All language subtitles for Death Is a Problem for the Living (2023) ITA

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Original subtitles

Onoranze funebri Kivi.

Fai buon viaggio, mamma.

- Il funerale è a bara chiusa? - Sì.

Ha qualche altro desiderio?

Voglio viaggiare con mamma.

Di solito non...

Ma possiamo fare un'eccezione.

Se ora vuole... attendere fuori.

- Che cazzo è quella? - Mi scusi?

Mamma voleva la Mercedes.

La Mercedes non riusciva a partire.

E purtroppo non c'erano altri veicoli disponibili.

Questo è un carro funebre più affidabile, rispetto alla Mercedes.

Ha accompagnato molti capi di stato nel loro ultimo viaggio.

Un'ottima Volvo.

Turbo.

Nella Volvo si può fumare.

Forza! Attenti agli scalini, ricordate. Bene!

Bene, il primo che arriva... Ops!

Prendi questa palla.

Aspetta... E ora, la mitica palla che scivola!

Bravissimo. Ottimo.

Oh, c'è la tua mamma Joa!

Ha passato una bellissima giornata.

Abbiamo giocato a fare le faccende e a nascondino.

Che bello!

Gli ho fatto fare un riposino. Era stanco.

Ma solo per mezz'ora.

Ahia!

- Cos'è successo? - Non so. Mi si è strappato qualcosa.

- È grave? - No, non credo...

- Ma riesci a malapena a camminare! - Ce la faccio... Ahia! Ahi! Ahi!

- È meglio se torni a casa. - Dici?

Certo. Vai a riposare.

Il serbatoio è in riserva.

È un falso contatto.

Dobbiamo fare una deviazione.

Devo... dare una medicina al cane.

Ci metto poco.

Non andiamo?

Posso fumare una sigaretta prima?

Come sta il cane?

È molto vecchio.

- Che tipo di consegne fai? - Di solito di defunti.

La morte è un problema dei vivi. Cerco di aiutarli con questo problema.

- Il prete ci aspetta. - Già.

- Ciao! - Ciao.

- Come mai sei già a casa? - Mi sono fatto male al collo.

- Ti va di scopare? - Proprio adesso?

- Entro domattina. - Sicuramente mi sarò ripreso.

- Devo chiamare Rauni? - No, dammi solo...

Un antidolorifico.

Ricordi che stasera c'è la festa per Riina?

Sì.

Io adesso chiamo Rauni.

Cristo santo!

- Ciao, Maikki. - Ciao, caro.

- Dov'è la Mercedes? - La stanno riparando.

Capito. Senti...

Il regalo di compleanno per Konsta. Per comprare quello che vuole.

- Sono cento euro! - C'è anche il regalo di Natale!

- Grazie. - Ascolta invece...

- Come sta Armi? - Bene, bene.

Posso venire a trovarli di tanto in tanto?

Da sobria, ovviamente.

Non vedo Konsta da due anni.

- Lo so, ma sai com'è fatta Armi. - Lo so.

- Glielo chiederò. - Ti ringrazio.

- Che ore sono? - Meno un quarto.

- Ok, devo andare. - Va bene.

- Ci vediamo. - Senti...

Ricorda di dare un abbraccio forte a Konsta da parte mia.

- Certo. - Ok, ci vediamo!

Grazie.

No, sono ancora al lavoro.

Perché intanto non fai uno spuntino? Mamma torna presto.

- Ahi! È lì! È lì! - Ok.

- A che ora dobbiamo venire stasera? - Appena avremo finito qui.

Saija ha comprato altri formaggi?

Ne ha preso uno che puzza di piedi.

Facciamo una lastra per assicurarci che non ci sia niente di rotto.

Ciao, scusa il ritardo.

Da Maikki. Un regalo di compleanno per Konsta.

Dov'è la Mercedes?

Questa è una Volvo. Col turbo...

Sto cercando di risparmiare.

- Voleva venire anche lei? - Sì, ha fatto un po' di storie.

- Com'era conciata? - Piuttosto male.

- Sei passato da casa prima? - No, perché?

- Niente, così. - No, non sono passato.

- Ho una cosa per te. - Per me? Cosa?

- Un pensierino. - Perché?

Beh, abbiamo passato un periodo difficile, quindi...

È bellissimo. Sarà costato una fortuna.

Non così tanto.

Non ho mai visto una cosa del genere. Lo so.

- Ci vuole ancora molto? - Vieni.

Scusa, ho chiesto un consulto a un collega.

- C'è qualcosa di rotto? - No, il collo è a posto.

Però...

Ok, te lo dico e basta.

La radiografia del collo fa vedere anche la testa.

- Ho un tumore? - No, no!

Ma, secondo la radiografia,

sei praticamente senza cervello.

Che cosa?

È uno scherzo di Saija?

No. Tu non hai il cervello.

C'è un precedente in Francia, un uomo che...

Mi stai davvero dicendo che non ho un cervello?

Qui, vicino al cranio, c'è un residuo di tessuto cerebrale.

Sembra che questo ti permetta di...

Ora dovremo fare una serie di test...

Konsta, la cena è pronta!

- Buon compleanno da parte della nonna. - Grazie.

- Cos'è? Yatzy? - È divertente.

Da piccolo mi piaceva. Ci giochiamo dopo cena?

- Devo finire i compiti. - Va bene.

È un gratta e vinci? Maikki avrà pensato che fosse simpatico.

Non fa niente, puoi tenerlo.

Ti va di grattare subito?

Se trovi tre volte lo stesso numero, vinci la cifra corrispondente.

- Forse dopo cena. - Ok.

- Sì certo. - Serviti.

Sembra invitante.

- Com'è andata la giornata? - Bene.

Noi stiamo organizzando l'evento dell'anno. Potremmo vincere un premio.

- Bene. - E la tua giornata?

Bene, molto bene.

Ha chiamato il recupero crediti.

Non riescono a parlarti.

Sì... Li chiamo io domani.

Che c'è? Ho detto che li chiamo domani. Non cominciare.

Va bene.

Lo grattiamo assieme, papà?

No, è tuo. Fallo tu.

Credo di aver vinto qualcosa.

- Fammi vedere. - Cosa?

- 500 euro. Pensa un po'! - Non ci credo!

Complimenti, hai fatto jackpot!

Tienilo al sicuro.

Posso incassare io la vincita domani.

- Andiamoci tutti e tre insieme. - Certo, certo.

Mi chiedo solo se non sia il caso di dare la metà alla nonna.

- Perché scusa? - Ha scelto lei il biglietto.

- 500 euro sono tanti. - Li ha vinti Konsta.

Certo. Non può decidere lui cosa farci?

Li metterà tra i suoi risparmi.

Non importa. Tanto qui non c'è nessuna vincita.

C'è scritto 500, 500 e 5000.

Devi grattare bene. Complimenti!

Ti ho detto di non portare a tavola i tuoi maledetti giocattoli!

Non ho il cervello.

Non è uno scherzo.

Ho visto le radiografie.

C'è un tizio francese con lo stesso problema.

"Uomo francese senza cervello."

Aveva una famiglia, stava bene.

- Stai peggiorando o...? - No, mi fa solo male il collo.

- Hai preso un altro appuntamento? - No.

- Ma dovranno farti altri esami. - Non voglio fare la cavia.

Stanno arrivando gli ospiti.

Non possiamo annullare tutto?

Dobbiamo mangiare il formaggio per rispettare la tradizione.

- Non diciamoglielo. - Rauni già lo sa.

Aspetta però... C'è il segreto professionale.

Giusto.

Andrà tutto bene. Tutto bene.

Va' a cambiarti la camicia.

- Hai ricominciato a giocare? - No.

Quanti debiti hai? Non mentire.

Non sto mentendo.

Sono solo... 4500 euro.

Ne ho ripagati molti.

- Ce la caveremo? - Certo che sì.

- Anche mamma lo diceva. - Beh, io non sono tua madre.

- Vado a letto. - Io suono ancora un po'.

- Suona piano. - Buonanotte.

- Ciao! - Ciao! Che bello vedervi.

Prego, lasciate pure le giacche.

- Come ti senti? - Meglio.

- E il collo? - Tutto bene.

Okay. Ce la fai a occupartene?

Ciao a tutti!

- Ciao, Arto! - Sistemo queste.

- Arto ti ha raccontato del... - Sì.

- Non ce l'ho fatta a tenermelo. - Come può succedere?

Non me lo so ancora spiegare.

È sparito di recente o non ce l'ha mai avuto?

Sembra che non ce l'abbia mai avuto.

Questo spiegherebbe molte cose.

- Ehi! - Scusa.

- Arto sarebbe un ottimo caso da studiare. - È il mio caso!

- Basta! - Guarda, si vede un piccolissimo...

- Ah ecco... Incredibile. - Il mio cane ha un cervello più grande.

Ecco, sono portatore sano di formaggi per la nostra Dottoressa.

E un po' di bollicine per iniziare. Chi ne vuole?

Io. Riempimi il bicchiere.

Non sono mica malato.

Attento, può dare alla testa! E per la nostra dottoressa...

La nostra sempre giovane Rauni.

Per la nostra Saija...

La mia Saija... E a me.

Mi sono seduto al tuo posto?

No tranquillo. Gli esseri umani non sono fatti per stare seduti.

E per cosa sono fatti?

Beh...

Una volta ho letto uno studio che diceva...

insomma le conclusioni dello studio erano...

che stare seduti è molto pericoloso.

Le persone vengono fatte sedere alle scuole elementari

se gli piace studiare staranno sedute per altri vent'anni.

Il corpo umano non può sopportarlo. Le scimmie non si siedono sulle sedie.

Allora tu sarai in ottima forma.

Forza, facciamo un brindisi per Riina. Al suo dottorato!

Risto Kivi.

È uno grosso?

C'è un ascensore?

La tua tesi di cosa trattava?

È uno studio sull'attenzione divisa e selettiva attraverso le...

Funzioni cerebrali.

Sembra interessante. Una volta ho letto uno studio...

Hai letto una quantità di studi sorprendente,

per essere uno che detesta stare seduto.

Riina, prendi un pezzo di formaggio.

Arto l'aveva detto che i formaggi puzzavano di parti intime.

No, ho detto che puzzavano di piedi.

Scherzavo!

È vero. Scusa, mi sono sbagliata.

Abbiamo il manchego,

il murcia al vino,

il gorgonzola e quello agli anacardi.

È una delizia. E poi, il preferito di Riina, il morbier.

È stato un bell'elenco.

Attento, può darti alla testa. Ho sentito che c'è tanto spazio lì dentro.

Scusate, ho dovuto farlo.

"Scusate, ho dovuto farlo."

Cazzo!

Ciao.

- Hai un completo scuro? - Che cosa?

Vuoi darmi una mano?

Devo andare a recuperare un cadavere.

Ci guadagni 50 euro e una storia da raccontare.

Non so più che fare!

Che succede?

Io non ho un cervello!

Un completo ce l'hai?

- Non ero mai stato su un carro funebre. - L'importante è viaggiare davanti.

È rotta.

Era lì quando l'ho comprata.

È bloccata?

Anche a me piace il jazz.

Lui è Arto. È a posto.

- La prossima volta voglio un Tre Stelle. - Certo.

Questo passa il convento.

Chiudete quando andate via.

Kari.

È possibile accelerare il pagamento? Ho un po' di spese.

Chiederò ad Anita in amministrazione. Non ti prometto niente.

- Signori, è stato un piacere. - Arrivederci.

Grazie.

I guanti sono lì.

Come facciamo a muoverlo?

Infiliamo sotto il sacco e poi chiudiamo la zip.

Mi è tornato a posto il collo.

Accidenti quanto pesa.

- Buongiorno. - Buongiorno.

- Come va con il collo? - Bene.

Anche l'ovulazione sembra buona.

Aspetta, aspetta!

Ti ho preparato il caffè.

- Non vuoi più fare un figlio? - Hai detto che c'è il caffè?

Dobbiamo parlare di questa cosa.

- Vaffanculo! - Che c'è?

Kalevi ha detto alla stampa che non hai un cervello.

Dai, sbrighiamoci.

- Buongiorno! - Buongiorno.

Hanno lasciato a noi la vostra posta.

- Grazie. - Buona giornata.

Non dovevamo sbrigarci?

Hai chiesto un prestito a mio nome.

- Non è così grave come pensi. - Non avevi smesso di giocare?

Lo farò. Devo prima saldare i debiti.

Ci sono almeno ventimila euro di conti da pagare a mio nome.

- Non posso pagarli! - Ci penso io.

Vaffanculo, Risto!

- Di chi erano quelle scarpe? - Quali scarpe?

Ieri sono passato da casa e c'erano delle scarpe da uomo all'ingresso.

- Ti voglio fuori di casa. - E dove vado?

Non ne ho idea. Ma portati quella batteria di merda.

Armi, aspetta!

Voglio il divorzio.

Traditrice! Tra-tra-tra-tra-tra!

Traditrice!

Konsta, sali.

- Arto, hai un minuto? - Certo.

- Tra poco devo andare a prendere Sari. - Sì, faremo presto.

Abbiamo ricevuto delle telefonate dai genitori dei bambini.

- Sono preoccupati per le voci che girano. - Quali voci?

Sul fatto che tu non hai un cervello.

In realtà ho un piccolo residuo.

La demenza deteriora il cervello.

Si ripercuote sul comportamento. Puoi diventare pericoloso.

Non ho la demenza, ho solo un cervello piccolo.

I genitori si rifiutano di portare qui i loro figli.

Per paura che tu possa diventare violento.

- Io non lo penso. - Allora chi lo pensa?

Dimmi, Ilpo. Chi lo pensa?

Credo che sia il caso che tu prenda una pausa.

Poi vedremo.

Io sono sempre quello di prima.

- Scusa se ho alzato la voce ieri. - Non fa niente.

Konsta...

Tua madre e io abbiamo deciso che devo andare via per un po'.

- Perché hai urlato? - No, perché...

Non siamo d'accordo su alcune cose.

Sul fatto che giochi d'azzardo e saremo costretti a trasferirci?

Risolverò tutto, non dovrete trasferirvi.

- Lo prometto. - Croce sul cuore?

- Che possa finire come i miei clienti. - Ok.

Vedi, papà...

Kivi.

Saija... Stavo riflettendo.

Sì, è una situazione pesante.

- Non voglio più fare un figlio con te. - Scusa?

- Non vuoi più fare un figlio con me? - Esatto.

Ma i miei geni non hanno nulla che non vada.

No, ma potrebbero averlo i miei.

Tu hai paura che questa cosa sia ereditaria

e io che tu non riesca a gestire un figlio con bisogni speciali.

Vai a... fanculo!

Non voglio ferirti, ma hai bisogno di un uomo col cervello.

Arto, è meglio se te ne vai da solo a fanculo prima che ti ammazzi!

Arto.

Niente di particolare.

Certo, posso fare da babysitter.

Arto è arrivato. Comportati bene.

Konsta, lui è Arto, il vicino. Vi siete già visti.

- Ti posso lasciare? - Ce la caveremo.

- Vero? - Sì.

Però ti batterò in tutti i giochi.

Telefono.

Posso offrirti un caffè?

No, grazie.

Come sta il cane?

- Resiste. È vecchio. - Tu non hai un cane.

C'è un lavoro?

È illegale?

Nel senso che non ci paghiamo le tasse.

Sei interessato?

Eccoci. Benvenuto a "L'ultimo colpo".

- Cosa fate qui? - Giochiamo alla roulette russa.

Cosa dovrei fare io?

A fine serata, porti via eventuali corpi.

- Quanto? - Diecimila a sera.

- Perché la videocamera? - Perché tante domande?!

- Nessuno vi ha mai beccati? - Per cosa?

Non premiamo noi il grilletto.

Ma fornite la pistola.

Diamo un'opportunità quando non c'è più alcuna speranza.

Vieni domani sera si gioca.

Diecimila?

C'è un ascensore?

- Ho un altro lavoro per te. - Di che tipo?

- Sempre lo stesso, ma pagano di più. - Quanto?

Duemila per ogni sera.

È illegale?

Nel senso che non ci paghiamo le tasse. È un problema?

- Trasporto e basta? - Sì.

Senza far male a nessuno?

Sono già morti. Non possono soffrire.

Va bene.

Devo trasferirmi.

Vi siete lasciati?

È un'epidemia.

Sopravviverai.

Grazie.

- Ciao. - Ciao.

Hai dato il regalo a Konsta? Cos'ha comprato?

- Sì, ha comprato un gioco. - Un gioco...

- E gli hai dato un grosso abbraccio? - Sì.

- Poi hai parlato con Armi? - Sì.

Purtroppo non vuole che tu venga a casa.

- Intendi mai? - In questo momento.

- Ah, capisco. - Maikki, aspetta.

Armi dice che Konsta ha bisogno di scarpe nuove. Vuoi contribuire?

Non che abbiamo bisogno di soldi...

Io... ho solo venti euro.

- La cifra non è importante. È che... - Sì, aspetta.

- Va bene? - Sì.

Ne parlerò con Armi e ti faccio sapere.

- Ti funziona il telefono? - Sì.

Ti chiamo domani o dopodomani

e ti dico quando venire a casa.

- Da sobria, però. - Certo, certo.

Grazie.

- Chiamami, eh! - Lo farò.

- Ciao. - Ciao.

- Chi era? - La nonna di Konsta. Un'alcolizzata.

Per rispetto ai defunti.

Salve.

- E questo chi è? - Arto. È uno a posto.

- È la zucca vuota. - Cosa?

L'uomo senza cervello.

Ma che razza di storia è?

Ok. Risto, vieni qui.

Non puoi raccontarlo a chi ti pare.

Non puoi portare gente qui senza il mio permesso.

- Chiaro? - Sì. Arto è del tutto innocuo.

Ok. Lui è Osku. Si occupa dello streaming.

Risto e Zucca Vuota ripuliranno tutto.

La diretta inizia tra un'ora.

Di' il tuo nome e dichiara il tuo libero consenso a partecipare.

Mi chiamo Eerik Laine. Nessuno mi sta costringendo a partecipare.

Giocherò alla roulette russa per mia scelta.

Mettetevi i tappi.

Scrivi un biglietto di addio.

Se punti la pistola in quella direzione, ti ammazzo io.

Può iniziare la diretta.

La pistola, per favore.

Fate il vostro gioco.

Che il gioco abbia inizio.

5.000. Ti fermi o continui?

10.000. Ti fermi o continui?

Il giocatore vince diecimila. Grazie per aver giocato.

- C'è qualcun altro? - Una ragazza.

Va' a prenderla.

- Dove si fanno le puntate? - Serve il Browser Tor.

Ma è geobloccato. È illegale in Finlandia.

Mi chiamo Mervi Hirvi. Nessuno mi sta costringendo.

Scrivi un biglietto di addio.

La pistola, per favore.

Bene. Una serata facile.

Un solo cadavere, e anche leggero.

Portatela in un posto difficile da trovare e fatelo sembrare un suicidio.

È meglio se non la trovano subito.

Poi tornate qui e vi pago.

Non ho mai capito il jazz.

- Cazzo, ha dei figli. - Non è vero.

- In che senso? - I morti non hanno nessuno.

Non voglio tornare a casa.

Vado a prendere i soldi e poi andiamo in hotel.

- Ah, eccoti. Fatto? - Sì.

È andato tutto liscio?

Li vuoi in contanti o in fiches ?

In che hotel andiamo?

E se dividessimo l'affare a metà?

Cinquemila a serata.

- Dividiamo le spese e i profitti. - Wow.

Anche se sono una zucca vuota?

Maleducati.

Ma sì, dai! Sembra interessante.

Andiamo a fare colazione.

- Ho perso i soldi giocando. - D'azzardo?

- Sì. - Tutti?

Sì.

È una cosa che ti capita spesso?

Sì.

- Facciamo che i soldi li amministro io? - Ottima idea.

Dove andiamo a dormire?

Buongiorno.

- Buongiorno. - 'Giorno.

- Che cosa fai? - Sto cercando dei cadaveri.

E come si cercano?

Tra le notizie, sui social.

Un incidente d'auto, ma non ci sono vittime.

I treni sono in ritardo perché hanno investito una renna.

Con quelle non si guadagna.

Ehi, ripensavo alla roulette russa.

Potrebbe fare al caso mio, visto che non ho un cervello.

Sì.

Quanto tessuto cerebrale ti rimane?

Una piccolissima traccia.

- Dove? - Qui dietro.

Fai la pistola con la mano.

Se miri alla fronte, lontano dagli occhi,

stando attento alla traiettoria, non colpiresti i cervello.

Potresti farci 80.000 euro.

Potrebbe dare nuova vita a te e ai nostri affari.

- O potrei morire. - Stavo solo scherzando.

- Il foro di uscita era orribile. - Ma il viso era intatto.

Ho fame.

È colpa sua se ho perso il lavoro.

È lui che ha parlato alla stampa?

- Che cosa fai? - Ora lo vedi.

Non picchiarlo.

- Ha finito, signore? - Sì, grazie.

Gradisce un dolce o le porto il conto?

- Il conto. - Contanti o carta?

- Carta. - Vado a prendere il terminale.

- Tieni. - Che devo farci?

Io la userei per giocare, tu potresti fare un abbonamento a una rivista porno.

Oppure la uso io per giocarci...

- Riportagliela. - Perché?

Sono a posto. Grazie.

- Riportagliela. - Non ci penso neanche!

- La uso io. - No. Riportagliela.

Va bene così.

Come minimo ci deve delle pizze.

Sì, come minimo, ma poi basta.

Una frutti di mare.

- Con aglio. - Niente aglio, dormiamo vicini.

Doppia mozzarella.

- Lei è proprio uno stronzo egoista. - Cosa?

C'è mancato tanto così, Kalevi!

- C'è anche buona musica a questo mondo. - Per esempio?

Il rock finlandese degli anni '80.

- Tipo i Popeda? - No!

Tipo i Melrose, Peer Günt o gli Hanoi Rocks.

- O gli Hearthill. Li conosci? - Mai sentiti.

"Graveyard Party Blues", "Love Rain on Me"?

- Devo farteli sentire. - Mi sa che preferico il jazz.

Basta col jazz.

- Onoranze funebri Kivi. Ok.

Grazie.

Turno di notte.

20.000. Ti fermi o vai avanti?

40.000. Ultimo giro. Ti fermi o vai avanti?

Ottantamila...

Il banco vince. Grazie per aver giocato.

Portate via il corpo, con questo il debito è saldato.

Ehi! Porta qui il sacco.

Forse pensi che sia un idiota.

Ehi, maledizione!

Hai perso i diecimila e ne hai chiesti altri diecimila in prestito?

Sì. Ma solo perché non me ne ha prestati di più.

Come posso essere sicuro che non lo rifarai?

Puoi stare sicuro che giocherò a ogni occasione.

Ho capito.

- Mi aiuti solo stavolta? - Perché?

- Poi potrai andare. - Non voglio andarmene.

Siamo in affari io e te. Devi solo smettere di giocarti i miei soldi.

Un altro lavoro?

No, è il pagamento del ritiro fatto nell'appartamento.

- Che stai facendo? - Lo trasferisco sul casinò online.

Nemmeno per sogno.

Sono soldi miei, ci faccio quello che voglio.

- La metà di quei soldi è mia. - Sì, sì.

Non... la metà...

Ridammeli! Me li confischeranno se non li trasferisco subito!

- Una metà spetta a me! - Ridammi subito quel telefono!

Dammi la mia metà!

Va bene, ridammi il telefono! I soldi spariranno in un attimo!

- Qual è il tuo IBAN? - FI...

FI è ovvio, siamo in Finlandia!

3 7 2... 3 7 2 3 7.

Aspetta... Oh porca!

Maledizione, sei un'idiota! Sono spariti.

La prossima volta usiamo il mio conto corrente.

- Non mi fido di te. - Cristo santo, lui non si fida!

- Scusami. - No.

È gelata.

Devo andare da Konsta più tardi. Armi deve uscire.

- Sto ancora pensando alla roulette russa. - In che senso?

- Il giocatore ha un vantaggio. Capisci? - No.

- Dimmi un numero. - Otto.

- Tra uno e sei. - Sei.

Il tamburo del revolver ha 6 camere, come questo dado.

Immaginiamo che il numero 6 sia la camera con il proiettile. Ok?

Guarda... ecco.

Tira.

Ok, hai appena vinto cinquemila euro.

Lancia di nuovo.

Diecimila!

Un bel gruzzolo per lanciare un'azienda. Ventimila sarebbero meglio.

Partiremmo col botto.

Ventimila!

- Sì! - Quarantamila!

No! Io giocherei, ma per me 6 vuol dire morte certa.

Per te potrebbe essere molto doloroso,

senza causare grandissimi danni.

Ehi! C'è ritardo dei treni.

È Hakkarainen.

- Abbiamo soldi per una bottiglia? - Sì, ci bastano.

- Risto Kivi. - Ciao, sono Hakkarainen.

- C'è un ritiro da fare. - Hai l'indirizzo?

Nella zona industriale in fondo a Bottom Bay Road.

Scusa, non riuscivamo a trovare il posto.

Chi è?

Un tizio che faceva orienteering è inciampato in un cadavere.

C'è qualcosa di sbagliato nel mondo. Se in tanti si riducono così.

La prossima volta nascondilo meglio.

Pronto?

- Ce ne entrano due lì dietro? - Sì.

- C'è un puzzle per voi. - Grazie.

Sì. Certo.

Prendiamo tutto quello che troviamo.

Col tempo ti abituerai.

Cristo santo...

Puoi pensarci tu?

Ti chiamo domani o dopodomani e ti dico quando venire a casa.

- Chiamami, eh! - Lo farò.

- Abbiamo finito i sacchi. - Devo andare a casa.

Ok. Io potrei prendere il mio spazzolino da denti e riconsegnare la chiave.

E prendere delle mutande. E magari un panino.

- Ciao. Sei solo? - Hai portato da mangiare?

- L'ho dimenticato. - Dovevi portare la pizza!

- Dov'è tua madre? - Boh, è andata a una festa.

Ok, se ti chiama, dille di chiamarmi subito.

Che fai?

Tua nonna mi ha chiesto di darti un abbraccio.

C'è nessuno?

Ciao.

Le chiavi. Al volo!

Sai dove sono le mie vecchie cassette?

Puoi restare un po' con Konsta? Devo sbrigare alcune cose.

- Preparagli qualcosa da mangiare! - Va bene.

Grazie, che grande sorpresa.

Che diavolo ci fai qui? E dov'è Konsta?

È con Arto. Dobbiamo parlare.

- Adesso? - Adesso.

Va' via, per favore.

Tua madre è morta.

Come?

Investita da un treno.

Grazie per avermelo detto. Ora puoi andare.

- No che non vado. - Per favore, non rovinarmi la serata.

C'ero quasi. Quattro.

Dicono tutti che non hai un cervello.

Ce l'ho, solo che è... piccolo.

E ora?

- Allora cos'hai nella testa? - Acqua, a quanto pare.

Penso che neanche mio padre ha un cervello.

Lui ce l'ha.

Ha qualcosa che non va.

Hai ragione.

Ha un po' di alti e bassi.

Scusi, questo è il mio posto.

Stiamo parlando. Può sedersi da un'altra parte.

- È il mio posto. - Ho bisogno di un minuto!

- Chi è questo tizio? - Il mio ex marito.

No, sono ancora tuo marito.

Se ne va, per piacere?

La madre di Armi è appena morta, quindi ha bisogno di me.

Non ho bisogno di te!

Puoi crescere un po' e andartene?

- Posso buttarlo fuori? - Sì, grazie.

E il premio per l'Innovazione dell'Anno va a... Linus Granström!

Belle scarpe.

- C'è qualcosa tra di voi? - Sì.

Non abbiamo inventato la ruota, ma ci abbiamo messo il cuore.

- Maikki si è uccisa per colpa mia. - Si è suicidata?

- Credo di sì. - Perché?

Mandava soldi a Konsta, ma io li ho usati per giocare.

Vorrei fare un ringraziamento speciale a una persona che mi ha supportato...

Risto, vattene al diavolo!

..senza cui questo sarebbe stato impossibile: Armi Kivi.

Non ce l'avremmo fatta senza di te. Grazie.

Sì, solo un attimo.

- Ti prometto che rimedierò. - Ci pignoreranno la casa.

A meno di non pagare 50.000 euro entro la prossima settimana.

Li troverò entro domani.

Ehi ascolta...

Prenditi cura di Armi.

Che c'è?

- Stai facendo la cresta. - Cosa?

Piazzi scommesse all'insaputa di Ulla.

Tra simili ci si riconosce.

Preleva tutto quello che puoi e scommetti sulla mia morte.

Poi deposita la vincita su questo conto.

Io cosa ci guadagno?

Dirò tutto a Ulla. Siamo d'accordo?

Se i soldi non compariranno sul conto,

qualcuno ti farà visita. È chiaro? Bene.

Che succede se non muori?

Beh... Avrò vinto ottantamila euro.

- Ehi, voglio giocare. - Vuoi giocare?

Va bene. E chi porterà via il corpo?

La morte è un problema dei vivi.

Io non la guido quella merda. Piuttosto ti faccio a pezzi.

D'accordo. Risto sarà il primo giocatore stasera.

- Hai notato che il 6 non è mai uscito? - No.

Immagina di avere un revolver con sei camere,

ma un solo proiettile. Le probabilità di beccarlo sono minime. Guarda.

Non è mai uscito.

- Ma non funziona così. - In che senso?

Ogni volta che premi il grilletto, hai una opzione in meno.

Il dado invece ne ha sempre 6.

- Ciao. - Ciao.

- State giocando a Yatzy? - Sì.

- Hai visto Risto? - Sì.

- Dov'è andato? - Non lo so.

Forse a rapinare una banca, dato che deve trovare 50.000 euro.

Mi presti l'auto?

Mi chiamo Risto Kivi e giocherò alla roulette russa

e nessuno mi sta costringendo a partecipare.

In streaming tra 15 minuti.

Ehi, c'è Zucca Vuota alla porta.

Fallo entrare, così non dovrai usare la sega elettrica.

Che stai facendo?

Gioco.

- Tu hai un figlio. - Sì.

Ma ho anche un piano.

Allora gioco con te.

- Che stai dicendo? - Facciamo a turno.

Dividiamo le spese e i profitti, ricordi?

Che diavolo sta succedendo?

Giocheremo in coppia. Premiamo il grilletto a turno.

Datemi un attimo.

Perché vuoi farlo?

- Chi gioca non ha un vantaggio. - Come?

La storia del dado vale solo al primo colpo.

Giusto.

Andrà bene. Dovremo solo fermarci in tempo.

È possibile giocare in due.

Potete dividervi le vincite come volete,

ma se il colpo dovesse esplodere, nessuno dei due vince niente.

- Siamo d'accordo? - Siamo d'accordo.

Risto?

D'accordo.

Sedetevi uno di fronte all'altro.

Scusa... Zucca Vuota sa scrivere?

Ciao, mi chiamo Arto.

Giocherò alla roulette russa e nessuno mi sta costringendo.

Ok, qui è tutto pronto. Possiamo avviare lo streaming.

Siete pronti?

La pistola, per favore. Fate il vostro gioco.

Che il gioco abbia inizio.

5.000. Vi fermate o andate avanti?

10.000. Vi fermate o andate avanti?

- E se qui ci fosse il colpo? - Tocca a me.

Potresti morire.

- Ho un piano. Dammela. - Anch'io ho un piano.

20.000. Vi fermate o andate avanti?

Non capisci. Stai rovinando tutto.

- Dammela. - Tu moriresti di sicuro.

Per me sarebbe solo doloroso, giusto?

Arto...

Se il colpo esplodesse, moriresti.

Ti ho mentito... Perché volevo che giocassi.

E infatti sto giocando.

Tieni il culo sulla sedia o sparo!

Il gioco non finisce finché la pistola non è sul tavolo.

Ora mettiamo la pistola sul tavolo.

Avanti, ora posa la pistola sul tavolo.

Ho detto posa la pistola.

No, no, no!

40.000. Ultimo giro. Vi fermate o andate avanti?

Adesso ci fermiamo e basta. Posa quella pistola sul tavolo.

Resta seduto!

Il gioco finisce quando le regole lo permettono!

- 40.000 sono sufficienti. - Non per te.

Li perderesti in un giorno solo.

Arto, ti prometto che non giocherò più. Posa quella pistola!

L'hai detto tu Risto che giocheresti a ogni occasione.

Il banco vince. Grazie per aver giocato.

Porta via Zucca Vuota.

Si chiama Arto.

Ti pagherò i 10.000 per il lavoro.

- Può tenerli. - Cosa?

Non tornerò mai più qui.

Preferisco viaggiare davanti.

Se non sei disposto a fare di tutto, allora non farlo.

Non manca molto per l'ospedale. Tieni duro.

Staremo bene adesso.

Ho una cosa per te.

Svegliami quando arriviamo.

- Ciao. - Ciao.

Questa la porto via.

- Hai trovato dove stare? - L'ho venduta.

Sei messo così male?

- Posso salutare Konsta. - È già a letto.

- Sarà per un'altra volta. - Certo.

Ho saputo di Arto.

Sì, non è andata a finire bene.

La banca si prenderà la casa.

Andremo da mio padre finché non troveremo un posto.

Trasferiamo il debito su di me. Dopotutto è stata colpa mia.

Devi solo sporgere denuncia.

Puoi occuparti tu del funerale di mia madre?

Ti ringrazio.

Posso toccarti la mano, per favore?

Non ricordo più quando mi hai toccata l'ultima volta.

Io me lo ricordo.

La notte in cui ho vinto 18.342 euro giocando a poker online.

Ti rendi conto di avere un problema serio?

Sì.

Mi hanno suggerito di passare a questo.

Anche questo...

Sì. L'avevo sospettato.

Non sai quanto mi dispiaccia per tutto.

Suona piano.

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