All language subtitles for zI giorni del commissario Ambrosio (Sergio Corbucci_ 1998) DVDRip

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Original subtitles

- Buongiorno, commissario. - Buongiorno.

Neanche oggi che e domenica? E' così presto poi!

- Però sta per andare in vacanza! - Come lo sa?

Le voci girano, dottor Ambrosio.

- Salve, Gino. - Buongiorno, commissario!

Ne vuole? Sono calde di forno.

- L'ultimo cappuccino? - Perché, mi hanno condannato a morte?

Va in ferie, no?

Per lei le ferie o morire è la stessa cosa!

- Lo sai anche tu? - Sì. - La solita fuga di notizie?

Scusi, signor commissario.

Volevo domandarle se da qui va in questura.

Sì, ci vado a piedi così faccio un po' di footing.

Volevo chiederle un piacere.

E' una cosa impellente.

Potrebbe sollecitare un acchiappatopi?

Qui è un disastro.

- Siamo invasi dai topi. - Ehi! - Guardi che schifo!

L'ho preso 'sta mattina.

L'ho ammazzato con una scopa e I'ho messo via...

...per farlo vedere a quelli dell'ufficio d'igiene.

Alla signora Mascetti...

la professoressa, quella del secondo piano...

...gliene è sbucato uno dal gabinetto.

A momenti moriva di paura!

Escono in batteria dalle fogne.

Sono due giorni che ne siamo proprio invasi.

Un disastro!

- Guardi Ià! Un altro! - Sì.

Guardi come è grosso! E' un coniglio!

E' incredibile! Che sarà successo?

Forse saranno gli scavi della metropolitana...

...che hanno infastidito quei topacci schifosi!

Ci andiamo noi di mezzo, mica i sorci.

Non viene nessuno a prendere il cappuccino con il sorcio!

Vengono fuori dalle fogne loro e chi s'è visto s'è visto!

Cosa fa, commissario? Chiama I'acchiappatopi?

113.

Sono il commissario Ambrosio, telefono da Piazza San Fedele.

- Mandate quattro volanti sul posto. - Subito, dottore.

Pronto, volante Duomo?

Andate subito in Piazza San Fedele alla Banca Nazionale del Lavoro.

Volante Duomo, volante Perugia.

Dirigetevi a Piazza San Fedele...

...su segnalazione del commissario Ambrosio.

Fate molta attenzione.

- Su', ragazzi! - Presto!

Svelti!

Passami la torcia.

Andiamo!

Reggiani, ti era andata bene I'ultima volta...

...potevi accontentarti, no?

- Alla tua età! - Senti chi parla.

Vuoi una sigaretta?

Magari, ma come la fumo?

- Ammanettatelo davanti. - Grazie.

- Da quanto tempi scavate Ià sotto? - Tre giorni e mezzo.

- Bastava un'altra mezz'ora. - Toglimi una curiosità.

Proprio la banca vicino casa mia dovevi scegliere?

Me ne tolga una lei, commissario.

Ma la domenica mattina perché non se ne sta a letto...

...invece di andare in giro a scassare la minchia?

Permesso? Un bel caffè per il dottor Ambrosio.

Luciano, vuoi farmi avere delle grane con il sindacato?

- Grazie. - Oggi e I'eroe del giorno.

Lascia perdere.

Ma ogni volta che vede due topi pensa a una rapina?

Non sempre...

...ma spesso penso che quello che c'è nelle fogne...

...fa meno schifo di quello che c'è sopra.

- Ha sentito che freschetto? - Certo, hai la finestra aperta.

Dice che quest'anno e il febbraio più freddo del dopoguerra.

L'ho sentito dire anche I'anno scorso.

Quando ci sarà un febbraio caldo, avvertimi.

Fa schifo questo caffè, non dovevano mettere la macchina nuova?

Infatti è quella nuova solo che al peggio non c'è limite.

Ha telefonato la dottoressa, dice se la cerca in clinica.

Grazie.

- E questo cos'è? - Un incidente stradale.

- Perché sta qua? - Gliel'ha lasciato Tarlazzi.

- E Tarlazzi dov'è? - In settimana bianca con la moglie.

Sempre in vacanza lui!

D'altra parte se gli spettano...

Anche a lei non farebbero male un po' di ferie.

Non so sciare e odio la neve.

Mi piace soltanto per farci la granita.

- Ah, c'è un morto. - Sì, contro un albero.

Il rapporto dice che il corpo era fuori dalla macchina.

- Ho già convocato i due testimoni. - Hai fatto bene.

Posso avere il pomeriggio libero?

- Ferie anche tu? - No. La Roma gioca con il Como.

- E' una partita difficile. - Anche I'anno scorso lo era.

Quando diventerà facile, me lo fai sapere.

- Allora ci vado? - No. - Ti pareva!

Mi passi la dottoressa Quadri.

La dottoressa Quadri è desiderata al telefono numero 5.

La vogliono al telefono.

- Pronto? - Salve, come va?

Sono così eccitata di andare in montagna con te.

Quant'è che I'aspetto questa vacanza!

- E non vorrei che tu mi tirassi un bidone. - No, ce la faremo.

Saresti capace di far ammazzare qualcuno pur di rimanere a Milano.

- Infatti... -Come? - Niente, niente.

- Non facciamo scherzi! -Con oggi sono 8 anni che stiamo insieme.

Sì, insomma, che ci frequentiamo.

Ho prenotato un tavolo al Biffi.

- Salvo imprevisti ci vediamo stasera. - Quale imprevisti?

Dicevo così per dire.

Ti vengo a prendere io.

- Dove andiamo adesso? - A fare la deposizione.

Voi siete i testimoni dell'incidente.

- Purtroppo il cane non può entrare. - Sì, ma non gridare.

Quello e nervoso e poi sente tutto perché e intelligentissimo.

Stai buono, Rigoletto. Mamma adesso ha da fare.

- Dottor Ambrosio, cercavo lei. - Dove si va?

- Sono tutte uguali queste porte. - Orario, turni, concorsi...

- Se vuole dare un'occhiata. - Va bene.

- Rosa Cuomo. - Cuomo.

Nata a Napoli, emigrata.

Anche io sono emigrato. E anche lei se non sbaglio...

Sa che questo signore è un'eccezione?

E' un brav'uomo.

- Oggi è difficile trovare gente... - Signora, si attenga ai fatti.

Io non ho fatto niente!

Ha fatto tutto lui.

Buonanotte!

- Buongiorno. - Ecco il commissario Ambrosio.

Questi sono i due testimoni dell'incidente.

Il professor Renzo Bandelli, violinista.

- E la signora Rosa Cuomo. - Molto lieta. - Stia comoda.

- E' casalinga e un po'... - Bene, tutto fatto?

Hanno appena terminato le loro deposizioni...

...che coincidono perfettamente.

- La signora stava dicendo... - Glielo ripeto io al commissario.

- Aspetti. - In due parole.

- In due parole. - Si accomodi qui.

Ecco.

- Si accomodi anche lei. - Si accomodi.

- Allora? - Allora che?

- I fatti. - Quali fatti?

Quelli di stanotte.

- Ah, di stanotte! - Sì.

- In due parole... - Sì.

Come tutte le notti io e Rigoletto...

- Rigoletto? - Il cane.

Lui, poveretto, è abituato tutte le notti...

...a fare, insomma... - A fare pipì.

Sorvoliamo.

- Ma ieri notte sapete cosa ha fatto questo malandrino? - No.

A un certo momento ha abbaiato.

Non lo fa mai durante i bisognini...

...ma si era disturbato quando ha visto le due macchine.

Una era ferma un po' più in alto e I'altra era contro il platano.

Nel fosso, ancora col faro acceso.

- Sì. -Io ho la pila... - La pila?

Sì, la lucetta.

Quando Rigoletto fa i suoi bisognini...

...vedo se ci sono i vermi e invece altro che vermi ho visto!

C'era il morto e vicino a lui sapete cosa ho visto?

Questo bravo signore...

...un modello di cittadino...

...che stava lì che voleva aiutare quel povero disgraziato.

Ma niente!

Non c'era niente da fare.

Era stecchito.

- Ho capito. - E' stato un vero peccato.

Se fossimo arrivati prima, forse questo signore...

Basta così, signora.

Ho finito, ecco.

Lei ha qualcosa da aggiungere?

No, è così.

Sono arrivato pochi attimi prima della signora...

...e subito mi sono accorto che non c'era più niente da fare.

Era stecchito!

Dov'era precisamente il morto?

Accanto alla macchina, forse gli saranno mancate le forze.

E' cascato... gliel'ho detto, no?

Sì. Scusi, professore, lei abita da quelle parti?

Sì, stavo tornando a casa.

Taglio sempre per il parco per far prima.

- Allora? - Ho visto il faro acceso.

E poi?

Forse era uno di quelli come dice la signora Cuomo...

...che corrono troppo. - Certamente!

Gliel'ho detto.

Fate qualcosa per questa circolazione, Commendatore.

- Non sono Commendatore. - Non vi hanno fatto Commendatore?

Quanto mi dispiace!

Va bene, basta così.

Se avrò bisogno di voi, vi richiamerò.

- Abbiamo gli indirizzi? - Certo, commissario.

- Sì, io sono sempre a vostra disposizione. - Grazie.

In questi giorni non sono a casa.

Stiamo incidendo un disco agli studi Alpheus...

...dalle parti di Via Larga. - Larga!

- Non è abbastanza larga. - Signora...

- Che c'è? - Rigoletto.

- Sì, senza mamma... - Prego.

- Arrivederci. - Arrivederci.

- Commissario. - Sì?

Volevo dirle che io venivo dalla stazione.

Sono stato due ore ad aspettare un amico che doveva arrivare da Zurigo.

- C'è stato ritardo e... - Non era necessario.

Ho ancora il biglietto d'ingresso.

Allora, ha ragione la signora Cuomo: lei è un cittadino modello.

Penso che tutti dovremmo rispettare la legge.

- Il mondo sarebbe migliore. - Certamente.

Buongiorno.

- Professore. - Sì?

Perché ha voluto fornirmi un alibi?

Non è mica un imputato, è solo un teste.

Sì, certo.

E' la prima volta che ho a che fare con la polizia.

Non si sa mai, preferivo mettere tutto in chiaro.

Sì, bene.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Pronto, Istituto di Medicina Legale? Mi dia il dottor De Silva.

Ciao, Carlo.

Deve esserci un morto di un incidente stradale.

Ce ne sono quattro?

Uno dei quattro...

Il mio risponde al nome di Vittorio Borghi.

Dovresti farmi un'autopsia.

E' urgente.

Capita.

Non so niente di preciso...

...ma c'è qualcosa che non quadra.

Borghi Vittorio, nato a Milano il 24 marzo 1951.

Genitori entrambi deceduti.

- Vai al dunque. - Il dunque viene presto.

Il primo arresto è a 20 anni, roba da ragazzi... erba e hashish.

Fino ai 26 tutto tace...

...a parte un fermo per schiamazzi notturni a Portofino...

...e una causa di riconoscimento di paternità...

...da parte di una modella svedese.

Per i 30 si è fatto un bel regalo.

Un arresto a Londra per assegni falsi.

Se la faceva all'estero.

Si e sposato in Svizzera e si e fatto mantenere dalla moglie...

...poi I'ha lasciata ed è tornato a Milano.

Basta con i pettegolezzi.

Milano è il dunque.

Cambiali e protesto, altra droga...

cocaina, stavolta bisogna sempre migliorare,

...ricettazione di quadri antichi, gioco d'azzardo, totonero, eroina.

- Devo continuare? - Dove sta di casa?

Vedi le case che ha cambiato questo!

L'ultima residenza e un residence in Via Principessa Clotilde...

Questo volevo sapere.

Allora dobbiamo tornare indietro.

Non voglio andare in Via Principessa Clotilde.

Mi ha chiesto dove abitava il morto.

Appunto, non può più cambiare. Andiamo al parco.

Fammi avere al più presto il rapporto della scientifica.

Voglio tutti gli esami, di interno e di esterno.

- E subito! - Commissario Ambrosio!

Commissario! Ha visto che ci rivediamo?

Come sono eccitata!

- E' la prima volta che assisto a delle indagini. - Normale routine.

- Normale ruttino? - Sì, dopo colazione capita.

Sì.

Io abito proprio laggiù.

Ecco perché tutte le notti io vengo qui nel parco...

...perché Rigoletto come sa è debole di intestino. - Lo so.

Rigoletto, vieni qui!

Brutto malandrino!

Spendo metà della mia pensione per nutrirlo e lui niente.

Si butta su qualunque cosa trova per terra.

Anche ieri notte...

Anche ieri notte...?

No, niente.

Rigoletto, vieni qua!

- Mi portate Rigoletto, per favore? - Come no! - Grazie.

- Luciano! - Dica! - Porta anche quello alla Scientifica.

- Il cane? - Il sasso.

Allora, signora, ieri sera?

Niente, commissario.

Non mi faccia perdere tempo.

- Un portafoglio. - Sì... - Che Rigoletto ha trovato.

Il portafoglio era vicino alla macchina.

- E allora? - Allora...

Dentro c'erano 50.000 lire.

Il professore ha detto che a lui non interessavano...

...e che me le potevo tenere.

Io le ho prese, ho fatto male?

No, non si preoccupi.

Dov'è il portafoglio?

Il professore I'ha imbucato in quella cassetta.

Mi ha detto che la Posta poi lo ridà al proprietario.

- Dice che così si usa. - Lo ha visto imbucare?

Sì, I'ho visto imbucare...

...dopo che è passata la macchina della polizia...

...che io ho fermato per fargli vedere I'incidente.

- La domenica la posta non la prelevano, no? - No.

Se il nostro professor Bandelli non ci ha detto tutto...

...un motivo dovrà esserci.

Lei crede che il Bandelli in qualche maniera...

Un testimone che si dà un alibi non è solo un semplice testimone.

Già. E poi che c'entra un mezzo prete come quello...

...con un fracicone puttaniere drogato come Borghi.

Vedo che hai imparato un milanese quasi perfetto!

Mica è carino sfottere un povero emigrante.

- Ecco, questo e il residence. - Non ti fermare.

Vedi quello conciato da Ispettore Kojak? E' un tirapiedi del Barbieri.

Un trafficante, già beccato due o tre volte.

Siccome il morto aveva a che fare con la droga...

...forse non è una coincidenza.

- Pronto? Chi parla? - Parlo io.

Belli capelli, ora ti ci porto io dall'amico tuo! Attacca.

Guarda che non scherzo!

- Lasciami, bastardo! - Mi dovete dare i soldi!

Se no ci rimettete la pelle! Noi non scherziamo, eh?

Puttana, stronza!

L'accordo era che oggi Vittorio avrebbe saldato!

Fuori i soldi!

La roba I'avete avuta! Se non pagate, vi uccido!

Chi è?

- Chi è? - Un amico di Vittorio.

Salve.

- Vittorio non c'è? - Lo sto aspettando anch'io.

- A voi quanto vi deve? - Cazzi nostri.

- Ne sei proprio sicuro? - Vuoi prendermi per il culo?

Pezzo di merda, chi sei?

Barbieri, la prima regola di un buon spacciatore...

...è quella di non farsi.

La droga fa male, il cervello va in acqua.

Se no ti saresti accorto che sono il commissario Ambrosio.

Abbassa quella pistola, potrebbe scapparti un colpo.

Fermo o ti faccio saltare la testa!

Abbassa quella pistola.

Guarda che non scherzo, eh?

Fuori dalla porta c'è uno con le manette pronte.

Ancora con questi vecchi trucchi del cazzo!

Vaffanculo!

Vaffanculo!

Buono! Non muoverti!

- Visto? - Ahia! Che male!

- Tutto a posto, commissario. - Cosa ci fai qui?

Mi stavo annoiando e sono venuto a fare un giro.

Ti avevo detto di aspettare di sotto.

- La prossima volta aspetto di sotto. Alzati! - Piano!

- E' successo qualcosa di grave a Vittorio? - Abbastanza.

E' morto.

Dio!

No!

Mi vuole dire qualcosa di lui?

Pensava solo a trovare il denaro per salvarsi da quelli che lo cercavano.

Voleva andarsene in Canada.

- Non so perché. - Vuole una sigaretta?

Non fumo.

Neanche Vittorio fumava.

L'unico vizio che non aveva.

Quando doveva partire?

Appena possibile.

Ma non con me, questo è sicuro.

- E con chi? - Che importanza ha?

Con una delle sue puttane.

Vittorio piaceva alle donne.

Ormai eravamo solo amici.

- Teneva qui la sua roba. - Quando I'ha visto I'ultima volta?

Ieri.

E' passato a cambiarsi per andare a chiedere un prestito al fratello.

Ma tanto era inutile.

- Non sapevo avesse un fratello. - Sì.

Il senatore Francesco Borghi, I'industriale... lo conosce?

Sì, ma non sapevo della parentela.

Odiava Vittorio per i casini che gli aveva fatto.

Scusi ma non aveva detto che Vittorio non fumava?

Bravo, commissario.

Lei nota tutto!

Le ho detto che io e Vittorio eravamo rimasti amici...

...anche io a modo mio ieri notte ho cercato di aiutarlo...

...procurandogli i soldi per il biglietto dell'aereo.

Queste cicche sono la prova di una marchetta.

- Così si dice no? - Si dice così.

Adesso, commissario...

...la pregherei di andarsene.

Non è un bello spettacolo.

Lo so, infatti me ne vado.

Il suo permesso di soggiorno sta per scadere.

Quel biglietto per il Canada lo usi lei...

...finché è in tempo.

- Caro Giulio, come va? - Dipende da te.

Vai di fretta? Ho sentito dire che devi andare in vacanza.

Non pretenderai mica che abbia già fatto tutto in una mattina!

Cosa hai trovato?

Quello che basta, vedrai.

L'analisi del sangue ha rivelato un tasso alcolico altissimo.

Per non parlare poi delle anfetamine e della cocaina che prendeva!

Ci andava giù pesante!

Vieni a vedere.

Come puoi constatare c'è una vasta zona di trauma...

...sulla sinistra molto profonda e molto estesa.

E' così che ci è rimasto.

Non conosco la dinamica dell'incidente ma dal macello...

...penso si sia cappottato più volte. - Nemmeno una.

Dubito che dopo una botta così abbia potuto uscire dalla macchina.

Solo se fosse stato uno zombie.

Come faceva con il temporale sfondato come un cocomero marcio?

A meno che non se lo sia sfondato volontariamente...

...magari picchiandosi con quel sasso che ho mandato ad esaminare.

- Vero? - Alla deduzione finale ci arrivi da solo.

Presidente, il commissario Ambrosio.

Fallo passare.

Prego.

Buongiorno.

Buongiorno.

Mi scusi se I'ho fatta venire fin qui ma io ho I'abitudine di lavorare...

...anche la domenica.

- Lei ha chiesto di vedermi? - Ho bisogno di qualche informazione.

- Su mio fratello? - Sì.

Lo immaginavo.

In realtà siamo figli di due madri differenti.

Mio padre amava molto le donne...

...e da vecchio ha messo incinta una cameriera.

La madre di mio fratello.

Della sua fine sono stato già informato.

Commissario, ho molti amici.

- Un po' a tutti i livelli. - Lo immagino.

- So anche che ha chiesto un'autopsia. - Conosce anche i risultati?

No, ma posso immaginarli.

Vittorio non ha fatto altro che darmi dei problemi.

E' di questo che volevo parlarle.

Io non ho niente da dirle.

Ho cancellato Vittorio dalla mia vita da più di dieci anni.

A me risulta che I'ha visto ieri e che le ha chiesto del denaro.

Non vedo come la cosa possa interessarla.

Invece mi interessa.

Suo fratello non è morto in un incidente...

...è stato ucciso.

Avevo intuito qualcosa di molto grave quando lei mi ha telefonato...

...ma francamente...

...benché avessi sempre sospettato che prima o poi potesse accadere.

Vittorio era talmente...

Ha già idea di chi possa... ?

No!

Commissario...

...mi rendo conto che lei debba condurre un'inchiesta...

...ma la prego di tenermi fuori.

L'assurda vita di mio fratello già mi aveva costretto ad interdirlo.

Poi, come le ho detto, da dieci anni non avevo niente a che fare con lui.

- Ne è proprio sicuro? - Cosa vuol dire?

Mi risulta che per regalargli poche lire lei ha preteso...

di andare a letto con una delle sue amanti.

Bel gesto fraterno.

A buon mercato poi.

Il prezzo di due biglietti d'aereo per il Canada.

Non me I'ha detto Sharon ma queste sue sigarette nere...

...e per di più spezzate a metà.

- E' un nuovo metodo per smettere di fumare? - Sì.

Fa bene a pensare alla salute.

- Anzi, se io fossi lei mi farei un analisi del sangue. -Perché?

Dovrebbe saperlo che i drogati possono essere sieropositivi.

Arrivederci.

Professore, deve fare un SI bemolle, non naturale.

- Mi scusi. - Prego.

Riprendete tutti dalla nona battuta della lettera A, per favore.

Pronto? Sono Ambrosio.

Mi passa la dottoressa Quadri?

Sì, aspetto.

Pronto?

Pronto? Va bene, non fa niente.

No, non è il caso.

Ho detto non fa niente.

Allora aspetterò.

E' vostra la moto?

Queste motociclette sono vostre?

- Coglione, cosa hai fatto? - E' colpa vostra.

Non si posteggia così, io ho suonato.

Dica alla dottoressa di aspettarmi.

La vengo a prendere più tardi.

Buongiorno.

Se c'è qualcosa da pagare la pago, ma facciamola finita.

Tu adesso la raccogli e la pulisci con la lingua, stronzo!

Io non pulisco niente.

- E lo stronzo sei tu! - Cosa dici, coglione?

Adesso ti spacchiamo la faccia!

- Calma. - Che dici?

Ho detto calma.

E' il commissario Ambrosio.

Non si preoccupi, dottore. Stavamo scherzando!

E a me chi mi paga?

Io.

Fila.

Professore, mi spieghi un po'.

- Grazie, commissario. - Lei ama il pericolo...

...o non si rende conto in che mondo vive?

Non sa che bisogna rispondere con educazione a questi figli di papà?

Ha ragione.

Come mai lei è qui?

- Passavo. - Ancora per quell'incidente?

Cosa glielo fa supporre?

Cos'altro abbiamo in comune?

Niente.

Ma volevo chiederle di ripensare a certi dettagli...

...a certi particolari sull'incidente di ieri.

Le ho già detto tutto. Cosa vuole sapere ancora?

Qualunque cosa serva a chiarirmi le idee su quello che non e...

...un semplice incidente ma un delitto.

Lei sanguina ancora.

Forse è meglio se va in farmacia.

- Quant'è? - 2.000.

Mi dispiace ma non c'è nient'altro che mi ricordi.

Che peccato!

- La ringrazio ancora e la saluto. - Ha fretta?

- Deve tornare in famiglia? - No.

- Non ha famiglia? - Sì.

Insomma... sì o no?

Sì, ma con mia moglie siamo separati da molti anni.

Le chiedo scusa, adesso devo andare.

L'accompagno, siamo vicini di macchina.

Lavora anche stasera?

Come?

Lei suona in quel locale... "Il paradiso" mi pare.

- Come lo sa? - Faccio il poliziotto.

Qualche informazione lei permetterà che la prenda.

- Anche sui testimoni? - Sì.

Suono lì per guadagnare qualcosa di più.

Non mi fa piacere che si sappia.

La mia carriera era cominciata diversamente.

Ho suonato anche alla Scala, ci crede?

Perché non dovrei crederle?

Arrivederci.

Sono a pezzi, non mi sono fermata un attimo.

Com'è che nascono tanti bambini a febbraio?

Domani parti: neve, sole... ti invidio!

Sì, ma non ho avuto neanche un giorno di vacanza quest'anno.

Lo sappiamo tutti che sei rimasta a Milano per il commissario!

E' lui che è rimasto per stare vicino a me.

- Ciao, e molto che aspetti? - Aspettavo di aver nostalgia di te.

Non so mai se mi prendi in giro o se sei un poeta.

Sono soltanto un povero commissario.

E io una donna affamata.

Sono preoccupata per Antonia.

Con tutti questi scioperi non so come farà a tornare.

Non preoccuparti, a Londra i Cobas non ci sono.

- Arriverà puntualissima. - E tu come lo sai?

- Mi ha telefonato poco fa. - Mi fa piacere!

A te mia figlia ti telefona, a me non manda neanche una cartolina.

Sei gelosa?

Non è che avere una figlia di 18 anni...

...ti fa sentire vecchia? - Ma figurati!

Quando giriamo per strada la gente mi prende per sua sorella.

Non sarà che ti prende per il culo?

Ma sei cattivo!

Cafone e cattivo!

Scusa ma dove stai andando? Il ristorante è dall'altra parte.

Ho cambiato idea, ti porto in un posto alternativo.

Alternare a volte fa bene.

Prego.

- Vuole darmi la pelliccia? - No, grazie. Me la tengo.

- Sarebbe questo il posto alternativo? - E' un posto alla moda.

Non lo sapevo!

- Champagne? - Sì, una magnum.

- Vuoi uccidermi? - Qui I'unica è ubriacarsi.

- Un buon spumante italiano. - Subito.

Perché siamo venuti in questo posto?

- E' divertente... si suona, si balla. - Allora balliamo.

- Come? - Balliamo, dici sempre che sei un grande ballerino!

Sì, nel 1958.

- Prima mangiamo, non ti pare? - No, voglio ballare adesso.

- Brava, complimenti! - Sono stata Miss Tango a Cecina.

Posso prenotarla anche per il prossimo ballo?

- Non esageriamo, eh? - Mi scusi.

- Mi annulli le prenotazioni? - Sì.

Perché siamo venuti qui?

Perché sapevo che ballavi bene il tango.

- Buonasera, commissario. - Buonasera.

La dottoressa Quadri, il professor Bandelli.

- Piacere, signora. - Come sta?

Si accomodi.

Solo un attimo, ho la pausa.

- Non mi dica che passava per caso anche questa volta! - No.

Sono venuto apposta per sentirla suonare.

- E' molto bravo. - Deve crederci altrimenti non sarebbe venuto qui.

Sono testimone di un delitto.

Hanno ucciso un suo collega?

Stai buona, cara.

Ieri mi ha parlato della stazione e di quel suo amico di Zurigo...

...ma non mi ha parlato di un portafoglio.

Quale portafoglio?

Quello trovato dal cane della signora Cuomo.

Non sapevo che la signora gliene avesse parlato.

Nel portafoglio c'erano 50.000 lire, le ha tenute la signora...

...così ho pensato fosse meglio tacere per non farle fare brutta figura.

Ma lei ha guardato nel portafoglio?

No.

L'ho imbucato così poi sarà restituito al proprietario.

Domani il mio assistente farà aprire la buca delle lettere...

così lo recuperiamo.

Potrebbe essere utile perle indagini.

Lo spero.

- La pausa è finita. - Buonasera, professore.

- Così c'è stato un nuovo delitto. - Pare di sì.

Naturalmente te ne occupi tu.

Non se ne può occupare I'assessore allo sport e al turismo.

Non si risolve certo entro stasera.

Lo escluderei.

Avevo appena finito le valigie.

Ti avevo anche comprato gli stivali da riposo.

- Vuoi ballare? - Sì.

Voglio vedere se mi ricordo come si fa.

Alla vecchia maniera.

Ecco un giallo che non riuscirò mai a risolvere.

Come mai a casa mia il caffè è così cattivo...

...e a casa tua è così buono?

Io uso I'acqua minerale, non gassata.

Quasi quasi ne piglio un altro.

- Io parto lo stesso domani - Va bene.

- Vorrà dire che se puoi, mi raggiungi? - Bene.

Se Antonia arriva oggi, porto lei con me...

...anche se non è la stessa cosa.

Pronto? Sì, sono io.

Avevamo detto entro la fine di maggio.

Ho capito, ma fino ad allora cerchi di non scocciarmi.

Era il padrone di casa, dice che gli serve I'appartamento.

Insomma, mi ha dato lo sfratto.

Io non voglio andarmene, sono anni che abito qui dentro.

Mi ci trovo bene in questa casa.

- Perché non me ne hai parlato prima? - E' un problema mio.

Tua figlia ormai è grande, studia a Londra.

Perché non vieni a stare da me?

A me non possono sfrattarmi. E' casa mia!

Te ne è già andato male uno di matrimonio, vuoi riprovarci?

Dopo otto anni si possono anche accorciare le distanze, no?

Caro il mio poliziotto...

...è proprio perché ognuno vive per conto suo...

...che il nostro rapporto va bene da otto anni.

- Un conto è volersi bene... - Sì. E un conto è vivere insieme.

Come non detto!

Lo dicevo solo per il caffè! E' così buono!

Comunque quello che mi hai detto e molto importante. Grazie.

- Come si chiama il tuo padrone di casa? - Galeazzi.

Giuliano Galeazzi.

- Fatto? - Sì.

- Allora? - Sembra un portafoglio da donna.

Mi pare strano però perché di solito sono pieni di roba.

Qua non c'è niente.

C'erano dentro 50.000 lire.

- Vuol dire che non era lì da molto. - E poi c'è un'altra cosa.

Ma se era senza documenti, che I'hanno imbucato a fare?

La tua sagacia mi sorprende!

- Cerca qualcuno? - Sì, Bandelli.

La signora è fuori città.

- Ma lei chi è? - Polizia.

- Cerco il professor Renzo Bandelli. - Allora su per quella scala.

- La seconda porta a destra, al quinto piano. - C'è I'ascensore?

- Mi dispiace, non c'è. - Bene!

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Posso? - Sì, certo.

Aspettavo il garzone del lattaio.

Mi scusi, di Ià.

- Le va un tè? E' appena fatto. - No, grazie.

Bevo solo caffè.

- Se vuole... - Non si disturbi.

- Come va? - Come?

- Il naso, la botta. - Bene. Ci ho messo del ghiaccio.

Bravo.

- Le faccio il caffè. - Le ho detto di no.

E' questione di un momento.

Lì abita mia moglie.

Quella porta rimane quasi sempre chiusa.

Chiudiamola allora.

Come lei sa, siamo separati.

Una porta a volte può dividere più di un divorzio.

L'importante è sapersi fare il tè da soli.

A proposito, sua moglie e sua figlia dove sono?

- Perché, scusi? - Non risponda con una domanda.

A domanda risponda.

- Dove sono? - In montagna, ad Asiago.

In che albergo?

Credo all'Hotel Miramonti, una volta andavamo lì.

- Soddisfatto? - No, informato.

Abbiamo recuperato questo portafoglio.

E' quello che lei ha trovato accanto al cadavere.

Lo riconosce?

Sì, ma non ci ho fatto molto caso.

Era buio.

Se ci avesse fatto caso, avrebbe visto che era vuoto...

...e non I'avrebbe imbucato.

Non penserà che... ?

- I soldi li ha presi la signora Cuomo. - Sì, sì.

Ma allora ci ha guardato dentro.

Non sono state trovate impronte.

Faceva molto freddo e portavate tutti e due i guanti...

...oppure qualcuno aveva interesse a farle sparire queste impronte.

E perché avrei dovuto?

Già, perché avrebbe dovuto?

Avrei bisogno di parlare con quel suo amico di Zurigo.

Come?

Quello che è andato a prendere in stazione.

Almeno il nome dell'albergo lo ricorderà, no?

L'ha accompagnato lei.

Sì, ma si è fermato solo una notte.

O forse non è mai arrivato.

Non la capisco.

Il giorno del delitto disgraziatamente e non solo per lei...

...c'è stata una frana.

La linea è rimasta interrotta fino a due ore fa.

Quel treno da Zurigo non è mai arrivato a Milano.

Sì, è vero.

Ho mentito ma posso spiegarle.

Lo spero.

Andiamo per ordine.

Cosa è andato a fare alla stazione?

Perché alla stazione c'è andato.

- Mi ha fatto vedere il biglietto d'ingresso. - Sì.

- Me lo dia che controllo I'ora. - Quale ora?

Sui biglietti d'ingresso c'è stampata I'ora di emissione.

L'ho butato. No sapevo che...

Allora mi dispiace, ma deve seguirmi in questura.

La prego, commissario.

Vorrei venire domani, oggi ho I'ultimo turno d'incisione.

Stiamo registrando la sinfonia K364.

Di Mozart.

Va bene, venga domani.

Guardi che il giorno del delitto non c'è stata nessuna frana.

Il treno da Zurigo e arrivato regolarmente.

E' un trucco e anche abbastanza vecchio.

Ma si ricordi che quando c'è di mezzo un morto ammazzato...

...non mi ferma neanche una frana.

Un momento, per favore.

Vorrei farle qualche domanda.

- Lei chi è? - Commissario Ambrosio.

Sto svolgendo un'indagine sul delitto.

- Io sono la moglie di Vittorio. - Sì, lo so.

- Le volevo chiedere se... - Sono arrivata da Londra un'ora fa.

Un ottimo alibi... o no?

Per me non e sufficiente. Dove la posso trovare?

Mi fermerò qualche giorno a Milano forse in casa Borghi.

Grazie, meglio così.

Mi avverta se decide di partire.

Io sono cittadina straniera.

- Lei ha il diritto di...? - Credo proprio di sì.

- Le chiavi. - Vieni su che ti offro un pessimo caffè.

Se insiste...

Voglio provare a farlo con I'acqua minerale.

- Gassata. - Sì...

Che c'è?

Ma te chi sei?

Ma che sei scema?

- Antonia! - Ah, sei tu!

E' il mio assistente, cosa gli hai fatto?

- Credevo fosse un ladro. - Un po' la faccia ce I'ha!

Però pure lei con questo cappello!

E' carino...

- Complimenti, dottore. - Per lei e sempre carnevale.

Digli che non sono la tua amante.

Mi guarda in un modo!

Sei sempre in servizio, eh?

Lei è Antonia, la figlia della dottoressa Quadri.

- Mi dispiace. - Anche a me.

- Come sei arrivata? - In volo come un falco.

- E la mamma dov'è? - Oggi le domande le faccio io.

E' vero che neanche stavolta la porti in vacanza?

Storie d'amore e di vacanze mancate.

Sembra il titolo di un film di quella regista...

- Come si chiama? - Lina Wertmüller.

E nei suoi film si danno sempre un sacco di botte.

Chi devo menare? Sgombrate che devo cucinare.

- Io preparo la tavola. - Dovevo cucinare io!

Va bene.

Primo piatto inglese, secondo toscano però eh?

- Allora, salmone... - Salmone.

Roast-beef, comprato nel miglior negozio di Londra.

- Sei una brava cuciniera! - Conosco i negozi giusti.

- E' sicuro che non ce la fai a venire? - Non è detta I'ultima parola.

Lo sai che mi farebbe piacere.

Questa salsa è per il roast-beef e questa per il salmone.

- Devono essere buonissime. - Allora assaggiale prima tu.

Passami il salmone.

Facciamo un brindisi per il ritorno di Antonia.

- Allora verso il vino. - Sì.

Per te tutte le scuse sono buone quando si tratta di bere.

Deve essere il dolce!

Il salmone I'hai affumicato tu?

Tutto!

Buonasera, mi scusi, cercavo il commissario Ambrosio.

Prego.

Giulio.

Professore!

Ho appena terminato il turno...

...così ho pensato che era inutile aspettare fino a domani.

Sono venuto a dirle che sono stato io, sì.

Sono stato io ad ucciderlo.

Stai calmo!

Dite al vostro capo che non si illuda!

Non ci resto a dormire a San Vittore.

Eccolo qui!

Hai sentito cosa ho detto, sceriffo?

E piano!

Che fai? Fermati.

Toglietegli le manette.

Esci.

Complimenti!

Fai piano che mi fai male!

Portatelo qui.

- Raccogli con le mani e metti tutto nel cesso. - Cosa?

Ogni minuto che perdi è un giorno di isolamento.

- Ma qui siamo matti! - Dai, cammina.

Cosa vuole ancora?

Farle delle domande per avere delle risposte.

Tutto è chiaro ormai e senza rimedio.

Voglio la verità, Bandelli.

Ma ho confessato, non le basta?

No.

Mi dispiace, è un suo problema. Io le ho detto tutto.

La verità può essere dolorosa ma bisogna arrivarci lo stesso.

E io mi sono convinto che la verità ancora non me I'ha detta.

- Non la capisco, commissario. - Sono io che non capisco lei.

Perché insiste?

Perché e vero, quante volte devo ripeterlo?

Ancora una.

Voglio che mi mostri minuto per minuto...

...tutto quello che è accaduto veramente.

Ho fatto una deposizione, perché non la legge?

Non se ne approfitti.

Approfitti di cosa?

Forza, andiamo.

In data 16 febbraio '88 stavo rientrando a casa con la mia auto...

...proveniente dal locale "Paradiso" dove lavoro tre sere alla settimana.

Saranno state circa le 22.

Forse a causa della nebbia non ho visto il segnale di stop...

...e una macchina che proveniva dalla mia sinistra...

...per evitare di scontrarsi con me è quasi finita contro un'auto posteggiata.

Dato che non era successo niente sono ripartito...

...ma subito dopo ho sentito un clacson che suonava...

...e ho visto dietro di me dei fari che si avvicinavano rapidamente.

Impaurito, ho accelerato e tagliato per il parco...

...ma I'auto che era la stessa di prima mi ha affiancato...

...e ha cominciato a stringermi per obbligarmi a fermare.

Facendo questa manovra non si è accorto della biforcazione...

...ed è precipitato nel fosso schiantandosi contro I'albero.

Allora mi sono fermato e ho visto un uomo che usciva dalla macchina.

Sono sceso a vedere se aveva bisogno d'aiuto.

Ma quello mi ha afferrato e ha cominciato a picchiarmi.

Ho cercato di fuggire, sono scivolato e sono finito in terra.

Lui mi è venuto sopra e mi ha preso per il collo.

Sono sicuro che voleva uccidermi.

Mi sentivo soffocare.

Così quando mi sono trovato la pietra sotto la mano...

...per difendermi I'ho colpito forte in testa...

...non so quante volte.

Questi sono i fatti.

E' incredibile, non ha cambiato una virgola.

E' la stessa identica deposizione di ieri notte...

...neanche se la fosse imparata a memoria.

Questo vuol dire che il caso è chiuso e lei può partire contento.

Vuol dire che il caso è aperto e non parto. Tieni.

- Hai rintracciato la moglie? - Come no!

- L'ho convocata d'urgenza. - Bravo!

Io torno fra un'ora.

- Mi lasci detto dove va. - Cosa te lo dico a fare?

Tanto lo sapete già. Parto non parto, ferie non ferie...

Questa non è una questura, è una portineria.

- Cos'è che non ti convince? - La sua confessione.

Una confessione senza incertezze, senza contraddizioni...

Perché non I'ha fatto subito?

Gli hai smontato I'alibi...

...ha visto che stavi scoprendo tutto, avrà avuto paura...

Paura di che?

- Se ha agito per legittima difesa... - Per me non è stato lui.

- Ma che dici! Lo conosci appena! - C'è qualcosa che... non lo so.

Ha le mani da violinista, non da assassino.

Questo non vuol dire.

Non è necessario avere 45 di piede per dare dei calci in culo.

Stai tranquillo, andrà tutto bene. Te la tengo d'occhio io.

Non portarla a ballare, eh? Se no si monta la testa.

Io mi ritiro così potete darvi un bel saluto romantico.

- Quanto sei scema! - E' vero.

Sono tornata da Londra apposta per assistere a questa scena.

Mi dispiace, doveva essere la nostra vacanza.

Non importa, ti capisco.

Capisci sempre tutto.

Non è Luciano quello? Ti sono venuti a cercare anche qui.

Meglio cosi, non sopporto gli addii.

Ciao.

C'è Luciano.

- Anche qui mi hai pescato? - Sì, ma glielo spiego dopo.

Adesso sta per partire il treno.

- E' per me? - Sì.

E' un libro bellissimo, vedrai che non ti farà dormire.

- Neanch'io dormirò pensando a te. - Che scemo!

- Mi raggiungi? - Lo spero.

- Ciao. - Ciao.

- Che cosa le hai regalato? - Un giallo di Agata Christie.

E' uno della collana dei pornografici che abbiamo sequestrato?

Ci mancherebbe!

Sono venuto a dirle che la signora Bandelli è in ufficio con la figlia.

- Questa sarebbe la scusa? - No, è vero.

- Il commissario Ambrosio? - Sì. - Sono Giulia Bandelli.

Mia figlia Sandra.

Ci hanno detto di venire qui subito ma nessuno ci dice niente.

- E' successo qualcosa? - Si accomodi.

- Cosa è successo? - Mamma, calmati.

Anche voi però telefonate senza dare un motivo!

- Si sieda. - Ho pensato a un furto.

Ma la vicina mi ha detto che tutto era a posto.

- Poi... - Poi?

Poi ho cercato Renzo, mio marito.

Non mi ha risposto al telefono.

In questi casi uno pensa subito a un incidente.

Infatti c'è stato un incidente.

- Grave? - Purtroppo sì.

- E' morto? - No, ma ha ucciso un uomo.

Cosa?

C'è stata una lite stradale e si è conclusa tragicamente.

Non ci credo.

Suo marito ha confessato.

Ha detto di essere stato colpito e di aver reagito per legittima difesa.

L'autopsia ha riscontrato nel sangue della vittima...

...pesanti tracce di droga.

Borghi Vittorio.

Ne ha mai sentito parlare?

Perché dovrei averne sentito parlare?

- E lei? - Io? No.

Sandra è una ragazza che lavora.

Non passa il suo tempo nei night.

Come fa a sapere che Borghi Vittorio andava in giro per night?

Lo sanno tutti, sta sempre sui giornali.

Ah.

L'ho letto dal parrucchiere.

E' uno che ha la mania delle fotomodelle.

A noi non ce ne importa niente di questo Borghi, ha capito?

- Mamma, per favore! - Voglio vedere mio marito.

- E' un nostro diritto, no? - Certamente ma stia calma.

Adesso glielo faccio vedere.

Luciano, accompagnalo qui.

Perché il commissario vuole vedermi? Mi trasferiscono a San Vittore?

- Sigaretta? - Grazie.

- Posso avere un bicchiere d'acqua? - Certo.

Non fa niente, non ho più sete.

Avanti.

- Renzo. - Papà!

Io vado a prendere un caffè così intanto potete parlare.

Tutto quello che dovevo dire I'ho detto a lei, commissario.

- Ho bisogno di parlare con te. - E' troppo tardi.

Ti scongiuro, non fare così.

- Mi faccia riaccompagnare in cella. - Luciano, accompagnalo.

Perdonatemi.

Mamma, mi sento male.

- Portami a casa, ti prego. - Sì.

Commissario, ci può chiamare un taxi per favore?

Vi accompagno io.

Che condanna rischia Renzo?

Se riesce a dimostrare la legittima difesa, molto lieve.

Perché non dovrebbero accettarla?

Il fatto di non aver confessato subito complica un po' le cose.

Si è tirato la zappa sui piedi.

- Renzo non è un assassino. - Non farebbe male a una mosca.

Purtroppo non si tratta di una mosca.

Io lo voglio aiutare suo marito.

Per questo avrei bisogno di parlare con voi.

Conosco anche la vostra situazione familiare.

L'ho vista... dall'altra parte.

Prego.

- Sandra, ci prepari un caffè? - Sì, mamma.

- E' mio marito. - Lo so, lo so.

La vita è piena di matrimoni falliti.

E dietro sempre la stessa banalità.

Ci si sposa a vent'anni quando la vita è domani...

- Prego, si accomodi. - Grazie.

Allora Renzo era considerato quasi un genio...

...una grande promessa.

- E io ero un'aspirante violinista, ci crede? - Perché no?

Perché ho I'aria di quello che sono diventata, una commerciante.

- Perché non ha continuato? - Sono cominciati i problemi...

...e la meno dotata di talento è logico che si sacrifichi.

O poi forse è peggio per I'altro, per I'artista che continua a sognare.

Capisco.

Comunque a un certo punto non rimane più niente...

...a nessuno dei due.

Nemmeno la voglia di litigare.

Litigavate spesso?

Le solite cose, banalità.

I soldi che mancavano, i caratteri...

...la carriera di Renzo che non decollava...

Lui era molto geloso?

- Come le viene in mente? - Deve averle voluto molto bene.

A giudicare dalle fotografie che tiene nel suo appartamento.

Che importanza ha ormai?

- Beve qualcosa? - Mi aveva promesso un caffè.

Già, scusi.

Mi sono svegliata così presto questa mattina...

E' stata una giornata dura.

Sandra!

Ti sei scattata?

- Fai vedere! - Lasciami stare!

- Tesoro, tesoro... - Perché papà I'ha fatto?

Perché papà I'ha fatto?

Io non mi sento bene.

Lasciami andare.

E' molto affezionata a suo padre?

Non lo so. Vai a sapere cos'ha nella testa!

- Non avevate anche un'altra figlia? - Sì.

Alice.

Se sa già tutto perché me lo domanda?

So soltanto quello che risulta dallo stato di famiglia.

Era la gemella di Sandra, Sandra le era molto attaccata.

Venga.

Eccole, Sandra e Alice.

Sembravano una persona sola tanto si volevano bene.

E' successo dopo I'ultimo litigio con Renzo.

Si era ubriacato forse per non sentire i miei insulti.

Io sono scesa dalla macchina sbattendo lo sportello...

...e lui per inseguirmi è andato contromano...

...ed è finito contro un camion.

Lui e Sandra niente, ma...

...Alice è morta.

E' allora che abbiamo deciso di separarci.

Non riuscivamo più a guardarci negli occhi.

Guardi come sono belle.

Né io né Renzo potevamo permetterci un'altra casa...

...e così abbiamo semplicemente chiuso quella porta.

E anche dopo quando io forse avrei potuto andarmene...

...non me ne sono andata.

Forse per continuare ad opprimerlo, a punirlo...

...dietro quella porta.

- Sì, può darsi. - Mamma.

io esco.

- Ho bisogno di prendere un po'd'aria. - Dove vai?

Vado giù al negozio...

...prendo la macchina e poi la lascio in garage.

- Porta la macchina senza patente? - Cosa?

Non è sua questa?

Sì, grazie.

E' meglio che la metti in un portafoglio...

...così potresti perderla.

Mi scusi, signora, ma il mio e un brutto mestiere.

Anche se non mi va, devo sapere molte cose.

Per esempio devo sapere come mai suo marito...

...prima tace poi viene a casa mia e confessa.

E poi mi devo convincere che dietro la sua confessione...

...non ci sia qualcosa di più grave.

Io non sono molto convinto che lei non conosca Borghi.

Questo non lo concepisce, è inammissibile.

Lei non può credere che noi conosciamo un drogato come quello.

- Come sa che era un drogato? - Me I'ha detto lei no?

- Quando? - Quando ha parlato dell'autopsia.

Ah, sì... è vero. Mi scusi.

Mi dispiace che sua figlia I'abbia presa così.

Comunque ne riparleremo.

C'è il commissario Ambrosio.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Prepari due caffè. - Subito.

- Già di partenza? - Sempre troppo tardi.

Questa casa e io non siamo fatte I'una per I'altra.

Ieri le avevo detto che dovevo parlarle.

Sì, ma io non ho ricevuto nessuna comunicazione giudiziaria.

E inoltre, le ripeto, sono cittadina straniera.

- Posso andarmene quando voglio. - Prima risponda a delle domande.

- Suo cognato è in casa? - No, non I'ho visto.

Forse è già partito.

Tra noi non c'è alcun rapporto.

Lei pensa che io c'entri qualcosa con la morte di Vittorio?

- Secondo lei potrebbe? - Potrebbe essere.

Vittorio non era quello che si dice esattamente popolare in questa casa.

Vale a dire?

Ecco. Guardi...

...e vedrà da sé chi era Vittorio.

Scelga pure a caso.

Sono solo fotografie, documenti per un divorzio...

...che fino ad oggi non ho mai chiesto.

Un divorzio ormai è inutile.

Queste invece sono le fotocopie degli assegni...

...con i quali il grande industriale pagava il silenzio...

...sulle imprese di suo fratello.

Costa caro difendere la morale della famiglia.

Metta pure qui, grazie. Ci penso io.

- Ha pagato anche per il suo di silenzio? - Lo chieda a lui.

- Zucchero? - Sì, uno grazie.

Forse le dirà di sì.

Comunque io sono la vedova, I'erede.

Erede di che cosa? Vittorio non aveva denaro.

Ci sono dei beni vincolati intestati ad entrambi i fratelli.

Adesso voglio la mia parte e I'avrò.

Anche quest'assurda casa dove avremmo dovuto vivere insieme...

...diventerà mia.

Lei amava Vittorio?

Sì, I'ho amato.

Anche lui mi amava...

o forse aveva soltanto bisogno di me.

Quando I'ho conosciuto, era già nei guai.

Ma era giovane, era bello, appassionato.

La nostra storia è durata cinque anni.

Poi un giorno I'ho sorpreso mentre forzava un cassetto...

...che conteneva dei gioielli nella mia camera da letto.

Con un punteruolo... come un ladro!

Ho cercato di fermarlo ma lui è fuggito...

...lasciandomi questo piccolo ricordo.

Però è strano.

Più lei cerca di diventare cinica e meno ci riesce.

Meglio così.

Meglio che sia finita così.

Sarei potuta diventare una delle tante, una di queste qui.

Una drogata come lui.

Ora sa tutto, commissario. Le basta?

Mi basta.

- Signora Bandelli. - Sandra?

Perché mi chiede di sua figlia?

Con tutto quello che è successo sono molto apprensiva.

- Adesso Sandra dov'è? - Dai suoi amici, credo.

- E' abbastanza grande ormai. - E lei da dove viene?

Sono stata al negozio e poi da un'amica.

Un modo come un altro per non pensare.

- Per non pensare a che cosa? - A Renzo naturalmente.

Sa cosa potrebbe significare questa fotografia?

Che lei forse è stata I'amante di Vittorio Borghi...

...e che abbia istigato suo marito ad ucciderlo.

Oppure che lei sia stata lasciata dal Borghi...

...e per gelosia I'abbia ucciso...

...e che suo marito, ancora innamorato di lei...

...per difenderla si è accusato.

Oppure che vostra figlia...

Mi aiuti.

E' tutto il giorno che la cerco.

Gli amici non ne sanno niente.

Prima mi sono accorta che Sandra ha preso del denaro...

...poco, mi creda, ma se I'ha fatto vuol dire che...

Vuol dire che ha ripreso a drogarsi.

Sì.

E' stato Vittorio.

L'ha conosciuta quando io lo frequentavo.

Io non mi sono accorta di niente.

Un giorno I'ho trovata nella vasca da bagno mezza morta.

Mi ha raccontato tutto...

E così io, stupida... ho affrontato quel delinquente.

Ho pianto, I'ho supplicato...

...il risultato è che Sandra se n'è andata di casa.

Per tre mesi non una lettera, non una telefonata.

A Renzo ho detto che I'avevo mandata a Londra a perfezionare I'inglese...

...e che mi chiamava, che andava tutto bene.

Ho imparato a mentire.

Sapevo farmi credere.

Poi un giorno Sandra è ricomparsa...

...e tutto quello che mi dice è: "Non una parola su niente. "

E viene in montagna con me.

Vittorio Borghi sembrava sparito.

Sandra era piena di amici nuovi, allegri, giovani.

E poi la vostra telefonata.

E tutto che ricomincia.

Vittorio morto...

Chiunque I'ha ucciso ha fatto un atto di giustizia.

Renzo in prigione...

E ora Sandra scomparsa!

La cercheremo e la ritroveremo, glielo prometto.

Aspetti!

Renzo non era al corrente né di me né di Vittorio né della droga.

Era all'oscuro di tutto.

Mi deve credere.

Luciano, devi trovare subito Sandra Bondelli.

Cercala in tutte le cliniche, nei posti di spaccio.

Prendi contatto con la squadra narcotici, basta che la trovi.

Va bene.

Sua moglie mi ha detto tutto, di Sandra, di Borghi, della droga.

Non poteva farne a meno.

Guardi.

- Non voglio vedere niente. - Deve guardarla questa foto.

Cos'è successo I'altra notte?

- Dov'è mia figlia? - La stiamo cercando.

- Come? - Non si preoccupi, la troveremo.

Come...

Come si può trovare qualcuno...

...che non esiste più?

L'altra notte, Bandelli.

L'altra notte.

Mi sembra...

passato un secolo.

Non so come...

...mi ero addormentato davanti al televisore.

Giulia e Sandra erano fuori città.

Ho pensato a dei ladri.

Magari fossero stati i ladri.

Magari!

Sandra.

- Sandra, bambina mia... - Papà, aiutami!

Riesce a capire cosa ho provato in quel momento?

Erano dieci anni che non la stringeva fra le braccia...

...dieci anni che non sentivo parole come quelle.

Sandra... Sandra!

Cosa c'è?

- Dimmi. - Mi ha detto che partiva per sempre...

...e che in memoria del nostro amore voleva vedermi un'ultima volta.

E invece voleva solo i soldi, come al solito...

...per pagare quegli infami che lo rifornivano di droga...

...gli stessi che hanno rovinato anche me.

Era sconvolto.

Mi ha chiesto di rubare in casa, di prostituirmi... ma ho detto di no.

Ha tentato di drogarmi.

Mi sono ribellata, mi ha picchiata...

...e nella lotta la macchina è uscita fuori di strada...

...e io ho avuto paura.

Calmati!

Spiegati meglio. Cosa è successo?

Io ho lottato tanto per smettere con quella roba.

Non voglio più avere le braccia bucate.

E' successo per questo...

...per non ritornare ad essere quella di prima.

L'ho fatto per salvarmi da lui.

- Hai fatto cosa? - L'ho ucciso.

Lui mi ha stretto la gola...

...mi sono trovata quella pietra in mano...

Aiutami, papà!

In prigione ricomincerei di nuovo.

Piuttosto mi ammazzo.

Ma chi hai ucciso? Dove?

Vittorio Borghi, giù all'arena.

Sono scappata a piedi, lui è in un fosso...

...vicino alla macchina che è contro un albero.

Ho paura, papà.

Tanta paura.

- Quando sei arrivata a Milano? - In treno, oggi pomeriggio.

Tua madre lo sa?

No, gli ho detto che andavo con degli amici.

- Lo sa nessun altro? - Nessuno.

Stai tranquilla.

Ci penserà il tuo papà.

Bisognava far presto.

Sandra doveva tornare dalla madre prima che lei si accorgesse...

...della sua assenza perciò la portai in stazione.

Tra un'ora e mezza sei a Verona.

Prendi un taxi e fatti portare in albergo.

Nessuno saprà mai niente.

- Non dire niente a mamma, mi raccomando. - Sì.

Penso a tutto io.

- Hai abbastanza soldi? - Sì, ho 50.000 lire.

- Tieni, prendi anche questi. - Grazie.

- Oddio! - Cosa c'è?

- Ho perso il portafoglio! - Sei sicura? - Sì.

C'era la patente, tutto quanto...

- E' successo quando... - Il treno sta partendo.

Lo ritroverò io. Vai!

Vai!

Andai giù al parco a cercare il portafoglio.

Oddio, poverino!

E' ancora vivo? Si è salvato?

- Purtroppo è morto. - E' morto?

Requiem eterna. Dobbiamo chiamare la polizia.

Siamo testimoni, no?

Rigoletto, che hai trovato?

Che hai trovato? Un portafoglio?

- Lo dobbiamo consegnare? - No, chissà da quanto tempo è qui.

- Di sicuro non è del morto. - No?

- Guardi, qui ci sono 50.000 lire. - Facciamo a meta?

No, le tenga lei.

Ci penso io ad impostarlo così sarà recapitato al proprietario.

Lei è proprio un gentiluomo.

Ha anche cercato di aiutare quel povero disgraziato.

Lo voglio proprio dire alla polizia.

Ah, eccola!

Eccoli qua!

Meno male che siete venuti, c'è stato un incidente!

C'è un morto. Lui lo voleva salvare...

...ma non ce I'ha fatta!

Questa è la verità.

Quando tornava a casa quella notte...

...sentivo che questa orribile storia non era ancora finita.

Commissario, ha telefonato Luciano. L'hanno ritrovata.

Come cazzo devo dirvelo? Mandate subito i pompieri!

E anche un'ambulanza!

Sandra, stai calma. Non ti muovere!

Stai ferma che ti salviamo noi.

Ce la faremo, vedrà.

Bisogna fare presto!

Sandra si uccide piuttosto di andare in prigione.

Sandra!

Sandra, torna dentro.

- Dammi la mano. - Io...

Non voglio andare in prigione.

Non andrai in prigione.

Ti sei solo difesa.

Te I'ha detto anche il commissario.

Mi devi credere!

No, non ti credo! Non credo più a nessuno!

Quel cornicione non può reggere due persone.

- E sua madre? - Non c'è, è fuori.

- Forse la sta cercando. - E' lì da molto?

L'hanno vista dal balcone di fronte, io ho trovato una siringa per terra.

- Forse voleva suicidarsi. - I Vigili del Fuoco? - Chiamati.

- Ti aiuto io! - No, lasciami!

- Lasciatemi stare! - Cosa urli?

Ti sento benissimo! Guarda che con me non attacca!

Sono abituato ad avere a che fare con tipi come te.

Hai deciso di buttarti?

E allora fallo!

Mi hai sentito?

Hai già buttato via tante cose, la giovinezza, la dignità...

...I'affetto dei tuoi genitori...

Quello che conta sei tu, eh?

Solo tu, io lo so.

Niente rende più egoisti della droga.

Hai giocato con la morte ogni giorno, a ogni siringa.

E adesso sei lì, ce I'hai davanti la morte.

La puoi vedere. Guardala...

...e poi scegli.

O ti butti o mi dai la mano e torni dentro.

Sandra!

Aiuto!

Siamo arrivati ora sul posto.

- Si tolga, professore! - Aiutatemi!

Sandra!

Sandra!

Bambina mia!

Perdonami, papà.

Perdonami.

Vieni.

Giù c'è la mamma.

Ma se le dava retta e si buttava davvero?

In galera ci andavo io!

- A che ora parte il treno? - Ormai I'ha perso.

Ho capito, ce la devo accompagnare io.

Ti dispiace tanto?

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