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- Come va ? - Male.
Non si attacca ancora ?
Aspetti, la aiuto.
Sembra che non tira abbastanza latte.
- Comunque possiamo verificare se ce n'è abbastanza. - No, no.
Scusi, la prenda lei, per favore.
Non si può bloccare del tutto ?
E' meglio lasciare che le cose vadano per il loro corso.
Poi se il latte non c'è, in un mese o due si esaurirà.
- Lei adesso è stanca... - Però avrò il diritto di decidere.
- Quando posso andare a casa ? - Per me anche oggi stesso.
Se state bene tutte e due. Adesso la lascio riposare.
Io non ce la faccio.
Lo so che è difficile.
Ma non sei sola.
E' nostra figlia.
Tienila con te.
Io farò di tutto per proteggervi.
Eccolo qua il nostro Andy Warhol.
A che punto siamo ? Forza, nel mio ufficio.
Zagaria, dai.
- Forza. - Sì.
Allora.
Facciamo il punto della situazione. Mariani ?
Mauro Brezigar, 49 anni
niente moglie e figli, nessun rapporto stabile
l'abbiamo pizzicato altre volte, intimidazione, usura
gioco d'azzardo, molestie e ieri spaccio.
Padre ignoto, la madre ricoverata in una casa di riposo.
L'ho chiamata per avvisarla. Non lo vedeva da circa due mesi.
Era un figlio premuroso e l'andava a trovare spesso.
Immagino. Il referto medico ?
Il medico legale ha detto che ce lo farà avere presto.
- Ma come presto... - Aspetta.
Ha rilevato del materiale genetico che ha portato in laboratorio
e la causa della morte è dovuta a un proiettile
che ha perforato il cuore
ma sarà più preciso dopo l'autopsia.
- Vabbè, poi ? L'arma ? - Niente.
Come niente ? Nessuna novità ?
Vabbè, io invece ho scoperto chi ha fatto questo.
Ce n'era uno uguale dalle parti della stazione.
C'era una videocamera, ho controllato i video
ed è saltato fuori questo grandissimo artista.
- Come si chiama ? - Come si chiama ?
Come si chiama scopritelo voi se non chiedo troppo.
- Sarà fatto. - Bene.
Tu tira fuori dal telefono di Brezigar tutto
rubrica, foto, video e tu per cortesia stai addosso
al medico legale per il referto. Se non c'è altro ci aggiorniamo.
- Non c'è altro. - Al lavoro, grazie. Forza.
Mariani.
Devi dirmi qualcosa ?
- No. - Allora al lavoro.
- Il posto è questo. Vedi le gru ? - Sì. - L'ho riconosciuto così.
Ti faccio vedere come entrare.
Lì c'è un bullone. Toglilo, così riesci a sollevare la grata.
- Brava. - Avevi dubbi ?
Da adesso fa attenzione.
- Non è la prima volta che sono sulla scena di un crimine. - Già.
Il posto è questo.
Lì.
Nella mia visione il libro si trovava qui.
- Che libro era ? Come era fatto ? - Era rosso e vecchio.
- Sembrava molto vecchio. - Hai letto il titolo ?
Aspetta.
"I misteri del conte di Cagliostro".
- Per cui c'entra qualcosa con te. - Ti sembro un conte ? - No.
Parla del Cagliostro famoso, l'alchimista del Settecento.
- Che c'entra con il rapimento di tua figlia ? - Non lo so.
L'unica pista possibile è l'omicidio di questo Brezigar.
Non può essere una coincidenza che lo abbiamo ammazzato qui ieri sera.
Poi che c'entra Filip ? Seguimi.
Ecco, lo hanno ammazzato qui. Nella mia visione queste cose c'erano.
* Le macchie, la sagoma.
Però era diverso.
Il sangue era più scuro, secco.
Questi segni erano più vecchi, rovinati.
- Quindi abbiamo ancora tempo. - Un po'.
Ma non tanto. Nella visione mia figlia era ancora molto piccola.
- Non è molto diversa dalla tua. - Perché siamo tutti uguali.
Poi da morti ! Criminali, persone oneste, poliziotti.
Siamo tutti la stessa cosa.
Mi sei mancato, lo sai ?
- Non è stato facile nemmeno per me. - Tu sei riuscito a starmi lontano.
Chi ti dice che ti sia stato lontano ?
Mi hai fatto da angelo custode ?
Forse sì.
Avevi scoperto la verità, Anna era in salvo.
Perché non sei andato via ?
Perché non tutto era chiaro.
Stavo per attraversare la porta.
Ma ho trovato una cosa.
Una foto.
- Sai dov'era l'imbratta muro della fabbrica abbandonata ? - No.
Ho fatto un giro di locali dove ci sono quelli come lui.
- Al terzo bar... - Ti sei fatto un prosecco.
- No, ho beccato uno che lo conosceva. - Scherzo.
Forza, andiamo.
Buongiorno, ispettore Paoletto. Tu devi essere Ettore Franz.
- Che ti è successo ? - Sono caduto con il motorino.
Vedi a non mettere il casco a volte ? Allora.
Parliamo delle tue passioni. So che hai un talento per i graffiti.
Mi sembra esagerato portarmi in Questura per una cazzata simile.
Ettore, d'ora in poi ti dico io quello che è esagerato.
Bene. Sai dove abbiamo trovato questo ?
- E' il posto in cui stavamo ieri sera. - Esatto.
Riconosci questo gentiluomo ?
- Chi è ? - Non lo so.
- Non lo sai o non lo riconosci ? - Lo riconosco, ma non so chi sia.
Ti rinfresco al mente.
Ieri sera accanto allo scarabocchio che hai fatto tu
lo abbiamo trovato così. Ora mi dici tutto quello che sai.
E' arrivato mentre suonavamo.
- Era ubriaco, ha fatto un casino. - Poi ?
Cos'hai nel braccio ? Tira su.
Fischio Lui ti ha lasciato quel ricordo ?
Ettore, non farmi perdere tempo.
C'era anche un coltello con la lama sporca di sangue.
- Con il DNA in un secondo risalgo a te. - E' stato lui.
- Mi ha tirato una coltellata e preso di striscio. - Perché ?
Forza, Ettore. Non perderti in un bicchiere d'acqua !
Non lo so, gliel'ho detto. Era fuori di testa, ci ha cacciati tutti.
Vi ha cacciati. Chi c'era con te ?
- Una decina di amici, più o meno. - Più o meno. Facciamo una cosa.
Ora fammi l'ultima cortesia. Concentrati.
Nome e cognome di tutti i partecipanti al concerto.
Vado a prendere un caffè e torno, Voglio trovare la pagina piena.
Okay, Ettore ? Un po' di vita, figlio mio !
Ehi.
* Hanno interrogato Ettore, ha fatto i nomi di tutti.
Questo significa che chiameranno anche Filip.
Pensavi che i miei colleghi fossero imbecilli ?
Devo andare da lui.
Io non ci posso credere !
- Smetti di frequentare mia figlia. - Eleonora...
Mamma, lo sto aiutando per una cosa importante.
- Da quando ti vede, ha smesso di essere felice. - Che dici ?
Io sono felice solo quando c'è lui.
- E' la cosa più bella che mi sia mai successa. - No, tu...
Non intrometterti.
Capisco i motivi per cui non sono simpatico a tua madre.
Però è vero quello che ha detto ? Sei infelice ?
- Che è successo ? - Non eri il mio angelo custode ?
Oppure ci sono cose che da lontano non si vedono ?
Non è una cosa che prendo bene essere abbandonata.
Mi dispiace.
Per tutto quello che ti ho fatto e continuo a farti.
Ormai io sono così. Prima lo accetto, meglio è.
Indietro non si può tornare.
Pianto del neonato
- Non è presto per decidere di tornare a casa ? - No.
Non ho mai sopportato gli ospedali, ultimamente ci sono stata troppo.
Che c'è ? Hai la faccia stanca.
C'è stato un omicidio questa notte, ho fatto mattina.
- Di che si tratta ? - Hanno ucciso un pregiudicato.
Speriamo che non sia una grana, ora che deve cominciare il processo.
Del processo di Rambelli non devi interessarti. Ora devi riposare.
Eccoci.
Dai, andiamo a casa.
Lorenzi.
Posso avere una sigaretta, per favore ?
Pianto del neonato
Io devo andare, ho un appuntamento. Ci vediamo dopo.
Per lei dev'essere un po' come fare un viaggio nel futuro
con tutti questi cambiamenti che ci sono stati.
Cosa le sembra ?
Di cosa ? Di quello che chiamate progresso ?
Sì, anche.
Vedo solo gente che cammina parlando al telefono senza guardarsi intorno.
In effetti ha ragione.
Ma ci sarà stato anche qualcosa di positivo al suo risveglio.
I disagi di cui lei parla purtroppo sono inevitabili.
La sua identità è andata in crisi e noi dobbiamo cercare di ricomporla.
Ci sono un'età anagrafica e un'età mentale in conflitto.
(voce ovattata) Ha notato qualche disagio ?
Signor Sala.
Nella mia testa io scalerei il Tarvisio.
- Invece fatico a fare due gradini. - E' normale. - Di che parliamo ?
Dovrei avere ogni cosa davanti, invece è tutto dietro.
Qualcuno mi ha sparato qui e mi ha portato via 30 anni di vita.
Cosa vuole che mi importi del futuro ?
Di che cosa le importa ?
- Vuole saperlo veramente ? - Siamo qui per questo.
Della vendetta.
Avevi ragione, dovevo andare dalla polizia.
- Ora che cazzo faccio ? - Devi dire tutto quello che sai
e che potrebbero scoprire da soli. Capiranno che sei in buona fede.
- Potrebbero arrivare anche a te. - Non preoccuparti per me.
- Io me la caverò. - Ho paura.
- Ragazzi, che fate a quest'ora ? - Buonasera.
- Avete litigato ? - No.
E' tutto il giorno che non so come ti vedo.
- Fil, è tua madre. Diglielo. - Cosa devi dirmi ?
- Domani devo andare dalla polizia. - Dalla polizia ?
- Ieri ho trovato un cadavere. - Un cadavere ? Dove ?
Eravamo all'ex fabbrica, stavamo suonando.
- Noi non c'entriamo. - Finisco il turno e ti accompagno.
Non ti preoccupare. Sono maggiorenne e vaccinato, okay ?
- Fidati. - Grazie, Vanessa.
Dormi con me ?
Lascia stare mia figlia !
Grazie.
Sicuro che non vuoi che venga con te ?
Sì. Ti ho già troppo messa in mezzo ai casini.
- E' meglio che tu non ti faccia vedere. - Va bene.
Tanto ci saranno gli altri, no ?
- Stai con lui, ti prego. - Tranquilla, non lo mollo.
Mamma mia, cominciamo bene la giornata !
- Che abbiamo qui ? - Lista dei convocati.
- Mariani è in ufficio ? - Non, l'ho vista. - Perfetto.
- I tabulati ? - Sì.
Uno dei ragazzi alla festa è presente sulla rubrica di Brezigar.
- Sì. - Ci sono contatti tra i due ? - Una trentina in tre mesi.
Allora c'è del tenero. Buongiorno, Zagaria.
Fammi una cortesia, fai firmare questo al ragazzo.
Ora vediamo se c'è il simpatico indiziato. Come si chiama ?
- Filip Vesna. - Come ? - Filip Vesna.
- Che nome è ? - Filip il nome, Vesna il cognome.
Uno dei sette che abbiamo già convocato.
- Gli altri verranno nel pomeriggio. - Sì.
Giovanotto, il piede sulla poltrona.
- Noi ci conosciamo ? - E' uno sveglio lui.
Sei il fidanzato di Vanessa. Lo dicevo, infatti.
Cos'è questa faccia ? Perché sei qui ?
- Mi avete convocato. - Sì ? Come ti chiami ?
- Filip... - Vesna.
- Si dice "Veshna". - Scusami.
Albertini, fai una cosa.
Prendi le altre deposizioni. A Filippo penso io. Forza, dai.
Vieni con me.
Allora, dai ! Quanto ci stiamo ? Buongiorno !
Lo porti in sala interrogatorio per impaurirlo ?
- Sei diventato stronzo come me ? - Dove eravamo rimasti ?
Quando è arrivato, era ubriaco.
Abbiamo litigato, ma poi siamo andati via.
- Tutti ? - Sì.
Però poi io sono tornato indietro perché avevo dimenticato l'hang.
E' grande da dimenticare.
- Ero agitato. - Non recuperavi quel coso quando ti ho incontrato.
Continua.
Quando sono tornato indietro, era molto buio.
Io ho visto il corpo steso a terra, ma non avevo capito.
Ho girato il corpo e ho visto che era morto.
- L'hai toccato. - Sì.
Dimmi una cosa, chi ha chiamato la polizia per avvisare ?
Non lo so.
Filippo, secondo me è una stronzata.
Tu conoscevi la vittima ?
- Mai visto prima. - Cazzo !
Ripeto la domanda, forse non l'hai capita. Conoscevi già la vittima ?
No.
Questa è una grandissima stronzata.
Questa è la lista di tutti i numeri di telefono
che negli ultimi mesi hanno chiamato o ricevuto chiamate da Brezigar.
Ci sei anche tu.
Lo conoscevo, ma non bene.
Filippo, non voglio incazzarmi. Ce la sto mettendo tutta per aiutarti
ma anche tu devi aiutarmi. Ti vedo confuso.
Prima dici che non lo conoscevi, poi dici che lo conoscevi, ma non bene.
Però hai chiamato Brezigar tante volte negli ultimi mesi.
Forse l'ho invitato per qualche concerto.
Forse l'hai chiamato per qualche concerto.
Se fossi al posto mio
crederesti alla stronzata che hai detto ? No, sai perché ?
Una vocina dentro la tua testa si domanderebbe
come mai un bravo ragazzo come Filippo Vesna
vuole invitare un pregiudicato cattivo al suo concerto ?
Cos'è ?
Anche lui ama la buona musica ?
Tu credi di fregarmi, ma ti rovini da solo.
- Forse l'hai invitato anche quando è stato ammazzato. - No. - No ?
- Come è andata ? - Non sapevo che sarebbe venuto.
- Non lo sapevi ? - No. - Ascoltami bene.
Sarebbe molto meglio per te, se mi dicessi subito tutta la verità.
Io ho solo trovato il corpo.
Questo lo vedremo, Filippo.
Non ti accorgi che non torna niente ?
Che cazzo hai combinato ?
Va bene, Alessandro. Diciamo che possiamo andare.
- Grazie. - Prego.
Attenzione alla gamba.
- Arrivederci. - Mi mandate l'altro ragazzo per cortesia ?
- Può essere. - Può essere oppure è ? - E'.
- Come ti chiami ? - Luca. - Sì, accomodati. Vieni un attimo.
Hai la registrazione della chiamata
per il ritrovamento del corpo Brezigar ? - Ce l'ha Mariani.
- Ce l'ha Mariani ? - Si sarà scordata di riferirlo.
- Come si dimentica le cose Mariani ! - Le procuro la copia.
Bravo, vai.
Paoletto ti ha lasciato venire qui durante l'orario di servizio ?
Non gliel'ho chiesto.
Siete ancora ai ferri corti ?
Sì.
Ehi.
Brava.
- Vuoi qualcosa da bere ? - No, grazie.
- C'è qualcosa che non va ? - No, è...
- Che c'è ? - C'è stato un omicidio all'ex fabbrica.
Lo so, me l'ha accennato Piras. Allora ?
Abbiamo ricevuto una telefonata anonima da una cabina telefonica.
Ho riconosciuto la voce.
Era quella di Vanessa ?
Sì, volevo parlartene prima di dover riferire tutto a Paoletto e a Piras.
Secondo te, lei potrebbe avere a che fare con questa storia ?
No, non credo. E' una ragazza semplice che non ha strani giri.
Mi sembrerebbe molto difficile.
Ho controllato la cabina telefonica da cui è partita la telefonata.
C'erano tracce di sangue sulla cornetta.
- E' una cosa gravissima. Ne devi parlare con qualcuno. - Lo so.
- Forse si è sentito sotto pressione dopo l'interrogatorio. - Sì.
Così è corso al suo nascondiglio per buttare in mare qualcosa.
Io e Filip ci siamo giurati di dirci sempre la verità.
Ti ha detto la verità ? Ti ha detto che conosceva Brezigar ?
- No. - Sono sorpreso anche io
ma forse Filip c'entra con il rapimento di mia figlia.
- Non posso escludere nessuna pista. - Non è possibile.
Vagiti Shh.
Io non ci sono, okay ?
Non guardarmi.
Lei capirebbe.
- Ciao, Vanessa. - Buongiorno.
Lei è l'altra Vanessa.
- Ci tenevo a presentartela. - Alla fine l'ha chiamata così.
- Posso prenderla ? - Certo.
Ecco qua.
Così va bene ?
Credo di sì. Non sono molto esperta neanche io.
Ciao.
E' bellissima.
Lei come sta ?
In ripresa.
Lenta.
Ti sei messa in un guaio ?
Ieri qualcuno ha chiamato da una cabina telefonica
per avvisare che c'era un cadavere all'ex fabbrica.
Io lo so che sei stata tu.
Lo sa anche la polizia.
E' meglio che ti fai trovare preparata.
Grazie.
E' stato...
E' stato strano ritrovare il tuo nome nell'indagine.
Mi sono chiesta
se forse Cagliostro sia ancora con te.
Gli puoi parlare ancora ?
No, mi dispiace.
Non credo che sia più qui.
- Ora è in corso il processo Rambelli. - Lo so.
Speriamo solo che finisca presto
e che Leo possa riposare in pace finalmente.
Lui e tutti noi.
Mi dispiace solo che non potrà mai conoscere sua figlia.
Mi raccomando.
Rambelli, visite.
Il tuo avvocato ti aspetta in sala colloqui.
Rambelli, che cazzo fai ? Lasciami o chiamo i colleghi
e ti spacchiamo il culo. - Per il momento te lo spacco io.
- Non conti più niente qui. - Davvero ?
Non ne sarei così sicuro.
Non rompermi i coglioni.
Avvocato.
- Tutto bene, Rambelli ? - Sì, sì.
Tutto bene.
- Allora ? - Ho esaminato con attenzione tutti gli elementi.
Non è semplice
ma può funzionare.
Vanessa Cagliostro. Non me l'avevi detto che l'avevi chiamata così.
- Suona bene. - Sì.
Perché hai scelto di dirle che non sei più qui ? E' crudele.
Non sono cattivo, ma voglio proteggerla.
Non deve finire in pericolo stavolta.
Per lei sarebbe più crudele sapere che sono ancora qui.
* Ehi ! Ci sei ?
- Con Filip sai cosa fare. * Posso ?
Sì, zia.
- Come stai ? - Bene, perché ?
Tua madre mi ha detto di Cagliostro.
E' tutto sotto controllo.
Senti...
Musica dalle cuffie
Abbiamo interrogato tutti i ragazzi e le versioni coincidono.
Erano andati all'ex fabbrica a fare un concerto.
Andava tutto bene fino a quando è arrivato Brezigar.
Cinquant'anni, pregiudicato. Forse era un po' ubriaco.
Ha attaccato briga con i ragazzi.
E' scattata una rissa e una coltellata a un tale Ettore Franza.
Sono andati tutti a casa tranne uno.
E' Filippo Vesna. E' tornato indietro all'insaputa degli altri.
- Perché ? - Dice che aveva dimenticato lo strumento
ma a me sembra una balla.
- Ha precedenti ? - No, non ha precedenti.
Sembra un bravo ragazzo, ma...
Vibrazione del cellulare
- Ha un coinvolgimento personale con la vittima. - Cioè ?
- Negli ultimi... - Scusate un attimo.
Prego.
Pronto ? Marco, mi devi aiutare !
- Non so più che fare. - Sono in riunione. - Erika è scomparsa.
- Come scomparsa ? - Sì, non risponde neanche al telefono.
- Ci penso io, poi ti chiamo. - Sbrigati. - Sì.
- Tutto a posto ? - Sì.
- Che stavamo dicendo ? - Le parlavo del rapporto tra Vesna e Brezigar.
Negli ultimi mesi Vesna ha telefonato più volte a Brezigar.
Tutti questi elementi lasciano pensare. Che ne dice, dottore ?
Sì, lo penso anche io.
Adesso è importante non tralasciare nessuna pista.
- Ora abbiamo tutti gli occhi addosso. - In che senso ?
- Il processo a Rambelli, il suo predecessore. - Lo pensavo anche io.
Se non ci sono altre cose, direi che mi fido di lei.
- Faccia un buon lavoro. Prego. - Bene.
Arrivederci.
- Buona giornata. - Grazie, buona giornata a lei.
- La faccio accompagnare ? - No, non si scomodi.
- Pronto ? - Tere', spiegami con calma che cazzo è successo.
Campanello
- Ciao. - Ciao.
Prego.
Dove sei stata tutto il pomeriggio ?
Ero alla Scientifica. Ho fatto dei controlli.
Volevo verificare la telefonata anonima dell'altro giorno.
Credo che si tratti di Vanessa Rosic.
Vai avanti.
Ho dato un'occhiata alla cabina telefonica.
C'era del sangue, forse di Brezigar. Ho avvisato la Scientifica
ma la Rosic può essersi macchiata per colpa di Vesna.
Infatti quella sera Vanessa Rosic non era all'ex fabbrica.
L'hanno detto tutti i ragazzi.
Ci hai messo tanto tempo a dirmi tutte queste cose.
Forse so anche il perché.
Non capisco cosa intendi.
Stella, Stella. Prima eri più brava a dire cazzate.
Hai fatto bene a venire, così ti riprendi tutta la tua roba.
- Dà fastidio la giornalista ? - Vaffanculo.
Non è così ? Tutto questo per Daria ?
- Non devi nominare la mia ex moglie. Chiaro ? - Va bene.
Ti prego. Se ci sei, muovilo.
No, amore.
E' meglio di no.
Va bene.
Vanessa piange
Adesso perché piangi ? Dimmi un po'.
L'indagine è risolta, come direbbe tuo padre.
Sai cos'è questo ?
E' un proiettile.
Me lo ha regalato tuo padre prima di farsi ammazzare.
Quanto sei bella !
* Come tua madre. - Pronto ?
- Lo so, scusami l'orario. * Vuoi vedere un giochetto ?
* No, va tutto bene.
* Ho bisogno di chiederti un favore.
Puoi venire a tenermi Vanessa adesso ?
* E' una cosa molto importante. Ti aspetto qui.
Stai tranquilla.
Perché sei qui ? Non eravamo d'accordo che sarei venuto da solo
e poi ti avrei riferito ? - Non potevo rimanere a casa
mentre qui si discute della mia vita.
* Sei venuto a trovare il tuo amichetto ? Visto che fine ha fatto ?
Niente, tu non vedi e non senti.
Mi manca parlare con te, sai ? La tua filosofia da maestrino...
Campanella * Entra la corte.
Prima di procedere con i testi della giornata
il mio cliente vorrebbe rilasciare una dichiarazione spontanea.
Allora forza, sentiamo questa dichiarazione.
Guarda dove siamo finiti.
Quello che mi domando è se sei dispiaciuto per lui
o se sta sul cazzo anche a te. - Signor Presidente
in questi mesi di reclusione ho riflettuto molto
ammetto di aver aiutato mio figlio e il suo amico Raffaele Gherardi
ad occultare il cadavere di Ambra Raspadori come già dimostrato
nel processo per quel crimine.
Io voglio pagare i miei errori
ma non posso e non voglio pagare gli errori degli altri.
Perché non ho ucciso io né il commissario Cagliostro
né il signor Pertusi. - E' senza vergogna...
Il narcotrafficante chiamato "il messicano".
* La sua non è una dichiarazione
è qualcosa tra uno spot e una captatio benevolentiae.
- Vuole aggiungere qualcosa ? - Sì, signor Presidente...
credo di sapere a chi attribuire la responsabilità per questi crimini.
* Sentiamo, secondo lei chi avrebbe ucciso il commissario Cagliostro ?
- Il Dottor Antonio Piras. - Che cosa ?
Forse con la complicità della dottoressa Anna Mayer.
* Ho concluso, grazie. - Che cazzo vuoi fare ?
* L'abbiamo ascoltata, procediamo con i testi che sono molti.
Che cazzo vuoi fare ? Merda ! Che cazzo vuoi fare ?
Che cazzo vuoi farci ancora ?
Ci andrai tu, anche stavolta.
(Le domande fanno tutta la differenza fra la vita e la morte)
(Accetterò la verità ? )
(Chi mi vuole fare del male ? )
(Come posso uscire da questa trappola ? )
(Riuscirò a proteggere le persone che amo ? )
(Da dove verrà il pericolo ? )
(E da chi ? )
(Sarà un estraneo a colpirti alle spalle ? )
(O sarà qualcuno che conosci fin troppo bene ? )
(Che ti ferirà ? )
(Sarai tradito ? )
(O sarai tu il traditore ? )
(Le domande fanno paura)
(ma una cosa è certa)
(fino a che c'è un mistero)
(c'è una storia da raccontare)
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