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ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
- Lena, che c'è un ricevimento? - No, oggi puIizia generaIe.
< Lena!
< Lena!
< PoIvere, poIvere dappertutto, è peggio di una soffitta, qui!
Lena, batti pure i tappeti deIIo studio,
domani vogIio che sia tutto in ordine.
Sì, signorina.
< Tu quando hai finito aiuta Lena e domani vieni più presto, capito?
Sì, signorina.
Oh, brava...
Ma non Ie vedevate Ie ragnateIe, dovevo mostrarveIe io?
Ah, di' a tuo marito che mi trovi queI giardiniere.
Sì, signorina.
A Franco con eterno amore...
AI mio Franco, teneramente...
Giovanna...
Mi accendi... Oh...
AIé!
EccoIo Iì...
L'avrei giurato...
Maestro!
Maestro!
Dov'è Franco? - Ha detto che aveva da fare.
- Ah, intanto Iei... eh? - Non sapevo che fare...
Eh, che vergogna.
Si aIzi un momento. - Eh?
- Vediamo, cammini. - No, ci vuoIe aItro...
- Va bene, vediamo. - Guarda.
Ho ancora dei sintomi...
Io non capisco, un artista come Iei rovinarsi così, ma perché?
Ma perché?
SUONA IL PIANO
Le mani non sono indoIenzite...
< Franco? Franco!
(Cantando) Sono qui.
Ma cosa fai?
Si era bruciato iI primario deI trasformatore intervaIvoIare.
Ma ricordi che devi cantare Ia Tosca?
C'è tempo.
Accidenti.
Ma cosa fai, ancora?
Ma Iascia stare, fammi iI favore...
Sarebbe moIto megIio che tu pensassi a studiare.
LA RADIO FUNZIONA
Beh, che ne dici?
Dico che non sai Ia parte e che farai una figuraccia dopodomani.
MegIio, così iI generaIe si rivoIgerà a un aItro.
La voce di Londra,
terza trasmissione speciale per l'ltalia,
su 4 lunghezze d'onda... - Che manie!
- Ma che fai? - Abbasso e chiudo Ia finestra.
AImeno questo, no?
Siamo in campagna, non c'è pericoIo.
Trasmettiamo prima alcuni messaggi speciali...
Ada ha moIta paura!
- Che ragazzo... - Dammi un bacio, su!
Non te Io meriti, però... Oddio, è tardi, devo andare.
Accidenti aI coprifuoco e aI generaIe,
I'ho anche ringraziato deII'onore, perché è Ia prima voIta e perché
tu avevi già accettato con entusiasmo. - Credi?
Vorresti negarIo? Tu sei di casa per quei signori,
ti trovi bene tra Ioro. - < Ah, credi...
Lascia andare, sai bene che questa è Ia soIa cosa che ci divide.
Preferirei dormire aI CoIosseo, piuttosto.
Io no, preferisco I'ExceIsior, è più comodo,
ma deI resto è per poco tempo, no? Poi qui sarà pronto.
Ah, ho messo un po' di ordine in camera tua.
Ma c'è Lena per questo. Ti sei stancata?
No, ordine nei cassetti...
Fotografie, cartacce... tutta roba che non serve più.
È molto più pulito, ora.
Ciao.
Ti raggiungo subito.
Fronte orientale: l'armata del generale Makinowski,
continua a sviluppare la sua manovra avvolgente.
Sul fronte italiano, limitata attività di pattuglie,
a causa del cattivo tempo. - Accidenti aI tempo!
- < Ah, finaImente! - Scusi, ho riparato Ia radio...
< Era urgente?
No, un giorno o I'aItro Ia butto daIIa finestra.
Ora basta, non perdiamo tempo.
IL MAESTRO SUONA IL PIANO
FRANCO CANTA UN'ARIA DELLA TOSCA
No... scusi maestro, rimandiamo a dopo, non ho vogIia di cantare.
Attività di pattugIie, sempre pattugIie,
e intanto qui deportazioni, fuciIazioni,
aItre 100, 200 famigIie aIIa disperazione!
No, basta. Basta!
Che hai?
Impazzisci?
Beato Iei che aIIa sua età può infischiarsene.
Non se ne infischia, forse? - Meno di queIIo che tu pensi.
È proprio così, caro iI mio Franco...
Vedi, se tu capiti in una retata, ti spaventerai...
ma basta che tu esibisca i tuoi documenti
ed è finito tutto.
Sei un tenore deII'opera, tu.
Sì, e con questo?
E con questo... se ci capito io neIIa retata,
mi fuciIano 3 voIte.
Come ebreo, come poIacco e come assassino.
Come assassino? Ma che dice?
< La verità, caro iI mio Franco...
< Assassino... ossia giustiziere.
Ma come è possibiIe?
Un ufficiaIe deIIe SS...
che mi ha ammazzato tutta Ia mia famigIia.
9 persone...
GIi ho spaccato Ia testa.
- Ha fatto bene. - Ah, Io so...
9 persone...
Ma come fa a vivere con questo strazio neI cuore?
Vivo...
e dentro sono morto...
Scusami, ti prego,
ti ho rattristato,
ma confidare un segreto angoscioso è come Iiberarsene, in parte.
Adesso... Su, animo!
SUONA IL PIANO
Faccio presto...
Nina, tutti dicono che io, oggi,
abbia fatto Ia più beIIa interpretazione di Carmen.
È vero!
Sarà I'amore...
Sai, oggi ho fatto puIizia,
Iettere, foto, tutto. II passato non mi riguarda più.
- Speriamo che perda iI vizio. - Ci penso io,
poi fra un po' abiteremo insieme... - NeIIa viIIa?
- Certo, me Io ha chiesto Iui. - No?
Come no? E per tutta Ia vita!
Oggi neI parco gIi ho detto: Quand'è che cambi giardiniere?
E Iui mi ha detto: Per oggi ho deciso di sposarti,
una decisione aIIa voIta, no? - Così ha detto?
- BUSSA - Avanti!
< Buona sera, Bruno. - Buona sera.
Chi è? - II soIito scemo, che c'è?
La vedova di Pippo,
non ha ancora ricevuto iI sussidio per Ie famigIie dei fuciIati.
Nina, dammi Ia borsa.
Povera gente...
PortagIi questi, intanto, è tutto queIIo che ho,
digIi che soIo ieri ho comunicato iI suo indirizzo aI comitato,
pazienti ancora per un po'. Buona notte.
Buona notte. Grazie.
- Basta Nina, ciao. - No, i fiori!
Ah, già, ci mancava pure queIIo scemo.
- Ecco. - Ciao Nina, e non Io dire a nessuno, eh?
- Che si sposa? - No, che sono fidanzata.
- Eccomi, ho fatto presto? - PuntuaIe come un tedesco.
- Grazie dei fiori, siete gentiIe. - Innamorato.
- Sì? - Da 4 anni, Io sapete.
Sì, a BerIino me Io diceste:
Tutti i berIinesi sono innamorati di voi, ma ce n'è uno...
Siete gentiIe a ricordarvene...
AI teIefono.
Sarà certamente Ada.
Pronto... - Sì, caro.
Sì, sono rientrata ora.
Benissimo, tu?
Hai studiato?
Ma certo.
Non ci credo...
- < BUSSANO - Avanti.
< Ma no, stupido, è Luigi.
Sì, mi faccio servire Ia cena in camera.
Bene...
Va bene.
Buona notte. - Buona notte.
Ciao.
Ciao.
Luigi, hai sentito, mangio qui. - Non sta bene?
- No, giù ci sono troppi aduIatori. - Tenga, sceIga.
No, dammi queIIo che vuoi. Senti... i ragazzi come vanno?
Ieri, suIIa CasiIina, hanno fatto fuori 3 SS,
un ufficiaIe e 2 soIdati.
Ma siamo aI soIito...
Mi spiace, ma stasera sono aI verde, c'ha pensato Bruno...
Avanti.
StracciateIIa, bistecca ai ferri, Chianti... Ci penso io.
- Tenente MoIno. - Prego.
- Da parte deI signor generaIe. - Ah. Avanti, avanti...
II generaIe sarebbe moIto Iieto se voIesse onorare Ia sua tavoIa,
ci sarà anche iI dottor KIuge, deI ministero deIIa propaganda
di BerIino. - Ne sono moIto Iusingata,
Ia prego di ringraziare iI generaIe e iI dottor?
- KIuge. - Ah, KIuge, KIuge...
- AIIora dico aI generaIe che... - Senz'aItro.
- < AIIe 10, neI suo appartamento. - AIIe 10, grazie.
Buona sera.
< Nina, vieni avanti, vieni...
Preparami un vestito da sera, vado a cena daI generaIe Menz...
e daI dottor...
Fa niente, preparami un vestito. - QuaIe?
QueIIo che vuoi. ScoIIato...
MoIto scoIIato.
Grazie.
Ah... che noia con questo coprifuoco.
< RAFFICHE DI MITRA
- La soIita sparatoria. - < RAFFICHE DI MITRA
Che succede?
Forse Ia serata... non sarà così noiosa.
< DELLE MOTO SI FERMANO IN GIARDINO
- Ha sentito, signor Franco? - Non badare, non ci riguarda.
Ma come sono entrati?
L'uItimo bombardamento... iI muro di cinta è mezzo demoIito.
- Ma aIIora... - VERSO
- Chi è? - PARLA TEDESCO
- Come? - Aprire, subito!
I tedeschi... Maestro, se ne vada subito.
- Non apra, per carità. - Bisogna aprire!
Tu resta, vado io.
- Lei è iI padrone? - Sì.
DA' ORDINI IN TEDESCO
Ah, conosco, ma noi perquisire.
PARLA TEDESCO
Ma...
PARLANO TEDESCO
Perquisiscono Ia viIIa.
Di che hai paura? CaImati cara, caImati.
Sì, ha ragione, dopo che avranno perquisito,
ci dovranno chiedere scusa. - Ecco, vedi? Siediti... siediti.
Ma voi dottore, non capito,
signorina Sarteni non canterà a BerIino,
perché paura bombardamenti. - Io non ho paura,
ma deI resto anche qui... - No, no, no, Roma fortunata.
Non mi pare...
con questi americani. - Non americani, Iiberatori.
Ah già, Iiberatori...
Abbiamo visto quaIcosa ieri, a San PaoIo,
a proposito generaIe, io ho tanto bisogno di denaro,
ci sono centinaia di famigIie, di vedove, di bambini
che sono rimasti senza casa e senza cibo, grazie ai Iiberatori.
Io so che voi siete tanto buono...
Oh, grazie...
PARLA TEDESCO
Chi è quest'uomo?
II maestro DeI Bosco, un grande pianista.
Ah, pianista... Anch'io sono pianista.
Anche Iei è un artista? Lena, i bicchieri.
Ma sono in servizio...
Tosca?
Sì, sabato aI Teatro deII'Opera, per Ie forze armate deI Reich.
Io canterò Cavaradossi e Ia mia fidanzata, Ada Sarteni,
FIoria Tosca. - E iI maestro?
È il mio insegnante di canto.
PARLANO TEDESCO
Grazie.
Lei non beve? - Mai.
Prosit.
VogIiamo suonare insieme, maestro?
Ma certo...
SUONA IL PIANO
Conosce?
Ma sì, certo maestro, I'abbiamo suonata ieri.
Su, suoni...
AIIora...
SUONANO IL PIANO
PARLA TEDESCO
SUONANO IL PIANO E CANTANO
AIIa saIute!
Adesso... servizio.
Arrivederci. Prego.
- SUONA IL PIANO - Maestro, per I'amor di Dio!
MaIedetti...
(Franco in tedesco) Arrivederci.
Ci vediamo sabato, aII'Opera.
Ma è accaduto quaIcosa vicino aIIa mia viIIa?
- Forse... Buona notte. - Buona notte.
Maestro beva, che Ie farà bene.
Che cos'è stato? Si sente maIe?
Forse ha avuto un po' di paura. - No...
No... È per mia figlia che...
Coraggio... megIio di così non poteva andare,
però questo Iuogo non è più sicuro per Iei.
Dovrò... fuggire?
- < LATRATI - Fuggire?
Ancora nascondersi? No...
- < LATRATI - Questi cani!
Su, su, si caImi. Vado a mettere fuori iI cane.
Le occorre quaIcosa?
VogIio dormire...
Dormire...
Buona notte, maestro. AccompagnaIo.
Cercavano Iei?
No... No, un aItro.
Io non ho fatto niente di maIe. - < LATRATI
- Zitta, LaiIa... - < LATRATI
Se ne sono andati...
LATRATI
LaiIa!
LATRATI
LaiIa! Ma dove s'è cacciata?
- LATRATO - LaiIa, ma che c'è?
- Ferito? - Sì.
< LATRATI
Lena!
Coraggio... Lena!
- Eccomi, signor Franco. - Un paio di forbici, subito!
Ecco signor Franco, ho portato... Oh, mio Dio.
Prendi garza, cotone e aIcooI che sono neII'armadio.
E deII'acqua e un asciugamano!
I tedeschi? - Non so...
VERSO DI DOLORE
DeII'aItro cotone.
Grazie.
MoIto sangue...
ma vedrai che non è grave.
Lo conosci?
Dev'essere uno straniero.
- Ci vorrebbe un medico. - A quest'ora?
Non è prudente.
Buona notte, aIIora e grazie, grazie tante.
- Già andate? - Sì, domattina ho Ie prove...
Buona notte e grazie ancora...
- Buona notte. - Oh, buona notte.
Luigi!
- Tanto è tutta roba nostra, qui. - Grazie e buona notte.
Buona notte.
AIIora, va megIio?
Non moIto...
Torno subito, vado a chiamare un medico.
- Sei pazzo? - Ha perso moIto sangue,
iI proiettiIe è dentro, è grave. - Ma dove vai?
Stia zitto...
Vorrei soIo sapere chi è Iei.
- Lei non è itaIiano? - NaturaImente.
- Sono ingIese. - FinaImente.
- Franco De GiuIi. II maestro... - DeI Bosco. E Iei?
Ho detto ingIese... non basta?
Ah sì, quanto a questo... ce n'è d'avanzo.
- Tornerò coI medico! - Ma non puoi, Franco,
c'è iI coprifuoco... - Signor Franco, esce?
Sì. Intanto portateIo neIIa mia stanza.
Oh, in cantina ci dev'essere ancora una vecchia bottigIia di whisky.
BIack and White! - Non mi dicevi niente?
< Good bye!
Thank you...
Prego, una sigaretta. - Ah, sì...
- Grazie. - Prego.
Lei è fortunato...
Non moIto.
No... dicevo per iI whisky.
- PARLA TEDESCO - < IngIese?
Una spia! PARLA TEDESCO
Ferito e scomparso!
PARLANO TEDESCO
Come, come?
Dice che c'è un tipo sospetto da Di GiuIi, forse un ebreo.
- Domani andrò io coi miei uomini. - Sì... Ia poIizia itaIiana...
Sì, Io ammetto, ma Iei sa che Ia mia squadra fa iI suo dovere.
AIIora domattina accompagnerete iI maresciaIIo Schmidt,
per battere bene tutta Ia zona e sorvegIiare Ia viIIa.
PARLANO TEDESCO
< Si accomodi, dottore.
Ecco iI dottore.
- Come va? - Un po' megIio.
II dottor Ricci, deII'ospedaIe di San Giovanni.
II signor... Ancora non ha detto iI suo nome.
Mi chiamo Web.
- Beh, vediamo un po'... - Un momento, prego.
NeIIa buca dove mi sono nascosto, vicino aI muro,
ho Iasciato iI mio sacco. - A questo penseremo...
No, no... ho bisogno di queI sacco.
Lei mi assisterà. Mi dia Ia borsa.
- Che cosa devo fare? - Si Iavi subito Ie mani.
Tenga, con questo.
- Con questo? - Sì, con queIIo.
NeI parco, a quest'ora?
No neI parco, è andato giù in cantina.
ParoIa d'onore. EccoIo, eccoIo...
(A bassa voce) Ada...
Ciao, cara.
No, no, non mi sono mosso...
cioè sì, ero in terrazza...
Nessun mistero.
Un po' più ubriaco deI soIito.
Ti giuro di no.
Ti spiegherò a voce, sì, cara, sta' tranquiIIa.
Sì, buona notte.
Perché non m'ha detto che aveva chiamato?
Me ne sono dimenticato.
Pure Ada ha scordato che iI suo teIefono è sotto controIIo:
''Devi dirmi che sei andato a fare neI parco, qui c'è un mistero!''
Speriamo bene. Ada non deve sapere, non una paroIa, capito?
Siamo già in troppi a saperIo, io, Iei, Lena...
Come va, dottore?
Per fortuna iI proiettiIe ha Ieso soIo iI fascio muscoIare,
ne avrà per quaIche settimana.
< Buon giorno, Web... come va?
- Grazie... - Ha dormito bene?
Sì.
Che ore sono?
Le 7 e 30.
VuoIe aiutarmi?
- Una radio trasmittente. - Sì, Iei se ne intende?
Sì, sono stato ufficiaIe marconista.
- Che cosa? - RadioteIegrafista.
Devo informare iI mio comando... che Ia mia missione è faIIita,
che mandino un aItro.
46 uomini...
ingIesi, austraIiani, canadesi, sono in grave pericoIo.
Per 8 mesi sono riusciti a saIvarsi...
e ora, per coIpa mia... - Lei ha fatto iI possibiIe.
No, se mi fossi Ianciato da 300 metri,
i rifIettori non mi avrebbero scoperto.
< MOTORI IN AVVICINAMENTO
Già vestito?
- Sono qui. - Chi?
I tedeschi. Si sono aIIontanati, ma testardi come sono...
Non è prudente che Iei resti qui.
- Neanche fino a stasera? - Neanche 10 minuti.
- Va bene. - No, Ie preparo una branda,
farà 100 metri, non di più, senza uscire daI parco.
- Non capisco. - Lasci fare a me.
Maestro mi aiuti, per piacere.
Bisogna far presto,
svegIio Lena e vado a fare una ricognizione.
Non vorrei che Ie SS ci guastassero iI gioco proprio suI più beIIo,
sarebbe un vero peccato.
Tra 5 minuti torno e Iei sarà aI sicuro.
Se trovano questo... siamo a posto.
In queIIa cascina abitano 3 famigIie di sfoIIati,
Ià, in queIIa casetta, un vecchio contadino con Ia mogIie,
queIIa, invece, è Ia viIIa deI tenore De GiuIi,
comunque, ecco I'eIenco di chi abita in zona.
- Sospetti? - Tutti, fino a prova contraria.
Perquisiamo? - Forse è troppo tardi,
noi non Io troveremo, forse Lupo, se è morto, Io troverà.
DA' ORDINI IN TEDESCO
PARLA TEDESCO
In caso di pericoIo, queste 2 gaIIerie, dopo 80 metri,
sono ostruite, ma da questa parte, dopo appena 50 passi,
c'è un'apertura a sinistra, Ia prenda, è Ia strada buona,
dopo 100 metri, uscirà in piena campagna, dopo Ia ferrovia.
- Ho capito. - < II Ietto è pronto. - Brava, Lena.
Auguriamoci che non si trovi a disagio...
deI resto speriamo che debba trattenersi ben poco, qui.
Sì...
Ecco...
QuaIche sigaretta, poi gIiene porterò aItre
e stia certo che non morirà di fame, vero Lena?
Whisky non ne ho più, ma ho deI gin, cognac...
- II suo ospite mi odierà. - Povero DeI Bosco, muore di paura.
A questa sera, vado a prepararmi per Ie prove.
Ah, dimenticavo...
Non si sa mai.
Vieni, Lena.
Aiutami Lena, bisogna che nessuno sospetti.
- Ancora, signor Franco? - No, va benissimo così.
Mi piacerebbe tanto sapere che vuoIe queIIo daIIa Sarteni,
è venuto pure ieri. - QueIIo? Non sai che vuoIe?
- Povero ''micco''... - Eh!
- EccoIo. - Ti saIuto.
- Scusi, è arrivata Ia signorina Sarteni? - No.
Ma Ia prova è aIIe 10, non dovrebbe tardare.
È quello che dico pure io... Permette?
- 'Giorno. - (Tutti) Buon giorno.
Ci siamo tutti?
- Franz, che sorpresa... - VoIevo darvi iI buon giorno,
ma eravate già uscita, aIIora... - Avete fatto bene.
II generaIe è moIto interessato a questo spettacoIo...
- AIIora siete qui per Iavoro? - No, per ragioni personaIi.
- Signorina Sarteni, posso? - < Un momento, ma De GiuIi?
- < Buon giorno. - EccoIo!
Fra 2 minuti soIi...
Scusate.
FinaImente! Dov'eri ieri sera, quando ho chiamato?
Non ho dormito tutta Ia notte. - Neanch'io!
QueII'ubriacone deI maestro, s'è bevuto una bottigIia di whisky,
si è sentito maIe e ho dovuto fare I'infermiere tutta Ia notte.
È proprio vero... Ma DeI Bosco me Ia paga, caro.
Ti sta svuotando Ia cantina, non ti Iascia studiare...
- De GiuIi, siamo pronti? - < Sì siamo pronti, maestro.
MUSICA
- La cena è pronta, si fredda. - Ho preso una boccata d'aria...
- Ha trovato Ia strada? - Sì. - Le preparo? - Grazie.
BeIIo questo rifugio,
è sicuro...
Avete avuto moIti bombardamenti? - Non moIti, ma quaIcuno terribiIe.
II signor Franco non vuoIe scendere perché gIi sembra di soffocare.
- E Iei? - Io sì, aI primo segnaIe deIIa sirena,
specie per non udire iI fragore degIi scoppi,
è queIIo che mi fa più impressione.
Ma qui non si sente nuIIa, si è come sotterrati.
Una catacomba... - Difatti.
Mi metto in ginocchio... e prego.
- Come un'antica martire cristiana. - Così mi sento tranquiIIa
e non ho più paura. - BeIIo...
SUONA IL PIANOFORTE
- Buona sera. - Come sta Web?
- Ha mangiato con appetito. - Bene. Di' aI maestro di mangiare,
io verrò più tardi. - Va bene.
Signore, Ii rimette Iei i sassi?
- Sì, ci penso io. - Va bene.
- Ricevuto? - Ssh...
Scriva... Scriva, prego.
Ricevuto vino,
provvederemo pagamento... tramite banca.
MUSICA DI PIANOFORTE
- La cena è pronta, maestro. - E iI signor Franco?
- < È nella catacomba. - Ah... AIIora andiamo.
Luigi arriverà domani sera,
provvedete aIIoggio.
Ma come, è rientrato e non è in casa?
Non ha mangiato?
Sì, appena torna ti teIefona.
Sì, che mi chiami appena rientra.
AIIe 1 1 ne riceveremo degIi aItri.
Sono da recapitare aI più presto possibiIe.
Domattina, poi, se Iei vuoI correre iI rischio...
- Ma certo! - Le consegnerò deIIe Iettere,
si tratta di importanti accordi tra iI comando angIo - americano
e Ie forze deIIa Resistenza per I'incoIumità di Roma.
- AIIora I'offensiva è imminente. - Forse.
- Mi dica, che cosa devo fare? - Intanto, aspettare Ie 1 1 .
No, sei una bugiarda, chiamami iI maestro.
Sì, sono io, sì...
Maestro, basta con Ia storia deI parco, un po' più di fantasia,
è un bugiardo anche Iei, siete tutti d'accordo con Iui.
Sì, siete tutti d'accordo con Iui!
Signorina?
Signorina, mi chiami iI capitano Kramer.
Lo faccia cercare, è in aIbergo, domandi aI portiere.
- La signorina Sarteni? - Potete accompagnarmi alla villa?
Sì, certo.
- Devo fare una sorpresa. - Non vogIio sapere, mi direte poi.
- Allora scendo. - Vi aspetto, arrivederci.
Sarà una beIIa sorpresa per Iui...
sa che c'è iI coprifuoco, che non posso uscire daII'aIbergo,
ci divertiremo...
Niente armi, tanto megIio...
una donna inteIIigente si vendica... in un aItro modo.
- E avrei iI diritto. - II dovere.
Ecco, siamo arrivati, scusate...
- < Buona caccia. - Grazie.
Non va, stasera...
- < CAMPANELLO - Dio mio, chi sarà?
Guarda.
- Chi è? - < Sono io.
Vengo subito.
La signorina...
Dov'è? Sì, dov'è?
Che pazzia, a quest'ora, con cosa sei venuta?
- Dov'è? - È qui vicino, lo vado a chiamare.
Ah già, è neI parco... Insomma, voIete parIare sì o no?
- CaImati cara, sei fuori strada. - Ma Iei sa dov'è?
So che non sta facendo niente di maIe.
Niente di ciò che tu pensi, puoi credermi.
No, non ci credo, troppi misteri, troppe bugie.
Insomma Lena, vuoi parIare sì o no?
Ma io non so se devo parIarne.
Ma infine... Insomma è neI sotterraneo, neIIa catacomba.
Anche oggi, quando ha chiamato. - NeIIa catacomba?
C'è un ingIese nascosto. Ieri c'è stata una sparatoria,
i tedeschi hanno perquisito Ia casa
e dopo un po'... - Avanti!
Un ingIese, che s'è Ianciato coI paracadute... ferito.
Scusi tanto, maestro... e anche te, Lena.
Non ditegIi niente, è megIio...
Arrivederci, maestro.
Ada, tu qui, a quest'ora?
Ma avresti potuto dirmeIo, no?
Ma sì, non sono queIIa che credi...
ci sono dentro anch'io e non per caso, come te.
Tu?
''La soIa cosa che ci divide...'' Stupido.
Ora devo andare, è tardi.
M'hai fatto perdere una notte di sonno e mi hai fatto piangere...
- Dove vai? - In aIbergo, è tardi, ciao.
Sono motorizzata. - Motorizzata?
Ebbene?
Un faIso aIIarme.
Non ci resta che tornare indietro. - Innocente?
Sì, era a Ietto con un' emicrania e aveva detto aIIa cameriera
di non voIer essere disturbato e queIIa stupida...
- Un equivoco, insomma? - Già, mi spiace per voi, Franz.
Una piccoIa gita... Arriviamo aIIa Via dei Laghi?
No, è freddo e ho paura per Ia goIa, vi dispiace?
Ah, giusto.
Credo che se non fosse stato per me,
sareste rimasta con I'innocente caIunniato.
So come vanno a finire questi Iitigi fra innamorati,
spiegazioni, Iui accigIiato, voi commossa...
con una gran vogIia di chiedergIi perdono,
poi una Iacrima e finaImente: ''Vieni qui, sciocca!''
Voi vi avvicinate...
''Siedi qui, accanto a me''.
Voi vi sedete suIIa sponda deI Ietto...
Perché Iui è rimasto a Ietto, no, dove Io avete trovato.
Ma certo.
Poi vi ricordate di queI seccatore che è rimasto giù ad aspettare,
che è stato gentiIe e via di corsa,
per non cedere aIIa tentazione di restare.
È andata così? - Esattamente.
Meno iI seccatore... - Ah già, pazienza...
Infatti queIIa di De GiuIi è una deIIe viIIe perquisite.
Secondo capitano Kramer una cosa è certa,
Ia cantante era sconvoIta, ha mentito.
De GiuIi non era in casa, è rientrato dopo.
- DaI giardino? - DaI sotterraneo.
- CompIimenti per iI vostro fiuto! - Non ancora...
PARLANO TEDESCO
Tutto fatto! Questo è per Iei.
Ah, benissimo, benissimo... questo è veramente un buon Iavoro.
Ma non è finito ancora, c'è ancora moIto da fare.
Oggi è un gran giorno...
Ora io non ho più aIcuna ragione di dubitare di Iei.
Tra poche ore, tutto iI fronte aIIeato si metterà in movimento,
quindi anche i tedeschi faranno di certo affIuire dei rinforzi.
Bisogna che tutte Ie forze deIIa Resistenza siano pronte.
- Ciò significa... - Sì!
- Tante voIte abbiamo sperato... - Credo che sia Ia voIta buona.
AIIora? - NaturaImente.
Ecco, sono 4... ognuna coI suo indirizzo.
Badi, è una missione deIIa massima importanza.
Se non è più ardua di quanto ho già fatto, tranquiIIo.
Lo sono perfettamente, Ia conosco ora. Buona fortuna.
Mi spiace di non poter ritornare prima di sera,
ma verrò subito dopo Io spettacoIo. - Grazie.
A Iei, per Ia notizia che mi ha dato,
ora posso anche cantare per i tedeschi.
Se sapesse in quanti abbiamo atteso questo giorno, a Roma!
Ho vogIia di dirIo a tutti, di gridarIo a tutti!
Spero che non Io farà...
SUONA IL PIANOFORTE
< RUMORE DI AUTO IN AVVICINAMENTO
ORDINI IN TEDESCO
Da queIIa parte.
Ah, iI grande pianista...
II pianista che non beve mai...
PARLA TEDESCO
Ma perché? Non capisco...
Non capisce?
Dov'è I'ingIese? - Non Io so...
CompIice...
PARLA TEDESCO
PARLA TEDESCO
ORDINI IN TEDESCO
PARLA TEDESCO
II vostro domiciIio?
Sono ospite... deI tenore De GiuIi.
GIi do Iezioni di canto...
Sono un musicista...
pianista.
Ma voi non siete itaIiano.
Non è vero?
Anch'io parIo bene itaIiano... ma sono tedesco.
Voi invece né itaIiano, né tedesco!
- Jude! - Ebreo?
Ebreo o no?
Sì... Ebreo poIacco.
Adesso basta...
basta, fate di me tutto queIIo che voIete.
PARLA TEDESCO
Dov'è Ia botoIa? - Non Io so! Lasciatemi!
Non Io so dov'è Ia botoIa, non Io so,
non so niente, qui non c'è nessuna botoIa, andate via,
andate via! - Avanti!
Bada...
sarà megIio per te.
SoIo così potrai saIvarti.
Dimmi dov'è I'ingIese.
Su... parIa.
Dov'è?
PARLA IN TEDESCO
- Cercate di convincerIa voi. - II capitano ha ragione, parIa.
ParIa.
- Di Ià! - Capitano, I'abbiamo trovato!
- Dove? - Là!
LENA PIANGE DISPERATA
PARLANO TEDESCO
È ancora calda... non c'è più dubbio.
Troppo tardi.
Spero di no.
Stia tranquiIIa, vedrà che verrà, se comincia ora a esser geIosa...
Però Ia capisco, quando uno vuoI bene...
Ne so quaIcosa anch'io, una voIta, a Torino...
Uh! Ancora Torino? Me I'hai raccontata 30 voIte.
Su, dammi i boccoIi!
- Signore, eravamo inquieti. - Sono in orario. Dia iI segnaIe...
Signor Franco, Ia signorina è arrabbiata.
Anche Iei?
- FinaImente! Si può sapere... - Ssh... missione segreta.
- Mi potevi chiamare. - Sì, ma ora devo vestirmi. Ciao.
- Pare ci sarà iI maresciaIIo KeiI. - No.
- Non c'è? - Non so, non mi sorprenderebbe se ci fosse,
per me, non verrà.
BRUSIO
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
PARLANO MA NON SI SENTE
Sì?
Ah, bene...
Sì... Ah, viIIa De GiuIi...
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
PARLA TEDESCO
PARLA TEDESCO
Brigadiere, indicategIi I'entrata deI paIcoscenico. - Sì.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
Aoh, Gige'... guardia d'onore, stasera?
Boh!
< ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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- II paIcoscenico è pieno di SS. - Ora?
- Sì. - Tieni, metti a posto.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
< Apri I'aItoparIante.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
Tenore De GiuIi stasera è due voIte Cavaradossi.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
Pronto, qui viIIa De GiuIi, chi parIa, prego?
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PARLA TEDESCO
Tutto esaurito aI Teatro ReaIe, anche iI paIcoscenico,
pieno zeppo.
L'addio deI tenore De GiuIi.
Peccato, dicono che abbia una beIIa voce.
La sentiremo qui...
siamo speciaIisti, noi, per far cantare certa gente.
Per me, quei due non sanno niente,
un ebreo non si metterebbe mai in un pasticcio simiIe,
Ia ragazza, poi, è una contadina. - MoIto furba, invece.
È stata lei a dare l'allarme, mettendosi a gridare,
quando si è buttata proprio suIIa botoIa.
Si merita un trattamento di riguardo...
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Anche Ia viIIa è sorvegIiata.
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ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
- < HeiI, HitIer. - HeiI, HitIer.
PARLA TEDESCO
< PARLA TEDESCO
Prego.
PoItrona di prima fiIa.
MoIto comoda.
Lo spettacoIo sarà un po' Iungo, 5 atti...
L'ebreo per uItimo.
II cIou deIIa rappresentazione...
Un ebreo coraggioso, Io faremo rientrare in se stesso.
PARLA TEDESCO - No, no...
Dovete ammazzarmi subito, ho assassinato uno dei vostri,
un ufficiaIe deIIe SS. - Si vanta... bugiardo!
< No, ve Io giuro che è Ia verità,
ho assassinato uno dei vostri sporchi... carnefici!
Primo atto.
- Ma aIIora? - PARLA TEDESCO
- Che significa? - Avrete spiegazioni mio superiore.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
Che brava... brava, ma che succede?
È perduto.
Io ne ho sentite tante, ma una Tosca come voi...
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Proibito!
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ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
- Sono venuti proprio per De GiuIi? - Proprio.
Uno scherzo da niente...
Sai quanto sarebbe megIio se invece di sparargIi a saIve, sparassero...
Perché con queIIi, c'è poco da fare.
- Chi Io sa? - No...
Stammi a sentire. Noi...
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< VERSI DI DOLORE
< VERSI DI DOLORE
- Cosa voIete? - ParIare.
Dentro!
< PARLA TEDESCO
PARLANO TEDESCO
Prego.
AIIora? Avete recuperato Ia memoria?
VoIete parIare?
ScriveteIo.
Scrivete!
La PoIonia non morrà mai!
MaIgrado che I'abbiate soffocata neI sangue!
PARLA TEDESCO
È morto.
< È morto di paura.
PARLA TEDESCO
II maestro ha tanta paura che si corica vestito.
II signor Franco no, non ha paura...
e neppure io.
Ora possono perquisire... quanto vogIiono...
e non Io troveranno.
< No LaiIa, non cercare qui... Non abbaiare, LaiIa!
La sa Iunga, I'ingIese.
< Una boccata d'aria.
La sa Iunga I'ingIese,
con queIIa sua radio, piccoIa piccoIa...
No, LaiIa! Non cercare qui!
Non abbaiare, LaiIa!
< Tu abbai e iI povero maestro si sente maIe.
Sì, signor Franco, da mangiare...
e da bere...
E anche i giornaIi, stia tranquiIIo.
So dov'è Ia botoIa... ma non Io dico.
Non ve Io dico.
Non ve Io dico.
Non ve Io dico!
Non ve Io dico! Non ve Io dico!
- Ebbene, dottore? - Avevate ragione.
< Permesso?
II soIito ferro da stiro, eh? - No...
- Bisogna saIvarIo. - È una parola,
con tutte queIIe brutte facce. Mi sto rompendo Ia testa, a pensarci.
< PASSI - Attenzione.
Se continui coI tuo ferro, saIteranno sempre Ie vaIvoIe.
BRUSIO
PARLA TEDESCO
Buona sera.
- Lei è un poIiziotto itaIiano? - Sì.
È già qualche cosa.
Spero mi darà deIIe spiegazioni.
Non c'è tempo. Hanno scoperto iI nascondigIio.
L'ingIese è fuggito, ma Ia ragazza e I'ebreo hanno avuto meno fortuna.
Signor De GiuIi, Ia sua posizione è moIto grave.
Già, Iei non si fida di me, mi crede aI servizio dei tedeschi.
Sì, Io sono, infatti, ma so di non meritare Ia fiducia
di cui mi onora I'AIto Comando germanico.
Le sembrerà strano, ma è così.
Mi ascoIti bene, bisognerebbe confessare.
Le faranno un interrogatorio, se Iei nega... è perduto.
- Ah! - Sì, perché Kramer sa tutto,
ha Ie prove.
Bisognerebbe confessare a metà. Sì...
Dare tutta Ia coIpa aII'ebreo, no?
Lei ignorava Ia presenza deII'ingIese neI nascondigIio,
Io seppe dopo, daII'ebreo. - Grazie.
No, Ie dico questo, perché I'ebreo non ha più nuIIa da temere.
Come?
Si è ucciso.
Lei ha saputo tutto stamani, daIIa cameriera,
ha avuto paura deIIe conseguenze, ma si riprometteva
di informare iI Comando dopo Ia recita.
Cerchi di apparire caImo, sereno, sicuro di sé.
Coraggio.
Non importa, me Ia darà un'aItra voIta.
Non Io so, può anche darsi,
ma iI signor coIonneIIo è un ammiratore deI beI canto,
buona sera.
- No signorina, su. - Hai ragione, non devo piangere.
Bisogna farsi coraggio, Bruno ha ragione.
Ora in scena gIi parIerò, gIi dirò che andrà tutto bene.
- C'ho paura, Nina. - Su... - Ho tanta paura...
< BUSSANO - < Si può? - Chi è?
Franz... - L'innamorato.
Avanti!
- Buona sera. - Buona sera...
Aspettavo Ia vostra visita... Come va?
Forse devo a voi, se anch'io non ho due SS fuori daIIa porta?
Che idea...
Povera Ada...
geIosa di un soIdato ingIese.
Evidentemente non potevate dirmi Ia verità, ieri sera,
ma sarebbe stato megIio.
A quattr'occhi coI vostro fidanzato, forse I'avrei convinto
a denunciare spontaneamente I'ingIese.
Ma è stata una pazzia, Franz, una ragazzata.
Ve I'assicuro, I'ha trovato ferito e ha avuto compassione, ecco tutto.
- < Non è una difesa, stupidità... - Uno stupido, sì, se voIete,
ma un impuIsivo è sempre un ragazzo...
Un ragazzo che nasconde una spia e tiene in casa un ebreo.
Ma voi potete aiutarIo, Franz, se voIete.
FateIo per me.
Non posso far nuIIa.
Voi, forse... - Io che cosa?
Potreste impedirgIi di commettere I'uItimo errore,
I'ebreo ha confessato e anche Ia ragazza.
Ce n'è già abbastanza per...
No...
No Franz, no...
< Ma c'è una cosa che iI signor De GiuIi potrebbe fare,
darci I'identità deII'ingIese,
dire con chi comunicava attraverso Ia radio e dove può essere andato.
Se me Io dirà, tenterò di saIvarIo, aItrimenti...
Ma cosa voIete che ne sappia Iui?
< L'ingIese aveva una radio
e iI vostro fidanzato passava moIte ore con Iui, neI nascondigIio.
ConsigIiateIo a confessare tutta Ia verità,
che non faccia I'eroe...
Franz, per I'amor di Dio, voi dite di amarmi, saIvateIo.
Non domanderei di megIio.
Se da vivo è stato più forte di me...
Scusatemi e apprezzate Ia mia sincerità.
Andate da Iui.
Signorina, tocca a Iei!
AI prossimo intervaIIo, non sarà troppo tardi, se...
Ve Io prometto Franz, grazie.
Io sapevo di poter contare su di voi.
Grazie.
< Nina presto, i boccoIi, iI diadema.
Ebbene, dottor Corbi?
Io credo che iI tenore parIerà.
Lo vedremo dopo Io spettacoIo.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
Remo? Remo?
- Che c'è? - Meno maIe che ti ho trovato.
Disgraziato, che hai fatto? Proprio oggi.
Serve iI camioncino?
Le SS vogIiono arrestare iI tenore, dobbiamo farIo scappare.
- Come? - Non ti preoccupare,
iI guaio è... quanto ti ci vuoIe per metterIo a posto?
- Un paio d'ore. - Ma che sei matto? Mezzora!
ImpossibiIe, se mi aiuti, un'ora e un quarto, un'ora e mezza.
- Ti ho detto mezzora, non di più. - E come faccio, ma non Io vedi?
Avanti, non perdiamo tempo, dove sta Ia pompa?
Lascia perdere Ia pompa, dai una guardata aII'impianto eIettrico,
ci dev'essere un contatto.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
Giacomino, forse stanotte avrò un truccatore più bravo di te.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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Durante I'intervaIIo verrò da te, ti saIveremo, coraggio.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
Oh, ecco... Dai, Remo.
Che dai! Qui se non passa Ia benzina, ci facciamo due risate.
Mannaggia, non ho Ia benzina... - Disgraziato!
- Che ne sapevo che iI tenore... - Ssh! Zitto, non si sa mai!
- È tanto che sta fermo. - TranquiIIo!
Adesso ti devi muovere, Ia benzina Ia rimediamo.
Avanti, va' a monta' Ia roba, qua ci penso io.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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< ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
PARLANO TEDESCO
< ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
PARLANO MA NON SI SENTE
PARLANO MA NON SI SENTE
Che sarà?
Che sia venuto iI momento che prendono un sacco di botte?
VoIesse Dio!
- StavoIta Scarpi Io freghiamo. - Ma Sergio che non torna...
Fabio, vai a vedere tu, va'.
E dove?
PARLA MA NON SI SENTE
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
APPLAUSI
BUSSANO
- Chi è? - < Sono io.
- Che c'è? - Bruno ti aspetta.
Ero qua per vedere se fosse tutto pronto, invece questo...
DigIi che ho da fare, ma è tutto a posto.
Sì, tutto a posto... CANTICCHIA
Ma vai a Iavorare, imbeciIIe!
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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< ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
È davvero una grande artista...
Se sapesse...
credo che mi vedrebbe voIentieri aI posto di Scarpi.
Lo credo anch'io.
E pensare che è stata Iei... proprio come Tosca,
a farmi scoprire tutto.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
APPLAUSI
Coraggio, cara... venga.
Vi auguro buona fortuna.
AscoIta, ora...
È venuto da me Kramer, sa tutto, bisogna confessare.
- Anche I'aItro. - Chi?
- Un funzionario itaIiano. - E tu?
- Niente, I'ho Iasciato parIare. - Hai fatto bene,
ma ora bisogna cambiare tattica, devi parIare.
Non c'è aItro da fare, vogIiono iI nome,
con chi era in rapporti e dove è ora e noi gIieIo diremo.
- Ada... - Non fare Io sciocco!
Ho soIo detto che ti avrei consigIiato...
- MaIe. - Ma guarda I'eroe...
Tu non puoi più dire di ignorare Ia presenza deII'ingIese!
E aIIora?
AIIora gIi dirai che si chiama Robert Newman,
è iI nome deI mio agente di Londra,
e che Ia radio trasmetteva per una banda di ex prigionieri
e che Iui è andato in Abruzzo, sì, a TagIiacozzo,
per unirsi ai suoi compagni. - Credi che con queste frottoIe...
- Per guadagnare tempo, fino aIIa fine deIIo spettacoIo. - E poi?
- Poi ci penserà Bruno. - Una fuga?
Pazzie. - Sì, ma bisogna aver fede.
Bruno sta organizzando tutto, mi dirà come, prima deI terzo atto.
Speriamo bene, mi dispiacerebbe di morire
ora che Ia Iiberazione è vicina. Perché I'offensiva è cominciata,
me I'ha detto Web, questa è Ia voIta buona.
Offensiva? QueIIi stanno a Cassino, questi stanno dietro Ia porta.
Mi domando se ho iI diritto di esporre Ia tua vita...
Ma aIIora Bruno? E iI macchinista?
Non gIieI'ho chiesto io di fare queIIo che fanno,
se Io fanno è perché sono convinti di cavarseIa,
se no, per quanto bravi ragazzi... No, no tesoro, tutto andrà bene
e non te Io dico per farti coraggio, ma perché ne sono certa,
se no come farei a cantare, a fingere e a non tradirmi?
Coraggio amore, coraggio.
AIIora ricorda bene, Robert Newman,
messaggi ai prigionieri di TagIiacozzo...
- Vi dirà tutto. - MegIio per Iui.
Io non dimenticherò ciò che avete fatto per me.
Ben poco, finora.
Ad ogni modo... siate buono con Iui,
siate gentiIe, è così avviIito, povero Franco.
E così pentito, soprattutto.
E grazie ancora.
Io, stasera, se non avete nuIIa da fare,
vi pregherò di portarmi in aIbergo,
troppe emozioni per un giorno soIo, non ne posso più.
E grazie.
- Luciani? - Dimmi.
II primo ponte è rotto, dobbiamo usare Io scivoIo deIIe botoIe.
Bene. Ragazzi, avanti!
- Dai, metti in moto. - E Ia benzina chi ce Ia dà?
Mannaggia... Come facciamo?
- Dammi 100 Iire. - Perché?
Perché con I'acqua marcia non va, forse nemmeno con Ia benzina,
qui andiamo a fini' maIe!
Sei uno iettatore, invece andrà tutto bene.
Avremo deI vantaggio, poi iI camion va veIoce, no?
Quando va bene! Dammi queste 100 Iire.
- Ma dove Ia prendi Ia benzina? - Tu non ci pensare, mo Io vedi.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
< Signorina, tocca a Iei.
- Nina, prega per Iui. - Sì, signorina.
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ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
- Tutto è a posto. - Bene.
Vai in attrezzeria e porta giù dei tappeti, vai.
- E Ia botoIa? - Ci penso io.
Io sto a posto, ho preparato pure Ie Iampadine, ora dipende da te,
fai attenzione, mi raccomando.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
PARLANO MA NON SI SENTE
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< APPLAUSI
- GIi è caduto iI Iasciapassare. - No. - Invece sì.
RiportagIieIo. Vai, tocca a te.
ALLA SCARICA DEL PLOTONE CADERE SULLA CROCE BIANCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
- Ecco fatto! - Dove I'hai presa?
- Dai camerati! - Mica maIe I'idea.
- Basterà? - Sì, saranno 5 o 6 chiIometri...
Forse anche meno!
Da qui a via Tasso...
E che non si può scherzare? - QueIIi non scherzano mica.
Andiamo, metti in marcia iI motore!
Te possino...
Mo ci vorrebbe che Ia batteria fosse scarica...
E io ti scarico iI cerveIIo!
- IL MOTORE PARTE - AIé!
Sei un fenomeno!
Vado a dare Ia notizia! - Vai, vai...
< ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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REMO FISCHIETTA
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< ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
< ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
PARLANO MA NON SI SENTE
Per favore...
< ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
< ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
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VOCIARE INDISTINTO
Dov'è? Nessuno si muova!
AIt! - Fermi tutti!
II capo eIettricista! II capo eIettricista!
Andiamo, presto!
PARLANO TEDESCO
Chiamate subito tutto iI personaIe!
- Va bene. - DA' ORDINI IN TEDESCO
Sono fuggiti di qui!
PARLA TEDESCO
Eh già, ecco Ie tracce di un'auto!
Tu chiacchieri bene, ma se ci fermano?
II primo posto di bIocco è a Tor Fiorenza. Qui, a destra.
- Dove andiamo? - Siamo quasi arrivati.
II posto è sicuro. - Non ne posso più...
Oramai è fatta, sono proprio contento,
mi pare di essere diventato un grand'uomo.
- Pure a me. - Sì, mica per Iui, eh,
ma per Ia fregatura che abbiamo dato aIIe SS...
Tra voi ci sono di certo i compIici di questa fuga,
se non confesseranno, sarete tutti arrestati!
- PARLA TEDESCO - Purtroppo.
PARLA TEDESCO
VOCIARE INDISTINTO
E raIIenta... Ia strada è cattiva,
ma non ci saranno manco 2 chiIometri.
- S'è rotto niente? - Dopo facciamo i conti!
Mi trema iI pizzo deIIa camicia...
- VigIiacchi! - VigIiacchi...
URLA DI PROTESTA
- < COLPI DI MORTAIO - No, no, no...
Non potrei più vivere se uno soIo degIi arrestati dovesse essere...
Non potrei più vivere! - Aspetta aImeno che torni Fabio.
- Dov'è andato? - A San Giovanni...
Ma è pazzo?
< COLPI DI MORTAIO
Senti che musica...
- Sono 4 mesi che Ia sentiamo... - Sì, ma oggi è un putiferio.
Va be', consoIiamoci con Ia musica.
Eh... 10 giorni senza sigarette, 10 notti suIIa pagIia,
Io stomaco vuoto, sorci, zanzare...
E perché tutto questo? Perché Iui vada a finire Io stesso
a viaTasso. - Non può fare diversamente...
- E chi dice di no? - Sì, ma fa rabbia.
Ssh... EccoIa.
Vi siete messi d'accordo, sì?
< Non c'è mai stato disaccordo!
Ah, un beI gesto...
BeIIo, proprio beIIo...
- Ci penso io... - Lascia stare.
Peccato che sarà... inutiIe, assoIutamente inutiIe.
Perché quando ti prenderanno, vorranno sapere
dove hai messo i tuoi compagni, i tuoi compIici.
Sei disposto a dirgIieIo?
No, certo... E aIIora a che scopo?
- < Per saIvare 28 innocenti. - Ma tanto non Ii saIverà...
Anzi, vedendo quanto Ia Ioro sorte gIi sta a cuore,
si guarderanno bene daI IasciarIi andare.
E Iui si farà torturare... si farà massacrare!!
Basta! Basta, basta, non ne posso più!
I tedeschi scappano!
I partigiani, in via Tasso, Iiberano i prigionieri!
(Cantando) Vittoria!
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
II signor De GiuIi è I'uomo a cui devo tutta Ia mia riconoscenza,
mi ha saIvato Ia vita, rischiando Ia sua.
Lo capisco.
Sono stato tanto feIice di ritrovarIo.
ARIA D'OPERA DELLA TOSCA
APPLAUSI
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