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GRAFFIANTE DESIDERIO
(altoparlante) Attenzione.. si e perso un bambino tedesco di nome Peter.
(altoparlante) Chi lo trova, lo porti al bagno Vittoria, dai genitori.
(altoparlante) Attenzione.. si e perso un bambino tedesco di nome Peter.
(altoparlante) Chi lo trova, lo porti al bagno Vittoria.
(SQuILLI DEL TELEFONO E MuSICA CLASSICA DAL CD)
Pronto ?
(Cinzia) Sono io. Volevo salutarti.
Sei un tesoro. Come stai ?
(Cinzia) Bene.
Scusa un attimo.
(LuIGI SPEGNE IL CD) Bene... ancora un po' addormentato.
I tuoi sono gia arrivati da BoIogna?
(Luigi) Passeranno a prendermi tra mezz'ora. Che farai senza di me ?
Credo che andro in barca con i miei.
Ti invidio. Ti chiamo dopo da NapoIi.
(SuONO DELLE CAMPANE)
(in diaIetto napoIetano) Notaio, possiamo cominciare ?
La congrega tra un'ora chiude e iI becchino non fa Io straordinario.
Va bene, procediamo.
GugIieImo, io aspetto in macchina
E se viene tuo fratello gli dico che avete cominciato
Andiamo.
(con accento napoIetano) Ecco, Luigi. QueIIa e tua nonna.
(GugIieImo) Com'e precaria Ia nostra esistenza !
(becchino, in diaIetto napoIetano) Vedete come si diventa ?
Scusate per iI ritardo, e iI traffico di NapoIi.
- Ciao, zio. - Ciao, Sonia. - Ciao. - Che fine ha fatto tuo padre ?
- Aveva gia un aItro impegno. - Eh... figuriamoci.
(becchino, in diaIetto napoIetano) Ora facciamo una beIIa cosa.
- Non ti fa impressione ? - Non e iI primo che vedo.
- Cosi resta tutto intero. - Possiamo procedere ? - Si, prego.
- Possiamo procedere ? - Si.
E poi dici che non ti vogIio bene. Ti ho preso io stesso Ie vongoIe veraci.
E' per questo che non hai avuto iI tempo di venire aI cimitero ?
(con accento napoIetano) GugIieImo, sai che non sopporto queste cose.
- Preferisco ricordare ''mammareIIa'' com'era. - Mi sembra troppo poco.
Dobbiamo parIarne proprio adesso ? Mamma non ne sarebbe contenta.
- GiuIiana, perche non ti fai mai vedere a BoIogna ? - Magari !
Sai che vita si fa con tuo cognato ?
AI circoIo fino aIIe 05:00 deI mattino. Chemin, baccara...
La stessa cosa facciamo quando andiamo aI Quisisana a Capri.
- Questi sono i miei viaggi. - (GugIieImo) Dimmi, Goffredo...
- Di che affare mi voIevi parIare ? - Dopo. Prima mangiamo, e megIio.
- Non Io farai per non intossicarmi iI pranzo, vero ? - Che intossicare !
Mi hanno proposto un investimento, un affare e... mi servono dei soIdi.
- In che guaio ti sei cacciato ? - (Goffredo) Ma che guaio !
Mi propongono di comprare un'azienda agricoIa in VenezueIa, un affare.
- In VenezueIa ? - Si. - E dove trovi i soIdi per comprare questa azienda ?
Be'... vendendo questa casa.
Che cosa ?! Sei pazzo ?!
(GugIieImo) Non ti daro mai iI permesso di fare questo !
La casa dove siamo nati tu e io ! Ma come ti viene in testa ?!
- Sto passando un brutto periodo. - (GugIieImo) E aIIora ?
E aIIora mi servono i soIdi. Lo so, Ia casa e anche tua... ma aiutami.
Poi scompariro daIIa tua vita. Tanto, tu vivi aI nord, non vieni a NapoIi.
Dammi una mano, poi andremo in VenezueIa e non mi vedrai piu.
Ti sei mangiato iI cerveIIo !
(VOCIARE INDISTINTO E CONCITATO DI GuGLIELMO E GOFFREDO)
Bene ! AIIora presto te ne andrai in VenezueIa.
Andiamo in camera mia, tanto Iitigheranno ancora per un'ora.
- (Luigi) Decisamente ti piacciono Ie mimose. - Le trovo aIIegre.
Hanno un non so che di magico.
Eh, eh... QueIIo e iI mio diario.
(LuIGI RIDE) Scusami.
- Posso vedere qui ? - Si, certo. Guarda pure.
Questa sono io quando ero piccoIa e questa sono io con Ia nonna.
- E questa ? - Vediamo se indovini.
- Non Io so... e troppo mossa. - Questo sei tu.
- Te I'ho fatta io di nascosto. - Davvero ? - Si.
- L'uItima voIta che sei venuto a NapoIi. - Avevi soIo dieci anni !
Tu ne avevi sedici... e io ero moIto innamorata di te.
VoIevo avere quaIcosa di tuo da conservare.
(VERSI DEI GABBIANI)
(BRuSIO DEL TRAFFICO)
Buongiorno, GiuIia.
- AntoneIIa... CarIa... - Non sono CarIa, sono AIessia. - Perdonami.
(LuIGI SOSPIRA)
- Posso ? - Si. - Buongiorno. - Buongiorno, MarieIIa.
- II dottor Fabbri sara qui fra poco e vuoIe vederIa subito. - Ok, grazie.
AIIora ci vediamo domani ? (COLPI ALLA PORTA)
Avanti... Avanti.
Accomodati, Luigi.
- VoIevo dirti che sono moIto soddisfatto di te. - La ringrazio.
La tua reIazione suIIa possibiIita di investire in Romagna e ottima.
- Ho avuto i compIimenti da Hiroshito e verranno daI Giappone. - Bene.
- So che presto ti sposerai. - Si, ho capitoIato anch'io.
- Hai fatto un'ottima sceIta. - Credo che Cinzia sia Ia donna giusta.
- Tu conosci mia mogIie ? - Si, I'ho vista qui in ufficio.
- Direi che anche Iei, dottore, ha fatto un'ottima sceIta. - Grazie.
Ti chiedo una gentiIezza: dovresti andare a vedere un terreno con Iei.
Ci tengo a un tuo giudizio.
- AIIora, dottor Moscati ? - Mi pare buono. - ConsigIia di comprare ?
Non dovrebbe essere difficiIe ottenere Ie Iicenze di costruzione.
So che iI comune sta per portare acqua, eIettricita...
..e che fara una rete fognaria e naturaImente deIIe strade.
II punto mi pare buono, domina tutta Ia vaIIe.
Credo che sia un'ottima soIuzione per iI progetto Hiroshito.
- Come ha fatto a pensare aI progetto Hiroshito ? - E' faciIe.
Questo terreno e I'ideaIe per una casa di riposo per anziani.
Lei e moIto perspicace.
L'unica cosa che mi dispiace e che tutta questa natura verra rovinata.
E' un'area edificabiIe e comunque parte deI verde verra rispettato.
Lo so, Luigi, Io so. Ah ! Ah... Ia cavigIia.
- Ah... - Fa moIto maIe ? - Ahi, ahi !
Ha preso una storta, si sieda.
Si appoggi a me... Eccoci.
- Ah... Ahi ! - Mi faccia vedere.
- E' qui ? - Ah... - Non pare rotta.
Ahi, ahi !
Be', possiamo andare ? Tanto, queIIo che dovevamo vedere I'abbiamo visto.
- Oggi Fabbri mi ha mandato a vedere un terreno con sua mogIie. - Si ?
- Com'e ? - E' simpatica e deve essere in gamba negIi affari.
- Comunque, e un po' strana perche... - Scusa un attimo.
- Che ne pensi di quei piatti ? - Si, vanno bene.
Ma tu non hai deIIe preferenze ? QuaIsiasi oggetto ti va bene.
Evidentemente abbiamo gIi stessi gusti, e comunque ti stavo parIando.
- La Iista per iI nostro matrimonio sarebbe meno importante ? - Ma no...
- Dio, si e fatto tardi. Riaccompagnami a casa. - A casa ?
- Se ti dico che devo andare a casa, e perche c'e un motivo. - Come vuoi.
Andiamo... e non fare queIIa faccia.
(CAMPANELLO)
- Ciao, Luigi. - Sonia !
- (Luigi) Non sei in VenezueIa ? - Non mi fai entrare ?
Si... scusami. Certo.
E' che sono taImente sorpreso... Vieni, vieni. Entra pure.
Ehi... Fame, eh ?
Forse, con iI vino scende megIio.
L'unica era venire qui da te.
Ho provato a cercare tuo padre daI VenezueIa, ma non mi ha mai risposto.
- Dopo Io scherzo che tuo padre gIi ha fatto... - La vendita deIIa casa ?
- Gia. GIi ha fregato iI 50%/% che spettava a Iui. - Lo so.
- Sai anche che ha faIsificato Ia sua firma suIIa deIega a vendere ? - Si.
Poteva anche mandarIo in gaIera !
Si, ma sapeva che non I'avrebbe fatto per evitare uno scandaIo in famigIia.
AIIora, a tuo padre... che e moIto piu paracuIo deI mio.
(SONIA E LuIGI RIDONO)
Speravo che in VenezueIa Ie cose sarebbero andate megIio, ma...
Non ti interrompere, continua.
Mio padre era entrato anche Ii neI giro deI gioco, c'era da immaginarIo.
Poi, un giorno, e partito da Caracas con mia madre e non sono piu tornati.
- Cosa significa questo ? - Non so, non ho piu avuto Ioro notizie.
- Non sai dove andavano ? - No.
Non vorrai dirmi che i tuoi sono partiti senza dirti dove andavano?!
Esatto, mi hanno detto che sarebbero tornati dopo tre giorni,...
..invece non si sono piu visti.
In piu, ogni tanto arrivava quaIche creditore di mio padre.
Dovevi vedere che facce.
- Non sei andata aIIa poIizia ? - Si.
- Che hanno detto ? - Che avrebbero fatto deIIe ricerche.
Invece, secondo me, non gIiene fregava niente.
Ho aspettato piu di un mese senza avere Ioro notizie.
Poi, non ce I'ho piu fatta.
Ho preso I'aneIIo deIIa nonna e I'ho venduto per venire in ItaIia.
- II resto Io sai. - (Luigi) Vedrai che prima o poi si faranno vivi.
Avranno avuto dei probIemi.
In quei Paesi, Ie comunicazioni non sono deIIe piu efficienti.
Posso fermarmi qui quaIche giorno ?
Si...
Puoi restare tutto iI tempo che vuoi.
Spieghero a mio padre Ia situazione, vedrai che ti aiutera.
Sei sempre sua nipote.
Luigi... ti vogIio bene.
(VERSI DEI GABBIANI)
(SQuILLI DEL TELEFONO)
Si ?
(Cinzia) Buongiorno, amore. Sono le 07..30.
Di gia ?
(Cinzia) Hai fatto tardi ieri sera ?
Cosa ? No, mi ero riaddormentato.
Sorpresa !
(Cinzia) Chi ha parlato ? C'e qualcuno li con te ?
No... no. Ho Ia teIevisione accesa.
Ti richiamo daII'ufficio, ok ?
(Cinzia) Mi vuoi bene ?
Lo sai, tesoro.
(Cinzia) Allora, bacini.
Scusa, non pensavo fossi aI teIefono. Non voIevo disturbarti.
- Non mi disturbi affatto. - (Sonia) Ti ho portato Ia coIazione.
Ho pensato ti avrebbe fatto piacere.
Scusa, ma... non ho ancora aperto Ie vaIigie e ho trovato una camicia tua.
(SQuILLI DEL CELLuLARE) Luigi !
- Si ? - Sta squiIIando iI ceIIuIare.
(SQuILLI DEL CELLuLARE) Ok, vado a rispondere.
(SQuILLI DEL CELLuLARE)
II teIefono sta suonando !
(SQuILLI DEL CELLuLARE) - Ma dov'e ? - E' qui in bagno.
(SQuILLI DEL CELLuLARE)
Posso entrare ? (PORTA CHE SI APRE)
Certo che puoi entrare. (SQuILLI DEL CELLuLARE)
Hai dimenticato iI teIefono qui. (SQuILLI DEL CELLuLARE)
(SQuILLI DEL CELLuLARE) Che fai, non rispondi ?
(SQuILLI DEL CELLuLARE) Ah... si... si.
Pronto ? Si... Cinzia !
Sono... in macchina. Sto andando... in ufficio, amore.
No, no, io... Cosa ? Certo, saro da te aIIe 18:00.
Si... certo. Anch'io. Ti bacio. Ciao.
- Era Iei ? - Eh ?
- Si. - Ancora ? Ma non ti Iascia neanche un momento ?
- GIieI'hai detto che sono qua ? - No, tanto stasera verra qui.
- Passa Ia notte con te ? - No, figurati, non I'ha mai fatto.
- AI massimo va via verso I'1 :00. - AIIora e megIio che vada aI cinema.
Cosi rientrero piu tardi e tu avrai iI tempo di dirgIieIo.
- Gia... e un'idea. Ciao. - Ciao.
(DIALOGHI INDISTINTI DEL FILM E RISATE DEL PuBBLICO)
- E questi ? - Che cosa ? - Questi fiori, Ie mimose.
- Chi Ii ha comprati ? - Mimose ? - Si, Ie mimose.
- Cosa sono queste, scusa ? - Ah, si... Ie mimose...
- Pensavo che raIIegrassero un po' Ia casa. - Sara.
Sono carine, no ?
Perche mi nascondi iI beauty case ?
E' Ia sotto.
Non metterti suI Ietto con Ie scarpe. Lo sai che mi da fastidio, no ?
No, sta' tranquiIIa.
(Cinzia) II rubinetto deI bide perde, quando Io fai riparare ?
Amore, ricorda di dire aII'idrauIico anche deI tubo in terrazza, e rotto.
- Va bene, certo. - Dico suI serio, te ne scordi sempre.
- (Luigi) Si. - (Cinzia) Promesso ? - (Luigi) Si.
(Cinzia) Che piedi freddi che hai ! (LuIGI ANSIMA)
(Cinzia) Ah ! Mi tiri i capeIIi !
(Cinzia, sospirando) Mi schiacci !
- (Cinzia) Hai Ia barba Iunga e mi irriti Ia peIIe ! - (Luigi) Scusa.
(Cinzia) Non mi bagnare iI coIIo di saIiva, sai che mi da fastidio.
(Cinzia) Si, coprimi, che ho freddo.
- (Cinzia) Ahi ! Cosi mi fai maIe aIIa testa. - (Luigi) Scusa, scusa.
(Cinzia) Sta' attento, che I'uItima voIta hai fatto appena in tempo.
(CINZIA ANSIMA)
- Luigi ? - Chi e ?! - Luigi, sei in casa ? - Sonia ?
- E chi e Sonia ? - Mia cugina. - Tua cugina ? E chi e tua cugina ?
- E' mia cugina. - Luigi ? Sei qui ?
Scusatemi.
- Vorrei che mi spiegassi. - Ma non e ancora mezzanotte.
Cinzia, devi scusarmi veramente. Vedi, io sono arrivata ieri sera e...
- Ieri sera ? - Si, certo. - Perche non me Io hai detto, Luigi ?
Perche non ne ho avuto I'occasione.
Sono stato tutto iI giorno in ufficio e dopo c'erano i tuoi genitori e...
- Te I'avrei detto senz'aItro. - Per quanto tempo ti fermeresti ?
Non so, giusto iI tempo di trovare una sistemazione.
Non vorrei approfittare di Luigi.
Sonia ha probIemi coi suoi genitori e andra via quando si chiarira Ia cosa.
Intendi fermarti qui a Rimini ? Non potrebbe andare dai tuoi a BoIogna ?
Ci sono dei probIemi anche con Ioro e io non so proprio dove andare.
Mio cugino Luigi ti spieghera tutto.
La zona e questa, arriva fino a questa grande Iinea bIu.
Comunque, anche tutta Ia circostante aerea edificabiIe e nostra.
(L'uOMO PARLA IN GIAPPONESE) Continua tu, Luigi.
Prego. Ho qui una reIazione che potra aiutarvi.
- (MarceIIa) Grazie. - (Luigi) Noterete che...
(LuIGI SI SCHIARISCE LA VOCE) Ecco i dati suI numero di anziani.
(Luigi) Ci sono Ie prospettive...
..basate suIIa crescita deIIa vita media di un pensionato oItre 70 anni.
A fondo pagina, trovate i dati statistici atti a determinare...
..una media di soIvibiIita economica...
..reIativa a questa fascia di utenza.
(VERSI E GRIDA DEL PERSONAGGIO DEL FILM)
(Attrice del film) Pronto ? Ti avevo avvertito e ora non mi sfuggirai.
(Attrice del film, ridendo) Ti uccidero l
- (sottovoce) Dovevi proprio portarIa con noi ? - Eh ?
Ti ho chiesto se era necessario farIa venire con noi.
Non posso IasciarIa sempre a casa.
(Attore del film) Signora Stevens, si decide a dire la verita ?
(Attrice del film) La verita gliel'ho gia detta, commissario.
(Attore del film) La mia pazienza ha un limite, non ascolto piu favole.
(Attore del film) Comunque, non ci credevo nemmeno da piccolo.
(Attrice del film) Quella donna e una strega...
..ed e la reincarnazione di una veggente del 1 536.
(Attrice del film) l suoi poteri sono incredibili, gliel'assicuro.
- Ciao. - Ciao.
- Non era maIe iI fiIm, vero ? - No, pero era maIe iI resto.
- Eh ? - QueIIa non mi piace proprio.
- Ho visto come ti guardava ! - Ehi, ma e mia cugina !
Ah, si ? E tra cugini ci si guarda cosi ?
Come puoi pensare che possa esserci quaIcosa tra me e mia cugina ?
Prima se ne va, megIio e. Non vogIio seccature.
un po' di pazienza ! Ne ho parIato a mio padre, tutto si risoIvera.
Non hai paura di vivere in questo paIazzo ? In inverno non c'e nessuno.
Non e esatto, c'e una coppia di pensionati aI primo piano,...
..ma e come se non ci fossero, sono sordi come campane !
(SONIA SINGHIOZZA)
(sottovoce) Sonia ! (SONIA SINGHIOZZA)
Luigi ! (SONIA SINGHIOZZA)
Sei I'unica persona che mi vuoIe bene.
(Sonia) Andro via, non vogIio rovinarti Ia vita.
Cosi faro contenta Cinzia.
(SONIA ANSIMA)
(SONIA ANSIMA)
- Perche sorridi ? - Vi ho visto I'aItra sera mentre eravate a Ietto.
Dio, come eravate buffi !
- Ci hai visti ? - Si. Perche pensi che abbia fatto tutto queI rumore ?
- Gia, perche ? - Ero geIosa e non mi andava che fossi a Ietto con queIIa.
(SQuILLI DI TELEFONI PROVENIENTI DALLE STANZE ACCANTO)
(STRIDIO DEI FRENI)
Hai ancora vogIia di me ?
(SONIA ANSIMA)
(SONIA ANSIMA)
Luigi ?
Tu sei... decisamente... e adorabiImente pazza.
(LuIGI RIDE)
Ah ! Ah... No !
Aveva quaIche debito ? Perche scappare senza avvertirmi ?
Come sai, da tuo padre ci si puo aspettare quaIsiasi cosa.
Forse ora sono tornati a casa e sono preoccupati per Ia tua scomparsa.
Non penso, e comunque ho Iasciato una Iettera neI caso tornassero,...
..per avvertirIi che venivo qui.
Cerchero di contattare iI consoIato per sapere che fine hanno fatto.
Grazie. Mio padre ti ha dato moIti probIemi, ma io non sono come Iui.
Comunque, Sonia, bisogna proprio che trovi una nuova sistemazione.
- Non credo sia iI caso che tu rimanga qui da Luigi. - Senti...
Le ho detto io di restare.
- (GugIieImo) Non credo che a Cinzia fara piacere. - GIiene ho parIato.
- Credo abbia capito. - (GugIieImo) Sonia puo venire da noi a BoIogna.
- Vedrai che tua madre sara d'accordo. - No. No, grazie.
Non vogIio essere di peso. Tornero a NapoIi o in VenezueIa.
- Se vuoi, me ne vado anche stasera. - E' assurdo, non ha aIcun senso.
Puo andare anche in un aIbergo o in un residence. Ci penso io.
Venerdi prossimo e I'anniversario di nozze dei tuoi futuri suoceri...
..e vorrei che ci fosse un'atmosfera distesa.
Perche una camera in aIbergo, se di notte dormo da te di nascosto ?
Conosci mio padre, e comunque non ha tutti i torti.
- Gia, per te tutto queIIo che dice tuo padre e Iegge. - Non e questo.
Se stessi da me, Ia gente potrebbe pensare che andiamo a Ietto insieme.
- Perche ? Tu non vieni a Ietto con me ? - Si, ma non dovrei farIo.
- Noi siamo cugini. - (ridendo) Ma che dici ?
Perche ridi ? (SONIA RIDE)
- AIIora ? - Io non sono tua cugina.
- Cosa ?! - (Sonia) Hai capito bene.
Mia madre mi ha avuta da un aItro uomo, non da tuo zio.
- Non sei mia cugina ? - No, quindi dovrebbe essere tutto normaIe, no ?
- No che non Io e. Ti pare giusto nei confronti di Cinzia ? - Forse no.
- Pero Io fai, quindi e giusto che Iei Io sappia. DigIieIo. - No.
- Non e ancora iI momento. - AIIora vivi come sempre neIIa tua ipocrisia.
Basta che non si sappia. DeI resto, cosa ci si aspetta da uno come te ?
Hai vissuto con gIi occhi bendati daI vostro perbenismo di facciata.
II nostro che ? Cosa vuoi dire ?
VogIio dire che e ora che ti svegIi. Tu credi di conoscere tuo padre ?
- Si, credo di si. - (Sonia) No, tu non Io conosci.
L'irreprensibiIe notaio Moscati e un porco come tutti gIi aItri.
Se vuoi saperIo, ha cercato spesso di portarsi a Ietto mia madre,...
..fino a contrattare Iei coi prestiti che gIi chiedeva mio padre,...
..anzi no, tuo zio.
- Cosa ? - Se vuoi saperIa tutta, tuo padre si scopa anche Ia segretaria.
- Chi te I'ha detto ? - Se te Io dico io, puoi starne certo.
Questa e beIIa... veramente beIIa.
- Mio padre ? - (Sonia) Gia, iI tuo bravo paparino.
- E' roba da non crederci. - Lo vedi quanta merda ci circonda ?
- Su, datti una beIIa Iavata ! - (ridendo) Sei matta !
Ti ho messo KO. Prova a riaIzarti, vediamo se riesci a prendermi.
- Vuoi Ia guerra ? - Si, vogIio Ia guerra. - E guerra avrai.
- (Sonia) Se mi acchiappi, ti do un beI premio. - Arrivo !
(SONIA uRLA E RIDE)
(VOCIARE INDISTINTO)
- Ciao, Luigi. Grazie dei fiori. - Tanti auguri, signora.
- Posso presentarIe Sonia ? - Tua cugina ?
- Be'... piu o meno. - Piacere.
- Auguri. So che questo e iI suo 25* anniversario di matrimonio. - Grazie.
- Cinzia mi ha parIato moIto di te. - Spero che continui a farIo.
- Che vuoi dire ? - Spero che diventeremo grandi amiche. - Ah !
- Luigi ! - Ciao, Cinzia. - Eccoti, finaImente.
- Scusa, sono arrivati aItri ospiti. - In ritardo, come aI soIito.
- Ciao, Sonia. - Ciao. - Vieni, ti presento aIcuni amici di papa.
Ci sono anche i tuoi. Che carini ! Hanno portato un beIIissimo regaIo.
- SaIve, come va ? - Bene. - Buonasera.
- Scusaci, Sonia. - Figurati. GoditeIo finche puoi.
- EccoIi ! - Ciao. - SaIve.
- Papa, c'e Luigi. - Ciao, Luigi. - La trovo in ottima forma.
- Ciao. - Ciao, papa. - (Fotografa) Facciamo una foto ?
Ci sono anch'io, aspettatemi.
- Mancava Ia padrona di casa. - unitevi di piu. Cosi... Bene.
Grazie. Ora ne facciamo una soIo ai ragazzi.
(GugIieImo) Spazio ai giovani.
Signori, vi chiedo un attimo di attenzione.
Vi annuncio che Ia prossima primavera Ia mia Cinzia e Luigi si sposeranno.
(APPLAuSI E ACCLAMAZIONI)
Come segno di affettuosa accogIienza,...
..vogIio donare questo oggetto di famigIia che era di mia madre,...
..aIIa nostra futura nuora, Cinzia.
(APPLAuSI E ACCLAMAZIONI)
- (uomo) E adesso, un brindisi ! - E' magnifico. - (uomo) Auguri !
(APPLAuSI E ACCLAMAZIONI)
No, no, no ! No, aspettate ! No !
Scusatemi. AscoItatemi, per favore.
Sono veramente desoIato.
Cinzia, io... Io non posso sposarti.
Mi dispiace.
Vedete, io amo un'aItra ragazza.
VoIete che finga soItanto per saIvare Ie apparenze ?
(APPLAuSO DI SONIA)
Grazie, anch'io ti amo.
Scusate, signori, se vi ho rovinato Ia festa,...
..ma io e Iui ci amiamo pazzamente.
Pazzamente.
- (singhiozzando) Ma e tua cugina ! - No.
Senti, Cinzia... sarebbe troppo Iungo da spiegare.
(CINZIA SINGHIOZZA) Oh, no !
Tu, brutto bastardo ! Fuori di qui !
Fuori ! Fuori ! Fuori di qui !
Oh, mio Dio... mi sento maIe.
Mi spiace, ma non potevo continuare a fingere.
Luigi !
Siamo dei pazzi.
- Hai visto Ie facce ? - Mi spiace soIo di aver fatto piangere Cinzia.
VoIevi passare Ia vita con una che non sa fare I'amore ?
Non pensavo che potessi cadere cosi in basso !
Ci avete coperti di vergogna, tu e queIIa puttana ! Disgraziato !
- Avresti preferito che Ia sposassi anche se non Ia amo ? - Zitto !
Non permetterti di toccarmi ! Non sono piu un bambino.
Tu che parIi deI buon nome deIIa famigIia,...
..credi che non sappia cosa facevi con Ia mogIie di tuo frateIIo...
..o cosa fai con Ia tua segretaria ?
(Signora Fabbri) Siete impazziti ?
(Luigi) Mamma !
Non e niente, mamma. Scusami.
E non ti fare piu vedere !
Andiamo via. Dai, vieni.
(LuIGI RIDE E SONIA FA DEI VERSETTI)
AI piu beI giorno... deIIa mia vita !
Che cosa fai ?
E' per me ? Tu sei compIetamente pazza.
(MuSICA DA DISCOTECA)
Ti va di fare un gioco spinto ?
- Cos' aItro vuoi combinare adesso ? - La vedi queIIa ?
(Luigi) Si, e aIIora ?
- (Sonia) Ci guarda da dieci minuti. - (Luigi) E con questo ?
(MuSICA DA DISCOTECA)
(MuSICA DA DISCOTECA)
- E tu Io sai fare ? - Si.
Fammi vedere.
(MuSICA DA DISCOTECA)
(SuONO DELLA SVEGLIA)
Ah ! Merda !
(FRANCESCA SOSPIRA) Che maI di testa !
(GORGOGLIO DELL'ACQuA)
''ManuaIe di stregoneria.'' E questo cos'e ?
Che diavoIo stai facendo ?
- Oh, Luigi ! E' vero queIIo che si dice in giro ? - Ora Ie spiego tutto.
(ridendo) Non devi giustificarti, I'opinione che ho di te non cambia.
Se hai Iasciato Ia tua fidanzata, ci sara un motivo. Com'e questa ?
- Eh ! - L'affare con i giapponesi e concIuso.
- A te iI compito di metterIo a punto definitivamente. - Magnifico. Grazie.
- Inizio subito. - Non consumarIo tutto ! Lascia quaIcosa per Ie aItre.
(VOCIARE INDISTINTO)
Mie doIcissime ragazze, io vi amo tutte quante !
- Ma che gIi ha preso ? - E' impazzito.
Dicono sia stata coIpa deIIa cugina...
..e che sabato sera siano successe cose da fiIm.
Non e mia cugina, ma non per questo e meno eccitante.
(RISATINE)
- MieIe ? - Perfetto. Questo e questo.
Be', aItro che cenetta, eh ?
- Che ne dici di questo ? - Prendine due, uno Io mangio da soIo. - Ok.
Torta di mandorIe ?
- Spumante ? - No. - No...
- Champagne ! Stasera... - Stasera ? - Stasera festeggiamo !
- Bastera ? Che ne dici ? - C'e da mangiare per due mesi.
- Ho dimenticato di prendere una cosa. - Cosa ? - Sorpresa.
- II suo resto, signore. - Grazie.
- Luigi ? - Trovata ? - No, non c'era.
- Sara per Ia prossima voIta. - Andiamo.
(ALLARME) - Perche suona I'aIIarme ? - Per noi.
- Sbrigati ! Vuoi farti prendere ? - Cosa ?! - Sbrigati ! - Merda !
(ALLARME)
Fermi ! Fermi !
Spiegami perche I'hai voIuto rubare, potevamo anche pagarIo.
Che gusto c'era a comprare iI caviaIe ?
- Non I'avevo mai fatto prima. - Cosa ? - Rubare.
Questa e Ia prima voIta, non I'ho fatto nemmeno da ragazzino.
I miei amici, anche queIIi piu tonti, Io facevano, ma io mai.
Eri un ragazzo perfetto, amore mio, ma ora Ii hai fregati tutti quanti.
La vedi queIIa gioieIIeria ?
Si... Certo che Ia vedo, perche ?
(Sonia) Perche ora io e te entriamo e Ia rapiniamo.
- (Luigi) Cosa ?! - Hai sentito benissimo.
Ora io e te entriamo Ia dentro e portiamo via tutto cio che possiamo.
- Scherzi, vero ? - No, non sto scherzando.
- E' vera ? - Hai paura ?
No.
- E' che non saprei usarIa. - Vedrai, sara divertente.
(Sonia) Fidati di me.
Cosa fai ?
Con queste... non ti riconosceranno.
(LuIGI RIDE)
E' foIIe, faccio Ia mia prima rapina con un paio di mutande in testa.
- E tu che ti metti ? - Io ?
Ho questa.
Andiamo ?
(CAMPANELLO)
(CAMPANELLO E SCATTO DELLA PORTA)
- 'Sera. - Buonasera.
- Desidera ? - Si...
Vorrei sapere se avete un bracciaIe per cavigIie.
- Immagino intenda una cavigIiera. - Si.
- Dovrei avere quaIcosa deI genere, vado a vedere. - Va bene.
(SCATTO DELLA PORTA)
- (GioieIIiere) Chi e Ia ?! - AIza Ie mani, stronzo !
- Vi prego, non fatemi deI maIe ! - Sta' zitto ! E tu muoviti !
- Merda, questo e chiuso ! - Pensavi di trovarIo aperto ? Spostati !
(COLPO)
Dai ! Che cazzo aspetti ? Ora non e piu chiuso, sbrigati !
Via ! Non provare a dare I'aIIarme, o torno qua e ti buco i cogIioni.
Via !
(ALLARME)
- Cosa ci facciamo con queste ? - DammeIe, tanto sono finte. - Cosa ?
Dai ! Dai ! Dai !
(ROMBO DEL MOTORE E STRIDIO DEI FRENI)
- Che stronzata ! - Vai piu piano, aItrimenti diamo neII'occhio.
Chi cazzo ce I'ha fatto fare ?
(STRIDIO DEI FRENI)
Non essere cosi teso, guida con caIma.
E poi, cosi sembri soIo.
(Sonia) TranquiIIizzati, su.
Adesso ci penso io a caImarti, eh ?
(LuIGI ANSIMA) Ti piace ?
Tu sei pazza, Io sai ?
- (Sonia) Si. - CompIetamente pazza.
(SIRENE E STRIDIO DEI FRENI)
(DIALOGHI IN GIAPPONESE)
Bene, siamo d'accordo su tutto e questo faciIita soIo Ie cose.
(FRASE IN GIAPPONESE)
Prego.
- ''Sayonara''. - ''Sayonara''.
Luigi !
Sonia !
Ti dispiace ? VoIevo vedere dove Iavori.
Ah... Permettete ? Vorrei presentarvi Sonia.
- Piacere. - Piacere.
- MoIto Iieta. - Sonia.
Ti mostro iI mio ufficio.
Perche questa sera non vieni da noi insieme aIIa tua spIendida ragazza ?
Possiamo darci deI tu, vero ?
Grazie, sei moIto gentiIe.
La tua storia e veramente singoIare, Sonia.
Sei una brava ragazza e meriti migIior fortuna.
Per ora non ho grosse prospettive, ma spero di trovare un Iavoro.
Domani passa in ufficio da me e vediamo di risoIvere questo probIema.
E' fantastico. Che ne dici, Luigi ?
Si, certo. AItroche.
- Hai un titoIo di studio ? - No, ho fatto soIo iI Iiceo.
- Avrei voIuto andare aII'universita, ma non ho potuto. - Capisco.
Certo, Ie doti non ti mancano per emergere.
Gia, incontrando Ie persone giuste.
Di questo ne sono convinto anch'io.
AIIora...
Dimmi cosa ne pensi di Fabbri.
Penso che sia uno stronzo, uno che ci prova.
- Crede di essere irresistibiIe, poverino. - Gia.
E' per questa ragione che ci hai fatto Ia cretina per tutta Ia sera ?
Sono brava come attrice, eh ? Ma gIi restero qui.
L'importante e che mi trovi Iavoro, non vogIio esserti di peso.
- Ecco, deve essere questo. - Cosa ? Questo che ?
Non ti preoccupare. Dai, vai avanti.
- Ma che vogIiono ? - Andiamo, non sai cosa vogIiono ?
- No. - Vivi in questa citta e non sai cosa si fa qui ?
- Su, andiamo via. - No, aspetta ancora un attimo.
(Sonia) Mi sembrano due ragazzi carini.
- VogIiono che ci scambiamo. - Che vogIiono ?!
- Su, non fare queIIa faccia. - Be', possono andare a fancuIo.
No, dai, aspetta... Ti prego ! Dai ! Eh ?
Dove vai ? Sonia, torna indietro !
Dice che sei un po' timido. E' Ia prima voIta ?
Bisogna riscaIdarti. (ROMBO DEL MOTORE)
Sei carino, sei veramente carino.
Ehi !
- Ma dove vai ? - Sonia ! - Torna qui !
Che ti frega di Ioro ? LasciaIi fottere in pace.
Vieni Ia dentro, Io so che mi vuoi. Non guardare Ioro, vieni con me.
Dai, su. Vieni.
(LuIGI E LA RAGAZZA ANSIMANO)
(LuIGI RESPIRA AFFANNOSAMENTE)
Sei un porco !
(singhiozzando) MaiaIe ! Ti sei scopato un'aItra sotto i miei occhi.
Cosa dici ? Sei tu che mi hai obbIigato a farIo !
(Luigi) Sei tu che te ne sei andata con queIIo !
L'ho fatto per metterti aIIa prova, per vedere se ne eri capace !
Io, invece, sono tornata subito qui, non ho fatto niente !
Sei tu iI porco, iI maiaIe ! InfedeIe, ti odio ! Ti odio !
(LuIGI SuSSuLTA E SONIA uRLA E SINGHIOZZA)
(SONIA SINGHIOZZA)
(FISCHIO E SFERRAGLIARE DI TRENI)
Tuo padre non deve sapere che sono qui, ma io voIevo vederti.
Guarda, ho scoperto una cosa moIto importante.
- (Impiegata) Buongiorno, dottore. - Buongiorno.
(COLPI ALLA PORTA)
- Mi scusi, Ia porta era aperta e... - Luigi, stavo cercando proprio te.
- (Fabbri) Devo parIarti. - Sonia !
II tuo presidente mi stava dicendo che mi assume come sua segretaria.
E'... magnifico... La ringrazio moIto.
Non ''Ia'' ringrazio, ''ti'' ringrazio. Ieri ci eravamo messi d'accordo cosi.
- Gia, ci davamo deI tu. - Sonia conosce bene I'ingIese e iI computer.
- Quindi, un corso di dattiIografia non sara un probIema, no ? - Certo.
Andiamo daIIa mia segretaria a chiarire Ia situazione. Prego.
- MarieIIa, ci pensi tu a Iei ? - Va bene, dottore. Venga.
Giovedi arrivano i giapponesi per sottoscrivere iI contratto.
- Mi raccomando, sono neIIe tue mani. - E' gia pronto.
- Devo soIo passarIo aI computer. - Mi fido di te. - Bene.
Senti... Scusa... Niente di trascendentaIe.
Mia mogIie organizza Ia soIita festa di beneficenza con 4 amiche noiose.
- Puoi accompagnarIa tu ? - Certo, me ne occupo io. Non c'e probIema.
- Buonasera, MarceIIa. - Buonasera, Luigi. - Dove dobbiamo andare ?
- E' successo un imprevisto. - Mi auguro niente di grave.
La festa di beneficenza e rinviata e ho preparato quaIcosa per noi,...
..ma se vuoi tornare da Sonia...
No... Per me va bene... E dov'e tuo marito ?
A BoIogna, per affari. Sara vero ?
Mio marito non e queIIo che credi tu.
Senza i miei capitaIi, non sarebbe arrivato dov'e arrivato ora.
Be'... a dire Ia verita, io non posso che parIarne bene.
- Devo moIto a Iui. - Certo, ma e Iui che ha bisogno di te.
Senza Ia tua preparazione e capacita, Ia finanziaria non sarebbe Ia stessa.
- Grazie, sei moIto gentiIe. - No.
E' moIto che ti seguo, e ho visto come sai intuire bene gIi affari.
(MarceIIa) Io e te siamo gIi assi portanti deIIa societa.
Ti proporro per dei compiti moIto piu importanti.
Ti ricordi quando andammo a vedere iI terreno che dovevamo acquistare ?
Si... e hai rischiato di romperti una cavigIia.
Anche ora non porto Ie mutandine.
(MARCELLA ANSIMA)
No... No, non posso.
Non posso farIo.
Scusami... scusami.
(sottovoce) Ti vogIio.
Lasciami dormire !
''Schizofrenia: pur attraverso atteggiamenti apparentemente...''
(LuIGI LEGGE SOTTOVOCE)
Che fai ? Non vieni a dormire ?
Eh... no.
- Ho mangiato poco e non riesco a dormire. - Ti preparo quaIcosa ?
Se vuoi c'e deIIa carne, basta scaIdarIa.
Grazie, magari.
E' buona ?
Si, e buona, ma ha un sapore un po' strano. E' doIciastra.
E' una saIsa indo-americana. E' anche afrodisiaca.
Ah ! Sono un po' fuori aIIenamento !
Ferma ! Guarda !
- Ma e Francesca ! - Si, e proprio Iei.
Per cortesia, queI giornaIe.
- Ecco. - Grazie.
''Indagini suIIa ragazza scomparsa neI riminese. Rapimento o suicidio ?''
''I famiIiari, disperati, Ianciano un appeIIo a chi I'ha vista di recente.''
E' proprio Iei, e Francesca !
Mio Dio ! Chissa cosa Ie sara successo ?
E' tardi ! Arrivano i giapponesi per firmare queI contratto.
(Interprete) ''Riassumendo, un capitaIe iniziaIe di investimento...''
''..caIcoIato sui 30 miIiardi e suddiviso in due rate...''
''..a distanza di sei mesi I'una daII'aItra.''
''I giapponesi cagano giaIIo...'' Forse e uno scherzo ?
Che cosa ?
''Fabbri e un mantenuto e Ia mogIie e una gran puttana...''
Non capisco come sia avvenuto. (DIALOGO IN GIAPPONESE)
Consideriamo aItamente offensivo quanto accaduto.
- Chiudiamo definitivamente I'affare. - AIIora, niente contratto ?
Niente contratto. Arrivederci. ''Sayonara''.
''Sayonara'' 'sti due maroni...
- Cos'hai fatto, cretino ?! - Ti giuro... - Non darmi deI tu.
Esci da questa stanza, anzi, esci da questo ufficio per sempre !
- Non sapevo... - E' un affare da miIiardi e non sai cosa c'e scritto ?
Idiota ! Va' fuori !
- QuaIcuno avra avuto accesso aI mio computer... - Ho detto fuori !
E ben ti sta.
- (Sonia) Che ci fai qui a quest'ora ? - E tu dov'eri ?
Non sono fatti tuoi.
- Io faccio queIIo che vogIio. - Si ? Come farmi perdere iI Iavoro ?
- Di che cosa stai parIando ? - PiantaIa !
Sai benissimo di cosa parIo. Vieni qui.
Leggi.
''Fabbri e un mantenuto.'' (SONIA RIDE)
- Non sono stata io. - E chi cazzo e stato ?!
- Chi e stato ? Eh ?! - Non so, ma non sono stata io.
Non sei stata tu ?! Be', oggi io ho perso iI mio Iavoro per te !
Sono stato... Iicenziato. Mi hanno buttato fuori, sei contenta ?!
Sonia, tu sei maIata. Sei schizofrenica, Io so.
So anche che eri in cura a NapoIi. Non negarIo, sei schizofrenica.
- Eri in cura da uno psichiatra. - Non e vero !
Non e vero ! Chi te I'ha detto ?
Guarda chi me I'ha detto !
- (Luigi) E' firmata daI dottore che ti curava. - Non e vero, non e vero !
Sono i miei genitori i pazzi ! Loro mi hanno obbIigata !
Mi voIevano distruggere !
E tu hai voIuto distruggere anche me ?
E va bene, si. Le ho scritte io queIIe frasi.
- Perche ? - Perche ? Perche ?
- Pensi che non sappia che ti fai queIIa troia deIIa Fabbri ?! - Cosa ?
Gia... AIIora dimmi com'e finita I'aItra sera con Iei.
- Lei voIeva, ma io non ho voIuto. - GiurameIo... giurameIo !
A cosa ti serve ? Ti dico che e cosi e basta.
Luigi... perdonami. Ero geIosa, perdonami !
No... no. Ora non posso. Non ci riesco. Ti prego, no.
(LuIGI uRLA)
(SONIA SuSSuLTA)
(sottovoce, ansimando) Io ti amo e anche tu mi ami.
Non potrai piu fare a meno di me, ricordateIo.
(SONIA RESPIRA AFFANNOSAMENTE)
(SONIA RESPIRA AFFANNOSAMENTE E SI AGITA NEL SONNO)
(BIP DEI TASTI DEL TELEFONO)
Pronto ? E' iI consoIato d'ItaIia a Caracas ?
(SONIA RESPIRA AFFANNOSAMENTE E SI AGITA)
Grazie.
(RuMORE)
''Non Ii sopporto, vorrei vederIi morti.''
Due pagine strappate.
(Luigi) ''Ce I'ho fatta. Distruggero e faro a pezzi queI porco bastardo.''
''QueIIa stronza ha pagato Ia vogIia di mettere iI naso nei miei affari.''
Dove stai andando ?
Ho bisogno di un po' di tempo.
Non Iasciarmi soIa.
VogIio fare I'amore con te.
(SONIA ANSIMA) No.
(SONIA RESPIRA AFFANNOSAMENTE)
Se n'e andato... Se n'e andato.
Luigi !
Io ti vogIio aiutare.
(RuMORE DEL TRAFFICO)
(voce di Fabbri) Vieni, beIIa, vieni.
NO ! (SCHIANTO)
No ! No ! Troia !
Troia !
(Luigi) ''Stai bene in soffitta.''
''Stai bene in soffitta'' ?
(RuMORE DEGLI OGGETTI CHE CADONO)
Oh, mio Dio !
Francesca !
''Ci sono riuscita, ho eIiminato quei bastardi dei miei genitori.''
(LuIGI ANSIMA)
(COLPO)
(TuONI, SCROSCIO DELLA PIOGGIA E PORTA CHE SI APRE)
Ciao, Luigi.
(LuIGI SuSSuLTA) Dio, ho cosi tanta vogIia...
(sottovoce) Ti prego !
(sottovoce) Ti va di fare I'amore ? Eh ?
Di' di si ! (LuIGI SuSSuLTA)
Ti ho fatto maIe ?
Oh... Mi dispiace.
Sai... non ce Ia faccio piu.
Ora ti insegno un nuovo gioco.
(COLPO E GEMITO DI LuIGI)
(sottovoce) Che c'e ? Perche non vuoi piu fare I'amore con me ?
Perche ?
Ti piaccio da impazzire.
Ti piace iI mio sapore, vero ? II mio profumo ?
No...
Perche, amore mio, non mi vuoi piu ?
(COLPO E GEMITO DI LuIGI)
(SQuILLO DEL TELEFONO)
(SQuILLI DEL TELEFONO)
(voce di Luigi) Avete chiamato il 582831. Lasciate un messaggio.
Ti sei svegIiato, finaImente ?
No... Ti prego, non piangere.
Sai che non Io sopporto.
Ti ho detto di non piangere !
Cos'e ? Non ti piace, vero ?
Non dirmi che ieri sera ti ho fatto maIe !
Gia, ma cosa ne sai tu di cos'e Ia vera sofferenza ?
Di come ti senti quando un uomo ti stupra a 12 anni !
Lo sai chi mi ha stuprata ? E' stato tuo zio.
QueI porco !
Sai per quanto tempo ha abusato di me ?!
Sai che a Caracas voIeva che diventassi I'amante di un vecchio ?
Questo in cambio di soIdi. Lo sai, tu ? Rispondimi, Io sai ?!
(Sonia) No...
Tu eri ricco, onesto, puIito.
Per questo ti odiavo sempre di piu.
Tu avevi tutto... e io niente !
Rispondimi.
Che stupida !
(Sonia) Come fai a rispondermi cosi ?
Tanto, se urIi chi ti sente prima di quest'estate ?
Oh... scusami... Ti sei fatto maIe anche suI Iabbro.
Oh, mio caro Luigi... Perdonami !
(SONIA uRLA)
Bastardo !
Me Ia pagherai !
(COLPI, GRIDA DI LuIGI E SQuILLI DEL TELEFONO)
(SQuILLI DEL TELEFONO)
(voce di Luigi) Avete chiamato il 582831. Lasciate un messaggio.
(SQuILLI DEL TELEFONO)
(Donna) E' il consolato italiano di Caracas.
(Donna) Abbiamo notizie per il signor Moscati, ci richiami urgentemente.
(LuIGI GEME)
(SONIA FA uN VERSO)
Vuoi sapere cos'e successo a Caracas ?
Li ho ammazzati io... ma non Ii troveranno mai.
Dovevi vedere che facce avevano...
..quando si sono accorti che Ii stavo per ammazzare.
(ansimando) E queIIa puttana di mia madre mi impIorava...
..e mi diceva: ''No, Sonia. Ti prego, non farIo. Non farIo !''.
(SONIA SOSPIRA E INFLIGGE uN CALCIO A LuIGI)
(LuIGI SuSSuLTA)
Ti prego ! Devo avere Ia spaIIa rotta.
(sottovoce) E queIIa... queIIa troia di Francesca ?
(ansimando) Aveva Ietto iI diario, i miei segreti.
(SONIA RIDE)
Poverina ! E se te I'avessi anche fatta mangiare ?
Potrei averIo fatto.
Sono pazza... e aIIora... mio caro Luigi...
(COLPO DELLA FINESTRA) Tocca a te.
Mi dispiace, ma non posso farci niente !
(CALCIO E GRIDO DI LuIGI)
(SuONO RIPETuTO DEL CITOFONO)
Chi e ?
(SuONO DEL CITOFONO) (Sonia) II citofono...
(LuIGI GEME)
(SuONO RIPETuTO DEL CITOFONO)
(LuIGI GEME E ANSIMA)
(BIP DEI TASTI DEL CELLuLARE)
(LuIGI GEME E ANSIMA)
(SONIA uRLA E ANSIMA)
(SONIA ANSIMA E uRLA)
(LuIGI uRLA E GEME)
Bastardo, ora morirai veramente !
(SONIA ANSIMA)
(SIRENA)
- E' Iei che ha chiamato ? - Si, sono sicura che e in casa.
Lo chiamo da ieri, ma non so cosa sia successo. L'appartamento e Iassu.
Siamo suI posto, mandate una voIante con gIi attrezzi per Io scasso.
(MarceIIa) Era disperato. Sento che e successo quaIcosa.
(SuONO DEL CITOFONO E GEMITI DI LuIGI)
(SuONO DEL CITOFONO E GRIDA DI LuIGI)
(SONIA ANSIMA)
Le ho detto che non risponde nessuno.
Ma non c'e nessun aItro in questo paIazzo ?
(SONIA ANSIMA)
(COLPI E GRIDA DI LuIGI)
(SONIA ANSIMA)
(COLPO E GRIDO DI LuIGI)
(ansimando) Non mi sfuggirai.
(LuIGI GEME)
Aiuto ! Aiuto !
Aiuto ! QuaIcuno mi aiuti ! Vi prego !
(SONIA ANSIMA)
(SONIA uRLA)
(COLPO E GRIDO DI MARCELLA)
(SIRENA)
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