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[fuochi d'artificio]

[fuochi d'artificio]

[Beatrice] Il 12 settembre 1919

Gabriele D'Annunzio, poeta ed eroe di guerra,

alla guida di un manipolo di legionari, marciò su Fiume e la conquistò.

Per oltre 500 giorni sfidò il mondo,

riscrivendo le regole della politica e infrangendo i patti

che avevano sancito la fine della Prima Guerra Mondiale.

Fu la prima e unica volta in cui un poeta guerriero

fondò un proprio Stato e si pose a capo di esso.

Ma Fiume non era solo un gesto di ribellione,

era un'idea, un virus

e quell'idea faceva paura ai governi, ai re, ai banchieri,

paura a chi aveva appena finto di ricostruire la pace.

I Servizi Segreti di tutto il mondo si infiltrarono tra le sue strade

perché quell'utopia minacciava di accendere un incendio globale.

A Fiume accorsero reduci, idealisti, artisti,

avventurieri, uomini d'affari, spie.

Alcuni cercavano alleanze, altri tramavano nell'ombra,

ma tutti in fondo volevano la stessa cosa.

Un pretesto per dimenticare gli orrori della guerra

e vivere la più grande utopia mai tentata.

Ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.

C'è un tempo per nascere, un tempo per morire,

un tempo per uccidere e un tempo per curare.

Credevo che non avrei mai visto questo tempo.

Te lo promisi quando ebbi la visione, ricordi?

È per questo che voleva venissi qui, comandante?

- Per dimostrarmi che è un uomo di parola? - Anche.

E perché qua ora qui posso dirti qualcosa che nessuno può sentire.

Grazie, amico mio.

Per avermi ridato la vista.

È stato un privilegio.

Sei l'unico medico di cui mi fido, perché sei un rivoluzionario come me.

La rivoluzione, Giulio, è come una festa: va avanti finché l'orchestra suona.

Intendo far sentire la mia musica al mondo intero.

Ora che ha mantenuto la sua promessa...

Cosa farà?

Quello che so fare meglio: intrattenere la folla.

[D'Annunzio] Darò loro una ragione per esaltarsi, una per divertirsi,

una per danzare e una per morire.

[voci non udibili]

[parlano in russo]

Comandante.

Mi permetta di presentarle la signorina Beatrice Superbi,

prima pianista dell'orchestra di Mosca.

Ho sentito molto parlare del suo talento, ma ignoravo la bellezza.

- È un onore averla insieme a noi. - E per me essere qui.

Alessandro, mi scuserai?

Vorrei sostenere la vostra causa in ogni modo.

La Russia è più vicina di quanto immaginiate.

Io credevo che le creature sensibili sognassero l'amore, non la rivoluzione.

Ed io che i poeti rincorressero la gloria, non il potere.

Il potere al servizio degli ideali è poesia in movimento.

- Vuole essere una musa? - Chi vi dice che io non sia una moira?

Le moire tenevano tra le dita il destino degli uomini

interrogando le stelle, a lei basta uno sguardo.

Quindi non siete curioso di sapere che cosa ha in serbo il destino per voi?

Il destino, mia dolce creatura, io lo creo.

Ma se lei è una chiaroveggente, forse saprà leggere il futuro.

Forse.

O forse so semplicemente leggere gli uomini.

Vedo un re folle che non viene compreso.

Non perché sia delirante, ma perché vede oltre,

perché ha il coraggio di osare

e non ha paura di sovvertire le regole del mondo.

Ma deve stare attento a chi fa sedere alla sua tavola.

Poiché la corte si riempirà di serpi e di spie.

- Signora, non può stare qui. - Temo di essermi persa.

Nell'ora più buia sarà quella corte a determinare

se il folle diventerà un imperatore o se finirà sulla forca.

Lei ha molti talenti, mi domando quale sia il più grande.

Dicono la fedeltà, ma mi piace pensare che il mio ruolo

sia ostacolare chi osa mettersi tra il sogno e il sognatore.

Incantato.

[Kochnitzky] Illustri ospiti, è giunto il momento

di accogliere con ammirazione il poeta

le cui parole hanno acceso i sogni e le speranze della nostra generazione.

Vi invito a unirvi in un applauso...

[fischia]

Gabriele D'Annunzio!

[D'Annunzio] Grazie.

Grazie, amici.

Grazie, popolo di Fiume. Grazie, italiani.

[rumore]

Credevo fossi morta, Sara.

[Giulio] Dove sei finita tutto questo tempo?

- [Sara] E tu, Giulio? - In guerra.

A lottare per chi ha ucciso nostro figlio?

Potevamo ricominciare, ma tu non me ne hai dato modo.

Non avrebbe funzionato.

Tu credi ancora negli eroi, ma i tuoi eroi sono i miei colpevoli.

Gli anarchici hanno fallito, sono rimasti immobili.

Giustizia è far scorrere il sangue, unirsi e colpire il nemico.

Io sono rimasta da sola a combattere.

Non ho più nulla da perdere e non mi fermerò.

Sara, ti prego, scendi.

Deve essere dura per un medico salvare tutti...

tranne quelli che ami davvero.

Mi dispiace, Giulio.

Anche stavolta dovrai restare a guardare.

[rumore di passi]

Butta la pistola. Buttala.

Arrestatelo.

[rintocchi di campana]

Ho visto un cecchino, ho cercato di mettere in salvo D'Annunzio.

- Come l'ha visto da quella distanza? - Ero medico di prima linea nel '15-'17.

- So riconoscere un tiratore scelto. - Saprebbe descrivere quell'uomo?

No, ero troppo lontano. Posso andare o devo spiegare la storia di nuovo?

Congratulazioni, lei è un eroe.

Ho solo avuto fortuna.

- In che armata ha servito? - Quarto Corpo d'armata.

Brigata Friuli, 88° reggimento Fanteria.

- Era a Caporetto, vero? - Sì.

Che cosa ha spinto un uomo di valore come lei a scappare

e a diventare fuorilegge?

Ero a capo dell'Ufficio Affari Riservati e davo la caccia ai disertori per lavoro.

Oggi il mio lavoro è sapere tutto su tutti all'interno della cerchia di D'Annunzio.

- Risponda alla domanda. - L'esercito si era sfaldato.

Siamo tornati a casa dalle famiglie.

Da chi torna un uomo che non ha più moglie né figlio?

Dai suoi morti, immagino.

- Posso andare o volete arrestarmi? - In Italia dovrei farlo.

Ma qui a Fiume anche i disertori meritano una seconda possibilità.

Prego.

[voci in russo]

Lo sapevi.

- Perché non me l'hai detto? - Non mi avresti portato con te.

Siamo qui per conto della Russia, non per una vendetta personale.

Brandi non si tocca, il suo ruolo è importante nell'equilibrio di Fiume.

- Io non... - È chiaro, Beatrice?

Sì.

Mosca sta valutando se creare un asse con D'Annunzio.

Prima vuole capire fin dove intende spingersi

e chi cerca di eliminarlo.

Non dimenticare, dobbiamo conoscere i nostri amici,

ma anche i nostri nemici.

Trova chi ha sparato a D'Annunzio e scopri per chi lavora.

- D'accordo. - Ci sarà tempo per la resa dei conti.

[D'Annunzio] Ho bisogno di una risposta immediata, Brandi.

Chi ha cercato di colpirmi e perché.

Vicino al fucile c'era la borsa dell'attentatore.

Nella borsa c'era un foglio riportante un messaggio.

Una rivendicazione del gesto.

Anarchici?

- Forse. - Che altro?

Non lo so, me lo dica lei.

Sto infrangendo il Trattato di Versailles

rivendicando un territorio che inglesi e americani ci hanno negato.

Giolitti mi ha voltato le spalle e ho mezza Europa ostile.

- Devo continuare? - Allora torni in Italia, crei alleanze.

Parli con Mussolini.

[Kochnitzky] E dov'è Mussolini?

Aveva giurato di sostenerci, ma lo fa solo a parole.

Nei fatti agisce come quei borghesi che disprezza tanto.

Trasforma il partito in una forza reazionaria

per avere il voto degli industriali, ma noi non siamo in vendita!

Noi abbiamo bisogno di alleati veri che credano nei nostri valori.

Quali sarebbero questi alleati, Kochnitzky?

Dov'erano ieri mentre cercavano di ucciderlo?

Conta la rivoluzione, nient'altro.

La mia vita è irrilevante al cospetto di ciò che facciamo.

[Brandi] Comandante, lei è la rivoluzione.

Per fermarla bisogna tagliare la testa del serpente.

Allora aumenteremo la sicurezza,

rafforzeremo La Disperata, chiuderemo Fiume.

Io non mi fermo.

Andremo avanti con Mussolini o con chiunque giuri fedeltà al Carnaro.

Mi porti il responsabile, dobbiamo dare un segnale di forza.

Il mondo ci sta guardando.

Sarà fatto.

Chi ha scritto la rivendicazione non ha relazione con il mondo esterno.

È deducibile dal modo in cui le vocali vengono spezzate,

oserei dire recise all'interno della parola stessa.

Un anarchico?

Probabile, ma con una personalità molto disturbata.

Potrebbe aver vissuto una grave perdita

come la morte di una moglie o di un figlio?

Certamente, traumi così forti possono frammentare la personalità.

Ma una cosa non torna. Avete detto "qualcuno che ha perso una moglie".

Secondo il mio umile giudizio

chi ha scritto questa lettera è qualcuno che ha perso...

un marito.

[Uomo] Giulio Leoni cerca un anarchico legato alla defunta moglie Sara,

conosciuto come Bakunin, legato all'entourage di Guido Keller,

aviatore e braccio destro di D'Annunzio.

Stasera si incontreranno alla corte di Keller per parlare.

Bene.

Voglio un rapporto ogni 12 ore, voglio sapere tutto di Bakunin.

Sì.

D'Annunzio non deve sapere nulla, sono informazioni riservate.

Agli ordini.

"Memento audere semper".

[musica]

Sto cercando Keller.

[Keller] Dottore!

Finalmente hai deciso di unirti a noi, da anni aspetto questo momento.

Cerco Bakunin. Puoi trovarlo?

Perché dovrei farlo?

Perché me lo devi. Cammini ancora grazie a me.

La riconoscenza è un concetto borghese

intriso di sensi di colpa e di ricatti morali.

- Io sono più per il baratto, è più sano. - Cosa vuoi?

Aprire i manicomi, liberare i pazzi

portarli a Fiume e fondare una società in cui sono loro i veri visionari,

a occupare i posti di comando e a indicarci la strada.

Non l'hai già fatto?

D'Annunzio chiederà la tua opinione e tu dovrai sostenermi.

Sei l'unico dottore che ascolta.

Io ho rischiato di finire davvero in un manicomio.

Per avere disertato?

Per aver quasi ammazzato chi ha ucciso mio figlio.

La follia, come vedi, è fuori dalle gabbie, non dentro.

D'accordo, Keller,

ma trova Bakunin e fallo in fretta.

Dottore, fermati qui con noi. Si può smettere di soffrire ogni tanto.

- Seguimi e non fiatare. - Come dice, scusi?

- Ho detto seguimi e non fiatare. - Ci conosciamo?

Mi manda l'uomo che stai cercando, muoviti.

Come faccio a sapere che sei chi dici di essere?

Ascoltami bene!

Fai troppe domande in giro e a Bakunin non piace.

Attiri l'attenzione di gente pericolosa.

Quindi adesso o vieni con me o sparisci e ti dimentichi di lui.

[sottovoce] Muoviti! Cinque minuti e passa la ronda.

Non ti muovere.

Se scavalchi, ti troverai in un carcere italiano per sempre.

Che vuol dire?

Stavi seguendo un poliziotto

dove Brandi può arrestarti senza chiedere il permesso a D'Annunzio, fuori Fiume.

Come fai a saperlo?

- Siamo dalla stessa parte. - No.

- Io non sono dalla parte di nessuno. - Non è vero.

O non avresti rischiato la vita per salvare D'Annunzio.

Guarda.

Conosci questo simbolo?

- Reparti Speciali. - Esatto.

È quello di Brandi e dei suoi uomini.

Vodka?

Fammi vedere la ferita.

Non è niente.

Cosa vogliono i russi da me?

Aiutarti.

- Non ho chiesto il vostro aiuto. - No, ma ne avrai bisogno.

Né la protezione di D'Annunzio né dirigere l'ospedale

ti metteranno al sicuro.

Cercano di incastrarti, lo capisci?

Perché a voi interessa tanto?

Solo tu conosci l'identità della donna che ha sparato a D'Annunzio.

Non ho mai detto che era una donna.

Non ancora, ma quanto credi che impiegherà Brandi a scoprirlo?

Noi possiamo offrirle una via di salvezza. Non sarà libera, ma almeno vivrà.

Se cade nelle mani della polizia, sarà giustiziata il giorno stesso.

E voi?

- Cosa ci guadagnate? - Noi crediamo in questa rivoluzione.

Ma per sostenerla dobbiamo sapere chi cerca di fermarla.

Aiutaci, Giulio.

Fallo per te.

Fallo per lei.

Fallo per Fiume.

Allora?

- Non sarà facile farlo collaborare. - Trova un modo, l'operazione è iniziata.

C'è un nuovo giocatore nella squadra di D'Annunzio.

Alceste De Ambris, il nuovo capo di Gabinetto.

È dei nostri?

È un sindacalista, rivoluzionario, socialista.

solo lui può aiutarci.

- La stavo aspettando. - Dov'è il comandante?

Lasciateci soli.

Sta rilasciando un'intervista. Mi ha chiesto di occuparmi di lei.

Ho informazioni sull'indagine. Devo consegnarle nelle sue mani.

D'Annunzio guida una rivoluzione, non ha tempo per la sua indagine.

Nessuno andrà dal comandante senza passare per le vie ufficiali.

- Quali sarebbero queste vie ufficiali? - Le mie.

Quei documenti appartengono a me.

Stiamo lavorando a un progetto senza precedenti nella storia.

L'unione sotto un'unica bandiera di tutti i popoli oppressi del pianeta.

Una lega che si opponga allo sfruttamento della Società delle Nazioni.

Ma questo non è tutto.

A breve presenteremo una costituzione rivoluzionaria e futurista,

la Carta del Carnaro, che sarà un faro per il mondo.

- Voi credete che il mondo sia pronto? - No.

Ma noi crediamo che bisogna avere coraggio per essere radicali,

se lo si vuole cambiare.

Quanto radicali?

La domanda che oggi tutto il mondo si pone

e alla quale vorrei che voi deste una risposta

è: fin dove Gabriele D'Annunzio vuole spingere la sua rivoluzione?

A Fiume si cambia il mondo! Non aspettiamo.

[D'Annunzio] Voglio fondare una città che esiste nei sogni degli uomini liberi,

dove le donne non chiederanno più il permesso di esistere.

È ora di prendere ciò che è nostro.

per i disobbedienti, per i visionari.

D'Annunzio dichiara guerra a Nitti e Giolitti.

Promette che la rivoluzione arriverà anche in Italia!

[Uomo] La rivoluzione di D'Annunzio divide l'Europa!

[Uomo 2] O con noi o contro di noi!

Il comandante ha fissato una data per presentare la Carta del Carnaro.

Io ti garantisco che per quel giorno il nostro ambasciatore sarà a Fiume,

ma voi dovete convincere D'Annunzio a tenere un profilo più basso

o Mosca non lo sosterrà.

Lo farà, invece.

Siamo i suoi unici alleati in Europa e il nostro estremismo è il futuro.

- Se Lenin immaginasse un futuro diverso? - Cercheremo alleati altrove.

Ma questa rivoluzione in mani sbagliate potrebbe avere ripercussioni devastanti.

O con noi o contro di noi.

Dottore, ancora il turno di notte?

Sì, qualcuno deve pur farlo. Arrivederci.

Keller ha trovato Bakunin.

L'aspetta domani nel suo locale a mezzanotte.

L'altra sera abbiamo ritrovato un uomo accoltellato.

Pare che fosse con te poco prima di morire.

- Non ne so niente. - Sicuro?

Era un anarchico legato a un certo Enrico Maer,

detto Bakunin.

- Neanche di questo sai niente? - No.

Non so di che cosa parla.

Non toccarla.

Tuo figlio è morto durante una manifestazione, giusto?

Ci stavano sfrattando dalle nostre case.

Mia moglie e altri hanno fatto resistenza.

La polizia ha sparato, non direi manifestazione.

Dov'eri mentre tua moglie difendeva la vostra casa?

In prima linea.

Serve fede per accettare che tuo marito salva altre vite in guerra

mentre tuo figlio muore a causa della sua assenza.

C'è una cosa che però non mi è chiara, come mai si sia data fuoco.

Come se volesse sparire, no?

Comunque,

dei testimoni ti hanno visto con l'anarchico a una festa di Keller.

Sei accusato di omicidio. Avremo tempo per parlare.

Non puoi farcela da solo, Giulio. Ti stiamo tendendo una mano, afferrala.

Ti chiedo solo di fidarti di me.

[serratura che scatta]

Se preferisci marcire qui dentro, fai pure.

Fammi uscire da qua e ti dirò tutto.

Il signor Dimitri Pavlov ha portato alla Corte

una richiesta esplicita del comandante Gabriele D'Annunzio

affinché si deliberasse oggi circa l'arresto del signor Giulio Leoni.

- Ora... - Questore, che succede? - Mi hanno informato ora dell'udienza.

Posso sapere perché tanta fretta?

Signor Brandi, secondo il signor Pavlov e la signorina Superbi

l'imputato era con loro la sera dell'omicidio.

Pertanto, se non è in possesso di qualche evidenza

che confuti la testimonianza del corpo diplomatico russo,

io dovrò lasciare andare l'accusato.

Dunque, signor Brandi?

No, vostro onore. Non sono in possesso di tali prove.

È deciso. L'imputato è prosciolto. La Corte si ritira.

Ci conosciamo, signorina?

Non credo.

Comunque la falsa testimonianza è un reato anche a Fiume.

Signore, se adesso vuole scusarci...

- Ci stanno seguendo, dobbiamo separarci. - Giulio viene con me.

Portalo all'appuntamento con Bakunin, è fondamentale.

Non ti preoccupare.

[prega] NO IN CORO]

[Giulio] Bakunin, è tutta colpa tua.

Ho voluto bene a tua moglie Sara, come a una figlia.

Tu l'hai armata, addestrata,

hai inscenato la sua morte e dici che non c'entri?

- Volevo proteggerla. - Tu volevi usarla!

Io ho disertato per cercarla!

Le ho dato un nemico da combattere, per canalizzare la sua rabbia,

ma non l'avrei mai spinta contro D'Annunzio,

che forse è il solo a condividere il mio stesso sogno politico.

Vuoi dire che Sara ha agito da sola?

Dietro l'attentato non ci sono gli anarchici,

come vogliono farvi credere,

ma chi ha da guadagnare dalla fine di Fiume.

- Americani? Inglesi? - Forse.

Un anno fa Sara è stata avvicinata da un certo Warren Finch,

un sedicente uomo d'affari che reclutava spie in Europa.

Sara era la sua candidata ideale: era fragile, in cerca di vendetta

e odiava gli eroi di guerra come D'Annunzio.

Ma non so nient'altro, perché poi è sparita anche da me.

Se dietro ci sono i Servizi Segreti americani,

potrebbe essere ovunque ormai.

No, è ancora qui.

Il suo obiettivo era uccidere D'Annunzio, ma ha fallito.

Se la conosco, non si è ritirata, sta organizzando il prossimo attentato.

E D'Annunzio non ha fatto quello che ci si aspettava,

non ha chinato la testa, non si è intimidito.

Al contrario, ha puntato ancora più in alto.

Gli Alleati non resteranno a guardare.

- Dobbiamo parlarne con il comandante. - No, non possiamo.

- Non abbiamo scelta. - Invece sì.

Se consegniamo Sara senza avere Finch,

incolperanno dell'attentato voi anarchici

e lo spirito di questa rivoluzione sarà intaccato per sempre.

È quello che vuole Brandi, sbarazzarsi di voi.

E quindi?

[Giulio] Quindi dobbiamo collaborare.

Per il bene di Fiume e di Sara.

[Bakunin] Volete salvare D'Annunzio, cercate Finch e troverete Sara.

C'era un uomo con Sara quella sera, guidava il furgone che l'ha portata via.

- Finch. - Sì, sono sicuro di sì.

- Lui ti ha visto? - No.

Tu potresti riconoscerlo?

Era buio, ma penso di sì. Perché?

Secondo Mosca Finch tornerà a Fiume per un evento massonico.

Sono persone molto facoltose che hanno in comune lo stesso nemico.

- Chi sarebbe? - Sasha Golòvin, un agente segreto russo.

Ne ho sentito parlare. Avevano messo una taglia sulla sua testa.

Esatto e loro hanno comprato quella taglia dal nostro governo.

La Russia vende i suoi uomini adesso?

I bolscevichi sì. Golòvin faceva parte dell'Ancien Régime.

Con la Rivoluzione d'Ottobre è diventato nemico dello Stato.

Questo vuol dire che abbiamo una via d'accesso all'evento.

Sì, ma non è possibile, è troppo pericoloso.

Perché? Lo abbiamo già fatto.

- Che cosa? Non sto capendo. - Sostituirlo con un nostro uomo.

Nessuno sa com'è fatto Golòvin, neanche noi.

Per loro potresti essere tu.

Bastano pochi minuti: sostituiamo le guardie che scortano il prigioniero,

entriamo, Giulio riconosce Finch e lo porto fuori di lì.

- Stavolta è differente. - Perché?

Perché Golòvin è comprato per essere giustiziato

nello stesso modo in cui lui uccideva le sue vittime.

Affogato con la testa nell'acqua.

- Forse c'è un modo per entrare. - Quale?

Quando ero all'università c'era un medico indiano

che ha visto molti yogi praticare il "distacco corporeo".

Rallentavano il battito cardiaco fino a fermarlo.

- Come una sorta di coma indotto? - Non proprio.

Durante il coma il cuore batte e i polmoni a respirano.

Quelle persone entravano in uno stato di premorte.

Studiandole abbiamo scoperto che si può varcare la soglia dell'aldilà

e rimanerci per quasi due minuti senza subire danni cerebrali.

- Stai scherzando, vero? - No, sono serissimo.

Posso insegnarvi come riportarmi in vita dopo che mi avranno... affogato.

Devi essere completamente impazzito.

Sei sicuro che può funzionare?

Se farete quello che vi dico, sì.

Se qualcosa dovesse andare storto? Non so, un imprevisto?

Non abbiamo scelta. Troppe vite dipendono da questo.

Ma solo una vale la tua morte, giusto?

Non entro in questa follia.

- Ascoltami... - No, tu ascolta me!

Un rischio calcolato non è come uccidere un innocente

e giocare a fare Dio resuscitandolo.

È una mia scelta.

- Io non lavoro con aspiranti suicidi. - Davvero?

Voi uccidete una persona per salvarne mille. Ora ti scandalizzi?

Perché non voglio morti innocenti sulla coscienza.

Chi dice che sono innocente? Ho le mani sporche di sangue anch'io.

Molto più di Sara. Farò questa cosa con o senza di te.

La differenza è che forse con te ho una possibilità di sopravvivere.

- È arrivato poco fa. - Grazie.

"Ufficio Affari Riservati

indica ritorno a Fiume di Warren Finch, sospetta spia americana.

Ci serve vivo.

Imperativo trattare con lui e portarlo dalla nostra parte.

D'Annunzio va fermato."

La prima cosa da fare è un'iniezione intracardiaca, sul cuore.

L'adrenalina deve agire subito.

Senti questa cavità?

Questo è lo spazio intercostale.

Qui, tra la quarta e la quinta costola, infilerai l'ago e inietterai il farmaco.

È importante che l'adrenalina agisca entro 90 secondi.

Il mio cuore riprenderà a battere,

ma i polmoni saranno pieni d'acqua e tu dovrai svuotarli.

Come?

Massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca.

Vieni, ti faccio vedere.

Vieni sopra di me.

Alterna una sequenza di cinque compressioni con tutto il tuo peso

a due di respirazione.

Comincia e conta.

- Uno. Due. Tre. - Più forte.

Uno! Due!

Tre! Quattro! Cinque!

Adesso chinati e con la mano sinistra tira indietro la mia testa.

Con la mano destra mi chiudi il naso

e soffia due volte dentro di me.

Bene. Continua finché non mi sveglio.

Se non ti svegli?

Beh... tu insisti.

Mi raccomando.

Ci proverò.

Dove vai?

A fare la mia parte del lavoro, a ritirare Sasha Golòvin.

[Beatrice parla in russo]

[Dimitri parla in russo]

Che succede?

Il piano è saltato.

Golòvin è una donna.

Sasha sta per Alexandra. Dobbiamo rinunciare.

No, aspettate. Lo faccio io.

Prendo io il posto della prigioniera.

- No, è troppo pericoloso. - Se puoi farlo tu, posso farlo anch'io.

Entriamo al castello,

tu riconosci Finch e dopo due minuti siamo fuori.

Non esiste.

Non sei pronta e non posso chiederti di rischiare la vita al posto mio.

Non me lo sta chiedendo, è una mia scelta,

non tua e neanche di Dimitri.

[parlano in russo]

Troppe vite sono in ballo.

Se non interveniamo,

potremo perdere Finch per sempre e con lui Sara e con lei D'Annunzio.

Sapete che ho ragione.

Dimitri?

Allora è deciso.

Faremo quello che sappiamo fare meglio. Dimitri ci condurrà dentro il castello.

Io prenderò il posto di Sasha.

E tu farai solo il tuo lavoro.

Aspetta.

Questa no.

Di' che sei mia.

- Dillo. - Piano, mi fai male.

- Dillo. - Sono tua. Sono tua.

[Beatrice] No! Mamma!

Mamma!

Mamma!

No!

[Sara] Deve essere dura per un medico salvare tutti,

tranne quelli che ami davvero.

[musica di pianoforte]

- Che cos'era? - Una stupida melodia per bambini.

Era bella, invece.

A mio figlio sarebbe piaciuta.

Mattia amava il piano.

È la prima volta che lo nomini.

Da quando è morto il suo nome è come una preghiera

alla quale mi attacco quando ho paura...

o quando non riesco a dormire.

O quando devo chiedere perdono per i miei peccati.

Stanotte qual è il motivo?

Stanotte sei tu.

Il rischio che correremo domani è troppo grande.

Dobbiamo fermarci, ripensare al piano.

Sai cosa faccio io quando non riesco a dormire?

Mi aggrappo a un sentimento più forte della paura.

- Quale? - Ognuno ha il suo.

Il mio è l'odio, verso l'uomo che ha distrutto mio padre,

ucciso mia madre e che mi ha reso la donna che sono.

Per lui sono venuta a Fiume

e per lui ho fatto della vendetta il fine ultimo di ogni cosa.

L'hai avuta...

la tua vendetta?

No, perché poi ho incontrato te

e ho capito che esistono altri modi per fare giustizia per i morti.

Non conosco molte persone capaci di amare come sai fare tu, Giulio,

pronte a dare la vita per quella di qualcun altro.

Forse non cerchi la redenzione,

ma quello che stiamo facendo, salvare Sara, salvare D'Annunzio,

è importante.

Non solo per noi, ma per i reduci di Fiume che qui cercano una seconda possibilità.

Non è scritto che domani riesco a salvarti.

Se non dovessi farcela?

Se c'è un uomo in grado di farlo, sei tu.

Lo so, mi fido.

[parlano in latino]

[parla in inglese]

[parlano in russo]

[parla in inglese]

[gridano]

Il nostro obiettivo è Warren Finch, dobbiamo catturarlo.

Su.

Ben tornata.

[Brandi] Qualcuno ci ha preceduto.

Non possono essere lontani. Cercateli.

Dimitri!

[parla in russo]

Dimitri, fammi vedere.

- Dobbiamo fermarci! - No! Portate Finch in un posto sicuro!

- Nessuno deve sapere che è morto. - Ci penso io.

Come ti senti?

Come uno più bravo a togliere vite che a salvarle.

Ma io sono viva grazie a te.

Io sono viva grazie a te.

Perché sei arrabbiato?

Mi ero promesso di non provare più questo terrore per niente e nessuno.

Quale terrore?

Non posso perderti.

- Dove vai? - All'incontro di Dimitri con De Ambris.

Non voglio che nessuno sappia che è morto, non ora.

Ci vediamo stasera alla presentazione della Carta del Carnaro.

Se abbiamo un'ultima speranza di trovare Sara, è lì.

[squilli di tromba]

Ci stiamo giocando il tutto per tutto su questo accordo.

Se salta l'asse con Mosca, salta la rivoluzione.

- L'ambasciatore sta arrivando. - Ne è certa?

Andrò io stessa stasera a prenderlo, glielo assicuro.

Bene, perché non deve assicurarlo me.

Brandi, come mai qui?

Notizie troppo rilevanti per attendere le vie ufficiali, mi perdonerà.

- Rilevanti di che tipo? - A tempo debito.

Ho bisogno di prove. Inconfutabili.

Comandante.

Signorina.

Il signor Pavlov è dovuto tornare a Mosca, mi occuperò io dell'incontro con Čičerin.

- Ha lasciato a lei questo compito? - Esatto, signore.

Lei è sicura di avere cognizione di questo compito?

Assolutamente.

Allora mi dia una ragione, una sola per non allearmi con Mussolini

e non far saltare un incontro

con un ambasciatore che da mesi mi fa fare anticamera!

- Posso essere franca, signore? - Deve!

Mussolini non cerca comandanti,

bensì figure eroiche da sacrificare sull'altare del suo consenso.

Voi siete un faro per i veterani della Grande Guerra.

Mussolini vi appoggia perché ha bisogno del vostro sostegno,

della vostra visione, del vostro carisma, della vostra eloquenza

per guidare le masse.

Le vostre idee non necessitano della sua violenza

ma lui delle vostre parole sì, solo con esse infiamma il popolo.

Lei si illude,

se pensa che le mie idee da sole possono salvare il mondo.

Veniamo da un'era di tenebra,

è facile seguire chi aizza le masse con la paura e la violenza

invece di chi tenta di elevarle con la poesia e la virtù.

Io sono pronta a sacrificare la mia vita per la vostra rivoluzione.

Le vostre idee possono illuminare il secolo che abbiamo davanti

e parlo a nome della mia Nazione.

- Allora perché l'ambasciatore non è qui? - Il vostro coraggio lo intimorisce.

Ma dopo stasera,

dopo che avrà ascoltato la vostra nuova Costituzione,

sono certa che verrà contagiato dalla vostra visione.

[grida]

Dottore, quella donna mi ha detto di darle questo.

- Quale donna? - Era lì.

"Ho bisogno di parlarti, stasera alle 8 sotto al Governatorato.

Vieni solo, ti prego. Sara."

Alceste De Ambris, Capo Gabinetto D'Annunzio.

Vasil'evič Čičerin, ambasciatore della Repubblica Sovietica Russa.

[D'Annunzio] Lo Stato non riconosce la proprietà

come il dominio sulla libertà fondamentale...

Fino all'ultimo cuore che batte contro il potere,

fino all'ultimo uomo che rifiuta di piegare il ginocchio,

fino all'ultimo poeta che alza la voce contro i padroni del mondo,

finché l'amore sarà giudicato, la giustizia venduta

e la libertà concessa solo a chi obbedisce, noi non ci fermeremo.

Fiume è l'inizio, una città dove i pazzi guideranno i saggi,

dove gli artisti faranno le leggi.

La miccia. È il primo atto della più grande opera mai scritta.

La rivoluzione dei vivi.

E io sono qui per incidere il primo verso

con il sangue, con il fuoco...

con la mia vita.

Credo nel ruggito di Fiume,

nella sua voce che grida libertà dalle sue strade

che come un inno si eleva oltre le mura della città.

Credo nella bellezza ribelle, nell'arte che sfida,

che disturba, che risveglia.

Credo nella cultura come arma, la più affilata tra le spade,

la più temuta dai potenti.

Credo nella libertà di amare in ogni sua forma.

Credo nella libertà del toccarsi,

nell'abbraccio, nella spudoratezza dei baci.

Credo che ogni uomo e ogni donna

siano la nota essenziale di questa nostra sinfonia di libertà

e che l'uno intoni l'altro.

Credo che ogni lavoro nobiliti, ogni gesto conti,

ogni sogno meriti di essere sognato.

Amare è agire...

come una madre che nutre il mondo con il latte dell'amore.

Credo che non ci sia nulla di più rivoluzionario dell'amore

e che sia l'unica vera risposta alla paura.

L'unico vero sentiero verso la libertà.

Credo infine in un futuro in cui ogni voce sia ascoltata,

ogni vita celebrata.

Credo che questo nostro inno di libertà e bellezza

riecheggi nei secoli per sempre.

Sara!

Sara... Sara!

Non ci siamo mai visti.

[applausi]

No! Lasciami!

[applausi]

- Bellissima serata, non trova? - Assolutamente.

Ora se permette...

Non si affanni tanto, la persona che sta cercando non verrà.

Come ha detto, scusi?

Il suo amico, Giulio Leoni,

lo abbiamo appena arrestato per cospirazione e tradimento.

Avviseremo il comandante appena sarà finita la trasmissione.

Se fossi in lei, eviterei certe frequentazioni.

- Non è possibile, Giulio non è... - Mi riferisco al signor Pavlov.

Crediamo che Mosca sia dietro l'attentato al comandante.

Quando la cospirazione russa verrà fuori, non si faccia coinvolgere.

- Perché mi dice queste cose? - Perché sono un patriota.

Lei ha sangue italiano e mi ricorda una persona che conoscevo bene.

Beatrice Superbi è un nome d'arte, vero?

Se anche fosse?

Mi piacerebbe conoscere quello vero.

- Magari a cena. - Non ha paura di frequentare il nemico?

Mi scusi. Il comandante mi aspetta.

[voce non udibile]

[parla in russo]

Perché i russi ti proteggono? Lavori per loro?

Tua moglie lavorava per loro.

Alla fine parlerai.

Arditi, avanti.

[D'Annunzio] Marciare su Roma!

Se l'Italia non prende Fiume, Fiume si prenderà l'Italia

con l'aiuto dei fasci di combattimento e dell'esercito.

Sbarcheremo da Ancona, scenderemo da Trieste, Roma cadrà

e finalmente renderemo grande...

questo nostro Paese!

Come sappiamo che l'esercito ci sosterrà?

Lo farà, se io avrò l'appoggio di una forza politica italiana.

Quella di Benito Mussolini.

Brandi porterà questo memorandum a Milano l'indomani.

Qui dentro è sintetizzato in punti

il piano d'azione della nostra rivoluzione.

Se Benito Mussolini è un vero alleato come dice di essere,

ebbene, signori, questo è il momento di dimostrarlo.

Potrebbero accusarci di tradimento solo per essere qui.

Il tradimento si sta già compiendo, ma per opera di qualcun altro.

Ho bisogno di voi per scoprire le reali intenzioni di Mussolini e Brandi.

L'unico modo per scoprirlo sarebbe intercettare i suoi telegrammi.

So che scambia informazioni con qualcuno.

Non distrugge i telegrammi appena ricevuti?

Prima vengono copiati e conservati dentro bacheche apposite per 24 ore.

Quindi abbiamo tempo fino alla mezzanotte di domani

per trafugare gli ultimi messaggi.

- Potete farlo? - Ci penso io. - Senza Brandi non sarà difficile.

Partirà domattina per Milano.

Porterà il memorandum del comandante a Mussolini.

Quale?

Sta progettando un colpo di Stato, una dittatura con pieni poteri.

Se vogliamo evitare una guerra civile in Italia,

questa è la nostra ultima occasione.

- Brandi sta lavorando per... - Sh!

Ci ascoltano. È l'unico motivo per il quale ti fanno entrare.

[sottovoce] Brandi lavora per qualcuno che vuole proteggere Finch

e usarti come capro espiatorio.

È Brandi.

L'uomo del tuo passato.

Ti tremava la mano quel giorno in tribunale.

[serratura che scatta]

Stavolta che ho fatto?

Tradirmi e cospirare contro di me, per iniziare.

Non ho fatto nulla di tutto questo e lo sai.

Mi hai fatto credere che tua moglie era morta.

Non è come pensi.

Tu sapevi che lei era dietro il mio attentato e non hai detto nulla.

Cercavo di proteggerla.

- Da cosa? - Da questo, da una condanna a morte.

Era a me...

che avevi giurato fedeltà.

Mi avevano detto di guardarmi le spalle dalla mia corte,

ma non avrei mai creduto che saresti stato tu la serpe in seno.

Sei così accecato dall'orgoglio, dall'amore per te stesso,

dall'ambizione...

che non riconosci più i nemici dagli amici.

Non sono mai stato così lucido invece. Perché il punto qui non sono io.

Il punto qui è ciò che rappresento!

Il punto qui è la rivoluzione

ed è mandare un messaggio a tutti quelli che credono di minarla.

Condannarti a morte è questo messaggio.

E dov'è il mio processo?

Dove sono i miei diritti sanciti anche dalla tua Costituzione?

- Sacrificati sull'altare della guerra. - Come altre libertà. - Libertà?

La libertà si conquista con la forza!

A volte, paradossalmente, anche con la dittatura.

Dirai questo per giustificare il tuo colpo di Stato?

Bisogna essere pronti ad agire per il popolo.

- Nonostante il popolo. - Non è nato così questo sogno.

Ero un sognatore che si è scontrato con la realtà.

Per quell'uomo sono venuto a Fiume, non per questo che ho davanti!

Ricordi che dissi quando recuperai la vista dopo l'incidente?

Che quei mesi di cecità mi avevano insegnato due cose.

La prima era di immaginare la luce.

Quella luce era Fiume.

Ma la seconda, anche più importante...

era sopravvivere alle tenebre.

Le tenebre sono di questo mondo, Giulio.

Io non posso permettere che mi vedano debole.

E tu... mi hai messo nella posizione di reagire con la forza.

Per questo stiamo avendo questa conversazione qui...

e non in un tribunale, vero?

Esatto.

E perché qui, ora,

posso dirti una cosa che nessuno può sentire.

Che mi dispiace, Giulio.

Anche a me.

I telegrammi di Brandi. Sono cifrati.

Li può decifrare?

Lo farò.

Mussolini la sosterrà, ma le chiede di rinviare il colpo di Stato.

Attendere? Ancora? Perché?

Giolitti sta per inviare il suo esercito in Serbia

per reprimere le insurrezioni che state fomentando.

Se non scendete a compromessi, attaccherà voi e distruggerà Fiume.

Italiani che attaccano altri italiani.

Ci hanno venduto, comandante. Avete preso accordi con Giolitti?

In cambio di cosa? Un seggio in Parlamento, fondi, voti?

È una mossa diplomatica.

Mussolini vuole scambiare la pace in Serbia

con l'annessione di Fiume all'Italia, al Convegno a Rapallo.

Da quando Mussolini crede nella diplomazia?

Rapallo è fra due giorni. Vi chiede solo di aspettare.

Se le trattative andranno in porto,

Fiume sarà annessa all'Italia e lei marcerà su Roma come un imperatore

e non come un usurpatore.

Se dovesse avere torto? A quel punto cosa faremo?

Mussolini suggerisce di aspettare,

di rimandare la marcia su Roma alle Idi di marzo, in tempi più maturi.

Mi domando se il riferimento alla congiura sia voluto o casuale.

Che intende dire?

Giulio Cesare, sappiamo tutti com'è finito.

Ma la vera domanda adesso è chi di noi in questa rappresentazione

finirà per essere pugnalato alle spalle.

Se Giolitti...

o il sottoscritto.

- L'esecuzione avrà luogo tra due giorni. - Non è possibile.

Invece sì.

Parlerò con De Ambris, la farò rimandare. Ci serve più tempo.

Mi spareranno un colpo alla nuca.

- È finita. - No, c'è ancora una possibilità.

Che vuol dire?

Chi ci ha spinti fino a questo punto pagherà per ciò che ha fatto.

- Non mi piace essere seguito. - Sono qui per proporti uno scambio.

Non ha paura di frequentare il nemico, signorina Superbi?

No, se ha qualcosa che voglio.

So che sei ancora a capo dell'Ufficio Affari Riservati. Non è vero?

- Come sai queste cose? - I russi hanno uomini dappertutto.

Che cosa vuoi?

Una nuova identità,

poter tornare in Italia sotto falso nome e cominciare una nuova vita.

Perché pensi che ti accorderei una simile richiesta?

- Perché anche io ho qualcosa che tu vuoi. - Sarebbe?

Conosco i nomi di chi conta, di chi comanda,

i loro piani, la loro strategia.

Non mi occupo più di queste cose, non mi servono i loro nomi.

Neanche il mio?

Non vuoi più conoscere il mio vero nome? Magari a cena.

Quando?

Domani sera, nel tuo albergo.

Io ti racconterò una storia, la mia, e se ti piacerà mi darai quello che cerco.

Se non dovesse piacermi?

Saprai comunque qualcosa di me che nessun altro sa.

[Beatrice] Volevi intimidirmi o impressionarmi?

Amo la riservatezza. Le rivoluzioni vanno e vengono.

- Sopravvive solo chi resta nell'ombra. - Come gli scarafaggi.

Anche le spie.

Per questo siamo condannati a nasconderci?

Ci adattiamo. La fedeltà ideologica è un concetto sopravvalutato.

Mussolini, Lenin, D'Annunzio

sono controfigure che interpretano quello che il popolo desidera.

- Cosa desidera il popolo ora? - Una scusa per uccidere i padroni.

- Sembra quasi ti piaccia. - Lo trovo giusto.

Il debole soccombe, il forte prende il comando.

Così si scrive la storia.

Presto il mondo non sarà più dei ricchi, ma del popolo.

Epureremo il Paese dai deboli, dai borghesi, dai nobili.

È solo una questione di tempo, ma veniamo al motivo per cui siamo qui.

Ho fatto in modo che nessuno possa sentire la tua storia.

Grazie.

- Ma il tuo è stato uno scrupolo inutile. - Come mai?

Perché quello sarà un dolce che non consumeremo qui dentro.

La storia parla di un sopruso e di una vendetta attesa per vent'anni.

Nei confronti di chi?

Dell'uomo che ha distrutto la mia famiglia.

La prima volta che lo vidi

era un giovane militare in carriera nell'esercito

che amava ostentare il suo potere.

Mai avrei pensato che quell'uomo pieno di gradi e di mostrine

fosse solo il figlio di una serva e di uno stalliere.

Mia madre era stato l'oggetto del suo desiderio per tutta la vita.

Avevo solo otto anni, ma ricordo ogni dettaglio.

Noto che non sei cambiato, Pietro.

Anche il tuo odore è rimasto lo stesso.

Puzza di letame.

- Che cosa mi hai dato? - Scopolamina.

Solo una piccola dose

per essere sicura che avremo una conversazione sincera e tranquilla.

Dammi la parola in codice per decifrare quei telegrammi.

Devi essere veramente disperata.

Ti do un consiglio.

Scappa.

Pioveranno colpi di cannone sulle vostre teste.

Verrete spazzati via dai vostri stessi fratelli.

La parola in codice, dammela!

Ora iniziano le allucinazioni.

Posso farle scomparire.

Dovevo immaginarlo che eri sua figlia. Stesso sguardo.

Le stesse altezzosità.

Eppure la vostra vita continua a dipendere dal figlio di una serva.

Da lì nasce la tua rabbia. Sapevi che lei era troppo per te.

Certo...

Puoi picchiare il figlio di una serva a sangue

e nessuno dice niente.

Ma se provi a sfiorare la figlia di un ambasciatore

tutti ti vogliono morto.

Per questo sei entrato nell'esercito, per riscattarti.

Per fare giustizia.

La chiami giustizia la tua?

[Beatrice] Hai seguito ogni sua mossa,

hai accusato mio padre di un crimine che non aveva commesso.

[Beatrice] Per la vergogna si è impiccato! E fu allora che tornasti.

[Beatrice] Ma io ero lì.

Ero lì mentre la soffocavi!

Dammi la parola in codice.

Ammazzami...

Avanti. Ammazzami.

Dammi la parola in codice.

È tutta la vita che aspetti questo momento.

Spara.

Dammela!

Me la porterò nella tomba, se sarà necessario.

Perché lei è mia... è solo mia.

- Lo sarà per sempre. - Stai parlando di lei...

La parola in codice... è il nome di mia madre.

[sparo]

[Mattia] Vieni, papà! Mi vedi? Sono qua!

Vieni a prendermi! Papà!

Mussolini tradisce D'Annunzio! Firmato ieri l'accordo di Rapallo!

Calma, signori. Calma! Dovete stare calmi!

- Silenzio! - Signori, per favore!

Signori, vi prego, state calmi! Signori! Basta!

Signori, per favore.

Siamo tutti indignati per gli eventi di stamattina.

Ma il nostro comandante sta prendendo in mano la situazione.

Non basta!

Ritiene...

Ritiene oltraggioso l'accordo di Rapallo

che non riconosce Fiume all'Italia

e indecente l'articolo di Mussolini che lo applaude.

[voci sovrapposte]

Calma, signori! Silenzio! Signori, silenzio! Calma, calma.

Siamo di fronte a un tradimento dei nostri alleati

e del nostro Stato, ma reagiremo, subito!

Sì!

- O Fiume o morte! - [insieme] O Fiume o morte!

[insieme] O Fiume o morte! O Fiume o morte!

[insieme] O Fiume o morte! O Fiume o morte!

È la prova che cercavamo.

"D'Annunzio è instabile, la caduta è imminente."

Come facciamo a essere certi che siano originali?

Lo sono, comandante.

Appartengono a Brandi, è una parte del carteggio tra lui e Mussolini

in questi ultimi venti mesi.

Crediamo che dietro la defezione dei russi,

l'intervento militare di Giolitti e il tradimento di Rapallo c'è Mussolini.

Mussolini...

Mussolini.

Lasciatemi solo, devo riflettere prima che sia troppo tardi.

Comandante!

Forse non è troppo tardi per Giulio.

[sirene antiaeree]

[insieme] O Fiume o morte! O Fiume o morte!

[insieme] O Fiume o morte! O Fiume o morte! O Fiume o morte!

[voci non udibili]

[esplosioni]

[Beatrice] Il 24 dicembre

le armate italiane iniziarono ad attaccare Fiume

e andarono avanti bombardandola fino al primo gennaio del 1921

ovvero fino a quando il comandante, Gabriele D'Annunzio,

non accettò di deporre le armi.

Quei giorni passarono alla storia come il Natale di Sangue.

Ma le idee del Vate non morirono sotto quelle bombe,

sopravvissero al fuoco amico e al Ventennio fascista,

al Nazismo e alla Seconda Guerra Mondiale.

La Carta del Carnaro rimase un faro

per le costituzioni che si scrissero negli anni a venire.

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