All language subtitles for La sfida (1958).Ita

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Original subtitles

Ah, io scendo. Una tazza di caff� me la volete fare prendere?

- Io ci metto pure una sfogliatella. - Abbiamo tempo da perdere, Raffae'?

- Ma dove dobbiamo scaricare? - Voi state zitto che "me la vedo io".

La sfogliatella te la porto io. Tu vai da Vito, digli che siamo gi� arrivati.

- Io? - Be'? - Perch� non vai tu? - Perch� no. - � meglio se ci vai tu.

No, tu, e gli dici che siamo qui, e se vuol venire, viene.

- Se no a me non "me passa manco p'a capa". - Appunto, vacci tu.

- Io parlo una volta, capito? - (in napoletano) Vi volete levare?

- Levatevi! - Ce ne andiamo. Hai visto come "si passa un guaio"? Vai!

- Vince', siamo pronti. - Noi dobbiamo scaricare. - "Siete in buone mani".

Macch� "in buone mani", stiamo sempre fermi qua, non scarichiamo mai.

Vito! Vito!

- (Raffaele) Buongiorno, signo'. - Buongiorno.

- Devo dire due parole a vostro figlio. - Ma dorme. - � urgente.

E allora salite.

- � "Rafeluccio". - Eh, uno buono.

Mari' prepara i bambini, stamattina abbiamo una consegna di rosa tea.

- Ma, che, ce ne siamo dimenticati? - S�, subito. - Non stiamo lavorando?

- E 'sta camicia cosa fa qui? - � la camicia di Vito. - Qui non deve stare.

- Tieni, mettila da un'altra parte. - Ehi, quella � la camicia di Vito.

(con sarcasmo) Ah, scusate tanto, me ne ero dimenticato.

- Buongiorno. - Rafelu', aspettate un momento, gliela portate voi dentro.

- "Tenete" le mani pulite? - Volete mettere pure dell'acqua di colonia?

- (Elvira) Ma non dovevi lavorare? - Con questa confusione come si fa?

- (Elvira) Zitto, che Vito dorme. - (Arturo) Eh! Sono scemo!

Vito? Vito?

Chi �?

- Chi �? - Vito, Vito sono "Rafeluccio".

Che c'�?

- Che succede? - Non arrabbiarti, abbiamo aspettato tutta la nottata.

"E che", � colpa nostra se non sono arrivati?

Vito, credimi, senza esagerazione, c'era la spiaggia piena di finanzieri.

- "Si saranno messi paura". - Siete voi che vi siete "messi paura".

Vito, lo sapevi che era difficile. Armando ti aveva avvertito.

E levati di l�! Non vedi che mi rovini la piega?

Una volta che vi ho lasciato soli... Va be', fesso io che mi sono fidato.

"Mo, secondo te, c'avesse fa", pagare il camion senza avere le sigarette?

Vito, il viaggio non � andato perduto, abbiamo caricato lo stesso:

..."cocuzza e cocuziella".

- Eh? - S�, � stata una pensata di Gennaro. Siccome c'� uno sciopero...

- Abbiamo caricato, il viaggio non � perduto. - Hai detto "cocuzze"?

"Cocuzze", s�, zucche. Non le hai mai viste?

Eh, gi�, perch� secondo te la gente fuma solo... mangia, pure.

"Dimme 'na cosa", tu mi hai guardato bene in faccia?

Ti sembra che abbia la faccia di uno che vende "cocuzze"? Rispondi!

Oh, e nemmeno io ho questa faccia! II camion non lo do devi pagare.

Stai calmo e ce la vediamo per conto nostro. E c'� bisogno che ti offendi?

- Io neppure ci volevo venire qui. - E facevi bene a non venire.

Vattene, e "saluteme a" Gennaro.

Andate, andate a vendere "cocuzze".

Mannaggia a quando mi sono fidato di voi!

Tu ora vai a cercare Armando, e glielo dici tu che non c'� niente!

Glielo dici tu! Perch� per me un impegno � un impegno.

E io il Pulcinella non l'ho mai fatto.

- "Zi"' Rosa! "Zi"' Rosa? - Che succede?

(Vito) Ma "dove li mettete gli occhi" quando stirate? II colletto � giallo.

- � una cosa da nulla, te la sistemo. - Cosa sistemate? Cos� non la metto.

- Ma fammi vedere, te la rid� subito. - Cos� non la metto.

Te la faccio mettere io, te la faccio mettere io.

(VITO SBADI GLIA)

- (Nonno) Vito, "famme fuma"'. - Sempre "co' sto fuma"'. Vi fa male!

Cosa ti costa una sigaretta?

(Bambino) Signora!

(Bambino) Signora!

- Lo sapevo, per questo non ci volevo andare. - "Va buo"', hai ragione.

Scusate, a voi che ve ne importa?

Era per fare le cose in regola, perch� noi lavoriamo insieme, no.

- Scaricate il camion che ho da fare. - Va bene, basta che non vi arrabbiate.

- Vai, Rafae'. - Siamo d'accordo, eh? - Si capisce.

- I soldi me li date, che vendiate o meno. - Vendiamo, non preoccupatevi!

- Che devo fare? - Devi gridare...

"50 lire al chilo, sono arrivati freschi dalla campagna".

"A 50 lire, sono arrivati freschi dalla campagna. A 50 lire!"

Donna Elvira, ci sono i "cocuzielli" a 50 lire, le prendo anche per voi?

- A 50 lire? Se ieri erano a 120 ed erano brutti? - Li avranno ribassati.

- Li stanno vendendo gi� in strada. - Pap�, volete i "cocuzielli"?

- Signora, se non fate presto, non li trovate pi�. - Eh, addirittura!

- C'� una folla cos�. - Veramente? - Come no! - Prendeteli anche a me.

- Ges�, i "cocuzielli" costano come l'oro. - A me non piacciono.

- (Rosa) Eh, quanti vizi che abbiamo. - Zia, a me maccheroni mattina e sera.

- Mattina e sera. Ah, qui c'� anche il caff�. - Questo � di Vito.

- Vito, qui c'� il caff�. - Dentro questa casa, tutto � di Vito.

� zuccherato bene, eh?

- Quanto costavano i "cocuzielli", ieri? - A 120 ed erano pure brutti.

Donna Elvira, i "cocuzielli" pure a 1000 lire sono sempre brutti.

E tu i "cocuzielli" devi mangiare.

- Vito? Stasera portami 2 "toscani". - Non fumate che morite. - Eh!

- Buongiorno, don Vi'. - Buongiorno.

(Bambino) Mamma. Mamma!

Assunta! Assunta!

- Genna'. - Ah, "tu stavi qua". - Quanta ce n'� di questa roba?

- Ma che t'importa? - Non fare il fesso, rispondi.

Ah, perch� ora ti interessano i "cocuzielli"? Ce ne sono, ce ne sono.

- Vai a dire che non ce ne sono pi�. - Eh? - Ehi! - Cosa vuoi fare?

Stavate vendendo a 50 lire, eh? Vai, che vi passo a prendere con il camion.

U�, bellezza, hai deciso di morire?

- A 200 lire, approfittate! - Devi "fare uscire la voce". A 200 LIRE!

Permesso, permesso, signora. Fai presto, dammi la giacca, fai presto.

Ehi, Vito, ma che fai, leggi?

Vicie'.

- Vito, sono 180.000, che pensata! - Contadino, camion, tutto pagato?

Si capisce. Tutto pagato.

Eh, che grazia di Dio. Pulisci! Pulisci!

- Dividiamo subito? - Mm... non c'� fretta.

Hai sentito? "Gli autotrasportatori finiranno lo sciopero nel pomeriggio."

"II mercato ortofrutticolo della citt� sar� rifornito di nuovo regolarmente."

- Pazienza, � finita la pacchia. - Eh, si capisce.

Una volta che capita un affare buono me lo portate all'ultimo momento.

� obbligatorio sapere quando fanno sciopero? La politica non la seguo.

- Ma almeno vi siete informato quanto costano i "cocuzielli"? - Che ne so?

Perch� se al mercato li vendono normalmente a 200 lire...

da 30 a 200... Eh!

Ah, perch� tu credi che la roba si vende cos�?

Compri in campagna e vendi all'angolo delle strade.

E che ti pare facile?

C'� tutta una trafila prima di arrivare ai mercati generali.

- Vito. Ma quand'� che dividiamo? - Non c'� fretta.

45...

46...

"Stateve accorto, oggi pure 'e cocuzze so' diventate merce preziosa".

- Non dubitate, cavalie'. - Ecco. Duecentomila, "sulla fiducia".

- Ci vorrebbe uno sciopero al giorno. - A me gli scioperi non impressionano.

State tranquillo che con me la merce non manca mai. A voi che vi serve?

Basta che me la ordinate in tempo, io sono a vostra disposizione.

"Statevi bene, cavalie"'.

- (Vito) Pst... Permettete una parola. - Dite, dite.

(Cavalier Califano) Don Augusto.

- A me? - Salite un momento.

Non � per cattiveria ma in queste cose non voglio pi� mettermi...

...non ho interesse.

Don Andre', io vi ho chiesto solo di farmi ottenere un prestito...

...per il resto sono affari miei.

Se va bene, io so come regolarmi e voi lo sapete...

...se va male, questa volta ci rimetto solo io, d'accordo?

E va bene.

Don Andre', "'sta scalinata � nu disastr, me fa sal� 'o core 'n canna".

Eh, chiss� quante volte al giorno la vorreste fare questa scalinata.

- Conoscete quel giovane, don Augu'? - Be'? - Gli servono 800.000 lire.

Che dite, 800.000 lire? 800.000 lire � come se fosse un milione.

Vi spaventano tanto i milioni? Chiamatele lire e state tranquillo.

- Ma credete che sono una banca? Di che se tratta? - Sigarette americane.

- Le sigarette americane sono un pericolo. - Questo � affare mio.

Eh, ma quello � affare pure mio.

Perch� se tu vai in galera a me non interessa, ma i soldi sono miei.

- Don Augu', e qua vi ci ho fatto venire io, garantisco io. - Sta bene.

- Allora la scadenza comincia da una settimana. - Una settimana?

Ma io ve li riporto tutti domani sera a questo stesso posto.

E tu portameli domani stesso, purch� mi dai l'interesse di una settimana.

- Certo, l'interesse di una settimana. - In affari nessuno � meglio di voi!

- Ma dai, andate... - (Donna) # Nell'aria de... #

(Gennaro) Dov'era?

Mannaggia alla morte. Guarda che schifo!

"Ma che s'� messo in testa questo co' la campagna"?

- Eh, ridi, tu, ridi! - Eh, cosa devo fare?

II signorino si beve l'uovo. Abbiamo messo il signorino a fortificarsi.

- "Magna, magna"! - (ridendo) T�! - Deficiente!

Ehi! State fermi!

Allora, in conclusione, la vostra roba � venduta o non � venduta.

� venduta e non � venduta. Insomma ho dato la mia parola.

Ah, ma tutti dicono la stessa cosa, da queste parti.

E allora ve lo dico io con chi siete in parola, con Salvatore Ajello.

Ma chi � 'sto Salvatore Ajello, si pu� sapere? Tutti in parola con lui.

Ma che ha, la parola d'oro, questo signore?

Perch� non volete vendere a me? I miei soldi sono meno buoni?

- Che prezzo vi fa Salvatore Ajello? - E diteglielo! - Ma che ti importa?

Vi ho gi� detto che vi fa un buon prezzo.

Prezzo o non prezzo, la roba � mia.

Vi ho gi� detto che ho dato la parola.

- Agli interessi miei, ci penso io. - E pensateci voi!

- Perch�, se succede qualcosa, ci sei tu con me? - Che volete che succede?

- Ah, vuoi vedere che non sai niente! - Vito, andiamo da Salvatore Ajello!

- Significa che tratta lui per loro! - Zitto. - Andate da Salvatore Ajello.

Statemi a sentire, ma � possibile che � difficile arrivare a un accordo?

(Vito) Io non capisco...

- Allora? - � inutile che insistete.

Mannaggia, ma "tenete 'a capa tosta, tenete".

- Mettete il melone in fresco. - Avete sentito cos'ha detto quel giovane?

Voi volete proprio sputarci sui miei soldi. Io vi pago in contanti.

- Dove lo trovate uno meglio di me? - Io non vi posso vendere niente.

- Lo porto da Antonio? - Portalo da Antonio, Antonio ne ha piacere.

- Allora c'� uno che non � in parola con Ajello. - Perci� � nei guai.

- Va a finire che non vende niente. - Allora lo porto da Antonio.

Portalo da Antonio.

- (Contadino) Gervasio! Gervasio! - Eh! Ora vengo!

Sentite, � meglio che ci dividiamo...

...io passo dall'altra parte, tanto la conoscono tutti la casa di Antonio.

Vi aspetto l�!

Andiamo.

- Chi sono? - "Hanno affittato". - Venite da Napoli? - S�, signore.

- Sono commercianti? - Amico, io affitto e basta.

Eh, mica me li voglio mangiare!

Questi signori vogliono comprare, gli ho detto di andare da Ajello.

Siete fortunati, oggi Don Salvatore ha un pranzo in paese.

- Sono tutti l� perch� c'� la festa. - Andate, andate da don Salvatore.

- Non state a sentire le chiacchiere. - Perch�, che c'�? - � meglio, no?

- Se volete, vi posso accompagnare. - Va be', andiamo.

E andiamo da questo don Salvatore Ajello.

- E voi non venite? - Vengo pi� tardi, quando inizia la processione.

Oggi � festa, non ci siete mai stati?

- C'� la processione e i fuochi di artificio. - Solo quelli ci mancano...

Voi siete commerciante?

Per l'acquisto all'ingrosso non parlate coi contadini, Ajello vi pu� aiutare.

- Ma chi �? - Non ve l'hanno detto a Napoli? Si occupa della zona.

Per fortuna, perch� qui imbrogliano, danno roba di scarto.

- Don Salvatore, controlla quello che si raccoglie. - Ne avr� convenienza.

Poco, poco, sciocchezze, ve lo dico io che lavoro per lui.

Non conviene comprare dai proprietari. Noi siamo di qui, abbiamo esperienza.

- E i prezzi? - Prezzi dell'annata. � tutto stabilito.

- Stabilito da chi? - Sentite, parlerete con lui.

Se volete comprare, dovete andare da lui, i proprietari si fidano di lui.

Qua non si muove niente se non lo sa lui.

Vedete che movimento? E questo � niente, pi� tardi me ne parlerete.

- Un caff� si pu� prendere? - Come no? E pure buono.

Fermiamoci l� avanti.

Fermate qua.

Io vado ad avvertire Salvatore Ajello.

- E tu non vieni? - No, vai, vai.

Andiamo.

- Buongiorno. - Si pu� avere un caff�?

Un momento di pazienza e facciamo tutto.

Io mi domando: "Perch� si immischia in fatti che non conosciamo?"

La campagna non � per noi. Mi sai dire con chi e che cosa dobbiamo trattare?

Da Ponzio ci mandano a Pilato, e noi come tanti fessi gli andiamo dietro.

- Me lo devo fare io questo caff�? - No. - Oggi � festa. - Genna', vieni.

- Che � successo? - Io che faccio? - Aspetti. - Cosa? - Ti arrangi!

- (Gennaro) Aspetta, il caff�! - E allora 'sto caff� non serve pi�?

Serve, serve. E io chi sono? (ROMBO DEL MOTORE DEL L'AUTO)

U�!

- Dove vanno? - Niente, fanno un giretto. - Don Salvatore ci aspetta.

Non so, forse ho capito male, ma temo che al mio principale non interessa.

- Non gli interessa che cosa? - Questo Salvatore Ajello.

� pronto il caff�?

- Io mi fermo qua, non posso rompere la macchina. - Come "la fate lunga"!

Voi siete un "malauguria". Che si � scassato?

Aspettateci sulla strada buona. Non si � rotto niente, avete visto?

- Genna'! - U�!

Genna', questa � zona di camorra. Ajello � un "mamma santissima".

Comanda e fa ci� che vuole. Accaparra e vende al prezzo che decide lui.

Qua la roba la puoi prendere a niente, se ci sai fare.

E voi credevate d'aver fatto un affare ieri coi "cocuzielli".

Non ho avuto contatti con la campagna, credevo che fossero prezzi da sciopero.

- Una situazione speciale, arrivare fino a 200. - Eh, gi�!

E quelli lo dicono a te a che prezzo la fanno partire da qua la roba.

Al mercato c'� il commercio regolare: Mediatori, grossisti e dettaglianti.

Ma in mezzo a questi come fai a entrarci. Qui il "campo � libero".

"II boccone pi� grosso" � qua. Senza licenza e senza permessi.

Ma se c'� posto per Salvatore Ajello, ci sar� posto pure per me.

- O�! - U�, "compa"'!

- Buongiorno. - Buongiorno.

Mi ha detto Cesch� che avete bisogno di comprare. Di cosa avete bisogno?

Tutto quello che avete.

Andiamo dentro. Seduti si parla meglio.

- Venite da Napoli. - S�, s�. - Bella campagna. Che produce?

(Cesch�) Tutto quello che vi serve.

- Accomodatevi. - Buongiorno, signora. - Buongiorno.

(Gennaro) Buongiorno, "signo"'.

Poche chiacchiere. Se non state alle condizioni di Ajello, a chi vendete?

Io sono disposto a comprare subito, e pago in contanti.

"Qua le pezze e qua il sapone".

Se siete d'accordo, stanotte mando due camion, e cos� ogni giorno.

Se c'� un rischio � per me.

Quanto ai prezzi vi do pure di pi� di chi vi sfrutta.

Dite se siete d'accordo e poi discutiamo.

- Ci sto. - Sta bene.

E adesso la signora ci offre da bere, � vero "signo"'?

Don Anto', questo affare ve l'ho fatto fare io, un bicchiere me lo merito.

(QUALCUNO FISCHIA)

- Nine', vai a vedere chi �. - I bicchieri li prendo io, posso?

(Uomo) Nine'! Dite ad Antonio che "dobbiamo fargli un'imbasciata".

Anto', c'� Menichiello che ti vuole parlare.

(Gennaro) Mannaggia, che giornata, da stamattina avanti, indietro...

...la polvere, le mosche...

A me la campagna non piace. Mi piace il mare...

- Buono 'sto vino, � Gragnano, eh? - Una bottiglia la portiamo a Napoli.

Buono, eh?

Vai fuori, vai a vedere che succede, va'.

O�, va'!

- "Signo"', ci date due bottiglie? - Stammi bene, Cesch�! Auguri.

- Ehi, dove andate? - (Antonio) Una cosa urgente! - Vi aspettiamo?

- (Menichiello) Credo che faremo tardi. - Ferma!

- Ma chi sono? - Uomini di Salvatore Ajello.

Forse si era dimenticato che gi� aveva dato parola.

Non preoccupatevi, glielo ricordo io, non sono venuto per farmi fregare!

- Che � successo? - Tu vieni con me... e tu pure.

Mi farai da testimone perch� i soldi gliel'avevo gi� dati.

- (Autista) II palazzo � quello l�. - Eccolo l�, ferma.

- Don Genna'! - Che volete? - Che faccio? - Aspettate qua.

(Gennaro) Rafae'!

- Guarda chi c'�. - Dov'� Antonio?

- E lo cerchi qua? - Dov'� Antonio? - Vito!

E allora, avete concluso, vi � andato bene l'affare?

- Mi manca solo una firma e sono venuto a prendermela. - Chi te la d�?

- Mannaggia...! - (Salvatore) Basta!

Chi siete voi?

Se vi serve, sono Salvatore Ajello.

Ah! � proprio con voi che volevo parlare.

Ma chi � "chist"? "Che vo"'?

Ve lo dico in due parole: "Nei miei affari non voglio nessuno".

Allora, lo vogliamo ripigliare questo discorso?

Stanotte io mando i camion e tu me li carichi.

Cos'�? Non eravamo d'accordo, c'� qualcosa di cambiato?

- Giovanotti, ci permettete d'andare a tavola? - C'� qualcosa di cambiato?

Don Miche', una volta invitato a casa vostra, mi fate trovare gente estranea.

- Io voglio stare quieto con i miei amici. - Anch'io voglio stare quieto.

- Andiamo a parlare fuori. - E perch�? A me piace stare qua.

La mia roba � impegnata, se volete comprare, andate da un'altra parte.

Ah, ora mi parli cos�? Perch� non gli dici che i soldi li avevi presi?

Te l'ho portati fino a qua i soldi e te li prendi, non li vuoi, eh?

"Ti hanno messo paura"! E dillo che "ti hanno messo paura".

Sai cosa sei tu? Sei un miserabile tu e chi ti fa da padrone!

Salvato'! Cosa sono queste pazzie? Sta' calmo.

E ora che fate? Se don Salvatore vuole questa, venga a prenderla da me.

- Andiamo. - Una parola.

- "Liquidiamola" fra amici. - Dipende da voi.

Antonio, tu hai avuto una caparra e ti volevi tirare indietro.

Giovanotto, siete troppo impulsivo, con mio fratello ci vuole "la maniera".

Voi siete forestiero e non sapete che Salvatore Ajello nella zona � qualcuno.

Che vi serve, la roba di questo? La roba � per voi, state tranquillo.

� come se ve l'avesse detto Salvatore Ajello in persona.

(FRAGORE DEl FUOCHI D'ARTIFI CI O E URLA DI GI OIA)

(MUSI CA DALLA BANDA)

Madonna mia, guarda in quale occasione ci siamo dovuti incontrare.

(MUSI CA DALLA BANDA)

(CAMPANEL LO)

- Buonasera. - Buonasera.

- Don Salvatore c'�? - � dentro.

- Buonasera. - Buonasera.

(Salvatore) Finiscila di "riempirti la bocca" col nome di Salvatore Ajello.

E io dovrei ritornare a scendere in piazza a salutare chi mi conosce?

- Con che faccia vado tra la gente? - Quello che hai fatto non basta?

- Non sei contento? Che vuoi di pi�? - A me mai nessuno mi ha offeso cos�!

Lo volevi morto, eh?

Cos� per vent'anni marcivi in galera.

Perch�, se si fosse presentato nella tua zona con quell'aria da "guappo"...

...tu cosa avresti fatto?

Entra, che fai impalato l�?

- Quello ha ordinato i camion, carica stanotte. - E tu l'hai lasciato fare?

- E che poteva fare? - I camion da qua non si muovono!

- Quant'� vero che mi chiamo Salvatore Ajello. - Ragiona invece di parlare!

Tu lo lasci caricare, perch� oggi come oggi, non c'� altra scelta, lo sai.

- Poi decidi come vuoi. - Che prezzi ha fatto? - Che importa dei prezzi?

- Chi fa i prezzi della zona, sono io. - Antonio aveva gi� deciso di vendere.

E domani non sar� solo Antonio.

E tu in una situazione come questa ti metti a sparare. Che spari?

Salvato', i nemici bisogna vincerli con l'astuzia, bisogna farseli alleati.

Se poi sgarra, allora s� che sono affari tuoi.

(BRUSI O)

Sveglia, si torna a Napoli. Vi lascio i miei amici che vi faranno compagnia.

- Anche se non sei d'accordo, guido io. - La macchina � nuova, me la rovinate.

- Me la compro. - Paghiamo, paghiamo! - Ma che pagate!

E dove vai tu? Non avete sentito? Voi restate qua.

- Ci vuoi lasciare soli? - Qua si fa quello che dico io, voi restate qua!

Io mando i camion, arriveranno fra tre ore, al massimo.

Caricate subito, dovete essere ai mercati generali prima dell'alba.

- Io vi aspetto l�. - Aspetta, Vito!

- E non dormite. - "'A giacchet"! Ma ci capisci niente tu con questo?

- Allora � veramente pazzo! - No, i pazzi siamo noi a rimanere.

(VOCIARE INDISTINTO E SUONO DEL CLACSON)

(Donna) U�, guaglio'! Guaglio', levatevi di l�.

- Vi volete levare o no? - Signora, complimenti, la macchina � bella.

Donna Conce', ma vostro nipote ha vinto qualche terno?

Da qualche giorno a questa parte, Vito ne avr� vinto pi� d'uno di terno.

Soldi guadagnati lavorando, mio nipote si � messo in affari.

Si capisce, e affari grossi devono essere. La macchina varr� 2 milioni.

(Vito) Bravo, don Attilio, avete indovinato.

(Attilio) Don Vi', complimenti, state facendo come dice il proverbio.

- "Chi se souza o matino s'abbusca u carrino". - E io mi alzo la mattina.

E vi guadagnate il milioncino. Guaglio', ma quella si scassa.

Ora mi do una sciacquata, se no non dormo bene. E guai se mi svegliate.

- S�, le bambine le porto via. - Ecco i pantaloni. - Mettili sulla sedia.

- Vito. - Eh! - "Famme fuma"'. - Ah, ancora?

Avanti, avanti, andate! Ah, le sigarette... costano denari.

S�, s�, datti una bella sciacquata, io vado a chiudere il balcone.

Che bella mamma "che tengo".

S�, riposati figlio mio, sarai stanco morto, con la vita che stai facendo...

Io non capisco quand'� che dormi.

# "Malinconico autunno..." #

# "...staje facenno cad� tutt"e ffronne d"o munno..." #

# "...sulamente pe' me..." #

# "Chi mm'ha lassato pe' nun turn�..." #

# "...chis� a che penza... chis� che fa..." #

# "Ammore mio, nun s�' stat'io, si' stata tu! Pecch�? Pecch�? " #

# "Malinconico autunno... #

# "...staje chiagnenno cu me..." #

# "...tutt"e ffronne d"o munno staje facenno cad�..." #

# "Chi mm'ha lassato pe' nun turn�... #

#... chis� a che penza... chis� che fa..." #

# "Ammore mio, nun s�' stat'io, si' stata tu! Pecch�? Pecch�? " #

# "Malinconico autunno..." #

U�, Assunti', copriti la testa che "o sole coce"!

- (Assunta) A me il sole piace. - Ah, ti piace? E vai, vai.

- Lasciami, lasciami! - Vieni qua, vieni qua! Dove vai? Dove vai?

Donna Mari', donna Mari'! Io ho finito, le chiavi le lascio qua sopra.

- E perch�? Chiudete, me le date quando scendete. - Qua c'� gente!

Donna Mari', avete visto mia figlia uscire?

E ho visto quella volta che � venuta a trovarti quella vecchia.

Una vecchia? Che vecchia?

S�, era vecchia e brutta.

(Mamma di Assunta) Voi potete parlare con chi volete, ma non di mia figlia.

(Donna) Eh, ancora! Signo', quante volte ve lo debbo ripetere?

Ma come ve lo debbo far capire? Io non stavo parlando con voi!

- (Donna) Ora mi avete stancata. - Non alzate la voce, e non usate quel tono.

(Donna) � inutile che vi "scaldate" tanto, io parlavo con donna Maria!

(Mamma di Assunta) Vi siete scordata che io, grazie a Dio, ci sento bene?

(Donna) E si vede che questa volta non avete sentito bene.

No, invece ho sentito benissimo, e ora lo dovete ripetere davanti a tutti!

Perch� quando uno dice una cosa, deve sapere quello che dice!

- Io ho detto quello che ho visto! - Ma "pecch�", che hai visto?

- Andate sul terrazzo, cos� vedete voi stessa. - Eccola qua, Assunta!

- Signo', e ora? - Perch�, mia figlia non � padrona di andare in terrazza?

- Che importa a me, lei va dove vuole. - Vieni! Dov'eri? Senti che dicono?

- A me non importa niente di quello che dice la gente. - Avevo ragione io.

Dov'era vostra figlia? "Sopra 'a terrazza stennenno i panni".

Svergognata, scendi, ma come non ti importa?

- Ti faccio sentire io come rispondi. Con chi stavi? - Con nessuno.

- Allora dillo tu a questi schifosi. - Signo', badate a come parlate.

- Io? E avete il coraggio di dirmi questo? - Ah, � meglio che sto zitta.

- No, ora dovete parlare. - L'ho visto con i miei occhi e anche don Attilio.

- E allora ora che dici disgraziata! - Lasciatela stare. - Lasciala stare?

Chi sei per darmi ordini? Sai che � minorenne? Senti cosa dice la gente?

Tu ne approfitti perch� non hai un padre...

...e nessuno si mette contro di te perch� sei un delinquente!

Ma che vuole quella? Ma che vuoi da mio figlio?

"Pulisciti la bocca" prima di parlare di mio figlio!

Io lo mando in galera! Se ne approfitta perch� � minorenne.

Minorenne o no, chi ha delle figlie se le deve guardare. � una svergognata.

- Assunta, non darle retta. - Io ti uccido! - Mamm�, mamm�!

Vito, non le parlare, l'hanno messo in mezzo mamma e figlia.

Gli facevano "la posta" tutto il giorno.

- Vito, stai attento. - Mamma, per favore, stai zitta.

Se mi va, � capace pure che me la sposo, e allora che figura ce fai?

E chi te la d�? Chi te la d�? "Delinquente senza arte n� parte"!

- Aspetta! Ora che ti do mia figlia... - (Elvira) Mio figlio ha una posizione.

- Ci voleva lei, questa morta di fame! - A chi morta di fame? A chi!

(Elvira) Quanta confidenza...!

- Vito, io ti lascio la macchina, mi avvio! - Va bene.

Buongiorno, Donna Assunta.

- Ti piace? - Molto. - (Elvira) Vito! Vito!

- Che vuoi? - (Elvira) Vieni qua.

Questa � pi� piccola, ma � proprio una "bomboniera"...

...e poi il signore mi diceva che costa meno.

- � vero che costa meno, questa? - Certo, signora. - Hai sentito?

No, vieni qua. Mi piace pi� questa, da qua sopra c'� una vista meravigliosa.

- Ma anche da qua si vede bene. - No, mi piace pi� questa, � un'altra cosa.

Un'altra cosa, s�, pensi solamente al numero di finestre del soggiorno...

� proprio per questo che mi piace.

Vito, "mamm�" ha ragione, che ce ne facciamo di una casa cos� grande?

- (Assunta) Sembra... - Sembra una casa come si deve.

Affare fatto, decido per questa.

Questo � l'attico, il pi� bello e il pi� caro appartamento dello stabile.

Ehi, mi sta bene.

Gi�, ma le condizioni sono diverse, anche per le modalit� di pagamento.

Qua, "'torno 'torno" ci mettiamo un bel divano, che dici?

Certo, � una bella casa, l'impresa � gi� in parola con un industriale.

- Anche per questo, agli effetti della rateizzazione... - Vito! Dove sei?

- Non abbiate paura. - Il signore � commerciante, vero?

- Dove ha l'ufficio? - Che ufficio? Si occupa di roba di campagna.

- Giratela, fategliela vedere voi la casa. - S�, ma chi decide? - Assunta.

- Assunta? - Allora? - Allora che?

Fatto! Quante volte ve lo debbo dire?

Poi ci vediamo con comodo, vi mando un mio incaricato, non abbiate paura.

- Ma quanto costa l'appartamento? - Molto, � il pi� bello dello stabile.

La camera da letto la voglio fare qua. Sei contenta?

(Elvira) Ma se l'appartamento dello stabile a fianco andava benissimo...

...io non capisco perch� si � fissato proprio con questo.

- Si � fatto tardi, devo andarmene. Ciao, mamma. - Ma... - Che si fa?

- Ho fretta, ho fretta. - Mamma, Vito dice che la camera vuole metterla qua.

Eh, questa � pure una "piazza d'armi", non � una camera.

E poi che ci fai tutta sola in una casa cos� grande?

Mio figlio non sta mai in casa, sempre in giro per i suoi affari.

- La signorina diceva che suo figlio � proprietario terriero. - No, no, no.

(Elvira) Lui �, come si dice... s�, avete capito. Poi decide lui, non io.

Polara, accomodatevi, ci beviamo un caff�.

No, grazie, parliamo fuori, prendiamo una boccata d'aria.

Voi siete diventato un tipo prezioso. Ormai, parlare con voi � un onore.

- Genna', avete detto al principale la mia proposta? - S�. - Me l'ha detto.

- E allora? - Ci voglio ancora pensare.

Scusate, io non voglio insistere, ma dove trovate una ditta come la mia...

...che vi dice che la roba di questa annata, ve la impegno tutta io?

- � un affare. - Voi sapete benissimo quanto vale la roba che vi procuro io.

Ve l'ho detto, met� subito e met� alla consegna. L'affare lo fate voi.

Gi�, ma lavorate tranquillo. Voi la conoscete la mia abitudine.

Qua la merce e qua il denaro, puntuale come una banca.

A me pagano tutti, non dubitate.

- Allora? - Allora niente da fare.

Cavalie', voi siete "fine", io dovrei impegnarmi a vendere solo a voi...

...e voi mi volete dare questi dopo che vi ho consegnato la roba?

E allora la do a chi mi pare e piace, dove sarebbe la convenienza?

- (Uomo) Cavaliere Califano, al telefono. - Vengo, vengo!

- � l'ultima parola? Gennari', ma che ci state a fare? - Eh...

Met� all'impegno e il resto mano a mano che vi faccio le consegne.

Come vi "buttate forte", cos� io vi dovrei passare subito qualche milione.

- E allora che banca siete? - Cavalie', la signora ha fretta.

- Sto venendo! - Ci vediamo un altro giorno.

Un altro giorno.

- Io ti porto gli affari e tu ci sputi sopra? - Io ci metto il condimento.

- Cavalie', decidetevi. Met� subito. - (Califano) Ci vedremo, ci vedremo...

Ehi, ma che fai?

- Ma che pescatore sei? - Ma che siete, marinaio di cavalleria?

- Sono sdentato. - Siete rovinato!

(TUTTI RIDONO)

Dai a me, ti faccio vedere io come si uccide un polpo.

- (Gennaro) Uccidilo, uccidilo! Dai, veloce! Bravo, Vito! - Tie', tie'.

Ragazzi, � verace!

- Giovanotto, mi raccomando, fagli fare un buon sugo. - Non dubitate.

- Senti, a me fai pure un bel piatto di vermicelli. - Avete sempre fame.

A me lo ripassi nell'olio con un po' di aglio.

Vogliamo parlare? Io gi� non ho pi� fiato.

S�, "me ne darai una voce" quando te lo sei messo nello stomaco.

- (Uomo) Ma di che dobbiamo parlare ancora? - Vito, vieni a sederti.

Vengo, vengo.

Senti che freschezza.

- Hai capito? Ha ucciso il polpo col morso. - � giovane, ha i denti buoni.

L'appetito non gli manca!

(TUTTI RIDONO)

- Ti piace il polpo? - La scampagnata mette sete. - Un bicchiere di vino.

- Commendatore, una parola. - Che dicevi? - I pomodori sono richiesti.

Ed � per questo che non bisogna farsi prendere alla sprovvista.

Vito, � vero che i pomodori della zona di Taiola li hai presi tutti tu?

Come no, "ho fatto crescere una serpe nel mio petto".

Gli avanzi mi ha lasciato. Capirai... ho guadagnato assai.

- Se quando passi tu i contadini si fanno il segno della croce. - Ma va'!

(TUTTI RIDONO)

- Stanno arrivando i polpi. - I polpi, che bellezza! - Uno a me, giovanotto.

(Raffaele) Te li ho voluti portare io stesso.

- Don Rafae', qua si mangia da Dio. - (Raffaele) Mangia, mangia.

Se aspettiamo, si pu� vendere "forte", basta fermare subito la roba.

- Fermare fino a quando? - Una settimana, � vero, Ferdina'?

Certo, anch'io se "avessi l'estero" aspetterei tranquillamente.

Si capisce, pi� aspetti e pi� guadagni, no?

- A ognuno il suo... col tuo permesso. - Per quello gi� raccolto come si fa?

Se aspettiamo e la roba "va a male", sai dirmi che affare abbiamo fatto?

Io non ci giurerei che da me non hanno gi� raccolto.

Se tu non vuoi, non hanno raccolto nemmeno da te.

E se uno ha gi� un impegno? Una settimana di fermo � tanto.

Ferdina', che ti avevo detto? Qua ognuno vuole fare a modo suo.

Anche quelli che sono arrivati all'ultimo momento...

..."si sono fatti strada facendo i furbi".

A me nessuno fa la lezione, io lavoro come mi pare e piace.

Se sei seduto a questa tavola, � perch� io ho voluto permettertelo...

...ma non credere che se una volta ti � andata bene...

...puoi "alzare la testa" e parlare anche tu.

(Ferdinando) Ci vogliamo amareggiare per cos� poco? Cos'� una settimana?

Se siamo tutti d'accordo, � facile che portiamo il prezzo pure a cinquanta.

- � giusto. - Di pi�. - Lo senti? Ricavi le spese per il matrimonio.

- Vito, � vero che le hai fatto anche l'anello e il brillante? - Magnifico.

Vito, faglielo vedere.

- Quanto costa? - Un milione. - Ma nemmeno 500.000 lire.

- L'ho comprato io. - Dammelo che si sporca. - Come rimaniamo d'accordo?

Come vi ho detto: Non si raccoglie e non si carica.

Ne riparleremo fra una settimana.

Io ho fatto un'offerta precisa...

...e voi lo sapete meglio di me se al vostro principale conviene o no.

Si procura un cliente che gli assicura l'avvenire.

Per� voglio la risposta stasera...

...e la garanzia che i primi camion mi arrivano gioved�.

Voi parlate come se i pomodori si possono caricare in un attimo.

- Bisogna tener conto quando si pu� raccogliere... - Non diciamo fesserie.

Io so meglio di voi che "cos'hanno i pomodori", ma a me non interessa.

Se il vostro principale vuole accordarsi, le consegne le decido io.

Io pago, pago bene e in contanti.

- Per il resto non voglio sapere niente. - Come parlate bene, Cavalie'.

Sono certo che Vito ci rimetterebbe per accontentarvi...

...ma prima di una settimana non pu� raccogliere.

Lo sapete che se il vostro principale non mi dice di s�, ne trovo dieci...

...e proprio tra i suoi amici, disposti a garantirmi quello che voglio?

Cos'�, Polara vuole rimanere per sempre a "fare il pupazzo" di Ajello?

Eppure ho sentito che si � indebitato fino alla "cima dei capelli".

Be', che c'entra, adesso � pensieroso, ha comprato la casa, si deve sposare.

I soldi non bastano mai!

E voi volete fargli perdere 2 milioni che pu� mettersi in tasca stasera?

Io?! Vuoi vedere che la colpa � mia. "Mannaggia 'e pummarola"!

Lasciate stare, fra una settimana ve ne daremo un piroscafo di pomodori.

Mi dispiace, ho i miei impegni.

Genna', vedete cosa potete fare, sar� anche vostro interesse.

- Io ho fatto un'offerta, voi mi farete avere una risposta. - Va bene.

"Siete nelle mie mani". Far� il possibile. Arrivederci, cavalie'.

Ma ricordatevi, la consegna gioved�... o venerd� al massimo.

(MUSI CA DALLA TV) Zia Rosa, aggiusta il televisore.

Sembra un terremoto questo televisore. (MUSI CA DALLA TV)

Ah, ecco qua. Va bene, ti piace?

Com'� bella, eh, hai visto?

(MUSI CA DALLA TV)

(I BAMBINI, ZIA ROSA E VITO RIDONO)

Cuncetti', guarda. Guarda che spasso, Cuncetti', guarda.

"Tie', Genna', tie"'.

- Lascialo dire, lascialo dire. - Ma va'.

- Non c'� niente da fare. - Gliel'ho detto ma insisteva. L'affare � grosso.

Ah!

- Ma stai fermo, Vito, su. Sei pazzo? - Voi non immaginate quanto � pazzo.

- Butta i milioni dalla finestra. - Che fai? - Butta i milioni dalla finestra.

Ma stai zitto!

Tu non sai nemmeno quello che dici.

- Togliti di l�! - Levati, facci vedere. - Oh, be'? - Be' che cosa?

- Vogliamo vedere! - Ma � il cinematografo? Lo spettacolo � finito.

Ora c'� uno che sta parlando, dice cose difficile che non potete capire.

Andate, andate. Andate di l�, su.

- Andate a dormire, via, via. - Vi porto a sentire la radio. Avanti.

Andate a sentire la radio, basta che ci fate stare quieti a noi. Via!

- Gli piace tanto. - Che se la prendano, voglio stare in pace.

- Come sono belli, questo mi starebbe bene. - E quell'altro non ti piace?

Come no, sono bellissimi tutti e due, ma che te ne fai di due cappotti?

Come che me ne faccio, me li metto. Guarda.

- Allora, gli vado a dire che non � possibile? - Ancora...

Tanto perch� sia chiaro, Califano mi ha detto che ha gi� chi ci sta.

- Non mi ha fatto il nome, ma � una persona che conosci. - Non ci credo.

Io invece ci credo, l'affare � grosso, � importante.

Si tratta di consegnare con un po' d'anticipo tre camion. Che sar� mai?

Cominciamo col dire che si far� di nascosto. Chi pu� venire a saperlo?

E se si sa, "� questione di spalle". Quando � fatto � fatto.

- Buonasera, donna Assu'. - Buonasera. - Capito? Ciao, Vito.

Stammi bene.

Vito...

- Vito, sei preoccupato? - Io? No, e di che?

- Peppino! Di' a Gennaro di tornare qua. - Io vado a casa. - Aspetta.

Gli dico due parole e sar� contento. Califano gli avr� promesso qualcosa.

Tu mi porti fortuna. � iniziato tutto lo stesso giorno, un giorno fortunato.

- Ti far� fare la signora... - Ma lasciami stare, Vito, sta' fermo.

Be'?

Guarda che faccia.

Assu', aspettami un momento fuori.

- Va', va'. - Donna Assunta...

Che c'�, ci hai ripensato?

- Allora, Genna', facciamo 'sto affare con Califano? - � rischioso, lo sai?

Cos'�, ora ti spaventi?

Non � pi� "questione di spalle", eh?

(VOCIARE INDISTINTO)

Donna Elvi', il parroco dice che � tardi, dopo c'� un altro matrimonio.

- Che ci posso fare se arriva sempre all'ultimo momento? - Sta arrivando.

- Oh, finalmente, va'. - Finalmente...

(VOCIARE INDISTINTO)

Eccolo qui, � arrivato.

- Sbrighiamoci. Pap�, date il braccio ad Assunta. - Bambine, venite con me.

Avanti, prepariamoci per il corteo. Vincenzo, date il braccio a Alfonsina.

Donna Elvi', mettetevi con don Gennaro.

Eh, ma dovete fare quello che vi dico io per�, il parroco aspetta, � tardi.

Scusate un momento.

- Ferdinando e Salvatore? - Ferdinando � in chiesa, non ti fa da testimone?

Dai, Vito, � tardi, bello mio. Su, avanti, avanti, bambine con me.

Entrate, entrate, entrate...

(MUSI CA NUZIALE DALL'ORGANO)

- Chi � il testimone dello sposo? - Vito, dov'� don Ferdinando?

- Dovrebbe essere qua, aspettiamolo. - Vado io a telefonare a Ferdinando.

- Scusi, dov'� il telefono? - In sacrestia.

Cominciamo lo stesso. Non si pu� aspettare, datemi due testimoni.

- Uno lo faccio io. - Eh, e un altro lo fa pap�.

- Pap�, venite a fare da testimone, mettetevi di l�. - Vito, le fedi?

(MUSI CA DALL'ORGANO)

Vito?

- Ti voglio bene. - Mi sono spaventata perch� non arrivavi.

Lo sai che lo sposo deve arrivare prima della sposa.

- Sono gi� qui da un'ora e non mi dite niente, porco... - Ssh!

Ho capito. Ci vediamo subito.

- Dov'� l'uscita? - Dalla chiesa. - E non c'� un'altra uscita? - No.

(Prete) Articolo 143.

(Prete) II matrimonio impone l'obbligo reciproco della coabitazione...

...della fedelt� e dell'assistenza.

(Prete) Articolo 144.

Il marito � il capo famiglia, la moglie segue la condizione civile di lui...

...ne assume il cognome ed � obbligata ad accompagnarlo...

...dovunque egli creda opportuno di fissare la sua residenza.

(Prete) Articolo 145.

Il marito ha il dovere di proteggere la moglie, di tenerla presso di s�...

...e di somministrarle tutto ci� che � necessario ai bisogni della vita...

...in proporzione delle sue sostanze.

La moglie deve contribuire al mantenimento del marito...

...se questi non ha mezzi sufficienti.

- Signor Di Donato. - Taxi.

Presto!

Signor Di Donato, vi vuole Vito. Sentite, signor...

- Auguri agli sposi... - I parenti pronti per la foto. - Eccoci qua...

"I parenti stretti" avanti, su. Ecco.

- Genna', coprite tutto! - Cosa c'�? Perch� se n'� andato Pasquale?

- E chi ci ha parlato. - Ma te lo sei fatto scappare? - (Fotografo) Fermi.

- Cerca di sapere qualcosa, informati. - (Fotografo) Fermi!

- Grazie. - Pronti per il corteo. - (Elvira) Genna'! - Dite.

- Salite in macchina con noi. - No, vado con Raffaele, con l'altra auto.

- Come volete voi. - Genna', informati, telefona. - Vito, muoviti.

S�, s�! Informati, hai capito? Telefona.

- Che � successo? - E chi ci capisce niente.

(Uomo) Applaudite!

- Quant'� sfiziosa questa galantina. - Eh, ora ti mangi pure i baffi!

Ah, che bella cosa ai miei tempi...

...quando da mangiare in piedi si dava solo alle bestie.

Ai matrimoni sono stata sempre servita a tavola come una signora.

- Ma zitta tu che non capisci niente. - Capisce lui! - Oggi si usa cos�.

- Perch� in piedi si mangia meno e risparmiano. - Pagare si paga uguale.

Mi ha detto la madre di Vito che questo pranzo � costato mezzo milione.

- Uh, veramente? - Eh, si capisce...

Avete visto l'anello che ha la sposa? Quant'� bello, gliel'ha regalato lui.

- Solo l'anello, ha pagato anche il vestito. - Dove li ha presi i soldi?

Ha dato 2 milioni di caparra per un appartamento.

Perch�, al giorno d'oggi ci vuole tanto a spendere e spandere facendo debiti?

- (Donna) Eh, fanno bene. - "Sentite a me", si va a finire in galera.

- Complimenti, signora. - Grazie. - Un ricevimento davvero principesco.

- Datemi qua, lo do io a Rosa. - S�, dateglielo voi. - Rosa, prendi il velo.

- Assunta, stai molto bene. - Bisogna tagliare la torta, lo sposo dov'�?

- Devono tagliarla insieme, per il buon augurio. - Ma lo sposo dov'�?

- Io non l'ho mai visto. - Assunti', iniziamo presto con le scappatelle.

- Deve essere andato a telefonare. - Digli che � urgente, urgentissimo.

Signori', l'avete fatta urgentissima?

La comunicazione c'�, � il numero che non risponde, non c'� nessuno.

Non � possibile, in casa c'� sempre gente.

Signori', non � possibile, avrete sbagliato. Ajello, 6, 5, 5, 4.

� una casa abitata, qualcuno ci deve essere per forza. E riprovate!

- Gli invitati reclamano lo sposo. - Vito, avevi detto una telefonata.

- (Raffaele) Allora? - Allora ti arrangi.

- Telefona finch� non trovi qualcuno o ti sanno dire dov'�. - Vito! - Vengo.

Proprio oggi doveva capitare. Chi se ne frega, lascia perdere, gli passer�.

- Arrivano gli sposi! - Vieni, che aprono lo champagne. - Ecco gli sposi.

- Preparate la torta. - Ah, quanto siete belli!

� proprio una consolazione vedere due sposi giovani e belli come voi.

Auguri! Auguri felici per cento anni. E figli maschi!

(Uomo) Maschi o femmine sono sempre una benedizione.

- (Mamma) Assunta, la torta voglio dalle tue mani. - (Donna) Auguri.

- (Uomo) Evviva gli sposi, evviva. - (Donna) Evviva!

(MARCIA NUZIALE

- (Uomo) Auguri per cento anni. - Cavalier Califano!

(Gennaro) Su, datemi le coppe e brindiamo alla salute degli sposi!

- Una coppa? - Debbo parlarvi.

Andiamo.

- Che � successo? - La roba i contadini non la caricano. - Eh?!

- Dicono che non � roba vostra, che � roba gi� venduta. - Non � vero!

Polara, mi hanno telefonato i camionisti...

...i contadini gli hanno detto che non c'� niente da caricare per voi.

Bevete, bevete! Qua ci vuole una bella canzone.

Ecco, � giusto una bella canzone.

(TARANTEL LA)

- Uno per volta. - Non ho avuto niente. - C'� per tutti. - Non me l'avete dato.

- Poche storie, Polara, io quella roba la devo avere. - L'avrete, cavalie'...

L'avrete!

- Che c'�? - Niente, debbo sistemare un affare urgente. Ritorno subito.

- Sei pazzo? Lasci il matrimonio con tutta questa gente? - Mamma!

Che sta succedendo?

Mamma adesso ti spiega, stai tranquilla, ritorno subito.

Ma perch� te ne vai? Ma dove devi andare?

Fammi il piacere, non fare storie. Aspettami qua o a casa.

- Vito, voglio sapere che succede. - Assunta...

Assunta, non hai servito niente al cavaliere, te l'affido, mi raccomando.

Cavalie', state tranquillo che tutto � a posto. Bevete alla mia salute.

- Assu', mi raccomando, il cavaliere. - S�, s�, ho capito.

Cavaliere.

(MARCET TA)

Me l'hai detto tu quando � arrivata Assunta, mi hai detto: "Lascia stare".

Anche se non lasciavi perdere, se non volevano farsi trovare, che facevi?

- So dove rintracciare Ferdinando alle 15:00. - Andiamo, non perdiamo tempo.

Vito!

Ferdina', guarda chi abbiamo qui in mezzo a noi.

- E allora, che c'�? - Che c'�? E me lo domandi pure?

E cosa venuto a fare col fiore all'occhiello?

Cammina, potevi evitare di lasciare tua moglie, tanto che dobbiamo dirci?

- Con noi "hai chiuso". - Voi mi dovete dire cos'ho fatto?

Lo sai benissimo. Avevamo fatto un patto, non l'hai rispettato.

- Tu fai a modo tuo, noi a modo nostro. - Ma cosa non ho rispettato?

Avevamo detto di fermarci escluso quello gi� raccolto.

� colpa mia se avevano raccolto?

Ho 10 testimoni che possono dirvi che quando sono andato io avevano raccolto.

Hanno raccolto solo quando tu hai mandato a ordinare che raccogliessero.

- Vito, siamo pi� vecchi di te, l'hai scordato? - Sbrigatela con Ajello.

� stato lui che ti ha messo a lavorare e ora ti vuole "cacciare".

E per me si � deciso troppo tardi.

- Ragioniamo, io non volevo... - Ti sei gi� messo in tasca i soldi.

E allora facciamo a met�, io ci sto.

Era un buon affare, perch� dovevo perderlo? Avreste fatto lo stesso.

Dammi retta, Ferdina', perch� non dividiamo?

Questa era la mia intenzione, ho fatto male a non avvertirvi prima.

Ve lo avrei detto oggi, se foste venuti. Perch� non siete venuti?

Non ci avresti detto niente...

...anche se ora saresti pronto a "cederci il posto" con tua moglie.

Non mi provocate, non mi provocate.

Restiamo amici, ma � possibile che per una fesseria cos�...

Salute, Vito, tornatene ai tabacchi, la campagna non � roba per te.

Lo vedremo se � roba per me. "Statevi accorti". - "Accorti" a che?

- Prima eravamo amici, vi facevo comodo, l'avete dimenticato? - Vito!

Ma io non torno indietro. Poi vedremo a chi danno la roba, se a me o a voi.

- E vai, corri. - (Salvatore) Vito Polara!

(in tono sarcastico) Vito Polara, tanti auguri!

Vieni con me. Gennaro di' ad Assunta che sono dovuto andare in campagna.

Dille che partiremo pi� tardi, stanotte.

- Dopo quello che � successo, ci vuoi andare lo stesso? - Devo andarci.

Se non ci vado adesso, non ci potr� andare pi�, sali.

- Vito, pensaci bene. - Accompagnala alla casa nuova.

Di' a mia madre di fare un'uscita come se partissimo, cos� la gente non parla.

Vito, cerchiamo di arrivarci vivi.

- Genna', sistemate le valigie di Vito. - Donna Elvi', io aspettavo voi.

Rosa, Conce', voi aspettate qua, io arrivo alla stazione e torno.

- Artu', vuoi sbrigarti con queste valigie? - Sto scendendo.

- Andiamo, facciamo presto, sbrigati. - Signo', mi salutate don Vito? - S�.

- Tutt'a un tratto � sparito. - Ha dovuto fare una cosa urgente.

- Auguri. - (Donna) Me lo raccontate voi come va il viaggio di nozze?

Ma che cosa vi debbo raccontare? Per il momento partono col treno.

- (Donna) Auguri. - Assunta, arrivo. - Elvira, l'accompagno io mia figlia.

No, io devo salutare mio figlio, sono due notti che non si "ritira" in casa.

- Non c'� bisogno che vi disturbiate. - Ci andiamo insieme, signora mia.

Vieni, vieni a vedere quant'� bella, pare una regina, vieni.

Permesso, permesso, lasciatela respirare!

Assu', se non era per me, chiss� quando ti sposavi.

Non capisco, 'sta gente non ha mai visto una sposa? Prego, accomodatevi.

Fate presto.

(Gennaro) Donna Elvi', dove siete?

- (Gennaro) Accomodatevi. - Grazie, grazie. - Salite anche voi.

Assunta, fatti coraggio.

Genna', voi venite con noi, eh? Ma c'entriamo. Mettetevi avanti!

Arrivederci, arrivederci.

Signor Polara, qua non si carica, sono andati tutti via.

Io carico. Andiamo!

Andiamo, che aspettate?

Guaglio', andiamo.

(IL BAMBINO PIANGE

Questa finestra deve stare chiusa.

Ora anche al buio dobbiamo stare?

Stanno arrivando.

Ho visto.

U�! Padro'!

Qua non c'� nessuno, che facciamo?

Ora vede il vostro carrozzino e capisce che state qua.

(Uomo) L'abbiamo lasciato dalla parte di dietro.

- Anto', lasciaci fare, la roba � dentro? - � chiusa in magazzino.

(IL BAMBINO PIANGE Fallo stare zitto "'stu guaglione".

Ora neanche il bambino pu� piangere?

- Di' a tua moglie di dire che non ci sei. - Mia moglie fa solo la moglie.

Voi da questa casa ve ne dovete andare. Ora gli apro e gli do la roba.

- Lui non deve pi� lavorare. - E andateglielo a dire, che aspettate?

Anto'!

Anto'...

...ma l'hai chiusa bene?

Si romperanno le ossa.

- Uscite, che aspettate? Andateci a parlare. - Hai paura? Sta' calmo.

- Io voglio "campare" tranquillo, questa � casa mia. - Sta' zitto!

Vito, lascia perdere.

Vito, dammi retta, andiamocene.

Lo capisci che non � per questi tre fetenti camion di roba?

Se non carico oggi, � finita per me, tutti mi potranno sputare in faccia!

Voi altri che fate l�? Venite ad aiutarmi!

Signor Polara, noi trasportiamo e basta.

Vieni con me.

Guardate, se ne vanno.

- Fatemi il favore, il camion � mio. - "Levete 'a miezzo".

E ora che fa?

Se sparate, vi denuncio.

Ferma.

- Vito. - (Uomo) Scendi!

Ti ho detto: "Scendi"!

- Ma che fate, lo uccidete? - Era lui che voleva uccidere me.

E di' a quelli che Vito Polara il sangue ce l'ha ancora nelle vene.

Ce l'ha ancora nelle vene!

Non finisce cos�!

E allora? Non avevate fretta di caricare, muovetevi!

(Elvira) Era una cosa tanto grave da dover lasciare il matrimonio?

(Gennaro) Se non andava lui, la cosa non si poteva sistemare.

- (Elvira) Non dice niente, a me, che sono la madre? - Che doveva dire?

(Elvira) Ma � possibile che cos�, tutt'a un tratto?

(Elvira) Prima andavano tanto d'accordo, stavano sempre assieme.

(sottovoce) Mamma, mamma.

(Elvira) Ma che ha fatto?

- Allora perch� sarei preoccupato? - Non credevo, non avevo capito nulla.

Avete visto? Prima dicevo a voi, e ora � lei che si preoccupa.

- Che � successo a Vito? - Niente, sta tornando a casa.

- Ho telefonato ad Argezza e mi hanno detto che era gi� partito. - Allora?

Vito s'� messo contro tutti gli altri, perci� non sono venuti al matrimonio.

Dov'� Vito? Dov'�?

Voi non mi dite la verit�, ma io vado al commissariato, vi denuncio tutti.

Non mi importa! LO VOLET E CAPIRE CHE NON ME NE IMPORTA NIENTE?

- Donna Assu', ma che state dicendo? - NON VOGLIO STARE QUI A MORIRE!

Assunta, ma dove vuoi andare? Genna'! Genna', corretele dietro!

- Non la lasciate sola, per carit�. - Donna Assu'! - Assuntina!

Ma che succede?

Donna Assu'! Donna Assu'...

(ASSUNTA PIANGE

Mi fate arrabbiare. Ora sappiamo Vito da un momento all'altro arriva.

Da Argezza a Napoli ci vogliono 2 ore. Su, andiamo, andiamocene sopra.

- Perch� mamma piangeva? - � quello che dico anch'io.

Sapete come sono le madri, ha paura che se Vito fa cos�, perde gli affari.

Magari non glieli facessero fare pi�, sapesse quanto sarei pi� contenta!

A me non me ne importa niente di una casa come questa, dei soldi!

- Aspettate! - Cerchiamo una macchina, partiamo! - Dove andate?

Porco demonio, ma guarda come camminano.

- Con quell"'anima di carico" vuoi che corrano? - Dammi una sigaretta.

Povera Assunta... Che dici, sar� preoccupata?

Le donne sono fatte per essere preoccupate.

Oggi stesso me la porto via, me ne voglio stare un mese fuori con lei.

U�, Vito, siamo arrivati.

Siamo arrivati. Tra mezz'ora � fatto tutto. Consegno e mi faccio pagare.

- Lo sai quanto mi deve dare? - Basta che pensi pure a me.

U�, andiamo!

Donna Assu', tornate indietro. E se poi Vito torna a casa?

Avete detto che ci volevano due ore. Di qua devono passare per forza.

Va bene, ho capito, ma se aspettiamo qui o a casa, non � la stessa cosa?

- Genna'! - Fa pure freddo. - Abbiate pazienza, di qua devono passare.

- Non vi voltate. - Chi �? Chi sono?

Niente, ma non vi voltate. "Fatemi una grazia", voi dovete andare via.

Io adesso prendo un'automobile e vado incontro a Vito.

- Che succede? - Niente. - Chi sono quelli? - Non so, non fate domande.

Voi dovete andar via e subito.

- No, lasciatemi stare. Chi sono quelli? Che � successo? - Niente.

- Se non me lo dite voi, vado con le guardie a prenderlo. - Aspettate!

- Se vi � cara la vita di Vito, non andate dalle guardie. - Perch�?

- Cos'� successo a Vito? Parlate. - Donna Assu', Vito, eccolo.

Vito!

Vito!

Vito!

Vito!

Cavaliere Califano. Cavalie'!

Polara.

Il vostro carico � qua, ve l'avevo detto di stare tranquillo.

E infatti sono stato tranquillo, vi ho aspettato.

D'ora in poi sapete a chi rivolgervi. Allora, cavalie', regoliamo subito?

Cavalie', mi avete fatto lasciare il matrimonio a met�, avevate fretta.

Guaglio'!

- Cavalie', una pizza? - Grazie, grazie.

Guaglio', mangiatevi una pizza.

- Il nome? - Ve lo siete dimenticato? Vito. Vito Polara.

Guaglio', portane altre.

Cavalie', quanto m'� simpatica la vostra firma.

Vito!

Vito!

Assunta...

- Assuntina! - Vito Polara!

(SPARI)

(Assunta) Vito!

(Assunta) Vito!

VITO!

No... No...

NO!

Vito mio, Vito mio! Vito mio!

No, no!

Perch�?

NO! LASCIAMI!

VITO, NO. LASCIAMI!

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