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Original subtitles

I ricordi si mescolano fra loro, ma questo perché sono sempre uguali.

I giorni tutti compressi in un'unica immagine che ruota.

Una bambina pensa che la sua vita sia normale.

Che ovunque ci sia una bambina nelle stesse condizioni.

Io lo credevo.

Finché ho imparato che le cose possono cambiare.

Che io potevo cambiare.

Così iniziai a guardare avanti.

Guardavo il viso di mia madre alternarsi tra dolcezza e durezza,

come nel disegno di un libro che avevo da piccola.

Dalla luce al buio, a seconda di come mettevo la testa.

Sono condannata a fare gli stessi errori,

gli stessi passi falsi di mia madre.

La fine inevitabile.

Non mi giro mai in tempo.

Non ci preoccupavamo dei vestiti.

Sembrava potessimo danzare giù dal letto sulle assi di legno dei pavimenti, direttamente nelle lenzuola

e scomparire, dissolvendoci nel bianco delle pareti.

Questa creatura arcuata e roteante non era mia madre.

Era una ballerina con un usignolo che si agita per le pareti, e poi fuori dalla finestra.

Di una bellissima specie ingabbiata e quasi estinta.

Non sappiamo perché eravamo mandate fuori quando pioveva

Eravamo abituate a fare cose che non capivamo.

L'uomo diceva: andate, legatevi un secchio con una corda intorno alla vita

Non facevamo notare che potevamo raccogliere acqua piovana facilmente anche senza mettere un piede fuori

Lui non mi avrebbe mai lasciato uscire

Non senza qualcuno che mi tenesse in cauzione.

Lui mi guarda dritto negli occhi, mentre impartisce gli ordini.

Lui può intuire i miei pensieri, ma non può punirmi per ciò che nascondo in profondità.

Frustrato, serra le sue labbra grigie e sbatte il piede

Avrei preferito essere mandata fuori in un giorno di sole,

o quando le case hanno le stesse sfumature di grigio

il tipo di grigio in cui posso entrare e scomparire per sempre.

Sanno chi siamo: si sono avvicinati abbastanza alla casa

laddove le querce pendono ed i cespugli s'infittiscono

Forse credono di poter fare qualcosa. Chiamare qualcuno.

Non lo faranno.

Non lo faranno mai.

Pioggia o meno, sono fuori casa. Cosa preziosa anche sotto il cielo più nero.

Alza un piede e posalo al suolo... e fa' lo stesso con l'altro.

Potrei andare avanti così, per sempre, se dovessi.

Posso sopportarne ancora senza cedere.

Lo faccio perché posso.

Lo faccio per dimostrare quanto forte sono diventata.

Ci vedresti scendere il sentiero verso casa e capiresti la mia tensione alla sopravvivenza.

Allo stremo delle forze, più di quanto si possa immaginare.

Sto in piedi, gocciolante.

la pioggia mi cola dalle gambe e dai piedi,

mentre lui prende i secchi d'acqua che abbiamo raccolto...

la misura del nostro peccato.

Spero che la pioggia che il Signore ha fatto cadere

possa ripulire le ragazze.

Ero solita pensare che se non sentivo nessuno dietro di me, non c'era nessuno,

che se mi fossi addormentata da sola in una stanza, mi sarei svegliata da sola.

Mi sbagliavo.

Io mi affidavo al sonno.

I miei sogni: l'unica tranquillità.

Una volta chiedevo che mentre dormivo, la vita si fermasse.

La casa sospesa, nessun movimento,

solo il mio cuore che scalpita.

In tutti questi anni ero ignara del fatto che l'orso entrasse in casa, di notte.

Nessun altro ci credeva, ma io vedevo l'orso spuntare dall'armadio.

Sentivo il suo odore.

L'hai sentito stanotte?

Chi?

L'orso!

Era nella mia stanza, l'ho sentito dal terzo piano.

Ti ho già detto che non ci sono orsi qui nel sud.

Senza contare che...

chiudo accuratamente questo posto

da cima a fondo.

E lo sai.

Tu usi troppo l'immaginazione.

Sei come tua madre.

Portamene ancora.

Non c'è nessun orso.

Stavi solo sognando. Torna a dormire.

Io credo nell'orso.

Lo sento muoversi su di me.

L'odore del suo fiato,

la soddisfazione nei suoi grugniti.

Se fosse stato un sogno avrei avuto della saliva asciugato lungo il collo?

Al risveglio sangue pulsante e fiato sospeso

Come hai dormito?

Cosa vuoi dire?

Ho dormito.

Il mondo se n'era andato e ora è di nuovo qua.

Cos'hai sognato?

Io non sogno.

Ti ho sognato questa notte.

Ho sognato che

venivi strangolata dall'orso grigio

e noi ti abbiamo trovato

congelata, sdraiata sulla schiena

eri senza vestiti

il tuo letto pieno di sangue

Per quante cose moriresti, mamma?

E dove sono le altre persone?

Dove conduce quella porta?

Non porta da nessuna parte.

Eccetto quella...

Quanto in fretta sono cambiate le cose...

Il pavimento mi diede una forcina e mia madre voleva usare la porta.

Cosa vedi, madre?

Vedo la libertà.

Vedo il paradiso.

Nel giardino la mamma mi mise in guardia dalle bacche che vi crescevano

alcune delle quali erano velenose.

mia madre pare non volesse stessi più in silenzio per cui trovai una via,

cercando fra i termini del mio dizionario

verme,

scarabeo

terreno,

radice,

germoglio,

patata,

buio,

albero,

oca,

pino,

fiore,

verdura,

suolo,

foglie

pietre

Non possiamo andarcene.

Per cui non chiederlo nemmeno.

So che vuoi uscire.

Ma non è sicuro - Si...

Ora, troverò un motivo

per mandarti fuori

Ma se te ne vai senza che io lo sappia...

Ti prometto che...

Lo so, lo so, lo prometto.

Il pericolo è in arrivo, Meredith

e saremo in cinque.

Io proteggerò te... e le altre.

Vi insegnerò.

Rifiutava di parlarmi come a una figlia e mi parlava come fossi sua sorella.

Ma non sono nessuna delle due.

Quando ero bambina, qui

e mia madre era qui, l'uomo non si arrabbiava mai così.

Quando c'era mia madre, lei era l'unica donna ed io l'unica bambina.

Lo spazio sembrava molto più ampio a quel tempo

Mia madre danzava sulle spoglie assi del pavimento

Fluttuava, piroettava e saltellava nella sua camicia da notte bianca

Se l'uomo portasse Alicia e Ruth nel bosco e le abbandonasse

loro lo seguirebbero, pregandolo di rinchiuderle nuovamente

promettendo qualunque cosa purchè le liberasse del peso della libertà.

Io sono diversa.

Io indosso le mie restrizioni come un mantello.

Io ho speranza. E questo tiene accesa la luce dei miei occhi.

Devo avere pazienza ed osservarlo.

Ed imparare cosa ottenere con cosa.

Mi chiedo se posso scappare e allontanarmi, e scomparire lungo le rotaie del treno

Ma ho ancora troppo da imparare.

Le settimane divennero mesi.

Uno dopo l'altro mentre sedevo pesante del figlio dell'orso,

Ruth e Alicia dicevano solo : riproduciti.

Loro sono come uccelli che svolazzano in giro come fossero ombre o fantasmi

Quando penso a loro mi ricordo di come gli animali in gabbia

inizino ad amare la sicurezza delle sbarre e la regolarità del cibo.

La tensione fra le mie gambe è la cosa più nascosta

Un frutto, una lettera segreta.

Un giorno o l'altro, in qualche modo,

il dolore sarà acquietato.

Questa ferita interiore si ricucirà

Crede di poterci incatenare dandoci figli o cose senza le quali pensa che non vivremo.

È vero questo?

Devo continuare a chiedermelo.

Ho sempre vissuto così. In questa casa.

Come poteva esserci altro modo?

Oggi è finalmente il giorno in cui esco dietro alla fattoria

Devo portare un sacco di patate oltre il bosco

ed al ruscello nel quale devo lavarle una ad una, con cura

L'uomo ha mandato Ruth e Alicia con me per imparare la strada.

Finalmente, posso tirare un lungo respiro senza piangere.

Posso stirarmi la schiena e flettere i piedi.

È stato rischioso da parte sua lasciarmi uscire.

Ho memorizzato la lista dei trucchi che devo sapere.

Quali radici e quali bacche...

la posizione del sole...

Salve, amica.

Come sopravvivi da sola?

Questa è la seconda domanda più importante.

Questo non è buono, Meredith.

Vedi?

Vedi?

Quando l'uomo torna dalla città con i rasoi,

le donne sanno cosa fare.

Al terzo piano, le aiuto a radersi le gambe,

le braccia,

le ascelle, persino le dita dei piedi.

Finito di raderle, mi guardano negli occhi con uno sguardo di segretezza.

Cos'è che pensano non sappia?

Quello che amavo di più è quando mia madre ci parlava del mondo

dove poteva muoversi per le strade indipendentemente.

da qualche parte dove girava anche l'uomo che sarebbe divenuto mio padre

Vide mia madre e capì che era una donna capace.

Una donna che sapeva svolgere il lavoro necessario.

Un giorno mi girai e il volto di mia madre era di nuovo buio.

Mi ricordo prima che nascessi.

Camminavo con timore.

Andavo a letto con timore.

Dormivo con esso.

Meredith.

Grazie Signore per il generoso banchetto che ci concedi

Forse nutrire i nostri corpi è come nutrire le nostre anime

Fa sì che ci occupiamo dei bisogni altrui,

come quelli per la nostra sopravvivenza

Per Cristo nostro Signore,

Amen

Non hai fame?

Se non mangi,

non vivi.

Se non mangi tu, non mangia il bambino.

Lo capisci?

Dopo tutti questi anni da quando se n'è andata,

posso sentire ancora il suo profumo sui suoi vestiti.

Se fossi riuscita ad attuare la mia fuga,

non avrei potuto portare le cose di mia madre con me

le avrei dovuto lasciare indietro e sarebbero state usate da altre donne.

Penso a cosa avrei avuto se fossi riuscita ad andarmene.

I miei piedi, mani, capelli e occhi.

Questi pomodori marci.

E questo bambino, metà orso, metà me.

E tutto ciò da cui provengo.

Non so cosa sia peggio,

Le mie possibilità di fuga si riducono.

Se non me ne vado in fretta, la porta si chiuderà

e non avrò altra scelta che raggiungere Alicia e Ruth alle loro toelette.

Non posso più far finta,

non con questa pancia.

Non ho idea di come andarmene.

Come recidere l'unico legame che mi tiene legata al tutto?

Non so come far sedere il mio bambino e andarmene, come mia madre ha fatto con me.

Che colori oggi, madre.

Che perfezione.

Quando penso alla fuga,

mi rendo conto che è una specie d'amore quello che sento per tutti loro.

Ed è del tipo peggiore, perché è indistruttibile e vulnerabile.

Confondo la paura col dolore,

malinconia quando dovrei essere arrabbiata.

Il mio amore è sparso per tutta la casa

e non posso raccoglierlo in un lembo della gonna o nelle mie tasche.

Se me ne vado, lascio il mio amore.

Se rimango, collaboro nel tradire me stessa.

Se rimango, risponderò con un no a molte domande importanti.

La mattina faccio i miei piani.

Disegno la casa su un foglio

Scrivendo tutte le cose che devo lasciare.

Sono meticolosa su ogni dettaglio delle stanze.

Registro i colori, i tessuti, gli odori.

Ho disegnato tutto ciò che è successo in questa casa finchè ne ho memoria

etichettando la mia vita in questi piccoli quadrati che delimitano ogni stanza.

Sul retro del foglio disegno il cortile ed il granaio

traccio la pianta del giardino, il campo sul retro e la foresta d'alberi.

Sarà la mia ancora di salvezza, quando sarò nella foresta.

La cittadina è a sud e a nord-est c'è una città più grande.

"Est" è diventata la mia parola magica.

L'ultimo foglio di carta è riservato alla mia lista...

Le provviste di cui avrò bisogno per il bambino

Del cibo che non si deteriori durante il viaggio

Registro quando l'uomo dorme più profondamente.

In che notti arriva l'orso e da quale direzione.

Nei mesi ho raccolto pezzi di carne secca,

candele, due bottiglie d'acqua da un posto speciale nello scantinato.

L'ho fatto gradualmente, in modo che non se ne accorgesse.

Ho imparato gli orari in cui dorme.

Durante i quali rovisto tra le provviste.

So che sono migliore di chiunque io stessa possa amare.

Ho imparato a fare attenzione.

Devo essere furba come lui e due volte attenta.

Sopravvivenza.

Questo diventò il mio Mantra.

Sopravvivere è tutto ciò che conta.

Alcuni giorni temo di aver aspettato troppo a fuggire.

Temo di non essere diversa da Ruth ed Alicia.

Posso andarmene?

Se mi fosse data l'opportunità, sarei riuscita a lasciare

l'unico terreno, gli unici odori che abbia mai conosciuto?

Ho imparato nuove cose e lezioni: ricette, storie di famiglia,

sogni e realtà mescolati insieme.

Voci mi sussurrano nelle orecchie.

Mi rivolgo a loro per trovare le ombre.

Spesso non capisco se mi è stata detta una cosa o un'altra.

"Forse nel campo", dice una voce.

"Arrenditi", dice un'altra.

Non chiamarmi là

Chiama a mezzanotte

Chiamami.

Mia madre mi disse cosa aspettarmi dal mio corpo.

E l'ho visto accadere.

Pensavo di mettermi pesi nel bacino e vedere quanto il mio corpo potesse sopportare

Ora sei una giovane donna...

Ora sei una giovane donna...

Ora sei una donna...

Quelli furono gli anni quieti.

La stanza non sarebbe stata ancora per molto un bianco spazio evanescente.

Siamo solo invecchiate.

Non avremmo più danzato e cantato.

La stanza lasciata in silenzio.

A volte c'era tanta calma che sentivo il mio battito prendere il ritmo

di quello di mia madre.

I pensieri fare avanti e indietro tra le tavole del pavimento.

Come pensi che saremo tra 10 anni?

Sarai 10 anni più vecchia.

Cosa sarò domani?

Un giorno più vecchia.

Dov'ero ieri?

Eri seduta di fronte a me, con la tua camicia da notte gialla.

mentre ti intrecciavo i capelli e cantavo "frère jacques".

Madre.

Questo era tanti anni fa.

Piccola mia.

La mia figliola.

La mia piccola marinaia

No mamma, fa male!

- Vieni con me. - No.

Dì di sì.

Dillo.

Ok.

Mia dolcezza. - Mamma non lasciarmi.

- La mia piccola. - La mia ballerina

La mia violetta.

- Dì sì. - Non andartene.

Dì di sì.

Sì.

Me ne andrò... me ne andrò

Me ne andrò...

Madre.

La mattina troverà le mie impronte, ma io sarò scomparsa.

Sarò dimenticata, come ha dimenticato mia madre.

Col tempo smetteranno di cercarmi.

Viaggiai verso est.

L'est che avevo sognato fino ad ora.

Già ora mi il suo suono mi appariva più bello.

Mia madre aveva una Bibbia e me la leggeva.

Mi diceva di pregare

mi sussurrava nell'orecchio con la sua voce asciutta

"un giorno ne avrai bisogno"

Aveva ragione.

Avevo bisogno di una preghiera, adesso...

Mi sussurravo di continuare ad andare.

Le mie braccia continuavano a muoversi, in qualche modo...

nonostante il mantello.

Pensa all'Est, mi ripetevo.

Est, invece di ricordare le mie lenzuola

nel buio della casa che stavo allontanando.

Cercavo di ricordare i conflitti.

Immaginavo l'assurdità di crescere mio figlio in quella casa.

Mi obbligavo a raffigurarmi la mia infanzia divisa

i miei capelli che sarebbero cresciuti fino ai piedi

Invece, ho scelto la libertà.

Se prendo in braccio questo bambino una sola volta,

sarà mio per sempre.

Se l'uomo fosse qui, gli direi che sopravvivere è semplice.

La sopravvivenza è nel corpo.

Ma è la fede ch mi sta soffocando.

Il mio corpo... insaziabilmente vuoto...

si sentiva indistruttibile come un fantasma.

Se l'uomo fosse qui ora,

gli direi che è facile sopravvivere.

Non è altro che una pietra aguzza che devi inghiottire

tossire fuori ed ingoiare di nuovo.

Non volevo mi vedessi così

con la testa fasciata contro il cielo blu

Da dove siedo,

da dove lei dev'essersi seduta,

vedo una piccola porzione di cielo pomeridiano, attraverso le tavole

Anche il mio cielo reciso era blu...

sottotitoli a cura di

andreina dasi

catsickblues

francesco vecchi

biba butt

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