All language subtitles for Laportarossa2_05[1]

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Original subtitles

Non cercare di aprire, non si apre.

Dove mi sta portando ?

- Dove siamo ? - Prego, signorina. Mi segua.

Dove stiamo andando ?

Mi segua. Non si preoccupi.

Nessuno vuole farle del male.

* Avanti !

Ciao, Vanessa.

Vanessa, dove ti sei cacciata ?

Ti chiedo scusa per come ho organizzato questo incontro.

- Che vuole da me ? - Hanno detto

che al processo hai fatto delle affermazioni molto...

molto forti. - Ho detto la veritĂ .

Raffaele deve averlo comprato per una persona speciale.

Io ho capito che probabilmente sei tu. Prendilo.

Per quello che vale, volevo molto bene a Raffaele.

Non era perfetto, lo so.

Però mio figlio non si sarebbe mai suicidato.

No ?

Che vi siete detti veramente quella notte ?

Era bello, vero ?

Sì.

Ho una cosa che mi pesa, ma abbiamo deciso di non dirla a nessuno.

Ha detto che aveva un grosso peso

ma non poteva dirlo a nessuno. - E' colpa mia, dovevo stargli vicino.

- Ora io devo andare a casa. - Fammi parlare con lui.

- Con Raffaele ? - Devo chiedergli scusa. - Mi lasci.

Non funziona così.

Tu hai detto che puoi farlo. Al processo hai detto che puoi farlo.

Io ti posso pagare quanto...

quanto vuoi. - Io non voglio niente.

Voglio solo andare a casa.

Josif, lasciala andare. Accompagnala a casa.

- Sì, signora. - Scusami.

Sono stata impulsiva.

Scatto di serratura Vanessa ?

- Ero preoccupato. Dove eri ? - Tu dove eri ! Io ero dalla Durante.

Il suo autista mi ha portato da lei.

- Credevo che mi avrebbero ammazzato. - La Durante ? - Sì !

Io ho scoperto una cosa importante su di lei. Elvio, il padre di Anna

per conto della Durante, ha frugato fra le carte di Piras. - Perché ?

- Sono amanti. - Incredibile !

Lei fa parte di un'organizzazione criminale potente. Poi ti spiegherò.

Si chiama confraternita della Fenice. C'entra con Brezigar e con il libro.

- Che voleva da te ? - Non so. Mi ha accolto in una specie di mausoleo

in onore di Raffaele e mi ha dato questo

dicendo che era un regalo da parte del figlio. Mi fa paura.

- Ha chiesto di parlare con lui. - Tu che hai detto ? - No !

Poi mi ha lasciato andare.

- Dille che hai cambiato idea. - Sei pazzo ? - No, ascolta.

Ha ricevuto una lettera minatoria forse da chi ha il libro

e potrebbe rapire mia figlia. Mettiamole pressione.

Potrebbe dire qualcosa per aiutarci a capire di chi si tratta.

- Non posso, io non vedo Raffaele. - Quella stronza non lo sa.

Non posso farlo. Mi viene da vomitare solo a pensarci.

- Devi pensarci ! Io vengo con te. - Eri con me anche in tribunale

e non è andata granché. - Mica per colpa mia. - Sì, perché ci sei !

Io lo voglio, ma non mi va di fare questa cosa. Non riesco a mentire.

- Faccio casini. - Il tribunale è duro, non preoccuparti per quello.

Anna deve fare la sua deposizione, sistemerĂ  tutto.

Noi dobbiamo occuparci di questa cosa. E' importante per mia figlia !

So che ti chiedo tanto, ma penso a tutto io.

Gli ho telefonato per condividere la mia scoperta.

No, così dovresti dire che avevi sospettato di Piras.

Non funziona.

Ho telefonato a Rambelli

per condividere i miei dubbi sull'omicidio di Leonardo. - Meglio.

- Poi abbiamo ricostruito la dinamica dell'omicidio. - Bene.

- Ma chi ti frega ! * Eccomi. - Così funziona. Bea !

- Fai presto. - Sì.

- Sei nervosa ? - No.

Ehi.

- Sei da sola ? Non ti accompagna Piras ? - No.

- Dice che è meglio se non ci vediamo. - Magari ha ragione.

Comunque non ho bisogno di lui per difendermi.

Ciao.

In bocca al lupo !

Io e Cesare abbiamo litigato.

E quindi ?

Abbiamo detto cose difficilmente ritrattabili.

Spero che non sia per colpa mia.

Non è colpa tua.

Sei il motivo.

- Stavi uscendo ? - C'è l'udienza.

Jonas.

Resta con me.

Controlliamo il microfono ? Si sente male.

Possiamo iniziare.

Dottoressa Mayer, ha visto i giornali ?

Stamattina ho aperto il giornale e ho letto "Gli amanti diabolici".

Foto con bacio. Riconosce la foto ?

- Bastardo ! - Mi aspettavo domande da avvocato, non da paparazzo.

- Permettete che qui si facciano speculazioni ? - Ha ragione.

- Parliamo di qualcosa inerente ai capi d'accusa ? - Subito.

Lei ha invitato l'imputato a casa sua la notte che le hanno sparato ?

Esatto. Ho telefonato a Rambelli

perché era l'unica persona con la quale potevo chiarire dei dubbi

sull'omicidio del commissario Cagliostro. - E...

Ha accusato Rambelli di avere ucciso Cagliostro in quell'occasione ?

No. E' solo che...

qualcosa è andato storto. Sentendosi all'angolo, ha preso la pistola

per uccidermi. - Però non ha detto di sentirsi all'angolo

e non ha prove che le abbia sparato. - Ho la cartella clinica

o pensa sia stato Piras a spararmi ? - Brava ! - Il mio cliente dice...

Può dire ciò che vuole. La falsa testimonianza è un reato meno grave

rispetto all'omicidio. - Far passare un incidente come prova è grave.

Opposizione.

- L'avvocato Scaglianti fa insinuazioni gravi. - Accolta.

Cagliostro è stato ucciso dall'uomo che considerava come un padre

e che per me era un amico.

Ora, per salvarsi, quest'uomo getta fango su Piras

che mi ha salvato la vita e su di me.

Io mai avrei potuto anche solo pensare di uccidere Leonardo.

La dinamica...

Il padre di mia figlia, l'uomo della mia vita

che io ho amato e amerò per sempre.

Emotivamente convincente.

Magari anche lei lo vede qui come la signorina Rosic ?

Che cosa darei !

Anch'io.

Signor presidente

ciò che sta avvenendo è oltraggioso.

Gli imputati non sono due Pm dalla fedina immacolata

ma un'altra persona. - Con una fedina altrettanto pulita.

- Avvocato, ha altre domande ? - No.

Bene.

Può andare, dottoressa.

Come fai a guardarti allo specchio ?

- Guardate. - Stanotte hai fatto tardi.

- Dove eri ? - Niente di divertente. - Scusate.

- Sei Vanessa Rosic ? - Sì. - Mia madre è una fan di "Heath Ledger".

- Mi chiedevo se puoi farla parlare. - Togli la mano !

- Venti euro. - Date ancora fastidio e qui non entrate piĂą. - Scherzavo.

(in napoletano) Vai via ! Te li do io 20 euro. Stronzo.

- Grazie, Federico. - Smetteranno prima o poi.

Certo, dimenticheranno tutto.

Se fossimo nel 1800, ma siamo nel 2000. Quando cercherĂ  lavoro

cliccheranno il suo nome su Internet e tornerĂ  tutto a galla.

ResterĂ  quella che vede i fantasmi. Nessuno cambia convinzione per noi.

- Guarda questi. - La gente non è tutta uguale. Ci sono persone

che ti stanno vicine lo stesso. - Chi ? - Filip, per esempio.

- Non ti sta vicino ? - Ci siamo mollati.

Come ?

Vibrazione di cellulare

- Devo andare. - Hai appena finito il turno, resta. - Ho da fare.

Non torno stasera a cena. Ciao.

Avvocato !

Mi meraviglio di lei. Si è fatto rigirare da Anna come un calzino.

La strategia era giusta. Poteva andare peggio.

- Peggio di così ? - Gettare sospetti su un Pm non è facile.

- Non bisogna superare certi limiti. - Superi questi cazzo di limiti.

Li superi.

Perché altrimenti io mi chiedo...

che cazzo ti pago a fare ?

Il colloquio è terminato.

- Albertini ! - Sì ? - Vi devo sempre cercare. Dove è Mariani ?

- In tribunale per la deposizione di Anna. - Jamonte lo sa ?

E' lì anche lui.

- E' venuto... Come si chiama ? Filippo Vesna. - Filip Vesna. - Sì.

- Per la denuncia di aggressione ? - Sì. Ho la descrizione. - Bene.

Un'altra cosa. Sullo stradone che si prende dal suo rifugio

ci sono telecamere di sorveglianza ?

Sì, ce ne sono due vicino al ponte di ferro. Perché ?

- Vai a controllarle. C'è zucchero ? - No. - Dammelo.

- Vuoi una sigaretta ? - Non fumo.

Muoviti e spegniamo i cellulari ! Squilli di cellulare

Faccio fare a Mariani ?

- No, lo fai tu. Vai. - Io ? - Sì, tu. Vai, ora !

Adesso ! Vai, fila !

- E' quella che vede i fantasmi ! - Che si dice dall'aldilĂ  ?

Vanessa ! Giochiamo con il morto ?

Voci confuse e risate

- Come sei tornato ? - Non ho attraversato la porta.

* Non sono mai andato. * Avevi scoperto la verità. Perché restare ?

Non tutto era chiaro.

- Sei infelice ? - Non eri il mio angelo custode o ci sono cose

che da lontano non si vedono ? Io lo vedevo. - Signorina.

- Si prende gioco della Corte ? * Tu non mi lascerai mai, vero ?

- Tutto okay ? - Mica mi volevo ammazzare. - DĂ i !

Vuoi farmi da guardia del corpo ?

Se mi paghi piĂą di quanto mi danno al locale, posso pensarci.

No, vengo qui a fare il bagno tra un turno e l'altro.

- E' bello, no ? - Bello. Che coincidenza !

Le coincidenze sono significative.

- Forse devi essere salvata. - Ora che tutti mi prendono per il culo ?

Hai avuto coraggio a dire quelle cose davanti a tutti.

Ha ragione mamma. Sono una cogliona che si è rovinata la vita.

- Ti sei liberata di un peso. - Che vuoi ?

Niente. Per quello che vale, io ti credo.

Magari vuoi parlare con qualche nonno morto.

No, i miei nonni sono ancora vivi.

(in napoletano) Non sono così vecchio.

Andiamo ? DĂ i !

Sparo

Vanessa.

* Vanessa ! C'era uno sparo.

Ciao.

- Ancora provi a buttarti ? - Se servisse a qualche cosa !

- A te va meglio ? - Un po'.

- Tu ? - Si è aggiunto un dettaglio alla visione.

Uno sparo.

Non voglio pensare a che significa.

Se davvero le succede qualcosa...

Se le succede qualcosa di terribile e io non posso fare niente ?

Voglio che mia figlia resti qui, che stia bene e faccia tante cose belle

anche se non le farĂ  con me. - Ehi !

Calma.

Guardami. Noi riusciremo a salvarla.

Non sai quante persone oggi mi hanno fermato per strada.

Molti per prendermi per il culo.

Altri erano disperati.

Io non posso fare niente per loro, ma posso farlo per te

e per Vanessa.

Tu sei la mia fortuna e la mia condanna.

Okay, ci vado. Ma decido io che dire a quella donna, non tu.

Quando mai !

Grazie.

Vanessa, io sono davvero molto contenta che tu abbia cambiato idea.

Mi dispiace per ieri, ero molto a disagio.

Ma ho pensato che venire qui potesse aiutarla a superare questa cosa.

Ho preparato le candele...

per terra.

- Non guardarmi. - Per terra ?

- Sì, assecondala ! - Certo.

Lo faccio anch'io.

- Come ci riesci ? - A fare che cosa ?

- A comunicare con loro. - Con i morti ?

- Con i morti. - In realtà è molto semplice. Loro sono in mezzo a noi.

Io percepisco la loro presenza.

Ma tu li vedi ? Sono normali ?

Sono come erano in vita, solo con il volto un po' piĂą triste.

- Poetica. - Raffaele è qui adesso ?

DĂ i, stai andando bene. Non mollare.

Ti aiuto io.

Mio Dio, è lui !

Sta bene. Non vuole che sia triste.

Che gli è successo ?

Non si è suicidato.

- Rambelli gli ha dato tutte quelle pasticche di Red. - Lo sapevo.

Vedi che funziona ? Adesso dille della Fenice, dĂ i !

- Tu lo vedi ? - E' preoccupato per lei, per la Fenice.

La Fenice ?

Non gli ho mai detto niente.

Brava. Chiedile che cos'è.

Forse lui ha incontrato Walter Nikolic e Gerbez.

- I morti parlano tra loro ? - Chi sono Nikolic e Gerbez ? Chiedilo !

Raffaele !

Amore mio !

Io non volevo. Tutti quei bambini...

- Che bambini ? - Che bambini ?

Però ho chiuso con quella storia.

Che storia ? Di che parla ? Chiedilo !

- E' il momento di insistere ! Non ha detto ancora niente. - Basta.

- E' andato via. - Perché ? - Come è andato ? Dove ?

- Perché ? - Non lo so. E' andato via. - Vanessa.

Senti.

Voglio che tu sia discreta su quello che è accaduto qui.

- Ti do tutto il denaro che vuoi. - Stronza !

- Non l'ho fatto per soldi. - No ?

Allora mi raccomando.

E' meglio per tutti, soprattutto per te. Hai capito ?

Ti ha minacciata. E' dentro con tutte le scarpe.

Eravamo a tanto così. Hai sentito che cosa ho detto ?

Sì, ma tu hai visto come stava ? Ho fatto una cosa orribile.

Mi spingevi troppo !

Mi dispiace, ma quella non è una santa e tu eri d'accordo a farlo.

E' vero. Devo avere sottovalutato i miei sentimenti.

Mi succede spesso ultimamente.

Vanessa.

Erba ?

- Dove l'hai trovata ? - Dove la prendevo all'epoca.

Bravo !

- La ricordavo meglio. - Era tutto meglio.

Io ero una fica pazzesca, tu avevi la faccia da schiaffi

e vivevamo alla giornata.

Io ricordo che eri una figlia di papĂ  scappata di casa.

Volevi che ci sistemassimo e che io smettessi di fare il ladro.

Volevi un figlio.

Ci mancava solo il figlio !

Sì, sarebbe stato un problema.

Vuoi ? DĂ i !

Io mi sento come se dovessi decidere che fare nella vita, invece...

- C'è ancora molto tempo. - Per cosa ?

Per fare gli amanti a 50 anni ? Hai pure un marito.

- Che non amo. - Sì, però lo hai sposato

nella chiesetta privata sul Collio.

Come fai a saperlo ?

Non mi hai fatto vedere le foto ?

Sei strafatto !

Tieni.

Forse.

* Sono le foto fatte ieri. Grazie.

- Paoletto, scusa. - Grazie. - Va bene.

- Dimmi. - Ho scandagliato i traffici di Brezigar. - Sì.

- Ma non ci sono piste nuove. - Vabbè, okay.

- Che facciamo ? - Aspetta. Albertini !

Le telecamere del ponte di ferro ?

- Quale ponte di ferro ? - Albertini ha una pista.

Allora. Cinque minuti dopo l'aggressione a Filip Vesna

un'auto è passata nella giusta direzione. Eccola.

- Una berlina color blu notte. - La targa ? Che abbiamo ?

- Si leggono solo le ultime lettere, "ZZ". - Perché non coinvolgermi ?

L'ho chiesto io. Per la targa, incrocia modello e colore.

- Okay ? - Va bene. - Mandami una stampa di lĂ .

- Hai parlato ad Alessi dopo la deposizione ? - Sì, è andata bene.

- E' preoccupato per Piras, domani. - Fa bene. - Elvio, ti prego !

Dopo la tua dichiarazione d'amore a Cagliostro

non so se manterrĂ  il sangue freddo. - Ho detto la veritĂ .

L'ho fatto sempre con Antonio. PapĂ , tra me e Antonio non funziona.

E' finita ! Smettila di fare questi tentativi per farci riavvicinare.

- Per favore ! - Sì. Cresci da sola una figlia senza padre.

Tu mi fai le prediche sulle relazioni di coppia ?

Credi che io non sappia che hai cornificato la mamma tutta la vita ?

- Perché non ti cresci tu tua figlia ? - Non ce la faccio !

- Tesoro. - Zitta, per favore ! - Teso... - Mamma, stai zitta !

Ogni volta che la guardo, mi ricorda che Leonardo non c'è più.

Tesoro... ti devi prendere tempo.

Ogni cosa andrĂ  al meglio.

Anche il dolore passerĂ .

PasserĂ .

Non so se voglio che passi.

Rinunciare a stare male è come rinunciare a lui per sempre.

Eppure siete così belle insieme !

Vanessa ?

Oh, Vanessa !

- Buongiorno. - Che vuoi alle otto di mattina ?

- E' mezzogiorno passato. - E' uguale.

- Saltiamo la parte in cui mi tieni il muso ? - No.

Non vuoi sapere chi sono i due di cui parlava la Durante ?

- Nikolic e Gerbez ? - No. - Prima lo scopriamo, prima torni a russare.

- Io non russo. - Che ne sai ? Dormi. - Lo so e basta.

Io ti ho sentita dormire. Fai un rumorino di naso.

Imita il rumore

- Ti odio. - DĂ i, facciamo presto.

Allora.

"Walter Nikolic, trovato morto nel 1985."

"Giovane esponente del sindacato scaricatori portuali."

- Non c'è altro ? - No. - Vabbè, cerca Gerbez.

"Dal francese 'gerber'..." Forse si dice GERBE'.

- Su di lui dobbiamo cercare altrove. - Se non c'è su Internet...

- Facciamo all'antica. Andiamo dove si conservano le notizie. - Dove ?

- Un posto paleolitico dove ho scritto la tesi, l'emeroteca. - No.

- DĂ i, Vane. - No. - DĂ i !

- No ! - Faccio volare il letto dalla finestra ? - No.

Su !

DĂ i ! Soffro il solletico.

Lo so.

Scusi. Su Nikolic ho fatto. Avrei bisogno di alcuni articoli su Gerbez

ma non ricordo il nome. - Massimo Gerbez ?

E' strano. Sei la seconda persona in due giorni che chiede di lui.

- Che storia c'è sotto ? - Chi è venuto ? - Non posso dirlo.

"Lucia Bugatti".

- Sei quella che vede i morti ? - Grazie, è stata gentile.

Spostiamoci, evitiamo che qualche stronzo ti veda parlare con il morto.

Conosco Lucia Bugatti, voleva intervistarmi dopo il processo.

Fai vedere. Lavora alla Gazzetta.

- Che facciamo ? - Ci sto pensando.

- Mentre ci pensi, vado a casa. Poi mi dici. - Ehi !

- Siamo una squadra. - Non siamo una squadra.

Tu elabori piani e dĂ i ordini, io mi sporco le mani e sto zitta.

Piano, potrei essere tuo padre.

E' vero, potresti essere mio padre.

Vanessa. Vanessa !

Colpi alla porta * Sì ? - Ho trovato l'auto.

Vieni, vieni.

- Fondazione Gherardi ? - E' l'auto di Patrizia Durante.

L'autista è Josif Struna, 35 anni, sloveno, residente a Trieste.

- E' biondo, come ha detto Vesna. - Bravo Callaghan.

* Domani andiamo a farci una chiacchierata.

Bene.

Mariani, dove stai andando ?

A fare un giro, non ho niente da fare.

Mariani !

Stella !

- Smetti di fare la bambina ? - Tu smetti di fare lo stronzo ?

Vabbè. Mi pare chiaro che non ce la possiamo fare.

- A fare che ? - A non farci condizionare da ciò che è successo.

Vedi come ci trattiamo ? Ci puniamo tutto il tempo.

- Questo perché non si può parlare del resto. - Ancora ? - Sì.

- Che altro dobbiamo dirci ? - Io non ce la faccio piĂą.

Neanche io.

Lo ha chiesto Daria.

Hai capito ?

- Me lo ha chiesto lei. - Che è questa novità ?

Stella Mariani fa quello che le viene chiesto ?

Mi ha supplicata di farla scegliere.

Questa è vita.

Può essere bella comunque.

Ti compro una cazzo di sedia a rotelle tecnologica e ti porto...

- Ti porto al mare, a bere. Dimmi tu. - Stella... - Ti ci porto.

Fallo per noi se non riesci a farlo per te.

Non ti chiedo di uccidermi.

Solo... lasciami scegliere.

- Se non lo faccio ? - Troverei un altro modo.

Perché non hai capito che non era lucida

che non avrebbe fatto questa scelta ?

Ha fatto quello che riteneva giusto.

No, tu hai fatto quello che ritenevi giusto !

Perché Daria per noi è sempre stata un problema.

Tu te ne sei liberata.

Tu non hai capito un cazzo di me. Vaffanculo !

Lucia, dove sei ?

Campanello

- Ciao. - Ciao.

Posso ?

Prego.

Che sorpresa.

Passavo di qua, volevo vederti e...

Volevi vedermi...

e basta.

Forse volevi solo...

Hai promesso di non innamorarti di me. Io alle promesse ci tengo.

Stasera voglio dormire con te.

Non ci pensare proprio.

Voglio quello che vuoi tu.

Sì ?

Sarebbe ?

Solo...

sano sesso.

Quindi si vuole proprio trasferire.

- E' sicura di non volerci ripensare ? - Sì.

E' per il processo ?

No, no. Ho solo voglia di cambiare aria.

Non sempre i trasferimenti portano un'aria migliore.

Posso farle una domanda ?

- Se riguarda me e il commissario Paoletto... - No.

Riguarda Anna Mayer.

Perché ha chiesto di non indagare

sulla ragazza coinvolta nel caso Brezigar ? Vanessa Rosic.

Al di lĂ  di quello che uno creda o non creda

senza Anna e Vanessa, nessuno avrebbe preso Rambelli.

Non ha risposto.

Anna è la vittima in questa storia. Non si metta contro anche lei.

Grazie.

- Buonasera. - Salve.

- Posso andare su ? - Prego.

- Arrivo subito per l'ordinazione. - Grazie.

- Buonasera. - Dottoressa Mayer.

- Posso ? - Prego. - Non vorrei essere indiscreta. - No, prego.

Non si preoccupi, lo lasci lì. Trieste è tappezzata.

E' impossibile non vederlo.

Dottoressa, che prende ?

- Una tisana con miele, per favore. - Va bene. - Grazie.

Non deve essere un periodo facile per lei

per quello che sta succedendo al processo.

- E' strano stare dall'altra parte. - Lo capisco.

Vanessa si lamenta

Mia figlia lo fa solo per punirmi.

- Non hanno pensieri così adulti. - No, i bambini sentono tutto.

Lei sente che sono distaccata, non so da dove cominciare.

Io sono stata una pessima moglie.

- Anche come madre non sto facendo un grande lavoro. - Io sono anni

che non so come fare con mia figlia. - Sembravate affiatati l'altra sera.

- Al karaoke ? - Sì.

- Canta bene. - Sì.

Mi creda, io non ho fatto molto per mia figlia.

Anzi, sono anni che non vivo piĂą con lei e con la madre.

La cosa assurda sa qual è ? Non fare niente era la cosa migliore.

Poi c'è stato il trasferimento qui

e sono cominciate le preoccupazioni, l'adolescenza.

Così mi sono ricordato di essere padre

e ho fatto un grande casino.

- Qualsiasi cosa abbia fatto, lo ha fatto per sua figlia. - Dice ?

Per educare un figlio, non bisogna imporgli modelli di comportamento

ma dare l'esempio come genitore. Questo è quello che penso.

Quello che faccio...

- Ecco. - Devo avvertirla

che la tisana qui fa veramente schifo. - Andiamo bene !

- Io non l'ho mai presa, ma... - E' calda. - Grazie.

- Che cos'è, erba ? - Tiglio.

- Buonanotte. - Ciao.

- Quando vanno via ? - Spero presto. - Poi chi è

che ho dovuto chiamarla dottoressa ? - E' la moglie di Cagliostro

il poliziotto ucciso.

Sì ? Vibrazione di cellulare

- Vado a cambiarmi, devo andare. - Mi lasci sola ?

- Ti lascio con la dottoressa. - Grazie.

- E' inquietante qui. - Trovi ?

- Perché mi hai portato qui ? - Ora capirai. - Conosco questo posto.

- Ci venivi con il tuo fidanzato ? - Che ti importa ? - Niente.

Allora ?

- Devo dirti una cosa. - Che cosa ? - Prometti di non dirlo a nessuno.

- Che cosa ? - Tu prometti. - Okay, promesso.

Anch'io li vedo, i morti.

- Cazzata. - Non ci credi ? - No.

Tu che lavori nel bar con mia madre, dove vado tutti i giorni.

- Che coincidenza ! - Te l'ho detto, le coincidenze sono significative.

Credo che ci sia un'energia strana che lega i medium come noi.

- I medium come noi ? - Sì, io non credo al caso. - Io non credo a te.

- Perché dovrei mentire ? - Non so, magari ci stai provando.

- Non può essere ? - Sì, può essere.

Ma non ci sto provando.

Peccato.

Li vedo se non hanno varcato la porta rossa.

Ora mi credi ?

Io vedo solo Cagliostro e solo quando vuole lui.

Con un po' di pratica, puoi chiamarli.

Se vuoi, te lo insegno.

Te lo insegno o no ?

Bene.

* Ognuno di noi cerca di avere il controllo sugli altri.

* Ma spesso siamo noi a subire.

* Facciamo di tutto per non mostrare la nostra debolezza.

- Buonanotte. - Buonanotte. - Arrivederci.

* Eppure può bastare una scoperta per cambiare.

* Per sconvolgere i rapporti di forza.

* Il potere ha un fascino irresistibile.

* Può nascondersi dove meno te lo aspetti.

* Può trasformare chiunque...

nel piĂą temibile dei nemici.

Ci sei dentro anche tu ? Tu rapirai mia figlia ?

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