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(VERSI DEI GABBIANI)
(FISCHIO DI UNA NAVE)
(MUSICA ALLEGRA)
Gabriele! Ciao!
Mara! Che sorpresa! Ciao.
- Sei tornata, quindi. - Sì. In realtà, sono solo di passaggio.
Sì, perché so che ti eri trasferita a Roma dopo la laurea, giusto?
Ah, sei bene informato, eh!
Avvocato. Avrai la fila fuori dall'ufficio da gente che si vuole far rappresentare da te.
Tra l'altro ho lasciato la macchina in doppia fila. Mi metto in fila anch'io.
Ti va anche male perché, in realtà, sono partita per Berlino a fare un master di fotogiornalismo.
- Quindi fotografa! -"Yes", fotografa. Riviste specializzate, pubblicità...
- Scusate, posso? - Prego, prego. - Prego, signora. - Grazie, molto gentili.
E tu, invece? Come va con la band?
Sì, stiamo lavorando a questo progetto, sai... Se tutto va bene, dovremmo firmare un contratto.
Wow! Quindi non lavori più nel negozio di tuo nonno?
No, nel negozio ci lavoro... Ma è più una questione così, sai, affettiva.
- Tra l'altro, lo gestisco io. - Hai fatto carriera!
- No, veramente è morto il nonno. - Ah. Scusa, mi dispiace, non volevo. E' che...
- No, succede. Senti, ti fermi un po'? - Dopodomani parto per la Patagonia!
- Patagonia? - Sì. Un servizio da paura per la National Geographic.
- Che bello! - Vulcani! Sono emozionatissima, mamma mia!
Che invidia!
Ancora qui? Permesso. Posso?
- Signora, tra l'altro, poteva uscire anche di là. Non è che... -In effetti...
- (Donna) Scusi. - Di niente.
- Va be', io allora vado. Ci si vede in giro, no? - Sì, sì. Ciao.
Ciao. Ops! Scusa, è che...
- Ciao. - Ciao.
(macchinetta) Seleziona con le frecce il prodotto desiderato.
Perché non vieni con me in Patagonia?
- Ah, dici? No, è che ho delle scadenze che non posso rimandare. - Ah.
- Va be', non importa. Magari ci vediamo al tuo concerto. - Magari.
- Va bene. Ciao, allora. A presto. - Ciao.
(macchinetta) Tre, due, uno.
(SCATTO FOTOGRAFICO)
(MUSICA ALLEGRA)
Ah! Hai fatto? Ci hai messo un sacco!
Sì, c'era una signora. Terribile, voleva passare avanti ad ogni costo.
Questa vecchia qua, guarda.
Che c'è? Guardi la pancia.
- No, tranquilla, ti stavo guardando le tette. - Ah.
Aspetta, aspetta.
No! Sta suonando "London calling" coi piedi. Sei proprio mio figlio! Bravo, ragazzo!
No, veramente quello che sta suonando è il mio intestino. Dai, andiamo.
- Andiamo a fare questa carta d'identità. - Aspetta. Mano. Uno, due... e tre!
(MUSICA ALLEGRA)
(Gabriele) Complimenti. Anche questo mese non si capisce nulla degli ordinativi che hai fatto tu.
- Questo cos'è? - Quelle sono le chitarre vintage.
- Eh, no. - Sì!
- Queste son le chitarre vintage, vedi? - Sì. - Queste son le russe. - Le russe.
- Cos'è questo? - Ma cosa ne so io? Mica faccio il contabile!
- E perché ti ho assunto, allora? - Perché sono tuo fratello!
- Che risposta è! - E' la verità, mica mi offendo. Non ho quel tipo di orgoglio.
(Ragazzo) Ma davvero suonavi con Gabbani?
(Sofia) In realtà, era lui che suonava con papà. La band era sua.
- Ha suonato con noi un paio di mesi, poi... - Poi tu hai smesso?
- Be'... sì. - No. Adesso suona con me. Mi fa da spalla.
- Posso lasciare un po' di questi? - Sì, lasci pure qua.
- Ciao. - Ciao.
- (Adriana) Probabilmente è maschio. - Carino. Cos'è, il portachiavi di ET?
Scherzo. E' bello.
Somiglia al padre. Lo stesso sguardo intenso, proprio.
- (Adriana) Dovresti fare un po' di sport anche tu, sai? - Non ci penso proprio.
- (Adriana) Invece pensaci. Stai diventando tutto flaccido, guarda qua. - Macché flaccido!
- Prolassato. - Macché prola... Basta!
Piano, piano. Un colpo!
(Adriana) Sofia, ultimamente, sta diventando un po' troppo aggressiva.
Ma dai? In fondo, le sta solo per nascere un fratello da un padre diverso.
(VERSO DI DOLORE)
- (Sofia) Mi mangiano? - (Gabriele) Sì. Sei molto buona. Sono un grande simpaticone?
(Sofia) No. Vivo in cielo?
(Gabriele) Mm... Un po' in cielo, un po' acqua. Ho paura ad andare in giro da solo?
- (Sofia) No. - No...
- Sono piccolo? - Medio. Direi medio.
Se entro in un ristorante per soli animali, mi trovano un posto anche se è tutto pieno?
Sì.
- Sono il leone. - Ma dai!
Eh, be'. Questa volta ho vinto io. Vinci sempre tu!
Dai, togli questo, finisci di mangiare e poi devi fare i compiti.
- Prima suoniamo, me l'hai promesso. - Te l'ho promesso dopo i compiti.
- Non è vero. - Come non è vero? Certo che è vero! E poi non sei tu che decidi. Dove vai?
(SOFIA CANTA "ONE WAY OR ANOTHER" DI BLONDIE)
- (Gabriele) Brava! Brava. - Non ce la farò mai senza di te.
- Ma certo che ce la fai! Ti fidi di me? - No!
- Come no? - Be', sì. Ma se sbaglio un accordo al saggio? Tu non ci puoi fare niente.
- E invece sì. - Cosa?
Allora, al secondo accordo che tu sbagli, io stramazzo al suolo, fingo il malore...
..tu getti la chitarra e ti butti su di me, mi fai un massaggio cardiaco...
..e la gente va in visibilio, successone!
- Sei scemo? - Sì, onestamente sì. Anzi, facciamo così, ancora più rock.
Tu continui a suonare, con i denti, però, tipo Jimi Hendrix,...
..e con i piedi mi fai il massaggio cardiaco, con l'altra mano saluti,...
..gente in piedi, tournée, andiamo all'estero, Tokyo, San Marino...
Però adesso fai i compiti.
(SOFIA SUONA "ONE WAY OR ANOTHER" DI BLONDIE)
(MUSICA DAL TELEVISORE)
(Giornalista) Eccoci all'ultima edizione del nostro TG.
La primavera è arrivata, ma solo per metà Italia.
In questi giorni, infatti, un nucleo di aria gelida dalla Siberia sta arrivando in Europa...
.. e giovedì raggiungerà l'Italia portando a nord-est nevicate anche in pianura...
.. e sulle coste adriatiche venti freddi.
Allora, questa è Sofia. Qui è con Alfio.
Ci dorme sempre, anche d'estate. E' una cosa incredibile, certe sudate! Sofia, non Alfio.
Qua si era appena tagliata i capelli. Aspetta che ingrandisco. Guarda che bellezza.
Mamma mia, quando si è vista, si voleva ammazzare!
Cioè, prima voleva ammazzare me, e poi lei. Povera...
Be', devo dire che Gabriele, omettendo per un attimo i mille difetti,...
..è uno che prende molto a cuore le persone, le persone vicine...
E quindi, Laura? Mi dicevi lavori con Giulia, giusto?
- Sì, sono due anni, ormai. - Ah! E hai figli?
- Sì, uno. - Come si chiama?
- Federico. - Bellissimo Federico! E hai una foto?
- No. Scusate, vado un attimo alla toilette. - (Gabriele) Prego.
- Quando torni, ti faccio vedere le foto delle vacanze. Se possibile, sono ancora più... - Sì.
- Ora tu chiedi scusa a mia moglie! - Perché?
Perché? Ti portiamo in un ristorante ultra romantico...
Romantico finché non arriva un'onda anomala che sparecchia tutto!
- Con una bonazza devastante! - Oh! - Tesoro, è un modo di dire.
E tu? "Senti che pensiero bellissimo ha Sofia, guarda come suda Sofia..."
"Facciamo un minuto di silenzio per il taglio di capelli di Sofia, mm!"
Ma poi, scusami, cosa te ne frega della foto do Federico?
- Era per parlare, far conversazione. - Guarda, Gabri, io te lo dico da donna.
Se esco con uno che mi parla solo della figlia, ma sai che palle!
- Come "esco con uno"? - Amore, è un modo dire. Sono sette anni che Adriana ti ha lasciato.
- Sono sette anni che ti presentiamo donne! - Non hai voglia di conoscere qualcuno?
- Io conosco un sacco di gente. - Ma no, intendo dire una relazione!
- No, non ci penso proprio, troppo complicato! - Cosa c'è di complicato? Rifarsi una vita?
A parte che Sofia non l'accetterebbe mai. Già c'è la madre che...
E' semplicemente tornata ad avere una vita. E tu cosa aspetti?
Non è Sofia il problema. Non usarla come scusa!
(Mara) Allora, incominciamo dall'oggetto.
Le immagini che abbiamo scattato, i file che otteniamo dalle nostre macchine fotografiche,...
..non sono il risultato finale del nostro lavoro,...
..ma rappresentano una sorta di diamante grezzo,...
..o come avrebbe detto Michelangelo, un blocco di marmo,...
..dal quale estrarre tutto il potenziale e la bellezza che contengono.
Io ho cominciato così, proprio in questa città.
Bruttina, eh?
L'ho intitolata blocchetto di marmo.
Prima regola: se la vostra foto è una schifezza, ricordatevi di darle un nome ricercato,...
..qualcosa per cui gli altri possano pensare, "boh, forse sono io che non ho capito".
(RISATE)
- Buongiorno. - Buongiorno.
- Mi scusi, lei è iscritto al nostro workshop? - No. Passavo di qua, ho visto che era aperto.
Ah! Perché questo è un workshop a pagamento a numero chiuso.
Immagino. E' che io conosco bene Mara.
(Mara) Scherzi a parte, prima regola: non cercate di fare foto belle.
E' tanti anni che non ci vediamo e...
Quindi non avrà difficoltà a contattarla successivamente, senza passare per uno stalker.
(Mara) E comunque, come diceva Ansel Adams:...
.."Quando fai una foto, dentro ci sono tutte le immagini che hai visto".
Lei non ha idea di quante persone si inventano storie pur di imbucarsi nei nostri workshop.
Ah, non me ne parli, guardi. E' uno dei grandi problemi del nostro paese!
I libri che hai letto, la musica che hai ascoltato...
Stalin, Hitler, Pol Pot... Tutta gente che ha cominciato imbucandosi ai corsi di fotografia.
Le persone che hai amato.
- Ha finito? - Sì.
- Posso farle strada? - No. - Scrivetela.
Arrivederci.
- (Ragazzo) Va bene, ci penserò. - (Chicco) Ok. - Grazie. - Prego.
- Senti, quando fissiamo la seduta? Lunedì? - Lunedì non posso.
- Che giorno puoi? - Giorno mai. Quel giorno lì posso.
- Dai, lo sai che ci tengo. Ci tiene anche lui. - Ah, be', se ci tiene lui, allora!
(MUSICA ALLEGRA)
(Gabriele) Ciao. Senti, io stasera avrei un problema.
Devo vedere con un tipo per una partita di chitarre vintage e mi chiedevo,...
..non è che potresti andare tu alle prove del saggio di Sofia?
- Sempre che Bruce Lee sia d'accordo, eh! - Sono Bruce Lee, idiota. Ti passo Adriana.
(Adriana) Gabriele, ti sembra il momento di dare buca a Sofia?
(Gabriele) Lo so, hai ragione, ma è proprio un affare imperdibile.
E poi, insomma, non è il saggio, è solo la prova generale, andiamo!
Mamma non capisce niente di musica!
(Gabriele) Adriana, ti dispiacerebbe, per una volta,...
..non mettere in viva voce quando sei al telefono con me?
(Sofia) Non puoi non venire, papà!
E' la prima prova in teatro!
Ci daranno la scaletta!
- E poi lo sai che ho una paura matta. - E se venisse lo zio Chicco?
(Rachele) Quando ho letto questo libro, ho pensato, finalmente!
Era ora di superare certi cliché!
L'autrice dà un bello scossone a tanti pregiudizi...
..e riesce a dare voce a tutte quelle donne, ma anche uomini, perché ne conosco tanti,...
..che semplicemente non condividono l'idea che senza figli la vita non ha senso.
Credetemi, a me piacciono i bambini. Quasi tutti.
(RISATE)
- Allora? - "Scusa, un contrattempo."
"Sto trattando una partita imperdibile di chitarre vintage. Arrivo tra 30 minuti."
- Non sei abituata ad aspettare. - Ha un impegno.
- Oddio, un altro malato di lavoro. - Vuol dire che abbiamo già qualcosa in comune.
(SOFIA CANTA IN MODO STONATO "ONE WAY OR ANOTHER" DI BLONDIE)
Va be', è una prova, dai.
(SOFIA CANTA IN MODO STONATO "ONE WAY OR ANOTHER" DI BLONDIE)
Brava, amore! Brava!
Brava. Senti, io vado. Mi raccomando, gelato e poi a letto, chiaro?
- Non posso neanche guardare un film? - Ma non tu, Sofia!
Ah! Ok, va bene. Ah, scusami. Al tizio delle chitarre vintage... non parlare subito di Sofia.
- E tu stai molto attento a quello che dici a Sofia, chiaro? - (Chicco) Sì.
Ciao. Scusate.
- E' arrivato. - Carino!
Ssh...
- (Mara) Ciao. - Ciao.
Piacere, Mara Vanelli.
Scusami. Quanto tempo, eh! Come stai?
Bene. Sei elegantissimo. Non dirmi che è per questo che hai fatto tardi.
Troppo elegante, dici?
- Troppo è la mia parola preferita. E la tua qual è? - Boh.
- Dimmene una così, d'istinto. - E' proprio "boh".
Ti presento la mia amica Beatrice.
- Ciao. Piacere, Beatrice. - Ciao. Piacere, Gabriele.
Falle gli auguri, si sposa tra poco.
L'ho capito da come stringe disperatamente il bicchiere.
E tu che fai? Sei sposato?
Sì, sposato. E poi mi son divorziato. E ho anche una bellissima ba...
- Ba? - Rca. Una barca.
- Un panfilo? - No, una barchetta per...
- Carina. - Piccina. - Per pescare. Ci si rilassa.
Ragazzi, io vado a prendermi qualcos'altro da bere. A dopo, ciao.
- Insomma, tu che fai? Dove vivi? - Bella domanda.
Diciamo dove mi porta il lavoro, insomma.
Qui mi appoggio sempre da mia zia, come ai tempi dell'università.
E' una grande. E' lei che ha presentato il libro stasera.
- Carino. E chi lo ha scritto, Re Erode? - Veramente è mia sorella.
Ah, scusami. No, era per fare... Tra l'altro complimenti. E' proprio una bella...
Scemo! Scherzavo. E comunque dovresti leggerlo, perché è molto interessante.
(MUSICA DI "MALE DI MIELE" DEGLI AFTERHOURS)
Oh, gli Afterhours! Vieni.
- No, ti prego, mi vergogno. - Dai! - No, non mi fare ballare.
# Di neve al centro dell'inferno, ti va? #
# Male di miele! Male di miele! Male di miele! Male di miele! #
(MUSICA ROMANTICA)
(Mara) Perché non ce ne andiamo in un posto tranquillo?
(Gabriele) Ho in mente un posticino...
(MUSICA ROMANTICA)
- Sei tutto sudato. Sei agitato? - Eh? No! Non hai caldo anche tu?
Veramente ho un po' freddino. Infatti ti volevo chiedere...
- Qui tengo spento altrimenti si imbarca il legno delle chitarre. - Si imbarca cosa?
Il legno delle chitarre. Ti dispiace? Si è incastrato. Grazie.
(Mara) Comunque ti dicevo... Ecco qua.
E' strano ritrovarsi qua dopo tanti anni, tutti e due liberi, senza una famiglia né legami, no?
- Una famiglia... Vediamo come va questa sera. - Oddio no, per carità!
- Non ti piacciono i bambini? - No, non è che non mi piacciono. Non li sopporto proprio!
- Ma dobbiamo parlarne adesso, in questo momento? - No, no.
Ah!
Tu non hai figli, vero?
- Figli? - Figli!
Io? No!
- Ah! - No...
(MUSICA ROMANTICA)
Ciao.
(MUSICA SUSPENSE)
Oh, scusa! E' vero, dovevo fare l'inventario.
No, non ti preoccupare. Lo fai dopo. Senti...
- Chicco? Chicco, puoi... - Ah, scusa. Dimmi.
Senti, qual è per te la cosa più importante, quella alla quale non rinunceresti mai?
- Be'... - No, dico a parte...
- La musica. La musica! - Le ragazze e la musica.
- E la musica! - Diciamo che viene da te la ragazza dei tuoi sogni, il tuo sogno erotico.
Maria, la mia tata.
Ma avrà 86 anni, è una vecchia! No, una che ti piace ora, adesso.
- Piera! - Piera.
- La ragazza degli elettrodomestici all'angolo. Favolosa! - Piera.
- Viene e ti dice che vuole uscire con te. - Impossibile. Le piacciono solo brasiliani.
Va be', dei brasiliani le hanno svaligiato casa, lei è diventata razzista.
- Basta brasiliani, lei vuole te, solo te, ma c'è un piccolo problema. Concentrati. - Sì.
Odia la musica. Odio puro, totale. Non vuole nemmeno che tu la ascolti con le cuffie.
Basta musica. Tu rinunceresti alla musica per lei?
Non odia la musica. Sta con João, un bonghista brasiliano.
- Chicco, è per dire. Si ragiona per assurdo, lo capisci? - Sono innamoratissimi.
- Ma chi se e frega! Chi se ne frega. - Ok, scusa. Chi se ne frega.
João è il capo della banda dei brasiliani che le ha svaligiato la casa,...
..quindi basta João, basta brasiliani, lei vuole solo te, viene da te e ti dice:...
.."Chicco, io ti voglio tanto bene, ma tu devi rinunciare alla musica".
- Tu che fai? - Continuo ad ascoltare musica di nascosto.
- Oh! Era ora! - E' giusto adesso?
Giusto, sì. Mi piace parlare con te, mi aiuta a capire come comportarmi. Grazie.
Figurati. Tra l'altro fra un ora c'è l'appuntamento.
Sì. Che appuntamento?
Vuole cominciare lei? Prego. Perché si trova qui?
- Perché vorrei che Gabriele tornasse a parlare con papà. - Certo. Lei, Gabriele?
- Io sono qui perché me l'ha chiesto Chicco. - Però mi scusi, lei mi sembra scettico.
Senta, io ho cominciato ad andare in terapia a 15 anni, quando quello è sparito...
..lasciando me e mio fratello, che aveva tre anni, soli con mia madre.
Cinque anni dopo sono tornato in terapia, quando mia madre è morta.
Poi ho cominciato a litigare con mia moglie. Tre anni di terapia di coppia.
Lei mi ha lasciato. Sei anni di terapia da padre separato.
Ho fatto terapia da seduto, da sdraiato, junghiana, freudiana, lacaniana addirittura!
Ora, alla mia età, la terapia col mago me la risparmio molto volentieri.
Mi scusi, però qui nessuno intende proporre soluzioni magiche. Noi attraverso il dialogo...
No, si riferiva a me. Che, per inciso, non sono un mago!
Lui sa benissimo, ma lo dice per farmi inca... Per irritarmi.
Io ho passato tutta la vita a lavorare sulle navi, come intrattenitore poliedrico.
- Poliedrico? - Poliedrico! - Ballerino, musicista, illusionista.
- Interessante! - Eh, sì. Dà le sue soddisfazioni.
Lei è stato un musicista.
Ma che c'entra? Parliamo piuttosto di come è stato poliedrico come padre.
Nove figli sparsi in tutto il mondo. Nove, giusto? Non ci sono aggiornamenti?
Loro due, altri sei maschi, e poi c'è Lucy, la femmina.
Ma l'unico che mi odia è lui. Tu pensa che va in giro a dire che sono morto.
- Ahi... - Questo non è vero. - Lo fa.
Non è vero, non lo faccio. E poi scusi, anche lei, come fa a dare retta a una persona così?
Dà del tu a tutti, uno che è ottant'anni che è in Italia...
..(con accento inglese) e parla ancora così!
- Gabri, dai! - Puoi dirgli di non chiamarmi "Gabri"? - Usa il pronome.
- Sono anni che cerco di costruire un rapporto con te, ma bisogna essere in due. - Appunto.
- Giusto! - Quando sono venuto alla tua laurea, mi hai mandato affanculo.
Sono venuto al tuo matrimonio, mi hai mandato affanculo.
- Quando è nata Sofia, sai cos'ha fatto? - L'ho mandato affanculo. Questo può scriverlo.
- Io ancora non la conosco. - E' sempre nostro padre.
No, non credo proprio. E forse nemmeno il tuo, visto che ti ho cresciuto io.
- Però fai come ti pare. Scusi. - Ehi, Gabri? - Che c'è?
No, è che non mi hai ancora versato lo stipendio. Ci sarebbe...
- E io ho cercato di fare un prelevamento. - (con accento inglese) Prelevamento...
- Bastano? Arrivederci. - Forse è la tesserina che non va. - Può essere.
Poi il resto lo dà a me, per favore.
(Mara) Sì, a Roma ci sono mia madre e cinque sorelle. Io sono la più piccola.
Hanno un sacco di figli e diciamo che, dopo la morte di papà, ci vediamo poco. E tu?
- (Gabriele) Anche mio padre non c'è più. Mia madre anche. - (Mara) Mi spiace.
(Gabriele) Ho un fratello che lavora con me. E poi...
Ecco, vorrei dirti una cosa un po' delicata.
Innanzitutto, da quando ci siamo rivisti, io non faccio altro che pensare a te.
- E per questo voglio essere molto onesto. - Non è vero che hai divorziato.
No, è vero!
E' vero. E' che io...
- (Bambino) Lo voglio io! Lo voglio io! - (Uomo) Giovanni, che palle... Dai, daglielo.
Senti, anch'io ho voglia di dirti una cosa. Da dove comincio? Aspetta.
Non so, basta che finisca bene.
E' che in tutti questi anni, da quando ho lasciato l'Italia,...
..ho avuto molte storie, anche importanti, però ho scelto di stare da sola.
E non mi pesa, sto bene così.
Mi liquidi così?
Gabriele... E' stato breve ma intenso.
Non roviniamo tutto.
No, è che le scelte che ho fatto nella vita,...
..come quella di fare un certo tipo di lavoro...
(SCHIAMAZZI DEI BAMBINI)
..di non avere figli e di viaggiare spaventano gli uomini, almeno la maggior parte.
Oppure incontro uomini che la pensano come me...
..e si finisce col non incontrarsi o, ancora peggio, con l'annoiarsi.
- Ti ho toccato! - Non è vero! Prendimi!
E quindi mi dicevi, tu hai...
Ti dicevo che, appunto, io ho... (URLA DEI BAMBINI)
Scusa.
(SCHIAMAZZI DEI BAMBINI)
Mi scusi, le sembra normale...
..che mentre due persone cercano di passare una serata tranquilla e romantica,...
..ci sia qualcuno che salta e urla per tutto il locale?
Sono desolato. Sa, sono bambini.
Ma ciò non significa che sia lecito disturbare solo perché sono bambini.
- Cioè, le sembra normale questo? - Assolutamente no.
Ti do cinque euro se te ne vai. Dieci euro, pagamento in contanti.
- (Cameriere) Mi scusi, sono molto dispiaciuto. - E fa bene. Fa bene!
Anzi, guardi, io non ce l'ho neanche con questi bambini, se mai... Mi scusi, grazie.
Perdonami, è che certe situazioni mi mandano in tilt.
Uno viene in determinati locali per passare una serata romantica e poi...
Cos'è che mi dicevi? Io ho...
E' che adesso ho perso un attimo il... Io ho...
Ho veramente tanta voglia di passare del tempo con te.
Sai, sono stato molto solo ultimamente. E poi eccoti qua. Insomma, è bellissimo.
Salute.
(Sofia) Cosa guardi?
- La casetta. Ormai sei grande, no? - No, e mi piace anche.
Ma questo è ovvio.
- Però non credi sia ora, non so, di pensare di regalarla a una bambina più piccola? - No!
- E' mia! - Certo, amore. Ma te l'abbiamo regalata che avevi tre anni.
Ora sei grande, sei una signorina. Guarda come sei alta.
Voglio dire che a volte occorre fare spazio se si vuol fare entrare qualcosa di nuovo.
- Ma io non voglio cose nuove. - Ah, no?
- Guarda come ci entro. - Sì...
Ci entro benissimo, anche con Alfio.
- Guarda come sto comoda. - Vedo, vedo.
Guai a te se me la tocchi, chiaro?
Chiaro. Però adesso esci, dai. Dobbiamo andare dalla mamma.
Magari Alfio lo lasciamo... Va bene.
(MUSICA ALLEGRA)
(Mara) Curioso. Molto... minimal!
Sì. Mi ispiro a questo stile "post pignoramento", sai?
No, è di un mio amico concettualista.
E quant'è che sei divorziato?
Sette anni. Perché?
Be', manca.
Manca?
Un tocco...
..femminile!
Ah! Grazie. Scusami, io non ho preso niente.
Non ti preoccupare.
(MUSICA ALLEGRA)
- Ah! - Ah! La foto, la foto!
(Mara) Te la ristampo!
Senti un po'...
- Quand'è che ci vediamo ancora? - Non lo so. Facciamo stasera?
No, stasera non posso. Facciamo domani?
Questo cos'è?
- Bastardo! Questo... è di Chicco! Mio fratello, sai? - Mm.
Non avevi detto che aveva 30 anni?
Sì, sì... Ma li porta molto bene, ne dimostra otto.
- Allora non lo voglio conoscere. - No, ma era...
Scherzavo! Prima o poi me lo farai incontrare, no?
Oddio, è venerdì! Teresa!
(TERESA PARLA IN UNA LINGUA INCOMPRENSIBILE) Teresa, ferma! Ferma lì!
Ma Gabriele, che è successo, sono venuti i ladri?
- No, che ladri? - Oh, signore mio! Hai problemi di soldi? Hai pignorato i mobili?
No...
Sì... Teresa, è il negozio. Non va bene, c'è grossa crisi.
Non sapevo come dirtelo. Dobbiamo sospendere per un po'.
Certo. Io posso venire a dare una mano. Poi mi dai i soldi quando ce li hai, non c'è problema.
Lei è stato sempre molto gentile con me.
Grazie. No, però il lavoro è lavoro ed è giusto che...
- Ma davvero. Vengo anche per Sofia! - Grazie.
Però è proprio l'orgoglio. E' una questione di orgoglio.
- Ma no! Tu faresti lo stesso con me! - No. Francamente no. Dai, su.
- Io vengo! - No. - Sì! - No. - Sì! - No. - Sì! - No!
Teresa, no! Che cazzo!
Andiamo fuori una sera a cena. Una bella pizza, anche con Sofia. Va bene?
- Pago io, eh? - Sì, paghi tu. Facciamo aperitivo e pizza. Aperipizza!
- Va bene. Aspetto la sua chiamata, va bene? - Sì, ti chiamo io. Queste le tengo io. Ciao.
Allora, se Mara capita in negozio, tu dille che non sai dove sono.
E se c'è Sofia, con una scusa la porti nel retro e la tieni nascosta, chiaro?
Sì. Però scusa, se Sofia entra quando Mara è già nel negozio, chi porto nel retro?
- Smettila. - Posso andare io, magari.
- E' una cosa molto seria, chiaro? - Se è seria, allora fammi anche le case serie.
Quindi la porta larga meno della casa e le finestre dell'ultima magari rotonde.
Va bene. (IL CELLULARE SQUILLA)
Sì, pronto?
(Uomo) Sono l'insegnante di musica di Sofia. La lezione è finita mezz'ora fa. Ma lei dov'è?
Oh, cavolo, Sofia!
- Perché hai quella faccia? - Perché mi hai portato qui?
(Gabriele) Perché sono mesi che mi chiedi di venire a fare bungee jumping.
Sì, e sono mesi che tu mi dici che prima dovrei passare sul tuo cadavere.
Ti sembro morto? Ho cambiato idea.
Poi questi qui sono bravissimi, preparati. Lui è il migliore d'Italia.
- Ho pensato una cosa. - Mm, cosa?
- Che forse dovrei stare più tempo da te, per un po'. - Perché?
Quei due sono tutti presi dal bambino che deve arrivare e io e la mamma litighiamo sempre.
- La mamma è solo un po' stanca. - Appunto.
- Amore, stai con me già metà settimana. - Be', se ti pesa tanto, non vengo.
Ma no, non ho detto questo. E' che quando tu non ci sei, ne approfitto per fare delle cose.
- Che cose? - Cose.
Cose... Mi riposo un po', faccio le faccende di casa, stiro...
- Ma da quando ti piace stirare? - Mi piace. Ho scoperto il fascino dello stiraggio.
Poi magari esco con un amico, cose normali.
- (Ragazzo) Vai! - Bello!
- Hai una fidanzata? - Che fidanzata? No!
Il papà di Roberto, quando si è fidanzato, prima di dirglielo...
..gli ha comprato la Play e venti giochi!
- Be', io non sono il papà di Roberto. - No, hai ragione. Tu sei molto più tirchio.
Sofia, non sto cercando di corromperti. Va tutto bene.
Lo sai che farei qualunque cosa per vederti felice.
- Qualunque? - Qualunque, certo.
(MUSICA SUSPENSE)
- Mm-mm. - Mm-mm.
(MUSICA SUSPENSE)
(Sofia) Che figo! Dai, buttiamoci! Sbrigati, papà! Dai!
(Ragazzo) Tre, due, uno!
(Sofia) Fico! (GABRIELE URLA TERRORIZZATO)
(Sofia) Sì! Fico!
Se dici a Chicco che sono svenuto, la prossima volta ti porto sulle giostrine, chiaro?
Che figura!
(Gabriele) Senti, per me è un periodo molto delicato.
- Tra il lavoro, è tornato pure mio padre... - Ah.
Ho bisogno di un po' di tempo per me, almeno i weekend, mm?
Se vuoi un po' più di tempo, ci mancherebbe. Io posso aspettare a partorire.
- Fammi tu uno squillo quando sei pronto. - Per me non c'è problema. Lei come si chiama?
Senti, perché non vai a rompere due mattoni con la testa, così ti rilassi un po'?
Noi qui stiamo parlando. Grazie.
- Come si chiama? -Io... A parte che non è importante come si chiama.
- Allora è vero! - No. Sì. Allora, per favore, non dirlo a Sofia. Non sa nulla.
E' stata una cosa... E' appena successo, un colpo di fulmine.
Ah, ecco. L'ha colpita un fulmine!
Guarda, trova il modo per dirlo a Sofia il prima possibile,...
..perché la conosci, è un cane da tartufo e più aspetti, peggio è.
Sì, poi...
Anche perché questa è una che vive all'estero, magari finisce.
E' inutile dirglielo subito.
Comunque tenerla noi di più, in questo momento, è improponibile.
- Ma veramente Massimiliano mi sembrava così possibilista. - Ruffiano!
Massimiliano, su questo, conta quanto te: niente!
Decidiamo tutto io e Tito. E' vero, Tito?
Poi, quando è nato, ci regoliamo.
Non c'è una sedia ferma in 'sta casa? Mi sta venendo da vomitare a fare avanti e indietro.
- (Gabriele) Questo qua deve andare lì sotto. - Mi si è addormentato.
(MUSICA ALLEGRA)
(MUSICA ALLEGRA)
Amore, è pronto! Vieni?
Sofia?
Amore, che è 'sta mosceria?
- Ti sei messa il rossetto? - Ah, l'hai notato?
- Te l'ha dato la mamma? - No, l'ho trovato in bagno.
Amore...
Ascoltami. Io non so se son stato un buon padre oppure no, però di una cosa sono certo.
Ti ho sempre insegnato che non bisogna giudicare le persone...
..senza sapere quello che gli sta realmente accadendo.
Vedi, Chicco sta cambiando.
Io non so se è una cosa passeggera, se sia gay, transessuale, lesbica, non lo so,...
..però qualcosa in lui si è rotto, qualcosa di molto grosso.
- Tu pensi che io sia stupida, vero? - No!
- Sei fidanzato con questa? - Cosa intendi per fidanzato?
- Voi vi baciate con la lingua? - Sì. Ma non spesso.
Perché non me lo hai detto?
Ma perché l'ho appena conosciuta, e poi ne stiamo parlando ora, no?
Ti vergogni di presentarmela? Non lo so, ti vergogni di me?
Amore, no! Tu sei la cosa di cui io vado più fiero al mondo, Sofia!
Allora ti vergogni di lei! E' brutta? Le puzza l'alito?
No. A parte che, se ci baciamo in bocca con la lingua, non...
No, è più perché tu sei un po' sconvolta dall'arrivo del fratellino, allora preferivo...
- Dacci un taglio. - Ok. E poi, va be', ci sarebbe anche un'altra...
Questa veramente...
Lei non... A lei non piacciono molto i bambini.
- In che senso? - Be', ha questa... Tu sai cos'è una fobia?
- Certo! No, non lo so. - Tipo te coi ragni, ecco.
Be', grazie del paragone. E tu ti sei messo con una così?
Sì... No! No, no. Ma l'ho scoperto dopo, da poco, da pochissimo.
Quindi fammi capire, non le hai detto che hai una figlia?
No, non ancora.
- Non ancora?! - Amore, non è importante, tanto è una cosa che sto chiudendo...
Sta' zitto. Portami da mamma.
Sofia?
(LA PORTA SI CHIUDE)
Eh, ti odia! Che paroloni! Il tuo è il tipico panico da padre separato.
- Una volta Tommaso non mi ha parlato per due settimane. - Perché?
Ma non so, probabilmente perché sono suo padre.
Sto veramente male.
- Tu non sai cosa vuol dire star veramente male. Vuoi che ti racconti la mia giornata? - No!
Mi sono alzato alle tre perché Giuseppe aveva la tosse. Molta tosse? No.
- Ma noi abbiamo la radiolina. - Tutti ce l'hanno.
Giulia non dorme senza quella cavolo di radiolina che amplifica anche le puzzette.
Non ho più preso sonno. Poi ho accompagnato Tommaso a scuola.
Sono tornato a casa, dove ho cambiato due volte Giuseppe, che aveva scagazzato ovunque.
- E' un bambino. - Sì, poi l'ho portato all'asilo dove entra mezz'ora prima. E perché?
- Non lo so. - Non lo so! Non l'ho mai saputo! Non lo voglio sapere! Io eseguo!
E adesso sono qui per otto ore dove vedrò una sfilza di nani...
..che mi odiano come il loro peggior nemico!
Tu non sai cosa darei per essere al tuo posto, con una donna giovane, indipendente, bona,...
..con cui fare l'amore in una casa vuota, dove posso urlare!
Ma piantala, che saresti morto senza Giulia e in ragazzi.
Questo è quello che desidero! La morte!
Che venga col suo lungo mantello e mi faccia finalmente dormire, per l'eternità!
Ah, sì, è un volontario. Piace molto ai bambini.
Una volta gli ho chiesto di vestirsi da clown...
..e mi ha sfilato una carta da dietro l'orecchio con scritto "col cazzo".
Comunque adesso ho una visita, devo andare. Fatti vivo. Sono qua. Ciao.
Ciao. Come mai sei qui? Sofia sta bene?
Sì, sì. Sono venuto a trovare un mio amico medico. Tu?
Io mi tengo allenato, esercizio. Se vuoi, posso fare le cose per Sofia?
- Quand'è il suo compleanno? - Tre giorni dopo il mio.
- Sì, certo. - Dovresti ricordarlo. Il 23 di...
- Certo, il 23, sì. - Il 23 di...
Se no potremmo farlo anche a Natale, sai? Sarebbe bello!
- Grazie di tutto. - Oh, grazie a voi. Molto gentile.
- Prezzi modici. Se ha bisogno, mi chiami. - Grazie. Arrivederci. - Ciao.
- Quindi è vero che non riparti? - Ti sembrerà strano, ma non ci penso proprio.
Sono un po' stanco di girare. E poi non sai, vorrei riavvicinarmi a te e a Chicco.
Siamo sempre stati qua.
- (Mara) E' posto fantastico! - Bello. Potrei andarci con Barbara.
- E chi è Barbara? - Una.
- Si possono fare anche passeggiate coi cavalli. - Figata! Dovresti portarci Sof...
- (Mara) Chi? - (Gabriele) Chi? - Chi è? - Foclé.
- E che nome è? - Sofocle. - Sofocle. - E' greco, un nostro amico greco.
Sì. Fa una feta!
Poi ha avuto un esaurimento nervoso e adesso fa ippoterapia. Una persona tenerissima!
Magari l'amico greco stavolta lo lasciamo a casa.
Senti, che dici se prenoto per il ponte dopo il matrimonio di Bea?
- Per noi due, dici? - Sì.
- Bellissima idea! - Ti va? - Sì! Sì, sì.
- Scusa, ma è un posto antibambini? - "Childfree". Niente anti. Iniziamo.
- Non mi piace più. - Perché?
Io prendo sempre il menù bimbi. Non ce l'hanno qua, che mangio?
Scusa, è che non l'avevo capita.
Peccato che il menù bimbi questa sera non ci sia.
- Ma io il sushi lo mangio... Salatini. Stasera vado di salatini. - Tieni. - Bravo.
- Grazie. - Porta via. - (Chicco) Buona serata.
- Certo, capisco che tuo fratello è un po'... - Parecchio, sì.
- Che ci fai qui? - Be', abito qui, no?
- E come sei arrivata? - Mi ha portato Max.
- Ah. E ti va di venire a mangiare con me? Offro io. - Mm... No!
Dai, ti prego, da solo mi santo sfigatissimo.
Se vuoi, puoi salire e mangiare con me e papà.
- No, papà ha ordinato il sushi, quelle robe... - Davvero?! Io adoro il sushi!
Come adori il sushi? Sofia! Sofia!
- Ciao! - Macché ciao!
(CITOFONO)
Sì? Come?
(MUSICA SUSPENSE)
- E' il sushi? - Sì, scendo subito!
- Perché non sale? - No, ha la gamba in doppia fila.
Dov'è?
(MUSICA SUSPENSE)
- (Mara) Ti sei persa? Hai sbagliato piano? - No, non mi sono sbagliata. E tu?
(Mara) Spero proprio di no.
Chi è?
- Chi è? - Ti spiego, scusa.
- E il sushi? Non è arrivato? - Adesso...
(Sofia) Hai cambiato l'arredamento? Fa schifo così!
- (Gabriele) Guarda, ti posso spiegare tutto. Allora, lei e Sofia ed è mia... - Sorella!
- Non mi avevi detto che avevi una sorella così... - Così?
Piccola.
- Oh! Mamma mia, ti senti male? Vieni qua. - Ho avuto come un...
Mamma mia, ma hai i battiti bassi. E' un mancamento, sei tutto sudato.
- Vuoi un bicchiere d'acqua? Porto anche dello zucchero! Aspetta. - Sì, grazie.
E' caldo, molto caldo. Sofia, vieni qua, amore.
- Ma cosa stai facendo? - Volevo vederla.
Ho capito amore mio, ma così...
- Preferivi che le dicessi la verità? - No, no.
Hai detto che te ne liberavi.
Sì, me ne libero, ma mi devi dare il tempo. Quindici giorni, d'accordo?
Ok. Ma non chiedermi di essere gentile con lei.
No, no.
- Grazie. - Meglio? Ti vedo che hai preso colore.
Mi è tornato...
(CITOFONO)
- Cos'è? - Il citofono. Altri parenti in arrivo?
- Chi è? E' il sushi! - E' il sushi. - Ringraziamo Dio! - Quinto piano.
(Mara) Raccontami un po' di tuo papà.
Mio papà è una specie di pazzo. Ha figli in mezzo mondo. Nove.
- Ma non mi avevi detto che era morto? - Ma lo è. Metaforicamente, diciamo.
- Lui è il più vecchio e io sono la più piccola. - E quanti anni aveva quando ti ha avuto?
- Non lo so. Forse cento. - 65. Vuoi un po' di vino?
- Sì, ne ho proprio bisogno, guarda. - Sai, mio papà è una specie di mago.
Fa sparire quadri, giocattoli, bambini, di tutto.
E' come una grande coniglio che fa figli e poi li abbandona.
Io adesso vivo con mia mamma, che è incinta ed è a letto malata.
- Incinta di tuo papà? - No, incinta del mio insegnante di karate.
- Si dice "karatè". - Karate, karatè... Insomma...
Va be'.
E allora, visto che per me è molto dura stare a casa in questi giorni,...
..ho chiesto al mio fratellone se poteva ospitarmi qui per qualche giorno...
..e lui ovviamente mi ha risposto di sì.
- Sì, c'era questa ipotesi, ma sai come sono i bambini, no? - Lo so.
- Dici una cosa... - Va be'...
- Bleah! C'è troppo wasabi. Lo vuoi tu? - "Ciancicato" non mi piace.
(Gabriele) Vado un attimo di là. Scusate.
- (Gabriele) Sicura che non vuoi che ti accompagni? - (Mara) No, tranquillo.
Va bene. Senti, scusami. Non sapevo che sarebbe arrivata così all'improvviso.
- Non mi ha avvisato. - Va be', dai, sono due settimane. Ci vedremo da un'altra parte.
Eh...
Certo dev'essere strano avere una sorella così giovane.
Se ci pensi, potrebbe essere tua figlia.
Non ci avevo mai pensato... Eccolo qua! E' arrivato! Perfetto, no?
- Di solito, se lo chiami, arriva. - Ma questo a volte non...
Buonanotte, allora. Ci vediamo domani.
Scusami, è una cosa di 10, 15 giorni.
Io ci tengo tanto a te, voglio assolutamente...
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Ma tu sei davvero sicuro che questa la vuoi lasciare? - Sì, certo.
- (Beppe) E così ora tu e tua figlia siete fratelli? - Cosa ridi?
- Una sorella di nove anni?! - Eh! - A casa con te?!
Il fratellone!
- E poi è una rompiscatole assurda! - Eh, bella gara!
E non solo. Ho promesso ad entrambe che, entro 15 giorni, mi sarei liberato dell'altra.
Bravissimo!
E comunque è la sorella, mica la figlia.
E poi si tratta solo di due settimane, non ci devo andare a vivere insieme.
Mi sento una merda.
Certo, a pensarci bene non sembrano nemmeno fratelli. Lui è così accogliente.
Comunque questa cosa di Mara è strana. Forse ha subito un trauma. A tutti piacciono i bambini!
Ma se tu non li sopporti! Ti lamenti sempre!
Ma cosa dici? Se non li sopportassi, non farei questo mestiere, no?
I bambini sono la mia benzina.
E che ne sai? Magari questa è la volta buona che cambi idea sui bambini!
- Sì, e magari apro anche un asilo nido! - (Beppe) Non ti agitare o ti sale.
Come faccio? Sofia è la mia vita, però Mara... Ho completamente perso la testa.
Comunque, cara Mara, mi sembra di capire che stai perdendo la testa.
- Ah! - Aspetta!
Va be', comunque stai un fiore. Quello a rischio coronarico sono io.
Questo si sapeva!
Smettila di lamentarti e pensa piuttosto a qualcosa che le faccia andare d'accordo.
- Tipo? - Tipo trova qualcosa che piaccia ad entrambe, no?
E' il monolocale di Sofia. Se lo porta dappertutto.
Be', non ci vuole Freud per capire che ha bisogno di stabilità.
Il fatto che tu non me l'abbia detto in qualche modo mi ha un po'...
Mi dispiace. Con questa cosa che hai coi bambini ho pensato...
A parte il fatto che non mi aspettavo che arrivasse così all'improvviso.
E' che a me piace la chiarezza. Penso che sia alla base di ogni relazione.
- Sì, anch'io. - Questo vale anche per Sofia.
- In che senso? - Una madre incasinata e un padre che non c'è mai.
Già questo, poverina... Ora, al di là delle mie scelte che, capisco, possono essere estreme,...
..però, una volta che hai un figlio, non è che puoi lasciarlo in coda ai tuoi problemi, scusa.
- Sì, in effetti... - Altrimenti che li fai a fare?
Bisogna essere portati per fare i genitori, sai?
- E tu? - Io cosa?
- Perché non ti piacciono i bambini? - Sentimento reciproco.
- Non è vero. Ad esempio, a me piaci. - Tu scherzi. Potrei raccontarti cento episodi.
- Raccontamene uno. - Va be', uno. Berlino, era l'inizio del master.
C'era una mia amica con un bimbo di tre anni e questo piccolo stronzetto,...
..ad un certo punto, prende il mio primo book, lo fa a pezzetti e se lo mangia pure!
Ah, no, allora hai fatto bene. Non sapevo di questo retroscena.
Se un bambino di tre anni ti mangia il book, è giusto non volere mai più un figlio.
- Brava, giusto! - Perché sono fatta così.
Non riuscirei mai ad impostare la mia vita sui bisogni di qualcun altro.
Sarà una forma di egoismo, ma l'idea di essere giudicata o analizzata proprio non la sopporto.
Potresti provarci.
E perché? Per poi essere criticata dopo 30 anni per tutte le cose che ho fatto di male?
Ma perché devi fare male le cose? Non capisco.
Perché i genitori fanno sempre le cose male.
Non è la prima cosa che ti insegnano quando vai dall'analista?
Va bene.
- Oh! Gli Afterhours! - Eh, già.
- Oddio! Perché sono quattro? - Mica potevo non dirlo a Sofia.
- Eh, certo. - Tra l'altro viene anche Chicco, così il giardino d'infanzia è al completo.
- Giusto. - Guarda che, se non la portavo, Sofia mi ammazzava.
Dopo i Blondie, sono il suo gruppo preferito.
Cosa? No! No, vedi che dopo... No, basta.
No, no. No! Il divano non è sfoderabile. Te lo dico, non è sfo...
No!
(Gabriele) Be', Mara è stata carina a prendere i biglietti anche per te, no?
- (Gabriele) Andiamo tutti insieme con la mia? - No, io ho un appuntamento con Gaia dopo.
- Ma chi è Gaia? - Una. Appena è finito il concerto, devo schizzare via.
- Io vado con Chicco. - (Gabriele) Va bene.
Non si fuma in macchina!
- Va bene così, Gabriele? - Per me è uguale.
Lui dice così solo perché ha paura di te.
Faccio due tiri e la spengo.
Se vuoi farti venire un tumore, fai pure.
Ma io non voglio finire orfana di un fratello per colpa tua.
- Bambini... - E io che pensavo di avere delle sorelle rompicoglioni!
(MUSICA ROCK)
- Gabriele? - Sì? - Devo andare in bagno. - Chiedi a Chicco.
- Mica può entrare nel bagno delle donne! - Ah, no?
(Sofia) Mamma dice che non bisogna sedersi sui water dei bagni pubblici.
Allora che fai, la tieni fino a casa?
Non posso.
Mamma porta sempre delle salviettine igienizzanti. Le tiene sempre in borsa.
Io viaggio leggera.
- Sei tutta rossa e ti tremano le gambe. - Non sei esattamente una piuma.
- Mica sono grassa! - Non ho detto che sei grassa. Occupato!
- Hai fatto? Hai fatto sì o no? - Mi sa che devo fare anche quell'altra.
Quell'altra cosa?
Quell'altra...
(MUSICA DI "MALE DI MIELE")
- Che c'è? - No, niente.
- Madonna, che ansia! Cosa vuoi che succeda, dai? -Il peggio!
(Chicco) Sono due donne che si contendono un uomo, è normale.
- Se tu ti togli di mezzo, disinneschi la bomba. - Dici?
Sì. Una volta mi è successo con due ragazze. Mi sono dovuto togliere.
Poi si sono fidanzate tra loro, ma questa è un'altra storia.
(MUSICA DI "MALE DI MIELE")
# E non è dolce essere unici. #
# Ma se hai un proiettile ti libero. #
- Oh, eccola qua. - La mia preferita!
(SOFIA URLA)
- Mara dov'è? - Sta vomitando!
(SOFIA URLA)
- Come sta vomitando?! - Secondo me è una che beve!
# Hai la pressione bassa nell'anima. #
# Com'è strano il sapore che non riesco a sentire. #
# Male di miele! Male di miele! Male di miele! Male di miele! #
(Sofia) # Male di miele! #
Senti...
- Piera! - Ne capisci qualche cosa di allarmi?
Allarmi...
Sai quelli che suonano? Gli allarmi.
Chicco?
Io sto uscendo, vado a prendere Sofia.
Chicco?
Chicco!
Ma no!
(GABRIELE SBUFFA)
(IL CELLULARE SQUILLA)
Ma che coglione! Adriana, ciao. Sono io.
Senti, ho un piccolo problema. Non è che potresti andare tu oggi a prendere...
Ah, non puoi. No, non posso nemmeno io. Ma chi mando?
No, io sono...
No, niente, lascia stare. No, ho trovato la soluzione. Sì, scusami.
Gabri mi ha detto che non ti piacciono i bambini.
- Ti ha detto solo questo? - Be', mica abbiamo parlato così tanto di te!
- Non ti ha detto cosa mi piace? - No.
Bisognerebbe conoscere le persone per quello che piace loro.
- Per me tu sei un po' misteriosa. - In che senso?
Nel senso che è un mistero il motivo per cui piaci a mio fratello?
- Non molli mai, eh! - Tu hai sempre odiato i bambini?
Io non odio nessuno.
E comunque ti informo che sei stata bambina anche tu, anche se sembra impossibile.
Non me lo ricordo tanto bene.
- Da bambina ci andavi alle feste? - Poco. Dopo, però, parecchio. Perché?
Perché Gabriele si è scordato di dirti che mi devi accompagnare in un posto.
Non dovevamo andare a casa sua?
No, no!
Qui c'è la festa di Ambra, una mia compagna di classe.
- Io intanto chiamo Gabriele. - Sì, sì.
(SCHIAMAZZI DEI BAMBINI)
Quale festa? Porca miseria, la festa! Mi son dimenticato! Oddio!
- Questa me la paghi. - Hai parlato con qualcuno?
- Perché? - Entra in un bar, prendi un caffè, lascia pure lì Sofia, non ti preoccupare.
- Io alle feste non entro mai. - Tranquillo, sopravvivo.
Mi raccomando, stai lontana da quei bambini. Sono terribili. Per non parlare delle madri...
Ti aspetto. Ciao.
(SCHIAMAZZI DEI BAMBINI)
Che casino lì dentro! Tu sei la mamma di...
Nessuno. Piacere, Mara. Ho accompagnato Sofia.
Piacere, Donatella. Io sono la mamma di Enrico, quello che urla.
- Sì, l'ho sentito. - Ma... tu stai con il padre?
Io? Per carità! Tra l'altro, neanche lo conosco. Io sono un'amica del fratello.
Be', io lo conosco poco, ma mi sembra un bel tipo.
So che comunque ha una certa età.
Be', dipende dai gusti. Ti piacciono quelli più giovani?
- Almeno di una ventina d'anni. - Ah, però! In effetti...
- In effetti? - A trovarne!
(CHICCO CANTICCHIA)
Come hai fatto a entrare? Era chiuso.
Voglio andarmene.
Ma dove andiamo? Dobbiamo aspettare Gabriele.
- Che c'è? - Sono delle stronze.
Chi?
Ogni tanto si può dire una parolaccia, no?
Certo, quante ne vuoi. Sapessi quante ne dico io!
Ambra e Cecilia.
Dicono che mi do delle arie con la chitarra, ma invece sono solo una povera sfigata.
Che stronze! Lo sai che avere una passione è un dono che hanno in pochi?
E non solo alla tua età. Tu gli dai fastidio per questo, capito?
Ti racconto una cosa. Io sono la piccola di cinque sorelle.
Se avessi dato ascolto a loro, non avrei mai fatto la fotografa.
Sembra "Piccole donne"!
Sapessi quante volte l'ho letto quel libro. Ce l'avevo sempre sul comodino.
- Mi identificavo sempre con Jo. - Anch'io.
- Ma come hai iniziato a fare la fotografa? - (Mara) Così, per caso, perché...
- Ciao. - Ehi, ciao. - Tutto bene? - Mm-mm! - Sì, tutto bene.
- Come mai qua fuori? - Ti spiego dopo.
Ma tu, piuttosto, come stai? Perché sei tutto sudato. Ti vedo agitato.
- No, è che ho corso. - Ah.
- Voi, piuttosto, cosa stavate confabulando? - Niente. Cose nostre.
Ah, be', se sono cose vostre!
(DIALOGO INCOMPRENSIBILE)
- Va bene? - Sì. Puoi farmi sapere se qualcuno ha bisogno?
- Certo, ci mancherebbe. Ciao. - Ciao.
Sei in anticipo, no? Pensavo tornassi a casa con...
- Devo avvisarti quando passo in negozio? - No, figurati.
Mi serviva del contante, sempre che sia rimasto qualcosa.
- Dai, gli avrò dato 150 euro. - A quale titolo?
- Sono soldi miei. - I soldi della cassa sono soldi tuoi?
- Tengo la busta dello stipendio in cassa. Posso? - Ah.
E comunque ti sta prendendo per il culo. Poi fai quello che vuoi.
Grazie. Senti, passando alle cose serie, domani sera a cena da te.
- Che ne dici se porto un'amica? - Mm-mm.
- Cioè, non mi chiedi chi è? - Chi è?
Piera!
- La Piera... Quella degli elettrodomestici? - Sì.
E João? Non stava solo con brasiliani?
Mi ha detto che era un caso, che posso andare bene anch'io.
Si vede che si accontenta.
Sì, comunque per sicurezza, mi sono iscritto a un corso di portoghese. "Por sicureza."
Amore, andiamo a preparare la pizza? Guarda che tra un'oretta arrivano zio Chicco e Piera.
Ah, finalmente una serata normale! Potrò essere tua figlia.
Oddio, normale quando c'è di mezzo lo zio Chicco, non direi. Che è?
Mm! Salta su.
Oh!
Allora, pronti a impastare.
(CITOFONO) - No! - Andiamo al citofono!
Andiamo al citofono, presto!
All'arrembaggio! Sì?
No, guardi, non ci serve nulla. Grazie.
Ah. Ok, sali.
Chi è?
E' Mara. Una sorpresa.
Pare ci voglia preparare una bella cena esotica. A noi piace esotico, no?
- E la pizza? - La facciamo. Facciamo pizza esotica, mm?
Non è giusto. Adesso dovrò fare tua sorella anche con la fidanzata dello zio!
- Ma ieri ti piaceva così tanto! - Ieri era ieri.
(Gabriele) Senti che profumino questa Indonesia!
A me non piace il piccante.
- Tranquilla, sono stata delicata. Perché in genere... -Io mangio solo la pizza.
Sofia, ti va di aiutarmi ad apparecchiare? Dimentico sempre qualcosa.
Ti va?
Tesoro, mi dispiace, te l'ho detto. Però non roviniamoci la serata.
- E' già rovinata. - Dammi ancora un po' di tempo, ok?
Tu fai quello che vuoi, tanto io non conto nulla.
Vieni qua, dammi "un'abbracciatona".
- (Mara) Dove sono i sottopiatti? - Sotto il televisore, mi sembra.
- (Mara) Destra o sinistra? - Destra. O sinistra.
Se non sono a destra, sono a sinistra.
(Mara) Non li trovo. Eccoli!
(SUONO DI UN SMS)
- Ma chi è che scrive? - (Piera) Niente.
Ma è sempre João? Ma non gli hai ancora detto che stiamo insieme?
- (Piera) Quasi. - (Chicco) Che risposta è "quasi"?
Lascia fare a me. E' un tipo sensibile.
Com'è che vi siete conosciuti voi due? Perché Chicco non ci racconta nulla.
(con accento napoletano) Avevo un problema con l'allarme in negozio e gli ho chiesto una mano.
- E lui ha risolto? - No, però mi detto una cosa troppo romantica.
- (Gabriele) E cioè? - Voleva un frigo con un freezer molto potente.
Perché ci doveva ibernare il cuore che non gli sarebbe più servito,...
..almeno finché non fosse riuscito ad uscire con me!
- Amore! - Leopardi proprio!
- Amore, non è tua? - Ti giuro, non lo sapevo. Io l'ho fatto in buona fede.
No, ma è un modo di dire. Leopardi... Giacomo Leopardi. Tu sai chi è?
Due anni di lettere!
Eh, appunto. Sentite che profumino di Indonesia.
(Piera) Che profumo! Grazie.
(Gabriele) L'Indonesia a casa.
- Buon appetito! - Questo ti piacerebbe tantissimo.
- (Gabriele) Allora buon appetito! - (Piera) Buon appetito.
(COLPI DI TOSSE)
(Gabriele) E d'altra parte... se uno mangia Indonesiano, mangia Indonesiano!
- (Piera) Oddio! - (Mara) Mi dispiace.
- A me piace! - Scusate, pensavo di essere stata delicata.
(Gabriele) Molto Indonesiano, eh?
Saranno le carote.
(RISATE)
- Io ho scelto sulla pizza, ragazzi. - Bravo. Grazie.
(DIALOGHI DAL TELEVISORE AD ALTO VOLUME)
E quindi, Piera, mi dicevi che a un certo punto hai abbandonato i tuoi studi umanistici.
Peccato, perché mi sembravi...
E ti sei buttata sul ramo degli elettrodomestici. Com'è?
- Com'è? Faccio la commessa. - Sofia, puoi abbassare un attimo?
(IL VOLUME SI ALZA)
E... una cosa che ci si chiede spesso, se la chiedono tutti, almeno io...
I cestelli delle lavatrici girano... Hanno una logica?
- Vanno in un senso e poi nell'altro? C'è una regola? - Che regola?
(IL VOLUME SI ALZA)
No, dico, i cestelli vanno in un senso e poi...
Cioè, seguono una... oppure c'è un processo? Vanno a cazzo o... Come funzionano?
Sofia, puoi abbassare il televisore, per favore? Non riusciamo a parlarci. Grazie.
Ma chi sei, mia madre?
- Non sono tua madre, ma posso benissimo chiederti un po' di educazione. - Ma sta' zitta.
- Sta' zitta. - No, è che...
- Io me ne vado. - No, ma dove vai? No. Perché?
Sofia, adesso basta. Basta. Che è oggi?
Mara? Mara...
- Dai, chi se ne frega del televisore, no? - Ma le ho solo chiesto di abbassare.
Sì, no, hai ragione. E' che la bambina è un po' tesa.
- Va be', tra tre giorni se ne va, no? - Sì, infatti.
Allora passo a prenderti venerdì alle nove?
- Ciao. - Ciao.
- Vanno sia in senso orario che antiorario. - Eh?
- I cestelli delle lavatrici. - Ah. Vado un momento da Sofia, scusate.
Certo che la tua famiglia è parecchio fuori!
Te l'ho detto che ero il più normale, non ci credevi.
E' per questo che mi piaci!
Ciao. Dai qua.
Ecco fatto. Orca miseria! Cosa ci hai messo dentro, la zia?
Ho portato un po' di cosine, volevo farti una sfilata in privato.
Ah! Anch'io ho portato il mio completino in lattice aderente. Devi vedere che roba!
Scemo!
Attenzione.
(radio) Finalmente c'è il sole! RDS!
(IL CELLULARE SQUILLA)
Ciao, Bruce Lee! Dimmi.
(STRIDORE DEGLI PNEUMATICI)
Non poteva stare con qualcun altro?
Non lo so, io a volte ho la sensazione che per tua sorella esisti solo tu.
Guarda, non so che dire. Il bambino doveva nascere a fine aprile.
In più oggi Chicco è fuori con Piera. Non sapevo proprio a chi lasciarla.
Comunque Chicco mi ha assicurato che domani viene a riprendersela. Mi dispiace.
- Sei arrabbiata? - Secondo te?
Già è complicato farsi un weekend con una ragazzina, mettici pure che ti odia. Ciao.
Ciao! Non è vero che ti odia. Non ti odia
C'è puzza di fumo.
Scusa, hai ragione. Ecco.
Scusa anche tu.
(MUSICA ALLEGRA)
- Questa è la chiave della stanza. I vostri bagagli sono già in camera. - Grazie.
- Solo una cosa, signora. Mi scusi, la bambina non può entrare. - Lo so.
- Appunto, non potrebbe proprio essere qui. - Ma si tratta di un'emergenza.
Capisco, ma abbiamo una policy molto chiara sulla presenza dei bambini.
- Sì, ma è un'emergenza. - La nostra policy...
Senta, io conosco benissimo la vostra policy, non c'è bisogno che lei me la spieghi.
Mi scusi solo un secondo.
- Signora, salve. - Salve.
Non possiamo categoricamente accettare la presenza di bambini nella nostra struttura...
..che, come lei sa, garantisce ai propri ospiti l'assenza di certi inconvenienti.
Senta, stiamo facendo una tragedia per una ragazzina? Ma dove siamo, scusi?
Siamo esattamente dove pensava di recarsi quando ha prenotato qui da noi.
Senta, io so benissimo dove mi trovo e perché l'ho scelto.
Ma le ripeto che si tratta di un'emergenza.
Facciamo un patto. Io sopporto i bambini meno di lei, ma questa è sveglia ed educata.
Si fermerà solo una notte. Se recherà qualche danno, ne risponderò io personalmente.
Va bene così?
Solo per una notte.
- Andiamo in piscina, voglio fare i tuffi! - Non si può, questo è un bagno termale.
- E perché? - E' acqua sulfurea, roba che costa.
Qui ogni schizzo di piscina mi fanno pagare 30 euro.
Be', io ho quasi cinquanta euro nel salvadanaio, posso fare un tuffo e mezzo.
- Mi sa che queste terme non sono tanto per bambini. - Ah...
Però ci sono bambini e bambini.
(MUSICA DI "THAT'S THE WAY I LIKE IT" DI KC AND THE SUNSHINE BAND)
- Le signore desiderano qualcosa da bere? - Per me... champagne.
- Per lei? - Succo d'arancia.
- Con o senza vodka? - Con, ovviamente. - Ovvio.
- E no, niente foto. - Mi scusi. Ma quella chi è?
Non l'ha riconosciuta? Allora cosa fotografa a fare, scusi?
E' Sofia Delongue, la cantante, con la madre.
La cantante è quella piccola, la madre è l'altra.
Vediamo...
(SCATTI FOTOGRAFICI)
(MUSICA DI "THAT'S THE WAY I LIKE IT" DI KC AND THE SUNSHINE BAND)
(Oscar) Che cosa le posso preparare?
Tu che cosa ci fai qua?
Secondo te?
E' un mondo crudele, pare che ci sia più bisogno di camerieri che di illusionisti.
E poi devo pagare un sacco di alimenti. E tu, invece, che ci fai qui?
- Sono qui con la mia ragazza e Sofia. - Sofia? Ma Sofia non può entrare!
I bambini sono malvisti qui dentro. Ma se vuoi, parlo col...
No, abbiamo già risolto. Non ti preoccupare e non ti immischiare. Ho già i miei casini.
- Casini di che tipo? - Nulla che ti riguardi.
- Sarò invisibile. Stando a quello che dici tu, è quello che mi viene meglio. - Esatto.
- (Mara) Sono dolce? - (Sofia) No, amara. A-mara...
Eh, battutone! Tu sei piccola e fastidiosa.
- Non te l'ho chiesto. - Ah, scusa.
- Ho le ali? - Sì. Sono da mangiare?
- Sì, ma ai bambini non piaci. - E perché mi mangiate?
Perché ci obbligano. Dicono che fai bene e sei buona.
- E tu che pensi? - Tocca a me.
- Scusa. - Tu vivresti con me?
- Neanche morta! - Ti faccio paura?
- Sì, un po'. E io a te faccio paura? - Un po'.
Questa è per te.
Ma quando...
- Questa è la mia preferita. - Ma io sono così?
(DIALOGHI NON UDIBILI)
Diciamo che un ritratto esprime un po' come sei e un po' come ti vede il fotografo.
Bella questa! Me la devo segnare per il prossimo workshop.
E brava Mara, eh? A-mara!
(Sofia) Eccomi!
- Prego. - Grazie.
- Gabri, vieni anche tu! - Scusa. Vado.
- (Sofia) Be', non è proprio così che te l'immaginavi, eh? - (Mara) Cosa?
Gabri che fa il riposino e tu a passeggio con una bambina.
Be', in effetti... Però tu non sei una bambina qualunque.
- Tu sei Sofia Delongue, no? - No! (SCATTI FOTOGRAFICI)
E certo, le star non vogliono essere fotografate.
- Giochiamo a nascondino? - No, ti prego, proprio non lo sopporto.
- Perché? - Perché le mie sorelle mi facevano sempre fare la conta.
Solo che loro se ne andavano in casa a fare la merenda e io tutto il pomeriggio a cercarle.
- Be', che stronze. - Eh.
- Dai, inizia a contare! - No, ti prego. Oddio...
(Mara) Uno, due, tre... Nove, dieci!
Sofia? Guarda che ti trovo!
Sofia? Sofia?
Sofia! Dove sei?
Mannaggia, non ti trovo. Sofia!
Sofia? Sofia!
Sofia!
Sofia!
(preoccupata) Sofia! Perché non mi rispondi? Questo gioco non mi piace più!
Sofia!
(Uomini e donne) Sofia! Sofia! Sofia!
Adesso dimmi se la vita non è assurda!
E' una settimana che lavoro in un albergo vietato ai bambini... e mi perdo un bambino!
Sofia Delongue!
(Gabriele) Sofia! Sofia!
(Gabriele) Sofia!
(ABBAIARE DEI CANI)
- (Oscar) L'ho trovata! E' qui! - (Gabriele) Sofia!
- (Oscar) Vieni! - (Gabriele) Sofia!
- Vieni, Sofia. - Sofia! - Sono qui, papà! Prendimi, papà!
- Sofia... Tranquilla. - Ho avuto tanta paura.
- Tranquilla, ci sono io. - Ho freddo. Ho visto degli animali. Dov'eri, papà?
Ho tanta paura.
(Gabriele) Non ho mai trovato il momento giusto per dirti la verità. Avevo paura di perderti.
Mi hai perso. Dimmi solo una cosa, l'hai obbligata tu a mentire?
- No, non proprio. - No, ma non voglio sapere niente.
Cioè, due settimane. Ma ti rendi conto? Chissà le risate vi siete fatti tu e Chicco.
- Sempre che sia veramente tuo fratello, perché questo... - Sì, Chicco è mio fratello.
A dire la verità... Il barman che ha ritrovato Sofia è mio padre.
- Cosa? Non faceva il mago? - Illusionista.
Lui è più un'illusionista che arrotonda con qualche lavoretto.
- Senti, scusa, io lo so che ho sbagliato, però pure tu... -Io cosa, scusa?
Io sarei colpevole del fatto che tu mi hai nascosto di avere una figlia?
No, la colpa è mia. La colpa è tutta mia, ci mancherebbe altro!
No, tu sei semplicemente riapparsa dal nulla, mi hai fatto innamorare...
..e dopo due minuti, mi hai detto che non volevi bambini tra i piedi, allora...
Senti, Gabriele, non tentare di giustificarti.
Sia chiaro, io non me ne sto andando perché hai una figlia,...
..io me ne vado perché sei un bugiardo, un vigliacco e anche un immaturo.
E l'unico bambino da buttare fuori a calci in culo, qui dentro, sei tu!
(Sofia) In realtà, Gabriele è mio papà, non mio fratello.
Ho detto quella bugia perché Mara ha la fobia dei bambini. Sai cos'è una fobia?
Sì, sì. Bevi un po' di tè, amore.
Almeno mi sono tolta un peso.
E' brutto non poter dire la verità perché qualcuno non ti vuole.
E' proprio vero, hai ragione.
- (Gabriele) Sofia, andiamo. - Aspetta! Aspetta. Scegli una carta.
- Te la ricordi? - Mm-mm. - Rimettila dentro, dove vuoi.
Ok, adesso facciamo così.
Poi io li passo e tu mi fermi quando vuoi.
Stop!
- Wow! Come hai fatto? - E' la magia.
No, tienila. Vedrai che ti porta delle belle sorprese.
- Sai, anche mio nonno è un mago. - Davvero? Allora dev'essere un gran bel tipo.
- Non lo so, non l'ho mai conosciuto. - Sofia, dai, andiamo. Saluta il signore.
- Ciao. - Ciao, Sofia.
Grazie.
Dai.
- Come hai fatto? - Sono solo trucchi.
Meglio farli con le carte che con le persone.
(MUSICA MALINCONICA)
(Sofia, dal telefono) Ciao, papà. Il marmocchio è sempre attaccato alla tetta di mamma.
Ma è carino. Come stai? Mi sa che resto ancora un po' qui.
Oh, non ti ammazzare prima del saggio.
(MUSICA MALINCONICA)
Gabri, come va? Sono nel tuo ristorante preferito.
Anche il tempo non è cambiato, hai visto?
Mi ha chiamato la baby-sitter. Devo andare dal ferramenta, dai pompieri, non lo so.
Tommaso ha messo una mano dentro una latta di ferro e non riesce più a toglierla.
Ma se tu mi chiami, io ti rispondo. Dai, dai, dai!
(MUSICA MALINCONICA)
(Chicco, dal telefono) Ciao, fratello. Che fai? Giochi alla Play? Minecraft?
Tanto lo so che sei lì. Quanto durerà 'sta storia?
Va be', ti aspetto. Ciao ciao.
Ah, senti, ci hanno svaligiato il negozio stanotte.
(CHICCO RIAGGANCIA)
Ma che è successo?
Niente. Era uno scherzo solo per tirarti fuori di casa.
Aspetta, non te ne andare! Ho scritto un pezzo per te.
- E da quando scrivi i pezzi? - Non volevo dirtelo, ma è il mio sogno nel cassetto.
Poi tu, essendo il musicista di famiglia, non volevo ferirti.
Sai, tu hai dovuto rinunciare a tutti i sogni per badare a me e a Sofia,...
..e allora ti ho dedicato questo pezzo.
- Lo vuoi sentire? - No. Non roviniamo tutto.
E dai, l'ho scritto per ringraziarti che mi hai fatto da papà senza che fosse dovuto.
- Voluto! Senza che fosse voluto. - Si intitola "Patello".
- "Patello"? - "Pa-tello": mezzo papà, mezzo fratello.
- Capito. - Sembra... Preferivi "fra-pà"?
- Teniamo "patello". - Va be', dai. Vieni qua, ascoltalo. L'ho scritto per te.
- Dai, ci lavoro da un anno. - Sì...
(MUSICA ALLEGRA)
(CHICCO FA DEI VERSI)
# Quando da bambino mi annegavi alla SPA, eri fratello o papà? #
- Fratello. Ma questo è Morandi. - Ci lavoro da un anno.
- Appunto. - # Quando mi lanciavi per aria, per testar la gravità, eri fratello o papà? #
Dipende. Quando ti prendevo, ero papà.
# Nonostante tutto io ti chiamerò "patello". #
# Dolce come un papà, amico come un fratello. #
# Sei forte, patello! #
- E' finita? - # Quando mi allattavi col latte e col limoncello, eri papà o eri fratello? #
(OSCAR SUONA E CANTICCHIA)
(NOTE SOVRAPPOSTE DI VARI STRUMENTI)
(VOCI E NOTE SOVRAPPOSTE DI VARI STRUMENTI)
- Sofia. - Sei venuta? Papà non c'è, arriva tra un'ora.
Non sono qui per lui. E' per te.
(LA RAGAZZA CANTA IN INGLESE)
- Papà, ho tanta paura. - A chi lo dici! Me la sto facendo sotto. Scherzo!
(LA RAGAZZA CANTA IN INGLESE)
Guarda, papà, c'è anche il cameriere dell'hotel. Il mago.
L'illusionista. L'ho invitato io.
Pensavo ti avrebbe fatto piacere avere qua tutta la famiglia.
- Nonno? - Sì.
Adesso tocca alla piccola Sofia Pinotti, che eseguirà il suo brano con il suo papà Gabriele.
- Sofia, goditela. Andrà benissimo. - Un grande applauso!
(APPLAUSI)
(PAROLE NON UDIBILI)
(SOFIA SUONA E CANTA "ONE WAY OR ANOTHER" DI BLONDIE)
(MUSICA DOLCE)
Hai visto? E' facile. Dai, prova.
- E' stato bello rivederti sul palco. - Siete stati bravissimi. - Grazie.
- Se solo non avessi smesso di fare il musicista! - Eh...
Io e Sofia saremmo morti di fame.
Ma...
- Ma porca... - Ma chi è, ancora João?
- Ancora João? - Non guardare me, parla con lei.
- Eh, sì, parlo con lei. - Nonno, dov'è Bali?
In Indonesia. Io ci sono stato, sai? Bellissimo! Perché, ci vuoi andare?
Io no. Ci va Mara. Domani.
- Amore, hai visto Mara? - Sì.
- Quando l'hai vista? - Oggi è venuta prima del saggio, alla scuola di musica.
- E che cosa ti ha detto? - Tante cose. Cose nostre. Oggi finisce il workshop.
Io non vorrei impicciarmi delle tue cose ma, se fossi in te, io andrei da lei.
- Le donne adorano le sorprese. - No. Questa volta l'ho fatta troppo grossa.
(Oscar) Non fare come ho fatto io.
Ogni volta che mi sono trovato in difficoltà, sono sempre scappato via, dai.
A me dispiacerebbe non vederla più.
E' stata una bellissima esperienza.
Come sempre, quando si trasmette qualcosa, sono io la prima ad imparare.
Ancora quello?
- No. - Fatti una vita.
(MORMORIO)
Sono sempre stato un coniglio, lo so.
Sono un insicuro e davanti alle sfide ho sempre mollato, sempre.
Quando è iniziata la nostra storia, io non avevo la minima idea di cosa sarebbe successo.
E ho completamente perso la testa.
Tu eri la cosa più lontana da me.
Mi spaventava l'idea di un futuro insieme,...
..eppure non riuscivo ad immaginarmene uno senza di te.
E ti ho delusa, lo so.
Io mi vorrei... picchiare in testa per quanto sono stato stupido.
Però quello che è successo mi ha insegnato una grande cosa.
Ho scoperto quanto può essere bello stare con una persona diversa da te,...
..che ha quello che tu non hai.
Be', anch'io ho qualcosa che tu non hai.
Per prima cosa, Sofia. Senza di lei non sarei quello che sono.
Diciamo la versione migliore di quello che sono.
Tu dici sempre che una foto può raccontare una storia. Be', direi che questa parla da sola.
L'ho fatta dieci anni fa, mentre te ne andavi.
Scade domani.
(RISATE)
(piangendo) Grazie.
(MUSICA MALINCONICA)
(SUONO DI VARI SMS)
Ma chi è, ancora João? Ma non gli hai ancora detto di noi due?
- Non ancora. - Ma come non ancora? Stiamo insieme da mesi.
Mi sembra sempre di essere in tre: io, te e João, io, te e João, io, te e João.
Senti, João ha una condanna pendente per rissa, fra due settimane va in carcere...
- (in napoletano) Ma perché dobbiamo inguaiarci? -In carcere?
- Eh! - Per rissa?
- Sì. - Ma mena?
Qualche volta!
(Sofia) Ma dove è finito il pallone? Andiamo a cercare il pallone là!
(SCHIAMAZZI DEI BAMBINI)
Dai, forza, andiamo!
(SCHIAMAZZI DEI BAMBINI)
E dai, su, fai la brava.
Poi quel pallone è grande. Non capisco. Dove è andato?
(MUSICA RITMATA)
Amici tuoi?
- Ohi, João! - Come "ohi, João"?
"Tudo bem?"
Come "tudo bem"?
Ciao, João.
Io "soy" Chicco, il fratello di Piera.
(MUSICA DI "ONE WAY OR ANOTHER" DI BLONDIE)
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