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Attenzione! In questo preciso momento,
verso nella provetta l'idrato di sodio sciolto in acqua
che libera ossidrilione Praticamente ho preparato una base.
Ora prendiamo una cartina al tornasole, detta anche laccamuffa.
E' una sostanza ricavata dai licheni.
Questa cartina ha la proprietà di rimanere azzurra
se introdotta in ambiente alcalino.
Invece diventa rossa se introdotta in ambiente acido.
Ora cosa succederà a questa cartina se la infilo nella provetta?
- Diventerà azzurra perché l'idrato di sodio è alcalino. - Brava! Seduta.
- Professore! - Che c'è? - La donna resta incinta con una provetta?
- Sciocchezze. - Una mia amica ha fatto una "provetta" con uno,
poi con un altro ed è rimasta incinta!
Smettetela, tutti a posto! Fai lo spiritoso? Dopo ne parliamo.
Abbiamo detto che rimane azzurra.
Infatti...
(risate)
Smettetela!
Le signorine sono pregate di uscire.
Presto!
Tu dove vai, Zampanò?
Ti è caduta la "minchia" e sei diventato signorina? Vai a posto.
E ora...
Se non volete che un giorno io ve la faccia pagare cara,
devo sapere una cosa. Parlo a te, Zampanò, e a te, Scognamiglio!
Anche a te, Licata.
Chi è stato il figlio di puttana che ha pisciato nella provetta?
Allora?
(voci non udibili)
- Salvatore dov'è? - Eccolo.
- Va in calore. - Tu non ci vai mai? - E tu non vai mai a morire...
Ammazzato!
- Com'è andata? - Bene, verrà di sicuro. Forse porta due amiche.
Così ognuno sceglie la sua. Tu chi scegli?
Io scelgo di andare a casa. Sono indietro con i compiti.
E' peggio del padre prete.
Finirà per stampare pubblicazioni parrocchiali!
Commendatore, fino a qualche anno fa, si poteva convivere con loro.
Ma oggi sono così turbolenti, vogliosi, eccitabili e impossibili
che non ne possiamo più.
Perciò fondai questa organizzazione, ben vista in alto loco.
- Lo so e sono a sua disposizione. - Il nostro motto è... - Dica pure.
- "No all'uomo." - Proprio no?
No!
Siamo 50, ma tutte unite e compatte.
Siamo nubili e nubili vogliamo restare.
E nubili resterete, state tranquille!
Se continuerete l'azione intrapresa così energicamente!
La nostra è una battaglia. Per vincerla, abbiamo bisogno di un'arma!
Un'arma tagliente ed efficace, di un nostro giornale, di un nostro organo.
Oh, pardon!
Un organo è sempre un organo.
Commendatore, lei ha capito bene.
- Modestamente! - Ascolti. - Dica.
Quanto costa la pubblicazione per un anno di 4 fogli a uscita settimanale?
- Diciamo... - Troppo!
Sì, un po' troppo. Allora faremo...
Ah!
- Dica lei. - Io direi... - Benissimo! Molto bene.
Si raggiunge subito un accordo tra persone che si intendono.
Scusi, ora devo occuparmi di una ricostruzione storica. Venga!
Commendatore, mi raccomando la testata.
Certo, al più presto avrà anche la bozza. Arrivederci.
- Che è successo? - Che testata!
- Ha anche la bozza? - Sì. - Tenga quella, così non gliela mando.
- Buongiorno. - Ahi!
Che zitella baffona!
Allora?
Chi ha detto di fare pausa? Qui si fa un banchetto!
- E' solo pane e mortadella. - Da domani pane e caviale! Va bene?
- Io ti darei una "pizza"... - A chi dà la pizza?
Vuoi anche la pizza? Vittorio!
Ordina una pizza con mozzarella, uova, alici!
Lui deve stare in forma, basta che finiamo il fotoromanzo per stasera.
Mi spiego? Cleopatra, mangi lo sfilatino anche tu?
Per forza, lui si è scaricato.
- E' scarico! - Marco Antonio è moscio. - Sei un po' moscio?
- Abbiamo fatto la scena d'amore 16 volte! - Perciò ti ho scritturato.
Forse è un po' frocio?
- La punta del mio naso è molto sensibile. - Ma dai!
Vi giuro! Basta toccarlo che provoca reazioni incontrollate.
- Bugiardo! - Vuoi provare tu? Prova tu! - Ma finiscila!
- Dai, prova. - Vai via! - Prova!
(scoreggia) Brutto sporcaccione!
Hai sentito che motore? Con un chilo di fagioli faccio 100 chilometri!
Tutti al posto!
Avanti, seduti! In silenzio!
Ora in piedi.
Si accomodi, signorina.
Prego.
- Grazie. - Seduti!
La signorina Carla Moretti
sarà la vostra nuova insegnante per il gruppo letterario.
- Spero che approfitterete di lei... - Sì! - Nessun commento sonoro!
Spero approfitterete di lei per recuperare il tempo perduto
da quando il professor Piti è andato in pensione.
Lei avrà capito che sono dei mascalzoni.
Ma noi sappiamo tutto di tutti, mi spiego?
Comunque, se non riuscisse a tenerli a freno, ci sono io.
- Buon lavoro. - Grazie. - Dovere.
- Buon lavoro. - In piedi!
Questa porta è piena di polvere.
- Stavo venendo a pulire. - Bravo.
Cosa vuole?
- Sono il bidello. - Piacere. Ora vada, per favore.
Obbedisco.
Ragazzi, io sono pagata per istruirvi e intendo farlo.
- Hai visto che donna? - Sì.
- Ti piace? - Sì.
- Ti sei già innamorato? - Sì.
- La sposeresti? - Subito. Subito!
- Chi ha parlato? - Io. - Come ti chiami?
Tonino Licata.
Fuori.
Anzi, vieni alla cattedra
così vediamo a che punto è la tua preparazione culturale.
Cominciamo dalla letteratura italiana. Dove siete arrivati?
- Alla Scapigliatura Lombarda. - Seduta. Allora!
Vediamo cosa ricordi. Guardami in faccia.
Spiegami in cosa consiste la Scapigliatura Lombarda.
Forse si facevano crescere i capelli
ed erano sempre spettinati. (risate)
Una specie di capelloni!
Ma di cosa si occupavano?
Contestavano?
Sì, ma in che modo?
Non so, ho la testa confusa. Lei mi parla e io non capisco niente.
Lo immaginavo. D'ora in poi, cerca di non disturbare in classe.
Torna al tuo posto. Due!
Ehi, ti sei incantato? Ancora pensi al 2? Ma dai!
No.
Non ci penso più.
Felice!Felice! (colpi alla porta)
- Che vuoi? - Aprimi e te lo dico.
- Che vuoi? - Che può volere una moglie
che da 10 anni vive in camere separate? Voglio coricarmi con te.
- Non posso, oggi mi sono confessato. - Anch'io mi sono confessata.
Tu ti confessi ogni mattina e ti liberi sempre dal peccato.
Io mi confesso di rado e vorrei rimanere un po' libero.
- Libero da che? - Dal peccato! - Non pecchi con me da 10 anni!
Di persona, fisicamente, ma con la mente pecco, Adelaide.
- Io ti penso tutte le sere. - Allora di' che io ti indispongo.
Non mi indisponi, non ti reggo!
Come? Che hai detto?
Non ti reggo quando spingi la porta. Sfasciamo la porta!
Almeno dimmi quando. Domani? Tra un mese? Dammi la scadenza.
- E' una cambiale? - Sì, una cambiale di matrimonio. Si deve pagare!
Felice, lassù qualcuno ci guarda.
Se lassù qualcuno ci guarda, che figura facciamo se vede che noi...
Capisci? Dammi retta, vai a dormire.
Lassù qualcuno ci guarda e vede che... Vai!
E bussa! Che vuoi?
Ho dimenticato di dirti che ha scritto Tecla.
- Chi è? - Mia cognata. Resterà con noi un mese.
- Che mi frega? Non la conosco. - Ma è la moglie
di mio fratello buon'anima! Dobbiamo accoglierla bene.
Va bene, andremo a prenderla alla stazione con la banda.
No, è un po' esagerato.
Felice, allora che facciamo?
Sai che facciamo? Vieni.
In camera tua? O in camera mia?
Di là, da te.
Felice, non mi pare vero.
Infatti non è vero.
Felice!
"Ho 2 nella mente. Due le labbra frementi.
Due seni in proporzione e due son gli occhi risplendenti
che mi danno ispirazione.
Non temer, dice la gente. Cogli presto l'occasione."
Non cogli proprio niente! Per questo sei un coglione.
- Che fai? - Che ti frega? - Ti segno fra i cattivi.
- E io ti picchio. - La professoressa ci interroga se la fai arrabbiare.
- Il maglione ti fa difetto. - Cosa? - Ti fa due bozzi qua.
- Ne approfitti perché sono piccolo. - E' piccolo, ma ha le mani lunghe!
- Buongiorno, Ciccio. - Buongiorno, professoressa Zucca.
Poverino! L'aiuto.
Grazie. Scusi, dopo di lei.
- Attenti, io entro all'improvviso! - Ciccio, è qui!
Seduti!
- Perché è scomparso così? - Loro vanno colti di sorpresa.
Bravo!
Attenti! Io sono come Zorro, lascio il segno.
Con permesso.
Dunque...
Ora vediamo il registro.
- Questo cos'è? - E' una minchia. - Si direbbe un fallo.
- Come lo avete chiamato? - Ripeto, è una minchia.
Il vostro lessico è misterioso. Perché un nome femminile?
Si adatta alle donne!
Delinquenti, ci penso io a voi!
Cos'è questo coso?
- Non guardi. - Ahi!
Sapevo che era il tuo. Non sai dove metterlo, vero?
- Silenzio! - Briganti!
- Vi faccio sospendere! - No, Ciccio.
Sono "ragazzate". Hanno voglia di scherzare.
Loro approfittano della sua bontà. Lei è "bona"... Troppo bona!
- Porto il registro dal preside. - No, sono ragazzate.
- Abusano della sua gentilezza. - Ciccio, lasci andare.
- E' una creatura divina! - La prego. - La squisitezza impersonificata!
- Per favore. - Lei non farebbe male a una mosca. - Lasci, basta!
Ti ho detto lascia!
Stavolta non glielo porto. State buoni, avete visto come picchia?
Ciccio sembrava stronzo, invece ha beccato!
- Vengo a prenderti io. - C'è Salvatore.
Ho scoperto dove abita quella bella professoressa.
- Abita con la Zucca. - E allora? - Non ricordi dov'è casa della Zucca?
Ci vediamo al portone alle 19. Porta il binocolo.
- Sei pazzo? Se ci scoprono? - Non passa nessuno lì.
- Allora? - Che si vede?
- Niente. - Che dici? - Hai messo a fuoco il binocolo?
- La finestra è chiusa. - No! - La luce è spenta.
Non ci credo. Con le donne non ci hai mai visto!
- Non c'è niente. - E' impossibile. - Ci sarà una finestra.
- Allora? - Forse è uscita.
- Ma che dici? Scendi, salgo io. - No, salgo io.
- Andiamo, chissà quando torna! - Dammi il binocolo.
- Tocca a me. - No!
- Dopo tocca a me. - Ma non c'è niente. - Tiratemi su. - Quanto pesi!
- Tenetemi forte, è tutta nuda! - Davvero?
Senza mutande?
- Ci hanno mandato "Emmanuelle" come insegnante! - Che fa?
L'acqua le bagna le sise e le cosce.
Ora mostra due belle chiappe insaponate!
- L'acqua scorre sulle sue curve. - Fammi vedere!
- Aspetta! - Dammi il binocolo. Tirami su, dai!
Forza!
Ancora un po'! Su!
- Angelino, che vedi? - Vedo li mortacci vostri!
- Dov'è andato? - E' caduto.
- Che hai combinato? - Niente. - Ti sei fatto male?
Non facciamo scherzi. Il posto è occupato.
- Tocca sempre a me, ma non spingete troppo. - Stai tranquillo.
- Piano. - Eccola! Quanto è bona!
- Non poteva insegnarci "Scopologia"? - Che fate?
- Sto facendo la pipì. - Per aria?
- Che fai? Vado via! - Anch'io.
No! Chi mi tiene? Non ce la faccio, dove andate?
- Buongiorno, signorina Moretti. - Buongiorno. - Allora?
Come si trova con questo branco di delinquenti?
- Lei è prevenuto, sono ragazzi come tutti gli altri. - Vedrà!
Se posso accompagnarla con la mia auto,
posso raccontarle molte cose.
Grazie, ma ho la mia auto.
Vuole un consiglio? Lei deve affidarsi a me.
Io ho molte aderenze e posso esserle molto utile.
Se diventeremo amici...
- Noi siamo già amici, vero? - Certo.
Comunque si può approfondire, mi spiego?
Ci pensi!
Con comodo.
Ossequi!
"Come sarebbe bello, mano nella mano, fuggire con te lontano, lontano."
- Carla, ti sbrighi? - Arrivo.
Andiamo.
Ti sembra facile? E' una professoressa.
Non puoi dirle: "Andiamo al cinema?" E le metti una mano al culo!
- Vai in galera per oltraggio a pubblico ufficiale. - Che dici?
Serve una seduzione in piena regola. Una trappola scientifica!
Io ho studiato il suo comportamento, vedrete.
Eccola!
- Che donna! - Quale dici? - Indovina? - Guarda!
- Che gambe! - Che gambe? Che tutto!
Nei giorni dispari, la professoressa va
alla biblioteca comunale di Bari con l'auto. Io la bloccherò con una scusa.
Ho un piano segreto, ci cascherà.
- La solita combinazione: sesso e cervello. - Con aggiunta di fascino.
- Sei sicuro che lei ci starà? - La domanda dell'inesperto!
Venite all'appuntamento e assisterete allo spettacolo gratis.
- D'accordo. - Ora andiamo, è tardi. - Io resto qua. - Non vieni con noi?
Non mi va.
Ma tu credi che io pianga per questo?
Me ne fotto! Anzi, me ne strafotto!
Chi ti conosce?
Vuoi andare a letto con Salvatore? E va bene, vai! Peggio per te.
Lo puoi fare.
Non mi importa, tanto so chi sei. Sei una sgualdrina!
(accento veneto) Guarda che bel ragazzo
con tutti gli annessi e connessi. E' un po' pallido però!
Io so la ragione.
- Scommetto che hai già la "putea". - Tecla, che dici?
- No? - Magari! - Non ti fai ancora il "solitario", vero?
Oppure sì? "Ostrega"!
- Parla del tuo trasferimento. - Dopo la morte di Micuzzo,
sono tornata a Treviso, a casa mia.
A Desenzano facevo la supplente e lo sono anche a Treviso.
- Non ho perso niente. - A parte tuo marito! - Sì.
- Mi manca ancora. - Qui ritroverai
il calore del focolare domestico.
Speriamo! Il mio è spento ormai.
- Se manca l'uomo che alimenta il focolare, è finita. - Veramente!
- La mia salvietta. - Felice!
- Cosa? - Ti è caduto il tovagliolo?
- Sì. - Vuoi cambiarlo?
Qui bisogna alimentare. Alimentare! Come alimenti... Bene!
- Un bel pranzetto. - Dev'essere stato terribile.
E' successo così all'improvviso.
Era un uomo perfetto. Casa e lavoro, lavoro e casa.
Era sempre affettuoso.
Era forte, tanto forte! Poi ha cominciato a deperire sempre più.
- Si è consumato come una candela e alla fine... - E morto!
- Tieni. - A te non frega niente di alimentare il focolare!
Tecla, non pensiamoci più. Devi forzarti a mangiare.
- Non ho fame. - Preferisci qualche altro pezzo del pollo?
- La coscia. - Ha già la coscia. - Dagliene un'altra.
Certo.
Due cosce... Due belle cosce!
Anche il petto è buono.
Accidenti! Questo non ci voleva.
- Signorina Moretti, che è successo? - Per fortuna sei passato di qui.
- Ho una gomma forata e non so da dove cominciare. - Ci penso io.
Eccoli, si sono fermati.
Sta parlando con Salvatore. Sembra contenta.
- E' anche contenta! - Vuoi guardare? - No.
- Allora perché sei venuto? - Volevo provare il binocolo.
Con gli occhi miei?
Guarda, si è inginocchiato davanti a lei!
Non ci voleva questa foratura. Ho un appuntamento con la signorina Zucca.
- Che importa? Fosse un bel ragazzo! - Io non la penso così.
- Non le piacciono i bei ragazzi? - Fai strani discorsi.
(clacson) La corriera, che fortuna!
- Fai con calma. Dopo la porti in garage. - Ho quasi finito. - Grazie.
- Signorina! - Ciao!
Ci mancava la corriera.
"Ciao!" Ciao questa minchia! "Fai con calma!"
- E' andata via? - E' una donna favolosa.
E' di classe e non ha voluto fare l'amore qui, sul bagnasciuga.
- Allora? - Ha voluto che ci separassimo per prudenza.
Devo raggiungerla al motel con la sua auto.
- Lei è andata avanti per prepararsi. Mi aiuti? - Certo.
- Ci dai un passaggio? - Certo, andiamo.
- Pronti? - Pronti.
(rumore di gomma forata)
Maledizione!
Abbiamo bucato. Non è possibile!
- Chi è lo stronzo che ha messo questi chiodi? - Già, chi è?
Chi è quello stronzo?
- Non so fare l'attrice. - Non è questione di fare l'attrice.
Si tratta di foto, è un fotoromanzo.
Capito? A puntate! "Messalina".
- "Messalina"! Posso darti del tu? - Certo. - Grazie.
E io, francamente, una Messalina come te,
dove avrei potuto trovarla?
Messalina? Ma era una grande mignotta.
- Sì, ma imperatrice. - Io non so fare l'imperatrice.
- Basta che sai fare la mignotta! - Come? - Basta tentare.
Ci vuole arte! E io sono un editore serio.
Non ti butto allo sbaraglio. Prima di farti fare Messalina, sai che faccio?
- Io ti faccio il provino. - Cosa?
Ti faccio un bel provino.
Ti faccio un provino, non ti do in pasto ai leoni!
Ecco qua.
Cos'è questo posto?
E' la culla da dove le stelle nascenti del fotoromanzo
emettono i primi vagiti.
- Spogliati. - Si spoglia anche lei? - Nerone era vestito
quando faceva il provino a Messalina? Forza!
La prossima volta parleremo della recente scoperta degli astronomi
e precisamente del campo gravitazionale
che sopravvive alla morte di una stella, ossia il buco nero.
- Posso fare una domanda? - Sì.
Questo non fa parte dell'educazione sessuale?
Bravo! Bravo!
L'educazione sessuale?
E' divertente!
Bravo! Vieni con me. Fate silenzio!
Prendi il diario. Ora ti faccio fare io lo spiritoso.
Vieni qua.
Fai lo spiritoso! L'educazione sessuale!
Bravo! (scoreggia)
- Che succede? - E' la messa in moto.
La messa in moto! Insisti! Scriviamo anche questo.
"L'alunno Zampanò si comporta in modo scorretto e incivile."
- Tuo padre deve firmarla. - Non sa scrivere. - Non sa scrivere?
- Lo firma mamma. - E' analfabeta. - Allora sai che fai?
Li fai venire qua, così glielo dico a voce. O sono sordi?
- Come una campana! - Vai a posto!
Ora ho il piacere di liberarmi della vostra compagnia.
In piedi!
Tu apri la porta. Fermi!
Fermi, impalati! Così!
- Scusi. - Un piccolo incidente di traffico!
Ma noi siamo assicurati.
Si accomodi! Chiudo io.
Seduti.
Vai pure al tuo posto.
"Io sono fermo, immobile come un sasso,
solo l'anima mia ti segue passo passo."
Aprite l'antologia a pagina 61.
- Dai! - Forza!
- Buongiorno. - Ciao.
- Ciao, Ciccio. - Ciao.
Guarda, c'è Ciccio! Ha anche i fiori.
- Hai quel cartoccetto? Dammelo. - Non fate questi scherzi.
- E' innamorato! - Fate casino! - No! - Basta! Devi farla finita.
- State litigando? - Io ti rompo il muso!
- Cos'è questa confusione? Cammina, vai via. - Che ti ho fatto?
Voi siete impazziti? Fermi con le mani!
Andate a casa che è già tardi!
- Fermi! - Ciao. - A te ci penso io!
- Signorina professoressa, mi scusi. - Cosa c'è?
Sono per lei.
Grazie! Li manda l'assessore?
No, è un piccolo omaggio floreale.
Un mazzetto di "anemici", un pensierino per lei.
- Ho osato? - Non dovresti fare queste cose.
Non li ho fatti io! Lei è una professoressa
e io un bidello. Dovrei mantenere le distanze, ma non potevo tirarglieli!
Certo, queste sono sciocchezze.
Cariche a parte, lei è un uomo e io una donna.
- Bella! - Un bidello è utile in casa. - Ha detto "in casa"?
Voglio dire che se un domani dovessi sposarmi,
non guarderei il mestiere di mio marito.
L'importante è che sia una brava persona.
Zitto!
Che combinazione! Io sono una brava persona.
Lo so.
Allora posso sperare?
Certo, una persona che ha dei pensieri così carini,
può sempre sperare.
Che buon profumo!
Che succede?
Niente.
Ha perso il suo coraggio?
No, non osavo. Mi sembra abbia cambiato umore, è diventata nera.
Io nera? Non sono mai stata così felice.
Allora volevo farle una proposta.
- Mascalzoncello! - No, non mi giudichi male.
Una gita, un fine settimana.
Come si dice, un "the end". Da sabato a lunedì!
- Ho osato troppo? - Mi sembra un'idea magnifica.
Allora sabato, cioè domani.
- Sì, domani. (cantano) Che bella faccetta nera! Nera!
Che bella faccetta nera!
- Un giorno a quelli gli mando il culo in mezzo alle orecchie. - Bravo!
E' una continua rivelazione.
Non sapevo che fosse impegnato politicamente.
Ma quale politica? Vorrei vederli lavarsi il viso nel bidet.
- Allora, Ciccio... - Allora a domani.
A domani.
Che bella faccetta nera!
Signorina Zucca!
Ah! Usa il vibratore.
Chissà quanto pagherò di luce questo mese!
Ti fai la barba?
Anche lì! Bene!
Zia Tecla mia!
(fracasso) Che succede?
- Che è successo? - Pensavo fossi caduta dal letto.
Il rumore viene dall'altra parte. Tonino!
- Tonino! - Tonino!
Niente! Cercavo la racchetta e sono caduto.
Eccola, il ragazzo l'ha lasciata perché ha forato tutte le ruote.
Ci credo poco, questi giovani moderni sono criminali.
- Ce lo ha fatto lui il "pertuso". - Che cosa? - Il pertuso.
Viene da pertugio, il buco insomma.
- Che vantaggio avrebbe avuto? - Il sadismo non cerca vantaggi.
E' sadismo e basta. Comunque ho le quattro ruote e dopo le mettiamo.
Non si avvicina alla macchina?
Calma, che fretta c'è?
Ho detto dopo, prima parliamo un po'.
E di che cosa?
Dice "di che cosa"! Di lei, signorina Moretti.
Forse lei non si è resa conto della situazione in cui si trova.
Questi ragazzi sono viziati, corrotti.
Hanno genitori importanti. La metteranno con le spalle al muro.
In che senso? Non capisco.
In che senso? In tutti i sensi.
Mi spiego? Perciò...
Lei ha bisogno di una persona che la sostenga,
che prenda le sue parti. - E la persona sarebbe lei.
Che donna intelligente! Ha indovinato.
Lei è stato gentile a venire fin qui, ma ora mi accompagni alla mia auto.
Che fa? Tergiversa? Cambia discorso? Parliamoci chiaro.
E' una proposta precisa.
E' una proposta che lei non può rifiutare.
Mi spiego? Io posso fare molto per lei.
Io non ho bisogno di niente.
Attenta!
Se qualcuno bussa alla mia porta, la mia porta è sempre aperta.
Ma si dice: "Porta aperta per chi porta".
Lei che fa? Porta?
- Mi lasci! Come si permette? - No!
Non ti lascio.
Io ti insegnerò l'amore.
- Basta! - Voglio fare tutto con te!
- No! - Allora userò la maniera forte.
Che schiaffo!
Femmina, ricorda che mi hai schiaffeggiato!
Se lo ricordi lei, brutto porco!
Avrai bisogno di me, busserai alla mia porta.
Ma da questo momento, per te, la mia porta resterà chiusa.
Basta!
- Chiusa! - Vai all'inferno, deficiente!
Ragazzi, mi è venuta un'idea.
Frego la chiave alla professoressa Zucca e quando lei parte,
entro in casa sua e aspetto. - E che dici alla Moretti?
Qui è il bello! Io mi nasconderò.
Quando lei entrerà e poi andrà a letto, io uscirò fuori
e comincerò a toccarla.
- E poi? - Con una mano le tocco il seno.
- Con l'altra le cosce. - Con l'altra il culo! - Io ho solo due mani.
L'altra è la mia, mi lasci qui? Dai, in due siamo più forti.
Con te, siamo uno e mezzo!
Il professore è uno sfruttatore. Finocchiaro mi ha infinocchiato!
Vuole pulire le stanze della direzione sabato e domenica.
Ma non si può fare quando ci sono le scolaresche, c'è confusione.
Allora restasse lui a guardare che gli piace farlo!
Così passerò il weekend con i pittori. Sarà una bella "imbiancata"!
Ciccio, non arrabbiarti, ci sarà un'altra occasione.
A me dispiace per lei.
Mi dai ancora del "lei"? Quando siamo in privato, dammi del "tu".
Davvero posso? Lei... Cioè tu mi permetti?
- No, lo pretendo. - Coccolona mia!
- Prudenza. - Sì. - Gina!
- I miei rispetti. - Vuoi un passaggio? - Sì, grazie. Arrivederci.
Omaggi!
Che fiori! La rosa e il mazzo!
- Mi accompagni a fare spese? - Vorrei andare a casa.
- Sono stanca, ti dispiace? - No, ti accompagno.
Bene, perché non trovo le chiavi.
Grazie.
Mannaggia!
- Che coraggio! Peggio di "Casagrande"! - Casanova, ignorante!
Intanto è entrato in casa.
(scatto di serratura)
(canta) Sì, signore! Io ti aspetterò!
Sì, signore! Tutta bella mi farò!
(musica dalla radio)
Oh, mio Dio!
- Che fai qui? Come sei entrato? - Ero venuto a trovarla.
La porta era aperta.
Sei venuto a trovarmi? Che cosa vuoi?
- Ero venuto per una cosa. - Che cosa? - Io adesso...
- Dai, parla. - Mio padre sta male.
- Io che c'entro? - Non ho studiato e domani mi interrogano. - E allora?
- Può darmi delle ripetizioni? - Delle ripetizioni sotto la doccia?
Magari così nuda! Va bene. Comincia a leggere che ti raggiungo.
Nuda!
(legge in latino)
- Puttana miseria... - Che hai detto? - Ho letto male. - Stai attento.
- Puttana miseria. - Avevo sentito bene!
Brava. Adesso dimmi l'aoristo.
"Eresa".
- A letto com'è? - Eccezionale. Un vulcano!
Brava e il futuro? Com'è il futuro di "aireo"?
- La rivedrai? - Certo.
Andrà ad abitare da sola, così ci vedremo tutte le notti.
Portami con te. Oddio!
- Si è sentito male. - Che succede? - E' svenuto! - State indietro.
Che ha?
- Gli è preso il "coccolone"! - Come ti senti?
Sto benissimo, grazie. Non si preoccupi per me.
Perché perdere il sonno? Perché soffrire?
Ormai è finita.
Non ho perso te, ho perso la vita!
Tonino!
Cosa c'è?
- Perché hai quella faccia? - Zia, non riesco a dormire.
Piangi per questo? Per così poco?
Potevi venire prima.
Vieni, ora ci pensa la zia Tecla, mettiti giù.
Copriti, fai la nanna.
- Hai spento la luce? - Parli troppo!
- Salvatore non c'è? - Sarà stanco.
- Seduti! Chi manca? - Scognamiglio.
Perché?
Ha 40 di debolezza.
Silenzio!
E' incazzata perché non lo ha trovato. Sarà un po' gelosa.
- Ma che dici? - Io niente. Salvatore dice che forse è un po' incinta.
- Non mi importa, peggio per lei. - Pagina 37, capitolo 23.
Licata, ti sembra che ci sia troppo sole qui? Questi non servono.
Ma che fai? Piangi?
Io? No! Li ho messi perché mi bruciano gli occhi.
Accidenti! Che ha questa macchina?
Guarda.
Che macchina! Perché non sei venuto stamattina?
Perché non aiuti la Moretti? La sua auto non funziona.
E' tutta scena, così ha la scusa per venire in macchina con me.
- E' anche furba! - Quando una donna è innamorata, è peggio di una volpe.
- Io vado via, tu non vieni? - No, voglio godermi lo spettacolo.
Tu non vuoi godere?
Niente da fare, si è scaricata la batteria.
Venga nella mia macchina. Devo comunicarle una notizia importante.
Sì? Qual è questa notizia?
Ho deciso di riaprire la porta. Lei è nuova.
E come si dice...
Ha diritto a un esame di riparazione. Mi sono reso conto
che lei non ha capito la mia forza, il mio potere!
Ho capito, vuole un altro schiaffo.
Non mi provochi.
Se volessi, potrei farla sparire per sempre.
Bravo! Fa anche i giochi di prestigio.
- Non gioco mai. - Ho capito, è dell'Anonima Sequestri.
Lo dica all'Antimafia!
Non vede questi occhi?
Non capisce questo sguardo?
Venga con me, glielo traduco.
No!
Sta arrivando.
Vuole un passaggio?
Sì, grazie.
La mia auto non parte.
- Che è successo? - Niente, puoi andare più in fretta?
Sì, ma è successo qualcosa.
Il professor Finocchiaro mi tormenta.
- Ci sta anche seguendo. - Lo seminiamo.
- Smettiamo di correre. Qui non ci troverà. - Sei stato bravo.
- Ora torniamo indietro. - Sì.
Finocchiaro mi fa un po' pena, in fondo non è colpa sua.
- No? E di chi, allora? - Lei è una ragazza molto bella.
Che discorsi fai? Andiamo via.
Sì, ma visto che il posto è appartato e tranquillo,
potremmo rimanere un po'.
Come ti permetti? Sei diventato matto?
- Andiamo via. - Sì, ma non prima di averti...
Stupido ragazzino presuntuoso!
- Vieni qui. - Vuoi costringermi a usare la mia autorità.
Allora sai che ti dice questo ragazzino presuntuoso?
Sai cos'è questo? E' il cappellotto dello spinterogeno.
L'ho tolto dalla tua auto. Per questo non partiva.
Un atto di sabotaggio! E per questa bravata, non sei venuto a scuola.
Chiamala come vuoi, ma ora sei qui e sei caduta nella trappola.
- Sei furbo. Ora vuoi violentarmi? - Non credo sia necessario.
Ti offro la mia esperienza in fatto di donne e tu mi promuovi.
E' un affare per entrambi.
Facciamo questo affare!
- Davvero? - Non si può resistere
a un Casanova come te. - Baciami. - No.
- Non qui. - Dove vuoi tu! Dimmi, dove?
Lì c'è un posto che mi sembra molto intimo.
- Vado a prepararmi e tu... - Intanto mi spoglio.
Sfacciato! Poi raggiungimi.
Amore, dove sei?
(rombo di motore) Carla!
Dove vai? Fermati!
Aspetta! Porco Giuda!
Mi ha preso i vestiti e mi ha preso anche per il culo!
- Ciao, Ciccio. - Madame.
Me l'hanno prestata. Ti piace?
- Che carina! - E' piccolina, ma è un gioiellino.
- Andiamo? - Andiamo.
Prego.
No, è meglio così, altrimenti dobbiamo rigirare l'auto.
- Ahia! - Apposta non si chiudeva.
- Ti sei fatta male? - No. - Allora "partiam partiam"!
Come dicono i sette nani! Reggiti, l'auto corre come un razzo.
Un momento, controllo le candele.
Mannaggia alle candele! Vediamo...
- Qualcosa non va? - Tutto a posto. Per fortuna, so dove mettere le mani!
(il motore non parte)
- Con una spintarella parte subito. - Ho capito, ci penso io.
- Grazie. - Prego.
Ciccio!
Ciccio!
Vieni! Hai visto? E' partita come un razzo.
Per fortuna si è risolto tutto. A volte mi basta una stupidaggine
per rovinarmi la giornata. - Meno male! - Andiamo.
Il sedile si è rotto!
Ti aiuto.
Sozzoni!
Questo è troppo. Basta, vado via.
Gina, dove vai?
I soliti scherzi, prima bussano e poi non c'è nessuno.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Ancora. - E' troppo.
- Sono tremendo, vero? - Figurati!
Ma non smetti da dieci giorni.
- Hai ragione, poi ti fa male? - No.
- Vai, non ti reggi più in piedi. - Chi? Io?
Adesso torna a letto o mi farai venire i rimorsi.
Vai.
Vai.
Cos'è successo?
E' Tonino che maneggia sempre la racchetta.
- Dottore, mio figlio vivrà? - Donna Adelaide, vuole fare la iettatura?
Il ragazzo è sanissimo, ha solo un po' di deperimento
e un po' di esaurimento nervoso. Forse studia troppo.
- O ha giocato troppo a tennis. - Sudando. - Si suda a tennis!
- Comunque gli ho dato la cura. Ora andrà tutto bene. - Capito?
- Lasciatelo riposare. - Grazie, arrivederla.
L'accompagno, dottore. Tu dove vai?
- Controllo se gli serve qualcosa. - No!
- Non gli serve niente e poi c'è Tecla. - Come? - C'è la zia.
- Allora posso stare tranquilla? - Con Tecla? Tranquillissima.
- Allora va bene. - Con Tecla, certo!
Vengo subito, dottore. L'accompagno.
Poi un giorno visiti anche a me.
Sente lo scricchiolio? Non sono le scale, sono le mie giunture.
Io so qual è il tuo male. L'ho scoperto.
Caro, Tonino!
Sei innamorato di una certa Carla, vero?
- Come lo sai? Chi te l'ha detto? - Tu. - Io no!
Ogni volta che venivi a fare l'amore con me, lo facevi con lei.
Io mi chiamo Tecla, non Carla. Tu mi hai sempre chiamato Carla.
- Che fai ora? Piangi? - Mi dispiace, zia.
Per me? Che dici?
- Chi è Carla? - La mia professoressa.
- Un'insegnante! - Sì.
Perché fa soffrire un bel bambino come te?
Non si accorge di niente.
E' l'amante di Salvatore.
- Questa è Troia e tu sei Elena. - Io sono Marisa.
- No, sei Elena e stai zitta. - Sono Elena e sto zitta.
- Prima foto. - Scendi regale, molto regale.
Alta la testa e fuori il petto!
Petto in fuori. Così!
Immobile.
Seconda foto.
- Questo è Achille. - Lo so.
Lui lo sa e tu non lo sai.
Terza foto.
Mentre tu stai sdraiata...
Sdraiati! Così. Ti godi il sole mollemente.
Achille, assatanato...
Assatanato!
Lo so.
- Ti salta addosso... - E io mi scanso.
Tu ti scansi, lui si rompe e il fumetto è finito!
- Che ti sei messa in testa? - Commendatore! - Che c'è?
- Permette un momento? - Achille, non buttarti, aspetta.
- Che c'è? - C'è una signora che la cerca.
- A me? - Sì. - Chi è? - Non lo so, quel viso mi è nuovo.
Quel culo non mi è nuovo.
Tecla!
Ci siamo.
Tecla, perché sei qui?
No, non parlare, ho capito tutto.
Tu sei una vedovella un po' ansiosa.
- Cerchi qualcosa di consistente e sei venuta da me. - Non hai capito.
Non sono venuta per te. Sono venuta per Tonino.
- Che c'entra? - Bisogna fare qualcosa per lui.
Abbiamo fatto tutti un po' tutto! Lo stiamo facendo anche curare.
Non lo guariranno le medicine.
Tonino è innamorato.
Certo! Tra un dritto e un rovescio con la racchetta in camera tua,
mi sarei innamorato anch'io.
- Tecla, quando faremo un bel set insieme? - Che hai capito?
Tonino non si è innamorato di me. Mi ha confessato
che si è innamorato della sua professoressa.
- Della professoressa? - Sì.
- E' un pazzo. - Dobbiamo fare qualcosa.
Che possiamo fare?
Chiediamo la mano della professoressa al ministro dell'Istruzione.
Non scherzare.
Ti prego, devi aiutarlo.
- Devo aiutarlo! - Sì. - Sono notizie che ti capitano all'improvviso...
Tonino è mio figlio e lei è la professoressa.
- Comunque qualcosa farò. - Sei proprio bravo.
Cammina!
Tecla, perché non dovrei preoccuparmi?
Il ragazzo è uscito da scuola alle 16. Sono le 21!
Come faccio a non preoccuparmi? Felice dov'è?
- Eccomi qui! - Finalmente! - Che c'è? - Tuo figlio è scomparso!
Chiedevo che c'è per cena. Tonino non c'è, l'ho portato alla stazione.
- Alla stazione? - Sì. - E' partito.
- Sì. - Che cosa? - Adelaide.
Dov'è?
- Stai calma. - Perché? - Sii forte.
- Sì. - Ti dico tutto.
Dunque! Tonino era molto depresso.
- E' vero. - Era molto teso, era in crisi. - Tanto?
Tanto! Infatti io gli ho consigliato di andarsene
devotamente, in santa grazia di Dio,
a chiedere la santa grazia alla Madonna di Loreto proprio a Loreto.
- E' andato a Loreto? - Sul posto, le grazie vengono meglio.
Com'è buio!
Carla!
Maledetti! Che hanno fatto!
Il temperino!
Ecco fatto.
Accidenti! Non respiravo più. Potevi togliermelo subito.
- E' vero, ma le stava così bene! - Sì.
- Tu perché sei qua? - Non so, mi hanno rapito.
- Scusa, Tecla. - Oh, no!
Stai pure comoda.
Anzi, mettiti in libertà. In tutta libertà!
Non riesco a dormire. Sono nervoso, eccitato!
Mi giro, mi agito!
So che Tonino è in buone mani e magari si sta anche divertendo,
ma sono sempre il padre.
Con tante ragazze, si innamora proprio della sua insegnante!
Chissà com'è in imbarazzo!
Se è una brava insegnante, capirà che è un momento critico per il "puteo".
- Per chi? - Il puteo, il ragazzo.
Il ragazzo? Puteo?
Il puteo! Sono momenti critici per i putei!
Ma anche per noi adulti.
A volte anche tra noi adulti,
può accadere che uno dica:
"Quella donna mi piace tanto,
mi eccita tanto.
Ci andrei a letto volentieri."
Poi magari ci va davvero a letto.
Allora ti senti imbarazzato.
Provi un forte imbarazzo!
Ma tu non ti sei imbarazzato, sei entrato nel mio letto.
- Davvero? - Sì.
Hai ragione. A volte, parlando...
- Che faccio? Mi alzo? - No, resta, stupidone.
Possono aver rapito te perché tuo padre è ricco
e potrebbe pagare un forte riscatto. Ma io a che cosa posso servire?
A meno che... Ho capito!
Il professor Finocchiaro! L'avevo dimenticato.
- Mi perseguita e mi ha minacciata. - Perché?
Non lo immagini? Mi ha offerto la sua protezione, io ho rifiutato.
Lui ha detto che può farmi sparire.
Ha una faccia che non mi piace. E se fosse l'inizio della vendetta?
- Dev'essere così. - Ma io che c'entro? - Già, hai ragione.
Che sta succedendo? Non ci capisco più niente.
Finocchiaro è solo un cretino innocuo.
Non deve preoccuparsi di lui, ma di un altro.
Di chi?
Di Salvatore. Non è il suo amante?
Lo dice lui! Lo sanno tutti!
- Mi dispiace. - Sono felice! Gli schiaffi più belli della mia vita!
Significano che Salvatore non l'ha sfiorata neanche con un dito.
Perché io, Carla... Cioè, signorina...
- Dal giorno in cui mi mise quel due... - Ascolta.
C'è un altro uomo nella mia vita, dolce e timido,
ma forse non mi ama abbastanza
perché ha paura di farsi riconoscere. Io non l'ho mai visto.
Ho cercato di immaginarlo. Deve essere giovane, carino, delicato!
Scrive delle stupide poesie che mi piacciono tanto.
"Io sono fermo, immobile come un sasso.
Solo l'anima mia ti segue passo passo.
Ti osserva, ti spia. E per seguire te..."
"Si è scordata di me, creatura ignobile,
fredda e immobile come un sasso."
- Quando lo hai capito? - Nel correggere la tua traduzione.
Ho riconosciuto la tua calligrafia.
- Ti prego, dimmi che non è un sogno. - Non è un sogno.
Tonino! Tonino!
Senti. (rumore della portiera dell'auto)
(rombo di motore) Sono andati via.
Quella è la mia auto.
Ci capisci qualcosa?
Io no.
- Ciao, Tonino. - Ciao.
Salvatore, c'è Tonino tornato da Loreto.
Sei pazzo?
Buoni!
Stai buono, lo ammazzi! Fermati! Siete amici!
Mascalzone! Non è vero che sei l'amante di Carla!
Io ti spacco, ti rompo!
Fermateli!
Ragazzi, purtroppo la signorina Moretti non verrà più.
Ha ottenuto la cattedra di ruolo a Roma.
- Ma come? - Che hai detto?
- Mi sembra strano, così all'improvviso. - Succede.
Scrivete la versione in prosa del XVI Canto della "Divina Commedia".
- Dammi un cazzotto sul naso. - Sei pazzo? - Ti supplico.
- Potrei ammazzarti. - Stronzo! - Sì, va bene.
- Tua sorella è una puttana. - Non ce l'ho. - Se ce l'avessi,
sarebbe una puttana. - Che mi frega? - Scoreggione. - Questo no.
- Silenzio! - Mi scusi, devo uscire. - Poverino! Vai.
Il sangue da naso! Ha sbattuto?
Carla!
Carla!
Carla!
Tonino!
Carla!
Parti senza dirmi niente?
E' venuto un ordine da Roma. Qualcuno ha fatto pressione al Ministero.
- E gli addii non mi piacciono. - Allora ti dispiace vedermi?
No, al contrario! Lo speravo proprio.
Dici che mi vuoi vedere e invece vai via? Non capisco le donne.
Noi donne siamo deboli, come voi uomini in fondo.
Ma nel nostro caso, devo ritrovare la saggezza. Sono io l'insegnante.
- Mi consideri un ragazzino? - Non sei un ragazzino, te lo assicuro,
Ma hai la brutta abitudine di compatirti.
- Io ti amo, voglio partire con te. - Tu non ami me, ami l'amore.
(fischio del treno) Tonino!
Ci sono tante ragazze più giovani e più belle di me.
Non aver paura di affrontarle.
Ciao, Tonino. Ora vai.
Ricordati, devi affrontarle sicuro. Loro aspettano solo questo. Ciao.
Ciao!
Ciao, Tonino!
Ciao.
Ciao!
Sì, affrontiamole.
Però!
- Scusi, posso portarle le valigie? - No, grazie.
- Scontrosa! - Specialmente con i minorenni.
A letto sono uno stallone e le donne mi svengono tra le braccia.
Maiale, villano!
- Ciao, tesoro. - Ma lei chi è?
Sono Ciccio!
Sei Ciccio?
L'umile bidello ha lasciato il posto all'Uomo Mascherato. Andiamo!
Ho cambiato mezzo, è più sportivo. Monta.
- Posso provare io? - Per me è un grosso onore.
Aiutiamo.
(rombo di motore) Che ho combinato?
Non preoccuparti, una volta partita, questa non si ferma più. Sali.
Ci sei?
Allora andiamo.
Questa non è una moto, è un reattore!
Già.
Dolcezza mia!
- Che desidera? - 20.000 lire Super. - Ma questa non li porta.
Neanche io li porto. Simpatico!
- Dammi anche una pulita ai vetri. - Quali vetri?
Quelli degli occhiali.
Ma è una petroliera?
Abbiamo sprecato un po' di benzina, ma le macchie sono andata via!
Dove vai?
Aspettami, Ciccio!
Per fortuna sei tornata, ero preoccupato.
Vado a sinistra?
- Che è successo? - In mia presenza!
Ho scoreggiato?
Sto facendo mangiare la polvere a questo.
Hai rinunciato!
Fermati, fantasma!
(verso di galline)
Peccato! Se ci baciavamo prima, facevamo la frittata con i carciofi.
- Un Amaretto di Saronno. - A me un Biancosarti.
- Hai fatto poco con una palla. - E tuo padre con due? - Sì!
Almeno lui ha goduto! Vado a vedere se arrivano.
Arrivano!
Hanno fatto il carretto-stop?
Ma c'era prima la porta?
- Manina! - Ecco la mia reggia. Ho anche il prato all'inglese.
- Ma è cicoria. - Non sono stronzo che mangio il prato!
- Questo posto mi mette allegria, mi fa sentire leggera! - Voliamo!
- Qualcosa non va? - Non lo so, non si apre.
Ci hanno messo la gomma americana!
Ma noi non ci perdiamo d'animo, l'amore non ha ostacoli.
Entriamo dalla finestra.
Tieni il canestro.
- Evviva! - Prendo qualcosa per farti salire.
E' ricominciata la rivoluzione francese?
Ora ci metto la chiave.
Non preoccuparti, ti aiuto io. Sali.
Dai. Sali.
Sali! Sali!
Ti ho detto "sali", non "scendi". Deve aver ceduto il pavimento.
- Mangiamo fuori? - No, meglio dentro.
- Sembra di stare al circo. - Zitto.
Vai!
Ora ti seguo.
E' la corsa dei sacchi?
- Come facciamo? - Tanto non eravamo venuti per metterci a sedere.
- Guarda che pensierino gentile ho preparato per te. - Che belli!
Tesoro! Brindiamo a questo primo giorno d'amore.
- Non mi succederà un altro guaio? - No! Stai tranquilla.
Cacchio!
Adesso ti aiuto io, mettiti seduta.
Giù, apri.
Ecco!
Mettiamo un po' di musica?
(musica dal registratore)
Eppure questo letto lo avevano garantito per 20 anni!
Tutti a posto!
Licata, che fai? Il pornografico?
Fermi!
Così.
Si accomodi, signorina.
Prego.
Seduti.
La signorina De Santis sarà la vostra nuova insegnante
per il gruppo letterario. Spero che approfitterete di lei...
Zitto tu! Spero che approfitterete di lei
per svolgere finalmente il programma.
Esigo il massimo rispetto e il massimo impegno.
Buon lavoro, signorina.
Si ricordi, se ha bisogno di me per qualunque cosa,
la mia porta è sempre aperta. - Grazie. - Con permesso.
In piedi, ragazzi.
Seduti.
Prima di tutto, vorrei vedere a che punto è la vostra preparazione.
Vieni tu.
- Io? - Sì, tu.
- Come ti chiami? - Tonino Licata. - Bene.
A che punto sei con Euripide? Com'è la tua preparazione?
E' un po' una tragedia.
Immagino che Omero sia una strage e Tucidide una carneficina.
Non è colpa sua, è costretto a lavorare.
Trasporti bagagli, vero?
(risate) Silenzio!
Passiamo ai lirici. Che sai di Saffo?
Non so, ho la testa confusa.
Lei parla e io non capisco niente.
Vai a posto. Due!
Cominciano tutte con due e poi non si accontentano mai.
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