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[Salvatore] Una regola di sopravvivenza che i palermitani imparano da piccoli
è accettare i torti con fatalistica rassegnazione.
Ma mia madre era diversa, era fatta di un'altra pasta.
Non essere passata di ruolo neanche quell'anno non le andava giù.
Allora armandosi di coraggio decise di andare al Provveditorato
per scoprire chi aveva avuto la cattedra al posto suo.
- Scusate. - Un attimo.
Aveva ragione lui! Chi ha una penna?
- Prego. - Lo Coco, Tagliabue e Manfrè.
- Lo Coco, Tagliabue e Manfrè! - Piano!
C'è modo e modo!
- Mi hanno sbattuta in fondo, capisci? - Come?
Sì. Superata da persone che fino allo scorso anno erano sotto di me!
- Perché loro entrano e io no? - C'è qualcosa di strano.
- Mi hanno fregata, Lorenzo. - Sarà intervenuta qualche manina
che al momento giusto ha sistemato le cose!
Anche se uno sa che funziona in questo modo
- quando succede, fa sempre male. - Che vuol dire?
Siccome le cose vanno così io devo accettarle?
No, Pia.
- Però qui abbiamo solo dei sospetti. - Io non mi faccio fregare.
Sì, ma con i sospetti non andiamo da nessuna parte.
- Non mi faccio fregare! - Ascolta.
Ora facciamo tutte le verifiche del caso. Controlliamo i documenti
e se hai ragione, facciamo un bel ricorso.
Vedrai come aggiustiamo questa graduatoria!
Sicuro?
Tu comincia a darmi i nomi!
Massimo, ti voglio bene. Però questo è carcere a vita!
Voi in chiesa dite sempre che il matrimonio è importante.
Io mi sono innamorato.
- Sento che Patrizia è quella giusta. - Quella giusta?
- Va bene, esattamente cosa vuoi? - Voglio chiederle se può sposarci.
- Qui? - Certo, abbiamo una chiesa bellissima.
- Quando? - Pensavamo verso fine aprile.
Aspetta, controllo. È sempre difficile.
- Maggio, giugno e luglio. Fine aprile? - Eh.
Per fine aprile che intendi? Il 10, l'11.
Dal 20 in poi!
Difficile.
- È difficile. Non trovo... - Fra Giacinto, sono da parte nostra.
Diciamo per restaurare la chiesa e la Madonnina.
- Ti interessa Maciste? - Chi?
Maciste.
- Come? - Il mio organista si chiama Maciste.
Che c'entra? Con tutti questi soldi!
È un padre di famiglia, ha sei figli. Ha bisogno.
Dove tieni i soldi?
No, non contarli.
Faccio venire anche la moglie di Maciste.
Ha una voce bellissima! Sembra una cantante.
Dopo la cerimonia in chiesa veniamo qui e facciamo il ricevimento.
Mettiamo un po' di tavoli sotto il tendone e sparsi nel giardino.
Lì ci sarà un'orchestra. Dopo la cena balliamo tutta la notte!
Vieni qui, amore. È favoloso, meraviglioso.
Neanche Cenerentola si è sposata in un posto così.
Qui venivano i ricchi, gli aristocratici.
E noi.
Tu meriti il meglio.
Mio fratello si sposa! Mi sembra impossibile.
In realtà ci sarebbe anche un'altra cosetta.
È vero.
- Glielo dici tu? Dai, dai. - Sì, sì, sì!
Io e Massimo ci abbiamo pensato molto.
Vorremmo voi come testimoni!
- Pia, tu per Massimo. - Pia, potevo mai fare a meno di te?
Tu per me, Lorenzo.
Patrizia, sono onoratissimo.
Però non so se lo merito. Loro sono fratelli, ma io e te...
Non siamo fratelli, ma io ho capito subito
che tra me e te c'è una simpatia particolare.
Capito?
Capito?
- Capito? - Sì, ho capito!
- Sono onoratissimo e accettiamo. - E siamo tanto felici per voi.
- Hai già pensato al vestito? - No.
- Allora? Che dici? - Cose di lusso.
Lusso.
Senti, io ho pensato al problema di Pia.
- Eh. - No, dico... Se serve...
Posso cercare di muovere i canali giusti. Mi hai capito?
Massimo, noi non chiediamo aiuto a nessuno.
Ci sono le vie ufficiali e seguiamo quelle!
Le vie ufficiali!
Zio, ma io al matrimonio non faccio niente?
Tu porti gli anelli.
Così inquieti qualche bella damigella. Salvatore.
Sorridi che il mondo è ancora pieno di femmine per te!
[Salvatore] Mio zio era davvero innamorato
ma per lui assicutare le femmine, cioè andargli dietro
era un dovere morale.
Invece per me esisteva solo Alice.
Bambini, vorrei che oggi faceste una ricerca sulla Pasqua.
[Salvatore] La maestra divise la classe in gruppi di lavoro.
Dopo tanto tempo io, Fofò, Sebastiano e Alice tornammo insieme.
Che succede? Hai visto la Madonna?
Nonostante qualche ruggine.
Ve lo dico ora. Se iniziate a fare i galletti, vi spacco la testa!
Dico solo che Fofò ha avuto la sua occasione. Ti ha lasciato?
Sì.
- Allora tocca a me, è giustizia. - Non avete capito.
Che figura di merda!
Non tocca a nessuno, non sono una bambola.
- Quindi non ti metti con lui? - No!
- Hai visto? Sei di troppo. - Ti rompo le corna?
Basta!
Fofò, mi dispiace ricordartelo. Ma io e te non stiamo insieme.
- Picciotti, calmatevi. - Basta anche tu.
Dobbiamo fare una ricerca, riuscite a lavorare insieme?
Io e Sebastiano da soli ce la caviamo bene.
A questa picciotta funziona la testa!
- Va bene. - Tregua.
Vi cagate, eh!
Ma come minchia parli? Parlate solo così nelle borgate?
Fofò, stavo dicendo una cosa. Domani iniziamo la ricerca.
- Venite a casa mia e lavoriamo. - Perché decidi tu?
- La maestra mi ha nominato caposquadra. - Chi dice che va bene?
Voi avete qualcosa in contrario?
- No. - Fate schifo! Siete senza dignità.
[Salvatore] Invece mio padre aveva già iniziato la sua ricerca.
Leggendo gli atti ufficiali del Provveditorato
aveva sentito puzza di bruciato.
Così aveva deciso di fare un controllo anche all'Anagrafe.
- Florio! - Che c'è ancora, dottore?
Vieni qui. Mi hai portato Zambuto?
- A che le serve? - Come gli altri. Vita, morte e miracoli!
- Va bene, tutto. - Vai.
[Salvatore] Nonostante i sospetti a scarseggiare in quei documenti
erano proprio i miracoli.
- Florio. - Eh?
Sei sicuro di non essere imparentato con gli antichi armatori Florio?
No, l'unica nave che ho preso è il ferry boat Napoli-Palermo.
Zambuto, ecco. Vita, morte e miracoli.
- È solo un figlio? - C'è tutto.
Siamo sicuri?
Va bene.
[Salvatore] Di fronte ai risultati della sua ricerca mio padre rimase interdetto.
Ora il vero miracolo era trovare le parole giuste
per non ferire mia madre.
- Pia, ho fatto quella ricerca. - Allora? Parla, dimmi.
Questi hanno meritato il punteggio più alto.
- Quindi niente ricorso? È tutto regolare? - Sembra di sì.
Molti di quelli che ti hanno preceduto hanno dei requisiti...
...particolari.
Quali minchia sono questi requisiti che io non ho?
Pia, credimi. Sono requisiti che devi essere contenta di non avere.
Francesco Lo Coco ha ottenuto più punti perché è disabile.
[Lorenzo] Vive dalla nascita con una gamba paralizzata.
Aprite questa porta! Disgraziato!
[Lorenzo] Tiziana Tagliabue ti ha superato perché ha problemi alla vista.
- È ipovedente. - Qui c'è la sedia.
[Lorenzo] Poi c'è il caso di Maurizio Manfredi.
Papà, finalmente posso venire a trovarti tutti i giorni.
[Lorenzo] È entrato quest'anno in graduatoria
ma lo hanno trasferito a Palermo per accudire il padre paraplegico.
- Cos'è? - Papà.
Con il primo stipendio compro quella con le ruote più grosse.
- Non merito un figlio così! - [Lorenzo] La lista non finisce qui.
Sara Zambuto è entrata grazie al ricongiungimento familiare.
Poi c'è...
Basta, Lorenzo. Basta.
Mettiamoci una pietra sopra. Hai fatto tutto quello che potevi.
- Mi dispiace, Pia. - Forse hai ragione tu.
Devo essere felice di non avere quei requisiti.
[Salvatore] Mia madre aveva alzato bandiera bianca.
Invece Marco aveva deciso di non mollare.
[Marco parla in latino]
Traduci.
Ma mia sorella non era proprio sintonizzata su di lui.
- Salvatore, questo viene o no? - "Questo" è Boris Giuliano.
- È un poliziotto, sa tutto di tutti. - Buongiorno.
- Buongiorno, un caffè. Ciao, Salvatore. - Buongiorno.
- Chi è questa bella ragazza? - Mia sorella Angela.
Piacere.
Non mangiate niente? Fate lo sciopero della fame?
Mia sorella vuole sapere dove è finito Alfonso Puccio.
Sì?
- Come mai le interessa così tanto? - Perché è un mio amico.
Signorina, mi creda. Glielo dico con il cuore in mano.
- Lei non rivedrà mai più quel suo amico. - Perché? È morto?
No, ma la mafia non dimentica. Ha la memoria di un elefante.
Aspetti che il tempo passi e quando pensi di esserne uscito, colpisce.
Il suo amico conosce molto bene queste regole.
Mi creda, non metterà più piede a Palermo.
- Angela? Mi stai seguendo? - Sì, scusa.
- Vai, cosa significa? - Non lo so, mi viene il mal di testa.
- Rinuncio. - Non demoralizzarti subito.
- Almeno prova, non è impossibile. - Sono proprio giorni di merda.
Avrei bisogno di altro e non di questo stupidissimo latino.
Io per resistere uso una strategia. Invece di pensare alla versione
penso che chi scrive è uno come me. Ha amato, sofferto, sognato.
Magari vuole darci anche qualche consiglio.
- Dici? - Sì.
È incoraggiante perché se ce l'ha fatta un'Angela di dieci secoli fa
- puoi farcela anche tu. - Dici davvero?
Sì.
Sono contenta che ti prendi cura di me.
Mi fai sentire meno sola.
È bellissimo.
Però ora basta o non combiniamo niente.
Allora, posso farcela.
Pia, ma tu ci credi?
Ho visto quei documenti con i miei occhi.
- Che devo fare? - Allora ti dico una cosa.
A me mancavano pochi punti, ma ogni anno non riuscivo a entrare.
- Di un soffio. - Che hai fatto?
Che ho fatto?
Che ho dovuto fare.
Mi sono rivolto a un amico... Un amico giusto.
Lui ha dichiarato che avevo frequentato corsi di alto livello.
Quindi tu hai...
- No, non ci credo. - Pia, lo so.
È una cosa sbagliata, non si fa e non piace neanche a me.
Però qui se vai dietro alle regole, muori da supplente! Ascoltami.
Qui nessuno ti regala niente e io non ne potevo più come te.
Magari quella gente aveva davvero dei problemi. Sì, non ridere.
- Invece tu stai costruendo un alibi. - Certo.
A me dispiace dirtelo, ma le cose vanno in un altro modo.
Se vuoi, ti dimostro che Ayala non è quello cattivo.
Certamente non il più cattivo.
- Se vuoi! - [Salvatore] Mia madre era turbata.
Perché Ayala non le chiedeva solo di guardare dei documenti
ma di guardare in faccia le persone che l'avevano superata.
Invece Marco sentiva che era il suo momento.
Dopo attente riflessioni decise di affidarsi a un'arma infallibile.
La musicassetta che si era già dato in faccia.
Angela, questa è per te. Ho pensato che ti sarebbe piaciuta.
Grazie.
Ti ho messo tutte le mie canzoni preferite
per farti conoscere qualcosa di me.
- Questa di chi è? - Di Virgilio.
- Un cantautore? - No, il poeta latino.
- Non è una canzone, ma una dedica per te. - Che significa?
"L'amore vince tutto e anche noi cediamo all'amore."
- [campanella] - Non ti è piaciuta?
Sì, è bellissima.
- Ma tu ci credi? - Sì e devi farlo anche tu.
- Buongiorno. - Buongiorno.
[Salvatore] Invece io per amore avevo ceduto alle richieste di Alice.
Il patto di non aggressione siglato con Fofò
apparentemente sembrava reggere.
Se dico "Pasqua", cosa vi viene in mente?
L'uovo di cioccolato.
Quest'anno mio padre lo compra di due metri.
Lo scorso anno era solo un metro e mezzo.
Che sorpresa ci sarà?
Guardate che lei per "Pasqua" non intende l'uovo di cioccolato.
Ecco! Cosa facciamo con le uova di cioccolato?
La Pasqua è una festa religiosa, serve una cosa dell'anima.
- Il cioccolato dell'anima. - Bella questa!
Idioti.
[Salvatore] Eravamo impantanati, solo lui poteva aiutarci.
Salvatore mi ha detto tutto. Io sono qui, ma sono un uomo preciso.
Mi piace partire dalle basi. La Santa Pasqua.
Per noi religiosi la Santa Pasqua è una cosa fondamentale
perché nostro Signore Gesù muore e risuscita.
Però ci fa ricordare la crocifissione
e soprattutto che i giudici sbagliano!
È stato il primo grave errore giudiziario della nostra storia!
Sulla croce non doveva finire nostro Signore Gesù, ma un'altra persona.
- Chi? Ba... - Ba...
Barabba doveva finirci, non nostro Signore!
Scusi, ma possiamo scrivere dell'errore giudiziario?
No, ci sono diverse campane. Chi dice una cosa chi un'altra.
Però per il palermitano la Pasqua significa anche...
Schiticchiate, scampagnate, bevute
la cassata, il capretto. Diciamo la verità.
Noi cristiani perché dobbiamo sempre soffrire, piangere?
No, basta! Calma.
La Bibbia dice che c'è un tempo per ogni cosa.
- Questo cosa significa? - Significa...
Bravo!
Per un palermitano c'è tempo anche per mangiare e vivere.
Quindi?
Prendetevi questo libro e studiate. Lì c'è la storia, i fatti.
- Un libro su Palermo. - Che dobbiamo studiare?
Non devo fare io la ricerca, ma voi!
Ciao e arrivederci. Me ne vado, mi fa male la schiena. Studiate!
- Il frate è amico tuo? - Sì.
Allora studia!
Immagina un trucco stile Cleopatra
e capelli fatti dalla parrucchiera. Oppure metto un cappello, non so.
- Bello. - Poi voglio il velo.
Otto o nove metri di velo e un bello strascico. Che dici?
Lo strascico è il minimo.
[Salvatore] Mia madre non riusciva a staccare la testa dai documenti
che le aveva dato Ayala.
Immagino la faccia che farà Massimo. Quello sviene!
Alla fine decise
che su quella maledetta graduatoria doveva vederci chiaro.
Pia?
- Scusi. - Sono pronta, sto uscendo.
Pia?
[Salvatore] Quella fuga improvvisa non destabilizzò solo zia Patrizia.
Non è normale che mamma non avvisi.
È successo qualcosa che non mi dite?
No, ma che deve essere successo? Ragazzi, state tranquilli.
Ora arriva. Mamma mette qui i piatti fondi?
Sì.
- [scatto della serratura] - Lo vedi? È qui.
- Amore, ma che fine hai fatto? - Non sai che ho visto oggi!
Mi hanno fregata, capisci? Ora ne ho anche le prove.
- Di che parli? - Francesco Lo Coco, l'insegnante disabile
- con la gamba paralizzata. - Piano, fammi capire. Lentamente.
Francesco Lo Coco, l'insegnante disabile con la gamba paralizzata.
Aprite questa porta!
Da quando gli hanno dato la cattedra, non è più paralizzato.
[Pia] Arrotonda lo stipendio dando lezioni di tennis!
- [Lorenzo] Gioca a tennis? - [Pia] Sì!
- [Lorenzo] Lo zoppo? - [Pia] Sì.
Hai le gambe troppo molli, devi essere più agile. Così.
Prova, così. Ci siamo quasi, dai.
Tiziana Tagliabue, quella ipovedente. Ricordi?
La cieca.
Ogni mercoledì sera gioca a un tavolo da poker e vede benissimo!
Vedo.
- Doppia coppia. - Colore.
- Gioca a poker. - Per non parlare di Manfrè
- il padre del signor Maurizio. - Quello con il padre...
Paraplegico!
- Maurizio. - Papà.
Era così paraplegico che è andato in pensione anticipata
per dedicarsi a una grande passione.
- Indovina cosa ha importato a Palermo? - Cosa?
Indovina.
Non lo so! Patate, cipolle? No, quei frutti particolari...
Ha deciso di importare il tango! Olè!
[tango]
Gioia mia, calmati.
- Non fare così. - È uno schifo.
È tutto uno schifo.
Questa non è una città normale, lo capisci?
Niente funziona come dovrebbe.
Noi dobbiamo andarcene lontano, dobbiamo farlo per i nostri figli.
- Lontano! - Aspetta, Pia.
Pia!
Avanti, andate a letto.
[Salvatore] Di fronte alla minaccia di lasciare la Sicilia mio padre capì
che per risolvere la situazione doveva fare tacere la sua coscienza.
È andata fuori di testa, non so più cosa fare.
Lo dici a me? Ha lasciato Patrizia dalla sarta!
- Sono andata a recuperarla di notte. - Quando?
Lascia perdere.
Massimo...
Avevi ragione tu.
- Dobbiamo trovare un'altra strada. - Abbiamo già perso tempo.
Lo so.
- Ti ho detto che avevi ragione. - So di avere ragione.
- Queste sono le carte? - Sì.
Va bene, ora le studio e cerchiamo di raddrizzare la situazione.
Ciao. Patrizia, ci vediamo più tardi.
Ciao.
- Che vuoi fare adesso? - Che voglio fare?
Magari vado in un paesino del nord, ci sarà un posto anche per me.
No, stiamo qui. Sai che non voglio andare al nord.
Sono seria!
- Veramente anche io. - Io mi sento svuotata.
Devi resistere, Pia. Non puoi dargliela vinta anche tu.
Come si fa in questa città che è tutta scombinata
e niente va dritto come dovrebbe?
Guarda questa ringhiera. Metà è dipinta, metà no.
Che ci voleva a finirla? Questa città è tutta a metà!
Anche tu ti senti un po' così, no?
Senti, Pia. Da anni io vedo partire amici e gente a cui voglio bene
perché qui non c'è un posto per loro.
I fetusi restano e quelli più intelligenti, bravi e onesti
vanno via.
Però una persona bella come te non può andarsene.
Come la sostituisci?
Non c'è un'altra Pia.
- Stai con me. - Non lo so.
No, non si può.
- Pia, mi sono innamorato di te. - Hai fatto male!
- Io sono sposata, ho due figli! - Mi rifiuti solo per questo?
- Solo? - Pia, i tuoi sentimenti?
I tuoi sentimenti.
Adesso che facciamo?
- Ascoltiamo. - Cosa?
Il silenzio.
Marco, in questi giorni sei stato fantastico.
- Sto bene. - Meriti tutto, Angela.
Sai, alcune volte dimentico tutto.
- Però sono solo pochi momenti perché... - Perché?
Non riesco a togliermi Alfonso dalla testa.
- Lo so, sono una cretina. Ma mi manca. - Angela.
Posso dirti quello che penso?
È solo un bene che sia uscito dalla tua vita.
Cosa dici?
Ti rendi conto cosa hai rischiato a stare con quel mafioso?
Prima di tutto lui non era mafioso, lo era il padre.
- Lui era un bravo ragazzo. - Non esci da certe cose.
Devi ringraziare il cielo di esserti salvata e che non ti hanno sparato.
Che delusione che sei!
Fai il sensibile e sputi sentenze su qualcuno che neanche conosci.
No, ma non ti capisco. Passi dall'oggi al domani.
Prima quello stronzo con la moto che gioca a fare il rivoluzionario.
Poi un figlio di papà mafioso! Due che stanno agli antipodi.
- Non può essere amore. - Tu cosa sai dell'amore?
Portami a terra.
Allora? Che dice?
Dice che il capo del Governo dell'epoca, un Andreotti del 1600
lavava i piedi ai poveri, agli storpi e agli scafazzati.
Andreotti che lava i piedi? Le minchiate di Salvatore.
- Ignorante! Lo dice il Cacioppo. - Ci sono anche i cannoli!
Lasciane uno anche per noi.
Questo Cacioppo mi sembra una minchiata!
- Almeno c'è qualcuno intelligente. - Avete sentito il frate?
La Pasqua è schiticchiate, capretto, la cassata!
Giusto.
Potremmo scrivere la ricetta della cassata.
Sei pazzo? Gesù muore e tu racconti della cassata?
- Certo! Dopo lui risorge. - Che c'entra la cassata?
Mia madre dice che la cassata fa risorgere anche i morti.
- Magari l'ha mangiata! - È una fesseria.
Anche quello che ha detto fra Giacinto!
Invece con Andreotti che toglie i calli devono darci il Nobel!
Basta! La sfida non è tra noi, ma con gli altri gruppi della classe.
- Dillo a lui che spara minchiate! - Come?
Se sei così intelligente, fai la ricerca da solo. Io me ne vado.
Smettete! Siamo qui per la ricerca e non abbiamo scritto una riga.
Chiedigli scusa e riportalo qui.
[Salvatore] La tregua tra me e Fofò era saltata e la prima vittima fu la ricerca.
- Lorenzo. - Eh.
- Ho studiato la situazione. - Quindi? Ci sono speranze?
- Dipende da te. - Da me?
Noi abbiamo una sola pallottola da sparare
ma dobbiamo spararla bene!
Dobbiamo capire chi è il più debole in graduatoria e...
...lo facciamo saltare!
Dietro questa graduatoria ci sono nomi di peso.
Sono raccomandazioni importanti.
Per esempio, Francesco Lo Coco. È uno...
È legato all'assessore regionale all'Istruzione.
Democristiano di ferro. Non possiamo attaccarlo.
È il primo.
Tiziana Tagliabue. È la cugina del segretario regionale
dell'ARS, Assemblea Regionale Siciliana.
- Non possiamo attaccarla. - Questa è la seconda.
Poi c'è questo Maurizio Manfrè.
È tutta una cosa con i cugini Salvo.
Non possiamo attaccarlo. Praticamente...
Aspetta. Poi c'è Sara Zambuto, è portata da un consigliere comunista.
Chi vuole spaventare questa? Noi ci infiliamo e la fottiamo!
- Come facciamo? - Te l'ho detto, questo dipende da te.
Tu devi essere disponibile ad accettare un...
...uno sponsor potente.
Uno che sta dentro la cosa. Ed è fatta!
Io, per non sapere né leggere né scrivere, una telefonata l'ho fatta.
Ci aspetta domani.
- Ma dovevamo trovarlo insieme! - Dai.
Chi è?
- Possiamo fidarci? - Troppe domande. Tu devi soltanto venire.
Non pensare a niente e non farmi fare brutta figura. Va bene?
- Pia, che succede? - Sto pulendo. Non posso?
- Ci sono buone notizie. - Non m'importa, tanto non cambia niente.
Pia.
Ti giuro che ti faccio avere il posto. Fidati di me.
E come?
Tu fidati.
- Che fate ancora qua? - Non entriamo.
Non abbiamo la ricerca.
Quella ci mette la nota e poi mia madre mi insegue con lo spazzolone.
Invece adesso entrate.
Poi le legnate di mia madre le prendi tu?
- Guardate qua. - Min...
La ricerca!
Adesso entrate oppure no?
"La città ama molto la ricorrenza della Pasqua anche per la cassata
che non può mancare a tavola perché non è Pasqua senza cassata.
Ma un tempo non era Pasqua senza che i governanti dimostrassero
con alcuni gesti di carità il loro amore per il popolo."
Brava, Alice. Bravi, ragazzi.
Vai al tuo posto a goderti gli applausi con i tuoi compagni.
- Sei stata grande, Alice. - Scusaci.
Se era per questi due, finiva male.
- Invece tu hai scritto le tue memorie? - Cominciate di nuovo?
Insieme possiamo essere più forti.
[Salvatore] Sapete cosa voleva dirci Alice? Che eravamo dei minchioni.
Aspetta.
Allora...
- Questo qua chi è? - È un pezzo grosso della Regione.
Ci ho parlato, è tutto a posto. Mi ha detto che...
- Insomma, mi sembrava ben disposto. - Bene.
Tranquillo, non facciamo niente di illegale.
- Quel posto spettava a Pia? - Sì.
Noi ci stiamo riprendendo quello che le hanno tolto.
Però potevi cambiarti la cravatta.
Aspetta... Quindi non avete parlato di altro?
No. Anzi! Questa storia di Pia gli ha aperto il cuore.
Mi è sembrato molto generoso. Io non gli ho detto niente.
Ma no! Mio cognato all'Anagrafe è il numero uno!
Lui ammazzerebbe anche un cristiano per fare l'escalation. Sì.
No, sono sciocchezze.
No, le do la mia parola.
Lui è a vostra completa disposizione. Generosissimo!
Vabbé, Lore'!
Se capita, noi ascoltiamo.
- Dipende da cosa dobbiamo sentire. - Lore'', tu lavori all'Anagrafe?
Sì.
Può capitare che serva qualcosa, no? Un documento...
Sì, ma lui cosa si aspetta da me? Tu cosa gli hai promesso?
Ma sei caduto dal cielo? Tu sai come funziona.
- Ti fai trovare disponibile. - Sì, ma non su tutto.
La disponibilità non è una colpa. Hai capito?
Se mi serve un certificato, tu me lo fai?
Ma tu sei mio cognato.
- Ti faccio un favore. - Appunto.
Semmai tu pensa che lui è tuo cognato.
Se vuoi imparare a vivere, devi difenderti. Sai come si dice, no?
- Come si dice? - "Per un cornuto, un cornuto e mezzo".
Massimo, lasciamo stare. Io ci ho ripensato.
Oh! Sei impazzito?
- Quello ci sta aspettando. - Questa cosa non fa per me.
Ma che minchia di figura mi fai fare?
È meglio così. Perché poi se mi chiede un favore, non glielo faccio.
Minchia, con tutte queste fobie! Hai paura anche di uscire di casa!
- Lasciamo stare, io vado via. - Sì, vai!
Bravo! Lui fa l'eroe! Oh!
Lore'!
Ma a Pia non pensi? Per te non vale niente tua moglie?
Lore'! Ma poi magari non ti chiedeva niente.
No.
M'hai scassato la minchia! Tu hai il carrubo in testa!
- Prego. - Buongiorno.
[Salvatore] Mio padre non era riuscito a fare tacere la propria coscienza.
Ma invece di sentirsi sollevato e libero dai cattivi pensieri
iniziò a stare peggio. Non sapeva come affrontare mia madre.
Rimase fuori tutta la mattina
per cercare il coraggio e le parole giuste per tornare da lei.
Lorenzo.
Mi dispiace, non ce l'ho fatta. Ho provato, ma non ci sono riuscito.
Per il posto... Volevo aiutarti. Ma poi ho sentito che non potevo.
Non potevo!
Quando sei agitato, non capisco niente. Vuoi spiegarmi?
Ho chiesto aiuto a Massimo. Oggi dovevamo incontrare una persona
che doveva sistemare tutto e farti avere finalmente la cattedra.
Pia, ti giuro che io ero pronto a fare qualsiasi cosa
perché non voglio vederti soffrire.
E poi?
E poi...
Poi non ci sono andato. C'è andato solo Massimo.
Quindi se le cose andranno come devono andare
- io devo ringraziare Massimo. - Cosa dici?
Me l'avevi promesso.
- Me l'avevi promesso! - Pia, ascoltami!
Non dobbiamo fare come gli altri! Scorciatoie, raccomandazioni
sotterfugi, scambi di favori! Quello è lo schifo!
Non devi diventare come chi ti ha fottuto!
[squilli di telefono]
Pronto?
Massimo...
Senti, stasera non credo di riuscire a venire a cena.
Che succede?
Ho avuto un contrattempo. Sono in questura.
- Cosa? - In questura.
- Ma che succede? - Tranquilla, sono accertamenti.
- Massimo. - Se ti chiedono di me...
...di' che devo stare via per un po'.
[Salvatore] In realtà zio Massimo rischiava di restare via per molto tempo
perché l'uomo con cui aveva appuntamento
si chiamava Calogero Puleo, un alto dirigente della Regione
punto di riferimento di Cosa Nostra per questo tipo di pratiche.
La polizia seguiva da tempo le sue mosse.
E così anche mio zio era finito nella rete degli inquirenti.
Signori, non ho fatto niente. È reato parlare con gli amici?
Vedrai che ora ti mandano in un posto dove trovi tanti amici.
Ma non ho fatto niente! Oh! Lasciami, mi fai male!
- Allora? Ha finito? - Minchia, neanche ho cominciato!
Senti, un'ultima cosa. A Patrizia diglielo tu.
Dille che dobbiamo rinviare il matrimonio.
Massimo, ma...
Di poco. Se no si allarma.
Va bene, ora devo salutarti perché hanno bisogno di me.
Ciao, Pia. Ciao.
Un'ultima boccata d'aria?
Pia, che succede?
- L'hanno arrestato. - Ma chi?
Massimo. Oggi.
All'appuntamento dove dovevi andare anche tu.
[Salvatore] La cosa più difficile fu dare la notizia a zia Patrizia.
[Patrizia urla e piange]
(piangendo) Pia.
[Salvatore] Proprio quel pomeriggio aveva ritirato l'abito da sposa.
Ma con mio zio in carcere svaniva il sogno del matrimonio.
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