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(CINGUETTIO E VOCI INDISTINTE DI BAMBINI)
(RUMORE DI UNA PALLA CHE RIMBALZA) (Bambino) Attenti!
(VOCI INDISTINTE DI BAMBINI)
Ahi ! Piano, cosi mi fai male.
(Guido) Ferma.
- L'hai trovato ? - No.
- L'hai trovato si o no ? - Ti ho detto ferma, Chiara. Dai, su. Eh !
- Eccolo, eccolo... - Eccolo. Piano...
- Com'é ? - Eh...
- Ma é rotto ? - No, perb é mezzo vuoto, vedi ?
- Ma Cristo, Guido... - Ho capito, non é colpa mia, Chiara.
Dai, adesso non stiamo a fare di chi é la colpa.
Che facciamo ?
Che facciamo ?
Dobbiamo prendere la pillola.
Senti, ma ripassiamo da casa o andiamo direttamente da Lucia ?
- E se non andassimo da Lucia ? - Si, ma avranno già preparato.
E va be', chiamiamo e le diciamo che non sto bene.
- Ma Dario deve presentarci la fidanzata. - Capirai, ce ne ha presentate mille!
- Amore, ma ti é presa male ? - Un po'.
- Ma noi siamo sicuri di questa cosa ? - In che senso, scusa ?
Non é obbligatorio prenderla. Magari é un segno del destino, no ?
- Un preservativo rotto ? - Be', i segni sono segni.
- Che ho detto ? - No, niente, é che noi facciamo mille discorsi e poi tu cambi le carte cosi.
- Non cambio le carte, dico soltanto che... - Vuoi un figlio ?
No, cioè...
Forse ?
Che vuol dire forse ?
Che magari uno fa dei discorsi teorici, perb nella pratica succedono cose diverse.
Si, ma ne abbiamo già parlato.
Lo so.
- Amore, ti annoi ? Vuoi andare a vedere un po' di TV ? - Si. - Un po' di cartoni ?
- Vai. - Vieni.
- Quale vuoi vedere ? Quello della scimmietta ? - Roberta, tu da quanto stai a Roma ?
- Da due mesi. Prima stavo a Torino. - E come vi siete conosciuti ?
- A una mostra. - Ma non é vero. Su Tinder.
(RISATE)
(Dario) Va be', ma io cerco di creare tutto un romanticismo e tu me lo smonti cosi.
Guido, come va il libro ?
Procede. Un po' a rilento...
- (Roberta) Stai scrivendo un romanzo ? - No, un saggio su Calvino.
(Roberta) Bello Calvino !
Io volevo fare Lettere, poi i miei genitori hanno insistito per Medicina, quindi alla fine...
- Hanno fatto bene. - (Roberta) Perché ? - Perché si, fidati.
(Dario) Adesso non cominciamo a lamentarci.
Invece non mi avete ancora detto se volete che vi prenda i biglietti per i Pearl Jam.
- Si, prendili, perché noi veniamo. - Ma io tra un mese partorisco!
- Va be', ci saremo organizzati. - Ma dai...
- Guido? Chiara ? - No, io no. Mi ci avete già portato tre volte.
- (Dario) Ecco, guarda, va a finire che ci vado da solo ! - (Lucia) Scusa, Roberta, tu non vai ?
No, a me queste cose fanno tristezza. Queste reunion, tipo cene delle elementari.
- I Pearl Jam non si sono mai divisi. - Poi il grunge va bene finché hai 20 anni, io ne ho 35...
- Bah, lasciamo stare. - Io ho ancora lo sformato da prendere.
- (Guido) Ti aiuto. - (Lucia) Ce la faccio.
- Vuoi una tisana ? - (Chiara) Si, grazie.
- Faccio camomilla o finocchio ? - Camomilla.
Hai visto le mutande che uso per yoga ?
- Quali ? - Quelle nere, col bordo viola.
Pensavo di averle messe a lavare, invece mi sa che le ho lasciate dai tuoi.
- Ma quando ? - Domenica, quando ho fatto la doccia da loro dopo yoga.
- Vieni, é pronto. - Arrivo.
Tanto domani guardo io, devo passare a prendere dei sughi.
Ancora con questa storia dei sughi ?
- Ma non avevamo detto basta cibo dai tuoi ? - Amore, sono due barattolini, dai.
Ma mi dà fastidio, sembra che non siamo in grado di occuparci di noi.
- Lo sai com'è fatta mia madre, no ? - Si, lo so com'è fatta tua madre.
- Perché lo dici cosi ? - Dai, Guido.
"Dai, Guido" cosa ?
- Ha pure ricominciato a comprarti le mutande al mercato. - va be', le piace farmi i regali.
Si, perb poi quando facciamo l'amore, vedo tua madre che le sceglie dal bancone.
- Amore, ma stai cosi per la pillola ? - Si.
E perché non ti ho detto una cosa.
- Cosa ? - Giovedì mi ha chiamato Rebecca e mi ha detto che si é liberato un posto di lavoro da lei.
- Ma in Canada ? - Si, perb stai tranquillo, le ho già detto di no.
- Perché non me l'hai detto subito ? - Perché non volevo allarmarti inutilmente.
- Cosa avresti dovuto fare ? - Seguire le attività didattiche del museo. Mi davano un sacco di soldi.
Lo credo, in culo!
Si, ma intanto qui, con due master, faccio la guida turistica e lei Laggiù é direttrice.
- Va be', ma non é un museo importante, dai. - Ma é comunque direttrice.
Ho capito, ma cosa c'entra questo con la pillola ?
Oggi, mentre andavamo in farmacia, mi sono detta, vedi? Basta un attimo e addio a tutti i piani.
Ma quali piani ? Non abbiamo detto che dobbiamo trasferirci.
No, perb ci siamo detti...
...che, prima di fare un figlio, avremmo voluto sentirci almeno un po' realizzati.
Be', ci si pub realizzare e intanto avere un figlio, no ?
- Ma mi sembra che siamo un po' lontani. - In che senso ?
Dai, Guido, non vedi che vita facciamo ?
Non possiamo permetterci un viaggio, giriamo con quella macchina tutta scassata...
...non abbiamo neanche i soldi per comprarci un divano nuovo.
Domani porto la macchina. Ma scusa, che discorsi fai ?
Economicamente é difficile, perb almeno facciamo due lavori che ci appassionano.
- Perché, il tuo lavoro ti appassiona ? - Si, perché ?
- Ma se quella stronza ti tratta come un impiegato delle poste ! - Perché dici cosi, scusa ?
Ma dai, sono due anni che devi pubblicare questo saggio.
- Chiara, ma hai conosciuto qualcuno ? - Ma sei scemo ?
Non lo so, sembra che ti faccia tutto schifo.
- Le mutande, i sughi, il lavoro, il divano... - Ma no, ma non mi fa schifo niente.
- Peru': ? - Peru': niente, Guido, dai. Buonanotte.
Ma come buonanotte ? Stiamo facendo dei discorsi importanti !
Appunto, ne parliamo domani, dai. Domattina ho tre gruppi e un tour che non ho mai fatto.
Va be', vado di là.
- Perché ? - Domani ho supplenza, devo lavorare.
E comunque a me il nostro divano piace, sei tu che vuoi cambiarlo.
(MUSICA MALINCONICA)
(sumo SOSPIRA)
(MUSICA MALINCONICA)
"E a simile scoperta, non so perché...
...il mio affetto per lui, che credevo soffocato e quasi spento...
...si riaccese in me piu amaro, struggente, quasi terribile."
Bene. Perché questa rivelazione é cosi importante ?
Nessuno ?
Qual é il sentimento che Arturo prova nei confronti del padre ?
- (Ragazzo) La tristezza. - No, perché tristezza ? No.
- (Ragazza) La pietà. - Esattamente, la pietà.
Per la prima volta Arturo prova pietà per il padre...
...per quest'uomo che preferisce l'irrealtà della messa in scena alla complessità della realtà.
Ma a cosa giunge Arturo attraverso questo sentimento ?
- Alla maturità. - Esattamente.
E dunque la pietà diventa uno strumento per comprendere a fondo l'altro...
...e attraverso questa comprensione, crescere.
- Andiamo avanti. - "ombra odiata. Passarono ancora due mesi..."
- Tu sei sicuro che non c'è un altro ? - Gliel'ho chiesto e ha detto di no.
E cosa doveva dire ?
Hai la password della mail?
Ma per fare che ?
Per capire se c'è qualcuno. Guarda che, dietro a tutti questi discorsi, poi la realtà é piil banale.
Ma ti pare che guardo nella mail?
Solo il pensiero mi manda in ansia.
- Comunque state bene te e Roberta. - Si...
No?
No, é che...
Mi sa che mi piace un'altra.
Scusa, e perché ci hai presentato lei ?
Perché dovevamo vederci per parlare e poi siamo finiti a letto...
...e dopo mi dispiaceva lasciarla di domenica.
Lei ancora conosce poca gente.
Ma perché, se la lasci di lunedì cosa cambia, scusa ?
Che lavora, si distrae.
Guarda, comunque é vero.
Poi uno di questi giorni ci dobbiamo vedere e le parlo per bene.
E l'altra chi é ?
Non la conosci, si chiama Tania. E' divorziata e ha una figlia.
- Come una figlia ? - Lo so.
E' un salto grande, ma abbiamo quasi quarant'anni, che dobbiamo aspettare ancora ?
- Fai una famiglia con Roberta. - Macché Roberta, su !
- Ma perché ? - Perché ci siamo conosciuti su Tinder.
Questa cosa mi fa tristezza, sembrava che fosse Ii in cerca.
- E tu cosa ci facevi, invece ? - Ma io infatti non la giudico.
Solo che per innamorarmi, io ho bisogno di una magia.
- Perché, come hai conosciuto Tania ? - Al supermercato.
- Dario, fai tu. - Si, certo che faccio io.
Qlleste ?
(UNA SERRATURA SI APRE)
- Ohi ! - (Chiara) Ciao.
Ciao.
- (Chiara, ridendo) Ma sarai cretino ? - Vanno bene queste ?
- Si. - Ne ho prese sette paia.
- Bene. - Ciao.
- Mangiamo insieme ? - No, sono in ritardo, sto andando al lavoro.
- Senti, ho portato la macchina dal meccanico. - Bene.
Grazie.
- Ue. - Eh?
Che succede ?
No, é che sono... un po' agitata.
Per la cosa di ieri ?
Si, non solo. E' un po' un insieme di cose.
Mi sento confusa.
Ma confusa su noi due ?
Anche.
Guido...
Scusa !
Scusa, é che... da ieri io mi sto facendo un sacco di domande.
- Tipo ? - Non lo so. Tu ti chiedi mai se siamo felici o solo tranquilli ?
No. Ma poi che vuol dire, eh ?
Come se non avessimo piil entusiasmo.
- Ma se abbiamo fatto l'amore anche ieri! - Va be', ma che c'entra ? Perché ci andava.
Scusa, ma perché devi fare passare per miei i problemi tuoi, eh ?
- ok, allora sono solo problemi miei. - Si.
Ma questa borsa ?
- Alessia va via qualche giorno e mi ha chiesto di stare con Max. - Max chi?
- Chi, Guido ? II cane! - Che ne so ? Quindi vuol dire che vai via ?
No, ho soltanto bisogno... di stare un po' da sola per pensare. Ti aspettavo per dirtelo.
- Con la valigia fatta ? - Ma non l'ho fatta, l'ho solo tirata giil.
E poi possiamo parlare senza che tu faccia l'offeso ?
- E che altro dovrei fare ? - Non lo so, potresti provare a capirmi.
Ah, tu fai la valigia e io devo provare a capirti ? Sai come si fa ? Che vado via io.
- No, Guido... - Ferma ! - Smettila di fare il bambino, ti ho solo chiesto un po' di spazio.
E io te lo lascio. Dai.
- Senti, adesso io devo andar via. Possiamo parlarne dopo con calma ? - No, col cazzo.
Va bene, allora fai come ti pare, guarda.
(MUSICA MALINCONICA)
- Comunque dovresti tornare a casa stasera. - Assolutamente no, non mi ha neanche chiamato.
Anzi, adesso stacco il telefono, cosi almeno si rende conto...
- E io cosa faccio coi sughi, Ii congelo ? - Ma chi se ne frega dei sughi, dai!
- Poi con questo fatto che ci mandi da mangiare... - Adesso é colpa mia ?
No, perb si é rotta le palle della famiglia che sta Ii.
Certo, perché io sono la tipica mamma italiana, vero ?
No, mamma, sei molto svedese.
- Me l'avevi chiesto tu di farti il sugo della nonna ! - Va bene, si.
- Babbo, scrivi piil grande, non si legge niente. - Che palle ! Guarda, fatelo voi.
Comunque io glielo dico sempre: “Gioietta, fatti i cazzi tuoi“.
Ah, di quello sei maestro ! E' un'ora che stai zitto, come se la cosa non ti riguardasse.
- Ma se mi date del superficiale quando parlo ? - Bravo, fai anche la vittima adesso !
Comunque una cosi, é meglio perderla che trovarla.
Perché le donne, a quelfeté, danno certezze, non fanno casini.
Ma cosa c'entra l'eta ? Non puoi fare raffronti, questa é un'altra generazione.
Loro buttano via le cose, noi le riparavamo.
- Infatti si vede: a forza di riparare, hai riempito la casa di cazzate. - Oddio...
- Mamma, domani posso prendere la macchina ? - Si, ma fa' piano, se no me la sfondi.
- Ma scusa, tu non devi andare in piscina domani ? - No, mi fa fatica.
Brava. Continua cosi, mi raccomando !
Compra libri e non Ii legge, poi si segna in piscina e non ci va.
- Tanto noi abbiamo soldi da buttar via! - Va be', io vado a letto.
- Mamma, non é che per caso hai qualcosa per dormire ? - Si, ci sono le gocce in bagno.
- Dormo io sul divano, tu dormi in camera tua. - No, va bene cosi, dai.
Certo che tu, pur di non dormire con me, staresti persino sul divano.
- Gioietta, russi, sembra di stare su una portaerei. - Alberto, smettila o finisce male !
- E cosa ho detto ? - Lo sai!
(VOCIARE INDISTINTO)
(RUSSARE)
(IL TELEFONO SQUILLA)
Pronto ?
Chiara, sei tu ?
Pronto ?
Chiara, rispondi ?
(SUONO DEL CELLULARE)
Babbo, che fai ?
E' che ogni tanto mi si informicola questa mano, allora...
- Ancora sveglio ? - Non ho sonno.
Sono le tre.
Se non mi viene sonno, che devo fare ?
Notte.
- Chi era al telefono ? - Non lo so, non hanno risposto.
Va be', sarà... Avranno sbagliato. Staccalo.
- Ok. - E chiudi la porta di mamma. Senti come russa!
Buonanotte.
(RUSSARE)
- Lei ti ha chiesto degli spali ? Devi lasciarglieli. - Cosa sono questi spali ?
No, perb non fare quello che non capisce, perché anche tu hai avuto i tuoi momenti.
- Ma quando ? - Parigi ?
Ma che c'entra ? Parigi era una cosa completamente diversa, dai.
- Perché diversa, scusami ? Perché sei un uomo ? - No, perché era un altro momento.
- Comunque tu eri serio su questa cosa del bambino. - Si, perché ?
\ No, perché fare un figlio e una cosa bellissima, ma é molto complesso.
- Non pensavo che tu... - Sara': complesso, pero intanto voi Ii fate e io no.
- Ma voi chi ? - Voi, tutti. Tutti.
- (Donna) Buongiorno. - Buongiorno. - Come va ?
- Insomma... - Che succede ?
Succede che la banca non ci ha dato i soldi per il convegno che organizziamo a fine mese.
- Ma cosi all'improvviso ? - Mm-mm. E' cambiato il CDA e hanno bloccato le sponsorizzazioni.
- Quindi non si fa piu ? - No, certo che si fa, ma di un giorno solo.
Cosi risparmiamo sugli alberghi. Poi inventeremo qualcosa per il catering.
- Che facciamo, pranzo al sacco ? - Bottai, non faccia lo spiritoso.
Pensavo piuttosto che magari ognuno di noi potrebbe cucinare qualcosa ?
No, guardi, in questo periodo non riesco neanche a cucinare per la mia famiglia, figuriamoci...
Cresci, forse é capitato ad altre donne di rimanere incinta...
...e mi pare che il mondo non si sia mai fermato per questo.
Ma ci mancherebbe, non sto dicendo... Peru': io non ci riesco.
Posso andare magari a comprare qualcosa, ma non ho proprio il tempo per cucinare.
Anche adesso, a me dispiace, perb io devo andare a prendere mio figlio all'asilo.
- Va bene, vada all'asilo. - Va bene.
-0h!-0h,la la! - Oddio, scusate. Mi fai sapere dopo ?
- Si, ti chiamo e poi ti racconto. - Mi faccio dire. Arrivederci. Scusatemi, eh !
Arrivederci.
(LA PORTA SI APRE E SI CHIUDE)
Questa latita già col primo figlio, immaginiamoci col secondo.
No, é che hanno i nonni lontani.
Senta ieri mi hanno dato il via libera a quell'assegno di ricerca per due anni...
...e mi hanno detto che presiedo io la commissione.
Secondo lei, tra lei e la Cresci, su chi dovrei puntare ?
Professoressa, non mi metta in questa posizione perché non so che dire.
Infatti, non c'è nulla da dire. Io ho già fatto le mie scelte.
- Peru': cosi mi mette a disagio. - Qua c'è da lavorare, non da sentirsi a disagio.
Ma gli altri membri della commissione chi sono ?
Perrone e Ciminieri, che tra l'altro verranno al convegno, per cui bisognera fare bella figura.
- Ciminieri non é uno severo ? - Bottai, le dico che presiedo io.
Ora diamoci da fare. Lei cucina o é uno di quegli uomini che non sanno fare nulla ?
- No, cucino. - Ah, bene. Che cosa potrebbe fare ?
- La parmigiana di melanzane ? - Bravo, bella idea. Ne faccia due teglie e siamo a posto.
- Ah, senta, domani non posso fare lezione. Mi sostituisce lei come al solito ? - Volentieri.
(MUSICA MALINCONICA)
- Che c'è ? - No, é che volevo dirti una cosa.
Cos'è successo ?
La Anichini ha detto che hanno attivato l'assegno di ricerca e vuole darlo a me.
- Ah, bene ! Dai, sono contenta. - Lo vedi che le cose si muovono ? - Si.
Senti, stasera andiamo a cena ? Cosi festeggiamo e parliamo con calma di tutto.
Stasera é un po' un casino perché, appena finisco, ho un tour privato a Villa Torlonia.
Poi devo tornare qui perché ho un altro gruppo e devo correre a casa di Alessia per prendere Max.
- Va be', lo portiamo fuori dopo cena. - Ma poverino, é tutto il giorno sta a casa da solo.
- Ma chi se ne frega, aspettera. - Va bene, dai, ci provo. Ti chiamo appena finisco.
Ok. Ciao.
Porca troia !
(in inglese) - Davvero ? Questo ? - Si.
- E' questo il tour privato ? - Ma che fai, mi segui ?
- Tu mi riempi di cazzate e non posso seguirti ? - Guido, é soltanto un cliente !
- Scopi con questo ? - Ma che scopo ?!
Che cazzo vuoi ?
(in inglese) Si, Patrik, entra. Ti raggiungo.
- Mi spieghi che cosa sta succedendo ? - Niente.
- Come niente ? Chi é questo ? - Nessuno, Guido. La smetti di farti paranoie ?
- Che hai ? - Mi sa che mi sento male.
Stai calmo, respira.
Come stai calmo ? Come faccio a stare calmo ?
Guido !
Vedrai come ci dormi bene.
Ma dite che ho esagerato ?
Esagerato ? Sei stato fin troppo buono ! Io lo avrei picchiato.
- Chi, scusa ? - Lui, quel coglione.
- E' arrivato il guerriero della notte ! - No, io per queste cose, invece, sono una bestia. - Eh !
(IL CELLULARE SQUILLA) Questa é lei.
Pronto, mamma ?
No, non torno a casa. No, sono da Pietro e Lucia.
Non é che adesso, perché sono venuto una volta a casa, mi chiami sempre.
Si, ti porto la macchina, si. Va bene, ciao.
Guido, comunque stai tranquillo, non c'è niente fra loro due. Secondo me, é solo lui che ci prova.
- Tu dici ? - Ma si, Chiara non é quel tipo di donna.
- Scusa, che vuol dire che non é quel tipo di donna ? - Va be', si fa per dire.
- No, perché siamo ancora "tipi di donne" ? - Ma no, non...
Perché allora vorrei capire che tipo di donna sono io, per esempio.
Tu, amore, sei una mamma, bellissima.
Ma vaffanculo...
- E allora sei un puttanone, amore. Va bene cosi ? - Ssh ! Abbassa la voce ! C'é Jacopo che dorme.
Va bene, si, scusa.
- Hai preparato i vestiti per domani per l'asilo ? - Ora vado.
Poi domani, quando lo vai a prendere, devi portarlo al parchetto perché gliel'ho promesso.
- Domani lo accompagno e basta. - Come ? Ma é una settimana che te lo chiedo!
- Ma io ho i coreani in sede. - No, va be'... Allora lo vado a prendere io, non ti preoccupare.
- Ma si era detto... - No, tanto ci vado sempre. Era solo perché una volta te l'avevo...
Scusate, io non mi sento tanto... Sono stanca, vado a letto. Scusami, Guido.
- Niente. - Buonanotte. - Guido, ti serve qualcosa per la notte ?
- Giusto una maglietta. - Si, te la prendo. - Grazie.
Amore, scusa, mi dici che devi fa domattina ?
(Lucia) A parte... Io lavoro, eh. Guarda, non farmi incazzare.
- (Pietro) Sei sempre incazzata. - Ma cosa stai dicendo ?!
(Pietro) - Non te ne rendi nemmeno conto, amore. Credimi, sembra di stare con un vigile urbano.
“E il maglione é troppo piccolo, calzini i non vanno bene, il pentolino non é pulito...“
Abbi pazienza !
(MUSICA MALINCONICA)
(IL CELLULARE VIBRA)
(MUSICA MALINCONICA)
(LAMENTI DI JACOPO)
(MUSICA MALINCONICA)
(TONFO)
Scusa...
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Senti, vuoi un caffè ? - Si, grazie.
- Te lo porto ? - No, vengo io.
- Vuoi che lo prenda io Jacopo oggi ? - No, non ti preoccupare, guarda. Faccio io.
Invece, per il congresso pensavo, se tu fai la spesa, poi magari cuciniamo qualcosa insieme qua.
- Ma di già ? - No, perb almeno ci avvantaggiamo, perché qua mi sa che...
- Non ti preoccupare, me ne posso occupare io. - Lo so, perb cosi mi sento in colpa.
Se invece facciamo insieme, mi sembra che un po' collaboro.
Senti... L'Anichini mi ha detto che sta per uscire il bando per l'assegno.
Bene ! .l
E che vorrebbe darlo a me.
- Ah ! - Io le ho detto che questa cosa non va bene, che lavoriamo insieme...
Ma non ti preoccupare ! Guarda che sono contenta per te.
- Tu comunque fai domanda, al massimo dividiamo. - Ma che dici ? Non é un pecorino, dai.
- Peru': mi sento in colpa. - Non ti preoccupare. In questo periodo io ho dei casini piu grandi.
- Per la gravidanza ? - No, no. - Sta male qualcuno ? - Macché ! No, no.
- E' per Pietro, perché litigate ? - Non é per quello.
E per cosa ?
Ohi.
Eh.
Che c'è ?
E' che mi sa che...
...mi sono innamorata.
In che senso, scusa ?
Di un altro ?
Si.
E chi é ??
Corso.
Ma Corso, Corso ?
Mm.
- Ma saranno passati dieci anni. - Sette.
Va be', sette, ma... Ho capito, ma tu sei sposata, sei una mamma, sei incinta.
Credi che non lo sappia ? Ma cosa faccio ?
Come che faccio ?
Ma non stava in Cile ?
E' tornato.
Non te lo so spiegare, é proprio...
E' come se il tempo non fosse mai passato, é una sensazione che...
- Ma non é perché magari sei incinta e allora... - E ho gli ormoni sballati ?
No, perb magari é nostalgia e allora sei confusa.
No.
No?
Peru': a me queste cose non dovete dirle...
- In che senso ? - Perché se no io mi agito, capisci ?
- Tu ti agiti ? - Si.
- Tu ti agiti ? - Siete tutti impazziti.
- Scusa, ma tutti chi ? - Tutti voi: tu, Dario, Chiara.
- Fate e disfate le coppie come se niente fosse, pensate solo a voi stessi. - Comunque grazie, eh.
Io ti sto dicendo una cosa che non sa nessuno, che é un dolore che tu neanche immagini...
...e tu mi giudichi.
Scusa.
Ma la bimba é di Pietro, si ?
Ma certo che é di Pietro!
Guarda che con Corso non facciamo mica niente.
- E allora che fate ? - Noi parliamo. Parliamo e basta.
Quindi che vuoi fare ?
Non lo so. Per adesso vivo cosi alla giornata.
Tra un mese partorisci e vivi alla giornata. Che cos'è, un interrail ?
Ma guarda che io penso di dire tutto a Pietro, perb poi mi dico anche che non capirebbe.
Lo credo ! Non capisco io, figuriamoci lui.
Ma poi non é il caso di sospendere questa cosa e ne riparlate dopo il parto ?
- Ma non é un DVD che posso mettere in pausa! - Si, ma a qualcosa dovrai rinunciare, no ?
- Perché per te é uno sfizio ? - No, non ho detto questo. Dai, scusa.
Scusa.
E' che quando penso a qualcuno felice, penso a voi due. Ecco.
E mi sa che ti sbagli.
(MUSICA MALINCONICA)
Bottai Guido. Nato a Firenze il 5 luglio del 1980.
No, Roma. Viale Adriatico, 2.
- La mamma é andata a fare la spesa e poi ci viene a prendere al parco, capito ? - D'accordo, si.
- Che cosa hai mangiato ? - Pasta coi cetrioli, e pasta al sugo, e pasta al pesce.
- Tutte queste paste ?! - Si !
E un mandarino, un kiwi, una mela, una banana.
(VOCIARE DEI BAMBINI)
- (Veronica) Sei pronto ? - Tieni. - Hai visto ?
- Ohi ! - Ciao.
Com'é andata ?
Bene, tutto tranquillo. Tu ?
Bene, bene. Meglio. So che sembra scemo, ma anche parlarci solo mezzora mi tranquillizza.
(Lucia) Senti, ho dato il tuo numero a Corso.
Per fare ?
No, perché lui ha paura di non raggiungermi quando partorisco.
- Allora, siccome tu sei l'unico che sa di questa cosa, ho pensato che... - Mm.
Ma ti scoccia ?
Vedi te, insomma...
E' un problema se...
No, é che mi sento in imbarazzo con Pietro.
- Perché stai da noi ? - Anche.
Giusto, si.
Poi guarda che qua dormi benissimo. E' silenzioso. Ci puoi anche lavorare, se vuoi.
- Grazie. - Ragazzi, é pronto !A tavola !
Andiamo a mangiare, dai.
- Eccoci ! - Anita, adesso spegniamo il telefono.
Sta sempre col telefono. Cos'è, la mamma ti ha partorito col telefono incorporato ?
(Tania) L'ultimo video e basta.
Ma se anche avesse una sbandata per questo, ci pub stare, no ?
E quindi che vuoi fare ? - Coppia aperta ? - Non esageriamo. Peru': potrei perdonarla, no ?
- Ma invece farla ingelosire, no ? - Che vuol dire ?
Fatti vedere con un'altra, vedi come cambia idea.
- Dai, Dario, mica siamo a liceo. - No, guarda che funziona. Ha sempre funzionato.
- Allora tu fai cosi ? - No, che c'entra ? Io sono fuori gioco da quando ho conosciuto te.
- E' vero ? - Ma certo. - Che amore !
(Baci)
Ragazzi, non é che magari disturbo e volete stare un po' da soli ?
Ma no, tranquillo, tanto io e Anita dopo cena torniamo a casa perché domani ho gli operai.
- Perché, fai i lavori ? - Si, un bagnetto in più perché ho deciso di affittarla ai turisti.
La sto convincendo a venire qui.
- Si, per quello vediamo. - Vediamo, ma insomma...
- Dario, non é che magari puoi prestarmi la macchina dopo ? - Si, certo.
- Ma non per andare da Chiara! - No, é che ho dimenticato dei libri in facoltà.
Chiara ?
Chiara ?
(LAMENTI)
Chiara ?
(GUAITI)
(LA PORTA SI APRE)
- Ma che fai ? - Niente, sono venuto a prendermi i vestiti.
Di notte ? Al mio computer ? Ciao, Max !
Ho bussato, ho visto le luci accese. Tra l'altro mi sono anche preoccupato.
II cane ha paura a stare da solo.
A casa di Alessia c'erano i fuochi d'artificio e ho dovuto portarlo qui.
- E' di quel coglione ? - No, ti ho già detto che é di Alessia.
- Strano, perché ha i capelli uguali. - Smettila.
Senti, se sei attratta da lui puoi dirmelo, tanto tutti hanno avuto una sbandata.
Guido, io te l'ho già detto, non sono attratta da nessuno.
- Ma non ti piaccio più fisicamente ? - Ma non dire cazzate.
Io non ci capisco più niente.
Due giorni fa facevamo l'amore, adesso sono fuori casa. Io pensavo che fossimo felici.
- Ti ho detto come mi sento, no ? - Si.
E adesso dov'eri ?
In farmacia. Mi é venuto il ciclo.
Non dici niente ?
E che devo dire ? Stappo uno champagne ?
- Che stronzo che sei. - Scusa.
Mi spiavi il computer ?
Ti stai copiando i miei CD.
- Non Ii sto copiando, Ii sto solo scaricando. Sono ricordi anche i miei. - Ma come ricordi ?
Ma che ho detto ? Ma la smetti di guardarmi le parole ?
- E comunque ci ho messo anni a collezionarli e tu te Ii “ciucci“ in una sera ? - Allora prendili.
No, quello no.
Questo é nostro.
E appunto.
Che fine fa ?
Non lo so.
Senti...
Io ci ho pensato.
- Perché non andiamo da uno psicologo ? - Ma perché ?
Perché ho sbagliato a dire che é un problema solo tuo. Se é tuo, é anche mio, no ?
Va bene, ma perché lo psicologo ?
- Be', ci vanno in tanti. Che male c'è ? - Si, ma ci vanno quelli sposati con figli.
Che vuol dire ? Senza figli é meno importante ?
No, io non credo a queste cose. Poi non mi va di raccontare i fatti miei agli altri.
Si, ma capisci che, se ci lasciamo adesso, poi non ci riprendiamo più ?
- Possibile che debba essere io l'unico a cui importa di noi ? - Non sei l'unico, smettila!
- Io sto solo vivendo un momento di confusione. - Allora facciamo come tutti.
- Tutti chi ? - Quelli che si lasciano senza provarci, che buttano via le cose.
Ma noi non stiamo buttando via niente.
Io ci tengo a noi, veramente.
Mi serve solo qualche giorno per capire quello che mi sta succedendo.
Perché magari sono solo frustrata dal lavoro e metto tutto in discussione.
Si, ma io che devo fare, eh ?
Mi puoi dare un po' di tempo ?
Ce la fai ?
Ok.
(MUSICA MALINCONICA)
- (Dario) Ma allora vai via subito ? - (Roberta) Sono in ritardo.
- Sicura ? Non vuoi un caffè ? - Non voglio un caffè, Dario.
Senti, ma...
Ci sentiamo ?
Ci sentiamo.
- Ciao, Dario. - Ciao.
- Ehi, buongiorno. - Buongiorno.
- Vuoi il caffè ? - Si, grazie.
- Vuoi lo zucchero ? - No.
Scusa, ma tu sapevi che veniva Roberta ?
No, mi ha chiamato lei.
Era triste, tornava dal lavoro, é passata qui sotto e ho fatto la cazzata di farla salire.
- E avete trombato ? - Che dovevo fare ?
- Non é un obbligo. - E come si fa ? A 40 anni, su.
- Sempre questi 40 anni, Dario. - Vedrai che é cosi.
- Una volta Ii usi per fare una famiglia, quella dopo per trombare. - Guido, mi fai la morale ?
No, dico solo che ti sei messo da poco con Tania, le hai anche chiesto di venire a vivere qui.
Lo so.
Comunque questa era l'ultima volta con Roberta. Abbiamo parlato e le ho spiegato tutto.
Le ho detto anche di Tania e della figlia.
E come l'ha presa ?
Male.
Certo.
Va be', senti, io mi devo preparare.
- Roberta é cardiologa, vero ? - Si, perché ?
E' che sono giorni che ho i battiti accelerati. Ho anche un formicolio al braccio.
Va be', fatti vedere. Ti do il numero.
- Sicuro che non le scoccia ? - E perché ?
- Magari vista la situazione... - Scherzi ? Guarda che é il suo lavoro, é una professionista.
Senti, io devo andare. Se vuoi uno "strappo"...
No, anzi, io resterei, cosi magari mi porto avanti con del lavoro.
Potrebbe essere un po' di stress, so che é un periodo un po' delicato.
- Dici che é per questo ? - Potrebbe.
Va be', comunque adesso vediamo.
- Ti allo un po' il livello, ok ? - Va bene.
Dario mi ha detto che anche voi due, insomma...
Si, lasciamo perdere perché poi mi innervosisco e non mi va.
E a Roma ? Come ti trovi ?
Abbastanza bene. Non conosco tante persone, e sono tutti colleghi.
- Quindi esci poco ? - No. Cerco di andare ai concerti.
Forse non ho trovato tanti posti che mi piacciono.
Ok, é quasi finito.
(SUONO DEL MACCHINARIO) ok, finito.
- Vuoi levare tu quelli ? - Si.
Senti, Guido, a me il cuore sembra a posto. Direi che va tutto bene.
Meno male. E quindi che pub essere ?
II battito potrebbe essere davvero solo stress, e il formicolio... una nevralgia ?
Comunque per sicurezza ti ho segnato un ecocardiogramma.
- Questi sono tuoi. Poi mi fai sapere. - E quanto ti devo ?
- Niente, che mi devi ? - Come niente ? - Davvero, figurati. - No, mi dispiace.
- Mi offrirai una birra. - Ah, ok. E quando ?
- Quando vuoi. - Va bene, grazie. - Niente.
Bravo, Bottai. Mi é piaciuto, molto interessante.
Ma approfondirei un po' la parte su Monsieur Teste. Secondo me Ii pub dare di pi...
- E pubblicarlo cosi, invece ? - Che fretta c'è ? Abbiamo aspettato tanto.
- Appunto ! - E poi tra poco esce il saggio di Tulli su Calvino. Non possiamo non citarlo.
Si, perb se aspettiamo l'uscita dei saggi di tutti...
Bottai, non scalpitiamo. Cosi si fanno le sciocchezze.
Dia retta, qualche mese ancora di sforzi e viene meglio.
Senta, ma se questa cosa dell'assegno va in porto...
...non é che magari potrei fare un periodo di ricerca all'estero ?
All'estero dove ?
Chiaramente dipende dal progetto, perb pensavo magari Stati Uniti, Canada...
Be', direi di si. Qualche settimana certo che pub andare.
E un periodo più lungo ?
Ma come ? Le ho fatto l'altro giorno quel discorso sulla Cresci e lei ora vuole partire ?
No, era per capire.
E poi non diamo le cose per scontate.
Concentriamoci prima sul convegno e facciamo bella impressione su Ciminieri. Ancora non é detta!
Ho il sogno di essere in visibile.
Quando mi trovo in an ambiente in cui posso illudermi di essere in visibile, mi trovo ben e.
Proprio tutto i! contrario di come mi sento in questo momentop“
...con la con la telepresa che mi inquadra, in chiodato alla mia fisicita, alla mia faccia.
Credo che agli scrittori essere visti di persona non gin vi affatto.
Ci sono staff scrittori enormemente popolari di cui non si sapeva niente.
Erano solo un nome sulle copertine. Chi erano Gaston Leroux 0 Maurice Leblanc ?
Proprio per restare a Parigi tra gli scrittori che hanno creato i! mito di Parigi.
C'erano scrittori di cui non sf sape va nemmeno i! nome di battesimop“
...eppure erano popolari tra milioni di Iettori.
Del resto, di Shakespeare non abbiamo neanche un ritratto che ci faccia capire che faccia avesse.
E un che i dati biografici che abbiamo su di lui dicono ben poco.
In vece ora lo scrittore ha occupato... (IL TELEFONO SQUILLA)
...e il mondo rappresentato, in vece, si svuota.
(IL TELEFONO SQUILLA)
- Pronto ? - (Homo) 7? ammazzo, pezzo di merda.
- Chi é ? - (Uomo) Lo sai chi sono. 7? accoltello, stronzo.
- Sei quello della tesina ? - Ho detto ti accoltello, pezzo di merda!
- Guido, riattacca. - Tanta so dove abiti.
- Chi sei ? Mi senti ? - Guardati le spalle, stronzo.
- Ma che fai ? - E' il marito di quella stronza.
Ma che dici ? Sono passati tre anni. Questo ce l'ha con me perché l'ho bocciato.
Lui non si é più ripreso. Lei l'ha lasciato e lui ha iniziato a bere. Sono due mesi che chiama.
- Ma ha detto che vuole accoltellarmi. - Ma non ce l'ha con te, ce l'ha col babbo.
- Allora siamo tranquilli. - Oh, che succede ? - Era Marco al telefono. - E che ci posso fare ?
Dillo tu, non l'ho fatto io questo casino.
Te l'ho detto cento volte di andare a denunciarlo e tu hai detto di no, quindi ?
- Ma senti come ragiona ? - Per favore, non ricominciamo.
Sono le due di notte. Stacca il telefono e andiamo a letto, domattina ti devo portare in piscina.
- Non vado in piscina! - Ma non hai detto che volevi dimagrire ?
- Basta con questo dimagrire ! Dimagriro quando pare a me. - Ragazzi, dai !
- Va be', fate come vi pare. Buonanotte. - Io non ne posso più, Guido.
Con tutti i sacrifici che faccio guarda come devo essere trattata.
- Lo sai com'è fatto, su. - Si, di merda. Non vai a dormire ?
No, devo finire di lavorare.
Con Chiara, novita ?
Se ti dico una cosa, ti arrabbi ?
Non lo so, dimmela.
No, perché ho pensato a quello che ti ha detto. Come mamma mi spiace vederti soffrire.
Peru': come donna un po' la capisco.
- Ma che cosa capisci ? - Come si sente.
Per stare con tuo padre, io sono venuta a Roma, ho rinunciato a tutto, al mio lavoro...
- Ma lei non si é trasferita. - Lo so, ma se si sente insoddisfatta, devi provare a capirla.
Perché, prima di rinunciare a tutto per un uomo, una donna deve pensarci bene.
- Grazie per il pensiero. - Buonanotte, tesoro. Scusa, ma che cosa ci fanno le mie mutande qui ?
Non sono tue, sono di Chiara. Le ha lasciate in bagno, gliele devo riportare.
Ma figurati, le ho lavate da tanto. E poi scusa, non vedi la taglia ?
Via, buonanotte.
(MUSICA MALINCONICA)
(CAMPANELLO)
Scusa, ero a prendere le melanzane.
- Che é successo ? - Pietro é andato via di casa.
- Ha scoperto qualcosa ? - No, gliel'ho detto io.
- Ma come ?! - Si. Non volevo, ma poi abbiamo cominciato a parlare e non mi sono più fermata.
- E adesso dov'è ? - Non lo so perché ha spento il telefono.
- Sara': da Corso. - Ma no, non sa neanche dove sta.
- Ma lui sa che io so ? - Ma possiamo per una volta non parlare di te ?!
- E Corso lo sa ? - No, non gli ho detto niente. Volevo lasciarlo tranquillo.
- Peru': quando c'era da trombare... - Ti ho detto che non abbiamo trombato!
Oddio.
Che c'è ?
Forse mi si sono rotte le acque.
- In che senso forse ? - E' che non sono sicura.
- E che altro vuoi che sia ? - Pipi ?
- Ma perché, ti pisci addosso ? - Non sai proprio niente di donne !
Questo é il battito cardiaco, questo é invece il ritmo a cui deve andare.
Noi passiamo ogni tanto, ma se vede qualche variazione, ci chiami, va bene ?
- Ma come lo capisco ? - Non si preoccupi, lo capisce.
Se non vede niente, invece, vuol dire che si é staccata la connessione.
Come niente ? Senta, é meglio se ci si mette qualcun altro, io non mi intendo di computer.
- Si, di computer... E' che voi non siete buoni a nulla. Me lo dice lei, signora ? - Si, si...
- Le porto un po' d'acqua ? - Grazie, si.
- Lucia, non so se sono in grado. - Ma tu non eri quello che voleva un figlio ?
Si, ma per il parto sarei rimasto a casa.
Oddio, no, non farmi ridere, ti prego.
Jacopo ?
- E' con Stella, ti saluta. - Sta bene ? E' tranquillo ? ok.
Ho chiamato i tuoi. Sono già partiti.
- E i tuoi ? - Partono domattina.
- La lascio a lei. - Grazie.
- Esco anch'io un attimo. - Guido ?
Grazie.
E di che ? Sono qui fuori.
(IL CELLULARE SQUILLA)
Pronto ?
Ciao, Corso.
Si, é entrata adesso in travaglio.
C'è un po' da aspettare, si.
No, ma c'è Pietro, stai tranquillo.
Si, ma io ti capisco.
So che la ami, si.
Io sono qui in ospedale.
Come anche tu ?
Ma tu pensi che questa cosa tra me e Lucia sia una follia ?
- Non lo so, guarda. Non so più cosa pensare. - Perché a volte anche io lo penso.
E' una cosa che mi agita, molto.
- Ma Lucia lo sa ? - Si, certo. E anche lei ha paura.
Questa cosa che tutti e due avete paura non vi fa paura ?
Si. Ma é normale, no ?
Senti, Corso, perché non vai a casa ? Cosi dormi un po'. Tanto qui c'è da aspettare delle ore.
Non ce la faccio. Se rimango solo, mi viene l'angoscia.
Vuoi dei calmanti ?
Sono naturali ?
- No. - No, allora preferisco rimanere lucido.
(MUSICA DEL CARILLON)
Ma lei dorme qui con voi ?
E dove deve dormire ?
Ora ci siamo organizzati cosi, poi la prossima settimana arriva il lettino nuovo, non so...
- Arriva altra roba ? - Si. Comunque magari si sveglia, andiamo.
- Come sta andando ? - Bah, insomma...
Perché ? Ti vedo bene.
Si, é che pero... boh.
Che c'è ?
No, é che...
Mi sa che ho fatto una cazzata a farla venire qui.
- Perché ? - Perché appena ho visto gli scatoloni, mi é venuto il panico.
- Dario, é normale. Questo é un momento di passaggio. - Dici ?
- Ma si. Stai tranquillo, vedrai che passa. - Ho capito, ma se non passa ?
Se non passa, ci parli. Tanto non vi state sposando, no ? E allora!
Poi...
- Mi manca un po' Roberta. - Lo so, Dario, Roberta é andata.
L'altro giorno alla visita ti ha chiesto nulla di me ?
- No. Peru': mi ha chiesto se ci prendiamo una birra. - Ma una birra per trombare ?
- Ma che trombare ? Una birra, Dario. - Magari vuole chiederti qualcosa di me.
Non lo so, forse.
- Ti dà fastidio ? - No, per carita ! Fate come volete.
- Sicuro ? Se ti dà fastidio... - Tranquillo, fate come volete, non c'è problema.
- (Tania) Ciao, amore ! - Ciao. Ssh... Dorme. - (Tania) Ciao, Guido. - Ciao.
- (Tania) Sono passata a casa, ho preso un po' di vestiti. - (Dario) Ah. Hai fatto bene.
- (Tania) Com'é andata con la bimba ? - Bene. Ha mangiato tutto.
- Si ? Bravo. - Si.
- Ciao, Guido. - Ciao.
- Che fai, rimani a cena ? - No, grazie, stavo andando.
- Ma dai, ci fa piacere, rimani ! - No, davvero, grazie. Vado.
- Sicuro ? - Si, ho detto ai miei che tornavo a casa, quindi...
(RUSSARE)
(MUSICA MALINCONICA)
- (Uomo) Facciamo un'ultima vasca ? - (Bambino) Ancora ?
- (Uomo) Dai. - (Bambino) No, ho troppo freddo!
(Uomo) Dai, andiamo.
(MUSICA MALINCONICA)
(DIALOGO INDISTINTO)
(MUSICA MALINCONICA)
- Insegnare a scuola non ti piacerebbe ? Perché io ti ci vedo. - Si? - Mm-mm.
Boh. Sono iscritto nelle liste, ogni tanto mi chiamano per delle supplenze, ma dico sempre no.
La scuola é molto peggiorata, sai ?
Certo, scusami, se gli insegnanti migliori non ci vanno, peggiora per forza !
Ti ringrazio per la stima, ma non mi sento adatto. Poi ci vuole molta pazienza.
Ah, é più un lavoro da donne, dici ?
- Ma perché dici cosi, scusa ? - Perché si, dai.
Ormai l'insegnamento e l'educazione dei bambini sono delegate alle donne...
"perché hanno molto tempo da perdere.
A parte le generalizzazioni, io non insegno a scuola semplicemente perché dopo anni di studio...
...ambisco a qualcosa di meglio che parlare a dei bimbetti che neanche ti ascoltano.
- Perché, all'universita ti ascoltano ? - No, perb almeno fanno finta.
E comunque se una tua collega finisse alle medie, ti sembrerebbe meno scandaloso.
Ma non é vero, dai. (IL CELLULARE SQUILLA)
- Rispondi, tranquillo. - No, é mia madre. Poi la chiamo.
- Tua madre a quest'ora ? - Si. Poi ti... Lasciamo stare.
Adesso non é per fare polemica, ma tu faresti l'infermiera ?
- Ma che vuol dire, scusa ? Sono studi diversi. - Che c'entra ? Anche i nostri.
Veramente la storia é piena di scrittori che insegnavano alle scuole primarie.
Che c'entra, dai ? (IL CELLULARE SQUILLA)
- Tutto ok ? - No, mio padre sta male.
E' tutta sudata.
Prova a richiamare.
- Abbiamo chiamato due minuti fa, mamma. - E perché non risponde ?
Magari é silenzioso, lo stanno visitando. Che ne sappiamo ?
- Ho anche parcheggiato male, non é che ci fanno la multa ? - Dai, su, mamma, che multa ?
Dai, riprova.
Ohi, babbo, ciao. Come va ?
Ti passo la mamma.
Come stai ? Bene ?
Ah, be'...
Babbo ?
No, stai tranquillo. Si.
No, noi siamo qui, va bene ? ok ?
Ciao.
Ciao.
Peru': se lo chiami per spaventarlo, mamma!
C-é chiara.
- Ciao. - Ciao. - Ciao.
Come va ?
- Ha la fibrillazione. - Si, me l'ha detto. Ma é passata ?
Non lo so, stanno capendo se intervenire.
- Grazie che sei venuta. - Ma figurati.
- Va' un po' a vedere. Vai. - Vado, vado.
Ohi, babbo.
Guido !
- Come va ? - Insomma... Senti, la mamma ?
- E' qui fuori con Chiara. - Chiara ? Ma chi l'ha chiamata ?
Io l'ho chiamata. Ti sembra il momento ?
Senti... Se dovessero trattenermi, a casa c'è il mio cellulare.
Cancella tutti i messaggi.
Papa, ma che dici ? Dai ! Li cancellerai tu. Ti sembra il momento adesso ? Dai!
Senta, stia giu, per favore. Lei non pub stare qui.
Senta, scusi, sono il figlio. Ci sono novità ?
La fibrillazione sembra rientrata, quindi non serve intervenire.
Lo monitoreremo ancora un'oretta e poi lo rimandiamo a casa.
- E noi che dobbiamo fare ? - Niente, c'è poco da fare. Molto riposo.
- Grazie. - Senta, siccome ho notato delle rigidità di movimenti, mi chiedevo...
Voi l'avete visto rallentare ultimamente ? Non lo so, espressività ridotta, tremori...
A volte scrivono anche più piccolo.
In effetti, lui scrive più piccolo. Perché ?
Non si allarmi perb, per precauzione, io fisserei una visita neurologica.
- Ma é qualcosa di grave ? - Non lo so. Le ripeto, bisogna verificare. Almeno ci togliamo il dubbio.
- Dottoressa, arrivano due politrauma. - Si. Devo andare. Aspettatelo qua fuori, grazie.
- Ciao. - Ciao. Non rispondevi al telefono. Ho pensato che potevo essere di aiuto e sono venuta.
- E' che ho dato il cellulare a mio padre... - Allora come sta ? - Bene, lo rimandano a casa.
- Io vado al bar, qualcuno vuole qualcosa ? - No, grazie. - No, grazie.
- Va bene, allora se non servo, vado. Arrivederci. - Arrivederci.
Ti accompagno.
Scusa per la situazione, é che ero nel panico e ho chiamato Chiara.
Tranquillo, Guido. E' normale. Ciao.
- (Guido) Volete che vi accompagni ? - (Alberto) No.
- (Gioietta) Andate piano in motorino. - (Chiara) Si. - (Alberto) Dai, andiamo.
- (Gioietta) Ciao, Chiara. - Ciao. - Ciao.
Che c'è ?
Senti, ma Roberta l'hai cercata per un consiglio ?
Eravamo andati a prende una birra.
Ah. E da quando vai a prendere una birra con Roberta ?
- Siccome si é lasciata con Dario, mi ha chiesto dei consigli. - Dai, Guido, ma vaffanculo.
- Che c'è ? - Come che c'è ?
Dici che non dobbiamo fare come tutti, poi alla prima occasione vai a bere una birra con un'altra.
- Guarda che non é come pensi. - Certo, e allora perché sapeva di tuo padre ? Ci hai scopato ?
Ma che cosa dici ? Ohi. Ohi...
Sei gelosa ?
Si, perché, non posso ?
Si che puoi.
- Ah, ci hai messo la crema dentro. - Mm.
Peru': vedi che mio padre scriveva più grande prima.
Ma magari é solo un'impressione.
Ohi, che c'è ?
Non lo so.
Non va, eh ?
Non tanto.
- Senti... - Dimmi.
Ieri ho sentito Rebecca e ho fissato un colloquio su Skype.
Quindi vuoi partire ?
Mi sa di si.
E noi due ?
Ma perché abbiamo fatto l'amore ?
Perché ho paura.
E Perché ?
Perché non so qual é la cosa giusta.
- E se vengo con te ? - Dai, Guido.
Davvero, vengo.
- Ma come fai col lavoro ? - Qualcosa mi invento. Magari mi metto a insegnare italiano.
E poi?
Non lo so.
Mi sa che voglio andare da sola.
Non mi ami più, eh ?
Dai...
Dai...
Dai !
Oh!
(MUSICA MALINCONICA)
- E invece le spese di condominio ? - Incluse.
Come le dicevo, considerati i prezzi della zona, é una vera occasione.
Cucina.
Lei pensa di venire a viverci da solo ?
Si.
Mi farebbe anche da ufficio perché lavoro molto da casa, quindi...
Per esempio, potrebbe usare questa stanza come studio, é molto silenziosa.
Qui abbiamo il bagno.
Camera da letto.
E poi c'è il salotto.
- Nel caso, quando potrei venire ? - Anche da subito.
Non é convinto ?
No, é bella.
Solo che ci vorrei pensare un po'.
- Non c'è problema, tanto le ho dato il mio numero, pub chiamarmi quando vuole. - Grazie.
- Si figuri. Ora scusi, ma avrei due clienti. - Certo.
Arrivederci e buona giornata. Ragazzi, seguitemi.
Avete avuto problemi a trovare la casa ?
- Va bene, si. Adesso, apra e chiuda i pugni, il più rapidamente possibile. - Cosi ?
Si.
Va bene, va bene.
Ok, si alzi e mi faccia una camminata avanti e indietro.
Venga pure.
Allora, potrebbe essere una forma iniziale Parkinson.
- No, scusi, non ho capito bene. - Dico che potrebbe essere un inizio di Parkinson.
In ogni caso, servono altri esami.
Comunque sarebbe in uno stadio iniziale, e questo mi lascia fiducioso.
Ma fiducioso in che senso ?
Nel senso che purtroppo é una malattia da cui non si guarisce...
...ma presa in tempo e con le cure specifiche si pub tenere sotto controllo...
...e comunque avere un decorso molto, molto lento.
- Non le fare troppo salate, mamma. - Cos'è, non ti fidi ?
- Mi fido, pero')... - Comunque ho fatto un po' più di sugo, cosi lo mangiate voi.
- Ma voi chi, mamma ? - Non lo so, tu e i tuoi amici.
- Va be'... - Dai, lo congelo. Pub tornare sempre utile.
- Ti ricordi quando ti insegnavo a cucinare ? - Si.
Com'é passato in fretta, eh, Guido ?
Sembra ieri...
Mamma, su... No, non piangere, dai.
- Perché piangi ? - Perché sono spaventata.
- Stai tranquilla. - Ma io non ce la faccio da sola.
- Ci sono io. - Va bene, si...
- Ragazzi, ma non si mangia ? - Ho quasi finito, tra un po' preparo.
- Che succede ? - Niente.
Forza, su.
Stasera dormi in camera tua, io dormo con mamma.
E come fai con...
Ho risolto il problema: ho comprato i tappi che usano gli operai per le trivelle.
Alberto, smettila, se note le faccio vedere io le trivelle !
(Uomo) A partita chiusa la dimensione disorientatamente...
- Ho approfittato di mia mamma e l'ho messa a cucinare. - Anche io.
- Come va a casa ? - Mm... cosi. La bimba ?
Bene, adesso é con mamma.
- Ti ha accompagnato Pietro ? - Si.
- Come va ? - Bah, insomma...
Dai, é pronto. Ciminieri sta per finire, tra poco tocca a lei.
Ma non c'era prima la pausa pranzo ?
Meglio se parla prima. Dopo pranzo c'è sempre un po' di abbiocco. Vada.
- Crisci, brava ! Vede che se ci si mette... - Ha visto ?
Su, andiamo.
Buongiorno.
Dunque, l'argomento del mio intervento, come annunciato nel titolo...
...sono le ascendenze letterarie che stanno dietro a Palomar...
...in primis Monsieur Teste di Valery e il signor Keuner di Brecht...
...su cui sto lavorando da un po' di tempo.
Palomar, come sapete, é un personaggio che si avvicina alle cose che lo circondano...
"mettendo in discussione ogni prospettiva...
...e che pertanto ci assomiglia, soprattutto quando la nostra visione abituale...
"tende a procedere più incerta del solito.
Solo che, al tempo stesso, Palomar, in cerca di un ideale a priori...
...finisce sempre per rimanere sospeso.
Ironia della sorte...
...io mi sono trovato a riflettere su questi temi...
...in un momento delicato della mia vita...
...in cui sono stato costretto a cambiare...
"prospettiva sulle...
...sulle cose, quindi prendere questo testo...
Signori, scusate, se potete aspettare dieci minuti, in modo che io possa finire...
...ve ne sarei grato.
Tanto la parmigiana é buona anche se mangiata un po' più freddina.
Lo so perché l'ho preparata ieri con mia madre. Credo di meritare un po' d'attenzione, no ?
Allora, dicevamo...
- Bottai, ma che ha fatto ? - Non lo so.
- Sa che ha offeso i membri della commissione ? - Mi spiace, mi scusi.
(MUSICA MALINCONICA)
- Oh, sei stato un grande ! - Si, un grande coglione.
- Ma no, invece hai fatto bene. - Si...
- Vuoi un passaggio ? - No, grazie, vado da solo.
(TUONI)
(IL CELLULARE SQUILLA)
Pronto ?
Ma come ti ha cacciato di casa, scusa ?
Si, ma io sto ancora dai miei.
- Oh, grazie. - Ma ti pare.
- Mi dispiace. Sei sicuro che non vuoi stare tu qui ? - No, dormo sul divano, tranquillo.
Scusa, ma non sai che scenata. Lei che urlava, la bimba che piangeva...
- Dai, vedrai che domani andrà meglio. - Speriamo. Anche perché peggio...
- Quindi resta date ? - Si, almeno finché non le trovo un'altra casa.
- E devi trovargliela tu ? - Dice che il casino l'ho fatto io.
- Vado a prenderti gli asciugamani. - Grazie.
(MUSICA MALINCONICA)
(RUSSARE)
(MUSICA MALINCONICA)
Anche l'eco-cardiogramma va bene. Ma tu come ti senti ? Hai più avuto sintomi ?
- Non nelle ultime settimane. - Bene, dai.
- Si. - E tuo padre come va, meglio ?
Insomma...
- Comunque io sono qua. Per qualunque cosa, mi fai sapere. - Grazie.
- Senti, stavolta ti posso pagare ? - No.
- Come no ? - Ma no, davvero. - E' che mi dispiace.
Siccome non mi fai pagare, non é che magari posso invitarti a un concerto la settimana prossima ?
- In quel posto che ti dicevo. - Chi suona ?
Non mi ricordo il nome, perb mi hanno detto che é bravo, se ti va.
Mm. Vediamo.
- Ok. - Ciao, Guido.
Ciao.
(MUSICA DOLCE)
(APPLAUSI)
Grazie, troppo buoni.
II brano che andrò ad eseguirvi adesso, gentili spettatori...
...é un brano che ho scritto in un momento in cui non desideravo altro...
...che il dolore per l'abbandono mi abbandonasse.
Poi quando ti abbandona, inizi a rimpiangerlo, oppure ci scrivi una canzone...
...cosi puoi riviverlo in ogni momento.
Perché come dice il poeta, che poi sarei io, il dolore serve proprio come serve la felicità.
# Un giorno capirai che non c'era niente da cambiare, non c'era niente da rifare... #
# "bastava solo aver pazienza ed aspettare che le cose, che ogni cosa, si aggiustasse da sé. #
# Quel giorno capirai che la passione ha una scadenza e che é soltanto una scemenza... #
# "cercare il cielo in una stanza. #
# Ma ti piacciono le favole, lo so. E' più forte di te. #
# E dei tuoi alibi di ferro, arrugginiti dalle lacrime di questo stronzo innamorato di te... #
# ..che ha scritto pure una canzone, forse nutrendo l'illusione... #
# ..che nei tuoi occhi ci sia quello che non c'è. #
# Ma é solo un attimo. Come dire ? #
# Un errore di distrazione di questo cuore sempre attento a non fare un passo falso... #
# ..a non esser mai convinto di niente. #
# E' solo un attimo, lo giuro... #
# ..una lieve indecisione di questo cuore di buffone, servo di un solo padrone... #
# ..un padrone mai convinto di niente, mai convinto di... #
(MUSICA DOLCE)
# E un giorno, già' lo so, ci incontreremo in un locale, oppure al centro commerciale... #
# .. con le verdure da pesare, e ci diremo: ”Come stai ? Da quanta tempo !sei sposata 0 no ?” #
# E allora, già' lo so, avremo voglia di scappare, di spogliarci e far l'amore... #
# ..in quella strada lungo il mare. #
# E la paura di esser visti mi eccita, lo sai, e' più? forte di me. #
# E dei miei sogni di cartone, bruciati al bar della stazione... #
# ..fra un cappuccino e una tazzina di caffè... #
# “fissando un treno regionale come se fosse un' astronave“ #
# “che fra un minuto ti porta via da me. #
# Ma e' solo un attimo. Come dire ? #
# Un errore di distrazione di questo cuore sempre attento a non fare un passo falso... #
# ..a non esser mai con vinta di niente. #
# E ' solo un attimo, lo giuro. #
Che c'è ?
Non lo so.
- Ma ti ha dato noia qualcosa ? - No.
Guarda che puoi dirmelo.
Forse le foto in salotto.
- Perché, sono brutte ? - No ! - Ah !
E' che... per un attimo ho sentito come se dovessi ricominciare tutto da capo.
- Io, pero'), te l'avevo detto di prenderti del tempo. - Lo so, mi dispiace.
- Vuoi che vada ? - Ma dove devi andare ?
Non lo so, a casa mia.
- Ma se non ce l'hai neanche una casa! - E' vero, non ci avevo pensato.
- Senti, io ho fame. Facciamo una pasta. - Ma sono le due.
E va be'.
Senti, ma... se ci riprovassimo ?
No, io ho fame adesso.
- Aglio e olio va bene ? - Certo. Grazie. Serve una mano ?
No, affatto.
Belline le tue mutande.
Si, lo so, é che sto vivendo dai miei e mi vesto con quello che trovo.
- Dico sul serio, mi fanno tenerezza. - Appunto, non é proprio il massimo.
Perché ? Lo dici tu.
(Donna) Cinque, quattro, tre, due, uno...
Uno ! Su, su, su, su, su !
Cambio !Vai !Vai, vai, vai !
Forza ! Forza !
Dai, Gioietta ! Sembri un pinguino! Su le braccia !Vai, vai, vai !
Cambio ! Su, su !
(MUSICA MALINCONICA)
Vai, vai, vai !
(MUSICA MALINCONICA)
Questo é il registro di classe. Tra l'altro c'è una nota che ha lasciato il docente precedente.
- Questa, invece, é l'antologia che usano i ragazzi. E direi che non c'è altro. - Grazie.
- Si figuri. Buona giornata. - A lei.
(CAMPANELLA)
- Buongiorno. - Buongiorno. - Ci sediamo ? - Si.
- Come state ? - Bene.
Allora, io sono Guido e sono il vostro supplente di lettere. Adesso vediamo per quanto.
Allora, che cosa state studiando ?
- (Alunni) Ugo Foscolo. - Ugo Foscolo, bene. E che cosa ?
- (Alunni) I suoi sonetti. - I sonetti. Precisamente ?
- (Alunni) "Alla sera." - "Alla sera", benissimo.
- Allora, viva se lo leggiamo ? - (Alunni) Si.
- Allora, prendiamo il libro. Che pagina ? - (Ragazza) 206.
- Come ? - 206. - 206, benissimo. Chi legge ?
- Come ti chiami ? - Fatim. - Fatim, leggiamo "Alla sera".
"Forse perché della fatal quiete tu sei l'imago, a me si cara vieni o sera."
"E quando ti corteggian liete le nubi estive e i zeffiri sereni."
"E quando dal nevoso aere inquiete 'tenébre' e lunghe all'universo meni."
"Sempre scendi invocata, e le secrete vie del mio cor soavemente tieni."
"Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme che vanno al nulla eterno."
"E intanto fugge questo reo tempo."
- Ciao. - Scusami, la riunione non finiva mai.
- No, hanno fatto tutto loro. - Ho lasciato qualcosa su ?
- No, non c'è più niente. - II divano rimane qua ?
Si, viene a prenderlo dopo la nettezza urbana, grazie.
- Allora abbiamo finito, ci fa strada lei ? - Si, arrivo subito. - Grazie.
Ho sentito Anna e verrebbe lei lunedì per riprendersi le chiavi e ridarci la caparra.
- Le ho detto che ci sei tu. - Si. Ma pomeriggio ? - Si. - Si, certo.
Allora... ciao.
Grazie.
- Di che ? No, ti prego, ti prego. - Scusa.
- Ho fatto yoga tutta la mattina per venire qui e... - ok, ok.
- Mi chiami quando arrivi là ? - Certo. Ti chiamo anche stasera se vuoi.
Come vuoi tu.
Devo andare.
- Ciao. - Ciao.
(MUSICA DI "SHIPS" DI TYLER RAMSEY)
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