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PRESENTATORE: Dagli studi di Radio Illinois, va ora in onda Strike!
Senza filtri, senza censure, senza pietà.
Conduce in studio... Sandro Masi.
MASI: Cari ascoltatori, oggi mi girano i coglioni più del solito.
Ma voi davvero pensate di farmi paura con queste querele?
Ma andate a fanculo!
Io sono libero di dire quello che cazzo mi passa per la testa,
senza dover rendere conto a nessun giudice di questa minchia!
E poi si stupiscono se il mondo è governato da estremisti.
La gente s'è rotta i coglioni!
Vuole essere libera di dire quello che pensa!
Per cui, guardate bene, voi che ci seguite sul web,
sapete che ci faccio con la vostra bella querela del cazzo?
Ecco qua, una gran palla di fuoco!
("GREAT BALLS OF FIRE" JERRY LEE LEWIS)
STASI: Che meraviglia! Guarda, guarda.
E' un bel falò!
Eh?
- Bell'idea, il falò. Eh eh.
Si vede che lei non capisce, mi scusi il termine,
un cazzo di comunicazione.
Guardi qua. Ne parlano già tutti.
Mh-mh.
Si vede che lei non capisce, scusi il termine, un cazzo di processi.
Ne parlerà anche il giudice.
Ah, beh, per me il giudice può dire quello che vuole.
Dirà: "L'imputato Sandro Masi conferma tutte le accuse".
Frega cazzi.
Conta quello che dice la gente, e la gente è dalla mia parte.
No guardi, è proprio la gente, in questo momento, il suo problema.
Il fatto che ascoltino e facciano quello che lei dice.
Io non so se le è chiara la sua situazione,
però lei è accusato di istigazione a delinquere.
Beh, che dovrei fare, allora? Cambiare toni? Modi?
Strike lo seguono proprio per questo,
perchè faccio rumore, casino.
E non smetterò certo per colpa di una stronza!
La stronza è in ospedale perché qualcuno ha cercato di accecarla.
E che, sono stato io?
Beh, lei lo ha suggerito.
No.
Io ho solo detto che all'Assessora Anita Vietti fa comodo
tenere gli occhi chiusi davanti alle ingiustizie.
MARTA: No, no, no.
Lei ha detto: "Se non vuole tenere gli occhi aperti,"
"li tenga chiusi, ma per sempre".
- Ho detto così? - Mh-hm.
- Vabbè, è istigazione a delinquere? - Può darsi.
Se lei queste cose le ripete per settimane
a un milione di ascoltatori, sì.
Intanto, il tizio che l'ha accecata non è stato trovato.
E chi l'ha detto che è un mio ascoltatore?
E poi, quella merita questo ed altro.
Mh. Lei prima, in diretta, ha detto che non vuole rendere conto
a nessun giudice di questa minchia, ma vedo che le piace farlo,
il giudice di questa minchia.
Ma fa sempre così?
Che vuole avere l'ultima parola, proprio?
E lei?
Fa sempre così? Che dice cazzate senza pensarci?
- Tieni. Grazie.
Voi due mi piacete.
Siete proprio come me. Dite quello che pensate.
Ho fatto bene a cercarvi!
Sì. Guardi, le do un consiglio.
Almeno fino alla prima udienza, profilo basso.
Vediamo che tipo di attegiamento avrà il giudice.
Guardi, non so.
Vediamo. Non garantisco.
Va bene, arrivederla, signor Masi.
Vabbè, ma... ci diamo del tu?
No, io non do mai del tu ai miei clienti. Salve.
Tu dai sempre del tu ai clienti.
Quel tizio non ha freni, va tenuto a bada.
Va chiarito che non siamo né amici né complici.
- E' solo un cliente. - Fosse per me, nemmeno quello.
Marta, ehi, ne abbiamo già parlato.
- Questo caso ci dà...? - Visibilità.
- Visibilità. - Sì, lo so, lo so.
Tu non hai idea il fastidio che mi dà la sua voce.
Irritante. Non lo sopporto!
Che c'è?
No niente.
Sì, "niente".
No, quando tu fai così, io so già che hai qualcosa in mente.
LIGAS: Ecco qua.
Tutte le puntate di Strike degli ultimi due mesi.
Tu ascoltale, e segnati tutto quello che dice sulla vittima.
Ogni insulto, ogni minaccia, ogni parola vagamente aggressiva. Tutto.
Ti dico che odio la sua voce, e tu mi dai ore di programma da ascoltare?
- Non sono ore. - Ah, no?
Sono giorni.
Però se lo metti a velocità doppia, ti passa più in fretta.
Non fare quella faccia, dai. Fammi in bocca al lupo, invece.
Ah, è oggi?
Appuntamento con la cacciatrice di teste. Dice che ha buone notizie.
Beh, in bocca al lupo.
DONNA: Le dice qualcosa Philips and Davis?
Studio inglese.
Tremila professionisti. Cinquanta sedi nel mondo.
In Italia fanno solo il civile.
Finora.
Stanno cercando un responsabile per aprire il settore penale.
E hanno fatto il mio nome.
Vorrebbero incontrarla.
Pare che la stiano tenendo d'occhio da un po'.
Nelle ultime settimane ha fatto un bel rumore con i suoi casi.
Vedrà quanto ne farò con quello nuovo.
Se si riferisce al conduttore radiofonico...
..le confesso che li ha lasciati un po' perplessi.
Perchè?
Assumere la difesa di un tizio divisivo come Masi rischia
di metterli in imbarazzo.
Ah, quindi dovrei liberarmi di un cliente
perchè non sta simpatico agli inglesi?
Gli dica che stanno scegliendo la persona sbagliata.
Aspetti, prima di mandare tutto a rotoli.
Lei sta cercando uno studio, e loro un professionista.
Ci vada cauto.
Farò di meglio.
Vincerò la causa.
Questa qui?
- Bah, sì. - Beh, carina, no?
E poi, è leggera.
Tu sei sicura che voglia una bicicletta?
No, voleva un biglietto per il concerto dei Nebula7.
- Mh. - Ma sono esauriti da più di un anno.
Sono i coreani che ascolta sempre?
Sì, tutto il giorno.
E la festa dove la vuole fare?
Ah.
La vuole fare...
..qui. - Mmm!
Villa Meraschi!
E' figlia tua, eh.
Ci è stata una sua compagna di nuoto.
Ottimo, prenotiamo.
Magari!
Questi qua son peggio dei coreani, sono pieni fino al 2027.
Però c'è il papà di una compagna di Laura che ha detto
che ha un mezzo aggancio, che, se vogliamo, ci pensa lui.
Oh, gentile! Chi è?
Il papà di Isabella, forse l'hai visto una volta.
- Ayman? - Mh-mh.
No, ma lascialo fuori, ci penso io.
Ok.
Dai, sali che ti accompagno.
No, vado a piedi che ne approfitto per fare delle telefonate.
E... grazie per avermi accompagnato.
Ma ci mancherebbe, per la nostra piccolina.
"Piccolina". Otto anni.
Senti, a proposito.
E' arrivato il momento.
Quale momento?
Ligas, lo sai.
Continua a fare domande, dopo la festa le dobbiamo parlare.
Certo, le regaliamo una bicicletta, poi le diciamo:
"Aspetta un attimo."
"Ti volevamo dire che mamma e papà hanno deciso di lasciarsi".
Ma l'avevi detto tu che dovevamo parlarle dopo la festa, no?
Cosa facciamo adesso, rimandiamo ancora? Quando?
Natale? Pasqua?
Ligas, le facciamo più male così.
A lasciarla in un limbo che non capisce.
E' lui che ti mette fretta, eh.
Lui chi, scusa?
Dai, non fare quella faccia, che vi ho visto.
Eravate lì al ristorante, a tubare. Eh?
Cioè, sei stato tu che gli hai rotto lo specchietto della macchina?
Ha fatto più male a me che non a lui, perchè amo quella macchina.
Ma non è questo il punto.
Il punto è che non sono cazzi tuoi, Ligas.
Questa è la mia vita, e tu ne sei fuori.
Le parliamo dopo la festa, punto.
PAOLO: Tu devi imparare a chiudere quella cazzo di bocca, Ligas.
Veramente, te lo dico proprio con il cuore in mano.
Ma poi, scusa, ma non ho capito, ma tu prima mi dici:
"Io ho un vantaggio competitivo, me lo tengo".
Tra l'altro, già l'altra volta pensavo che avessi detto una cagata.
Poi, non soltanto le rinfacci il fatto che si sta frequentando
con un'altra persona, cosa tra l'altro legittima,
visto che vi state separando,
ma in più le confessi anche che sei quello che ha distrutto la macchina.
"Distrutto".
Uno specchiettino!
Geloso, possessivo, e pure violento.
No, no e no.
"No, no, no". Ok.
Paolo... in tutti questi anni in cui io mi sono preso delle...
..delle libertà, ma tu pensi che Patrizia non si sia prese le sue?
- Perché, Patrizia ti ha tradito? - Ma non usare quella parola lì!
Tradisce chi ti pugnala alle spalle. Qua nessuno ha tradito nessuno.
Ma allora, che cazzo vuoi?
Ho la sensazione che la sto perdendo.
Ma che ne sai. Ma che ne sai.
Ma magari la storia con...
..Ayman, magari è una cosa passeggera. Una cosa...
Poi, scusami, ma il tuo progetto per ritornare con lei quale sarebbe?
Fare il pazzo? Non ho capito.
Tu adesso puoi soltanto fare una cosa, Ligas.
Puoi lasciarle tutto lo spazio di cui ha bisogno,
e puoi provare a mostrarle, ammesso che esista, la parte migliore di te.
Cazzo, meglio di così?
- Davvero? - Mh. Bravo.
Io non sto scherzando, però, eh.
- Lo so. - Non sto scherzando.
Ti devi dare una calmata!
E vedi di affittare la villa per il compleanno di tua figlia.
Che se, per il tuo orgoglio scemo, si perde pure la location,
Patrizia ha pure ragione a mandarti a fanculo.
No? E dai.
Muori, bastardo!
(TELEFONO SQUILLA)
Ligas!
Dani, cara. Disturbo?
Vedi te, è mezzanotte.
Vabbè, segnati questo nome. "Nebula7".
- I coreani? Si.
Tra un paio di mesi vengono a Milano a fare una data, e...
..mi servono due biglietti. Sì.
E poi?
Vuoi che ti organizzo una cena con Scarlett Johansson?
Ligas, quei biglietti sono introvabili.
Ma non hai mai detto di no a una mia richiesta.
Perchè mi hai sempre chiesto cose possibili.
I Nebula7...
Mi dispiace, Ligas.
Vai a cagare.
Dottoressa Anita Vietti, qual è la sua professione?
Assessore alla cultura presso la giunta del Comune di Milano.
Può raccontarci cosa è accaduto lo scorso 12 febbraio?
Sì. Stavo rientrando a casa dopo il lavoro.
E mentre aprivo il portone, ho sentito qualcuno afferrarmi
da dietro e buttarmi per terra.
Poi ha tirato fuori una bomboletta spray e...
..me l'ha spruzzata negli occhi.
Provocandole una lesione permanente ad entrambe le cornee.
Esatto.
A sinistra, ho perso completamente la vista, mentre...
..a destra sto recuperando, ma il percorso è lungo.
Il suo aggressore non è stato rintracciato.
Tuttavia, lei ha indicato un responsabile morale. Chi?
Sandro Masi.
Sandro Masi, conduttore di Strike, trasmissione radiofonica
che tutti conosciamo per i suoi contenuti, loro dicono,
politicamente scorretti, io dico aggressivi.
Opposizione!
Le opinioni personali del Pubblico Ministero non hanno rilievo.
Respinta. Conosco la trasmissione. Il PM è stato perfino generoso.
Proceda.
Dottoressa Vietti, perché lei ritiene
che Masi abbia una responsabilità?
Perchè per mesi sono stata bersaglio nella sua trasmissione.
Mi ha coperto di insulti, e istigato anche gli ascoltatori.
"Parassita", "corrotta", "regina della bustarella".
Una lunga lista.
Ma, soprattutto, una frase.
Prego, possiamo sentirla.
(monitor) Quella se ne sbatte le palle dei cittadini.
Pensa solo agli interessi delle corporation.
E allora, lo sapete che vi dico?
Se non vuole aprire gli occhi, che li tenga chiusi.
Ma per sempre.
Qualcuno lo ha presa in parola.
LIGAS: Dottoressa Vietti...
..perché il signor Masi ce l'ha tanto con lei?
Non lo so, lo chieda a lui.
Non se l'è fatta una idea?
Opposizione. Queste sì che sono opinioni irrilevanti.
GIUDICE: Avvocato, si attenga ai fatti.
I fatti. Certamente.
Dottoressa...
..lei ha mai riportato condanne penali?
Non definitive.
Lei è stata condannata in primo grado, due volte.
Per corruzione. E' corretto?
Sono certa che la giustizia farà il suo corso.
E verrà fuori la mia innocenza. - Ma io glielo auguro, eh.
Nel frattempo, però, la giustizia...
..ritiene che lei sia, cito testualmente...
.."una parassita, una corrotta e una regina della bustarella".
Gli epiteti utilizzati da Sandro Masi sono stati presi
direttamente dagli atti processuali.
Opposizione. Queste sono frasi estrapolate dal contesto!
Esattamente come gli insulti che ha riportato il pubblico ministero.
Silenzio!
Avvocato, avrà tempo per le sue arringhe.
Ora faccia la domanda, se no le tolgo la parola!
Sì.
Dottoressa, Sandro Masi la critica per i reati che lei ha commesso.
Ma perchè ritiene che sia lui il mandante morale,
e non il pubblico ministero che ha utilizzato
le stesse identiche parole, o i giornalisti che le hanno riportate,
o i suoi avversari politici che le hanno ribadite?
Perchè Masi è stato l'unico ad augurarmi di rimanere cieca.
Lei fa riferimento alla frase che abbiamo appena sentito.
Si ricorda quando è stata pronunciata?
Certo. Prima dell'aggressione.
Due mesi e ventitre giorni prima.
Quasi tre mesi!
Io ricordo al pubblico ministero e al signor giudice che è necessaria
una contestualità cronologica tra la presunta istigazione e i fatti.
Avvocato, eviti di dare lezioni a me o alla collega.
Se ha terminato, possiamo congedare la dottoressa Vietti.
Non ho altre domande.
- Dottoressa, può andare. - Grazie.
Lasci che la aiuti.
- Attenzione allo scalino. - Grazie. - Venga.
LIGAS: Ha già deciso di condannarlo.
- Non può. - Ma certo che non può.
Però capita spesso che un giudice arrivi in aula
con la sentenza già in testa.
E noi possiamo fargli cambiare idea.
Marta...
..l'ottimismo è quella roba che ti fa uscire di casa senza ombrello,
e ti ritrovi fradicio.
Sì, ma noi ci siamo già riusciti. Con Jack Zero, con Ferdinando.
Lo so, ma con questo giudice sarà dura. Malvezzi è un cocciuto.
Ma c'è un altro problema. Pare che stia per lasciare la toga.
Va in pensione?
Magari. Peggio.
Vuole entrare in politica.
E tu dici che vuole usare questo caso per far campagna elettorale?
Beh, è un uomo rigoroso e moralmente integgerrimo.
Ma c'è dell'altro, indovina lo schiermento.
Quello della Vietti?
Sta per piovere, e siamo senza ombrello.
DONNA: Venti banche, e nessuna che mi dia un mutuo.
Eh! Ma quando sono loro ad avere problemi,
arrivano subito i soldi dello Stato.
Che poi sono i nostri. No?
DONNA: Fanno quello che vogliono, tanto non li tocca mai nessuno.
Ah, ma non è detto, sa?
Prima o poi qualcuno li tocca, e allora sì che avranno qualcosa
di cui lamentarsi.
Eh?
"Prima o poi qualcuno li tocca".
Non è una minaccia, è una previsione.
Forse non ci siamo capiti.
Lei da oggi in poi deve misurare ogni singola parola che dice.
Sono giorni che misuro le parole, sono giorni che perdo ascolti.
Il problema è che se continua così, la trasmissione gliela chiudono.
E facciano pure. La censura è da eroi.
L'autocensura è da vigliacchi.
Mhm. E lei preferisce un eroe in galera o un vigliacco a piede libero?
Me lo dica lei.
Preferisce un eroe in galera o un vigliacco a piede libero?
Non lo so. Io non divido le persone tra eroi e vigliacchi,
lo faccio tra intelligenti e stupidi.
E la invito a essere tra i primi.
Le faccio un invito anch'io.
Non mi dica più cosa dire.
Mh?
Io mi sono rivolto a lei perchè è senza filtri, come me.
Ma se la sua strategia è di zittirmi, allora quella è l'uscita. Prego.
LIGAS: Abbiamo un PM agguerrito, un giudice prevenuto,
e un cliente testa di cazzo!
Stai pensando di mollarlo?
Scherzi? Non ho mai mollato un cliente in vita mia.
E quindi cosa facciamo?
Guarda che quello lì mica molla.
PRESENTATORE: Va ora in onda... Strike!
Vorrà dire che lo incoraggeremo.
Se non posso zittirlo io, non dovrà farlo nessuno.
PRESENTATORE: Conduce in studio... Sandro Masi!
Allora, è venuto a trovarci un ospite importante.
Di sicuro lo avrete sentito nominare spesso, ultimamente.
Chi ha tirato fuori Jack Zero?
Chi ha liberato quel body builder accusato ingiustamente?
Signore e signori, Ligas, avvocato.
Grazie. Buongiorno. Buongiorno a tutti.
Ehm, ci diamo del tu, no?
Naturalmente. Sì.
Bene.
Dunque, non è un mistero che sei il mio avvocato
in questo ridicolo processo che sto affrontando.
Io ti ho scelto perché mi piace il tuo modo di fare libero, schietto.
E quindi, la prima domanda è: tu perchè hai accettato di difendermi?
Beh, è molto semplice.
Perchè difendendo te, non difendo soltanto una persona,
ma un principio, che è la liberta di espressione.
Articolo 21 della Costituzione.
Esatto. Viviamo in un'epoca strana.
Mai come oggi, abbiamo tanti mezzi per esprimerci.
E mai come oggi, le parole stesse sono messe sotto processo.
Che è quello che qui a Strike ci rifiutiamo di fare.
Fate bene.
D'altronde, la democrazia che cos'è, se non un luogo dove ci è concesso
di non essere d'accordo?
Capite perchè ho scelto quest'uomo?
Attenzione, però, perchè ci sono dei limiti.
Io lo so bene. Tu, Sandro, spesso li superi.
Però, ecco, una condanna oggi significherebbe zittire
chiunque alzi la propria voce contro un pensiero dominante.
Allora, la mia domanda per te è: è proprio questo quello che vogliamo?
Siamo sicuri?
Prima gli dai della testa di cazzo,
e poi lo vuoi far passare per un martire.
Ma un processo per istigazione a delinquere non interessa a nessuno.
Un processo per la libertà di espressione...
Quello sì che diventa interessante.
E allora, anche il giudice più severo diventa un pochino più cauto. No?
A nessuno va di passare per inquisitore,
soprattutto se sta decidendo di entrare in politica.
Non sali.
No, vado a piedi. Faccio due passi.
Ti accompagna lui?
Chi?
Tizio sposato.
45 anni, giacca verde, seduto laggiù, in quell'auto.
Auto che, tra l'altro, avrà 140-150 mila chilometri.
Ti ricordi che cosa ti ho detto di fare
la prima volta che ci siamo conosciuti?
Osservare.
Non vale soltanto per i casi.
Ti lascio. Ha l'aria di uno che aspetta da un po'.
Emilio...
..tu mi hai detto che le avresti parlato, tu me l'hai promesso.
Mi hai detto: "Voglio una serata come una coppia normale".
Io prenoto, e ora ti metti a fare 'ste scene.
- Non faccio scene. - Dai.
Io non ce la faccio più.
Tutti questi segreti, tutte queste bugie.
Ma dai, ma io come faccio!
Non me la sono sentita.
Ma certo.
Come al solito.
Siamo stati all'ospedale.
In ospedale?
Sì, ma niente di grave. Una visita di controllo.
Cosa vuuol dire? Cosa è successo?
Niente, sta bene. Sta bene.
Però non me la sono sentita, usciti dalla visita...
"Tesoro, scusami. Sai, mi sono innamorato di un'altra donna."
Non si può fare.
Marta...
..volevamo una serata speciale?
Senza nasconderci?
Eccoci qua.
Non roviniamola, dai.
Spegni 'sta sigaretta!
- Andiamo? - Sì.
Ah, ecco!
Sembra tutto a posto.
Firma, e avrai le tue quote.
Non dimentichi qualcosa?
L'archivio dello Studio Petrello. Tutto tuo.
Come posso essere sicuro che non hai fatto una copia?
Non puoi.
Ma se mi conosci, sai che ho tanti difetti,
ma sono un uomo di parola.
Non ho fatto copie.
Fuori.
Portami il fascicolo Catalano.
Qui manca qualcosa.
Cosa?
Sai bene a cosa mi riferisco.
Non so dove siano.
Penso l'avrà buttato.
Non dire balle, Paolo.
Ligas ne andava troppo fiero.
Una delle tante prove della sua genialità.
Michele, se... se posso dire la mia...
Ma perchè non lasci perdere?
Che cosa te ne frega? Ormai è fuori dalla tua vita. Basta.
E poi lo dico anche per te, questa faida rischia di avvelenarti.
A me quello che mi avvelena è saperlo ancora in giro,
libero di dire e fare quello che vuole.
E mi avvelena ancora di più vedere un mio collaboratore che lo difende.
Paolo.
Sì.
Ti ho proposto di diventare, finalmente, partner di questo studio.
Però ho bisogno di sapere che posso fidarmi di te.
Quindi te lo chiedo solo una volta.
Portami qui quella farsa sentenza.
Consapevole della responsabilita' morale e giuridica...
..morale e giuridica che assumo con la mia deposizione...
..mi impegno a dire tutta la verita'...
..la verità, e a non nascondere...
..nulla di quanto è a mia conoscenza.
Mh!
NANNI: Sono un'artista.
Ho scolpito la statua di Gabriele D'annunzio,
nella rotonda vicino allo Scalo Farini.
Statua che è stata letteralmente decapitata.
DANZI: Io sono un guardiano notturno.
Quella sera una trentina di persone mascherate hanno sfondato le vetrine
e distrutto quasi tutto l'outlet.
Lei ha dato la colpa a Masi.
Ha dedicato una puntata a quella statua.
Diceva che era un monumento ai guerrafondai,
e invitava la popolazione a prendere provvedimenti.
Sono stata redattrice del programma di Masi per un paio d'anni.
- Perché si è dimessa? - Divergenze etiche.
Bah!
Signora, prima della rotonda, come si presentava l'incrocio?
Mah, una piccola aerea verde.
Famosa per lo spaccio.
Ecco, non potrebbero essere stati gli spacciatori a decapitare il vate?
Magari un po' innervositi per aver perso la zona? - Eh.
Ma, ehm, non lo so, può darsi.
"Può darsi".
Lei ha dichiarato che si aspettava una cosa del genere. Perchè?
Il signor Masi, io lo ascolto.
E spesso sono d'accordo con quello che dice.
Ma lui è sempre stato contro l'outlet dove io lavoro.
Dice che è una speculazione edilizia.
E che dovrebbe esserci un parco.
Signor Danzi, lei è riuscito a fermare e a consegnare
alla polizia due manifestanti.
Si ricorda di che nazionalità erano?
- Tedeschi. - Attivisti stranieri.
Presenti a Milano per una manifestazione
contro il fast fashion.
Io dubito, sinceramente, che ascoltino la radio italiana.
Ogni giorno cercavano un nemico da attaccare.
Si spieghi meglio.
Una sorta di giustizia sommaria.
Sì.
- Lei lavora ancora in radio? - Un'altra radio, sì.
- Da quanto? - Un anno e mezzo.
Ah! Un anno e otto mesi.
Più precisamente, tre giorni dopo essersi dimessa.
Ecco, volevo sapere, le sue divergenze etiche si attivano
soltanto in presenza di un'offerta di lavoro
da parte della concorrenza, o...?
Opposizione!
Non c'è bisogno, ritiro la domanda.
Ho finito.
LIGAS: Hai visto quello che stanno facendo?
Stanno cercando di dimostrare che tu sei consapevole del tuo potere.
Che se dici di fare qualcosa, c'è qualcuno che la fa.
Adesso entri là dentro, soffochi il lupo,
e tiri fuori l'agnello che è in te. E' chiaro?
Vabbè, guarda... ci provo. Ci provo. Vediamo.
- E leva 'sta cosa! - Che cazzo fai! - Leva, leva!
La Lavallière? La cravattina degli anarchici?
Una cosa senza provocare. Una. Ce la fai?
Una! Eh!
Signor Masi, lei non ha mai nascosto la sua allergia alle regole.
Mah!
Possono non piacermi...
..ma le rispetto.
Eppure, ha collezionato una bella serie di denunce.
Sì.
Per diffamazione.
I giudici sostengono che pecco, diciamo così,
di incontinenza espressiva.
Parlo troppo.
Forse è vero.
Ma non ho mai, mai... e poi mai, predicato la violenza.
Ho qui pagine e pagine di frasi aggressive...
..feroci e minacciose che la smentiscono.
Com'è che si dice, qui a Milano?
"O te mangiet la minestra o te saltet dala finestra".
Eppure, nessuno si è mai sognato di buttare giù qualcuno dal sesto piano
perchè ha lasciato un po' di brodo, no? Ecco.
GIUDICE: Silenzio.
Quello che intendo è...
..che sono modi di dire.
Ehm, "gli sportivi fanno a pezzi gli avversari".
"I cantanti muoiono d'amore".
Sono iperboli, esagerazioni.
Ed è il mio codice linguistico.
Non posso essere responsabile delle azioni di chi non conosce
le regole della retorica.
Se un ragazzino, va bene, prende ispirazione da Genny Savastano,
lei che fa? Arresta gli autori di Gomorra?
Silenzio!
Quindi, lei nega l'esistenza del cosiddetto "esercito di Masi",
come viene chiamato il pubblico della sua trasmissione?
Guardi, non esiste nessun esercito di Masi.
Sono solo formule stupide inventate dai giornalisti.
Io ho un pubblico certamente arrabbiato con le istituzioni...
..con i poteri forti, ma... è gente per bene, pacifica,
del tutto inoffensiva.
(VOCI CONFUSE)
Magistrato, giudica 'sto cazzo!
GIUDICE: Fuori! Fuori!
Fuori! Fuori!
Identificateli tutti!
Questa è interruzione di pubblico servizio!
Masi, non faccia il buffone!
Le faccio passare la voglia di ridere! Fuori!
Fuori!
Magistrato, giudica 'sto cazzo!
Gente pacifica, per bene.
Con quello scemo che ride in faccia al giudice!
Io adesso ho un impegno, ma tu devi andare da lui
e convincerlo a prendere le distanze pubblicamente da questa idiozia.
Io? Ma non lo farà mai.
Deve farlo!
Altrimenti viene messo sotto processo anche per questo.
No, no, aspetta, aspetta. Tu devi venire con me, però.
Marta, ho un impegno.
Ok? A parte il fatto che lo manderei a cagare...
Non mi lasciare sola in questa cosa.
Siamo troppo simili per andare d'accordo.
Ci serve qualcuno con un po' più di buon senso.
- Aspetta. - Fallo tu!
Io non ho fatto niente!
Non vedo perché dovrei prendere le distanze.
Perchè i giornalisti stanno scrivendo che è stato lei a fomentarli,
che è stato un assalto al tribunale.
Ma quale assalto! Erano quattro scappati di casa.
Ma sono entrati con la forza. Hanno insultato un giudice.
- Beh, cazzi loro! Non è colpa mia. - No.
No, guardi, diventa colpa sua se non condanna il gesto.
Senti, bella, vediamo di capirci.
Io non condanno proprio niente. Va bene?
Condannare lo fanno quelli che io combatto.
Mettitelo in questa testolina ingenua che hai.
E ora sparisci dalle palle perché voglio parlare col tuo capo.
E va bene. Adesso mi sono stancata.
Innanzitutto, mi deve dare del lei. E mi deve chiamare "dottoressa".
Seconda cosa.
Adesso lei si accomoda a quel microfono
e chiede immediatamente scusa per quello che è successo in tribunale.
Altrimenti, io le giuro, noi la mandiamo a fanculo
in questo esatto momento.
E le assicuro che i prossimi anni lei se li fa in galera.
Così è più chiaro?
Prego.
Fino al prossimo marzo siamo pieni,
ma un weekend in primavera riusciamo a trovarlo.
- Grazie. - Arrivederci. - Arrivederci.
Lei è...?
Ligas, avvocato.
- Se dovesse piovere, il catering lo allestiamo qui. Mh? - Bene.
Pensiamo noi a decorazioni e quant'altro.
Mi sembra perfetto.
Orientativamente, quando pensava di fare questa festa?
Orientativamente, sabato.
Di sabato, perfetto. Di quale mese?
Questo mese.
Fa bene a portarsi avanti.
C'è chi pensa che un anno di anticipo sia da pazzi,
e poi si ritrova a fare le feste ai giardinetti.
Io non intendevo, però, l'anno prossimo, intendevo questo sabato.
Assolutamente impossibile.
Abbiamo eventi prenotati per i prossimi sette mesi.
Che dire?
Speriamo che possiate farli.
Cosa intende?
Beh, una villa così, del '700, ha dei vincoli di tutela molto rigidi.
Io dubito che tutti quei neon e quei led che ho visto sulla facciata
siano stati autorizzati dalla sovrintendenza.
Anche quella verandina che ho visto arrivando...
..beh, non mi sembra molto in linea con le indicazioni del ministero
in termini di tutela del patrimonio artistico.
Ma poi, questo meraviglioso pavimento in graniglia
con questi decori incredibili nella sala grande...
..dov'è finito?
E' tutto perfettamente in regola.
Ha visto tutta la documentazione?
Può farne avere una copia anche a me?
Le devo chiedere di andarsene.
Certo. Lo farò.
Però, lei prima deve farmi un favore.
Deve chiamare i proprietari e dire loro che oggi
si è presentato un avvocato molto affascinante,
però anche molto determinato.
E non è cattivo, eh.
Vuole soltanto una bella festa per la sua piccolina.
Poi mi richiama... e mi dice che cosa le hanno detto.
Buona giornata.
Ragazzi, voglio dirlo chiaro e tondo.
Quello che è successo oggi in tribunale non mi rappresenta.
Io sono per la libertà di parola di tutti, giudici compresi.
Capisco la rabbia...
LIGAS: Lo stavo ascoltando in macchina.
Poi mi spiegherai come ci sei risucita.
Questo genere di sceneggiate fa solo il gioco delle istituzioni,
perchè offre loro il pretesto per affermare che noi tutti
siamo dei facinorosi, dei sovversivi.
Quando, invece, siamo solo dei cittadini stanchi.
(TELEFONO VIBRA) Sia chiaro, non sto chiedendo scusa.
Primo, perché non ho fatto niente.
Secondo, perché non è...
Saranno dieci anni che non mi chiami.
La risposta è sì, ti porto fuori a cena.
Segnati questo nome. Carlo Biason.
Lo chef del ristorante?
E' l'aggressore di Anita Vietti, l'uomo che l'ha accecata.
Ti prego, Anna Maria, non dirmelo.
E invece te lo dico.
E' uno di quelli che hanno fatto irruzione in tribunale.
Ti leggo la dichiarazione che ha rilasciato ai carabinieri
che l'hanno preso in custodia.
"Masi aveva ragione, qualcuno doveva fare qualcosa contro quella là."
Ti saluto, Ligas.
Buona giornata.
Che succede?
Siamo fottuti.
Ma scusa. Ma non è un vantaggio?
Hanno trovato il colpevole. Cosa vogliono ancora da me?
Niente.
Adesso hanno tutto quello che gli serve per condannarti.
Ma l'hai visto in faccia 'sto tizio? E' un povero coglione.
E io dovrei pagare perché un coglione non capisce
che le cose che dico sono provocazioni?
Prenditela con te stesso.
Sei diventato l'unico riferimento di un pubblico di idioti!
Ah, tutto qui?
Il grande Ligas sa dire solo "prenditela con te stesso"?
Ma guarda che io non ti pago per farmi la morale!
Ma guarda un po'!
L'uomo che fa la morale all'Italia
che non sopporta che gli si faccia la morale.
Senti, stronzo... vedi di farti venire un'idea.
Perché io non ho nessuna intenzione di finire dentro
per colpa di un incapace.
Eccolo qua, il grande Masi.
Tanto ti basta trovare un capro espiatorio, giusto?
- Ligas... - Eh. - ..non tirare la corda.
Se no, cosa fai? Dimmi un po'.
Dimmi.
Mi dedichi una puntata?
Mi fai gambizzare sotto casa da due radio ascoltatori? Che fai?
Vai a fare in culo. Sei licenziato.
Testa di cazzo!
Che cosa hai detto?
Oltre a quelli di deambulazione, hai anche problemi di udito?
Ma tu sei quello che fa il buffone alla radio?
(VERSI)
Ah, ecco dove ho già visto questa faccia di merda.
Ragazzi, dai, davvero. E' tutto a posto, su.
E tu che cazzo vuoi?
Io voglio quello che vogliamo un po' tutti.
Passare una bella serata, fare due chiacchiere,
bere un gin tonic, un po' di figa, se capita.
Tutti d'accordo? Si?
Gliela faccio passare la voglia di ridere a questo coglione.
- Lascia perdere, andiamo. - Scusa, cos'hai detto?
Che gli faccio passare la voglia di ridere. E pure a te, se insisti.
(GIUDICE: Non faccia il buffone.)
Le faccio passare la voglia di ridere!
Mi hai detto di farmi venire un'idea. Mi è venuta.
Sono ancora il tuo avvocato?
Ti avverto, farà male.
Allora, ragazzi, avete detto di volerci far passare
la voglia di ridere. Corretto?
(insieme) Sì.
Fammi vedere... coglione!
Sandro Masi ha fatto un lungo volo nel naviglio,
e non può essere presente, oggi, qui con noi in quest'aula.
Due costole rotte, clavicola, polso e setto nasale.
Quaranta giorni di prognosi.
E questo...
..perchè qualcuno ha deciso, aperte le virgolette,
di fargli passare la voglia di ridere, chiuse virgolette.
Le stesse identiche parole pronunciate all'interno
di questa aula.
Avvocato, cosa sta cercando di insinuare?
Assolutamente nulla, però non possiamo trascurare la circostanza
per la quale nello stesso giorno in cui lei, signor giudice,
con tutte le ragioni del mondo, eh,
ha suggerito l'idea di far passare la voglia di ridere al mio cliente...
..qualcuno l'abbia presa in parola.
ANNA MARIA: Opposizione!
Signor giudice, questa ricostruzione è assolutamente inaccettabile!
E' una ricostruzione oggettiva.
Le parole dette all'interno di quest'aula sono state riportate
da tutte le testate.
E poi ripetute da due delinquenti, come confermano numerosi testimoni.
Sandro Masi, esattamente come Anita Vietti, è stato vittima
di pericolosi criminali, a cui basta una semplice frase,
anche la più innocua, per scatenare una violenta rabbia repressa.
Quindi, signor giudice...
..ritenere il mio cliente responsabile di quello
che è successo alla Dottoressa Vietti...
..significherebbe ritenere responsabile lei...
..per quello che è successo a Sandro Masi.
Ora, le chiedo...
..è così?
In nome del popolo italiano,
visto l'articolo 530 Codice Procedura Penale,
dichiaro l'imputato assolto perchè il fatto non sussiste.
Mai una volta che mi fai i complimenti, eh.
Tirare fuori un sobillatore e farlo passare per un eroe
del libero pensiero?
Complimenti, Ligas. Ottimo lavoro.
Ma prenditela col giudice, io faccio soltanto il mio di lavoro.
Manipolando la verità!
Credi che non lo sappia che li hai provocati tu?
Sapevi che c'era una telecamera.
Come fai a dormire la notte?
Perchè non vieni a dare un'occhiata?
Togliti questo coso, che sei ridicolo.
Marta, giusto?
Sì, sì.
So che effetto può fare stare accanto ad uno così.
Ma stai attenta, perchè alla lunga avvelena.
Buona giornata.
Arrivederci.
MASI: Vedi quando torno in trasmissione!
A 'sto punto, davvero dico tutto quello che mi passa per la testa.
Ah, perchè fino a adesso ti sei trattenuto?
Tu non hai nemmeno la più pallida idea
di che cosa mi possa passare per la testa.
Ti saluto, Ligas.
Abbiamo creato un mostro.
("LOCK UNLOCK" J-HOPE)
(VOCIARE DI BAMBINI)
Gin tonic.
Ah, però! Gin tonic alle tre e mezza.
Pensa che se arrivavi dieci minuti fa, potevi dire:
"Gin tonic alle tre e venti?"
Tu, invece, perchè sei arrivato a quest'ora?
Mah, un po' di casini a lavoro. Tu, invece, che cazzo hai fatto qua?
Ma niente.
Come sta il vecchio caro Petrello?
Mah! Chi l'ammazza.
Hai già pensato a cosa fare?
Cioè? In che senso?
Dubito che voglia chiuderla così.
Sono curioso di capire cosa si inventerà per farmi fuori.
Papà, ci insegui?
Certo, piccolina.
Ok, andiamo.
Gin tonic.
Ahh!
Venite qua!
Scappa!
Sorpresa!
Ehm, Lucia.
Ehm... Marta.
Ti ricordi?
- Ah. - Era la mia assistente. - Sì.
Ehm, Marta, Lucia, mia moglie.
Certo, ci siamo incrociate un paio di volte.
Mi ha detto Emilio che ha lasciato l'università per la professione.
Sì.
Infatti, sono venuta in università perchè mi hanno chiamato
dalla segreteria per... per dei documenti.
Vado, sono passata solo per un saluto.
No, no, no. Stia pure, io stavo andando.
Non si preoccupi.
Eh, sì. Sono grassa, lo so.
Sono al settimo mese e gia non ne posso più.
Amore, io vado. Sì. Ti aspetto a casa. Ok.
Non fare tardi come al solito. - Promesso.
E' stato un piacere. In bocca al lupo per tutto.
Grazie.
Ehi.
Marta...
..volevo dirtelo.
Marta...
..aspetta.
("CRAZY" RILEY LYNCH)
Buon compleanno! Giro...
Chi vuole l'oro?
- No. - No?
Ascolta, Ligas, c'è una cosa che ti devo dire.
Lo vedi quel tizio che gioca con le bimbe?
PAOLO: Sì.
E' lui.
Ayman?
Giriamo, giriamo, giriamo!
Ma tu sai che io...
..voglio molto bene a Patrizia, e penso che lei meriti il meglio.
E, effettivamente, l'ha trovato.
E' la verità.
CINZIA: Torta! AYMAN: La torta!
Guarda! Hai visto?
TUTTI: Tanti auguri a te!
Avanti!
Auguri!
Vediamo un po'. Wow!
Che bello!
Bellissimo!
- Guarda, guarda, guarda. - Eh?
LAURA: Una bicicletta!
Ta-dà!
Questo da parte di mamma e di papà.
E' bellissima.
Grazie.
- Ti piace, amore? - Sì. E' bellissima.
Auguri, piccolina.
CINZIA: Ma il colore ti piace? Se no, si può cambiare.
No, no, mi piace così.
Laura.
- Cos'è? - Aprila.
Ma veramente?
Mamma, i biglietti per i Nebula7!
AURORA: Papà li ha trovati, possiamo andarci insieme.
- Come hai fatto? - Quattro ne ha trovati.
AYMAN: Ora siamo costretti ad accompagnarvi.
LAURA: Mamma, ci vieni vero? - Certo che ci vengo.
- Sì! - Grazie.
LAURA: Grazie. AURORA: Prego.
Che bello!
Amore!
Ma hai visto?
Sì.
("CHERRY WALK" SEAN HARGREAVES)
AYMAN: Ligas.
Possiamo parlare un attimo?
Mi ha detto Patrizia che sai di noi.
Eh, già.
Te l'ha chiesto lei di venire?
No, anzi... si è raccomandata di non farlo.
Ma voglio che le cose tra noi partano col piede giusto.
E' già la seconda volta che usi questo pronome, "noi".
"Tu e Patrizia", "sai di noi", "tu e io", "le cose tra di noi".
Fai una bella cosa, parla per te.
Ok, ok, ok.
Io ci tengo...
Ah-ha.
..a non avere problemi con te.
E' un po' difficile non avere problemi con qualcuno
se gli scopi la moglie, lo sai?
Mi ha detto che non state più insieme.
Era la prima cosa che le ho chiesto.
Molto onesto.
Molto onesto da parte tua. Già, davvero.
E cos'altro le hai chiesto? Mh?
Qual è il regalo preferito di Laura, così glielo potevi portare tu?
Le ho chiesto cosa le piacesse.
Tutto qui.
- Volevo solo fare un bel regalo. - No!
No.
No, tu volevi fare il miglior regalo!
Se l'hai visto come un'ingerenza, scusa.
Non era quella l'intenzione.
Mh!
E sentiamo un po', qual era l'intenzione?
Fammi capire.
Far vedere che sei il più figo di tutti?
Che guidi la macchina che nessuno si può permettere?
Che puoi prenotare la villa che nessuno può prenotare!
Che trovi i biglietti che nessuno trova!
Qual era?
Voglio solo fare la cosa giusta...
..in ogni situazione.
Ricapitoliamo.
Allora, vuoi mia moglie...
..vuoi ingraziarti mia figlia...
..vuoi partire con il piede giusto con me,
e vuoi anche fare la cosa giusta in ogni situazione.
Ayman, Ayman...
..secondo me, tu vuoi troppe cose.
Ligas...
..io capisco la tua rabbia.
Quando è morta mia moglie...
..ero pieno anch'io.
A me ha aiutato parlare.
Ammettere che avevo bisogno di aiuto.
Ligas...
..se vuoi...
..posso consigliarti qualcuno.
Eh?
("IL GIOCO" JOAN THIELE)
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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