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grazie
Non piangere, stronza.
Volevi prenderti gioco di me, non è vero?
È la giusta punizione che ti meriti per tutto il male che mi hai fatto in tutti
questi anni di convivenza obbligata.
Il fatto di essere mia sorella maggiore non ti dava il diritto di umiliarmi e di
trattarmi come un inferiore.
Questa volta non c'era nessuno a salvarti, a darti ragione dei tuoi
molteplici capricci.
Se fossero ancora in vita i nostri forse sarebbe stata soccorsa, aiutata, ma come
vedi mia cara sorellina qui siamo soli, tu ed io.
E questa casa è troppo isolata perché qualcuno possa sentire i tuoi lamenti.
Ti prendevi gioco di me, eh?
Volevate mettere alla prova i miei istinti, tu e quel cretino del tuo
ragazzo, vero?
Mi credevate ritardato solo perché non parlavo e mi rinchiudevo nella stanza a
leggere i miei libri.
Quindi mi rintanavo lì solo per resistere allo schifo che mi facevate.
Tu mi guardavi con quegli occhi da puttana esperto.
Ti eccitavi vedermi lì a pochi passi mentre ti spiavo.
Giorno dopo giorno però la mia rabbia cresceva e cresceva insieme al desiderio
di possedermi.
E poi quando mi avvicinavo a Mutulivo.
Passi tu, smetti di guardarmi, di battere la tua stanza.
Battere?
Povero cretino, c'è di andare.
La tua personalità e la tua fierezza mi schiacciavano.
Ehi, sei sempre chiuso in casa in mezzo ai tuoi cazzi di lingue.
Perché non ti svegli?
Ecco perché sei così rincoglionito.
Ci sono tante cose belle da fare là fuori.
E non guardarmi con quegli occhi da deficiente.
Mi dai il disgusto.
Senti, ti piace questa minigonda?
Ti piace questa minigonna?
Sai, Antonio è il mio uomo.
Dopo me l'accarezzerà.
Lui sì che è un uomo vero, non un invertemplato celebrezza come te.
Ma... ma che fai, ti aggiri?
E allora...
Ti piace l'eucletta?
Ti piace l'eucletta?
Ti piace l'eucletta?
Ti piace?
Che fai? Ti piace questo profumo?
Che cosa stai facendo?
Cara mia sorellina, da oggi in questa casa le cose
cambieranno.
Lasciami.
Lasciami.
Lasciami. Lasciami.
Lasciami. Lasciami.
Lasciami! No!
No!
No!
Dai!
Apri la bocca, dai!
Lasciami! Hai capito?
Lasciami!
Che cavolo stai facendo? Dai!
Succhiami sto cazzo.
Dai.
Forse lo vedrai.
Dai. Fammi vedere. Sei il tuo ragazzo. Dai.
Dai.
Così. Sei un'altra roba.
Così.
Così. Fai godere il tuo fratellino. Dai.
Non c'è niente di bello da guardare, hai visto?
Lasciami!
Dai!
Dai, non qua!
Dai! Fammi vedere quanto sei puttana!
Sutta sto cazzo che ti piace, dai!
E fammi vedere, fammi vedere questa petta!
Bella, continua a succhiare il cazzo, dai!
Così, così, così!
dai, a questa bocca, così ti scopo ah,
che sorella troia guarda guarda come gli piace il cazzo ah, dai
così, così ah, no, ammazzami sì, che ti piace
dai, dai dai, e non mordere ah così
così, dai dai
Lasciami! Tu ancora non hai capito che cazzo comando!
Lasciami stare!
No! No! Sei una maiala di... Dai!
Adesso lo stai anche con me!
Lo fai anche con me adesso! Dai!
Zucchia un cazzo!
Dai che ti piace!
Così!
Così!
Così!
Lasciami! Lasciami!
Lasciami! Lasciami stare!
Lasciami stare!
Lasciami stare!
Lasciami stare!
Lasciami stare! Lasciami stare! Lasciami stare!
Lasciami stare! Lasciami stare! Lasciami stare!
Lasciami stare!
Così, con quegli occhietti verdi.
Puttana!
Penso che io non vi guardavo. Forse è quell'altro.
Fammi guardare adesso, dai, sorellina.
Così.
Così.
Così Così Così Così
Così Così
Così
Su, che lassarellino.
Vieni qua. Vieni qua. Lasciami. Lasciami.
Lasciami. Lasciami.
Lasciami. Lasciami.
Lasciami. Lasciami.
Lasciami.
Lasciami.
Non mordere, non mordere, non mordere, non mordere, non mordere, non mordere,
non mordere, non mordere, non
mordere,
non
mordere.
Oh! Oh!
Oh!
Oh!
Oh!
Oh!
Così. Così.
Così. Così.
Così.
Così.
Così. Così.
Così. Così.
Non muovere.
Scusami.
Bello, bello adesso è lì.
Oh! Oh!
Oh!
Oh! Oh!
Oh! Oh!
Oh!
Oh!
Oh!
Buonanotte.
Così Così Così
Così
Così, eh?
Stai così, stai così, stai così.
Guarda che bella maschia, guarda, bellina, mi piace di cazzo.
Mi piace di cazzo. Mi piace di cazzo.
Guarda come è caldo qui.
Ehi, stavolta.
Oh! Oh! Oh!
Sì, sì
No!
3, 2, 1.
Sennò mi dica figlia.
Ti dico che me la chiamano cazzo.
Ma mi piange.
C'è il bello, bello, bello, bello.
Cosa?
Prossimo esercizio.
1, 2,
3.
Ah, mi sa che sento.
Eccoti, l'isdraiata sul pavimento, ed io finalmente vincitore, in piedi accanto a
te.
Eppure oggi la giornata sembrava essere iniziata come tutte le altre mattine.
Solo che l'epilogo questa volta prese un'altra direzione.
Eccolo, il piccolo ritardato è arrivato.
E così devo sobbarcarmi le responsabilità di un malato mentale?
Non ti dimentichi che sta parlando del suo nipote, il figlio di sua sorella
Matilde.
E se vuole ereditare il patrimonio di sua sorella dovrà rispettare per legge
ogni singolo punto del testamento.
Ma io non so come si elevano i figli, non ne ho mai voluti.
Cara Jessica, il documento parla chiaro.
Volete le ricchezze, i terreni e le proprietà di vostra sorella?
Ma certamente, lei stessa sa che sono in rozzo, deve assolutamente mettere le
mani su quel patrimonio.
E allora deve fare in modo che vostro nipote sia ospitato presso casa vostra e
dargli tutte le cure di cui ha bisogno.
per un ragazzo della sua età e della sua condizione.
Mio Dio, questo è un castigo.
A voi la scelta.
Comunque, lui arriverà la prossima settimana e trascorrerà da voi un mese
di prova.
Al termine di questo, un team di specialisti e assistenti sociali
interrogeranno vostro nipote e lei per rendersi conto del tipo di rapporto
instauratosi e delle condizioni psicofisiche del ragazzo.
È inutile che vi ribadisse il fatto che per tali analisi daranno edito negativo,
vostro nipote sarà ospitato presso una struttura e al compimento del
diciottesimo anno sarà lui a realizzare tutto.
Ho capito, ho capito.
Ora però veniamo a noi.
Come sa, dovremmo venirci incontro per quei soldi che gli ho prestato tempo fa.
Mi dispiace chiederlo, ma dovremmo in qualche modo saldare quel debito, almeno
in parte.
Come al solito?
Come al solito.
Ciao, tu devi essere Silvio.
Ciao, vieni.
Vieni, entra.
Andiamo.
Ecco, questa è la tua stanzetta.
Puoi appoggiare la borsa lì se vuoi.
Lì c'è un telo, come vedi, e se stanotte c'è freddo posso dartene altri.
Va bene?
Grazie, zia.
Va bene, va bene, va bene.
Ascolta, zia devo andare a cucinare qualcosa giù in cucina. Tu intanto disfa
la valigia.
Non sono capace.
Va bene, te la disfoi dopo. Ascolta, tu ti do questi, guarda.
Gioca un pochettino con questi.
E quando è pronto sdietichiamo, va bene?
Sì. Ok.
Basta con questa forchetta!
No, no, no, no, vieni qua, vieni qua, vieni qua.
Zia non voleva, zia è cattiva.
Vieni qua piccolino, vieni qua, vieni qua piccolino.
Dai su, vieni qua, vieni qua con zia.
Senti, vai a vedere la televisione in sala.
Via per piatti, va bene? Metti a posto la cucina.
Va bene?
Dai, vai, su.
Mio Dio, aiutami tu.
Pronto? È lei il notaio? Sì, sono io.
Mi dica, tutto bene con Silvio?
Mi sembra di impazzire, non riesco a sopportarlo.
E poi mi tocca, non so proprio più come comportarmi.
Sai che devi avere pazienza.
Si ricordi che devi resistere solo un mese.
E poi tutti quei soldi saranno suoi.
Mediaretta, sia il condiscendente, in fondo, come tutti i ragazzi della sua
età, ha bisogno di un po' di calore umano, no?
Sì, forse ha ragione lei.
Però, come dice, buonanotte, notaio, e mi scusi per il disturbo. Se figuri, è
sempre piacere sentirla.
Buonanotte.
Tu sei piccolo, dai, andiamo. È arrivato il momento di andare a nanna.
No, no.
Mi sono apporto i colori.
No.
E i colori domani?
No.
Ecco qui.
Buonanotte. Buonanotte.
Sì.
Ci mancava anche questo adesso.
Andiamo, va.
Ecco, adesso falla.
Ma come cazzo ti ha abituato mia sorella?
Guarda che mi tocca fare.
Cosa?
Cosa?
No!
Sai cosa mi tocca fare?
Certo che madre natura ti ha tolto da una parte e ti ha dato dall'altra, eh?
Ancora? Ancora.
Allora sei proprio porco.
Allora, visto che vuoi divertirti tu, mi voglio divertire pure io.
Venga, venga, venga.
Oh!
Per concordare a chi andrà l'eredità lasciata dalla signora Matilde.
Non credo ci siano dubbi. Come vede Silvio ti ha inventato benissimo in casa
mia. E poi hai dato il meglio per farlo star bene.
Eh mia chiara.
Lei è andata molto molto più in là.
Rispetto a quello che le era consentito. Cosa?
Cosa intende?
Vede. La sua cara sorella Matilde non sfidava di lei il suo comportamento.
Pertanto prima di morire mi ha convocato per dirmi di utilizzare qualsiasi mezzo
per tutelare suo figlio, i suoi beni e le sue proprietà e che andassero
direttamente a lui.
Quindi a casa sua abbiamo piazzato delle telecamere per registrare ogni
frammento della sua vita quotidiana.
Ma lei è un bastardo!
Eh, così.
Mia cara Jessica, suo nipote non è mai stato un ritardato mentale. Anzi, il suo
quotiente di intelligenza è superiore alla media.
Grazie, Natalio.
Vedi, zia, per poterti cancellare definitivamente dai vincoli del
testamento, abbiamo dovuto esclusivare qualcosa di estremamente grave.
Quale di più grave è l'incerto?
Come vedi è stato filmato tutto.
Perciò ora l'unica rete sono io.
Povero nipotino mio, quanta sofferenza nel tuo animo, eppure riesci così bene a
nascondere i tuoi sentimenti, a mascherare con la tua solita freddezza
anche i momenti più duri.
In quel tremendo incidente non se ne andarono solo tua madre e tuo padre, ma
la gioia e la spensieratezza degli anni ottenuti.
Mi presi cura di te come di un figlio, e questo per alleviare la tua sofferenza.
Le scuole private da Salesiani, il corso pomeridiano di Scherma, tutto
sembrava procedere per il meglio, fin quando quel giorno partesti per il
servizio militare.
Tutto questo tempo nonostante le numerose lettere e le telefonate fatte
mi sono sentita sola, terribilmente sola.
Aspettai con ombra il tuo ritorno ed ora che sei qui sento che è cambiato
qualcosa nel tuo amore.
Sei tu?
Non sei più lo stesso di prima.
I tuoi occhi quando mi guardi brillano in una luce diversa.
Strano.
Dove è finita quell'innocenza che tanto amavo?
E questo cosa significa?
Oh, ragazzo mio, forse non ti bastano più le mie carezze.
Sei un uomo oramai.
Hai bisogno di sensazioni più forti.
Eh, stai inusando le mie mutandine.
Forse mi vuoi, mi desideri.
Va bene, d'accordo. Se è ciò che vuoi, saprò accontentarti anche in questo.
Ciao, piccolo. Ancora non dormi?
Eh... Perchè sarà? Non ricordo, andrei a fondo.
Cosa stai dicendo? No, niente di importante.
Dai, fai vedere.
Ah, come essere felici.
Crede in essenziale, eh?
Sei triste?
Ne preferisci il cuore?
Di che cosa hai bisogno?
Hai bisogno di qualcosa?
No,
è tutto ok.
Non so, è che mi sento così strano, così agitato
in questo periodo.
Non dipende da qualcosa.
Tu poi sei così buona, così dolce come me.
Non lo so.
Cosa intendi dire, zio?
Lo so perché sei trovato. Ci ho visto oggi in camera mia.
Oh mio Dio.
No, piccolo, non ti riesci a pungere.
È del tutto naturale.
È cresciuto oramai. Non hai più bisogno solo di cocco.
No, Adriana, non mi manca nulla.
Io sono felice accanto a te.
Ah sì?
E questo cos'è?
Lo sai che ti sono sempre stata vicino ai miei momenti più difficili.
Hai fiducia in me?
Ma certo, zia.
Lo sai che ti adoro.
E allora rilassati e lasciati guidare.
Sarà dolce come il miele e candido come un petalo di rosa.
Ma, zia...
Sì
oh oh oh
Oh!
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