All language subtitles for Allt jag inte minns - S01E01

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Original subtitles

Tutto quello che non ricordo

Queste cose erano nella macchina.

E questa.

Samuel lavorava alla materna?

No... era una mia vecchia maglia.

Fa un lavoro importante.

C'era un'altra cosa.

Questo era nei sedili di dietro.

L'autopsia non ha riscontrato niente di particolare...

niente alcool, niente droghe.

La scientifica ha rilevato che l'automobile era in buone condizioni.

Pensa conoscesse bene Samuel?

Che vuole dire?

Certo che lo conoscevo bene. Era il mio unico figlio.

Sapeva che Samuel soffriva di depressione?

Depressione? No.

No, no... Samuel era una persona felice. No...

- Soffriva di altre malattie psichiche? - Santo cielo, ma che domanda è?

Non possiamo esserne certi...

ma le prove sembrano mostrare che Samuel sia andato a finire contro l'albero apposta.

So che è difficile da accettare.

Voi non sapete un cazzo del mio Samuel.

Mi fa piacere vederti.

- Quanto rimani? - Fino a domani. La Svezia fa schifo.

- E tu? - Dopodomani, penso.

Finché non finisco con la burocrazia.

- Non riesco a credere che non ci sia più. - No.

Abbiamo parlato quel giorno. Cercava una cazzo di macchina del caffè in città.

Gli ho chiesto come andava con Vandad.

Mi ha risposto: "Bene, benissimo."

Era proprio bravo a mentire.

Chi è quello?

Non so.

Che diavolo fai?

Sono la mamma di Samuel.

Condoglianze.

Mi ha mandato Vandad. Lui non poteva venire.

Non ha avuto il permesso.

- Permesso? - Da Österåker. È detenuto lì.

Non si faccia strane idee. Non è colpa di Vandad.

- Ciao. - Ciao.

- Emma. - Sì. La mamma di Samuel.

Ho conosciuto Samuel al lavoro.

Era molto apprezzato da tutti.

- Verranno altri? - Non lo so.

Samuel non viene? Non lo vedo.

- Mamma. - Sì?

Puoi dargli il tuo addio.

Sì... Ok.

Samuel... Samuel era ottimista.

Samuel, lui...

Sì...

Non possiamo sapere niente di quello che vive internamente una persona.

Perciò cosa possiamo dire con certezza di Samuel?

Quanto bene possiamo conoscere un uomo?

È arrivata la prima neve.

È divertente vedere ogni anno cosa ci prepara l'inverno.

- Dove stai andando? - In Spagna.

Bello. Che voglia di lasciare questo posto di merda.

Un amico una una casa fuori Marbella. Ogni tanto vado a trovarlo.

Scusi, può girare e tornare in città?

Salve, vorrei vedere Vandad Mohsen.

- Come si chiama? - Gunilla Svedlund.

Spinga il bottone e arriva in due secondi.

Sta seduto fuori a giocare al cellulare.

Mi fa piacere tu abbia trovato il tempo.

Si figuri. Il tempo è tutto ciò che abbiamo.

Quindi tu e Samuel eravate amici?

L'ho sentito fare spesso il tuo nome, ma...

C'è tanto della sua vita che non conosco.

Ci sono tante cose che mia madre non sa di me. E abitiamo vicini.

- Samuel mi diceva che lei vive a Marbella. - Sì.

Eri con lui quel giorno?

L'ha fatto apposta.

Penso che nessuno potesse salvarlo.

La prima volta che ho conosciuto Samuel è stata ad una festa a Hornstull.

Non so di chi fosse la festa. Non ero stato invitato.

Levami di dosso queste mani del cazzo, che fai?

Vivi tu qui?

Samuel.

Vandad.

Sa, mi fanno sempre la stessa domanda, quando dico come mi chiamo.

La gente dice: "Che hai detto? Van Damme? Ah, Vandad."

"Da dove viene? Che significa? Di dove sono i tuoi genitori?"

"Mangi maiale? Conosci lo svedese? Sei tutto svedese o metà e metà?"

- Ma non Samuel. - Come lo scià che ha combattuto con Gengis Khan?

Esatto.

I mongoli punivano i capi locali tirchi con oro fuso colato negli orifizi...

finché il corpo friggeva.

- Che schifo. - Come fai a saperlo?

Crusader Kings.

- Sul serio? Ci giochi? - Tutti i giorni.

- Anche io, ma non quello. - È difficile, ma il tempo vola.

- Vuoi una birra? - Sì, perché no?

Ho una Ale, Ipa...

Anche il tuo amico?

Ciao.

È l'indirizzo sbagliato, andiamocene. È pieno di froci qua dentro!

Jalla.

Piacere di averti conosciuto, Vandad.

- Ciao, Gustav. - Ciao, che ci fai qui? Entra.

- Ti offro qualcosa? Caffè, tè? - Sai cosa voglio.

Scusa per il ritardo, ho recuperato i soldi oggi. Aspetta qui.

- No... - No...

- Che schifo. - Frocio del cazzo.

- Ecco dieci. - Dieci? Diecimila?

Non potevi metterli in una cazzo di busta?

- Ho fame. Mangiamo qualcosa? - Al cento per cento.

- Vandad della Casa di Karen! - Che succede?

Vado ad una festa a Sickla, una mostra d'arte. Vieni con me?

- No, magari un'altra volta. - Ok.

- Chi è quell'alieno? - Nessuno.

- Prendo la metro. Non mi sento bene. - Ti accompagno.

- È più veloce la metro. Va bene così. - Ok, come vuoi. Jalla, fratello.

Ciao, benvenuto.

Ehi, fratello, ho capito, non fa per me 'sta cosa.

Vieni!

Forza.

Banca delle Esperienze. Ne hai mai sentito parlare?

Figlio di...

Uccello morto.

È stata colpa mia. È stata colpa mia.

Cazzo...

È una fica?

- Sì. - Che merda...

- Sei troppo scettico. - Allora l'arte non fa per me.

Per questo dovresti venire più spesso.

Fratè, che cazzo di posto è questo?

Cazzo, questa cosa mi piace.

Sai quei ragazzini del Signore degli Anelli, se avessero avuto una pizzeria

i forni sarebbero così.

La carbonella di Frodo.

Beh... chi ha fatto questi lavori artistici?

Non sono lavori artistici. Sono del laboratorio del vetro.

Questo comunque è il più bello.

Era onesto. Mi guardava le spalle e non mi lasciava mai cadere.

Ho pensato che...

avrei voluto sempre fare lo stesso per lui.

- Tutto ok? - Sono con un amico.

Vandad, La Pantera.

La Pantera è un'artista.

- State insieme da molto? - Tipo sette anni, ma è un segreto.

I nostri genitori ci ammazzano, perciò non dire niente a nessuno.

Non lo dirò.

Ti prende in giro, non stiamo insieme.

Pensi possa piacermi Sammy? Non è il mio tipo, a me piacciono i fighi.

Torno subito. Quello stronzo mi deve dell'erba.

- Dolce, eh? - Sì, molto dolce.

Andiamo lì.

Vado al bar.

- Che succede, fratè? - Perché non rispondi al telefono?

Dobbiamo essere in città tra un quarto d'ora.

C'è Gari qui, eh?

- Fammi vedere com'è. - Aspetta qui, arrivo tra due minuti.

Ok, sei pronto?

Fratè, aspetta. Io non ce la faccio a continuare.

Vandad, io...

Forse ti metto nella merda, ma...

Mi metti nella merda?

Fratè, mi stai fottendo. Questo stai facendo, ok?

Dopo tutto quello che ho fatto per te.

È successo qualcosa?

Ok, sparisci.

Ti mando gli ultimi soldi.

Mio padre diceva sempre: "Un uomo deve saper danzare".

"Un vero uomo, un vero uomo sa danzare"!

"E sente la musica nel sangue."

"Gunilla, più alto!"

"Canta, Samuel!"

Lo giuro su mia madre, se non fosse per Laide oggi sarebbe ancora vivo.

Sai come posso rintracciarla? Ha un numero segreto.

Vuol dire che non è venuta al funerale?

Non ha avuto il coraggio di comparire dopo quello che ha fatto.

Se dovesse incontrarla, non le creda.

Mente continuamente e su tutto, è una brutta persona.

Mi è dispiaciuto tantissimo non essere potuta venire.

Spero siano arrivati i fiori.

Sì.

Erano belli.

- Vi siete conosciuti anni fa, vero? - Sì, esatto.

Sembra sia passata una vita.

- Strano che non ci siamo mai viste. - No.

Sapevo che tornava di rado a casa da quando si è trasferita in Spagna.

Già, ma telefonavo quasi tutti i giorni.

La macchina era completamente distrutta.

Ma Samuel era intatto lì dove l'hanno trovato.

Penso che stesse andando troppo veloce.

Lo faceva a volte, voleva vedere cosa si provava.

A rischiare.

Rischiare... che intendi?

Avevo saputo che l'Agenzia per l'Immigrazione era sempre più inefficiente.

L'ondata di immigrazione aveva comportato l'assunzione di molti millennials.

Per loro era difficile prendere decisioni scomode e non si sentivano a loro agio.

La prima volta che ho incontrato Samuel mi sembrò uno di loro.

Sta per essere espulsa a causa del suo datore di lavoro.

Un piccolo errore che abbiamo corretto insieme a voi.

E comunque verrà espulsa.

Capisco l'obiezione, ma il sistema dovrebbe impedire ai datori di lavoro disonesti

di sfruttare manodopera straniera.

È un ingegnere di software ben pagato. Tutto questo è assurdo.

- Non pensa mai... non pensa... - Non sta a me pensare.

- Noi seguiamo la legge. - E non pensa che sia ingiusta?

Quello che penso io non conta. Non bisogna aspettarsi flessibilità con la legge.

Andiamo, Deeba. Vieni...

Inizio a lavorare per fare appello.

Mi dispiace.

Non devi dispiacerti.

Quello è un idiota.

Ciao. Posso aiutarla.

Posso aiutarla a scrivere una domanda, ma dovete dirlo a nessuno.

Sì, certamente.

Il mio numero privato.

Scusa, come ti chiami?

Mi chiamo Samuel.

- Laide. - Lo so.

Immagino abbia incontrato anche Vandad.

Era al funerale, vero?

No, non ha avuto il permesso.

È dentro?

Non mi sorprende.

Non capisco perché Samuel abbia deciso di vivere con lui.

- Ehi. Non riesco a stare fermo un attimo. - Racconta.

Pensa a Beyoncé innamorata di Janet Jackson, innamorata di Hillary.

Fanno una bambina insieme. Immaginala.

Ovviamente sono innamorato di lei da adulta.

Cresciuta, una donna.

Cazzo amico, era così bella che...

Era così bella che giuro avrei succhiato l'uccello di suo padre!

Lo dice Biggie, nella canzone "Me & My Bitch"?

La voglio. Pensa a un leccalecca che non finisce mai.

Avrei dovuto impedirglielo in quel momento.

Ma la palla di flipper del destino stava già rotolando.

Niente l'avrebbe fermata.

- Dobbiamo contattare i proprietari australiani. - Scusa.

- Ciao. - Ciao.

Ti posso aiutare?

Mi chiedevo se avessi delle domande, se per caso hai perso il mio numero.

No, no, ce l'ho. Ma non ho nessuna domanda.

Posso telefonarti più tardi?

- Non vuoi parlare ora? - No, non posso, ho una riunione.

- Posso aspettarti. - Potrebbe andare per le lunghe.

Sono bravo a intrattenermi da solo.

Ho visto un bar dietro l'angolo.

Posso andare lì e ti aspetto.

Sì...

- Sì, ok. - Ok.

- Chi era? - Uno che si occupa del caso di Deeba.

Ah.

Ok.

- Hai una buona memoria? - Penso di sì.

Buon per te.

Io a stento ricordo cosa ho fatto oggi.

Ricordo che ero al lavoro, ma nient'altro.

Penso sia ereditario.

Sai di quella storia che devi associare quello che vuoi ricordare con una routine?

Sì, mi pare di sì.

Quando bevi il caffè la mattina ad esempio ti ricordi se hai buttato la spazzatura.

Cos'è la prima cosa che fai quando ti svegli?

In genere bevo dell'acqua.

Domattina ti ricorderai di me?

Devo andare ora.

Samuel era diverso dagli altri.

Conoscere qualcuno, indebitarsi per un appartamento.

Convincersi che questo cesso di città sia la norma, con i suoi camerieri nervosi

e buttafuori razzisti e politici ottusi.

Questa città ha così paura della sua ombra che la gente non si parla nemmeno

quando la metro rimane ferma nel tunnel per un quarto d'ora.

Lui era al di sopra di tutto questo.

- Stanno guardando. - Chi se ne frega. Io guardo il mio amore.

Senti, devo dirti una cosa.

Beh, te lo mostro.

Guarda il Legal 500 chi ha nominato come profilo guida dell'agenzia.

Ma congratulazioni!

Guarda, c'è il mio nome.

È sconcertante che venga espulsa.

Già, che schifo. Eravamo fortunati ad avere nel team Deeba.

Ci vorrà del tempo per trovare un sostituto.

- È più importante di come si sente lei ora? - No, certo.

- Da dove viene, mi ricordi? - Pakistan.

Ma lì è tutto ok, no? Non è come in Afghanistan, vero?

Non è questo il punto.

- Teniamo le dita incrociate per lei. - Sì.

Comunque, qualcuno ha letto l'ultimo numero di Legal 500?

No.

Ho qui una copia, in realtà.

- E guardate qua... - Oh, congratulazioni! Dobbiamo festeggiare!

Wow, figo! Da non crederci!

- Ciao. - Ciao.

Devo mostrarti la libreria. Vieni.

- Ne vuoi ancora? - No, va bene così.

- Hai letto questo? - No.

Questo l'hai letto? Szymborska.

Veramente ho letto questo.

"Lascia che le persone che non hanno mai vissuto l'amore felice dicano

che l'amore felice non esiste."

"Con quella convinzione per loro sarà più facile vivere e morire."

Sono stati carini a lasciare le cose che non volevano.

Penso che si dà via quello che ci piace di più

per poterlo condividere.

Pensai: se si gira a guardarmi vuol dire che è destino.

Il destino di stare insieme.

Ma la metro è entrata nel tunnel e non ho potuto vedere.

"Vaffanculo, destino", pensai.

Sì?

- Scusi, devo lasciare questo qui. - Ci penso io.

Dove sei stato?

Che c'è?

Sei fatto?

Non pensavo fossi il tipo.

Perché non mi hai detto niente? Sarei venuto.

Perché ero con Laide.

Ero con Laide! Ero con Laide!

Ero con Laide! Ero con Laide!

Certe persone hanno il potere di trasformare tutti gli altri in perfetti idioti.

Tutto quello che dici cade come per terra, tutte le battute perdono slancio.

Ho portato questo. Cento per cento biologico.

Laide è una di quelle persone.

"Uno" si riferisce ad una persona in generale nel discorso.

Ma indica solo quelli col pene. Io preferisco la forma impersonale "si".

Salute a "si".

Devo raccontare una cosa pazzesca.

I mongoli punivano i tirchi con oro colato negli orifizi...

finché non friggevano.

Scusa, non parlo lo svedese.

Non ha capito.

No, parlavo dei mongoloidi. Che può essere brutta gente.

- Cosa? - Cosa?

Non è bello da dire.

- Non intendeva questo. - Che? È vero.

E comunque qui non ci sono mongoloidi.

- O forse hai dei mongoloidi in famiglia, non so. - C'è un grosso malinteso.

Non si riferiva alle disabilità mentali.

Ehi. Tu sei un avvocato, vero?

- Mi chiamo Fredrik. - Toglimi queste mani sporche di dosso.

Hamza ha visto te e il procuratore parlare di campi da gold del cazzo prima del processo.

- L'hai fottuto. - Senti... calmati...

Non dirmi cosa devo fare!

Ci devi delle scuse.

Se devi parlarmi di lavoro, vieni da me in ufficio di giorno.

Ti consiglio di farlo ora.

Metti giù il bicchiere!

Sei con lui? Sei con lui?

Mettete giù i bicchieri, tutti e due! Facciamo i conti qui, adesso.

Non ho mai capito come facesse ad essere amico di Vandad.

Non avevano niente in comune.

Tendo a pensare sia stata compassione.

C'è da chiedersi se lo meritasse.

Alzati! Alzati!

- Che cazzo fai? - Chiedilo a questo stronzo!

- Adesso deve andarsene! - Ma no, risolviamo la questione.

Ora basta. Vattene.

Vattene subito.

Buon anno, fratè.

Buon anno.

Wow, amico. Guarda.

Che sfiga. Sarà qualcuno appena assunto col nuovo anno.

Principianti. Dai, prendiamo il bus.

Pensa che coraggio ha.

L'ultima esperienza.

Che palle.

Ciao, mamma. Buon anno.

"Buon anno"?

Potevo chiedergli come stava, o dove si trovava.

Ho detto "buon anno" e ho riattaccato. Che stupida.

Ma che fa? Non ho fatto niente.

Devo solo andare al bagno.

A capodanno mi chiamò per chiedermi se potevamo vederci da me.

Gli dissi di sì e pensai di essere onesta con lui.

"Purtroppo non funziona. Sei troppo giovane."

"Il tuo amico è sgradevole. Sei troppo naif, so come andrà a finire."

"È meglio se ci diamo un taglio adesso."

Ma non dissi niente.

Questa chiave è tua? C'è il tuo nome sopra.

Ah...

No.

Ottimo il dolce.

Deeba, stavo pensando...

Unitec ha una filiale in Pakistan?

Sì, ad Islamabad.

- È dove stai andando? - Sì.

Lì è molto difficile che una donna lavori.

Devi essere più ottimista.

Se posso avere la vostra attenzione. Vado di fretta perché devo prendere i bambini.

Ma... penso che dovremmo

tutti manifestare la nostra stima nei confronti di Deeba...

per il bel lavoro svolto in questi anni.

Penso che meriti un applauso.

- Come hanno motivato la decisione? - Che importanza ha?

- Verrà espulsa! - Non so che dirti... te lo giuro.

Mi dispiace moltissimo, ma sto facendo tardi.

È stato un vero piacere incontrarla.

Arrivederci.

Non deve essere bello ritrovarsi una casa così. Fortuna che non ci sono stati feriti.

Già, che fortuna.

Come sta Samuel, comunque? È tanto che non lo vedo.

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