All language subtitles for Fiore.Mio.2024.SUBBED.1080p.WEBRip.x264.AAC-[YTS.GG - YTS.BZ].it

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Original subtitles

Sì.

Volevo capire da dove viene l'acqua che arriva qua da noi. No,

se pensi che lì anche la fontana fredda c non c'è niente, non c'è ghiaccio,

lì non c'è niente, quindi per forza deve arrivare da qualche più in alto,

no? È solo che deve scollinare piuttosto diverse cime o passarci attraverso. Sì.

Ma quell'acqua di casa mia tu non l'avevi mai vista prima finire? No,

io no. È rim qualche anno e tardava. No, anche quando c'eri tu che tardava ad arrivare,

però poi primavera, eh, però no, così non ho mai visto. Ma

la gente a Milano pensa che Monterosa si chiama così per perché diventa rosa al tramonto? Perché

il bianco è bianco e rosa è rosa. Eh, no. E invece non è così. Ehm, non è così perché il

ghiaccio a rugia rugia rugia nel fatto di Aas. Perché c'era mia nonna che diceva sempre quando

faceva brutto aveva questo modo di dire sapassa su Vuvenir Rosja. Sapa souvenir rosa. Sì. Sapu venire

rosa che vuol dire non so, fa talmente brutto che non so se se sta per diventare ghiaccio.

Sì. Il ghiaccio era associato al brutto, al non serve. Rogia in Rogia lo dirò anch'io.

Allora, salute. Buonestate.

E un giorno diranno, vedi, un tempo questo monte lo chiamavano ghiaccio e ci stanno solo i sassi.

Eh boh. Che pensi di fare quest'estate? fare qualche giro in eh devo dire che questa

questa faccenda dell'acqua che manca da casa mi mi

porta sempre di più verso di qua. Ho voglia di ghiacciaio quest'anno. M.

Tu non sai dove andiamo. Tu non sai dove andiamo. Il posto che ti piace.

Laki, Laki, sai queste cosa sono?

Sai queste cosa sono?

Eh, dove si va?

Kigan bru fal la colonna

rote brin

schön gesperre inem lieb

spreche schön Leche i Polmoni.

Schön gespirret. Linen lun und luft das geht.

Sperre da Platz in der Laffe im Rechenkspazier.

Certo. Doga.

Quella foto diet tu hai forse 8-9 anni. Io potrei averne 12 o 13. Avevamo fatto il

corsetto di alpinismo insieme. Corso di alpinismo insieme con Renzo. Sì, penso senza rivolgerci la

parola. Piangendo un sacco qua sul ghiacciaio, vi ricordo nelle nebbie. Voglio la mamma, voglio

tornare a casa. Ecco. Sì, sì, sì. Tu pensavi già di fare la rifugista nella vita o è una cosa che

è arrivata a sorpresa? No, non è arrivata a sorpresa. È arrivato prima che decidessi cosa

volevo fare della mia vita. Quando ho deciso cosa fare all'università, in realtà si parlava già del

rifugio, quindi scienze della comunicazione, proprio perché non avevo bisogno di lavorare.

Invece lo yoga quando è arrivato? E lo yoga è arrivato nel periodo universitario. Io sono

stata alle superiori in collegio dalle suore e lì mi reputavo attea perché era questa roba

a me non piace e quindi mi mancava molto il lato spirituale. E poi invece con lo yoga ho scoperto

che anche se non hai una tua religione puoi essere spirituale lo stesso. Qui qui c'è c'è una natura

molto forte, no? Quindi se non hai delle radici un po' profonde eh le robe ti arrivano in faccia un

po' troppo forte. In che senso? Lo vedo con diversi mh diversi dipendenti che arrivano

delle persone molto entusiaste, felicissime di essere qui, ma poi ci sono i momenti di silenzio,

ci sono i momenti di calma in cui sei solo con te stesso e non scappi. E non ti senti

un po' la custode non solo di questo rifugio, ma anche di di questa montagna?

No, no, perché la montagna non ha bisogno, perché all'inizio mi facevo prendere da questo Dio,

stiamo distruggendo il mondo, il clima sta cambiando per colpa nostra, chissà cosa

succederà. Dobbiamo essere più responsabili. Sì, dobbiamo essere più responsabili, ma allo

stesso tempo bisogna anche rendersi conto che il cambiamento grosso lo fai tu al tuo interno,

perché quando la natura dirà "Ne ho avuto abbastanza", ci fa sparire,

ottiene solo una piccola parte e va avanti. E quindi io sono sono preoccupata per e dispiaciuta

e delusa rispetto a quanto siamo stupidi, però non sono preoccupata per la natura.

Ecco che spunta la Vincent dalle nuvole. Eh, quella è la nostra regina. Eh, eh,

sì. 4002. 4002, sì. E poi lì sulla sua destra, eh, quel cubettino di pietra, vedi la punta

Giordani. La Punta Giordani che io feci con tuo zio. Sì. Quando si allenava per il Cioio,

una volta mi ha detto "Vieni con me domani alla Giordani". Pronti via, pronti via. Sì,

ero molto contento perché prima ero il bambino che andava con lui e quindi ero un rapporto molto

allievo maestro, invece quel giorno lì forse è stato il primo Sì. Sì. Ero molto orgoglioso che

mi avesse chiesto questa cosa di fare il suo compagno di allenamento. Certo. Beh, c'era un

rapporto particolare con lo zio, no? Eri un po' il suo preferito, credo che prima mi chiedevi se

ero gelosa dei clienti del papà. Ma io ero geloso degli altri bambini. Avrei voluto essere l'unico.

О.

Qui siamo un po' dentro dentro un tuo sogno. È come se abitassimo dentro il tuo sogno. Vabbè,

certo. C'eravamo in testa, io Reste, tantissimi anni prima di avere iniziato. Questo qui è tutto

l'arice? Eh, in gran parte. Sì, questo qua non è larice, però quello rosso. Questo è abete rosso e

queste sono tavole di larice. No, che mi piace tanto. Infategnameria in ineria ha imparato un

po' di un po' di Poi questa è quasi una block house si potrebbe dire. Sì, sì, sì, sì. Gli

angoli sono formati con gli stessi incastri. del resto come i nostri i nostri scialeni, ma io resti

ci capivamo senza senza tante parole, ognuno aveva il suo compito e c'era un'ottima intesa,

anche se logicamente ogni tanto c'era qualche qualche discussione perché siamo di carattere

abbastanza diverso, eravamo un po' diversi, però uno sostituiva l'altro in un certo qual modo.

Avete fatto un percorso incredibile da bambini dal peggio, insomma, da in alpeggio e da bambini,

da ragazzi e eravamo sempre separati perché io dovevo stare a Lomatten dove siamo nati e poi

c'era l'alpeggio, quindi Oreste in alpeggio e io a valle. In noreggio c'erano le mucche,

le capre e in basso c'era una mucca, due mucche e quelle le dovevo custodire io perché eh

servivano per fornire il latte ai turisti e quindi eravamo abbastanza separati. sti turisti. Eh sì,

mi stavi dicendo di queste mani. Ah sì, queste sono mani che hanno lavorato e lavorano tutt'ora

sia in arrampicata e in fegnameria naturalmente. E beh, è da soddisfazione costruire con le mani.

Hanno toccato legno e anche tanta roccia. Eh sì, sì, sì. Ma si equivalgono eh tra fare la

guida e manovare le corde e pure tagliare qualche pianta particolare, poi portarla in lavorazione.

Sembrano è come è un po' come il legno vecchio quando vedi il legno qua fuori arrostito dal sole.

Sì, il legno vecchio ha il suo valore, ma a me non piace lavorare e il legno vecchio e trasformare in

ripiani o qualche mobile. No, il legno vecchio va va lasciato con me. Non devi trasformarlo,

metterlo di nuovo nelle pialle, nelle seghe. No, sono contrario. Levecchi bisogna lasciarli stare,

come si dice, ne ventic. Schni schni roccia felza felato un po' di parole in tazzi

e acqua vaser invece Monterosa come si chiama in teach? Ma eh qui nel grone i

valser da noi si chiama The Gletcher. Strano. The Gletcher è il ghiacciaio.

E allora parlando con i gli abitanti di Gressodi mi chiedo a Gletcher sei stato sul sul Monte Rosa?

Certo, non è non è sempre piacevole il ghiaccio, il ghiacciaio, non non è come la mezza montagna

dove ci sono i sentieri e è più facile l'orientamento. Non è niente più più difficile

trovarti in un ghiacciaio, anche se lo conosci, di punto in bianco si si trasforma la luce,

la visibilità. Tu puoi essere abituato finché vuoi e rischi di perderti. E allora quando hai

i clienti dietro cerchi di stare calmo, cercare di memorizzare il più possibile e di solito i clienti

quando, cioè se ne accorgono che c'è del disagio e allora continuano a fare domande e e ti fan

perdere la concentrazione. Allora devi dire devi dire state zitti, non potete non dovete parlare,

state tranquilli, io vi riporto a casa. Una volta ho visto uno è saltato fuori uno stambecco,

uno stambecco vecchio, ho visto che prendeva una direzione, ho fatto finta di niente,

ho seguito le sue tracce. Lo stambecco ti porta ti porta nel posto giusto.

Grazie, grazie.

Pronto, adesso su te.

Volte.

Cosa mangia qua la volpe? เฮ

Ecco le tracce della lepre. Lepre, lepre bianca. Cosa ci fa qui? Andare da bere?

E sì, qui è in discesa quando ci sono le due zampe anteriori.

Quanta acqua che viene qua, eh. Non ce n'è una di queste montagne dove non sei stato, eh.

Casa mia, casa mia.

Ciao C

Что?

Tornata l'acqua.

Eh beh, ce n'è adesso un po' più che un mese fa, insomma. Io sono stato due volte lì al Monnery.

Tu? Non due. Tre. Mica tanto. Ti devo raggiungere. Sì. Eh, no, dai, quest'anno ci torniamo, però. Eh,

se tu avevi 16 anni nell'83, io avevo 5 anni e potevo essere qui sulle spalle di mio papà.

Eh, è strano pensarci perché ci piaceva molto venire in questo posto. Arrivavamo

da dietro però chissà se c'è qualche bestiola in giro che ci sta guardando.

Nomi qua. Mh. Mh. Pian della rula. Pian della rula. Le rave. Rve o crot.

Crot. Queste sono le case del lago. Mite dulai. Com'è? Le m dulai. case. Ah, lago.

Ah. Quanto'è grande?

È grande, eh. Più grande delle altre. Sì, è tutto strano. Qui è molto strano. Cosa

c'è di strano? Beh, intanto di solito, vabbè, ci sono le stalle sotto e la parte abitativa sopra,

quindi che c'è il camino, il posto per fare il formaggio. Era questo il camino? Sì,

eccolo lì. Eccolo lì. Gli ha mucchiato delle dei sassi sopra. Quello che ha

in mano è il tor quello che no che veniva usato per per appendere il paiolo col latte.

sul muro e sul tetto in direzione del dove c'è il camino vedi il fumo, vedi tutte le le travi

annerite. La cosa un'altra cosa strana è la che sicuramente la porta d'ingresso del di questo

spazio era questa così piccola, piccolissima, piccolissima. Con un paiolo, con quel Thor lì

pensi che ci sia un paiolo gigantesco. Anzi, non è che pensi sotto a quel Thor c'è un paiolo grande

perché c'è tanto latte, quindi cioè non No, sembra strano. Dici non ci passi con un paiolo grande

che incredibile cosa? Ah, qui è veramente strano. Qui è veramente strano. Questa questa botola qua.

Non non l'ho vista spesso, cioè in un alpeggio non è Qui c'è una scala che scende. Quella non è una

stalla, quindi non ha un'entrata. E che cos'è? Eh, vedi che questa era una cantina per forza?

Che questo è un è una ciotola in cui veniva messo il sale per salare i formaggi. Sale grosso. Sale

grosso. Ci sarà stato un tavolo, un po' di cose. Guarda, si è rotto. Ma come mai in tutto ciò,

in tutta questa maestria non hanno inventato il caminetto? Ma non lo so, non usciva. Anche là dove

andavo io da bambino non c'era. Era sempre pieno di praticamente si viveva affumicati

come in basso. Sì. E mettimi giù. Mi ricordo che entrava qualcuno a casa là in quella cucinetta lì,

no? Lì era piccolo. Fai molto più piccolo che qua più basso. Quindi magari per assurdo,

no? Che siccome c'era del fumo si tirava su, cosa che invece dovevi stare giù.

Chi?

Sarebbe fame guard

se avete siete la tazza Avete

la terza la mano che vi disa la nave ci sarà.

Non so dov'è che li troviamo, eh. Visto io? Eh, però sì, sì, sì. Vai vicino lì.

Vediamo anche se li troviamo qua. No, proprio lì vicino. Sì, dietro. Sì,

vai. Cavoli, l'altra volta hai trovato qua comodo con tua solita fortuna. Com

adesso trovi Alice, vado a prendere subito qua sotto. Vai qua. Ce n'è qua. Attento,

eh. Basta che non ti fai male. Prendo o no? Vai.

Vedi se trovi. Vado lì. Attento. Eh sì, vado. Vai. Ma stai attentissimo.

Visto?

Wow! Bottina. Ti odio. Bene,

dai su. Bravo, bravo,

bravo.

Bravo, vecchio mio,

Lucky, vieni qua, Lucky.

Il mio alpinista.

Tu fai la pasta? Sì. E noi prepariamo le noi si chiama Parsat le offerte per la pugia. Sì,

Pugia si chiama preghiera di benedizione. Sì, per benedire il rifugio per tutti. Non è che sono Sì,

per tutti. Si può anche fare per far tornare l'acqua a casa mia. Sì, se vuoi.

Ma tutti questi nomi delle delle montagne in Nepal hanno tutti un significato?

Tipo Annapurna. Anna Purna. Sì, Anna Purna è proprio Anna è cibo. Purna è

proprio Anna Purna è fatto tipo tu riempi qualcosa proprio fatto così. Ah. Quelle è

puna. Pieno di cibo. Pieno di cibo. Sì. Caspita. Anna puna è quella lì. Poi,

ma altri non lo so. Però l'Everest voi non lo chiamate Everest. No,

sagarmata. E quello cosa vuol dire? Sagar è uno roccia, mata è alto. Vabbè, anche qua alto.

Qua una piega.

Vai. Non saldare. Eh sì. Cosa fai quando hai la pausa? nell'ora di pausa unannina. Ah,

che bello. Ma perché tu non senti l'alma di montagna qua? La quota per te qua? No,

non sento niente. Ma vai! I primi anni si fermava qua anche tre settimane. Sì, sì,

tranquillo. Ma perché adesso un po' meno adesso? Perché è vecchio. No, non lo so. Vai. Ok. Chi è?

Aumenta un po' forse per te. Vado a prendere. Vai. Cosa vai a prendere? Io. Ah,

altre. Va bene. Adesso un attimo e poi Ok. È un duro il tuo amico,

eh? Tuo fratellone. Fratellone, sì. No, è forte. Riesce a mantenere anche, sai,

il buon umore anche con tutto quello che gli accade nella vita, sai? ha una famiglia grande,

ha dei fratelli, un po' di disastri di quei un po' di disastri. Sì. E lui pensa a tutti.

Lui da qui pensa a tutti quanti. È un grande e mantiene sorriso così. Eh già. M c'è da imparare.

Dai, descrivimi com'è la salita all'Everest. Campo base. Campo base, poi c'è Ice Fall.

Anche i clienti dov'è che iniziano a stare un po' così malino? Anche il campo base Sì,

come quella ragazza che prima Beh, ha fatto lì uguale fannole tutti. Eh sì,

sì. Sei ancora capace di andare in cima alla Ma dai Everest che ci vuole Everest facile.

Qual è il punto più difficile? Carpacci basta tantissimo carpaccio grosso. Uh! Ah!

Crepaccio. Sì. Ah, ce n'è, ce n'è lì anche da solo. Vece paura. Hai visto anche tanti morti

in montagna? No, sono le ebre su uno che c'era proprio mezzo alla sentiero lì dove

che passano noi proprio lunghie così lunga e capelli c'era un uomo, cioera lì da un da

quanto? Non lo so quanti e poi c'era tutti tre c due. Ma ma come si chiama quella? Ma sto come

preso io due. Eh altri dicevo che ho paura. Ah, gli hai fregato il materiale? Sì.

Moschettoni. Sì, moschettoni. Due bello, eh? Ancora c'è casa. Tu però adesso sei più contento a

lavorare qua che là. Sì, ci sta meglio. Se faceva ancora reserva, magari finito. Secondo me Secondo

me anche. E sei un po' mattacchione? Perché gli sciarpa prima o poi finiscono finiscono qualche

buco o valanga. Eh, uno è pecce, noi due ha fatto corso insieme, poi è andato insieme un ispirone,

poi dopo altre ispirita dove? Da Olghiri. A quanti anni quella lì? Aveva 31 anni.

Da si chiamava Daa Serpa. Bravissimo. Da. Bravissimo lui proprio.

Noi due sempre andava insieme.

Ma ce ne sono anche altri che sono andati via. Tanto,

eh. Un come Ciull Si chiamava. Ciulim proprio forte quella lì.

Un giorno noi è partito, non lo so, mezz'ora dopo. Allora è prima sentito proprio eh sotto le campo

tre evre su proprio sopra il ti. Era lui. Era lui. Non lo so. Scivolato. Finita. Non ho trovato.

Oh.

Tre giri. Tre giri.

C'è anche l'acc. anche te

giri dai giri dai giri

fatto? No. Sì. Ok, adesso facciamole questa. Lascio qua. Vai. Uh, qua qua. No,

ok.

Tutto bianco adesso.

Io scappo tre volte, eh. Diciamo la laalu soo poi su la la laalu soo la sos

la sosso la sosso. Ok, adesso

grazie. Siete Prego. Sì, prego.

Anche loro, no? Ok, quindi fini. Prendo anch'io.

Frettina, fai finita.

Buone lezelle. Sì, son venute bene.

Bravo. Grazie. Sete. Prego. Grazie. Sete. Prego. Bene, anche te. Portale questa. Sì.

ah ah.

Ah!

ah

pa Ah.

ah

Qua da

qua.

Ecco,

quasi Quasi quasi più vecchio di me. Aspetta, siamo sui 60. Allora,

è più con scritto tuo. È più vicino a me che a te.

Erano anni che non lo facevo, Remi. Eh, vedi bene. Sono un po' imborghesito, sai? Eh,

ci credo che ultimamente bello ricominciare con i lavori di un tempo. Non hai mica perso la mano,

dai. Quella roba lì da 10 anni quelle assi lì, eh. Non è mica marcio queste. Sì, ce n'è uno lì lì

dietro. Adesso dov'è che l'ho messo? Ved questa? Ma quella è una scarpa che cosa fa? 36. Eh, è mia.

Buffoncello. Ah, come ti senti? Eh, come ti senti quando finisce l'estate?

C'è aria che arriva l'inverno così. Oh, ma a me non dispiace l'autunno,

eh. Mi piace l'autunno. Lo so che ti assomiglia, mi piace. Tu sei autunnale. Non è che mi anzi

tutto bello. Senti più niente. Diventa tutto più c'è più nessuno. Più vuoto. Sì. Invece per me

che non riesco a godermi l'autunno,

inizia il momento di aspettare primavera.

Una nostalgia. Io d'inverno mi sogno. Io faccio dei sogni d'inverno. Ah,

ce l'hai anche tu? sentimento dell'autunno. Sì, sì, a me era una cosa,

ma la tristezza io l'ho sempre vissuta in modo particolare e per me è sempre stato,

dovevo metterci una pietra sopra. Partono gli amici e le ragazze e basta,

finito. Poi non sai bene come sarà l'anno dopo che qualcuno non torna più. Eh, boh.

Quanto tempo avrei passato in questa cucina? Eh, due stagioni intere sicuramente. Eh,

tanto. Siamo tanti fratelli, ho sempre condiviso tutto e mi piace proprio condividere gli spazi.

Quindi insomma, non sei una di quelle persone che sognavano da una vita di fare la rifugista?

No, anzi, se avrei sognato la vita al mare, vero? Sì, ma secondo me fa tanto casa, cioè non so come

spiegare l'idea che siano cose già usate, che non è un la cucina di un ristorante che è nuova,

che devi tenerla sempre tutta e a casa di solito le cose le usi e le strausi e chiunque ci passa.

Poi io a parte casa mia ho sempre vissuto in affitto, quindi anche essere abituato a un

posto che è stato già vissuto da altre persone di base, non è il posto do tu arrivi e lo abiti

per prima. Ecco, allora lì quando riscendi, boh, è anche bello a un certo punto dire "Ok,

torniamo alla normalità" per quanto possa essere un po' difficile decidere di dire "Ok,

difficile tornare giù". Domani Sì, quando dici "Domani scendo". Sì, è un ottimo posto dove puoi

venire in fuga proprio, cioè le fughe qua sono perfette, cioè se vuoi diventi trasparente proprio

e ti manca la vista, ti manca questo, ti manca vedere le stelle la notte con la via Lattea, ti

manca magari il tramonto che rimane il pezzettino rosso sul castore, lo guardi da lontano, eh, cioè

È proprio una pace comunque che io ho trovato qua, qualcun altro magari la trova anche in città, ci

mancherebbe, però che dentro te la porti comunque, anche solo il pensiero sei giù, ma pensi a qui,

ci stai dentro quel pensiero per 20 minuti e è palpabile la cosa, la risenti proprio. E secondo

me è facile tornarci anche proprio solo col pensiero in questo posto, perché per me non è come

per te, nel senso che stare in rifugio poi non vuol dire tanto muoversi, anzi stare in rifugio,

comunque vivere come l'ho vissuta io la montagna vuol dire stare assolutamente immobile. E poi sì,

capita di farsi le gite più che volentieri, però se hai quello spirito di avventura lì

star il rifugio non è il tuo posto, perché probabilmente ti sentiresti in catene,

cioè a un passo da quello che vuoi, ma senza poterci andare davvero come vuoi. Cos'è quello

lì? è un albero, è un semplice albero comune con una fogliorina rossa e ed è una metafora

che adoro tendenzialmente, cioè ehm anche il fatto che perdi le foglie, ma rimani lì e cresci, cambi,

ma rinasci ogni volta diverso, ma uguale. Poi radicare troppo mi fa paura nella vita in generale

per quello che lavoro di stagioni, perché ho paura tanto di radicarmi, non non sono ancora

pronta a dire "Ah, ok, questo è il mio posto, mi fermo qua". No, no, no, no, mi mette paura. Però

sono belli gli alberi. Stupendo.

Ho visto che c'è una foto di Antonia Pozi qua. Non so se l'avevi messa anche nel tuo libro. Quella

foto lì l'ho messa in copertina il mio libro. Era venuta qua nel 37. Ok. Sì. nel 37. Sì. Allora,

buonasera. La vostra bottiglia di vino. Grazie. Il mio amico Vasco,

molto piacere. Sono mia musicista. Sì, però questa è una delle rare volte dove suona una

chitarra. Ogni tanto Paolo prova a chiedermi ma sono in altissima montagna. E io sono musicista

deludente per gli amici. Musicista tim, anche perché so suonare. Sì, musicista timido. Poi

io so suonare solo le mie canzoni, quindi non non riesco mai a inventarmela. Poi faccio delle

canzoni che poi non è che sia proprio così allegreia. Vabbè, ma qua è tutto apprezzato,

ti dirò. Quindi eh sì. Con questo silenzio è la condizione perfetta per suonare. Ottimo. Allora,

domani sai già che giro fare? Eh, vorrei andare su con mia a questo laghetto che c'è.

Quest'ora è tutto più silenzioso. Sì,

quando ancora non è arrivato il sole anche l'acqua si sveglia.

Sì, infatti il rifugio ancora non è arrivata davvero l'acqua.

Guarda quanta gente sulla ovest del Castor. Eh sì,

ci sono due tre quattro cordate. 3 4 Quando li vedo così mi sembrano dei

pellegrini che stanno facendo qualche stanno salendo a a qualche santuario.

Cosa facevi in Irlanda? Lavoravo da McDonald's. Esatto.

E condividevo la casa con cinque brasiliani,

una ragazza della Repubblica Ceca e un ragazzo del Salvador. Wow! E anche

lì in realtà è stato bellissimo. A parte aver preso 15 kg, rischiato un infarto.

Poi si sa mai. Ma qua c'è il genep a proposito. Eccolo. Che fortuna,

giuro. Ecco. Sì, questo e questo. Ora uno è maschio e uno è femmina.

Non mi chiederei qual è uno o qual è l'altro, perché me lo dimentico sempre.

È sempre bello vedere anche solo un briciolino di verde tra le rocce, ti dà quella sensazione di

di vegetale, così tra il minerale.

Mi ha sempre colpito tanto l'esistenza di questi laghi che qualcuno chiama effimeri. Sì,

che andrebbero tutti ribattezzati a questo punto i nuovi laghetti che si formano dallo scioglimento.

Quello là è il ghiacciaio che arriva nell'acqua. Sì, ma a parte che poi

tutto sotto, a parte le rocce esposte, sotto tutto il resto c'è sempre ghiaccio,

perché il ghiaccio non sta solo proprio sopra alla roccia, gli sta proprio dentro. È per quello

che poi quando si scioglie cambia così tanto la morfologia, perché non è solo sopra, è è tutto.

Quella è la bocca del ghiacciaio.

La minigrotta.

Tu la chiamiotta? Sì.

Fa impressione la bellezza insieme alla drammaticità di questa cosa.

Quando parlano dello scioglimento dei ghiacciai e del cambiamento climatico,

mi viene sempre in mente che dove qualcosa scompare però c'è qualcos'altro che arriva. Eh,

per forza. Non è che il ghiacciaio si ritira e al suo posto c'è il nulla.

Se c'è l'acqua ci arriverà la vita. E quelle piantine inizieranno a crescere qua intorno.

Quando pensi che tornerai a vedere questo posto?

Chi lo sa quando tornerò?

Spero prima che si sciolga tutta. Mettiamola così, però vedremo.

Merda.

Per tanto tempo ho voluto le cose che volevano tutti.

Io vorrei poter continuare a tornare a questo posto il più a lungo possibile.

Io vorrei vivere di più all'aria aperta, coltivarmi un bell'orto

e rallentare. Io vorrei che, diciamo, lo spirito del rifugio continuasse e mi

piacerebbe che anche i nipoti andassero avanti e forse le generazioni future.

Io vorrei costruire ancora un rifugio come questo,

ma più bello ancora e in un posto ancora più silenzioso, dove c'è silenzio.

Vorrei vedere il cielo stellato dall'altra parte del mondo con questa stessa limpidezza.

Io vorrei niente. เฮ

Come ci e il fumo, tutto il tuo corpo è acceso di biancone. Splendono gli astri

metallici e bianchi. si infrande e cade e come

il

dormi sui miei dolori splendono gli astri metallici bianchi. Fiore mio,

fiore della mia anima, spendo gli asti metallici e bianchi. Fiore mio, fiore per la mia anima.

M.

E la notte stringe i tuoi occhi per stare al sicuro

e si illumina il cielo per farti vedere il futuro.

Ed il giorno scaccia i pensieri e sei nuovo al mattino. E ti aspetta per ore per poterti stare

vicino e di cui ora in cui giorni anche ieri è passato e ha portato via tutto lasciandoti un

cielo stellato. prendono gli astri metallici bianchi. Fiore mio, fiore della mia anima.

Era la tarda primavera o era l'estate indiana? C'era il vento della sera

che ci spettinava e una nuvola nera sulla pianura, una pietra qualunque come porta fortuna.

Mi troverai ad ascoltare gli alberi, le cose che non sono urgenti. Mi

troverai a contare i fulmini e a deviare i torrenti come fossero i nostri destini.

Come potessi ancora cambiare tutti i tuoi piani.

Era passata la bufera, l'aria fredda dal ghiacciaio ci accarezzava. Era franata con la

diga l'illusione di sicurezza di una nazione intera, ma il vento ha fatto una scultura.

Benedetta primavera,

mi troverai ad ascoltare gli alberi, le cose che non sono urgenti. Mi troverai a contare i fulmini,

a deviare i torrenti come fossero i nostri destini.

progredire come li lentamente come fiori rari scoprire tutti i motivi per cui non dormivi

senza più seguire le sirene di tutto questo per canteggiare sempre attratti

dalle apparenze dal potere stare sdraiati nei campi nelle ore più belle Ammirare le

stelle del grande piano regolatore, fare la fame, fare l'amore, osservare il cielo come

fosse la nostra missione. Guarda come cambia colore. Mi troverai ad ascoltare gli alberi, le

cose che non sono urgenti. Mi troverai a non fare calcoli a deviare come fossero i nostri destini,

come potessi ancora cambiare tutti i miei piani.

tutti i tuoi piani. M.

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