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- Buongiorno! - (insieme) Buongiorno!
- Il capo ufficio è in ufficio? - Sì. Ha un diavolo per capello.
- Come andiamo col Lotto? - Male. Questa settimana ho fatto solo ambo.
- Ma il sogno aveva dato un terno. - 1 7, disgrazia. 90, paura.
- E il sangue? - Non me l'avevate detto.
Te l'avevo spiegato bene: sono caduto dal 5° piano,...
..ho detto: "Che disgrazia, che paura", e mi usciva il sangue.
Comunque, meglio oggi un ambo che domani una gallina.
- Fatti dare i numeri anche dal cavaliere. - Il cavaliere ronfa.
- Chi ti ha detto che ronfo? - Il cavalier Guardalavecchia.
- Chi poteva essere? Ma voi che ne sapete? - Sì, lei ronfa.
Ho la disgrazia di abitare accanto a lui e sento tutto.
(ridendo) Cosa ho sentito stanotte! Alla sua dama! Non si vergogna?!
- Se ti dicessi cos'ho sentito, ne ricaveresti una quinterna. - Dite!
- Io non ho niente da nascondere. - Lasciamo perdere.
Che orecchie delicate che ha quello!
Va' fuori e non prendere confidenze! Ti prego di andartene!
Abbiate pazienza, dovete smetterla!
- Io non capisco... - Io mi ero accorto che mancava qualcosa sotto.
Che cosa le manca? Non si può lavorare!
- Sono vent'anni che ogni mattina mi fregate il cuscino. - lo?!
- Datemi il cuscino! - Quale cuscino?! - Ce l'avete sotto!
- Dov' è? - Eccolo! - Chi l'ha messo? Siete stato voi?
Io non ho bisogno del cuscino! Io sto bene!
(SQUILLO DEL TELEFONO) Impresa Trasporti Pasquetti!
- Gelati! - Gelati... - Gelati, caramelle!
Pronto? Ah, signora... Sì, è qui, glielo passo subito.
- Ho la disgrazia di averlo vicino. La signora. - Vostra moglie?
- Mia moglie telefonava a voi? È la vostra. - Telefonava a voi?
- Mi telefonava. - Italia, sei tu. Che c'è?
Assunta dice che se fra un'ora non ha lo stipendio, se ne va!
Italia, non mi scocciare! Io qui sono un combattente in prima linea!
Combatto da trent'anni contro il nostro capo ufficio!
(sottovoce) Che me ne frega?
Basta, non mi scocciare più!
(SQUILLO DEL TELEFONO) Ho detto di non scocciarmi!
- (in francese) Mi scusi, signora. - Chi è? Mia moglie?
- (in francese) Sì, sto bene, e voi? - È mia moglie? Guardalavecchia!
- Un momento. - Fatemi parlare!
(in francese storpiato) Vuole suo marito? Glielo passo subito.
- Ciao. - (con accento francese) Eri molto arrabbiato stamattina?
"Chéri", ti ho detto di non chiamarmi in ufficio, ho sempre da fare.
Ho bisogno di sentirmi dire che mi vuoi bene.
Non girare per casa svestita, mettiti la vestaglia.
Prende facilmente il raffreddore. Tira la tenda del balcone.
Piccolo uomo, cantami la nostra canzone.
- No, "mon amour", la canzone no. - Ma sì, dai! - La canzoncina no!
- Su, cantami la nostra canzone! - Gliela canti.
Non mi sento in voce stamattina. (COLABONA TOSSISCE)
Non posso. Telefona più tardi.
# È vero, esistono gli angeli! È vero, credo ai miracoli! #
(GUARDALAVECCHIA E COLABONA CANTICCHIANO IL MOTIVO)
COLABONA! GUARDALAVECCHIA!
Che c'è? Non fare lo stupido!
Arrivate in ritardo, bighellonate tutto il giorno...
..e state al telefono per delle ore!
- Vi farò trasferire in Sardegna! - No!
- È troppo lontano, non so nuotare! - La vedremo!
- Viene anche lei? - Dove? - In Sardegna. - No! - Mi pareva.
- Presto! Riprendete il lavoro! - Sì!
Colabona! Colabona! Su, riprendiamo il lavoro, dai.
(GUARDALAVECCHIA CANTICCHIA) No! Ma scherziamo?!
Tamburini!
- Trasporti Pasquetti, dica! - Sono qui per un reclamo.
Tra tante cose recapitate male, c'è questo orologio che non fa "cucù".
Un orologio a cucù fa "cucù", se no, che cucù è?
Questo fa dei rumori equivoci, è una vergogna sentirlo! "Provolo"!
- "Provolo"? "Lo provi"! - È lo stesso. - Ha l'accento straniero.
Trapani, ho capito. Vediamo un po'...
(PERNACCHIE) - Senti? - Oddio...
- È stato lei? - È stato lui! - Lui?
Ah, sì, ne ho uno anch'io e mi fa lo stesso scherzo.
Ma io ho la chiave. Si tratta di una sforatura, una specie di "fetecchia".
Vedrà che non lo fa più.
(L'OROLOGIO FA "CUCU")
Nel trasporto è stato sballottato e gli si è otturato il becco.
Otturandosi il becco, il "cucù" gli è uscito dalla parte opposta.
- Ho capito. - Sono incidenti che possono capitare a chiunque.
- Se lo tenga e non torni più qui. - Ma ho da fare altri reclami!
La ditta Pasquetti fa i trasporti perfetti!
- Se ne vada! - Non finisce qui! - Finisce dove vuole! Se ne vada!
- Sta' attento! - Mi pare matto.
- Buongiorno! - Sta arrivando il nostro miglior cliente: il sordo!
- (Colabona) Che piacere! - Si accomodi!
Buongiorno! Porgo il mio saluto ai più simpatici impiegati di Napoli!
- Al più rompiscatole degli antiquari del centro-sud... - Grazie!
Non solo, è anche il più tirchio di tutti i tirchi che ho conosciuto!
Troppo buono!
Con i milioni che ha, non si è ancora comprato un apparecchio acustico!
- (Guardalavecchia) Avaraccio! - La faccio la spedizione, certo!
- È pronto il preventivo? - Per un cretino come voi, servizio espresso!
- Bum! - Ah, è lo stesso!
Non mi fate mai una riduzione, eppure sono un vecchio cliente.
- (insieme) BUMBA! BUMBA! - Salute! Siete raffreddati, eh?
- Non ha più capelli per la sordità. - (insieme) BUMBA!
- Allora arrivederci! - (insieme) BUM!
- Vi farò sapere qualcosa. - (insieme) BUM! BUM! BUM!
Curate quel raffreddore. Il tempo è cattivo.
- (insieme) BUM! BUM! BUM! - Venga.
Che cosa stavate facendo?!
Stavamo illustrando la festa di San Gennaro al nostro cliente sordo.
Ne riparleremo. Vi presento il nuovo collega, Cavallo.
- I nostri due impiegati più anziani. - Piacere. - Ragionier Colabona.
Fortunatissimo. Donato Cavallo da Catania.
Un bel passo avanti nella nostra grande famiglia: da Catania a Napoli.
- Un bel galoppo! - Silenzio!
A Roma miro. Si può dire che da qui comincia la marcia su Roma!
Un'altra? Eh, no.
Voi due che siete gli impiegati anziani, sistemate bene il Cavallo!
- Nella stalla? - Silenzio! Vi lascio al vostro lavoro!
Mi raccomando, lavorate! Arrivederci, caro Cavallo!
- Cos'ha da ridere? - Non ridevo, facevo così...
- Io devo fare così! - Lo faccia!
Carissimi colleghi, "felicissimo sono di essere venuto a Napoli"!
Che femmine! Femmine partenopee! Io modestamente con loro ci so fare!
Con tutte attacco! Permettete una telefonata?
- Prego. - Facesse! - Mi devo organizzare, sono esuberante.
- Io devo fare dei conti. - Modestamente.
- Si vede che è esuberante! - Lo so. - "Esuberatore"!
Pronto, Nicoletta? "Donato sono"! Cavallo!
Arrivai ora da Catania! Sono in ufficio, ho la linea diretta!
- Che numero è? - Qui? 8 1 3 84.
8 1 3 84! Telefonami, quando sei disposta!
Arrivederci, "amorevole"! Mi permette un'altra telefonata?
- S'accomodasse! - Un'altra? - Ci vuole una femmina di riserva.
- Sto facendo dei conti... - Faccia con comodo.
Marilù! Tesoro bello! "Cavallo sono"! Donato!
Arrivai ora da Catania! Sono in ufficio, ho la linea diretta!
- Che numero è? - Quello di prima. - Non me lo ricordo. - 8 1 3 84!
8 1 3 84! Telefonami, quando sei disposta!
- Grazie, colleghi. Dovrei farne un'altra, ma per oggi basta. - Già.
GUARDALAVECCHIA! COLABONA!
Non potevate che essere voi due! E' da mezz'ora che cerco di telefonare!
(Santoro) Date il cattivo esempio persino al nuovo impiegato!
Ma non finirà qui, vi faccio trasferire in Sardegna!
No! La Sardegna no! Sono stufo! Io protesto!
- Lei protesta?! - lo... Sì, protesto!
- Noi protestiamo! - Siamo in due! - Non ne possiamo più!
Per ogni piccola cosa: "Colabona! Guardalavecchia!".
Io farò una conferenza stampa, convocherò giornali e rotocalchi!
Ricorrerò alla legge!
Tutti devono sapere chi è il capoufficio Cesare Santoro!
Non vi servirà a niente, dovrete passare sul mio cadavere...
..per evitare la punizione che vi attende!
Ma io sono qui, vivo e vegeto, e rimarrò qui altri 100 anni!
(Colabona) Amici, il nostro Cesare, il buon Santoro, è spirato.
(Colabona) Lasciate che mi apparti con il mio dolore,...
..e voi restate col collega Guardalavecchia, il caro Antonio.
(Colabona) Onorate la salma di Cesare,...
..e il discorso atto a esaltare la gloria di Cesare,...
..che Antonio, dietro nostra licenza, è incaricato di tenere.
A voi, Antonio.
Amici! Concittadini! Colleghi! Porgetemi le orecchie vostre!
Vengo per seppellire Cesare, non per lodarlo,...
..e per dare a Cesare quel che è di Cesare,...
..dato che da vivo non gliel'abbiamo mai potuto dare.
Si dirà che Cesare era burbero, aveva un'aria scostante,...
..ma Cesare era un uomo d'onore.
Qualcuno dirà che aveva un aspetto ributtante ed era sempre ingrugnito.
- Ma Cesare... - (insieme) Era un uomo d'onore!
Amici vicini e lontani, oggi Cesare Santoro, che era un uomo d'onore,...
..lascia un vuoto incolmabile.
Chi mai avrà il coraggio di sostituirlo?
Chi mai avrà l'ardire, la presunzione, la sfrontatezza...
..di occupare quella bella e tanto spaziosa scrivania?!
- Santi numi, cosa fa?! - Fermo con le mani! - Vada via!
- Si alzi! Non spinga! - lo... ho spinto solamente!
No, mi ha toccato! Lei mette le mani addosso!
- Cosa fa? - Quello che mi compete. - Come sarebbe a dire?!
Questa scrivania della buon'anima sembra fatta su misura per me!
Il posto di comando mi si confà! Sono soddisfatto di questa prova!
Ah, lo fa per prova! Volevo ben dire!
- Lasci, la polvere è mia! - È di tutti!
- Si ricordi, signor Colabona... - Guardalavecchia!
- Signor Colabona! - Dica, Guardalavecchia!
- Io guardo chi mi pare! - Sto dicendo il suo cognome!
- Mette una punta d'ironia sulla "vecchia". - Lei sulla "bona".
- Io sulla "bona" non metto niente! - E io niente sulla "vecchia"!
- Senta, signor Colabona, qui ci sono anch'io! - Purtroppo!
- Come litigano! - Gli amici sono diventati nemici!
Abbiamo stessi diritti, medesima anzianità, stesso stato di servizio.
Se vuole fare il "facente funzioni", lo faccia!
Ma lo faccio anch'io, perché anch'io funziono! Si tiri in là!
Va bene, accomodatevi! Tanto da qui io non mi nuovo!
- Faccia come vuole! - No, questo stava qua!
- Questo deve stare qua! - Stava qua!
- Allora mi prendo questo! - Cosa? - Niente scherzi, se no faccio così.
- Allora facciamo così! - Finiamola!
Facciamo un compromesso, mettiamo tutto in mezzo.
- E per la firma come facciamo? - Abbinata. - Abbinata?!
- Colabona Guardalavecchia. - Ma figuriamoci. - In ordine alfabetico.
Guardalavecchia Colabona, per ordine analfabetico. Che c'è?!
- È inutile che questionate, è già tutto deciso. - Come?!
La buon'anima, quando morì, lasciò tutto scritto.
- Sapete dove sono le vostre note caratteristiche? - No, io ignoro.
- Io sono davanti. - Io sono più anziano. - E cosa significa?!
Sono qui dentro.
Un ispettore generale arriverà da Milano per esaminarle.
E allora la nomina sarà un fatto compiuto.
- Questo telegramma è per voi. - Qua, qua...
- Permesso, cavalieri. - Prego. - Permesso. - Arrivederci.
- Quindi Santoro aveva già deciso. - Apra! - Non ho le chiavi.
Per aprire un telegramma ci vogliono le chiavi? Lo apra con le dita.
- L'ha aperto? - Sì. - Cosa dice?
"Arriva domani, rapido 18:30, ispettore generale dottor Rossi,..."
"..che nominerà dirigente sede Napoli in sostituzione del defunto Santoro."
"Direzione generale, E.N.T."
Scusi, collega.
Qualunque sia la volontà del defunto, io mi inchino a capo chino. E lei?
- A capo chino anch'io. - Andiamo a Capodichino.
(ESPRESSIONI DI APPRENSIONE)
Eccolo, è lui! Che cosa fate qua?!
Sto prendendo una boccata d'aria. Lei piuttosto cosa fa qua?!
- Io sto passeggiando! - Ah, sì? Stiamo passeggiando!
- Colabona, giù la maschera! - Giù la maschera, Guardalavecchia!
- Allora? - Siamo qui per lo stesso scopo. - Sì. - Aprire la cassaforte.
- Apriamola! - Lei ci sta? - Sì! - All'opera! Forza!
- È una parola... - (ridendo) Si capisce! È chiusa!
- Ci vuole un grimaldello. - Ce l'ho io! - Che idea!
- Però ci vorrebbe anche una pinza. - Ce l'ho io! - Bene!
- Perbacco! - La pinza solleva!
- Però ci vorrebbe uno scalpello. - Crede che non l'abbia portato?
- No! - Eccolo qua!
- Però ci vorrebbe anche un martello. - Ce l'ho io! - Bene!
- Questo cos'è? - È un mar... Shh!
- Però ci vorrebbe anche un piede di porco. - Io ce l'ho!
- Sì? Che numero porta? - No! Questo!
- (sottovoce) Piano... - Mi dia la pinza.
(GEMITI DI DOLORE) Il dito! Il dito!
Il dito dove? Nella pinza? Che sciocchezze...
- Maledizione! - Mamma mia, quanto chiasso!
- Io sento un vagito. - Come? - "Qui si vagita dentro".
- Chi è?! - Il gatto! - Il gatto da guardia!
Ecco la mia pratica!
No, questa è sua.
Sì, sciocchezze... Questa per me è una grande raccomandazione.
Ma io sono tutto d'un pezzo, me ne infischio della raccomandazione.
Vede cosa faccio? La strappo.
Be'... anche per me. Io mi aspettavo di peggio.
- Meno male. - Adesso cosa fa?
- La strappo. - Perché?
- È una raccomandazione. - Lasciamo al caso. Andiamo.
- Pensiamo seriamente a cosa dobbiamo fare. - Sì, pensiamo.
Dall'ispettore generale dipende il nostro destino.
Il nostro avvenire si chiama Rossi! Rossi! Presente!
Silenzio! Domani dobbiamo andare alla stazione tutti e due, chiaro?
- Ah, sì? Lei dice così? - Io dico così.
- E io dico di no! - E io che dico? - Appunto, zitto!
Ma cosa state dicendo? Venite qua!
Ho capito, volete andare alla stazione da solo.
Volete andare a sviolinare, "a ruffianare"...
No, dobbiamo andare tutti e due, ad armi pari, con dignità e orgoglio.
- Vinca il migliore! - Io non gioco. - Cosa?
"Vinca un milione"... Come lo vinco? Non gioco!
- Non capite? - Sarei ignorante? - Ho detto: "Vinca il migliore"!
Io capito: "Vinca un milione".
No, caro Colabona, alla stazione ci va da solo, le do questo vantaggio.
Io non ho bisogno "di arruffianarmi con chicche-e-sia"!
- Ho capito... - Sono un uomo d'onore, sono un Guardalavecchia!
Ha capito? Zitto!
Hai capito di cosa si tratta?
(tartagliando) Sì, devo fare finta di essere maleducato.
Devi essere te stesso: maleducato, ignorante, facchino, villano.
Umano, chiaro? Se tenta di presentarsi, appena dice "Rossi"...
Io gli do un cazzotto in testa!
Ben assestato, gagliardo. Poi io intervengo da paciere.
Mi raccomando, un bel servizio, se no niente soldi.
Lei mi conosce, io sono un professionista serio!
Un bel mascalzone... conosciuto...
- Ecco il treno. Noi non ci conosciamo! - No!
Oh, scusi.
(insieme) Mi dispiace, signore, ma questo posto è mio.
(insieme) Dispiace anche a me, ma è mio! Io vado a Napoli!
(insieme) Qui c'è scritto "Rossi"!
(insieme) Appunto! Io sono il dottor Rossi! Ispettore generale!
- Dei trasporti! - Scolastico! - Matteo Rossi della ditta Pasquetti.
- Mario Rossi, ispettore scolastico. - Che strana combinazione.
- Basta controllare. - Non dubito, ma lo scompartimento è vuoto.
Io prenoto per stare vicino al corridoio, nella direzione di marcia.
- Anch'io. - Allora io vado alla ricerca del mio posto.
(insieme) Permette? Rossi, molto lieto!
Scusi tanto.
(FISCHIO DEL CAPOSTAZIONE)
- Ma cosa fa?! - Scusa, devo mettere la valigia.
- È pesante! - Lo sento! - Aiuto! - La tiri su!
- Ah! La mano! - Leva le mani dalla mia valigia!
- La mano! - Giù le mani dalla mia valigia!
Abbia pazienza, non ha un altro posto per mettere la sua estremità?
- Dovrei metterlo di qua? - Né di qua né di là! Piuttosto si sposti!
Capirei se te lo mettessi in faccia, ma io lo metto qui! Che vuoi?!
- Lo metta dove vuole ma non qui! - Probabilmente viaggia di rado.
Adesso mi sembra che stia proprio esagerando!
Ora mi levo il pedalino e metto i piedi dove mi pare!
- No! Ne ho le scatole piene! - Lasci stare...
Ogni limite ha una pazienza! Che modi sono? Questo non è un porcile!
- Chi si crede di essere?! - Lasci stare...
Questo signore tollera il piede, tollera la valigia,...
..ma questo non è uno scompartimento di tolleranza!
Scusi, ma quando vedo queste cose, scatto!
- Se mi sta antipatico metto i piedi dove mi pare! - Marrano!
Come si permette di offendere un signore che è esimio e egregio?!
Crede di parlare con suo fratello?!
Scusi, ma quando vedo queste cose devo intervenire. Per me è un hobby.
- Non so come ringraziarla. - Dovere.
- L'ha trattato un po' male. - Quasi gli do anche due schiaffoni.
- Per carità. - Gliene do anche tre. - Guardi che faccia...
Lei non mi conosce, io ho fatto la guerra sul Carso.
A ogni nemico che veniva davo due schiaffoni!
- Non so come ringraziarla. - No, gliel'ho detto, per me è un hobby!
- Se permette mi presento, Rossi... - Io ti devo dare un cazzotto!
Mascalzone! Come si permette "a manomettere" un signore?!
Basta! (GRIDA CONFUSE)
Vai nel porcile con i tuoi pari, porcone! Porca miseria!
- Lasci, lasci... - Non ne potevo più!
- Ahi... - Le ha fatto male? Il cazzotto era forte! - Sì!
C'è un bozzo. Ha un po' di ghiaccio in tasca?
Sì, adesso... Ma che dice? Siamo in treno.
È incredibile. Fortuna che c'ero io.
Lei ha del coraggio ad affrontare tipi simili!
Sciocchezze. Da piccolo ammazzavo le aquile con la fionda.
- Io no. Io sono ispettore. - Non mi dica altro.
Per me può essere un galantuomo, un farabutto, un ladro, un delinquente.
A me non interessa, io lo faccio per amicizia, per dovere di umanità.
- Lo faccio per amore. - Amore... - Amore casto, ci mancherebbe.
- Il mio è un senso di amicizia! - Guarda cosa mi è capitato...
- Non deve ringraziarmi. - Io vado a Napoli in missione...
Missione segreta. Non mi deve ringraziare, per me è un hobby!
A me è venuta paura! Io ho paura! Questo è capace di seguirmi!
Verrà in albergo, al ristorante... Io ho paura!
- Lei è "incoscio", abbia pazienza. - Ho paura lo stesso.
- Non deve avere paura, la proteggo io! - E cosa faccio?
- Viene a casa mia. - No, grazie.
Io sono ospitale. In famiglia lo siamo tutti.
- Non posso approfittare... - Lei verrà a mangiare, a bere e a dormire.
- Le farò mettere delle pezzuole bagnate in testa. - È gentile.
Non mi deve ringraziare, è un hobby! Come glielo devo dire?!
Io sono un "obilisco", ecco!
Rossi! Dottor Rossi!
Permesso, permesso... Eccoci giunti!
- Cosa fa?! - Le porto la valigia. - Ci mancherebbe! - È un piacere.
Dottor Rossi?
Dottor Rossi? Dottor Rossi? Non è il dottor Rossi? Scusi.
- Cerca il dottor Rossi? - Sì. - Sono io.
Se sei il dottor Rossi, devo darti un cazzotto!
(GRIDA CONFUSE)
- No, andiamo da questa parte. - Cosa sta succedendo?
- C'è confusione. - Andiamo a vedere. - Questi a volte sparano!
- Andiamo. - Mi dia la valigia. - Gliel'ho detto, per me è un hobby.
(GRIDA CONFUSE)
(RISATA) È grande!
- Vuole ancora qualcosa? Del formaggio? - No, grazie.
- Non insistere. - E se ha fame? Non vedi, ha la faccia di quello...
- Come? - Ha la faccia di chi fa i complimenti. - No, grazie.
- Jole, dillo te al dottore. - La prego!
Se proprio insistete, ancora un bicchiere di Ruffino.
- Vuole un fiasco di vino? - No! - Non faccia i complimenti.
- Complimenti a sua mamma per la cena. - Grazie.
Questa è una cenetta, oserei dire uno spuntino.
Ma domani sera mia moglie ltalia ci farà un pranzo con i fiocchi!
- Non vorrà che io torni domani sera... - No, lei sta qua!
Questa casa è a sua disposizione, siamo tutti a sua disposizione.
- Ho approfittato abbastanza, se mi scusate... - Vuole offendere?
Questa è una casa ospitale, nel vero senso della parola.
Rifiutando la nostra ospitalità, offende gli "ospedalieri" d'Europa!
- (Guardalavecchia) Diglielo te. - La prego, resti.
- Lo dica, pendo dalle sue labbra. - Va bene!
Bravo! Un applauso al dottore! Viva il dottore!
Ora ci prendiamo un bel caffè e poi andiamo a nanna.
Passiamo negli altri ambienti. Il caffè lo faccio con le mie mani.
Avrà capito che sono partenopeo, ho molta stitichezza...
Scusi, ho molta dimestichezza con la napoletana.
- La macchinetta. - Sì.
- Apro una parentesi: il servizio lascia un po' a desiderare. - Ma no.
Non è un servizio degno della sua persona.
Ma capirà, poco stipendio, ripeto, poco stipendio, mezzo servizio.
- Chiusa la parentesi. Jole, fa' compagnia al dottore. - Va bene.
- Vuole un fiasco di vino? - Ma no. - Se lo tiene sul comodino.
Non lo vuole? Ci pensi e mi faccia sapere.
Jole, mi raccomando.
- Di nuovo. - Prego.
- Si accomodi. - Dopo di lei. - Grazie.
A suo padre non si può dire di no. È travolgente.
Non lascia nemmeno il tempo di spiegare...
- Forse desiderava andare in albergo. - No, anzi!
Per uno abituato a stare in albergo tutto l'anno,...
..una famiglia amica, un nido, sono un'oasi nel deserto della mia vita.
- Lei vive solo? - Sì.
- Antonio! - Che c'è? - Chi è il signore che hai portato a cena?
(sottovoce) Zitta, per carità!
Quel signore è il sole del nostro avvenire,...
..l'alba gloriosa del cavalier Guardalavecchia.
- Sai chi è? - Se te lo chiedo...
L'asso nella manica, l'arma segreta, il promotore!
- Chi è? - Colui che mi darà la promozione.
- L'ispettore generale! - (sottovoce) Zitta!
- Cos'ho detto di male? - Taci, il nemico ci ascolta!
Maledetti Guardalavecchia, hanno abbassato il volume, non si sente.
Ma io sentirò!
Non puoi stare tutto il giorno attaccato al muro.
Ne va della mia carriera! E tu copriti!
Chi ci vede? Siamo solo io te!
Questione di abitudine, si inizia stando mezzi nudi sul palcoscenico...
..come facevi prima di sposarmi, poi si sta mezzi nudi in casa...
Qui non siamo in Francia, qui c'è la censura!
Piantala, Peppino, non ragionare da provinciale.
Vieni a ballare, amore mio!
- Io sono maestra elementare. - Che combinazione, io sono ispettore...
Basta, per carità! Non si qualifichi, non c'è bisogno!
Mia figlia è come me: seria, onesta e disinteressata.
Lei può essere un farabutto, un delinquente,...
..un gentiluomo, un pappone, ma a noi non interessa.
Noi lo facciamo per amicizia. Per noi l'amicizia è un hobby.
Abbiamo l'hobby nel sangue. In famiglia "siamo tutti obesi".
(GUARDALAVECCHIA FISCHIETTA)
- Senti un po', padrone. - Che c'è? - Sei cornuto? - Come lo sai?
- Cos'è questa confidenza?! - ln camera di tua moglie dorme un uomo.
- Lo so. - Cornuto e contento!
La vuoi finire? Ti prendo a schiaffi!
La camera è anche mia, posso ospitare chi voglio!
Vizioso! Meno male che non dormo in questa casa di peccato!
- Ti spaccherei la testa! - Figuriamoci.
- Come ho dormito male. - Per forza, in questa casa fate triangolo!
(Guardalavecchia) La smetti di fare insinuazioni?
- Vizioso! - Non rispondere! E tu "non darle spago"!
È lei che se lo piglia! Io glielo metterei intorno al collo!
Ho un diavolo per capello! Tremo da quanto sono nervoso!
- Ti prego, il signor Rossi dorme! - Ah, già, lasciatelo dormire!
- Non fargli portare il caffè da Lomumba. - Da chi? - Lomumba!
- Assunta? - Sì, la ragazza. Fallo portare da Jole.
- Perché da lei? - Come sei dura! - Non ti capisco.
Ha dimostrato di avere della simpatia per nostra figlia. Hai capito?
Come devo regolarmi per il pranzo?
Regolati così: agnolotti, pastasciutta, pasta in brodo,...
..antipasto, bistecca, pasta e fagioli,...
..caffè, frutta, formaggio e gelato, anzi, doppio gelato!
(ridendo) Chi se ne frega!
Perché ieri sera non hai affrontato a tavola...
..l'argomento della promozione che ti sta tanto a cuore?
Perché ho una moglie ignorante, tardiva, che non capisce niente?!
Che peccato ho fatto? Ho dichiarato io la guerra? No!
Ho messo io le sanzioni? No! Faccio l'agente delle tasse? No!
- Perché? Cos'ho detto? - Un sacco di fesserie.
L'ispettore avrebbe potuto credere che avevo fatto tutto apposta!
- Ma era fatto apposta. - Deve avere la parvenza della cosa spontanea.
Già mi vedo la scena, quando entra in ufficio.
"Possibile? Cosa fa qua?", "E lei cosa fa qua?".
Un abbraccio, un bacio, poi lui dice:...
.."Gli uomini stanno fermi, le montagne si incontrano".
Lui fa un sorriso, io l'occhio languido, poi i convenevoli...
Lui dice: " Ma guarda il caso", e io: "È il caso del caso sui maccheroni".
Hai capito? Tardiva!
- Buongiorno, colleghi! Napoleone, vuoi un terno sicuro? - Magari!
Giocati: avanzamento, aumento di stipendio e la rabbia!
(ridendo) La rabbia che si mangia qualcuno! Io me la rido!
Bravo il signor "Cocacola"! Colabona!
Ha tolto la mia poltrona, ha fatto il colpetto di stato!
L'ho fatto solamente per non fare buffonate davanti all'ispettore!
Finché lei è seduto su quella poltrona, è tutta una buffonata!
Guarda un po'!
Quando entra un suo superiore, si alzi in piedi!
- Devo alzarmi davanti a un collega? - Collega, ma superiore!
Superiore per cultura, per nascita e per censo!
- Sono superiore al 100%! - Non mi tocchi, non mi faccia male!
- Mi ha fatto male qui! - È stato un "lapsus lasso".
- Deciderà l'ispettore generale! - (ridendo) Lei mi fa ridere!
- Io rido! - "Ridi, pagliaccio!"
- L'ispettore generale ha già deciso, ignaro! - Come lo sapete?
Io so tutto. Come la mettiamo con la poltrona?
- Sedetevi voi. - Ah, rinuncia! - No, mettiamo i puntini sugli "i".
- Io li levo i puntini! - E io li rimetto, perché devo parlare!
- Lei è rinunciatario! - No, affatto! - Lo ammetta!
- Vedremo chi ci resta! - Vedremo, caro geometra!
- Non sono geometra, sono un perito commerciale! - Ma la finisca!
Sono vent'anni che dice che è perito e non perisce mai!
Perisca una buona volta e si tolga dai piedi! Mi faccia il piacere!
- Buongiorno. - Chi è lei?
Come osa entrare nella stanza di un funzionario facente funzioni?!
- Io sono... - Zitto! Esca e si faccia annunciare!
- Ma io... - Vada via! Si faccia annunciare! - Certo.
- (Guardalavecchia) Vada! - Ha ragione, mi faccio annunciare.
- (Guardalavecchia) Si faccia annunciare! - Mi faccio annunciare!
Vada fuori! (COLABONA RIDE)
- Cos'ha da ridere? - Niente. - Rida, rida. - Rido!
"Ride bene chi ride per ultimo."
Pronto? ltalia, sono io, tuo marito.
Senti un po', dorme? Ah, si è alzato? Bene.
Mi raccomando, la colazione: pane, burro, marmellata, caffelatte.
Mi raccomando, i panini che siano all'olio.
Appena esce, avvertitemi. Ciao.
- Il dottor Matteo Rossi. - Venga avanti.
- Vuoi un ambo sicuro? - Magari!
- Liquidazione e licenziamento. - 32 e 57, grazie!
Prego.
- Permesso? - Avanti! - Buongiorno. - Chi è lei?!
- Ma mi sono fatto annunciare. - Le ho detto di farsi annunciare!
- L'ha fatto. - Chi?! - L'usciere. - Quando?! - Testé!
- Avanti, cosa vuole?! - Mi lasci finire, io sono...
Cominciano tutti con "Io sono"!
Mi ascolti, io sono il dottor Matteo Rossi!
(GUARDALAVECCHIA RIDE)
- Manco avesse detto Giuseppe Verdi. Si qualifichi meglio. - Mi qualifico.
Sono l'ispettore generale inviato dalla direzione della società!
In questo momento l'ispettore sta mangiando pane, burro e marmellata.
- E caffelatte! - Senta, caro, carissimo, amabilissimo Colabona...
Come, lei conosce Colabona?
Sì, è venuto gentilmente a prendermi in stazione.
Questa è un'infernale macchinazione, un complotto ai miei danni! Pietà!
Pietà! Se non vuole farlo per me, lo faccia per mia moglie e i miei figli.
- Ma se ha solo una figlia! - Posso ancora averne altri, no? Pietà!
- "Guardalaracchia"! - "Lavecchia". - La smetta con questi isterismi!
Sono isterismi di un funzionario integerrimo, mi creda!
Le mie note caratteristiche parlano chiaro!
Purtroppo non possono parlare, perché non sono state trovate.
Questa è un'altra macchinazione ai miei danni!
La smetta! Non sono state trovate nemmeno quelle del signor Colabona!
- No? - Non c'era "Colabona"? - Come, "scolabrodo"... - Colabona!
Se vuole gliele dico io, le conosco a memoria.
- (piangendo) Mi voleva bene il signor Santoro. - Di me che diceva?
- Cose turche. - In effetti, il padre era nato a Costantinopoli.
- Le note le scriveva in turco! - Tutto questo non ha importanza.
- Ma come? - Mi regolo seguendo le mie impressioni personali.
Mi baserò su quello che vedo.
Quello che ho visto oggi non depone a suo favore, Guardalavecchia.
Lei è un isterico, un pazzo, un maniaco!
Nel lavoro come nella vita ci vuole gentilezza, dolcezza, tatto!
(Rossi) Tatto! Tatto!
Tatto, tatto... Veda, caro Rossi omonimo...
Nella vita come nel lavoro ci vuole dolcezza, gentilezza e tatto.
Non bisogna mai farsi prendere dall'ira.
Ma quando un galantuomo come me si trova di fronte a un mascalzone,...
..fetentone, pappone, che mangia, beve e usurpa e non si qualifica,...
..io me ne frego della gentilezza, della dolcezza e del tatto!
Sa cosa faccio?! Prima di tutto, le tolgo le vettovaglie!
- Vada via! - Come si permette?! - Usurpatore! Vada via!
- Ma cos'ho fatto?! - Fuori! La roba di questo!
- Antonio, aspetta... - Ma perché? - Fuori!
- (piangendo) È una vergogna! - Chissà cos'è successo!
- È finito il triangolo, eh?! - Zitta!
- Lei si spaccia per ispettore! - Io sono ispettore scolastico!
- Vada a scuola! - No, no! La mia roba!
- Antonio, calmati! - La valigia! Almeno mi saluti sua figlia!
- Antonio, calmati! - Questo è mio!
- Tua figlia piange! - E il padre non ride!
Ecco chi ride, il mio nemico acerrimo! lettatore!
- È un tuo amico! - Ora non lo è più! lettatore!
- Potresti rovinarlo con questa nomea. - Lo voglio rovinare!
Ridi perché credi di avere la promozione in tasca!
Ride bene chi ride per ultimo! Alla fine mi voglio "scompisciare"!
Io non mi fermo di fronte agli ostacoli! Chi si ferma è perduto!
- Te lo dice un Guardalavecchia! - Antonio, ma sei impazzito?
Colabona!
(PERNACCHIA)
- Buongiorno. - Buongiorno, commendatore!
- Mi compiaccio con lei, già al lavoro. - Sempre in anticipo.
- Sono anni! - Si accomodi. - Ma che dico? Lustri! Bilustri!
- Prego. - E lei? - Mi siedo qui.
Questo mi fa piacere. leri non avevo avuto una buona impressione.
Ha ragione! Mi permetta di dirlo, ha ragione!
Ieri ero nervoso, e anche oggi lo sono! Sono sempre nervoso!
- Come mai? - Dovrei parlare, ma... - Parli.
- Posso farle una confidenza? - Mi dica pure, Guardalavecchia.
- Un pericolo ci sovrasta. - No! - Sì! - No! - Sì!
In questo ufficio c'è uno iettatore. Non faccio nomi, ma sta proprio qui.
La iettatura è una superstizione, roba da zingari!
- Non ci crede? Avrà le prove. - Non esistono iettatori!
Non si tratta di uno iettatore da strapazzo.
Viene da una famiglia di iettatori. È uno iettatore ereditario.
Il nonno, buon'anima, era imbarcato sul "Titatic" come marinaio.
Lei sa cosa successe, una disgrazia. Si salvò solo il nonno.
Poi sbarcò a Messina e disse: "Ma che bella città!".
- Quella notte, terremoto di Messina. - (ridendo) No... - Non ci crede?
Un giorno andò a fare i bagni a Casamicciola.
(ridendo) Non si crei dei complessi, saranno state coincidenze.
Le chiama coincidenze? Una oggi, una domani, alla fine sono troppe.
Io non ci credo, ma se vuole possiamo allontanare dalla sua stanza Cavallo.
Cavallo no. E poi un cavallo fa sempre comodo.
Ma allora lei vuole alludere a Cola...
Non lo nomini, per carità! Qui succede una catastrofe!
- Buongiorno. - Buongiorno.
Sono tutte sciocchezze, si rimetta al lavoro.
- Buongiorno, commendatore. - (Rossi) Buongiorno.
- Mi permette una telefonata? - Telefona anche di mattina presto?
- Io di giorno semino e la notte raccolgo! - Giusto.
Pronto? Tatiana! "Cavallo sono"!
Quella mattonella! Per poco non mi faceva rompere l'osso del collo!
- Attento, forse casca la scansia! - Che paura!
Un giorno casca. Lo dico da vent'anni ma nessuno mi dà retta.
D'accordo, "amorevole".
Allora, cosa devo fare con questa pratica?
- È stata siglata? - Sissignore, "siglata fu".
- Quando? Ora, ora! - Ora, ora! - Cavallo, la porti di là!
- Cavallo, la porti di là! - Cavallo... - Cavallo...
(COLABONA CANTICCHIA) - Che c'è? - No, niente.
- Mi cercavate? - Ah, sì.
- (sottovoce) Portalo all'antiquario Tommasi. - Il sordo?
Sì, ma subito! Cammina!
- Guardalavecchia. - Comandi? - Venga un momento. - Subito.
- Ho dovuto rifare completamente la pratica dell'Anapi! - Perbacco!
- Era stata evasa da lei? - No! - E da chi? - Da Colabona.
- Ecco Colabona. - Buongiorno, ispettore!
- Aveva preparato una pratica per l'Anapi? - Non è di mia pertinenza.
Era piena di errori! Che non si ripeta mai più!
- Chiaro?! - Chiaro? - Un calamaio! - Subito.
Attenzione, potrebbe macchiarsi.
- L'ha macchiato! - Ma... - Che le dicevo?
- Non importa. Dov'è un lavabo?! - In corridoio!
Pratiche sbagliate, le macchie... Qui non funziona niente!
Anche questa mensola può cadere!
- Si è fatto male? - Ispettore! - COLABONA, NON MI TOCCHI!
- Non lo tocchi! - NON MI TOCCHI!
Attento alla mattonella!
(ROSSI GRIDA) L'ha fatto cadere! Disgraziato!
(GRIDA CONFUSE)
- L'aiuto io! - Non si occupi più di me!
- Volevo smacchiarla. - Lasci perdere!
Gliel'avevo detto, è una potenza!
Tocchi questo, io me lo porto sempre, da quando sto con lui!
Non poteva scegliere un altro posto? Al mare, con questo tempo?
Almeno qui siamo sicuri che suo padre non ci verrà mai.
Suo padre è diventato un'ossessione.
L'altro giorno, quando mi ha chiamato Elvira per telefono,...
..mi è sembrato di impazzire, non mi era mai successo!
C'era papà, non potevo parlare. Sa come la pensa nei suoi riguardi.
Non ne ho colpa se mi credeva un altro.
Non ci faccia caso, è fatto così, ma un giorno o l'altro gli passerà.
Un giorno o l'altro... Quando? Io non ne posso più!
Io ho bisogno... di vederla, di parlarle... sempre.
Signor Rossi, ma allora lei...
- Sì, e lei? - Sì!
Oddio! Io sono felice!
- Che faccio? Io ti bacio! - Non qui, potrebbe vederci qualcuno.
Perché non qui? Siamo io, te e il mare...
(Bagnino) Forza, ragazzi, che tra poco piove.
No, fatemi scendere!
- Cosa faccio di questa pratica? - La porti di là.
- Ancora? - La porti al protocollo!
Sa solo telefonare alle femmine! È un asino che si chiama Cavallo!
- Bravo! - (Cavallo) C'è l'antiquario.
- C'è il sordo. - Ah, sì... - Deve dirgli qualche cosa?
- No, servitelo voi. - Lo servo io?
A cosa devo l'onore di questa rottura di scatole mattutina?
Non posso credere alle mie orecchie!
- Le orecchie ti hanno fatto una cattiva riuscita. - Lo ripeta!
- È inutile, tanto sei sordo come una campana! - Invece no, ci sento!
- No! - Sì! - Com'è possibile? - Possibilissimo.
- È così sordo che non sente nemmeno il mal di testa... - Ora ci sento!
- Vuole una prova? - Sì! - Guardi là.
BUM! (GEMITI DI DOLORE)
Basta! Io sono sempre stato insultato in questo ufficio!
(Sordo) Ma io non tornerò mai più!
Devo ringraziare il vostro usciere che mi ha dato questi occhiali!
(Guardalavecchia) Sente con gli occhi e vede con le orecchie?
Non faccia l'imbecille! Io ci sento!
- Chi ve li ha dati? - L'usciere. - Napoleone? - Sì!
- Viva Napoleone! Viva sempre! - Viva sempre Napoleone!
(CANTANO LA "MARSIGLIESE" IN FRANCESE)
# Questo da sordo è diventato scemo! #
Lei se la ride sotto quegli sporchi baffi da naso che tiene sul muso!
Lei è un Giuda! Dovrebbe chiamarsi "Colagiuda"!
- Cosa succede qui?! - È lui!
- Il signor Guardalavecchia tratta male i clienti! - lo?!
Ha sentito come gridava il sordo? Il cliente è sacro!
- Lei è un profano, non dovrebbe mai aprire la bocca! - Perché?
Quando parla succede qualcosa! Non volevo dirlo, ma mi ha spinto!
- Ah, sì? - Stamattina ha parlato tre volte!
- E allora? - Sono successi tre cataclismi!
- La mattonella, la mensola e l'inchiostro! - Scusi, ispettore!
Ho bisogno di mettere i punti sugli "i"!
- Voi mi ritenete iettatore? - Non voleva dire questo.
- Anche voi lo pensate! - Non è vero! - Come no! È vero?!
- I fatti parlano chiaro! - Avete sentito?! - Non è vero!
Però ci crede! Me ne accorgo dalla faccia!
Bene, allora io sono iettatore! Chi lo sa, forse mi converrà!
Ma state attenti, dove passo io, passa la rovina!
- Ho fatto morire io Santoro! - Si calmi. Vuole qualcosa? - No!
Ispettore, lo coccola? Un individuo simile dovrebbe essere allontanato!
NO, DEVO ESSERE COCCOLATO! TUTTI MI DEVONO COCCOLARE!
- Le daremo la promozione! - No! - Mi conviene essere iettatore!
Passi "il coccolo", lo sopporto! Ma la promozione no!
- La promozione sì! - Gliela vuole dare perché lo teme!
- L'inchiostro, la mattonella, lo scaffale... - Ho inventato tutto io!
- Cosa avete inventato?! - Se sei iettatore, fai morire l'ispettore!
Ma lei è matto! Sono ancora giovane!
- Io la farei morire, ma... - Io voglio vivere!
Gli iettatori hanno una potenza tremenda! Rompono! Scassano!
- Rompi qualcosa! - Romperei volentieri qualcosa!
- Rompi la vetrata! - Io la rompo!
Scusino, aspettavo la consegna di 7 bare di ebano dalla Valtellina.
Questa promozione è diventata un'ossessione.
Guarda come ci dobbiamo parlare. Loro litigano e noi ci andiamo di mezzo.
L'ambizione, la smania di potere li ha fatti diventare nemici.
- (Colabona) Teresa! - A domani. - Ciao.
- (Guardalavecchia) ltalia! - Eccomi!
- Finalmente! Con chi stavi parlando? - Con nessuno.
- Parlavi con la moglie di Guardalavecchia! - Sì, è vero!
Cosa c'entriamo con le beghe di voi uomini?!
Quello non è un uomo, è un serpente velenoso!
Non andare in giro così! Copriti!
Quello non è un uomo, è un serpente velenoso!
Ha compromesso la mia promozione, che era quasi sicura!
Tenevo in pugno la promozione!
Il dottor Rossi mi aveva preso a ben volere, quasi gli davo del "tu".
- L'avrei chiamato "Matteo"! - Si chiama Matteo Rossi? - Sì.
- Perché? Lo conosci? - No, no, così... mi pareva...
- Mi pareva non ci fosse niente di male. - Non male, malissimo!
Ai parenti di Colabona, familiari, affini, collaterali,...
..ascendenti e discendenti legittimi e naturali, non bisogna parlare!
A me i telefoni!
Non mi fermo né al primo, né al secondo né al terzo ostacolo!
Come dicono a Chiavari: "Chi si ferma è perduto!".
(GUARDALAVECCHIA RIDE)
Mi fermo io! Figuriamoci!
Bar Isonzo? Avrei bisogno di parlare con Cavicchioni.
- Cavicchioni! - Sì! - Al telefono!
Gioca, però non rubare perché io ti filo! Si fa per dire.
Grazie.
Pronto? Sì, sono io! Buonasera, cavalier Guardalavecchia!
- Stammi bene a sentire. - Sì.
Va bene. Ma non è che finisco di nuovo al commissariato?
Lasci fare a me, sono un professionista di queste cose.
Va bene, arrivederci.
(MUSICA ANNI '50) Adua! Ho una cosa per te!
Ehi! Deficiente!
Io voglio farti guadagnare qualche lira e tu mi meni?
(GUARDALAVECCHIA CANTICCHIA)
Doveva venire proprio qua?! Mi sembra uno "sfottò"!
Le dà fastidio? Io non sfotto nessuno, faccio solo "po-pò".
In questo ufficio non si può più fare "po-pò"?! E dove lo devo fare?!
- Cavalier Colabona, una signora chiede di voi. - Di me?
- È lei, no? - Non aspetto nessuno.
Se deve parlare con lei, le parli! Dobbiamo mandarla via?
- Dice che deve parlare personalmente con voi. - Con me? Parlateci voi!
Che figura fa davanti a una signora? Falla entrare.
- Senta... - Lasci fare a me, sono uomo di mondo.
Colabona, io me ne vado, se no...
Me ne vado, se no disturbo.
(ridendo) ln bocca al lupo. Buona fortuna.
- Permesso. - (Colabona) Avanti.
- Prego, si accomodi. - Grazie.
- Signora o signorina? - Signorina. - Auguri, allora. - Grazie.
- In cosa posso esserle utile? - Permette? - Prego.
Se deve fare delle spedizioni c'è l'ufficio apposta.
- Ah, divertente! - Allora, mi dica.
Dunque, ero venuta per... Oh, ma che caldo che fa qui!
Sente caldo? Forse io ci sono abituato, ma non mi pare così caldo.
È terribile! Permette? (ESPRESSIONE DI SOLLIEVO)
- (Amalia) Così va meglio. - Prego!
- Mi dica, non ho tempo da perdere! - Ah, sì, dunque...
- Oh, ma è veramente soffocante! - Ma cosa fa?!
Me la tolgo, proprio non la sopporto!
- Signorina! - Perché?
- Ma non siamo in Africa! - Ma lei quando ha caldo non si spoglia?
- Ma si denuda! - Quando ho caldo mi tolgo tutto! Così va meglio!
- Si può aprire quella finestra? - No, signorina!
- Sa cosa faccio? Mi spoglio. - Ma c'è l'ispettore!
Fa tanto caldo! Perché no si spoglia anche lei?
No! Mamma mia! C'è l'ispettore, per carità!
No, ma cosa fa? Dottor Colabona! Oh, mi fa il solletico!
Colabona! (AMALIA GRIDA)
- Ispettore... - Questo passa ogni limite!
- Chi è questo brutto signore? - È l'ispettore!
Che schifo, signori miei!
- Ma è matto?! - Non mi piace, sei più carino tu!
- Non la conosco! - Come no? Siamo fidanzati!
- Lei è un uomo sposato! - Lo giuro, non l'ho mai vista!
- Se anche è sposato, andiamo nel Messico, vero? - Io ho famiglia!
Hai paura di lui? Invece quando c'era l'altro, tutti i sabati...
- Il sabato! - Menzogna! È un attentato alla mia onorabilità!
- Cavallo, faccia cessare questo scandalo! - Con piacere!
- Mi creda! - Credo a ciò che vedo! - Accidenti!
Cavallo! Come si permette?! Via, voi!
- Sei proprio bugiardo! - Mi deve una spiegazione! - Sì, ispettore!
Io sono buono come un giglio! Lasciami stare!
Io non la conosco! È un attentato di Guardalavecchia!
Va bene. Cavallo, rivesta la signora. Mi mandi Guardalavecchia!
- Venga in ufficio, Colabona! - Sì, "con la bona"! - Ma che dice?
- Lei vesta la signora! - Venga nel mio ufficio!
È lei che viene nel mio ufficio, chiaro?! Avanti!
- Voglio rivestirmi, fa freddo! - Sta benissimo così, signorina.
- L'aiuto io. - Ma che fa?! - L'ispettore vuole Guardalavecchia!
- Venga, "amorevolissima"! - Questi sono numeri sicuri!
- Cavaliere Guardalavecchia, dall'ispettore generale! - Volo!
- Entri e si segga! - Dove? - Lì! - Sissignore.
- (Rossi) Signor Guardalavecchia! - Sissignore!
- Il signor Colabona dice di non aver mai conosciuto quella donna. - Mai!
- (Rossi) Mi lasci parlare! - Lo lasci parlare!
- (Rossi) E io gli credo! - Fa bene, è un caso umano.
No, io non credo che esistano casi umani!
Mi dica la verità: c'è sotto il suo zampino?
Le pare che io avrei messo lo zampino sotto?
Però quando voleva farmi passare per iettatore, ce l'ha messo!
E lei invece ha dato gli occhiali al sordo!
Basta! Quello che è stato è stato! Da oggi sarò severissimo con voi!
A giorni ricorre il cinquantenario della fondazione di questa sede.
Il grand'ufficiale Amilcare Pasquetti interverrà alla festa,...
..ovvero il direttore generale e proprietario di questa azienda!
(con voce nasale) E a voi tutti presenti in questa gloriosa sede,...
..che mi vide per anni seduto a un tavolo in qualità...
(PAROLE STORPIATE) Avventizio.
In qualità di semplice avventizio. A tutti voi va un affettuoso saluto.
(con voce nasale) Il mio incondizionato amplesso...
..vada anche a coloro che, pur non sedendo negli uffici,...
..curano la nostra mercanzia su navi, treni e aerei!
(Pasquetti) Sarei grato che cercaste di compiere un doveroso omaggio...
..alla nostra clientela!
(Pasquetti) Non è vana pompa il dire che ha fatto suo il nostro motto!
Ditta Pasquetti, trasporti perfetti!
(APPLAUSI)
Basta, mi confondete!
- Teresa! - Matteo! Allora sei proprio tu!
Sono un po' invecchiato, tu invece sei rimasta bella come allora.
- Ne sono passati di anni... - Vieni, Teresa, sediamoci.
- Attenzione, mio marito... - Tuo marito? - Sì.
- Prego. - Grazie. È sua moglie? - No, è un'impiegata. - Piacere.
Non capisco perché mia sorella non sia ancora arrivata.
- Avete portato la sorella? - Vive qui, non lascerebbe mai Napoli.
- Naturale. - È romantica, piena di poesia.
- Sì, è una città romantica. - Parlavo di mia sorella.
- Mi scusi. - Prego. - Vuole del ghiaccio?
Lo gradirei, se fosse possibile. La prego.
- Sei felice con lui? - Lui mi vuole bene, e io voglio bene a lui.
Io invece non ti ho dimenticata. Sono rimasto scapolo.
- Davvero? - Sì. - L'hai fatto per me? - Sì.
Tu perché non mi hai aspettato?
Ti ho aspettato tutta la notte, ma non sei venuto.
- Era il nostro primo appuntamento d'amore. - Ah, già...
Quella notte, mentre venivo da te, mi presero i tedeschi.
Che notte, quella notte! Che botte!
Io questo non lo sapevo. Però ti ho aspettato.
Perché non mi hai aspettato, prima di sposarti?!
Non potevo restare zitella!
- Antonio, mangia. - Ho certi nervi... - Perché?
- Guarda con chi sta parlando Teresa. - Con l'ispettore generale.
- Ti sembra niente? - Che cosa c'è?
La moglie di Colabona sta seducendo l'ispettore,...
..onde strappargli la promozione per suo marito!
- Colabona ha mandato "la bona"! E io chi mando? - Ci vado io!
- Io sono un Guardalavecchia, non Colabona! - Allora me ne vado!
Possiamo ricominciare, no?
- Ma cosa dici? Adesso sono una signora. - Appunto. - Matteo!
Mi dispiace aver perso il tuo discorso.
Ma il terzo programma trasmetteva delle stupende pagine shakespeariane.
- Capisco. - Scusi, signor presidente!
Ti presento un ottimo funzionario, il cavalier Guardalavecchia.
- Grazie. - Piacere. - Permette, signora. - Prego, signorina.
- Ho commesso una gaffe? - Già! - Non ha importanza.
- Sa, alle volte... - Succede. - Non sono ancora sposati?
(RISATA) Adesso ha fatto la gaffe!
- La gaffe? - Un'altra gaffe! - Una grossa gaffe! - Un "gaffone"!
- No... - Scusi. - Sono Giulia Pasquetti, sua sorella.
- Ah... - La sorella! - Da quanto tempo? - Come?
- Ma certo, una sorella nasce col fratello. Mi scusi. - Signorina!
Una cotanto bella signorina non ha ancora trovato l'anima gemella?
È un bellissimo complimento che apprezzo moltissimo!
Un complimento fatto a mia sorella è un passaporto per la mia amicizia!
- Non ho capito. - Un passaporto... - Per la stima e l'amicizia.
Grazie, grazie!
La signorina non è solo bella, oserei dire che è addirittura...
- Si offende se lo dico? - La prego. - Addirittura divina!
- Molto gentile. - M'arrangio.
La sua vena poetica non mi dispiace affatto.
- Per non essere da meno del mio collega... - Colabona, la prego!
Non è necessario, ogni complimento sarebbe superfluo.
- Dovrei dirle qualche cosa. Cara, ti lascio in buona compagnia. - Ottima!
- Permesso, sorella. - Colabona!
Non ci faccia caso, è un cretino. Ottimo impiegato, ma deficiente.
Sbaglia le pratiche, commette gaffe... Andrebbe punito!
- Parlerò io con mio fratello, a me non dice mai di no. - Ah, sì?
Se volessi, invece di farlo punire potrei farlo promuovere.
- Allora non si è capito niente! - Ho detto qualcosa che non va?
Con quella bocca può dire tutto quello che vuole.
Ma se c'è qualcuno che va promosso, quello sono io, signorina Pasquetti!
- Mi chiami Giulia. - Se permette, la chiamerò Giulietta. - Oh!
- E il suo nome? - Per lei sono Romeo.
Sì, un po' "maturotto," un Romeo della territoriale, ma valido.
Non è questo, l'età non conta.
- Giulietta incontra Romeo... - È un segno del destino.
- Oddio, che caldo. - Andiamo a rinfrescarci in giardino.
Attenzione, c'è qualche buca. Le fanno apposta, è una specie di hobby.
Come vede, questo giardino è un obitorio.
Che bella notte, meravigliosa, stellata lunare!
Sembra una notte fatta apposta per gli innamorati.
- Io non credo più all'amore. - Ah, no?
- Ho amato una sola volta nella vita. - Ah, sì?
- Un attore shakespeariano, un uomo superiore. - Un maresciallo?
- No, un attore. - Ah, scusi.
Un grande interprete del poeta, e un poeta egli stesso.
La sua voce era musica, le sue parole poesia.
- Fidanzato? - Di più! - Ah!
Lo amai senza inibizioni, al di là delle convenzioni sociali!
- Ma sì! - Oltre l'amore, oltre la morte!
- È morto? - No! - Vivo?
Un giorno uscì per comprare delle sigarette. Non è più tornato.
- Avrà trovato il tabaccaio chiuso. - Ma che dice? - A volte chiudono.
Lei non fuma, altrimenti saprebbe che a volte i tabaccai chiudono.
- Parlavamo in versi. - Anche i giorni feriali? - Sempre!
- Lei conosce Shakespeare. - A casa lo chiamavamo William.
"Essere o non essere? Questo è il problema!"
Il mio problema solo lei può risolverlo. Il resto è silenzio.
- Oh, sì, il silenzio. - Il silenzio.
(GUARDALAVECCHIA CANTA IL "SILENZIO")
- La seconda parte è migliore. - Il silenzio... - È d'oro.
Il silenzio del mio cuore, che tace da tempo, chi...
- Eh? - Chi! - Chi? - Chi mai lo farà parlare?!
- Che cosa? - Il mio cuore! - lo! - Lei? - Già.
Potrà dedicarsi solo a me? Ma lei è libero?
In un certo senso, sì. Tutti siamo schiavi del bisogno!
"C'è del marcio in Danimarca!" Mah!
- Ma lei è senza vincolo. - Sono in un "vincolo cieco".
Non più, io ti porterò dal pelago alla riva.
- Dal...? - Dal pelago alla riva! - A cercare "il pelago nell'uovo"!
Tu Romeo, io Giulietta! Rivivremo la scena del balcone!
- Quando? - Stanotte. - Dove stai? - Facilmente la casa troverai.
- È di stile veronese, dopo Portici, in campagna. - Ma è una cuccagna!
- I tuoi gusti sono squisiti! - I signori sono serviti.
"Ride delle cicatrici chi non ha mai provato una ferita."
Ma piano, quale luce vedo da quel balcone?
Quella finestra è l'Oriente, e Giulietta la promozione!
Giulietta! Giulietta! (GUARDALAVECCHIA FISCHIA)
- Giulietta! - Romeo!
Deh, Giulietta, calami la scaletta!
Siedi piuttosto, e non avere fretta.
Ma dove sedere degg'io, se qui sgabel non v'è?
Siedi su quel pendio, oppure favella in piè.
Favellerò di botto, in piedi da qui sotto!
- Che cosa domandate? - Domando se mi amate.
- Oh, sì, v'amo audace. - "Audax fortuna juventus."
Sì, v'amo. Ma al verone son venuta per dirvi di non essere imprudente.
Mio fratello sospetta giustamente.
E ieri sera più d'un impiegato ha abbozzato un sorriso d'ironia.
Non m'importa se qualcuno ha già svagato, voglio che presto siate mia.
- Mi proponete allor d'essere amanti. - Non siamo i soli, ce ne sono tanti.
Ma un giorno mi farete vostra sposa?
Non posso! Come osa sposarvi un umile impiegato sempre squattrinato?
- Potremmo fare qualche sacrificio. - Meglio farmi fare capoufficio!
"A cuoco cupo, poco pepe capa."
Il vostro amore allora è interessato.
Giulietta mia, hai equivocato! Io t'amo in ogni modo, e tu lo sai!
- Questo amore può metterci nei guai. - Non importa, ti darò il mio cuore.
È troppo poco per un grande amore. Oltre al cuore voglio tutto il resto.
- Vuoi le frattaglie? Dimmi, faccio presto. - (Pasquetti) Giulia!
- Mio fratello mi chiama, che disdetta. - Salgo nella stanzetta?
- Ti prego, non farlo, non è giusto! - Dove c'è periglio, c'è più gusto!
Comunque, ci vedremo in altro loco domani stesso.
- Già son tutta fuoco. - È un posto sicurissimo, appartato.
Domani, col mio biglietto, dirotti dov'è sito l'alberghetto.
- E poi? - Domani notte alfin potrai sapere...
- Che cosa? - Lo vuoi sapere adesso? Un anticipo?
Come è buono il formaggio con le pere.
- (Pasquetti) Giulia! - Devo andare. A presto, amore mio.
(GUARDALAVECCHIA STARNUTISCE) - Salute. - Grazie.
- Addio, Giulietta. - Addio. - Addio, Giulietta. - Addio.
- Giulietta... - Ho capito, ciao! - Non ti arrabbiare!
Parolacce, finzioni e starnutone...
Che s'ha da fare per questa promozione!
C'è un alberghetto in periferia che è l'ideale per un tête-à-tête.
- Riservato, tranquillo, meglio di una garçonnière. - Chi se ne frega?
Si chiama Villa Lolita. Qui c'è indirizzo e numero di telefono.
Tenetevelo pure, io sono un uomo serio e soprattutto onesto!
Lo dia a me, anch'io sono un uomo onesto e serio, ma qualche volta...
Come si dice? Siamo uomini, apparteniamo a questo sesso!
- Voglio sposarmi di bianco. - Col velo, te lo prometto!
La nostra fuga, il nostro romanzo d'amore, deve essere una finzione.
- I tuoi genitori dovrebbero sorprenderci in una... - In una?
- In una stanza d'albergo! - Mario!
Di fronte al fatto che crederanno compiuto, ci daranno il loro assenso.
- Cosa faremo in una stanza d'albergo per tutta la notte? - Barzellette.
- Cosa? - Ne so tante. I tuoi ci sorprenderanno prima di mezzanotte.
Sì, te lo prometto, sarà una cosa romantica.
Sì, casta. Castissima.
Ricorderemo insieme la lunga notte del '43, quando non...
Se mi prometti che saremo ingenui come allora, accetto.
Oh, cara, cara... Mi fai spaventosamente felice.
(sottovoce) Sì. Ciao, ciao, ciao...
Ciao, cara.
Caro Cavallo!
L'ho fatta venire qui per una cosa molto delicata.
"Uomo di mondo sono."
Vede, io sono solo, scapolo, qui a Napoli non conosco nessuno.
Sono intimo di certe femmine terribili: albanesi, tunisine...
Un momento, Cavallo. Come dire? Io la donna ce l'ho.
- Quello che mi manca è... - L'alcova. - Appunto.
Tranquillo, commendatore, conosco un posto confortevolissimo.
No, guardi, Cavallo...
Si tratta di una donna sposata, non vorrei comprometterla.
L'avevo già capito. "Tecnico di 'dolce vita' sono."
A Villa Lolita, non chiedono nemmeno i documenti alle signore.
- Nemmeno i documenti! - Caro Cavallino!
Non capisco come faranno i miei a sapere dove venire a sorprenderci.
Si chiama Villa Lolita, molto equivoco! Ci andava mio nonno!
Stasera lascerai una lettera in cui dici ingenuamente dove vai.
- I tuoi si precipiteranno. - Una lettera del genere non so scriverla.
Già, tu sei una maestra, sai solo dettare.
Ma io sono l'ispettore. Questa volta l'ispettore detterà alla maestra.
Ecco qua, sono organizzatissimo. Questa è la penna.
Sei pronta? Allora: "Caro papà, ti scrivo e la mia mano..."
- # Quasi mi trema... # - "Quasi mi trema..."
- Allora, cavaliere, cosa devo fare? - Aspetta un momento.
- Sai dove devi portarla? - Alla signorina Giulietta...
Zitto, cretino!
Aspetti, vengo fuori!
(sottovoce) Ah, è quello dell'aggressione alla stazione!
(sottovoce) Ah, mascalzone!
Vuole arrivare alla promozione con la sorella del fratello!
La vedremo, Guardalavecchia!
- Presidente, eccoli! - Dove sono? - Un momento...
- Presidente, eccoli! - Non c'è nessuno!
- In nome del presidente, venite fuori! - Fuori!
- Cosa avete detto? - Fuori! - Fuori!
- Non ci sono. - Lei mi sta prendendo in giro!
- No... - Qui non c'è nessuno! - Come mai? - Dovrebbe saperlo!
- Lo domando umilmente. - Lo dovrebbe sapere lei!
(con voce nasale) Ma se è un'infamia la mando in Sardegna, ha capito?!
No, presidente.
Se si tratta di un'infamia contro mia sorella, la mando in Sardegna!
- Avevo capito bene. - Ha capito? - È vero! - No! - E vero! - No!
- C'è una canzone che mi perseguita. - Le pare il momento di cantare?!
Le ho fatto leggere la carta assorbente? L'ha letta?
Sì, non sono mica sordo! L'ho letta, ma non basta!
"Cucù"? Amore? Giulietta?
Giuliettuccia?
Giulietta, dove sei?
Occupato?
Si vede che non è ancora arrivata.
Mi confà.
- Buonasera. - Buonasera, signorina.
- La stanza del signor Rossi. - Stanza 43, primo piano. - Grazie.
Bella timidona di Antonio,...
..amore mio sublime, dolcissima passione,...
..ti prego, parla con tuo fratello, fammi avere la promozione.
Io mi sto allenando, e questa non viene. Parlo a salve!
- Buonasera, sono il dottor Rossi. - Stanza 43, primo piano.
- Avevo chiesto una cena fredda e dello champagne. - Certo.
- Dovrà venire una signora. - È già in camera. - Manco solo io.
- Ecco. - Grazie.
Lo champagne no! (COLPI ALLA PORTA)
Teresa! Teresa!
Teresa...
Teresa, sei qua?
- Teresa? - Sono qua. - Dove? - Qua!
Ah... amore! (TERESA GRIDA)
Nascondiamoci in un'altra camera. Sono sicuro di sorprenderli.
- Colabona! - Devono essere qui!
- Dove mi vuole trascinare? - Non l'ha ancora capito?
Il presidente con Colabona! Come l'avrà saputo, il dannato?
Anatema a te, Colabona! Maledetto! A te la "malapasqua"!
- (Teresa) No, Matteo! - (Rossi) Amore mio!
- Matteo! - Teresa!
Ti prego, non insistere!
Ti ricordi quella lunga notte del '43, '44, '45, '46, '47...
- Dove sta il 44? - E lo domanda a me?
- È dopo! - Ci siamo usciti adesso dalla 44!
Nascondiamoci nella 43!
Matteo, è mio marito! Quello ci ammazza!
Oddio!
(VERSO DI SORPRESA) - Lei?! - Il mio cappello!
- (Pasquetti) Allora, entriamo? - (Colabona) Sì. - Ahi!
- Si è fatto male? - No. - Ho sentito "Ahi".
Restiamo qui, mi sembra il posto adatto.
Non so come ho fatto a farmi convincere a venire qui!
- Sono stato uno stupido! - È vero. - Non mi tocchi! - Non l'ho toccata.
Portiere, per cortesia, la camera numero 43.
(SQUILLI DEL TELEFONO) Avete suonato voi?
- Non ho la sveglia in tasca, è stato il telefono. - Ah, eccolo.
(con voce contraffatta) Pronto? Gli adulteri stanno nel bagno.
Va bene, d'accordo.
- Sono nel bagno. - L'aspetto qui. - Noi due nel bagno!
- Non ho volontà. - No, sua sorella e il concubino sono nel bagno!
Nascondetevi dentro! Zitte, mi raccomando!
- Fuori! - Come? - Fuori! - Sa, non capisco...
(Colabona) Il presidente ha detto: "Fuori"!
- No! - Ispettore... - Rossi, lei qui? Che cosa fa?!
- lo... abito qui. - Qui? - E chi c'è con voi là dentro?
- Come? - Chi c'è là dentro?! - Parli chiaro!
- Chi c'è? - Nessuno. - Non la credo. Ci faccia passare.
- (Rossi) Non è possibile! - Colabona, esegua! - lo eseguo!
- Ma quella è mia figlia! - Papà! - Figlia mia, cosa fai qua?!
Ecco la gran scena madre! Butta la figlia nelle braccia dell'ispettore!
- Lei ce l'ha con me? Stia zitto, lenone! - Lenone?!
Ha buttato sua moglie nelle braccia dell'ispettore! Le faccio vedere!
- Non si muova! - Eccola! - Pepé! - Papà! - Pepé! - Papà!
- Voglio sapere qualche cosa! - Pepé! - Papà! - Copriti!
- Pepé un corno! - Due corna, lei è un cornuto! Fermo con le mani!
- Voi state fermo con le mani! Padre snaturato! - Spia!
- Paraninfo! Me la pagherete! - Lei la pagherà a me!
- Se c'è qualcuno che deve pagare... - È lui. - Cosa c'entro? È lui!
L'ispettore dei miei stivali! Il corruttore di minorenni!
- Sua figlia non la conosco! - Sono arrivato in tempo. - Lui non c'entra.
- Voleva ubriacare mia figlia! - Voleva ubriacare mia moglie!
- Sua moglie non c'è bisogno di ubriacarla! - Quante bottiglie!
- È stato un buon ricordo! - Bel ricordo! - Non è successo niente!
Vogliamo riderci sopra e finirla a tarallucci e vino?
Un momento, se c'è qualcuno che deve dire "basta", sono io solo!
- Ha parlato Chiang Kaishek! - Lei si deve giustificare! - lo?
- Voleva sedurre mia sorella! - Vergognati! - ltalia mia!
- Mettiamola sul patriottismo! - Non pensi all'onore di tua figlia!
Non divaghiamo! (BOTTIGLIA STAPPATA E GRIDA)
Hanno sparato! Arrivano gli indiani!
Mi hanno ferito, ho qualche foro.
Vi prego, non divaghiamo!
Lei ha detto che Guardalavecchia e mia sorella avevano un appuntamento!
- (Colabona) Nella camera 44! - (Guardalavecchia) Non è vero!
Velatissima dama del mio cuore, benvenuta in questo nido d'amore.
- Jole! Papà! - Mario! - Sono arrivato in tempo?
- Lei cosa vuole? - La mano di sua figlia! - Intanto le do la mia!
- Antonio! - Papà! - Scusino, c'è Cavallo?
- Abbiamo il somaro, se lo tenga! - Ecco il mio tesorino! Ciao!
Pepé, mentre mi cantavi la canzone tu mi tradivi!
- Manda via questa brutta signora! - Non è vero! - Permesso!
- Tolga questi fiori! - Sì...
Sono stufo! Siete due ipocriti, due bugiardi!
Questo va a scapito della ditta, ma io non lo permetterò mai!
Per me non esiste altro! Ditta Pasquetti, viaggi perfetti!
Capisco la Sardegna, ma non ho capito perché ci siamo vestiti così.
Come al solito non capisce niente.
Quando sbarchiamo in Sardegna i sardi diranno: "Sono dei nostri",...
..e ci prenderanno in simpatia.
- Contate di fermarvi molto? - No! Chi si ferma è perduto!
Addio, ltalia!
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