All language subtitles for Quella Età Maliziosa - Silvio Amadio - Film Completo (1975)

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

... ... ...

Ma perché devi farmi sempre ripetere le cose due volte?

Ma vuoi piantarla con quei quattro pennelli svelacchiati?

Ma butta via quella roba e vieni a mangiare.

Credi di cavartela con quell'aria da artista ispirato fuori del mondo?

Guardatelo. Lui vive tra le stelle.

Raccoglie le armonie dello spazio lui. È un genio incompreso.

Ma non mi fa ridere.

E devi piantarla di darti tanta importanza.

Tanto non ci casca nessuno.

E devi rispondere quando ti parlo. Hai capito?

Avanti, rispondi.

Ma che cosa credi? Che voglio farti la serva tutta la vita?

Dopo come una dannata tutto il giorno per farti da mangiare, per tenere in

ordine la casa.

E tu come mi tratti?

Come se non esistessi.

Finché ti è piaciuto di soddisfare i tuoi sporchi comodi, ti sono andata

bene, vero?

Mica male tornarsene a casa e trovare qualcuno disposto a farsi sbattere

finché ne hai voglia.

Comodo, vero?

Comodo!

Beh? Che cosa vorresti fare con quel pezzaccio di ferro arrugginito?

Spararmi? Ma fammi il piacere, per ammazzare qualcuno ci vuole coraggio. E

tu il coraggio non sai neanche dove stia di casa.

E pensare che ti ha voluto bene come una donna, come una madre, come una sorella.

Ho sacrificato tutta la mia vita per te. E tu? Tu neanche grazie mi dici.

Eppure c'è stato un tempo che di me ti importava.

Eri così gentile allora.

Così premuroso, trovavi le parole giuste per ogni situazione. E io ci credevo a

quelle parole. Mi sarei buttato sul fuoco per te.

Ma che fai? Ma che fai? Non mettermi mica le mani addosso, sai? Butta giù con

le mani, non fai il pagliaccio, sai? Butta giù con le mani.

E questo è il risultato.

Si putti nel piatto che ti mantiene.

Fai schifo, ecco quello che fai.

Sei il più lurido, repellente essere che abbia mai conosciuto. Non hai dignità,

non hai talento, non hai niente di niente. Sei uno zero spaccato, chiaro?

Un miserabile fallito.

Almeno ti lasciassi uscire il fiato. Ma dico una volta, una volta sola potessi

sentire la tua voce.

Ma perché non parli?

Bravo, complimenti!

Sporca la casa, rompi tutto, manda all'aria ogni cosa.

Tanto c'è questa cretina che pulisce, che mette a posto. E quello che si rompe

si ricompra.

In casa c'è chi guadagna, chi lavora sul serio.

Che ti importa di dove vengono i soldi? Purché ce ne siano abbastanza per farti

riempire la pancia.

Io potrei guadagnarli facendo la puttana e a te non te ne fregherebbe niente.

Sbaglio?

La signora verrà immediatamente.

Buongiorno.

Ho appena terminato di fare la doccia.

Desidera? È lei che cerca qualcuno?

Io non cerco qualcuno.

Ho solo bisogno di un giardiniere.

Lei lo è?

Teoricamente sì.

E praticamente?

Beh, ho studiato i fiori, le piante, la natura.

Ho una particolare tendenza per tutto ciò che non si esprime con le parole.

Lei dipinge, vero?

Leggi il pensiero. La manica della sua camicia è ancora imbrattata di tempera.

Non ci avevo fatto caso.

Dunque, lei è un pittore.

Teoricamente sì.

E praticamente?

Praticamente cerca un lavoro.

Ti segga, non mi piace tenere sollevato lo sguardo.

Ha referenze?

Nessuna.

Comunque la mia fedina penale è pulita.

Non è un gran titolo al giorno d'oggi.

Permette?

Il lavoro che lei dovrebbe svolgere non è poi eccessivamente complicato. Si

tratta di tenere in ordine il giardino.

Dare un'occhiata ai conigli e alle galline. Beh, la villa è un po' isolata.

Sa, preferisco che ci sia qualcuno a guardarla.

Mio marito purtroppo è molto malato e non può essere d'aiuto.

Tutto qui.

Lei se la sentirebbe di assumere l'incarico?

Credo di sì.

Lo crede solo oppure ne è certo?

Era un modo di dire.

Sono in grado di assumere l'incarico.

Per principio non accetto sconosciuti nella mia casa.

È una regola dalla quale non ho mai derogato e non vorrei fare eccezioni. Va

bene, va bene, ho capito. Buongiorno.

Aspetti.

Non ho finito.

Ho detto non vorrei.

Purtroppo non ho molto tempo a disposizione.

E al giorno d'oggi non è facile trovare una persona disposta a trasferirsi da un

luogo all'altro.

Lei ha legami?

Voglio dire, è sposato, ha figli?

Totalmente autonomo.

Perfetto, sarà la mia prima eccezione. Come si chiama?

Napo.

Come?

Napoleone.

Buffo, vero?

Abbastanza, ma non per quello che crede.

Sa dove si trova la mia villa?

Non c'è scritto sull'annuncio.

All'Elba, Napoleone all'Elba. Non le viene da ridere?

Mica tanto.

Allora d'accordo. 100.000 al mese più vitto e alloggio. Proteste?

Nessuna.

Noi partiremo per l'isola oggi stesso.

Lei domattina prenderà il primo traghetto.

Allo sbarco ci sarà qualcuno ad attenderle.

Le auguro buon viaggio e una permanenza superiore ai 100 giorni del suo

predecessore. Già.

Comunque meglio l'Elba che Sant'Elena.

A presto.

Io sono Paola. Ah.

Mi hanno detto di venirla a prendere.

E come ha fatto a riconoscermi? Mamma mi ha descritto com'era.

E com'eri?

Pensavo mi avessero rifilato un bidone.

Un bidone?

Lasciamo perdere, che facciamo, prendiamo un taxi?

Non ne vedo.

La corriera, laggiù.

Va bene, andiamo coraggio.

Sempre così la gente aumenta, gli autobus no.

Allora vogliamo andare più avanti per favore? No, un po' più avanti.

La casa è laggiù.

Costeggiando la spiaggia sia breve di... Prendo la valigia.

Quedate anche conmigo un pochino. Chiedo a certevere una cosa.

Lasciami! Toglimi le mani di dosso!

Lasciami!

Puttana! Eres masputa tu che tu madre!

Tu!

E dove vai?

Se hai un po' di cerebro, sei lontano da quella casa.

Lì c'è il diabolo.

Ascoltami, battimi, fino a quando sei in tempo.

Sono le 12 passate, avrebbe dovuto già essere qui da un paio d'ore. C'è stata

un po' di difficoltà nei contatti al molo.

Oltre a questo la strada lungo la spiaggia presenta qualche inconveniente.

Mi segua, le mostrerò il suo alloggio.

Era un vecchio magazzino che ho fatto sistemare due anni fa.

Io credo che potrà adattarsi. Andrà bene, grazie.

Il pranzo ne sarà servito fra poco.

Per oggi non dovrà lavorare.

Inizierà domattina.

Buongiorno. Buongiorno.

Ecco qua.

E non porti troppo in giro.

Gli uomini sporcano sempre tutto.

Beh, ma soltanto acqua. Nessuno beve vino in casa, mai.

Senta un po'. Sì.

Non ha da qualche parte una sorella gemella per caso?

Si tenga le sue spiritosaggini. Con me non attaccano.

Simpatica questa.

Buongiorno. Mi scusi, can... Carlotta mi ha detto che lei ha protestato.

Non c'è vino. Ho trovato del whisky. Può esserle utile? Che cosa?

Ah, sì, la donna.

Quella soffre di nevrastenia.

Vede, in questa casa il vino è stato bandito a causa di mio marito.

Le ho detto che è molto malato di cuore. Per questo viviamo qui, nell'isola.

L'aria è buona e il cibo è sano.

Per lui è questione di vita o di morte.

A che cosa le serve questo aggeggio?

Non voglio armi in casa mia.

No, è solo un ricordo.

Apparteneva a mio padre.

E' tutto quello che hanno trovato di lui.

La piastrina, una scarpa, la destra.

E questo aggeggio, come lo chiamano?

Mi scusi.

Chi si trova qui?

Ancora non lo so.

Non ero mai entrata qui dal giorno della sua trasformazione.

Il letto è sufficientemente comodo?

Se vuole posso farle cambiare il materasso. Non si preoccupi, va

benissimo così.

Davvero?

Bene, questo è l'elenco delle cose più importanti da spiegare.

Può studiarselo con comodo e farsi un programma. Noi siamo in piedi dalle

sette del mattino.

A domani.

Non so che cosa abbia questa terra. I fiori appassiscono ancora prima di

nascere. Buongiorno.

Buongiorno. Ha dormito bene?

Abbastanza. Ha fatto caldo questa notte.

Siamo in alto mare.

Non me ne rendo mai conto perché ho i piedi sulla terra ferma. Ma in pratica è

come se navigassimo su un transatlantico grande come quest'isola. Credo sia così.

Devo pensarci io alle rose.

Non per ora.

Anzi, devo chiederle un piacere. Dica, dica.

Mio marito ha bisogno delle solite medicine.

Il farmacista sa di che si tratta.

Pensavo che avrebbe potuto prendere la macchina e fare un salto a comprarle.

Naturalmente questo non rientra nei suoi obblighi. No, no, ci vado, ci vado, non

si preoccupi.

Suo marito è uno scrittore.

Non proprio.

Diciamo che scrive, è più esatto.

Capisco.

Beh, le chiavi? Ah, eccole.

La macchina è in garage a livello della strada.

Io sono molto grata.

Dove va? A Portoferraio.

Che coincidenza.

Potrei avere un passaggio?

Parlando di coincidenza, chiodola. Venga.

Gliela date mamma le chiavi?

No, no.

Ho intenzione di trasformare la macchina in un motoscafo.

A chi vuole che rubi un'auto in un'isola.

Già, non mi era mai venuto in mente.

Ci vediamo più tardi?

Va bene?

Per me?

Deve trattenersi molto.

Dipende. Diciamo fra un'ora.

E diciamolo.

È il mio pernet?

Ecco.

Un caffè.

Salute, eh? Salute.

Grazie.

Desidera? Sto aspettando una ragazza, è entrata qui un paio d'ore fa.

Deve essersi sbagliato.

Qui non è entrata nessuna ragazza da questa mattina.

Scusi.

Grazie lo stesso. Buongiorno.

Dove diavolo si era cacciata?

In nessun posto. Ho cambiato idea.

Salga.

Che razza d'idea.

Prima mi chiede un passaggio e dopo vuole andare a piedi. Lei non cambia mai

idea. Non tanto in fretta.

Allora è solo questione di tempo. E il tempo non esiste.

Lo abbiamo creato noi.

Lo sapeva?

Con questo.

Attenzione. Il cervello è uno strumento pericoloso.

Già, ma è essenziale.

Senza di lui non esisterebbe neppure l'amore, la sensualità, l'erotismo.

Le faccio un esempio.

Che cos'è più eccitante per lei?

Una donna che le si spoglia nuda davanti o un'altra che si lascia spiare da una

finestra aperta o dal buco della serratura.

Ho aspettato quasi due ore.

Prendo lezioni d'inglese due volte alla settimana.

Ferma. Perché?

Non voglio che mia madre mi veda con te.

È vero che ti chiami Napoleone? E con questo?

Vieni qui.

Vieni con me.

Come sei bellissima.

Facciamo una cosa.

Nino.

Guapa.

Facciamo una cosa insieme.

Andiamo. Vieni.

Fila, vattene!

Che chieresti tu?

Che vuoi? Io ti avrei avviso di stare lontano da esse! Sei il cazzo che devi

sgombrare! Vattene! Fila! Perchè te la prendi a scommigliare? Che ti ho fatto,

Joe? Se tu la tocchi... Se tu la tocchi... Apri bene quelle forti

orecchie!

Pico di putta!

Fermatevi!

Basta voi due!

Siete impazziti?

Basta così, ho detto.

È ridotto da far pietà.

Su, venga con me.

Si sdrai sul letto.

E si tolga la maglina, gliela farò lavare.

Disdrai.

Così. Non si muove.

Ah, che idea.

Azzuffarsi in quel modo.

Ma chi è?

Un pescatore che è sbarcato qui dalla Spagna pericchi anni fa.

È sostanzialmente innocuo.

Stava mancando di rispetto a sua figlia. A mia figlia?

Ma se Paola è in casa?

Sì, insomma, con i gesti, con il suo comportamento.

Era come... Era come... Sì, insomma, è difficile spiegarvi. Una danza fallica,

è questo che vuol dire?

Esattamente.

È il suo modo di esprimersi.

È un pescatore e come tutti i primitivi trasferisce nella danza le sue

sensazioni. Lo trova strano?

Sì, lo trovo un po' disgustoso.

È osceno.

Disgustoso posso concedergli, lo riflette un punto di vista personale. Ma

osceno non direi.

Si è... sbottonato i pantaloni.

Ed ha estratto il sesso, è così?

Infatti. Era di notevoli proporzioni, vero?

Ma io non ho guardato.

Io sì.

Come ha detto?

Si stupisce che parli di certi argomenti?

Beh sì, un po', lo confesso.

Si stupisce se ne parlo?

Poi magari corre a comprare una rivista pornografica, oppure a spiare da qualche

buco della serratura.

Non le sembra di essere un po' ipocrita?

Ma può darsi.

Ah, grazie, adesso va molto meglio.

È un invito ad andarmene, a quanto pare.

L'ho scandalizzato? No.

Sia sincero. Ma no, le ho detto di no.

Allora sarebbe disposto a sbottonarsi i pantaloni davanti ad una sconosciuta,

diciamo davanti a me?

E lei sarebbe disposta a spogliarsi davanti a uno sconosciuto, diciamo

davanti a me?

Ecco fatto.

Ora tocca a lei.

Beh, mi accenda almeno una sigaretta.

Meglio di no.

Mi lasci, non le ho detto che volevo fare all'amore.

Mi scusi, sono un idiota.

Lei è un presuntuoso.

Se voglio un uomo non ricorro sotto i fuggi.

Mi scusi.

Vedo che sta tornando in sé.

L'episodio è dimenticato.

Buongiorno.

Vado in paese, le serve qualcosa?

No, no, grazie. Se vuole l'accompagno.

Non glielo ho chiesto, so guidare sufficientemente bene.

Pensi all'orto piuttosto.

Le mie nozioni di giardinaggio sono un po' scarpe.

Era nelle premesse.

Ehi, lei, mi scusi.

Buongiorno. Buongiorno.

Lei è il nuovo giardiniere, vero? Già.

Anche se sarei propenso a considerarlo un semplice eufemismo.

Sì, sì, già. Me ne rendo conto. Lei è una persona piuttosto colta.

Non quanto lei, naturalmente.

I libri.

Un cumulo di sciocchezze con qualche barlume di verità di tanto in tanto.

Sto cercando di chiarire alcuni punti essenziali sulla permanenza di Napoleone

in quest'isola.

Spero di pubblicare i risultati al più presto.

Beh, sei mai interessato a Napoleone?

Guardi, potrei rispondere di sì.

Ma farei solo del basso umorismo.

L'umorismo è indice di profonda intelligenza.

Ma spesso anche di scetticismo.

Lei si intende di medicina?

Beh, quanto di giardinaggio. Io dipingo. Un pittore.

E che cosa farebbe un pittore di fronte a un termometro che si ostina a segnare

39 di febbre?

Chiamerebbe un dottore. Chi è il malato?

Paola. Credo che lei l'aveva già conosciuta.

Ieri ha preso molta pioggia e forse una brutta influenza.

Vede, qui i medici sono pochi.

Non è come in città. Bisogna fare qualcosa.

Appunto per questo le chiedevo un consiglio. Ho pensato che forse lei

avrebbe potuto aiutarmi.

Venga con me, cercheremo di fare qualcosa.

Ci sono dei medicinali in casa.

Ecco, ci sarebbe questa pomata. Io, sa, le mie mani non sono più quelle di una

volta. Ci penserò io. Le sono veramente grato. Venga, venga con me.

Ascolta, il signore si è gentilmente offerto di aiutarci. Ti applicherà una

pomata termogenetica. Ti farà molto bene, vedrai.

Dovrebbe mettersi i bocconi e sollevare la camicia. Certamente.

Hai sentito, cara?

Devi metterti sul ventre e lasciare fare a noi. Il signore qui ti spalmerà la

pomata. Sarà un vero sollievo per te, vedrai?

No, non voglio.

Cara, non fare capricci. È per il tuo bene. Non puoi essere scortese verso chi

vuole aiutarti.

Ecco qua.

Ora, l'altra parte.

Mi hai sentito, cara?

L'altro lato.

Ecco fatto.

Ora ci vorrebbe dell'aspirina.

Faccio un salto in paese e comprarla.

Le sono molto grato.

Davvero molto grato.

Buonasera. Buonasera.

Si è fatto tardi a quanto pare. L'auto si è messa a fare i capricci. Sono

rimasta bloccata in paese.

Spero che mia figlia stia meglio.

Fra un paio di giorni sarà guarita.

Come fa a saperlo lei?

Sono un indovino.

Leggo nel futuro.

Aspettami, Paola!

Ah,

no, non è per me.

Ehi! Ehi!

Ti vieni? No, non vengo.

Vi aspetto per la colazione.

Non si preoccupi, non cadrà.

Guardi piuttosto laggiù, è uno spettacolo fantastico.

Perché non ti occupi di Paola? Non ha mangiato quasi niente. Dovresti essere

più cavaliere con lei.

Si comportano come se fossero già sposati.

Si ignorano completamente.

Non tutti i matrimoni hanno un identico risultato.

Mi auguro che il loro sia perfetto.

Ehi, andateci piano. Franco ha ancora due anni di università davanti a sé.

Date tempo al tempo.

Ho voglia di correre.

Beh, che cosa aspetti?

Non ti muovere.

Se allarghi le braccia sei perfetto.

Così va bene.

Potrei adorarti, mio signore.

No, non mi piace la concorrenza.

E cosa vuoi dire?

Paola, Paola!

Salve, Paola. Io vado con mia madre.

Ci vediamo alla villa.

È chiaro che ti sei rimessa completamente.

Non ti ho mai visto così scatenata.

Merito di nato. Non ti ha detto niente, Adolfo?

Potresti chiamarmi papà qualche volta.

E perché?

Tu non sei mica mio padre.

Non è una buona ragione. È mio marito, comunque.

Marito. È una parola buona.

Marito, marito, marito.

Hai fatto caso che tutte le parole a pronunciarle tante volte di seguito

diventano stupide?

Marito, marito, marito, marito, marito... Piantala di dire sciocchezze,

Paola. Distrai Napoleone dalla guida.

Napoleone? Perché non lo chiami Napo? È più dolce, meno rimbombante.

Vorrei dire reboante.

Voglio dire meno boom.

Hai capito benissimo.

Adesso chiudi la bocca e stai ferma. D'accordo?

D'accordo.

Che cos'è questa storia di Napo e della malattia di Paola?

Niente, è stupidaggine.

Napo mi ha dato una mano a curare la ragazza in tua assenza.

Ecco tutto.

Da oggi in poi le sarò grata se vorrà occuparsi esclusivamente dei compiti che

le sono stati assegnati.

Come lei desidera.

Attenzione, attenzione, Napo!

Chiedo scusa, me l'ho distratto. Me ne sono resa conto, Napoleone.

Perché non dormi?

Rumori sul tetto.

Qualche gatto.

Il gatto ero io.

Tiravo, tiravo sassi sulle tegole.

Avevo voglia di vederli.

Paola. No, non adesso.

Mia madre si alza spesso la notte.

Allora vieni tu da me.

Ascolta. Ci vediamo domani.

Dirò che vado a lezione di inglese.

Dove ti aspetto?

Alla pineta di Calenzano e a poca distanza dalla punta della montagna.

La puoi vedere dalla terrazza.

Sul lato opposto c'è un'insenatura nascosta.

Va bene.

Ci vediamo là domani mattina.

Vai a dormire adesso.

Prometto di non tirare più.

Paola!

Paola!

Paola!

Paola! Paola!

Paola!

Carlotta, dov'è Paola?

Non doveva andare a lezione d'inglese? Non lo so, io l'ho vista andare verso

Canenzano.

Vado a prenderti i vestiti.

Amén.

Dino!

prima che ti veda qualcuno.

Dai, sbrigati!

Dirà tutto a mia madre.

Non ti preoccupare, non dirà niente.

Non perdere tempo!

Sbrigati!

Dove sei stata?

Ma che è successo?

È stato orrendo.

Non volevo.

Non volevo. L'ho colpito per difendersi.

Non volevo.

Parla, figlia mia. Dimmi tutto. Che cosa è successo?

È stata una disgrazia.

Paola mi ha già detto tutto.

Non c'è più niente da fare, sta morendo.

Dobbiamo tentare qualcosa.

Sarà necessario, chiameremo un dottore, lo trasporteremo all'ospedale. Ma lei

vada alla villa, prenda garza, medicinali e porti tutto qui. Che cosa

aspetta? Corra, le ho detto!

Dov'è? In fondo al mare.

Era morto quando ce l'ho gettato.

Ci sono nove probabilità su dieci che non torni alla superficie.

E se invece tornasse?

Allora sarebbe peggio per te.

Tu sei il vero responsabile di quello che è successo.

Tu solo devi pagare per questa morte.

Hai sentito perfettamente.

Mia figlia in questa storia non deve entrarci.

È ancora una bambina.

E tu hai approfittato di lei.

Ma non l'ho ucciso io.

Nessuno ti crederebbe.

Provalo se puoi.

Io t'ammazzo!

Maledetta puttana, t'ammazzo!

Un altro omicidio?

È inutile, Napoleone.

Hai avuto la tua Vaterlò.

Tutti sanno che fra voi non correva buon sangue.

C'è anche chi ti ha visto fare appugni con lui.

Se qualcuno un giorno dovrà pagare per la sua morte, non sarà Paola a farlo, ma

tu! Sono tu!

Pazzesco. Mia figlia non è per te.

Vattene da quest'isola, fuggi lontano.

Ma non illuderti.

Per tutta la vita rimarrai appeso ad una corda.

Quella che trattiene sul fondo del mare il corpo dell'uomo che tu hai ucciso.

Addio.

Ehi lei, un momento, le è caduto qualcosa di tasca?

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.