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Original subtitles

Avevo paura. Paura sia della malattia che giaceva nel mio cervello,

sia delle persone che pretendevano di poterla curare,

o almeno impedirle di distruggermi.

La stessa malattia che uccise mia madre.

Io fui allevata da mia zia, una donna fantastica.

Lei divenne la mia seconda madre.

E la mia migliore amica.

Lo shock di perdere un genitore ed essere abbandonato da un altro

aprì la strada ad una gioventù più pacifica e felice.

E a meravigliosi e cari ricordi.

Mi avvicinai al luogo segreto ed iniziai a nutrire speranza, ma...

questa speranza fu presto spazzata via.

Spazzata via da tutto quel sangue.

Amber.

Devi ascoltarmi.

Devi andartene da qua.

Faranno di tutto per trovarti. Per trovarci.

Tu conoscevi i rischi. E sei andata lo stesso fino in fondo.

Ora c'è un prezzo da pagare.

Tu vali molto per loro. Loro non vogliono aiutarti. Vogliono usarti.

Aiutami e tirerò fuori entrambi da questo casino.

Vai alla sala congressi vicino all'aeroporto.

Stanza 106.

Ritirerai questo al motel.

Amber. Non ti sto costringendo a fare nulla. Non lo farei mai.

Credo solo che questa sia l'opportunità che aspettavamo. Ok?

E ce ne sarà una sola.

- Non ce ne sarà una sola. - Ti piace vivere fuori dal coro?

- Vuoi rimetterci in sesto? - Troverò un secondo lavoro.

Sono soldi facili.

Tutto quel che devi fare è aprire la bocca, chiudere gli occhi...

ed in un'ora avremo voltato pagina.

- Fottiti. - Amber!

Chiudi la porta.

Veloce, potrebbero vederti.

Farai un viaggio. Per incontrare l'uomo a capo dell'esperimento.

- Li hai uccisi? - Cercavamo di salvarli, curarli. Lo sai.

Spiegami.

È andato.

Qualcosa se n'è andato.

Cancellato.

- Fa male. - Possiamo aiutarti.

Lo spero.

- Come? - Mantieni la rotta.

Ma sii pronta a vederla evolversi.

- Non ce la faccio. - Domani, va al Glancing Motel a Clinton, Oklahoma.

E recupererai ciò che hai perso.

Lo so, dolcezza.

Lo so. La prima volta anch'io avevo paura.

Pensa a questa cosa come a una scelta di vita.

Non c'è niente di cui vergognarsi. Non dovrebbe aver problemi a trovare clienti.

Ha un corpicino sexy.

Sì.

Sarebbe carino se lo mostrasse a tutti.

Tutti hanno bisogno d'amore. Puoi fare la differenza, nella vita di una persona.

Essere la liberazione che l'uomo cerca.

Queste cose salvano il matrimonio, basta che ti lasci andare.

È solo sesso, tesoro.

Scopiamo.

Tutti scopano.

Cerco solo di dare stabilità.

Non suona bene?

Stabilità.

Sono al Congress Inn. Sono appena arrivato. Cosa c'è?

- Puoi venire a casa di Jack? - Ora? - Sì, ora.

Va a casa. Ci vediamo lì.

Sanno dove abitiamo! Potrebbero essere lì ad aspettarmi.

- Che cazzo ti hanno fatto? - Darren, smettila!

Sono nella merda adesso, cazzo.

Per favore! - Cristo santo.

Sei ancora lì?

Amber?

Sei lì? Ascolta...

Mi dispiace. - Da Jack. Tra mezz'ora.

Vogliono che torni in strada a spiegare che succede.

Jack?

Cosa stai facendo?

- Qualcuno doveva pur fare la prima mossa. - Cosa?

Come sei...?

Ti ho visto.

Tu eri morto! - Solo l'ottimismo e la mia fede nell'umanità.

Il resto di me è vivo e vegeto.

Andiamo, sono Berry.

Ci ha presentato Jennifer.

Hai presente? Jennifer.

Non ti dice niente? - Vattene da qui, cazzo. - Dici sul serio, Amber?

Abbiamo parlato un'ora e mezza al bar. Ricordi?

- Non capisco... - Cristo, quanto avevi bevuto?

Avevamo un accordo, tesoro.

Tu giochi con me, io ti ricompenso...

Semplice semplice... 20 minuti.

E puoi tornartene alle tue faccende. - Vattene!

Mi sembra chiaro che vuoi i soldi.

Vinciamo entrambi. - Lo faccio.

Fanculo. Non dovrei essere qua.

Amber! Dai apri.

Anch'io sono felice di vederti.

- Controllati. - Non l'hai visto quello?

- Che cazzo facevi li fuori? - Chi?

Quello che se n'è appena andato. Non l'hai visto?

- Non ho visto nessuno. - Controlla non ci siano altre sorprese, siamo al sicuro qua?

Darren, per favore! - Ok.

Ok. Ora controllo.

Sono qua. Va tutto bene. Ok? Ora controllo.

- Tutto a posto. - Hai controllato gli armadi?

Amber, perché cazzo dovrebbe esserci qualcuno nell'armadio?

È assurdo. Nessuno sta cercando di fotterti.

Amber, nessuno sta cercando di fotterti.

- Voglio solo ciò che è meglio per te. - Vieni con me.

- Piccola, lo sai che non posso. - Fanculo la libertà vigilata.

Sono stanca di portare tutto il peso da sola.

Perché...

chi sa cosa succederebbe se ti lasciassi di nuovo da solo. - Non ti fidi di me?

Senti, so di aver fatto un casino.

Ma è stata solo quella volta.

Non succederà più.

Tutti commettono degli errori.

- Come va? - Ciao.

Amber! Cosa ci fai a casa? Levati dal cazzo!

Amber, piccola, per favore...

Cosa fai a casa così presto? - Ho lasciato quel lavoro del cazzo. - Cosa?

Vattene affanculo!

Tieni.

Pulisciti.

Ho una paura del cazzo. Non voglio andare a casa da sola.

Non posso venire con te. Lo sai, piccola.

Perché non disfi le valige e le porti qui?

Cerca di esserci per me, Darren.

Sii colui di cui ho bisogno.

Lo farò.

Spegni la luce per favore.

Dannazione.

Ehi ciao. Scusa, non volevo spaventarti.

Va bene.

- Ci conosciamo? - No, non credo.

Posso pagarti la benzina?

Ti faccio il pieno, se mi dai uno strappo.

- Allora, dove sei diretto? - Me lo chiedo da anni.

Cosa dici, è irresponsabile o...

non avere destinazione vuol dire vivere la vita pienamente?

Allora, irresponsabile o no?

Non lo so.

Cristo, scusa, ti spiace? - Se fumi in macchina? - No, se ti frego una delle tue.

- È scortese non chiedere, vero? - Serviti pure. - Grazie.

Mio fratello ha sempre lavorato con lui, da quando aveva sei anni.

Mamma e papà volevano diventasse veterinario, ma...

non faceva per lui. Ha preso la sua strada.

Più verso l'attivismo.

Soccorrere barboni, rifugi per animali, cose di questo genere.

Ma io sono gelosa di lui.

Gelosa del fatto che è diventato tutt'altro rispetto a quel che gli altri volevano quando aveva sei anni.

Dobbiamo fermarci. Mi sono persa.

Non importa granché.

Puoi lasciarmi qua.

Non c'è nulla qua.

La storia della mia vita.

Vai al Diamond Inn Motel a Santa Fe. - Simon.

Faresti meglio a chiarirti le idee. Se vuoi fare qualcosa della tua vita.

Il cliente ha sempre ragione. Ricordi?

- Ma quel cliente... - Mi rispondi anche?

Io sono l'assistente capo, ragazzina.

Devi imparare a stare al tuo posto e rispettare l'autorità.

O alla prossima valutazione,

ti puoi scordare la rata a 25 cent.

Addio. - Quel cliente mi ha sputato addosso, Arthur.

- Non mi merito di essere trattata... - Credi di essere speciale, fiocco di neve?

Mi deludi, Amber.

Sono certo tu veda gente educata e d'eccezione in TV che viene pagata per fare quel che vuole...

e sono sicuro che la cosa ti piace molto.

Ma tu non sei una di loro.

Smettila di fingere.

Cresci.

E inizia a prendere il tuo lavoro più seriamente.

Al mio colloquio non si è parlato di essere trattata come monnezza.

Allora ti pago ora, o dopo?

Lasciare quel lavoro è stata la peggior decisione tu abbia mai preso.

Avrei potuto addestrarti, trasformarti in qualcosa di utile!

Voglio qualcosa di meglio di questo lavoro del cazzo!

Tu non sai fare di meglio.

Smetti di fare la bambina. Gli abusi che hai subito,

i salari che hai accettato, facendo in un anno

quello che l'esecutivo faceva in un giorno.

Facendo un lavoro che odi.

Così che i ricchi si arricchissero ancora di più.

Loro ci sputano sopra.

È normale.

- Idiota del cazzo. - Quindi pensi di essere sfruttata?

Vattene! Va via!

Cosa c'è?

Qualcosa...

se n'è andato.

Cosa si prova, Amber?

Un enorme buco vuoto

nel tuo passato.

Ti manca?

Lo riavrò.

Non credo.

Tu rifai il giro.

Tu controlla col direttore dell'hotel.

- È qui? - L'ho intravista.

- Cosa ne pensi? - Di qua.

- Lei è qui? - Prova.

Niente da fare. Avvisa che stiamo tornando.

Amber.

So che sei preoccupata. Preoccupata per lei...

Ne parlavi continuamente.

Ora non ricordo nemmeno l'ultima volta che l'hai nominata.

Non voglio che tu...

Amber.

Per favore, considera la possibilità di accettare questa cosa.

- Dimmi solo cosa ne pensi... - Darren, non ho idea di chi sia questa gente.

Non so cosa vogliano da me.

- Mi terrorizzano. - Amber, loro vogliono aiutarti.

Io voglio che ti aiutino.

Ed ho bisogno che tu glielo permetta.

Vi è stato diagnosticato un disturbo deviante dell'alfa-sinucleina 1117.

O "Morbo di Scott Chandler".

La Alpha Sinucleina è una proteina che si trova nei tessuti nervosi cerebrali.

Questa proteina attiva le terminazioni pre-sinattiche al cui interno

la a-sinucleina interagisce con fosfolipidi e altre proteine rilasciando dei neurotrasmettitori.

Questi neurotrasmettitori rilasciano i segnali fra i neuroni sono fondamentali per il normale funzionamento del cervello.

Nel vostro cervello e in quello di chiunque abbia il morbo di Scott Chandler,

c'è stata una mutazione nella codifica genica della a-sinucleina.

Finora abbiamo identificato mutazioni di terzo livello.

Sinceramente, le cause della malattia sono ancora misteriose.

In genere, la malattia rimane latente fino a una certa età.

Poi, quando il morbo si manifesta ed il soggetto è dichiarato positivo,

è solo una questione di tempo.

I ricordi sono i primi ad andarsene.

Questa fase simile alla demenza può durare diversi anni prima che le funzioni motorie di base comincino a svanire.

A questo punto, vi è un rapido declino.

Deterioramento del nervo ottico,

perdita d'udito,

atrofia, convulsioni epilettiche,

tumori al fegato, reni, intestino, retto.

Esteriormente, la carne comincia a mostrare ecchimosi.

Oggi l'età media delle vittime diminuisce di continuo.

Dieci anni fa, l'uomo responsabile di questo esperimento

radunò una dozzina di soggetti proprio come voi.

Persone risultate positive alla malattia.

All'epoca,

il soggetto più giovane aveva 43 anni.

Oggi, 10 anni dopo, nel vostro gruppo, è il più vecchio ad avere 43 anni.

Quando iniziarono le prime ricerche serie sulla malattia,

circa 20 anni fa, era considerata una malattia ereditaria.

Ma recentemente la malattia è diventata più diffusa,

più robusta,

imprevedibile,

virale.

Crediamo che questa malattia stia per dilagare.

La stragrande maggioranza dei nostri colleghi non è d'accordo su questo, ma noi sentiamo fortemente

che debba essere fermata prima che diventi inarrestabile.

Voi 5 siete pionieri.

Eroi.

Proprio perché il morbo di Scott Chandler è oggi privo di una seria ricerca medica,

la vostra partecipazione è vitale.

La ricerca ufficiale sul morbo di Scott Chandler è impantanata nella burocrazia.

E crediamo che tali ritardi e negligenze daranno a questa malattia la base necessaria per diventare incontenibile.

Quindi quel che oggi state facendo qui...

è importante.

Apprezziamo capiate il perché questo esperimento sia condotto in queste condizioni.

E sappiamo che è inquietante.

Quindi grazie a tutti per il vostro coraggio.

Noi capiamo la vostra preoccupazione.

Ma il tempo non è dalla nostra parte, questa ricerca...

Risolveremo questo orribile enigma.

Aggiusteremo quel che non va in voi 5.

Poi useremo i dati per attaccare questa cosa con tutte le nostre forze, curare più persone, salvare più vite.

Vi stiamo chiedendo molto di più del vostro tempo e della vostra collaborazione.

Vi stiamo chiedendo di fidarvi di noi.

- Pronto? Amber? - Chi parla?

- Dov'è Darren? - Quel pezzo di merda.

- Quel lurido stronzo. - Chi parla?

Sono Haley, mi hai dato un passaggio ieri.

- Sai cosa mi ha fatto quel cazzone di Darren? - Perché hai il telefono di Darren?

Posso stare da te per un po', Amber?

Mi spiace chiedertelo. Non so dove andare. È solo per qualche giorno.

Grazie mille di farmi stare qua...

Non hai idea della giornata di merda che ho avuto.

- Come sei venuta qui? - A piedi!

- Te l'ha fatto Darren? - No.

Senti mi dispiace, ma...

Non puoi stare qui.

Sono già abbastanza nella merda e domattina presto me ne vado di qui.

- Amber, sei l'unica che mi può aiutare. - Purtroppo...

Per favore, va via.

Mi prendi in giro?

Erano giorni che non mi facevo una doccia. Grazie di nuovo.

Amber...

Ti prego. Voglio solo sentirmi al sicuro per un giorno...

Io non so nulla di te.

Non posso aiutarti.

Mi ritrovo sempre nei soliti casini.

Non sono stupida, sai?

Perché...

Perché non ho mai un opinione?

Perché non le riesco ad esprimere? Perché non ho mai nulla...

che desidero realizzare?

Perché seguo sempre i loro ordini? E faccio cose per loro?

E non faccio mai nulla per me?

Faccio di tutto per soddisfare quei pezzo di merda...

Solo perché gli sono grata del semplice fatto di tollerarmi.

Io devo andare in un posto...

da sola.

Ti fidi di Simon?

Sto seguendo le sue istruzioni.

Potrebbe ingannarti.

Potrebbe condurti dritta da loro. Potrebbe buttarti da una scogliera, per quel che ne sai.

Mi ci stavano già buttando e lui è stato l'unico a tendermi la mano.

Beh, la strada potrebbe non essere la risposta

ed anche se lo fosse c'è oscurità

e terrore.

È un sentiero pericoloso.

Potresti impazzire prima di arrivare a destinazione.

Non tornerai a casa, vero?

Tu... sei concentrata sul tuo scopo.

Non scapperai da tutto questo.

Tu sei speciale, in qualche modo.

Non è vero...

Migliore di me, comunque.

Va.

E non voltarti indietro.

- Grazie. - Di nulla.

Credo ti piacerà l'Arizona.

È una bellissima zona del paese.

Cosa vuoi?

Voglio che tu vada al Sunset Motel.

A Sedona, Arizona.

È ora di capire come concludere quello che hai cominciato.

Ti sei ficcata in questo casino, ora devi uscirne.

Sei tu che mi hai contattato.

Non è colpa mia per quel che è successo lì, qualunque cosa sia.

Tu devi rimettere insieme i pezzi.

Ridammelo.

Arizona.

Che cosa diavolo fate voi?

Ci si è ritorto contro di noi. Non avevamo idea...

Di cosa? Perché mi sento così?

- Dove cazzo sto andando? - Dall'uomo che può riparare il tuo cervello.

Quando arriverai a destinazione, l'uomo al comando dell'esperimento potrebbe ancora essere in grado

di invertire gli effetti che il farmaco sta avendo su di te,

raccogliere dati preziosi, salvare qualcosa da questo cazzo di disastro.

- Se mi stai mentendo... - Sta all'erta.

E forse riuscirai a colmare gli spazi vuoti.

Ciao.

Benvenuta al Sunset. Cosa posso fare per te?

Sai chi sei?

Il nostro viaggio va in circolo.

Sono felice tu abbia deciso di vederci qua.

Non so perché ti ho sopportato, Amber.

È da molto che aspettavo di farlo.

È un mondo spietato là fuori.

Barry.

Sarò pure all'antica,

ma penso siano quelli che fanno il miglio in più a sopravvivere in questo mondo.

E non credo tu abbia quel che ci vuole, inutile puttana.

Niente roba violenta, ok?

Facciamolo a modo mio...

Amber, sai quante domande ricevo ogni mese per questo lavoro?

Presentate da persone più qualificate di te?

Tante.

Quindi cerchiamo di fare gioco di squadra, senza il tuo solito atteggiamento di merda.

Avanti, datti da fare piccola.

Sì, filma tutto, se manda tutto a puttane, lo metteremo nel registro.

Allora cosa posso avere, per un piccolo extra?

- Cristo santo, direi che la paghi già abbastanza. - Ho detto niente roba pesante.

Sì...

Così, cazzo...

Brava piccola, così.

Fa vedere a questo stronzo come prendi il cazzo.

Io ti amo, Amber.

- Fallo. - Ci siamo.

Ho sempre saputo che non eri niente di speciale.

Io non voglio niente da te.

Non l'ho mai voluto.

Tu non sei importante.

Non sei nessuno.

Ci sei quasi. Solo ancora un po' di strada...

Simon dice che questo è un buon posto per fermarsi a mangiare.

Possono portarti un caffè se vuoi.

Io non ci ho mai mangiato.

Ma a Simon piace il numero 5.

Joe?

Joe!

Aiutami.

Ti aiuterò, Amber.

Se tu aiuterai me. Aiutami a tirarlo fuori.

Siamo qui col Reverendo Joshua Thomas da Cleveland, Ohio.

Lei è un amico di famiglia da quando è nato Joe.

- Da quanto tempo non lo vede? - Sono passati 3 anni.

Interessante.

Non che ci vedessimo molto quando era in circolazione. Quel ragazzo non è mai riuscito a riprendersi.

Sua madre alla fine lo cacciò di casa e non lo vedo da allora.

- Incredibile. - Già, lui era una specie di puttana.

Sua madre lo beccò mentre faceva sesso con la vicina a 13 anni appena.

Abbiamo cercato di educarlo ad essere un buon cristiano.

- Forse un giorno lo capirà. - È meraviglioso.

Quando sei così fortunato da avere un rapporto con il Signore,

hai qualcosa che ti guida e ti mette sulla strada giusta.

Wow, molto coraggioso. Un applauso per il Reverendo Thomas.

Grazie infinite di aver parlato con noi.

È stato di grande ispirazione per me e sono certo per tutti i nostri telespettatori.

Grazie a voi.

È stato un piacere.

Mi scusi, Reverendo...

Dove crede di andare con quello?

Mi dispiace, Amber. Ci ho provato.

Joe Higgins fallisce il recupero dell'orologio da tasca di Amber.

Ci ho provato davvero.

E ora come la mettiamo?

Eccoti.

Non puoi ricordare com'è essere felice, Amber.

Andiamo...

Non stai facendo del tuo meglio.

Adorabile...

Non pensavi davvero che l'avrei resa così facile, vero?

Dimmi dove devo andare, ti prego.

Devi solo stare ancora un po' sul pavimento.

- Poi lo incontrerai. - Dimmelo.

Moab, Utah.

Va all'Apache Motel.

- Lo troverai là. - Chi è?

L'uomo che può mettere fine alla tua pazzia,

ridarti i ricordi che hai perso,

renderti di nuovo completa.

Guida con prudenza.

Sì, sono io.

Volevo solo dirti che ho caricato i bagagli e me ne sono andato stamattina.

Tornerò fra una settimana o due a prendere il resto della mia roba.

Mi dispiace.

Davvero.

No, aspetta per favore.

Mi hai sentito parlare al telefono, vero?

Siamo sposati da tanto tempo.

14 anni...

2 mesi e 11 giorni.

Posso?

Pagare per

la compagnia

di altre donne,

non crea le basi di un matrimonio felice.

Sei sposata?

Mia moglie mi terrorizza.

Non è colpa sua.

Lei è un'ottima persona.

È un problema mio.

Credo di esser caduto nel vizio della prostituzione perché mia moglie...

perché le donne... le relazioni mi terrorizzano da morire.

Chi lo sa...

Ascolta, non ci sto provando con te.

Non riguarda l'attrazione, o l'amore, o il sesso.

Comunque potrei essere tuo padre.

Volevo solo dirti...

che credo tu sia la prima femmina che non mi paralizza di paura.

Tu sei diversa.

Non mi sembra di essere diversa...

Lo sei.

E tu di cosa hai paura, Amber?

Ho paura di perdere il mio carattere.

Io ho molto carattere.

L'ho costruito con lacrime e dolore. Giorno per giorno.

Non voglio perderlo.

È come ricominciare da capo...

Ricostruire la mia vita, riportarla sui binari.

Fa paura.

Rivoglio indietro la mia mente.

Vorrei farti una domanda, Amber.

Io esisto?

No.

Buon per te.

Hai già abbastanza da fare per trovare la tua strada.

La via di casa.

Sai come lo so?

No.

Non lo so.

Ma tu sì.

...che indica che gli alimenti geneticamente modificati non sono sicuri.

Le aziende agricole temono che l'etichettatura obbligatoria per gli alimenti geneticamente modificati spaventi consumatori.

Una proposta simile è stata sconfitta quest'anno in Colorado...

...e Dio vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra...

Amber.

Amber.

Amber.

Darren?

Guarda fin dove sei arrivata.

Sei una ragazza molto forte.

Lo sai...

Io mi vantavo sempre di te.

- Davvero? - Certo.

Ero molto fiero di te.

Perché hai deciso di rimanere con uno stronzo come me?

Sto ancora cercando di capire perché...

Cercavo solo di sopravvivere...

insieme.

Mi dispiace.

Lo so.

È stato uno strano viaggio, eh?

Buonanotte, Amber.

Buonanotte, Darren.

Papà...

Ciao Amber.

Sei...

Sei veramente qui?

Ti è stato tolto qualcosa.

Qualcosa che custodivi.

Tu non sai cosa sia.

Ma il tremendo buco nella memoria è ciò che causa il tuo dolore.

L'esperimento a cui hai preso parte...

è una mia creazione.

Io ne ero a capo.

Era mio.

Amber.

Ti guiderò verso i tuoi ricordi perduti.

Tu non hai il diritto di guidarmi da nessuna parte.

Non dovresti neanche essere qui, tu hai gettato via quel diritto molto prima di questo esperimento,

questo disastro.

Tu hai gettato via me.

Sai cosa facevo prima che tu nascessi?

- Eri un sacerdote. - Mia moglie ed io servivamo in una piccola chiesa,

testimoniando l'opera di Dio con la nostra famiglia di credenti.

Cantavamo, pregavamo,

esercitavamo insieme.

Diverse volte guidavo verso il deserto,

con una donna che non era mia moglie.

Anche lei era sposata, e membro della mia congregazione.

E non lontano da qui, nel deserto, sei stata concepita.

Sotto di noi c'è un vasto strato di sale, spesso migliaia di metri.

Questa regione una volta era sott'acqua, un mare brulicante di vita.

Quando il mare evaporò, 300 milioni di anni fa, lasciò questo strato di sale.

È quello che è successo alla mia vita, è evaporata.

Ho perso mia moglie, ho perso la mia chiesa, ma il sale rimane, a infiammare le ferite che mi sono inflitto

e la gente che amo.

Ancora oggi brucia... molto lentamente.

Ho ricominciato la mia vita.

Sono entrato nella ricerca medica.

Perché sapevo che mia sorella maggiore, tua zia Jeanette, aveva un raro disturbo al cervello.

E sapevamo che alla fine sarebbe scivolata nel baratro della demenza, la sua mente ingoiata da questa malattia.

Ti ricordi di lei?

No... non ricordo.

- Forse l'ho vista un paio di volte da piccola. - Hai vissuto con tua zia Jeanette per 9 anni.

Eri felice, allora.

- Tu adoravi tua zia. - No!

Quando ci siamo visti l'ultima volta, quando avevi 14 anni...

è più o meno il periodo in cui ho saputo che anche tu avevi la malattia,

che avevo generato qualcuno la cui vita sarebbe stata distrutta e interrotta.

Io l'ho saputo solo un anno fa.

Non avevo esperienza di nessun sintomo

con quei farmaci.

Mi serve aiuto.

Mi è stato detto che l'uomo responsabile di questo esperimento,

tu,

mi è stato detto che potevi curarmi.

Mi serve aiuto!

Mi devi curare!

Tu sei la persona più giovane mai risultata positiva, tua zia aveva 50 anni quando le è stata diagnosticata.

Ai miei colleghi la tua età ti rende preziosa, ma io...

io volevo solo salvare il tuo cervello, salvare te,

ma i farmaci sperimentali che hai preso hanno involontariamente accelerato la malattia,

hanno mutato il tuo cervello.

Il tuo cervello ha iniziato a incepparsi in pochi minuti.

Il morbo si è espanso tra i sistemi neuronali associativi

e le nubi temporalesche accumulate nella tua mente si aprirono e riversarono il loro caos.

Devi completare il tuo viaggio.

Là fuori. Riprenditi ciò che ti è stato tolto.

Recupera ciò che hai viaggiato così tanto per trovare.

Zia Jeanette.

- Sono tornata! - Grazie a Dio, Amber.

Non hai idea di quanto ne avessi bisogno.

Anch'io tesoro, eri nelle mie preghiere.

- E ti sei ricordata come arrivarci. - Come potrei dimenticarmi come venire qui?

È casa mia!

Sono a casa!

Sono a casa!

Ok... ti ricordi.

Devi stringere le labbra, così...

Mi dicevi sempre un sacco di cose ma questo...

- non me l'avevi mai insegnato. - C'erano cose più importanti.

Ricordi quei sandali rosa che ti ho comprato quando eri piccola?

Li hai avuti per un giorno appena, poi li hai persi.

La corrente era forte quel giorno e tu stavi giocando proprio qui, con le tue scarpette.

Pensavi fossero assolutamente perfette e hai insistito per indossarle in acqua, eri una ragazzina testarda.

Nessuno poteva dirti cosa fare.

Allora ti dissi Ok...

fa come vuoi, ma non venire a piangere da me quando l'acqua te le farà scivolare via dai piedi.

E ovviamente successe così. La corrente ti levò una scarpa,

la inseguisti chissà dove lungo la corrente.

Ed hai pianto tutta la notte.

Sono dovuta uscire la mattina dopo e comprartene un paio nuovo solo per farti stare zitta.

Mio Dio...

Probabilmente quelle sono le uniche scarpe rosa che hai mai avuto.

Non ti piacevano le cose da bambina. Eri più un maschiaccio, un po' diversa dallle altre...

Mi sento ancora così.

Come mai, dolcezza?

Saresti perfetta!

Hai un fidanzato? Sei troppo carina per non averne uno.

No, non è quello...

È solo che... Non sono molto in vena, in genere...

Sono un po' stufa di tutto...

È come una vertigine emotiva...

- Cos'hai fatto al braccio? - Dove? - È pieno di livdi.

Ah, non è niente. Fa parte della crescita...

Capirai, crescendo...

Zia Jeanette...

Grazie.

Per cosa?

Per avermi accolta.

Sai, per avermi permesso di ricominciare con te. Significa molto per me.

In che senso 'accoglierti'?

Possiamo stare di nuovo insieme, qui. Posso trovare un lavoro e aiutarti a pagare l'affitto.

Oh, creatura...

Nessuno te l'ha detto.

Dirmi cosa?

Tesoro... Io sono morta da tempo.

Come sarebbe 'morta'?

Ho attraversato il paese per stare con te.

Abbiamo passeggiato insieme.

Sei mia zia!

Questa non è la morte.

Non lasciarmi, Jeanette... Ho bisogno di te!

Sei soddisfatta delle risposte che hai trovato?

Ti ricordi il sangue?

Tutto quel sangue...

Le urla...

Il terrore...

L'agonia.

Ovviamente no.

Vuoi indietro alcuni ricordi.

Altri li respingi.

Che cosa ci avete fatto?

Che farmaci ci avete dato? Che cazzo è successo?

Affrontare tutto questo è impossibile! Immagino non te ne importi!

Ho fatto quello che mi hai detto. Ti ho inseguito per tutto il paese!

Ora aggiusterai tutto..

Aggiusterai me.

- Chi possiede le tue memorie, Amber? - Io.

Ne sei certa?

Cosa mi state facendo?

Qualunque cosa siate, delle orrende creature, dei fantasmi,

dei fottuti demoni, odio allo stato puro, non m'interessa!

È finita.

Aggiustami.

O ti faccio a pezzi.

Hai avuto indietro i ricordi della tua infanzia.

Cos'altro c'è da aggiustare?

Non costringermi a piantarti quest'ascia nel cuore, sta pur certo che lo farò.

Voglio che tutto ritorni.

Voglio che tutto torni come prima.

Aggiustatemi!

Fatelo!

Amber, su una cosa hai ragione.

Ora è finita.

E tu hai perso.

Poteva andare peggio.

Quel tuo cervello fracassato valeva molto per i nostri concorrenti.

- Sei fortunata non ti abbiano preso. - Fottiti.

Questo è lo spirito.

A volte è meglio dimenticare.

A volte,

è meglio lasciare che tutto scivoli via.

Simon, dobbiamo andarcene subito.

- Hai caricato tutto? - Quasi.

La portiamo con noi?

Non c'è più nulla da prendere.

sottotitoli a cura di Francesco Vecchi

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