Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
DOVRAI COMBATTERE
Avevo tre anni, ero in un parco,
e una bambina disse:
"Non gioco con te. Vattene. Sei nera." Quella � stata la prima volta.
Me lo ricordo perch� ci sono rimasta cos� male.
E ricordo ancora dov'ero...
Lo vedo ancora chiaramente.
- 3 anni, eri piccola. - S�.
Me ne sono resa conto perch� avevo una cotta.
Ero innamorata di uno e
lui mi disse: "Mai e poi mai. Sei nera".
Davo la mano a mio padre per attraversare
la strada quando una bambina della mia et� ha detto:
"Guarda, mamma: � brutta perch� � nera."
Ricordo che quando avevo sette anni
dissi qualcosa a mia madre, tipo:
"Allora, io..."
Mi ha quasi uccisa quando l'ho detto...
ho detto qualcosa del tipo:
"Lei � nera, lui � arabo...
"e lei � normale."
Sono cresciuta in Senegal, quindi per quanto riguarda la discriminazione...
solo pi� tardi ho scoperto di essere nera.
Vivevo in un posto dove essere nero era la norma.
Abbiamo visto cos� pochi bianchi che non eravamo sicuri che esistessero.
Essere nero era la norma.
Penso che, cresciuta in un quartiere popolare,
non ero completamente consapevole del colore della mia pelle.
Quando se ne parlava,
era per prendersi in giro a vicenda.
Diciamo, ad esempio:
"Sei del Mali, sei del Senegal..."
O tra arabi e neri, o spagnoli e portoghesi.
Quindi, non avevamo mai la sensazione...
di deridere qualcuno perch� era diverso.
Quando ho lasciato quell'ambiente,
ho capito di essere
diversa perch� avevo...
la gente diceva cose come:
"ma come parli bene il francese!"
Oppure: "Hai lineamenti fini per una nera. Sei carina".
Pensavo: "Di cosa state parlando?"
In treno arriva un controllore.
C'erano molte persone nello scompartimento,
con molte nere, bianche...
Lui scuote mio padre.
Io ero sveglia.
Lui sveglia mio padre.
Ero scioccata...
Mio padre � grande e forte. Com'era possibile trattarlo cos�?
Lo sveglia: "I suoi documenti, signore!"
Mio padre dice qualcosa del tipo "I miei documenti?"
All'improvviso l'ho visto cos�
piccolo accanto a questo tipo che non assomigliava a niente.
Tir� fuori i suoi documenti, poi il suo biglietto
e disse: "Ecco, signore".
Il tizio prende i documenti senza dire niente.
Mio padre gli offre del cioccolato ma lui risponde: "Fa male ai denti".
L'ho vissuta come un'esperienza molto violenta.
Improvvisamente ho visto che non c'era uguaglianza in questo paese.
Era un brutto segno. Questo per quanto riguarda mio padre.
Da parte di mia madre, abbiamo accompagnato mia sorella all'asilo, quando
la direttrice ci ha detto:
"Qui, diamo da mangiare prima ai belgi."
Mi sono detta:
"Benvenuta in questo mondo
in cui dovremo combattere."
E' cos� che ho scoperto di essere
nera e di essere considerata inferiore.
Quando ero una ragazzina,
ho scoperto che c'erano ancora
- la maggior parte se n'era gi� andata -
ma c'era ancora qualche negozio che vendeva mani di cioccolato.
E le mani di cioccolato
erano mani nere.
Sono legate alla pratica di tagliare le mani nel Congo Belga
durante il colonialismo, quando
i belgi si stavano insediando in Congo.
Ricordo quanto mi sentii scioccata.
Mi sentivo come se fossi
in pericolo anche se ero "a casa".
Biscotti Banania, Bamboula e dolci "testa di moro"...
Quando andavo in una pasticceria e vedevo un dolce "testa di moro",
non mi sentivo la benvenuta.
E' una cosa molto violenta e aggressiva
quando la vedi all'et� di nove anni.
Poi, ci sono tutti gli insulti e le battute
offensive fatte dagli altri ragazzi.
Ce lo ricordiamo ogni giorno della nostra vita.
Anche oggi. Anche quando cerchiamo di dimenticarlo
quando cerchiamo un appartamento, o un lavoro
siamo sempre riportate al nostro colore della pelle.
Non riesci mai a dimenticarlo.
E' COME UNA TORTA MILLEFOGLIE
Sono nata in Bretagna. Ho passato un po'
della mia vita l� e mi sento davvero bretone.
Adoro anche la Sarthe dato che sono cresciuta a Le Mans.
Detto questo, la mia educazione �
congolese e le mie influenze sono afro.
Davvero... la mia "africanit� " si �
molto arricchita frequentando gente delle Antille..
o anche brasiliani.
Non mi sento confinata in un'unica identit�.
Sono davvero afro.
Mi definisco davvero afro
con una certa diversit�...
Ma ho avuto un'educazione congolese. Sono molto fiera di essere congolese.
Molto orgogliosa di essere
una Tetela, di essere una Bantu.
Sono nata in Francia, sono cresciuta e ho studiato in Francia.
Mi definisco francese.
Per me sono francese.
Non ci sono dubbi su questo.
Sono una donna francese con diverse identit�.
E mi sento a casa qui.
Diciamo solo che sto mettendo in dubbio la mia "francesit�". Non � chiaro.
S�, sono francese.
Vivo in Francia ma mi faccio domande
sul mio posto in Francia.
Il che non significa che non mi piaccia questo paese.
Mi sto solo facendo domande.
Mi piace molto il termine "afropea".
Mi si addice davvero bene.
Mi ha toccata molto...
L'ho letto per la prima volta in un libro di L�onora Miano.
Subito l'ho adorato.
Non � che io sia lacerata...
spesso le persone dicono di essere combattute.
Forse per alcune, ma non per me.
Voglio riconciliare questa cosa
in un modo pi� sano, pi� pacifico:
il fatto di essere nata in Francia
e afrodiscendente essendo nera e donna...
Tutto questo fa parte di me. Non voglio che sia contraddittorio.
Il termine"Afropea" mi permette di riconciliare tutto questo in maniera
un po pi� calma perch� sono molto arrabbiata. Molto...
Sono un'idealista arrabbiata, in effetti.
E questo termine mi si addice per questo motivo.
Infine, c'era un termine per collegare la mia cultura francese e afro-caraibica.
Preferisco il termine "afrodiscendente".
E' pi� completo di "afropea".
Mi vedo chiaramente come afrodiscendente.
A me piace semplicemente "afro".
Ognuno deve trovare ci� che
lo definisce meglio, ma a me piace "afro".
Mi sembra che comprenda
il colore della mia pelle...
ma anche la mia educazione,
le mie ispirazioni...
Quindi, per me, il termine afro
� il pi� semplice e il pi� appropriato.
Ho due origini africane:
sono met� ruandese e met� zairese.
I miei primi documenti che ho avuto erano dello Zaire.
Ero rifugiata politica con i miei genitori che
combattevano la dittatura, all'epoca.
E poi siamo andati in Belgio.
Avevo circa tre anni e mezzo.
Sono diventata francese nel 2002.
La mia nazionalit� francese � piuttosto recente.
Quando sono diventata francese, ho preso un nome francese: Am�lie.
Quindi, ho due nomi.
Tutto questo contribuisce
alla mia personalit� e alla mia stratificazione,
nella complessit� di chi posso essere, al di l�
della semplice Zina, la ragazza di colore.
So che quello che dico � caricaturale, ma...
prima, ero ruandese, congolese,
belga, poi in seguito francese,
Am�lie, ecc.
Ma io resto comunque Zina.
Questa � la mia stratificazione, come una specie di millefoglie.
VIVERE FELICI, VIVERE NASCOSTI
Sono cresciuta con un concetto molto semplice:
se sei nero, devi lavorare il doppio.
I miei genitori e i miei nonni dicevano tutti la stessa cosa:
"Dovrai sempre lavorare pi� degli altri."
Essere neri significava lavorare di pi�.
Significava...
rispettare ogni regola per non avere problemi.
Lo sentivo sempre...
Per i miei genitori, l'istruzione, la scuola prima di tutto.
Era l'unico modo per avere successo.
Quindi, dovevamo
lavorare il doppio perch�...
per i miei genitori, questo non era il mio paese.
C'era questa consapevolezza: sei francese ma non sei a casa tua.
I miei dicevano sempre:
"Devi studiare a scuola. Devi prendere buoni voti.
"Questo � l'unico modo per uscirne.
"E non siamo venuti qui perch� voi siate dei falliti.
"Dovete andare pi� lontano di noi."
Sentivo sempre questo discorso.
Devi essere davvero brava nel tuo lavoro, molto brava.
Perch�, se possono sostituirti, lo faranno.
Ed � come... se ti assumono,
� perch� non hanno scelta.
Cercavo di essere la migliore a scuola.
Cercavo di essere sempre ben pettinata, ben vestita.
Stavo attenta a tutto: a come parlavo, come mi vestivo...
a non essere mai in ritardo a scuola,
non essere mai lenta...
L'obiettivo era quello di essere l'opposto di ogni stereotipo.
C'era la paura del giudizio dei
bianchi, quindi dovevamo essere perfette
per quanto riguarda i nostri vestiti, i nostri capelli...
Quando ero una bambina, mia madre mi faceva sempre
un bello chignon, mi vestiva per bene,
o la casa doveva essere impeccabile, se avevamo ospiti.
Quindi, raramente avevamo ospiti. Era troppo stressante.
Lo sguardo dei i bianchi...
Era come se...
stessimo combattendo il clich� di "come sono sporchi i neri".
Quindi, dovevamo essere impeccabili.
E' orribile. Se mai fossi in ritardo
temo che diranno: "I neri sono sempre in ritardo".
Sono quelle piccole cose cos�.
Devi sempre lottare contro l'immagine che gli altri hanno dei neri.
E tu non necessariamente...
non sei quell'immagine, tu sei una persona.
Tu non sei il nero o la nera.
C'� un tira e molla costante. Che � estenuante.
Nello spettacolo che mi hanno proposto,
mi trovo a interpretare una cannibale.
Devo leccare la mia partner, che ha salsa di pomodoro su tutto il corpo.
Voler rivivere, voler proteggere
Voler respirare
Saltarti addosso per strapparti dalla morte,
farti rivivere, rubare il tuo ultimo respiro.
Rivivere eternamente il tuo ultimo respiro,
voler assorbire il tuo ultimo respiro...
Avvicino l'ascella al tuo naso.
Amo il fatto che tu mi ami davvero.
Ti allatter� finch� il latte non si trasformer� in sangue.
Ti leccher� finch� il sangue non si trasformer� in latte.
Ho pensato: "Merda! Tutto quello che volevamo evitare"
Quando abbiamo iniziato a lavorare sul cannibalismo amoroso,
abbiamo pensato all'iconografia del cannibale.
Per la maggior parte delle persone, i cannibali sono neri.
Abbiamo cercato barzellette:
c'erano solo battute sui neri, sulle trib�...
Ma, quando abbiamo fatto le nostre ricerche, i cannibali
erano sempre uomini o donne bianchi, a volte coppie...
Nemmeno uno era nero, tra i 50 cannibali pi� noti.
Recito una cosa dimenticando il colore della mia pelle.
Ma giusto lavorando su...
sull'idea che, quando ho una relazione, mi sembra di cibarmi dell'altro.
Ma quello che vedr� lo spettatore medio
� che io mangio la mia partner bianca sul palco.
Ero cos� arrabbiata e ho pensato: "Merda!"
Poi ho detto: "No.
Non posso tirarmi indietro adesso.
Altrimenti, non avrei fatto quello che io, Rebecca, volevo fare".
Comincio a dire: "Lo faccio perch� sono nera..."
Comunque, � stato tutto abbastanza complicato.
Cosa devo fare?
Penso che la maggioranza si fermer� allo stereotipo del cannibalismo,
o penso al mio messaggio pi�
profondo e a me stessa come artista?
Per molto tempo, quando guardavo
il telegiornale e si parlava di un crimine
o di qualche problema, pregavo che i neri non fossero coinvolti.
Questo lo sentivo terribilmente.
Temevo che, se fosse stata una persona di colore,
sarei stata associata a loro.
E' diverso per i bianchi.
Quando un bianco combina qualcosa, � un problema suo.
Ma, se � una persona di colore, sei necessariamente
coinvolta e probabilmente sei in relazione con lei.
E' offensivo perch� se dovessi...
se chiedessi a un bianco:
"Prendi le distanze dal terrorista Breivik?"
Risponderebbe tipo: "E' stupido, non lo conosco!"
Allora perch� i musulmani dovrebbero conoscere i terroristi?
Spesso, ti ritrovi in qualche posto e
un nero fa una qualche cazzata.
Non so...
Un nero inizia a chiedere soldi, o a cantare...
o a suonare il bongo.
Pensi: "Cazzo, un nero!"
Spesso abbiamo questa reazione:
"Sar� coinvolta!"
C'� sempre quella cosa...
E' estenuante, perch�...
i bianchi non pensano cos�.
Non dicono: "Cazzo! Un bianco..."
Voglio che quelli che hanno un privilegio se ne rendano conto.
Ma questo un po'...
il privilegio dell'innocenza riguardo il tuo colore...
� un po'...
Magari ce l'avessimo tutti.
I miei genitori...
vivevano nascosti qui, in Francia.
Volevano passare inosservati.
Mio padre diceva sempre: "Non parlare mai di politica...
Non voglio guai. Se c'� un problema, scappa e basta."
Il suo motto era "Vivere felici, vivere nascosti".
Dalla mia educazione ruandese che vive sempre in diaspora,
mi � stato detto: "Quando arrivi da qualche parte,
osserva e impara. A Roma, fai come i romani".
Non cercare problemi, in pratica.
Soprattutto per i miei genitori, una persona
di colore dovrebbe passare inosservata.
Se sei nero, renditi invisibile.
Confonditi tra la folla...
sii il pi� invisibile possibile.
I miei genitori ci credevano davvero.
Molti genitori hanno ancora quella mentalit�.
Spesso mantenevano un basso profilo e tacevano.
E hanno visto che funzionava per loro.
Non era il massimo, ma se lo facevano andare bene.
Quindi, hanno cercato di inculcarcelo anche a noi.
"Sei vittima di bullismo? Stai zitta.
Non assomigli agli altri? Provaci.
Sei diversa dal normale? sforzati di assomigliargli."
So che non sar� mai abbastanza francese per i bianchi francesi.
Qualunque cosa faccia.
Questo � il motivo per cui sono contraria alla politica della
rispettabilit� di provare a dimostrare che sono diversa dagli altri neri.
Qualunque cosa tu faccia, diranno
sempre: "Fa cos� perch� � straniera".
Quando mi parlano di cattivi musulmani, parlo loro di Breivik.
Parlami di Boko Haram e ti racconto
di altri che hanno fatto di peggio.
Per tutte queste cose, voglio che ci considerino innanzitutto esseri umani.
Non sottolineando le malefatte dei neri.
Posso fare lo stesso per i bianchi.
"La schiavit� � anche colpa tua."
Non ho intenzione di negoziare.
Va in entrambe le direzioni.
Se vuoi che sia responsabile di tutte le azioni dei neri, facciamo due conti,
Vedremo chi ne uscir� peggio.
NON SI VEDONO IN QUANTO BIANCHI
Penso che un certo separatismo etnico possa essere salutare.
Per me non significa qualcosa che si chiude agli altri,
si tratta di creare una comunit� in grado di affrontare le altre.
A volte ho voglia di stare solo con i neri.
Ci sono momenti in cui stiamo tutti insieme e va bene.
Ma alcune lotte non possono essere comprese se non sei nero.
Dobbiamo combatterle da soli.
Me ne sto riappropriando.
Non � perch� dicono che � negativo che lo sia.
Io lo trovo davvero positivo.
Parliamo di separatismo etnico al governo.
Ancora una volta, nessuno ne parla perch� il punto di riferimento sono loro.
Non si vedono in quanto bianchi, forse.
Penso che sia per questo.
Come dire...?
Quando stanno insieme, non pensano: "Siamo tutti bianchi".
Non si parla mai di separatismo bianco
perch� si pensa sia "normale" che i bianchi stiano assieme
e i neri dovrebbero integrarsi con i gruppi di bianchi.
Ma non rimanere mai tra loro. Questo � il "separatismo".
Ed � una brutta cosa.
Non � mai vista come positiva.
Alcuni neri vogliono solo stare fra di loro
perch� vanno d'accordo o perch� si piacciono.
No: � visto come settario.
Un film con solo persone di colore � un "film nero".
Ma uno con solo di bianchi... � un film.
Il comunitarismo bianco...
� una realt�, certo che esiste.
L'ho visto nel mio...
nel mio ambiente, dove sono cresciuta,
alla scuola, che era molto settaria.
E' quella che io chiamo la "vecchia Francia".
Cio�, famiglie molto pie, molto cattoliche,
"old money", come direbbero gli americani.
Famiglie importanti.
Un po' di soldi, non esageratamente. Non ostentati.
Non i nuovi ricchi.
E sono molto comunitari.
Io traccio un parallelo tra comunitarismo e mescolanza sociale.
Oggi tutti parlano di mescolanza sociale.
Parlo delle periferie pi� povere di Parigi.
Ma non � l� che ne abbiamo bisogno.
Ne abbiamo bisogno nei quartieri pi� ricchi, a ovest.
Ecco perch� ho scelto di vivere in un quartiere pi� ricco, Saint-Germain.
Ho voluto mettere in luce questo aspetto
vivendo in questa citt�: una citt� reale,
dove vedi come vive l'altra met�.
A volte, sono davvero sorpresa da quello che vedo la domenica.
Ci sono famiglie con 5 o 6 bambini
che vanno alla messa con...
i vestiti eleganti proprio della domenica, tutti a posto...
� iper-settario.
E' qui che la mescolanza sociale dovrebbe avvenire:
prendendo persone di ogni provenienza,
che abbiano voglia di venire qui.
Ci sono molte strutture culturali e sportive qui.
E' davvero bello. Eppure, � una citt� bianca.
NON TOCCARMI MAI I CAPELLI
Barbie era il mio modello di bellezza. La mia amica bianca.
Volevo scuotere la testa
come nella pubblicit� dell'Or�al.
Da quando sei bambina, vedi queste belle ragazze
bianche, ma nessuna immagine di donne nere
con i loro capelli crespi, di cui sono orgogliose...
Bellezza significava avere i capelli lisci.
Quando ho capito che non mi stavo accettando...
� allora che ho iniziato un lavoro
di valorizzazione di me stessa.
Con i miei capelli crespi,
imparando a farmeli piacere, � allora che
mi sono sentita liberata.
In una societ� che ti d� immagini dove non ti vedi mai rappresentata,
accettare te stessa � un duro lavoro.
Nei miei ricordi da bambina, avevo i capelli
lisci, in trecce perch� volevo i capelli lunghi.
A dirla tutta,
volevo capelli che si agitassero al vento.
Per me, recuperare i propri capelli naturali,
� un modo per una donna di colore di accettare la propria
immagine e di non dire: "Sono nera, ma sono come te".
Ho una pettinatura afro l'80% delle volte.
Pu� essere abbastanza voluminosa, quindi avere ogni giorno estranei
che la toccano per strada, � il mio pane quotidiano.
Non lo sopporto.
Mi sento come... un barboncino.
La gente lo tocca perch�
� carino, o � riccio...
E' fastidioso perch� � una cosa intima.
Sento come se la mia privacy fosse invasa.
Non chiedono il mio permesso.
E trovo che sia...
una cosa piuttosto violenta da fare.
Il mio riflesso � quello di schiaffeggiargli la mano.
Non sono cos� veloce con le parole.
Purtroppo, la mia risposta
non � cos� pronta e immediata.
Quindi, spesso rispondo con le mani.
Se mi tocchi, ti schiaffeggio la mano.
Io penso al contrario.
Mi chiedo, ma mi permetterei mai di giocare
con la frangia o i riccioli di qualcuno
che non conosco? O anche se lo conoscessi?
E' la stessa cosa. non lo farei mai.
Allora perch� qualcuno dovrebbe farlo con noi?
Il che ci porta alla semplice risposta: che siamo ancora una
qualche forma di disturbo da stress post-traumatico coloniale,
dove un nero � una specie di...
bell'oggetto che si pu� toccare.
Puoi essere invadente e toccarlo.
Le donne nere vengono infantilizzate.
Siamo ancora trattate come bambine.
Puoi darci una pacca sulla testa, puoi toccarci o accarezzarci.
Quando sei un adulto,
� del tutto inappropriato.
Quindi, oggi, non dovrebbero nemmeno provarci.
Recentemente ero con una collega,
una ragazza, una segretaria con cui lavoravo.
Prima di tutto era nella posizione di una segretaria...
La Francia � molto gerarchica, piaccia o no.
Ognuno ha il suo grado e la sua classe.
Un'assistente sociale
arriva e fa uh uh...
mentre le toccava i capelli.
Non potevamo crederci.
Non sapevamo da dove cominciare.
Ci siamo bloccate e ci siamo fissate tutte e due.
L'abbiamo fissata e le abbiamo detto: "Ma.. non va bene."
La parte peggiore � che, quando reagisci e dici alla persona:
"Non toccarmi mai i capelli. Non sono il tuo animale domestico",
reagiscono sempre allo stesso modo, con lo stesso tono:
"Vacci piano! Rilassati..."
Fai la figura dell'ansiosa o dell'isterica...
Ma se dovessi venire a mettere la mano sul tuo culo, come reagiresti?
E' la stessa cosa. I miei capelli e il mio culo mi appartengono.
Puoi toccarli se te lo permetto.
ADORO I ROSSI
Sono davvero privilegiata a potermi
esibire in spettacoli di burlesque.
E' un privilegio a pi� livelli.
Innanzitutto non tutti hanno la possibilit�
di avere uno sbocco artistico e creativo,
o di essere sulla scena.
Per una donna, � un'arte piuttosto particolare.
E' disapprovata e ha connotazioni molto negative.
Come donna di colore
in un ambiente che � per oltre il 90% bianco,
sono anche fortunata ad avere uno status che mi sono costruita
e ad avere questo personaggio sulla scena,
che posso incarnare come mi piace.
La donna un po' glamour...
che � un ruolo inaspettato per una donna di colore.
Mi sarei aspettata di indossare una gonna fatta di banane.
Quello � lo stereotipo.
Ma le icone glamour nere esistevano
ed � giunto il momento
di mostrare anche questo lato della femminilit� nera.
S�, sono molto...
Sono molto luccicante, vero?
Sono l'artista di burlesque pi� luccicante di tutta Parigi.
L'immagine della pin-up nera
non � valorizzata.
Ma negli anni '50 e '60 c'erano
grandi figure nere di burlesque.
Ma il mondo del vintage ha cancellato tutto.
Ripeti dopo di me: "Loulou Champagne!"
Puoi essere nera e vintage.
Si pu� essere nera e amare il vintage,
Si pu� essere nera e amare il glamour
e incarnare un'affascinante femme
fatale quanto qualsiasi altra donna.
Penso che ci siano state davvero due fasi.
Nella prima fase,
mi sentivo totalmente invisibile, completamente indesiderabile...
Ricordo che da bambina
avevo delle cotte per questi ragazzini biondi...
Ma non erano mai ricambiate.
Mi sentivo completamente invisibile.
Questo � durato a lungo,
fino alla fine delle medie.
Avevo tutte queste cotte per le persone, ma...
non mi sentivo per niente visibile.
Nessuno poteva immaginare di avere una relazione
con me perch� non soddisfacevo i loro criteri.
Quindi, sono passata da quello all'essere una fantasia.
Quando ero un'adolescente,
un tizio mi ha detto: "Ho sentito dire che le donne nere sono disinibite a letto".
Avevo 16 anni all'epoca...
Allora non avevo gli strumenti giusti.
Perch� mi aveva detto una cosa del genere?
Come mai?
Ho detto: "Forse s�".
Cos� ho risposto. Ma ero ignorante.
Sentivo commenti del genere.
Tipo: "Tu... sono sicuro che sei...
sono sicuro che sei selvaggia a letto."
Perch� ero nera.
Ero giovane! Avevo solo 15 o 16 anni.
E soprattutto ero vergine, quindi sentire queste cose...
Ma nessuno ha mai detto una cosa del genere alle mie amiche bianche.
"Oh, le donne bianche sono cos�..."
No, sono solo adolescenti che scoprono la loro sessualit�.
Ho un amico,
e i suoi amici gli chiedevano: "Allora...?
"Com'�? Come va?"
Cose piuttosto intime,
come: "Anatomicamente,
� la stessa cosa?"
Lui era davvero scioccato.
E anch'io. Cosa pensavano?
Non abbiamo gli stessi corpi delle donne bianche?
Cosa vuol dire?
C'� anche questo aspetto, che il corpo di una donna di colore
viene animalizzato.
In ogni caso, non � considerato come prezioso.
Questa � la parte violenta,
perch� vuol dire che puoi appropriartene.
E' come se tu fossi trasformata in una cosa.
La tua femminilit� non � vista
come preziosa, n� la tua umanit�.
Ricordo certi uomini bianchi che mi
immaginavano subito felina e selvaggia.
Sai, era un po' come...
che me li sarei divorati. Non l'ho mai capito davvero.
Trovo che...
al mondo bianco piace ancora associare le donne nere agli animali.
Le donne africane sono viste come feline.
No, non le donne africane: le nere.
"Le nere sono arrapate,
sono sexy, sono sensuali."
E' incredibile.
L'ho sentito spesso personalmente.
Ci sono persone,
spesso uomini bianchi,
che feticizzano le donne nere...
E' buffo perch� vogliono... Ci sono diversi canoni di bellezza.
C'� lo stereotipo alla Beyonc�:
carnagione chiara, di razza mista, con i capelli lunghi, veri o finti...
Anche Rihanna.
Poi, a volte... io sono pi� del tipo
davvero africano e ad alcuni uomini piace molto.
Pi� sei nera, pi� sei africana.
A quanto pare, questo li eccita.
S�, alcune persone dicono cose incredibili.
Ci sono quelli che dicono: "Adoro le nere".
I cosiddetti "mec � blacks".
Certo, il termine � ridicolo, ma � altrettanto
assurdo dire: "Io amo solo i rossi. Esco solo coi rossi".
Questo mostra quanto sia assurdo.
Sono ugualmente assurdi.
Hai davvero la sensazione...
di rappresentare qualcosa per loro. E spesso...
Nel mio caso, erano spesso gli uomini ad amare l'Africa.
"Ho vissuto in Costa d'Avorio per un po'."
Io no.
Tutti i bianchi che ho frequentato
mi hanno sempre ridotta alla stessa fantasia.
Era sempre alimentata dall'idea
che siamo selvagge, o un po'...
animalesche o sessuali.
Avevo 20 anni.
Era la mia prima relazione seria.
E' vero, c'era tutta questa storia...
di ammirazione,
era affascinato, ma...
faceva commenti davvero razzisti
sui neri.
Faceva un sacco di domande...
voglio dire, davvero allucinanti.
Come circa le dimensioni del pene degli uomini neri,
sul modo in cui facciamo l'amore...
Ma il problema pi� grande
� che ho capito
che lui non usciva con Audrey.
Stava uscendo con una donna di colore
che rappresentava un sacco di fantasie.
Per il mio primo ragazzo rappresentavo
addirittura un tab�, un tab� sociale
perch� lui era un tipo...
era dei sobborghi a est,
di una famiglia benestante...
E' cresciuto in quell'ambiente
e mai aveva incontrato dei neri.
Potrebbe anche essere stata...
una sorta di trasgressione.
Ad un certo punto, sei una specie di esperimento.
Quello che voglio dire � che, per alcuni...
per alcuni bianchi, e anche per altre culture, c'�
un intero mistero che circonda le donne nere che bisogna provare...
per quanto riguarda la sessualit�.
Ci sono cos� tanti luoghi comuni che siamo diventate
una sorta di enigma. Qualcosa da provare...
E spesso, quando uscivo con dei bianchi,
mi chiedevo: � per questo che � con me?
Devo adeguarmi all'idea che ha di me?
E' pericoloso perch� non puoi goderti
la relazione senza pensare a tutto questo.
Danneggia il tuo sviluppo personale come donna
e il tuo sviluppo sessuale.
Sono uscita con ragazzi bianchi.
Ma non uscivano con una persona...
Uscivano con una ragazza di colore.
Posso dire: "Sono uscito con un ragazzo a cui piaceva fare surf".
Loro uscivano con una ragazza di colore.
Ci� significa che potevo essere
una cantante, un'illustratrice,
o una studentessa... ma per loro ero una ragazza di colore.
Uscivano con una cosa...
Potevano dire: "Ho mangiato cioccolato e sono uscito con una ragazza nera".
E' lo stesso: ero una cosa.
Sei un esperimento.
Un esperimento, esatto.
Ho gi� mangiato un serpente.
Sono uscito con una ragazza nera.
GUARDARE LE COSE IN MODO DIVERSO
- Stai uscendo? - No.
Parlo
per delle brutte,
per le brutte, le vecchie,
le camioniste, le frigide,
le mal scopate, le non scopabili.
Tutte le escluse dal gran mercato della felicit�.
Comincio da questo perch� voglio essere chiara:
non mi scuso di niente.
Non sono qui per lamentarmi.
Non scambierei il mio posto con nessun'altra.
Sono uscita con un ragazzo giovane, meticcio.
Lui, in effetti...
aveva questa fantasia totalizzante sulle donne nere.
La gente proietta sempre cose su di te,
di cui non hai idea.
Per lui, corrispondevo al suo ideale di donna africana.
In altre parole, fisicamente,
non ero come una donna bianca, con un corpo standard,
visto che ho le curve,
avevo anche le trecce.
Quindi, avevo un'identit�... afrocentrica.
In pi�, all'epoca, studiavo antropologia...
Quindi, ero consapevole di tutto questo.
Sono diventata la partner perfetta.
C'era questa ricerca dell'autenticit�
africana a cui corrispondevo.
Proiettava una fantasia su di me.
Una fantasia forse legata alla sua condizione di meticcio.
S�, completamente.
Diventi una proiezione della donna africana ideale.
Anche lui cercava la sua identit�.
In nessun momento incontrano mai la tua realt�.
Proiettano fantasie su di te
ma in realt� non vedono mai...
non ti vedono mai.
Nel mondo panafricano cui appartengo c'� l'immagine della "brava donna nera".
La buona donna nera � educata,
ben curata, materna... questa � la brava donna nera.
Questo � il modello che i panafricani rispettano.
E' la discendente delle regine africane.
Una donna educata...
Gli altri tipi: le "niafou", le "fatou"...
questi sono termini che si sentono nel mondo panafricano
e all'interno della comunit� africana.
Donne che parlano a voce alta,
sono irritanti, hanno un odore forte...
non sono rispettabili.
Una donna nera non pu� mai essere quello che vuole.
Anche all'interno della sua stessa cerchia,
deve attenersi a delle norme.
E viene denigrata anche all'interno di
questi circoli, che dovrebbero valorizzarle.
Questo � ci� che mi ha fatto interessare all'afrofemminismo.
Quelle vecchie idee mi davano fastidio.
Escludevano
un certo numero di donne nere e anche una parte di me.
Gli uomini neri sono spesso complicati perch�...
sono cresciuti come noi.
Sono cresciuti in un universo
razzista, pieno di razzismo.
Hanno reagito come noi: hanno interiorizzato cose
che poi proiettano su di noi.
Ci chiameranno "niafou".
Sono gli uomini che diranno: "Non mi piacciono le donne
con la pelle scura perch� la pelle chiara � pi� bella.
I tratti fini del viso sono pi� belli..."
Dichiarano persino stereotipi,
tipo: "Le ragazze dalla pelle scura sono cos�, si comportano cos�..."
Associano un certo tipo di comportamento a un tipo di pelle.
Sono pieni di clich�.
I clich� che hanno semplicemente interiorizzato.
Quando ero pi� giovane, gli uomini
di colore non uscivano con le donne nere.
Uscivano con ragazze bianche, bionde...
Non toccavano mai le loro sorelle nere.
Per loro erano intoccabili.
Non avevano alcun desiderio per loro...
E' piuttosto strano perch�...
agli uomini di colore che spesso mi
interessano non piacciono le donne di colore.
Quindi, sono spesso bloccata.
E' un po' complicato.
E' una cosa di cui abbiamo gi� parlato...
a volte, i neri che ti piacciono...
stanno con le donne bianche.
Volevo sempre dire:
"Se � cos�, portatemi un uomo di colore che sia come me...
con gli stessi gusti,
la stessa educazione".
Il pi� delle volte, questi uomini stanno con donne bianche.
Quindi, � impossibile incontrarli.
Eppure, quando esci con un ragazzo di colore...
hai l'impressione...
La gente dice: "Stai rimanendo nella tua comunit� etnica".
Ci� significa che uscire con un bianco � legittimo.
Ma se esco con un nero, � settario.
E' molto strano.
Quando ero giovane, volevo un ragazzo bianco.
Poi ci ho pensato.
Perch� volevo sempre un uomo bianco?
Era legato al prestigio...
Il che � pazzesco se ci pensi!
Perch� questo significa che
quando ero pi� giovane, uscire con
un ragazzo di colore rappresentava una cosa...
Era come se fosse al di sotto degli standard.
Un uomo bianco era... una conquista sociale.
Proprio cos�.
E anche la bellezza.
Ancora una volta, se le donne bianche sono lo standard
della bellezza, gli uomini bianchi erano pi� belli.
Avevano labbra sottili, un naso sottile...
Vedi quella rappresentazione della bellezza ovunque
e vorresti che il tuo partner fosse cos�.
E i bianchi erano i pi� belli.
Dopodich�, quando tu...
In realt�, poi uscivo con uomini neri e basta.
Ma tu interiorizzi tutto questo.
Tutti questi sistemi di dominio e di bellezza.
La tua sessualit� pu�
essere attaccata o influenzata.
Quando ero una ragazzina, ovviamente...
Un ragazzo nero? Mai...
E gli africani, peggio di tutti!
C'era una piccola speranza per quelli delle Antille...
o degli Stati Uniti.
All'inizio.
Ma ora...
� esattamente il contrario.
Quando diresti che � cambiato?
Quando ho imparato come funziona il mondo.
A tutti piace ci� che viene valorizzato.
Ci piace ci� che � potente e valorizzato.
Siamo condizionate da questo.
Ora, trovo la bellezza nei rasta,
che mi sono fatta quando ero negli Stati Uniti.
Trovo la bellezza nella pelle scura.
Trovo la bellezza in...
in ci� che � visto come negativo.
Ora tendo a cercare... No: in realt� a trovare la bellezza.
Tutto pu� essere bello. Tutto quanto.
Non pu� esserci un bel gruppo, mentre tutti gli altri sono brutti.
Quando ero piccola, ero totalmente condizionata.
Fondamentalmente, la bellezza � essere bionda, bianca, con gli occhi azzurri...
Certo, capisco che tutti abbiamo i propri gusti personali.
Ma ho l'impressione che quando...
Mi sembrer� sempre che, se sei un uomo,
nero,
eterosessuale, e la tua fantasia � ancora una
donna bionda e bianca magra con gli occhi azzurri,
ti trover� sempre un po' limitato.
Eppure, puoi essere
attratto da quel tipo di fisico.
Ma, per me, corpi del genere sono sovraccarichi di significato.
Come la pelle nera, i corpi neri hanno un significato.
Qualche volta penso...
che � un po' un peccato.
Non sto dicendo che non dovremmo
mischiarci, ma lo trovo ancora difficile...
fa ancora male quando la gente non vede la bellezza dei...
Quando la gente dice, quando si parla di estetica:
"Non � bella." Il fatto � che non potr� mai essere bella.
Non pu� essere bella, dato il mondo in cui viviamo.
E' normale non trovarla bella.
E' normale. Ma � inaccettabile.
Quindi, ora tendo a...
cerco di vedere le cose in modo diverso.
SONO DI LIMOGES
"Di dove sei?"
Dico che sono di Parigi.
Il tipo mi guarda, della serie: "Non sono mica scemo".
"Di dove sei?"
"Di Parigi!"
"E i tuoi genitori?"
"Oh! I miei genitori!"
I miei genitori, questa � una cosa,
ma io vengo da qui. Forse non vuoi sentirlo?
Devo ammetterlo.
Ogni volta che dicevo "Sono di Gaillac",
rispondevano: "Da dove vieni veramente?"
"Io sono di qui. Sono francese."
"Voglio dire, di dove sei davvero?"
Questo � ci� che mi infastidisce.
Lo chiedono perch� sei nera.
Ancora una volta, ci si attende che giustifichi la mia identit�.
Ingenuamente, l'ho fatto a lungo.
A volte cerco di usare l'umorismo.
Ad un certo punto, ho deciso di smettere di offendermi per ogni piccola cosa.
Ma in effetti non � una piccolezza.
Fino a due anni fa non me n'ero mai accorta
perch� vengo davvero da qualche altra parte.
Pensavo sempre: "Ok, d'accordo..."
So di avere un accento, quindi perch� no?
Ma, col tempo, dopo aver parlato e ascoltato altre persone, �
inaccettabile porre questa domanda a un cittadino di terza generazione.
"S�, ma da dove vieni davvero?"
Dopo aver detto loro: "Io sono di Limoges".
"S�, ma da dove vieni davvero?"
"Limoges!"
Quindi, questo � un problema.
Sei nata francese
e ti privano di questa cosa...
Fin dall'asilo, sperimenti costantemente cose che
ti tolgono il diritto di essere quello che sei.
Mi pongo sempre la stessa domanda:
Se davvero fossi sempre...
vissuta qui fin dall'inizio,
farei comunque questo discorso?
Ne dubito. Penso che sarei molto pi� arrabbiata.
Avrei molto pi� rancore dentro di me...
Dato che non sono nata qui, non m'importa.
Sono nata in Senegal.
Alla domanda sulle mie origini rispondo:
"Sono franco-senegalese".
Ho anche la cittadinanza senegalese.
Non mi ha mai scioccata davvero, ma sempre pi� persone vogliono
sapere. Quando vedono una persona di colore, chiedono:
"Da dove vieni? Non puoi essere di qui."
All'inizio pensavo che fosse curiosit�, la gente vuole sapere.
Ma sono super-curiosa, eppure lo chiedo raramente alle persone.
L'ho notato... eppure sono molto curiosa.
Non credo nemmeno di sapere da dove vieni tu.
Raramente chiedo alle persone da dove vengono.
Immagino che me lo diranno, se lo vogliono.
Se non sei bianco, sei straniero.
E' strano, perch� si pu�
essere bianchi e non francesi.
Rido spesso e dico: "Sono la persona pi� francese qui.
Se deportassimo tutti quelli senza nonni francesi,
voi ve ne andreste e io resterei."
E' vero, eppure la gente tende a dimenticarlo.
NESSUNO CI HA MAI ASPETTATO
I tuoi genitori conoscevano il sistema scolastico francese?
No, per niente. Affatto.
Per loro la scuola...
Avevano assoluta fiducia nel sistema scolastico francese.
Pensavano: "Mander� i miei figli in una scuola francese.
Cos� troveranno automaticamente un buon lavoro..."
L'unico percorso che conoscevano era l'universit�.
E perch�? A causa di L�opold S�dar Senghor.
Pensavano: "Senghor � andato all'universit�,
quindi quella deve essere la strada per il successo."
Non c'era che questo.
Ho frequentato una scuola media "ZEP", ma non lo sapevo.
L'ho scoperto quando sono arrivata al liceo.
In seconda ho avuto qualche difficolt�.
Cos� ho visto una consulente di orientamento
e le ho chiesto perch� stavo facendo tanta fatica.
Rispose: "E' normale, vien da una scuola ZEP".
"Che cos'�?"
"Una zona di educazione prioritaria".
"Ok, allora?"
Mi ha detto: "In pratica,
quando prendevi un 7, il vero voto era un 5, o 5 e mezzo."
Quindi, quello � stato il primo schiaffo in faccia.
Poi sono andata a trovare i miei genitori.
"A quanto pare, non ho frequentato una buona scuola."
Sono rimasti scioccati e hanno detto: "Cosa? Nessuno ce l'ha detto!
"Abbiamo commesso un errore".
Sono stati male.
Per loro ogni scuola
aveva lo stesso valore.
Non sapevano niente di...
scuole di commercio o corsi preparatori all'universit�.
Ho imparato tutto questo quando ero al liceo.
Ho chiesto a bravi studenti quale universit� avevano scelto.
Dicevano: "Universit�? Facciamo i corsi preparatori".
Dicevo: "Cosa sono?"
"I corsi preparatori, per accedere alle universit� pi� prestigiose".
Non ne avevo mai sentito parlare prima.
Penso che ogni genitore voglia che i propri figli abbiano successo.
I miei, per primi.
Credo davvero, se avessero saputo...
di queste prestigiose scuole, o
dei corsi preparatori, mi avrebbero iscritta.
Quando hai genitori che hanno seguito questo tipo
di formazione o un ambiente che ti incoraggia
dicendo: "Questa � un'opzione. Se vuoi andare pi� lontano, fai cos�..."
Ma cosa succede se non ne hai idea?
Odiavo i miei studi.
Ero cos� frustrata dal sistema scolastico.
Non mi sono mai sentita realizzata.
Avevo saltato un anno
ma, alla fine delle medie,
sono stata riorientata verso una scuola professionale
di ragioneria, che non mi andava affatto bene.
Ma era ritenuta pi� adatta
dai miei insegnanti.
Quindi, quando all'et� di 14 anni mi � stato detto che sarei
diventata segretaria, mia madre l'ha trovato normale e mi ha detto:
"Certo. Cos� troverai sicuramente un lavoro."
Quindi, � stata davvero dura per me.
Sei stata mandata a ragioneria anche se avevi saltato un anno?
Come lo hanno giustificato gli insegnanti?
I miei insegnanti lo hanno giustificato dicendo che ero giovane e che
avevo avuto un anno difficile. Non hanno guardato i voti passati.
Quindi, un anno difficile, pi�
voti bassi all'ultimo anno di medie
a causa dell'esperienza traumatica del cambiamento di citt�
e, a quell'et�, ero in piena pubert�.
C'erano state delle liti con i miei genitori,
che furono anche violente...Tutto ci� non � stato preso in considerazione.
L'istruzione, il mio rapporto con i miei insegnanti...
Non avevo voce in capitolo.
Era un altro mondo, per me.
Ma ho incontrato questa insegnante di arte al liceo.
Andavamo davvero d'accordo e lei mi disse: "Annie,
sei brava nelle arti.
Invece di 3 ore, dovresti farne 6
e trovare un modo per farti convalidare il primo anno
per recuperare quello perso e poter poi andare all'universit�."
Nessuno me l'aveva mai detto prima.
Pensavo di essere condannata a fare una scuola professionale.
E questa insegnante ha trovato un altro modo.
Cos� ho preso il diploma, con lode.
Ho recuperato un anno a indirizzo commerciale
nell'ambito di un corso professionale.
Poi ho studiato Belle Arti all'universit�.
C'erano lezioni sul cinema...
Ho scoperto tutto in una volta:
la danza...
la danza contemporanea, il cinema...
le arti.
E' stata un'epifania.
Improvvisamente, stavo lavorando a dei film.
Quello � stato il punto di partenza per il mio lavoro.
Poi ho incontrato una costumista che
mi ha preso sotto la sua ala protettrice.
Abbiamo iniziato a lavorare insieme.
Avevo 22 anni all'epoca e ora ne ho 34, e lo faccio ancora.
A volte � difficile, ma � il mio lavoro.
La scuola...
pu� essere fantastica se sei fortunata. Dipende dalla tua esperienza.
Se hai un insegnante
che ti incoraggia e ti spinge
e ti offre una buona
possibilit�, � fantastico.
Ma sappiamo fin troppo bene che...
Ad esempio, i miei genitori non avevano
i mezzi per aiutarmi con i compiti la sera,
oppure per farmi fare ripetizioni.
Tutto quello...
aiutare i figli con i compiti la sera...
� complicato per le persone che devono svolgere diversi lavori.
E, guarda caso,
quelle persone spesso sono di origini dell'Africa o dei Caraibi.
C'� anche un altro elemento:
c'� la scuola e poi c'� tutto il lavoro
di imparare a conoscere.
L'apprendimento non � limitato alla scuola.
Per un ragazzo che gioca a tennis,
suona pianoforte, chitarra e violino, pratica judo,
la sua capacit� di apprendimento sar� moltiplicata.
Le attivit� al di fuori della scuola permettono di arrivare
a scuola ed essere pi� aperti all'apprendimento.
La questione della specializzazione,
come ti vedono i tuoi
insegnanti, come ti vedi tu,
dove alla fine ti vedi, dove
ti vedono gli insegnanti...
era un vero problema per me.
La cosa pi� difficile per me � stata arrivare all'ultimo anno
e dover scegliere cosa studiare dopo il liceo.
Volevo frequentare dei corsi
preparatori per la facolt� di economia.
All'epoca,
ero una brava studentessa. Terza migliore della mia classe.
Avevo preparato il mio dossier con i miei voti e
sono andata a incontrare la responsabile dell'orientamento
nel mio liceo privato cattolico di Parigi.
Quando sono arrivata, mi ha detto che
non ero abbastanza brava per i corsi preparatori.
Ha suggerito una formazione professionale.
Non ero d'accordo, volevo fare un corso preparatorio.
Ha detto che non avevo i voti e che non sarei stata accettata.
Sono uscita, piuttosto triste.
Ma ho capito che c'era un problema pi� tardi quel giorno stesso:
una delle mie amiche bianche
che non era la terza migliore della nostra classe, ma la decima,
and� dalla consulente e se ne usc� con
un elenco di corsi a cui fare domanda.
Ho pianto e sono andata da un'insegnante che
mi ha aiutata a compilare un elenco di corsi.
Ne ho parlato con mia madre, che non era ovviamente contenta.
Ma sono stato accettata a un corso e ora
mi sto diplomando in una scuola di economia.
Ho anche un fratellino che ha frequentato la stessa
scuola e che anche lui voleva andare a una corso preparatorio.
Ha fatto come me: ha portato il suo dossier alla consulente di orientamento.
Ancora una volta ha detto:
"Hai voti troppo bassi. Non sarai mai accettato."
Solo che lui le ha creduto e non ha fatto domanda.
Allora, ho preso il suo dossier e ho visto
il direttore del mio corso. Gliel'ho mostrato
e ho detto: "Ecco i voti di mio fratello.
Ci sono ancora dei posti qui?"
Mio fratello aveva buoni voti ed � stato accettato.
Pi� tardi, torn� al liceo e si imbatt�
nella sua consulente di orientamento.
Lei gli chiese: "Allora, come va l'universit�?"
La guard� e disse: "No, sono in un corso preparatorio!"
Mi ha detto che gli era sembrata incazzata.
Ci sono molte questioni che alle donne bianche con bambini
nelle coppie eterosessuali che non bisogna mai proporre.
Non devono mai chiedersi come preparare i loro
figli ad affrontare il razzismo sistemico,
ad affrontare la discriminazione dei loro responsabili
dell'orientamento o come prepararli a tutto questo.
Al fatto che non esisteranno in nessun libro di storia.
Tutte queste questioni le ha risolte lo Stato
per madri bianche con figli bianchi.
Hanno delle risposte.
Quando i ragazzi sono bianchi e provengono da
famiglie eteronormative, le scuole li aspettano.
Nessuno si aspetta i nostri figli. Nessuno si aspetta mai noi.
Quando ho preparato il mio dossier per accedere
a un corso preparatorio, hanno cercato di fermarmi.
Ma sono stata fortunata perch�...
mi � stato detto di quali voti avevo bisogno per studiare ci� che volevo.
Non tutti sono cos� fortunati.
Non tutti hanno qualcuno che dice loro: "Puoi farcela".
Quando qualcuno dice: "No, non puoi arrivarci",
in realt� vuole dire: "I neri non ce la faranno mai".
Se gli credi, tutto � finito.
NON CI SONO CIGNI NERI
Ho avuto un'alternanza scuola e lavoro...
nel 2013-2014...
Ci andavo con i capelli sciolti, ovviamente dopo il periodo di prova...
Ma una volta mi sono fatta un turbante avvolgendo i miei capelli in un foulard.
Ero cos� felice, perch� era cos� bello.
E' una delle acconciature pi� belle...
Avevo orecchini a cerchio e rossetto rosso.
Che piaccia o no, questo � il mio stile.
Vado al lavoro e il mio capo dice:
"Wow, hai un'acconciatura davvero etnica!
Mi ricordi le schiave nei campi di cotone."
Ho detto: "Scusa?"
Speravo davvero di aver capito male.
"Ma s�, non hai presente?"
"S�."
"Quando le schiave raccoglievano il cotone, portavano i capelli cos�".
Ha chiesto: "Sei nostalgica?"
Questo � il mio capo.
Chiaramente non gli importava se fossi offesa o no.
Ho detto "ok."
"Tutto qui? Voi neri non avete il senso dell'umorismo."
Certo...
Ho contato i giorni che mancavano alla fine del mio tirocinio.
Non potevo laurearmi senza.
E avevo ricominciato a studiare dopo una pausa di quattro anni.
Quindi, sono stata zitta.
Quando ero giovane, volevo trovare lavoro come promoter.
Sono andata in un'agenzia e ho superato i test.
Il problema erano i miei capelli.
Dicevano che
non era una cosa razzista,
ma le regole valevano per tutti: dovevamo avere tutte i capelli lisci.
Quindi, mi ha mostrato le foto di altre promoter che
erano state assunte che avevano onde o una stiratura permanente.
Dovevano essere lisci.
Io ho lavorato in un call center...
ho fatto un sacco di lavori di servizio.
Quel diploma di segretaria non era del tutto inutile.
Ho potuto tirare avanti grazie a quello.
Ho fatto molti lavori a tempo determinato.
Ogni volta dovevo dimostrare le mie credenziali, mantenere
un profilo basso e, quindi, avere i capelli lisci.
Stavo uscendo con un giovane uomo
di colore con dei rasta incredibili.
Fu rifiutato per cos� tanti
lavori che se ne sbarazz�,
solo per essere legittimato per un lavoro semplice.
Per qualche lavoro stupido come rispondere
a un telefono in un call center...
Indossi sempre un travestimento.
Devi sempre adattarti a uno standard.
Sono molto felice, perch�...
ho sempre voluto fare l'attrice fin da quando ero piccola.
Ho un diploma teatrale e ho studiato al conservatorio
e ora vivo di questo lavoro.
Ma, in effetti, come?
Come?
Nei film, non si vedono mai donne di colore che
sono manager, imprenditrici. Eppure esistono.
Donne nere che sono ricercatrici, donne nere che...
Secondo me...
dopo un po' � estenuante.
Interpreto spesso una donne autoritarie che se la prendono con i giovani.
Con tutto ci� che ne deriva.
O personaggi che sono un po'
divertenti, un po' commoventi. Tipo...
Pu� esserci una dimensione poetica, drammatica, bella.
Ma, quando interpreti sempre lo stesso tipo di personaggio,
inizi a farti domande.
Mi dico che sono in parte responsabile, ma...
Oggi sento di non avere la responsabilit� di
rifiutare i ruoli che mi vengono offerti.
Perch�, o cambio lavoro,
oppure dirigo i miei film,
cosa che richiede molti finanziamenti e denaro, ecc.
Oppure cambio lavoro.
Volevo ballare all'Op�ra.
E allora � successa una cosa interessante:
� stata la prima volta che mio padre mi
ha spiegato che era una cosa che non potevo fare.
E' l'unica volta che mio padre
mi ha detto: "Non puoi farlo".
E la sua argomentazione era:
"Non ci sono cigni neri. Non esistono."
Cos�, i sogni di una bambina di 6 anni sono stati spazzati via.
Poi volevo fare la veterinaria.
Poi il Presidente della Corte Suprema degli Stati Uniti.
Cos�, � stata una progressione piuttosto strana.
Ma mi sono interessata alle lingue straniere.
Ho imparato l'inglese in Irlanda.
Mi piaceva anche il tedesco.
Amavo il latino e le lingue
morte, ma ho subito capito...
non c'era molto futuro con quelle.
Ma, durante i corsi preparatori,
il mio insegnante di inglese mi ha parlato del lavoro d'interprete ai convegni.
L'interprete � un lavoro
molto buono, specialmente all'ONU,
dove c'� molta diversit�.
E' anche un mondo molto insulare, che chiamerei una specie di setta,
dove tutti conoscono tutti.
E' un mondo piccolo. Non ci sono molti
interpreti, soprattutto interpreti neri...
A Parigi siamo solo in due.
Allora, nell'industria farmaceutica,
ci sono molte donne ingegneri di colore?
Sono sempre stata l'unica.
Alla facolt� di ingegneria,
ho incontrato solo due donne nere in tre anni.
Non ci sono molte di noi.
Il campo dell'ingegneria � molto maschile.
In biologia trovi qualche ragazza, ma a ingegneria poche.
Quindi, vedere una donna nera in un stile afro
che si presenta con le scarpe da ginnastica e dice "Yol"
� piuttosto raro.
Diciamo solo che mi sono sentita un po' diversa.
Quando ho iniziato a lavorare, ho sentito commenti molto spiacevoli.
Ad esempio, una volta un collega ha cantato "Asimbonanga" nel nostro ufficio.
Ho dovuto inquadrare le cose.
Ma non � solo essere nera,
ha pi� a che fare col mio background sociale.
Persone provenienti dalle banlieue
che diventano manager, coordinatori, organizzatori, ce ne sono pochissime.
Bisogna imporsi.
Solo questo, bisogna imporsi in un settore pieno di uomini bianchi.
DIECI MILIONI, QUESTO E' IL BELGIO
Il dolore invase la mia anima,
la mia anima...
Continuo.
Smarrita...
Smarrita.
Abbiamo deciso di lavorare su Racine, soprattutto per le "roots".
Concentrati su respirazione, articolazione e punteggiatura.
Ovviamente, se succedono delle cose, non evitarle.
A "raggelare e bruciare", ti fermi.
Faccio partire la musica, e quando finisce, ricominci. Ok?
Rimani concentrata, chiudi gli occhi e ti guido io.
Vorrei vedere che effetto fa ad occhi chiusi.
Continua a lasciarti andare
e di' le tue battute.
Deriva ogni mio mal da pi� lontano,
D'Imen sotto le leggi
io m'era stretta alle leggi d'Egeo, in lieta pace.
Sperai di vivere i miei d�.
Venni ad Atene e il nemico m'apparve
Vederlo, e arrossire e impallidire fu un punto...
Il dolore invase la mia anima smarrita.
I miei occhi si oscurarono.
E proferir parola non potevo.
Sentii raggelare, bruciare e ossa e il sangue...
Conobbi la spaventosa fiamma della diva Venere tremenda,
Di un sangue di cui desidera tormenti spietati
Con assidui voti tentai di volger da me i suoi tormenti.
Ebbi premura di edificarle e adornarle un tempio,
C'� ancora
la presenza della depressione
nella mia famiglia.
In certi momenti mi sono sentita completamente persa...
completamente persa tra...
per esempio, ci� che i miei genitori speravano per me
come loro figlia,
e le mie aspettative riguardo
all'essere francese qui
con un'origine straniera.
E spesso mi sentivo come intrappolata tra
l'incudine e il martello, perch� volevo emanciparmi,
ma cosa significa qui emanciparsi?
Significa rinnegare la propria famiglia o le proprie origini?
Per fare cosa?
Che senso ha se, alla fine, non verrai accettata da nessuna parte?
Questa � una realt� che ci colloca,
noi, figli della diaspora, in una sorta di schizofrenia,
perch� dobbiamo conformarci a due norme completamente diverse:
quella del paese di origine dei nostri genitori e quella della Francia.
Per quanto riguarda la depressione:
era vista come una cosa da bianchi?
Oh, s�.
E' iniziata quando ero molto giovane.
Ho iniziato a prendere antidepressivi a 14 anni.
La mia vita non � stata sempre facile.
Sia i bianchi che i neri mi rifiutavano e, da
adolescente, a un certo punto mi sono persa.
Ho raggiunto il limite.
Sentirsi rifiutati, non essere mai al posto giusto... � stato difficile.
Ma era vista come una cosa da bianchi.
Non curiamo i nostri figli, non li portiamo da uno psicologo.
E' stato difficile per mia madre.
Da mamma nera:"Mia figlia non pu� andare da uno psicologo. Cosa dir� la gente?".
Quindi non ne ha mai parlato. Sicuramente si vergognava...
Ma questo � l'ennesimo clich� che abbiamo di noi stesse.
Penso che dobbiamo accettare di essere...
Non dobbiamo rimanere bloccate all'idea che i neri siano...
in questa visione razzista che siamo diversi dagli altri esseri umani.
Questo � il mio problema con il panafricanismo:
dover dimostrare di essere forti,
potenti, dimostrare di essere "perfetti".
Alla fine sbatti contro un muro.
Siamo solo umani.
Abbiamo dei punti deboli. Dobbiamo accettarli e analizzarli.
Una volta che li comprendiamo e li accettiamo, possiamo andare avanti.
La gente � abituata al dolore dei neri.
Ci sono cos� abituati...
che diventano insensibili.
Basta confrontare il numero di morti... Ci sono metri diversi.
Quando dici che in Congo sono morti tra i 6 a i 10 milioni...
le persone rimangono indifferenti.
10 milioni, questo � il Belgio.
E ci intacca anche a livello individuale...
Per i neri non � importante se soffrono in quel modo...
Penso che sia legato a molte cose.
E' una conseguenza della schiavit� e del colonialismo.
E' normale.
Ha ancora conseguenze su di noi e sulla nostra salute mentale.
Penso che tu sia molto pi� indifeso quando
sei nero e depresso che bianco e depresso.
Perch� noi non siamo...
non sappiamo a chi rivolgerci per chiedere aiuto.
E le nostre famiglie non sono...
E' gi� abbastanza difficile parlarne.
Ma parlando con persone che non credono che esista,
che non credono nella depressione o nella
malattia mentale... � ancora pi� difficile.
Poich� le conseguenze del razzismo costringono
le persone in uno stato di urgenza e sopravvivenza,
non hai tempo per pensare o preoccuparti della tua salute mentale.
Anche questo viene trascurato e forse visto come un falso
problema, dato che l'unica cosa che conta � la sopravvivenza.
Penso proprio che non sia...
Come dire?
La depressione � un problema bianco perch� � costosa.
Se qualcuno mi chiedesse aiuto,
"Mi sento a disagio per... i miei problemi di identit�."
non saprei come...
dove mandarlo o verso chi indirizzarlo.
Quando sono finita da una psicologa per la mia depressione,
sentivo che c'erano cose che non
riusciva a capire quando parlavo di razza.
Non era qualcosa di cui riuscivo facilmente parlare a quel tempo.
Ma, anche l�, in uno spazio privato,
dove pensi: "Posso dire qualsiasi cosa",
senti come se questa persona bianca non riuscisse a capire.
Quando sono stata in analisi,
ho analizzato a fondo la questione di essere nera in una societ� bianca,
di cercare partner neri, per tentare di
stare con qualcuno del mio colore.
E ho notato che si creavano momenti di silenzio durante le sedute.
Quindi, questo � un problema che vale la pena esaminare.
C'E' SOLO UNA RAZZA UMANA
Ad Haiti,
non mi sono mai posta molte domande
sulla razza, mentre � onnipresente in Francia.
Penso che dobbiamo dire la parola "razza".
Perch� esiste.
Si materializza nelle nostre vite, nei nostri
corpi, nel modo in cui vengono percepiti,
nei nostri rapporti con gli altri.
Penso che sia ipocrita bandirla dalla
Costituzione e dire che non esiste.
La razza � una realt�.
Se non nominiamo le cose,
non dovremo combatterle
e non vedremo che ci sono problemi.
Oggi, in Francia, dire "la razza non esiste",
� un modo per evitare di affrontare problemi razziali.
Lo sanno tutti, non siamo idioti.
Sappiamo che esiste una sola razza umana, ma
"razza" descrive una certa realt� sociale.
Una volta che accettiamo che la razza � indicativa
della realt� sociale, dobbiamo essere in grado di dire quella parola.
In questo modo, possiamo
parlarne e fare ricerche...
Ora abbiamo bisogno di uno strumento
per articolare la nostra lotta,
per parlare della nostra oppressione in modo chiaro e concreto.
E se c'� bisogno di studi
sociologici e di statistiche, facciamoli.
Una volta ero contro le statistiche etniche
perch� non ne capivo il senso.
Le vedevo come un forma di sorveglianza, come un altro modo
di intromettersi nella vita delle persone.
Poi ho capito, quando ho studiato
la discriminazione di genere,
siamo stati in grado di identificare il problema perch�
conoscevamo il rapporto tra uomini e donne in un'azienda,
potevamo confrontare i loro stipendi e
renderci conto che le donne guadagnano meno.
E' illegale avere file in cui
un nome � collegato a un'etnia.
Non si pu� dire: "Fania Noel � nera".
Questo � impossibile in un fascicolo ufficiale. Ma
puoi contare quanti bianchi, neri o arabi ci sono.
Ma allora hai bisogno di 5 persone: una per contare ogni etnia, poi
una in pi� per assicurarsi che nessuno sia stato dimenticato.
E lo stesso vale per l'educazione, se vai a scuola...
Nei paesi in cui � consentito, le persone
spuntano una casella dicendo l'origine etnica,
poi finisce tutto in un Excel e si fanno i conti.
Ma non qui. Bisogna andare...
Se esamini 15 scuole medie, devi andare nell'istituto,
prendere il fascicolo di ogni studente, uno per uno,
quindi controllare il loro colore, il nome, ecc.
Se avessimo statistiche etniche,
penso che mostrerebbero i veri problemi razziali in Francia.
Ma possiamo evitare la questione.
E' un modo per nascondere i nostri problemi,
per occultarli e farci stare zitti.
C'E' SEMPRE QUALCOSA DI PIU' URGENTE
Quando guardo la vita di mia madre e delle mie zie,
penso: "In realt�, sono potenti!"
per me, questo � il femminismo che ho conosciuto.
E' vero che il mondo femminista � principalmente bianco.
Questo � molto vero.
Non abbiamo gli stessi obiettivi politici.
Ecco perch� ho trovato che "afro-femminista"
sia il termine pi� adatto a me.
All'inizio, ero attiva nella lotta panafricana contro il neocolonialismo.
Ma presto mi sono resa conto che i temi legati
alle donne non venivano davvero studiati.
Penso che ci sia molto margine di miglioramento nel panafricanismo.
Quindi � cos� che il mio panafricanismo...
si � trasformato in afro-femminismo.
Forse siamo arrivate a un
punto in cui dobbiamo essere noi a parlare...
invece di lasciare che siano gli altri a farlo al nostro posto.
C'� anche questo aspetto.
Per troppo tempo, sono stati altri a parlare in favore
delle minoranze, senza alcuna legittimit�.
Questo � un vero problema. Chi sta parlando?
Penso che siamo arrivate a un momento in cui...
l'afro-femminismo guadagner� molto terreno.
Lo spero, comunque.
Spero che permetter� alle donne afro di costruire
gli strumenti per la loro emancipazione.
Con o senza velo, uguaglianza per tutte le madri.
Rispetto della dignit� delle madri musulmane.
Tutti i bambini sono uguali.
Il Grande Imam � gi� arrivato?
L'Imam che abbiamo invitato oggi.
Allora, sar� io a presentarlo,
insieme ad altre due persone.
Quindi, due madri parleranno per 5 minuti. Abbiamo tutti 5 minuti.
Quindi terremo 1 ora o 90 minuti per la discussione
e interromper� chiunque parli troppo a lungo.
Sono brava in questo.
Chi stava cercando Elsa?
Buona sera a tutte e a tutti.
Grazie per aver partecipato a questo evento
organizzato da Mamans Toutes Egales, con Edwy Plenel
per la pubblicazione del suo libro, "Pour les musulmans"..
A nome dell'associazione, vorrei ringraziare la struttura
che ci ha permesso di organizzare questo evento a Montreuil,
una citt� importante per la nostra lotta
contro l'esclusione delle madri con il velo dalle gite scolastiche dei figli.
Per me l'attivismo politico � iniziato a scuola.
Ho organizzato scioperi a scuola in Senegal, ma mi nascondevo per paura di mia madre...
Ma penso che sia lei che me l'ha trasmesso.
Era in un sindacato, a manifestazioni, in scioperi.
Ma in realt� � cominciato qui...
alla fine del 2003,
poco prima della legge del 2004 che..
bandiva i simboli religiosi a scuola, escludendo buona parte delle ragazze
dalla scuola perch� indossavano il velo.
E' iniziato cos�.
E' stato allora che sono diventata... molto, molto attiva.
L'ho trovato veramente ingiusto.
Non puoi impedire alle ragazze di andare a scuola, non importa perch�.
Quindi, ho iniziato nel 2004.
Ho combattuto quella legge.
Non dir� di avere perso, dato che sto ancora lottando.
E, dal 2011,
faccio parte di Mamans Toutes Egales, che si batte per permettere
alle madri col velo di accompagnare i loro figli nelle gite scolastiche.
La legge del 2004 � stata causa di...
Ha reso possibile
discriminare sempre pi� i musulmani, in particolare le donne,
in ogni ambito della societ�.
Anche durante il mio attivismo femminista,
facevo parte di associazioni femministe...
Quando siamo andate ai comizi
per la Giornata Internazionale della Donna...
"Donna" invece di Donne...
dato che portavamo il velo, ci veniva chiesto:
"Qual � la tua posizione sull'aborto?"
A nessun'altra era chiesto.
Eravamo sospettate di essere l� per...
non lottare per l'uguaglianza.
Avevamo un altro ordine del giorno.
Devi giustificarti.
Donne bianche? Ok. Ma tu?
Soprattutto musulmane! "Perch� siete qui?"
Poi mi � stato chiesto dell'omosessualit� e
della mia posizione sulla violenza domestica
come se fossi una vittima, o pensassi che le donne debbano subire violenze.
O come se non fossi davvero una donna.
Ma... non ho mai ben capito.
Ho partecipato alla Marcia Mondiale delle Donne nel 2005.
Non ci hanno lasciato parlare.
Le donne francesi, in particolare.
Ci siamo rivolte alle donne spagnole per supporto,
dicendo: "Ci credereste? E' una marcia in favore delle donne
e donne mettono a tacere altre donne, ci fanno una violenza".
Allora si resero conto che anche noi siamo donne. E hanno smesso.
Abbiamo sentito slogan come:
"Solidariet� a tutte le donne tranne a quelle col velo".
E' uno slogan che ho sentito a Marsiglia.
"Tranne le donne col velo." Era la Marcia Mondiale delle Donne...
Una donna pu� scegliere cosa fare del proprio
corpo, e questo significa abbigliarsi come desidera.
Possiamo o non possiamo scegliere?
Se non la vedi in questo modo, non sei una donna.
Ho affrontato quella violenza nel 2004-2005.
"Abbiamo lottato per anni per riappropriarci del nostro corpo!"
Cosa pensi che stia facendo?
Non si sono nemmeno resi conto di stare
sottoponendo le donne a quello contro cui stavano lottando.
Ed � tanto pi� violento quando sono le donne a farlo.
E' ancora pi� violento.
In nome dell'uguaglianza.
Ma, ancora una volta, � uguaglianza per le donne bianche.
Le donne bianche sono la norma.
O vi conformate o, alla fine...
stai nel tuo angolo.
Ma cos� diventa separatismo etnico.
Ovviamente lo �.
Quando i bianchi stanno insieme, non � settario.
Ma quando lo fai tu, certo che lo �!
"Dovete mescolarvi, non stare tra di voi."
Ma non vogliamo mescolarci.
Personalmente, non credo di aver mai voluto mescolarmi.
Sono come sono. Ma � difficile
perch�, quando vengo accettata...
"Accettata..." Vedi?
Quando vengo accettata, ci sono aspetti, come la
mia fede, che vengono immediatamente respinti.
"Abbiamo lottato per essere libere dalla religione
e ora una donna vuole reimporre la religione?"
Questa � la cosa allucinante.
Ho sentito quella frase testualmente.
Non l'ho inventata io. Non mi sorprende che tu l'abbia sentita.
"Abbiamo lottato per liberarci dalla religione. Non sarai tu a reimporla".
Ecco perch� dobbiamo riappropriarci dei termini...
S�, hai combattuto la religione, ma altri stanno
combattendo per riappropriarsene, invece...
Per farne uno strumento di emancipazione.
Perch� imporre la tua lotta?
Queste vecchiette non vogliono cedere il passo ai giovani.
Anche se non sono giovane,
sono ancora giovane in queste lotte.
Ma vogliono tenersele per loro.
"Noi abbiamo fatto cos�, la verit� � questa. E' cos�."
Spesso sono quelli di sinistra,
il che � ancora pi� violento...
Ti aspetteresti che queste cose vengano prese in considerazione.
Invece no.
C'� sempre qualcosa di pi� urgente.
Il che � ironico, dal momento che
le femministe lo sentivano dire spesso.
"La lotta di classe � pi� urgente. Voi potete aspettare."
E ora lo stanno facendo a noi.
"L'uguaglianza tra i sessi � pi� importante.
I tuoi problemi razziali? Ce ne occuperemo poi."
E' pi� urgente...
Sono sempre gli stessi a stabilire ci� che � urgente.
Non ti permetteranno di decidere quale problema
sia pi� urgente. Per me sono tutti urgenti.
Voglio semplicemente difenderli tutti
e combattere da ogni angolazione.
NON SONO AMMESSI VISITATORI
Io sono nata a Tours.
Mia madre � un'ebrea polacca e mio
padre � un musulmano del Gambia.
Stanno ancora insieme e stanno bene.
Decisero che avrei dovuto studiare il Talmud.
Quindi, ho ricevuto un'educazione religiosa dall'et� di 7 anni.
E, se posso, vorrei ringraziare il rabbino Sayagh,
che mi ha dato un'educazione dalla mentalit� aperta.
Quindi non era un problema, per me.
Quando sono arrivata a Parigi,
ho pensato di osservare il Kippur, come sempre.
Sono andata in una sinagoga con un'amica,
in realt� una palestra, allestita per l'occasione.
E, quando sono entrata, ho sentito una sorta di tensione nell'aria.
Quando siamo arrivate alla sezione
femminile, due guardie di sicurezza
si avvicinarono alla mia amica.
Con me non parlavano, forse perch� potevano sporcarsi
durante Yom Kippur: il giorno del grande perdono...
Le dissero: "I visitatori non sono ammessi.
Conosce questa persona?"
E quella parola: "visitatori"...
A proposito, la famiglia di mia madre � finita nei campi di concentramento.
E' stato devastante.
Mi hai detto che, in seguito a
quell'incidente dello Yom Kippur,
hai deciso di entrare in un gruppo:
una comunit� ebraica internazionale?
Esattamente. E'...
una comunit� ebraico-americana
e c'� una sede nella mia citt�.
E' bellissimo, perch� non � affatto...
Come dire?
E' americana, quindi � di mentalit� aperta.
E' di mentalit� aperta e molto ludica.
Ho iscritto mia figlia in modo
che potesse a conoscere il Talmud
per iniziare a imparare a scrivere e leggere.
E, in questa comunit�, ci sono
persone originarie dell'Asia, dell'India...
Leggi e scrivi in ebraico?
Posso fare entrambe le cose, s�.
Come ho detto,
sono cresciuta in una famiglia molto religiosa.
Mio padre insegnava catechismo
ai giovani quando era nelle Comore.
Ha continuato in Francia.
Andavo in una scuola coranica ogni domenica,
dove imparavo a leggere e capire l'arabo.
Imparavo anche storie religiose.
Quindi, la religione � stata una base forte per me
ed � stata molto preziosa per la mia educazione.
La religione era anche un... diciamo un faro, per me.
Ogni volta che mi trovavo di fronte a situazioni
difficili, che mi sentivo sola o incompresa,
mi rivolgevo spesso alla religione,
soprattutto per quanto riguarda il razzismo
perch� molte storie sul Profeta,
raccontano la...
la condizione degli uomini neri.
E' stato molto formativo.
Conosci la storia di Bilal?
Bilal era uno schiavo
che fu liberato da uno dei...
compagni del Profeta per diventare il primo
muezzin: l'uomo che guida la chiamata alla preghiera.
Bilal divent� un uomo importante
e la sua storia ci racconta
i pregiudizi che ha dovuto affrontare quando ha voluto sposarsi.
Molte situazioni.
Per molte persone di colore che conosco, � un riferimento.
Lo vedevamo come una sorta di Kunta Kinte.
Lo abbiamo visto ottenere la sua libert�...
Era una delle mie storie preferite da bambina.
Ho trovato la libert� attraverso la religione.
Soprattutto per quanto riguarda le domande che mi
ponevo, come che tipo di donna avrei voluto essere, allora e dopo.
Ho trovato spesso risposte nella religione.
Funge da base per la mia vita.
E' una parte integrante di me.
La mia spiritualit� � parte di ci� che sono.
Penso davvero che la religione possa essere una base.
Perch�, se ti senti gi� bene nella tua vita,
puoi emanciparti e migliorare la tua vita,
cos� come la vita delle persone intorno a te.
Poi, c'� l'esperienza... di nuovo, negli Stati Uniti...
del Movimento per i diritti civili,
che fu sostenuto dalla comunit� ebraica.
Dopo che gli ebrei avevano vissuto il sogno americano,
non potevano accettare che i neri fossero trattati in quel modo.
Io penso che, nell'ambito della propria fede, alcune
cose valgono la pena di essere mantenute, mentre altre no.
Soprattutto nel cattolicesimo che,
quando si tratta di questioni sociali,
ha molto lavoro da fare.
In particolare, ha un rapporto molto complicato
con la condizione delle donne
nella Bibbia.
La condizione dei neri, delle donne...
Devi prendere le distanze da certi elementi.
Certe cose non devono essere prese sul personale. Non � questo il punto.
Forse � per questo che non vado pi� in chiesa.
Far parte di quel sistema...
non � un sistema di valori adatto a me.
Preferisco essere religiosa da sola.
Io e... i poteri divini del caso.
Avere un mediatore... non credo in tutto questo.
La verit� � che i paesi arabi sono particolarmente negrofobi.
L'ho sperimentato, l'ho visto.
Sono negrofobi.
Non credo proprio che dipenda dalla
religione, ma sia basato su false interpretazioni
o caratteristiche sociali che anche noi dobbiamo combattere.
Il cattolicesimo ad Haiti � completamente diverso.
S�, l'omofobia esiste anche
l�, ma qui � un gran casino.
Rifiutano apertamente le persone.
E' una religione che predica...
"Ama il prossimo tuo",
ma non vedo questo.
Molti si dichiarano religiosi, ma sono razzisti e omofobi.
Non puoi essere religioso e rifiutare le persone.
Non sopporto questa contraddizione.
Quindi preferisco professare da sola
e non in comunit�, o pregare in chiesa.
La mia convinzione � che Dio � ovunque. E' cos� che professo la mia fede.
FARE INCAZZARE LA GENTE
Ho preso l'abitudine di definirmi "etero-rista".
Mi piace...
Mi piace il termine.
In effetti, penso che ci sia...
gi� discutere di sessualit�, anzi della sessualit� nella
comunit� afro non sia facile.
Lo vedo nel lavoro che faccio
nella lotta contro l'AIDS.
Parlare di sessualit� nelle nostre comunit� � difficile.
Per quanto riguarda l'omosessualit�...
mi rendo conto che in effetti il mondo
bianco ci vede come eterosessuali.
Mai riescono a immaginare che esistano omosessuali neri.
Lo stesso vale per noi, in quanto afro.
Penso che non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Eppure esiste.
Nelle nostre comunit� vediamo molto disprezzo...
omofobia.
Ma anche stereotipi di genere.
Una volta che smetti di corrispondere alle norme standard
della femminilit� o alle norme della mascolinit�,
molto rapidamente, sarai rifiutato...
Comunque, io ci provo. Ed � questo che mi piace di pi�,
cercare di esplorare questi problemi.
Soprattutto nel mio programma radiofonico, "Nasema",
dove do la parola...
a gay, lesbiche,
bisex, transgender.
E' molto interessante, perch� mi ha permesso di capire anche me,
quanto sia difficile esplorare le nostre sessualit�,
liberi dal giudizio delle nostre comunit�.
Per un po' ho detto di essere bisessuale,
senza mai essere uscita con una donna.
Quando finalmente � successo,
quando avevo circa 23 o 25 anni...
E' stato subito ovvio, naturale e facile.
10 giorni dopo,
ho scaricato il mio fidanzato del Burkina-Faso, poi ho detto ai miei:
"Esco con...
una donna, che tra un po' arriver�!"
Non mi piacciono molto le etichette.
Sto con una donna, quindi potresti dire che sono lesbica.
Ma...
non mi interessa davvero tutto questo.
Abbiamo passato anni a interrogare le minoranze.
Penso che sia giunto il momento che le minoranze interroghino la maggioranza.
Che mettano in discussione l'eterosessualit�, l'essere bianchi...
Tutta la storia � nata dai matrimoni per tutti,
che mi ci ha fatto pensare.
Tutti quei francesi...
bianchi, che protestavano
per le strade, arrabbiati
perch� due uomini o due donne potessero sposarsi.
C'� questa cosa...
Forse esagero ma: "Aiuto! Si stanno prendendo i nostri privilegi!
Il matrimonio � nostro! Ci appartiene.
Solo gli eterosessuali possono essere buoni genitori..."
Non so. Non mettiamo in dubbio l'etero-genitorialit�.
Non mi definisco eterosessuale.
Non vedo la mia vita eterosessuale
come qualcosa di lineare.
Oggi non sopporto come le persone vedono le loro identit�
scolpite nella pietra, come se fosse una qualit� incrollabile.
Non la vedo cos�.
Mi sono posta molte domande,
quando ero molto giovane.
Dalle scuole medie, direi.
Dalla prima media.
Ma la prima volta che sono uscita
con una ragazza � stata in terza media.
E' stato ben accolto
anche se, in seguito, mia
madre ha avuto la sua fase di:
"E' colpa mia,
ti ho tirata su male!"
Non � vero.
"Forse � colpa di tuo padre..."
Ma penso che tutti i genitori si pongano le stesse domande.
E' questione di attrazione, non puoi controllare i tuoi sentimenti.
Non puoi semplicemente premere un pulsante.
Non � che un giorno mi sono svegliata e ho detto:
"Penso che prover� le donne ora, diventer� lesbica,
cos�, solo per far incazzare la gente."
Ma pi� invecchio,
pi� sono esposta a comportamenti omofobici e razzisti,
pi� sento di dover essere politicamente attiva.
E' piuttosto difficile, specialmente
quando stai cercando la tua identit�,
e cerchi di scoprire chi sei.
Nessuno parla di te.
Nessuno parla di donne nere o delle lesbiche nere.
Non ne vedi, n� conosci nessuna,
non c'� un'attrice o un'icona. Non hai niente.
E non credo che aiuti. Al contrario...
pensi che non esista.
Sei sola. Forse ce ne sono quattro, al massimo.
E' una cosa bianca, ed � normale.
Sono lesbica e non ho problemi a dirlo...
Adesso. Non � sempre stato cos�, ma ora sono in pace con me stessa.
Quanti anni avevi quando hai capito di preferire le donne?
Dalle elementari, molto tempo fa.
L'ho solo represso del tutto.
Sono stata completamente omofoba per molto tempo.
Fino alle medie, avevo questa immagine... pensavo...
Se si parlava di omosessualit�, dicevo cose violente, tipo:
"E' disgustoso!"
Anche se sapevo che era il mio caso.
Ma sembrava cos� innaturale, era cos� difficile per me,
non accettavo l'omosessualit� di nessuno. So che �
contraddittorio, ma era il mio modo di reprimere la mia sessualit�.
Quindi, l'ho messa da parte e ho smesso di pensarci.
Mi sono concentrata sulla scuola.
Ma, a un certo punto, hai bisogno di esprimerti
e di capire che strada prendere.
Quando chiedevo in giro, sentivo: "L'omosessualit� � una cosa da bianchi".
Ho deciso che non era un buon momento per parlarne.
Gli omosessuali neri non sembravano esistere. Neanche online trovavo niente.
Come se fosse una "malattia bianca" e non potesse riguardarmi.
Mi sentivo cos� sola.
Quando avevo circa 16-17 anni,
ho incontrato Thara, con cui sto ancora.
Ho capito che non ero sola. E lei ne conosceva altre.
Ho detto: "Siamo almeno in tre sulla Terra!"
Col tempo, ne ho viste sempre di pi�, alle parate del Gay Pride.
E' stato bello vedere donne nere.
Ma ci sono voluti anni. La sto facendo breve, ma � stato difficilissimo.
Sono stata a mio agio solo per 4 anni,
perch� sto con lei da 4 anni.
Ma prima era molto difficile.
Non potevo urlare dai tetti, o dirlo apertamente.
Spesso mi chiedevano se avessi un fidanzato...
Grazie a lei, ora mi sento abbastanza forte da accettarmi.
Ma il mio coming out � stato molto difficile.
Molto violento.
Perch�, mia madre... sapevo che non l'avrebbe accettato.
Avevo cos� paura di deluderla,
Avrei preferito morire.
Quindi, ho cercato di uccidermi.
Ho bevuto alcol e preso delle pillole
e, mentre stavo morendo, gliel'ho detto.
Piangeva sia perch� vedeva che
stavo morendo, sia perch� ero lesbica.
Quando ho visto quanto era delusa, ho detto: "Ho fatto la cosa giusta".
Ma gli dei hanno deciso diversamente e ora sono qui.
Ero in ospedale, in coma.
Mi hanno fatto la lavanda gastrica
e mi hanno salvato la vita.
Ma c'� mancato poco.
Avevo ingoiato cos� tante pillole e alcol...
Avevo una probabilit� del 50% di uscirne viva.
Quindi, quando ho parlato a mia madre,
ho detto: "Sapevo che ti avrei cos� ferita che non ci saremmo pi� parlate".
Che � quello che alla fine � successo.
Non riusciva ad accettarlo.
Avrei preferito essere morta piuttosto che mia madre
pensasse che fossi gay, perch� sarei morta comunque per lei.
Oggi ho rotto tutti i rapporti con mia madre e mia sorella
perch� non riescono ad accettarmi, anche se dicono di s�.
Ma lo sento dal loro comportamento.
Non sono abbastanza forte da aver a che fare con persone che mi accettano solo all'80%.
O al al 100%, o niente.
Ci avevo gi� provato. Lei non sapeva che riguardasse questa cosa.
Avevo 15 anni all'epoca.
Ero l'inizio della mia relazione con Thara.
Sapevo che mi sarei innamorata di quella donna.
E' stato come un colpo di fulmine, sapevo che avrei dovuto scegliere:
Thara o mia madre. Era troppo per me.
Sapevo che avrebbe cambiato la mia vita, quindi ho deciso di farla finita.
Era troppo difficile.
Ho fatto la scelta pi� facile e ho deciso di non decidere.
Se potessi cambiare il passato, non l'avrei mai fatto.
Ma trovo ancora triste
pensare di non essere l'unica
che preferirebbe morire piuttosto che affrontare
l'omofobia sul lavoro, il razzismo, l'omofobia a casa.
E' davvero difficile.
E' un sacco di discriminazione per un corpo cos� piccolo.
Mettiamola cos�.
Mi piacerebbe sposarmi. Lo vorremmo entrambe.
Ci stiamo prendendo il nostro tempo, ma penso che l'obiettivo sia quello.
Sembra un passo logico.
Per noi � importante unirci.
EPILOGO NON TUTTO E' PERDUTO
Hai gi� sentito donne nere dire che non volevano
figli in Francia per paura del razzismo?
Non voglio averne proprio per questo motivo!
Ho sentito: "Non voglio crescere bambini qui
perch� non voglio che i miei figli affrontino la violenza che ho subito".
Mi piacerebbe avere figli,
ma sarebbe in Francia?
Li farei in Francia?
A Parigi o altrove?
Sarebbe...
Un sacco di domande...
So che vorrei proteggerli.
Vorrei assicurarmi che sappiano tutto
sulle loro origini, la loro storia, ecc.
Perch� sappiano che possono essere chiunque vogliano essere.
Ma...
nessuna prudenza al mondo
risparmier� tuo figlio, qui o altrove.
Quindi, s�. Sono gi� preoccupata.
Se sei bianco e fai casini quando sei giovane,
non � un grosso problema. Non sei un delinquente.
Sei solo giovane.
"Poverino, � un bravo ragazzo. Merita una seconda possibilit�."
Puoi essere spensierato.
Quando si � un privilegiato,
non ci si deve preoccupare di lottare.
Anche questo � essere spensierati.
Mi piacerebbe che i miei figli vivessero cos�, ma...
o li proteggi in una bolla e rischi
che la bolla alla fine scoppi. E succeder� per forza.
Oppure, ti preoccupi di tutto e puoi dire addio alla spensieratezza.
Non mi piace nessuna delle due situazioni.
Questo � quanto.
Ma non voglio trasmettere a loro
la paura di essere vulnerabili:
di dover stringere i denti, senza poter piangere.
Essere neri non significa non poter piangere.
Possiamo piangere, cos� come ridere.
Ci� che voglio dire �...
essere solidi e aver i piedi piantati per terra
non significa essere insensibili e disumanizzati.
Ho bisogno che si sentano neri e orgogliosi.
Voglio che si sentano francesi ma conoscano anche la loro storia.
Senza pensare che siamo caraibici e non siamo sempre stati qui.
Spiegando la schiavit�, la colonizzazione, le difficolt�
che dovranno affrontare quando si confronteranno col razzismo
e l'omofobia. Perch� avranno due mamme.
Avere figli in Francia � una vera questione.
Ma...
stranamente, non riesco a vedermi altrove.
Sono una di quelle persone che critica il sistema ma...
che resta qui
Sono legata a questo paese.
Non posso negarlo.
Non posso prevedere il futuro e potrei dover andarmene.
Mi sono spesso chiesta se dovessi andarmene.
Penso che sia una vera domanda.
Per quanto riguarda i bambini e
il fatto di trasmettere loro delle conoscenze,
penso che sia importante...
Voglio trasmettere loro che c'� sempre un modo.
Non tutto � perduto. C'� un modo per vivere qui.
Spero di dare loro le armi migliori,
dico deliberatamente "armi", per...
perch� si possano difendere e per incoraggiarli a
sviluppare le proprie strategie...
per non dimenticare mai il fatto di essere neri.
Come mi hanno detto i miei genitori.
Pensavo che stessero esagerando.
Non capivo perch� dovevamo fare il doppio degli altri.
Non avevano del tutto torto.
Mi irrita che la situazione sia cos� brutta.
Mi piace vivere in Francia,
ma la gente lo rende impossibile
con il suo razzismo.
Una volta arrivati qui, c'� un
muro di razzismo che ti schiaccia.
Ma non so se...
non posso proprio dire se me ne andr� o no.
Detto questo, se le cose saranno
esattamente le stesse tra 10 anni...
tra 20 anni, non lo so.
Non ho la sfera di cristallo, ma anche se
ti piace un posto, se vieni sempre respinto,
alla fine accetti che non faccia per te.
La parte peggiore � quando dicono:
"Se non ti piace il paese puoi sempre andartene."
E' un circolo vizioso.
Non capiscono la tua rabbia.
E' semplicemente orribile
quando ti sminuiscono dicendo: "E' cos�, prendere o lasciare".
Se ci poniamo queste domande, � perch�
vogliamo legittimare il nostro status qui.
Da 10 anni combatto tutte
queste forme di discriminazione
e ne sento tutto il peso.
Ho bisogno di cambiare aria.
Andare via per un po'.
So che nessun posto � perfetto.
"Prova a migliorare il posto in cui ti trovi..."
Ci ho provato e sono stanca.
Voglio solo ricominciare da capo altrove con i miei figli.
Forse torneremo, ma sto cercando di andarmene.
Tutti abbiamo i nostri limiti.
Nell'Islam diciamo:
"Dio non grava un'anima pi� di quanto possa sopportare."
Quindi, se possibile, sarebbe un privilegio andarsene.
Sto cercando di realizzarlo.
Ma se c'� un'occasione,
non ho remore ad andarmene.
Penso di aver lottato abbastanza.
Non � che mi sia rimasta semplicemente seduta
ad aspettare che il cambiamento avvenisse.
No, ho lottato.
Il mio l'ho fatto.
E' tempo di voltare pagina.
A volte me lo chiedo, ma sono ancora legata alla Francia.
Non ne sono ancora abbastanza stanca da voler partire.
Sento un senso di responsabilit�...
Se vogliamo che la Francia cambi, dobbiamo farlo qui.
Devi farlo in Francia.
Non puoi farlo da lontano.
E' vero, quando ho conosciuto
gli Stati Uniti per un mese e mezzo
e scoperto il loro modo di lavorare, creare, pensare...
Perch� tutte queste cose si alimentano a vicenda.
E' un circolo virtuoso.
Ho pensato che fosse fantastico.
Brooklyn, con tutti gli ebrei e gli afro... mi sentivo come a casa.
Poi ho capito che dovevo continuare qui.
Sarebbe un passo indietro...
se non resto qui e approfitto
di ci� che anche la Francia ha da offrire.
La Francia ha molto da offrire, ma alcuni
non vogliono che abbiamo accesso a quelle cose.
Tutto qua.
Sei un po' come James Baldwin. E' il tuo paese, non lasciare che ti caccino.
In qualche modo, mi dispiacerebbe andare perch� c'� ancora cos� tanto da fare.
Significherebbe impedire alla Francia di progredire.
Se guardi bene, quelli che se ne vanno sono spesso
persone che possono insegnare molto alla Francia.
E questo non aiuta la Francia ad andare avanti.
Tutto resta ancora da fare.
Soprattutto per quanto riguarda la mia lotta per le lesbiche nere.
Negli Stati Uniti...
le cose stanno andando bene.
Ma qui, non c'� niente.
Anche solo per questo motivo, non me ne vado ancora.
E' strano, ma mi sento a casa in Francia.
Soprattutto a Parigi.
Potresti dirmi le cose peggiori, ma
non m'interessa. Questa � casa mia.
Sii razzista quanto vuoi, dipende da te.
Questo � un tuo problema.
Di conseguenza...
qualche volta penso:
"Non ce la faccio pi�. Sono in un paese
dove sono a casa, ma non sono ancora la benvenuta."
E penso di partire.
Ma non sarebbe una libert�, ma pi� un esilio.
Se dovessi partire per vivere da
qualche altra parte per molto tempo,
lo vedrei, almeno per ora, come un esilio.
Vorrei essere da qualche parte nel mondo.
So che viagger�, ma voglio comunque qualcosa di saldo.
Ovvero, sarebbero lo Zaire e il Ruanda.
Ma anche la Francia, soprattutto la Bretagna.
Dopodich�, possono essere altri,
ma � qui che mi sento a casa.
E' la mia lotta contro quelli che dicono: "Non sei davvero francese".
Sono francese e resto qui.
Anche i miei figli rimarranno, e non per poco.
E' anche questa l'idea, io sono di qui e non ho intenzione di andarmene.
Sottotitoli di Pippo 50 younditalia.wordpress.com
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.