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Original subtitles

L'APPARTAMENTINO

Ma cosa dici!

Perché non andiamo da me a bere ancora qualcosa?

E' tardi, è spuntato il sole.

Non toccarmi.

Arrivederci.

Aiuto!

Aiuto!

Muoio!

Tutte le mattine la stessa storia.

Rodolfo! Rodolfo! Rodolfo!

- Che freddo fa! - Fai qualcosa, Mari Cruz.

Io non voglio saperne nulla. Mi fa molta paura.

- Buongiorno. - Muoviti.

- Non arriveremo in tempo. - Dove?

- Ti piace il coniglio arrosto? - Sì, certo.

E allora al lavoro.

Porta il sacco, anche se è quello della legna.

Ti piace il coniglio arrosto?

Non temere. Appena lo prendiamo ci penso io a tirargli il collo.

Il sacco!

- Aiuto! - Presto!

Qualcuno mi aiuti!

- Non mi graffierà? - Il cappello, amico!

- Ora apro la porta. - Ma che ora è?

Buongiorno, buongiorno...

Vattene nella tua stanza.

Non vi vergognate? Spiare una povera vecchia che non ha nulla.

C'è molto pericolo, non ti inviteremo per il coniglio arrosto!

Dentro!

- Sono morta! - Non dica sciocchezze!

Stia zitta o la uccido... e anche il gatto!

Non si rende conto che siamo lavoratori e che dobbiamo dormire!

- Rodolfo. - Sono qui, signora Martina.

- Dove sei? - Qui, sono qui, mi sono dato un colpo.

- Vieni qui, siediti vicino a me. - Che giornata!

- Ascolta. - Cosa?

Cos'ha detto quel selvaggio di don Dimas?

Niente, ha solo sbattuto la porta che per poco demolisce la casa.

E' un uomo senza cuore!

Da quando sa che alla mia morte l'appartamento sarà tuo...

Quando ti danno la risposta?

Oggi, vediamo cosa dice il mio capo.

- Bene, se lei non comanda nulla... - Dio voglia che lui ti dica di sì.

Affinché tu possa badare a Teodoro quando io muoio.

Vediamo cosa dice il capo.

E se non vuole nulla...

Che sonno.

Signori, è giunto il momento di ingerire l'alimento.

Adelina, vediamo quella lettera.

Posso andarmene ora?

- Vada, vada. - A domani. - Se Dio vuole.

- 120, Don Manuel. - Quanti? - 120!

Un'altra volta come pallottole di fucile! Perché le stringe così tanto?

- La macchina... - Che macchina e bimbo morto!

Succede che è intontito dalla storia dell'appartamento e non c'è nulla da fare.

Crede che il procuratore sia ben informato?

E' amico mio, molto amico mio.

Che ha mangiato durante la guerra grazie a me. Non mi ingannerà!

Allora non c'è soluzione?

Vedrà. Nella vita tutto si aggiusta.

Se è tanto interessato all'appartamento, si faccia coraggio e sposi la vecchia.

- Che soluzione. - Ecco l'impermeabile ben caldo.

L'ho tenuto tutta la mattina sulla stufa.

Vieni, ho fretta! Mi aspetta mia moglie. Portami giù la moto! Svelto!

Che soluzione!

Che ti sposi con la vecchia.

Era meglio che pagava di più...

così avresti il denaro per comprarti un appartamento!

Però non so perché ti preoccupi. Non vedi me?

Scapolo, solo, ho le mie storie. La vita dura 3 giorni.

- E cosa dico a Petrita? - La verità.

- Qualsiasi? - Vedi tu.

Dammi una mano con questo trabiccolo.

E questa la chiama moto?

Non è tanto male.

- Perché non chiedi a Petrita se vuole che ti sposi la vecchia? - Cosa dici?

- Scende non scende la moto? - Arriva.

- Che negriero! - Sono stanco.

Quando me ne vado di qua, lo pianto come un palo.

Rodolfo, Rodolfo! Vieni a vedere Canela che ha avuto i cuccioli!

Ora non posso, ho molta fretta.

- Vieni, vieni, vedrai. - Va bene.

- Vieni. - Andiamo a vedere la Canela.

Come sei grasso.

Don Rodolfo! Don Rodolfo!

- Salve, don Pepito. - Come va? - Tiriamo avanti. E lei?

Bene, grazie. Va di sopra, vero?

- A mangiare. - Anch'io.

- Arrivederci e si diverta. - Per quanto tempo devo portare il bastone?

Fino a dopo domani. Venga tra 15 giorni a farsi vedere. Arrivederci.

Ciao. Novità per l'appartamento?

- E se torna a farmi male? - Tra 15 giorni, gliel'ho detto!

- Cosa è successo? - Non c'è niente da fare.

Morto l'inquilino, il diritto sull'appartamento è del proprietario.

La vecchia muore di sicuro.

Le sue arterie sono come corde di chitarra!

- Ciao, Rodolfito. - Taci!

Cosa vuoi che faccia?

Devi parlare col proprietario.

Tu non puoi perdere l'appartamento, né io la mia clientela.

Cos'è questo? Dallo al gatto.

Sono io signora Martina, arrivo subito!

Dì alla vecchia se può parlare col proprietario.

- Cosa farà il proprietario? - Fai valere i tuoi diritti di ospite!

Che ti dia un pezzo di carta dove dice che è d'accordo.

- Sì, va bene. - Che dica che vivi qui da tanti anni.

Non guardare! Sei una curiosona!

Stiamo giocando a soldi.

- Buona sera. - Tocca a lei, signora Martina.

Bene, cosa ti hanno detto per l'appartamento?

Niente. Non posso tenermelo quando lei muore.

Perché? Tu sei una brava persona e io voglio che l'appartamento sia per te.

Per la legge, quando muore l'inquilino tutto finisce.

Cosa ne sarà del mio Teodoro?

Cosa ne sarà delle mie cose, quando il Signore mi chiamerà accanto a lui?

E tu come farai a sposarti?

- Non so se servirà però, parlando col proprietario... - Sono buoni i proprietari.

Se dipende dal proprietario, stai tranquillo.

Luisito è molto buono e molto comprensivo.

Vai a trovarlo e digli che ti mando io.

Crede che mi darà retta?

Certo, figliolo.

Gli ho visto fare la Prima Comunione.

Dai, mangia tranquillo e non preoccuparti.

Luisito è un angelo.

Se tu vedessi con quale rassegnazione sopporta la sua disgrazia!

Perché, Luisito...

Signora Martina, lasci perdere queste cose tristi!

Ascolta, Rodolfo...

Lei lo chiede a don Rodolfo e io perdo sempre!

Molto bene.

Questo è molto bello, l'ha letto mia moglie.

Cosa c'è?

Ciao, Petrita.

E' arrivato qualcosa di nuovo di Superman?

- Non ancora. - E l'appartamento?

- Dobbiamo andare a trovare il proprietario. - Il proprietario?

E il procuratore. Cosa dice il procuratore?

- Il proprietario... - Chi deve andare dal proprietario?

- Ascolta, cara... - Che sciocchezza!

A domani. Lascio qui questo per la signora Paca.

- A domani. - Me lo dia. Vediamo se qui succede qualcosa.

Siamo alle solite. Puoi o non puoi tenerti l'appartamento legalmente?

No, Petrita. Non possiamo avere fretta.

- La signora Martina mi ha detto che è una brava persona. - Me l'immaginavo!

- Tanti anni ad aspettare per nulla! - Non fare così.

Vedrai che si aggiusterà tutto. Vediamo cosa succede, lui abita qui vicino.

- Io so già cosa succede. - Non fare così.

E allora il procuratore...

Cosa gli succede?

- Il naso. - Poverino.

E allora il procuratore ha detto che ci eravamo sbagliati. Questa è la storia.

Se lei volesse aiutarmi...

Capisco. Capisco molto bene questi casi umani.

E ho dato ordine di non far passare nessuno che cercasse l'appartamento.

Perché io sono malato, mi capisce? Malato di cuore.

E questa che sembra salute, è acqua.

Tocchi. Tocchi.

Devo andare in Svizzera, per farmela estrarre.

Ma per andare in Svizzera mi serve denaro.

E coi 30 pesetas che mi danno al mese, cosa posso fare?

Ho bisogno della casa per demolirla. E' così.

Cerchino di comprendere la mia misera situazione. Comprendano.

Quella farfalla...

Sì, ce l'ho. Grazie.

Questa è una gara a chi muore prima, se l'inquilino oppure io.

- Anche questo è umano. - Però... - Un momento!

Lei ha detto che Martina Rodriguez, che Dio non voglia, sta per morire.

Comprenda che a me interessa che lei muoia.

Perché se vi metto nell'appartamento, quello che muore sono io.

- Mi comprende? - Te l'avevo detto.

Però lei comprenda noi, sono 12 anni di fidanzamento e...

L'egoismo umano!

- Quanto darei io per avere la vostra salute! Io sono un caso triste! - Visto?

Ho molta acqua!

Cosa volete da un povero infermo?

Sa che se voglio mi tengo l'appartamento senza il suo consenso?

No. Io la perdono, ma non può tenerlo. No.

- No? - No.

Mi sposo con la vecchia ed essendo il suo vedovo...

Inquilino! Inquilino con tutti i diritti! Inquilino!

- Bene! - Inquilino!

Con tutti i diritti, inquilino!

Inquilino! Inquilino! Con tutti i diritti, inquilino!

- Dammelo. - Lascialo al piccolo.

Non picchiarmi, non sei mia madre, sei solo mia zia!

Ho detto fuori!

Vediamo se trovate qualcosa, perché Petrita non può continuare così.

Vediamo. Mi hanno detto che stanno costruendo molto per vendere.

Lo voglia Iddio.

Continua, bimbo, continua.

- Ti sembra bene così? - Sì, va bene.

Rodolfo, guarda. Ti ho annotato alcuni indirizzi che ti possono interessare.

Gira per i quartieri. E' il metodo migliore che ci sia.

Dopo tutto, sono agenzie.

Nulla, amico! Non preoccuparti, troverete qualcosa.

Bestie, adesso vediamo se smettete di seccare!

- Però questo è un furbacchione! - Arrivo.

- Vado di sopra. - Guarda se ci sono appartamenti.

- E' che sei un furbacchione! - Ma se è il mio desiderio.

Signora! I suoi bambini mi vogliono buttar giù dalle scale. Sono stufo!

Il contratto era per 3 e ora sono 8!

- Mia moglie è incinta. - Ci lasci in pace.

Che carino, quanto pesa?

Tre chili e mezzo.

Ha perso peso perché è stato male.

- Cosa gli dà? - Felargon e delle pappette.

Mescolato, perché il Felargon da solo costa troppo.

E' molto buono, lo do anch'io al mio.

Mercoledì scorso siamo stati da medico e ci ha detto che va molto meglio.

Attento col bidone! Sta bagnando il bambino.

- E la merenda? - Eccola.

Cosa ti succede?

- Forse è tosse convulsa. - Non credo. Sarà un po' di catarro.

Con questi cambiamenti di tempo!

Se trovassimo qualcosa qui, siccome è un posto così sano e bello...

Sì, molto sano e molto bello, però vedrai che non c'è un appartamento libero.

- E' dell'assicurazione? - Sì, però abbiamo avuto fortuna.

- Me lo dia. - No, lo porto io.

Potremmo avere una casa vicino alla Gran Via.

- Per 30 pesetas. - 30 pesetas.

- E quante stanze? - Quattro.

Abbi pazienza, Petrita, troveremo qualcosa. Bisogna continuare.

Per cosa? Perché perdiamo altro tempo?

Per meno di 3.000 pesetas non c'è niente.

E cosa vuoi che facciamo? Incrociamo le braccia?

Non ti rendi conto che gli anni passano?

Sì, Petrita. Però l'importante è che continuiamo ad amarci.

Per cosa? Meglio rinunciare.

Ti rendi conto, Rodolfo?

Così non puoi andare avanti.

Ricordi quando ci siamo conosciuti?

E io come sto? Sono uno sgorbio.

Non essere sciocca.

Tu per me sei sempre la stessa di allora.

Guardate! Con una gamba sola! Meglio di quelli che ne hanno due.

Che meraviglia! Salto come un grillo.

Lasciami!

Non fare così.

- Domenica torneremo a cercare. - Sì, sì. Domenica!

Né domenica, né mai. E' finita! Continuare a fare l'eterna fidanzata? No, bello! No!

- E' finita, è finita... e io cosa faccio? - E io?

Ho perso tutto: gioventù, illusioni, la vita!

Vedrai quello che faccio io!

Quando mia sorella partorisce, vedrai dove mi metto.

Ma cosa vuoi che io faccia?

Non vuoi andare in subaffitto. Non vuoi nulla.

In subaffitto? Per vivere come mia sorella?

Se tu guadagnassi, non avremmo problemi. Avremmo l'appartamento alla Porta del Sol.

Però tu vuoi che io sposi la vecchia e aspettiamo che muoia?

La sposo e la uccido?

L'ultima cosa che dovevo sentire!

Lasciami e vattene! Non voglio vederti mai più!

Lasciami!

Disgraziata! Sei una disgraziata!

- Chi ti sposerà ora? - Non mi importa!

Non ti importa? Neanche a me importa. A me importa che tu te ne vada!

Qui non puoi restare. Dove mettiamo il nascituro?

Litigare con lui dopo tutti questi anni...

Lasciateci dormire!

Non posso gridare in casa mia?

Grido perché pago per questo!

Fate silenzio tutti!

Dove andrai? Dove?

Devi sposarti con quel buono a nulla.

- Perché non subaffittate una stanza come noi? - Per vivere così, meglio morire.

Non preoccuparti, me ne andrò.

Vediamo se è vero. E prima è... che sia presto!

Perché di restare qui... non se ne parla, bellezza!

Che schifo!

Questi dannati bambini!

Teppisti! Sono un branco di teppisti!

Sono soltanto dei teppisti!

Ai miei tempi i bambini si comportavano meglio. Ma adesso...

Il vino.

Hanno messo di nuovo l'acqua nel vino.

Mi ricordo di Petrita e non mi vengono le idee.

Qui! Ce l'ho qui!

Alla salute!

- Viva la libertà! - Evviva.

In alto i cuori!

Mi ha lasciato.

Bene. Peggio... peggio per lei.

In confidenza, cominciava già ad annoiarmi perché è un po' grassa.

La conosco da quando era così...

e allora era splendida.

Davvero splendida.

- Cosa farà adesso? - Hai fatto qualcosa di irreparabile?

- Mi capisci? - Sì, ma...

- Da uomo a uomo... - No, parola d'onore.

Allora non hai nessuna responsabilità.

Beviamo!

Peccato che non possiamo tenerci l'appartamento. E' un peccato.

Se avessimo trovato l'appartamento prima, quando avevamo più illusioni...

- Rodolfo! - E' quella che ti ha lasciato?

Arrivo!

Aspetta. Aspetta.

Fammi sentire l'alito.

Puzzi di vino.

- Ti do una mentina... - Vengo!

- Rodolfo, sono Petrita. - Un momento.

Dove sono le mentine?

Non fare aspettare Petrita.

Tranquillo, Rodolfo. Mano ferma, ché hai il coltello dalla parte del manico.

Intontito.

Ci vediamo, ragazzo.

Anche questa è sistemata.

Vieni.

Qui! Staremo meglio.

Siediti.

Per favore.

Cameriere, porti due caff...

No, due cognac. Farà molto meglio a te e a me.

Sono molto nervosa. Ho i brividi.

- Tocca, è così da ieri. - Sì, ora sei affettuosa, ma dopo...

Cosa dicevi che si può sistemare?

Sì, Rodolfo, sì. Perché tu mi ami. Mi ami, vero?

- Dimmelo! - Certo che sì!

Giuramelo, Rodolfo. Mi faresti molto felice.

Dai...

Senta, per favore...

Allora, dimmi.

Ci ho pensato molto, Rodolfo.

Non ho dormito tutta la notte.

Io credo che la cosa migliore sia che ti sposi con la vecchia.

- Con la vecchia? - Sì, Rodolfo...

Dopo muore e potremo essere felici.

- Non credere che per me sia divertente! - Vedremo, Petrita.

- Guarda, parliamo seriamente! - Ancor più seriamente?

Non dici che mi ami? Non dici che se ti sposi con lei, ci rimane l'appartamento?

Questa cosa sarebbe ridicola.

E io che mi sacrifico perché ti amo, ma tu a me no.

Cinico! Sei un cinico! Un bugiardo! Solo un bugiardo!

E l'hai giurato!

Un momento, Petrita. Diciamo che questa è una pazzia.

Pazzia? E' una pazzia amarti!

Tu mi hai messo questa idea in testa e ora ti tiri indietro!

Vedrai! Vedrai quello che faccio ora!

- Mi butto sotto il metrò! - Si butta sotto il metrò!

- Non posso tornare a casa di mia sorella. Meglio morire! - Per favore!

- Proprio così! Lasciami! - Farò quello che vuoi.

Al metrò, ho deciso!

Non ho altra soluzione!

Sotto il metrò! Una giovane vuole gettarsi sotto la metropolitana!

Petrita, aspettiamo fino a domani. Conviene pensarci bene.

E poi ho lasciato il cappello nel caffè. Me lo porteranno via.

E' meglio che mi butto sotto il metrò!

- Per favore, Petrita! Aspetta! - Siamo alle solite!

Prima dici una cosa e poi un'altra.

- Lasciami! Vado nel metrò! - No!

- Escono. Dobbiamo parlarle proprio qui? - Che ne so? Lo saprai tu.

Io non c'entro nulla.

Eccola lì. Vieni.

- Glielo diciamo? - Che ne so io!

Che teatro! Avanti, eccola lì.

Signora Martina!

Ciao, figliolo.

- Dove vai? A passeggio? - Buona sera, signora Martina.

- E' che Petrita e io... - Vorremmo parlare con lei.

- E' per l'appartamento. - Forse lei...

E' meglio che parliamo da soli.

Visto? Dio chiude una porta, ma lascia aperta una finestra.

Guardi, a me sembra che...

Vedrà, Rodolfo ha trovato una soluzione.

- Sì? - Si sposa con lei e tutto si sistema!

- Come? Mio Dio! - Sì! Rodolfo si sposa con lei.

E quando sarà il suo vedovo, potrà tenersi l'appartamento.

Gesù, Giuseppe e Maria! Sfacciata! Svergognata!

- Lo vedi? - Vedo cosa?

Che colpa ho io se è una vecchia rimbambita?

Non so perché deve fare così. Andiamo! Non so!

Quando ti metti qualcosa in testa...

- Ora mi butta fuori! Che fregatura! - Ma cosa mi racconti!

Che sciocchezza!

Ci mancherebbe altro!

Su!

Va meglio?

Maledetta gamba!

Cha mancanza di tatto!

- Se lo dicevi a me... - E' stata lei.

Imbecille! E se la vecchia sveniva e restava in trance?

Dammela.

Smetti di bere.

Forse devi sposarla sul letto di morte e sei ubriaco fradicio.

Però anche tu, dimmi, non capisci che è una follia?

Capisco solo che puoi tenerti l'appartamento!

E un appartamento a Madrid vale più di mille donne.

Se lo perdiamo dove mettiamo la nostra clientela?

Bene, se vi sistemo la cosa, suppongo che avrò il diritto a restare nell'appartamento.

Non voglio saperne niente, è sotto la tua responsabilità.

Tu, tranquillo.

Vedi come sono gli uomini.

No, signora Martina, no. Rodolfo è un bravo ragazzo.

Io conosco gli uomini e lui l'ha fatto con buone intenzioni.

Però, se mi ha fatto una proposta disonesta...

E lei! Quella fidanzata è una svergognata!

Vuole che resti a farle compagnia?

- Se si sente male, non esco. - No, cara, vai a lavorare.

Però fai attenzione! Vedi...

- Senta, signora Martina! - Vedi come sono gli uomini.

Non ha capito nulla, signora.

Rodolfo vuole sposarla per altri motivi da quelli che crede.

Signora, Rodolfo è un gentiluomo. Un autentico gentiluomo.

- Rodolfo vuole sposarla... - Sì?

Perché quando lei muore, il suo gatto,

i suoi panni, i suoi mobili e la sua casa restino in buone mani.

Pensi al giorno in cui sarà in cielo coi suoi genitori.

Sì! Coi suoi genitori.

Se i miei genitori non fossero morti...

- Le sono solidale. - Non abuserebbero di una povera donna sola.

Perché mi avete abbandonato?

Guardi suo papà.

Signor Rodriguez, consigli sua figlia.

Le dica che, Dio non lo voglia, alla sua età potrebbe avere una paralisi.

Cosa farà, sola e invalida?

Chi le darà da mangiare, chi la metterà a letto,

chi assisterà una povera invalida meglio di suo marito? Nessuno.

Abbia fiducia in loro.

- Non la inganneranno. - Sì.

E ora, riposi.

Domani chiederà perdono a Rodolfo e si sposa come Dio comanda.

- E' per il suo bene. - Sì. - Certo.

Però, crede che Rodolfo venga con delle buone intenzioni?

Naturalmente. Perché è così diffidente?

Diglielo tu, Mery, per favore diglielo tu, perché a me non dà retta.

Certo che sì, signora Martina, Rodolfo è un bravo ragazzo.

- Io me ne intendo un po'. - Sì, figliola. Sì.

6 + 7 = 13, riporto di uno. 6 + 8 = 14, riporto di uno.

Bene, bene.

Questa invenzione dei fichi ripieni di mandorle è stata formidabile.

2.000 pesetas, Rodolfo! Nette!

- Ecco un buon sigaro per festeggiare. - Molte grazie!

Il commercio,

quando è onorato senza esagerare, dà i suoi frutti.

Don Manuel,

vorrei chiederle un consiglio.

Parla a voce alta, Rodolfo! Gli uomini devono parlare senza paura.

Riguarda l'appartamento, sa?

L'appartamento!

La mia fidanzata, Petrita...

si è intestardita... be', si è messa in testa che io mi sposi con la vecchia.

Lei mi ha detto che era l'unica soluzione, no?

A volte si dicono delle cose, ma quella non è una soluzione.

E' una cosa impensabile!

Sì, sì, anche a me sembra una roba da matti,

però oggi pomeriggio andiamo a parlare con la vecchia per metterci d'accordo.

Coraggio, vai a chiedere la sua mano.

Un momento, Saenz, qui non stiamo scherzando.

Senta... guardi...

io so che l'appartamento è bello, sulla Gran Via, però...

L'appartamento, a dire il vero, è stupendo! E in che posto!

Sì, tutto quello che volete. Ma non siamo in America.

Io la penso come lei. Vero che non devo sposarmi con la vecchia?

E' una questione molto delicata.

Il matrimonio è una cosa molto seria.

L'avverto, Don Manuel, che la vecchia muore quest'inverno e l'appartamento è molto bello.

- Quante camere dici che ha? - Quattro. E c'è anche il bagno.

Signor Sáenz, mancano i fichi.

Io me ne lavo le mani.

Al lavoro!

Che m'importa dell'appartamento!

Vengono sempre da me per i problemi.

Don Manuel, non potrebbe darmi un aumento per accontentare Petrita?

Faccia quello che vuole, ma senza fare clamore.

Poi la gente parla, ci facciamo una brutta fama e gli affari sono sacri.

Al lavoro!

Cosa c'entrerà lo stipendio con la storia della casa? Qui chi non corre è fritto.

Teodoro, annusa Petrita.

Sarà tua amica, quando ti mancherò io.

Guarda, sono già entrati in confidenza.

- Che gatto intelligente. - A me piacciono i gatti.

Perché gli ha messo un nome così brutto? Com'è bianco, guarda!

Per il mio povero fratello. Per mio fratello.

Per me questa storia del matrimonio è così... non le sembra?

Venga, venga! Le mani. Come marito e moglie.

Dimas, un po' di rispetto! Per la signora Martina.

- Un matrimonio è un matrimonio. - Non sempre.

Guarda, Rodolfo. Guarda. E' gelosa!

Sciocchina! Ma se faccio tutto questo per te...

per Rodolfo, per voi due.

Affinché tutto questo sia per voi.

Vieni, vieni.

Stai calmo.

Guarda. Guarda che posate!

D'argento.

E nuove.

Prendine una per Rodolfo,

che da oggi non è più mio ospite.

Quante ce ne sono?

E tu, dal primo del mese, lo stipendio a casa.

Lo stipendio a casa.

Bene. Io credo che siccome ora parliamo di queste cose...

Se Don Dimas ci lascia un momento...

Con molto piacere.

- Dille di tenermi. - Vai. Così litigano.

- Si sta bene qui, eh? - Sì.

Sempre ai suoi ordini.

- Don Dimas se ne va? - Sì.

E' che, siccome parliamo di soldi, lei capirà che...

Perché certo, io, Rodolfo...

Rodolfo, parla tu, è una faccenda tua.

Dopo tutto, io...

Dimmi, figliolo. Dimmi.

Ecco... io... quello che dite voi.

Questo, come succede sempre, lascia a me le cose sgradevoli.

Perché è un debole, tutti fanno di lui ciò che vogliono.

Ciò che vogliono, signora Martina! Dovrebbe vergognarsi!

Lo guardi! Si abbuffa di pasticcini, senza preoccuparsi per il suo futuro.

- Bene, veniamo al dunque... - So dove vuoi arrivare.

Guarda, lo stipendio di Rodolfo,

quello che mi dà Don Dimas,

quello che mi dà Mery, che è una brava ragazza...

E' tutto per Rodolfo.

E anche i risparmi del mio povero padre, che non ho mai toccato...

e che sono molto ben custoditi nel mio libretto di risparmio.

No, signora Martina, lo dicevo perché, quando ci sposeremo Rodolfo e io,

Dio voglia che sia il più tardi possibile, avremo bisogno di un po' di denaro.

- Sa... un matrimonio. - Pensi che non lo sappia?

Ho fatto i miei conti.

Un matrimonio, anche come il mio,

costa molto.

Perché io, sai, mi devo far fare un vestito. Chiaro?

Senta, i suoi parenti non ci resteranno male per il libretto?

Figliola, io sono sola... sola al mondo.

Ma ora no,

ora ho Rodolfo.

Bene. Lo lascio nelle sue mani, signora Martina. Nelle sue mani.

Sì, figliola.

Quel negriero! Perché non esce lui a distribuire i fichi alle mandorle?

- Che bella parte che stiamo facendo. - Me ne frego. La parte che ho io sabato.

Non fare così, sembra ti debbano sgozzare.

Senti cosa ti dico: se io trovavo una pacchia come quella della vecchia,

con un appartamento così bello,

mettevo su una pensione e davo un calcio a quello là.

Sarebbe meglio avere i soldi e comprarti un appartamento dove vuoi.

Guarda che casa. Accanto alla Puerta del Sol.

E senza dover sposare nessuno.

Ti dirò: a me non piace questo posto per viverci.

- Troppa gente, troppo traffico... - Molto bene!

E' che gli si è inzuppata una suola...

Abbiamo camminato tutta la mattina!

Se vado in rovina, finite sulla strada tutti e due!

Tu non mangiare tanto, imbecille! E domani che venga tua madre.

5, 4, 3, 2, 1, basta!

Il segreto del popcorn è che non lascia un gusto cattivo.

- Molte grazie, don Manuel. - Senta, don Manuel.

Questo non danneggerà la vendita dei fichi?

Al contrario!

Questo prodotto ci accredita molto sul mercato.

Perché credete che ho lottato un anno per ottenere l'esclusiva?

Perché è una macchina meravigliosa, che ci renderà famosi.

Riempiamoci la pancia.

- Sono molto nutrienti. - Certo.

- Sì, signore. Sono molto saporiti. - Pronto?

- Prenda, mangi. - Squisiti. - Sì, un momento. Rodolfo, è per te.

- Vengo. Don Manuel, posso? - Sì, vai al telefono.

- La chiamata quotidiana. - Alla salute!

Alla salute, don Manuel, un giorno è un giorno.

Pronto?

Sì, Martina.

Sì, ho già mangiato il panino, era molto buono.

Il cappotto? Ho portato l'impermeabile.

Rodolfo, riattacchi! Sono due anni...

che sopportiamo quella vecchia idiota che non muore mai!

Non si preoccupi e mangi.

Ma se non ho freddo.

Lei deve riguardarsi, ché esce di casa e dopo prende freddo.

Andiamo!

Verrò al caffè, però poi devo tornare in ufficio.

Mi dice sempre di restare, ma io non posso.

Ne parleremo più tardi.

Arrivederci.

Roba da matti, com'è diventata Madrid.

- Il bambino. - Sei pronto?

Stacci attento.

Il Danubio blu.

- Questo abito che dice non sarà troppo chiaro per me? - No, signora Martina.

Leggo su Vogue che la moda di quest'anno è a base di stoffe stampate.

E quanto costa?

Poco, è molto conveniente ed è molto bello.

Un sogno di vestito, le starà molto bene. Una cosa stupenda!

- Ciao. - Ciao, Lola. - Cosa fai?

Nulla, faccio merenda con la mia padrona...

- E tu? - Faccio un giro. Ascolta...

Ascolti, signora Martina. Questa amica è con suo zio che è venuto da Vitoria.

E mi invitano a teatro. Se a lei non importa...

Sì, vai Petrita. Divertiti, ché lavori tanto.

Allora, arrivederci.

Addio, Rodolfito.

Che ragazza affascinante, e che amicizie che ha!

Ascolta, Rodolfo. Dovresti sposarti con Mery quando ti muoio io.

Lei sì che è una brava ragazza e non altre che conosco.

Le vengono certe idee...

Perché mangi così in fretta? Ti farà male.

Le ho già detto che devo tornare in ufficio.

Tutti i giorni la stessa storia. Arrivi e già pensi ad andartene.

- Il lavoro è lavoro. - Sì, lo so.

Però quell'ufficio è un'impresa di pompe funebri.

Mari Cruz, dai il cappotto al signor Rodolfo.

Si è rinfrescato molto.

Sì, lei si preoccupa molto per il signore, ma dovrebbe preoccuparsi per sé.

- Glielo dico al signor Rodolfo. - Non dirglielo! - Sì, così la sgrida.

Questa mattina è caduta di nuovo.

E perché è uscita? Il dottore le ha detto di riguardarsi.

Vedi, figliolo, passare un po' di tempo qui, con questa bella musica,

mi fa meglio di qualunque medicina!

Stai bravo!

Dammi il fucile, piccolo.

Rodolfo, questo signore mi ha preso il fucile!

Per favore, glielo ridia.

- E lei chi è? - Andiamo, voglio vedere gli orsi!

Petrita, Paco Pepe vuol vedere gli orsi.

Andiamo.

Che schifo! Sono esasperata!

Fare l'infermiera!

Sopportando questi due selvaggi!

- Con te, che scoraggeresti chiunque. - Voglio vederlo!

E a te, in compenso, ogni giorno va meglio.

Hai fatto un bell'affare sposandoti. Hai un vestito nuovo.

Quello del matrimonio non potevo mettermelo.

- Sono stufa. - Non può saltare fin qui?

No, non si preoccupi. E' stato calcolato.

Parla con tutti tranne che con me.

Ho letto che al polo nord gli orsi saltano da un blocco di ghiaccio all'altro.

Al polo, ma qui non si preoccupi, questi sono cuccioli.

Guarda come prende il bastone.

Voglio il cappello.

- Dammi il cappello. - No!

- Stai attento! - Non lo tiro, voglio giocare.

- Io ti conosco! - Non lo tiro.

Appena glielo dico, lui lo fa! Me l'ha tirato. Dove sarà il cappello ora?

Trovi sempre il modo per rovinarmi il pomeriggio.

- Andiamo, bimbo. - E cosa dico a Martina?

Se ti preoccupassi per me come per il tuo cappello...

Cos'è? Hai paura che lei ti sgridi?

Senta. Il bambino ha buttato il mio cappello agli orsi.

- E cosa possiamo farci? - Ancora col cappello! Lascia perdere!

Niente. Si preoccupa di me come se io fossi un cane. Lascialo perdere! Va bene?

Dove ho messo il mio rosario?

Vediamo nel comodino.

Oh, Signore! Mi è caduto il mio rosario.

Martina? Martina, posso entrare?

Cosa fa, Martina? Perché non chiama?

Non capisce che è malata?

No, figliolo, non succede nulla. Mi è solo caduto il rosario.

- Allora mi chiami... - Non voglio...

che entri quell'indecente di Don Dimas e se ne approfitti.

Dobbiamo mandarlo via, piccolo... dobbiamo mandarlo via...

Sì, va bene.

- Dove vai? - In ufficio.

Stiamo facendo il bilancio.

Vediamo...

Da quando sono malata, quella tonta di Mari Cruz se ne frega.

- Non si preoccupi. - Come faccio a non preoccuparmi?

Trasandato! Sei un disordinato!

Vediamo, ti sei messo le stecche nel colletto?

- Sì, vede? - Molto bene.

- Hai del denaro? - Mi restano solo 12 pesetas.

Aspetta... aspetta...

Hai bisogno di soldi per invitare il tuo capo.

- E' molto simpatico. - Sì. Gli porto un sigaro.

Vieni. Prendi, così bevete una birra.

Così dopo porti il resto. Prendi, maritino.

Uno, e un altro, e un altro.

E un altro da 100. E un altro, figlio mio.

- Mille grazie. - Di niente, figliolo.

Vediamo. Ti hanno stirato i pantaloni?

Vediamo, figliolo.

Sì, è molto dritta la riga.

E Mari Cruz ti ha pulito le scarpe?

Che non te le pulisca il lustrascarpe. Usano l'acido.

L'altra.

- Bene, Martina. A domani. - Arrivederci.

A dormire, adesso. A dormire.

Ciao, figliolo.

Dì a tua sorella che questa settimana mi ha fatto un pasticcio coi vestiti,

La voglio ben pulita.

- Un momento. - Cosa?

Addio, Don Dimas.

Don Dimas, devo andare a sbrigare i miei affari.

Ascolti, lei è una brava persona, ho per lei molta simpatia.

La ringrazio molto per la fiducia che ha in me.

Però lotto da 2 anni con quel callo e non voglio vederlo più!

- Ogni giorno peggiora. - Che sia l'ultima volta!

Vada da Jimenez Diaz, da chi le pare!

- Senti. - Cosa?

Ti ho detto di lasciare un telefono quando esci, perché questa muore.

- Muore... - Ciao, vicini. Cosa succede?

Vedi, qui non possiamo parlare con tanta gente.

- Bellezza, possiamo entrare da te? - Sì, entrate.

- Volete qualcosa da bere? - Grazie, bellezza.

Ti muovi meglio delle onde...

- Sedetevi, ragazzi. - Sono di fretta.

Lì avete i bicchieri.

Prendi.

Guarda che la vecchia è molto grave e stavolta io sono d'accordo col medico.

- Dove vai? - A ballare.

E' l'onomastico di Petrita e...

Qui c'è una moribonda e tu vai a ballare.

Dove vai a ballare, Rodolfito?

Al Sesamo. Mi hanno detto che è un bel posto, in stile parigino.

- Non mi ci porti mai! - Non ballo molto bene.

Vieni, ti insegno io.

Avanti, così, cha-cha-cha...

Non puoi ballare col cappello in testa!

- A me cosa piace di più con la birra sono i cuori mare. - A me piaci tu.

Balliamo?

Non staremo così tutto il pomeriggio.

Come vorresti che io stia?

Dai, balliamo.

Dovevamo sposarci prima, Rodolfo.

Anche se dovevamo vivere in una baracca.

Tu senza uniforme non sei nulla.

E' l'uniforme che le dà personalità.

E guardi come la indossa: sporca, senza bottoni.

- E levati quel fazzoletto. - Sissignore!

Domani che venga tua madre! Voglio dirle che razza di figlio ha!

- Sissignore! - Meno "sissignore"!

E porta quei 300 sacchetti al cinema Encomienda! E prova la canzone!

Pronto?

Sì, niente telefonate personali.

Le ho già detto mille volte che il lavoro è sacro.

Be', allora è un'altra cosa!

Va bene, adesso arriva.

Così è la vita.

Rodolfo, non devi prenderla tragicamente,

Ma una morte è sempre una morte!

Alla vecchia stanno dando il Viatico.

Allora posso andare?

Sì, certo. In questi casi...

Pulvis eris e... be', eccetera. (Polvere eri e polvere ritornerai)

- Dovrei accompagnarlo? - Le più sentite condoglianze.

Lei approfitta sempre di ogni occasione per non muovere un dito.

Vada! Lo porti con la mia auto e chieda la data dei funerali.

Grazie.

Questo non è un divano.

- E' il letto dove dormo. Non può pignorarlo. - E' un divano, lo dice la ricevuta.

Io lavoro duro, capisce? Io sono di parola. La pago dopodomani.

Sennò impegno questo, che è un ricordo della mia povera mamma! Che riposi in pace!

La pago dopodomani. Per 40 pesetas mi farà dormire per terra?

Sono il miglior callista di Madrid! Di tutta la Spagna! Scuola tedesca!

Si sieda, per favore. Si sieda!

Mi dia il piede. Glielo faccio diventare di carta velina.

Le farò comunque il pignoramento.

Voltati e guarda quelle due bellezze.

Ce ne sono poche così.

Ascolta, bella, ti sta parlando il tuo bimbo.

Ti porto alla Sierra, ti faccio posto qui sopra.

Io devo arrivare.

Guarda che modo di camminare! Così rompi il marciapiede, bellezza!

Guarda che uno scapolo è un assegno in bianco.

Senti, senti! Giarda, bambina.

Non sai quello che ti perdi.

Dove vai?

Ma mi senti? Mi senti?

Pesto? No. Pesto? No. Pes...

Sei un'imbrogliona, non sto pestando.

Sta arrivando Rodolfo.

Ha visto come le ho sistemato il piede?

- Le fa male qui? - Sì. - Non è nulla. E' un dolore fisico.

Ma il dolore morale del vedovo che resta solo?

Anch'io sono solo.

E' solo e non sa comprendere la solitudine? Va a messa?

- Me lo dica: va a messa? - Sì.

Va a messa e non sa cos'è la compassione? Dio la castigherà!

- Don Dimas! La signora ha perso conoscenza! - Che momento per fare un pignoramento!

Ho l'obbligo di pignorare e lo faccio!

- Lei non pignora nulla! - Trova sempre delle scuse.

La situazione non è adatta per portar via il divano. Capisce?

Prenda questo sigaro e stia tranquillo.

E torni dopodomani. Dopodomani la pago.

Che tipo pesante! Per 40 pesetas che mi spendo in sigari!

Ha visto, don Dimas? Povera signora, che grande disgrazia!

E' normale, era molto vecchia.

E' la legge della vita. Mi tolga questo. Succederà a me, ma non a lei.

Don Dimas, cosa do al mio gallo che è un po' indisposto anche lui?

Testosterone! Testosterone! Propionato di testosterone!

Tra le mie braccia, Rodolfo!

Devi essere forte, devi essere coraggioso! La gente non capisce la solitudine!

- Don Dimas! Don Dimas! - Dopodomani pagherò.

Non dopodomani. Domani farò il pignoramento anche se non hanno sepolto il cadavere.

Dimmi cosa succede.

Nulla, sono cose mie. Quello che devi fare è non tardare, perché la vecchia muore.

Andiamo, ché muore. Muore davvero.

Non disturbare, fuori!

Che pesante! Permesso...

Permesso.

Calmati.

Guarda! Lo vedi?

Quando arriva l'ora, la scienza è impotente.

Come un uccellino.

Portate via quel cappello, ché porta sfortuna e muore qualcuno.

Calma. Calma.

Mari Cruz, prepara un po' di caffè per le signore.

E porta la bottiglia di anice per don Rodolfo.

Don Dimas, deve scrivermi la medicina per il mio uccello, s'è dimenticato di me?

Be', ora non stiamo a pensare ai galli.

E finché non muore, io dove vado?

- Non dovevi licenziarti da quella casa. - Vado da mia sorella. Per una notte...

- Non starà in agonia una settimana! - E io che ne so?

E il libretto? Il libretto di risparmio?

- Lascialo perdere, ora. - Dobbiamo cercarlo!

E vediamo come sono i mobili.

Bisogna buttar via tutto. Puzzano.

- Non è il momento, Petrita. - Cos'è questo?

- Vediamo... - E' il bagno.

- Manca l'acqua. - A quest'ora non c'è pressione.

- Che schifo! - Lì vive Dimas.

Con permesso.

- Buona sera. - Buona sera, Petrita! Entri!

No, volevo solo dare un'occhiata.

- Continui a lavorare. - Grazie.

Che schifo! Tutto quanto!

Quello potrebbe aprire la finestra...

- Per poco svenivo... - Buona sera.

Rodolfo, devo uscire un attimo. Scusami, torno subito.

E questa... ascoltami! E questa bisogna cacciarla subito!

Mi piacerebbe sapere cosa è successo qui tutto questo tempo.

- Mi dispiace molto. Vado da sua moglie. - Grazie.

Che bella Madonna, guarda, col suo lumino e tutto.

E' piena di polvere. Che schifo.

Guarda che pareti! Che orrore!

Quante stupidaggini tiene qui questa signora.

Vediamo...

Vediamo il letto, poverino mio!

Ora avrai davvero il tuo letto.

Se troviamo il libretto di risparmio!

Forse quella donna ha lasciato tutto per le messe.

Non so, non so come faremo...

Bisogna dipingere tutto, cambiare tutto.

Andiamo a vedere.

Poverino mio.

Ma Petrita...

- Tu non capisci... - E qui cosa faremo?

Questa cucina è un porcile.

Che orrore! Guardiamo questi piatti.

Non li lavi mai questi piatti?

Che brodaglia. Vediamo questo pentolino.

Sì. Non si può usare niente in questa casa.

E qui? Cosa c'è qui?

- Ma cos'è questo? - E' dove io dormo, signorina.

Che orrore! Puzza di gatto! Che schifo!

Vediamo. Cos'hai comprato?

Siccome la signora sta così male, io non mi sento bene.

Lascia fare a me. Vediamo...

Vediamo. Cos'è questo?

Hai visto che acciughe? Che orrore! Dove le avrà comprate?

Se non arrivo in tempo, ti avvelenano.

Ma non ti preoccupare, ora scendo al negozio e ti preparo una cena stupenda.

Ora vedrai. Butta via!

Prendi questa siringa. Che schifo!

Che cena!

Avevo una fame! E' stata stupenda.

Perché non hai messo il pollo in ghiacciaia?

Signorina, io non mi sento bene.

Guarda che bello! E domani, pollo!

Sembra un tacchino.

Sarà delizioso!

Smettete di toccarlo.

- Tieni! In ghiacciaia! Muoviti! - Come cucina, Rodolfo!

Sempre da una parte all'altra.

E ora, in onore di Petrita, imiterò l'inglese ubriaco.

Basta con queste sciocchezze.

Si sieda!

Meno male che c'è qualcuno in questa casa che ti fa stare zitto.

- E' una tale barba! - Si sieda! Non ha sentito?

Dobbiamo parlare.

- Don Dimas, le piace questa casa. - Sì.

Le piace come cucino io.

E ha visto: niente polpette, ma pollo.

A chi non piacerebbe questo?

- Quanto dava alla signora Martina? - Petrita, io credo che...

Questo non mi piace per niente!

Guardi, signorina. Io con lei non ho niente da discutere.

Ma con il vedovo, con l'inquilino della casa.

Forza, parla tu! Parla!

- Lascia perdere ora, mi pare che... - Zitto tu! Lascia fare a me!

- E lei non rida, perché lei... - Cosa c'entro io?

- C'entra, che lei prende la sua roba e se ne va via. - Perché?

Perché questa casa, almeno da adesso, sarà una casa decente...

E in una casa decente non possono vivere certe persone. Lasciami!

Senta, qui l'unica indecente è lei!

- Diglielo tu, Rodolfo. - Meno confidenza!

- Non siamo a Casablanca. - Questa sfacciata mi sta insultando!

Io sono più onorata di lei, non ho fatto sposare il mio fidanzato con una vecchia.

Il suo fidanzato! Quale sarà mai il suo fidanzato?

Andate nella stanza accanto, devo allattare il mio bambino.

- Così magari troviamo il libretto. - Ah, sì.

La colpa è mia, perché le ho procurato l'appartamento.

Ascolti, e lei meno burle, ché non mi frega nessuno.

In casa mia comando io e faccio quello che voglio!

Continueremo domani.

- Cosa le ha preso? - Non lo so...

Un momento, calma, ché qui non succede nulla.

E tu non piangere, Mery.

Ci sono qua io a difendere i tuoi diritti e i miei.

- Quella la porto in tribunale. - Bene!

Quanto sei brava a fare il riso col latte.

Povero Rodolfo.

Niente!

Quella del libretto è una frottola.

Cos'hai?

Non voglio guardarla.

Mi dà un non so cosa.

Non ti preoccupare.

Così è la vita.

Hai ragione.

Adesso abbiamo l'appartamento.

Martina. Martina...

Sto morendo...

No, Martina. Non sta morendo.

Il libretto... lì, nel quadro.

Grazie.

- Rodolfo, quello che temevamo. - Grazie, Don Manuel.

- Ora hai l'appartamento, eh? - Non fare così.

Che bel futuro!

Ecco che arriva la belva. Siccome me ne vado di casa...

- Resta, è capace di metterci i suoi parenti! - Non sono pazzo, addio!

Bimba, dai un bacio a tua zia.

- Venite! - Sì, sì. Vai.

Salite sull'auto. Dai, sull'auto.

Rodolfo! Guarda che belle unghie che ho! Visto che bel colore?

E guarda la maglia che mi sono comprata!

Guardami! Non mi stai guardando!

E' un funerale, portateli via.

- I bambini vogliono venire al cimitero. - Non capisci che è una mancanza di rispetto?

Non fare lo sconsolato. I bambini devo prendere aria. E l'auto è pagata.

- Ma che male ci ha fatto questa povera vecchia? - Nessuno!

Sali con loro. Io vengo subito. Muoviti.

Bene. Tu vai a casa a preparare i filetti.

Li fai impanati, così quando finiamo col cimitero andiamo dal mobilificio.

Arrivederci.

Le stai dando un'importanza...

Avanti, salite!

- Arrivederci, tesoro - Arrivederci, mamma.

Stai buono.

- Prenditi cura dei tuoi fratelli. - Sì, mamma.

- Arrivederci. - Arrivederci, mamma.

Tornate presto! A più tardi!

Non fate arrabbiare la zia!

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