuore, polmoni, memoria.
Vi ricordate quando quei due babbi hanno nascosto la Play a scuola
e non la trovavano più?
Gemma, tu invece avevi le convulsioni.
- [Nané] Oddio, cosa mi hai ricordato. - [Bonelli] Oddio.
Guarda che strani, visti da fuori.
Ti ricordi quando gli strani eravamo io e te?
- Stavamo solo avanti. - Io ci sto ancora avanti.
Io sono contemporaneo.
Ascolto musica contemporanea, ho un taglio di capelli contemporaneo,
mi drogo con droga contemporanea.
A proposito. Lo sai cos'è questo?
- Collirio. - Ma che collirio?
Questa è roba dell'Amazzonia.
Ehi, ehi. Costerà un botto.
- Che mi frega, l'ho preso al Burning Man. - Tanto paga papà, come sempre.
- Io sono un rampollo. - Tu sei un rampollo.
Ricordate quando a Romeo abbiamo nascosto il motorino?
Per farglielo trovare abbiamo fatto una caccia al tesoro.
- Con i bigliettini. - Sì, pazzesco.
- Ci ha messo un giorno a trovarlo. - Parliamone.
No, non ne riparlerei.
- No, perché io non me l'ero presa per. - Sono passati 15 anni.
- Non era per lo scherzo. - 15 anni.
- Eccola di nuovo! Eccola! - Oddio, sta male!
- Oddio! Aiuto! - C'è un medico?
Io sono un medico. È intollerante a qualcosa?
- Non lo sappiamo. - Ha assunto sostanze?
Guardi, guardi. Scusi, è uno scherzo.
- Che cazzo. - Uno scherzo?
- Sì. - Non ho parole. Non ho parole.
- Non li sai fare gli scherzi. - Ma perché?
Ha detto che sei un coglione. Il medico, lo ha detto.
[Marco] Per me è urologo, quindi lo sa.
- Non sei invecchiata di un giorno. - [Marco] Ma lo fai anche al lavoro?
[non udibile]
Oh, che c'è?
[Nané] Macché, una noia mortale.
Non dovevo venirci, amore, avevi ragione tu.
No, Bonelli non c'è.
Sì, ma tanto sono a casa prima di mezzanotte. Ok, a dopo.
Sei Cenerentola, che devi essere a casa prima di mezzanotte?
No, è solo che domani ho un'udienza presto in tribunale.
- Non voglio fare tardi. - Certo.
- Ti aspetto? - No, tranquilla.
Sono molto felice per te e Marco. Per "i picciriddi".
Sì, un figlio è sempre una gioia per una coppia.
Certo.
- Ok. Ci vediamo di là. - Sì.
[Alex] Ma tu non lo vedi l'elefante nella stanza?
Stai parlando di te?
Sto parlando di Pozzi, cretino.
Cioè, non ne parla nessuno, facciamo tutti finta di niente.
Ma meno male.
Sennò scatta l'effetto social, che quando muore uno,
tutti dovevano essere il suo migliore amico.
A me questa cosa mi fa venire voglia di mettermi il collirio, guarda.
Anzi, di metterlo a tutti.
Ti posso dire una cosa importante?
L'amaro lo offre la casa!
Ma chi è, Nando?
- Nando! - Come stai, Michael?
Amico mio.
Questa è grappa fatta da me, è fortissima.
- Amico mio. - E lui chi è?
- Eh, è un po' cambiato. - Sono Alex.
- Mi dispiace, Alex. - Di che cosa?
Mi dispiace. Hai provato a togliere il lattosio?
- A volte basta questo. - Andiamo, dai.
- Sorpresona! - Eh!
- Ma la scuola com'è? - Uguale, è tutto uguale.
Vi dico solo che l'ultima occupazione l'avete fatta voi.
- Un po' di orgoglio. - Bei tempi, Nané.
Altri tempi.
Ma noi ci conosciamo? Hai una faccia conosciuta.
- Ma davvero? Ero in classe con loro. - Che cazzo stai dicendo?
- È Romeo. - Chi?
- Perfetto. - Ti ho detto che ero in classe con loro.
- Ma che dici? - Frezza.
Non c'era nessun Frezza.
Nando, invece Marisa come sta?
- Marisa sta sempre con me. - Oh, che romantico.
Sì, sempre.
- È sempre stata bella. - Non dici bugie. Non dici bugie.
Ve lo ricordate questo?
Ce l'aveva sempre in testa. Ve lo ricordate?
- In testa, certo. - Non l'ho mai più lavato.
Bella idea.
Grappino offerto dal bidello!
- "Collaboratore scolastico". - L'hai portato tu?
Va bene, ora facciamo gli adulti.
È tutta la sera che non vogliamo intristirci
e facciamo finta di niente.
- Adesso, brindisi a Pozzi. - Dai, dai. Ci sta.
In una serata come questa, Pozzi sarebbe stato là,
con la telecamerina, a riprenderci tutti.
Tra l'altro, non so se lo sapete,
ma aveva appena avuto i fondi per fare il suo primo film.
- Davvero? - Sì.
Magari però ha fatto la vita che voleva. È morto felice.
Credo meritasse un finale migliore per il suo film.
- Magari con la voce di Caressa. - È vero, lo faceva benissimo.
Lo imitava da Dio, era l'unico che riusciva a fare la "E" di Caressa.
Vedi che non mi viene? Prova a farla tu.
- Del Piero. - Vedi?
- Non riesco. - [Bonelli] Prova tu.
E poi, scusate.
Cioè, se la nostra vita finisse domani,
chi di noi ha avuto il finale che voleva?
O che meritava.
Oh, e che palle, però. Brindiamo.
- Dai, brindiamo. A Pozzi! - A Pozzi.
[musica]
Questa mi è venuta in mente due settimane fa.
[insieme] Apriti sesamo!
[Nando] Ho pensato al documentario dell'ultima occupazione che avete fatto.
Ma certo.
[musica]
- Poi ci organizziamo e ce lo vediamo. - Adesso! Vediamolo adesso.
[cantano]
- Però, tutti insieme. - No.
[insieme] Nando! Nando! Nando!
E dai, Nando!
Cinque minuti e poi ce ne andiamo.
- Dai, vengo pure io. - Ma che c'entri tu?
[cantano]
- Fermo! - Oh, oh! Mi sono fermato.
Ho frenato.
Toccati la pellaccia, coglione! Tu lo sai chi è questo?
Questo è Ludovico Bonelli,
il miglior rappresentante d'istituto di sempre!
Sai cosa fa, adesso? Scende e ti rompe il culo.
- No, no. - [Nané] Anche al tuo cane di merda!
Sì, sì!
Drogati.
[musica]
No, non ci credo. La statua di Paolo Bonolis.
- È ancora qua. - È vero.
Non capisco se si è rimpicciolita la scuola
o se si è allargato Alex.
[Bonelli] Com'è possibile che c'è ancora lo stesso odore?
- Usiamo lo stesso detersivo da 30 anni. - Perciò l'odore è lo stesso.
Ci hai regalato qualcosa, Nando. Ci hai regalato qualcosa.
- [Michael] Bello, questo. Cos'è? - [Marco] Non toccare.
Non ci sparpagliamo, tutti con me. Non ci sparpagliamo. Marco!
- Nella sala video, dai. - Tutti sparpagliati.
- Dai, dai. - Non ci sparpagliamo.
Non ci sparpagliamo.
[musica]
[insieme] "Revolucion!"
Ma funziona, 'sto coso?
[Bonelli] Devi mettere le pile, Michael.
[Pozzi] Grande, Alex.
[risate]
Oddio. Ragazzi, il tempo passa, ma Alex è sempre lo stesso.
[Pozzi] Cosa farai, quando sarai fuori da qua?
Oddio, sembra quasi una domanda da professore, però ci provo.
Diciamo qualcosa di molto artistico.
- Eh! - Hai fatto bene a dirlo.
Sono bei ricordi.
Ho anche scritto una cosa, cioè, mi piace scrivere.
- Vorrei farvela sentire. - [Pozzi] Vai.
"Profuma di pesco, questa primavera. Gli alberi."
Nando, non lo mandare avanti, dai.
Io non sto facendo niente, è proprio Pozzi che l'ha fatto così.
- Pozzi visionario. - Vaffanculo, Pozzi.
[Pozzi] Come ti vedi fuori da qui, tra 15 anni?
Io potrei conquistare il mondo.
Cioè, a una così, tu non le daresti le chiavi del mondo?
[Pozzi] Secondo me, tu dovresti essere il Primo Ministro donna in Italia.
Eh. Ma ci sono i Primi Ministri donna.
[Pozzi] No, ci sono i ministri. Le donne ancora. Vabbè, dai.
- Io non ho capito. - Anche a distanza di anni non si capisce.
[Pozzi] Come ti vedi da grande, Romeo?
- No! - Guardalo.
Ora ti riconosco, ora ti riconosco.
Ora ti riconosco, ora ti riconosco.
Cantante dei Megadeth.
Ti dico, io voglio fare.
Cioè, non so se voglio fare l'università,
ma mia madre vuole che io faccia l'università.
Non so, mi piace giocare a "Dungeons & Dragons".
Che tenero.
Questo è il dito di Michael, lo riconosco.
- Che vuoi tu? - Ciao.
Ah!
Secondo me avremo una casetta in centro, avremo due figli.
Un cane e un gatto.
Il figlio si chiamerà come mio papà, Mimmo.
E il cane e il gatto si chiameranno Sam e Frodo.
Amore, io pensavo che il cane si chiamava Mimmo
e che i figli si chiamavano Sam e Frodo.
Scusa.
- [Pozzi] Il cane Mimmo è bellissimo. - [Laura] Mi piace.
[Pozzi] Più che altro, Sam e Frodo i figli.
Tu ancora devi fare il regista, non sei capace.
[Pozzi] Come ti vedi, quando sarai fuori da qua?
- Guarda com'ero fuori. - Perché, adesso?
[Michael] Non so, tipo una macchina del tempo.
[Pozzi] Per tornare indietro e non fare le cazzate?
- No, per farmi la nonna di Baldazzi. - Non potevi fartela e basta?
È morta.
No!
[Laura] Ma perché?
Questo documentario è un capolavoro.
[Pozzi] Guarda che occhi che hai. Come hai fatto a fumare così tanto?
Beh, come mi vedo? Starò girando il mondo per fare musica.
Cosa devo fare? Girare e fare musica. Chi non crede in me può andare a fanculo.
Quindi, io che non credo in te vado a fanculo.
- Mi sono perso. - Sì.
[Nané] Io girerò il mondo per altri motivi.
Pozzi, io voglio fare la giornalista, capisci?
Voglio fare proprio le inchieste serie, quelle sensate.
Voglio andare nei posti dove posso raccontare la verità.
Tipo Lilli Gruber, ma con molti più capricci.
Che stronzo. Sì, sì.
Ci siamo, eccoci. La 5D.
Vai!
Bravo! Sì!
Andiamo in vacanza a Ibiza! Tutti a Ibiza!
[Michael] Andiamo a Ibiza!
Preside? Suca!
Suca! Suca!
[Nané] Nando, ora come fai a settembre?
Ma se non torno a settembre. Non torno a settembre!
[suona "The Only Exception" di Paramore]
Raga, io non mi sto sentendo bene, mi fa male la testa.
Non lo so, a me ha fatto venire caldo.
Aspetta, ma i video fanno venire caldo?
Ragazzi, che presa a male, però. Non so se ci ha fatto bene vederlo.
Calma, calma.
[Pozzi] Ciao, 5D. È il vostro amico Pozzi che parla.
Allora, intanto, se siete arrivati alla fine del documentario, vi ringrazio.
Vuol dire che ho fatto bene a tagliare la poesia di Alex.
Siamo maturi. Ce l'abbiamo fatta, siamo liberi.
Mi sembra assurdo, perché siamo entrati qui cinque anni fa
che eravamo dei bambini e non ci conoscevamo nemmeno.
Oggi, dopo cinque anni, non so se siamo diventati adulti,
ma sono sicuro di una cosa,
che voi siete le persone più importanti della mia vita.
Probabilmente, la vita ci farà perdere di vista,
ma io vi faccio una promessa.
Tra 15 anni vi vengo a cercare, uno per uno.
Voglio sapere che cosa siete diventati,
sia che siate dei falliti o realizzati, che siate felici o tristi,
che siate partiti o già tornati, che abbiate doppie o triple vite.
E allora voglio una cazzo di risposta, ok?
Ragazzi, mi mancherete tantissimo.
Cioè, sono felice di aver finito il liceo, però voi mi mancherete un botto.
Io non so come sarà la mia vita, però sono sicuro di una cosa.
Me la voglio vivere tutta, in pieno,
non vedo l'ora di vivere la vita fuori da qua, finalmente.
Allora, ragazzi.
C'è un solo modo per brindare a Pozzi.
- Via al contropiede con Totti! - Pallone per Gilardino.
Gilardino lo porta vicino alla bandierina.
- Cerca l'uno contro uno. - Dentro per Del Piero! Del Piero!
Gol! Alex Del Piero!
Chiudete le valigie, andiamo a Berlino!
[insieme] Andiamo a prenderci la coppa!
[insieme] Andiamo a Berlino!
[telecronaca di Fabio Caressa]
[Pozzi] Ah, giusto, la cosa più importante.
Non dimentichiamoci mai che qui si fa la storia!
[Bergomi] Andiamo a Berlino! Andiamo a prenderci la coppa!
[campanella]
Cazzo.
- [Laura] Amore, spegni la sveglia. - [Marco] Non è la sveglia.
[Laura] E spegnila lo stesso.
[Marco] È la campanella.
- Che minchia ci facciamo a scuola? - Che minchia ci facciamo con le manette.
Ma che minchia ne so? Sarà uno scherzo di quei cretini.
Perché farci uno scherzo così?
Perché sanno che i terroni non sanno stare senza gesticolare.
- Non lo so. - Madonna mia.
Dobbiamo stabilire dove andare.
[campanella]
Buongiorno.
[Nané] Mi serve il telefono, devo chiamare.
Mi serve il telefono, cazzo.
Oddio! Oddio! Oddio! C'è.
- Che cosa avete fatto voi due? - Gesù.
Prestatemi il telefono, devo chiamare.
- Amore, vedi dov'è. - Io non ce l'ho.
Non ce l'abbiamo.
- [Bonelli] Perché c'è una pecora? - Non lo so.
[Nané] Dobbiamo trovare i telefoni.
- Se ci trovano qui ci arrestano. - Noi ci siamo portati avanti.
[Laura] Gemma, ma come cazzo sei vestita?
Non mi ricordo un cazzo. Io me ne devo andare.
- Tutti ce ne dobbiamo andare. - Porca troia.
Madonna mia.
Ma chi ha fatto questa roba?
"Se la bara vuoi trovare, dalla telecamerina devi iniziare."
- Ma che vuol dire? - Quello che c'è scritto.
Non in italiano, che vuol dire che l'hanno scritto su.
È tipo l'inizio di una caccia al tesoro.
Se è uno scherzo, non fa ridere.
Se è successo qualcosa alla bara di Pozzi, io vi uccido tutti.
Abbiamo un problema gravissimo.
Questo morto per terra, il cancello chiuso,
io non ho potuto fare colazione.
Certo, la colazione. Hai visto cosa c'è scritto là?
Prendiamo le chiavi delle manette a Romeo.
Abbiamo preso la bara di Pozzi? Ma questa è una hit incredibile!
Devo chiamare Dolores, la signora delle pulizie.
- Ho visto una pecora. - Dove?
- Qua, c'era una pecora. - Non è che eri sballato?
- No, c'era. - Dolores. Sì, sono io.
Lo so, avevo il telefono scarico. La bara c'è?
- Non c'è la bara. - Quindi, niente colazione?
[Bonelli] Come cazzo si fa a perdere una bara in una scuola?
Come si fa a portarla in una scuola.
Allora, io senza caffè e sigaretta non cago.
- Cioè, ci roviniamo la giornata. - Hai ragione. Una cosa alla volta.
- Troviamo la pecora. - Ma quale pecora?
Ragazzi, dividiamoci. Che è qua?
- Dai, io guardo qua. - Sì, sì.
- Un ottimo niente. - Niente?
È una bara. È una bara.
Sì, sì, adesso la troviamo.
[Alex] Questo è l'ufficio del preside.
Oh, ma che abbiamo fatto? Artisti dello sballo.
Cazzo, però.
Hai capito cos'è questo?
Non ci credo. Il preside con la segretaria.
Ricattalo, che tu hai bisogno di soldi.
Avete trovato qualcosa?
- Eh, sì. - Eh, sì.
Gemma è tornata.
Ma tu hai capito che io fatto la Route 66 col cantante dei Red Hot Chili Peppers?
Tu hai capito che non mi interessa?
Aiuto.
Fermo o sparo!
Allora?
- [Gemma] Niente. - [Michael] Nada.
- Vabbè, allora caccia al tesoro. - Caccia al tesoro.
Se trovo chi è stato gli faccio il funerale.
Ragazzi, bisogna iniziare dalla telecamerina.
Visto? Sei sprecato all'antirapina, non ci ero arrivato.
Ma sai che lo penso sempre?
Amore?
Ciao.
Sì, lo so, scusa. Infatti, è colpa mia, scusami.
No, no, calmati, non.
[Bonelli] Allora, Pozzi, so che non approverai.
Ragazzi, ma quando abbiamo girato, stanotte?
C'è scritto alle 01:05 di stanotte.
Era una domanda retorica, non è che voleva sapere.
[Bonelli] Che cosa siamo diventati?
Io mi vergono, lo dico solo a Pozzi.
Ha ragione la signorina. La signorina ha ragione.
Pozzi è come uno psicologo, va bene?
Sì, lui di sicuro non infrange il segreto professionale.
Quello sicuro se lo porta nella tomba.
[Gemma] No, raga, è un'idea incredibile.
Facciamo il video per metterlo nella tomba.
[Alex] Metti pausa!
Non possiamo fare un video per Pozzi senza Pozzi.
[Laura] Picciotti, è morto. Non so se qualcuno ha un'idea migliore.
Ragazzi, ma quanto eravamo fuori?
Io sono il regista, sono James Cameron. Dai, amico.
"Notte con il morto", prima. Dai, amico, fratello.
A fare James Cam sei negato.
[Michael] No, Cameron. Aspetta, faccio un primo piano di Pozzi.
Ragazzi, il funerale di Pozzi è alle due. Se non troviamo la bara sono finito.
Siamo tutti finiti, mi sa.
Ma io sono il responsabile della salma, per me è peggio.
Che cazzo ridi?
Sottrazione della salma, effrazione, atti vandalici.
Siamo nella merda.
No, io sono il regista. Quello vivo, tra l'altro.
Pozzi, sei felice che ti portiamo a scuola?
[Alex] Pozzi, ci tengo a dire che ci sono rimasto molto male
per il fatto che mi hai tagliato.
Allora, adesso la recito.
- No, dai. - Ah!
[Bonelli] Oddio, che cazzo è? Un gregge!
[parla in tedesco]
[Michael] Guarda Romeo. Romeo, tieni giù le mani!
Non è possibile che siamo in un van con una pecora e la bara di Pozzi, dai.
Questa è intelligenza artificiale.
Mi sa che l'intelligenza è l'unica cosa che manca in questo video.
Scusatemi, c'è un lato positivo. Abbiamo una certezza.
Che c'è la pecora?
No, che abbiamo portato qui la bara di Pozzi.
No, hanno portato qui la bara di Pozzi.
Io e Laura non abbiamo fatto niente, quindi, gentilmente, noi ce ne andiamo.
La mia idea di portare qui la bara è fichissima!
Sì.
Noi restiamo un altro po', va bene?
- [Michael] Un bel primo piano, Nando. - Marisa?
[Michael] Quale Marisa?
- [Nando] Marisa. - Marisa.
[Laura] Ragazzi, ma Nando dov'è finito?
[Alex] Sarà morto anche lui.
Altro lavoro in arrivo, Bone'.
Marisa, avevamo un appuntamento qua.
- [musica] - [Bonelli] Tutti sotto cassa!
Siamo d'accordo che non eravamo sani? Quindi, qualcuno ci ha drogati. Eh?
Ma che cazzo volete da me? Io non ho drogato proprio nessuno.
Sarà stata la grappa di Nando.
Sì, perché la grappa fa venire l'istinto di riesumare i cadaveri.
Se ne prendi tanta sì. Ognuno si fa il suo trip, io che ne so?
La bara l'abbiamo presa noi.
Hai mai pensato di mandare un curriculum alla CIA?
Ma sai che c'è?
È ora dell'intervista col morto!
Dai, posa lì la bara.
Pozzi, ma che cazzo di scena surreale è?
Quanto ti saresti divertito a girarla tu?
Che cosa sono diventata, ora? Che cosa sono diventata?
Partiamo da 17 anni fa.
Pozzi, ti sto per dire una cosa che in classe non sa veramente nessuno.
E che nessuno saprà. Dai, ragazzi, le interviste le saltiamo.
Eravamo strafatti, non sappiamo cosa abbiamo detto.
- Meglio. - Scopriamo qualcosa sulla bara, magari.
Sì, ma sono lunghe. Alle 8:10 suona la campanella.
- Adesso alle 7:50. - Eh.
- Tu come lo sai? - [Laura] Tu ricordi cos'hai detto?
- No. Tu? - Se me lo ricordassi te lo direi.
[Marco] Anche io.
Hai mostrato le tette a Pozzi?
Forse pensava che resuscitassero i morti.
Sì, ho fatto vedere le tette a Pozzi. Quindi? Andiamo avanti?
Io scommetto che la bara sparisce dopo l'ultima intervista di 'sto coglione.
Se sei stato tu ti ammazzo.
Dimmi se a trentacinque anni dobbiamo fare le cacce al tesoro.
- Ma da quando c'è una biblioteca? - C'è sempre stata.
"I giochi sono appena iniziati."
"Della nostra classe chi sono i predestinati?"
- Anche le rime. - Facile, loro due.
Sì, però ci sono le possibilità.
"Laura e Marco, in biblioteca. Bonelli e Nané nel gabbiotto di Nando."
"Alex e Michel a San Patrignano."
- Cerchiamo qua. - Ragazzi, non possiamo cercare qua.
Sono 5000 volumi. Dobbiamo trovare un indizio, uno.
- [Bonelli] Ho capito. - Ah, ecco.
Guarda.
C'è un profilo Instagram stampato e delle mentine.
"L'indizio che hai trovato dimostra che Marco non è un predestinato,"
"visto che con Tania ha chattato."
- Uh, grande. Bravo. - Sono tutte cazzate, è una cazzata.
- Chi è questa Tania? - [Nané] C'è un'altra parte.
Ah, c'è un'altra parte.
"Neanche Laura è predestinata, mi vien da dire,"
"visto che le pillole anticoncezionali le spaccia per mentine."
Prendi le pillole anticoncezionali?
Ma no, cerchiamo di avere un bambino e prendo la pillola? No.
Allora, non siete voi i predestinati.
Allora, Bonelli e Nané, gabbiotto di Nando.
- [Bonelli] Sì. - Gabbiotto di Nando, dai.
Che palle, dai.
Tu ti fidi di me?
- Sì. - E io mi fido di te.
Segui il ragionamento. A cena, Alex che ha detto?
"Se la nostra vita finisse domani, che finale avremmo?" Una cosa simile.
Quindi?
Questo ragionamento, nella mente malata di Michael
è diventato: "li drogo tutti, nascondo la bara di Pozzi,"
"li metto uno contro l'altro."
"Perché se morissi domani, ho fatto lo scherzo del secolo."
Ho capito, ma che scherzo è? Ma poi, perché mettere noi due contro?
Noi due, Laura.
Io e te siamo un bug del sistema.
Due che oggi si sposano, vogliono dei bambini.
Noi siamo due rivoluzionari, due sovversivi.
Noi siamo Che Guevara.
Siamo un pericolo, per questa società.
Ho capito, ma parliamo di Michael il Matto.
Appunto. Se avessi il cellulare, vedremmo che è entrato nel mio Instagram.
- Quindi, quello era il tuo Instagram. - Come?
Ci ha mostrato il tuo Instagram.
- Quindi, Tania99. - A livello ipotetico.
A livello ipotetico, se quello fosse. Non ti attaccare alle parole, Laura.
Allora, anche tu prendi la pillola.
E sarebbe molto peggio, non voglio neanche pensarci.
"Tra le canzoni di Bonelli questo è il migliore dei ritornelli."
"Ascolta con attenzione perché alla fine c'è la soluzione."
- "Meh." - "Meh."
Che è?
[Bonelli, radio] Cosa siamo diventati? Aspetta, faccio un indovinello.
Sei sempre stato sveglio. Sveglio.
Ti faccio sentire un audio di mia mamma.
Non ci posso credere.
[Mamma, vocale] Ciao, Ludovico. Mi ha scritto Mara, la tabaccaia.
Suo figlio ha scritto un pezzo trap e siccome lavori alla Sony,
voleva che tu lo sentissi.
Non so chi gliel'ha detto, forse io.
Senti, ascolta questa canzone, al limite le dici che non puoi.
Adesso vado, perché devo correre in palestra.
Mi raccomando, "Pallocchietto", mangia come si deve, che sei sempre magro.
Hai mangiato, Pallocchietto?
Tua madre non sa che fai il cassamortaro?
Il bastardo ha guardato il video che abbiamo fatto per Pozzi.
- Raga, così ci facciamo male, però. - Sì, ma qual è l'indizio?
- [Nené] Lo dice alla fine. - Pallocchietto.
- Hai rotto il cazzo. - E dice che deve andare in palestra.
In palestra, dai.
- Ha detto che lavora alla Sony. - Sì, vabbè.
- Dove stiamo andando? - Con noi abbiamo un grande, lo sai?
Coglione!
No, aspetta! Bastarda, è irregolare.
Ma io divento Fred Warner! Porca troia!
[rumore]
Bonelli.
Bone'.
Oddio, è morto. Ti sei fatto male?
Oh, come stai?
Come stai?
♪ Mi chiedi come sto e non te lo dirò ♪
♪ Il nostro vecchio gioco Era di non parlare mai ♪
♪ Come due serial killer Interrogati all'FBI ♪
♪ Ai, ai ♪
♪ I tuoi segreti Poi a chi li racconterai ♪
♪ Tu che rimani sempre La mia password del Wi-Fi ♪
È vero?
"Ernanénané."
Con i numeri al posto delle vocali, quando la cambi.
Otto caratteri, poi.
- Quando la cambi. - È perfetta.
Perché non ci siamo messi insieme, al liceo?
- Eh. - Eh.
In questo momento mi sento un bel coglione.
Un altro.
Giù.
[suona "Pastello Bianco" di Pinguini Tattici Nucleari]
[insieme] ♪ Per favore, non piangere ♪
♪ E non ci rimanere male ♪
♪ Che noi due ci conosciamo bene ♪
♪ Dalla prima elementare ♪
♪ E scrivevo tutti i miei segreti ♪
♪ Col pastello bianco sul diario ♪
♪ Speravo che venissi a colorarli ♪
♪ E ti giuro, sto ancora aspettando ♪
♪ Tu mi hai insegnato la differenza ♪
♪ Tra le ciliegie e le amarene ♪
♪ E io non la dimenticherò più ♪
♪ E ti auguro il meglio, I cieli stellati ♪
♪ Le notti migliori e le docce di altri ♪
♪ Dove tu forse non stonerai più ♪
♪ Per favore non piangere ♪
♪ E non ci rimanere male ♪
♪ Che noi due ci conosciamo bene ♪
♪ Dalla prima elementare ♪
♪ E scrivevo tutti i miei segreti ♪
♪ Col pastello bianco sul diario ♪
♪ Speravo che venissi a colorarli ♪
♪ E ti giuro, sto ancora aspettando ♪
[musica]
Tutto bene?
Sì. Tu? Tutto bene?
- Tutto bene. - Ok.
Ehi, forse ho trovato una cosa. Ehi, oh!
La mia moto?
Ah! La mia moto! Dov'è la mia moto?
- E che cazzo ne so? - Siete dei matti! Voi.
La mia moto! Dov'è la mia moto?
Dov'è la mia moto?
Vabbè. Ho trovato un indizio, c'è scritto "Nané".
- Dietro c'è scritto "ad", in rosso. - Magari è "avvocato divorzista".
No, perché io ho trovato "nunc". È latino. E dall'altra parte c'è "chi amo".
Ce l'ho. Dobbiamo trovare tutti i palloni con una scritta. Fanno una frase.
Io ho trovato un beach volley.
Piano, piano, però. Piano.
Datemi la parte italiana, vediamo se ha senso.
Allora, "Mi, Nané, mi, chi amo".
Ma cos'è, siciliano? Lo avete scritto voi?
- Noi non parliamo così. - Sembra "Montalbano sono".
Quello è Yoda di "Star Wars". Sarà sbagliato l'ordine.
E metteteli in ordine. "Mi chiamo Nané." Alex, tra Marco e Laura.
Michael, di là.
"Mi chiamo Nané." Se non ci sta, scambiatevi il pallone.
Ok. Michael, di là.
Nané, tu mettiti dopo Marco.
"Mi chiamo Nané e." Michael, di là, perché c'è Romeo con "mio".
Di là, Michael.
- "Mi chiamo Nané e mio marito mi." Ok. - A te che c'è scritto?
"Ama."
[Alex] E fa piacere.
[Bonelli] "Mi chiamo Nané e mio marito mi ama."
Fila. Ora, il latino.
"Ite nunc ad locum in quo calor oritur."
- Gemma, tu non avevi otto in latino? - Con Internet avevo otto.
"Andate nel luogo in cui nasce il calore."
- La caldaia? - La caldaia.
Dai, andiamo.
Ma che è successo? Hanno spaccato anche il palo.
- Signora Fumagalli, che cosa è successo? - Non lo so, è tutto chiuso.
Nando dov'è?
- Non lo so. - Ecco.
- Mamma mia. - Ma che cazzo c'è qua?
Siamo ancora a scuola, giusto?
Vi ricordate la leggenda di Maddaloni? L'alunno che non è mai stato ritrovato.
- Madonna mia. - Che c'è?
[porta che scricchiola]
[Bonelli] Che bel rumore.
[Marco] Le fanno di proposito le porte così.
[Romeo] Dai, qui non c'è niente. Andiamo.
- Sh! - [lamenti]
- Maddaloni! - Sh.
[preside] Ha il telefono staccato.
Il bidello, alle 7:30 della mattina ha il telefono staccato.
- Preside? - Un attimo, Eva.
- Ha il telefono staccato. - Lo so.
- [lamenti] - Sarà un animale.
- È Nando! - Nando?
Vedo la luce.
- Mi chiedono spiegazioni. Che dico? - Quello che hai sempre detto.
Il preside risolverà tutto.
Sei il rappresentante d'istituto oppure no?
Sì.
- Sono in paradiso, sono in paradiso. - Sì, e io sono Dio.
Dio. Che delusione.
- E tu chi sei? La Madonna? - No, Nané.
- E voi siete gli apostrofi? - Sì, gli apostrofi.
Nanetta! Nanetta!
Che felicità, Nanetta. E tu chi sei?
- Marco. - Marco Masini.
No.
- Mi sei venuto a trovare, Marco Masini. - Ma no.
- Fammi un verso. Uno, ti prego. - "Bella stronza."
- "Vaffanculo." - Vaffanculo tu.
Sei un pezzo di merda, Masini.
- Nando. - Vaffanculo.
Io aspetto Nando e quando arriva lo faccio nero.
Sfollate, state tranquilli.
[Bonelli] Nando, non te lo dico più.
Abbiamo la scuola devastata,
una bara che non si trova e tu che ci hai aperto la porta.
- Sei fottuto quanto noi. - No, no, no. Io devo uscire.
No, Nando. Giuro che ti spacco la faccia.
Devi chiudere tutto e non fare entrare nessuno
finché non troviamo quella cazzo di bara.
Se me lo dice la Madonna, va bene. Chiudo tutto.
- Poi però vado a cercare Marisa. - Aspetta, aspetta.
Marisa! Marisa! Marisa!
Marisa!
Marisa!
Ok, va bene.
"Se il prossimo indizio volete trovare,"
"quale classe al torneo di calcetto abbiamo battuto in finale?"
- 3F. Tutti in 3F. - Vai, vai.
Finale vinta ai rigori perché Alex si è mangiato quattro gol.
- E non li ha ancora cacati. - Sì, ma ne ho fatti tre, però.
- Mi è venuta un'illuminazione. - A te?
Scusa, ma non dobbiamo stare con gli altri?
Oh, che palle. Vedi come sei?
Vuoi stare sempre nel gruppo, sempre nel gregge. "Bee, bee."
Fammi lavorare.
Vedrai che la soluzione ce l'avevamo sotto gli occhi.
Quindi, la soluzione è il controsoffitto.
Sì, sono state quelle due parole a ispirarmi. Torneo e calcetto.
Marisa.
Eri qua, Marisa. Ma mi vuoi rispondere? Ti sto chiamando da tre ore, Marisa.
Cos'è?
- Che ne so? Tipo un puzzle. - No.
Ma questo è uno psicopatico.
Marisa, ma allora eri qua. Io lo sentivo che.
Dove vai, Marisa? Mi stai indicando la strada?
Marisa. Marisa, mi stai indicando la strada?
Eccola! La bara. Vaffanculo!
Partitina?
- Porca troia. - [Nané] Che c'è?
- Qua fuori c'è già il mondo. - [Gemma] Che ore sono?
Tardi. Risolviamo il puzzle e troviamo la bara, dai.
Dobbiamo anche recuperare i cellulari. Dividiamoci.
- Noi andiamo insieme. - E certo.
Vado un attimo in bagno.
Che idea di merda, questa cena di classe.
[Michael] Michael oltre la fascia.
Salta un'altra persona e si avvicina in area di rigore.
Si avvicina in area di rigore.
Un altro passaggio per questo qui di cui non ricordo il nome.
Lo salta, incredibile.
Si presenta solo davanti al portiere. È solo.
- Ti posso dire una cosa importante? - Tira.
Ed è gol! Gol!
Gol!
Gol!
- Ma chi cazzo è? - E che ne so?
Gol!
Lei chi è? Che cosa ci fa là? Scenda subito!
Stiamo occupando!
Ma come fa a occupare, se noi siamo qui?
Vai a controllare.
- Che cazzo dovevo dire? - Ma a chi?
Ci sono 3000 persone.
- Ma se ha ottant'anni. - Veramente.
Scusa, ma dove stiamo cercando i cellulari?
Non cerchiamo i cellulari, è una scusa per scappare.
- Sei proprio bravo a mentire. - Ho imparato dalla più brava.
- State scappando? - Noi? No.
- Vengo anch'io. - Siamo proprio bravi.
Allora, saltiamo insieme, altrimenti qua diventa la Venere di Milo.
- Mamma. - Eva.
- Che ci fai qui? - No, che ci fai tu qui.
- È la mia scuola. - Giusto, è la tua scuola.
- E ti chiederai io che ci faccio qui. - E perché sei conciata così?
Perché sono conciata così? Mi faccio venire le convulsioni?
- Assolutamente no. - Stai occupando tu?
- Chi dice che stiamo occupando? - L'ha urlato uno dalla finestra.
- Bonelli? - Aspetta, ma allora quanti siete?
- Pikachu, fatti i cazzi tuoi. - State occupando?
No.
Se non state occupando, state facendo un'orgia.
Stiamo occupando.
- Sì, stiamo occupando. - Sì.
Mi rompi i coglioni se torno dopo le 23
e tu occupi la mia scuola vestita da infermiera di "Kill Bill"?
Eva, quando sarai mamma capirai.
Aspetta, sennò divento un eunuco di Milo. Noi andiamo.
- Occupiamo. - Andiamo a occupare.
Poi ti spiego.
- Vaffanculo. - Ha una figlia.
Sì, succede, quando non prendi la pillola.
- Che faccio, dico che scherzavo? - No, così peggiori la situazione.
No, no. Andiamo con gli altri, stiamo col gruppo.
- Decidiamole insieme queste cose. - Ma non vedi loro come sono?
Non capirebbero, si incazzano e basta.
- Qua si può fare solo una cosa. - Cosa?
- Rivincita? - Rivincita!
"Dato il mortal sospiro."
"Stette la spoglia immemore, orba di tanto spiro."
"Così percossa, attonita, la terra al nunzio sta."
"Muta, pensando all'ultima ora."
"Né sa quando una simile orma di piè mortale."
"la sua cruente polvere a calpestar verrà."
"Lui folgorante in solio,"
"vide il suo genio e tacque."
"Quando, con vece assidua, cadde, risorse e giacque."
Ma ricordi qualcosa?
Niente che serva, purtroppo.
Se ricordi che siamo stati felici serve.
Quindi, hai mostrato i lividi, non le tette.
[Nené, video] Avevo grandi aspettative, invece no, non ci ho capito un cazzo.
Sono finita in una strada di merda.
E.
Non lo so spiegare a parole, perché è strano da spiegare.
È strano. Forse è più facile così.
Capisci?
[Marco] Bone'!
La tua idea dell'occupazione è un colpo di genio.
La mia idea? Io non ho avuto nessuna idea.
Comunque, fuori pensano che stiamo occupando ed è perfetto.
Sì, in effetti è geniale.
Sì, però per fare un'occupazione serve anche un motivo, un manifesto,
sennò ci sgamano subito.
- Pensate alle motivazioni del liceo. - Esatto, pensateci.
Pensaci, Bone'. Pensaci.
- Vai, Bonelli! - Vai, Nané!
Figurati se non ci devo pensare io.
Studenti del Benedetto Croce, vi starete chiedendo perché siamo qui.
- Eh, perché cazzo siamo qui? - Pensaci, pensaci.
Preside, ma quello non è.
- Bonelli? - Bonelli?
Bonelli, ma cos'è questa pagliacciata?
Pensateci.
- Ecco chi era Bonelli. Bel "boomerone". - Zitto.
In questa scuola ci hanno insegnato tutto ciò che non serve a un cazzo.
Abbiamo imparato solo quello che non vogliamo essere.
- La solita retorica del cazzo. - Anna, chiama la Polizia.
Sì.
Per anni abbiamo tenuto le nostre vere identità in un armadio.
Tra queste mura non siamo noi stessi, siamo in un gioco di ruolo.
Bravo, continua con la cosa dell'armadio.
Indossiamo maschere, costumi.
- Preside, non è che sta parlando di noi? - Ma che dici?
Noi fingiamo, ma oggi, caro preside, quell'armadio lo abbiamo aperto.
- Hanno trovato i vestiti. - Non ti preoccupare e non mi toccare.
Quindi, che cazzo state facendo?
- Non chiamare la Polizia. - No.
Stiamo facendo la storia, coglione!
Stiamo facendo la storia di una generazione sfigata, la nostra!
Noi siamo i primi ad avere una qualità della vita peggiore
di quella dei nostri genitori.
Non siamo né pionieri né eredi.
Siamo una generazione ponte.
E mai, come in questo cazzo di Paese, i ponti crollano.
Quindi, se anche voi volete fare la storia,
pensateci, ma pensateci ora.
E ringraziate che a parlarvi sia un fallito
e non un coglione egocentrico di un podcast,
che vi dice che se lo volete tutto è possibile.
Col cazzo! La frase "volere è potere" ha fatto più danni dell'eroina.
Pensateci adesso, pensate a quello che vi viene bene.
Al motivo per cui siete stati cagati nel mondo.
Non aspettate che sia troppo tardi.
Io quello che voglio davvero l'ho capito solo oggi.
Qui si fa la storia!
[Gemma] Bravi, ragazzi, bravi.
C'è da dire che l'applauso è scarso.
Bravo, Pallocchietto!
Ce l'ho fatta! Ce l'ho fatta!
- Ragazzi. - Grande.
[Romeo] È stato un bordello che non vi potete immaginare.
- Ma ce l'ho fatta. - No, no!
Non seve che leggiamo, ve lo dico io cosa c'è scritto.
Diciassette anni fa, non ho fatto gli esami di maturità
non perché volessi proseguire la mia carriera da Miss Liceo.
Ma perché mi sei vedeva la pancia.
Avevo paura che la mia immagine da modella
venisse rovinata.
Ho avuto paura.
- Vi ricordate che stavo con Andrea? - Sì.
Poi, alla festa del liceo, c'era Mimmo Zambon che suonava.
- Chi, il tossico coglione che spacciava? - Sì.
Abbiamo bevuto, mi rompeva il cazzo da un anno,
lo abbiamo fatto soltanto una volta nell'aula di scienze.
E sono rimasta incinta.
Io ho avuto una figlia.
Eva.
Eva adesso è qui, in questo liceo,
e frequenta la 3F.
Non ho detto nulla perché non volevo spezzare il cuore ad Andrea.
Avevo paura di sentirmi esclusa.
E giudicata.
Secondo me, Gemma, non devi sentirti in colpa per questo.
Dovresti sentirti in colpa perché hai strappato il prossimo indizio.
Stava dicendo una cosa importante.
- Aula di scienze. - E invece, voi che siete scappati?
A parte che siamo qui, e poi ci hai provato anche tu.
- Avete provato a scappare? - Ragazzi, aula di scienze.
- Non è il momento. - Aspetta.
Aula di scienze.
- Non discutiamo. - Aspetta.
- Non rompere i coglioni. - Aula di scienze!
Aula di scienze! Ho trovato l'indizio! Aula di scienze!
Ok che sono un coglione, ma ascoltatemi, ogni tanto!
Bastava dirlo prima.
Con tutto quello che ci succede intorno,
noi due che giochiamo alla Play è romantico.
Poi, con questa versione con i nomi sbagliati.
Non mi distrarre che c'è Roberto Blaggio. Roberto Blaggio la prende!
Roberto Blaggio si presenta davanti al portiere.
Tira ed è gol!
Gol di Blaggio!
Sì!
Sì, tre a zero! Ma vieni!
Però, se neanche questo cappotto ti fa incazzare
non c'è gusto a giocare con te, dai.
Giovane, io ho trentacinque anni, peso 152 chili,
non vedo una donna da dieci anni.
Quattro anni fa ho fatto fallire in sei mesi
il negozio che mio padre ha tenuto in vita per 50 anni.
Faccio una vita di merda, vivo in un posto di merda,
non ho finito di pagare le rate della macchina
e dulcis in fundo.
Rimettitela, che fai schifo.
Ragazzi, ma guardate quello.
Noi stiamo insieme dal liceo.
Noi siamo dentro una bolla, dentro una bolla.
Chi cazzo la vuole una vita così?
Amore, ti posso dire una cosa?
Io non ti sopporto più.
Non mi sopporti? Neanche io.
È che questa è tipo. È tipo.
È tipo una catena.
Che cosa sono diventata?
Pozzi, che cosa sono diventata? Non sono diventata niente.
Andrei con chiunque, pur di non stare con Laura.
Ecco cosa sono diventato.
Sono l'ombra di Marco.
Lo sono stata sempre e lo sono tutt'ora. Però, io un figlio con lui non lo faccio.
Col cazzo che ci faccio un figlio, se lo può fare da solo un figlio.
Io ti odio.
Pure io.
- Aspetta. Alzati. - Che c'è? Che fai?
Mettiamoci davanti al celebrante.
Laura, vuoi tu…
lasciare me, Marco,
nella cattiva e nella cattiva sorte,
finché morte non ci riunisca?
Sì, lo voglio.
E tu, Marco,
vuoi lasciare Laura, nella buona e nella cattiva sorte,
finché morte non vi riunisca?
Sì, lo voglio.
Liberi.
[Bonelli] Trovato, nel cervello.
- Ormai non lo nasconde neanche. - [Nané] Leggi.
"Se fin qui sei arrivato e ancora niente hai trovato."
Minchia, 'ste rime, non ce la faccio.
"Perché il matto ieri notte ti ha drogato."
- Giuro che a quello. - Pezzo di merda.
- Lo faccio arrestare, cazzo! - Un attimo, continua.
"Il cervello non ha usato chi col suicidio ha provato."
"Ma se voi il cervello avete aperto, il suicida va scoperto."
Scusate, quindi qualcuno di noi è arrivato a tanto?
Ragazzi, io sto benissimo. Ho avuto qualche sconforto, però.
Sì, ma sei quello con la pistola.
No, adesso però ha rotto il cazzo. Adesso ha rotto il cazzo!
Io lo ammazzo, cazzo!
E poi, quando avevo trent'anni è morto mio padre
e sono entrato nella salumeria storica di famiglia.
Poi è arrivato il Covid, poi hanno detto che era una ZTL,
poi centro storico.
Pure.
Insomma, sei mesi e ho fatto fallire tutto.
Tu che avresti fatto?
Io se fosse morto mio padre avrei esultato.
Ti dà 10.000 euro al mese da quando avevi quindici anni.
Tu te lo ricordi mio padre?
- No. - Perché non c'è mai stato.
Feste, festini, puttane, viaggi.
Mia madre sempre sola. Quando tornava gli faceva l'applauso.
Quelle volte che c'era era pure peggio.
Diceva che ero una nullità, che non sapevo fare un cazzo.
Almeno non sei diventato un ciccione depresso.
Sto scherzando, coglione.
Mio padre è il mio migliore amico.
Cioè, ma che cazzo ne sai?
Secondo te?
Vado in bagno, dai.
Oh.
Adesso mi hai rotto il cazzo. Dimmi dove hai messo la pistola!
Pezzo di merda!
Hai capito che cazzo ho fatto? Oddio, Pozzi.
Li ho drogati tutti, tutti. Ma drogati.
Dov'è la pistola? Dov'è la pistola?
Deficiente, che cosa stai facendo?
Dov'è la pistola?
- Io chiamo la Polizia. - No, non chiamare nessuna Polizia.
- Lì dentro c'è mia madre. - Risolvo io.
- Ma che cazzo! - Dov'è la pistola?
Non lo sa! Ora lasciate stare o mi ammazzo!
Ma è pazzo?
"Profuma di pesco, questa primavera."
"Profuma di buono, ogni volta che si avvera."
"Tu ridi forte, tu ridi tanto."
"Mi baci, chiudi gli occhi e mi vieni accanto."
"Stoni sempre sulla stessa nota, ma non ti importa dei cantanti, no."
"Proprio non riesci a essere come tanti."
"Mi rimane solo l'odore dell'amore vero."
"Ti ho lasciato"
"perché restassi lì per sempre senza mai raccoglierti."
"Fiorellino decorato."
Era meglio se ti buttavi.
Dai, scendi da questa parte, non fare il coglione.
- Aspetta, aspetta. - Che c'è?
Oh, bella merda la poesia. Però mi ha salvato la vita.
Non poteva finire tre a tre.
Però, ora non è che ti dimentichi. Cioè, ci possiamo.
Ma che scherzi? Ma quando mai?
Cazzo, ma fai il mio autista.
Ti do 1700 euro al mese, andiamo Burning Man insieme.
Ti faccio conoscere i miei amici.
[sirene]
È finita. Finita.
- L'occupazione più breve della storia. - Aspetta, ma noi abbiamo il poliziotto.
Parla con i tuoi colleghi, metti tutto a posto.
- Dai, vai. - Vai.
Chi ha chiamato la Polizia?
- Io. - Come ti sei permessa?
- Ho pensato. - Non devi pensare.
- Dice sempre di rispettare le regole. - Contano solo i miei ordini.
- Allora Bonelli aveva ragione. - Che cosa stai dicendo?
- [Marco] Ora, però. Vai, vai. - Vado.
- [Marco] Vai, spacca tutto. - [Laura] Vai, Romeo. Bravo.
Ragazzi, non sono un poliziotto, sono una guardia giurata.
Di che banca?
Dell'UPIM.
- Perché, l'UPIM esiste ancora? - Ed è una banca?
Ma che cazzo ce ne frega dell'UPIM. Scappiamo.
Andiamo, ragazzi.
[Romeo] Dai, offendimi. Di' la tua puttanata.
- Dai. Nessuno mi dice niente, adesso? - Ehi.
Pensavo di essere io quello messo peggio.
Grazie, Romeo. Grazie.
- Buongiorno. - Che succede qui?
Ordinaria occupazione studentesca.
- Lei chi è? - Il preside.
- Chi è Eva Zambon? - È lei.
- Perché ci hai chiamato? - Uno voleva buttarsi dalla finestra.
Forse hanno una pistola, ero preoccupata per mia madre.
Eva è una ragazza esuberante.
È piena di fantasia, come la mamma.
Veniva a scuola qui, da giovane. Bella ragazza, Miss Liceo.
Scusate, non sto capendo.
Preside, sono o non sono gli studenti che stanno facendo occupazione?
- [preside] Certo che sono gli studenti. - E se non sono studenti?
Entriamo e li ammazziamo tutti, uno per uno.
No, scherzo. Entriamo, sgomberiamo e li portiamo in questura.
No, non c'è bisogno.
Ora Eva, che è rappresentante d'istituto, va a parlare con loro.
Lei ha grande autorità, la ascolteranno.
Voi sicuramente avrete qualcosa di meglio da fare.
- Sento la radio, vi stanno chiamando. - Non sento nessuna radio.
No?
Marisa, di qua siamo già passati.
Però concentrati, Marisa. Dobbiamo trovare la bara. La bara.
Adesso ti vedo, Marisa.
Marisa. Marisa, amore mio.
"Soffi", Marisa. Soffi.
Ho preparato tutto per te. Soffi, soffi.
Perché ce l'hai con me?
Guardami, Marisa, non ti distrarre. Guardami negli occhi.
Mi stai lacerando, Marisa.
Che vuoi? Vuoi bere qualcosa come ai vecchi tempi?
Cameriere! Champagne!
Aprite! C'è qualcuno? Aprite!
Nando, portami da loro.
Ma la pecora?
Quale pecora? Questa è Marisa.
[Bonelli] Tu sei un coglione. Ti rendi conto di cosa hai fatto?
Vi ho fatto passare la serata più bella degli ultimi 20 anni. Pure 30, sai?
Fermi, ho fatto una cazzata.
Eva. No, l'abbiamo fatta noi la cazzata, amore.
Tranquilla. Abbiamo perso una bara nella scuola.
- Dobbiamo scappare. - In che senso una bara?
- Una bara. - Io invece ho chiamato la Polizia.
- Tu chi sei? - È la figlia di Gemma.
- Piacere. Noi dobbiamo andarcene. - Bonelli, avevi ragione.
L'occupazione deve continuare, non potete mollare.
Se fuori non ci fosse la Polizia, che hai chiamato tu.
Fuori c'è la Polizia.
Mandiamo Romeo a parlarci, che lui è un loro collega.
Non è un poliziotto, è una guarda giurata.
Una soluzione c'è.
Fino a quando ci sono io, qui dentro ci sono gli studenti,
quindi la Polizia non può entrare.
Ora finite quello che state facendo.
Troviamo questa bara, continuiamo l'occupazione.
Bonelli, lo hai detto tu. Qui si fa la storia.
Ecco dove ti ho visto a te, all'UPIM.
Va bene, dai, facciamo così.
La coppia "Una mamma per amica" continua l'occupazione.
Noi cerchiamo la bara. Voi non fate un cazzo.
- Com'era l'indizio? - L'ultimo.
- "Il suicida va scoperto." - "Il suicida va scoperto."
Presente.
- Oh, noi non dobbiamo fare un cazzo. - Ehi, ehi.
In che senso?
[Alex, video] Non ce la faccio più.
Vorrei.
Vorrei dirti la verità.
Che quando mi ha chiamato Bonelli.
Avevo appena preso tutte le pillole che avevo in casa,
avevo aperto i blister e le avevo messe insieme.
Stavo. Stavo per prenderle tutte insieme.
E poi hai chiamato tu. Mi hai detto che Pozzi era morto e che.
Allora prima non ti stavi suicidando per salvarmi. Che coglione.
Ehi, se era mia la bara che avevi perso, l'avevi già ritrovata.
No, no, va tutto bene. Va tutto bene, adesso, ok?
Però, ora il suicida l'abbiamo scoperto. Che si fa?
E che ne so? Una persona non è un indizio.
Aspettate, "scoperto". Cioè, io vado scoperto.
Ho qualcosa addosso di sicuro. Guarda, ho qualcosa?
- Oh! - Che c'è?
Che c'è? Che c'è?
Porco cane, ha stinto tutta la camicia.
Che c'è?
Abbiamo sposato la causa di questi ex studenti.
È vero, qua ci insegnano cose che non servono a un cazzo.
- Che sta dicendo? - Non lo so.
Siamo noi studenti a occupare!
Eva, scendi, che è pericoloso.
Te lo ordino. - No!
Va bene, tanto dopo ti sospendo.
Non me ne frega un cazzo!
Noi non vogliamo fare la fine di questi ex studenti.
Io non voglio che vivi solo a trent'anni.
Oggi qui si fa la storia.
Brava!
Qui si fa la storia, Eva!
[insieme] Eva! Eva! Eva!
Amore mio.
Sei stata bravissima.
Adesso che si fa? Io non ho mai occupato.
Ok, vieni con me.
Sì, ma mettiti questa, che non ti si può vedere.
Sto bene? Dai, andiamo.
Alla fine, non ho capito cosa dobbiamo fare.
Questi stronzi non mi danno mai retta, io parlo e questi non mi parlano.
Quasi quasi ora me li inculo tutti quanti
e faccio un labirinto come quelli di "Dungeons & Dragons".
Inculo anche te. Vaffanculo, Pozzi.
Anche al liceo mi volevi bene, però alla fine non mi hai mai.
E quindi, faccio a tutti quanti un culo.
Mi mancavano le minchiate di Romeo Diarreo.
Romeo Diarreo.
[Marco] Avevamo nascosto il motorino a Romeo.
- È partita una caccia al tesoro. - [Bonelli] Lo ha trovato dopo un giorno.
Noi ci conosciamo?
Ero in classe con loro. Anzi, scusa, parliamone un attimo.
- Sono passati 15 anni. - Per quello scherzo.
- Dai, vengo anch'io. - Tu che c'entri?
[grida]
Giura che non te lo ricordavi. Giuralo!
Ti giuro che.
- Dove cazzo è la bara? - E dove sono le chiavi delle manette?
Non mi ricordo niente, davvero. Possiamo solo seguire il labirinto.
Girati.
Minchia, è complicato.
Ricorda solo le parti che non servono più.
Ce la posso fare.
Allora, noi siamo partiti da qua e abbiamo fatto le scale.
- Oh, comunque scusami. - Vai tranquillo.
Tu non me lo chiedi?
Cosa? - Scusa.
Io non ho mai chiesto scusa a nessuno.
Oh! Vogliamo risolvere o no questo cazzo di labirinto?
Scusa.
Oh. - Dai, girati.
In questo corridoio ci siamo dati il primo bacio.
- Cioè, ci siamo dati. Me l'hai dato tu. - Sì.
E tra l'altro, hai scelto un bel giorno,
perché avevo mangiato un panino che era tonno.
- E cipolla. - E cipolla. Che schifo.
Però abbiamo fatto finta di niente.
Come sempre.
Cioè, non avevate un vero motivo per occupare.
No.
Diciamo che non pensavamo di cambiare il mondo.
E poi, chissà perché ci ricordiamo sempre il primo bacio e mai l'ultimo.
Volevamo solo essere adolescenti.
Vabbè, poi a quell'età si fanno un sacco di cazzate, quindi.
[suona "Soul On Fire" Di Spiritualized]
- Quindi, io sono una cazzata. - Sì.
Sei quella di cui vado più fiera.
- Sicura che era l'ultimo? - Sì.
- Magari era il penultimo e c'è. - No, basta.
[Nando] Non ti fare ingolosire, Marisa.
Non è il momento, abbiamo altre priorità.
Dobbiamo trovare la bara. Dove? Di qua o di là? Di qua?
Ok, vai avanti. Facciamo le scale.
Ecco, fai tutte le scale.
Ok.
Però la bara dovrebbe essere qui.
Avremo sbagliato qualcosa.
Io sono fortissimo con i labirinti.
Infatti, me lo volevo quasi tatuare. Tutta la schiena.
Cosa vuol dire che dovrebbe essere qui? Siamo qui da ore.
Sh.
Dai, Romeo. Tu risolvi sempre tutto da solo, dai.
"Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro."
- La pistola! - Oh!
- Ragazzi, è il mio lavoro. - Spostala!
- Sì, ma posso fare anche così. - Meglio, fai così.
L'ha sempre avuta Bonolis, incredibile.
[Bonelli] Dai, muoviti.
- [Alex] È lui. - Leggi.
Allora.
"Se finalmente la bara vuoi trovare, la pistola devi usare."
[Marco] Che vuol dire?
- Che se la bara vuoi trovare, la pistola. - Devi usare, sì.
- Certo che faccio delle rime di merda. - Questo te l'abbiamo detto tutti.
- Forse devi spararti tu. - Magari.
Sh.
Il lucchetto.
Dobbiamo sparare al lucchetto.
Dobbiamo sparare al lucchetto.
Dai, allora. - Dai, chi spara?
[insieme] Tu spari!
Ma io non ho mai sparato.
- Che guardia giurata sei? Spara! - A saperlo andavo a rubare all'UPIM.
Adesso vi faccio vedere io cosa succede.
Adesso vedi cosa succede, se vieni a rubare all'UPIM.
[sparo]
[grida]
- Intervenite, no? - Indietro!
- State indietro! - Indietro!
Vai a prendere la sega, sbrigati!
Arrivo. - Indietro!
[Bonelli] L'abbiamo trovata. L'abbiamo trovata.
Che tu sia benedetto.
- Non ci credo. Sì! - Dai, dai.
Sì!
- I cellulari. - Le chiavi, le chiavi.
[Michael] Batteria scarica.
- Siamo liberi. - Siamo liberi. Siamo liberi.
- Che è successo? - Ho trovato Pozzi.
Davvero? Ma perché avete sparato?
- Ancora si muoveva. - Finalmente ho la mano libera.
Scusate, non voglio smorzare niente, ma come cazzo portiamo fuori la bara?
[rumore della sega]
Via al contropiede con Totti.
Dentro il pallone per Gilardino.
Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina.
Cerca l'uno contro uno, Gilardino.
Dentro per Del Piero. Del Piero.
Gol.
Chiudete le valigie.
Andiamo in galera, Beppe.
Questa è buona.
Che cringe. Sembra un funerale, ma molto più cringe.
[Bonelli] Ragazzi, Eva non ha detto una cazzata.
Polizia!
Dateci un feedback!
Facciamo la storia?
[suona "Cena di classe" di Pinguini Tattici Nucleari]
♪ Le promesse che fai a diciott'anni ♪
♪ Durano un giorno o una vita intera ♪
Questa bara è il simbolo della nostra protesta.
Questo è il funerale della nostra generazione.
♪ La 5D del 2000 brindò ♪
♪ Alla maturità su una spiaggia di Ibiza ♪
♪ Promettendosi l'uno con l'altro ♪
♪ Non perdiamoci mica di vista ♪
♪ Alex ha smesso con la poesia ♪
♪ E ha abbandonato la scapigliatura ♪
♪ E si è convinto che usando il Minoxidil ♪
♪ Potrà arginare la sua stempiatura ♪
♪ E fuma in faccia a Michael il Matto ♪
♪ Che studiava poco secondo papà ♪
♪ Che avrebbe voluto un figlio notaio ♪
♪ E ha ottenuto un figlio NO TAV ♪
♪ E Laura guarda Marco atteggiarsi ♪
♪ A sommelier solo per farsi notare ♪
♪ Perché la cena di classe scompare ♪
♪ Diventa una cena di classe sociale ♪
♪ Nané ha inghiottito cinque lividi ♪
♪ E si specchia dentro una margherita ♪
♪ E con il trucco Si è coperta l'occhio nero ♪
♪ E si strofina la fede tra le dita ♪
♪ Mentre Romeo ubriaco fradicio tenta ♪
♪ Di recitare a memoria il Cinque Maggio ♪
♪ Lei lo sorregge E alza gli occhi al cielo ♪
♪ E prega Dio di farle avere coraggio ♪
♪ Di farle avere coraggio ♪
♪ Fra croste di pizza e calici vuoti ♪
♪ Sulla scia di una promessa vigliacca ♪
♪ Dieci anime perse Si ingarbugliano tra loro ♪
♪ Come in cuffie nella tasca Di una giacca ♪
♪ Nell'istante in cui entrano Alla Perla di Mare ♪
♪ Sanno già che lo rimpiangeranno ♪
♪ Mentre paga Bonelli, Sorseggia un amaro ♪
♪ E dice al barista, Ci si vede tra un anno ♪
Oh!
- Zambon. - Oh, Gesù.
Sei tu, scemo. Che ore sono?
- [Zambon] Non lo so. - Marisa.
Si è rimpicciolita Marisa.
Si è rimpicciolita Marisa.
- Che ore sono? - Levati, mamma mia. Non toccarmi!
- Vabbè, dai. - "Vabbè" che cosa?
Ragazzi, siamo a Praga.
- Ma che cazzo. - Alle 16:30 io devo andare al lavoro.
- Siamo a Praga. - Che cazzo dici?
Ma dov'è Praga?
Io non ti devo nessuna spiegazione.
[uomo] Alex.
Buongiorno.
[gridano]
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