All language subtitles for La.mafia.uccide.solo.d_estate.S01E02.1080p.WEB-DL.ViruseProject.srt - ita(4)

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Original subtitles

[spari]

[Salvatore]Il mattino ha l’oro in bocca.

Per qualcuno di più.

["Solo tu" in sottofondo]

Per qualcuno di meno.

Mamma... hai aggiustato la radio?

Ma no, è il signor Pipitone, qua accanto,

è contento perché ieri ha fatto ambo.

Ah...

[Salvatore] Per qualcun altro ancora, tipo a casa mia, per niente.

Alle solite siamo.

Angela!

Angela, apri la porta!

[Angela] Un minuto!

Sì che l’ho letto il libro.

[Rosario] E che effetto ti ha fatto?

E dai Ros... mi metti in imbarazzo.

Angela, l’imbarazzo è una convenzione borghese.

Non ti senti più libera, più disinibita?

Insomma.

Quelli sono proprio un po'... porci.

Eh.. però con le ali.

[Rosario ride]

Ancora lì è... ti sbrighi Angela, che è tardi!

Scusa devo andare.

- Papà, che vuoi? - Ma come che voglio?

Mi devo sistemare la barba che devo andare a lavoro.

E tutte le mattine te la devi sistemare?

E tu tutte le mattine devi parlare al telefono?

- Stavo parlando con Danila. - Con Danila!

La vedi fra due minuti a scuola!

Ma poi che bisogno hai di parlarci da dentro il bagno?

E dove sennò? Che c'ho sempre quello nella stanza?

Fammi capire, che cosa devi dire a Danila

di così segreto che tuo fratello non ti può sentire?

Cose mie. E poi che mi fai l’interrogatorio?

Scusami sai.

Ma guarda che se hai un ragazzo con cui ti vedi ogni tanto,

io non è che mi arrabbio, è normale!

Però se un papà queste cose le sa,

sta pure più tranquillo.

Perché per te una ci deve avere il fidanzato per forza, vero?

E tu esci che mi devo cambiare.

[Salvatore] Papà?

Eh?

Ma a te piacciono i capezzoli di mamma?

Salvuccio!

Ma dove le hai sentite queste cose?

Mi dici che cosa stai leggendo?

E dove l’ha trovato? E dove l’avrà trovato?

Fra i libri di Angela.

- E fino a che punto è arrivato? - Fino ai capezzoli, sicuro.

Ma qui è tutto un parlare di... quella roba lì.

Pia ho capito che è tutta una cosa...

- Anche di peggio. - Ecco fatto.

Adesso abbiamo una figlia degenerata,

e un figlio traumatizzato.

Lorenzo, queste cose non le devi dire nemmeno per sbaglio.

E poi... è normale.

- Ma normale cosa? - È normale!

Angela sta crescendo, sta diventando una donna

- e quindi è normale... - Quale donna, Pia?

- Ha 16 anni! - Lorenzo, per favore!

Avere 16 oggi, è come averne 30 ai tempi nostri.

Ah sì e questo che vuol dire?

Che questa se ne può andare in giro, che si va ad inguaiare con qualcuno?

Ma la smetti?

Adesso ci parlo io e tutto si risolve, che tra donne ci si capisce.

- Piuttosto qui il problema è un altro. - Qual è?

Qual è?

Che i ragazzi stanno crescendo, le esigenze cambiano.

E ci sarebbe bisogno di un’altra stanza.

Ho capito Pia.

Ma dove lo metto Salvuccio a dormire... in cucina?

[Salvatore] In quella casa io c’ero nato, e ci avevamo sempre vissuto.

Poi all’improvviso ci andò stretta.

Come ad altri andava stretta Palermo;

e infatti la città era cresciuta.

Dove c’erano gli aranceti e le ville liberty,

avevano piantato palazzi di tutti i tipi

e la conca d’oro era stata trasformata nella conca di cemento.

A occuparsi di fare Palermo più bella,

come si diceva in quegli anni,

era stato un omino piccolo che, partito da Corleone,

era diventato in pochi anni il padrone della città.

[applausi] [folla] Evviva Don Vito Ciancimino!

[Salvatore] Vito Ciancimino, democristiano,

ex assessore ai lavori pubblici e sindaco, per pochissimi mesi,

era ancora l’uomo più potente di Palermo.

Tanto che persino Totò Riina, il feroce capo dei corleonesi,

se voleva fare affari a Palermo, gli doveva portare rispetto.

Vito, t’ho portato questo dono come segno di "gratudine"...

... "gratetudine"...

...gratitudine!

Prego, si accomodi.

Conosco la strada.

Vito, ti ho portato questo dono come segno di...

Dimmi.

Di gratitudine.

Che c'è, non ti piace?

- E che è orfanello, Totò? - Ma è tutto d’oro!

E che me lo volevi portare di cioccolato?

Sempre in coppia si portano Totò, che si fanno compagnia.

È che tu sei rimasto troppo di Corleone.

Scrollati Totò, scrollati.

Bravo, così, bravo.

Bravo, così, bravo.

Basta Totò, basta.

Ma oggi non ci doveva essere la giunta?

Qua la cerchi?

[Salvatore] E anche se non aveva più cariche ufficiali,

le riunioni che contavano,

non si facevano in comune, ma a casa sua.

Per qualsiasi opera, bisognava passare per lui.

E chi cercava una casa nuova,

finiva fatalmente per incrociare i suoi interessi.

E allora ingegnere, ci illustri questo progetto della ditta Vassallo.

Allora... qui dove c’è questa villa neo rinascimentale,

costruiremo tre condomini di 13 piani.

E così anche la nostra nuova casa era una cosa sua.

Facciamo investimenti, Giammaresi.

- Giammarresi... sempre con due erre. - Sì.

Sto cercando un affitto decente per la mia famiglia.

Le case si comprano, non si affittano.

Così poi i soldi ti ritornano indietro.

Bisogna averceli i soldi per comprarsi la casa.

E vabbè, ma si comprano le case che ancora non ci sono.

- E come? - Le case in costruzione, Giammaresi!

Una casa che ancora non è finita... la paga meno.

- Sì, infatti. - Eh.

Sì lo so, è che lei mi conosce.

Lo sa che io prima di fare certi passi...

Bisogna farli, Lorenzo.

Ho saputo di un cantiere nuovo, una bella occasione.

Bella.

Mentre qua in mezzo sorgerà un’ampia area verde

che farà da polmone ecologico al "Villaggio sole e natura".

Ingegnere, lei è una gran minchia ripiena.

Ma che cosa è tutto questo spazio?

I palazzi devono stare uno accanto all’altro, appiccicati.

Mi dia qua... così.

Ne facciamo uno bello grosso qua in mezzo,

lo vede e invece di tre diventano quattro.

Ingegnere noi costruiamo case,

- mica aiuole per i cani. - [ridono]

Polmone ecologico...

Mi scusi, ma la natura?

C'è pure nel nome: "Villaggio sole e natura".

[ridono]

"Villaggio sole e natura".

Niente polmoni ingegnere.

E si ricordi che l’ultimo piano è mio, come sempre.

Testa di cazzo!

Sì, papà?

Che è Massimo? Ti sei montato la testa?

Non è che sei l’unica testa di cazzo.

Qua l’ingegnere ti vuole fare concorrenza, lo vedi?

[Salvatore] Il figlio Massimo era il bersaglio preferito

delle angherie di Don Vito.

[sussurrando] Ma quindi cambiate casa?

Sì!

Hanno capito che ho bisogno della mia intimità.

E come l’hanno capito?

Eh, come...

Ora mi dici come si chiama!

Quante volte te lo devo dire che non ce l’ho il fidanzato?

E allora chi te l’ha regalata questa vergogna di libro

che è finito in mano a tuo fratello?

E non mangiare biscotti che ti sto parlando!

E’ lui che me l’ha preso, non gliel’ho dato io.

E comunque l’ho comprato da sola.

L’hanno letto tutti, volevo leggerlo anch’io.

Tutti chi?

Io, per esempio, non l’ho letto.

E fai male, farebbe bene anche a te.

Guarda, me le tiri proprio dalle mani.

E va bene, si tratta della tua vita.

Sono fatti tuoi, io lo capisco.

E’ il tuo fidanzato e io lo rispetto.

Io vorrei solo che tu capissi che...

...se avessi voglia di parlarne,

qualora tu decidessi di fare...

Vabbé dai, ne abbiamo parlato tante volte no?

Sì mamma, 100 volte.

Un altro po' e potevo scriverlo io quel libro.

Hai ragione.

La mamma si fida di te.

È che la prima volta è importante.

Chi ti dice che è la prima volta?

Scherzo, mamma! Tranquilla.

Sono scherzi cretini.

- Posso andare a scuola adesso? - Sì.

Ciao.

[sussurrando] Me la sono guadagnata la stanza!

Giammarresi.

Di che cosa state parlando di così divertente?

Bene, Giammarresi vada a sedersi accanto a Giraudo.

Magari la sua presenza le trasmetterà

un po' di sabauda compostezza.

Tu Darò? Che vogliamo fare?

Aspettiamo che la Giammarresi le si sieda in braccio?

Che ridete?

[sussurrando] Hai già finito la versione?

Fino a qui sì, non era difficile.

Certo che sei stranetto tu, eh?

Ma ti piace qualcos’altro oltre che studiare?

- Sì. - E cosa?

[Salvatore] Costui, è ora di presentarlo, Giraudo Marco, detto Torino,

un caso umano, da sempre innamorato di mia sorella.

- La vela. - La vela?

- Sì, la barca a vela. - Ah...

[Salvatore] Sbagliò quella risposta

e sbagliò tutto quello che fece e disse nei sei mesi successivi,

nel disperato tentativo di conquistarla

e quando dico tutto, intendo proprio tutto.

Ma per un libro cambiate casa?

Ma guarda che parlava di "minne",

ed erano disegnate pure in copertina.

Ma erano grosse?

- Mi pare di sì. - Le voglio vedere pure io!

- Buongiorno bambini. - [tutti] Buongiorno, maestra.

Scusate la maestra ritardataria.

Facciamo subito l'appello.

- Abate. - Presente.

- Abete. - Presente.

- Barba. - Presente.

Cassina.

- Cassina? - Assente, sig. ra maestra.

- Ma dov’è Fofò? - Che ne so io.

- Lo sapevo. - Ma che hai?

E bravo il nostro Fofò, che si assenta proprio oggi

che doveva riconsegnare la ricerca.

- Sig. ra maestra. - Dimmi, Salvatore.

Io lo so perché Fofò non è a scuola.

Ah, e perché?

- Fofò... [sparo]

- È morto? - [alunna] Morto?

Salvatore che cosa stai dicendo?

[Salvatore] Ovviamente Fofò non era morto,

ed io avevo fatto una figura da minchione,

e mi sentivo un grandissimo minchione

per aver perso Alice per quella storia assurda

che a Palermo si muore per le femmine.

Salvatore, sei proprio un cretino.

Bambini, andate in classe. Arrivo subito.

Abbiamo telefonato in ufficio a suo marito,

perché a casa non rispondeva nessuno.

Ci dispiace di avervi fatto preoccupare.

Ma si figuri, avete fatto bene.

Solo abbiamo avuto un problema con l’automobile

e non sapevamo come avvisarvi.

La situazione è incresciosa

e non abbiamo capito perché il bambino si è comportato così.

Ma come ti è venuto in mente a te?

- Non è colpa mia. - Ah no, e di chi?

[musica in sottofondo]

[brusio]

[poliziotto] Ehi piccolo, dove vai?

Mi scusi, sto cercando il sig. Boris Giuliano.

Il vice questore? E tu chi sei?

E’ Salvatore, il mio amico, lo conosco.

Ciao Salvatore.

Mica tanto amico... mi ha detto una bugia.

Non è vero che si muore per le femmine. Si sta solo male.

Sì, infatti è così.

Uno sta così male, che si sente di morire.

- Anche se poi non succede. - Ma questo dolore dura per sempre?

Poi passa, no?

Passare passa, se uno si arrende.

- Sei uno che si arrende? - Io?

- Io no! - Bravo.

Così si fa, non ti arrendere. Ciao Salvatore, devo andare.

Ciao Salvatore, mi raccomando.

[Salvatore] Come se arrendersi in amore fosse un fatto di volontà,

l’unica cosa certa era che dovevo continuare a star male.

Cucina, salotto, balconi doppia esposizione,

camera matrimoniale e doppi servizi.

Aspetta Salvuccio, chiudi qua.

E non vi ho detto la cosa più importante:

sul tetto ci sono quattro cassoni.

- E quindi? - Come quindi?

Avremo l’acqua tutti i giorni.

Non c’è neanche bisogno che aspettiamo all’acquedotto,

tanto abbiamo la scorta.

In amianto, che è un materiale praticamente indistruttibile.

Così Pia, ti puoi fare il bagno tutte le volte che vuoi.

- Il bagno? - Sì amore mio, il bagno!

Mentre io nell’altro bagnetto piccolo mi faccio la barba.

Tranquillo... eh?

Certo, non potrai più salutare il sig. Presti Filippo

sulle scale con la bacinella, però pazienza.

Se ti manca al limite gli fai una bella telefonata.

E poi ci sono due camerette:

una per Angela,

così può raccontare tutti i segreti che vuole a Danila,

e una tutta per te.

Ci puoi portare pure gli amici, puoi fare quello che vuoi

senza chiedere il permesso a quella lì.

Che dici, Salvuccio?

Guarda pure qua che c’è.

Tutto intorno... tutto verde.

Parco giochi... ma lo sai quanti giochi puoi fare là?

[musica in sottofondo]

[Salvatore] Pure nelle immaginazioni dovevo stare male.

[Pia] Oh... sveglia!

Si è incantato.

Certo, costa eh?

Però sono stato in banca.

Se ci fanno il mutuo, ce la facciamo.

Dovremmo un poco patire con le rate...

E perché patire scusa?

Tu hai il tuo lavoro, io tra un pochino divento insegnante di ruolo.

Con due stipendi statali ce la facciamo.

Sì, ce la facciamo amore mio!

Il caffè è pronto.

- Io vado. - Esci?

- Esco. - Con Danila?

Sì, con Danila.

Ecco brava, allora portati pure tuo fratello

- che tanto a Danila sta simpatico. - Mh.

Vabbé, quando sono pronta ti chiamo.

Amore, mettiti seduto che ti verso il caffè.

Ah, vedi? Come un signore, Salvuccio.

Amore comunque tranquilla, perché nella casa nuova

il caffè esce direttamente dai rubinetti.

Ecco bravo.

Allora andiamocelo a prendere in salotto,

così i signori li cominciamo a fare da subito.

Molto volentieri.

Perché non posso venire?

Perché Rosario dice che non sono film per bambini.

Sì, ma mica i bambini sono tutti uguali.

- È uguale, Salvatore. - E perché?

Dai, ora non iniziare con le solite domande.

Senti facciamo così:

qui ci sono 500 lire.

Tu le prendi e ti vai a comprare un bel cannolo,

e mi aspetti davanti alla pasticceria. Che dici?

Un cannolo finisce subito e se mi annoio?

Vabbé, qui ci sono altre 500 lire

così ti viene pure un bello sfincione. Affare fatto?

[Rosario] Angela?

Arrivo!

Dai, il tempo di vedere un film.

Oh!

Spicciati, sta iniziando.

- E va bene. - Ci vediamo qui alle sei e mezza.

Ciao.

Senti, ce l’hai 1.000 lire sfuse, che io ce l’ho interi.

- Così non li cambio, eh? - Sì.

Che faccio, li avvolgo?

Sì, mangio qua fuori.

Sei e cinquanta.

[Salvatore] Uno sfincione dura poco

e non è che se ci metti anche un cannolo,

il tutto dura molto di più ed era sicuro a quel punto

che mi sarei annoiato moltissimo.

Così mi accontentai dello sfincione

e con il resto dei soldi presi l’autobus

per andare a vedere questo fantomatico "Villaggio sole e natura".

Perché sembrava molto più bello di tutti i palazzi nuovi

che avevo visto spuntare a Palermo

e mi sembrava strano che proprio noi, i Giammarresi,

saremmo andati ad abitare in un posto così.

E quando arrivai, scoprii che era ancora più bello

di come lo avevano disegnato,

che non c’entrava niente con i palazzi nuovi.

Era una villa Liberty, a Palermo ce n’erano molte,

poi pian piano sono iniziate misteriosamente a sparire.

Alice.

- È aperto. - E tu chiudi.

E ci mettiamo i sigilli.

- L’ordinanza ce l’hai? - Ne ho una.

- La mettiamo qua o al cancello? - Mettila qua.

[musica in sottofondo]

- Andiamo. - Ce ne possiamo andare.

Aiuto!

Aiuto!

Aiuto, apritemi!

Sono rimasto chiuso dentro!

E questo cantiere... è bello che bloccato!

Andiamo.

[Salvatore]Aiuto, apritemi!

Apritemi, sono rimasto chiuso dentro!

[campanello]

Io non lo so tu che cos’hai in testa!

Ti lascio dietro tuo fratello e tu lo lasci da solo?

Se tu mi permettessi di stare da sola con le mie amiche,

se mi lasciassi per una volta libera.

Sì Angela, da sola con le tue amiche.

Ma tu per chi mi hai preso a me? Poi vedi che libertà!

Abbandonare così un bambino. Tu la senti tua figlia?

Shhh... sono al telefono con i carabinieri.

E quindi niente? Vi devo richiamare?

Va bene, grazie.

- L'avete trovato? - Macchè.

I carabinieri dicono che devono passare almeno 24 ore,

che di bambini a Palermo ne spariscono pure troppi

e che se si mettessero a cercarli tutti...

Quando si tratta di inquietare un cristiano onesto

sono sempre pronti,

quando invece devono trovare un bambino

se ne fottono, bravi!

- Ce l’hanno rubato. - No Pia, aspetta.

- Ce l’hanno rubato. - Pia piano, piano... quale rubato?

I figli li rubano a quelli con i soldi.

Qua mi pare che questo problema non ce l’abbiamo.

Non ti preoccupare, te lo trovo io.

Fammi chiamare qualche amico mio.

Aspetta un attimo Massimo, quale amico?

Lorenzo per favore, lo vogliamo ritrovare Salvatore?

Sì?

E tu fila in camera tua che non ti voglio vedere.

Pronto? Ciao sono Massimo.

Come andiamo? Tutto bene.

Senti, avrei bisogno di un favore... lo zio c'è?

Devo parlare direttamente con te?

No, è un ragazzino che si è perso.

È andato al cinema con sua sorella e si è perso.

Pia, l’opuscolo l’hai preso tu?

Che opuscolo?

Quello della casa, quello del palazzo in costruzione.

Lorenzo per favore, Salvatore si è perso

- e tu stai pensando all’opuscolo? - Ero sicuro di averlo lasciato lì!

- Non è che l’hai buttato tu? - No, io non butto via niente.

[Massimo] Un bambino di 10 anni, bello, moro...

Sì... no, non è grasso, è magrolino.

Ma certo che è sveglio, è mio nipote!

Come poteva uscire? Eh...

- Mannaggia... ma dov’è? - [Salvatore]Aiuto!

Lo vedi che è qua? Salvo!

- Salvo! - Sono chiuso dentro!

Ma che... mannaggia a te!

Aspettami che arrivo.

[sottovoce] Come è entrato questo?

- Aiuto! - Eh, aiuto!

A me devono aiutare, ora mi sente...

- Salvo, mi dici che ci fai lì? - Papà sono rimasto dentro.

E lo vedo che sei rimasto dentro, ma come hai fatto?

Mi hanno chiuso, l'unica finestra aperta è questa.

Tutte le altre sono bloccate.

- Ma ora tu mi dici come facciamo? - Non lo so.

Aspettami un attimo.

Vediamo se non mi devo rompere l’osso del collo.

- La stai tenendo? - Sì.

Mannaggia...

Ecco qua, avanti.

- Andiamo dai, ti do una mano io. - Io ho paura di scendere!

Salvo, che dobbiamo fare?

Dobbiamo tornare a casa, dai.

Hai visto che bella questa villa?

Sì è bella, certo.

Perché non ci veniamo a vivere noi qua?

Invece di andare in una casa nuova...

Perché questa è una casa per signori.

Allora perché non ci stanno loro?

Perché a Palermo signori veri non ce ne sono più.

Lo vuoi capire? Che dobbiamo fare, avanti!

- Io ho paura. - Ancora!

Ti aiuto io, vieni.

C’è tua madre preoccupatissima, cè tuo zio.

Angela! Tutti che aspettano a te.

Piano, piano dai.

Di schiena eh? Mi raccomando.

Piano.

Aspetta un minuto.

Tutto bene papà?

Sì... tutto bene.

Andiamo, dai.

- Che c’è scritto nel cartello? - Niente.

Avanti.

Amore della mamma!

[Salvatore] Tornato a casa, mia madre era così felice

che si mise a piangere

e lì per lì non capii come tanta felicità

potesse accompagnarsi a quello che fece subito dopo.

- Ahia! - No!

Sei in punizione! Vai.

[Salvatore] Ma mi dissi che forse, con le donne,

era così che funzionava.

- Ahia! - Dove sei finito, eh?

Vieni qua.

Salvo.

Vieni qua.

Non ti preoccupare, che all’età tua pure io

me ne sparivo sempre.

Una volta sono andato con una fino a S. Vito Locapo.

Aveva 10 anni più di me.

E ci hanno trovato i carabinieri tre giorni dopo, indimenticabili.

- Quella ancora si sta leccando i baffi. - Ma che gli vai a dire al bambino?

- Niente, cose da uomini. - Sì.

Va a finire che diventa farfallone come te.

Sì, farfallone... una volta.

- Ora ho la fidanzata. - Davvero?

Mi sono fidanzato, lo sai?

Un cioccolatino.

Facciamo un brindisi a Salvuccio, anche se è in punizione.

Ma che fai? Il vino al bambino?

E vabbè che è? Una lacrima!

Vai.

Salute!

Comunque se non lo trovavi tu, tempo 10 minuti

- e lo trovavano gli amici miei. - Come no?

Lorè... me lo fai un sorriso?

Non lo so, un accenno!

Io non capisco che... scusami, hai trovato Salvo.

Stai facendo il grande salto, no?

Finalmente ve ne uscite da 'sta stamberga,

- dovresti essere nel pieno dell’ "enforia"! - Euforia.

Però ha ragione Massimo, ma che è 'sta faccia?

- No, è che... - No cosa?

Scusami l’ho visto il progetto, mi sembra una cosa seria.

E infatti... c’è di mezzo anche Vassallo, no?

Ma non è in carcere Vassallo?

[ridendo] In carcere.

Ma scusa se va in carcere lui, chi le fa le case a Palermo?

In carcere...

È che... quando sono andato a prendere Salvuccio,

io lì ho trovato un cartello.

- Che cartello? - La soprintendenza...

...ha messo un vincolo, giustamente.

E non vorrei che ora il cantiere venga bloccato.

- Bloccato? - Sì, bloccato.

Metti caso che la banca ci da questi soldi,

magari devono passare mesi, addirittura anni

prima che il tribunale da parere positivo per lo sblocco.

Questo se crediamo nel mondo delle favole, dove vivi tu.

Scusami, ma tu vuoi che una ditta seria

non ha dietro un avvocato con i coglioni

che gli risolve il problema in quattro e quattr'otto?

Una settimana... tic... e partono i lavori.

Te lo dico io.

Propongo un brindisi.

Agli uomini con i coglioni che risolvono i problemi!

Hanno messo un vincolo a me?

A me?

Sti gran pezzi di fango!

Don Vito, non faccia così.

La risolviamo questa cosa.

Parola di Ciccio Vassallo.

E allora la dobbiamo risolvere subito Vassallo.

Subito.

Porca di quella grandissima puttana!

Certo... è un po' un peccato.

Era bella la villa...

Era bella... era...

Cioè, volevo dire...

Ma chi se ne importa poi...

[esplosione]

- Ma che è stato? - No, niente.

Sbatti la cassetta dai, prendi le altre.

- Ma che è successo? - Non è successo niente.

Perché hai sentito qualcosa?

Io non ho sentito niente.

- Hai sentito? - Non ho sentito niente.

[Salvatore] Ecco come sparivano le ville Liberty a Palermo.

Ora si sa, ma all’epoca, io almeno,

ero all'oscuro di tutto.

[E per rimediare a una figura da minchione,

me ne apparecchiai una peggiore.

...e c'erano le scimmie?

Compà, a me la verità la puoi dire.

Quasi, quasi, lo preferivi morto.

No, morto no. Vivo, ma senza Alice.

E invece sta là.

A me pare piazzato sia per pranzo che per cena.

E ora vedi.

- Salvatore... lo sai dove mi porta Fofò? - No.

- A vedere il circo. - Il circo?

- Sì. - Ma è una cosa tristissima.

- Perché? - Ci sono i leoni in gabbia poverini,

- invece di stare nella savana. - Ma se stanno nella savana,

come facciamo a vederli?

Se vuoi ti porto io a vedere una cosa incredibile.

- E che cosa? - Stavano parlando loro due.

Lo so che stavano parlando loro due.

Un disegno... eh... un quadro.

- Un quadro o un disegno? - Un quadro!

- Dove ci sei tu con tua sorella. - Ma io non ho sorelle!

- Una uguale a te. - A me?

Sì, questo quadro è dentro una villa come quella delle favole.

- La conosco solo io. - Ma tu hai bevuto?

- Non è che è una delle tue solite bugie? - No.

Se vieni te la faccio vedere.

[musica in sottofondo]

[Fofò] Allora?

Vi giuro che c’era, era qua.

Sei incorreggibile Salvatore.

Ci hai detto un’altra delle tue bugie.

Ma no, vi dico che qui c’era una villa bellissima, antica.

Addirittura sono rimasto chiuso dentro

- e mio papà mi è venuto a salvare. - Sì, tuo papà.

Vieni Alice.

- Sai come si dice in questi casi? - No.

[Fofò] Che è vittima delle sue fantasie.

[Salvatore] Insieme alla villa, erano saltate in aria

le mie ultime speranze di conquistare Alice.

E allora sì che mi volevo arrendere.

E l'avrei fatto, se non fosse intervenuto

il più grande femminaro di Palermo, mio zio Massimo,

che proprio quella sera era a cena da noi

per presentarci la sua ultima conquista.

Quando sono arrivato la villa non c’era più.

- Smettila. - Hai gli occhi verdissimi.

[Pia] Sono azzurri.

Azzurrissimi. Sei bello come tuo zio.

Ma secondo me Angela è ancora più bella.

Tu da grande l’attrice puoi fare con quella faccia.

- Lei ha preso più da suo padre. - È vero.

Infatti avete tutti e due gli occhi che vi brillano.

- Ma ce l’hai il ragazzo? - No.

Ma certo che ce l’ha il fidanzato.

Solo che i genitori non lo devono sapere.

Femminista è, ma le passerà.

Massimo mi ha detto che andrete a vivere

- in una casa nuova. - Ci stiamo provando.

Lorè, ma manco il giorno che t’hanno tolto il vincolo sorridi?

Ti avverto, questo è il massimo dell’ "enforia"

- che puoi ottenere da lui. - Euforia.

Perché è una persona sensibile.

Si vede.

Cioè, io lo vedo.

Perché è un pregio la sensibilità?

Ma finiscila...

Questo vino è buonissimo.

- Mi sta dando alla testa! - [Massimo] Piano, eh?

Che ti sei sporcata?

Ti vado a prendere un poco di borotalco in bagno?

[Patrizia] Ci penso io. Il bagno è di là?

- Di là. - Scusate.

Stai, stai.

[ Massimo] Lorè!

La bavetta.

Allora, vi piace questa Patrizia? Sì o no?

- Eh sì... ci piace? - Simpatica.

- Eh... ci piace. - A te, Salvù?

A me piace Alice, però si è messa con Fofò.

- Con chi? - Con Fofò!

E ti fai fottere da uno con un nome così?

- Massimo! - Che ho detto!

- Ma che modo di parlare è? - Queste perle che ti escono dalla bocca,

- col bambino davanti. - Io intendevo il nome, non il bambino.

Chi lo conosce? Poi me lo immagino,

uno con un nome così... Tu devi ascoltare le mie regole!

Regola uno: alla femmina troppo sazio

non ce ne devi dare mai. La fai ingelosire un po'.

E poi quand’è sensibile, attacchi!

- Hai capito? - [Angela] Zio, ti prego.

Ascolta pure tu che ti fa bene, che ti vedo tutta...

-...sciroccatella. - L'uomo delle caverne abbiamo.

Guarda che con Patrizia è stato così, scientifico.

Io andavo al bar da lei tutti i giorni.

- Ciao. - Ciao.

- Me lo fai un caffè? - Certo che te lo faccio.

Io parlavo con la collega, a lei manco la guardavo.

Ascolta pure tu, così rimembri un attimo.

Quando sono andato là l’ultima volta era bollita, totale.

Ma che dici? Ma da dove se le inventa?

Non è vero niente! Voi che ci credete!

E’ tutto il contrario, allora...

Lui veniva a fare tutti giorni colazione al bar, dove io lavoro.

Era bellissimo.

[musica in sottofondo]

Riprenditi.

E io seguivo tutti tranne lui.

Ad un certo punto non ce l’ha fatta più e mi fa:

"Signorina ma che fa, mi prende in giro?

50 caffè tutti per me... ". [ridono]

[Patrizia] E lì ho capito che ti avevo ai miei piedi.

- Sì. - Tu strisciavi.

Sembravi proprio un serpente nella giungla.

È fasullo.

[Salvatore] La verità stava nel mezzo.

Semplicemente i due si erano visti,

ed era scattato il classico colpo di fulmine.

[barista] Posso offrirti qualcosa?

[Salvatore] A Patrizia era piaciuto subito mio zio

e a mio zio era piaciuta da subito Patrizia.

Ma d’altronde, a chi non piaceva Patrizia?

- Lorenzino buonanotte. - Buonanotte.

- Ciao. - Ciao.

- Ciao, Patrizia. - Ciao, Lorenzo.

- Simpatica. - Sono contenta

che per una volta vai d’accordo con mio fratello.

Diciamo che su questioni di femmine ci possiamo capire...

Vieni Salvatore, andiamo a dormire che è tardi, dai.

Che è, che c'è?

È la fidanzata di tuo fratello,

cercavo di metterla a suo agio, di farla sentire a casa...

E ci sei riuscito benissimo, perché sei stato molto gentile.

Se ne sono accorti tutti, pure lei!

- Pia, per favore... - Ma per favore cosa?

Vieni in cucina con me.

Per favore...

Io non lo so, ma ti pare normale?

- No dimmi, ma ti pare normale eh? - Ma mi fai la gelosa?

Ma che cosa c’entra la gelosia?

Non è elegante nei confronti di tua moglie!

Quella gli si sporca la camicetta e tu che fai?

Ti metto un poco di borotalco? Chiudi questa porta,

- sennò i bambini ci sentono, forza. - Stai straparlando...

Ma straparlando di cosa? Ma tu ti rendi conto?

[Pia] Non è bello nei confronti di tua moglie, ma che modi sono?

[Salvatore] Era la prima volta che assistevo ad una scena di gelosia

di mia madre. Forse ce n’erano già state,

ma io ero troppo piccolo per accorgemene,

e questa cosa confermò quello che aveva detto mio zio Massimo,

la femmina va sempre tenuta sulle spine.

La devi far ingelosire un po'

e poi quando è bella sensibile tu... attacchi!

- Quindi tuo zio ti ha detto così? - Sì.

E che dobbiamo fare?

Trovare una con cui fidanzarmi...

per poi far ingelosire Alice.

Che ci scrivo qua?

Per te chi è la più carina della classe?

- Alice. - Ma no Alice!

Come faccio a far ingelosire Alice con Alice?

- Un'altra! - Ma stai calmo!

Ho capito.

[musica in sottofondo]

Santina.

[Salvatore]Santina?

L’altro giorno... l’ho vista senza grembiule.

Ha le 'minne' generose.

Più generose di quelle di Alice.

[musica in sottofondo]

Santina?

Ha detto sì!

Santina... quindi io e te siamo fidanzati?

[Santina] Sì!

Quindi noi non stiamo più insieme?

Mi vuoi lasciare?

No... c'ho ripensato.

Che c'è?

Niente.

Allora portami a fare un giro.

[Salvatore] Alice stava lasciando Fofò.

Quando capì che mi ero messo con Santina,

decise di restare con lui,

e io giurai a me stesso che mai più

avrei dato ascolto a qualcuno su questioni di femmine.

Che in amore regole non ce ne sono,

e ogni storia è un casino a sé.

Poi come puoi pensare che a me possa piacere

la fidanzata di tuo fratello Massimo?

Non è neanche il mio tipo.

Sì, ma intanto l’ho visto come la guardavi.

Ancora Pia? Ma che cosa guardavo?

Lorenzo, per favore, tu avevi proprio l’occhio incollato.

Mi sarà cascato l’occhio una volta... può capitare, no?

E va bene, hai ragione tu... può capitare.

In fondo io lo capisco, eh?

Dopo tanti anni di matrimonio, è anche normale

che uno sia... come dire? Sensibile alle novità.

Permesso?

Buongiorno!

- Salutate il maestro Ayala. - [alunni] Ciao.

- Maestra Pia. - Eh?

Un pensierino... ti ho cercato nella sala insegnanti.

- Io qua sono. - Uno, giusto?

- Uno. - Uno.

Scusate, mi sono permesso una gentilezza con la maestra Pia.

Le gentilezze sono importanti nella vita, giusto?

- Sì. - [alunni] Sì.

- E voi siete gentili con la maestra Pia? - [alunni] Sì.

Sì, lo sono.

Senti, a proposito di cose importanti.

- Come torni a Palermo? - Con la corriera.

No, perché io mi candido come autista ufficiale.

Pia... io non sto cercando nessuna novità.

Nessuna.

Meglio così.

Ma che cosa c’è qua?

Di nuovo sto libro?

Dimmi una cosa Pia: secondo te Angela...

Lorenzo, non lo so.

A un certo momento sono fatti suoi. Lei dice di no.

Sì, perché tu a tua madre dicevi di sì.

- No, io non dicevo niente.

Ecco, appunto.

Lorenzo... lo sai che m’ha detto Angela?

Mi ha detto che leggerlo tutto

mi avrebbe fatto un gran bene.

E tu l'hai letto?

- Sì. - Ah... monella!

E secondo te, lo dovrei leggere pure io?

Ma che ti devo dire? Se te lo vuoi leggere leggitelo,

se non lo vuoi leggere non te lo leggere.

- Ma scusa, sto pensando... - Eh?

Visto che a casa ho una maestra,

- ma perché non mi insegna lei? - Ma quanto sei scemo!

- Dai che ci stanno i ragazzi. - Facciamo piano.

E allora spegni la luce dai.

Ma tu ci pensi nella nostra nuova casa?

Potremmo fare anche rumore.

[Salvatore] E quella casa che vedevano come un sogno,

la fine di tanti problemi,

di problemi molto più grandi fu l'inizio.

Giammaresi, ma alla tua età ancora appresso

- a quei fetusi delle banche stai? - A chi lo dovevo chiedere il mutuo?

Il problema non è a chi chiedere il mutuo

per comprare la casa.

È perché chiederlo.

Scusa, volevi comprare quella casa bella che hai visto?

- Sì. - Oh!

E non ti dissi che erano amici i costruttori?

Persone perbene, ai quali poter spiegare la situazione.

- Ma che situazione, scusi? - Tu non sei una persona perbene?

- Certo. - E allora!

Tra persone perbene, non c'è bisogno di garanzie,

- di fideiussioni e minchiate varie. - Ah, no?

No.

Don Vito... le piace il panorama adesso?

Mi piace molto Vassallo.

Mi pare di essere tornato a respirare.

Palermo è bella, troppo bella.

E noi la facciamo diventare ancora più bella.

Andiamo... testa di cazzo.

Sì, papà.

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