All language subtitles for The.Death.Of.Mario.Ricci.1983.FRENCH.1080p.WEBRip.x264.AAC-[YTS.MX]

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Original subtitles

LA MORTE DI MARIO RICCI

Vetro. Pulire il vetro. - Cos'hai detto?

Bisogna pulire il vetro.

Lo so, ma non c'è più acqua.

Buongiorno, signori.

Il pieno per favore. - Subito.

Pulisca anche il vetro e metta acqua nel tergicristalli, per favore.

È uscito dalla foresta come un pazzo.

Non ho avuto il tempo di vederlo.

Buongiorno. - Buongiorno.

Abbiamo prenotato due camere per Fontana e Meylan.

Sì, la 5 per il signor Fontana e la 9 per il signor Meylan.

Buongiorno. - Buongiorno, Le mostro le camere.

Grazie. Buongiorno, signori.

Buongiorno.

Non pensavo che Fontana fosse così.

In televisione si vedono solo le loro teste.

Ha avuto un incidente?

Non ricorda? È successo due anni fa a Caracas.

È stato investito da un camion militare.

Pensavamo che ci rimanesse.

Ah, è la storia del putsch in Bolivia.

Ma Caracas non è in Venezuela?

Da dove viene? Ha viaggiato così tanto?

Non so. So che ha lavorato a lungo a Radio Lugano.

Avanti!

Suoni la cornamusa?

Ti spiego.

Ecco, la sera appendi la camicia qui sopra

e il mattino dopo è impeccabile.

Il tutto: dieci grammi.

Complimenti.

Il dettaglio.

Il dettaglio!

Bisogna fare attenzione ai dettagli.

Altrimenti il meccanismo si spezza.

Sembri una casalinga modello.

Merda! - Cosa c'è?

Ho dimenticato il rasoio.

Allora si spezza tutto.

Ti presto il mio rasoio elettrico?

No, non posso usare un rasoio elettrico.

Vuoi della senape?

Deficiente!

I signori vogliono mangiare fuori? - No, grazie. Mangio stasera.

Ho voglia di fare due passi.

Ti accompagno? - No, grazie.

No. Voglio rileggere due o tre cose.

L'ultimo libro è superato, non credi? Ha più di tre anni.

No.

Le cifre sono superate, ma le analisi restano valide.

L'incontro è alle quattro, giusto?

CHIUSO IL LUNEDÌ

Ehi, ma è Fontana!

Fonfon!

Fonfon? - Cosa c'è? Ah, sei tu.

Scusa, ma ha telefonato la segretaria di Kremer. È malato e non ci può ricevere.

Qualcosa di serio? - Non credo.

Forse ci può ricevere domani.

Che impressione ti ha fatto al telefono?

Non so. Sembrava un po' scocciata.

Inizia bene.

"Domenica, verso le 15.30, un'auto guidata da Otto Schmidhauser,

garagista di Eviolaz..."

Scrivono Etiolaz con una V.

"... si è scontrata nella foresta di Auvernens con una motocicletta

condotta da Mario Ricci, 32 anni, manovale."

Potrei avere due birre e due sandwich?

In terrazza? - Sì, grazie.

"L'urto è stato molto violento.

Il motociclista gravemente ferito è stato trasportato all'ospedale di Yverdon."

Poveretto. Gli è andata male.

Come farete per la partita?

Chiediamo a Bussigny se ci prestano il centravanti.

In cantiere dicono che Schmidhauser andasse troppo veloce.

Lui dice che non ha mai superato i 110,

ma Pucha, il brigadiere, pensa che corresse a più di 130.

Sì? - Il telefono per Lei, signore!

Grazie.

Ah, sì, buonasera signorina.

Vai ai 20 km/h sul rettilineo della foresta?

No, ma faccio attenzione. - Lo dici tu.

Molto bene, diciamo domani alla due e mezza.

... pericoloso. - Sì, grazie. Buonasera.

Se l'altro esce senza guardare, non fai in tempo a frenare,

neanche se vai lentamente.

Quell'incrocio è pericoloso.

Non ho mai visto Schmidhauser guidare come un pazzo.

Non eravamo lì a guardare.

Potrei avere un'acqua minerale in terrazza?

Subito.

Ha battuto la testa quando è caduto.

Con un casco non sarebbe andata così.

Aveva sempre il casco. - La polizia dice di no.

La polizia è arrivata mezz'ora dopo.

Doveva avere il casco, perché al cantiere non si trova.

Quando siete arrivati sul posto, ce l'aveva o no?

Credo di no. No.

E tu, Ficelle, hai visto qualcosa?

Dormivo in macchina.

Smaltivi la sbornia.

E cosa dice Schmidhauser?

Che è successo tutto così in fretta, che non ha visto niente.

E la parrucchiera di Odette, Sylvia?

Ha visto l'incidente?

No, quando è arrivata, l'avevano già portato via.

Doveva incontrare Ricci nel bosco.

Non so, forse. - Sono tutte uguali.

Che ne sai tu? Ma l'hai vista?

Non è divertente. - Strano che non si trovi il casco.

Magari è caduto nel fosso.

Con o senza casco, alla velocità del garagista....

Che ne sai? - Ci sono le tracce.

Non vuol dire niente.

E perché gli hanno tolto la patente?

Sei contento, mangiaspaghetti?

Voi del cantiere non l'avete mai sopportato.

Da quando li ha cacciati a calci in culo,

ora non ronzano più intorno a sua moglie.

Non dire cretinate, Max.

Sono tutte sciocchezze. - Non c'è fumo senza arrosto.

Dillo a Schmidhauser. Sarà contento.

Ti dirà grazie.

Mi scusi. - Nessun problema.

È qui per un film per la televisione?

Non proprio.

Un'intervista con il prof. Kremer. Lo conosce?

Appena. È venuto a cena in albergo una volta.

Ah. - A volte viene la sua segretaria.

Grazie.

Buongiorno. - Buongiorno.

La disturberò qualche giorno, perché ho scordato il mio rasoio.

Non mi disturba affatto.

Buongiorno, Odette. Buongiorno, signore.

Scusa se ti disturbo. Posso parlarti un attimo?

Ma certo.

Mi scusa un momento? - Sì, sì.

Cosa c'è?

Volevo dirti che Sylvia questa mattina non viene al lavoro.

È a Yverdon in ospedale, da Mario.

Mario? - Sì.

Non osava dirtelo,

perché sapeva che tu e Mario...

In ogni caso, tu non ne puoi niente.

Grazie della visita.

Gli uccellini che avete sono dei diamantini mandarini?

Sono magnifici. - Sì.

Cathy?

Cathy?

Dove hai messo la lettera di Nyerembé?

È nello studio. - No, non c'è.

Non so. Non l'ho toccata.

Ma tu hai messo in ordine.

Sei fortunato. - Sì.

Sì!

Merda! - Vuoi andarci o no?

No!

Avanti.

Buongiorno.

Henri? - Sì?

I signori della televisione.

Buongiorno.

Sono Fontana. Buongiorno professor Kremer.

Didier Meylan, il mio assistente. - Piacere.

Conoscete già la mia collaboratrice. - Sì.

Venite a sedervi. - Grazie.

Cosa desiderate bere?

Prenderei un bicchiere d'acqua, grazie.

E voi, signore? - Un whisky molto leggero con molta acqua.

Le piace questo paese?

È riposante.

Oh, sì, senza dubbio.

Ma non le manca il lavoro sul campo, a un uomo d'azione come Lei?

Sì, molto. Ma ci sono momenti in cui...

... in cui uno ha bisogno di fermarsi.

È da molto che Lei non pubblica più nulla.

Saranno due anni.

Perché?

Più lotto e più la fame aumenta.

Ogni anno muoiono nel mondo 15 milioni di bambini.

Più di uno al minuto.

Ma un ricercatore come Lei, nella Sua disciplina,

ha il diritto di perdere la speranza?

No.

Forse non ne abbiamo il diritto.

Ma il senso di impotenza è qui comunque.

Non è il solo. - Non hai alcun motivo di scoraggiarti.

Da tutti i paesi del mondo ti invitano come esperto.

I governi mi invitano ma...

non adottano le soluzioni che propongo.

Cosa si può fare allora?

Si sieda.

Grazie.

Mi scusi.

Vuoi qualcosa?

No, grazie.

Non si è ancora rimesso bene.

Lavora a un libro?

Ci prova.

Penso che sarebbe meglio,

se facesse ancora ricerca sul campo.

Lì starebbe di nuovo meglio.

Lei pensa che voglia davvero partecipare alla trasmissione?

Sì.

Deve farlo.

Per lui sarà un passo molto importante.

Ho l'impressione che non sarà facile.

Quella donna è simpatica.

Sì, il professore ha fortuna.

È bella.

A modo suo, è bella. - Sì.

E lui ha l'aria di avere una salute di ferro.

Hai una sigaretta? - Sì.

Hai da accendere?

Credi che... - Cosa?

Che scopino tutti i giorni?

Mah...

Tu cosa pensi? - Beh...

Me lo chiedevo solo.

Vuoi bere qualcosa?

Non voglio entrare.

Prendi comunque qualcosa?

Magari un tè.

Due tè. per cortesia. - Fuori, con questo tempo?

Sono esausta. Non dormo da domenica.

Ti hanno permesso di stare da lui? - Sì.

I medici cosa dicono?

Non vogliono pronunciarsi.

Ma so che è spacciato.

Non avessi ritardato, non sarebbe successo.

Non è colpa tua. Non ne puoi niente.

Di sicuro non è colpa tua.

Avevamo ospiti. L'amico di mia madre.

Sono dovuta rimanere ad aiutare.

È così assurdo.

Non avete freddo?

Aspetto un bambino.

Di Ricci? - Sì.

Tua madre lo sa?

Attenzione! Non lo dimenticate!

Sabato prossimo allo stadio comunale, grande festa del calcio.

Partita amichevole tra FC Yverdon e FC Etiolaz.

La sera dopo l'incontro: grande ballo.

Con il gruppo Black Star. Diverse attrazioni, buffet sotto la tenda.

Lo conoscevi già da molto?

Perché non me l'hai detto?

Non volevamo farti soffrire.

Sei andata a letto con lui?

Puttana! - Non abbiamo fatto niente di male.

Quanto sono stupida! Avrete sicuramente riso di me.

No, non sapeva come dirtelo. - Da te non me lo sarei mai aspettato.

Siete due farabutti!

Ecco, vai a prendere i giornali.

Buongiorno, signora. Ecco lo zoppo mattutino.

Buongiorno, signore. - Buongiorno.

Il signor Bernard Fontana, giusto? - Sì.

Edgar Simonet, vicesindaco.

Buongiorno. Mi scusi.

L'ho vista l'altra sera al ristorante, ma non volevo disturbarla.

Sono veramente felice di averla tra noi. - Grazie.

La conosciamo da così tanto tempo.

Fa un po' parte della famiglia, quando la vediamo in TV.

È il mio lavoro.

Ho sentito che sta preparando un servizio sul professor Kremer.

Un'intervista.

Posso sapere su cosa?

Lei saprà che il professore è un esperto dei problemi della fame nel mondo.

Lo so.

Ma noi cosa possiamo fare?

È proprio quello che desidero chiedere al professore.

Alcuni hanno troppo, altri non abbastanza.

Ci si chiede, dove andremo a finire.

Sì, proprio come dice Lei.

Buongiorno, Matilde! -Salve, Edgar.

Buongiorno, signore. - Buongiorno, signora.

Come va oggi? - Va.

Oggi non c'è un gran sole, eh? Domani andrà meglio.

Sarà così. - Buona giornata, Matilde.

Poveretta, non ne avrà più per molto.

Non so se abbia tempo, ma ci farebbe molto piacere se passasse a casa da noi.

Sì, grazie.

Conosce già mia moglie.

È lei che ha il salone da parrucchiera.

Ah, sì.

Bene, allora a presto.

Arrivederci. - Arrivederci.

Mi fa effetto pensare che non lo vedremo più.

Un bravo giocatore.

Lei sapeva che voleva fidanzarsi con la parrucchiera?

Sembra di sì.

È l'italiano che si è ammazzato domenica sulla strada.

È questo qui. - Ah.

Lavorava al cantiere del tunnel.

Si era appena comprato la moto.

Non ha fortuna, la piccola.

Avevano nascosto bene la relazione.

Ha dovuto morire, perché lo venissimo a sapere. È assurdo.

Come tutto.

Buonanotte. - Buonanotte, signore.

Buonanotte. - Buonanotte, signore.

Dipinge da molto?

Da quando sono qui.

E perché proprio la pittura?

Per tenere lontani i mostri.

Guardando al passato?

Sa...

La consapevolezza del passato non è sempre una fuga.

È anche una forza.

Un'arma che permette

di affrontare meglio il futuro.

Sì, ma tra il passato e il futuro...

c'è il presente.

Henri?

Henri?

Non credi che siano venuti per parlare del presente?

In questa pittura...

la nozione del tempo non esiste.

Non siamo più nella scienza. Si penetra nella materia

e si scende nel profondo di se stessi.

Ma per un uomo come Lei, questo non vuol forse dire

scegliere l'immobilità contro il cambiamento?

In questo momento tu scegli il sogno contro la realtà.

Tu sei il sogno.

Grazie.

Lei parla di immobilità, ma...

è solo un'immobilità apparente. Le mostro una cosa.

Cosa si vede in questo riflesso, nello specchio piccolo?

Una finestra, non è vero?

Spenga la luce, per favore.

Ah, ecco qui.

Vede lo specchio piccolo?

Allora, cosa si vede nel riflesso?

Una finestra, giusto?

E... in questa finestra...

... si può vedere la città.

Detto altrimenti: viaggiamo attraverso la tela.

Quindi non c'è immobilità.

Qui si vede...

che il piccolo contiene il grande.

Come in fisica, l'infinitamente piccolo, l'atomo,

contiene l'energia.

Vede quindi che viaggiamo in un mondo dove i valori sono invertiti:

il piccolo riflesso rimanda all'immensità della città.

È l'invito al viaggio immobile.

E silenzioso.

Curiosamente, quando copio un maestro olandese,

che sia un interno o una natura morta,

rifaccio il viaggio dell'artista per cercare di andare oltre le speranze...

mi scusi... le apparenze...

... le speranze... le apparenze...

e ritrovare energie nuove.

Un ritorno alle origini.

Allora, se ho capito bene...

nel dubbio, l'arte viene in soccorso della scienza.

Attenzione. Io dipingo, ma non sono un artista.

Mi accontento di copiare minuziosamente.

Mi scusi. - Un telegramma per il professore.

Un telegramma per te.

Cos'è?

Mi invitano di nuovo al Congresso di Ottawa.

Devi andarci.

Scendo in paese.

Sì. - A più tardi.

Professor Kremer, mi pone di fronte a una grande problema.

Non so più se fare una trasmissione sulla pittura fiamminga

o sulla fame nel mondo.

A Lei la scelta.

Cosa fai?

Di nuovo buongiorno! - Che cosa sta facendo?

Il bucato?

È il cambio. - Le diamo un passaggio?

Grazie, fino all'officina.

È andato bene il lavoro?

Non so bene in che direzione andiamo.

Ma in ogni caso conosciamo meglio la pittura fiamminga.

Avete parlato ancora della sua pittura?

Sì.

Magistralmente.

Crede che siamo arrivati in un brutto momento?

No, al contrario!

Credo che questo possa aiutarlo a reagire.

Ripassi tra una mezz'ora e sarà pronta.

Bene, grazie.

Quello che resta della mia auto.

È la Sua auto? - Sì.

Schmidhauser ha avuto un incidente mentre la provava.

Ah sì, lo so. Il motociclista è morto.

È morto?

Ma sì, amico mio, faccio del mio meglio.

Ma al momento non so dove stiamo andando.

Stiamo girando intorno al problema. Non facciamo altro.

No, è inutile mandare una troupe questa sera.

Certo, come abbiamo chiarito in precedenza.

No, no.

Io... Dobbiamo tentare ancora.

Si può ancora sbloccare.

Ti richiamo domani. Ciao.

Signorina Solange?

Può disporre delle camere stasera. la mia troupe arriva solo domani.

Molto bene, signor Fontana.

Ama la Svizzera.

C'era già stato diverse volte in vacanza.

Preferirei rimandare l'intervista a venerdì.

Credo che sia meglio per il professore.

Non si lamenta troppo la produzione?

Dovranno arrangiarsi.

Mi spiace davvero per tutte queste noie.

È normale. L'importante è riuscire a fare la trasmissione.

Sta attraversando un momento difficile.

Pensavo che gli avrebbe fatto bene stare qui,

ma alla fine sopporta ancora peggio la solitudine.

Penso che andrà tutto bene. Vedrà!

Lo spero.

Scusate, vado all'officina.

La accompagno. - Grazie.

Mi scusi.

Buongiorno. - Buongiorno.

Odette non c'è?

No, è malata. - Cos'ha?

Non lo so.

Sei coraggiosa a venire a lavorare oggi.

Che storia!

Vorrei uno shampoo con vitamine per capelli secchi.

Costa sempre 5.50 franchi? - Sì.

Quanti anni aveva? - 28.

Non è giusto.

Ma come si è svolto l'incidente?

Tutti ne parlano ma non se ne sa molto.

Non lo so.

Adesso vado.

Coraggio!

Arrivederci.

Spero che oggi il professore non se la fili. Domani arriva la troupe.

Lo spero anch'io.

Hai visto cos'hanno scritto? - Ah, sì, sì.

L'hanno urlato anche la notte scorsa.

Non ho sentito niente.

C'è stato anche uno sparo. - Ah, sì?

Ci danno proprio dentro. - Sì.

C'è la guerra in paese.

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità

100 milioni di persone soffrono di bilharziosi.

Significa che 100 milioni di persone pisciano sangue.

45 milioni di africani soffrono della malattia del sonno.

Ci sono 11 milioni di lebbrosi.

Su 120 milioni di bambini che nascono ogni anno,

uno su dieci muore prima di compiere il suo primo compleanno.

È quasi sempre la fame

la causa diretta o indiretta di questo massacro silenzioso.

E noi...

Noi...

In mezzo a tutto questo...

Cosa facciamo noi in occidente?

Paghiamo 30 franchi per un chilo di fagioli in inverno,

importati dall'Africa nera.

Il contadino che li produce,

riceve un franco al chilo.

La differenza finisce nelle tasche

degli intermediari ovvero dei governi dei paesi produttori,

degli importatori, dei grossisti

e...

alla fine della catena, dei commercianti.

Il contadino invece crepa.

Ti avevo detto...

Ti avevo detto di staccarlo.

Pronto?

Torna la settimana prossima.

Prego.

Si tratta della richiesta di Roma. Chiedono la tua firma.

Sono d'accordo. Puoi chiamarli.

Quando La si ascolta, non si ha l'impressione che abbia perso il coraggio.

Da 20 anni ripeto sempre le stesse cose.

A cosa serve parlare, quando non si può cambiare nulla?

Eppure Lei continua a proporre delle soluzioni.

Per esempio il problema dell'esplosione demografica.

Che restano chiuse nei ministeri.

Ecco! È il momento di tirarle fuori per noi.

Proviamoci.

Oggi è stato notevole.

Spero che domani sia altrettanto bravo davanti alla telecamera.

È abituato. - Sì, ma cambia da un giorno all'altro.

A volte non ha più voglia di niente.

Gli sembra di parlare nel deserto.

Succede purtroppo anche a noi.

Arrivederci. - A domani.

L'ideale sarebbe partire con lui sul campo.

Con che soldi?

Lo so.

Buongiorno. - Salve.

Buongiorno.

Buongiorno. - Salve.

Rosset, hai visto cosa ha scritto la tua squadra davanti all'officina?

Sì, l'ho visto. - Hanno una bella faccia tosta.

Ricci era un loro amico.

Non è una buona ragione per chiamare Schmidhauser assassino.

Che vadano a insozzare i muri di casa loro.

Ma non vengano qui a immerdare tutto.

Lascia perdere. Sono già nella merda tutto il giorno per costruire il tuo tunnel.

Finirà male, se continuano ad andare a insultarlo sotto la finestra.

La prossima volta non sparerà in aria. - Si calmeranno.

Fidati di me.

Mi scusi, avevo dimenticato il coltello.

Ciao.

Buongiorno. - Buongiorno.

Lei è il signor Fontana, giusto? - Sì.

La conosco infatti.

Beh...

Dalla televisione, da molto tempo.

Da molto tempo? Sei così giovane.

La prima volta l'ho sentita alla radio.

La trasmissione sull'Amazzonia era bella.

Ti ricordi di quella trasmissione?

Sì, era il 1972.

1972?

Che memoria!

È facile. L'avevo registrata.

Mi avevano regalato un registratore per i miei 10 anni.

Bene.

Bravo.

Studi?

Ho finito l'istituto tecnico.

Abiti a Etiolaz? - Sì.

Abito con mio padre. È il proprietario della segheria.

Ce l'hanno con il garagista.

Sì.

Arrivederci. - Arrivederci.

Se gli italiani non vengono, le prendiamo 6 a 0.

Non è detto. Ci sono le riserve. - Chi?

Con i due che sono ancora in vacanza, ne mancano 5.

Troveremo altri ragazzi.

Schmidhauser dovrebbe prendere il fucile e sparargli nelle palle...

a quegli stronzi!.

Adesso stai zitto, eh, Campana?

Quando sei solo, non fiati più.

Salute.

Stai attento, imbroglione.

Metti il silenziatore, Francis. - Tu te ne fotti, vero?

Potrebbero coprirti di merda il bar e abbasseresti pure le braghe.

L'importante è che ti comprino il vino.

Francis, dovresti andare a dormire.

Tutto per questi stronzi!

Dio santo, siamo o non siamo a casa nostra? Merda!

Non l'ha rubato, il tuo amico.

Come? - Lascia stare. È pieno.

Non ti vergogni? - Basta!

Ora potrà tornare a scoparsele, le ragazze.

Smettila di dire porcherie! - Stai zitta, cretina.

Stai zitto tu! Adesso basta!

Ci siamo rotti le palle di questa mafia!

Sono tutte cretinate.

Perché ti immischi?

Mi immischio, perché...

... mi disturba.

Chi è questo coglione?

Stai zitto o vattene. - Non mi deve rompere le palle.

Mi fa incazzare, quello storpio! - Con un caffè forte si calmerà.

Dio santo, prova a ripeterlo!

Ora vattene! - Non mi toccare.

Adesso basta.

Chiama pure la polizia. Che si fottano!

D'accordo, potrai dirglielo tu stesso.

Ora vai via. - Non mi toccare!

Allora vai via. - Quando voglio io.

Nessuno dà ordini a Francis.

Cosa succede? Perché lo lasci bere così?

Lo conosci. - Torna sopra.

Non fare l'idiota, Francis. A cosa serve?

Non te la prendere, Francis. Andiamo.

Prendi le tue cose. Andiamo a dormire.

È uno schifo.

Fernand, siamo o non siamo a casa nostra? - Ma certo.

Andiamo. Anche fuori siamo a casa nostra.

Maledizione!

Pago le tasse, sì o no? - Lo sappiamo bene, Francis.

Branco di stronzi! Gliela faccio vedere io! Assassino!

Non è piacevole, quando beve, ma non è cattivo.

Bene, tolgo il disturbo.

Sono un po' scemi quando bevono.

Francis è un caso speciale. Non sta mai a lungo nello stesso posto.

Forse per questo ce l'ha col mondo intero.

Ha lavorato qualche tempo al cantiere.

Poi l'hanno licenziato.

In ogni caso, ci sono malintesi da entrambe le parti.

Gli operai del cantiere chiamano assassino il garagista,

ma non hanno prove. - È vero.

Sono proprio stanca.

Vuole bere qualcosa?

Prenderei un bicchierino di vino bianco.

Spero che il vino non la renda aggressiva.

Non so se fidarmi.

In ogni caso, so come difendermi.

Da quattro anni non ho notizie di mia figlia.

Non Le scrive mai?

No.

Ha sposato un ingegnere francese. Vivono nel nord.

Vive la sua vita. Non ha più motivo di venirmi a trovare.

Vive in un altro ambiente.

Io, con il mio mestiere.

E il padre? - Mio marito era camionista.

Sempre in giro a destra e a sinistra.

Più a sinistra che a destra. - Sì.

Non è durata a lungo. Dopo tre anni se n'è andato.

Non era cattivo.

Ha sempre pagato gli alimenti alla figlia.

Ogni 15 giorni la andava a trovare in collegio.

E Lei?

Vede i Suoi figli?

Sono grandi.

20 e 23 anni.

Ma li vede?

Fanno la loro vita. Sì, certo.

Scusate.

Vuole bere un bicchiere con noi?

No, grazie.

Buonanotte. - Buonanotte.

Domani avrà delle grane. - Perché?

Non ho rubato niente. Ho pagato la carne.

Allora, buonanotte, signorina Solange.

Buonanotte signor Fontana.

Tutto bene, Solange?

Sì, sì. Tutto bene.

Non è divertente, vero?

Perché io?

Perché Lei mi piace.

Per pietà?

Che idea!

Rimarrebbero stupiti, se ci vedessero.

Chi?

Tutti.

Lo prendiamo con noi? - No, non abbiamo tempo.

In genere, è la fame la causa diretta o indiretta del massacro silenzioso.

Indebolisce la capacità di resistenza... - Stop!

Cambiamo la bobina. - Ah, bene.

Tutto bene? - Finora, sì.

Sembra così giovane senza barba. - Sì.

Grazie. - Va bene quello che abbiamo fatto finora?

Grazie. Se va bene a Lei...

In fondo ho l'impressione che ciò che fa paura,

quello che spaventa di più,

è constatare che

tutto è destinato al fallimento.

Anche le iniziative più generose.

Esatto.

Adesso che proseguiamo, voglio chiederle

se i ricercatori, gli scienziati

siano in qualche modo responsabili di questo fallimento.

Certamente.

Tutto ciò che faccio...

mi fa vedere meglio oggi, quello che non ho fatto

o quello che non potevo fare.

Desiderate bere qualcosa? - No.

Agli inizi non lo si nota e poi...

poco a poco diventa gigantesco.

E ci opprime.

È vero, ho fatto tutto quello che ho voluto.

Ho pubblicato centinaia di articoli.

Più di 20 libri.

Sono stato tradotto in tutte le lingue.

È vero. Ho raggiunto... come si dice...?

La notorietà.

Sono stato consultato dai più grandi uomini di Stato.

Merda.

E malgrado tutto ho la sensazione di avere totalmente fallito.

No, no.

Mi sono ingannato.

Ho ingannato me stesso.

E ho spesso ingannato gli altri.

Ho ripetuto le stesse cose inutilmente.

Sono superato. - No, tu non sei superato.

Dopo 40 anni di riflessioni,

di inchieste sul campo, di lotta quotidiana,

di contatto con le peggiori miserie del mondo,

bisogna constatare che nulla è cambiato.

Non è vero, Henri!

La maggior parte delle mie soluzioni non sono applicate o non sono più valide.

Per tutti coloro che non hanno nulla, mai la situazione è stata più catastrofica.

Oggi...

tutto... tutto...

tutto dev'essere rifatto.

Tutto deve essere ripensato in rapporto agli altri...

e alla mia propria vita.

E non sono più in grado di farlo.

Vivo come un fantasma.

Recito la mia commedia con la pittura olandese.

Perdo il contatto.

Tutto questo puzza di ospedale e di morte.

Pensavo che qui avrei ritrovato la pace, ma invece...

non faccio altro che girare intorno e sbattere contro il muro.

Giro intorno, giro intorno e non ne esco.

Ma...

Giro intorno e non ne esco.

Lei non è solo. Ha vicino delle persone che Le vogliono bene.

Stop, stop!

Siamo pronti. - Sì, grazie.

Che cosa vuoi? - Niente, niente!

Cos'hai? - Niente. Va bene.

Vieni? - No, no.

Non puoi fargli questo.

Digli di andarsene!

Henri, apri la porta!

No!

Senza speranza.

È tutto perduto? - Mah...

Allora, Fonfon, cosa facciamo? Andiamo a casa?

No, sono invitato dal vicesindaco stasera.

Ah, bene.

Potremmo fare qualcosa con quello che abbiamo.

Grazie.

L'avremo sentito 100 volte parlare d fame.

Allora adesso saranno 101 volte.

L'ho registrato quando ha iniziato a sbloccarsi.

Poi mi dai la bobina.

Solange viene rimproverata di brutto in cucina. Non capisco bene.

Sembra che sia stata con un cliente ieri sera.

Barbezat l'ha licenziata. Dice che l'albergo non è un bordello.

Se non si può neanche più scopare, cosa resta?

Sì.

Sì, sì.

Fonfon!

Non si agiti!

È Cathy. Vuole vederci.

Pronto? Sì, sono qui.

Ho l'impressione che abbia bevuto.

Dille che ci vediamo al campo di calcio.

Ci possiamo vedere al campo di calcio, se vuole.

Bene, d'accordo. Arrivederci.

Stai rimuginando?

Sì e no.

Non farai come Kremer?

Qui non c'è nessun cesso dove potersi chiudere.

Dobbiamo fare attenzione con Cathy.

Perché?

Perché anche lei non se la passa bene in questo momento.

Dorme.

Ha preso dei sonniferi.

Durano tre ore.

Non ne posso più.

Non posso più stare sola laggiù.

Capisce? - Sì, certo.

Dovevo parlare con qualcuno.

Non potevo più stare sola là dentro.

Ho lasciato tutto per lui.

Pensavo di poterlo aiutare nel lavoro.

E non ne posso più di piantare insalate!

Pensavo di poter essere utile a qualcosa. E tutto questo per niente.

Tutto questo per niente. Altrimenti lui è proprio grande.

Cathy, andate a fare un giro. Le farà bene.

Prendi l'auto, io torno a piedi. - Grazie.

E non dimentichi di portarmi dell'insalata.

Sono io.

Ah, sì. Entra.

Dormivi? - No.

A che ora andiamo dal vicesindaco?

Hai riaccompagnato Cathy?

Sì.

Si è ripresa?

Sì, senza problemi.

Scopa tutti i giorni?

Non rompere.

Attenzione.

Farai a pezzi quell'uomo, se gliela porti via.

Non ho bisogno di lezioni. Meno che mai da te.

Poi, se anche vado a letto con lei, non è già grande?

No.

E se un giorno volessi fare un'intervista a Kremer, come farai?

Così?

Coglione. Le tue prediche mi hanno rotto!

Alle otto dal vicesindaco!

Sembra che abbia avuto delle grane. - Ma sì.

Vuole licenziarla? - Lo dice lui.

Se vuole, posso parlargli. - Assolutamente no, signor Fontana.

A lui non deve interessare.

Si lamenta, ma non farà nulla. Non si preoccupi.

Signor Barbezat.

Mi fermo ancora una notte. Anche il mio assistente.

Credo. - Molto bene.

Avete almeno una chiave per rientrare? - Ah, sì.

Prego.

Grazie molte di essere venuto.

Abbiamo passato una serata meravigliosa.

E anche a Lei, signor... - Meylan.

Scusatemi, se non ero molto in forma.

Hai il diritto di ammalarti.

Ma no, è stata...

più che perfetta. È stata...

Superlativa. - Sì.

Grazie. - Grazie.

Arrivederci.

Siamo tutti cornuti.

Sì, siamo tutti cornuti.

Siamo fottuti.

Simonet è fottuto.

Kremer, il professore e i ragazzi del coro,

tu, io, la televisione compresi gli spettatori,

e tutti i predicatori.

Perché non mi hai detto che Simonet era cornuto?

Perché non me l'hai chiesto. - Ah, ecco.

Potevi dirmelo comunque.

Vieni. - Sì.

I dissimulatori.

Sì. - Eh?

Eh, sì.

Non so cosa stai dicendo. - Non fa niente.

Ciao, bello.

Buonanotte, cuore mio.

Merda.

Posso aiutarla?

Buongiorno, Sylvia.

Buongiorno. - Fuori c'è il fratello di Mario.

Desidera vederla.

Buongiorno. Si sieda. - Buongiorno, grazie.

Stronzo!

Smettetela! - Mi fai male, idiota!

Scusi. - Mi scusi.

Mi scusi!

Buongiorno.

Buongiorno.

Le hanno fatto male?

Sarete ben messi stasera, se continuate a bere.

Desidera bere qualcosa? - Un cognac, grazie.

Mi scusi, signorina. C'è il padrone?

No, perché? - Il mio amico vorrebbe la foto del club.

È il fratello di Mario Ricci.

Non so. Dovete chiedere al padrone. È alla festa.

Ma deve prendere l'autobus tra dieci minuti.

Non posso dire nulla.

Ma io la pago.

Boh, la prenda. Poi si vedrà. - Dice che puoi prenderla.

Grazie molte. Quanto?

50? 50 franchi.

Grazie. - Grazie molte!

Volevi dirmi qualcosa?

Sì. - Siediti.

Grazie.

Allora?

Ecco...

Volevo chiederle un consiglio su una questione molto seria.

Seria?

Solange, il conto, maledizione!

Sii cortese, Jacky! - Sì, sì.

Stéphane, cosa fai? Sbrigati, ce ne andiamo.

Arrivo.

Mi scusi. Tornerò un'altra volta.

Ci volevi fregare, pezzo di merda! - Non rompere!

Niente. Va bene.

Vieni? - No, no.

Non puoi fargli questo!

Digli di andarsene!

Henri!

Apri la porta! - No!

Sì?

Hai ascoltato i nastri? - Sì.

Si potranno utilizzare meno di 20 minuti.

Magari si trova una soluzione.

Si può integrare con altre testimonianze.

Sì, faremo del nostro meglio.

Attenzione! Attenzione!

Hanno un problema con la partita.

Gli italiani non giocano, perché il tipo è morto.

Cosa vuoi fare? Vai a casa?

Cathy ha detto che sono invitati alla festa.

Dipende da Kremer.

Allora non vuoi tornare a casa.

E tu?

Non è Kremer? No?

È uno personaggio strano.

Magari va anche lui alla festa.

Solo perché uno ha perso, non deve prendere le distanze.

Non prendo le distanze.

Ma quando si incassano sei reti, ci si sente un po' idioti.

Si gioca per divertirsi. È questo che conta.

Allora il pubblico non paghi!

Di certo non per il nuovo guardaroba.

Avremmo dovuto rimandare la partita?

E cosa facevamo con la merce? Mangiavi tu 80 kg di salumi?

Li davamo ai coglioni che ci hanno abbandonato.

Hanno diritto di piangere il loro compagno.

Potevano dircelo prima.

Volevano rovinare la festa, è chiaro.

Una festa non è solo correre dietro a un pallone.

Buongiorno.

Vedi quel ragazzo?

Vuole parlarmi, ma ogni volta che può farlo, scappa via.

Cathy!

Buonasera. - Buonasera.

Buonasera. - Buonasera.

Non posso restare.

Volevo dirvi, che devo andare a casa.

Devo essere lì, quando si sveglia.

È sempre nello stesso stato?

Dipende. - Ha ancora tempo di bere qualcosa.

No. - Peccato.

Quando partite? - Domani mattina.

Verrò a salutarvi.

Arrivederci.

L'accompagno alla bicicletta.

Allora, possiamo parlare adesso?

Non so.

Di cosa si tratta?

Si tratta dell'incidente di Ricci.

Non è stato il garagista.

Hai visto l'incidente?

No, non l'ho visto ma lo so. Io ero lì.

Veramente non capisco. Eri lì ma non hai visto nulla?

Non ho visto nulla, ma ho sentito lo scontro.

Domenica ero nella foresta con degli amici.

C'era la sua moto posteggiata.

Ci siamo fermati per guardarla. Era nuova.

Ricci è arrivato di corsa insultandoci.

Poi hanno iniziato a litigare.

Ho cercato di separarli.

Lui ne ha approfittato per scappare. Loro l'hanno inseguito con la jeep.

Io sono rimasto indietro.

Sono loro?

Che schifo! - Merda!

Avete visto il vostro amico Stéphane? - No, perché?

Mi ha raccontato delle cose molto brutte ed è scomparso.

Che cosa Le ha detto?

Mi ha raccontato del giro che avete fatto nel bosco domenica scorsa.

Non credete che sia arrivato il momento di parlare col garagista?

Di cosa si immischia?

Di qualcosa che vi riguarda.

C'è un morto.

E finora l'unico a essere calunniato è il garagista.

Non è colpa nostra. Volevamo divertirci.

No.

Non è quello che mi ha raccontato Stéphane Coutaz.

Che cosa Le ha detto?

Dice che avete litigato con l'italiano e poi l'avete inseguito nel bosco.

Bisogna provarlo.

Non parliamo coi poliziotti. - Non so se sono un poliziotto,

ma so che tu, che tanto parli e agiti le braccia, sei un tale codardo

come non ne ho mai visti.

Adesso mi hai rotto, coglione!

Vieni, Gégé, andiamo a cercare quello stronzo.

Vai a casa?

Hai sostituito il sorvegliante? - Non proprio.

Ho un messaggio per Lei, signor Fontana. - Grazie.

L'ha portato il figlio di Coutaz mezz'ora fa.

Non ho gli occhiali. Puoi leggerlo?

"Ho tradito gli amici. Mi trova al prato dei monaci. Mi scusi."

Dov'è il prato dei monaci? - Non lo so. E tu, Alex?

No.

Andiamo!

Sai dov'è il prato dei monaci? - Sì.

Allora mi accompagni. - Sì.

Resta qui. Non fare l'idiota, maledizione!

Non fare cazzate! - Non fare il coglione!

Ne vuoi ancora?

Sei pazzo? - Adesso basta!

Smettila, Jacky!

Basta!

Ti faccio fuori! - D'accordo, fa' pure!

Ci rivedremo!

Siete tutti contro di me.

È ancora lontano?

No, sempre dritto.

Com'è iniziata?

Ero salito sulla moto solo per gioco.

Quando Ricci è arrivato, era furioso. Mi ha spinto giù.

Da dove arrivava Ricci?

Non lo so. Sicuramente dal prato dei monaci.

Prima ci siamo un po' azzuffati,

e poi è arrivato Vermot.

E Coutaz? - Stéphane ha cercato di separarci.

E Ricci ne ha approfittato per filarsela. - E voi l'avete inseguito.

Sì.

L'incidente è avvenuto lì.

L'avete inseguito? - Sì.

Volevamo soltanto fargli paura. - Ed è "soltanto" morto.

Aspettatemi qui.

Coutaz? Sei lì?

Allora...

Cosa fai? Alpinismo? Credi che questo sistemerà le cose?

Su, scendi!

Non ho intenzione di passare la notte qui. Ho freddo, sono stanco. Scendi!

Allora?

Simonet, vieni a prenderlo. - Sì.

Vieni, vieni.

A cosa serve cercare di scomparire?

Lui ti accompagna. Andate tutti e due dal garagista a spiegarli tutto.

Hai sentito? Ci andate tutti e due. - Sì.

E basta.

Ha avuto fortuna che tu fossi là. Ma non ti è sfuggito.

È un idiota.

Vedi? È venuta.

Lo vedo.

È mattiniera. - Gliel'avevo promesso.

Mi scusi. Ieri sera le ho prese.

Arrivederci. - Arrivederci.

Kremer ha accettato l'invito al Congresso di Ottawa.

Lei andrà con lui?

Sì.

Guarda la strada.

Avete ascoltato il concerto per violini e archi in si bemolle maggiore di Vivaldi.

Hanno suonato "I solisti veneti", diretti da Claudio Scimone.

La registrazione è stata richiesta dalla famiglia dei coniugi Gérard di Colombier,

in occasione delle loro nozze d'oro,

per gli 87 anni della signora Jeanne Richot di La Sarre,

da parte di figli, nipoti e pronipoti,

e infine per Jean Louis di Camp Montrech,

da parte di Claudine di Saint-Ursanne.

Proseguiamo ora la trasmissione...

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