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SUONO DI CAMPANE
La riduzione dei corpi dei suoi genitori...
.. avverr� tra qualche giorno.
Terremo in consegna i resti finch� non le assegneranno un posto.
E quanto tempo ci vorr�?
Non lo so esattamente, ma la chiameranno. E' figlia unica?
Ho un fratello in America, ma ho la delega.
- La professione dei suoi genitori? - Insegnanti di liceo.
Ecco le foto.
- Non doveva accettare. - Infatti.
Chiss� cosa passa per la testa a certa gente! Eccoci.
- Mi ero addormentata. - Sapessi che sonno ho io!
Allora...
- Ci siamo, eh! - Allora ricominciamo.
Riprendiamo da "Stai zitta, stronza".
- La volete muta? - No, la incidiamo se per te va bene.
Grazie.
120 quarta.
RESPIRO AFFANNOSO
RESPIRO AFFANNOSO
- Ah! - Stai zitta, stronza!
Mio Dio, mi lasci!
- Zitta o ti ammazzo! - Mhmmm!
Non mi faccia deI male!
Non la denuncer�!
- No! - Ferma!
No! Mi lasci!
No...
- Com'era? - Un po' lunga sulla prima.
- Lo so. - Per� si pu� tirare su, vero?
S�, o si fa un incastro.
- Ok. - II resto lo teniamo cos� com'�.
I rantoli sono uguali in tutte le lingue.
Oh, mi scusi!
- Scusi, iI regista? - Cercano Negri.
- Ho appuntamento con Negri. - Sto andando da lui. Vieni.
No, di qua.
Al trucco, per favore!
Aspetta un attimo.
Quanti parlano? Due.
Voglio due attori capaci di dire una battuta...
.. che possono ripetere diverse volte.
Ciao.
- Sai gi� tutto deI ruolo, no? - S�, iI mio agente...
Posso avere iI mio pranzo? Cazzo!
- S�, Andrea, lo porto subito. - Grazie!
- Scusa. - Ho gi� un impegno a teatro, mi dispiace.
Interessante! La sera fai teatro...
.. e di giorno vieni qui e fai iI medico. Anzi, I'anestesista.
Hai una puntata dedicata a te, ti muore una sotto i ferri.
Fantastico.
Se ti chiedono che mestiere fai, cosa rispondi?
- Lasciamo stare i giochetti. - No, mi interessi.
Siediti.
Dai, cosa rispondi?
- Che faccio I'attore. - Esatto. Un attore esiste solo se ha pubblico.
A teatro non ci va pi� nessuno, quindi � come se non esistessi.
- Oh! - II tuo sushi. - Grazie.
Ne vuoi? Pesce crudo. Roba magra, non fa ingrassare.
- No, grazie. - Con I'ultima serie ho fatto quasi 10 milioni.
- Sono contento per te. - E' un lavoro come tanti altri.
Un lavoro come tanti altri che � visto da 10 milioni di persone.
Credi che iI regista possa decidere qualcosa qui?
II regista qui arriva per ultimo. Se non sei tu, � un altro.
Giri quello che capita: bimbi malati, morti ammazzati, beghe di famiglia.
- Anch'io ho fatto tanto teatro. - Lo so, ho visto i tuoi spettacoli.
Davvero?
- E ti sono piaciuti? - Specialmente un "Edipo Re".
Eh, lo so...
Ero bravo.
MUSICA DI PIANOFORTE
Sono le ore 14 e 20 minuti.
CITOFONO
Ciao, Jacob! Bello!
- Ciao. - Ciao.
- Scusa iI ritardo, c'era traffico. - Non ti preoccupare.
- Che mi hai portato? - Una gardenia.
E' una giornata magnifica oggi.
- Buona. Tua madre? - Com'� andata?
Se ci fosse stato mio fratello, mi sarei sentita meno sola.
- Franco non poteva accompagnarti? - No, un impegno di lavoro.
- Non poteva rimandarlo? - No, era importante.
Pi� importante di quello che dovevi fare tu, come sempre.
Non capisco perch� ti incazzi cos�.
E io non capisco perch� tu non ti incazzi mai!
Mi sono accorta di non avere ricordi.
Qualche immagine, ma nessun ricordo preciso di loro, di me, di Daniele.
Neanche della casa. Come se non fosse mai esistita.
Esisteva! Ci venivo tutti i giorni a fare i compiti.
Anche la loro morte, a due anni di distanza...
.. per la stessa malattia, � cos� irreale.
A volte mi chiedo come ho fatto a cancellarli cos�.
Ti tieni sempre a distanza dalle cose che ti angosciano per non soffrire.
Invece a te soffrire piace tanto.
- Devi gi� andare via? - Ho un turno alle 4.
- Emilia. - Cosa? - Promettimi che non ti intristisci.
Non sono triste. Sto pensando.
Cerco di venire marted�, ti faccio sapere.
Ricordati di annaffiare la pianta.
- Ciao! - Ciao.
Ciao, amore.
- Com'� andata? - Lasciamo stare.
E' una cosa cos� vergognosa? Questo regista I'ho sentito nominare.
- Non � uno proprio tremendo. - Non voglio fare televisione.
- E' una serie? - S�, 24 puntate. Se vanno bene, fanno la terza serie.
- Per� guadagneresti un po'. - Dicono tutti cos�.
- Di cinema se ne fa poco. - Vuoi una frittata o la pasta?
- No, faccio io. Sei stanca. - Mi va di cucinare.
- Mi ami anche se sono una che si accontenta? - Che c'entra?
Avevo tante aspirazioni come attrice e ho finito per doppiare i telefilm.
A differenza di me tu sai adattarti. Forse la tua � una qualit�.
Forse.
Comunque devo dargli ancora una risposta.
In ogni caso domani vado lo stesso a teatro per le prove.
Secondo te � vero che sono troppo accondiscendente?
- Sei dolce... non accondiscendente. - Sai, me lo ha detto anche Emilia.
L'idea di tornare a casa tutte le sere e di vederti mi fa felice.
E accetto iI lavoro in televisione, cos� puoi riposarti un po'.
Mi piacerebbe fare un bambino.
Davvero?
Ti sembra una cosa cos� strana?
Nooooooo!
Amore, che c'�? Sono io.
Sono io.
Scusami, ho fatto tardi.
Non � niente, dormi.
VOCI NON UDIBILI
TICCHETTIO DELL'OROLOGIO
PIANGE
Daniele studia nella stanza accanto alla tua.
C'� silenzio... concentrazione.
I tuoi sono spesso a casa, correggono i compiti dei loro studenti.
Ogni tanto tuo padre ci aiuta con la versione di latino.
Lui � quasi sempre neI suo studio.
E' severo, non ride mai, ma � gentile.
Tua madre � in soggiorno.
Ci prepara iI t� con i biscotti alle 5.
E' una casa tranquilla.
lo almeno mi sento sempre a casa.
Qualche volta resto a cena da voi e tuo padre dice sempre le stesse cose.
"Emilia come la via romana. "
"Emilia e Sabina, due nomi romani. "
Diceva sempre cos�, voleva essere gentile. Me ne vergognavo molto.
- Mio padre era un marziano. - Cos'hai?
Niente... Ho fatto un sogno orrendo. Non riesco neanche a raccontartelo.
Forse per quella pratica aI cimitero.
Forse... Comunque ora devo andare.
Ci vediamo dopodomani. Scusa per la visita improvvisa.
- Puoi venire quando vuoi. - Ciao!
Mi fanno male gli occhi, voglio solo andare a casa.
Con i piedi in aria!
- Che ne dici di questa per Franco? - Non lo so...
Ce n'era un'altra pi�...
Che c'�?
- Cos'� successo? - La commessa!
- E' lei... Hai capito? - No.
Mio marito mi ha lasciato per quella l�!
Ma quanti anni ha? Maria!
Lei e mia figlia Carolina studiavano a casa nostra per la maturit�.
Facevano tardi la sera...
.. e io non volevo che tornasse a casa da sola.
Mi sembrava un po' sbandata. Cos� mio marito la riaccompagnava.
Adesso vivono insieme e faranno anche un bambino.
Potevo evitare di preoccuparmi!
Perch� non mi hai detto che � cos� giovane?
- Mi vergogno. - Di che cosa?
Che mio marito si scopi una ragazzina.
- Tu non c'entri niente. - Non voglio che gli altri pensino...
.. che eravamo una famiglia di mostri.
Lui era un padre bravissimo e un marito tenero.
- Non ti eri mai accorta di nulla? - No.
Invece adesso che � successo... immagino proprio tutto.
Le conversazioni in macchina... quei silenzi, le occhiate...
Deve esserci stato un momento in cui lui si � detto...
.. che non c'era niente di male a pensarlo e poi a farlo.
- E tua figlia? - Non lo vuole vedere pi�.
Non lo chiamiamo pi� per nome, diciamo "lui".
- Come pu� accadere una cosa cos�? - lo ho cercato una spiegazione...
.. poi un giorno un amico mi ha... illuminata.
- E cio�? - Mi ha detto: "Sto con una che ha 30 anni meno di me... "
".. perch� con lei mi si rizza. " E' inutile fare tanta filosofia.
Sabina, cosa c'�? Ti senti male?
Sabina.
- No no... - Come no?
- No, sto bene. - Sicura?
S�.
Ti ho preparato la colazione. C'� anche iI dolce.
E' presto, voglio dormire ancora.
Ma che fai?
Ti guardo.
VOCI NON UDIBILI
Pronto, Daniele? Sono Sabina.
Ti disturbo, � troppo tardi?
Sono sorpresa. In tanti anni non hai mai pensato di andare a trovarlo.
Voglio vedere mio fratello, conoscere i bambini.
- Ho visto la moglie una volta sola. - Lo capisco.
- E Franco? - Franco cosa?
Non gli dispiace che lo lasci da solo a Natale?
- Non credo, e poi sta lavorando. - Lui non � come me, vero?
- Cio�? - Lui sa fare a meno di te.
Voglio passare un Natale con la mia famiglia.
Non so pi� se ne ho una, se quella di mio fratello � la mia.
- I bambini sanno I'italiano? - La moglie di mio fratello...
.. appena pu�, gli parla in italiano. - Mia figlia ha sempre amato i libri.
Lui gliene leggeva uno ogni sera.
- Ciao! - Ciao.
- Sei pronta? - S�.
- A che ora arriva iI taxi domani? - Alle 7.
Mi dispiace che parti.
- Torno presto. - Lo so, ma mi mancherai.
- Andiamo fuori a cena? - Come vuoi.
Vado a fare una doccia.
Oggi abbiamo fatto un piano sequenza lungo i corridoi, in ascensore...
.. fin dentro la sala operatoria.
Negri � bravo, � sprecato per la televisione.
FRANCO CANTICCHIA
Sei di buonumore, eh?
Che hai detto?
Dicevi di essere triste perch� parto, invece sei contento.
- Che hai? - Questo film ti faceva schifo...
.. ora � un capolavoro deI cinema! - Ti arrabbi perch� sono contento.
Sono contento di lavorare. E' un crimine?
Perch� ce I'hai con me?
Ho paura di quello che pu� succedere mentre sono via.
Paura di cosa... Ma che c'�? Non capisco... che hai?
Ti conosco, non sai stare da solo per cos� tanto tempo.
Ti porti a letto qualcuna appena parto.
Tu sei pazza!
Allora spiegami perch� un uomo di 50 anni lascia la compagna d'una vita...
.. per farsi una ragazzina! Cosa pensa di condividere con lei?
Niente! Ha solo voglia di scoparsela!
Che c'entra questo con me?
Perch� a te come a tutti...
.. appena ti si rizza, ti viene voglia di scopare...
.. e se non potrai farlo con me, lo farai con un'altra.
Sai una cosa? Meno male che parti.
E' meglio stare separati per un po'.
Aspetta!
Scusa.
Scusa... ho sbagliato.
- Che c'�? - E' la mia ultima sera, volevo stare con te.
- Scusami. - Che ti succede?
Ho bisogno... di andare da Daniele.
Parlare... di tante cose...
.. che riguardano me sola. Capisci?
- Va bene, stai tranquilla. - Davvero posso stare tranquilla?
MUSICA DI PIANOFORTE
Lasciami in pace!
CITOFONO
- Chi �? - Sono Maria, un'amica di Sabina.
Mi ha dato una cosa per lei. Per� io ho paura dei cani.
Zitto! Vieni qui, Jacob!
- La lasci fuori dalla porta. - No... non posso.
E' un'e-maiI, gliela devo leggere. Se no come fa?
Allora non faccia tante storie, � solo un bassotto.
- Magari... magari lo chiama... - Jacob!
- Se magari lo chiama... - Vieni qui!
Magari... grazie.
Prego, entri.
Adesso mi ammazzo... Scusi, ma non vedo niente.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Ecco...
Ho bisogno di un po' di luce per leggere.
- Buono, Jacob. - Mi... mi siedo un momento.
- Posso fumare? - Odio iI fumo. - Beata!
lo ne fumo due pacchetti aI giorno, si figuri se riesco a resistere!
Leggo e me ne vado.
Allora... "Emilia carissima... "
".. innanzitutto ti presento una nuova amica, Maria. "
"Lavora con me, � molto simpatica... " Vabbe', andiamo avanti...
"Sono sicura che diventerete ottime amiche. " Eh... ecco.
"Che emozione � stata rivedere Daniele. "
"E' pi� maturo e pi� bello. "
"Forse la paternit� I'ha trasformato. "
Come stai?
- Bene. - II viaggio?
- Un po' lungo. - Sei stanca?
Anne non � venuta, preferiva che ci vedessimo da soli.
- E' passato tanto tempo dall'ultima volta! - Bill non era ancora nato.
Anne si � iscritta a un corso di letteratura italiana.
- Non vedeva I'ora di rivederti. - E tu sei contento?
Certo, sono molto contento.
Charlottesville � molto piccola. Di grande ha solo I'universit�.
Quelli sono edifici neoclassici progettati da Thomas Jefferson.
Si ispirava alle antichit� greche e romane.
Quella � la famosa Rotunda. Imita iI nostro Pantheon.
Poi magari ti ci porto.
Jefferson voleva portare neI Nuovo Mondo la perfezione antica.
Lo so, I'ho letto nella guida.
- Non pensi mai di ritornare, vero? - Mai.
Qui abbiamo iI meglio per insegnare.
Essere italiani � un grande merito.
Magari incontri un mio collega che ti piace...
.. ti innamori e resti anche tu qui. - Non credo.
C'� ancora I'attore?
Ciao, Sabina!
- Ciao! - Come stai?
Bene. Come sei bella!
Ciao, Bill!
Grazie, ho una gran fame!
Come sei cresciuto!
Amore, passo delle bellissime giornate ma mi manchi tanto.
Perdonami se sono stata cos� difficile ultimamente.
Ci sono tante cose che non sai di cui ti parler� aI mio ritorno.
Una in particolare che ci riguarda.
VOCI IN LONTANANZA
ANNE E DANIELE PARLANO IN INGLESE
Basta, cazzo!
Mi fai accendere?
Non fumo.
- Ci conosciamo? - Sono la morta, quella a cui sbagli la dose.
- A parte questo? - Abbiamo fatto un provino insieme 10 anni fa.
- Eri una bambina? - Pi� o meno.
Infatti anche allora non mi hai guardata.
Per� suI palcoscenico eri bravissimo. Sembravi un dio!
- Sei esagerata. - Davvero. - Ma dai!
- Come mai sei finito qua? - II mio regista mi ha corrotto.
- Buongiorno. - Ciao. Stai bene truccata da morta.
Vado in giro cos�? Che freddo!
- Tieni. - No, no, no. - Dai, figurati!
- Per i medici prima vengono i pazienti - Franco, ti vuole Negri.
- Che gli hai fatto? - Non lo so, sono diventato la sua coscienza.
Secondo te si possono dire queste cazzate durante un'operazione?
No. Ma in una serie televisiva si pu� dire tutto.
Franco, facciamo dei cambiamenti.
- Che diresti in una situazione simile? - Niente.
Penserei ad operare.
Se metti in discussione tutte le battute, non ne usciamo vivi.
- Hai altre venti puntate da girare. - Venti?
Venti.
- Devo parlarti, siediti. - Devo ripassare aI trucco.
Un tempo io volevo fare un film. Lo avevo tutto in testa...
.. e ci pensavo ogni secondo della giornata.
Poi ho rinunciato.
lo qui non so pi� perch� metto la macchina I�, qua.
E' tutto finto, tutto gratuito.
Pi� cerca di essere vero, pi� � finto.
- Questo lo sapevi gi�. - S�, ma pensavo che era tutto cos�.
Pensavo che non c'era rimedio, che era la modernit�. Che cazzata!
lo non sono capace di far niente.
Mamma!
Giovanni...
Ok.
Ci sono specie incredibili di uccelli.
Vengono a vederli da ogni parte d'America.
- In primavera arriva un uccellino blu piccolo e panciuto. - S�?
Uno straniero da queste parti.
Si posa sui rami pi� alti e riempie I'aria coI suo canto.
Sono passata sotto la nostra vecchia casa.
- Ha le imposte chiuse. - Ah!
Cara Emilia, tu sai quanto erano chiusi i miei e anche Daniele.
E'difficile per lui esprimere un'emozione.
Eravamo tutti e quattro chiusi neI silenzio di quella casa.
"Anche tu devi uscire dalla tua. Le cucce dopo un po' puzzano. "
"Lasciatelo dire da una che � nata in una cuccia. "
"Ti voglio bene, Emilia, anche se non neI modo in cui me ne vuoi tu... "
".. ma come a una sorella. Non c'� colpa ad essere ciechi. "
"Puoi condividere con altri conoscenza e amore... "
".. forse pi� degli altri. Con me ci sei riuscita. Un bacio. "
"Sabina. "
E' una bella persona, veramente.
lo...
lo vado.
Devo fare un po' di spesa prima che chiudano i negozi.
JACOB ABBAIA Jacob, vieni qui.
- Non esci ancora. - Chi lo porta fuori?
- Mia madre. - Allora...
.. vado.
Aspetta.
Se non hai altri impegni, resta a cena.
Impegni...
Ti avverto, io non sono una brava cuoca...
lo s�!
- 265 grammi. - Chi �?
Carino!
Ma tu e Sabina siete state insieme?
- No. - Tu sei innamorata di lei fin da quando eravate ragazzine?
- Te I'ha detto lei? - No.
No, no, no. Si capisce dalla lettera.
Avrai avuto altre storie.
Ti interessa la mia vita sessuale o possiamo trovare un altro argomento?
E' vero.
Con I'et� sono diventata troppo diretta.
Da quando mio marito mi ha mollata...
.. ho pensato che sarebbe stato pi� semplice stare con una donna.
- Perch� non ci hai provato? - Mi sembrava un ripiego.
Poi penso che fa impressione toccare un corpo uguale aI tuo.
I piatti sono l�.
SQUILLI DI TELEFONO II telefono.
Non sono mica sorda.
Pronto?
Ciao, mamma.
No, non passare.
Oggi � gi� uscito, non � un dramma.
S�, ho da fare.
Mamma, sto cucinando.
S�, sto bene. Ciao.
Sono tutti sbeccati. Perch� non li compri nuovi?
Mi piace avere tra le mani cose che maneggiavo anche prima.
Cose che mi ricordo.
Sei troppo giovane per avere cose vecchie.
Se vuoi, dopo faccio fare io una pisciatina a Jacob.
Come far� a guardare in faccia la mia famiglia?
A prendere in braccio i miei bambini?
Solo per 2 milligrammi di atropina in pi� la mia vita va a rotoli!
Non mi resta che iI suicidio.
Stop!
- Va bene? Amore, spero non ti senta solo in questi giorni di festa.
Ultimamente ho scoperto di essere molto fragile.
Mi � nata una sfiducia terribile negli esseri umani.
Le parole d'affetto mi sembrano fasulle.
A Natale bisogna dire una poesia. GIOVANNI PARLA IN INGLESE
- Lascialo perdere. - Me lo insegni, pap�?
S�. Ti aiutiamo noi.
"Vaghe stelle dell'orsa. lo non credea tornare ancor... "
".. per uso a contemplarvi suI paterno giardino scintillanti... "
".. e ragionar con voi dalle finestre... "
".. di questo albergo ove abitai fanciullo... "
".. e delle gioie mie vidi la fine. "
Buonanotte.
Buonanotte.
Perch� non le racconti la storia deI film?
Dai, Andrea. Allora gliela racconto io.
- Ha scritto una storia d'amore tra due netturbini. - Cha cazzo dici?
Sono due netturbini.
Sono due meravigliosi cavalieri della notte...
.. che in groppa ai loro camion vagano per la citt� deserta...
.. ripulendola di tutte le schifezze deI genere umano.
Ai cavalieri della notte!
Se non ve ne frega un cazzo, parliamo di agenti, palinsesti.
No, no... Sshh!
Zitti. Vai!
- E' bellissima. - Sono due giovani bellissimi, Anita.
Come te e lui. Parlano, non possono non sognare...
.. anche in mezzo alla puzza e aI clangore...
.. della spirale di ferro che tutto trita.
Poi...
.. una notte, in un cassonetto...
.. trovano un bambino appena nato.
Piccolo, pulito pulito.
In mezzo a tutte quelle schifezze.
Le classi le tengo soprattutto in quell'edificio laggi�.
Abbiamo 19 corsi che comprendono un po' tutto: Omero, lirici greci...
.. tragedia, mitologia. Quello invece � iI mio ufficio.
Dopo ci facciamo un t� caldo.
Voglio mostrarti anche la biblioteca, � straordinaria.
Questo invece � iI loro Pantheon.
In primavera faccio lezione ai miei studenti qui davanti.
Tutto quello che hanno intorno � la copia di qualcos'altro.
- Ciao, Daniele! - Ciao!
In effetti I'originale da qui sembra meraviglioso.
- Come le poesie di Leopardi che mi recita Anne. - Daniele...
.. volevo dirti una cosa. lo sono venuta qui...
Volevo...
- C'� una cosa che volevo dirti da quando sono arrivata. - Dimmi.
Aspetto un bambino.
Che bella notizia!
Perch� piangi? Non sei contenta?
- E Franco? - Non sa nulla.
Ma perch� piangi?
Volevo parlarti.
Chiederti tante cose.
Sono stata cos� male prima di venire qui.
Volevo parlarne con te.
Perch� male?
Ho fatto...
Ho fatto... un sogno orribile...
.. di me da bambina nella nostra casa. Non so cosa significa.
Che cosa hai sognato?
Non posso raccontartelo.
E' solo un sogno.
Dai, non fare cos�.
Andiamo a prendere un t�.
Un momento, Jacob! Andiamo.
- Sei sicura? - S�, andiamo.
Ecco.
Adesso ti metti qui ferma. Aspetta un attimo, scusa.
Devo chiudere. Ecco...
- Cazzo! - Aspetta! - lo non voglio uscire.
- Mia madre e Sabina sanno come fare. - Dammi tempo.
Un cane e una cieca.
Non potevi prendere un cane adatto ai ciechi? Cacca!
- Attenzione. - Smetti di ripetermi che sono cieca.
lo chiamo le cose coI loro nome.
- Perch� non ti compri qualcosa? - No.
Dai! Andiamo in un negozio a vedere un paio di pantaloni, una giacca.
- A vedere? - S�, cio�... no. lo guardo, poi ti dico.
- Non ho bisogno di niente. - lo se fossi cieca, sarei una spendacciona.
Quando sono triste, compro qualsiasi cosa per me e per mia figlia.
- Hai una figlia? - S�.
- Quanti anni ha? - 22. Studia in Francia.
Quando avevo 8 anni hanno detto a mia madre...
.. che sarei diventata cieca intorno ai 20.
lo I'ho scoperto poco a poco.
Cercavo di tenere a mente ogni cosa, di ricordare tutto.
Poi coI tempo mi sono accorta che non � facile vivere di soli ricordi.
Ci si sente soli.
A chi lo dici!
Mi scusi, ma ha un carattere un po' difficile.
- A lei piacciono delle cose che sembrano vecchie. - Retr�.
No, troppo da educanda. Lei ha gi� la tendenza, � meglio di no.
Questo possiamo provarlo.
Bello! Questo.
- Ne abbiamo trovato altri due. - Ne voglio uno semplice.
Questo � nero e ha un...
Non ha niente.
Guarda, provalo. Poi ce n'� un altro bellissimo.
- Di che colore �? - E' vinaccia.
Non ha veramente niente.
Tieni. Provateli...
- Hai bisogno di me? - No.
Speriamo. RUMORE INDISTINTO
Scusi.
Emilia.
- Maria... - Eh?
- Mi aiuti? - Scusi.
Cosa...
Cosa... cosa... Ma tutto in terra!
- Me I'hai dati tutti insieme. - No, te li ho dati uno alla volta.
- Tira su i piedi. - lo non ci volevo venire!
Fermati e te lo provo io. Ti provo questo qui.
Alza un piede.
Dai!
Ecco... L'altro.
S�.
Come sto?
- Non ti piaccio? - Moltissimo.
- Com'�? Descrivimela. - Tu sei pazza.
Cosa vuoi sapere?
Come � vestita?
Un jeans e un giubbotto rosso.
Capelli?
Sono neri, lisci e lunghi.
Ha un beI culo e delle belle tette?
Ma cosa ne so io?
E' magra... �...
- E' cosa? - E' giovane.
E' molto giovane.
- Eccolo. - Chi?
- E' arrivato? - Ce ne andiamo, per favore?
Non sai con quanti ho scopato dopo. Uomini che mi facevano schifo...
.. non valevano niente.
Ero io...
.. che sentivo di non valere niente.
Non piangere.
Lo sai cosa mi ha detto prima di andarsene?
Mi ha detto: "Cosa vuoi da me, Maria?"
"Vuoi che invecchi accanto a te?"
Sei cos� giovane, Maria! Sei cos� bella!
Come fai a dirlo se non ci vedi?
Metti questo I�.
Pi� in I�.
- Daniele � un buon padre. - S�.
- C'� voluto un po' di tempo. - Perch�?
- Davvero? - S�.
Poi piano piano con I'analisi.
- Ha fatto un'analisi? - S�, molto lunga. Non lo sapevi?
No.
CAMPANELLO
- Sorpresa. - Ciao!
- Non avevi una festa stasera? - Sono venuto a prenderti.
Che bella casa!
E' molto bella.
Che buon odorino!
Che ti stavi preparando?
L'arrosto.
Cosa fai?
- Hai un profumo nuovo? - S�, I'ho comprato oggi.
E' caldo.
Sta bene sulla tua pelle.
- L'hai fatto per me? - No, ne volevo uno nuovo...
Non lo so, forse. Magari inconsciamente.
- Ti spiace che non sapr� mai come sei fatta? - E' meglio.
- Cos� ti immagini che io sia... - Invece io so come sei fatta.
Sapessi quante cose si capiscono...
.. da un corpo vicino aI tuo anche senza vederlo.
Vuoi sentire?
Hai la pelle chiara, sottile...
.. due occhi grigio verde come certi gatti...
.. qualche ruga sotto gli occhi...
.. e un po' di occhiaie quando hai lavorato troppo.
Le labbra morbide...
Sei forte.
Da ragazza eri molto magra e atletica.
Hai ancora delle belle gambe muscolose.
Ti si � allargata un po' la vita...
.. ma hai un beI seno.
Non lo mostri pi� facilmente.
Stasera hai un beI vestito scollato, ti sta benissimo.
Tu non hai mai pensato di fare iI regista?
No. Non mi piace dire agli altri quello che devono fare.
Mi piace farlo.
A me deI mestiere dell'attore piace iI rapporto tra corpo e mente.
Perch� ridi?
Sei sempre esagerata. In realt� forse non controlliamo proprio niente.
Facciamo delle cose... e non sappiamo neanche quello che facciamo.
S�.
E' I'istinto che comanda.
Non c'� altro da bere?
Tieni, finisci questo.
Fai tardi alla festa, ti chiamo un taxi.
Non troverai mai un taxi, � quasi mezzanotte.
SQUILLI DI TELEFONO
BUSSANO ALLA PORTA
Vieni, tesoro.
Lasciami stare, non ci voglio pensare.
Quindici, quattordici, tredici, dodici, undici...
.. dieci, nove, otto, sette, sei...
.. cinque, quattro, tre, due, uno...
.. felice anno nuovo!
Dovete andare via! Capito?
Auguri! Buon anno!
Daniele mi ha detto deI bambino. E' meraviglioso!
- Grazie. - Ora sei salva. - Salva da cosa?
Ti voglio bene.
Anne!
Salva da cosa?
Sabina!
Salva da cosa? Salva da cosa?
- Dai! - Salva da cosa?
Salva da cosa?
Da cosa?
Salva da cosa?
SABINA PIANGE DISPERATAMENTE
Per tanto tempo da bambino non mi sono reso conto di nulla.
Capitava di notte.
A me sembrava quasi normale.
Questa � stata la cosa pi� difficile da vincere con la terapia.
Cosa?
L'idea della mia mansuetudine. lo pensavo che fosse normale.
Durante iI giorno lui mi mandava a comprare le sigarette.
Voleva sapere della scuola. Veniva a parlare con i maestri.
Era normale, paterno.
Non mi toccava mai.
PIANGE
Oddio! Scusami.
E' per questo che io...
.. non riesco a toccare i miei figli.
Non riesco neanche ad abbracciarli.
Oddio! Scusami.
Non dire "scusami". Non c'� niente di cui ti devi scusare.
Vai avanti.
Ad un certo punto della notte sentivo i suoi passi neI corridoio.
Mettevo la testa sotto iI cuscino sperando che ci ripensasse.
Invece lui apriva la porta della camera...
.. e dopo qualche secondo diceva: "Daniele, vieni".
Con una voce supplichevole.
Di giorno aveva un tono autorevole, severo...
.. ma di notte si trasformava.
Aveva la voce come quella di un bambino lamentoso.
Per questo...
- Non piangere. - lo non piango per me.
Piango per queI bambino perch� mi fa una pena terribile.
Penso a lui che sente quella voce supplichevole.
Ubbidiente si alza, lo segue e fa quello che I'altro gli chiede.
QueI bambino non sa cosa sono quei gesti, ma ubbidisce...
.. perch� ha imparato che ai genitori si ubbidisce sempre.
E mamma...
.. dov'era quando lui ti veniva a chiamare?
In cucina a correggere i compiti.
SABINA PIANGE
VOCE NON UDIBILE
Un giorno lui si � chinato suI tuo lettino per accarezzarti.
Lo ha fatto in modo innocente, da padre.
Ma io ho capito che lo avrebbe fatto anche con te... dopo.
Qualche sera dopo, quando ha aperto la porta della mia camera...
.. I'ho colpito con un posacenere che avevo nascosto sotto iI lenzuolo.
L'ho ferito alla testa.
Gli ho detto che lo avrei ammazzato se lo avesse fatto di nuovo.
Lui si lamentava.
Diceva: "Va bene, va bene".
L'ho odiato come mai prima.
E' stato l� che ho capito di odiarlo.
Poi � venuta la mamma.
Si � seduta suI letto.
L'ho presa a calci e a pugni. Lei mi ha lasciato fare.
Poi mi ha tenuto le mani e mi ha detto...
.. "E' un vizio, non vuole farti deI male. E' malato".
"Lui � debole, tu sei forte come me. "
Mi ha supplicato di non dire niente.
"Siamo una famiglia", continuava a dire.
"Non devi dirlo a nessuno perch� sono cose che succedono. "
"Siamo una famiglia. "
Le ho detto che I'avrei ammazzato se ti avesse toccata.
Perch� ho fatto queI sogno?
Perch� ti � successo.
Due volte. Eri molto piccola.
Me lo ha confessato prima di morire.
Mi ha detto che dovevo mandarti da un medico.
Forse aveva visto un dibattito in televisione.
Sapeva che stava per morire e voleva scaricarsi la coscienza.
Non ho avuto la forza di dirtelo. Anne me I'ha sempre rimproverato.
Gli sei stato vicino fino alla fine. Perch�?
Forse volevo dimostrargli che gli ero superiore.
O forse invece volevo vederlo morire.
Mi occupavo di lui. Lo pulivo, lo cambiavo.
Fissavo iI suo corpo che si assottigliava.
Pensavo: "Muore esattamente come morir� io".
Allora quello che ha fatto pu� essere in me, in tutti.
Mi sono chiesto: "A che gli � servito tutto quello che sapeva... "
".. se ha fatto quello che ha fatto?"
Quando mi ha detto di quelle due volte...
.. aI mattino ho detto all'infermiera che aveva sofferto tutta la notte.
Invece aveva dormito tranquillamente.
lo avevo pensato tutto iI tempo a te e a lui... a quelle due volte.
Gli ho fatto fare la doppia dose di morfina.
E' andato in coma subito. E' morto in poche ore.
Tu hai fatto questo?
S�.
- Hai comprato anche i fiori? - S�.
Andiamo fuori a mangiare? Cos� parliamo un po'.
- Sono stanca. Restiamo a casa? - Cucino io, tu fai una doccia.
Hai gi� fatto tutto. Che bravo!
- Com'� andata con Daniele? - Bene.
Abbiamo parlato come non ci era mai successo.
Mi piacciono molto i bambini di Daniele e anche Anne.
E' molto pratica, efficiente ma � simpatica.
E tu sei stato bene senza di me?
- Franco... - S�?
Ti devo dire una cosa, ma � molto difficile.
Cosa?
Sono incinta.
Amore... amore!
Caro Daniele, non glieI'ho detto. Non voglio la sua compassione.
Forse non sarebbe pi� riuscito a toccarmi senza pensarci.
lo non avrei pi� avuto iI coraggio di guardarlo negli occhi.
Non voglio caricarlo deI peso che tu hai dato ad Anne.
Solo iI bambino mi pare che sappia tutto.
Come sta Daniele? Non mi hai detto niente.
Tieni.
Daniele � forte, � indistruttibile.
Anche da ragazzo.
S�, sembrava.
Come sembrava?
Tutto sembra nelle famiglie. Cosa sia vero cosa no non lo sai mai.
Com'� andata in America?
Bene.
Ma tu non mi dici niente? Se non era per Maria...
- Che ti ha detto? - Che le � successa...
.. questa cosa inspiegabile per lei.
- Di stare con una donna? - Di essersi innamorata di nuovo.
Daniele, la cosa pi� difficile � stata associare mamma a pap�...
.. e le due voci di pap�, quella di tutti i giorni...
.. e quella infantile che ti chiamava la notte. Forse ognuno ha due voci.
Come succede agli attori nei film doppiati.
Mi chiedo se iI sorriso di pap� aI mio saggio di danza...
.. fosse quello di un padre come gli altri.
Penso di s�. Questa � la cosa pi� difficile da accettare.
In queI momento era un padre.
- S�! - Leggi subito iI copione. Domani dobbiamo girare questa storia.
Grazie, Sabina. Buonissimo tutto. Digli di leggere.
- Prima che venite aI mare. - Ti ho detto di s�!
- II mio futuro � nelle tue mani. - Buonanotte. - II cappello.
Leggi.
- E' pazzo. - E' molto simpatico per�.
Un segreto come iI nostro...
.. non si pu� mischiare alla vita della gente normale.
Caro Daniele, sono felice che verrai con Anne e i bambini per iI parto.
Quest'ultimo mese � stato molto pesante per iI caldo.
La gravidanza ha messo iI bambino e me aI riparo da tutto...
.. e non ho voglia di separarmi da lui.
- L'amico di Franco ha una moglie? - Ne ha gi� avute due.
- Non mi sembra un tipo familiare. - Cosa ne sai?
Scusa, I'esperta di famiglia sei tu.
Secondo me lui sta cercando la donna giusta per fare famiglia.
II tuo sogno eterno... pi� forte di tutto.
Gli uomini e le donne sono fatti per stare insieme.
- Andiamo a fare un giro in paese? - S�.
- Come va? - Fa caldo.
- Vieni a fare un giro con noi? - No, sono stanca.
- Ci vediamo dopo. - Ok. - Andiamo?
Bellissima!
- Sai cosa mi piace di pi� deI mio film? - Cosa?
L'idea di raccontare I'uomo partendo dai suoi detriti...
.. da quello che nasconde nei sacchetti dell'immondizia.
Le cose che nascondiamo sono quelle che ci assomigliano di pi�.
Sabina dov'�?
Ma che ci sono venuta a fare a casa di uno che non conosco e con te...
.. che ti apparti con la tua amica? - Sei gelosa di Sabina? - No!
Avrei fatto molto meglio a stare con mia figlia.
Tiri fuori la storia di tua figlia quando vuoi farmi arrabbiare.
- E' un ricatto morale. - Tu non sai che vuoI dire avere una figlia!
- Sei una stronza! - lo? Tu non scherzi, per�.
Basta! Strada.
Sono stanca di discutere. Abbiamo sbagliato.
Ci siamo fatte compagnie in un momento difficile, ma ora...
Preferisci tornare a piangere per tuo marito...
.. o vedi se iI regista � libero? - Sei gelosa? - No!
A me gli uomini piacciono. Non ci ho rinunciato!
Se mio marito rimaneva a casa, io rimanevo con lui.
Allora tornaci e vaffanculo!
II bambino che trovano neI cassonetto � come se fosse nato due volte.
Nessuno si terrebbe mai un bambino trovato in un cassonetto.
- Perch�? - E' illegale. Lo porterebbero alla polizia.
- Fai troppa televisione. - Amore!
- Ma dove sei stata? - A fare una passeggiata.
- Con questo caldo? - Sabina, vuoi un po' di vino?
No, grazie. Sono stanca. Vado a riposare.
Avete litigato?
No.
Non riesco a capire cosa le passa per la testa. Mi evita.
Le do fastidio se la tocco.
E' incinta, fa caldo. Mettiti aI suo posto.
E' tornata dall'America, mi ha detto che � incinta e poi � cambiata.
- Non � che ha capito di Anita? - Ma che cazzo dici?
- E' stata una cosa inesistente. - Le donne capiscono tutto.
Sono stato lasciato per lo stesso motivo e non ho confessato niente.
Questo mi dovrebbe far pensare.
- Non ce la fai pi�? - No, mi sento un pachiderma ma sto bene.
- Hai voglia di riavere indietro iI tuo corpo? - Non lo so.
Non ci penso in questo momento. Forse ne hai voglia tu invece.
- E' una colpa? - No.
- Non possiamo pi� andare avanti cos�. - Cos� come?
Da quando sei tornata dall'America, � cambiato tutto. Perch�?
- Ce I'hai con me? - No.
- Ho fatto qualcosa che non va? - No.
Perch� non vuoi dirmelo?
Non posso dirtelo, mi vergogno.
Allora... � successo qualcosa?
S�.
Anch'io devo dirti una cosa.
Quando eri fuori...
Dopo mi sono sentito un verme. Non so perch� I'ho fatto.
Volevo dirtelo, ma mi hai detto deI bambino e non ce I'ho fatta.
- Era un'attrice? - S�. Lavorava con me.
Avete scopato?
Una volta.
E tu?
E' una cosa molto diversa. Non c'entra con noi, almeno credevo.
Non volevo dirtelo, forse non te lo avrei detto mai.
E' meglio che ti sia capitata quest'avventura mentre ero via...
.. perch� io non sarei riuscita a fare I'amore...
.. dopo la nascita deI bambino. E' una cosa difficile da capire...
.. per� succede e si sopravvive.
Vorrei...
.. che tu mi ascoltassi e basta, senza interrompermi.
Maria!
Maria!
- Cosa? - Hai visto Sabina?
- No. Perch�? - E' sparita. Non la trovo.
Come sparita? Sar� andata a fare una passeggiata.
Si � portata via tutto. La borsa, i vestiti...
Franco, la troviamo.
Non pu� esserle successo nulla di grave.
Avete litigato. Torner�.
Non abbiamo litigato. Mi ha lasciato. Sono uno stronzo!
Dobbiamo trovarla.
- 0832... - Dovremmo dividerci.
Noi torniamo a Roma per vedere se lei � I�. Numero?
- 757. - Voi rimanete qui neI caso...
- NeI caso... - Mi dai iI numero? Devi fare due cose in una volta.
- 824. - Voi state qui, cos� se torna...
- Secondo me non torna. - Che ne sai? E se succede?
- Buongiorno. Noi stiamo cercando... - Fatti passare la Maternit�.
Mi passa la Maternit�?
Qualsiasi cosa le � successa la mandano I�.
- Giusto. - Anche gli uomini possono avere certe sensibilit�.
Ah, s�?
- No. Ho solo girato 40 puntate in un ospedale. - Ecco!
VOCE NON UDIBILE
Mamma!
Daniele!
Aiutami!
E'mio padre.
E' iI mio pap�.
Aaahhh!
- Vado a posteggiare. - S�.
DIALOGO NON UDIBILE
A destra.
- Dov'�? - E' qui. Sta dormendo.
No, si sta svegliando.
- Dov'�? - Ecco. Vai.
Sabina.
Come stai?
Siamo morti di paura.
Dov'� Franco?
Sabina.
L'hai visto?
No, non ancora.
Come stai?
Ho sofferto un po', ma non troppo.
Vieni qui, Franco.
PIANGE
- Andiamo. - Dov'� Maria? - E' fuori, sta fumando.
Vado alla polizia a firmare iI verbale e poi torno.
- Allora? - Allora cosa?
- Cosa vuoi fare? - lo vado a casa mia, tu non lo so.
- Perch� ci stiamo lasciando? - lo sono stanca.
- Sono troppo vecchia per soffrire ancora. - lo non ti faccio soffrire.
lo voglio che tu sia felice.
lo ti amo.
Non mi lasciare da sola in quella casa. La odio.
lo voglio fare tutto con te. Andare a passeggio, a ballare!
Non mi lasciare, Maria.
- Maria. - Emilia, sono qua.
Vaffanculo!
Oddio, quanto sei piccolo!
A chi assomigli?
A nessuno. Non assomigli a nessuno.
Non crescere troppo in fretta che devo metterti accanto aI cassonetto.
Ti faccio fare iI protagonista.
Scusi. Che sta facendo aI bambino?
- Gli sto proponendo un lavoro. - Lei � iI padre? - No.
Soltanto i genitori possono toccare i bambini.
- Chi lo dice? - E' la regola.
Bella regola!
Cara Sabina, sono molto emozionato per la nascita di Daniele.
Ogni volta che guardo la sua foto mi commuovo come un cretino.
Vorrei scriverti tante cose, ma una mi preme pi� di tutte.
E' impossibile guarire da alcuni dolori, iI nostro � uno di questi.
Comunque possiamo camminare insieme agli altri con le spalle dritte.
Ora che sei madre capirai quanto � importante saperlo fare.
Una cicatrice � un segno indelebile, non una malattia.
La vita, che pensavamo ci avessero tolto, possiamo riprendercela...
.. anche se per farlo abbiamo dovuto cancellare...
.. iI ricordo dei bambini che eravamo.
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