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Quando avevo otto anni, sentii questa canzone.
Non so, rimasi colpita dalla loro musica.
È per questo che hanno una fan di 22 anni come me.
Ora vivo con mia nonna da otto anni.
Lei è la parte più importante della mia vita,
non potrei farne a meno.
Sono nata e cresciuta in quell'appartamento.
È un tipico appartamento comunista.
Ci vivo da 22 anni.
Mia nonna lo adora.
Non vuole venderlo.
Vuole passare i suoi ultimi giorni in quell'appartamento.
La carne diventerà rossa.
Sei molto lenta. Li arrotolo io.
No, ci penso io.
Nonna, hanno il bordo spesso.
Chi se ne importa?
Che vuoi dire? Saremo noi a mangiarli.
Durante l'estate, andavo in campagna molto spesso.
Era fantastico.
Lungo la strada, ascoltavamo i Depeche Mode
e quella fu la prima volta che sentii la loro musica.
Fino all'età di 12 e 13 anni, non capivo bene i loro testi,
non capivo cosa dicessero,
però mi piacevano molto.
E fu così che iniziai a conoscere la loro musica.
Il mio patrigno guardava sempre i loro concerti sul suo computer,
quindi fu lui a mostrami chi fossero.
Tipo: "Quello è Dave, quello è Martin Gore..."
Ammiravamo entrambi i Depeche Mode.
Sono molto contenta di andare a vederli.
Il 24, andrò prima a Mosca e poi, da lì, a Berlino.
E ripartirò il 26, quindi arriverò qui il 27.
Non posso stare qui per tre giorni senza di te.
-Papà. -Papà.
Cuccioli, come siete belli. Ciao, tesoro, come stai, Korben?
Bene.
Ti sei tagliato i capelli?
Sì, un po'.
Stai benissimo. Ciao, Milah.
Ciao, papà.
Guarda, sono qui con Eleven.
Saluta, Eleven.
-Eleven. -Eleven.
Vi aspettiamo qui a Bogotá e desideriamo tanto vedervi.
Mi mancate tantissimo e mancano anche a te, vero?
I ragazzi sono andati a vivere a Miami circa due anni fa,
un po' più di due anni fa,
ed è stata la cosa più dura che mi sia mai capitata.
Sai che i tuoi figli stanno crescendo velocemente,
che lo stanno facendo lontano da te
e che ti stai perdendo tutti questi momenti importanti.
Ho conosciuto mio padre soltanto 10 anni fa,
quindi per me essere un padre è molto importante.
Anche da bambino, tutti gli altri bambini pensavano:
"Io sarò un calciatore" e "Io voglio essere un astronauta",
mentre io sapevo di voler essere un padre, un buon padre.
Parliamo almeno una volta a settimana su FaceTime o in altri modi.
E io ascolto sempre
tutto ciò che sta succedendo nelle loro vite.
Non è come averli qui,
io cerco di essere il miglior genitore possibile, pur vivendo lontano.
Sono contento che abbiano una madre bravissima,
quindi sono tranquillo, sapendo che sono con lei.
Tuttavia, mi piacerebbe essere più presente, naturalmente,
e ogni volta che siamo insieme concretamente,
cerco di approfittarne il più possibile.
Restiamo in contatto con nostro padre grazie alla band.
E anche perché gli vogliamo bene,
ma la band è la ragione che ci porta qui a Bogotá il più delle volte,
ed è molto divertente stare con lui.
Non so che cosa faremmo se questa band non...
Adesso non saremmo a Bogotá, ma a Miami.
SPiRiTI NELLA FORESTA
regia di ANTON CORBijN
Il 25 luglio 2018, i DEPECHE MODE hanno chiuso
il loro SPiRiT tour al Waldbühne di Berlino.
Questa non è soltanto la storia di quel concerto.
Questa è la storia di sei fan speciali tra la folla.
Chiunque viva nel mondo Occidentale può muoversi e fare ciò che desidera,
ma qui non ho potuto scegliere.
Mi hanno dato le informazioni, la musica,
i libri e la letteratura che era approvata dal partito.
Funzionava così.
Alla radio era tutto super controllato.
Non so quale fosse il criterio per l'approvazione.
Penso che dovessero andarci molto cauti,
che non dovessero promuovere i "valori" del mondo Occidentale.
Poi ci furono delle persone
che si procuravano di nascosto i dischi delle band degli anni '80.
C'era chi faceva delle copie pirata di quei dischi.
Ricordo che i miei genitori...
I miei genitori, insieme a mio zio, si riunivano segretamente.
Non mi permettevano di ascoltare, perché temevano
che io potessi andare a scuola e dire: "Hanno fatto questo."
Insomma, ero un bambino, non sapevo che cosa facessero.
Adesso lo so.
Ora capisco che si radunavano in cucina,
ascoltavano senza fare rumore e bisbigliavano.
La prima volta che sentii i Depeche Mode fu,
mi pare, il '90 o il '91, non ricordo,
ma la stazione radio nazionale romena
aveva un'ora dedicata alla musica e trasmettevano dei bei brani.
Dopo il '90, potevano trasmettere tutto ciò che volevano.
Così mi ricordo che una mattina, mentre mi preparavo per la scuola,
sentii una canzone, non ricordo quale:
forse World In My Eyes o Personal Jesus.
Tenete presente che allora non conoscevo l'inglese,
contava soltanto la musica. La sentii e dissi: "Caspita!"
Fino al 2000, in Romania non c'erano leggi sui diritti di autore,
quindi le cassette pirata iniziarono a essere molto diffuse.
Nel '93, riuscii a impiegare la mia paghetta mensile
per comprare la cassetta originale di Black Celebration.
Era come il mio tesoro.
Non la riproducevo mai,
perché temevo che il mio registratore, molto scarso, la danneggiasse,
quindi era sempre là.
Di tanto in tanto, la aprivo e leggevo i testi delle canzoni,
guardavo le foto e dicevo: "Cavolo, un giorno andrò
"sicuramente a un loro concerto."
Mi sentivo completamente persa.
Non sapevo che cosa fare.
Soffrivo di depressione.
Durava da sette anni.
Pensi di essere in un grosso buco e di non poter scalare le pareti,
ogni volta che pensi di aver vinto, cadi giù e devi ricominciare.
È molto difficile, perché, di fatto, stavo cercando me stessa.
Se volevo avere una vita e non morire,
dovevo lasciarmi tutto alle spalle,
andare in un luogo in cui non conoscevo nessuno e iniziare una nuova vita.
Ed è ciò che ho fatto.
Sogni d'oro.
Sognerò i Puffi.
I Puffi?
E poi?
Non lo sai?
Birba e Gargamella.
Dormi bene, tesoro.
A più tardi.
A più tardi.
Sono nata a Sycamore, in Illinois,
che è una specie di periferia lontana di Chicago.
Non mi ci sono mai sentita a mio agio.
Mia madre è afro-americana, mio padre è irlandese-americano.
Si sono sposati negli anni '60.
C'era molta segregazione razziale.
Come al mio liceo:
molte volevano entrare nella squadra delle cheerleader
e alcune di noi c'erano riuscite.
I genitori si lamentarono della presenza di troppe bambine nere nella squadra
e chiesero l'allontanamento di alcune di noi.
Quindi, c'era sicuramente molta tensione razziale al liceo
ed è stata completamente trascurata.
L'atmosfera era di questo tipo:
se ti piace l'hip-hop, sei nero e basta.
Se sei nero, dovrebbe piacerti soltanto l'hip-hop,
altrimenti sei strano.
Ti serve aiuto, mamma?
C'era una linea divisoria molto netta.
Si sono formati all'inizio degli anni '80, vero?
Verso il 1982 o il 1983?
Sì, '81, sì, '82.
Quel periodo era dominato
dal movimento punk e da roba del genere.
Non ci sono molte band di quel periodo specifico che suonano ancora.
Già.
Quindi è molto interessante che loro
siano emersi dal movimento alternativo del post-punk.
È un'opportunità fantastica vederli concludere il tour.
-Concordo. -Già.
Daniel. Berlino, Germania.
Crescendo in Brasile, in una famiglia di avvocati, seguivo i loro gusti.
Facevo tutto quello che dicevano loro.
La religione ha influito molto nelle nostre vite.
Avevamo già le nostre vite impostate per il futuro.
Una volta usciti dal liceo,
saremmo dovuti andare all'università,
poi il lavoro, il matrimonio e dei figli entro i 25 anni di età.
Non sono il tipico carioca, ovvero una persona di Rio de Janeiro.
Non sono mai stato un fan della spiaggia ogni weekend.
Ho sempre pensato che il mio futuro sarebbe stato altrove.
Ho iniziato ad avere una crisi spirituale verso il periodo universitario.
Col passare del tempo, mi rendevo conto che non faceva per me.
Non sarei stato esattamente la persona che la mia famiglia si sarebbe aspettata.
Oh, sì!
È la più rumorosa e migliore introduzione di un album di tutti i tempi.
Ho imparato l'inglese
guardando programmi televisivi, in particolare,
ma la pronuncia, soprattutto, l'ho imparata dalla musica.
Mi piace molto A Pain That I'm Used To.
Non so neanche perché, ma ha un bel testo.
Ogni volta che scoprivo uno di questi album,
non sapevo proprio che cosa avrei sentito.
Lo riproducevo e lo ascoltavo.
Ricordo, ad esempio, Black Celebration.
La prima volta che lo ascoltai sul mio registratore scarso,
dissi: "Oddio! Non ci posso credere."
Poi iniziai a fare dei corsi di inglese, così dicevo ai miei amici:
"Facciamo qualcosa di bello. Traduciamo i testi."
Così, per la seconda volta, mi si apriva un nuovo mondo sulla band
quando iniziai a imparare i loro testi
e a capire cosa stessero cantando.
Questa è una maglietta che ho fatto per i Depeche Mode.
Loro sono mia sorella e mio padre, credo.
A 25 anni ebbi un grosso incidente stradale
e rimasi in coma per tre giorni.
Quando mi svegliai, non ricordavo niente della mia vita precedente.
Quindi la mia nuova vita è iniziata a 25 anni.
Ho perso totalmente la memoria.
Non riconoscevo mia madre, mio padre, gli amici, i miei ragazzi,
e fu molto difficile.
Mi dissero che non mi sarebbe mai tornata.
Quindi, è strano a 25 anni
sapere di non sapere chi sei.
Dovetti andare a scuola con i bambini di quattro anni
per reimparare a parlare francese, a leggere e a scrivere,
perché avevo dimenticato tutto.
Le persone, la famiglia e gli amici cercano di aiutarmi,
ma non possono, in realtà.
Così si presentano con foto,
libri, le mie cose.
Non riesco a ricordare niente, tranne una cosa: i Depeche Mode.
Stavo ascoltando una canzone alla TV e dissi: "La conosco.
"Mi piace."
Sapevo di adorare quella band, ma non potrei dirti perché.
È molto strano.
Dunque, chiesi ai miei genitori di portarmi alcuni CD.
Ho molti album
e sapevo che facevano parte della mia vita.
E mi hanno anche cambiato la vita.
Stare lontano da Korben e Milah è molto doloroso, per me.
Mi mancano terribilmente, ma posso vederli una o due volte l'anno,
di solito grazie ai DMK.
I DMK sono nati in modo molto naturale.
Non sono stati pianificati.
Credo che se avessi fatto un piano,
tipo "Creiamo una cover band che avrà un grande successo su Internet
"e che ci farà andare in tutto il mondo per esibirci", non ce l'avrei mai fatta.
È iniziato tutto con la cover di Shake the Disease.
È una canzone sui cuori spezzati
e io stavo attraversando un momento molto difficile.
Allora mi stavo separando da mia moglie dopo 15 anni,
la madre di Milah e Korben.
Dovevo proprio fare qualcosa di artistico per esternare quel dolore.
Pensai: "Facciamo un video e facciamone una cover."
L'idea era quella di fare tutto da solo,
sarebbe stata come un'esperienza purificatrice.
Quando iniziai a farlo,
sentivo che ci sarebbero volute più percussioni in alcune parti,
forse delle forbici o forse, chissà, un flacone spray di acqua.
Iniziai a pensare a dei suoni e invitavo Milah e Korben a suonarli,
insegnando loro quando eseguire i rumori, e registrammo il nostro primo video.
Ai ragazzi piacque molto e alla fine registrammo un secondo video,
poi un terzo, e quel terzo video fece il botto.
Finimmo per essere intervistati ovunque,
ci chiamavano per invitarci a suonare nei festival di altri Paesi.
Iniziò a crescere, non ci aspettavamo che sarebbe successo.
Le canzoni più recenti di cui abbiamo fatto delle cover sono di Violator,
ma stiamo pensando di fare Precious,
quindi ci stiamo evolvendo verso un suono più nuovo.
Precious è una canzone molto speciale, perché i miei figli vivono lontano da me.
Sono i miei angeli con le ali d'argento
e posso totalmente identificarmi in quella canzone scritta da Martin.
Non l'abbiamo ancora fatta, perché, ogni volta che provo a cantarla,
la mia voce si incrina e inizio a piangere.
È difficile avere 14 e 17 anni
e vedere la tua famiglia separarsi in questo modo.
L'altro giorno ero in un supermercato e in sottofondo è partita Precious.
Martin la scrisse dopo il divorzio dalla famiglia,
così mi sono messa a singhiozzare nel supermercato: "Oddio.
"Devo subito lasciare il carrello."
Ma, di nuovo, mi ha fatto ricordare
che, in ogni fase della mia vita o in tutto ciò che mi è successo,
c'è sempre un legame con questa band.
Il Brasile negli anni '80 era un disastro.
Il Paese stava uscendo da una dittatura.
Avevamo da poco una nuova Costituzione,
quindi il Paese andava sistemato.
L'economia era terribile.
Ogni presidente cercava di ideare un piano fantastico,
come tagliare gli zeri dai prezzi
o confiscare denaro, perché la gente senza soldi non...
Non c'è inflazione, se la gente non può far circolare denaro.
Per la Romania, il 1989 è stato una pietra miliare:
il comunismo stava crollando
un po' ovunque, in Europa Orientale e in Europa Centrale.
Era tutto razionato.
Potevi comprare solo una certa quantità di pane.
Potevi comprare una certa quantità di latte.
Per chiunque viva nel mondo Occidentale
andare in un negozio e comprare del latte non è niente di che,
entri e lo prendi.
Ma qui, anche per le piccole cose, c'era da lottare.
Potevamo avere solo due o tre ore di TV.
Non c'erano proprio trasmissioni
e, a parte quello, solo immagini in bianco e nero.
Erano tutti davanti alla TV a maledire il regime, ma a bassa voce,
perché temevano che, parlando liberamente del regime,
della condizione del Paese e così via,
sarebbero stati arrestati e avrebbero affrontato guai seri.
Tanto tempo fa, i loro testi erano molto politici
e questo nuovo album è un po' un ritorno al passato.
La situazione del mondo in questo momento
è tale per cui, se sei un artista, devi vedere ciò che sta succedendo
e in qualche modo trasferirlo nella tua musica.
Quindi, penso che sia un tema a cui loro stanno tornando.
Adoro questo dei Depeche Mode:
il messaggio della loro musica.
La vita ha alti e bassi, può essere dura,
ma, in fin dei conti, siamo ancora vivi e proviamo queste emozioni.
Ti migliora la vita, anche la loro musica te la migliora, quando l'ascolti.
Ti fa prestare attenzione a tutti i piccoli dettagli.
Una delle ragioni per cui cerco di essere positiva
e perché sento che non dovrei neppure essere ancora qui.
Mi fu diagnosticato un cancro al seno nel luglio 2014,
un tipo di cancro chiamato triplo negativo.
Avevo un cancro triplo negativo di grado 3.
Ha un tasso molto alto di mortalità e di recidiva,
quindi chiesi ai medici se potevo prendermi una...
Volevo una breve vacanza con la famiglia,
perché pensavo che forse sarebbe stata la mia ultima vacanza con loro.
-Buon pomeriggio, Liz. -Ciao.
-Come stai? -Bene. E tu?
Sto bene. Come se la passa la famiglia?
-Stanno tutti bene. -Ottimo.
La chemioterapia che utilizzavano mi danneggiava le vene.
Ma decisi di continuare, perché...
Mi fecero un'ecografia
e videro che il tumore iniziava a regredire.
Rispondeva alla cura.
Bene. Sotto la lingua, per favore.
Terminata la chemio, fui operata.
Poi feci sette settimane di radioterapia quotidiana.
Bene. Grazie.
Ogni volta che andavo là,
mettevano canzoni dei Depeche Mode proprio per me.
Perché te ne stai là seduto e puoi ascoltare in cuffia
o con ciò che vuoi, puoi anche avere un altoparlante.
Così, ogni volta, mi facevano sentire canzoni diverse dei Depeche Mode.
Ed è strano, perché qualcuno mi chiedeva:
"Perché associare qualcosa che ami a qualcosa di così orribile?
"Non ti farà creare un'associazione negativa?"
E io: "No, in effetti, fingerò
"di essere altrove."
E pensavo: "Ok, va tutto bene,
"perché io vivrò
"e andrò a un altro concerto dei Depeche Mode."
L'esperienza di fare coming out non è mai come te la immagini.
Dopo un po', è ovvio: hai 27 anni e non hai una ragazza.
All'inizio, non lo ammettevo neanche con me stesso.
Dopo esserci riuscito, iniziai a vivere una doppia vita.
Pensavo che nessuno avrebbe scoperto ciò che facevo.
Nessuno poteva conoscere i miei pensieri.
Dovevo essere una persona con i miei e un'altra persona con me stesso.
Forse avrebbe potuto aiutarmi il mio primo ragazzo, ma eravamo spaventati.
Non volevamo che i miei genitori lo sapessero, specialmente mia madre.
Come dicevo, ho provato a nasconderlo il più a lungo possibile,
ma le madri sanno sempre tutto.
I genitori lo sanno sempre, ma fingono il contrario.
Si voltano dall'altra parte.
Un giorno, la mamma mi chiamò e me lo chiese apertamente.
Io lo ammisi e la sua preoccupazione fu quella
di non dirlo a mio padre.
Ma anche quello non durò a lungo.
Un giorno, papà trovò delle riviste nel mio zaino.
Non ne fu molto felice.
Aveva un fratello che era morto di HIV all'inizio degli anni '90.
Era il mio padrino, in effetti,
quindi l'idea che i miei genitori avevano dei gay
era improntata su ogni sorta di stereotipo sbagliato.
Ma dopo un po', iniziarono a sostenermi molto.
Iniziai a presentargli i miei ragazzi
ed erano apprezzati.
Infine, ho conosciuto Phillip e i miei genitori lo adorano.
Ciao, Phillip!
Ciao!
Come stai?
Sono stanco.
Sono cambiati completamente.
Specialmente mio padre, che aveva tanti pregiudizi sui gay.
Ora tratta mio marito come...
È il tipico rapporto tra suocero e genero.
La musica dei Depeche Mode ti fa riconsiderare il senso di colpa cattolico.
Facevo attenzione ai loro testi.
Parlano di sesso, religione, senso di colpa.
Mi hanno fatto capire di poter cambiare le mie convinzioni, se avessi voluto.
Non è un problema, non ti succede niente.
Sei libero di credere in ciò che vuoi.
Sfortunatamente, c'è ancora molta violenza
nei confronti delle persone LGBT in Brasile.
I più giovani fanno coming out
e non temono di mostrare chi sono.
Possiamo solo sperare che le cose migliorino.
Non avevo mai pensato all'impatto dei Depeche Mode su di me
prima del Tour of the Universe nel 2009.
Avevo acquistato i biglietti per cinque concerti di fila.
Circa 10 giorni prima, mi sono detto: "Sarebbe bello andarci con qualcuno
"che potrei conoscere al forum ufficiale della band."
Così trovai questo messaggio di una ragazza americana che diceva:
"A tutti i viaggiatori solitari diretti in Germania..."
Così io scrissi: "Ciao, sono Christian dalla Romania.
"Andrò agli stessi concerti.
"E se ci andassimo insieme?"
E ottenni subito un sì.
Così, grazie a lei, conobbi un sacco di persone.
Persone dall'Italia.
Dalla Grecia.
Molte persone dalla Germania.
E il gruppo cresceva sempre di più, non importava la provenienza.
Non importava l'età.
C'era un linguaggio comune.
E il mio senso di comunità,
la voglia di conoscere persone, la loro gioia
e il loro amore per i Depeche Mode, cresceva a dismisura.
In questo momento, nel 2018,
non siamo necessariamente in contatto per via della band.
Molti di noi siamo dei veri amici,
e questo tipo di amicizia, credo, durerà al di là dei Depeche Mode.
Ogni album rappresenta un'epoca nella loro carriera,
ma anche un'epoca nelle nostre vite.
Ricordo, ad esempio, quando uscì Exciter,
c'era molto fermento.
Fu allora che iniziai a farmi degli amici sui forum di Internet.
Amici da tutto il mondo.
Devi fare la parte dei cori di Martin Gore.
A quel tempo, i Depeche Mode erano in tour in Europa e negli Stati Uniti.
Morivo dalla voglia di vederli dal vivo, quindi vidi otto concerti di fila.
Berlino è la capitale mondiale dei Depeche Mode.
Qui i fan sono molto scatenati.
Così abbiamo la Francia.
Russia. Ucraina.
Stati Uniti. Portogallo.
Svezia. Germania.
Giappone.
Brasile.
Stati Uniti.
Io sono di Kiev e ho iniziato la fila una settimana fa.
Se incontrerò il gruppo, che cosa gli dirò?
Da fan, quando possiamo, andiamo a un concerto.
Ci piace.
Gli darò le mie mutandine.
Sono stata in Inghilterra.
Due volte in Spagna.
In Francia, Italia, Germania, per la prima volta a Berlino.
Questo disco è molto interessante.
Perché inizia con Never Let Me Down Again.
In effetti, ci sono un sacco di dibattiti
sul vero tema della canzone.
A me fa pensare alle promesse fatte e non mantenute dalle persone.
Sono un fan dei Depeche Mode, ma a chi non piace Bowie?
Bowie ha un posto speciale.
È un bell'omaggio.
Penso che quando Bowie è morto, la Terra si sia come fermata.
Penso che abbia colpito tutti.
Bowie è stato un eroe anche per la band.
Dave entrò nella band quando, mi pare, Vince Clarke lo vide cantare Heroes
durante una jam session.
Fu così che Dave entrò nella band.
Quindi, anche questa canzone ha una storia speciale per la band.
Un bell'applauso, per favore.
Il cavallino numero 10!
All'inizio tutto quel clamore, da piccoli, ci faceva paura.
Come il nostro primo concerto a Medellin, un'altra città della Colombia.
Molto bene! 150.
Andiamo.
Eravamo piccoli.
Era molto snervante, ma poi ci abbiamo fatto l'abitudine.
All'inizio, eravamo molto confusi.
La gente iniziava a riconoscerci per le strade,
eravamo arrivati al punto di sentirci importanti, credo.
Voglio davvero che la band continui, ma il tempo che abbiamo è questo.
Quando avevo nove anni, mio padre mi diceva:
"Divertiti adesso, perché quando crescerai,
"non sarai più in questa band.
"Ti imbarazzerà suonare con tuo padre e tuo fratello."
E io: "No, non è vero.
"Amerò sempre questa band."
Ma aveva ragione.
È la verità.
Quando vidi Enjoy the Silence per la prima volta,
mi fece piangere.
È un vero capolavoro.
Il testo, la musica di quella canzone, tutto quanto...
Mi fa venire la pelle d'oca, quando la sento.
Un altro dei miei punti fermi, oltre ai Depeche Mode,
è il mio amore per la montagna.
Il video di Enjoy The Silence mi colpì così tanto
che volevo ricreare alcune idee di Anton,
ma secondo il mio stile.
Non necessariamente replicando i luoghi e le scene di Anton,
però mi sono detto: "Ho l'idea di base del video,
"posso reinterpretarlo attraverso i miei occhi."
La sfida successiva era quella di trovare un mantello e una corona da noleggiare.
Ero piuttosto scettico su questo aspetto, ma fu abbastanza facile.
L'ultima sfida era quella di trovare qualcuno
che sarebbe stato così paziente da interpretare il re.
Pensavo che avremmo intrapreso un viaggio
con gli zaini, che avremmo camminato.
A un certo punto, avrei avuto una visione e avrei gridato: "Fermo!
"Ho una visione."
Lo avrei diretto, avrei fatto le foto e così via.
Se lo fai una o due volte, è davvero divertente
sia per me che per il re.
Ma farlo ripetutamente in un'escursione di quattro o cinque giorni
può essere molto seccante,
quindi sono molto grato ai due re
che furono così pazienti da seguire la mia cosiddetta regia.
In questa foto potete vedere la vetta più alta della Romania.
L'interpretazione di un sovrano solo.
Dopo aver portato il re in cima a vecchie montagne della Romania,
venne il momento di fare qualcosa durante l'inverno.
Il primo re aveva raggiunto il limite, dunque ci voleva un nuovo re.
Fu mio fratello, dotato di grandissima pazienza.
Fummo fortunati ad avere un mare di nubi
e io fui in grado di catturare quei momenti.
E ci divertimmo davvero molto.
Ci fu un tempo in cui volevo diventare una cantante.
Mia madre era la mia personal trainer.
Mi criticava molto duramente, faceva dei commenti davvero crudeli.
Li riversava tutti su di me.
Forse voleva che io fossi perfetta o che lasciassi perdere.
Dovevo scegliere tra l'istruzione
o il sacrificio della vita studentesca.
Seguii i consigli di mia madre.
Voleva che diventassi una donna istruita, educata, acculturata e intelligente,
ed è ciò che scelsi.
Ci troviamo davanti alla statua di Gengis Khan.
Fu costruita nel 2008.
Al momento, lavoro come guida turistica.
Lo faccio da circa tre anni.
È un lavoro molto interessante.
Ogni volta, ricevo diversi tipi di domande.
Prospettive diverse.
Opinioni diverse.
Storie diverse.
Aspettative diverse per la Mongolia.
Devo sapere tutto.
Devo fare in modo di avere la conoscenza,
la prontezza e la preparazione per ogni domanda che potrebbero farmi.
Quindi è una specie di sfida.
Personal Jesus.
So che è una delle canzoni più famose dei Depeche Mode.
Mi piace perché, quando la suoniamo, ho io il comando,
perché suono il basso.
Ho il comando del brano, quindi mi sento potente.
Ha davvero un bel ritmo.
È ballabile.
Può farti addormentare.
È davvero bella.
È una delle mie preferite da suonare.
Da genitore,
vuoi condividere le cose che ami con i tuoi figli.
Anni fa, volli andare a un raduno dei Depeche Mode qui a LA.
Non avevo previsto di portarli, e si arrabbiarono molto.
Così mi ritrovai a portare un figlio di 9 anni e uno di 11 anni.
Furono molto entusiasti.
Cantavano in coro tutte le canzoni.
Fu molto interessante anche per me, perché ai figli, a volte,
non piacciono cose solo per contraddire i genitori.
Andiamo al negozio di dischi?
Quando ero incinta di entrambe le figlie, andavo ai concerti dei Depeche Mode.
Trovami il disco verde dei Depeche Mode.
Per entrambe ho avuto gravidanze di sei o sette mesi.
Quindi hanno conosciuto la band fin da subito.
E anche quando sono nate in ospedale, ascoltavo i Depeche Mode.
Io dico: "Andare a un concerto dei Depeche Mode
"è come andare nella miglior chiesa mai frequentata."
Capisci?
È una vera esperienza spirituale, c'è quella condivisione
che ti dà molta energia e positività.
È questo l'effetto che ti fa la tua band preferita.
Senti che la band si sta rivolgendo a te.
La melodia, le note, la voce.
Ti tocca l'anima.
Ciò che ho scoperto sui tanti fan dei Depeche Mode
conosciuti negli anni è che sono persone che hanno deciso
autonomamente di essere quelli che sono e basta.
Puoi ascoltare una canzone migliaia di volte
e continui a scoprire dei suoni nascosti da altri suoni.
E questo è il bello con i Depeche Mode. Continuo a riscoprire cose.
Regia di ANTON CORBijN
prodotto da - DOMiNiC FREEMAN JONATHAN KESSLER - ALEX POLLOCK
produttori esecutivi DEPECHE MODE - ROB STRiNGER
co-registi JOHN MERiZALDE - PASQUAL GUTiERREZ
co-produttori SAUL LEViTZ
JEFFERiS GRAY & DUSTiN HiGHBRiDGE PELLE SJOENELL & CALLE SJOENELL
Siete ancora qui?
È finito!
Andate a casa!
Depeche Fucking Mode!
Sì!
i depeche mode sono MARTiN GORE - ANDREW FLETCHER - DAVE GAHAN
CHRiSTiAN EiGNER - batteria PETER GORDENO - tastiere
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