All language subtitles for Allt jag inte minns - S01E02

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Original subtitles

Non so cosa dire.

Posso fare qualcosa?

Quando hai visto l'ultima volta Samuel?

Un paio di settimane fa. È venuto con l'auto per prendere qualcosa in negozio.

Riposi in pace.

Sembrava felice comunque. Cantava una canzone e mi ha salutato.

Ti ricordi il giorno esatto?

No, ma era dopo l'incendio.

Quindi eri qui quando ha preso fuoco?

Beh, devo andare a spostare delle scatole.

Ci stiamo trasferendo, così...

Mi dispiace tantissimo. Davvero.

Tutto quello che non ricordo

- Ciao. - Ciao, ho provato a chiamarti.

Ci sono tante cose che non quadrano. Hai tempo per parlare un po'?

Ora proprio non posso, lavoro.

Sai che oggi avrebbe compiuto 28 anni?

Vuoi qualcosa? Caffè, tè, vino?

Non hai qualcosa di più forte?

- Whisky? - Sì, grazie.

- Che carino qui. - Grazie.

Grazie.

- Tu non prendi niente? - No.

Ok. Cin cin.

Senti, quella chiave...

Era della casa di mia madre. O...

di quello che è rimasto della casa di mia madre.

Che facevate lì?

Hai parlato con Vandad?

Te lo chiedo io.

Erano anni che cercavo qualcuno che...

mi facesse sentire tutt'una col mondo.

E adesso c'era Samuel.

Non ho mai avuto il tempo di imparare l'arabo.

Posso insegnarti.

Come si dice...

il cibo è pronto?

Cibo?

Ci chiudevamo in una bolla e lasciavamo il mondo fuori.

Ma il mondo era più grande di noi.

Ciao.

Parli arabo?

Vuoi che ti portiamo in ospedale?

- Non voglio. - Non aver paura, è un tuo diritto.

Qualcuno ti ha picchiata?

Il mio uomo.

Il mio ex-uomo.

Diceva...

che mi aveva visto insieme...

ad un uomo nero.

Ma era solo un amico.

Mi ha preso la testa...

e me l'ha sbattuta sul mobile.

Devi denunciarlo.

Posso seguirti io.

Non posso denunciarlo.

Lui...

ha perso la ragione.

Lui è...

Scusa il disturbo, dobbiamo andare ora. Daud!

Che strada fate?

Questa è la mia vecchia stanza.

Daud. Puoi prendere questa stanza se ti va.

Diglielo.

Digli che può fare ciò che vuole.

Daud, hai visto?

- Come dite scarpa? - "Jazma".

- Come dite grande? - "Kabiira".

Kabiira jazma, Daud.

Cosa vuol dire "perché"?

La domanda piuttosto è: "perché no"?

Perché non doveva cogliere l'opportunità di fare qualcosa di concretamente utile?

Passava le giornate stretto nella camicia di forza della burocrazia.

A seguire protocolli e direttive.

Prenotava viaggi a persone che non volevano andarsene.

E la casa di sua nonna era lì vuota.

Non è strano che Samuel volesse aiutare...

è strano che gli altri non facciano lo stesso.

So che l'hai rubato tu. Lo capisci lo svedese?

- Dammi il mio annaffiatoio! - Perché dovrei prendere il tuo annaffiatoio?

- Telefono alla polizia. - Fai pure.

Arabo maledetto!

- Nonna. Ciao. - Ciao.

Guppe è un nostro amico. Non dire così, diventa triste.

Io non sono amica degli zingari ladri.

Guarda cosa ti ho portato.

- Guarda! È la mia radio. - Sì.

- La metto qui. - Sì.

- Sei Vandad? - No.

- Lei è Laide. - Ciao.

- Da quale paese vieni? - Dalla Svezia.

Mangi il maiale?

No. Sono vegetariana.

- Hai la patente? - Sì.

Brava. Una donna moderna deve avere la parente.

Vogliono togliermi la patente. Hai parlato con quegli idioti?

Ho chiamato, ma era occupato.

Hanno sicuro staccato il telefono.

Prova di nuovo. Altrimenti scriviamo una lettera.

No, ora voglio andare a casa.

Ma siamo a casa.

Per un po' sarà questa casa.

Così ha parlato con Laide prima di parlare con me?

- Perché, non dovevo parlarle? - Sì.

Sì, certo, è solo... che importa.

In quel periodo non vedevo spesso Samuel.

Veniva a casa per lasciare la biancheria sporca e prendere la pulita.

Ogni volta gli chiedevo se volevamo uscire, ma non aveva tempo.

Era tranquillo.

Ascolta. Sono al 100% fedele all'azienda.

Do il 110 per cento 24 ore su 24, dovreste tenerne conto.

Ma Bengt, ti prego...

Quando non lavoravo, stavo per lo più a casa, a fare videogiochi.

Ok, jalla. Va benissimo, Bengt. Ciao.

Cercai di trovare dei modi legali per trovare il denaro per l'affitto.

Mentre Samuel e Laide andavano alla SPA,

mangiavano zuppe vegane e incontravano la famiglia di lei.

Hamza...

- Ciao, Vandad. - Come va?

Bene. A te?

Sto cercando lavoro.

Non è facile, eh?

- Mi ha fatto piacere vederti. - Ehi, fratè...

- Mi presteresti 20000? - Quanto?

- 20000. - 20000! Vandan, io...

Ti prego. Devo avere dei soldi. Due, tre settimane al massimo.

- Due, tre settimane? - Al massimo.

- Ok. Ma niente interessi. - No, no, va bene.

Un giorno mi ha chiamato Nihad.

Mi chiese se poteva trasferirsi una donna di nome Zainab.

Io non chiedevo mai a Samuel.

Perché doveva rifiutare?

Avrei voluto affogare io...

al posto suo.

Avrei voluto mi trascinasse con sé.

Sarei libera da questi incubi.

E i bambini!

Nessuno di loro sapeva nuotare.

Non ci hanno dato nemmeno i giubbotti di salvataggio.

Che Dio vegli su di loro.

- Ciao, Björn. - Ciao!

- Tutto bene? - Un po' stressato.

Ho una scadenza per una questione sulla crisi dei rifugiati.

Ufficio Immigrazione Svedese... che idioti.

- Ti presento Laide. - Piacere, ciao.

Vedo che avete visite.

Non dovete temere, non dirò nulla. È giusto quello che fate.

Avrei potuto fare la stessa cosa.

È stato un piacere, Björn.

Ciao. La polizia è qui e cerca Deeba.

Non se n'è andata.

Ho spiegato che l'hai aiutata con la storia dell'immigrazione

- e che eravate colleghe. - Sì, infatti.

Ma non so niente di questa storia.

- Quindi non l'ha sentita? - No, da mesi non la sento.

Comunque sappiamo che non ha lasciato il paese.

Credo sia assurdo che... inseguiate persone nella sua condizione.

Beh, è libera di pensarlo.

- Nessuna idea di dove sia ora? - No.

No, per niente.

Ma mi faccio sentire se mi viene in mente qualcosa.

Prenda il mio numero, può chiamare qui.

- Grazie. - Grazie.

- Ehi, che succede? - Che cazzo fai?

Vattene. Vattene, ho detto!

Te lo spiego così, coglione?!

Vattene.

Dentro di me ho capito...

che salvarlo era un mio compito.

Quella volta l'aiuto di Vandad fu un bene.

Ma Samuel non avrebbe dovuto coinvolgerlo più.

Samuel mi ha detto che hai abortito.

Scusa?

Samuel mi ha detto che hai vissuto a Bruxelles. (bo=abitare)

Non mi hai chiesto se ho avuto un aborto?

Aborto? No. Che aborto?

Ho chiesto se hai vissuto a Bruxelles.

È noiosa Bruxelles, vero?

Fu un'idea di Samuel quella di farmi prendere il controllo della casa.

Era un po' preoccupato, perché la gente iniziava ad aumentare.

E ogni giorno succedeva qualcosa.

Una donna era incinta e aveva la febbre...

ma era spaventata a morte all'idea di andare in ospedale.

Poi c'era un'altra donna che diceva...

che due persone di sopra le avevano rubato il braccialetto d'oro.

Ehi!

Chi sono Sahid e Mohammed?

Mohammed.

Sahid.

Così divenni una sorta di mediatore.

Per favore, non fate casini, aprite le borse.

Le vostre borse, apritele!

Ok, mostrami tutto.

- Non abbiamo niente. - Zitto.

È tutto.

Avevano delle cose che non sembravano del tutto maschili, per così dire.

Ma il braccialetto d'oro non era lì.

Due notti dopo, quei due erano spariti.

Insieme al televisore di sopra che non funzionava.

Da lì andò tutto a rotoli.

Dove sono i miei soldi, idiota

Hai da accendere?

Cazzo!

Che cazzo!

Prima di venire qui, ero un mago.

Bello.

Che cazzo stai facendo?

Stai lontano da me, cazzo!

Vattene a fanculo!

Vattene.

Vattene, ti ho detto di andartene!

Stronzo.

Hai... pagato l'affitto?

- Che intendi? - L'affitto.

Per... il cibo e...

la roba. Per vivere qui.

- Mi spiace, ma Samuel non mi ha detto nulla. - Lascialo perdere. Comando io, ora.

Paghi 5000 ogni venerdì. Ok?

Ok?

- Ok. - Bene.

Una sera sentii il vicino litigare con sua moglie.

Urlava come un matto.

Penso sia stato lui a dare fuoco alla casa.

I tuoi ospiti sembra si siano sistemati bene.

Per quanto tempo resteranno?

Non lo so.

- Fin quando vogliono. - C'è qualche problema?

No, era solo per chiedere.

Ho trovato nei miei bidoni la vostra spazzatura.

Mi dispiace molto. Non accadrà più.

Non preoccuparti. Ho solo paura che vi caccerete nei guai.

Vuoi entrare?

Li saluti.

Una tazza di chai.

No. Magari un altro giorno.

Ma... solo perché l'hai sentito litigare con sua moglie?

No. L'ho visto con due taniche di benzina.

Che diavolo ne doveva fare? Guida una cazzo di Tesla.

Forse per la falciatrice, chissà.

- Che ci fa tutta questa gente qui? - Ci vive.

Tutti quanti? Ti spiace farli entrare?

- Smamma. - Prego?

Smamma.

- Puoi chiedergli di entrare? - Perché dovrei farlo io? Fallo tu.

Scusate.

Non potete stare fuori.

Dovete entrare.

Laide.

Volevo salutarti.

Vado in India domani.

Perché?

È giusto così.

Sei un avvocato?

Mi chiamo Laide.

Ok.

Poi passò cinque minuti a pregare e a ringraziare Allah.

È stato strano sentirla ringraziare un Dio in cui non credo.

Non doveva piuttosto ringraziare noi?

Almeno Samuel.

Ti spiace se ne prendo un po'?

Grazie.

- Non sono stato io ad invitarli. - Chi l'ha fatto, allora?

- È stato Vandad? - Cosa vuoi che faccia?

Dovrei buttarli in mezzo a una strada?

Lui sta lì tutti i giorni. Ci sta facendo un favore.

Dove sei stata tu ultimamente?

Non puoi prendertela con me.

- No, ma dimmi dove sei stata? - Non farlo!

- Osman l'ascoltava sempre. - Tuo padre?

Hai presente la libreria a parete?

Non ne avrò mai una.

Penso sempre che potrebbe crollare.

Dopo il divorzio non sapevamo dove andare, così ci trasferimmo da mia madre.

Il padre di Samuel a volte passava per salutarlo.

Da quella volta lui si rifiutò di chiamarlo "papà".

Lo chiamava per nome.

Mi raccontò che vi siete conosciuti in un bar in Andalusia.

Sì.

Siete stati felici e poi lo siete stati sempre meno.

E la Svezia era cambiata.

Il papà di Samuel aveva paura di perdere il lavoro.

Poi si è ammalato. Samuel non mi ha mai detto di cosa.

Ci fu un litigio.

Era un continuo litigare allora.

Doveva essere passato qualche anno dal divorzio...

lui trovò dei contatti e se ne ritornò in Marocco.

E non abbiamo saputo più niente.

Penso sia stata dura per Samuel.

Se la cavava senza di lui.

Devo darlo a Daud. Me lo diede mio padre.

Cosa credi stia pensando?

Che è deprimente essere in trappola.

Che cazzo fanno? Bevono e mangiano e basta.

Chi cazzo dà un coltello ad un bambino di 10 anni?

Sarei molto felice se mi padre mi regalasse un coltello.

Era uno stronzo.

Ci ha creato un sacco di problemi e se ne è andato. Ci ha lasciati.

Samuel disse che lei l'aveva cacciato.

C'è mia madre.

- Puoi portare tutti in cantina? - Cosa?

Tutti quanti. Puoi portarli in cantina? Tutti insieme, ok?

Ehi, lassù? Scendete subito.

Prendete le vostre cose e seguitemi, ok?

Presto. Raccogliete le vostre cose e venite in cantina.

- C'è la polizia? - No.

Chi è arrivato?

Presto, la porta a destra.

Presto!

Piano, piano!

- Con calma. - Dio, aiutami!

- Dio, indossi quella vecchia maglia? - È la mia preferita.

- Hai avuto gli amici qui? - Sì.

Ho famissima. Vieni.

- Devo solo prendere qualche cartella. - Che devi farci?

- Sono dei documenti per l'agente immobiliare. - Cosa?

- La planimetria della casa. - Vuoi venderla?

- Non possiamo continuare a tenerla. - Potrebbe tornarci.

Che ce ne facciamo di una casa così vuota?

- Potremmo ospitare dei rifugiati. - Figo. Anche al lavoro fai queste battute?

Mamma, questa casa significa tanto per me. E per la nonna. Possiamo sistemarla!

Lui ha detto che conviene venderla subito.

Ti sei abituata al clima spagnolo?

- Mamma, ti sei abituata al clima? - Ho sentito quello che hai detto.

Chi sei veramente?

Cosa?

So che sei un tipo.

Ho freddo.

Sto congelando.

Sarebbe sopravvissuto se non ti avesse dato retta.

Per favore.

È stata un'idea di Samuel. Tutto.

Io l'ho solo ascoltato.

Che diavolo ne sai tu?

Che succede, amico? Che fai?

Soldi...

La gente pensa solo ai soldi.

"Cazzo", pensai. Ma me lo sono tenuto per me.

Non era la cosa che voleva sentirsi dire in quel momento.

L'affitto, forza.

Che cos'è questo?

La prossima settimana paghi di più, ok?

Forza, l'affitto.

- Devo pagare anche per Daud? - Certo, cosa credi?

Ehi, l'affitto.

L'affitto.

Grazie.

Grazie.

Ehi.

Ehi! Non hai pagato.

Non hai pagato l'affitto.

Se non paghi, non puoi restare.

Non è casa tua.

Ritorna al tuo circo del cazzo.

Che ha fatto a Nima?

Cos'è successo a Nima?

- Aveva del sangue. - Che succede?

- Che cazzo hai fatto? - Nima sanguinava.

- Che ca... davvero? - Non fare il finto tonto. Che cazzo hai fatto?

Io non ho fatto niente.

Mi sto solo occupando della vostra attività di beneficenza del cazzo.

Forse hai visto male.

- Ti sarai sbagliata. - Sei fuori di testa?

- Che cazzo ti prende? - Non so. Tu che pensi?

È uno scherzo del cazzo?

- Potrei perdere il mio lavoro! - Ed io il mio!

E allora? Chi se ne importa dei soldi?

Tutti pensano ai soldi, no?

Tornerà.

Ehi, sono in pausa. Fai il secondo giro di controllo?

Perché non li hai fatti stare qui? Eh?

C'è così tanto spazio in questo... apparamento di lusso.

Beh?

- Io e Samuel avevamo un accordo. - Ah, avevate un accordo.

Si è dovuto prendere tutta la merda, eh?

E tu dov'eri invece? Eh?

- Voglio che te ne vai, ora. - Dove eri?

Credo tu abbia bisogno di aiuto.

Lo amavi almeno?

Io c'ero per lui. Tu dove cazzo eri?

Fuori!

Non te lo perdonerò mai. Mai.

- Mai! - Fuori!

Hai avuto notizie di Nima? È sparito nel nulla, eh?

No, che cazzo?

Merda!

Che cazzo guardate?

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