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Original subtitles

ANNA

Non hai fatto colazione.

Non ho fame.

Yu-mi, se non mangi,

i contadini che hanno lavorato duramente quest'anno

ci resteranno male.

Che dici, papà. A loro importa solo di vendere i prodotti.

Non possono sapere se li ho mangiati oppure no.

SARTORIA BAEKMA

Sono i soldati che hanno chiamato ieri?

Sì.

Ciao, Yu-mi.

Ho chiamato ieri.

Sì.

Lui è Sang-ho, il sarto di cui le ho parlato.

Sang-ho il sarto. Piacere.

Lei è mia moglie Catherine.

Il colonnello Phillips e sua moglie.

Necessitiamo dei suoi servizi.

- Si può sedere qui. - Prendiamo le misure.

Venga.

Come ti chiami?

Si chiama Yu-mi.

Yu-mi.

Mi chiamo Yu-mi e ho sei anni.

Yu-mi?

Yu-mi.

Ma che bel nome!

Sai suonare il pianoforte, Yu-mi?

Yu-mi, ti sta chiedendo se sai suonare il pianoforte.

Vuoi che ti insegni a suonare un pianoforte vero?

Teapot.

- Teapot. - Esatto.

- Spoon. - Spoon!

- Scone. - Scone.

Bravissima.

Ancora una volta.

- Teapot! - Teapot. Sì!

- Spoon! - Sì.

- Scone. - Molto brava, Yu-mi.

Non memorizzare i tasti quando suoni.

Prova a leggere le note e a capirle.

Ma ricordo i tasti.

Vero.

Sei sveglia, potresti fare qualsiasi cosa.

D'ora in avanti, avrai un bel po' da fare.

Ti insegnerò la danza classica e la pittura.

"…gli altri due se ne servivano come di un cuscino,

appoggiandovi i gomiti e conversando al di sopra della sua testa."

Il re!

So che ti senti sola a vivere in Corea.

Ma questo non ti autorizza a mentire.

Non provieni da una famiglia nobile.

E non sei imparentata con Lady Diana!

Detesto vivere in questo paesino di campagna!

Non voglio che mi guardino dall'alto in basso.

Per l'amor del cielo, Catherine,

nessuno ti guarda dall'alto in basso!

Stai delirando.

Pensi che il mondo ruoti attorno a te!

Pensa quello che vuoi.

Ho vinto io!

Avrai anche vinto, ma hai tralasciato un dettaglio.

La tua espressione è cambiata quando hai pescato l'asso.

E quindi?

Puoi vincere solo quando l'avversario non capisce quali carte hai in mano.

Non vale solo nel poker.

Fai in modo che gli altri non capiscano mai cosa pensi.

Yu-mi.

Vorrei tanto potervelo dare gratis, ma è un pianoforte costosissimo.

Traduca.

Sang-ho, costa troppo per essere usato. Non hanno un minimo di coscienza.

Non fa niente.

Si sono presi cura di Yu-mi per due anni. Richiede impegno.

L'hanno fatto solo perché non hanno figli e si annoiavano.

Gli hai regalato già un sacco di abiti.

Te l'ho detto, fa niente.

Grazie mille.

Yu-mi,

ricorda.

Faccia da poker.

Sono preoccupato per Yu-mi.

Vuole provare tante cose nuove

e mangiare cibi nuovi.

Che male c'è?

Non possiamo permettercelo.

Non preoccuparti, sa badare a sé stessa.

Ciao.

- Lee Yu-mi. - Sì?

È davvero la tua ultima settimana?

- Sì. - Perché?

Non vuoi fare danza da grande?

Sei brava. Non smettere.

Faccio danza classica…

solo per passatempo.

Però, se lasci adesso,

darai ragione alle voci.

Di chi?

Quali voci?

Bo-ra ha visto

la sartoria dei tuoi quando è andata al mercato e ha detto che sei povera.

Che altro?

Che tua madre…

Penso l'abbia detto a tutte.

Dimmi cosa ha detto di preciso.

Che tua madre è muta.

Ah sì?

Solo altri due mesi, poi giuro che smetto.

Fammi fare la gara autunnale, papà.

Non costa tanto partecipare.

Solo altri due mesi. Ti prego!

Lo so che non è costosa.

Ma preparare la coreografia e farti fare il costume

costa eccome.

Non mi faccio truccare e il costume posso affittarlo.

È l'ultima volta.

Davvero, papà. Ti prego!

Fammi gareggiare solo stavolta, papà!

Solo stavolta!

Ti prego!

Solo stavolta!

Mamma.

COMPETIZIONE AUTUNNALE DI DANZA VII EDIZIONE

Numero 21. Gruppo scuole medie.

Jung Bo-ra, 14 anni. Lo schiaccianoci.

Mamma, io vado.

Numero 27. Gruppo scuole medie.

Lee Yu-mi, 14 anni. La Esmeralda.

- Andiamocene. - Aspetta.

Andiamo!

Non trovo il portafoglio. Aspetta.

Mamma, mi tieni un attimo questi?

Farò in modo che tu venga trasferita nel giro di un anno.

Cos'è, una maledizione?

Mamma.

- Woo-hee. - Sì?

- Non mollare, ok? - Va bene.

C'è ancora un sacco di tempo.

- Alziamo questo punteggio, ok? - Sì.

Ok, puoi andare.

Grazie.

Siediti, Yu-mi.

Che dirti, Yu-mi?

Potresti essere ammessa a una facoltà umanistica.

Mancano cinque mesi agli esami di ammissione.

Ma la facoltà d'arte…

Hai iniziato tardi a studiare arte,

sono un po' preoccupata.

Per questo ce la metto tutta all'accademia d'arte.

Va bene.

Mi fido di te.

Yu-mi, hai una media ottima al momento.

Però ti perdi le lezioni extra. Mantieni dei voti alti, ok?

- Hai capito? - Sì.

Ciao.

Ok, puoi andare.

Mia figlia si è classificata prima all'ultimo test. Per questo.

- Caspita. Prima? - Sì.

A che anno è?

Ultimo anno di liceo.

Quand'era piccolina,

gli facevo io stesso i cappotti e le gonne.

Gestisco una sartoria lì al mercato.

I ragazzi di oggi seguono le mode.

Già.

Comunque, a quanto sta quello che sta provando?

- Il prezzo? - Sì.

Torniamo un'altra volta.

- Papà, andiamo. - Perché? Non ti piace?

- Hai detto che ce l'hanno tutte. - Andiamo.

Vuoi andare in un altro negozio?

Ci ho pensato su

e mi basta essere felice di aver preso un bel voto.

No, torniamo dentro…

Papà, mi compri il tonkatsu?

Mangio e vado all'accademia. Dai.

Ok, mangiamo tonkatsu a pranzo.

Muoio di fame.

Sbrighiamoci allora.

Yu-mi.

Dev'essere per forza la facoltà d'arte?

Perché vuoi dipingere?

Prof, seriamente.

Quante volte devo dirglielo?

L'arte è bella.

E a me piacciono le cose belle.

Non basta. La tua è vanità.

Guarda questo dipinto.

Non ha niente di bello.

Te lo chiedo perché sono preoccupato. C'è un esame di ammissione.

Hai dei voti alti. Fai quello per cui sei portata.

Prof, per la cronaca,

se mi metto in testa una cosa, nessuno può fermarmi.

Sono sempre stata così.

ATELIER ÉTRANGER

Com'è andata?

Bene.

Il professore è antipatico.

Perché? Che ha detto?

- Non te lo dico. - Cosa?

- Non te lo dico. - Perché?

Entro settimana prossima, capito?

- Sì. - Sì.

C'è sempre qualcuna che consegna dopo. Voglio proprio vedere stavolta.

IN MAGAZZINO A PRANZO

Non lamentatevi. Rappresentante?

Attenzione.

Salutate l'insegnante.

- Grazie. - Ottimo lavoro.

Ehi, Yu-mi!

- Dov'è andata? - Non lo so, è corsa via.

Doveva andare al bagno?

- Maiale in agrodolce? - Eccoti.

- Sembra buono, vero? - Grazie!

Ti piace?

Ci vado matta.

Abbuffati allora.

Mangia con calma.

Vai.

- Chiamami quando sei a casa. - Sì.

A domani.

Ciao.

Ciao.

Vai a casa.

Mamma, sono tornata.

Da quando?

Tre mesi.

- Non ci ha detto niente per tre mesi. - Infatti!

Avevi un ragazzo e hai comunque preso i voti più alti?

- È vero. - Non le manca niente.

Sei proprio fortunata.

È Son Jae-hyuk del Liceo Hongil?

Ti è sempre venuto dietro.

- È vero. - Dev'essere lui.

- È bello? - Sì.

Voglio vederlo.

Per ora, non posso dirvi chi è.

Ma come?

È vero amore.

Ehi, Yu-mi.

Ti vogliono in sala professori.

Che invidia. Sono già tre mesi.

Mi avete chiamato?

Yu-mi.

Ora ti faccio una domanda, voglio una risposta sincera.

Hai una relazione col tuo insegnante di musica?

Diverse persone vi hanno visti insieme e lui ha già ammesso tutto.

Può succedere che una studentessa si prenda una cotta per un professore.

Ma avere una relazione fisica con un professore…

è grave.

Non capisco, che significa?

Ehi, Yu-mi.

Solo perché hai dei bei voti e siamo stati carini con te

nonostante la tua situazione economica, pensi di poter fare come ti pare?

Preside.

Parlarne solo con Yu-mi non basta.

Dovremmo convocare i genitori…

E a che serve?

Hanno degli agganci?

Prof. Kim.

È stata già fatta una segnalazione alla polizia da esterni.

Non possiamo chiudere un occhio.

La cosa va risolta prima dell'intervento della polizia e del consiglio.

Preside, mi dispiace tanto.

Mi scuso. Scusatemi.

Era il tuo primo incarico da insegnante, dovevi stare più attento.

Io volevo solo essere gentile con lei.

È stata lei ad approcciarmi.

Avrei dovuto rifiutarla. Mi dispiace.

Mi scuso. Chiedo scusa.

Io ti avrei approcciato?

Non è andata così.

Perché menti, prof?

Chiudi la bocca.

Stai zitta.

Lascia parlare gli adulti, non essere maleducata.

Mi scuso ancora. Mi dispiace.

Attenzione.

Salutate l'insegnante.

- Grazie. - Grazie.

- Ehi, è tutto vero? - Perché glielo chiedi?

Dobbiamo avere conferma.

Che ti frega, non chiedere.

Mangia e non ti ammalare.

Abbi cura di te.

E quello stronzo?

Perché quello stronzo è stato solo sospeso?

E perché io devo scappare come se fossi una criminale?

Non ci aveva dato questa versione al telefono.

La nostra scuola non accetta studenti costretti a trasferirsi.

La prego.

Mancano quattro mesi agli esami d'ammissione.

È un periodo delicato per tutti.

Se causasse dei problemi…

No, no. Non succederà.

Mia figlia è molto brava a scuola.

Lo scorso mese, è arrivata seconda alla simulazione

e, a metà semestre, è arrivata prima.

Va bene, si sieda.

Sì.

- Mi dia un momento. - Sì.

Buongiorno.

È la prof.ssa Jung Ha-na del Liceo femminile Hongjae?

Salve, la chiamo dal Liceo femminile Seowon

per la studentessa Lee Yu-mi.

Vorrebbe trasferirsi qui da noi, ma ho notato

che è stata costretta a trasferirsi per circostanze speciali.

Potrebbe spiegarmi cos'è successo di preciso?

Sì.

Sì.

Sì, i suoi voti sono ottimi, però…

Ho capito. Allora parlo con lei e vediamo.

Sì, buona giornata.

Arrivederla.

Vieni qui.

Che media hai?

A.

Quanto hai preso alla simulazione?

Ero tra le prime.

Yu-mi, mancano solo quattro mesi.

Non pensare a farti delle amiche, pensa solo a studiare.

Capito?

Va bene.

Ok, passiamo alle pratiche.

- Sì. - Mettiamoci lì.

Volevi comunque frequentare un'università di Seoul.

Ti sei solo trasferita un po' prima del previsto.

La professoressa responsabile della classe sembrava gentile, non è vero?

Manca poco agli esami. Resisti.

Non è andata…

come dicono loro.

Lo so.

Con questi, comprati un'uniforme e quello che ti serve.

Mi hanno detto che in questa pensione si mangia bene.

Ci penso io qua. Tu torna a casa.

Non piangere troppo, pensa a star bene.

Io vado.

- Sta andando? - Sì.

Mia figlia non è mai stata a Seoul.

- Le dia una mano se serve. - Certo, non si preoccupi.

Di dove siete voi?

- Di Hongcheon. - È un bel viaggio.

Sì. Vorrebbe fare l'università a Seoul, si è solo trasferita in anticipo.

Mi spiace ci sia solo la stanza grande disponibile.

Sarà una spesa.

Ma no, non si preoccupi. Grazie.

Si figuri.

- Arrivederla. - Arrivederla.

Papà!

Mi dispiace.

Chiamami.

Puoi abbassare il volume?

Mamma.

Sei tu, mamma?

Ti manco?

Vorrei poter sentire la tua voce.

Tempo scaduto.

Poggiate le penne sul banco.

Mani sopra la testa.

Gli ultimi banchi raccolgono le risposte.

I primi banchi raccolgono le domande.

Ve lo ripeto. La simulazione era estremamente facile.

Avete preso tutte dei voti alti, perciò non andatene troppo fiere.

Dovete sottrarre 30 punti dal voto per avere il risultato reale.

- Ma è troppo. - È troppo.

Jung Hye-min, vieni.

Choi Yeon-ji.

Lee Yu-mi.

Kim Jung-mi.

Song Min-ji.

Jung Se-young.

Jang Moon-ju.

Ci dispiace informarla che lei non è stata ammessa.

Esaminanda numero 421723.

Ci dispiace informarla che lei non è stata ammessa.

Yu-mi, hai una chiamata da Hongcheon.

Ehi, papà.

Perché non chiami mai?

Tua madre è preoccupata.

Ho trovato un lavoro part-time. Avevo da fare.

Di questi tempi, la gente non vuole più abiti su misura,

sto perdendo clienti.

E la mamma?

Come sta?

Beh…

Ieri siamo andati in ospedale.

Dicono che è al primo stadio di demenza.

Cosa?

Sì.

Demenza.

Ci vieni a trovare uno di questi fine settimana?

Scusa.

Non fa niente.

Non sei costretta a venire se non vuoi vedere nessuno.

Comunque, senti…

per caso…

l'università ti ha fatto sapere se sei stata ammessa?

Mi hanno ammessa.

Davvero?

Brava, Yu-mi.

Ce lo chiedevano tutti, eravamo preoccupati perché non chiamavi.

Tesoro!

Yu-mi ce l'ha fatta! È stata ammessa!

Perché non ci hai chiamati subito?

Non è niente di che.

Che stai dicendo?

Sei stata brava.

Adesso vado, ti richiamo.

Congratulazioni, Yu-mi.

Sei sempre così silenziosa, non ne avevo idea.

Dimmi se c'è qualcosa che vuoi mangiare, te lo preparo.

Che freddo.

Papà! Papà, da questa parte.

Yu-mi!

La cerimonia d'ingresso è già finita.

Siamo arrivati tardi, eh?

A tua madre è venuto il mal d'auto.

Fa niente. Non vi siete persi niente.

Sei stata male?

Ho vomitato all'area di sosta. Scusami.

- Volevamo vedere la scuola. - Ci saranno altre occasioni.

Un regalo.

Ce l'hanno tutti oggigiorno.

Ma è troppo…

Che dici? Mia figlia si merita il meglio del meglio.

Scattiamo una foto.

Tua madre vuole fare una foto.

Una foto?

Scattiamone una qui.

- E la fotocamera? - Ce l'ho qui.

Mi scusi, potrebbe farci una foto?

Grazie.

- Mettiamoci qui. - Va bene.

Scatto.

Uno, due, tre.

- Ecco qua. - Non avreste dovuto.

Si è presa cura di lei, è anche merito suo se è stata ammessa.

Non so come ringraziarla.

Non ho fatto niente.

Vostra figlia è silenziosa e ben educata, sono stata fortunata.

- Davvero? - Certamente.

Grazie per le parole gentili.

Si figuri.

ACCADEMIA DAEHYEON

Vorrei iscrivermi al corso per ripetere gli esami d'ammissione.

RETTA DI YU-MI

"Suspect."

I meloni erano molto buoni.

Ho saputo che studi alla mia stessa università.

Io vengo da Daegu.

Secondo anno di Scienze Politiche. Han Ji-won.

Mi hanno ammessa al secondo tentativo. E tu?

Io…

mi chiamo Lee Yu-mi.

Sei timida con chi non conosci, Lee Yu-mi?

Il giornale scolastico cerca nuovi scrittori. Ti interessa?

Scusa. Non fa per me.

Ciao.

Yu-mi! Andiamo insieme?

Volete unirvi al club Montecristo?

Un club di danza?

Yu-mi, hai già scelto un club?

No.

Pensaci bene.

Il naengmyeon alla mensa è buonissimo.

Provalo.

Dammi il tuo numero.

- Cosa? - Ti do il mio.

Tieni.

Lee Yu-mi.

Quell'edificio lì è il centro culturale.

La nostra redazione è al secondo piano.

Ehi, Han Ji-won!

Oh, ehi! Io vado, Yu-mi. Ciao.

Buona giornata.

Vieni a trovarci se ti annoi. Ciao!

Muoviti!

- Scusate. - Tranquilla.

Perché sei così in ritardo?

- Vi ho fatto arrabbiare? - No, non fa niente.

Scusami.

Sai dov'è il centro culturale?

Grazie.

Quindi, 3 sin B e 3 sin C.

Quale valore dobbiamo trovare?

Il grado dell'angolo A.

Questa è la domanda.

Guardate qua.

Se passi ti offro la pizza

HAN JI-WON (PENSIONE)

È buonissima.

Mangia di più, devi prendere peso.

- Sei troppo magra. - Mangia.

Non essere timida, mangia tranquilla.

Non è carinissima?

Si è spaventata quando le ho rivolto la parola.

- Anche tu eri così. - Io?

Eri identica a lei.

Tra simili ci si intende.

Hai una pessima memoria.

È la prima volta che mangio con così tante persone da quando sono qui.

Davvero? Hai sempre mangiato da sola?

- Non hai delle amiche? - No.

Vieni da Hongcheon?

Qui ci sono dei club per alunni delle stesse città.

- Vero. - Io vengo da Inje.

Che liceo hai frequentato a Hongcheon?

No, a Hongcheon vivono i miei parenti.

Io ho vissuto all'estero.

- Sul serio? Dove? - Dove?

In America.

Mio padre ha un'attività lì.

Allora sei brava in inglese.

Sei bilingue? Ti prego, dammi ripetizioni.

Formiamo un gruppo di studio per il TOEIC?

No, non sono così brava.

Qual è il tuo corso di laurea?

Estetica.

Prima dipingevo. Ma da quando sono tornata, non più.

- Dipingi ma studi Estetica? - Infatti.

Yu-mi.

- Small. - Le sta bene.

- È perfetta. - Ti sta benissimo.

Prendila. È gratis per le matricole.

GIORNALE SCOLASTICO UNIVERSITÀ EHYEON

Non è bella? Ho ripetuto gli esami d'ammissione solo per averla.

ODISSEA DELL'ESTETICA

Yu-mi, hai letto questo?

CHI HA SPOSTATO IL MIO FORMAGGIO?

No? Te lo presto?

- È un bel libro. - Ok.

Ma va restituito alla biblioteca entro domani.

- Domani? - Sì.

- Va bene. - Ce la puoi fare.

Ciao, papà. Sono io.

Senti, devo partecipare a una conferenza…

No, l'altra volta era una gita del club.

Mi servono i soldi per pagare la quota.

GIORNALISTA LEE YU-MI

Sì, è una specie di presentazione.

Entro domani, va bene?

Grazie, papà.

Corso per gli esami d'ammissione. Lee Yu-mi. I soldi di questo mese.

Corso per gli esami d'ammissione… Lee Yu-mi.

La sua frequenza…

Se continua a saltare le lezioni, rischia l'espulsione.

Manca un mese agli esami.

Scusi. Non le salterò più d'ora in poi.

Tempo scaduto.

Penne sul banco e mani sopra la testa.

Penne sul banco e mani sopra la testa.

L'ultimo di ogni fila raccoglie i fogli con le risposte.

I primi banchi raccolgono i fogli con le domande.

Col tuo punteggio, la vedo difficile.

Non saprei. Difficile a dirsi.

Non ti interessano altre università?

Pronto?

Yu-mi, non ti ho più vista.

È successo qualcosa?

No…

Ho solo avuto un po' da fare.

Vieni all'assemblea generale domani?

L'assemblea generale?

Per i giornali scolastici di Seoul.

Te ne ho parlato l'altra volta.

Giusto, me n'ero dimenticata.

Quindi? Non puoi venire?

No, posso.

A che ora è?

Bene.

Ciao a tutti. È un piacere rivedervi.

Io sono Han Ji-won dell'Università femminile Ehyeon.

Ciao a tutti, io sono Han Yu-young.

Ciao, io sono Kim Min-ji.

Ciao a tutti, sono Lee Yu-mi.

Sei bellissima!

La nostra nuova recluta è popolare. Sono fiera di lei.

È carina.

Beh, la nostra università ammette solo belle ragazze.

All'assemblea dell'anno scorso, abbiamo detto che avremmo parlato…

Guarda.

Uno, due, tre.

È scomparsa.

Eccola qui!

Ma cosa?

- Come hai fatto? - Chissà.

Sei proprio una bambolina.

ASSEMBLEA GENERALE DEI DIPARTIMENTI EDITORIALI DI SEOUL

Che fai qui fuori?

Fa troppo caldo dentro…

Ho mal di testa.

Vuoi fare una passeggiata?

Per di qua arriviamo ai cancelli della scuola.

Non hai freddo? Non hai nemmeno la giacca.

Sto bene.

Nevica.

È vero.

Fa un po' freddo.

Pronto?

Yu-mi? Sei Yu-mi?

Sì, professoressa. Sono io.

Che fine hai fatto?

Non vieni a ritirare la scheda di valutazione?

È uscita da un pezzo.

Quanto ho preso?

Sei andata peggio dell'anno scorso.

Yu-mi. Devi proprio andare all'Università Ehyeon?

Non puoi cambiare obiettivo ed entrare in un'altra università?

Non fare l'esame una terza volta.

Metti da parte l'orgoglio per stavolta.

Parliamone un'altra volta. Ok.

- Vuoi una mano? - Sì, aiutami a metterlo sulle spalle.

Secondo te, ce la faccio con tutta questa roba?

Dove vai?

In viaggio in Europa.

Cavolo, sono quasi caduta all'indietro.

In viaggio? E la scuola?

Ho finito le lezioni settimana scorsa.

Ho dato ripetizioni per sette mesi per viaggiare.

Tu che fai durante le vacanze?

È la prima volta che vado all'estero, sono un po' in ansia.

Cavolo, sono in ritardo.

- Ciao, Yu-mi. - Ciao.

Non mi piace quando tocchi le mie cose senza chiedere.

L'ho visto lì, solo soletto.

Comunque a che ti serve?

A dare ripetizioni.

Pensavo non volessi lavorare.

Voglio guadagnare qualcosa per viaggiare.

Il prossimo anno…

vado a New York.

- New York? - Sì.

È una specie di scambio culturale.

L'ultimo anno lo faccio lì.

Ci sei rimasta male?

No, sono contenta per te.

Congratulazioni.

Lascia perdere il viaggio.

Perché non vieni con me?

- Con te? - Sì.

Puoi studiare inglese per un anno

mentre io vado a scuola.

In realtà, mia madre vorrebbe che ci sposassimo dopo la laurea.

Ha detto che dovremmo partire insieme.

Vuole conoscerti.

Per oggi finiamo qui.

- Grazie. - Grazie.

Aspettate prima di andare.

Alzino la mano i ripetenti.

Giù le mani.

Chi sta ripetendo per la terza volta?

Ok. Chi per la quarta?

Ehi, non ridete. Non c'è niente da ridere.

Ragazzi…

Yu-mi.

Jae-ho sarà così lontano da casa,

mi preoccupa che vada da solo.

I tuoi genitori ti lascerebbero andare con lui?

A proposito, che lavoro fa tuo padre?

Oddio, che freddo.

Non è strano?

Oggi ci sono gli esami d'ammissione e d'improvviso si congela.

Il tempo vola, non è vero?

Prima di fare l'esame, eri seduta a questo stesso tavolo.

Oggi vado a Hongcheon e dormo lì, torno domani.

Ah sì?

I tuoi saranno felici di vederti.

Non eri costretta a comprare niente.

È amaro.

Le cose che fanno bene sono sempre amare.

Perché non ci hai avvertiti?

Sarei venuto a prenderti alla stazione.

Papà, mi hanno selezionata come studente meritevole.

Davvero?

Quindi ti danno la borsa di studio?

No, non esattamente.

Meglio. Un programma di lingua all'estero.

Cioè?

Posso andare negli Statti Uniti e studiare inglese per un anno.

Con la borsa di studio?

No, non proprio.

Mi danno solo l'opportunità di andare.

Capisco.

Oggigiorno, tutti studiano lingue all'estero. È un must.

Papà.

Aiutami solo stavolta.

Voglio veramente eccellere.

Non credo che capiterà un'altra occasione così.

Ti prometto che è l'ultima volta.

Ti prego, papà.

Kang Jae-ho e Lee Yu-mi. Siete diretti a New York, giusto?

Sì.

Speriamo di non aver dimenticato niente, ci sono troppe cose a cui pensare.

Un'altra cosa. Gli ho fatto portare le medicine erboristiche.

Assicurati che le prenda.

Sì, signora.

Sono più tranquilla a vederti partire con lui.

Scegliete con cura l'alloggio.

Sennò va a finire…

Mamma, basta.

Comunque, che fine ha fatto tuo padre?

Sempre in ritardo…

Da Incheon a New York, Aeroporto JFK. I passeggeri sono Kang Jae-ho e Lee Yu-mi.

Dovete andare al Gate 36 prima dell'orario d'imbarco.

- Grazie. - Di niente.

Mia madre è esagerata, vero?

Pensavo che ci avrebbe seguiti fino al gate.

È solo preoccupata.

Vediamo la tua foto sul passaporto.

No, dai.

Manca un po'. Aspetta qui.

- Prendo due caffè. - Ok.

Ah, prova a richiamare tuo padre.

Sono un po' preoccupata.

Va bene.

Ehi, mamma.

Papà, vedrai che un anno vola.

Che stai dicendo? Parla piano.

Yu-mi è una bugiarda. Non è vero niente!

Tuo padre ha chiesto in facoltà, hanno controllato ogni dipartimento.

Non esiste nessuna studentessa di nome Lee Yu-mi.

Che cosa?

Mi stai ascoltando?

Non c'è nessuno con quel nome a quell'università! Nessuno!

Dove diavolo l'hai conosciuta?

Non vi siete ancora imbarcati, giusto?

Sto tornando in aeroporto.

E la mamma?

Sottotitoli di: Elisabetta Disa

DUBBING BROTHERS

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